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Il figlio ha disturbi sociali, per la madre la colpa è anche dei Pokémon


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Secondo me é piú l'altissima pressione sociale condita da un padre assente e da una madre troppo protettiva: i Pokémon al massimo sono il suo mezzo per dimenticarsi della realtá. Anche perché se volesse, Pokémon potrebbe anche diventare un gioco che ti fa avere degli amici con i suoi tornei vgc live ...

 

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quando leggo queste cose divento furioso come Kratos

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Il ritiro dalla società è frutto della vita odierna nella società capitalistica.

Una società malata, dove se non eccelli in qualcosa non sei nessuno, dove se sei povero è solo colpa tua e dovresti vergognarti di esserlo, dove se vuoi una vita tranquilla con uno stipendio dignitoso, senza sognare di diventare, ad esempio, un manager, un presidente del consiglio, un CR7, allora non sei normale, specialmente in Giappone dove hanno una visione della vita ancor più rigida, non a caso è uno dei paesi con il maggior tasso di suicidi al mondo. Il fatto che egli giochi a Pokemon è una conseguenza, è qualcosa che gli dà tranquillità e gli permette di isolarsi dai suoi problemi. Come per ogni cosa, vi sono gli eccessi, anche giocar a Pokemon deve esser una cosa controllata se il soggetto in questione non ha il senso del limite e passa tutta la giornata sulle console.

Resta il fatto che se il soggetto in questione presenta dei disturbi e quindi non in grado di rendersene conto, la madre doveva svegliarsi prima, e non ora che ha raggiunto i 38 anni...

Modificato da HJR
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Non so perchè, ma leggere questo articolo mi ha fatto venire in mente quanto mi è stato detto da una psicologa quasi un anno fa... cito testuali parole:

 

"Perchè non approfitti del trasloco per mettere tutte le tue bambole in una scatola, che NASCONDERAI sotto il letto o nell'armadio, e non riempi la tua vetrinetta con delle foto incorniciate di te e delle tue amiche che andate alle fiere?? Non ti sembra il caso di fare qualcosa di più adulto, di uscire da questo tuo disadattamento e di renderti conto della tua età?".

 

Premetto che ho scritto "nasconderai" tutto in maiuscolo per un motivo preciso, praticamente per questa qua sarei una disadattata perchè a 30 anni colleziono bambole e altre cose che piacciono ai ragazzini e non faccio cose più "adulte, come (ancora testuali parole sue) uscire e andare nei locali". Peccato che non le sia entrata in testa una cosa: con queste "cose infantili" ci ho costruito quella che è la mia vita sociale, fatta di gente VERA (perchè, attenzione, a qualcuno -sempre uno di questi espertoni- è sorto il dubbio che i miei amici non esistano perchè "nessuno è veramente amico di una persona obesa nel mondo reale") che, magari, non vedo quanto vorrei visto che abitano tutti lontano, però ci telefoniamo, ci mandiamo foto, messaggini e regalini. E, quando appunto ci sono le fiere del fumetto, ci organizziamo e ci vediamo di persona. A volte ci vediamo anche senza una fiera di mezzo, pensate un pò, e c'è anche qualcuno che fa apposta dei chilometri in macchina anche solo per vedermi mezz'oretta. Io mi reputo una persona normalissima e pure adulta, nonostante le mie passioni, che la settimana scorsa ha pure ricominciato a lavorare dopo due anni di inattività causa continue visite in ospedale (e infatti tra dieci minuti esco e vado). Anche a questo proposito... se non avessi avuto le mie "cavolate" con cui distrarmi o il supporto dei miei amici non so come avrei fatto ad uscire dall'ultimo periodo che ho vissuto. Perchè quando parole come "tumore" e "oncologia" entrano a far parte della tua vita un pò vai nel pallone. Io ho avuto grossi problemi nel periodo della scuola, praticamente mi comportavo come quest'uomo: chiusa fissa in casa senza vedere nessuno. Grazie al cielo mi sono data una svegliata dieci anni fa e ho deciso di tirarmi fuori dal mio guscio, altrimenti sarei sicuramente rimasta imprigionata tra quelle quattro mura, prospettiva che adesso mi fa venire l'ansia solo a pensarci. Avevo paura di tutto, soprattutto delle critiche legate al mio peso o, appunto, alle mie passioni, in pratica avevo paura della gente. Adesso sono fiera di me, dei miei pregi e dei miei difetti, delle mie amicizie e... sì, pure della mia collezione. Forse non sarò mai Miss Espansione per eccellenza, una di quelle persone che si circondano di grupponi numerosi, però non vivo nemmeno isolata come una volta e da quando mi sono trasferita e abito finalmente in un paese decisamente vivo, quando esco con il cane mi fermo sempre a parlare con un sacco di persone. Ancora una cosa e poi scappo:

 

48 minuti fa, HJR ha scritto:

Resta il fatto che se il soggetto in questione presenta dei disturbi e quindi non in grado di rendersene conto, la madre doveva svegliarsi prima, e non ora che ha raggiunto i 38 anni..

