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[Riolu007] Avventure Pokèmon!


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Questa storia uscirà a episodi e sarà un simil anime pokèmon. Prima di far uscire il primo scriverò un prologo in cui verranno presentati i protagonisti e altre cose. 

I COMMENTI VANNO FATTI QUI: 

 

I fatti avvengono 2 anni dopo la vittoria di Vera e Brendon sui team Idro e Magma e contemporaneamente agli eventi di pokèmon Spada e Scudo.  

 

Prologo 

PERSONAGGI PRINCIPALI 

Pierè il protagonista principale, ha 9 anni (nel primo episodio ne compirà 10) e vive ad Albanova coi genitori i nonni e il fratellino. Adora i pokèmon passione che gli ha trasmesso il nonno materno.

SQUADRA:  image.png.cf024ba7a4e7bf532bc1d6ecda4927d8.pngimage.png.057bd13c8ba0951c91f612c9f7ab0639.pngimage.png.39b6d55411ffee05fdbc9ede015597da.png(Rockruff, Riolu, Chimchar)

Ginoè il padre di Pier e James, 42 anni, originario di Petalipoli come mestiere fa l'arredatore di basi segrete.

POKEMON: 286MS7.png184MS7.png667MS7.png267MS7.png (Breloom, Azumarill, Litleo, Beautifly) 

Katiaè la madre di Pier e James, 41 anni, è nata ad Albanova e ha girato il mondo coi genitori. La considerano una delle migliori star delle super gare live seconda solo a Vito e Orthilla.

POKEMON: 702MS7.png282MS7.png--> 282MMS7.png 407MS7.png038MS7.png038AMS7.png 300MS7.png(Dedenne, Gardevoir --> MegaGardevoir, Roserade, Ninetales, Ninetales di Alola, Skitty)

Jamesfratellino di Pier, ha 6 anni e adora giocare a immaginarsi lotte tra pokèmon leggendari. La sua passione, ereditata dal papà, sono le basi segrete e sogna di averne una tutta per lui in un posto fantastico. 

SQUADRA: non ha ancora l'età per allenare dei pokèmon 

Jakubnonno materno di Pier e James. In passato ha combattuto contro il team Idro e il team Magma per poi diventare un giramondo esperto di pokèmon. Conosce bene tutti i principali professori di pokèmon ed è un grande amico del prof. Rowan. Adesso vive ad Albanova la sua città natale con la moglie (64 anni).

SQUADRA: 330MS7.png585MS7.pngGreedent396MS7.png (Flygon, Deerling, Greedent, Starly) + molti altri ai box 

Roseoriginaria di Cuordilava è la nonna materna di Pier e James . Ha viaggiato col marito in molte regioni e sa preparare specialità di ogni regione: una cuoca formidabile (66 anni).

POKÉMON: 277MS7.png276MS7.png276MS7.png509MS7.png(Swellow, 2 Taillow, Purrloin) 

Simon e Arianna68 anni entrambi sono i nonni paterni di Pier e James. Lui è un pescatore provetto lei cucina dei pokebignè squisiti che sono considerati da alcuni i migliori di Hoenn. I pokemon pescati James li regala ai giovani allenatori. 

POKÉMON DI CASA: 216MS7.png(Teddiursa) 

POKÉMON DI SIMON: PiplupOshawottFroakiePopplioSobble (Piplup, Oshawott, Froakie, Popplio, Sobble) 

Kikiha l'età di Pier e viaggia per Galar con lui. Coraggiosa ed estroversa, fa la ginnasta. 

POKÉMON: 775MS7.png 

 

EVENTI RECENTI

6 anni prima- il team Idro importa a Hoenn vari pokemon di Alola tra cui vari lycanroc che scappano nei boschi 

6 anni prima- nasce James

5 anni prima- Pier conosce la famiglia la lycanroc 

4 anni e 7 mesi prima- Pier conosce il lycanroc shiny

2 anni prima- Vera e Brendon liberano Hoenn dal team Idro e dal team Magma 

6 mesi prima- Nella tana dei lycanroc Pier trova 3 uova di rockruff 

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Riolu007

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-EPISODIO 1-

Un Mare di Ricordi 

 

