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Zarxiel

[Spin-Off] Raziel's Rivals (NON COMMENTARE)

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Inviato (modificato)

Giuls VS Rafan

Giuls osservò la città di Libecciopoli. Il ponte verso la città li fece superare il fiume, e i tre raggiunsero la città.

“Mi piace questo posto.” Commentò Lucario.

“Ovviamente, è noioso come te.” Rispose Latias.

“Oh, lascialo stare Latias.” Commentò Glaceon, che in quel momento stava camminando accanto a loro.

“Che strano che tu sia dalla sua parte, Glaceon.” Commentò la Pokémon Leggendaria.

Glaceon arrossì “C-Che cosa vorresti dire con ciò?”

“Nulla, nulla.” Rispose la Pokémon ridacchiando.

Giuls sospirò “Potreste cercare di andare d’accordo voi tre?”

“Che succede?” Domandò Ibis.

“Niente.” Rispose la ragazza “Solo l’ennesimo litigio.”

La ragazza sospirò “Vorrei poter parlare con i Pokémon come te. Potrei sapere cosa pensa Chatot.”

“… Hai scelto come esempio l’unico Pokémon che parla, sbaglio?”

“No, intendevo… Chatot non parla davvero. O meglio, sa comporre qualche frase, ma non può certo parlare come puoi fare tu con i tuoi Pokémon.”

Marisio sorrise “Giuls è veramente fortunata, già. Ed io sono felice di essere al suo fianco.”

La ragazza sorrise di rimando poi i tre si diressero al Centro Pokémon.

“Non dovrebbero essere qui anche Raziel e Lailah?” Chiese Marisio, mentre i loro Pokémon venivano curati.

“Conoscendo Raziel, probabilmente ha già fatto ed è passato oltre.” Commentò Giuls.

“Raziel sarebbe il quadricampione, vero?” Chiese Ibis, sorridendo.

“Proprio lui.” Rispose Giuls.

“Fantastico.” Commentò la ragazza, sorridendo “Deve essere un vero mito.”

“Beh, Raziel è sorprendente. Anche se devo ammettere che l’ho sempre invidiato parecchio. Non sono mai riuscita a sconfiggerlo, figurarsi a superarlo.”

“Non ti buttare giù, sono sicura che un giorno ce la farai.” Rispose Ibis sorridendo.

Giuls annuì, poi completò la preparazione della squadra e si diresse in Palestra insieme agli altri due. Superò i vari piani sotterranei e raggiunse il Capopalestra.

“Benvenuta, ragazza!” Esclamò l’uomo “Immagino tu sia Giuls.”

“Come fa a…”

“Sapevo che ci sono solo due ragazze inviate dalla professoressa Aralia, e che una non sfida le Palestre.” Disse l’uomo, precedendola. Poi guardò Ibis “Immagino lei sia quella ragazza.”

“In realtà no, mi chiamo Ibis e sto facendo il giro delle Palestre per conto mio.”

“Capisco, capisco.” Commentò l’uomo “Bene, in tal caso, chi andrà per prima?”

Giuls ed Ibis si guardarono ed Ibis si fece avanti, mentre Giuls si spostò verso gli spalti.

Ibis spiegò che aveva quattro medaglie e accettò la proposta di un quattro contro quattro, e Rafan cominciò con Krookodile.

La ragazza rispose schierando Exploud. Il Pokémon Normale cominciò con Granvoce. L’onda sonora spinse indietro il Krookodile, che però non cadde ed anzi rispose colpendo con Terremoto. Exploud fu colpito dall’onda di vibrazioni, ma subito dopo si lanciò in avanti e colpì con un Fuocopugno. Giuls poté giurare di aver sentito la ragazza cantare qualcosa mentre il Pokémon colpiva.

Subito dopo, Krookodile fu scottato. Il Pokémon arretrò per le fiamme, per poi decidere su ordine di Rafan di colpire con Sgranocchio. A quel punto però la scottatura lo indebolì, e con Granvoce Exploud lo finì.

Poi Rafan lo richiamò per schierare Seismitoad. Lo stesso fece Ibis, che mandò al posto di Exploud Wigglytuff. Il Pokémon cominciò incassando un'Idrovampata, l’onda d’acqua rovente che lo inzuppò da capo a piedi, poi cantò, e Seismitoad crollò addormentato.

Ancora una volta, Giuls vide le labbra della ragazza muoversi mentre Wigglytuff bombardava di Megapugni l’addormentato Seismitoad. Alla fine però il Pokémon si svegliò e colpì con Battiterra approfittando della corta distanza. Wigglytuff resistette al primo colpo, ma dopo altri tre, pur avendoli ritornati tutti, crollò.

La ragazza lo richiamò e schierò Chimecho, sorprendendo Giuls. Il Pokémon Psico cominciò muovendosi avanti indietro, producendo il suono di una campana. Avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro… alla fine l’Ipnosi fece effetto e Seismitoad crollò addormentato, per poi essere colpito velocemente dalla Granvoce del Pokémon.

Rafan lo richiamò e schierò un secondo Krookodile. Il Pokémon Buio si lanciò all’attacco con Sgranocchio, ma morse Exploud, che sorrise e rispose con Granvoce, scagliandolo via. Krookodile non si diede per vinto e colpì ancora con Battiterra. In quel momento Exploud crollò a terra addormentato, per svegliarsi un momento dopo più in salute di prima.

“Cosa…”

“Riposo e Baccastagna.” Rispose Lucario “Ottima idea per non portarsi dietro i danni.

A quel punto Exploud, di nuovo in salute, afferrò Krookodile, incassò un Battiterra che questi riuscì a produrre nel momento libero, ed infine colpì con una serie di Morsi che avrebbero fatto impallidire un vampiro. Krookodile crollò.

A quel punto Excadrill entrò in campo e con un solo Giravvita finì Exploud. A quel punto la ragazza schierò ancora Chimecho. Ma mentre questi lo ipnotizzava, fu colpito da un Ferrartigli e, nonostante non ne fosse sconfitto, fallì nell’ipnotizzare l’avversario. Invece questi non fallì nel colpire con Ferrartigli.

Ibis sorrise e schierò poi Bronzor. Il Pokémon incassò Ferrartigli e colpì con Vortexpalla. Excadrilll resistette all’impatto, poi provò a colpire con Giravvita, ma Bronzor evitò l’attacco grazie alla propria Levitazione e colpì di nuovo con Vortexpalla. Troppo esausto per continuare, Excadrill si accasciò, ed Ibis ricevette la medaglia con i complimenti di Rafan.

Per converso, la lotta di Giuls non fu molto movimentata. Lucario riuscì a occuparsi di entrambi i Krookodile prima di crollare contro Seismitoad, che poi fu mandato al tappeto da Glaceon. La Pokémon riuscì anche a causare qualche danno ad Excadrill prima di crollare. A quel punto, Giuls schierò Samurott, che concluse la lotta rendendola orgogliosa.

“Ottimo, ottimo.” Disse Rafan “Voi ragazzi di Kanto siete veramente forti.  Beh, eccoti la medaglia. E buona fortuna.”

Giuls sorrise e si riunì ad Ibis e Marisio uscendo dalla Palestra.

 

“Ottimo, sta andando bene.” Commentò l’uomo sorridendo.

“Ma vorrei andasse più veloce.” Rispose l’altro.

“Pazienza, pazienza.” Replicò il primo “E poi oggi arriva quello estraneo vero?”

“Proprio io.” Rispose una voce. I due si girarono e videro una ragazza con abiti invernali nonostante il clima temperato.

I due fecero per rispondere, ma si fermarono. Non erano esperti di lotte Pokémon, ma era chiaro che con lei non c’era da scherzare.

 

Squadra: PersianLanturnLopunny20940b_adf33a7df2ab4753ae1fc62f48abbfaa~mv2.pngSamurottLucario

Leggendari: Latias

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt BadgeQuake Badge

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Inviato (modificato)

Draconix VS Silvestro

Draconix osservò la torre. C’era un gran via vai di turisti ai piani bassi, e non sembrava proprio il posto adatto per nascondere un’organizzazione criminale.

“Sei sicuro che…” Cominciò a chiedere, ma Argento scosse la testa.

“No, sappiamo solo che qualche giorno fa un gruppo di membri del Team Rocket è stato cacciato di qui. Volevo cercare di capire chi fosse stato e perché.”

“E io perché sono qui?”

Argento lo fissò “Diciamo che potresti servirci.”

“Beh, mi fa piacere saperlo.” Commentò il ragazzo.

Argento sospirò “Ascolta Draconix, hai qualche problema con me? Sto facendo del mio meglio. Mi dispiace per quello che è successo al tuo Fearow, ma non sei l’unico ad avere problemi con il Team Rocket. Hai idea di quanto sia stato difficile anche solo mettere insieme gli White Rocket?”

Draconix sospirò a propria volta “No, è che… ormai sono ANNI che Fearow è stato rubato. Ovviamente voglio ritrovarlo, ma dopo tutto questo tempo… lui vorrà ancora che io lo trovi? In fondo, ha passato più tempo con Lewis che con me a questo punto. E se…”

“Draconix.” Lo interruppe Argento “Non pensarla così. Sono sicuro che Fearow ti voglia rivedere.”

“E come fai a dirlo?”

“Non lo so. Istinto.” Rispose il ragazzo. I due rimasero in silenzio per un po’, poi Argento parlò. “Sai, mio padre mi ha raccontato molte cose che ha visto o fatto negli anni del Team Rocket. Una delle sue storie riguarda quello che Blaine gli ha detto riguardo le Poké Ball.”

“E cosa gli ha detto?”

“Beh, secondo Blaine, l’interno delle Ball mette il Pokémon in stasi. Ma per non rendere la stasi monotona, fa in modo che il Pokémon possa vedere e sentire quello che più desidera. In teoria, un Pokémon potrebbe vivere nel sogno che più lo aggrada.”

“Perché dici in teoria?”

“Perché secondo Blaine i Pokémon che lo fanno sono meno dell’uno per cento. Tutti gli altri, da dentro la Ball, desiderano solo vedere quello che fa il loro allenatore. Perciò, nella stasi, il loro ‘sogno’ consiste nel vedere e sentire quello che gli accade intorno. Secondo lui, questo si è dimostrato un vantaggio, ed è per questo che le Poké Ball attuali hanno un dispositivo che permette ai Pokémon di uscire in caso di pericolo: oltre il 99% dei Pokémon sa cosa gli sta accadendo intorno, e di conseguenza può mettersi in salvo se serve.”

“Tutto ciò è molto interessante, ma…”

“Cosa c'entra? Niente forse.” Rispose Argento “Ma mio padre diceva sempre che gli umani ambiziosi o spaventati sono come quell’un per cento. Non vogliono solo vedere la realtà, ma vogliono vedere la propria realtà. Oppure non vogliono vederla affatto, ma si nascondono dietro le proprie speranze e fantasie. Mi è sempre piaciuta questa storia, e parlare con te di ciò che desideri fare me l’ha fatto tornare in mente. Non chiedermi perché però, perché non lo so.”

“Forse perché sono un uomo ambizioso?”

“Non lo sei Draconix?”

Il ragazzo decise di non rispondere. Dopo un po’, Argento scosse la testa. “Inutile. Non riesco a individuare nessuno, e i miei uomini dicono che non ci sono tracce visibili all’interno.” Aggiunse, indicando un trio di individui che stava mandando dei segnali usando lo schermo di un telefono come specchio.

“Quindi sono venuti qui, hanno liberato la torre e se ne sono andati?”

“Eppure devono aver avuto un motivo per scacciarli.”

“Già, ma non andremo da nessuna parte così. Mi dispiace per averti trascinato qui per un falso allarme.”

“Non importa, non importa.” Rispose Draconix “Qui vicino c’è la Palestra di Silvestro, posso facilmente sfidarla.”

Argento annuì, poi gli fece la domanda che teneva in serbo da un po’ “Senti Draconix, perché continui a sfidare le Palestre? Sei un Asso del Parco, e un avventuriero esperto.”

“E con questo?”

“Beh, mi chiedevo cosa ti spingesse a continuare a sfidare le Palestre. Ormai è chiaro che hai superato il livello di Capopalestra, sbaglio?”

Draconix si grattò la testa “E cosa dovrei fare? Al Parco Lotta passò già tanto tempo, e quando non ci sono io c’è Lino. E in quel periodo posso viaggiare.”

“E sconfiggere in un colpo tutti i Capipalestra? Lo trovi ancora divertente?”

Draconix rifletté. E per la prima volta se lo chiese. Trovava davvero ancora divertente sfidare le Palestre?

“Beh, mi piace il torneo alla Lega.”

“Che potreste organizzare te e i tuoi amici.” Rispose Argento “Voglio dire, ormai quanti siete nel gruppo di Raziel? Cinque? Mezza Lega, praticamente, la fate con i vostri scontri. Aggiungici la ragazza di Frak a Sinnoh, e per il torneo normale della Lega vi mancano solo due posti.”

Draconix si chiese cosa rispondere a quel punto “Non lo so. Sembra la cosa giusta da fare. Da quando ho i miei Pokémon ho sempre sfidato le Palestre. Non riesco a immaginare di smettere.”

Argento sorrise “Bene, bene, era solo curiosità. Ci vediamo.”

Draconix lo salutò e si allontanò.

“Avresti dovuto dirgli di Dragozard.” Commentò Athena in quel momento. Era rimasta in disparte per tutto il tempo, per intervenire nel caso qualcosa andasse storto.

“Non siamo sicuri sia Dragozard.” Rispose Argento “Potrebbero aver visto male?”

“Pokémon e stile di lotta corrispondono alle informazioni che abbiamo. E sappiamo bene che Dragozard ha un legame con il Team Rocket. Non credo possa essere qualcun altro.”

Argento la guardò “E come faccio a dire a Draconix che un suo amico è stato visto comandare il Neo Team Rocket?”

A questo, Athena non rispose.

 

Draconix preparò la propria squadra. E si trovò a guardare lo schermo del PC con attenzione.

L’interfaccia ideata da Bill, e poi più o meno mantenuta dagli altri operatori del PC, mostrava la squadra ed i Pokémon del PC.

Dragozard fissò questi ultimi. Vide quelli che aveva catturato a Kanto, e si chiese cosa stessero facendo in quel momento nel mondo virtuale che era il PC. Probabilmente, Arcanine e Ninetales erano insieme, accoccolati come loro solito. Charizard sicuramente volava nel cielo, agitando la coda e rischiando di dar fuoco a tutto nel mentre. Kingdra probabilmente stava spegnendo quegli incendi, mentre Gyarados combatteva con Kabutops come aveva preso l’abitudine di fare. Aerodactyl sicuramente era per conto suo, appollaiato su qualche roccia. Quanto a Dragonite, di certo stava volando o nuotando lontano da tutti. E improvvisamente si chiese se non avrebbe dovuto passare più tempo con loro.

Improvvisamente, si chiese se non fosse il caso di lasciar perdere e tornare a Kanto. O almeno ad Hoenn, al Parco Lotta, per passare un po’ di tempo con i propri Pokémon ed in attesa di uno sfidante.

In quel momento, una voce lo chiamò “Ehilà, Draconix.” Disse Rayquaza “Ti percepisco abbacchiato.”

“Io… Rayquaza, dimmi, cosa dovrei fare?” Chiese, e spiegò i propri dubbi.

Rayquaza rimase in silenzio, a riflettere. Poi, senza preavviso, parlò.

“Sai, io sono stato il Pokémon Leggendario compagno di grandi re ed imperatori. E ognuno di loro, a volte, mi ha fatto la stessa domanda: sono andato troppo in là? Sono diventato troppo potente? Ho ancora uno scopo?”

“E cosa gli hai risposto?”

“Che sono il Dio del Cielo, non il Dio degli scopi. Non è compito mio dir loro cosa devono fare della loro vita.”

“Quindi non hai intenzione di dirmi cosa pensi?”

“Io penso, Draconix, che tu sappia già cosa vuoi fare. L’hai deciso guardando quello schermo del PC.”

Draconix fissò lo schermo, e sorrise “Già. Vero. Allora, a quanto pare, oggi è l’ultimo giorno di Draconix lo sfidante.”

“E che sia un grande ultimo giorno.” Aggiunse Rayquaza.

 

La Palestra era fredda. Draconix percorse l’intrico di ghiaccio affrontandone i vari allenatori, e alla fine raggiunse il Capopalestra. Silvestro sorrise vedendolo arrivare.

“Benvenuto, sfidante. Sei forse Darken? O Draconix?”

“Draconix.” Rispose il ragazzo.

“Bene! Sarai il secondo che sfido. Prima di te ho avuto solo il tuo amico Dragozard.”

'E cosa ci faceva qui Dragozard prima di me?' Si chiese il ragazzo, ma decise che doveva aver avuto i suo motivi.

“In ogni caso, voglio proprio vedere se sei allo stesso livello. Ma non ho dubbi, dall’Asso della Torre Lotta.”

Draconix sorrise “Sarà un quattro contro quattro visto che ho quattro medaglie, giusto?”

“Quella sarebbe la mia battuta, ma sì.” Rispose Silvestro sorridendo, e schierò Vanilluxe, che si trovò a fronteggiare Tyranitar. Silvestro annuì “Non un’accoppiata facile.” Commentò prima di ordinare a Vanilluxe di usare Grandine. Una nube di vapore a bassa temperatura salì per poi cominciare a far cadere ghiaccio.

Tyranitar non perse tempo e al comando di Draconix lanciò Pietrataglio, che danneggiò parecchio il Vanilluxe. Il Pokémon sembrò riprendersi però un poco mentre veniva colpito dalla Grandine, al contrario di Tyranitar. Tuttavia, con un secondo Pietrataglio il Pokémon Roccia concluse lo scontro.

Beartic entrò quindi in campo, colpendo con Troppoforte. Tyranitar crollò alla successiva grandinata, ma non prima di aver colpito un’ultima volta con Pietrataglio.

Entrò allora in campo Gallade, che esordì con Zuffa. L’attacco Lotta fu troppo per il Beartic, che crollò, ma in compenso Gallade si trovò sorprendentemente stanco, rendendogli più difficile difendersi.

Si lanciò all’attacco il secondo Beartic, che incassò Zuffa e colpì con Slavina. Gallade arretrò, investito dalla neve e colpito dal ghiaccio che ancora cadeva dal cielo. Poi fu colpito da una ventata di Alitogelido. Guardandosi intorno vide la direzione da cui era venuto e su comando di Draconix colpì con Fendifoglia. Il Beartic crollò al suolo.

Cryogonal entrò in campo ed esordì con Alitogelido. Gallade, stanco per le Zuffe continue, crollò senza opporre resistenza. Draconix lo richiamò per sostituirlo con Rhyperior. Il Pokémon si lanciò all’attacco, ma fu preceduto da un Alitogelido, che gli causò parecchi danni. Tuttavia, come tutti quelli della sua specie, Rhyperior era testardo e resistente, e colpì con Martelpugno. Cryogonal crollò.

“Con tre Pokémon, come una lotta contro un Asso.” Commentò Silvestro “Ottimo, mi fa piacere vedere che anche il Parco sta continuando a funzionare perfettamente.” E così dicendo gli porse medaglia e l’MT Alitogelido, che Draconix accettò.

“La ringrazio.” Rispose, e dopo alcuni convenevoli uscì.

 

Il telefono di Argento squillò ed il ragazzo rispose.

“Argento?” Chiese la voce di Draconix.

“Draconix? Che succede?”

“Senti, quando avremo sconfitto il Neo Team Rocket ed il Team Rocket, che cosa farai?”

“Li riunirò tutti e dirò loro, una volta per tutte, che il Team Rocket è sciolto. Che devono tornare alla propria vita, onesta. Che sono pronto ad aiutarli.”

“Aiutarli?”

“Mio padre era un uomo ricco comunque, anche se non a livelli astronomici. Il Casinò non era l’unica sua proprietà. E anche se la polizia ne ha sequestrate alcune, altre erano dietro nomi falsi, perciò non ci hanno messo le mani sopra. Appena avremo sconfitto il Team Rocket, prenderò possesso di quelle aziende e offrirò un lavoro onesto ai poveri, in modo che non debbano mai pensare di doversi unire a qualche organizzazione per sopravvivere.”

Draconix sorrise “In tal caso…” Deglutì “Voglio venire con te. Combattiamo insieme.”

Argento sorrise “D’accordo Draconix. Insieme, cancelliamo l’incubo creato da mio padre.”

 

Squadra:DeinoGliscorGalladeRhyperiorTyranitarGarchomp

Leggendari:RayquazaHeatran

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Il Re dei Ragni

“Quindi, dove siamo ora?” Chiese Darken. Dopo la città oscura, avevano visitato altre due città, ma in quei luoghi era bastato fare il nome di Dialga per convincere i re a nascondere l’oggetto.

Adesso però non stavano guardando una grande città. Stavano guardando, dall’alto di piccola collinetta erbosa, una foresta tropicale, con Pokémon Coleottero di vario tipo che volavano tutto intorno.

“Beh, siete nel Regno del Popolo dei Coleotteri, la foresta degli insetti.”

“Oh. E dove dovremmo andare?”

“Beh, prima di tutto, vi conviene che Entei non venga con voi. L’ingresso nella foresta di Pokémon Fuoco è proibita.”

“Ricevuto.” Rispose il Leggendario, sedendosi e sbadigliando “Ne approfitterò per un pisolino.”

“Potresti pure mostrarti un po’ preoccupato per la mia sicurezza.” Commentò Darken.

“Seriamente, perché dovrei? Darken, sei uno degli allenatori migliori che conosco, sono certo che non avrai problemi.”

Dialga ridacchiò “In effetti, non pensavo che sarebbe stato così bravo. Comincia a sembrarmi strano persino mandarti i Pokémon che credo siano adatti, visto che te ne è servito uno solo.”

Darken sorrise “Meglio così, no? Vuol dire che abbiamo a che fare con gente ben disposta nei nostri confronti.”

Dialga annuì, poi ricordò che Darken non poteva vederlo “Comunque, appena entrati nella foresta delle guardie vi fermeranno. Mi raccomando di fare subito il mio nome, o potrebbero farvi del male. Il Popolo dei Coleotteri è un popolo che si è sempre tenuto lontano da tutti, e non so se apprezzeranno così tanti intrusi. E tu Azelf renditi invisibile.”

“Ovviamente. Non ho bei ricordi dell’ultima volta che ho avuto a che fare con quel popolo.”

“Cosa ti è successo?” Domandò Lucinda. Il Pokémon decise di non rispondere.

I due ragazzi ed il Leggendario invisibile si avvicinarono alla foresta, percorrendo uno stretto sentiero. Appena vi ebbero messo piede, sentirono entrambi la voce di Azelf nella propria testa.

“Ci stanno già osservando. State pronti.”

Lucinda e Darken annuirono e continuarono a camminare, seguendo il percorso. Poco dopo, un Ariados scese davanti a loro, e bloccò la strada. Un altro fece lo stesso dietro.

“Fermi!” Esclamò una voce tra le fronde “Siete entrati nel territorio del Popolo dei Coleotteri. Cosa vi porta qui?”

“Mi chiamo Darken, e sono un sacerdote di Dialga.” Rispose il ragazzo “Mi manda il Signore del Tempo per parlare con il vostro Re.”

“Puoi provarlo?”

“Nella mia tasca destra c’è un Cristallo del Tempo. Sapete cos’è?”

“Certo.” Rispose la voce “Il nostro Re ne possiede uno.”

'Bene, vuol dire che ce l’ha lui.' Pensò Darken “Ottimo.”

Due guerrieri uscirono dalla foresta, e uno infilò la mano nella tasca gigante, tirando fuori il cristallo. Lo passò all’altro, che lo osservò ed annuì.

“Molto bene, seguiteci.” Rispose l’uomo.

Si addentrarono nella foresta, dietro di loro. Presto i sentieri diventarono numerosi ed intricati, e senza le guide si sarebbero persi sicuramente.

'Il che mi fa chiedere come faremo ad uscire, se le cose si mettessero male.'

Decise di rimandare il problema al futuro, e in quel momento il loro percorso si aprì in quella che era a tutti gli effetti una città arborea. Simile a Forestopoli in molti aspetti, come le case sugli alberi e i ponti di legno, si distingueva però per via della forma delle case, costruite anche su due o tre piani, a volte coprendo quasi del tutto l’albero, dalla base della chioma fino a circa due metri dalle radici, quando anche la casa più bassa si fermava.

Al centro della radura, invece, sorgeva una costruzione bizzarra. Era la statua di un aracnide gigante, fatta di legno e metallo. Le otto zampe erano rannicchiate, ma si capiva che aperte avrebbero misurato circa dieci metri d’altezza. Avvicinandosi, Darken capì però che non era solo una statua.

“Quella è l’arma.” Capì, ricordando improvvisamente l’aracnide di metallo visto nella collezione di Dialga.

“Proprio quello.” Rispose Dialga.

“Proprio quella.” Rispose la guida “Vedo che la conoscete. L’arma del Popolo dei Coleotteri, costruita dal nostro Re.”

Darken annuì guardando la macchina. Riusciva a capire che non era un’arma da prendere alla leggera. Era sicuro che potesse fare molti danni in mano alla persona sbagliata.

“Hai proprio ragione.” Rispose Dialga nella sua testa “Spara un micidiale veleno dalla parte anteriore, che può disseccare istantaneamente ogni cosa tocchi. Nella parte posteriore può mischiarlo con un liquido vischioso e spararlo a mo' di ragnatela. Un’armata intera finirebbe agonizzante a cercare inutilmente di pulirsi dal veleno. Tutte quelle terre sarebbero contaminate per anni a venire.”

Darken rabbrividì e proseguì, finché non raggiunsero l’unico edificio dove una scala di legno permetteva di salire anche da terra. Con fatica, il ragazzo e la ragazza arrivarono in cima. Qui li aspettava un uomo alto e biondo, barbuto ed intento ad osservarli attentamente.

Darken e Lucinda si inchinarono.

“Mio Re, sono…”

“So bene chi sei.” Rispose il Re “L’inviato di Dialga. Ebbene, cosa vuole il Dio del Tempo dal mio popolo?”

“Solo una cosa.” Replicò Darken dopo un momento, ripresosi dall’impetuosità dell’uomo. “Siamo qui per chiedervi di nascondere il cristallo.”

Il re annuì. “Immagino intendiate il dono che Dialga mi fece quando benedisse la nostra arma. Ebbene, eccolo.” Disse scoprendo un oggetto posizionato su un tavolino vicino al trono. La pietra cominciò a brillare, mentre la punta blu puntava verso l’arma.

“Ebbene, mio Re, vi chiediamo di nasconderlo al sicuro, dove non possano trovarlo.”

Il ragazzo spiegò quello che aveva detto agli altri Re, ma notò la scarsa convinzione del sovrano.

“Ebbene ragazzo, direi che ti ho ascoltato.” Commentò il Re quando ebbe finito “Adesso ti darò la mia opinione. La pietra è già al sicuro. Non vedo perché nasconderla.”

“Ma vostra maestà...”

“Niente ma.” Rispose il Re “Potete andare.”

“Possiamo…”

“No. Andate, subito, prima che decida di fare altro.”

Darken e Lucinda furono trascinati fuori, ma Darken alzò la mano “O' sommo Dialga, se vuoi dimostrare al re che siamo in buona fede, e vogliamo dargli il nostro sincero consiglio, permettimi di far comparire un Pokémon dal nulla.”

