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DarkFoxChannel

[DarkFoxChannel] Numa Conquest [1-*]

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Salve a tutti. Dopo diverso tempo, eccomi di ritorno con una FF più o meno seria. Che dire? Mi ci sto impegnando davvero molto, e spero piaccia anche a voi.

No, se avete letto la mia prima, SCHIFOSAMENTE VOMITOSA FF, non c'entra nulla. Però mi piaceva come nome per la regione.

 

Capitolo 1: Draconix.

Spoiler

Draconix si svegliò presto, quasi due ore prima del solito. Come ogni volta che doveva fare qualcosa d’importante, era troppo eccitato per dormire. Ricordò quando, il giorno della vigilia di Natale qualche anno prima, si svegliò alle 5 di mattina. Inutile dire che quel giorno su PokéTube non uscirono video interessanti e non aveva voglia di fare altro. Ugualmente il giorno del suo compleanno. A quei pensieri sorrise, e si alzò. La sua stanza era abbastanza in ordine, a parte i quaderni di scuola sparsi sulla scrivania. Guardò sul comodino accanto al letto: mancavano ancora tre ore al suono della sveglia-Swablu. Probabilmente anche sua madre e suo padre ancora dormivano. Raccolse il telefono. Tre notifiche. “Enemy: Mi sono svegliato.”, “Andrew: Anche io, non riesco a dormire.” e “Gabriele: Pensavo di essere l’unico.”. Entrò nel gruppo WhatsApp e li salutò. Si accordarono per vedersi in piazza. Draconix si vestì di corsa, prese la sua tesina sui Pokémon di Tipo Drago e uscì. Probabilmente non sarebbe tornato prima della fatidica ora del diploma alla scuola Pokémon. Qualche minuto dopo giunse nella piazza di Dragoport, la città marittima in cui vivevano. –Riuscite a crederci?- chiese Enemy. Avevano tutti e quattro la stessa età. Enemy era un ragazzo di media altezza e magro. Portava sempre con sé degli occhiali da sole con le lenti arancio sulla fronte e aveva i capelli castani chiari. Era vestito con una maglietta verde, con disegnato un Decidueye che recitava “Hoennian scum, take my Fujin Yumi”. Abbastanza razzista come frase, ma in realtà era la citazione di un videogioco. Andrew invece era un po’ più alto e robusto, con i capelli scuri e ricci e un accenno di barba. Portava una semplice maglietta color Bounsweet. Gabriele era circa della stessa altezza di Enemy e Draconix e aveva i capelli scuri anche lui. Portava una maglietta con disegnato uno Jigglypuff che aveva in mano un Honedge. Altra citazione a un videogioco cui giocava tutto il gruppetto. -Ma Valentina?- chiese Draconix. Enemy rispose –Credo stia dormendo. Lei non si fa problemi a dormire neanche il giorno del diploma, vedo.- -Vabbé… la vostra tesina di che parla?- chiese Andrew. –La mia dei Pokémon di Tipo Acqua/Terra.- -La mia degli effetti dello scioglimento dei ghiacciai su Spheal, Sealeo e Walrein. Uh, i venditori di pompelmi stanno arrivando, sono quasi le sei.- disse Enemy. -La mia dei Pokémon che possono megaevolversi e delle conseguenze che comporta la megaevoluzione.- rispose Gabriele. -La mia invece… dei Tipi Drago… eh, un po’ semplice. Anche se parlo pure dei leggendari e faccio approfondimenti sui Pokémon semileggendari.- disse Draconix. -Non è male. C’è tanto da dire sui tipi Drago.- osservò Andrew. Gli altri due annuirono. Poi da un vicolo comparve, finalmente, Valentina. -Eccomi- disse, correndo al centro della piazza. -Stavi dormendo?- chiese Draconix, ironico. -Eh? No, non ho chiuso occhio, stanotte. Ho finito anche la terza stagione di Jojo.- rispose. Aveva i capelli castani e portava un cappello da lady bianco. La sua maglia era viola, con disegnato Iridio, un Allenatore molto famoso, e sotto la scritta “IT WAS ME, GLA-DIO-N”. -Vabbé, che facciamo allora?- chiese Gabriele. –Potremmo andare a scuola a studiare e a cercare su Internet qualche altro particolare dell’ultimo minuto. Magari c’è qualcun altro.- consigliò Valentina. Tutti accordarono e s’incamminarono per la scuola. –Quindi dopo il diploma verremo tutti trasferiti a Libertyburg… un po’ mi dispiace, sinceramente. Qui a Dragoport ci sono cresciuto. Anche se magari incontreremo mia sorella, Neko…- disse Andrew mentre camminavano per le vie. Un Rattata forma Alola, si rintanò in un tombino, mentre da un altro poco distante sbucò un grosso Raticate normale. Un Purrloin li guardava da sopra un’automobile, leccandosi la zampa con aria famelica. –Sì, anche a me. Nonostante non sia nata qui, ma a Olympia, è brutto lasciare il posto dove sono cresciuta.- Un Abra fluttuava in dormiveglia vicino a una bancarella, mentre un Poochyena appostato provava inutilmente a prenderlo. Finalmente sbucarono nella seconda piazza della città, Altaria place, una piazza dove chiunque poteva dare spettacolo con i suoi Pokémon. In quel momento, un Lopunny e un Raichu Forma Alola stavano combattendo. Alla fine della piazza, dopo una fontana che raffigurava, appunto, un Altaria, c’era la Scuola Pokémon, la migliore di Numa. Lì davanti era radunata una folla di studenti, tutti con le tesine in mano. Erano solo le sei e mezzo, mancava ancora più di un’ora per l’inizio dei diplomi. Tuttavia, a quanto pare pochi riuscivano a dormire. A Draconix arrivò una notifica sul cellulare: “Mamma: Dove sei?!” “Tranquilla, sono uscito con i miei compagni perché non riuscivo a dormire.” La rassicurò il ragazzo. Davanti al portone era ammassata un sacco di gente, tra cui molti amici e conoscenti dei quattro. Per esempio Forci e la sua mania per Infernape, tale che ci aveva basato la sua intera tesina, Raziel e i Tipi Spettro e Frak e Marjury, che stavano insieme da qualche mese. Mancava ancora Serena. Raziel e un altro ragazzo parlavano in maniera molto accesa di qualche argomento. Draconix riconobbe solo la parola “Megaevoluzione”. Forci chiacchierava con Frak e Marjury. Gli altri della scuola parlavano tra di loro, in terribile attesa. -Ehi, ciao!- disse Enemy, salutando con la mano in mezzo alla folla. Marjury, Frak e Forci si girarono e sorrisero, invitandoli ad unirsi alla discussione. Raziel invece era troppo impegnato con il tizio di prima, che aveva una maglietta che raffigurava Red, il Fletchling di Angry Birds. –Allora, come va? Siete in ansia?- chiese Frak. Tutti annuirono, com’era ovvio. Quello era probabilmente il giorno più importante di tutta la loro vita. Alle sette aprirono le porte, e per la prima volta aglio studenti fu permesso di entrare nella Zona Pokémon. Tutti erano entusiasti. Draconix andò subito nella zona Drago, per studiarli un po’ di più. Ovunque, sparsi nelle 18 zone recintate, c’erano studenti meravigliati che giravano. Nella zona Drago c’era una piccola grotta che procedeva sottoterra, qualche albero su cui riposavano Swablu e Altaria e un lago in cui nuotavano Horsea e le sue evoluzioni assieme a Dratini e Dragonair. Nella grotta sonnecchiava un Salamence, che Draconix studiò con meraviglia –ha artigli lunghi sei centimetri e mezzo e un’apertura alare di circa trecentoventi centimetri, scrisse sul foglio della tesina che riguardava Salamence- , circondato da Axew e Fraxure. Su una collinetta in mezzo agli alberi, un Dragonite riposava accovacciato con uno Swablu cromatico sulla spalla. Dragonite si lasciò studiare, senza aprire gli occhi. “Apertura alare di 155 centimetri, altezza di 240 centimetri” misurò ancora una volta. Uscì dalla zona Drago, dopo aver visto come si comportava Kingdra e averlo segnato. Enemy già si trovava all’entrata, con le braccia incrociate. –La zona ghiaccio è molto, troppo, fredda.- commentò. –Comunque sono riuscito a trovare buone informazioni su Spheal ed evoluzioni. Sono pronto per l’esame.- Andrew tornò con la macchina fotografica a tracolla. –Devo andare a stampare le foto di Quagsire e Swampert. Sono gli unici Pokémon Acqua-Terra che non avevo trovato a Dragoport. Ci vediamo dopo… Oh, sono le sette e cinquanta. Il nostro esame partirà dalle otto e mezzo…- corse via, verso la sala computer. Gabriele arrivò per ultimo, mezz’ora dopo. Era passato in tutte le zone per cercare Pokémon che potessero megaevolversi. Nel frattempo, tutti erano tornati dalle zone Pokémon. Vennero chiamati all’interno da Zach, l’insegnante di Strategia. –Sta per cominciare…- commentò Valentina. –Non ci hai detto di che parla la tua tesina- commentò Enemy. –Parla dei Pokémon che compaiono nei videogiochi, come Jigglypuff, Probopass, Prinplup, Turtonator…- rispose lei. –Draconix Dragdow- chiamò una voce. –Il tuo esame comncia. Recati nella palestra, grazie.- Draconix sembrò confuso. –La palestra…?- si disse, mentre salutava gli amici e seguiva l’insegnante.

 