Erano ormai le 10:30 di sera e Pier, sveglio nel suo letto, stava pensando al primo incontro con i suoi amici Lycanroc. Era successo tutto inaspettatamente aveva solo 5 anni ma i pokemon gli piacevano già moltissimo perché la sera prima di dormire il nonno, ex giramondo, gli raccontava storie fantastiche su di essi. Quel giorno la mamma, asso delle gare live, lo aveva mandato ai margini del boschetto vicino ad Albanova a raccogliere le baccafrago per fare le pokemelle aiutato dal suo Dedenne e dalla sua Skitty i quali dividevano le bacche mature da quelle troppo aspre. Mentre prendeva le bacche da un arbusto bello rigoglioso sentì un guaito. Per un bambino di 5 anni sentire un rumore tanto sordo quanto spaventoso non è il massimo. Pier iniziò a muoversi cautamente verso il luogo da cui proveniva il rumore. Quatto quatto arrivò in una zona del bosco molto bella dove c’era una Lycanroc forma giorno che gemeva e guaiva perché attaccata e derubata del suo cibo da un gruppo di Mightyena selvatici. Il bambino, che non riusciva a stare a guardare uno scempio simile, si lanciò addosso ad uno dei pokemon che stavano maltrattando il povero Lycanroc ma venne colpito con forza e ferocia da un nottesferza potente. Pier però era già un bambino molto intelligente allora si mise ad urlare con tutto il fiato che aveva in corpo. I Mightyena tolsero allora lo sguardo dal povero tipo roccia, che era ormai allo stremo delle forze, per attaccare il bimbo ma ecco che, attirato dalle urla, arrivò lì Dedenne che era, assieme a Skitty, alla ricerca di Pier che non tornava già da mezz’ora. Il branco di tipo buio assalì subito il pokemon della mamma senza sapere che, forte del suo tipo folletto, il topolino poteva sconfiggerli tutti. E così fece, bastò un magibrillio e tutti i Mightyena si ritrovarono a terra. Pier, che si era ripreso dal colpo non senza una grossa botta sulla gamba, si avvicinò al Lycanroc e gli diede tutte le bacchefrago che aveva raccolto. La bella pokemon di tipo roccia le mangiò con gusto e poi per un po’ mentre Skitty è Dedenne raccoglievano altre bacche i due giocarono assieme: era nata una grande amicizia. Tornato a casa Pier aveva raccontato ai genitori e ai nonni materni del suo nuovo amico e, prima che la mamma potesse protestare per le bacche che aveva dato via, il nonno gli fece i complimenti e gli disse di venire nello studio con lui. Una volta lì l’anziano allenatore di pokemon tirò fuori dalla libreria un libro molto vecchio che il bambino non conosceva e gli disse: “Vedi,Pier. In questo libro ci sono tutte le informazioni sui miei viaggi in ben 8 regioni pokemon più le fotografie di ogni pokemon di queste regioni.” Detto questo gli porse il libro e gli disse: “Sei stato molto fortunato a trovare quella Lycanroc guarda nel libro a pagina 458, lì puoi trovare tutte le curiosità su quella specie di pokemon. Se stai attento a non rovinarlo ti regalo il libro, vuoi?” Pier era felicissimo e ringraziando il nonno prese il libro promettendogli che l’avrebbe trattato sempre con molta cura. 

Da quel giorno il bambino andò ogni mattina a dare da mangiare al pokemon prima di dirigersi verso la scuola. Fu una di quelle volte che incontrò il Lycanroc maschio. Era un Lycanroc cromatico forma giorno. Pier aveva 6 anni e non sapeva che aveva trovato un pokemon davvero rarissimo. Il tipo roccia tornava ogni mattina dalla Lycanroc e i due si dividevano le bacche che portava il bambino. 

Pier che si stava per assopire ripensò  a quando, 6 mesi prima, era andato alla tana che i due Lycanroc negli anni avevano costruito ai margini del bosco e aveva trovato tre uova pokemon. Che gioia che era stata! Era corso velocissimo a scuola e l’aveva raccontato a tutti i suoi amici. Terminata la scuola l’aveva raccontato a tutti i parenti e la nonna paterna Arianna gli aveva preparato dei buonissimi pokebignè al cioccolato da portare ai due tipi roccia che erano in dolce attesa. 

Immerso in un mare di piacevoli ricordi Pier si addormentò. Il giorno dopo sarebbe stato davvero bello per lui: il giorno dopo era il suo decimo compleanno. 

 

Riolu007 

 