“Interessante.” Disse il Re, colpito “Ma speri davvero che…”

La voce gli morì in gola, mentre Hariyama usciva dalla Ball indossata da Darken sotto i vestiti.

Il re lo fissò ancora un momento, poi rise “Ebbene, il grande Dialga mi inganna ancora. Sì, nasconderò la pietra nelle catacombe della città.”

Darken tirò un sospiro di sollievo. E sperò che nel suo tempo stesse andando tutto per il meglio.

 

Dialga osservò le pietre. Due effettivamente le aveva recuperate davvero. Tre anzi, contando che ora percepiva la presenza della pietra. Ma le altre… le altre sembravano sparite.

Ritornando indietro, aveva visto la stessa figura introdursi nelle rovine ed uscirne con i cristalli.

Si chiese chi fosse. E decise che quando Darken fosse tornato, avrebbero indagato su quello.

 

Squadra: PersianHariyamaDewgongRaichuDrifblimCrobat

Leggendari: EnteiDialga

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt Badge

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L'Altro Viaggiatore

“Sai Dialga, mi aspettavo qualcosa di diverso quando hai detto Rocce Cataclisma.”

I due Leggendari, Darken e Lucinda stavano guardando quelle che sembravano delle montagne. A parte il fatto che erano sospese a mezz’aria.

“Di preciso cosa ti aspettavi?”

“Non lo so. Una catapulta gigante?”

I presenti lo fissarono stupefatti “Cosa? C’era una catapulta gigante tra le cose che Dialga mi ha mostrato.”

“Ed era una delle armi più assurde. Non ho nemmeno intenzione di mandarvi a cercarla. La tengo per ridere.” Rispose il Pokémon.

Darken annuì, poi entrarono nella città ai piedi delle rocce fluttuanti.

I due ragazzi attraversarono le strade fino al castello al centro della città. Qui, le guardie li fermarono, ma sentendo il nome di Dialga li fecero entrare subito.

Il Re sedeva sul proprio trono di pietra, circondato da numerosi Golem, Nosepass ed altri Pokémon Roccia.

“Ebbene, siete voi che affermate di essere inviati da Dialga?” Chiese l’uomo.

“Proprio così.” Rispose Darken.

“Bene.” Replicò l’uomo, e schioccò le dita. I Pokémon presenti si rivolsero subito verso i due ragazzi, pronti ad attaccare.

“Cosa...”

“Siamo stati avvisati del vostro arrivo. L’Oracolo ci ha detto di non ascoltarvi, catturarvi e consegnarvi a lui. E visto che siete entrati qui volontariamente…”

“L’Oracolo?”

“Colui che è riuscito a prevedere il nostro futuro. Lui sapeva del vostro arrivo, e ci ha consigliato come essere preparati, in modo che non potreste trafugare il nostro tesoro, donatoci da Dialga, con la scusa di essere inviati dal Leggendario.”

Darken lo fissò, poi si guardò intorno, guardando i vari Pokémon presenti.

“Puoi fare qualcosa Entei?”

“Con tutti questi Pokémon Roccia? Credi forse che io sia in grado di batterli?” Chiese il Pokémon Fuoco, poi sorrise “Mi conosci bene. Che Pokémon hai con te?”

“Quasi tutti Pokémon Lotta o Acqua.”

“Usali. In sette ce la faremo.”

“Ehi, ci sono anche io.” Commentò Azelf.

“Mi fa piacere.” Rispose Entei “Buona fortuna.” E così dicendo lo spinse verso il Golem più vicino. Poi ruggì e si lanciò alla carica.

Darken vedendo il Pokémon Fuoco partire all’attacco aprì le Ball, e sorrise. Dialga aveva inviato i migliori. Empoleon, Hitmonlee, Hariyama, Swampert, Gallade e Poliwrath si lanciarono all’attacco.

“Prendeteli! Prendeteli!” Gridava il Re.

“Dialga, hai una spiegazione?”

“Ne sono quanto te, ragazzo.” Rispose Dialga “I viaggi nel tempo sono una cosa strana. So che quello che sta accadendo è già accaduto e quindi era destino che accadesse, ma non posso sapere che sta accadendo finché non è accaduto.”

“Mi hai solo confuso le idee.”

“Non mi pare sia il momento per spiegare. Credo ti convenga fuggire. Ti manderò semplicemente al prossimo bersaglio.”

“Aspetta!” Esclamò Darken “Voglio capire cosa sta succedendo.” E così dicendo si lanciò verso il Re.

“Vostra maestà, non era nostra intenzione arrivare a tanto, ma visto che siamo a questo punto me lo dica. Dove sono la sfera e l’Oracolo?”

“La sfera è al sicuro con l’Oracolo, nascosta dove non la cercherai mai.”

“Qualche idea?” Chiese il ragazzo a Dialga.

“No, temo di no.” Replicò il leggendario “Ma se ti può consolare, non sento la presenza della pietra. Il che vuol dire…”

“Che l’hanno portata via.” Commentò Darken “Ma certo! L’Oracolo... Vostra maestà, siete stato ingannato, l’Oracolo voleva solo la vostra pietra.”

 

“Uff, troppo vicino per i miei gusti.” Commentò il ragazzo uscendo dall’arco di luce.

“Ha funzionato, no? Allora, dove hai piazzato la pietra?”

“Sotto un albero, nel luogo dove avevamo concordato. Trovato?”

“Ho mandato uno dei nostri a recuperarlo.” Commentò l’uomo “Pronto al prossimo viaggio?”

“Quando vuoi.” Rispose quello.

“Non quando voglio io, ma quando vuole Dialga. Io posso solo usare quei cristalli” Disse indicando le pietre che ornavano l’arco di ferro della macchina costruita da lui “Per spostarti in un tempo vicino a quello in cui Dialga ha trasportato il suo Prescelto.”

Il ragazzo annuì, e tornò a guardare la macchina, in attesa del via libera.

 

Squadra: HitmonleeHariyamaPoliwrathGalladeEmpoleonSwampert

Leggendari: EnteiDialga

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt Badge

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Inviato (modificato)

The Rocket Wars: Prologo

“Hai fatto cosa?!” Chiese Pierce al telefono.

Cosa avrei dovuto fare? C’era il Capopalestra lì con me! Ho fatto il minimo che potevo e ho chiamato solo Raziel, ma non è che questi del Team Plasma siano delle cime se non mettono neanche una guardia all’ingresso.”

“Oh giusto, hai chiamato SOLO Raziel. In fondo è SOLO il quadriCampione e il Prescelto di Giratina. SOLO il tizio che ha salvato il mondo cosa, sette volte?”

“Dipende dalla tua definizione di salvare il mondo…”

“SEI UN DEFICIENTE! STIAMO CERCANDO DI PORTARE IL TEAM PLASMA AD ALLEARSI CON NOI, E TU GLI PORTI IN CASA RAZIEL?!”

“Ehi, piano con le offese, io sto facendo quello che mi hai chiesto, tenere d’occhio Raziel. Cosa avrebbe detto Rafan a Raziel se mi fossi rifiutato di aiutarlo? E se Raziel cominciasse a sospettare qualcosa…”

Pierce sospirò “D’accordo, d’accordo, mi occuperò io della faccenda. Dovrei riuscire a convincere il Team Plasma che ciò che hai fatto l’hai fatto solo per non farti scoprire. Ma se lo rifai senza un validissimo motivo…”

“Non succederà.”

“Ottimo.” Rispose Pierce “Adesso ascolta, il Team Plasma è alla Cava Pietrelettrica. Quindi, trova una scusa per non andare con Raziel da quella parte.”

“Nessun problema, dorme sempre fino a tardi, posso andarmene quando voglio.”

“Molto bene, allora la tua prossima meta è la base del Monte Antipodi.”

“E dove si trova?”

“Hai una mappa no? Cercatelo da solo.” E gli riattaccò in faccia.

“Era arrabbiato?” Chiese Vera.

“Noooo, era entusiasta.” Rispose Dragozard, sarcastico.

“Immagino. Dove dobbiamo andare quindi?”

“Monte Antipodi, ha detto.” Rispose il ragazzo, aprendo la mappa ed individuandolo, nella parte orientale di Unima.

“Bene, me ne occupo io.” Rispose Vera, e prese il telefono. Dragozard aspettò, e poco dopo Vera ricevette una telefonata. La ragazza lo guidò in una parte isolata della zona intorno alla città, dove un elicottero con il logo del Neo Team Rocket, una R rossa con un cerchio nero intorno, li aspettava.

“Sai, dovrei pensare ad imparare i numeri dei mezzi del Team Rocket, ora che abbiamo da fare tutto questo.” Commentò il ragazzo.

“Sarebbe stata una buona idea farlo parecchio tempo fa.” Commentò la voce di Palkia.

“Palkia?” Chiese Dragozard “Mi stavi ascoltando?”

“Certo, cosa credi, che abbia molto da fare oltre a respirare?” Replicò il Drago.

“Touché. Che intenzioni hai?”

“Per ora, restarmene a guardare. Se ti servirà il mio aiuto, te lo darò.”

Dragozard annuì, anche se si chiese che razza di situazione avrebbe potuto richiedere Palkia in persona.

“Dragozard, anche tu stai parlando con Palkia?”

“Perché, il trio ti sta dando problemi?”

“Non me ne parlare.” Commentò Vera, massaggiandosi la testa “Immagina di avere tre ragazze con gusti molto diversi che discutono nella tua testa.”

“Non ci voglio provare.” Commentò Dragozard, ridacchiando. Vera si mise a ridere a propria volta.

“Non vorrei disturbarvi, signori Generali, ma dove volete andare esattamente?” Chiese il pilota.

“Alla base sul Monte Antipodi.” Rispose Vera.

“Ottimo.” Disse l’uomo, e avviò l’elicottero.

“Per le Palestre che intendi fare?” Chiese Vera.

“Quello che posso.” Commentò Dragozard “Se riesco, le sfiderò. Altrimenti, sarà un peccato, ma potranno aspettare. In fondo, è già raro che qualcuno partecipi a tre Leghe diverse, ma io ne ho fatte quattro. Direi che può bastare come esperienza.”

Vera annuì “Era tutto più semplice quando raccoglievo solo Fiocchi.”

“Sei fortunata. Tu la parte semplice l’hai avuta.” Commentò Dragozard.

 

Squadra:TynamoBasculinRaichuVileplumeGengarCharizard

Leggendari: Palkia

Medaglie:Trio BadgeFreeze BadgeJet BadgeQuake Badge

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Inviato (modificato)

Frak VS Rafan

Libecciopoli era una grande città, dovette ammettere Frak attraversando il ponte. Certo, non grande quanto Sciroccopoli, ma comunque una città di discrete dimensioni.
Si guardò intorno, e sorrise ad Astrid. La ragazza gli rimandò il sorriso e i due entrarono nel Centro Pokémon. In quel momento, qualcuno li chiamò.

“Ehi!” Esclamò il ragazzo “Siete Astrid e Frak per caso?”

“Sì.” Replicò Frak “E tu saresti?”

“Mi chiamo Murkin, e sono un assistente del professore. Mi manda per portarvi questi.”
E così dicendo il ragazzo con gli occhiali aprì una mano e mostrò loro una coppia di Holovox.

“E per cosa dovremmo usarli?” Chiese Astrid.

“C’è installato un chip che monitorerà i vostri dati fisici. Velocità di camminata, battito cardiaco… tutte le informazioni che possano farci capire se siete diversi dagli umani di questo universo dal punto di vista fisico.”

“Perché non ce li ha dati prima?” Chiese Frak.

“Colpa mia.” Replicò Murkin “Erano pronti, ma li ho fatti cadere e si sono rotti. Il professore ha dovuto passare la notte a ripararli.” Il ragazzo occhialuto sospirò “Quindi ha detto che era giusto mi facessi tutta la scarpinata fino a Libecciopoli per portarveli.”

Frak ridacchiò “Beh, poteva andare peggio, non credi?”

“In effetti…” Rispose Murkin “Bene, io vado. Buona fortuna per il vostro viaggio.” E così dicendo si allontanò.

Frak ed Astrid infilarono i due oggetti al polso, e videro che calzavano alla perfezione, non troppo larghi né troppo stretti.

“Beh, ci è andata bene, direi.” Commentò Astrid. “Abbiamo guadagnato un Holovox e quello che in pratica è un controllo fisico gratuito.”

“Già, ma mi chiedo per quanto al Centro basteranno queste informazioni.” Commentò Frak.

“Immagino lo scopriremo solo con il tempo.” Rispose Astrid “Ma per ora mi pare non stia davvero danneggiando il nostro viaggio.”

“Beh, sono anche passati solo due giorni.” Rispose Frak.

“Ehi, piccioncini, sbaglio o si stava andando a una lotta in Palestra?” Chiese Groudon. Frak annuì e corse al PC, organizzando la propria squadra, poi lui ed Astrid si diressero alla Palestra.

Affrontati i vari allenatori, raggiunsero Rafan. L’uomo sorrise e fissò gli sfidanti.

“Molto bene!” Esclamò “Dopo Dragozard e Raziel, è il momento anche di Frak. Immagino tu abbia tre o quattro medaglie.”

Frak annuì “Quattro.”

“Perfetto!” Disse l’uomo “In tal caso, direi che un quattro contro quattro sia ciò che fa al caso nostro. Pronto?”

Frak annuì e Rafan cominciò schierando Krookodile, cui il ragazzo rispose con Gastrodon. Il Pokémon lanciò un’Acquadisale, mentre l’avversario attaccava con Sgranocchio. Il colpo Buio fu intercettato da quello Acqua e Krookodile arretrò, danneggiato. Poi però si lanciò nuovamente all’attacco, stavolta con Terremoto. L’onda sismica colpì il Gastrodon e quello arretrò, ma subito dopo rispose ancora con Acquadisale, danneggiando ulteriormente l’avversario.

Gastrodon incassò un secondo Terremoto, poi colpì un’ultima volta con Acquadisale e l’avversario crollò.

'Quel Krookodile era tosto.' Pensò Frak, sospirando di sollievo. Poi Golurk entrò in campo. Il Pokémon colpì con Pugnodombra, e prima di poter rispondere Gastrodon fu sconfitto.

Frak lo richiamò e mandò in campo Sableye. Il Pokémon colpì con Ombrartigli, causando danni ed incassando il Pugnodombra, anche se l’avversario colpiva duramente. Dopo un altro paio di cambi, Golurk crollò, ma Sableye non era messo molto meglio. Infatti, appena entrò in campo un secondo Krookodile, lo scontro si concluse, con un solo Sgranocchio che mandò al tappeto Sableye.

Frak rifletté, poi aprì la piscina, schierando Floatzel. Il Pokémon attaccò con Gelopugno, e Krookodile rispose con Dragartigli. I due attacchi impattarono, ma fu il Gelopugno a causare più danni. L’avversario usò Pietrataglio, ma Floatzel la schivò nuotando a tutta velocità per poi riemergere colpendo ancora con Gelopugno. Krookodile attaccò con Sgranocchio e riuscì a colpire Floatzel, scagliandolo via, ma subito dopo il Pokémon si gettò in acqua e partì all’attacco con Acquagetto, centrando l’avversario al petto e facendolo crollare.

Rafan sospirò e schierò Excadrill. Il Pokémon Acciaio bloccò un nuovo Acquagetto con l’acciaio sulle braccia e colpì con Ferrartigli, costringendo l’avversario a ributtarsi in acqua, colpito.

Il Pokémon Acciaio colpì con Battiterra, agitando l’acqua e costringendo stavolta Floatzel ad uscire, e a quel punto si lanciò all’attacco con Giravvita, centrando Floatzel e scagliandolo via, sconfitto.

Allora entrò in campo Sandslash, mentre la piscina si chiudeva. Il Pokémon scatenò una tempesta di sabbia, usando Terrempesta. Rafan fissò Frak interrogativo, ma i movimenti di Sandslash furono più veloci, permettendogli di schivare il Ferrartigli e colpire con Lacerazione l’avversario. L’attacco non produsse gravi danni, per quanto mirato a un punto meno difeso, l’addome, ma servì a far preoccupare Rafan. La successiva schivata di Frana seguita da un Tritartigli ebbe un effetto simile. Poi, il Pokémon attaccò con Terremoto, colpendo il terreno proprio ai piedi di Excadrill. L’attacco Terra infine ebbe ragione sul Pokémon Acciaio.

“Ottima strategia ragazzo.” Disse Rafan sorridendo, consegnando la medaglia “Un gran trucco, quello della tempesta di sabbia.”

Frak lo ringraziò, poi si riunì ad Astrid ed uscì dalla Palestra.

 

Squadra:SandslashGastrodonSableyeFloatzelEmboarBanette

Leggendari: GroudonDarkrai

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt BadgeQuake Badge

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Inviato (modificato)

Enemy VS Rafan

Enemy, Komor e Belle percorsero la strada asfaltata che rispondeva al nome di Percorso 6. Diversi allenatori si affrontavano sulla strada, mentre altre persone si fermavano a comprare funghi da un venditore la cui insegna fluorescente mostrava un Parasect, Pokémon proveniente da un’altra regione.

I tre però non si fermarono, salvo che per affrontare alcuni allenatori, proseguendo invece per il ponte. Lo attraversarono e così giunsero nella città.

Qui, raggiunsero la Palestra velocemente. Superati i vari avversari nei piani sotterranei della miniera, arrivarono da Rafan.

“Sì, d’accordo.” Disse l’uomo al telefono. Poi chiuse la chiamata e sorrise ai tre “Scusate, ho dovuto rispondere. Ma vedo che siete in tre. Tutti qui per la medaglia?”

“No, io sono solo una spettatrice.” Disse Belle.

“Bene, allora puoi accomodarti sugli spalti. Voi due invece… chi vuole cominciare?”

Komor si fece avanti, come accordato tra lui ed Enemy. Francesco si fece da parte e osservò la sfida.

Stoutland entrò in campo per affrontare Golett, ed esordì, ovviamente, con Segugio. Golett attaccò con Fuocopugno, ma Stoutland resistette e colpì con Sgranocchio, facendo arretrare l’avversario. Schivò un nuovo Fuocopugno e colpì con Sdoppiatore. Golett ci mise un secondo di troppo a proteggersi. Enemy sapeva come mai. Gli Spettri, abituati ad essere immuni alle mosse normali, tendono a non difendersi, e se non sono molto, molto intelligenti, ci mettono un attimo a realizzare di essere attaccabili. E come in quel caso, il risultato era la sconfitta.

Rafan sorrise e richiamò il Golett per schierare Krokorok, che cominciò lanciando un Pietrataglio e danneggiando Stoutland. Il Pokémon attaccò con Nemesi, ma l’attacco, anche se ragionevolmente potente, finì in una sconfitta di Stoutland davanti al successivo colpo.

Komor lo richiamò e schierò Watchog, che esordì con Ipnosi, facendo crollare addormentato l’avversario. Poi il Pokémon attaccò con Superzanna due volte, e sconfisse l’avversario con Taglio.

Rafan richiamò il Pokémon e dopo un momento mandò in campo Palpitoad. Il Pokémon Acqua colpì con Breccia, e Watchog arretrò, per poi crollare al secondo colpo, dopo aver mandato a vuoto un'Ipnosi. Komor richiamò il Pokémon e schierò invece Tranquill, che si lanciò all’attacco con Aeroassalto colpendo il Palpitoad. Rafan ordinò al Pokémon di attaccare con Rocciotomba. Tranquill schivò il colpo per un soffio, rispondendo di nuovo con Aeroassalto, a cui seguì un secondo Aerossalto. Stavolta però il Pokémon fu colpito da Rocciotomba, e crollò.

Adesso Komor era chiaramente preoccupato, essendo ridotto ad un due contro uno. Il ragazzo rifletté, poi aprì una Ball, da cui uscì un Sawsbuck. Il Pokémon piegò la testa, puntando le proprie corna contro il nemico. E con una carica improvvisa centrò al pieno al petto Palpitoad con Finta, mandandolo al tappeto prima che potesse colpirlo.

Rafan mandò quindi in campo Excadrill, che si gettò subito sottoterra con Fossa. Poi si lanciò verso l’alto, ma uscendo non trovò nessuno… finché gli zoccoli di Sawsbuck non gli piombarono sulla testa, un Calciosalto ben piazzato che lo mandò al tappeto sul colpo. Rafan fischiò, impressionato “Scommessa rischiosa ragazzo, se il tuo Pokémon avesse saltato al momento sbagliato, sarebbe stato colpito, perdendo l’equilibrio e danneggiandosi ulteriormente.”

“Ho deciso di tentare il tutto per tutto, visto che non sono esattamente l’avversario migliore per questa alestra.”

“Sicuramente, visto che qui ad Unima molti Pokémon Terra sono adatti a contrastare i tipi Normale a causa del tipo o a causa delle mosse che imparano. Ma eccoti la medaglia.” Aggiunse, e porse al ragazzo l’oggetto.

Poi, Rafan ricaricò le Ball, ne cambiò alcune e fece cenno ad Enemy di farsi avanti.

 

“Che dici, ce la farà?” Chiese Belle.

“Non ne sono sicuro. Rafan è un tipo tosto.” Rispose il ragazzo, in risposta, la ragazza gli tirò una pacca sulla schiena.

“AHIO!” Esclamò Komor “Perché?”

“Perché non si dice così! La risposta corretta è ‘Ovvio che sì!’”

“Ok, ok…” Rispose il ragazzo, massaggiandosi la schiena. Enemy esordì schierando Cottonee, che si trovò davanti un Tympole. Il Pokémon Acqua cominciò con Coro, poi fu colpito da Parassiseme. Il Pokémon sentì la propria energia risucchiata, ma rispose con Coro nuovamente.

“Ooooh, questo scontro è così carino.” Disse Belle.

“Ne sei… sicura?”

“Ho detto che è carino, quindi sì.” Rispose la ragazza. Komor sospirò, mentre con Foglielame Cottonee finiva l’avversario.

Poi in campo entrò Krokorok. Nuovamente il Pokémon fu colpito da Parassiseme, ma subito dopo colpì il terreno e quello tremò. Cottonee arretrò, danneggiato dal Battiterra, e nonostante l’assorbimento di energia un secondo Battiterra lo mandò al tappeto. Non prima però che avesse colpito con Foglielama, danneggiando ulteriormente il Krokorok.

Enemy mandò quindi in campo Simipour, che attaccò con Pistolacqua mandando al tappeto Krokorok. Poi entrò in campo Stunfisk.

Il Pokémon Elettro scagliò un Fulmine, che però anziché Simipour colpì Serperior, girata di spalle.

“Ah, avevi previsto Stunfisk?”

“Beh, so come funziona lo schema delle tue scelte per i Pokémon da schierare a seconda del numero di medaglie, e so che Stunfisk è una delle opzioni alla quinta medaglia. Sapevo che mandando un Pokémon Acqua, lo avrebbe scelto.”

“E sapevi anche che non mi piace cambiare, quindi lo averi lasciato in campo anche se svantaggiato.”

“Esatto.” Rispose Enemy.

Rafan sorrise “OTTIMO!” Esclamò, e ordinò a Stunfisk di colpire con Terremoto, sorprendendo Enemy “Ma scommetto che non hai pensato che potesse avere Terremoto.”

Enemy però non si scoraggiò, e ruotando Serperior colpì con un vortice di foglie. Stunfisk arretrò e fu sul punto di crollare, ma con un nuovo Terremoto mandò al tappeto Serperior.

“AH, era così vicino!” Esclamò Belle, saltando in piedi “Non è giusto, imbroglio, raggiro! Terremoto non era valido!”

“Siediti…” Disse Komor, tirandola giù sulle panche. Belle annuì, ma continuò a fulminare Rafan con lo sguardo.

“Hai degli amici piuttosto… convinti.” Commentò Rafan. Enemy ridacchiò, e richiamò Serperior per schierare invece Herdier, che con Nemesi mandò al tappeto Stunfisk prima che potesse fare qualcos’altro.

Rafan sorrise e schierò quindi Excadrill. Il Pokémon Terra fissò Herdier, che ringhiò e subito dopo colpì con Morso. Il Pokémon subì senza problemi e lo scagliò via, per poi sparire sottoterra usando Fossa. Ma Herdier attese, e dopo essere stato colpito attaccò usando ancora Morso.

“Piuttosto resistente quell’Herdier.” Commentò Komor.

“Cos’è, invidia?”

“No, ma è un gran bel Pokémon.” Rispose il ragazzo. Intanto però un Giravvita pose fine allo scontro. A quel punto in campo entrò Panpour, che esordì con Pistolacqua. Excadrill fu colpito, ma rispose poi con un Giravvita, che danneggiò il Panpour. Quello si rialzò, e si trovò davanti il Pokémon avversario in procinto di colpire con Ferrartigli. E a quel punto colpì con Idrovampata. Excadrill volò indietro e si rialzò… ma poi una scottatura lo fece crollare.

“Complimenti, ma non capisco perché…”

“Perché non ho usato Idrovampata prima? Beh, perché sapevo non sarebbe bastato per mandare al tappeto Excadrill, o per scottarlo abbastanza da terminare lo scontro. Dovevo essere sicuro che pensassi che l’ultimo attacco sarebbe stato un Pistolacqua, in modo che non ritenessi utile schivarlo e non usassi Fossa.”

Rafan annuì, e gli porse la medaglia “Ottimo lavoro, te la sei meritata.”

“BRAVO!” Gridò Belle “B-R-A-V-O!”

“Con me non hai applaudito così però…” Borbottò Komor.

“Sì che l’ho fatto.” Disse Belle “Solo che ogni volta che vinci sei talmente concentrato che non ti accorgi di me che festeggio.”

“D-Davvero?”

“Davvero.” Rispose Enemy salendo sugli spalti “Ma ti vogliamo bene anche così.”

“Ma certo che sì.” Aggiunse la ragazza, con una nuova pacca sulla schiena dell’amico.

“Ahio! E questa per cos’era?”

“Non lo so, te l’ho data sulla fiducia.” Rispose la ragazza. Komor la fissò interrogativo, ed Enemy scoppiò a ridere, seguito a ruota dagli altri due.

“Bene, adesso, al Centro Pokémon.” Disse Belle. I due annuirono e la seguirono.

 

Squadra: CottoneePanpourWoobatHerdierSerperior

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt BadgeQuake Badge

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Giuls VS Anemone

Giuls si alzò e fece colazione insieme a Marisio ed Ibis. Poi, insieme, i tre si misero in marcia. Mentre camminavano la ragazza si mise a cantare, e i due si sentirono pieni di forze.

'Dovrei chiederle come fa, ma se avesse voluto spiegarcelo l’avrebbe fatto.' Pensò Giuls 'Forse ci tiene a mantenere i propri segreti.'

Poi fece uscire la propria squadra dalla Ball, cercando di esercitarsi a parlare con i vari membri. Lucario e Latias facevano da interpreti, nel caso in cui non riuscisse proprio a capire.

“Quindi, mi stai dicendo che hai trovato qualcosa.” Disse la ragazza fissando Togekiss. La Pokémon sorrise.

“… Trovato una Pietra…”

“Una Pietrabrillo.”

“… Trovato una Pietrabrillo.” Disse la Togekiss.

“Ho trovato una Pietrabrillo.” Tradusse finalmente la ragazza.

“Ho trovato una Pietrabrillo!” Esclamò Togekiss, sorridendo e porgendole la pietra.