 

Da una parte sono d'accordo con te, ma dall'altra vorrei dire che la madre avrebbe potuto fare poco e niente. Se non è il figlio a guardarsi dentro e a dirsi "basta, devo fare qualcosa o finisco male", un genitore ad un certo punto si arrende e si rassegna. Pensi che i miei genitori non abbiano tentato di tirarmi fuori di casa quando ero una ragazzina?? Logico che tenta una volta, tenta due senza risultati poi mi hanno lasciato perdere. Scusate se la maggior parte di quanto ho scritto non c'entra un tubo con l'articolo!!

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4 minuti fa, ValerieTownshend ha scritto:

Non so perchè, ma leggere questo articolo mi ha fatto venire in mente quanto mi è stato detto da una psicologa quasi un anno fa... cito testuali parole:

 

"Perchè non approfitti del trasloco per mettere tutte le tue bambole in una scatola, che NASCONDERAI sotto il letto o nell'armadio, e non riempi la tua vetrinetta con delle foto incorniciate di te e delle tue amiche che andate alle fiere?? Non ti sembra il caso di fare qualcosa di più adulto, di uscire da questo tuo disadattamento e di renderti conto della tua età?".

 

Premetto che ho scritto "nasconderai" tutto in maiuscolo per un motivo preciso, praticamente per questa qua sarei una disadattata perchè a 30 anni colleziono bambole e altre cose che piacciono ai ragazzini e non faccio cose più "adulte, come (ancora testuali parole sue) uscire e andare nei locali". Peccato che non le sia entrata in testa una cosa: con queste "cose infantili" ci ho costruito quella che è la mia vita sociale, fatta di gente VERA (perchè, attenzione, a qualcuno -sempre uno di questi espertoni- è sorto il dubbio che i miei amici non esistano perchè "nessuno è veramente amico di una persona obesa nel mondo reale") che, magari, non vedo quanto vorrei visto che abitano tutti lontano, però ci telefoniamo, ci mandiamo foto, messaggini e regalini. E, quando appunto ci sono le fiere del fumetto, ci organizziamo e ci vediamo di persona. A volte ci vediamo anche senza una fiera di mezzo, pensate un pò, e c'è anche qualcuno che fa apposta dei chilometri in macchina anche solo per vedermi mezz'oretta. Io mi reputo una persona normalissima e pure adulta, nonostante le mie passioni, che la settimana scorsa ha pure ricominciato a lavorare dopo due anni di inattività causa continue visite in ospedale (e infatti tra dieci minuti esco e vado). Anche a questo proposito... se non avessi avuto le mie "cavolate" con cui distrarmi o il supporto dei miei amici non so come avrei fatto ad uscire dall'ultimo periodo che ho vissuto. Perchè quando parole come "tumore" e "oncologia" entrano a far parte della tua vita un pò vai nel pallone. Io ho avuto grossi problemi nel periodo della scuola, praticamente mi comportavo come quest'uomo: chiusa fissa in casa senza vedere nessuno. Grazie al cielo mi sono data una svegliata dieci anni fa e ho deciso di tirarmi fuori dal mio guscio, altrimenti sarei sicuramente rimasta imprigionata tra quelle quattro mura, prospettiva che adesso mi fa venire l'ansia solo a pensarci. Avevo paura di tutto, soprattutto delle critiche legate al mio peso o, appunto, alle mie passioni, in pratica avevo paura della gente. Adesso sono fiera di me, dei miei pregi e dei miei difetti, delle mie amicizie e... sì, pure della mia collezione. Forse non sarò mai Miss Espansione per eccellenza, una di quelle persone che si circondano di grupponi numerosi, però non vivo nemmeno isolata come una volta e da quando mi sono trasferita e abito finalmente in un paese decisamente vivo, quando esco con il cane mi fermo sempre a parlare con un sacco di persone. Ancora una cosa e poi scappo:

 

 

Da una parte sono d'accordo con te, ma dall'altra vorrei dire che la madre avrebbe potuto fare poco e niente. Se non è il figlio a guardarsi dentro e a dirsi "basta, devo fare qualcosa o finisco male", un genitore ad un certo punto si arrende e si rassegna. Pensi che i miei genitori non abbiano tentato di tirarmi fuori di casa quando ero una ragazzina?? Logico che tenta una volta, tenta due senza risultati poi mi hanno lasciato perdere. Scusate se la maggior parte di quanto ho scritto non c'entra un tubo con l'articolo!!