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Errore Grammaticale

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-EPISODIO 2- 

Una sorpresa dopo l'altra 

Quel giorno Pier si svegliò di buon'ora. Aprì la finestra e l'aria fresca di inizio primavera gli accarezzò la faccia. Per lui quello era un giorno speciale: compiva 10 anni e poteva finalmente diventare un allenatore di pokèmon. Scese le scale e si diresse verso la sala da pranzo per fare colazione. Entrato nella stanza aprì la luce e a sorpresa trovò i quattro nonni, James e mamma e papà che gli cantavano la canzone di compleanno. Sul momento il ragazzo non seppe descrivere l'emozione provata: un misto tra felicità, sorpresa e stanchezza. Proprio non se l'aspettava. Sulla tavola c'era la sua torta preferita con cioccolata e baccaliegie accompagnata da una fumante tazza di tè caldo. Ma quello che notò subito Pier non fu la torta e nemmeno il tè, fu la pila di regali sopra la sedia dove, solitamente, si sedeva la mamma. Iniziò a scartare il primo, era da parte di mamma e papà. Lo aprì e dentro ci trovò un kit allenatore: il sogno di ogni bambino di 10 anni che sta per diventare un allenatore. Al suo interno c'erano dieci pokèball, tre pozioni, un revitalizzante e un vaso wailmer professionale: fantastico! Ma non era tutto: in fondo al pacco c'era una bustina con all'interno la MT forzasegreta, utilissima nei lunghi viaggi. Passò poi al secondo regalo da parte dei nonni materni: era un pacco lungo e stretto. Pier provo a scuoterlo: "...": non erano costruzioni. Pier lo aprì con cura e dentro c'era un bellissimo amo simile a quello del nonno Simon. Dopo aver abbracciato il nonno e la nonna si ridiresse verso i regali. Era il momento di aprire quello dei nonni ma, d'un tratto, il litleo di papà gli saltò addosso e inizio a leccargli la faccia: era il suo modo di fargli gli auguri. Quando Litleo tornò nella sua cuccetta il ragazzo aprì il regalino fattogli da James. Era un biglietto d'auguri con dentro disegnato un rockruff che usa rocciarapida. Ringraziato il fratellino aprì il grande pacco regalatogli dai nonni materni. All'interno c'era una cosa fantastica: un'autentica Bici da Corsa Clelio. La sua bicicletta di prima era molto semplice: una mountain bike bianca e azzurra con il campanello nero che, dopo tanti anni di scorrazzamento su e giù per le colline fuori Albanova, era diventata un po' troppo piccola per il ragazzo e di lì a poco sarebbe diventata la prima bicicletta di James. Le Bici Clelio erano diventate famose dopo le imprese di Brendon e Vera. Quella che gli avevano regalato era blu elettrica con alcune parti nere e molte scritte Clelio sopra: proprio come quella di Brendon. In fondo al grosso pacco c'era una piccola busta che assomigliava ad una lettera. Pier la stava per aprire quando il nonno gli disse: " Meglio che quella la apri dopo con calma, ora fai colazione e vai a dare da mangiare ai Lycanroc.". Il ragazzo non capì perchè il nonno aveva così tanta fretta che lui andasse dai suoi amici ai margini del bosco: in fondo era il suo compleanno. Montò in sella alla bicicletta nuova e si diresse verso la tana dei Lycanroc con molti dubbi in testa. Andare su quella bici era uno spettacolo, il vento gli spettinava i suoi corti capelli neri e si sentiva veloce come un manectric. Arrivo presto alla tana ma quando smontò dalla sella quasi cadde all'indietro dall'emozione: nella tana non c'erano più tre uova c'erano tre fantastici Rockruff. Uno dei tre vedendolo gli corse incontro e iniziò a girargli attorno e annusarlo. In quel momento arrivò il nonno che, dopo aver accarezzato sulla testa i due Lycanroc, disse: "Vedi, Pier, perché ti ho esortato a venire qui? Sono nati stamane". Con lui c'erano i pokèmon della mamma, del papà e i suoi. Jakub continuò: " Restate a giocare qui, io torno a prendervi per pranzo che alle 3:00 devi festeggiare con i tuoi amici". Pier era contentissimo, la mattina passò veloce tra un gioco e l'altro e il ragazzo e il piccolo Rockruff che lo aveva annusato prima diventarono amici. Gli altri due cuccioli erano più timidi e rimasero sempre con la mamma. Dopo una giornata di festeggiamenti Pier tornò alla tana dei suoi amici e il piccolo tipo roccia con cui aveva giocato tutto il giorno gli venne in contro e, restando accanto ai suoi piedi, guardo mamma Lycanroc come per chiedere qualcosa.  Allora la madre gli fece un cenno sul capo e il Rockruff saltò addosso a Pier leccandolo. Pier non capiva il linguaggio dei Lycanroc ma conosceva benissimo quello dell'amicizia. Il Lycanroc shiny allora mosse verso lo zainetto del ragazzo e ne tirò fuori una pokèball porgendola a Pier. Quest'ultimo capì, aveva catturato il suo primo pokèmon: un rockruff nato quel giorno. Tornato a casa col pokèmon raccontò tutto ai parenti che erano felicissimi. Finalmente aveva anche lui un pokèmon: il suo preferito. 

E la lettera? Non riuscì ad aprirla, era troppo stanco dopo quella giornata. Appena messo a letto si era addormentato con il suo nuovo amico sopra un cuscino messo vicino a dove dormiva lui. 

 

Riolu007  

Modificato da Riolu007

Riolu007

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-EPISODIO 3- 

Un volo movimentato 

La scuola era finita da due giorni e il sole di giugno, uscito dal suo letargo invernale, riscaldava l'aria. Pier era comodamente seduto sull'aereo pronto alla partenza. Aereo? Partenza? Forse è meglio che facciamo un passo indietro. 

Il giorno dopo il suo compleanno Pier si era appartato nella biblioteca di casa col nonno Jakub e assieme avevano aperto la busta che quest'ultimo gli aveva portato.

La lettera diceva: 

"Caro Jakub, è da tanto che non ci vediamo. Come va? So che tuo nipote Pier sta per compiere 10 anni e vuole mettersi in viaggio per diventare un'allenatore di pokèmon. Che ne dici di farlo venire qui da me a Sinnoh? Qui a Sabbiafine me la passo bene e mi sono appena arrivati tre pokèmon molto rari. Potrei darne uno al ragazzo. Fammi sapere che ne pensi 

Rowan

P.S. Già che ci sei fai portare a Pier un po' dei dolci di Rose. Sai che sono goloso!" 