“Grazie.” Disse Giuls, poi sospirò “Questo è così… frustrante! Voglio tanto bene a Togekiss e lei ne vuole a me, ma allora perché è così faticoso capire quello che dice?”

“Su, su, ce la farai.” Disse Marisio “Ci vorrà solo tempo ed esercizio.”

La ragazza sospirò. Con alcuni Pokémon parlare era semplice, come se fossero umani. Per altri invece doveva capire parola per parola cosa volevano dire, un’operazione lunga e parecchio frustrante.

I tre attraversarono la Cava Pietraelettrica, e poco dopo raggiunsero Ponentopoli.

La città aeroporto era formata dalla cittadina vera e propria, poche case sparse, e dal grande aeroporto. A sud di esso sorgevano diverse serre, dove piante di vario tipo crescevano rigogliose. Giuls guardò gli aerei e non riuscì a reprimere un brivido, al pensiero di volarci sopra.

“Prima o poi dovrai fare qualcosa a riguardo.” Commentò Marisio.

“Paura di volare?” Chiese Ibis.

“Non me ne parlare…” Rispose Giuls “Non ce la faccio proprio.”

Ibis annuì, poi i tre si diressero al Centro Pokémon e da lì alla Palestra.

Se Giuls pensava che la parte peggiore della città fossero gli aeroplani, si sbagliava di grosso. I cannoni della Palestra la scagliarono qua e là come una bambola di stoffa, e anche se atterrò sempre sui materassi adeguatamente posizionati, si trovò a chiedersi quale sadico avesse ideato quel macchinario infernale.

“Vi piace? Una mia creazione.” Disse Anemone, sorridendo. “Benvenute alla Palestra di Ponentopoli.

“Ah.” Rispose Giuls. “Bene, chi di noi vuole andare prima?” Chiese a Ibis, che sorrise.

“Prego, vai tu.” Rispose la ragazza.

Giuls annuì e si rivolse verso Alice. Le due decisero per un quattro contro quattro.

Anemone iniziò con Swoobat, che si trovò ad affrontare Crobat.

“Ehilà, clone di Unima.” Disse Crobat sorridendo. La Swoobat non la prese bene ed esordì con Psichico, centrandolo in pieno e scagliandolo via.

“Penso che starò zitto finché non avrò vinto.” Commentò il pipistrello, e si lanciò all’attacco a propria volta, colpendo con Forbice X. Swoobat volò indietro e si rialzò per colpire con Acrobazia. Crobat volò indietro a propria volta, accompagnando ogni giravolta con epiteti non ripetibili sulle pagine di questa storia, ma rialzandosi colpì con Velenocroce.

Swoobat arretrò mentre il veleno entrava in circolo.

“Ah-ah!” Esclamò il Pokémon Veleno, trionfante. Poi uno Psichico lo colpì e il Pokémon precipitò, seguito a ruota dall’avversaria, sconfitta dal veleno.

Giuls, che per tutto quel primo scontro aveva fatto del suo meglio per non ridere, riuscì a richiamarlo in tempo e osservò la propria squadra, mentre in campo entrava Swanna. Sorrise e mandò quindi in campo Jolteon.

Il Pokémon Elettro scagliò un Fulmine, che Swanna schivò per colpire con Tifone. Tuttavia, l’attacco sortì scarsi effetti nonostante la potenza, al contrario del successivo Fulmine, che danneggiò gravemente il Pokémon Volante.

Swanna allargò le ali e scagliò un Surf. L’onda d’acqua investì il Pokémon Elettro. Jolteon fece del proprio meglio per mirare, ma il suo Fulmine mancò l’avversaria, che ne approfittò per colpire ancora con Surf. Stavolta però il colpo andò a segno, e sconfisse Swanna.

A quel punto, Anemone richiamò la Pokémon e schierò Mandibuzz. La Pokémon Buio colpì con Neropulsar, incassò Fulmine e con un secondo Neropulsar chiuse la partita. Giuls annuì, e mandò in campo Glaceon.

“Bene, bene, chi devo sconfiggere?” Chiese. In quel momento si trovò davanti Mandibuzz, posatasi apposta per vedere meglio la sua avversaria. La Pokémon sollevò lentamente la testa fino al volto di Mandibuzz, che a Giuls diede proprio l’impressione di star sorridendo come un predatore davanti alla preda. La Pokémon Ghiaccio non riuscì ad evitare di deglutire.

Poi la Pokémon Volante spiccò il volo e si sollevò di diversi metri.

“Giuls, che faccio?” Chiese la Pokémon.

“Che domande.” Rispose la ragazza, sorridendo “Congelala.”

Glaceon sorrise. E dal suo pelo si sollevò un vento gelido che volò verso Mandibuzz, la Pokémon si scansò in tempo, evitando la Bora, ma ora si muoveva con più attenzione, scagliando Neropulsar e facendo del proprio meglio per evitare attacchi Ghiaccio. Incassò un Geloraggio, colpendo in cambio con Neropulsar, schivò Bora e Glaceon riuscì a schivare a propria volta Eterelama, per poi colpire con Geloraggio ancora. Mandibuzz perse quota a causa del ghiaccio formatosi sul suo petto, e prima che potesse spezzarlo una Geloscheggia la centrò in pieno.

Anemone la richiamò e sorrise schierando il proprio ultimo Pokémon. Unfezant piombò in campo.

“Perché mi ritrovo sempre a combattere contro Pokémon tanto più alti?” Chiese Glaceon, fissando il Pokémon.

“Pensavo ti piacessero i Pokémon più alti.” Commentò Latias, ridacchiando.

“Non l’ho capita questa.” Commentò Lucario, dalla Poké Ball.

“Ma non mi dire. Certo che voi maschi non capite proprio niente.” Replicò Latias. Glaceon borbottò qualcosa che Giuls preferì non tradurre, poi tornò a concentrarsi su Unfezant. Il Pokémon Volante attaccò con Alacciaio, e la Pokémon incassò per rispondere con Geloraggio. L’attacco sortì discreto effetto nonostante la parziale schivata, ma già indebolita dai colpi di Mandibuzz Glaceon crollò a causa di Aeroassalto.

Giuls la richiamò e schierò Togekiss. La Pokémon Volante fissò l’avversario dello stesso tipo.

“Voglio uno scontro pulito.” Tradusse Latias.

“E lui ha detto ‘Non temere, sono un cavaliere dei cieli, intendo mostrare il massimo rispetto per una compagna combattente dell’aria.’ Esagerato.”

“Cavalleresco, vorrai dire.” Commentò Latias.

“Volete smetterla di beccarvi voi due?” Chiese Giuls.

“Scusa mamma.” Risposero i due Pokémon all’unisono. “Ehi!” Continuarono. “Smettila!” Ripeterono. “Piantala!”

“Smettetela tutti e due!” Esclamò Giuls.

“Ehm… Se serve possiamo fare una pausa…” Disse Anemone, fissandola preoccupata. Giuls arrossì, lanciò uno sguardo in cagnesco alla Ball e al punto dove sapeva che Latias, invisibile alla vista, stava volando, poi tornò a guardare lo scontro.

Il primo impatto fu tra due identici Aeroassalto, ed entrambi i Pokémon furono spinti indietro. Il colpo successivo, una Forzasfera, fu incassato con abilità da Unfezant, che poi colpì con Alacciaio in cambio.

Lo scontro proseguì con scambi più o meno equivalenti, e alla fine fu solo per maggior resistenza che Togekiss uscì vincitrice.

Giuls sorrise e richiamò la Pokémon, poi si avvicinò ad Anemone, che le conferì la medaglia e sorrise. Giuls sorrise a propria volta ringraziandola, poi diede il cambio ad Ibis.

Lo scontro come sempre fu a tema canoro. Exploud cominciò con Granvoce, e Swoobat fu quasi sconfitta prima di riuscire a colpire con Psichico. Nonostante ciò, un nuovo Granvoce la finì. In cambio però Braviary sconfisse sia Exploud che Wigglytuff, prima di essere sconfitto da Seismitoad. Poi, quando anche questi crollò, dopo aver sconfitto Mandibuzz, a causa di Unfezant, entrò in campo Chatot.

La scelta sorprese Giuls, ma lo scontro aereo seguente fu accompagnato da una cacofonia di Schiamazzi, Sincrumori e Granvoci. Alla fine, Unfezant crollò e Chatot si erse vittorioso sulla spalla di Ibis.

Ancora una volta Giuls si trovò a chiedersi che razza di bestia potesse averlo ridotto così male sul Percorso 1.

Usciti dalla palestra, decise di chiederlo.

“Scusa Ibis, ma il tuo Chatot è veramente forte. Contro cosa ha combattuto sul Percorso 1 per essere stato ridotto in quel modo?”

“Oh, quello… Beh, è un segreto.” Si limitò a rispondere la ragazza, sorridendo. Giuls la fissò interrogativa, ma Ibis si rifiutò di rispondere.

“Credi ci sia qualcosa che non va?” Chiese Marisio a Giuls poco dopo, quando furono fuori dalla portata dell’udito della ragazza.

“Non lo so, ma ci sono molti misteri su quella ragazza.”

“Disse quella che può parlare con i Pokémon.”

Giuls sospirò e si trovò a ridere “Quand’è che la mia vita è diventata così assurda?”

“Punterei il dito su Raziel o sul Pokédex.”

“Impossibile. Non tutti i dexholder si ritrovano in queste situazioni.”

 

In quel momento Armonio si trovava in una di quelle situazioni che odiava. Nemici davanti, nemici dietro, nemici di lato, e solo poco tempo per infiltrarsi.

Sgusciò tra le Reclute del Team Rocket, passando inosservato grazie all’uniforme. Il covo era vasto, ma dalla sua parte aveva l’aiuto di Cetra, che gli parlava grazie alla radiolina portata all’orecchio.

“Tra poco devi girare a destra.”

“Sissignora. Ricordami perché lo sto facendo io però…”

“Sei il più bravo a recitare. E poi conoscono le nostre facce, ma non dovrebbero sapere chi sei tu.”

“Quel dovrebbero non è molto rassicurante.”

“Senti, o tu o Alcide, chi avrei dovuto mandare?”

“Chi Giratina è Alcide?”

“Quello nuovo. Non hai ricevuto l’aggiornamento?”

“Scusa se ero impegnato.” Commentò il ragazzo, poi entrò nell’ufficio che si era trovato davanti. Sgusciò dentro e frugò tra le carte finché non trovò l’oggetto che cercava.

“Eccoli qui. I documenti che ci servivano.” Disse il ragazzo “Anche se non ho idea di cosa dovremmo farcene…”

Cetra sospirò “Ma perché non ascolti mai.”

“Posso ascoltare o posso portarti i documenti.”

La ragazza non lo degnò di risposta.

 

Squadra: Jolteon20940b_adf33a7df2ab4753ae1fc62f48abbfaa~mv2.pngSamurottCrobatTogekissLucario

Leggendari: Latias

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Inviato (modificato)

The Rocket Wars

Draconix osservò la base degli White Rocket. L’edificio era un discreto palazzo nel centro di Austropoli. Venti piani di vetro e cemento, parecchio diverso da quello che si era aspettato.

“Da dove vengono i soldi per questo posto?” Chiese Draconix.

“Mio padre mi ha lasciato tutti i suoi soldi in amministrazione. Aveva previsto che gli sarebbe potuto succedere qualcosa. Inoltre, il Parco Lotta fa la sua parte. Potremmo prendere un palazzo più grande volendo, ma non credo ci serva.” Rispose Argento, seduto alla scrivania e intento a scorrere diversi documenti.

“E perché non siamo venuti qui l’ultima volta?”

“Perché non avevo ancora concluso il contratto. Ho finito ieri mattina, è per quello che è ancora così vuoto.”

Draconix annuì. Ai piani inferiori aveva visto decine di membri del Team Rocket intenti ad attivare computer, montare scrivanie o altre attività che ci si sarebbe aspettati da un’azienda che apriva un nuovo ufficio. Intanto però stavano anche mettendo insieme i dormitori, le sale da pranzo e tutto quello che poteva servire.

“Non è pericoloso però metterci così in bella vista? Voglio dire, cosa facciamo se ci scoprono?”

“Non lo faranno. Non possono fare un raid su questo posto come abbiamo fatto noi, perché non hanno la copertura legale che avevamo noi. Se entrassero qui, sarebbero solo dei pazzi. Inoltre, ufficialmente questo è un ufficio, e quelli che abbiamo portato dentro erano materiali per l’ufficio. Ho messo anche degli annunci sul giornale, anche se mi assicurerò di “assumere” solo membri del White Rocket.”

Draconix annuì “Hai pensato a tutto.”

“Non io. Mio padre… Ha detto che era questo che voleva realizzare, e mi ha spiegato nel dettaglio come comportarmi. Ma bando alle ciance. Siediti. Adesso parliamo.”

Draconix annuì e si sedette su una poltroncina. Era strano, ma nonostante Argento fosse un anno più giovane di lui sembrava più vecchio, più importante. Forse era la scrivania.

“Sai come si distrugge un gruppo criminale?”

“Sconfiggendo il capo.”

“Sbagliato!” Esclamò Argento “Per colpa di questo modo di pensare ci troviamo negli escrementi fino al collo. No, non basta far fuori il capo per eliminare il gruppo. Bisogna anche catturare tutti i componenti di alto rango.”

“Quindi il tuo piano per cancellare gli altri due Rocket è eliminare tutti i loro comandanti?”

“Sì. Una volta fatto quello, potrò sciogliere il Team Rocket una volta per tutte, e nessuno ne userà più il nome. Facile no?”

“Se per facile intendi ‘il lavoro di una vita intera’…”

“No, no, guarda.” Disse, girando il computer. C’erano due gruppi di foto sullo schermo, anche se da entrambe le parti ne mancavano alcune, sostituite da una silhouette nera. “Quello di sinistra è formato da componenti del Team Rocket. Quello di destra da membri del Neo Team Rocket.”

“Quelli del Neo sono di meno.”

“Esatto. Cinque membri di alto rango. Il capo, Pierce, il suo secondo, Matori, due generali la cui identità ci è sconosciuta e un ragazzino di nome Airo. Questi altri” Aggiunse facendo scorrere in basso la pagina, mostrando un’altra decina di foto “Sono i membri più importanti dopo di loro. Domino, Mondo, Viper, Sebastian… Gente di un certo livello, e che quindi possiamo considerare obbiettivi secondari.”

“Ok, e il Team Rocket…”

“Lo stesso. Questi sono gli obbiettivi primari, cioè il capo e i sei generali, mentre gli altri sono secondari. Kai è il boss, Sumyo la seconda e la comandante dei Generali, Yama il vice comandante dei Generali, poi ci sono gli altri quattro generali, che penso siano tra quelli della lista sotto. Scoprire chi sono è fondamentale per il successo della nostra battaglia.”

“Una bella lista.”

“Che noi saremo sicuri di cancellare.” Rispose Argento. E Draconix sorrise.

 

“E per quanto riguarda il Team che si fa chiamare White Rocket, ci mancano molte informazioni.” Commentò Pierce “Sappiamo solo che il loro capo è giovane, e che due dei Generali sono Athena e un ragazzo chiamato Enrico Vinci.”

“E questi altri due?” Chiese Dragozard puntando il dito.

“Non lo sappiamo. Uno a quanto pare ha legami con il Parco Lotta, ma come indizio è fievole. Non avevi un amico che ci lavora al Parco Lotta?”

“Sì, ma non voglio coinvolgerlo. L’ho tenuto per anni all’oscuro dei miei legami con il Team Rocket per quello che il Team gli ha fatto, e dicendoglielo ormai penso che tradirei la fiducia che ha riposto in me.” Rispose Dragozard.

“Ha senso. Non ho mai detto a mia madre che sono membro del Team Rocket. Non vorrei mai che si preoccupasse per me.” Disse Pierce “Lei è convinta che io faccia l’impiegato.”

“Molto credibile, quale impiegato non ha una lunga e folta chioma che gli copre un occhio e veste con ampi mantelli.” Commentò Vera.

“L’impiegato che può destituirvi da Generali.” Rispose Pierce “Comunque, adesso mi interessa soprattutto il Team Rocket. Partiranno presto al nostro inseguimento, e non vogliamo permetterglielo. Perciò, la prima parte del piano è attaccare la loro base.”

“E dove si trova?” Chiese Dragozard.

“Ecco, questo è il problema. So che è una nave, una vecchia petroliera riadattata, e che naviga al largo di Unima.”

“Dragozard…” Disse Palkia nella sua testa.

“Non ora.” Pensò il ragazzo, poi si rivolse a Pierce “Quindi credi che possiamo semplicemente salire su tutte le petroliere e controllare chi c’è a bordo?”

“No, se lo facessimo li metteremmo in allarme. Ci vuole un piano…”

“Dragozard.”

“Non ora Palkia, ti prego, dobbiamo pensare.” Aggiunse il ragazzo “Ascolta Pierce…”

“DRAGOZARD!”

“COSA C’È?!”

“Io posso dirvi dov’è la nave. Sei un Prescelto, pensaci a queste cose.”

“Puoi dirci dov’è la nave?”

“No l’ho detto per dire SÌ CHE POSSO, SONO IL SIGNORE DELLO SPAZIO, SE NON È SCOMPARSA DA QUESTO MONDO IO SONO IN GRADO TROVARE UNA BARCA!”

“… Ti serve qualcosa per farlo?”

“Una descrizione, un per favore e un grazie quando ho fatto.”

Dragozard annuì. Se l’era meritato “Palkia, per favore, potresti cercare una vecchia petroliera… Pierce, ha segni particolari?”

“Sai, vederti parlare da solo è divertentissimo.”

“PIERCE!”

“Sì, sì, arrivo, aspetta, ho una foto presa da un elicottero. L’hanno abbattuto appena dopo l’arrivo di questa immagine.”

Dragozard fissò la grande petroliera nera. Era in ottime condizioni, e l’unica cosa che tradiva l’appartenenza al Team Rocket era la grande striscia rossa dipinta sulla fiancata. Erano migliorati dai suoi tempi, quando firmavano con grandi R rosse un po’ ovunque.

“Va bene questa?” Chiese Dragozard. Palkia osservò la fotografia attraverso gli occhi del ragazzo ed annuì “Perfetto. Preparate il piano d’assalto, io la sto già seguendo.”

“Come…”

“L’universo è il mio PC e io sono Google Maps.” Rispose il Leggendario.

“Quasi poetica come analogia.”

“Faccio del mio meglio.” Rispose Palkia. Poi sospirò “Buona fortuna ragazzo. Se servo, chiamami e arriverò.”

 

-DRACONIX-

Squadra:DeinoGliscorGalladeRhyperiorTyranitarGarchomp

Leggendari:RayquazaHeatran

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-DRAGOZARD-

Squadra:TynamoBasculinRaichuVileplumeGengarCharizard

Leggendari: Palkia

Medaglie:Trio BadgeFreeze BadgeJet BadgeQuake Badge

 

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The Rocket Wars: La Prima Battaglia (parte 1)

Draconix sorvolò il Monte delle Origini. Non sembrava esserci attività in basso, ma data l’ora probabilmente la maggior parte dei membri del Neo Team Rocket doveva essere dentro. Un camion si allontanò, sparendo nella strada che conduceva fuori dalla montagna.

“Che facciamo?” Chiese al walkie-talkie che gli avevano affidato.

“Abbiamo steso le guardie.” Rispose la voce di uno dei membri del White Rocket “Perciò al suo ordine possiamo attaccare signore.”

“Signore…” Pensò Draconix.

“Tutto bene ragazzo?” Chiese Rayquaza.

“Sì ma… Mi fa strano pensare a cosa sto facendo. Pensare che sto per guidare un attacco.”

“Vuoi qualche consiglio?” Domandò il Drago “Posso dirti come facevano i miei precedenti Prescelti.”

“Se ne avrò bisogno, i tuoi consigli saranno i benvenuti. Heatran, sei pronto?”

“Quando vuoi.” Rispose il Pokémon “Ohohohoh, non vedo l’ora, uhuhuhuh.”

“…Bene. Al mio segnale.” Disse il ragazzo al walkie-talkie. Cinque, quattro…”

“Tre… Due…” Disse Heatran, felice come una pasqua.

“Uno… Via!”

“Oh yes baby!” Gridò il Pokémon, poi una colonna di fuoco si sollevò dal fianco destro della montagna. Come previsto, decine di membri del Neo Team Rocket corsero fuori per controllare cosa stesse succedendo, e vedendo l’incendio presero a correre verso le fiamme facendo uscire Pokémon Acqua per spegnerle e altri Pokémon per affrontare gli assalitori.

“Come va laggiù?” Chiese Draconix.

“Fase uno completata signore, l’ingresso è pieno di gente.” Rispose la stessa voce di prima. “Bene. Rayquaza, sei abbastanza lontano?”

“Certo, conosco il piano.”

“Bene. Tutti quanti, occhi chiusi!” Il ragazzo attese un secondo, poi sorrise “Heatran, Giornodisole!”

Le fiamme create da Heatran si sollevarono verso il cielo ed esplosero in una sfera di fuoco che brillava come il sole. Draconix chiuse gli occhi.

“Rayquaza, vieni giù.”

Il Pokémon scese, e Riparo si attivò. Improvvisamente la luce del sole artificiale si spense. E a quel punto, l’oscurità tornò. E tutti coloro che erano appena stati abbagliati dalla luce del sole, si ritrovarono accecati dall’oscurità.

“Dentro, dentro, dentro!” Gridò il ragazzo, e Dragonite scese in picchiata portandolo all’ingresso. Il ragazzo entrò seguito da altri membri del White Rocket.

“Heatran, continua a creare la distrazione. Devi evitare che tornino dentro finché non abbiamo finito. E non farti vedere, non devono capire come stiamo facendo tutto ciò.”

“Yessir!” Gridò il Pokémon, ridendo maniacalmente.

“Wow, gli piace proprio.”

“Quel tipo è sempre stato un selvaggio.” Commentò Rayquaza “Adesso che faccio io?”

“Stai lontano. Non farti vedere.”

“Wow, che gentile.”

“No, è che ci serve tu faccia la stessa cosa di prima quando usciamo, e se capiscono che sei tu la causa, saranno in grado di capire come funziona.”

Il Drago ridacchiò. Poi guardò in basso e scoppiò a ridere.

“Cosa c’è?”

“Niente, è che Heatran ha prima spento le fiammate, ha aspettato che un Magmar guardasse giù nel buco che ha aperto e poi le ha fatte ripartire. Dovresti vedere la sua faccia!”

“Io…” Iniziò Draconix, ma in quel momento sentì un rumore e fece un cenno ai compagni, che si appoggiarono alla parete. Il rumore di passi veniva chiaramente verso di loro. Draconix si guardò intorno e indicò una delle porte lungo il corridoio. I nove ed il ragazzo si infilarono nella camera appena in tempo.

“Bene, ascoltate, sappiamo che il PC che cerchiamo è qui dentro. Ci permetterà di scoprire le identità di molte persone che collaborano con il Neo Team Rocket. Perciò, fate attenzione.”

I nove membri del White Rocket annuirono. Uscirono e proseguirono lungo i corridoi, controllando ogni stanza.

“Molte sono vuote…” Notò una delle reclute “Evidentemente molti membri non sono qui stasera.”

“Una loro missione immagino.” Commentò Draconix “Ma dobbiamo comunque trovare quel computer.”

“Ma siamo sicuri esista?”

“Il nostro infiltrato dice di sì, anche se non può rubarlo né confermare quanti dati esattamente contiene.”

“Bene, in tal caso possiamo solo cercare.”

 

Squadra:DeinoGalladeRhyperiorDragoniteTyranitarGarchomp

Leggendari:RayquazaHeatran

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The Rocket Wars: La Prima Battaglia (parte 2)

Dragozard osservò la nave, avvicinandosi silenziosamente a cavallo del Lapras della Recluta. Non era esattamente difficile non notare una vecchia petroliera del genere, ma considerata la velocità a cui si muoveva non l’avrebbero mai trovata se non fosse stato per Palkia.

“Ci siamo tutti?” Chiese. La Recluta ripeté il messaggio nel walkie-talkie ed annuì alle risposte affermative di Vera e Pierce.

“Bene.” Rispose il ragazzo, e il suo compagno si accostò alla nave. Poi aprì due Poké Ball e due Crobat li afferrarono dalle spalle, sollevandoli fin sul ponte. I tonfi tutto intorno gli fecero capire che anche gli altri erano saliti, ma dato che la nave aveva pochissime luci accese era difficile dirlo con certezza assoluta.

Il ragazzo aprì la mappa virtuale datagli da Pierce e ne seguì le indicazioni. Serviva solo per trovare l’ingresso ai piani inferiori, dato che non avevano idea di come il nemico avesse riarrangiato gli interni della petroliera, ma era comunque un aiuto. Per sicurezza fece uscire dalla Ball Cacturne. Il Pokémon, nonostante normalmente fosse abbastanza recalcitrante, stavolta non fece discussioni ed ubbidì alle istruzioni del ragazzo. Muovendosi silenziosamente si avvicinò a una guardia, e la colpì con una Finta, mettendola al tappeto, seguito a ruota da una serie di rapidi Pugnospine contro il Raticate al suo fianco. Fece lo stesso con altre guardie e i loro Pokémon, potendosi muovere con sicurezza grazie alla sua vista adattata all’oscurità. Un Houndoom lo fiutò, ma prima che potesse fare qualcosa fu colpito da una sorta di Surf in miniatura lanciato da uno Zweilous. Dragozard si chiese di chi fosse il Pokémon, poi capì che doveva essere uno dei “Cuccioli” di Pierce. Sapeva che l’uomo allevava molti esemplari diversi dei suoi Pokémon, che poi usava a seconda dello scopo. Evidentemente, questo era adatto a muoversi in silenzio e al buio.

Quando il ponte fu svuotato di guardie, Dragozard, Vera, Pierce e la recluta si radunarono ed entrarono dalla porta che conduceva ai piani bassi.

“Ascoltate, se vedete uno dei bersagli che abbiamo elencato, cercate di catturarli, ma ricordate che oggi siamo qui solo per piazzare queste.” Disse mostrando una decina di microspie, solo una parte di quelle che il ragazzo sapeva l’uomo si era nascosto addosso, ovunque sul corpo “Prendetele e piazzatele dove ritenete siano utili. Poi ce la filiamo da qui il più in fretta possibile. Le divise da membri del Team Rocket ci aiuteranno a passare inosservati forse, ma non voglio esagerare con la fortuna.”

I cinque annuirono, poi scesero le scale. Quello che si trovarono davanti era molto diverso da ciò che si erano aspettati. Dove un tempo doveva trovarsi la cisterna del petrolio erano state costruite decine e decine di stanze. Veri e propri corridoi, ascensori, e piani, che scendevano fino a profondità dove la luce delle lampade non era abbastanza forte per illuminare.

“Ai piani bassi sicuramente ci sono i magazzini.” Commentò Pierce. “Se devono avere un centro di comando, sicuramente si trova nella parte della nave normalmente adibita ai capitani.” Aggiunse indicando delle scale che salivano. “Dragozard, tu e Mondo di là. Io e Vera ci occuperemo di cercare la sala dove le reclute si radunano per cose come mangiare o riposarsi. A volte si scoprono più cose ascoltando chi crede di non poter essere sentito. Dragozard, Palkia può portarci fuori se le cose si mettono male?”

“Che dici, puoi?”

“Solo se è vicino a Vera. Non posso seguire con precisione quattro persone in mezzo alla folla a bordo di questa nave. Posso solo seguire voi due, che emanate un'energia diversa in quanto Prescelti.”