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Capitolo 2: Diploma

Spoiler

-Ora ti consegneremo tre Pokémon, e tu dovrai sconfiggerne tre che ti manderemo contro, per dimostrare la tua adattibilità.-
Detto questo, il professor Zach gli porse tre Poké Ball, e ne prese altre tre da una stanza segreta nel muro.
-Pronto?- chiese. Il ragazzo annuì e lanciò una delle tre Poké Ball. Ne uscì un Honchkrow. Il professor Zach rispose con un Noctowl. –Tieni questi.- disse Mr. Otis, un altro professore. Gli aveva portato una sorta di occhiali 3D. Lui li indossò, e una voce gli disse: -Honchkrow conosce Sbigoattacco, Attacco d’ala, Sgomento, Ondacalda- lui annuì. Noctowl attaccò con Riduttore, cui Honchkrow rispose con un’Ondacalda che bloccò il nemico. Proseguì con Attacco d’ala, bloccato dall’Alacciaio del nemico. Noctowl piazzò un Riflesso, una sorta di barriera virtuale. Honchkrow colpì con Attacco d’ala, che in parte s’infranse sulla barriera. Noctowl rispose cominciando a caricare un attacco. Honchkrow andò attaccando con un Ondacalda, che bruciò il nemico. Il gufo si lanciò a tutta velocità con un Aeroattacco, ma Honchkrow lo precedette con Sbigoattacco. Il Pokémon buio crollò sotto l’attacco, ma Noctowl fece lo stesso per la bruciatura. I secondi Pokémon furono Breloom per Draconix e Skarmory per il professore. Breloom attaccò rapidamente con Spora, e subito il ragazzo lo ritirò, mandando in campo un Arcanine. Il Pokémon Leggenda attaccò con Fuocobomba e Sprizzalampo in rapida successione, mettendo in difficoltà il nemico, che tuttavia si rialzò, svegliandosi, e utilizzò Sganciapesi, diventando così veloce da essere quasi invisibile. Attaccò il nemico numerose volte con Baldeali, danneggiandolo gravemente ma cadendo presto per il contraccolpo. L’ultimo Pokémon di Zach era un Wigglytuff, che provò ad attaccare con Canto, ma venne colpito prima con Zuffa. Approfittando delle difese diminuite colpì con Corposcontro, e Arcanine crollò. A quel punto toccò a Breloom di nuovo, che venne duramente colpito con un attacco Carineria, a cui rispose con Contatore ponendo fine allo scontro. –Be’, direi che ti sei davvero adattato bene. Hai passato la parte di Strategia e Combattimento dell’esame a pieni voti.
Draconix annuì, sorridente, e seguì il Professor Zach nell’aula successiva.
Con sorpresa del ragazzo, ad aspettarli furono i Professori di Scienze e Biologia, che lo salutarono con un sorriso e lo condussero alla Zona Pokémon. Lì dovette cercare nelle zone i Pokémon descritti dai professori e scattargli una foto, senza che loro gli dicessero il tipo.
Lui dovette trovare uno Swablu (e per fare bella figura fotografò quello cromatico di prima), un Whirilipede e un Walrein.
Whirlipede fu il più complicato, ma alla fine lo trovò sotto un albero, mezzo nascosto in un cespuglio. Lo fece uscire con gentilezza e lo fotografò. Tornò dai professori, che approvarono le foto e lo promossero con 9/10, perché aveva cercato Swablu nell’habitat drago invece che in quello normale e volante. In effetti, forse avrebbe dovuto cercare i veri tipi di Swablu…
In ogni caso, arrivò all’ultima prova, la tesina orale.
-I Pokémon di Tipo Drago sono Pokémon molto antichi. Tutto cominciò dai primi tre Pokémon creati… Dialga, Palkia, e Giratina…
… poi, durante la preistoria, si svilupparono i Tyrantrum, predatori naturali dei Bastiodon e sovrani indiscussi di quell’epoca…
… infine, con la scoperta delle Megaevoluzioni, altre tre specie di draghi sono state scoperte: Charizard, Sceptile e Ampharos. I Pokémon drago sono mediamente i più potenti e secondi per numero di Pokémon leggendari e misteriosi. Gran parte dei Tipi Draghi sono rari e si trovano in aree sperdute del pianeta, come il fondo delle cascate Meteora o la Grotta Labirinto. Domare un Pokémon Drago è difficile, i due più pericolosi sono Hydreigon e Salamence. Il mio sogno… è catturare e domare proprio questi due Pokémon.
Immediatamente, tutti nella stanza ammutolirono. Poi partì un applauso. –Incredibile, mai vista tale precisione, si vede che ci hai messo passione. Sei promosso dalla scuola per allenatori con… il massimo dei voti!- l’applauso continuò dopo l’intervento della preside.
Draconix uscì soddisfatto dall’aula. Nel frattempo, Frak e Gabriele avevano finito l’esame con altri prof mentre Andrew e Valentina erano alla seconda prova ed Enemy e Forci alla prima. Parlò con Gabriele e Frak dei loro voti. Il primo aveva avuto 10/10, comunque un video di tutto rispetto anche senza la lode, mentre Frak 8.5/10. Un po’ deludente in realtà, ma sempre meglio dei soliti voti del ragazzo. Poco dopo tornarono Andrew e Valentina, il primo con 10 e lode e la seconda con 10. Draconix e Gabriele si congratularono con entrambi. Forci arrivò prima di Enemy. Aveva preso 8 perché la sua tesina era troppo corta e semplice, siccome parlava solo di Infernape. Infine arrivò Enemy, che aveva anche lui preso la lode. Marjury e Raziel arrivarono insieme. La prima aveva preso 9, il secondo la lode.
Il ragazzo con cui litigava prima l’amante degli spettri, quello con il Fletchling sulla maglietta, uscì senza dire il voto e se ne andò rapidamente dalla scuola. –Quindi, abbiamo tutti finito. E’ stato… più breve di quel che credessi.- commentò Enemy.
Uscirono dalla scuola insieme, Andrew, Enemy, Draconix, Gabriele, Valentina, Frak, Raziel, Forci e Marjury. Poi si ricordarono di Serena e rientrarono. La ragazza era uscita e li aspettava. Li guardò che entravano con aria imbronciata. –Vi eravate dimenticati di me?- chiese, arrabbiata. –N-No…- rispose Enemy cercando di essere convincente. –Comunque, ho preso dieci anche io. Andiamo tutti insieme, allora.- disse. Ancora una volta uscirono, stavolta davvero tutti insieme.
Il giorno dopo
-Oggi pomeriggio partirete per Libertyburg- li informò la preside. –preparate tutto, perché è dall’altra parte della regione e potrebbero volerci mesi per tornare.- ancora una volta, Draconix, Andrew, Gabriele, Valentina ed Enemy si incontrarono in piazza. –Quindi, oggi comincia la nostra nuova vita da allenatori. Siamo i giovani più brillanti della regione probabilmente, facciamoci valere. Avete pensato al Pokémon iniziale?- disse Draconix. –Io ho deciso di prendere un Mudkip, siccome è stato parte integrante del mio diploma.- rispose Andrew. –Io voglio partire con Rowlet- disse invece Valentina. Enemy decise di prendere un Froakie, mentre Gabriele voleva Chespin. –Io Treecko, per lo stesso motivo di Andrew.- disse infine Draconix.
Poi tutti tornarono a casa e si prepararono. La madre, Merice, ovviamente lo riempì di raccomandazioni, mentre il padre Anthony si limitò a una pacca sulla spalla, un abbraccio e un “Buona fortuna”.
Prese cinque magliette e cinque pantaloni, tanto ne avrebbe comprati tanti durante il viaggio, una T-Shirt in caso di caldo e un cappotto pesante in caso contrario. Si portò anche guanti, scarpe da ginnastica, da scalata, sciarpe e cappelli per ogni evenienza. Per ultimi prese il computer portatile, la macchina fotografica e il cellulare. Tutto ovviamente entrò nel bellissimo zaino che digitalizzava tutto. A quel punto, tornò in piazza, dove l’autobus che li avrebbe condotti all’aeroporto li aspettava. Vide Merice che si affacciava e gli mandava un bacio, affiancata dal Torracat cromatico e dalla Skitty da compagnia. Si sedette vicino a Enemy sull’autobus.
L’avventura cominciava da quel momento.

 

 

 

Pensavo di averla già linkata, mi sbagliavo.

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Capitolo 3: Starter

Spoiler

Non erano mai stati all’aeroporto. Era un posto spettacolare, un edificio così immenso che avrebbe potuto coprire metà Jungleburg solo con la sua superficie. E l’altra metà l’avrebbe occupata la pista di partenza e atterraggio degli aerei, colossi di ogni forma e dimensione.
Erano tutti dipinti per sembrare Pokémon: c’erano piccoli e velocissimi Crobat solo prenotati in casi particolari, enormi Yanmega per trasporti sulla regione di Numa e Latios e Latias per trasporti internazionali. Loro sarebbero saliti su uno dei Crobat. Avevano una cinquantina di posti ed erano prenotati per gite scolastiche e operazioni militari. Nessun aereo era più veloce di loro, che andavano alla stessa velocità del suono. L’autobus li portò direttamente sotto l’aereo, che seppur dieci volte più piccolo degli altri aveva sempre dimensioni rispettabili. Aveva otto motori, due su ogni ala, e un’elica sulla coda. La cabina del pilota era occupata da un uomo con un Raichu, che avrebbe dovuto fornire energia per l’aereo in casi estremi. Tutti gli studenti si accomodarono ai loro posti, e l’aereo cominciò a correre alla velocità di un’auto da corsa. Con un balzo fu a venti, trenta, cinquanta metri di altezza e le ruote scomparvero nel suo ventre. Poi i motori si attivarono e con un boato l’aereo scomparve nel cielo a velocità inimmaginabile.  
Sotto il Crobat sfrecciarono foreste, campagne, città: persino l’immensa Midmoon con i suoi grattacieli in qualche minuto scomparve dietro l’elica. Colosstown comparve, la città ai piedi del Monte Colossale, un’enorme città industriale, la seconda più ricca e grande di Numa. Anche la Montagna Magnetsnow sfilò sotto il Crobat, infine Magnetpull City. Con una bellissima virata, il Crobat scese in picchiata e rallentò all’ultimo, atterrando dolcemente all’aeroporto di Magnetpull City. –Eccoci. Il volo è stato magnifico.- commentò Andrew. –Già, nemmeno una minuscola turbolenza, tutto liscio.- concordò Draconix. Marjury e Frak si tenevano per mano, Forci dormiva e Raziel e il tizio con la maglia di Fletchling (che ora era di Chuck lo Zapdos) avevano avuto la sfortuna di trovarsi ancora vicini, e cominciarono a battibeccare su qualcos’altro. Non la smisero nemmeno mentre scendevano. Serena si stringeva a Enemy, avendo paura di volare. Poi, altri studenti, tutti quelli passati almeno con 8, alcuni erano indifferenti, alcuni ascoltavano musica, altri erano terrorizzati. Un’altra navetta li raccolse appena scesi dall’aereo e partì a tutta velocità verso Libertyburg.
Dopo pochi minuti, finalmente la città comparve all’orizzonte. La navetta si fermò davanti alle porte della città, li lascio lì e partì.
Di tacito accordo entrarono in città e si diressero verso il grande laboratorio del Prof. Maple, il più grande studioso della regione. Il professore, un uomo sulla quarantina con capelli rossi ricci che indossava un camice li accolse in piazza. –Ciao, futuri allenatori. Quindi, voi siete tutti quelli che hanno superato l’esame almeno con un otto. Prego, venite al mio laboratorio.- disse, sorridente. Libertyburg era una piccola cittadina di campagna, piena di stupendi alberi e vegetazione. Per le vie giravano Pokémon randagi come in ogni città, ma spesso Pokémon selvatici delle campagne e foreste circostanti entravano in città e venivano accolti con felicità dagli abitanti. Il laboratorio era l’edificio più grande del villaggio, dotato di una voliera, di un acquario e di un immenso cortile, dentro cui si intravedevano Pokémon di ogni forma e dimensione. Il professor Maple fece entrare gli studenti nel recinto dei Pokémon di terra, e venne subito accolto da una folla di Sentret, Pikachu e Bulbasaur. –Oh, oh, calmi ragazzi, devo portare questi allenatori a conoscere i loro primi Pokémon. Bene, potete trovare i Pokémon di Tipo Erba lì- disse indicando un boschetto –poi, i tipi Fuoco lì- questa volta indicò una zona senza erba con una piccola grotta –mentre per i Tipi Acqua seguitemi all’acquario.- finì, cominciando ad incamminarsi verso il laboratorio. Marjury ed Enemy si diressero con il professore all’acquario, mentre Frak girava un po’ indeciso. Serena guardava indecisa una Fennekin e un Litten, mentre Raziel e Valentina seguivano uno stormo di Rowlet in volo. Draconix trovò subito Treecko, appisolato in solitudine tra i rami più alti. Cominciò ad arrampicarsi sull’albero, ma Treecko si svegliò e saltò su un altro albero. Draconix saltò giù e cominciò ancora ad arrampicarsi. Treecko saltò su un altro albero. Il ragazzo continuò a seguirlo, e il Pokémon continuava a scappare.
Draconix scese per la settima volta da un albero, sbuffando, con le mani ferite. Non c’erano altri Treecko, e lui voleva assolutamente avere un Pokémon Legnogeco. Stringendo i denti, saltò ancora una volta su un albero e si arrampicò. Le sue dita stavamo per cedere, ma a quel punto, Treecko saltò giù dall’albero… Dritto sulla sua faccia. Caddero a terra, e Treecko si accovacciò sul suo petto, guardandolo. –Allora?- chiese, e il Legnogeco sorrise, scendendo e facendo alzare l’allenatore, per poi saltargli su una spalla. Draconix si diresse al centro della Zona Pokémon dolorante, stringendo le mani su un fazzoletto. Il Prof. Maple, tornato dall’acquario, si rabbuiò vedendolo così ferito. Il ragazzo, con un gesto della mano sfregiata, gli fece segno di non preoccuparsi. –Mi sono dovuto guadagnare la sua fiducia.- disse.
Enemy aveva un Froakie sulla spalla, e aveva la faccia completamente bagnata. Andrew stava accarezzando un Mudkip, ma sembrava non avesse dovuto lottare particolarmente. Raziel e Valentina tornarono con i loro Rowlet sulle spalle. Il tizio che litigava con Raziel aveva scelto un Torchic. Gabriele aveva optato per un Chespin e Forci per Chimchar. Infine, dopo tanta indecisione, Frak aveva scelto un Tepig e Serena il Litten.
-Quindi, avete tutti scelto e lo stesso hanno fatto i vostri Pokémon. Me lo aspettavo, se avete superato così brillantemente l’esame. Vi consiglio di allenarvi sul percorso tra Libertyburg e Magnetpull town, per poi sfidare la palestra della città.
-Insolito aprire una palestra nella stessa città dove vengono fatti partire gli Allenatori.- commentò Draconix. Maple annuì. –Abbiamo deciso di amministrare tutto in modo diverso per gli allenatori di questa regione.
Vennero congedati e uscirono dall’allevamento del laboratorio. –Ci vediamo.- disse subito il tizio con il Torchic. –Ah, comunque mi chiamo Eagle. Piacere.- si presentò, andando via.
-Quindi, cosa facciamo?- chiese Enemy. Frak sorrise. Draconix capì subito. –Beh… l’unica cosa possibile insieme ora che abbiamo dei Pokémon.
E così organizzarono un torneo, e cominciarono a combattere fino a tarda notte. Treecko contro Froakie, che si risolse in un pareggio. Rowlet contro Rowlet, vinse quello di Raziel. Tepig contro Chimchar, e vinse il Pokémon di Forci. Mudkip contro Chespin, ebbe la meglio Gabriele. E così via.
A quel punto, riposarono nell’hotel di Libertyburg (ogni hotel della regione era gratis per gli allenatori), e la prima, emozionante giornata d’avventura così finì.