Allora eccolo lì, Pier. Suo padre l'aveva portato di prima mattina al piccolo aeroporto di Ferrugipoli e il ragazzo era in partenza verso Sinnoh. Con se aveva portato uno zaino simile a quello di Brendon con dentro l'essenziale, il suo Rockruff, il libro del nonno e la bici da corsa opportunamente ripiegata per riuscire a stare nello zainetto. L'aereo si sollevò, erano le 8:15 del mattino e Pier stava iniziando la sua avventura da allenatore. Il piccolo tipo roccia intanto se ne stava tra le gambe del ragazzo turbato forse dal decollo. Un'ora dopo la partenza si avvertì una piccola turbolenza e un'uomo e una donna vestiti di nero con una grossa "R" rossa sulla maglia uscirono dalla sala del guidatore. Lui, basso, tarchiato e coi capelli marroncini doveva essere sulla trentina. Lei invece doveva avere circa 25 anni i ed era alta e magra coi capelli rossicci. I due dissero:" fermi tutti! Siamo il team Rocket! consegnateci subito tutti i vostri pokèmon se non volete farvi del male!" Mentre i due parlavano Pier era andato alla voce Team Rocket del libro del nonno. A quanto pare era una pericolosa organizzazione criminale che operava perlopiù a Kanto e a Jotho. Prima che i due prendessero il primo pokèmon una ragazzina coi capelli scuri e il suo pokèmon si fecero avanti. A Pier il pokèmon non sembrava particolarmente forte il fatto che dormisse non aiutava a farsi un'idea diversa. In seguito il ragazzo avrebbe scoperto che quello era un Komala e dormire era la sua peculiarità. Vista l'opposizione fatta dalla ragazza le due reclute Rocket tirarono fuori i loro pokèmon: un Arbok e una Crobat. Il tipo normale colpì i nemici con rotolamento e quel colpo fece iniziare una rissa a cui parteciparono moltissimi pokèmon ma non Rockruff. Il cagnolino si era rannicchiato timidamente tra le gambe del suo allenatore e non aveva neanche provato ad attaccare nonostante gli incitamenti di Pier. I due e il falso pilota allora vennero fermati e legati e il vero conducente venne trovato in un bagno e liberato. Ma le emozioni di quel volo non erano finite lì! Ad un tratto a un'uomo piuttosto anziano venne un malore forse dovuto allo spavento preso, alla confusione della rissa o al mal d'aria. Un ragazzo sui 20 anni si avvicinò al vecchio e iniziò a tranquillizzarlo mentre in una piccola ciotola pestava con un pestello delle bacche esotiche. Bevuto il composto fatto dal ragazzo il signore si sentì meglio e tutti sull'aereo tirarono un sospiro di sollievo. Il ragazzo si presentò, si chiamava Terence ed era un'esperto di bacche. Era alto, aveva i capelli castani chiari e gli occhi azzurri. Aveva una maglia rossa e dei pantaloni lunghi marroncini e calzava dei curiosi stivali neri che doveva usare per raccogliere le bacche nei terreni più accidentati. L'ultima mezz'ora del viaggio passò senza intoppi anche se Pier non si capacitava il perché della timidezza di Rockruff. Il ragazzo alla fine del viaggio si soffermò a guardare meglio la ragazza del Komala. Era bassa per la sua età ma magra e slanciata, aveva i capelli neri come gli occhi e la pelle bianca come il latte. Pier la trovava proprio bella.  

Erano le 10:45 quando i due si incontrarono. Pier stava scendendo dall'aereo quando la incrociò. Si scambiarono giusto due parole per poi dividersi:

-Ehm... ciao mi chiamo Pier. Il tuo Komala è molto forte. 

-Uh!? Ah, ciao io mi chiamo Kiki tu sei quello del Rockruff vero? 

-Sì, be'… ciao. 

-Ciao! Ti consiglio di allenare il tuo pokèmon perché è proprio timido. 

-Eh?! Sì, ciao e grazie per il consiglio! 

Quel volo movimentato era finito e Pier era finalmente a Sinnoh con Rockruff. 

 

Riolu007

Modificato da Riolu007
Correzioni grammaticali e/o sintattiche

Riolu007

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-EPISODIO 4- 

Nuove amicizie a Sinnoh!

Era giunta l'ora per Pier e Rockruff di mettersi in marcia per raggiungere Sabbiafine. Mentre i due consultavano il libro del nonno per capire da che parte andare, un uomo vestito d'arancione conversava con Terence: 

-Tu sei l'esperto di bacche di cui si parla tanto, eh? 

-Sì, sono proprio io. 

-E cosa ci fai qui a Sinnoh? 

-Mi hanno informato che nel percorso 201 c'è un arbusto con le rarissime Bacchenigma e mi piacerebbe studiarle. 

-Interessante. Stai attento però, nel percorso dove vuoi andare c'è uno Staraptor molto pericoloso che colpisce con veemenza chiunque osi invadere il suo territorio. 

-E qual è il problema? Lo fanno moltissimi pokèmon. 

-Il problema è che il suo territorio aumenta a vista d'occhio ogni giorno. 

-Con cosa lo delimita? 

-Con dei rametti dell'arbusto che cerchi quindi stai attento. 

-Terrò a mente le sue indicazioni. Arrivederci. 

Quell'uomo era il capo dei Pokèmon Ranger di Sinnoh e quasi tutti gli portavano rispetto. Pier, dopo aver consultato la mappa sul libro, si diresse con Rockruff verso il Percorso 201. Nel suddetto percorso c'era una piacevole brezza e i due si fermarono un po' a raccogliere le baccarancia da alcuni cespuglietti. Ripresa la camminata il piccolo tipo roccia fu attratto dalla musica emessa da un piccolo Kricketot che sfregava velocemente le antenne e iniziò a corrergli dietro. Ma il piccolo tipo coleottero chiamò con le antenne alcuni sui amici e Rockruff si ritrovò circondato da una decina di Kricketot in procinto di usare coleomorso.  Pier era lontano e non poteva farci niente ma, ad un tratto, una strana forza colpì i piccoli grilli che si dispersero in ogni direzione. Rockruff e il ragazzo si voltarono d'istinto verso l'albero da cui proveniva la mossa ma riuscirono a vedere solo un ombra blu allontanarsi. I due ripresero a camminare ma dopo pochi passi Pier sentì un rametto scricchiolare sotto i piedi seguitò da un colpo fortissimo al petto e da un lungo guaito di Rockruff. Prima di chiudere gli occhi il giovane allenatore fece in tempo a vedere un Riolu che colpiva con ferrartigli un grosso Staraptor. Ecco cos'era l'ombra blu. 

Quando Pier si risvegliò era già sera ed il ragazzo era disteso su un lettino bianco in un centro pokèmon. Riconobbe nella stanza Terence, l'esperto di bacche incontrato in aereo. 

-Tutto bene?- chiese il ragazzo a Pier. 

-S-sì. Cos'è successo? 