“Incoraggiante.” Commentò Pierce quando Dragozard gli ripeté la risposta, poi sentirono un gruppo di membri del Team Rocket dirigersi nella loro direzione. Probabilmente qualcuno aveva notato che c’era qualcosa di strano sul ponte. Dragozard e Mondo si mossero rapidamente su dalle scale, mentre Vera e Pierce si dirigevano verso la parte inferiore. I due Prescelti si scambiarono uno sguardo d’intesa e proseguirono nelle rispettive direzioni.

“Credi che se la caveranno?”

“Se le cose si mettono male, Manaphy, Mew e Mesprit interverranno.” Commentò Dragozard, anche se in realtà non era sicuro di quanto si poteva fidare dei tre. Erano Leggendari, certo, ma non erano particolarmente famosi per le loro battaglie. E Manaphy forse non era neanche a Unima ancora, dato che aveva detto solo quella mattina che si sarebbe messa in marcia verso la regione. Ma i dubbi li tenne per sé.

I due entrarono ai piani superiori, e gli arazzi con la R rossa del Team Rocket fecero capire loro che dovevano essere davvero nei piani degli ufficiali. Cominciarono ad avanzare, ma in quel momento sentirono dei passi. Nel panico si gettarono nella prima stanza che trovarono aperta, un bagno, e da lì entrarono in uno dei wc chiudendosi la porta alle spalle e salendo sul water. Sarebbe stato difficile spiegare a chi fosse entrato come mai due uomini si trovavano in un bagno così piccolo, ma almeno non quanto spiegare cosa ci facessero due non ufficiali su quel piano.

La porta del bagno si aprì e qualcuno provò ad entrare proprio nel wc dove si trovavano loro. Non riuscendovi bussò.

“C’è qualcuno?” Chiese una voce. Femminile.

'Bene, è il bagno delle donne. Ci mancava solo questa.' Pensò Dragozard. Fece l’unica cosa possibile, e rimase in silenzio.

“Ehi… Chi c’è lì dentro?” Continuò la voce.

Fu in quel momento che Mondo parlò, con la voce più femminile che riuscì a mettere insieme “Ti chiedo scusa, non mi sento molto bene e sono entrata qui dentro.” Disse, aggiungendo alcuni colpi di tosse.

“Ti serve una mano?” Chiese la ragazza dall’altra parte.

“No, no, tranquilla.”               

“O-ok.” Disse la voce, spostandosi nel bagno di fianco. Mondo fece del proprio meglio per continuare a fingere di tossire, poi per fortuna la ragazza uscì. I due tirarono un sospiro di sollievo.

“Sei stato bravo, ma non riesco a credere che abbia funzionato davvero.”

“Siamo pur sempre il Team Rocket, abbiamo sempre un asso nella manica e siamo bravi ad improvvisare.”

Dragozard ridacchiò, poi con cautela i due uscirono dal bagno e si avviarono.

Avanzarono nel corriodoio cercando qualche stanza degna di nota. Per fortuna pareva che praticamente solo gli ufficiali fossero ammessi su quel piano, perciò potevano muoversi senza rischiare di incontrare qualcuno.

I due entrarono in una sala riunioni e piazzarono due microspie, una sotto una delle sedie e una al centro del tavolo. Poi per buona misura una terza sul soffitto.

Continuarono, e trovata la sala da pranzo degli ufficiali piazzarono altre sei microspie in vari punti. Un’altra la misero nel corridoio, dietro un arazzo.

Poi improvvisamente un allarme suonò. Prima che potessero dire o fare qualcosa, svanirono e si ritrovarono su Lapras.

“Cosa…”

“Scusa Dragozard.” Disse Palkia “Hanno scoperto che eravate entrati, e Vera e Pierce si trovavano in una brutta situazione. Ho pensato fosse il caso di portarvi fuori tutti quanti.” Commentò il Drago.

“Ha ragione.” Disse Vera al comunicatore “L’allarme è suonato perché non sapevamo una parola d’ordine, e di conseguenza ci hanno scoperti. Non fosse stato per Palkia staremmo combattendo inutilmente contro tutte le reclute nella nave.”

“A voi com’è andata?” Chiese Pierce.

“Siamo quasi stati scoperti all’inizio, ma adesso ci sono microfoni in una sala riunioni e una da pranzo.” Replicò Dragozard.

“Ottimo, ottimo. Dovremmo riuscire ad ottenere delle buone informazioni.”

 

“E così, tutti i pezzi sono al loro posto.” Commentò il ragazzo, osservando la scacchiera davanti a sé. I pezzi erano disposti in modo peculiare. I bianchi erano al loro posto, mentre i neri erano divisi in due parti, ai due lati dalla scacchiera, perpendicolari ai bianchi.

“Sì signore.” Replicò la donna, annuendo “Il White Rocket ha attaccato il Neo Team Rocket, che ha attaccato il Team Rocket, che pianifica un’azione contro il White Rocket, che…”

“Non serve andare avanti, è chiaro. Le metafore non si dovrebbero mai spiegare.” Commentò quello.

“S-sì signor Garm. Però, ecco, il signor Surtur voleva sapere…”

“Il signor Surtur sa che rispetto il suo ruolo. Sa che non intendo mancargli di rispetto in alcun modo. Digli che se ritiene abbia agito sconsideratamente accetterò la punizione. Ma credo che tutto ciò sia per il bene del nostro signore.”

Ovviamente Garm sapeva benissimo che Surtur non poteva punirlo. Aveva fatto in modo che due delle loro minacce si combattessero a vicenda senza rendersi conto che avevano un nemico comune.

E lui avrebbe fatto in modo che continuassero a detestarsi.

Rimasto solo, sorrise “Sai Dhelmise, ho sentito che tempo fa abbiamo catturato una ragazza che è preziosa amica, o forse più, di Dragozard. E anche una di Draconix. Credi che se le capitasse qualcosa, e se sembrasse che a far loro del male siano stati gli White Rocket ed il Neo Team Rocket rispettivamente, si attaccherebbero con maggior foga?”

Il Pokémon annuì.

“Mi fa piacere che la pensiamo allo stesso modo.” Rispose Garm, un sorriso selvaggio sul suo volto.

 

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Leggendari: Palkia

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Il Re delle Ombre e la Porta dell'Aldilà

“Cosa…” Fu tutto ciò che Darken riuscì a dire guardando la città che gli si stagliava davanti. Al centro di un’isola sorgeva una città circondata da mura. Intorno ad essa le nuvole si radunavano tetre, ma la cosa terrificante erano le… cose che ci volavano intorno. Non erano Pokémon Spettro, no. Erano spiriti in tutto e per tutto, che venivano tenuti a bada da decine di Dusknoir. Alcuni sparivano trascinandone via uno o due, ma decine di altri continuavano ad agitarsi intorno alla città.

“Dialga, cos’è questa cosa?”

“Il Popolo delle Ombre e la loro arma.”

“Una cosa tipo la Città del Popolo del Buio?”

“Molto peggio.” Rispose il Leggendario “Il Popolo delle Ombre ha un naturale talento nel placare gli spiriti. Ma placare vuol dire anche controllare. E per poterlo fare hanno creato e aperto la Porta dell’Aldilà. Una macchina da cui si può entrare e uscire dall’altro mondo.”

“E io cosa dovrei fare?” Chiese Darken “Non credo ci si possa far molto. La Porta non credo possa muoversi.”

“Ed è proprio per questo che mi serve tu recuperi il Cristallo. Se lo riavessimo… Sì, se lo riavessimo potremmo impedire a chiunque di trovare la Porta.”

“Per ipotesi… se qualcuno avesse la Porta senza essere membro del Popolo delle Ombre, cosa potrebbe fare?”

“Oh è facile. Aperta la Porta, tutti i Pokémon Spettro un tempo esorcizzati tornerebbero sulla Terra. Ma questo è il minimo. Poi i morti, quelli veri, quelli che prima avevano raggiunto l’aldilà, tornerebbero in questo mondo e… beh, proverebbero a tornare a fare ciò che stavano facendo prima di morire.”

“Che vuol dire che tutti i guerrieri e condottieri marcerebbero sui paesi che stavano provando a conquistare, che tutti i re rivorrebbero il loro trono…” Il ragazzo rabbrividì “Perché i Leggendari hanno permesso che una simile macchina fosse creata?”

“Perché noi non interferiamo con gli uomini. Yveltal ha chiesto più volte il permesso di chiudere la Porta, quando era attiva, ma Arceus gliel’ha sempre impedito.”

“Quindi tu vorresti che io entrassi in una città abitata da fantasmi e non-morti, andassi dal Re e gli chiedessi di consegnarmi un suo tesoro.”

“Sì.”

“Ah bene allora io… MA TI PARE CHE POSSA FARE UNA COSA DEL GENERE?!”

“Non capisco di che ti preoccupi. L’hai già fatto, no?” Commentò Entei.

“Sì, ma c’è qualcosa che hai dimenticato di menzionare, vero Dialga?”

“Beh, sì… In effetti…”

“Avanti, sputa il rospo.” Commentò Azelf “Non abbiamo tutto il giorno.”

“Potrei aver nascosto il fatto che in questa città si venera Giratina, e quindi tutti mi odiano. Ho potuto prendere l’immagine della Porta solo perché ho promesso in cambio il Cristallo… che… ora vorrei riprendere…” Rispose il Drago, la voce che calava di intensità mentre spiegava.

“Quindi, non posso semplicemente andare là e chiedere che mi diano il Cristallo perché mi manda Dialga. Devo trovare un valido motivo.”

“Potresti dire che è maledetto.” Commentò Azelf.

“E perché dovrebbero credermi?”

“Perché sei accompagnato da due Leggendari?”

“No. Tu sei di tipo Psico, il che significa che non ti tengono in gran conto probabilmente. Senza contare che sono anche fedeli di Giratina, il che, dato che sei figlio di Arceus direttamente, non ti mette probabilmente in buona luce. E a questi tempi la nascita di Entei non è ancora avvenuta, quindi non posso usare lui come scusa.”

“Che si fa quindi? Torniamo a casa?” Domandò Azelf.

“Non lo so…” commentò il ragazzo. Poi fissò Lucinda “Tutto bene Lucinda? Non hai detto nulla da quando siamo qui.”

“Beh, stavo pensando… Se non possiamo fare altro, forse dovremmo rubarlo, no?”

Darken la fissò sorpreso “E come potremmo…”

“Beh, Azelf può renderci invisibili. Entrati nel palazzo possiamo cercare la sala del tesoro, aprirla usando le fiamme di Entei, prendere il Cristallo ed andarcene. Poi lo seppelliamo da qualche parte e siamo a posto.”

“Potrebbe funzionare…” Rifletté Darken, annuendo “Però prima dobbiamo individuare un buon nascondiglio. Non serve a nulla nasconderlo se lo scovano.”

“A questo ho pensato io.” Disse Dialga, sorridendo “Guarda la tua cintura.”

Darken la guardò e vide che aveva Trio, il suo Dugtrio, tra i Pokémon.

“Capisco. Appena usciamo diamo il Cristallo a Dugtrio e gli diciamo di portarlo in profondità.” Commentò Darken “Sapevi già come avremmo fatto?”

“Era una delle opzioni.”

“Quella giusta?” Chiese Darken.

“Chi può dirlo.” Replicò il Leggendario.

 

Il piano procedette inizialmente come previsto. Darken e Lucinda entrarono in città invisibili, e camminarono lungo le strade secondarie, facendo attenzione a non urtare nessuno. Non erano sicuri di quanto di ciò che si credeva sugli spiriti fosse vero, e se tra i loro poteri non ci fosse stato davvero diventare invisibili, potevano essere scoperti.

Arrivati all’ingresso però, si trovarono la strada sbarrata. Cinque guardie tenevano saldamente chiusa la porta d’ingresso al palazzo. E guardandole meglio, Darken realizzò che quelle guardie erano non-morti, guerrieri in armatura decadente che li guardavano da orbite vuote ma illuminate da una sinistra luce verde.

“Dite che possono vederci?” Chiese Lucinda.

“Non parlare.” Rispose Azelf “Ci vuole tutta la mia energia per impedire loro di scoprirci. Sono spiriti. Solo un’illusione potente come quella che ho creato ora può bloccare i loro sensi, che altrimenti gli farebbero facilmente trovare i vivi.”

“Allora continua.” Rispose Darken “Appena qualcuno apre quella porta, ci infiliamo dentro.”

“State zitti!” Esclamò Azelf. Darken annuì, e si limitò a continuare a guardare il portone.

Il tempo passava inesorabile, poi finalmente ecco che la porta si aprì. Le guardie si fecero da parte e un uomo uscì. Dai paramenti doveva essere un nobile. Dietro di lui, altri sei uomini seguivano, chiaramente i suoi lacché.

“Non si preoccupi Lord Hyden. Sono certo che il Re concederà l’uso della Porta a lei e ai suoi compagni.” Stava dicendo uno dei membri del seguito.

“Non m'interessa, il fatto che quell’uomo e quell’arrogante di suo figlio siano convinti di poter dare ordini a me è…” Iniziò il Lord, ma a quel punto i quattro sgusciarono dentro e la porta si chiuse dietro di loro, perciò non sentirono altro.

Si inoltrarono nel castello. Alle pareti erano appesi diversi Aegislash, e le candele che bruciavano sulle pareti certe volte erano in realtà Litwick. Non fossero stati invisibili, i Pokémon li avrebbero attaccati, o avrebbero risucchiato la loro energia vitale.

I quattro proseguirono, e si trovarono in un largo corridoio ricco di arazzi e dipinti. Ogni dipinto raffigurava un Re diverso. A Darken parvero famigliari, ma non capiva perché.

Poi, ecco la sala del trono.

“Che facciamo?” Chiese Lucinda.

“Entriamo. Forse scopriremo dove si trova il Cristallo. Meglio che continuare a vagare.”

La ragazza annuì e i due ragazzi e i Leggendari entrarono. Per fortuna, la sala era piuttosto vuota, altrimenti Entei avrebbe sicuramente urtato qualcuno.

Un giovane sedeva sul trono. Era magro, alto, i capelli neri riuniti in una lunga treccia che scendeva fino ai fianchi. La corona sul capo brillava e sulla sua cima splendeva un gioiello verde.

“Mio Re, sono lieto di informarla che gli accordi con la famiglia reale di quella regione sono andati in porto.” Stava dicendo intanto un messaggero.

“Ottimo!” Esclamò il Re, sorridendo “Miei fedeli servitori, è con gioia che posso quindi confermare che mio figlio è ora promesso in matrimonio alla principessa dei Re di Unima.”

I presenti applaudirono, e un ragazzo si fece avanti. I capelli bianchi come la neve furono una sorpresa, come anche il fisico meno asciutto rispetto al padre.

“Figlio mio, la cui stirpe viene dai Re delle Ombre che governano sulla Porta dell’Aldilà e dai Re delle Meteore la cui Fortezza si ergerà presto in cielo, spero troverai la felicità. Un giorno sarai Re, ma sono certo saprai come comportarti.”

“Ti ringrazio padre.” Rispose il ragazzo.

Poi il Re si guardò intorno, e a Darken per un attimo sembrò che i suoi occhi si fermassero su di loro. Il Re sorrise, e si rivolse al popolo.

“Adesso però vi chiedo di lasciarmi. Ci sono alcune cose di cui devo occuparmi in privato. Sono certo che saprete mostrare a mio figlio la vostra gioia. Questa sera inoltre ci attende un ricco banchetto.”

La folla lanciò ancora grida di gioia e i presenti fecero del loro meglio per stringersi intorno al principe ed accompagnarlo fuori, chi chiedendo favori, chi augurandogli buona fortuna.

Quando l’ultimo fu uscito, il Re fece segno a una delle guardie non-morte di chiudere la porta.

“Quindi, cosa porta un Leggendario e due viaggiatori nella mia dimora?”

Il cuore di Darken saltò un battito.

“Non temete, non intendo uccidervi. Non subito almeno. Certo, a condizione che vi riveliate subito.”

Darken annuì ad Azelf, che fece scomparire la barriera.

“Sei più giovane di quanto pensassi ragazzo.” Disse il Re “E lei è più incantevole di quanto pensassi, signorina.”

“Come faceva a…”

“Ho visto i vostri spiriti.” Rispose il Re “Lo spirito di un Prescelto brilla come una vampata. Certo, una persona normale non l’avrebbe mai percepito, perché il Leggendario stava nascondendo i vostri spiriti al meglio delle proprie capacità.” Poi li fissò, severo “E ora ditemi, cosa vi ha spinto a introdurmi nella mia casa come ladri?”

Darken deglutì. E si chiese cosa rispondere.

 

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Inviato (modificato)

Il Re dell'Ombra

Il Re rimase in silenzio a lungo, poi si rivolse ai quattro. “Dunque, nel vostro tempo avete bisogno di recuperare i Cristalli, ma dato che non avete idea di dove siano, Dialga ha rimandato indietro voi per farlo.”

Darken annuì, guardando nervoso i guardiani fantasma. I soldati restavano immobili, ma i loro grandi occhi verdi erano fissi sui quattro. Darken sapeva che al minimo cenno del Re sarebbe finita. Gli spiriti non erano cose con cui la maggior parte dei Pokémon poteva combattere. Guardò le Ball e riconobbe quella di Dusknoir, ma era sicuro che anche il Re avesse i suoi assi nella manica.

“Bene.” Disse il Re, interrompendo il filo dei suoi pensieri. Poi schioccò le dita e dal pavimento emerse un Dusknoir. Il Pokémon si lanciò verso di loro… e passò oltre, afferrando uno dei guerrieri. Lo spirito lanciò un grido disumano, poi lui e Dusknoir sparirono lasciandosi dietro solo un’armatura vuota.

“Quell’idiota di un Lord, convinto che non avrei capito che uno dei miei spiriti è controllato da un altro necromante.” Commentò il Re, ruotando le spalle “Bene, andiamo?”

“D-Dove, vostra maestà?” Chiese Lucinda, ancora scossa dall’urlo della creatura.

“Ma dal Cristallo naturalmente. Devo farvi vedere dove lo nasconderò, no?”

“Significa che intende aiutarci?” Chiese Darken, sorpreso.

“Se non fosse così, sareste già stati fatti a pezzi. Ma non è saggio mettersi contro colui che accompagna il Signore del Tempo. Non so come potrebbe reagire. E poi, quel Cristallo prende polvere nella mia sala del tesoro da anni, non mi mancherà.” Aggiunse il Re con un sorriso.

“Non pensavamo sarebbe stato tanto facile.”

“Oh, io sono l’unico che accetterebbe questa cosa. Beh, oltre a mio figlio, che probabilmente proverebbe grande interesse per te, visto che da sua madre ha ereditato molto. In ogni caso è stato intelligente da parte vostra entrare in segreto, anche se, scoprirete presto, non vi sarebbe servito a molto una volta raggiunta la sala, anche se non vi avessi visti.”

Darken si chiese cosa intendesse, poi scendendo le scale si trovarono davanti una grande grata di metallo nero.

“Eccolo qui, Acciaio dei Morti. Se ci tenete alle dita, non toccatelo.”

Darken si avvicinò, e sentì che il metallo era freddo come ghiaccio, anche se non sembrava essere bagnato “Come…”

“Si fa con il metallo lasciato indietro da certi Pokémon Spettro che sono tornati all’aldilà, come gli Aegislash o i Dhelmise. Non si può fondere se non con le fiamme più potenti, tanto che dobbiamo rivolgerci al Popolo del Fuoco per farlo forgiare. Non sareste mai riusciti a superare questa barriera, a meno di non fonderla completamente. Il che, diciamo, avrebbe attirato un po’ l’attenzione.” Commentò, indicando un lato della sala. Lì, nere casse attendevano, immobili ma spaventose.

“Cosa sono?”

“La verità? Non ne ho idea. Sono creature create secoli fa dal Primo Re dell’Ombra. Si sa solo che, l’unica volta che furono rilasciate, il mondo soffrì enormemente. Perciò, noi Re le releghiamo qui, a fare la guardia, legandole a noi con i nostri poteri. Una volta, ho dovuto costringere Dusknoir a trascinare lo spirito di uno di essi nell’aldilà, perché stava diventando irrequieto dentro la bara, e temevo fuggisse. Non avevo mai visto prima un Dusknoir faticare per trascinare uno spirito nell’aldilà. E quando abbiamo aperto la cassa, al posto del corpo c’era solo polvere.”

“Capisco. Quindi, meglio evitare.” Concluse Darken.

“Fosse per me li brucerei tutti.” Replicò Entei “C’è qualcosa di sbagliato là dentro. Non umano, non Pokémon. Qualcosa di molto più pericoloso.”

“Lo farei volentieri.” Rispose il Re “Ma si dice che uno di loro salverà il mondo. Meglio evitare, no?”

Entei fissò l’uomo “TU…”

“Capisco, sì. Stai parlando con lo spirito. Non si diventa Re delle Ombre senza riuscire a leggere uno spirito così chiaro.” Poi il Re mormorò qualcosa ed il cancello si aprì, senza che fosse stato sfiorato “E anche parlare con i cancelli fantasma è possibile. Non altrettanto facile, ma possibile.”

I quattro seguirono il Re scendendo ancora in profondità. Passarono accanto a numerose stanze del tesoro, ma il Re si fermò ad una in particolare e la aprì. Qui splendevano gemme di vario tipo, e sedevano cinque guerrieri coperti da ragnatele, ma i cui occhi si illuminarono appena la porta si aprì. Il Re alzò la mano e gli occhi si spensero. A quel punto, afferrò il grande Cristallo, in mezzo ad altre gemme, e lo mostrò al ragazzo.

“E adesso…” premette contro una pietra, che si aprì, rivelando il contenitore di un altro tesoro. Il Re lo tirò fuori e lo aprì. Dentro splendeva una grande pietra rossa. “Ah, il Rubino. Lo manderò al Re di Unima come dono di nozze per sua figlia. E qui metteremo questa.” E inserì il Cristallo nella fessura, chiudendola subito dopo.

I quattro ringraziarono il Re.

“Non preoccupatevi. Dite a Dialga che è stato un piacere aiutarlo. E che spero si ricorderà dell’aiuto che gli ho dato quando verrà il momento.”

Darken annuì, anche se non era certo di cosa il Re intendesse.

Poi i quattro furono avvolti da una forte luce e sparirono. Il Re fissò il punto in cui si trovavano e sorrise “Bene. Un giorno questo scambio di favori ci sarà utile.”

 

Dialga sorrise, percependo il Cristallo, al sicuro nelle rovine dell’Ombra. La città era stata abbandonata secoli prima, anche se i resti del Popolo dell’Ombra vivevano ancora, chissà dove. La porta, disattivata, era anch’essa al suo posto. E, fu sorpreso di scoprire, anche il cancello e le bare. E dentro effettivamente c’era qualcosa.

“Entei ha ragione quando dice che andrebbero distrutte.” Commentò il Drago “Ma il Re ha ragione quando dice che saranno importanti per il futuro. Sfortunatamente, né io né Celebi sappiamo come.”

 

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Inviato (modificato)

Frak VS Anemone

“Ehi, sei Frak per caso?”

La domanda colse Frak di sorpresa. Il ragazzo stava allenando la propria squadra fuori dalla città dove avrebbe ottenuto la prossima medaglia, in compagnia di Astrid. Non aveva visto nessuno quando era arrivato, né sentito qualcuno avvicinarsi, ma ora ecco qui un ragazzo alto con lunghi capelli bruni e occhi scuri fissarlo.

“Ti ho chiesto una cosa. Sei Frak?” Ripeté quello.

“Ehi dico, un po’ di educazione.” Commentò Astrid.

“Scusa, hai ragione.” Disse il ragazzo, poi si schiarì la voce “Vossignoria, chiedo venia per il disturbo, ma siete voi per caso il nobile Frak?” Domandò con un sorriso chiaramente sarcastico.

“Senti amico, se è una lotta Pokémon che vuoi sono più che disponibile, ma non cerchiamo guai.”

“Disse quello che ha l’abitudine a cacciarsi nei guai.” Commentò Groudon. Darkrai annuì mentalmente.

“Sono i guai che trovano me.” Rispose Frak allo stesso modo.

“No, no, no, no, mi avete frainteso.” Disse il ragazzo “Volevo solo essere sicuro di avere davanti altri due che provengono da un altro universo come il sottoscritto. Conoscevo Astrid, ma volevo essere sicuro di star guardando anche Frak.”

I due rimasero a bocca aperta un momento, poi Frak si riprese dalla sorpresa. “E come faccio a sapere che è vero?”

“Mai che nessuno mi creda…” Commentò il ragazzo, fingendosi offeso e tirando fuori un mazzo di carte. Ne lanciò una a terra, e da essa uscì un Meowth. Tuttavia il Pokémon era strano, quasi fosse un disegno che aveva preso vita più che un pokémon vero e proprio. Il felino disegnato si sedette sulla carta e attese.

Il ragazzo gli lanciò altre due carte, che avvolsero il felino di un’energia bianca, poi diede un’ordine.

“Pugno del gatto.” E Meowth si lanciò all’attacco colpendo Absol, che fu scagliata parecchio indietro. Poi tornò verso l’allenatore, che gli grattò la testa. Il Pokémon fece le fusa.

“Wow.” Disse Frak “Quindi usate carte sia per evocare i Pokémon che per attaccare, ho capito bene?”

“Più o meno, sì. Ne possiedo circa trecento visto che l’Hoopa del vostro mondo è stato così gentile da portarmi qui con tutte le carte che possedevo, ma non so invece come prepararne di nuove, quindi la maggior parte le tengo al sicuro e giro con solo il minimo indispensabile.” E così dicendo prese la carta di Meowth in mano, e il gatto vi entrò. “Domande?” Frak alzò la mano “No, non funziona con i mostri di Yu-Gi-Oh.” Frak abbassò la mano, e il ragazzo sospirò.

“Sono Mark comunque.”

“Piacere.” Rispose Frak “Cosa possiamo fare per te però, visto che ci hai cercato?”

“Oh, è semplice. Vorrei che voi vi uniste a me e ad alcuni amici, tre li avete già conosciuti, e due dovete ancora conoscerli. Il nostro scopo è… Aspetta, per caso vi hanno dato l’Holovox da polso?” Chiese all’improvviso.

“Beh, sì.” Risposero i due, mostrandolo.

“Capisco... Bene, la prima cosa da fare allora è rimuovere il tracciatore che c’è dentro. Lasceremo il resto intatto, ma quello dobbiamo toglierlo subito.”

“Aspetta, aspetta, aspetta, si può sapere che vuoi da noi?”

Mark sospirò “Bene, lasciate che vi spieghi. Scepton lavora per un’organizzazione criminale, e fa ricerche su noi erranti per fornire poi le scoperte a questa organizzazione. Avendolo scoperto, io e gli altri stiamo pianificando di combattere tale organizzazione. Ci sono domande?”

“No, nessuna.” Risposero i due, poi si guardarono sorpresi “Tu lo sapevi?” Domandarono di nuovo in coro.

“Me l’hanno spiegato mio cugino e il suo capo!” Esclamò il ragazzo “Ma tu come fai a… Sono stati Yui e Kain vero?”

“Yui e un’altra ragazza veramente, ma comunque immagino che il ‘capo’ di tuo cugino sia Kain.”

“Sì, esatto.” Rispose Frak “Ma perché non me l’hai detto?”

