Concordo a grosso modo, però vorrei aggiungere una cosa: molti fanno il paragone con i film Pixar, DreamWorks, Disney eccetera dicendo che anche quelli sono per bambini, il problema è che anche questi prodotti per bambini vanno contestualizzati e catalogati. Voglio dire, prendo ad esempio due film che adoro: i due Zootropolis. I bambini non sono stupidi, di certo il messaggio contro le discriminazioni lo comprendono senza problemi, ma saranno anche in grado di riconoscere gli aspetti più politici, come la manipolazione mediatica e il controllo delle masse? Direi di no, perché è qualcosa che con estrema probabilità è a loro estraneo, ma gli adulti certo che li riconoscono. Questo perché quei film sono stati pensati tenendo conto anche degli adulti, ma non tutti i film d’animazione sono costruiti in questa maniera.
Inoltre, anche i giochi più narrativi di Mario (gli RPG) alla fine altro non sono che una favola leggera contornata da personaggi simpatici ma strutturata alla solita maniera: il cattivo di turno è arrivato a far casino, Mario e compagnia partono all’avventura per fermalo. Con queste premesse, non mi sarei mai aspettato un prodotto paragonabile a una riflessione filosofica come Soul o una sociale come Zootropolis.
E con questo non voglio dire che il film sia perfetto, ma solo che non ci si può approcciare come se avesse le intenzioni di essere profondo e poi non esserlo (tipo il film dei Puffi dell’anno scorso). È un po’ come il cibo: vorremo sempre mangiare ad un ristorante stellato, ma delle volte ci viene voglia di fermarsi al fast food e prenderci un bel hamburger tutto pieno e unto e ce lo godiamo. Di certo, nessuno metterebbe a paragone questo due pietanze come se si potessero scontrare. Allo stesso modo, come si ha voglia di vedersi un film impegnato e profondo, a volte si vuole solo passare un’ora spensierata