-Hai per errore invaso il territorio di uno Staraptor e lui ti ha colpito con Baldeali. Ero nascosto lì vicino a studiare alcune bacche e il mio Hippopotas ti ha notato allora ti ho portato qui. 

-Grazie. Dov'è Rockruff? 

-Rockruff? Non c'era nessun Rockruff quando sono accorso io. 

Ma allora dov'è finito il piccolo amico di Pier? Per scoprirlo dobbiamo fare un passo indietro. Dopo che Riolu aveva colpito lo Staraptor aveva letto, grazie ai suoi poteri, l'aura di Rockruff e, ritenendolo buono lo aveva portato a riposarsi nella sua tana sugli alberi che circondavano il percorso. Quella sera, mentre il tipo lotta dormiva, Rockruff uscì dalla tana e, non senza difficoltà scese giù dall'albero. In quel momento Pier, Terence e un Ranger entrarono nel percorso muniti di torce e cure da usare se Rockruff fosse stato ferito. Il tipo roccia si diresse, approfittando del buio serale, verso il nido dello Staraptor. Arrivato vicino al nido il pokèmon iniziò a fare confusione graffiando gli alberi e abbaiando a più non posso. I tre lo sentirono ma, sfortunatamente, lo sentì anche il grosso tipo volante. Staraptor, in men che non si dica, si tuffò a capofitto su Rockruff pronto a colpirlo con Attacco d'ala. Il pokèmon evitò e, nello stesso momento che i tre allenatori accorsero, concentrò tutta la sua forza per attaccare ma non bastò. Rockruff si ritrovò così stremato e impossibilitato di attaccare. Intanto lo Staraptor si era arrabbiato ancora di più perché il tipo roccia gli aveva scompigliato la cresta. In quel momento Terence tirò fuori dalla pokèball un Bibarel che mando KO il tipo volante usando Acquagetto. Rockruff era salvo! 

Il giorno dopo, ringraziati Terence e i Ranger, i due ripartirono verso Sabbiafine. La camminata piacevole fu però turbata da un rumore. Pier e il pokèmon si voltarono e videro un gruppo di Staravia colpire con forza un albero. Rockruff capì che quello era l'albero dove viveva il suo amico Riolu e che quei tipo volante dovevano esser stati mandati dal grosso Staraptor affrontato il giorno prima. Il tipo roccia corse verso l'albero e scacciò abbaiando qualche Staraptor. Riolu, dal canto suo, percependo l'aura dell'amico iniziò a colpire gli Staravia con ferrartigli. Ma non bastò. I pokèmon volanti presero il tipo lotta per le braccia e lo portarono verso il nido del grosso volatile che era stato sconfitto, il giorno prima, dal Bibarel di Terence. 

Riolu si ritrovò davanti a Staraptor sfinito. Sembrava la fine per il cagnolino quando Rockruff, che era accorso nel territorio dello Staraptor con l'aiuto di Pier, concentrò tutta la sua potenza e colpì. Fu un attimo: la mossa rocciarapida scagliata dal pokèmon di Pier era potentissima oltre che superefficace e il tipo volante si ritrovò KO. Subito dopo Pier prese in braccio Riolu, in brutto stato, e corse verso il centro pokèmon di Sabbiafine, il più vicino. Per sua fortuna però nel percorso 201 trovò Terence intento a mescolare un intruglio azzurrino in una ciotola. Pier si fermò. 

-Ciao Terence. Cos'è quello? 

-Uh? Ciao Pier. Quello è un Riolu? Sta davvero male. Aspetta che gli faccio bere un po' di questo. 

-Va bene. Ma fai in fretta! 

Dopo poco il piccolo tipo lotta stava bene. Nel vedere i due allenatori chiuse gli occhi per leggerne l'aura. Si avvicinò allora allo zainetto di Pier e ne tirò fuori una pokèball. Pier aveva capito. Aveva catturato un pokèmon con dei poteri straordinari: un Riolu! 

Dopo la cattura, il tipo lotta si diresse verso la tana dei suoi genitori che salutò. Terence intanto, congedato Pier, era tornato a cercare il raro arbusto. Riolu gli si avvicinò e gli porse una cosa presa dalla tana: una rarissima baccaenigma e lo condusse verso la pianta dove crescevano. Terence, al settimo cielo per il ritrovamento invitò allora a mangiare qualcosa Pier e i suoi pokèmon. Era nata un'amicizia. 

Il giorno dopo Pier arrivò a Sabbiafine e chiamò il nonno e i genitori raccontandogli tutti gli avvenimenti di quelle entusiasmanti giornate.

 

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-EPISODIO 5- 

Un pokèmon birichino!

Era ormai l'ora di pranzo quando Pier, Riolu e Rockruff entrarono a Sabbiafine. Il sole estivo riscaldava la città e il rumore delle onde risuonava nell'aria. Il ragazzo mangiò veloce il pranzo al sacco che si era preparato e si diresse verso il laboratorio del professor Rowan, un edificio più grande rispetto alle case della città. Mentre Pier camminava il profumo salino del mare gli arrivava al naso e gli venivano in mente le giornate passate a pescare a Petalipoli col nonno Simon. Arrivato davanti alla porta del laboratorio bussò e il professore venne ad aprirgli. Il ragazzo gli consegnò i dolci della nonna e la lettera di risposta datogli dal nonno Jakub. Fatto ciò, si tolse il berretto che appese ad un appendiabiti rossiccio. Rowan infilò la busta in una tasca della giacca e fece accomodare Pier su un divanetto arancione. L'interno del laboratorio era molto bello e un condizionatore rinfrescava l'aria estiva. Il professore si sedette, tirò fuori dalla tasca un sacchetto di caramelle e iniziò a parlare: 

- Tu sei Pier, giusto?