“Beh, perché non me l’hai detto tu?”

“Ecco… pensavo fossi troppo felice di aver trovato altri come… come noi. Non volevo rovinarti la felicità.”

“Stessa cosa.”

“Come siete carini.” Disse Mark “Adesso però possiamo tornare a noi, prima che mi venga il diabete?”

“Adoro questo tizio.” Commentò Groudon ridacchiando.

“Va bene, dicci tutto.”

“L’Holovox che avete al polso è un tracciatore, quindi dobbiamo toglierlo. Lo faremo tra poco. Poi vi mostrerò la nostra base.”

“Ecco, veramente io dovrei…”

“Andare in Palestra, sì, non c’è problema. Anzi è anche meglio, l’impatto potrebbe risparmarmi il lavoro di togliere il tracciatore.” Commentò Mark “Vi aspetto fuori dal Centro Pokémon. Non metteteci troppo.”

Frak annuì e lo guardò andare “Che facciamo?”

“Cosa vuoi che facciamo, andiamo! Se ci hanno chiesto di salvare il mondo infiltrandoci, direi che tanti alleati ci convengono.”

Frak annuì, poi i due si diressero al Centro Pokémon e da lì in palestra.

Il ragazzo capì ben presto perché Mark aveva parlato della possibilità che il tracciatore si rompesse, mentre volava da una parte all’altra dell’edificio.

Arrivato in fondo, incontrò Anemone. La ragazza sorrise, e dopo che si furono accordati per un quattro contro quattro diedero inizio alla sfida.

Anemone esordì con Swanna, che si trovò ad affrontare Banette. Lo Spettro attaccò con Ombrartigli, incassò un Aeroassalto e rispose con un nuovo Ombrartigli. Swanna lo schivò e colpì con Surf, un’ondata d’acqua sprigionata dalle ampie ali aperte.

Banette resistette e colpì con Palla Ombra, sfondando la muraglia d’acqua per colpire Swanna al becco, costringendola a ruotare a mezz’aria per rimettersi in assetto. Swanna agitò le ali e scagliò un Tifone, ma Banette lo schivò e attaccò con Finta, che si scontrò con un Aeroassalto. I due attacchi infallibili si colpirono ed entrambi i Pokémon crollarono.

Frak richiamò Banette, sorpreso che ci fosse voluto così poco per sconfiggerlo. Poi schierò Gliscor, che si lanciò contro l’Emolga avversario scagliando Pietrataglio. L’avversario subì, poi colpì con Acrobazia, che però non risultò molto efficace.

“Questa sarà dura.” Commentò Anemone, per poi richiamare Emolga e schierare Swoobat. Il Pokémon Psico colpì con Confusione, e Gliscor cominciò a roteare, confuso. La Pietrataglio che provò a scagliare partì verso l’alto, facendolo colpire da solo quando inevitabilmente tornò giù. Swoobat non perdette tempo colpendo ancora con Cuorestampo, ma stavolta Gliscor ebbe un lampo di lucidità e scagliò una Pietrataglio contro l’avversario. Swoobat arretrò, danneggiato, ma subito dopo tornò all’attacco con Cuorestampo ancora una volta. A quel punto, Gliscor, colpito, si riprese, e colpì con Pietrataglio un’ultima volta. Lo Swoobat crollò, ma prima che il Pokémon potesse festeggiare, ancora allo stremo, fu colpito da Emolga con Aeroassalto e crollò.

Frak lo richiamò e mandò in campo Tyranitar, che colpì con Frana mandando al tappeto l’avversario con facilità.

“Oh ma andiamo!” Sbottò Anemone, poi sospirò, calmandosi per schierare Unfezant. Il Pokémon colpì con Aeroassalto, schivò Frana, attaccò con Alacciaio, incassò uno Sgranocchio per poi colpire con Aeroassalto di nuovo. Tyranitar lanciò una ennesima Frana, ma il Pokémon evitò i massi con agilità e colpì ancora con Alacciaio. Tyranitar era in difficoltà per via della velocità del Pokémon Volante. Frak lo capì e decise di cambiare tattica. Tyranitar e Unfezant si fissarono, in attesa uno dell’altro. Poi Tyranitar scagliò una Frana, la più grossa che aveva lanciato fino a quel momento. L’avversario lo schivò e colpì con Aeroassalto… ma Tyranitar non c’era.

“Fossa…” Pensò Anemone “Ma perché? Non funziona su…” Poi Tyranitar emerse da sotto terra, proprio sotto Unfezant, che prevedibilmente non fu colpito, e scagliò verso l’alto una Frana. Unfezant fu colpito al petto e crollò.

“Bravissimo.” Commentò Anemone “Ormai tu e il tuo gruppo siete veramente forti.”

“Ci conosci?” Chiese Frak.

“E chi non vi conosce? Avete compiuto decine di imprese eroiche ormai. Immagino che parecchi di voi non stiano neanche sfidando più le Palestre, visto che ho sentito diversi Capipalestra commentare che Darken, Draconix e più recentemente Dragozard non si sono visti.”

“Che strano…” Commentò Frak “Eppure eravamo partiti con l’intenzione di fare un altro giro di sfide…”

Poi salutò la Capopalestra ed uscì, accompagnato da Astrid. Appena fecero un passo fuori, Mark comparve quasi dal nulla – in realtà da dietro l’angolo della Palestra – e sorrise “Bene, vogliamo andare? Vi toglierò il tracciatore sul percorso, così potrete dire che vi ha attaccato un Pokémon o roba così.”

I due annuirono, poi si avviarono dietro al ragazzo, curiosi di sapere chi fossero gli altri del suo gruppo.

 

Squadra:SandslashSableyeGliscorEmboarBanetteTyranitar

Leggendari: GroudonDarkrai

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Inviato (modificato)

Enemy VS Anemone

Enemy, Belle e Komor entrarono in città e si guardarono intorno.

“Avevate mai visto un aereo così grande?” Chiese quest’ultimo, indicando uno dei velivoli nell’aeroporto.

“Non così da vicino.” Commentò Enemy. Komor e Belle lo fissarono, e notarono solo in quel momento che sembrava preoccupato.

“C’è qualcosa che non va, Enemy?” Chiese Belle.

“No è solo che… siamo già alla sesta.” Disse il ragazzo, guardando verso la Palestra.

“Questo puoi dirlo solo dopo aver vinto.” Commentò Komor.

“Giusto, giusto.” Disse Belle. “Finora abbiamo vinto, ma non siamo sicuri che andrà sempre così. In fondo siamo circondati da allenatori forti.”

“Lo so ma… se vinciamo questa, poi sono solo altre due sfide. E poi c’è la Lega.” Disse il ragazzo, deglutendo.

“E se Komor fosse un Pokémon Volante questo non gli farebbe male.” Commentò Belle tirando una pacca sulla schiena di Komor.

“Ahio! Ma perché a me se è lui che sta parlando?”

“Perché con te è più divertente, mister esperto Normale.”

“Sai qual è la cosa che non ho mai capito?” Disse Enemy “Perché nonostante ti piacciano i Pokémon muscolosi non ne hai neanche uno.”

“Perché mi piace guardarli, non usarli.” Disse Belle.

“… Non suona molto bene come cosa ma non intendo indagare.” Commentò il ragazzo. Poi i tre si avviarono verso il Centro Pokémon. Enemy uscì un momento, lasciandoli ad aspettare mentre i Pokémon di Komor venivano curati, poi tornò e i tre si diressero verso la Palestra.

Entrarono e si trovarono davanti lo spettacolo di un ragazzo che veniva scagliato qua e là dai cannoni.

“Noooooo!” Gridò quello, per poi andare a schiantarsi contro uno dei materassi sulle pareti.

“Prima tu Komor.” Disse Enemy, inchinandosi per mostrare al ragazzo in cannone.

“No figurati, prima tu Enemy.” Rispose l’altro, imitandolo.

“Insisto.”

“No, non sarebbe educato da parte mia precederti.”

“Su, non preoccuparti.”

Belle sbuffò “E basta!” Esclamò, per poi afferrare Komor e sollevarlo, gettendolo di peso nel cannone vicino all’ingresso. Il ragazzo fece appena in tempo a mormorare qualcosa che suonava come ‘perché io’ per poi venire scagliato via.

Poi la ragazza si girò a guardare Enemy.

“Eheheheh… Eheh… Eh…” Fece il ragazzo, ridendo nervosamente, per poi gettarsi nel cannone.

Belle sorrise, poi fece per dirigersi alle scale per gli spalti. Era a metà strada quando si girò, sorridendo “Però voglio provare anche io…” Commentò, e si tuffò nel cannone per farsi scagliare dietro agli amici, ridendo di gusto.

Dieci minuti dopo, il trio atterrava, con i capelli scompagliati e i vestiti in disordine, sul materasso davanti al campo di lotta. Anemone doveva appena finito di affrontare il precedente avversario, perché lo scorsero allontanarsi usando le scale di discesa, ma non riuscirono a riconoscerlo, quindi forse non era uno di quelli che conoscevano.

“Benvenuti.” Disse Anemone “Ho quindi tre sfidanti?”

“Solo due.” Commentò Belle “Io volevo solo provare i cannoni.”

“Hai fatto bene!” Esclamò Anemone, con gli occhi che brillavano “Vorrei che tutti gli sfidanti fossero come te, ma no, devono sempre lamentarsi dicendo che ‘è pericoloso’ o ‘siamo esseri umani, non palle di piombo’. Ma è divertente, vero?”

“Assolutamente!” Esclamò Belle “Quel battito di cuore quando senti il colpo partire.”

“Quella sensazione dell’aria sul volto!”

“Quel senso di terrore mentre la discesa accelera!” Esclamarono le due in coro.

Komor e Enemy fissarono la scena esterrefatti. Era la prima volta che vedevano qualcuno agitato quanto Belle quando era coinvolta in qualcosa.

“Ma torniamo a noi.” Disse Anemone, puntando il dito contro i due ragazzi “Quante medaglie avete?”

“Cinque.” Risposero i due.

“Quindi quattro contro quattro. Ottimo, allora… come possiamo fare… non vorrei farvi aspettare, e sinceramente ho voglia di cambiare un po’ la formula… Ah, ho trovato! La nostra sfida sarà una lotta semi-multipla!”

“Semi-multipla?” Chiese Enemy.

“Esatto!” Disse Anemone “Io usero quattro Pokémon in doppio, due alla volta, e voi userete due Pokémon ciascuno, in coppia.”

“… Va bene, ma perché cambiare dalle lotte in singolo?” Domandò Komor.

“Perché… Perché è tutto il giorno che faccio lotte in singolo e comincio ad annoiarmi. Vorrei andare via in aereo, fare un bel volo, o testare quel nuovo cannone che voglio montare, ma ci sono un sacco di sfidanti in questi giorni, quindi voglio cambiare sperimentando qualcosa di nuovo.”

“… Beh d’accordo, per me va bene.” Disse Enemy, guardando Komor, che annuì “Anche per me.”

“Eccellente! Vi ringrazio per aver esaudito la mia richiesta.” Commentò Anemone.

I due ragazzi si schierarono fianco a fianco dal lato degli sfidanti, e Anomone sorrise “Bene, cominciamo!” Disse, mandando in campo Swanna e Braviary.

In risposta, Komor schierò Unfezant ed Enemy mandò in campo Stoutland.

“Uh, quindi uno di voi intende sfidarmi nel mio terreno mentre l’altro a terra? Suona divertente.” Disse Anemone, poi lanciò i suoi ordini e i due Pokémon si lanciarono all’attacco con Aeroassalto e Troppoforte, concentrandosi su Stoutland. Il Pokémon rispose scagliandosi verso Braviary con Gelodenti.

“Gelodenti? Ma credevo dovessi farglielo insegnare!” Esclamò Anemone.

“L’ho fatto. La famiglia delle mosse è abbastanza famosa. Sono andato mentre Komor curava i suoi Pokémon.”

“Oh, ecco dov’eri andato!” Esclamò il ragazzo “Belle ha passato dieci minuti a dirmi che secondo lei stavi parlando con la tua ragazza.”

“Rimane ancora un’opzione plausibile!” Esclamò la ragazza, poco lontana. Intanto, Unfezant colpiva con Aeroassalto Swanna.

“Bravi, buona coordinazione.” Commentò Anemone “Ma adesso vediamo come ve la cavate con questa combinazione!” Esclamò. Swanna scagliò una sfera di umidità verso l’alto, che esplose producendo una nuvola di pioggia, poi Braviary si scagliò verso il basso e afferrò Stoutland, portandolo verso il cielo.

“Komor, attaccalo!” Esclamò Enemy.

“Non posso, è sparito nella nuvola!” Rispose il ragazzo, indicando il punto in cui Braviary si era tuffato nella nuvola di pioggia. “E a quell’altezza anche un ululato di Stoutland non si sentirebbe da terra.”

E detto ciò Unfezant tornò all’attacco, colpendo con Aeroassalto Swanna.

Subito dopo si sentì un guaito mentre Braviary e Stoutland precipitavano. All’ultimo, il Pokémon Volante riprese il volo, mentre Stoutland cadeva a terra. Il Pokémon si rialzò a fatica, e rispose con un Gelodenti, ma era chiaro che era allo stremo.

Swanna scagliò un Surf intanto, centrando Unfezant, che si rimise in volo faticosamente scagliando un’Eterelama che causò limitati danni.

“Dobbiamo concentrarci su Braviary!” Disse Enemy, mentre il Pokémon afferrava di nuovo Stoutland.

“Non posso, sotto la pioggia questo Swanna fa troppi danni, e comunque non riesco a vedere Braviary.”

“… Riusciresti a colpire un bersaglio in cielo se sapessi dov’è?”

“Ho Volo.”

Enemy sorrise “Bene.”

Enemy lanciò un fischio. Un attimo dopo, un latrato rispose dal cielo. Unfezant non perse tempo e si alzò sopra le nuvole con Volo. E un attimo dopo Braviary, Unfezant e Stoutland stavano precipitando insieme, avvinghiati in un combattimento.

“Lo Swanna!” Gridò Enemy, indicando il Pokémon che prendeva la mira per scagliare Surf contro i due.

Enemy sorrise e fischiò ancora. Stoutland si girò e lanciò un Boato, che investì il Pokémon e lo costrinse a rientrare nella propria Ball, troppo intimidito.

Poi Unfezant afferrò Stoutland, impedendogli di schiantarsi. Braviary, sconfitto, fu richiamato prima di colpire il suolo.

“Bella mossa.” Esclamò Anemone “Ottimo lavoro di squadra.”

“Ho passato anni a prepararmi a varie possibilità, per i miei scontri alla Lega.” Disse Enemy “Questa era l’idea che avevo per una lotta in doppio in cui l’avversario usa Cadutalibera, ma ero sicuro che Komor avrebbe capito il piano.”

Komor si sistemò gli occhiali “Ovviamente, ti conosco abbastanza bene da sapere che hai sempre un asso nella manica.”

Anemone sorrise “Mi ricordate qualcuno che conosco.” Disse la ragazza. Poi aprì due Ball. Un Unfezant e un Emolga uscirono, entrando in campo e scagliandosi all’attacco entrambi con Aeroassalto. Stoutland, già allo stremo, crollò, mentre Unfezant resse appena.

“Ma siete in errore se avete pensato di potermi considerare sconfitta dopo un solo Pokémon.”

Enemy sorrise nervosamente, poi passò la mano sulla cintura delle Ball. Simipour entrò in campo, sorridendo.

Il Pokémon Acqua lanciò un Geloraggio che centrò Emolga, come fece anche l’Aeroassalto di Unfezant. Poi, un Aeroassalto colpì Simipour, mentre con Fulmine Emolga mandava al tappeto l’Unfezant di Komor.

Komor rifletté un momento e mandò in campo Stoutland.

“Hai deciso di andare di starter, eh?”

“Dovresti farlo anche tu.”

“Un Pokémon Erba?”

“Beh, è il principio che conta.” Rispose il ragazzo, e ordinò a Stoutland di colpire con Sdoppiatore Emolga, che andò al tappeto.

“Wow, è bello forte.”

“Avevi dubbi? Ho passato anni a studiare come allenare Pokémon Normale, se non fossi in grado di battere un Emolga sarebbe un problema.”

“Passi sempre in modalità so-tutto-io quando si parla di Pokémon Normale.” Disse Enemy, con un sospiro, mentre Simipour con Geloraggio colpiva Unfezant, per poi incassare un nuovo Aeroassalto.

“Tiratela meno!” Gridò Belle, a supporto dell’affermazione del ragazzo.

Komor arrossì e si concentrò sul campo di battaglia, dove era appena entrato Swanna.

In un attimo, Unfezant si lanciò all’attacco con Aeroassalto, Simipour lanciò un Geloraggio, Stoutland caricò con Sdoppiatore e Swanna colpì con Surf. L’impatto produsse una nube di vapore.

Quando si diradò, Stoutland e Simipour erano ancora in piedi, anche se il secondo era chiaramente sul punto di crollare. Unfezant e Swanna erano al suolo, sconfitti.

“Ottimo lavoro!” Esclamò Anemone “Dovrei far diventare questo lo schema normale di una mia lotta. Però sarebbe un problema chiedere agli sfidanti di portare un amico…” Poi la ragazza si girò verso i due “Ah scusate, ecco a voi le medaglie.” Disse, porgendo ai due gli oggetti.

I ragazzi sorrisero, ringraziarono, e dopo averle prese uscirono, insieme a Belle.

“Bella lotta.” Disse Belle “Siete stati grandi!”

Komor sorrise, ma Enemy stava fissando la medaglia “Altre due, eh…” Lo sentirono mormorare.

“Un giorno ci spiegherai perché sei così teso.” Disse Belle “Ma fino ad allora, andiamo a festeggiare un po’!” Concluse Belle sorridendo.

Enemy annuì, e seguì i due amici.

 

“Quindi, sei venuto alla fine.” Disse l’uomo, sorridendo.

“Era inevitabile.” Rispose Kain.

“Davvero?” Chiese quello girandosi “Avrei detto che era evitabilissimo. Potevi essere uno dei nostri. Avresti protetto un sacco di gente. Per un po’ almeno. Meglio di quello che hai combinato così.”

“Non intendo discuterne con te.”

“No, immagino.” Rispose Harald, alzandosi in piedi “Andiamo. Voglio sbrigarmi a portare la tua testa al mio signore.” E così dicendo uscì dalla piccola casa in cui viveva quando non era in missione. Kain strinse la Ultra Ball di Latios, e subito dopo uscì.

 

Squadra: CottoneeSwoobatStoutlandSimipourSerperior

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Giuls VS Silvestro

Giuls sentì un brivido freddo entrando nella città di Mistralopoli. Nonostante non fosse certo inverno, la città era abbastanza fresca da farla rabbrividire nei suoi abiti leggeri.

“Palestra subito o volete prima andare ad allenarvi?” Chiese Marisio.

“Io preferirei sfidare la Palestra.” Disse Ibis.

 “Anche io.” Commentò Giuls “Credo di essermi allenata a sufficienza.”

 Così dicendo si diresse verso il Centro Pokémon e poi la Palestra, seguita da Ibis e Marisio. I tre entrarono, e mentre il ragazzo si dirigeva agli spalti le due seguirono il percorso di ghiaccio, finché non giunsero dal Capopalestra.

 “Benvenute.” Disse Silvestro, l’uomo mascherato, vedendole arrivare “Immagino siate qui per una sfida, giusto?”

Le due ragazze annuirono, e Silvestro sorrise “Bene, chi vuole essere la prima?”

Ibis si fece da parte e lasciò passare Giuls, come avevano concordato in precedenza.

“Medaglie?”

“Sei.”

“Ottimo, quindi ci aspetta un cinque contro cinque.” Commentò Silvestro, ed esordì schierando Vanilluxe. Giuls rispose mandando in campo Typhlosion, che sorrise, soddisfatto di essere tornato nel team dell’allenatrice.
Il Pokémon Fuoco cominciò con Ruotafuoco, che centrò Vanilluxe e lo scagliò indietro. Quello si agitò e lanciò Grandine, che cominciò a colpire il Pokémon Fuoco, il quale tuttavia non se ne preoccupò e rispose con Fuocobomba. Vanilluxe lo schivò e colpì con Alitogelido, al che Typhlosion rispose con un secondo Fuocobomba. Stavolta il colpo andò a segno, e il Vanilluxe crollò.

“Vedo che hai scelto un buon Pokémon per cominciare.” Disse Silvestro, e mandò in campo un Beartic. Il Pokémon sorrise, poi piantò gli artigli nel terreno coperto di grandine e si mise a correre, più veloce di quanto sembrasse possibile con quella stazza. Arrivato addosso all’avversario lo colpì con Aeroassalto, scagliandolo via. Typhlosion si rialzò e caricò con Ruotafuoco, ma mentre si avvolgeva dalle fiamme un nuovo Aeroassalto lo colpì al petto, scagliandolo via ancora, e stavolta mandandolo al tappeto.

Il Beartic ruggì trionfante, e Giuls richiamò Typhlosion, sorpresa, schierando invece Lapras, aprendo la piscina.

Il Pokémon Acqua scagliò un Surf, che investì il Beartic, ma non causò grossi danni, facendolo solo infuriare e caricare con Troppoforte. In risposta, Lapras colpì con Corposcontro. I due attacchi impattarono ed entrambi i Pokémon precipitarono in acqua in un ventaglio di spruzzi.

“Tutto bene Lapras?”

“Certo.” Rispose il Pokémon “Non è niente in confronto ai pugni di quel tizio di Johto.” E così dicendo si scagliò in avanti con un nuovo Corposcontro, colpendo di nuovo il Pokémon Ghiaccio. In quel momento la Grandine si fermò, e il successivo Troppoforte fu meno veloce dei precedenti, permettendo così a Lapras di schivarlo e finire lo scontro con Corposcontro.

Silvestro mandò in campo un nuovo Vanilluxe. Il Pokémon Ghiaccio lanciò una Bora, e Lapras fece lo stesso. I due attacchi Ghiaccio impattarono e si dispersero in una ventata gelida.

“Altre idee?” Chiese Lapras.

“… Quando usa Bora vai di Surf.”

“… Oh.” Disse la Pokémon, e quando la successiva Bora arrivò rispose con un’ondata d’acqua. La grande onda si ghiacciò, formando una barriera tra i due Pokémon. Vanilluxe cercò di vedere Lapras, ma il ghiaccio era spesso e opaco.

Poi la Pokémon emerse da sotto il ghiaccio, con un Sub che l’aveva portata sotto la lastra nascondendola all’avversario. Vanilluxe fu centrato in pieno. Scagliò una nuova Bora, che andò a segno, ma fu poi sconfitto da Corposcontro.

Silvestro lo richiamò, rifletté, e mandò in campo un altro Beartic. Il Pokémon ruggì e attaccò, stavolta con Slavina. L'ondata di neve e ghiaccio scagliò via Lapras come nulla fosse e la mandò al tappeto. Giuls la richiamò e mandò in campo Samurott. Il Pokémon Acqua e quello Ghiaccio si scontrarono a colpi di Conchilama contro Slavina, e alla fine Samurott, anche se indebolito, uscì vincitore.

Poi, in campo entrò Cryogonal, che cominciò a muoversi. Il Pokémon Ghiaccio si fermò un secondo per attaccare con Bora, schivò Conchilama riprendendo il suo movimento zigzagante e concluse con un rapido Alitogelido.

Giuls lo richiamò, complimentandosi, e schierò Magmortar. Il Pokémon Fuoco si mise sull’attenti “Apro il fuoco, generale?”

“Al mio segnale.”

“Sissignora.” Replicò il Pokémon, e cominciò a mirare verso il Cryogonal, che continuava a muoversi a zig zag. Quando quello si fermò per Bora, Giuls diede l’ordine e un Fuocobomba centrò in pieno il Pokémon, mandandolo al tappeto.

“AH, centro perfetto!” Esultò Magmortar.

“Ottima mossa!” Esclamò Silvestro “Non sono in molti ad accorgersi che deve fermarsi per attaccare.”

“Sono stata fortunata.” Disse Giuls.

“Sei stata abile.” Disse l’uomo, porgendole la medaglia.

La ragazza sorrise, la prese e la ripose, poi ringraziò Silvestro e si allontanò.

 

La lotta di Ibis fu la solita. Exploud, Clefable, Wigglytuff, Spinda e infine Chatot, nonostante quest’ultimo fosse in svantaggio di tipo, furono in grado di vincere. Giuls non rimase sorpresa, ma osservandola meglio notò che stava canticchiando, anche se non capiva cosa per via della distanza. Però notò che in certi momenti, soprattutto quando cominciava a muovere le labbra dopo una pausa, i suoi Pokémon sembravano cambiare, diventando più forti e veloci.

La ragazza prese la medaglia e sorrise, riunendosi agli altri due.

“Ottimo lavoro.” Disse Marisio.

“E a me non lo dici?”

“Certo.” Rispose il ragazzo, abbracciandola “Ottimo lavoro.”

La ragazza arrossì “O-ok, adesso puoi smetterla.” Rispose, e i tre scoppiarono a ridere, per poi uscire.

“Io vado a fare una cosa, voi aspettatemi al Centro Pokémon.” Disse Ibis.

“Sicura che non vuoi che veniamo con te?”

“Certo, certo.” Rispose la ragazza “Andate pure per conto vostro.” Aggiunse, e ridacchiò vedendo la faccia di Giuls per poi allontanarsi.

 

Arrivata poco lontana, si sedette e cominciò a fischiettare. Improvvisamente, sentì una voce alle proprie spalle.

“Che ne dici quindi?”

“Ci parla, sì. Ma tanto lo sapevate già.”

“E come persona, che ne dici?”

“Simpatica, intelligente, gentile… Direi che fin lì non ci sono problemi.”

“E a comandare come se la cava?”

“Con i Pokémon bene.” Replicò la ragazza “Ma con le persone siete voi che dovete determinarlo.”

“Io ne sono convinto. N avrà ottenuto il Leggendario, ma non mi fido ancora del figlio di Ghecis.”

“E direi che fai bene.” Rispose Ibis. “Lo sai con chi si è alleato.”

“A proposito, scoperto qualcosa?”

“Assolutamente. Ma non mi avevi detto sarebbe stato così pericoloso. Posso restarci secca sai?” Replicò la ragazza.

“Andiamo, tu e l’altro che ha mandato Giano dovreste essere in grado di cavarvela.”

“… Lo spero.” Rispose Ibis “Ma adesso vai, non devono vederti.”

“D’accordo… e grazie.”

“Di niente.” Replicò la ragazza. Si girò, ma dell’uomo non c’era più traccia. Poi si tirò in piedi e si allontanò.

'Hail to the Queen.' Pensò 'Spero solo sia nel giusto.'

 

Squadra: SamurottTyphlosionTogekissLaprasMagmortarLucario

Leggendari: Latias

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt BadgeQuake BadgeJet BadgeFreeze Badge

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Inviato (modificato)

Colui che Viaggia nel Tempo

“Ancora.” Commentò Dialga, osservando il luogo in cui era stato nascosto il cristallo, vuoto. “A questo punto, difficile pensare che sia una coincidenza. Quindi, chi sei tu?” Chiese, osservando l’immagine di ciò che era accaduto diversi anni prima, quando qualcuno era entrato e si era impadronito del cristallo. Adesso lo vedeva bene, un giovane con una lunga barba e occhi grigi.