 

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Capitolo 4: Palestra

Spoiler

Draconix si svegliò presto. Per quella prima notte, Treecko era rimasto fuori dalla Poké Ball con lui, e al suo risveglio lo osservava, sveglio, seduto sul davanzale della finestra. –Buongiorno- disse il ragazzo trasalendo. Il Legnogeco sorrise e saltò giù. Il suo allenatore cominciò a vestirsi. Indossò dei pantaloni da tuta, una maglietta con disegnato un Probopass che schiacciava un Turtonator, recitando “It’s a me, Probomario!” e delle scarpe della linea Victini. Raccolse lo zaino ed uscì seguito da Treecko. Come Maple aveva suggerito, si diresse alla via Liberty, che portava a Magnetpull town. La strada era protetta da delle staccionate, per chi non aveva Pokémon, ma c’erano cancelletti per andare a cercarne di selvatici. In mezzo ai fiori e ai cespugli si divertivano Hoppip, Bellsprout, Patrat, Zigzagoon, Skitty e Sunkern. Treecko cominciò ad allenarsi a suon di Dragospiro e Botta, fino a imparare anche Attacco Rapido. Poi, mentre Treecko avanzava nella prateria ai lati della strada, dai cespugli balzò fuori un Vulpix. Era una bellissima Vulpix, dal pelo lucido e dalle code molto più lunghe e folte del normale. “Caspita.” Pensò Draconix. Quello era probabilmente il Pokémon più bello ed elegante che avesse mai visto. “Be’…” pensò “Maple ci ha dato le Poké Ball proprio per questo…” Treecko ingaggiò Vulpix in una battaglia partendo con Dragospiro, evitato con un balzo aggraziato. La Pokémon rispose con Braciere, bloccato con un secondo Dragospiro. Il Legnogeco partì con Attacco Rapido, che cozzò con lo stesso attacco del nemico. La volpe balzò via e lanciò un altro Braciere, colpendo. Tuttavia Treecko balzò fuori dalle fiamme e con una Botta schiacciò a terra il nemico. Ancora una volta il Pokémon fuoco si rialzò e afferrò Treecko con i denti. Poi il suo intero corpo prese fuoco, venendo avvolto da fiamme blu. La Fuococarica partì, schiacciando a un albero Treecko, che crollò in un istante. Vulpix barcollò, esausta, e cadde roteando gli occhi. Draconix rimase per qualche secondo allibito, poi lanciò la Poké Ball e catturò senza problemi la volpe. Tornò a Libertyburg e andò dal Professor Maple, per curare i suoi Pokémon e dirgli della mossa di Vulpix. –Ah. Sai, purtroppo qui a Numa si stanno diffondendo strani eventi… C’è un’organizzazione di scienziati che anni fa cominciò un’orribile attività. Rapiva, senza usare le Poké Ball, e modificava geneticamente i Pokémon selvatici o li costringeva ad accoppiarsi tra specie diverse, per esempio Arcanine con Lucario per insegnare ai Growlithe selvatici Zuffa. Pensavano in questo modo di aiutare alcuni allenatori consegnandoli direttamente a loro, ma si rese conto che in questo modo i Pokémon potevano fuggire e accoppiarsi in natura, moltiplicandosi a dismisura. A questo punto, l’organizzazione cominciò a catturare in massa questi Pokémon modificati e a deportarli a Hoenn. E’ una ferita nella storia di Numa, e nessuno può negarla perché ancora ne esistono esempi a Numa, perché catturarono i genitori ma non i loro figli e le uova, credendoli Pokémon normali. Ora quell’organizzazione di scienziati non esiste più, il governo di Numa l’ha sciolta e ha punito gravemente gli ideatori del “Progetto PP”, cioè “Progetto Pokémon Perfetti”. Alcuni sostengono che alcuni agiscano nell’ombra per continuare l’attività. A ogni modo, tieniti stretto quel Vulpix.- smise di parlare. -Oh…- mormorò Draconix. Non se la sentì di dire altro. Guardò la Poké Ball di Vulpix, sentendo senza volerlo un moto di disprezzo, non verso Vulpix ma verso gli scienziati. Uscì dal laboratorio e proseguì l’allenamento di Treecko e Vulpix, poi si diresse alla palestra di Libertyburg. Era una grande cupola di vetro, con dentro una zona Pokémon come quella del laboratorio, anche se in mezzo erano scavati tre campi di battaglia di sabbia. C’erano alberi di ogni tipo e quello che stupì Draconix fu che c’erano solo Pokémon di tipo Normale: Aipom appesi agli alberi, Pidgey, Hoothoot e altri volavano in giro e Bidoof vicino al lago, insieme a tanti altri, stava raccogliendo dei bastoncini. Nei campi di battaglia erano sistemati tre allenatori, e in fondo alla palestra su un palco rialzato il Capopalestra. Portava appuntata sulla camicia la medaglia della palestra, indossava una camicia bianca e dei jeans blu scuri. Aveva capelli a caschetto castani e scarpe da ginnastica nere; infine portava degli occhiali con le lenti rotonde. Draconix entrò, gridando: -Sono qui per sfidare la mia prima palestra!- Non rimase senza risposta. I tre allenatori si misero in posizione, il capopalestra incrociò le braccia e sorrise. –Sconfiggi i miei tre apprendisti, se ci riesci, e potrai sfidarmi.- La prima sfida partì, contro un’allenatrice in divisa scolastica. Lei mandò in campo un Litleo, lasciando sorpreso lo sfidante. A quanto pare, usavano Pokémon di ogni tipo. Mandò in campo Treecko. Il leoncino lanciò un attacco Braciere, bloccato e respinto con Dragospiro. Il colpo spedì all’indietro Litleo, che venne facilmente colpito con una Botta che lo fece rotolare fuori dal campo. Il tipo fuoco si rialzò e lanciò un Urlo, indebolendo l’Attacco Rapido successivo del Legnogeco, che comunque colpì in pieno. Litleo artigliò il terreno per tenersi fermo e bloccò Treecko con un Morso, per poi lanciarlo via e colpirlo con Braciere. Il tipo Erba resistette a stento, rotolando per terra, ed evitò una Bottintesta, per poi saltare su un albero e colpire con Dragospiro. Il leoncino provò a lanciare un Braciere, ma si trovò paralizzato, e dopo l’Attacco rapido successivo crollò. Il capopalestra si congratulò e permise a Draconix di curare Treecko. Il secondo allenatore aveva un Helioptile, sconfitto rapidamente da Vulpix, e la terza un Bibarel, sconfitto con l’appena imparato Megassorbimento del Legnogeco. -Bene, hai sconfitto anche Laura e il suo Bibarel. Piacere, io sono Kendal, il capopalestra. Cominciamo la lotta. Due contro due?- chiese. -Va bene.- annuì Draconix. Kendal mandò in campo un Rattata forma Alola, che già vedeva nelle vie di Dragoport all’alba mentre tornava nelle tane, oppure la sera mentre usciva. Tuttavia, quel Rattata era rosso invece che nero. Lo sfidante mandò in campo Treecko. Il capopalestra sorrise, e la lotta cominciò. Treecko usò Dragospiro, e il Topo lo schivò e attaccò con Morso. Il Legnogeco lo bloccò con Botta per temerlo fermo e lo colpì in testa con Megassorbimento. Di nuovo Kendal sorrise, e Rattata si divincolò e cominciò a rotolare. Poi il suo pelo prese fuoco. Il Ruotafuoco investì Treecko e lo fece schiantare nella sabbia. Si rialzò a fatica e si lanciò all’attacco. Il nemico provò ad usare Ombrartigli, ma il Tipo erba rotolò di lato, avvicinandosi al laghetto nella palestra. Kendal non lo notò, e ordinò al Pokémon di ripetere il Ruotafuoco. A qualche secondo dall’impatto, il Legnogeco balzò all’indietro e colpì con Botta la superficie del lago, alzando un muro d’acqua. Con un urlo, le fiamme si spensero e il Topo venne investito e stordito dall’acqua. Con la Botta successiva, Treecko pose fine al combattimento. Kendal mandò in campo Aipom come secondo Pokémon. Treecko colpì con Attacco Rapido, incassato dal nemico che rispose con un violento Doppiosmash. Il Legnogeco reagì con Megassorbimento, ancora una volta incassato senza troppi problemi. Il Pokémon viola rispose con Codacciaio, che Treecko evitò di striscio. Il colpo successivo, una Botta, venne bloccato dalla mano-coda di Aipom, che storse il polso del Tipo Erba, che con un urlo crollò al Doppiosmash successivo. A quel punto, tutto era nelle mani di Vulpix, che scese in campo in tutta la sua eleganza. Kendal si rabbuiò. –Quel Vulpix… è del Progetto PP. Proprio come il mio Rattata.- Draconix rimase sorpreso prima, per il fatto che il capopalestra aveva riconosciuto Vulpix, e poi sconvolto perché il Rattata cromatico era anch’esso del Progetto PP. -Cosa? Rattata faceva parte del progetto…?- chiese. –Esatto. Gli scienziati volevano che i Rattata venissero considerati dagli allenatori che avessero… comprato – mise particolare enfasi e disprezzo nell’ultima parola – i loro Pokémon. Per questo presero parte del codice genetico dei Chimchar e dei Cyndaquil, quello per le mosse, e lo iniettarono in due Raticate normali e in due Forma Alola. A quel punto, nacque una colonia di Rattata; tra quelli Forma Alola, molti presero il colore rossiccio dai Chimchar siccome nel loro codice genetico hanno il colore rosso della versione cromatica. Dopo lo scioglimento della compagnia, erano rimasti solo i Rattata forma Alola, quelli normali erano stati deportati a Hoenn. Perciò ne presi uno, con il permesso degli altri Capi. La cosa più sconvolgente è che… I Rattata forma Alola non possono imparare Ruotafuoco, perciò questo è uno dei più barbarici e abominevoli esperimenti. Comunque, continuiamo la lotta-. Draconix annuì. Scosso, e ordinò a Vulpix di usare Attacco Rapido. Quando Aipom si preparò a bloccare il colpo, l’attacco mutò in una Fuococarica che investì il tipo normale. Con un’esplosione Vulpix volò all’indietro, mentre Aipom barcollava. “Contrattacco!” si maledisse Draconix. Aveva già usato quella mossa, durante l’esame, e ora gli si rivoltava contro. Entrambi i Pokémon barcollavano visibilmente. “Non posso contare su Fuococarica.” Si disse Draconix. Vulpix cominciò a correre in cerchio, attorno ad Aipom. Il Tipo Normale provò a fermare la sua corsa lanciandosi in avanti e prevedendo la sua mossa, poi lanciò Codacciaio. Vulpix rispose con Braciere, che rallentò il colpo. La volpe balzò sulla mano-coda e colpì il nemico in testa con Attacco Rapido. La scimmia crollò con un lamento. -Bene, strategie eccellenti. Ti sei meritato la medaglia Ambizione.- Kendal gli consegnò una medaglia, che era la stilizzazione del volto del suo Rattata visto frontalmente. Uscì dalla palestra e si diresse all’hotel per dormire, ma vide qualcosa di sospetto che si muoveva nel cortile del laboratorio.