-Sì. 

-Quando ero giovane tuo nonno mi ha esortato a diventare professore e ora eccomi qua! Ti ha detto tuo nonno che avevo tre pokèmon per te? 

-Sì. 

-Sei di poche parole ragazzo, eh?

E detto ciò scoppiò a ridere di gusto. Poi si diresse verso un bancone bianco lucido su cui c'era una pokèball nuova di zecca. Il professore lanciò la pokèball e ne uscì un piccolo pokèmon rosso e giallo con una fiamma vivida al posto della coda: un Chimchar. Il tipo fuoco iniziò a correre in giro e si arrampico sull'appendiabiti infilandosi il berretto azzurro di Pier. Il ragazzo prese ad inseguirlo ma la scimmietta gli passò sotto le gambe per poi saltargli in testa e rimettergli il cappello. 

-Simpatico, no? È di natura allegra quindi tende a scherzare. 

-L'ho notato che tende a scherzare… Comunque è proprio un bel pokèmon! 

-Fino a ieri ti avrei fatto scegliere tra tre pokèmon ma mentre ero a fare delle ricerche sono stato aggredito da un pokèmon e due ragazzi mi hanno salvato quindi gli ho regalato due dei pokèmon a loro scelta. 

-Fa niente! Questo è bellissimo! 

-Da adesso è tuo ma prima voglio vedere le tue capacità in lotta! Hai un solo pokèmon, vero? 

-Veramente due… 

-Due? Ma il secondo chi è? 

Pier fece uscire dalla pokèball Riolu e disse: 

-Questo. L'ho catturato qui a Sinnoh. 

-Un Riolu? Ma è rarissimo! Sei stato fortunato. Ma adesso bando alle ciance facciamo una lotta! 

-Ci sto! 

I due uscirono nel giardino della casa e vennero investiti dall'aria calda estiva e dal profumo salino del mare. Il professore mise in campo un Bibarel mentre Pier schierò Rockruff. Il tipo roccia colpì con rocciarapida ma venne subito travolto da surf e andò KO. Il professore si rivolse allora a Pier: "Devi impararti meglio le debolezze e le resistenze dei tipi." Pier sostituì allora Rockruff in favore di Riolu che, con vuotonda seguita da ferrartigli mandò KO l'avversario. Rowan consegnò, come promesso, Chimchar a Pier e gli diede un coupon per prendersi un ombrellone nella spiaggia del percorso 219. Pier lo ringraziò e si diresse verso il mare assieme ai suoi tre pokèmon. 

Il mare era stupendo e una piacevole brezza rinfrescava la giornata. C'erano molti bagnanti e nell'acqua si vedevano i finneon giocare. Pier mise l'ombrellone non troppo lontano dall'acqua e sistemò un asciugamano blu e giallo a sulla sabbia. Subito si diresse verso il mare con Riolu lasciando Chimchar e Rockruff a prendere il sole in quanto poco amanti dell'acqua. Il ragazzo e il tipo lotta presero a nuotare e cercare conchiglie quando si imbatterono in un Clamperl che, scambiato per una conchiglia si arrabbiò e morse il piede a Pier. Menomale che Riolu lo colpì prontamente con ferrartigli facendolo finire lontano. Il ragazzo nuotò fino ad un'isola dove si medicò il piede con uno degli intrugli che gli aveva dato Terence. Erano portentosi! La ferita si rimarginò in meno di dieci minuti e Pier si sentì meglio. Intanto sulla spiaggia Chimchar aveva iniziato a girovagare senza meta quando incontrò uno strano pokèmon che dormiva adagiato su una collinetta di sabbia. Al tipo fuoco venne l'idea di riempirlo di sabbia ma, appena iniziò, venne colpito dal pokèmon con Rapigiro. Era un Komala: attaccava nel sonno. Chimchar si mise a ridere invece di ricambiare il colpo e anche Komala sorrise. D'un tratto arrivò Pier che era tornato a nuoto con Riolu e disse: 

-Ecco dove ti eri cacciato, furbetto! La prossima volta avvisa. 

Il tipo fuoco gli saltò sulle spalle e salutò Komala. Pier stava per andarsene quando arrivò una ragazza coi capelli neri che lo salutò: 

-Ciao! noi ci siamo già incontrati, vero? 

-S-sì, ciao. Sono Pier, ci siamo incontrati sull'aereo ieri. 

-Ah, giusto! Tu avevi un Rockruff, vero? Questi due pokèmon sono tuoi? 

-Sì. Sono un Riolu e un Chimchar. Ho anche Rockruff ma è all'ombrellone. 

-Che carino questo blu! Come hai detto che si chiama? Riolu? 

-Sì. 

-Ha proprio una faccia simpatica! Io devo andare. Alla prossima! Non so se ci rivedremo, io devo andare in un'altra regione. 

-Ah, be' allora c-ciao 

-Ciao! 

Era già l'ora di cena e Pier si diresse pieno di pensieri per la testa alla casa laboratorio di Rowan. 