Dialga tornò nella propria dimensione, assunse forma umana e cominciò a muoversi tra i suoi libri. Si fermò davanti al libro che elencava tutti i grandi ladri passati, presenti e futuri, ma nessuno di loro era chi cercava. Lo mise via e tirò fuori quello sugli archeologi, ma non ebbe ugualmente fortuna. Quello sugli inventori conteneva tre diverse persone che avevano scoperto il viaggio nel tempo, ma nessuna delle tre corrispondeva alla descrizione.

“Uno di questi probabilmente. Ma controllarli tutti sarebbe un po’ un problema, perché dovrei chiedere a due me futuri di farlo, perciò...”

Dialga si avvicinò a un leggio sui cui era posizionato un grande libro color blu scuro, con un diamante incastonato sulla copertina.

'Bene, vediamo…' Pensò, toccandolo. Il diamante si illuminò e le pagine cominciarono a sfogliarsi da sole, finché non si fermarono da sole alla pagina che cercava. “Non mi piacciono gli spoiler di solito, ma…” e si mise a leggere “Il giorno 12 agosto 1931, il cristallo viene trafugato da Ermit Roden, assistente del professor Zone (vedi p. a riguardo).” Dialga annuì e chiuse il libro, mentre il diamante smetteva di brillare.

“Quanto tempo ho perso?” Si chiese, e la risposta gli arrivò, precisa a mille miliardi di secondi: “3 secondi esatti? Non così male.”

Dialga non usava mai il Libro del Tempo se non era necessario. Il libro raccontava esattamente cosa era successo e sarebbe successo a un determinato oggetto, persona o Pokémon. Ma per tutta la durata del tempo in cui lo leggeva, il battito del suo cuore veniva annullato. Lui non moriva, ovviamente, ma questo voleva dire che l’intero universo era fermo per la durata della sua lettura. E quando tornava a battere, potevano verificarsi anomalie temporali. 'Giratina si infurierà.' Pensò 'Ma chi se ne importa.'

E sparì.

 

Il Professor Zone sorrise osservando il cristallo.

“Ottimo lavoro Ermit.”

“La ringrazio professore, io…”

“Salve a tutti.” Disse Dialga, comparendo nel laboratorio. Notò subito che era molto grande, perché ci stava senza problemi, cosa che non succedeva spesso negli edifici umani. Il Professore ed il suo assistente erano parecchio spaventati, cosa che a Dialga fece piacere. Voleva dire che sapevano con chi avevano a che fare.

“D-D-Dialga?”

“Come…”

“Sono un leggendario, ho i miei metodi. Spiegate. Ora.”

“S-Spiegare cosa?”

“Come mai lui”, disse indicando Ermit “si è introdotto in un edificio abbandonato, ottant’anni fa, e ha rubato un cristallo.”

Intanto, con la coda dell’occhio notò la macchina lì accanto. Era un portale, con collegati dieci contenitori al cui interno levitavano pigri altrettanti cristalli.

“M-mi servono per alimentare la mia macchina. I cristalli del tempo normali, che hai lasciato in giro per il mondo creando le immagini di Leggendari o monumenti, non hanno molta energia, e dopo due o tre viaggi si scaricano, quindi io…”

“Hai deciso di trafugare cristalli delle macchine antiche. Ma perché tornare indietro nel tempo?”

Il Professore stava sudando freddo “Ecco, temevo di vederli sparire, come mi è successo altre volte, perciò ho pensato che, se avessi preso i cristalli e li avessi nascosti in un posto sicuro, non sarebbe successo nulla.”

“Oh certo, quella era una buona idea.” Commentò Dialga “Rubare i cristalli al Dio del Tempo è una fantastica trovata.”

“R-Rubare è una parola grossa, i-in fondo noi abbiamo solo… imbrogliato per sapere dove trovarli.”

“Difesa incredibile doc.” Disse il ragazzo, sospirando “Senta, signor Dialga, ci dispiace per questo, ma ci serviva materiale per la macchina, e non sapevamo dove battere la testa. Quando abbiamo visto che stava aprendo nuovi corridoi temporali, abbiamo deciso di tentare con questo piano.”

Dialga rifletté. Aveva temuto che chi stava portando via le pietre stesse cercando di trovare le armi antiche, ma a quanto pareva non era così. Sapeva che la macchina di Zone era inaffidabile. Dipendeva dai suoi viaggi nel tempo, e i suoi corridoi si accorciavano ogni secondo che passava di anni. In pratica, se si sbagliava di un secondo si poteva entrare in un corridoio originariamente pensato per duemila anni fa e ritrovarsi solo settant’anni prima.

“Bene, facciamo così. Voi la smettete di lanciarvi nel passato e rubare cristalli, e io vi ignoro.”

“Ma per la macchina…”

“Sono molto generoso a non distruggerla.”

Zone strinse i denti, ma annuì “Molto bene.”

Dialga annuì a propria volta e sparì.

Il professor Zone battè il pugno sul quadro comandi “Dannazione!”

“Andiamo doc, lo sapevamo che sarebbe finita così. Non potevamo certo nasconderci per sempre.”

“Lo spieghi tu a loro?!” Chiese “I finanziatori vogliono risultati!”

“E noi glieli porteremo.” Disse il ragazzo “La macchina funziona. Non sarà precisa, ma direi che viaggiare nel tempo basta per fare buona impressione. Il carburante lo abbiamo, visto che Dialga ce l’ha lasciato, perciò…

Zone sospirò “D’accordo, d’accordo. Spero solo che siano comprensivi.”

 

Darken si guardò intorno. Era nella dimensione di Dialga, insieme agli altri, e il Leggendario li osservava.

“Ben tornati.” Disse il Pokémon “Direi che abbiamo finito.”

“Finito?” Chiese il ragazzo “Così in fretta?”

“Già. Mi occuperò io dei cristalli che mancano. E… per un po’ dovremmo evitare viaggi del tempo. Il che vuol dire che… mi dispiace ma dovrai saltare la Lega a questo giro.”

“EEEEH?”

“Non posso mandarti indietro a recuperare le medaglie che hai mancato come volevo fare all’inizio, quindi dovrai tornare al momento in cui siamo.”

Darken sospirò “Va bene, va bene, non ho scelta in fondo. Vorrà dire che stavolta la Lega andrò solo a vederla.”

Dialga si scusò ancora, ma Darken scossa la testa “No, no, avrai i tuoi motivi. E poi, è stato divertente.” Commentò “Direi che vale la pena saltare la Lega per aver viaggiato un po’ nel tempo.”

“Anche se qualche volta ho avuto paura.” Aggiunse Lucinda.

“Pure io, ma è finita bene, questo è ciò che conta no.”

I due sorrisero, e Dialga annuì “Bene, a presto.” Disse. E in un lampo di luce, i presenti sparirono. Dialga sorrise “Spero di non aver sbagliato a lasciare che Zone continuasse.”

“Ehm, Dialga?” Disse in quel momento la voce di Hoopa nella sua testa, cogliendolo di sorpresa.

“Cosa…”

“Ecco, mi manda Giratina, ha detto di dirti…” E cominciò a riempirlo di insulti.

“… Dillo che ti fa piacere aver dovuto portare questo messaggio.”

“Un pochino, sì.” Commentò Hoopa. Poi sparì.

 

Squadra: DugtrioPoliwrathGalladeDusknoirEmpoleonSwampert

Leggendari: EnteiDialga

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt Badge

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Inviato (modificato)

The Rocket Wars: Prima dell'Incoronazione

“Buongiorno Draconix.” Disse Argento, salutando il ragazzo.

“Buongiorno.” Rispose quello, mentre con un gesto spostava alcune foto dalla scrivania.

“Mi hai chiamato?”

Argento lo fissò, nervoso, tamburellando con le dita sul tavolo “Tu… Non sai cosa è successo poco fa vero?”

“Che intendi?”

“Il leader del Team Plasma, che riteniamo essere alleato con il Team Rocket, ha catturato Reshiram.”

“… E con ciò?”

“Beh, vedi, Unima è una regione molto attaccate alle tradizioni e alle leggende. E una di queste tradizioni è che il Re di Unima deve possedere il Drago Leggendario, o almeno un suo pezzo. Considerato che il lignaggio di N è già riconosciuto, e ora possiede anche il Drago… temo che debba solo sconfiggere il Campione. E Nardo non è più quello degli anni della sua gioventù.”

“Ma il torneo…”

“N non parteciperà al torneo. Per motivi sconosciuti, i Superquattro hanno accettato una sfida diretta del ragazzo, a condizione che presenti tutte le medaglie, anche se ufficialmente sarà il Team Plasma a impedire ad altri partecipanti di entrare, bloccando la Via Vittoria. E proprio in questo momento, dicono i miei informatori, sta sfidando l’ultimo Capopalestra che gli manca. Se vince, dopodomani potrà partecipare alla Lega.”

“E questo a noi non piacerebbe… Beh, posso chiamare Raziel e gli altri e…”

“E dirgli cosa? Se gli spifferi che sei in un nuovo Team Rocket, dovrai spiegargli appunto anche del nuovo Team Rocket. Potremo essere "White", ma non vuol dire che siamo legalissimi. Credi che Raziel e gli altri la prenderebbero bene?”

“Quindi cosa proponi che faccia?”

“Vai a Boreduopoli. Affronta N. Sconfiggilo. Hai Rayquaza ed Heatran, no? Non può certo sconfiggerli entrambi.”

“D’accordo.”

Il ragazzo si girò quando Argento alzò la mano “Oh e, Draconix, mettiti questo.” Disse l’uomo, e gli lanciò un passamontagna “Non voglio che sappiano chi sei.”

Draconix annuì ed uscì dalla stanza. Atena, che fino a quel momento si era tenuta in disparte, si fece avanti. “Quindi non gliel’hai detto?”

Argento fissò le foto, disgustato “Se lo facessi, Draconix darebbe di matto. E non è il momento.” Rabbrividì, e mise via le foto “Anche se ridurre una ragazza in quel modo decisamente merita vendetta.”

 

“Il tuo compito, Dragozard, è proteggere N.” Disse Pierce.

“Proteggere… N?”

“Devi permettergli di raggiungere la Via Vittoria. Siamo sicuri che l’altro Team Rocket interverrà per fermarlo, almeno stando a quel che ha detto Ghecis. Mi aspetto che tu glielo impedisca.”

“Ma siamo sicuri che N sia la scelta giusta? Vuole mettere fuori legge tutti gli allenatori.”

“Il che ci renderebbe la vita molto, molto più facile, visto che Ghecis afferma che i suoi alleati avranno un’esenzione.”

Dragozard annuì “Che faccio se Raziel si mette in mezzo?”

“Se lo fa prima della Via Vittoria, non farti scoprire. Non usare Palkia contro di lui. Se invece lo fa dopo, aiutalo, ma senza causare danni permanenti al Team Plasma. Se affronti uno dei loro capi, lascialo libero di scappare. Se affronti le loro guardie, accertati che non ti riconoscano e lasciale fuggire allo stesso modo. Per sicurezza, metti questo prima di incontrare N e la sua scorta.”

Così dicendo, l’uomo gli porse una bandana nera aderente da avvolgere intorno a bocca e naso e un cappello nero per coprire i capelli.

“Sembro un ninja.” Commentò Dragozard, guardandosi “Ma immagino faccia il suo lavoro.Ma dimmi, possiamo davvero fidarci del Team Plasma?”

“Dell’intero Team Plasma, non lo so. Ma anche se solo una parte di loro si fida di noi, mi sta bene.” Replicò Pierce. E Dragozard uscì.

 

“Dimmi Rayquaza, credi che N possa essere un re? Tu hai esperienza in materia.”

“Se Reshiram l’ha davvero scelto, cosa di cui non sono stato informato, significa che deve avere un discreto potenziale.” Commentò il Drago “Non sarà una lotta facile.”

“Sei preoccupato?”

“Non dovrei? Un sacco di gente è convinta che Reshiram sia inferiore a noi, ma non è così. Lui incarna la Verità. E la Verità è l’arma più potente dell’universo, insieme agli ideali.”

“Quindi credi di poter perdere?”

“Può darsi. Ma dipenderà da chi ha N con sé.”

“Che intendi?”

Ma Rayquaza non rispose. Il Charizard di Draconix cominciò a scendere verso il basso, osservando la scena. Una quarantina di membri del Team Plasma controllavano tutti gli ingressi alla Via Vittoria. Il ragazzo atterrò poco lontano, e si mise in attesa.

 

“Mi fa piacere conoscerti.” Disse N, sorridendo “Anche se con Reshiram al mio fianco, non trovo necessaria questa scorta.”

“Non si sa mai.” Commentò Dragozard, osservando i membri del Team Plasma vestiti da cavaliere che circondavano N. “Quindi ora dobbiamo aspettare?”

“Mio padre insiste ad aspettare la mattina del torneo, per essere sicuri che non ci siano problemi.”

Dragozard annuì, e rimase seduto sulla sua sedia.

“Posso chiederti una cosa?” Chiese N.

“Ma certo.”

“I tuoi Pokémon… Siete molto legati?”

“Moltissimo.” Rispose Dragozard “Non riesco a pensare di fare a meno di uno di loro.”

N annuì, ma non disse nulla. Rimase semplicemente seduto, a pensare.

 

-Draconix-

Squadra:ZweilousGliscorGalladeRhyperiorCharizardTyranitar

Leggendari:RayquazaHeatran

Medaglie:Trio BadgeBeetle BadgeBasic BadgeBolt BadgeFreeze Badge

-Dragozard-

Squadra:EelektrikBasculinCacturneRaichuGengarCharizard

Leggendari: Palkia

Medaglie:Trio BadgeFreeze BadgeJet BadgeQuake Badge

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Inviato (modificato)

Frak VS Silvestro

Frak osservò la fredda città di Mistralopoli, mentre lui ed Astrid vi entravano.

“Quindi, che intendi fare riguardo a quello che ci hanno detto ieri?”

Frak scosse la testa “Non lo so.” Commentò ripensandoci mentre si dirigevano al Centro Pokémon.

 

Mark guidò tutti e tre verso una casa isolata nel percorso che conduceva a Mistralopoli. Bussò con una serie di colpi, facendo attenzione al ritmo, e un’altra persona aprì.

Al piano terra della casa, seduti su due divani davanti a uno schermo televisivo, c’erano tre persone.

“Mark, sei sicuro che siano a posto?” Chiese una voce alla loro destra. Da dietro la porta emerse un ragazzo con i capelli biondi, che riconobbero come Spark.

“Tranquillo, lo sa anche Alan no?”

“Kain dice che sono a posto, quindi direi che possiamo crederci.” Rispose il ragazzo, l’unico seduto che Frak conosceva “Shuko ha rifiutato, giusto?”

“Quella ragazza vuole soltanto tornare a Ransei. Ha detto che finché non le portiamo delle prove sulle intenzioni di Tilerond e i suoi capi, continuerà a collaborare.” Replicò Mark.

“Quindi che facciamo? E se va a spifferare tutto?” Chiese un altro ragazzo, seduto sul divano, che i due non videro bene dato che la sala era in penombra.

“L’unico con cui ha parlato è Mark, che comunque è quello di noi che avrà la vita più facile se dovrà andarsene.” Rispose Spark “Non dovremmo avere problemi.”

“Comunque, lei non è un problema. Parliamo di Frak ed Astrid piuttosto.” Commentò Mark, girandosi verso di loro “Dunque, so che siete dalla nostra parte, ma spero che capiate che quello che abbiamo qui è una situazione delicata. Tilerond è più furbo di quello che sembra, e se uno di voi finisce per farsi scoprire siamo tutti in pericolo.”

“Lo so, lo so.” Disse Frak “Ma non ho certo intenzione di farmi scoprire.”

Mark annuì “Mi fa piacere tu lo sappia, ma già il fatto che non ti sia venuto il dubbio che l’Holovox fosse anche un tracciatore la dice lunga.”

Spark sospirò “Quello che Mark vuol dire è che dovete ragionare in modo più sospettoso d'ora in poi. Se vi faceste scoprire, sareste in pericolo e mettereste in pericolo anche noi.”

“Va bene, va bene.” Rispose Astrid “Ma adesso cosa vorreste facessimo?”

“Intanto, diteci se sapete di altri viaggiatori come noi.” Rispose il terzo ragazzo seduto sul divano, che fino a quel momento non aveva ancora parlato.

“Tu saresti…” Chiese Frak.

“Green, molto piacere.” Rispose il ragazzo. Guardandolo meglio, Frak realizzò che assomigliava al Capopalestra Blu, che aveva visto in una foto qualche tempo prima. L’articolo allegato parlava del suo record di vittorie consecutive e del suo premio come Capopalestra più abile di Kanto.

“Io non conosco nessuno.” Commentò Astrid.

Frak rifletté. Lui qualcuno lo conosceva, ma era davvero giusto rivelarlo a quei cinque che conosceva a malapena?

“Se non vuoi dircelo fai pure.” Commentò Alan, come se gli avesse letto nel pensiero.

“Nessuno ti obbliga.” Replicò l’altro ragazzo, che aveva già parlato in precedenza “Tutti abbiamo cose che preferiremmo non rivelare.”

“Grazie… scusa, temo di non conoscere il tuo nome.”

“Todd. Todd Snap.” Rispose quello “Un fotografo che non ha la minima idea del perché sia stato portato qui.”

Frak lo fissò, sorpreso, e Todd ridacchiò “Finora, solo allenatori sono stati portati qui, e lui non lo è. Stai pensando una cosa così vero? Lo so, ma Hoopa mi ha trascinato qui e mi tocca restarci. Perciò, cerchiamo di collaborare.”

Mark tossicchiò “Bene, spero che con il tempo Frak si fiderà di noi. Ma adesso, parliamo di cosa fare. Voi due continuate il vostro viaggio. Tilerond vi contatterà presto. Non mostratevi sorpresi.” Aggiunse “Comportatevi come avete fatto finora, e non vi succederà nulla.”

Frak ed Astrid annuirono, poi dopo aver salutato il gruppo furono accompagnati fuori.

“Se volete tornare qui, bussate tre volte lentamente, due volte velocemente, una volta lentamente e infine tre volte velocemente. Non è granché come password, ma almeno ci permette di distinguere i nostri da passanti curiosi di sapere chi viva in una casa vuota e sperduta.” Frak ed Astrid annuirono, poi salutarono anche Mark e si rimisero in marcia.

  

Nel riflettere, Frak era arrivato alla Palestra. Decide di lasciare i propri pensieri per dopo e, sfidati i vari allenatori, raggiunse il Capopalestra.

“Benvenuto.” Disse Silvestro “Frak, giusto? Ho sentito parlare di te. Spero sarà una buona lotta. Settima medaglia, dico bene?”

Frak annuì, e lo scontro ebbe inizio.

Il primo ad entrare in campo fu Beartic, che dovette affrontare un Darmanitan. Il Pokémon Fuoco vinse riportando limitati danni, e riuscì così a sconfiggere anche Vanilluxe. Quando entrò il secondo Beartic, però, fu Frak a vedere il proprio Darmanitan sconfitto.

“Un ottimo Pokémon.” Commentò il Capopalestra “Ma spero tu abbia anche altro.”

Frak sorrise e mandò in campo Banette, che attaccò con Ombrartigli. Lo scontro fu duro, alternando Slavina e Ombrartigli, ma a fatica Banette riuscì a vincere. Il Pokémon Spettro sfidò poi il secondo Vanilluxe, crollando dopo averlo indebolito considerevolmente.

Entrò quindi in campo Aggron, che caricò con Metaltestata. Vanilluxe schivò e colpì con Alitogelido. Ma Aggron ne approfittò, e scavando da sottoterra uscì dalla neve e colpì il Pokémon di sorpresa. Vanilluxe si riprese quanto bastava per scagliare una Grandine, ma subito dopo Metaltestata pose fine allo scontro.

“Sei un abilissimo avversario.” Commentò Silvestro, sorridendo “Ma vediamo come te la caverai contro questo.”

Cryogonal uscì dalla Ball e cominciò a muoversi con movimenti irregolari e difficili da seguire. Metaltestata e Rocciotomba fallirono entrambe il colpo, mentre Cryogonal continuava a colpire con Alitogelido.

Dopodiché, fallito il colpo anche con Ferrartigli, Cryogonal sorprese sia Aggron che Frak, perché scagliò un Cannonflash che spezzò l’armatura del Pokémon Acciaio facendolo crollare.

“Come…” Chiese Frak, richiamandolo.

“L’acciaio raffreddato si è riscaldato quando l’energia del Cannonflash l’ha colpita, e il risultato è stato quello.” Rispose Silvestro.

Frak annuì e mandò in campo Medicham. Silvestro sorrise “Temo di sapere come finirà purtroppo.”

Infatti, Cryogonal crollò dopo due Palmoforza, anche se in sua difesa riuscì a dare estremo filo da torcere a Medicham, schivandone molti colpi e danneggiandolo fin quasi allo sfinimento.

L’uomo sorrise e consegnò al ragazzo la medaglia, poi Frak ed Astrid uscirono. Dopo una visita al Centro Pokémon, i due si diressero a cenare.

 

“Certo che è una noia mortale questo viaggio a Unima.” Commentò Groudon, seduto su un isolotto di roccia in mezzo al magma “Non credi?”

Darkrai annuì. Groudon lo fissò “Ma quindi davvero non puoi dire nulla?”

Darkrai scosse la testa.

“Dai, prova a dire ‘Darkrai’. Almeno il tuo nome potrai dirlo.”

Il Pokémon provò, ma riuscì ad emettere solo un oscuro verso distorto ed incomprensibile, poi scosse la testa. Groudon sospirò “Diamine, e io che speravo in un po’ di compagnia. Frak ormai è troppo concentrato su quello che deve fare lassù, e…”

“Scusa se disturbo.” Disse una voce alle sue spalle.

“Hoopa?”

“Proprio io. Mi serve che tu mi faccia un favore. O meglio, che tu lo faccia a Rayquaza, Palkia ed Heatran.”

Groudon lo fissò sorpreso, ma quando sentì cosa doveva fare scoppiò a ridere e fissò Darkrai “E dire che mi lamentavo della noia.” Commentò. “Ti affido Frak per la giornata, vedi di coprirmi bene.”

Darkrai alzò il pollice e Groudon ridacchiò “Vedi? Almeno questo riesci ad esprimerlo. Siamo a un inizio.” E così dicendo seguì Hoopa in un varco.

 

Squadra:MedichamSandslashEmboarAggronDarmanitanBanette

Leggendari: GroudonDarkrai

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Enemy VS Silvestro

Enemy e i suoi compagni entrarono nella città di Mistralopoli, in cui il vento freddo soffiava forte tra gli edifici. Il sole stava tramontando.

“Ci conviene sbrigarci.” Commentò Komor “Dobbiamo andare in Palestra stasera.”

“Allora, direi che ci conviene andare subito.” Rispose Belle.

“Ottimo.” Replicò Enemy “Andiamo.” Il ragazzo si sentiva elettrizzato. Solo due Palestre ormai lo separavano dalla Lega.

I tre quindi, dopo un rapido ingresso al Centro Pokémon per ricaricare la squadra, si diressero alla Palestra. Superata la prova della palestra, raggiunsero Silvestro, l’uomo mascherato, che sorrise.

“Benvenuti, giovani sfidanti. Siete pronti ad affrontarmi?”

I ragazzi annuirono, mentre Belle si dirigeva verso gli spalti. Dopo aver deciso che sarebbe stato Komor ad andare per primo, Enemy si fece da parte e si sedette sugli spalti, dove Belle stava già facendo il tifo. Komor cominciò schierando Watchog contro Vanilluxe. Il Pokémon esordì schivando un Alitogelido e colpendo con Superzanna alla parte meno solida riuscì a indebolirlo. L’avversario arretrò, ma in risposta Watchog balzò in avanti con Codacciaio, chiudendo lo scontro.

Richiamato Vanilluxe, Silvestro mandò in campo Beartic, che colpì con Troppoforte. Watchog volò all’indietro e si rialzò a fatica, ma riuscì comunque a colpire con Superzanna e Codacciaio prima che un Alitogelido lo mandasse al tappeto.

Entrò quindi in campo Audino. La Pokémon Normale si scagliò in avanti con Riduttore e terminò lo scontro, dato che l’avversario era già gravemente danneggiato. Un secondo Beartic entrò in campo e colpì con Scagliagelo Audino, che fu lanciato all’indietro. Il Pokémon si rialzò a fatica e colpì con Riduttore, ma bastò un’Acquadisale per porre fine alla lotta.

Komor richiamò Audino e lanciò in campo Sawsbuck, che con un Calciosalto concluse la battaglia. Beartic fu richiamato a propria volta, e Silvestro schierò Vanilluxe. Il Pokémon Ghiaccio lanciò una Bora, che investì e sconfisse Sawsbuck con un solo colpo.

Komor si mise a riflettere, e lanciò poi in campo Cinccino. La Spazzasberla centrò Vanilluxe, ma quello si rialzò e con Bora congelò l’avversario, per poi sconfiggerlo con una serie di Alitogelido.

Komor sospirò e richiamò il Pokémon, mandando quindi Stoutland. Il Pokémon Normale caricò con Nemesi, e Vanilluxe crollò sul colpo.

“Capisco… Sono stato fortunato a sconfiggere Cinccino in quel modo, in caso contrario Nemesi avrebbe potuto colpire il mio ultimo Pokémon.” Commentò Silvestro, schierando Cryogonal. Il Pokémon esordì con Alitogelido, e il vento freddo costrinse Stoutland ad arretrare. Tuttavia, Komor sorrise e lanciò il Pokémon all’attacco con Rogodenti. L’attacco danneggiò gravemente Cryogonal, che si allontanò sollevandosi in aria.

“Ti sei recato alla casa delle mosse prima di venire qui immagino.” Disse Silvestro “Ottima scelta.”

Il ragazzo sorrise e lo scontro proseguì, ma grazie a Rogodenti il vantaggio di Stoutland era chiaro e Cryogonal alla fine crollò.

“Ottimo, ti sei meritato la medaglia Stalattite.” Commentò l’uomo, sorridendo e porgendogli l’oggetto. Il ragazzo sorrise, ringraziò il Capopalestra e poi cambiò di posto con Enemy.

Lo scontro tra i due fu acceso, con Enemy che esordì schierando Stoutland, che sconfisse Vanilluxe e Beartic, prima che un secondo Beartic lo sconfiggesse. Fu poi sostituito da Simipour, che con i suoi attacchi Acqua riuscì a sconfiggere l’orso prima di crollare contro Vanilluxe.

Il ragazzo rifletté. Simipour e Stoutland erano le sue prime scelte contro i Pokémon Ghiaccio, e ora erano crollati entrambi. Perciò, ora non gli restava che usare gli altri. Swoobat colpì due volte con Cuorestampo, prima di crollare venendo colpito da Bora. Whimsicott, che aveva fatto evolvere apposta perché potesse resistere un po’ di più, chiuse lo scontro con Gigassorbimento.

Cryogonal entrò in campo e lanciò subito un Alitogelido. Whimsicott resistette a fatica, e scagliò un Tifone che investì il Cryogonal, danneggiandolo. Tuttavia, un secondo Alitogelido la mandò al tappeto. Enemy la richiamò e schierò Serperior.

“Come temevo.” Commentò Komor “La squadra di Enemy non è adatta a questa Palestra.”

“Andiamo, può ancora farcela. Cryogonal ha preso parecchi danni da quel Tifone.”