 

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Capitolo 5: Progetto PP

Spoiler

Dopo qualche rapida cura con il macchinario del laboratorio, Draconix uscì silenziosamente nella Zona Pokémon. Non appena aprì la porta, un terrorizzato Charmander si lanciò nel laboratorio.
-Ehi, dove vai piccoletto. Il capo ti vuole per il PPP2. Vieni qua, non vorrai che il mio Galvantula ti prenda.- a Draconix si gelò il sangue. Volevano rapire quel Charmander… E poi… PPP2… immediatamente capì per cosa stava il nome. C’era poca probabilità di sbagliarsi, dopo ciò che gli aveva detto Maple durante la giornata. Progetto Pokémon Perfetti 2. –Altolà!- gridò. –Non vi lascerò rubare quel Pokémon!
A quel punto un Galvantula si lanciò contro di lui. Charmander lo fermò con Braciere, mentre Vulpix e Treecko uscivano dalle ball da soli e colpivano con Attacco Rapido. –Oh, bene, vedo che il Prof. Maple è troppo impegnato per occuparsene di persona. Nessun problema. Anzi, anche meglio, sarà facile sconfiggere uno dei suoi alunni…-
In quel momento, Galvantula colpì Charmander con Millebave, ma l’attacco venne bloccato dal Braciere di Vulpix, che poi attaccò con Fuococarica il ragno elettrico, che barcollò all’indietro, con una scottatura sull’addome. Attaccò con Ronzio, ma Treecko si abbassò evitando la vibrazione e colpì il nemico in testa con Botta. Il ragno afferrò il Legnogeco e lo colpì con Fulmine e Ronzio in rapida successione. Treecko era sul punto di crollare, ma Charmander e Vulpix misero KO il nemico con un Braciere congiunto. –Vattene. Non avrai nulla.- intimò Draconix, ma il tizio non ne voleva sapere. Mandò in campo un Pawniard, che provò ad attaccare con Ghigliottina Treecko, il quale tuttavia rotolò di lato e lo colpì con Dragospiro paralizzandolo. Vulpix lo fece fuori con la Fuococarica successiva. –E va bene, non sono gradito. Ma non finisce qui.- mandò in campo un Weezing che scatenò una nube. Charmander si strinse a Draconix per non venire preso, ma il nemico era davvero scomparso. –Bene, piccolo. D’ora in poi stai più attento a queste persone… ora ti lascio. Mi raccomando, stai attento. Domattina racconterò tutto a Maple.
Draconix tornò davvero all’hotel, dopo aver curato i suoi Pokémon. Si mise il pigiama che raffigurava Dratini tanti Dratini piccoli – se ne vergognava, ma sua madre gli aveva comprato solo pigiami così.
“Oggi mi metterò in viaggio verso Magnetpull” pensò Draconix appena sveglio. Si lavò e vestì rapidamente e uscì dall’hotel
Due cose catturarono la sua attenzione. La prima, fu un altro autobus della linea “Liroselia” ferma davanti al laboratorio che stava facendo scendere dei ragazzi. La seconda fu Enemy accanto a Maple, con accanto un Frogadier e un Drilbur. Appena lo vide lo salutò e si avvicinò. –Ehilà, Enemy. Vedo che va tutto benissimo.- commentò, vedendo il suo starter evoluto e un nuovo Pokémon. Lui annuì. -Il Rattata Forma Alola di Kendal era strano…- disse. –Davvero? Era solo cromatico.- rispose Draconix. –No, intendo… usava Ruotafuoco. La sera sono andato a cercare su internet e solo la forma normale può apprendere Ruotafuoco.-
Allora Draconix capì che Enemy aveva già intuito qualcosa e gli spiegò tutto. –E’ una cosa orribile.- dichiarò semplicemente, dopo qualche attimo di silenzio per metabolizzare. Nel frattempo, gli allenatori appena scesi – quelli di altre classi che avevano fatto l’esame dopo – stavano scegliendo i loro Pokémon. Uno di loro uscì quasi subito. Era alto e magro e aveva vestiti scuri. La maglietta raffigurava un Duskull, con sotto scritto in caratteri strani “Undertale”. Sulla sua testa si era comodamente posato uno Snivy. Li salutò appena uscì. –Già vi conosco, vero?- chiese. Draconix annuì. –Ciao Federico.- il ragazzo ormai aveva come soprannome Sans, come il Duskull del suo videogioco preferito, ma Draconix continuava a chiamarlo per nome.  –Ciao, Draco ed Enemy. Mi dispiace non essere partito con voi. Appena posso vi raggiungo, quindi aspettatemi.- così concluse e se ne andò verso via Liberty. –Stavi aiutando Maple a fare cosa?- chiese Draconix. –Nel cortile c’erano segni di lotta ed ero il più vicino. Mi ha chiesto di aiutarlo a pulire.- rispose. L’altro si morse il labbro. –Ero venuto proprio a dire questo al Prof. Ieri notte è entrato nel cortile un tizio con un Galvantula che voleva catturare un Charmander per il PPP2.- Enemy annuì. –Maple lo sospettava, vedendo erba bruciata. Ma tu hai un Pokémon Fuoco ora, quindi?-
Per tutta risposta, Draconix mandò in campo Vulpix. –Questo Vulpix è nato da due genitori del Progetto PP.- disse. In quel momento Maple uscì. –Ho sentito ciò che vi siete detti. Draconix, Enemy, siete tra i miei studenti migliori. Vi prego di mantenere il segreto finché non sarà strettamente necessario rivelarlo a tutti, ok?- i due annuirono, confusi. Poi salutarono il Prof e si avviarono verso Magnetpull town. Con la prima medaglia poterono passare verso la seconda parte di Via Liberty. La zona non era fiorita come la prima parte, e in alcuni punti l’erba scompariva per dar posto a rocce e massi. Houndour si muovevano in gruppo, seguendo uno Stantler ignaro, mentre i Geodude attaccavano le loro controparti di Alola per accaparrarsi i posti migliori sulle rocce, al sole. I primi erano in netta superiorità numerica, pensò Draconix. Poi i ragazzi videro un Lillipup e un Rockruff che si azzuffavano, e intervennero per fermarli, anche perché un gruppo di spettatori indesiderati si stava radunando: Houndour, magrissimi Houndour con la bava alla bocca e la lingua penzoloni. Frogadier e Treecko scesero in campo. Il primo allontanò gli Houndour con degli attacchi Bolla, mentre il secondo colpì con Botta in mezzo ai due litiganti, cercando di allontanarli l’uno dall’altro. Rokcurff rispose con un Rogodenti e lo lanciò contro Lillipup, che con un Gigaimpatto lo colpì sulla schiena mettendolo KO. Rockruff approfittò di quel momento e attaccò il nemico con un Fulmindenti sotto la gola. Il Lillipup guaì, ma il tipo Roccia fu sbalzato via da un Idropulsar, e roteando su sé stesso a mezz’aria cadde a terra. –Sono… altri Pokémon del progetto PP…- disse sgomento Draconix. –Però… Gigaimpatto non è una mossa uovo. Forse gli hanno iniettato il DNA di un Pokémon adulto…- Nel frattempo, Lillipup si era ripreso e si era lanciato contro Rockruff con un Gigaimpatto. Tuttavia, a metà strada, venne fermato dalla Fuococarica di Vulpix. Si alzò un polverone, e Lillipup era l’unico KO. Invece, Rockruff finì al tappeto con un secondo Idropulsar. –Io catturo Rockruff.- disse Draconix, e lanciò una Poké Ball, prendendolo senza problemi. Lo stesso fece Enemy con Lillipup. –Dobbiamo fargli fare pace?- chiese l’allenatore di Rockruff. L’altro scrollò le spalle. –Solo se vogliono.-
Detto questo, si avvicinarono sempre di più a Magnetpull town. Al lato della strada era comparso il fiume che partiva dal Monte Colosso, attraversava con una curva la parte sud-ovest della regione e si lanciava prima nel Lago di Fairyport e poi nel mare nordoccidentale.
Lungo il corso d’acqua riposavano sull’erba riscaldata dal sole Tympole e Wooper, mentre degli Electrike guidati da un pigro Manectric pattugliavano la zona in cerco di prede. Nel fiume videro anche saltare qualche Magikarp e la sagoma di un enorme Pokémon sott’acqua. –Ecco Magnetpull- disse Enemy, indicando le porte ormai vicine della città. Magnetpull era un importante centro industriale, che produceva grazie a un affluente del fiume Colosso una gran quantità di Energia elettrica. Ci si poteva trovare anche un museo di fossili, anche rivitalizzati, trovati nel vicino Monte Magnetsnow. A quel punto, i due si divisero. Enemy andò al monte ad allenare il nuovo acquisto, mentre Draconix preferì visitare prima il museo dei fossili. Vide dei bellissimi esemplari, tra Archen, Archeops e Aerodactyl che volavano in un’immensa voliera, e perfino un Tyrantrum che dormiva placidamente circondato da Tyrunt al piano terra. Poi il ragazzo visitò l’acquario, dove oltre a fossili come Omastar e Carracosta c’erano anche Mantine, Dewgong e Lumineon. Non riuscì a vedere Milotic, che a detta del guardiano dell’acquario era molto schivo, siccome qualche ladro aveva provato a rapirlo per la sua bellezza.
Andò a cenare al Centro Pokémon, poi cercò l’hotel, si mise il pigiama e si addormentò.