Riolu007

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-EPISODIO 6-

Il vano dei bagagli, operazione team K! /Parte 1/

Pier si svegliò col naso pizzicato dal piacevole profumo del mare. Il Professor Rowan era in laboratorio intento a scrivere una lettera che sembrava importante. Il ragazzo si diresse in bagno e lesse l'ora su un orologio a muro grigio un po' rovinato: erano le 10:30. Il professore gli servì una colazione abbondante e, finito di mangiare lo esortò a seguirlo in una stanzetta del laboratorio. La stanza era piccola e odorava di chiuso, Rowan si sedette ad una scrivania in mogano e tirò fuori di tasca la lettera che andava prima compilando. "Pier," disse "tu sai dov'è Galar, vero?" Il ragazzo esitò un attimo cercando di riportare alla mente le pagine del libro del nonno dedicate alle regioni e poi iniziò:

-Galar è una regione molto lontana da qui, è più grande sia di Hoenn sia di Sinnoh ed è molto vicina alla Landa della Corona e all'Isola dell'Armatura. 

-Giusto, giusto. A Galar c'è la lega più famosa dell'intero Mondo Pokèmon e tu… 

-Io? 

Sì, ragazzo tu ci parteciperai! 

-Ma... ma... ci vogliono dei permessi e io sono alle prime armi e... 

-Calmo Pier, calmo. Confido in te e nelle tue capacità, mi sono anche confrontato con tuo nonno su questa decisione e siamo convinti farai del tuo meglio! 

-Ma i permessi? 

-Tieni, queste sono delle Referenze firmate di mio pugno. Portale alla Prof.ssa Flora, una mia collega e amica di Galar, e ci aggiungerà anche la sua firma validandole! Lei sa già tutto.

-E quando partirei? 

-Perché usi il condizionale, ragazzo? Parti oggi stesso alle 4.00! 

E detto questo Rowan uscì dalla stanza lasciando Pier  sorpreso a guardare le referenze. Il ragazzo uscì, ancora incredulo, dopo dieci minuti diretto verso la spiaggia. Chimchar gli saltò sulla spalla e Riolu e Rockruff presero a seguirlo. Pier si sistemò al solito ombrellone e andò a sedersi su uno scoglio lì vicino lasciando la sua squadra a giocare. Era pieno di pensieri per la testa quando uno schizzo d'acqua lo colpì. Era Riolu che lo esortava a fare il bagno. Pier si tuffò. l'acqua era limpida e una piacevole brezza investiva la faccia del ragazzo che rimase a nuotare fino all'ora di pranzo quando Rowan venne a chiamarlo per portarlo al laboratorio. Pier pranzò, si riposò e si diresse verso l'aeroporto di Duefoglie.

Il volo Duefoglie-Goalwick era molto affollato e Pier trovò un posticino in fondo all'aereo. Seduti davanti a lui c'erano dei signori dall'aria importante vestiti di fino che parevano usciti da un film. "Il Professore non ha badato a spese, vedo!" pensò Pier sistemando il suo bagaglio a mano sotto il sedile. Dopo due ore di volo passate, da Pier, a leggere fumetti un uomo sulla quarantina si alzò in piedi e iniziò a parlare con fare arrogante e fastidioso: 

-Buongiorno a tutti! Questa è un'operazione team K! 

Detto questo dalla stanza dei guidatori uscirono quattro uomini e due donne vestiti di indaco con una grossa K viola sulla felpa col cappuccio, delle cuffie d'ugual colore e degli occhiali da sole neri. Essi s'affiancarono all'uomo che aveva parlato aspettando, forse, degli ordini. Le reclute, così le aveva chiamate l'uomo, mossero verso i passeggeri derubandoli di pokèmon e bagagli a mano. Pier, come d'istinto, sfruttando l'essere in fondo all'aereo si nascose nel vano dei bagagli. 

Era un posto molto grande perché passeggeri, e di conseguenza i bagagli, erano molti. Il ragazzo costruì una specie di fortino con le valigie simili a quelli che faceva da bambino sul divano ma più grande. appoggiò per terra il suo bagaglio a mano e si mise a pensare al capo dei fuorilegge. Era vestito tipo gli altri ma aveva un orologio dorato e dei mocassini marroni alla moda. Era alto, coi capelli mori e lisci tagliati corti e le basette folte e scure. La barba era molto corta e gli occhi grigio-verdi guardavano tutti con disprezzo e superiorità. Nel vano era buio ragion per cui il ragazzo fece uscire Chimchar dalla Pokèball il quale illuminò il fortino. 

Pier e Chimchar si misero in silenzio e, d'un tratto, sentirono un respiro continuo e rauco, quasi un russare. L'allenatore si diresse allora a gattoni verso il punto da cui proveniva il rumore. C'era un altro fortino di valigie fatto molto meglio del suo, Pier si cercò di entrare quando venne colpito da un calcione in piena spalla. Non riuscì ad urlare che qualcuno gli tappò la bocca. Era buio e non riuscì a vedere la figura con la sola luce fioca di Chimchar. Il ragazzo ferito alla spalla e con la bocca tappata svenne. 

Si risvegliò nel suo fortino illuminato dalla luce di Chimchar. La spalla era stata medicata e Chimchar emanava una luce molto vivida. Pier si voltò e vide qualcuno che non si sarebbe mai aspettato di vedere lì…

Riolu007

 

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-EPISODIO 7-

Il vano dei bagagli, operazione team K! /Parte 2/ 

-K... Kiki?! 

-Oh? Ciao Pier, finalmente svegliato. Aspetta che finisco di registrare e ti spiego tutto. 

-O-ok 

Il vano era caldo grazie alla fiamma di Chimchar e si sentivano delle voci provenire dall'aereo. Kiki era vestita sportiva con una tuta rossa e aveva in mano uno smart rotom verde acqua. 

-Eccomi, Pier. Ora ti spiego tutto. 

Il ragazzo annuì e si mise comodo sopra una grossa valigia nera di pelle. 