“Sì, ma adesso…” Iniziò Komor, ma una manata lo colpì sulla spalla.

“Niente 'ma' adesso!” Esclamò Belle “Ce la può fare!”

Komor, troppo impegnato a massaggiarsi la spalla, non rispose.

Serperior si girò e cominciò a ruotare su se stessa, scagliando poi le foglie trasformate in un tornado verso Cryogonal. La Verdebufera investì in pieno il Pokémon, ma quello non crollò e lanciò Alitogelido. Serperior incassò a fatica. Poi, la Pokémon colpì con Fendifoglia. E l'altro crollò.

Enemy tirò un sospiro di sollievo.

“Ottimo lavoro!” Esclamò Silvestro “Ecco, prendi la Medaglia Stalattite. Non credevo ce l’avresti fatta onestamente.”

“Anche io avevo i miei dubbi quando Stoutland è crollato dopo soli due Pokémon. Contavo ne sconfiggesse almeno tre, per poter avere più Pokémon contro Cryogonal. Ma sono contento di avercela fatta.”

L’uomo annuì “Hai una squadra forte, sono sicuro riuscirai ad arrivare lontano.”

Enemy sorrise, ringraziò il Capopalestra come Komor poco prima e si riunì ai compagni. Insieme, si diressero al Centro Pokémon.

 

Squadra: SwoobatWhimsicottStoutlandSimipourSerperior

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Inviato (modificato)

Giuls VS Iris

Giuls osservò Ibis. Dal giorno prima, la ragazza si era fatta molto più silenziosa, come se avesse chissà quali pensieri per la testa. Eppure, quando aveva chiesto, a Giuls era stato risposto che era tutto a posto.

'Se non vuole dirci niente… Immagino che sia qualcosa di molto personale.' Pensò, mentre entravano a Boreduopoli.

“L’ultima città sulla strada per la Lega.” Commentò Marisio. I tre si avviarono, ed erano quasi al Centro Pokémon quando il suo telefono squillò. Il ragazzo si scusò e si allontanò un momento. Giuls si chiese con chi stesse parlando, ma decise che probabilmente Marisio aveva qualche impegno da nobile o roba del genere. Probabilmente, comunque, gliene avrebbe parlato.

Finirono di rimettere in sesto la propria squadra e visto che Marisio non tornava chiesero all’infermiera di avvisare il ragazzo nel caso fosse arrivato che si erano dirette alla Palestra.

L’edificio era costruito in modo che i partecipanti percorressero la statua di un grande drago, facendole muovere il collo e le zampe per arrivare dal Capopalestra. Dopo aver sconfitto i vari avversari, le ragazze raggiunsero la Capopalestra.

“Ciao.” Disse Iris “Il Capopalestra non c’è oggi, quindi mi occupo io delle sfide. Niente paura, sono preparata. Vi sta bene?”

“Nessun problema.” Disse Giuls, ed Ibis annuì.

“Ottimo, cominciamo!” Esclamò Iris.

“Allora andrò prima io.” Rispose Giuls.

“Va bene.” Replicò Ibis, tirandosi indietro. Giuls la guardò sorpresa. Finora, lei e la ragazza avevano sempre dovuto discutere, giocandolo a sasso, carta, forbice o simili.

Giuls decise che poi ci avrebbe pensato, ma per adesso doveva concentrarsi nella lotta. Perciò, quando Haxorus entrò in campo, rispose lanciando in campo Samurott. Il Pokémon Acqua sorrise e si scagliò all’attacco con Megacorno. L’impatto fece arretrare Haxorus, che in risposta colpì il terreno causando un Terremoto. Samurott resistette e colpì con un altro Megacorno. Haxorus replicò con un nuovo Terremoto, ma a quel punto una Conchilama ben piazzata lo finì. Il Pokémon Acqua si girò verso Giuls e sorrise, e la ragazza percepì una sensazione di felicità e determinazione. Sorrise, contenta di cominciare a percepire qualcosa dallo starter, poi un secondo Haxorus entrò in campo. Prima che potesse colpire, Samurott lanciò una Bora, indebolendolo moltissimo. Il Pokémon resistette, e sconfisse Samurott con un Codadrago, ma era chiaramente già sul punto di essere sconfitto.

Giuls mandò quindi in campo Togekiss, che scagliò Eterelama. La ragazza vide chiaramente Iris sospirare. “Immagino che tu sappia della supposta nuova scoperta.”

“Ne ho sentito parlare.” Rispose Giuls “Togekiss non sarebbe Normale e Volante, dico bene?”

“Esatto.” Replicò Iris “Anche se ci vorrà ancora almeno un anno per avere i risultati definitivi. Ma dato che le mie mosse non hanno effetto, io non ho dubbi.”

Giuls sorrise, mentre Togekiss colpiva con Eterelama, ma a essere colpito non fu Haxorus bensì Druddigon. Il drago incassò una Forzasfera, poi colpì con Tuonopugno. L’attacco elettrico colse di sorpresa sia Giuls che Togekiss, e la Pokémon Volante fu scagliata indietro.

“Che faccio ora?” Chiese, e l’allenatrice rifletté. Poi la richiamò, e schierò invece Lapras, aprendo la piscina. Il Pokémon Ghiaccio resistette a Tuonopugno, nonostante lo svantaggio, e scagliò Bora, che mandò al tappeto Druddigon. Haxorus rientrò quindi in campo e colpì con Dragartigli, sufficiente a finire lo scontro, anche se non veloce abbastanza da evitare un Geloraggio.

Togekiss rientrò e finì il lavoro, con una Forzasfera che mandò al tappeto il Pokémon già allo stremo. Poi un nuovo Druddigon entrò in campo. Il Pokémon scagliò Tossina e Levitoroccia, mentre subiva gli attacchi continui dell’avversaria.

“Togekiss, ce la puoi fare?”

“Direi di sì, ma poi dovrai fare a meno di me.”

“Non preoccuparti, hai già fatto molto.” Rispose la ragazza. Togekiss annuì e continuò a combattere, crollando per colpa della Tossina subito dopo la sconfitta di Druddigon.

Un terzo Druddigon entrò in campo, affrontando Lopunny. Lo scontro fu lungo, ma Lopunny ebbe la peggio per colpa di Cartavetro.

Giuls la richiamò, e osservò il Druddigon, già stanco, mandando in campo in risposta Venusaur. La Pokémon Erba scagliò una Fangobomba, un'enorme sfera di veleno che mandò al tappeto Druddigon.

Iris sorrise “Bene, ma vediamo come te la caverai ora.” E Hydreigon entrò in campo. Il Pokémon a tre teste preparò un Fuocobomba, che colpì… MegaVenusaur. Giuls sospirò. Per fortuna, aveva fatto in tempo. E per fortuna, non aveva deciso di usarlo con Lopunny.

Giuls lanciò un segnale. Non riusciva a parlare con Venusaur, ma riuscivano a capirsi con pochi segnali. La Pokémon Erba mescolò il veleno e lanciò una Fangobomba, che investì l’avversario e l’avvelenò. Poi incassò un Fuocobomba, seguito da un Gigassorbimento. L’attacco assorbì effettivamente energia all’avversario, ma due Fuocobomba successivi furono troppo per lei.

Iris sorrise… poi Hydreigon crollò.

“Come… Ma avrebbe dovuto avere più turni.” Poi le venne un sospetto e corse a controllare le registrazione, al momento in cui la Venusaur aveva usato Fangobomba.

“Hai mischiato Tossina nella Fangobomba perché mi iperavvelenasse senza che me ne accorgessi.” Capì Iris. Poi scoppiò a ridere “Sei proprio brava!” Esclamò, e le diede la medaglia “Ma un giorno, vedrai, sarò ancora più forte.”

Giuls sorrise e le strinse la mano. “Non vedo l’ora.”

Lo scontro di Ibis seguì lo schema dei precedenti. La ragazza riuscì a finire lo scontro all’ultimo, con una vittoria meritata di Chatot. Ma Giuls la vedeva cantare ogni tanto, e si chiese se la sua musica non facesse di più che solo incoraggiare i compagni.

'Ho visto tante di quelle cose strane, ormai, che non sarebbe strano.' Si chiese se fosse il caso chiedere, ma decise di non farlo. Se voleva tenerlo segreto, doveva avere i suoi motivi. Raggiunse la ragazza, e le due si scambiarono complimenti per lo scontro e si avviarono, salutando Iris.

Tornate al Centro Pokémon, l’Infermiera le chiamò.

“Un ragazzo mi ha chiesto di darvi questa.” Disse. Giuls osservò il messaggio.

“Giuls, scusa se non sono venuto in Palestra, ma mi hanno chiamato per aiutare in una missione. Sarò di ritorno domattina, proprio per aiutarti. A domani, Marisio. P.S. Di' a Ibis che la Lega non ci sarà, quindi può andare a cercare Meloetta. Fatti dare il numero, così possiamo contattarla se abbiamo informazioni.”

Giuls annuì, poi spiegò tutto a Ibis.

“Niente… Lega? Ma ne sei sicura?”

“Non vedo perché dovrebbe mentirmi.” Repricò la ragazza. Ibis annuì.

“Allora, temo che questo sia un arrivederci.” Disse la ragazza. Le due si scambiarono i numeri di telefono, e la ragazza si allontanò.

Giuls si chiese perché si sentisse tanto in colpa per lasciarla andare senza averle chiesto chi fosse.

 

Ibis sospirò. “Bene, allora…” E tirò fuori un telefono.

“Giano?” Chiese “Sono Ibis. Sai cosa succederà domani, vero?”

“Certo.” Rispose l’uomo “Se credono di essere davanti a noi, si sbagliano.”

“Ascolta… se domani N vincesse, cosa ne sarà di Giuls?” Chiese la ragazza.

“Niente.” Ibis sospirò di sollievo, poi le venne un dubbio “E se lo scoprisse?”

“Allora, se N vincesse, dovremo liberarci di lei. Ma è un se.”

E Ibis rimase lì, a riflettere su quei se.

 

Squadra: 20940b_adf33a7df2ab4753ae1fc62f48abbfaa~mv2.pngSamurottTogekissLaprasLopunnyVenusaur

Leggendari: Latias

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La Battaglia della Via Vittoria (parte 1)

“Che facciamo?” Chiese Palkia, riflettendo. Rayquaza sbadigliò.

“Io un piano ce l’ho, sei tu che devi trovare una scusa.” Replicò quello dopo un po’.

“E Heatran?”

“Farà quello che gli pare, ha settecento anni, non credo gli serva la balia.”

Palkia lo fissò “Ti rendi conto che tu sei letteralmente la balia di due Leggendari antichi come il mondo?”

“E sono migliorati molto in questi eoni.”

“Hanno quasi distrutto Hoenn due anni fa!” Esclamò il Leggendario.

“Ho detto che sono migliorati, mica che sono perfetti. Comunque, Heatran ha detto che troverà una scusa. Dice di essere un esperto bugiardo quando serve.”

Palkia sospirò “Va bene, io vedrò di trovare una scusa, ma vedi di non approfittartene.”

“Nah, se lo facessi subito lo sapresti immediatamente.”

Il Pokémon annuì e sparì in una frattura dimensionale. Rayquaza si stiracchiò, fissando l’alba. Poi, avvertì il richiamo famigliare.

“E bravo Hoopa, hai fatto il tuo dovere.” Commentò il drago.

 

“Cosa vuol dire che non puoi esserci?!” Chiese Draconix, chiaramente stanco dopo aver passato la notte a tenere d’occhio il passaggio per la Lega “Cosa dovrei fare contro Reshiram?”

“Mi spiace, ma Groudon e Kyogre stanno combattendo, devo andare a fermarli.”

“Ma non li avevi puniti proprio per questo?” Domandò il ragazzo.

“Eh, ma va sempre così, un paio di sec… di anni e tornano a lottare.”

Draconix sospirò “Almeno Heatran può restare, no?”

“Ehm…” Rispose il Leggendario.

“Cosa c’è?”

“Io devo… andare ad aiutare… perché… Groudon sta… maneggiando il magma… e ci vuole la mia esperienza.” Rispose Heatran, interrompendosi spesso. Rayquaza sospirò. 'Esperto bugiardo, dice lui.' Pensò, facendo attenzione a non farsi sentire da Draconix.

“Sta maneggiando il magma.” Disse intanto il ragazzo.

“Già.” Replicò Heatran.

“E non lo fa mai?”

“… Già.”

“E per questo devi intervenire.”

“Già.”

“Sono balle?”

“Gi… voglio dire, no!” Esclamò Heatran.

Draconix sospirò “Sentite, il vostro aiuto sarebbe molto importante, quindi se è solo perché non ne avete voglia…”

Rayquaza scosse la testa “No, no, Draconix, abbiamo una ragione molto importante, solo che non possiamo spiegartela. Comunque, Groudon e Kyogre stanno lottando davvero, quindi io devo andare.”

“E io vado ad aiutarlo.” Rispose Heatran. Rayquaza lo fulminò con lo sguardo.

Draconix sospirò “Va bene, va bene, andate pure. Comunque questa me la segno eh.”

“Prometto che ci faremo perdonare.” Rispose Rayquaza. E con questo chiuse la comunicazione.

“Grande interpretazione, non c’è che dire.” Disse ad Heatran.

“Ehi, ci ha lasciato andare.”

“Lo sai che ci serve che Draconix abbia fiducia in noi. Siamo ad Unima, ma ultimamente le sue visioni si sono ridotte, quindi dobbiamo sbrigarci.”

Il Pokémon annuì “Lo so, lo so, tutta la storia del cambiare e tutto quanto, tutte belle cose, ma non c’entra niente con questa cosa. Non sono bravo a mentire, e dovevo spiegargli perché non posso andare, quindi ho inventato una scusa.”

“La tua scusa è che Groudon sta maneggiando del magma! Una cosa che fa tutti i giorni!” Esclamò Rayquaza. Poi scosse la testa “Va bene, va bene, ci ha lasciato andare, ci assicureremo di ripagarlo, d’accordo. Adesso vado, che quei due devo fermarli davvero se lo sparring si fa troppo intenso.”

 

“E allora Kyogre, sei pronto?” Chiese Groudon.

“Al nostro primo match permesso da secoli? Prontissimo.”

Darkrai alzò la mano, e fece alcuni gesti con le mani.

“No, ci andremo piano, niente danni ambientali.” Rispose Groudon.

Il Pokémon fece altri gesti ed indicò la piattaforma di roccia su cui si era posizionato Groudon.

“No, non è un difetto tattico piazzarsi su una roccia in mezzo al mare.”

Il Pokémon lo fissò.

“D’accordo, forse è un po’ un difetto tattico, ma come faccio a renderla una lotta onesta se non gli lascio il mare?”

Darkrai indicò la spiaggia poco lontana.

“No, l’acqua è troppo bassa, non sarebbe giusto.” Disse Groudon.

Darkrai si mise a riflettere, poi indicò la roccia, e allargò le braccia.

“Farla più larga? Ma la distruggereb…”

“E allora, vogliamo cominciare?!” Gridò Kyogre.

“E stai calmo, che non c’è fretta!”

“Sì che c’è, Rayquaza ha detto che comunque a un certo punto viene a fermarci!”

“Oh adesso mi hai fatto arrabbiare!” Gridò Groudon, e caricò un Solarraggio.

Darkrai scosse la testa e si girò verso Hoopa, che tirò fuori da un portale un pacco di pop corn, e fece lo stesso gesto di prima.

“Ah, io ho lasciato perdere secoli fa l’idea di spiegarglielo.” Commentò il Pokémon Spettro, aprendo il pacchetto e gettandosene in bocca una manciata. Poi lo allungò verso Darkrai “Vuoi un po’?”

Darkrai annuì, ne afferrò una manciata e si girò a guardare, proprio mentre il Solarraggio partiva verso Kyogre.

 

Dialga era seduto a leggere in forma umana, quando all’improvviso sentì bussare alla porta. Il problema era che la sua dimensione non aveva porte. Dopo un secondo, si rese conto che qualcuno stava bussando sul labile confine della sua dimensione. E c’era solo un Pokémon in grado di farlo.

“Entra Palkia.”

Palkia gli comparve davanti.

“Ciao fratello.”

“Bando alle ciancie, cosa ti porta qui?”

“… Posso nascondermi a casa tua per le prossime sei ore?”

Dialga lo fissò “Prego?”

“Nascondermi a casa tua. Qui i messaggi di Dragozard non possono raggiungermi, sei il solo che può comunicare con l’esterno da qua dentro.”

“… Ti rendi conto che suoni come un liceale che sta facendo fuoco e chiede all’amico universitario di lasciarlo stare nel suo appartamento?”

“Interessante analogia. Adesso puoi lasciarmi stare qui?”

“Accomodati. Cosa posso offrirti da leggere? Quello che sto leggendo…”

E Dialga si lanciò in una dettagliata spiegazione del libro che stava leggendo. Palkia cominciò immediatamente a chiedersi se avrebbe fatto meglio a inventare una scusa con Dragozard.

 

“Palkia? Palkia?” Chiese Dragozard a bassa voce, senza ottenere risposta.

“Che succede?” Domandò N.

“Un mio compagno non risponde.” Disse Dragozard “E non capisco perché.”

N si mise a riflettere, poi scosse la testa “Non importa, sono certo tu sia comunque abile, anche senza questo tuo compagno.”

Così dicendo, N e Dragozard avanzarono sul percorso per la Via Vittoria, scortati da tre altri individui vestiti da ninja.

Poi, all’improvviso, qualcosa piombò davanti a loro dal cielo. Il Trio e Dragozard si lanciarono a proteggere N, che arretrò. Davanti a loro, era piombato un MegaCharizard X, che ruggì. Dietro di lui comparve un altro ragazzo, con un passamontagna sul volto.

“Andate avanti!” Gridò Dragozard “Lo fermo io!”

N annuì, e lui e gli altri tre si lanciarono avanti. Il ragazzo con il passamontagna aprì una Ball, e un Dragonite si lanciò contro di loro, seguito a ruota da un Salamence.

'Uno specialista Drago?' Si chiese Dragozard. Non gli veniva in mente nessuno con quella specializzazione. Intanto però schierò il proprio Charizard, che megaevolvette in un MegaCharizard Y, che con un ruggito colpì MegaCharizard X, seguito da Rhyperior e Weavile, che si lanciarono contro Dragonite e Salamence.

E si preparò allo scontro. Tanto, gli altri due stavano proteggendo N, e si fidava del fatto che avrebbero fatto del loro meglio.

 

'Un allenatore di Kanto e Johto? Dev’essere della vecchia guardia del Team Rocket.' Pensò Draconix, fissando l’altro. Sembrava giovane, ma evidentemente era abile, dato che i suoi pokémon gli tenevano testa.

Tanto, gli altri due stavano inseguendo N.

 

N fece un passo indietro, appena in tempo per schivare l’attacco di un Kabutops, che era spuntato dal nulla. Da dove era venuto gli fu chiaro quando un Aerodactyl piombò dal cielo su di loro. Il Trio Oscuro si preparò a lottare, ma in quel momento le loro ombre si agitarono, e ne uscirono un Gengar ed un Sableye. I Pokémon Spettro si lanciarono su Kabutops ed Aerodactyl, che rimasero sorpresi quanto bastava per permettere ad N ed al Trio Oscuro di insegurli. Si lanciarono al loro inseguimento, ma i due Spettri li rallentarono.

“Capisco. Ha fatto nascondere quegli Spettri nelle nostre ombre per assicurarsi che avessimo una scorta.” Pensò N “Quel ragazzo è veramente bravo. Spero che ce la faccia.” E così dicendo, entrò nella Via Vittoria.

 

“Non ci credo che non si sono resi conto di chi sono.” Commentò Arceus, fissando la scena.

“Comunicazione mancata a organismo Raziel. Scelta illogica.” Replicò Giratina.

“Ricordami perché ti ho invitato qui.”

“Non necessario. Onniscienza rende risposta inutile.”

Arceus sospirò “Lo so, lo so. Comunque, Gengar vuole imparare da te. Cosa ne dici?”

“Scelta efficiente. Organismo Giratina acconsente.”

“Ottimo. C’è altro.”

“Comunicazione di situazione a organismo Raziel. Scelta efficiente.”

“Non intendo dire a Raziel che due suoi amici fanno parte del Team Rocket!”

“Scelta illogica.”

“Sappi che se glielo ‘comunichi’, mi assicurerò di fartela pagare.”

“Scelta illogica. Organismo Giratina obbedisce per minacce.”

“Mi preoccupo solo dei sentimenti di Raziel. Rimarrebbe ferito.”

“Sentimenti inefficienti. Scelta illogica.”

“Al te!” Gridò Arceus “Vattene.” E Giratina sparì. Il Pokémon si mise a riflettere. Quella situazione era una delle conseguenze delle capacità di Raziel. Era per via della sua capacità di distruggere il destino che non riusciva a vedere come sarebbe finito quello scontro. Quei due ragazzi e i loro Pokémon avevano avuto a che fare con il ragazzo così tanto che le loro interazioni erano imprevedibili in una situazione così caotica.

“Sono troppo nervoso.” Commentò il Leggendario “Mi serve una camomilla.”

E una tazza gli comparì accanto. Arceus assunse forma umana e la bevve. “Me ne servirà di più.” Si disse, e ne comparve ancora. “Per certe cose, è bello essere un dio.” E ne bevve ancora mentre fissava lo scontro.

 

-Draconix-

Squadra:KabutopsAerodactylGyaradosDragoniteSalamenceCharizard

Leggendari:RayquazaHeatran

Medaglie:Trio BadgeBeetle BadgeBasic BadgeBolt BadgeFreeze Badge

-Dragozard-

Squadra:SableyeVileplumeWeavileRhyperiorGengarCharizard

Leggendari: Palkia

Medaglie:Trio BadgeFreeze BadgeJet BadgeQuake Badge

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La Battaglia della Via Vittoria (parte 2)

Draconix fissò il suo avversario. Era vestito come un ninja, col volto coperto da una bandana fin sotto gli occhi, quindi probabilmente era una delle guardie di N.

'A quest’ora Aerodactyl e Kabutops dovrebbero essere tornati.' Pensò 'Possibile che siano stati sconfitti? Quei due sono i miei combattenti corpo a corpo migliori, e dovevano solo catturare N e riportarmelo qui.'

All’inizio avrebbe voluto mandare anche Charizard, ma adesso era contento di aver scelto di tenerlo con sé. Il MegaCharizard Y dell’avversario era al suo livello, e anche gli altri Pokémon erano ben allenati, visto che riuscivano a tenere testa ai suoi.

'Effettivamente, se questo è un bodyguard solo, allora anche gli altri tre dovrebbero essere forti abbastanza da tenere a bada Aerodactyl e Kabutops. Dovrei correre dietro ad N, ma come faccio con questo qui che mi blocca la strada?'

I loro Pokèmon erano in perfetto pareggio. Il Rhyperior stava incassando tutto quello che l’avversario, Dragonite, gli tirava addosso, e quando ritornava i colpi faceva anche male. Quanto a Weavile, non poteva incassare, ma stava schivando ogni singolo colpo di Salamence, tenendolo in stallo.

 

Dragozard sorrise. Il suo avversario non era in grado di rompere il pareggio, ed era tutto quello che gli serviva. Appena fosse stato sicuro dell’arrivo di N nella Via Vittoria, avrebbe potuto allontanarsi.

'Missione facile.' Pensò il ragazzo 'Ma perché l’altro Team Rocket avrebbe mandato solo una persona ad attaccare N? Dovevano essere veramente sicuri di lui.'

Si chiese se c'entrasse qualcosa il fatto che Palkia non rispondesse.

I Pokémon dell’altro erano ben allenati, e stavano agevolmente tenendo testa ai suoi. Si chiese se fosse il caso di mandare anche il suo ultimo Pokémon, ma decise che gli conveniva tenerlo pronto nel caso l’altro usasse uno di quelli che gli rimanevano.

'Ma probabilmente due o tre dei suoi stanno inseguendo N e il Trio Oscuro, in caso contrario ne avrebbe già mandato in campo uno per portare la sfida a proprio vantaggio.'

Il ragazzo col passamontagna, perché un ragazzo doveva essere, doveva star pensando circa le stesse cose, perché teneva la mano pronta su una Ball ma non aveva ancora mandato in campo il Pokémon che conteneva.

 

'Forse dovrei mandarlo…' Pensò Draconix. Aveva portato Gyarados per sicurezza, e adesso pensava fosse il caso di usarlo, ma temeva che l’avversario avesse un buon Pokémon in risposta. Se avesse avuto un Pokémon Elettro, lo scontro sarebbe passato totalmente a suo vantaggio. Dopo aver riflettuto un momento, annuì e schierò il Pokémon Acqua.

 

'Non è un Drago.' Pensò Dragozard con sollievo, mandando Vileplume per rispondere all’attacco. Voleva dire che il suo avversario non era uno Specialista. Il che lo rendeva meno prevedibile.

'Se sono fortunato, ha mandato due Spettri dietro ad N. In quel caso, sono in una botte di ferro. Di certo i suoi non hanno affrontato Spettri del calibro di Raziel'.

 

“Tutto ciò ha dell’incredibile.” Commentò Dialga “Credo di non aver mai visto nulla del genere in tutti questi secoli.”

“Sta perdendo?” Chiese Palkia.

“Se ti interessa va' a vedere.”

“Certo, non vedo l’ora di far scoprire a Draconix che uno dei suoi amici è un membro del Neo Team Rocket.”

Dialga sospirò “Comunque sono perfettamente alla pari. Però Dragozard ha già vinto, se vogliamo guardare all’obbiettivo. N è fuggito nella Via Vittoria, e a meno che Aerodactyl o Kabutops riescano a scrollarsi di dosso Gengar e Sableye nei prossimi minuti, sarà troppo lontano per raggiungerlo, anche assumendo che non si perdano dentro la Via Vittoria e basta.”

In quel momento, Aerodactyl centrò con Alacciaio Sableye, e si lanciò nella Via Vittoria, ignorando gli avversari mandatigli contro dal Team Plasma, troppo deboli per danneggiarlo, e lasciando così Kabutops solo. Il Pokémon, vistosi circondato, si diede alla fuga, usando Fossa per scavare nel terreno ed allontanarsi. Gli Spettri e un gruppo di membri del Team Plasma inseguirono Aerodactyl.

“Ecco, ora non so chi vincerà.” Commentò Dialga “Aerodactyl è dietro ad N e Gengar e Sableye sono dietro a lui. Se riescono a raggiungerlo…”

 

Il Pokémon Volante nel frattempo stava volando con cautela ma decisione, stando attento a non colpire stalattiti, stalagmiti e colonne.

Sentiva gli inseguitori sempre più vicini, poi li vide. Gli occhi rossi del Gengar e le gemme del Sableye luccicavano minacciosi. E fu in quel momento che il Sableye fu colpito dal basso da una Fossa e scagliato verso l’alto, bloccando la strada anche a Gengar.

Aerodactyl si girò e fissò un momento Kabutops, ma quello agitò una delle falci, facendogli capire che doveva proseguire. Aerodactyl attese un momento, poi annuì e riprese il volo.

Kabutops si scagliò all’attacco. Solo contro tanti, le sue speranze di vittoria erano scarse, e non si illudeva certo che il Team Plasma si sarebbe arreso. Perciò, doveva colpire. Chiuse gli occhi, e cercò di chiamare a raccolta il proprio istinto. Chiuse gli occhi e sentì il cuore battere all’impazzata. Quando li riaprì, un feroce Kabutops aveva preso il suo posto. Attaccò con una furia mai vista, e gli avversari cominciarono ad arretrare.