 

 

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Capitolo 6: Palestra di Magnetpull

Spoiler

Draconix si diresse verso il monte Magnetsnow per un po’ di allenamento. In quel posto erano quasi assenti i Geodude nella loro forma normale, mentre l’ambiente era adatto per quelli in forma Alola. Si vedevano fluttuare in giro anche Magnemite e Magneton, mentre i Nosepass zampettavano in giro in cerca di pietre magnetizzate. Un Pokémon Bussola ne trovò una, e toccandola diventò istantaneamente un Probopass. Comunque, i Geodude erano perfetti per allenare Treecko, che li sconfisse facilmente con i suoi attacchi. Vide anche un Sableye che si aggirava furtivamente intorno ad un mucchio di pietre. Trovò anche qualche allenatore che cercava di potenziare i suoi Pokémon, come un montanaro che faceva allenare il suo Machop contro i nemici. Lo sfidò, e Treecko vinse facilmente. Trovò anche un pescatore che cercava Pokémon in un lago interno. Mandò in campo un Chinchou, che Treecko sconfisse facilmente, seguito da un Tentacool che fu leggermente più ostico. Guardando bene nel lago interno della grotta, riuscì a vedere un Relicanth che nuotava sul fondo, lentamente. Dei Chinchou illuminavano l’acqua. Salendo delle scale scolpite nella roccia, Draconix arrivò su un piano per metà congelato: c’erano Carbink che placidamente sonnecchiavano all’ombra dei muri, mentre un Gabite li osservava dall’ombra di una nicchia nella parete, leccandosi le labbra. Nella parte congelata, un po’ rialzata, c’erano dei Sandshrew nella loro forma Alola che rotolavano e scivolavano sul ghiaccio. Appesi al soffitto Zubat e Golbat. Dei Vanillite fluttuavano in giro. Provò a salire ancora di più, ma un Allenatore lo fermò. –Solo chi ha la medaglia Magnetismo può passare.- disse. Allora, Draconix scese dal monte allenandosi ancora un po’, poi si diresse alla palestra di Magnetpull. Entrò nella palestra, situata in una vecchia centrale elettrica abbandonata. Subito cominciò a sfidare gli allenatori: il primo aveva un Pichu, che ben poco poté contro Rockruff. Il secondo ebbe una dignitosa battaglia tra Blitzle e Treecko, che riuscì a mettere in difficoltà con Nitrocarica. Il terzo usò invece un Magneton, che nonostante l’evoluzione perse lo scontro con Vulpix. A quel punto, era il turno del capopalestra. Il campo di battaglia era in un’altra stanza, separata dal resto della palestra da un portone ben decorato. Draconix entrò, e vide che il capopalestra era impegnato: stava ritirando il suo ultimo Pokémon, appena mandato KO dal Drilbur di Enemy. Tuttavia, il ragazzo non riuscì a capire chi il capopalestra avesse usato, ma doveva essere forte, siccome anche Drilbur non era messo molto bene. –Bella lotta- disse l’uomo, vestito come Kendal ma con una felpa gialla aperta sopra la camicia. –Ti sei meritato la medaglia Magnetismo.- disse, prendendo una medaglia e consegnandola a Enemy, mentre si aggiustava i capelli scuri, pettinati con un ciuffo verso l’alto. Enemy ringraziò ed uscì. –Oh, ciao, non mi ero accorto fossi entrato. Sta attento, usa strategie molto astute.- gli disse Enemy, mentre ritirava Drilbur e usciva. –Un nuovo sfidante. Hai già sconfitto gli allenatori?- chiese il capopalestra. Lui annuì. –Bene. Mi presento, mi chiamo Luxor. Un tre contro tre come il tuo amico di prima?- l’allenatore annuì ancora. Luxor mandò in campo Joltik, cui Draconix rispose con Rockruff. Il ragnetto partì subito con Rete Vischiosa, poi provò ad attaccare con Forbice X, ma venne bloccato e preso al volo con Rogodenti. Prima che il Cagnolino stringesse le fauci, il Tipo Elettrò uso Protezione e sgusciò immediatamente fuori, attaccando con Fulmine. Il tipo Roccia attaccò con Sassata, ma il ragno evitò ancora una volta e attaccò con Velenocroce. “Progetto PP.” Pensò Draconix, mentre Rockruff balzava all’indietro per evitare il colpo. Il minuscolo nemico usò Doppioteam e ogni copia balzò contro Rockruff, che saltò e usò Sassata verso il basso. Il colpo distrusse le copie, ma il cane si accorse dello Joltik vero che aveva usato Fossa e stava balzando verso di lui dal lato. Colpì con Rogodenti con velocità fulminea, e il povero ragnetto non poté fare niente, cadendo esausto. Il Pokémon successivo di Luxor fu uno Stunfisk. La scelta non colse impreparato il cagnolino, che si avventò sul nemico con un Gelodenti. Il capopalestra, al contrario, fu sorpreso e si rabbuiò. Probabilmente, vedendo che il Tipo Roccia possedeva due morsi elementali, aveva capito la verità. Lo Stunfisk incassò il colpo e brillò di rosso. “Pazienza”. Draconix ordinò a Rockruff di stare fermo, e dopo essere diventato color magma, Stunfisk spedì una sfera di energia contro Rockruff, che la evitò e attaccò ancora con Gelodenti. Contorcendo il corpo, la sogliola balzò all’indietro e colpì con Pantanobomba. Rockruff venne sbalzato via con un guaito, ma non volle arrendersi. Si lanciò con furia verso il nemico, evitando un’altra Pantanobomba, e colpì a raffica con Gelodenti. Draconix e il Pokémon si accorsero troppo tardi di Pazienza, e il cagnolino non fece in tempo a spostarsi e venne sbalzato via dal colpo, crollando all’istante. La scelta di Draconix fu Vulpix, che subito si avventò sul nemico con Attacco Rapido, poi con Braciere. Stunfisk usò Rimbalzo, con Vulpix sopra la schiena, e alla massima altezza che raggiunse si capovolse, provando a schiacciare la volpe, che tuttavia si aggrappò alla sua pinna e a sua volta capovolse il tipo terra, trovandosi ancora una volta sopra di lui, balzò e venne avvolto dal fuoco blu, e scese in picchiata con Fuococarica. In un disperato, ultimo tentativo, Stunfisk usò una Pantanobomba che evaporò a contatto con l’attacco. I due Pokémon precipitarono e si schiantarono a terra, alzando un polverone. Vulpix ne uscì barcollando, mentre Stunfisk era schiacciato in un piccolo cratere, esausto. Luxor lo ritirò e mandò in campo un Jolteon. Vulpix provò ad attaccare con Attacco Rapido, ma il nemico era molto più veloce e lo investì con lo stesso atatcco. Il Pokémon Elettrico provò ad attaccare con Doppiocalcio, ma la volpe lo evitò e colpì al petto con Braciere. Quello non si fermò e attaccò con Ondashock, che seguì Vulpix fino a colpirla. Jolteon pensò di averla in pugno, ma lei si riprese subito e colpì al petto con un altro Attacco Rapido, facendo cadere all’indietro Jolteon e colpendolo con un altro Braciere sul ventre. Il Missilspillo successivo, tuttavia, mise un freno alla lotta, mettendo il Tipo Fuoco KO. Draconix mandò in campo Treecko, che subitò attaccò con Dragospiro; Jolteon rispose con Missilspillo, e i due attacchi rimasero in parità. Il tipo Elettro balzò in avanti e provò a colpire con Doppiocalcio, ma Treecko scivolò dietro il nemico e gli balzò sulla schiena, colpendolo a raffica con Megassorbimento. Jolteon drizzò i peli sul dorso, lanciando Treecko in aria con un Missilspillo. Il Legnogeco atterrò rovinosamente, ma si rialzò e si lanciò con un Attacco Rapido. Jolteon fece la stessa mossa, e i due attacchi collisero, rimanendo in parità qualche secondo. Poi il tipo erba balzò all’indietro e sferrò un rapidissimo Dragospiro che avvolse Jolteon lanciandolo via. Un altro Missilspillo squarciò il respiro draconico e colpì con un’altra violenta raffica Treecko. Il tipo Erba sembrò crollare, ma poi piantò i piedi e con un grido venne avvolto dalla luce. Dopo qualche secondo, al suo posto si ergeva un Grovyle. Il neo-evoluto si lanciò con un Tagliofuria, che fece a pezzi i Missilspilli e crebbe sempre più di potenza, fino a scontrarsi con Ondashock. Lentamente, il Tipo Erba avanzò, mentre le scosse lo colpivano debolmente. Il Pokémon Elettrico, allora, si lanciò in avanti con Doppiocalcio. Le zampe del Pokémon impattarono contro il muso di Grovyle nello stesso momento in cui le sue lame colpivano il nemico al collo. Entrambi vennero sbalzati all’indietro. Grovyle si rialzò, mentre Jolteon crollò a terra. –Una lotta davvero entusiasmante. Ti sei meritato la medaglia Magnetismo, tieni.- e gli porse una medaglia, la stessa che aveva appuntata al petto. Raffigurava un fulmine che passava attraverso una calamita. -Comunque, ho visto che avevi due Pokémon del Progetto PP. Come il mio Joltik. Immagino che Maple te lo abbia detto… solo le persone più importanti della regione lo sanno. Sappi che alcuni Pokémon non sono del Progetto PP nonostante le mosse uovo, ad esempio il tuo Treecko. Per riconoscere un Progetto PP puoi vedere le sue caratteristiche fisiche, come il mio Joltik che ha artigli più lunghi del normale per potenziare la sua Velenocroce, o il tuo Rockruff che ha un muso più lungo e denti più affilati. Comunque, ora vai. Ora puoi arrivare al terzo piano del Monte Magnetsnow e attraversarlo per arrivare a Fairy Lake.- Draconix uscì dalla palestra e vide Sans che entrava in città, affiancato da un Servine e un Duskull. Lo salutò con la mano e andò a dormire, visto che durante lo scontro con Luxor era arrivata la notte.

 

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Capitolo 7: Fairyport o Crown town?