-Quando ho visto quei tipacci ho avuto la tua stessa idea e mi sono infilata nel vano bagagli al buio. Quando ho visto arrivare una luce credevo fossero loro e ho colpito alla cieca, scusami. Menomale che avevo qualche rimedio nello zaino. Ora va tutto bene, vero? 

-Sì sì, tutto bene. Cosa registravi prima? Il team K? 

-K? Ah, sì: il nome in codice. 

-Nome in codice?! 

-Eh sì. Non ti sei chiesto come mai in tutti e due gli aerei in cui abbiamo viaggiato siamo stati attaccati da dei brutti ceffi? 

-Ora che mi ci fai pensare, no. 

-Ok. In pratica non siamo mai stati attaccati dal team Rocket e neanche dal team K. Le persone che ci hanno attaccato si sono messe a discutere in una stanza dell'aereo vicina al vano convinti di essere al sicuro ma li ho sentiti e grazie al mio smart rotom li ho registrati. Vuoi sentire? 

-Sentiamo. 

Kiki fece un cenno a Rotom che fece partire una registrazione:

-Ahah, e con questo fanno 5 aerei, il capo sarà contento!"

-Eccome! Propongo un brindisi! Al team Illusor! 

-Al team Illusor! 

-Il capo è stato proprio un genio, in un solo colpo ci ha guadagnato e ha dato la colpa agli altri team! 

-Team Rocket, Team Flare, Team K! Non ne risparmieremo nessuno! 

-Io vado a vedere se la gente di là vuole farci un tiro mancino… 

-A dopo allora! 

La registrazione terminò e il silenzio ricadde per qualche secondo nel vano. Kiki si alzò e mise lo smart rotom su una valigetta beige che pareva molto costosa e chiese: 

-Bello, no? 

-Mica tanto, dobbiamo trovare il modo di liberarci… 

-Ma no… Non intendevo la situazione ma lo smart rotom… 

-Ah, lo smart rotom… Bello! 

-Grazie, è del mio colore preferito! 

Pier accarezzò sulla testa Komala che dormiva spensierato lì accanto e disse: 

-Allora, che si fa? 

-Dobbiamo distrarre le reclute, è l'unico modo per attaccare il capo! 

-Vero, idee? 

-Non saprei, so che il tuo Riolu legge l'aura, in questo modo dovrebbe capire la posizione delle guardie. Io e Komala cercheremo di distrarle. Tu vai dal capo ma fai attenzione, ok? 

-Perfetto, dopo incontriamoci qui. 

La ragazza annuì, prese la pokèball di Riolu e uscì dal vano, Komala la seguì rotolando. 

Pier analizzò il da farsi e uscì piano piano dal vano seguito da Chimchar. L'aereo era silenzioso e Pier vide un paio di reclute leggere fumetti mentre aspettavano l'arrivo, non si aspettavano sicuro un ammutinamento. 

Il ragazzo raggiunse dunque la stanza dei piloti dove il capo scriveva date su un quadernetto viola. C'era un odore pungente nell'aria e Pier, che aveva rimesso i suoi pokèmon nella pokèball, rischiava di starnutire. Era nascosto dietro una grossa pianta pronto all'azione. D'un tratto il grosso signore mollò il quadernetto e si diresse proprio verso la pianta. Pier pensò: "Sono finito, devo aver fatto rumore…" 

-Ehi, tu: ragazzo. Esci fuori! 

fece il capo con un tono acidulo 

-O-ok 

-Che ci fai qua? 

-N-niente. 

-Bugiardo! 

L'uomo fece per colpire Pier con una sberla quando Chimchar lo colpì in pieno viso con pugnofuoco. 

-Chimchar, no! 

Urlò il ragazzo ma il piccolo pokèmon aveva già colpito. Kiki, sentito l'urlo, urlò a sua volta: 

-Pier, tutto bene? 

Sì! Tu? 

Anch'io, ho chiuso le reclute nel vano bagagli. 

Pier allora chiese ai piloti le cinture e legò il brutto ceffo per poi medicargli la faccia con uno dei rimedi di Terence, era svenuto. Subito dopo arrivò Kiki che, vedendo l'uomo, si rivolse a Pier: 
-Mettiamolo nel vano, al risveglio avrà una sorpresina ahah. 

-Ok 

Fatto ciò i due ridiedero gli averi e i pokèmon ai legittimi proprietari e si sedettero in attesa dell'arrivo in un posto in fondo all'aereo. Kiki fece: 

-Che farai a Galar, Pier? 

-Ho delle referenze, affronterò la lega! 

Ah, la lega. Io volevo viaggiare per Galar per incontrare nuovi pokèmon e provare a campeggiare o a fare altre cose nella natura. 

-Ehm, Kiki? 

-Che c'è? 

-Che ne dici di viaggiare con me per Galar? Visiterò tutte le città e forse potrei aiutarti in campeggio. 

-Uh? Ci sto! In due viaggeremo anche più al sicuro dai pokèmon pericolosi! 

-Vero! 

L'aereo atterrò circa venti minuti dopo e Pier e Kiki ricevettero i complimenti di molte persone tra cui un signore sulla mezza età vestito con abiti di marca che fece uscire dal vano un grandissimo contenitore da cui prese due piccoli motori: Questi sono per voi, mi chiamo Bill Cycle e vendo bici ma visto che mi avete ridato il mio Machop volevo farvi un regalo, fatene buon uso!" I due ringraziarono e rimasero a guardare i motori rotom per potenziare la bici. "Belli", fece Kiki e Pier annuì, ora le loro bici potevano andare velocissime!

Riolu007

 

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Riolu007

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