Mia madre ha collezionato bambole per tutta la sua vita anche quando aveva 2 bimbe a cui pensare e una famiglia da mandare avanti e non si poteva davvero definire una persona asociale o che era rimasta al periodo dell'infanzia...io gioco a pokemon e non ho più 10 anni da un bel pezzo e penso di continuare finché mi andrà e chissenefrega di cosa pensano gli altri...certo non sto chiusa dentro casa 24h al giorno per giocare, ma evitare di incontrare gente così prevenuta potrebbe farne venire la voglia a parecchi...

Un bravo psicologo per la tua psicologa no?

 

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Ci sono giochi che se presi seriamente invogliano a stare chiusi in casa, ma Pokemon, per certo, non è tra questi. Il problema non è il gioco, ma il giocatore, che ,da quanto ho capito, ha già fatto la sua scelta.

IMG_1820.PNG.a88d57405f96976837c4e96afaad5099.PNGCapo Drago del progetto Pokeleague 2019 IMG_1820.PNG.a88d57405f96976837c4e96afaad5099.PNG

image.png.07f3116312b9d3ef5eff8b6bbc3d2172.png

(PokéFusion by @Deku-)

 

6ZbXpk8.pngMedaglia Lóng

 

 

 

 

 

 

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Capisco tutto ma la storia che vendono 2 versioni per far socializzare è una cavolata...alle medie e superiori ero isolata e per finire il gioco all 100 per cento (o meglio per avere entrambi i leggendari) mi compravo entrambe le versioni...:secret:

 

Poi se vuole giocare non vedo quale sia il problema, se riesce a trovarsi un lavoro ecc può pure continuare

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2 ore fa, RoseRed ha scritto:

Un bravo psicologo per la tua psicologa no?

 

Eh, tecnicamente vanno dal terapista a loro volta per prassi professionale... poi capita che mi dicano cose inquietanti e mi viene da pensare che dovrebbero andarci pure in privato, dal terapista. Tipo quando ho raccontato che un'amica, dopo essere stata a Milano a fare una gara di corsa con il padre, prima di andare a prendere l'autostrada a Lodi per tornare ad Imola, è passata dentro di proposito a Copiano per passare mezz'ora con me. La psichiatra mi ha chiesto: "Lei non ha pensato "Uffa, che rottura, questa qua è venuta a rompere le scatole", prendendo quella visita a sorpresa come un disturbo?"... me ne sono stata zitta di proposito, se avessi aperto bocca l'avrai mandata sicuramente a stendere...

 

(P.S: tanto per dire, la disadattata che colleziona stupidate per bambini è appena tornata dal lavoro e ci ritornerà nel pomeriggio!!)

Modificato da ValerieTownshend
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4 ore fa, ValerieTownshend ha scritto:

. Se non è il figlio a guardarsi dentro e a dirsi "basta, devo fare qualcosa o finisco male", un genitore ad un certo punto si arrende e si rassegna.

Dipende dai casi, credi che se uno non è psicologicamente sano ( qua intendo pazzia, non chi è magari semplicemente patologicamente ansioso o depresso, quella non è pazzia, è semplicemente il corpo che va in corto circuito per un certo periodo di tempo) se ne renda conto? Un pazzo non penserà mai di esser pazzo!

Magari in alcuni casi, semplicemente il soggetto non si rende conto di ciò che sta facendo, per quello, se qualcuno gli sta vicino e quel qualcuno è sano di mente, deve prendersi cura di lui e capire che non lo fa apposta, lasciar perdere in quei casi, significa semplicemente lavarsi le mani e non volergli bene!

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Già, è proprio pokemon il problema neh 

 

Un po' come le malattie genetiche dovute ai vaccini 

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credits to @Green

 

 

229MS.pngCapopalestra BuioIC_Big.png della Pokèleague229MS.png

dgbJVmd.png

Spoiler

Medaglia Azzardo D3FvLJE.png

Capopalestra dal 30/06/19

Vittorie : (7) - ShadowBlue (2) ; AittamB(2) ; ImAlco ; Ashishs73 ; Deku-

Sconfitte : (1)Green

Rateo : 7.0

 

Spoiler

MEDAGLIERE POKELEAGUE

D3FvLJE.png6ZbXpk8.pngb3Zb4ub.pngEQGH9X8.png9BgoyFu.png

 

 

uOYoqCN.pngoK6N37D.png

Fisahil.png

 

 

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4 ore fa, RoseRed ha scritto:

.io gioco a pokemon e non ho più 10 anni da un bel pezzo e penso di continuare finché mi andrà e chissenefrega di cosa pensano gli altri.

Esatto, magari vedono Pokemon come una cosa per bambini e poi sono i primi, a 30 anni inoltrati, ad aver la PS4 in casa con i vari Fifa, COD ecc..

Un videogioco è un videogioco, sia esso Pokemon, Fifa, Digimon o Tizio Caio ecc.. se io rispetto te, perché te non rispetti me?

Rimango sempre dell'idea che, fino a quando una persona non fa male ad un'altra o a sé stessa, fisicamente e psicologicamente, allora può fare quello che vuole!

Modificato da HJR
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