Spoiler

-Quindi, che avete intenzione di fare?- chiese Draconix agli amici. Gabriele stava dando da mangiare ai suoi Pokémon, Quilladin e Riolu, ed Andrew coccolava Marshtomp. –Possiamo andare sia a Fairyport, oltre il Monte Magnetsnow, che a Crown town, attraversando il bosco a est di Libertyburg.- disse Valentina, indicando le due città sulla mappa. –A Fairyport la palestra è di Tipo Folletto, Crown town invece ne ha una di Tipo Volante , e da lì possiamo passare facilmente a Goldport e poi a Jungleburg e sfidare la sua Palestra Erba. Da Jungleburg, attraversando la Giungla nuvolosa possiamo tornare a Dragoport e sfidare la palestra, anche se dicono che usi Pokémon fortissimi anche per allenatori che sfidano la palestra per la loro quarta o quinta medaglia. Quindi io suggerirei di andare da Fairyport a Silverport, per poi andare a Olympia con la sua palestra di Tipo Lotta e dirigerci a Colosstown con la palestra di Tipo Acciaio. Da lì ci basta scendere il fiume e possiamo andare a Jungleburg e affrontare la palestra Drago di Dragoport per ultima.- disse Draconix. –Midmoon non ha una palestra?- chiese Gabriele. Andrew scosse la testa. –I capipalestra l’avrebbero considerata privilegiata. Quindi, andiamo tutti a Fairyport o ci dividiamo?- chiese. -Ovunque vada, i miei Pokémon attuali sono leggermente svantaggiati contro la palestra. Però, contro i Tipi Folletto, Quilladin può cavarsela meglio, perciò credo andrò lì.- disse Gabriele. Invece, Valentina rispose –Le mie ultime catture, Archen e Blitzle, potrebbero facilmente sconfiggere la Palestra di Crown town, perciò andrò lì.- -Io invece andrò a Fairyport. Da Silverport, poi, posso raggiungere le Isole d’Argento, dove si dice vivano alcuni Pokémon Drago che m’interessano.- rispose Draconix. Andrew decise di andare a Crown city, perché i suoi Marshtomp e Larvitar sarebbero stati meglio contro la palestra di Tipo Volante. Invece, Enemy decise di andare a Fairyport perché gli interessavano Pokémon che poteva trovare lì intorno. Così, decisero di dividersi. Gabriele, Draconix ed Enemy salutarono Andrew e Valentina, che tornarono indietro verso Libertyburg. Invece, gli altri tre si diressero al monte Magnetsnow. Superarono i primi due piani, già visitati, ma con nuovi allenatori. Uno usava un Dwebble e uno Scraggy, uno un Darumaka e un Growlithe. Poi tutti e tre fecero vedere la medaglia al guardiano e salirono al terzo piano del monte. Trovarono uno Sneasel, che Enemy catturò subito. Rallentarono il passo, perché il ragazzo voleva allenare il suo nuovo acquisto. Videro un Gible che correva a nascondersi, un Clefairy che cantava e, in mezzo alla neve e alle stalattiti, dei Bergmite combattevano tra di loro. Un altro allenatore mandò in campo un Vanillish, che venne rapidamente sconfitto dallo Sneasel di Enemy. Poi, giunsero in vista dell’uscita, una scala che portava all’apertura naturale del monte a circa 200 metri di altezza. Salirono e si trovarono in mezzo alla neve, con un freddo tremendo. –Ugh, non mi aspettavo che così in basso facesse così freddo- disse Draconix, prendendo lo zaino e tirandone fuori il cappotto pesante. Proseguirono la camminata. Nella neve camminavano Cubchoo e Delibird, e Draconix scorse un Cryogonal fluttuare dietro gli alberi. –Qui dovrebbe vivere Vulpix forma Alola.- disse Draconix. –Voi andate avanti, io lo cerco.- disse. Gabriele ed Enemy ne approfittarono per allenarsi. Draconix cominciò a cercare, in quel bellissimo paesaggio. Il cielo era grigio, ma non del solito grigio cupo: era un grigio-violetto, una lastra uniforme che copriva il cielo. La neve scendeva a fiocchi, lenta, coprendo gli alberi e la terra di una coltre di morbido candore. In quel paesaggio, i Pokémon si sentivano a loro agio: Cubchoo, Snover, Cryogonal, Vanillite… ma nessuno di loro era quello che Draconix cercava. Poi vide qualcosa di biondo e arancione che correva: lo riconobbe, era un Combusken. Lo seguì, e trovò Eagle, un suo conoscente, che insieme al suo starter stava cercando qualcosa. –Ehi, Eagle.- lo salutò. Lui si girò. –Oh, ciao. Sto cercando un Delibird, ne hai visti?- chiese. –Sì, ce n’era uno sotto quell’albero. Ehi, ti va una lotta?- chiese. Lui si strinse nelle spalle. –Perché no?- disse. Mandò in campo Trumbeak, cui Draconix rispose con Rockruff. Trumbeak attaccò con Semitraglia, e il cagnolino lo bloccò con Rogodenti e si lanciò sul nemico con Gelodenti. Il tipo volante colpì con una zampa usando Spaccaroccia, che il tipo Roccia evitò all’ultimo, per poi balzare e colpire. L’uccello volò in alto e lanciò a terra Rockruff, per poi attaccare nuovamente con Spaccaroccia, nuovamente evitata. Il cagnolino bloccò Trumbeak con una Rocciotomba e lo finì con Gelodenti. Il secondo Pokémon fu Honchkrow. Draconix ritirò il cagnolino e mandò in campo Vulpix. La volpe attaccò con Braciere, evitato facilmente, e il corvo rispose con Sgomento, facendo tentennare il tipo Fuoco per poi colpirlo con Attacco d’Ala. Vulpix rispose con un Braciere seguito da un Attacco Rapido. Il tipo Buio roteò su sé stesso lanciando via il tipo Fuoco, che usò Fuococarica. Honchkrow si lanciò con Attacco d’Ala. Gli attacchi si scontrarono, ed entrambi i Pokémon crollarono. Eagle mandò in campo Combusken, e Draconix nuovamente Rockruff. Il Rampollo attaccò con Doppiocalcio, e vitato, cui il cane rispose con Fulmindenti. Combusken si lanciò mordere un braccio per attaccare a distanza ravvicinata con Lanciafiamme. Rockruff saltò all’indietro e attaccò con Rocciotomba, ma ogni masso venne distrutto con un Doppiocalcio. Poi si lanciò contro il cane e lo mise KO con Breccia. Draconix mandò in campo Grovyle e gli fece usare la sua nuova mossa, Aeroassalto. Combusken rispose con Beccata. I due Pokémon vennero sbalzati via, e il Rampollo colpì con Lanciafiamme. Il tipo Erba evitò e attaccò con un altro Aeroassalto, poi con Attacco Rapido e Megassorbimento di fila. Combusken attaccò con Breccia, Grovyle con Tagliofuria. Cominciarono a scambiarsi colpi rapidissimi, ma il Tagliofuria diventò sempre più potente, fino a contrastare Breccia e a colpire il Rampollo in testa. Il tipo Fuoco provò a colpire con Lanciafiamme, ma con un lamento crollò. –Bella lotta. Ora, potresti portarmi dal Delibird?- disse semplicemente Eagle, ritirando Combusken e curando gli altri due. Draconix lo portò vicino all’albero dopo aver curato i suoi Pokémon, dove il Delibird stava ancora riposando. –Senti, per ricambiarmi il favore, per caso hai visto un Vulpix Alola?- chiese Draconix, mentre Eagle catturava Delibird. –Sì.- rispose. –Lì, c’è un masso di quelli per far evolvere Eevee in Glaceon. Lì ci sono un Vulpix e una Vulpix Forma Alola. Dovrebbe essere ancora lì in zona.- disse, poi lo salutò e se ne andò verso i piedi del monte. Draconix andò verso quel masso gelato, e in effetti trovò i Vulpix. Però trovò anche un tizio vestito come quello che aveva provato a rubare il Charmander, affiancato da un Ferrothorn che cercava di legare i due, che tuttavia si difendevano a suon di Ventogelato. Rockruff uscì da solo dalla Poké Ball e si lanciò sul Ferrothorn attaccando con Rogodenti. Le spine lo ferirono, ma lui strinse le fauci sempre con più forza. Una delle braccia lo colpì con Ferrartigli, facendogli fare un volo e facendolo cadere con il muso nella neve. Si rialzò e attaccò ancora una volta, evitando le braccia del nemico e sfiancandolo a suon di Rogodenti. Alla fine, con le fauci sanguinanti per le spine, stava in piedi sul Ferrothorn KO. –ROCKRUFF!- gridò Draconix, vedendo le sue ferite. L’allenatore del Ferrothorn lo ritirò e mandò in campo Beedrill, che provò a colpire con Velenpuntura il cagnolino per finirlo, ma la Vulpix Forma Alola si mise davanti a lui e con un Extrasenso lo bloccò. Poi, con una combinazione di Rocciotomba e Ventogelato, Beedrill crollò. –Ehi, tu, ritira il tuo cagnetto, sto lavorando.- disse il tizio. –So qual è il vostro lavoro, ed è un abominio, e non vi lascerò che sfruttiate questi poveri Pokémon per il vostro scopo.-rispose lui. -Noi siamo del Team Cannon. Miriamo a conquistare Numa e a migliorarla. E tu, di sicuro non farai parte della Numa migliore, così come i tuoi Pokémon.- così dicendo, mando in campo Gurdurr, che colpì con la sua trave Rockruff e la Vulpix. La seconda rotolò sulla neve e stava per precipitare dalla montagna, ma Rockruff, che si era fermato prima, le morse la coda e cominciò a tirarla su. Gurdurr corse verso di loro e stava per colpire di nuovo entrambi, ma Rockruff lanciò via la Vulpix e incassò il colpo da solo. Il cagnolino rimase steso, con uno squarcio aperto nel fianco e nelle mascelle. –ROCKRUFF! NO!- gridò Draconix, mentre Gurdurr abbassava di nuovo la trave. Però stavolta, il colpo non arrivò. Una luce avvolse Rockruff, che si rialzò sotto forma di un Lycanroc forma Giorno, che scattò in avanti colpendo con Fulmindenti e Gelodenti in rapida successione. Addentò con Rogodenti la trave di Gurdurr e la fece roteare colpendolo in testa. Il tipo Lotta crollò. Lycanroc, dopo la scarica di adrenalina dell’evoluzione, fece lo stesso, sanguinando dal fianco e dalle mascelle. La Vulpix gli si avvicinò e gli leccò il muso, preoccupata. Il tizio del Team Cannon si era volatilizzato assieme al Gurdurr. Draconix ritirò il Lycanroc e cominciò a correre.

 

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Capitolo 8: Emergenza

Spoiler

Le gambe di Draconix stavano per cedere. Correva da mezz’ora, aveva appena sceso il monte. “Io vi aspetto in città, Rockruff – anzi, Lycanroc, è rimasto gravemente ferito.” Aveva scritto su WhatsApp a Gabriele ed Enemy. Finalmente, la neve scomparve e lasciò il posto a erba intirizzita dal freddo. Poco dopo, giunse in vista della città. Le gambe urlavano protesta, un urlo a squarciagola che gli risuonava nella testa. Ma non poteva fermarsi. Ignorò i Pokémon sulla strada, alcuni Litwick e un Gastly, anche se avrebbe voluto catturare un Litwick. Non si era accorto neanche della creaturina che lo seguiva zampettando. Corse nel centro Pokémon, e davanti al bancone si fermò. Le gambe gli tremarono e rischiò di crollare a terra, ma resistette. Ci mise quasi un minuto a riprendere fiato e a riuscire a parlare, ma spiegò tutto all’infermiera e gli consegnò la Poké Ball di Lycanroc.  Seguì a passo lento la dottoressa che portava sulla barella il lupo, il quale respirava affannosamente e ancora sanguinava da bocca e fianco. In sala, una sala di quelle adibite apposta per i Pokémon feriti gravemente, che venivano curati fuori dalla Poké Ball, aspettavano un’altra infermiera, una Chansey e un Audino. Lycanroc venne steso sul letto, e Draconix se ne andò. Non riusciva a vedere il suo Pokémon in quello stato un secondo di più, né tantomeno vedere l’infermiera che gli cuciva le ferite. Fu quando si girò che si accorse della Vulpix. Ansimante, l’aveva seguito per tutto il tragitto fin lì, da sopra al monte fino al corridoio del centro Pokémon, davanti la porta della sala. –La salute di Lycanroc t’interessa?- chiese. Lei annuì con il muso. Aveva gli occhi lucidi, e abbassò lo sguardo sulle sue zampe. –Ehi, non fare così. Anche a Lycanroc interessava la tua, perché tutto ciò che ha fatto l’ha fatto da solo, per te. E poi, se la caverà. E’ un Pokémon forte. Comunque, ringrazia un mio conoscente di nome Eagle. Senza di lui, non ti avrei trovato e Lycanroc non ti avrebbe aiutata. E non avrebbe aiutato nemmeno il tuo amico…- disse, ripensando al secondo Vulpix forma Alola che era semplicemente rimasto impietrito di fronte allo scontro. Poi prese una Poké Ball e s’inginocchiò. –Vuoi venire insieme con me e Lycanroc, quindi?- chiese lui. Lei sorrise, le lacrime scomparvero e colpì con il naso la Poké Ball, lasciandosi catturare. 