 

Nel frattempo, Draconix fissava la visione che aveva davanti. Era successo all’improvviso, quando Salamence aveva parato un colpo. Si trovava su un campo di battaglia, con Rayquaza che volava sulla sua testa.

“Se voi e noi potessimo collaborare davvero, tutto questo non accadrebbe, non credi? Potremmo stringere patti, aiutarci a vicenda, e non soltanto tra Prescelto e Leggendario.”

“Non si può fare, purtroppo. E adesso pensa a Salamence, quel poveretto sta per esalare l’ultimo respiro.” Draconix, che scoprì di essere in armatura, si chinò e si sentì dire “Compagno di mile avventure e battaglie. Mi mancherai. Grazie per tutto ciò che hai fatto per me. E perdonami per non essermi preso cura di te come avrei dovuto.”

Salamence emise un verso, poi spirò.

E in quel momento Draconix tornò nel mondo reale, dove il suo Salamence teneva testa all’avversario con sicurezza.

“Rayquaza!” Chiamò meccanicamente, ma il Leggendario non c’era.

 

Aerodactyl fissò lo Zoroark. Era spuntato da un angolo, ed era forte. Lo scacciò indietro facilmente, ed N sparì definitivamente tra i Tunnel della Via Vittoria. Il Pokémon fece per attaccare, ma lo Zoroark mutò in Kabutops e puntò verso il corridoio dove il Pokémon Acqua stava combattendo da solo. Aerodactyl rifletté un momento, poi prese una decisione.

 

I due stavano ancora combattendo quando Aerodactyl e Kabutops si presentarono a mani vuote a Draconix. Il ragazzo li richiamò, poi saltò su Charizard. Questi prese subito il volo e richiamati gli altri Pokémon con grande rapidità Draconix fuggì. MegaCharizard Y fece per inseguirlo, ma Dragozard lo fermò. Aveva già deciso di non farlo. La loro missione era proteggere N e tanto avevano fatto. Il ragazzo fissò Draconix - anche se non sapeva fosse lui -  sparire, poi decise di correre dentro per riunirsi ad N. In quel momento il telefono squillò. Era Raziel. Dragozard ridacchiò “A quanto pare, è il momento di cambiare parte.”

 

Draconix era seduto su una collina, a riflettere. Cosa doveva fare? Proprio quando era convinto di essere a posto, ecco una nuova visione. E per di più nitidissima, come quella…

'Del Dream World.' Pensò 'Devo cercare di entrarci ancora. Finora avevo paura ed ho esitato, ma adesso… devo scoprire la verità. Che Rayquaza voglia dirmela o no.' In quel momento, il suo telefono si mise a squillare. Lo aprì, e vide il nome di Raziel.

 

“Ok, emergenza rientrata.” Disse Dialga. “Puoi andare. Dragozard ha vinto.”

Palkia sospirò di sollievo e si allontanò. “Ma sappi che è solo l’inizio.” Aggiunse in tono sibillino Dialga. E detto ciò, Palkia si ritrovò fuori dalla dimensione di Dialga.

 

-Draconix-

Squadra:KabutopsAerodactylGyaradosDragoniteSalamenceCharizard

Leggendari:RayquazaHeatran

Medaglie:Trio BadgeBeetle BadgeBasic BadgeBolt BadgeFreeze Badge

-Dragozard-

Squadra:SableyeVileplumeWeavileRhyperiorGengarCharizard

Leggendari: Palkia

Medaglie:Trio BadgeFreeze BadgeJet BadgeQuake Badge

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Inviato (modificato)

Darken: Prima della Lega

Darken aprì il Pokédex e si mise a leggere ad alta voce, senza mai prendere fiato.

"Bulbasaur Ivysaur Venusaur Charmander Charmeleon Charizard Squirtle Wartortle Blastoise Caterpie Metapod Butterfree Weedle Kakuna Beedrill Pidgey Pidgeotto Pidgeot Rattata Raticate Spearow Fearow Ekans Arbok Pikachu Raichu Sandshrew Sandslash Nidoran Nidorina Nidoqueen Nidoran Nidorino Nidoking Clefairy Clefable Vulpix Ninetales Jigglypuff Wigglytuff Zubat Golbat Oddish Gloom Vileplume Paras Parasect Venonat Venomoth Diglett Dugtrio Meowth Persian Psyduck Golduck Mankey Primeape Growlithe Arcanine Poliwag Poliwhirl Poliwrath Abra Kadabra Alakazam Machop Machoke Machamp Bellsprout Weepinbell Victreebel Tentacool Tentacruel Geodude Graveler Golem Ponyta Rapidash Slowpoke Slowbro Magnemite Magneton Farfetch'd Doduo Dodrio Seel Dewgong Grimer Muk Shellder Cloyster Gastly HaunterGengar Onix Drowzee Hypno Krabby Kingler Voltorb Electrode Exeggcute Exeggutor Cubone Marowak Hitmonlee Hitmonchan Lickitung KoffingWeezing Rhyhorn Rhydon Chansey Tangela Kangaskhan Horsea Seadra Goldeen Seaking Staryu Starmie Mr. Mime Scyther Jynx Electabuzz Magmar Pinsir Tauros Magikarp Gyarados Lapras Ditto Eevee Vaporeon Jolteon Flareon Porygon Omanyte Omastar Kabuto Kabutops Aerodactyl Snorlax Dratini Dragonair Dragonite Chikorita Bayleef Meganium Cyndaquil Quilava Typhlosion Totodile Croconaw Feraligatr Sentret Furret Hoothoot Noctowl Ledyba Ledian Spinarak Ariados Crobat Chinchou Lanturn Pichu Cleffa Igglybuff Togepi Togetic Natu Xatu Mareep Flaaffy Ampharos Bellossom Marill Azumarill Sudowoodo Politoed Hoppip Skiploom Jumpluff Aipom Sunkern Sunflora Yanma Wooper Quagsire Espeon Umbreon Murkrow Slowking Misdreavus Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Unown Wobbuffet Girafarig Pineco Forretress Dunsparce Gligar Steelix Snubbull Granbull Qwilfish Scizor Shuckle Heracross Sneasel Teddiursa Ursaring SlugmaMagcargo Swinub Piloswine Corsola Remoraid Octillery Delibird Mantine Skarmory Houndour Houndoom Kingdra Phanpy Donphan Porygon2 Stantler Smeargle Tyrogue Hitmontop Smoochum Elekid Magby Miltank Blissey Entei Larvitar Pupitar Tyranitar Treecko Grovyle Sceptile Torchic Combusken Blaziken Mudkip Marshtomp Swampert Poochyena Mightyena Zigzagoon Linoone Wurmple Silcoon Beautifly Cascoon Dustox Lotad Lombre Ludicolo Seedot Nuzleaf Shiftry Taillow Swellow Wingull Pelipper Ralts Kirlia Gardevoir Surskit Masquerain Shroomish Breloom Slakoth Vigoroth Slaking Nincada Ninjask Shedinja Whismur Loudred Exploud Makuhita Hariyama Azurill Nosepass Skitty Delcatty Sableye Mawile Aron Lairon Aggron Meditite Medicham Electrike Manectric Plusle Minun Volbeat Illumise Roselia Gulpin Swalot Carvanha SharpedoWailmer Wailord Numel Camerupt Torkoal Spoink Grumpig Spinda Trapinch Vibrava Flygon Cacnea Cacturne Swablu Altaria Zangoose Seviper Lunatone Solrock Barboach Whiscash Corphish Crawdaunt Baltoy Claydol Lileep Cradily Anorith Armaldo Feebas Milotic Castform CastformCastform Castform Kecleon Shuppet Banette Duskull Dusclops Tropius Chimecho Absol Wynaut Snorunt Glalie Spheal Sealeo Walrein Clamperl Huntail Gorebyss Relicanth Luvdisc Bagon Shelgon Salamence Beldum Metang Metagross Turtwig Grotle Torterra Chimchar Monferno Infernape Piplup Prinplup Empoleon Starly Staravia Staraptor Bidoof Bibarel Kricketot Kricketune Shinx Luxio Luxray Budew Roserade Cranidos Rampardos Shieldon Bastiodon Burmy Burmy Burmy Wormadam Wormadam Wormadam Mothim Combee Vespiquen Pachirisu Buizel Floatzel Cherubi Cherrim Shellos Shellos Gastrodon Gastrodon Ambipom Drifloon Drifblim Buneary Lopunny Mismagius Honchkrow Glameow Purugly Chingling Stunky Skuntank Bronzor Bronzong Bonsly Mime Jr. Happiny Chatot Spiritomb Gible Gabite Garchomp Munchlax Riolu Lucario Hippopotas Hippowdon Skorupi Drapion Croagunk Toxicroak Carnivine Finneon Lumineon Mantyke Snover Abomasnow Weavile Magnezone Lickilicky Rhyperior Tangrowth Electivire Magmortar Togekiss Yanmega Leafeon Glaceon Gliscor Mamoswine Porygon-Z Gallade Probopass Dusknoir Froslass Rotom Rotom Rotom Rotom Rotom Rotom Dialga Patrat Watchog Lillipup Herdier Stoutland Purrloin Liepard Pansage Simisage Pansear Simisear Panpour Simipour Munna Musharna PidoveTranquill Unfezant Unfezant Blitzle Zebstrika Roggenrola Boldore Gigalith Woobat Swoobat Drilbur Excadrill Audino Timburr Gurdurr Conkeldurr Tympole Palpitoad Seismitoad Throh Sawk Sewaddle Swadloon Leavanny Venipede Whirlipede Scolipede Cottonee Whimsicott Petilil Lilligant Basculin Basculin Sandile Krokorok Krookodile Darumaka Darmanitan Darmanitan Maractus Dwebble Crustle Scraggy Scrafty Sigilyph Yamask Cofagrigus Tirtouga Carracosta Archen Archeops Trubbish Garbodor Zorua Zoroark Minccino Cinccino Gothita Gothorita Gothitelle Solosis Duosion Reuniclus Ducklett Swanna Vanillite Vanillish Vanilluxe Deerling Sawsbuck Emolga Karrablast Escavalier Foongus Amoonguss Frillish Frillish Jellicent Jellicent Alomomola Joltik Galvantula Ferroseed Ferrothorn Klink Klang Klinklang Tynamo Eelektrik Eelektross Elgyem Beheeyem Litwick Lampent Chandelure Axew Fraxure Haxorus Cubchoo Beartic Cryogonal Shelmet Accelgor Stunfisk Mienfoo Mienshao Druddigon Golett Golurk Larvesta Volcarona.”

Lucinda lo guardò sorpresa “Che Giratina stai facendo?”

Darken fece per rispondere, ma lo sguardo impressionato di Entei e Azelf lo fece scoppiare a ridere.

“Non ci credo che l’ha fatto davvero.” Disse Azelf.

“Neanche io, scommetto che a metà ha tirato a indovinare.” Replicò Entei. Darken si limitò a continuare a ridere.

“Oh no, vi assicuro che vi ha detto tutti i Pokémon che possiede senza saltarne nemmeno uno. Ha persino contato le forme di Unown. Sto continuando a riguardare la scena per vedere se fa anche solo un errore ma non ne ha fatto mezzo.” Replicò Dialga, dalla sua dimensione. Darken a quel punto stava piangendo dal ridere.

“D’accordo, ma scommetto che non puoi fare la stessa cosa dicendo i soprannomi.” Rispose Azelf.

Darken si limitò a smettere di ridere e prendere fiato. “Darwin Linneum Flora Charlie Carmen Meleys Kamina Kittan Simon Catie Melly Free Atos Portos Aramis Jey Giotto Peat Fear Erica Deimos Fobos Dilos Kai Pika Ray Sanders Jason Ai Kazuha Ran Conan Eiji Shinichi Star Bill Kurama KushinaPufflord Tuffball Vlad Tepes Mandy Loombert Raphael Sara Sankarea Vinny Mothra Digda Trios Golden Platina Psydu Goldu Opachai Apachai Kiri Guardian Gurren Lagann Tengen Harry Yuri David Rey John Eddy Belle Weeb Victoria Zone Trevor Rocky Ravel Emet Applejack Asher Pal Bro Gyro BallBreaker Duccio Dodò Drior Sally Drew Moon Attila Lesh Lance Spook Polt Shadow Nio Kuba Binet Karb King Volta Tesla ExaggonPalmer Boomer Inko Bruce Jack Slicker Kofo Wezo Hornen Donnen Healer Tantalo Khaleesi Kuba Knysna Kohako Taisho Asteria Astrope Decroux Ruby Kanku Buzz Angmar Lucan Ros…”

“Ok, abbiamo capito!” Esclamò Entei.

“Fa quasi paura.” Commentò Dialga.

“Leva il quasi, è spaventoso.” Replicò Azelf.

“Aspetta, voglio provare una cosa.” Disse Entei “Ditto?

“Darren.” Rispose Darken

“Quilava?”

“Lavanda.”

“Houndoom?”

“Doomsday.”

“Honchkrow?”

“Giovanni, facilissimo.”

“Miltank?”

“Betsie.”

“Non ne sbaglia uno.” Replicò Dialga.

“Per forza, ci tengo a loro.” Disse Darken “Sono tutti i miei compagni. Certo, non posso combattere con tutti, ma posso fare del mio meglio per conoscerli a fondo. So che Star e Bill non si sopportano. So che Peat e Fobos sono rivali da anni. So che Lavanda è innamorata di Vesuvius…”

“Chi?” Chiese Azelf.

“Thyplosion.” Replicò Entei “Lui è figlio della Thyplosion di Giuls, mentre Lavanda gliel’ha scambiata un allenatore.”

“Oh, te lo ricordi. Come mai?”

“Un po’ di gossip, a volte vado a passare le giornate libere con i tuoi Pokémon e con quelli extra.

“Già a proposito, tu ci hai detto un nome, ma a volte hai più esemplari dello stesso Pokémon, no?”

Darken annuì “Certo, ma i nomi che ho elencato sono quelli dei miei primi esemplari per ogni stadio.”

“Confermo.” Disse Dialga.

“E non sei preoccupato per l’invecchiamento?” Chiese Azelf. Lucinda gli fece cenno di stare zitto, ma Darken scosse la testa.

“Beh, è il cerchio della vita. Non posso pretendere che i miei Pokémon vivano in eterno. Vero, potrei rinchiuderli nelle Ball e nei box, ma onestamente credo che sia giusto che possano vivere la loro vita anche fuori. Non che ci sia niente di male nelle Ball e nei box, anche lì possono interagire con gli altri Pokémon nel Box o almeno con gli altri che sono allacciati alla cintura. Ma quando consideri che, statistiche alla mano, il novantacinque per cento dei Pokémon, nelle Ball, usa la possibilità di vedere ciò che vuole durante la stasi per vedere cosa accade nel mondo esterno, si capisce che se possono scegliere preferiscono stare fuori.”

Lucinda annuì “Vero, per questo sono contenta di essere la tua fidanzata. Posso lasciare i miei Pokémon liberi da te quando non sto viaggiando.”

“Solo per questo?” Chiese Darken fingendosi offeso.

La ragazza ridacchiò e lo baciò sulla guancia “Uno dei motivi.”

“Però non ti preoccupano i Pokémon che vivono poco, come Free o Mothra?”

“Mothra in effetti non è il primo.” Rispose Darken, triste “Il primo è morto un anno fa. Adesso il suo successore è Mothra II. E come lui anche Catie III, Melly IV – in effetti, perché certi Pokémon Bozzolo non vogliano evolvere allo stadio adulto non lo capirò mai – e quanto a Free… Beh, anche lui non è eterno. Altri due o tre anni, forse quattro grazie alle Ball, e dovremo dirci addio.” Darken sospirò “Sarà un brutto momento, ma saperlo almeno mi prepara al futuro.

Lucinda ed Entei fulminarono Azelf con lo sguardo, e il Pokémon Psico si sentì parecchio in colpa.

Poi fu Dialga a parlare “Sai, eterno forse no, però potrei rallentare l’invecchiamento dei tuoi Pokémon. Almeno di quelli che vivono brevemente.”

Darken quasi inciampò. “Co-Cosa?”

“Beh, sì, potrei farlo. Usando i Cristalli che hai gentilmente recuperato e quelli che già possedevo, potrei almeno prolungare la loro vita di, credo, cinque, dieci anni, nel caso di Free. Potresti almeno rimandare l’inevitabile, anche se non c’è modo di fermarlo.”

Darken rimase in silenzio, poi sorrise “Se potessi davvero, ti prego, fallo, almeno per i Coleotteri. Anche i più longevi vivono tanto poco…”

“Contaci.” Rispose Dialga. “Ok, fatto.” Disse un secondo dopo.

“Come…”

“Ho semplicemente fatto comparire dei cristalli al tuo ranch un secondo fa e ho spiegato ai tuoi Pokémon cosa dovevano fare. E quindi li hanno presi o inghiottiti. Mi sono preso la libertà di darne uno a ciascuno, anche per i Pokémon che non ne avevano bisogno tipo Wartortle. Non servirà forse a niente, ma meglio non rischiare.”

Darken rimase a bocca aperta “Dialga, ti ho mai detto che ti amo?”

“Credo che Lucinda avrebbe da ridire a riguardo.” Rispose il Pokémon.

“Oh, e così mi tradisci con il tuo Leggendario?” Chiese la ragazza, fingendosi indignata come Darken poco prima.

“Sai che non potrei mai!” Rispose Darken con un finto gesto teatrale.

“Non ti credo.” Rispose la ragazza, continuando con la finta.

“E allora te lo mostrerò con un bacio.” Rispose quello.

Oh, ebbasta, mi sta venendo il diabete fulminante!” Gridò una voce dalle frasche. I tre si girarono e videro saltare fuori un giovane vestito da cavaliere. “Lord N mi ha ordinato di seguirvi. Avessi saputo che rischiavo la salute avrei rifiutato.” Continuò quello.

“Col dovuto rispetto, ma tu chi Giratina sei?” Chiese Darken.

“Solo un umile servitore di sua maestà, che mi ha chiesto di consegnarvi questo.” Rispose il ragazzo, porgendo loro una pergamena su cui era impresso un complesso sigillo. Subito dopo, ne porse un secondo.

“Cosa sono?”

“Il primo è una lettera privata di Lord N. Il secondo è un invito per lei e la sua damigella all’ascesa al trono di Lord N. Il nostro signore desidera che lei sia presente.”

“Oh… Grazie. Quando sarebbe ciò?”

“Domani mattina alla Lega.”

 “… Ma domani non c’è la Lega?”

Il ragazzo sorrise. “No, direi di no.” Replicò. E così dicendo si allontanò.

“Cosa dice l’altra lettera?” Chiese Lucinda.

Il ragazzo le aprì entrambe. La prima in effetti era un invito alla nomina di Lord N a Re di Unima, in quanto prescelto di Reshiram. La seconda, invece, era una lettera scritta da N.

“Caro Darken,” Iniziava “Ti scrivo questa lettera in segreto, mentre mio padre è impegnato. Da diverso tempo ho cominciato ad avere dubbi su quanto mi ha insegnato, e conoscere te e Raziel è servito solo ad amplificarli, anziché ad eliminarli come pensavo. Sono convinto che Raziel sia l’eroe che sono destinato a combattere, in quanto i suoi ideali sono forti. Tuttavia, sono anche convinto che tu sia la persona più misurata e intellettualmente onesta del vostro gruppo, oltre che quella che più vuole bene ai Pokémon indipendentemente dal loro tipo, aspetto o carattere. Perciò, ti chiedo di aiutarmi. Vieni all’incoronazione domattina, e senza dirlo ai tuoi amici aiutami a salvare i Pokémon. Domani intendo combattere con Raziel. Se dovessi vincere, ti voglio al mio fianco, per affrontare mio padre e convincerlo a cambiare i suoi progetti, e nel caso le cose vadano male per affrontarlo insieme a me. Se dovessi perdere, o se non dovessimo farcela a incontrarci, ti chiedo un favore: se nella confusione successiva dovessi incontrare un Saggio di nome Ross, le cui vesti rosse sono assai riconoscibili, ti chiedo di aiutarlo a fuggire. Ross è l’unico dei Sette che mi pare onestamente convinto della bontà delle mie azioni. Grazie, e a presto.

Natural Harmonia Grophius, Re di Unima e Compagno della Fiamma della Verità.”

Lucinda, Entei e Azelf lo guardarono.

“Quindi che vuoi fare?” Chiese la ragazza infine.

“Intanto andiamo.” Replicò Darken “Poi, deciderò.” E così dicendo i tre ripresero a camminare verso la Via Vittoria.

 

Squadra: DugtrioPoliwrathGalladeDusknoirEmpoleonSwampert

Leggendari: EnteiDialga

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt Badge

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Frak VS Iris

Frak osservò la palestra. Il drago che attraversava la stanza si sarebbe mosso in modo da permettere loro di sfidare i vari allenatori e, infine, il Capopalestra. Perciò, senza indugio, lui ed Astrid entrarono e in breve tempo raggiunsero il Capopalestra. Anzi, la Capopalestra.

“Benvenuti!” Esclamò la ragazza dai lunghi capelli scuri, sorridendo “Mi chiamo Iris, e sono la sostituta del Capopalestra a causa di impegni. Chi mi sta sfidando?”

Frak sorrise e si presentò. La ragazza annuì “Molto bene, molto bene, sarà una sfida sei contro sei per l’ottava medaglia allora.” Frak annuì edIris schierò Haxorus, a cui il ragazzo rispose con Druddigon, catturato la sera prima.

 Haxorus si lanciò contro Druddigon, e i Dragartigli impattarono in un clangore quasi metallico. Fu uno scambio continuo, colpo su colpo, poi all’unisono i due draghi arretrarono, per poi lanciarsi uno con Dragartigli contro l’altro con Dragofuria. L’impatto di energia draconica mandò lampi di luce viola in tutte le direzioni. Alla fine, a uscirne vincitore fu Druddigon, ma era chiaramente allo stremo.

Iris sorrise e schierò un secondo Haxorus, che colpì il terreno con la coda. Il Terremoto bastò a mandare al tappeto l’avversario. A quel punto, in campo entrò Darmanitan. Il Pokémon Fuoco balzò di lato schivando il Troppoforte e colpì l’avversario in pieno con Martelpugno, facendolo arretrare. Darmanitan poi caricò con Fuococarica, scontrandosi con un nuovo Troppoforte, e concluse con un Martelpugno che rispose a un Dragartigli, deviandolo. Lo scambio di colpi lasciò il Pokémon stanco, ma pose fine alla lotta.

A quel punto, in campo entrò Druddigon. Darmanitan colpì con Martelpugno, ma il colpo gli si ritorse contro a causa del Cartavetro dell’avversario, cui si aggiunse un rapido Dragartigli. Un secondo Dragartigli concluse la lotta.

Banette entrò in campo e si lanciò all’attacco con Ombrartigli, colpendo in pieno Druddigon ma dovendo poi arretrare per schivare Dragartigli, essendo stato inoltre danneggiato da Cartavetro. Poi cominciò a scagliare Palla Ombra. La sua agilità fu tale che fu colpito una sola volta da Dragartigli, mentre per il resto del tempo Palle Ombre colpirono l’avversario a ripetizione, fino a causarne la sconfitta.

In campo entrò poi un terzo Haxorus, che nonostante alcuni colpi andati a segno con Dragartigli fu sconfitto dagli Ombrartigli dell’avversario. Ma il vantaggio si rivelò breve.

Iris schierò infatti un secondo Druddigon, che si lanciò contro Banette con Tuonopugno seguito da Terremoto, sconfiggendolo schivando l’ultimo Ombrartigli. Frak rifletté poi mandò in campo Emboar. Il Pokémon Fuoco fu però sorpreso da un Terremoto, riuscendo a mandare a segno solo un’Idrovampata prima di essere sconfitto da un seconda Terremoto.

Frak lo richiamò e schierò Sandslash, notando con gioia che intanto l’avversario era stato colpito da una Scottatura. Sandslash colpì il terreno e Terremoto danneggiò gravemente il nemico, che parve resistere salvo essere sconfitto dalla Scottatura.

A quel punto entrò Hydreigon. Il Pokémon Buio lanciò un Dragopulsar, ma Sandslash schivò e colpì con Lacerazione. Lo scontro successivo fu estremamente intenso. Senza poter usare mosse Terra, Sandslash era costretto a schivare e colpire con Tritartigli o Lacerazione. Allo stesso tempo, la maggioranza delle mosse di Hydreigon mancavano il bersaglio, grazie alla sua velocità e alle sue discrete dimensioni. Quando due Dragopulsar centrarono Sandslash, Frak pensò fosse finita. Tuttavia, il Pokémon resistette e si lanciò in avanti con un attacco diretto al volto dell’avversario. Fu sufficiente e Hydreigon crollò. Frak tirò un sospiro di sollievo. L’ultimo Pokémon che si era portato dietro, dato che non si aspettava un Hydreigon, era Medicham, che sarebbe stata in netto svantaggio. Iris sorrise e consegnò al ragazzo la medaglia, congratulandosi.

Astrid fece lo stesso, poi i due uscirono dalla Palestra. Frak rimase intento a fissare la medaglia, mentre entrava al Centro Pokémon per curare la squadra.

“Senti Astrid… Cosa credi che dovrei fare?”

“Dici oltre a partecipare alla Lega?” Chiese la ragazza.

“Dico dopo aver partecipato alla Lega.” Rispose Frak. Poi la guardò “Per esempio, perché hai smesso di ottenere medaglie?”

Astrid rifletté “Perché ho smesso… Beh, perché non mi interessava più. Voglio fare altro nella vita. Non so cosa, ancora, e per il momento probabilmente mi manterrò partecipando a tornei e sfide varie, ma a lungo termine voglio fare altro.”

Frak sorrise “Io… quando sono arrivato qui, ero ancora un bambino. Nel mio mondo, fin da bambini si viene addestrati con le armi. Spada, lancia, ascia… Devi poterti difendere dai Pokémon, capisci? Non è un mondo in cui si convive. Qualcuno addestra i Pokémon, ma la maggior parte delle volte i viaggiatori devono combatterli con armi varie. Ma quando sono arrivato qui, ho realizzato che era un mondo diverso. Sandshrew… Anzi, Sandslash me l’ha fatto realizzare, salvandomi nel deserto. E ho capito che saper usare la spada non serviva a niente. Perciò, crescendo con lui, ho pensato che l’unica cosa che potessi fare era diventare un allenatore. Anche perché Hoopa non mi ha mai spiegato perché mi ha portato qui. Però adesso… dopo aver viaggiato tanto, e aver visto tante cose, penso che c’è altro che vorrei fare nella vita. Fosse anche solo aiutare gli altri.”

Astrid sorrise “In genere, un allenatore errante non segue tale lavoro a lungo. Di solito, dopo due o tre anni, trova lavoro in qualche struttura ufficiale, o abbandona del tutto l’attività. I tuoi amici in effetti sono speciali, visto che dopo cinque anni sono ancora in giro. Ma forse è questo che li rende tanto forti. Quello che voglio dire comunque è che se vuoi cambiare vita, puoi farlo.”

Frak annuì “Ci penserò.” E mise via la medaglia.

 

Squadra:MedichamSandslashDruddigonEmboarDarmanitanBanette

Leggendari: GroudonDarkrai

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt BadgeQuake BadgeJet BadgeFreeze Badge44.png

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