Rimase ad aspettare insieme ai suoi Pokémon nella reception del centro Pokémon, accarezzando le due Vulpix. Quasi due ore dopo, le due infermiere tornarono portando Lycanroc sulla barella. Aveva una fasciatura su tutto il ventre e la schiena e dei cerotti accanto alla bocca. –Non potrà combattere per un po’, mi dispiace. Almeno tre giorni di riposo, perché i Pokémon si riprendono più in fretta di noi.- spiegò. Lycanroc aveva la coda bassa, probabilmente sia per la stanchezza sia per la notizia. Scese dalla barella e si sedette sul divanetto accanto all’allenatore e a Vulpix. La piccola bianca si avvicinò a lui e gli leccò nuovamente il muso. Lui s’irrigidì, e si capiva chiaramente che sotto il pelo, le sue guance fossero rosso fuoco. Però non fece nulla per cacciare la volpe, anzi, dopo un po’ si addolcì e si girò verso di lei. “Per la palestra aspetterò tre giorni. Nel frattempo, allenerò gli altri Pokémon.” Pensò lui. 

Un’oretta dopo arrivarono in città Enemy e Gabriele. –Cos’è successo?!- chiese preoccupato il primo. Draconix gli indicò Lycanroc. –Un brutto scontro contro un criminale. Ha ordinato a sangue freddo al suo Pokémon di pestare a morte questa Vulpix e Rockruff, ma lui pur di proteggerla si è fatto colpire da solo… e ora eccolo qui.- spiegò lui. –Aspetterò che si riprenda per sfidare la palestra.- disse. –Enemy e io allora ti anticiperemo di almeno un giorno- disse Gabriele. –Non preoccupatevi, vi raggiungerò. Però voglio che Lycanroc partecipi alla lotta.- rispose. 

I tre uscirono dal Centro Pokémon. Draconix tornò sul percorso di prima e cominciò a cercare un Litwick. Non ci volle molto, dopo una rapida lotta con Grovyle lo catturò. Comprò per qualche soldo un Amo al negozio di pesca di Fairyport, che in realtà non era un porto sul mare ma sul lago e sul fiume. Andò a pescare appunto nel fiume, per passare il tempo, e nel frattempo sull’Holovox, un prodotto all’avanguardia proveniente da Kalos, sentiva le notizie di Numa. Non ascoltò il meteo e passò al canale del TG, dove un giornalista stava parlando: “… un gravissimo incidente, nessuno potrà uscire ed entrare a Midmoon per nessun motivo. Ci saranno controlli dell’esercito sulle strade e in ogni edificio per vedere da dove è scappato questo abominio, un gigantesco Pokémon non identificato che è fuggito e si è nascosto da qualche parte. Per l’incolumità dei cittadini di Numa nessuno potrà entrare, e nessuno la cui casa e il cui posto di lavoro non sia stato controllato potrà andarsene. L’esercito ha sguinzagliato Houndoom e Manectric per cercare questo mostro, ma sembra che un quinto dei centocinquanta Houndoom sia scomparso nel nulla. Le indagini continueranno, vi terremo informati. Passo la linea alla giornalista che porta notizie da Goldport.”. “Mi sentite tutti? Bene. Qui Ayra Goldfin, da Goldport. Sembra che un gruppo di criminali abbia preso il controllo della città. L’esercito, però, non può abbandonare Midmoon per motivi di sicurezza. Perciò, preghiamo chiunque sia nelle capacità di farlo di provare a salvare la città. I Pokémon stanno venendo sequestrati e rinchiusi in un laboratorio, da cui non escono da giorni. Ora, lascio la linea a Eyla Silving da Silverport. Saluti.”.

“Qui Eyla Silving da Silverport. Un gruppo di criminali in uniforme ha rapito i Pokémon di gran parte degli allenatori in città. L’esercito non può aiutare per problemi di causa maggiore. Preghiamo chiunque possa di aiutare i poveri allenatori di Silverport. Per questa edizione del TGNuma è tutto, arrivederci!”.

L’Holovox cambiò canale automaticamente a quello musicale, facendo partire a tutto volume “Shine bright like a Carbink”. Spense il dispositivo e rimase a fissare il fiume, dove nuotavano dei Carvanha che stavano dando la caccia a un Palpitoad. “Com’è possibile?” si chiese. Fino a quel momento, aveva pensato che il PPP2 puntasse Pokémon con mosse potenti. Ma ora aveva sentito che un enorme – enorme oltre ogni immaginario, più di un Rhyperior, di un Dragonite – era scappato e stava seminando il panico a Midmoon. E in altre due città, agli estremi di Numa, un’organizzazione criminale, quasi sicuramente il Team Cannon, aveva rapito i Pokémon di tutti gli allenatori e li aveva rinchiusi in un laboratorio, e l’esercito non poteva aiutare. Sembrava tutto organizzato… come… se… I suoi pensieri vennero interrotti da un Pokémon che aveva abboccato. Tirò su con l’amo, e sgranò gli occhi: ciò che aveva davanti era un Finneon maschio cromatico. Nessun dubbio, non era del progetto PP, era identico a qualsiasi altro Finneon. Lo catturò rapidamente e lo rimandò in acqua, per vederlo. Era bruno, ma di un bruno bello ed elegante, e sprizzava piccole scintille gialle come ogni altro Pokémon cromatico. Controllò le sue mosse, ed erano normalissime. Quel Pokémon era un autentico tesoro, oltre ad essere particolarmente bello. Nel fiume nuotavano altri Finneon, che quasi non notavano l’assenza del compagno. “Bene, ora che potrei fare…?” si chiese. Tornò in città, stanco di pescare. Poteva andare verso Silverport, e poi partire per le isole d’argento… Sì, avrebbe fatto così. Guardò l’ora: le 17:25. Ce l’avrebbe fatta entro le 21 ad arrivare a Silverport. Perciò s’incamminò. Lungo la strada incontrò Weepinbell, Skiploom, Shroomish e un Cinturanera con un Breloom e un Machoke. Su un albero, un Murkrow stava zampettando lentamente verso un Pineco appisolato, mentre poco lontano un Caterpie e un Weedle stavano creando con Millebave dei bozzoli. Uno Scatterbug, che aveva appena finito il bozzolo di scaglie e bava, ci si sistemò dentro, evolvendosi in uno Spewpa. L’aria cominciò a diventare più calda, e ormai riuscì a vedere i Wingull e i Pelipper che volavano sopra allo scintillante mare d’argento. Gli abeti cominciarono a trasformarsi in pini marittimi, e in lontananza si scorgevano delle palme… o erano Exeggutor? Vabbé, avrebbe controllato una volta lì. I Pokémon piano piano cominciarono a diventare Pokémon adatti al clima caldo e alla città: per la prima volta nel viaggio scorse dei Pidove e dei Tranquill, oltre a un Glameow che si leccava le zampe sdraiato sotto la tettoia di una casa fuori città. In spiaggia riconobbe un ragazzo e una ragazza che si tenevano per mano che lui già conosceva bene, e sorrise. Nulla di più romantico, mano nella mano in spiaggia al tramonto. Frak e Marjury si amavano davvero tanto. Accanto a loro, una grande Absol e un Sandslash si godevano gli ultimi raggi di sole. Il Pignite di Frak stava dormendo a stella marina sulla sabbia, invece il Dewott di Marjury nuotava. Draconix si chiese dove lei avesse trovato un Absol, ma tutto sommato non era un Pokémon che volesse allenare. Vide un allevamento di Mareep, Miltank e Tauros, con un Herdier che faceva da cane pastore. Il proprietario dell’allevamento, molto anziano, stava seduto su una sedia a dondolo fumando una pipa. 

Finalmente, il sole si tuffò sotto il mare causando una tempesta di colori caldi, un vero spettacolo. Il cielo diventò rosso, poi rosato, poi viola e infine nero stellato. Draconix arrivò prima che la luna cominciasse a salire in città, e andò a dormire in hotel. 

 

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Oggi due capitoli.

Capitolo 9: Isole d'argento

Spoiler

Draconix si svegliò prima del solito quella mattina, perché alle 7:30 aveva il battello per le isole d’argento. Si vestì rapidamente con vestiti abbastanza leggeri e uscì, siccome doveva essere mezz’ora prima della partenza al porto. Silverport era una bella città, con strade decorate e begli edifici antichi. Il porto era pieno di battelli pronti per la partenza, tutti per una delle isole d’argento. C’era anche una crociera proveniente da Kanto. Draconix vide una ragazza con una canotta gialla e dei pantaloncini di jeans, con una borsa a tracolla rossa e i capelli rossi con un ciuffo laterale che parlava con uno Starmie. “Assomiglia a una persona famosa…” pensò il ragazzo, ma non riusciva a capire a chi. Il suo battello era il più costoso perché portava all’isola centrale, piena di Pokémon rari. Fece vedere alla guardia la sua scheda allenatore e salì sul battello. Qualche minuto dopo partì: il mare era splendido, color smeraldo trasparente. Si vedeva tutto sotto la superficie, dal Lanturn che agitava la luce sull’antenna in cerca di prede allo Sharpedo che seguiva un Gorebyss, al Toxapex che immobilizzava un Corsola. Scorse persino la coda di un Huntail che si rintanava in una grotta. Quando si addentrarono in mare, comparvero gli onnipresenti Tentacool e Tentacruel. Su uno scoglio disperso in mezzo al mare, dei Seel e dei Dewgong si riposavano al sole. Accanto al battello sfrecciò un Lapras, bellissimo, enorme e fiero. S’inabissò, a caccia di Magikarp. Le isole d’argento comparvero alla vista. Erano isole prevalentemente montuose, con delle piccole spiagge e pianure sparse attorno ai picchi. Il mare scorreva in mezzo alle isole formando una croce con un cerchio in mezzo, al cui centro si ergeva l’isola centrale, l’unica senza scogliere. Alcuni battelli si fermarono alla prima e alla seconda, poi, quando Draconix si fermò a quella centrale, altri due continuarono ad andare verso le altre isole. 

Il ragazzo scese rapidamente e cominciò a cercare i due Pokémon per cui era andato in escursione. In spiaggia c’erano pochi Pokémon, giusto un Exeggcute che dormiva nella sabbia. Subito dopo la spiaggia c’era un’area brulla e rocciosa, dove un Mightyena ordinava al suo branco di Poochyena, che stava seguendo un Sawsbuck, troppo veloce per i poveri tipi buio che avrebbero affrontato l’ira del capo. Numerosi buchi naturali si erano aperti, anche se solo pochi portavano a vere caverne. Draconix cercava quelli, che si diceva contenessero famiglie di Pokémon rari. Si avvicinò al primo, contornato di sottili piume nere. Scendeva molto in profondità ed era più buia del normale. Mandò in campo le due Vulpix in caso di bisogno, e si lanciò. Dentro era buio pesto, perciò disse a Vulpix di accendere un pezzo di legno caduto nel buco, per usarlo come torcia. Un ruggito spaventoso si diffuse nella grotta, per far segno che qualcuno li aveva sentiti. Draconix deglutì. Se avesse trovato lui, sarebbe morto. Sperando che fossero Pokémon più comprensivi e meno impulsivi di quel che credeva, si fece forza e proseguì. Per terra c’erano piume nere e rosse. Giunse ad un bivio. Uno dei tunnel era segnato da un pezzo di roccia staccato e tranciato in due di netto da delle fauci, come dimostravano i segni sulla roccia. Draconix osservò i segni, e rimase confuso. Non erano i denti del Pokémon che cercava, ma di un altro, forse più pericoloso, che di certo non aveva piume e non era nero o rosso. Proseguì, col cuore in gola, e si trovò in un’ampia caverna. Non appena entrò, un altro ruggito si diffuse. La stanza era vuota, ma segnata da artigli sui muri e da una pozza di sangue per terra. C’era anche una grossa squama coriacea verde chiaro. Draconix s’impietrì. “No, no, no, non può essere successo.” Pensò mentre per terra vedeva mucchi di piume nere e rosse, insieme a piccole squame morbide blu. Un altro ruggito, così forte da far cadere piccoli pezzi di roccia dal soffitto, scosse l’intera grotta. Draconix proseguì, e nel corridoio rischiò di scivolare su altro sangue. Corse all’impazzata fino a giungere a un’altra sala. E ciò che vide lo sconvolse. –Vai, vai, Tyranitar, distruggilo!- gridava un tizio del team Cannon. Il Tyranitar ruggì e si lanciò sul nemico, rannicchiato al muro, con un Gelodenti. Il Pokémon balzò via e atterrò rovinosamente al centro della sala: era un Hydreigon. Aveva le ali sfregiate e un graffio sul ventre. Tyranitar, invece, aveva un grosso pezzo di pelle strappato accanto alla pancia corazzata blu. –FERMO!- gridò Draconix. –Voi non volete rendere i Pokémon potenti? Cosa ve ne fate di un Hydreigon, potente com’è, se è morto?! FERMATI SUBITO!- continuò con sempre più foga e rabbia. Tyranitar, in tutta risposta, ruggì di nuovo. –Questa Hydreigon deve morire. Ormai è anziana, e senza che la uccidiamo non ci lascerà la sua cucciolata... O meglio, non ci lascerà andare, visto che l'abbiamo già presa.- disse il criminale, freddo. Poi, il ragazzo, furioso, notò una strana Poké Ball avvolta da fili di rame e strane schede come i chip dei computer. –Quella è la Poké Ball di Tyranitar?- chiese, indicandola. –Esatto.- rispose lui. “Se il suo effetto è quello che penso…” disse. Poi lanciò in campo Lycanroc, con la scusa che doveva difendere l’Hydreigon. –E che effetto ha? E’ difficile addestrare un Tyranitar, quella Poké Ball ha aiutato?- chiese, mentre il lupo strisciava aggirando Tyranitar. –In effetti ha fatto tutto il lavoro. La creiamo noi del Team Cannon, cattura i Pokémon, li addestra alla perfezione, rendendoli servi perfetti e allena le loro statistiche in qualche attimo.- disse annoiato, come se avesse raccontato come si era fatto un panino. Lycanroc ormai guardava in cagnesco (o lupesco, dipende) Tyranitar e gli girava intorno, ma era solo una scusa. Ormai era a un balzo dalla cintura delle Poké Ball. –E che succede se si rompe?- Lui rise. –Di certo non la romperai tu. Soltanto una grande pressione può distruggerla, e se si rompesse… beh, è la prima versione, quindi… diciamo che sarebbe un piccolo disas—a Draconix non servì altro. Lycanroc balzò, tranciò la cintura con un Gelodenti e strinse la Poké Ball tra le fauci ferite, balzando via da un colpo di coda di Tyranitar. Dopo aver congelato i circuiti e i chip, il lupo passò a Rogodenti, mentre il grosso Pokémon lo guardava come in trance. Lanciò un urlo di dolore e paura, mentre con uno schiocco la Poké Ball veniva tranciata in due, congelata e poi divorata dalle fiamme. –Tyranitar, cosa guardi?! Attacca Hydreigon!- gridò il criminale. –Non hai detto che sarebbe un disastro se Tyranitar venisse liberato dalla prigionia? In effetti, è un Pokémon molto feroce e indipendente, e non vuole assolutamente eseguire gli ordini di uno sconosciuto…- in tutta risposta, l’enorme Pokémon ruggì e si lanciò contro il criminale, che terrorizzato cominciò a correre a tutta velocità. Draconix s’inginocchiò accanto a Hydreigon, che per tutto il tempo era rimasta a terra. Prese tutte le sue superpozioni e curò le ali e la pancia della Pokémon, che riuscì a rialzarsi in volo, e con qualche bacca riprese le energie. –Senti…- gli disse l’allenatore, e cominciò a chiedergli un favore. –Non c’erano Deino nella caverna.- concluse. Lei si paralizzò per qualche istante, poi ruggì e volò fuori dalla caverna. Draconix ritirò i suoi Pokémon e la seguì. La Pokémon stava ruggendo ed emettendo strani versi. In poco tempo, dai buchi naturali emersero un Dragonite e un Flygon. Hydreigon invitò il ragazzo a salire sulla sua schiena. Lui ubbidì, e i tre Pokémon Drago partirono a tutta velocità verso Silverport. I Pokémon uccello si spostarono urlando dalla loro traiettoria, mentre Silverport compariva in lontananza. Volare era una bellissima sensazione. Il vento gli scompigliava i capelli e lo spingeva all’indietro, ma era come se lui lo sconfiggesse spingendosi a tutta forza in avanti. I tre draghi sorvolarono il porto, lasciando tutti a bocca aperta. Hydreigon si girò verso Draconix, e lui le indicò il posto dove dovevano atterrare. La Pokémon annuì e ruggì, facendo cenno agli altri di seguirla. Si diressero in picchiata verso un grande edificio isolato, che sembrava un laboratorio abbandonato. Ma abbandonato non lo era più, secondo le notizie degli ultimi giorni. Arrivò il momento dell’impatto. Hydreigon con un lamento si schiantò contro una finestra. Dragonite sfondò un muro poco vicino, mentre Flygon lo seguì a ruota. Draconix rischiò di cadere all’indietro, mentre l’onda d’urto si propagava nel suo corpo da quello della Pokémon. Dalla sua schiena si lanciò nel laboratorio, preparandosi alle reclute che sarebbero arrivate. Infatti, subito comparvero con un Klang, un Marowak forma Alola e un Krokorok al seguito. I tre draghi li sconfissero in qualche secondo. L’allenatore proseguì, affiancato da Litwick e Vulpix. Si trovò in un corridoio buio, con diverse porte. Su ognuna c’era scritta qualcosa di diverso. “Progetto Gigalith di Alola”, “Progetto Gastly-C di Kalos”, “Progetto Vulpix-A di Numa”. Sotto ognuno dei progetti c’era scritto ciò a cui puntavano: “Ad Alola i Gigalith possono avere Sabbiafiume. Dobbiamo importarli qui e creare un ordine di Gigalith con quest’abilità.”, “I Gastly cromatici di Kalos apprendono la mossa Fangonda.”, “I Vulpix forma Alola sono uguali sia lì che qui. Li vogliamo per supporto all’esercito.”. 

“Devo liberarli… tra i Vulpix potrebbe essercene qualcuno degli allenatori di Silverport.” 

Entrò nella stanza. Dentro un grosso tubo di vetro c’erano i Vulpix, addormentati, che venivano costantemente osservati da una telecamera e su cui passava un raggio laser che li identificava in qualche modo. Draconix fece uscire Lycanroc dalla Poké Ball; non poteva combattere, ma poteva sempre sfondare la vetrata con un Rocciotomba. La telecamera cominciò a suonare come un allarme, e con un balzo Lycanroc la strappò dal muro distruggendola. I Vulpix si svegliarono. –Aspettate qui.- disse ai Pokémon, e uscì. Come si aspettava, i tre draghi avevano già sconfitto le reclute mandate con un Hawlucha, un Pawniard e uno Scraggy. Poi trovarono altre stanze legate al PPP2; alcune vuote e non preparate ad accogliere Pokémon, altre con una targhetta ma, di fatto, senza ancora Pokémon all’interno. Arrivò un’altra recluta con un Lycanroc forma Notte, che venne rapidamente messo al tappeto da Grovyle. I draghi non lo stavano più seguendo. “Li cercherò dopo” si disse. Sentì il ruggito di Hydreigon da una camera vicina, e corse dentro: vide un Haxorus e un Bisharp che la stavano sfidando, e nella vetrata una cucciolata di Deino. Draconix mandò in campo i due Vulpix e Litwick, che attaccarono con due Pirolanci e un Ventogelato. Hydreigon attaccò con un Codadrago Haxorus, spedendolo contro il muro, ma Bisharp colpì con una Breccia, e venne lanciato al muro da due Pirolanci. La forma Alola li colpì entrambi con Ventogelato per rallentarli, e con un Dragopulsar Hydreigon li mise al tappeto. Liberarono i Deino e li lasciarono nella stanza. Dragonite e Flygon erano scomparsi. Appena uscì con la Pokémon drago, una voce lo chiamò. –Ti stai divertendo qua, ragazzino?- si girò, e vide un uomo alto con una barba affilata nera, una bandana blu con un cannone nero disegnato e un giubbotto antiproiettile. Vedo dai tuoi Pokémon che non sei così forte. Sarò clemente. Se sconfiggerai uno solo dei miei Pokémon, ti lascerò andare insieme ai Deino e ai tre draghetti che ti sei portato.- disse.

Dietro di lui, un Blastoise e un Weavile stavano in piedi su Flygon e Dragonite. Il ragazzo si morse il labbro. Doveva accettare, anche se senza Lycanroc la vedeva dura...

Capitolo 10: Silverport libera

Spoiler

-E se perdo?- chiese Draconix. –Potrai andartene, ma dovrai lasciare qui i tre draghi e i Deino. E in ogni caso, i Pokémon degli allenatori rimarranno nostri.- rispose.

-Accetto, anche perché non ho scelta.- decise il ragazzo. Il criminale mandò in campo un Escavalier. “Forse ho qualche possibilità” si disse il ragazzo, ma non ne era così sicuro. Mandò in campo il Finneon cromatico. Escavalier si lanciò con una Spaccaroccia, che il pesce evitò. Poi, proseguì con Attrazione cercando di ridurre le possibilità di venir colpito. L’attacco funzionò. L’avversario si morse il labbro, provando a far attaccare il Pokémon, che prima di rispondere venne colpito da una ventina di Pistolacqua. Con uno Spaccaroccia mandò KO il Pokémon d’acqua. Il secondo Pokémon fu Grovyle, che attaccò con Tagliofuria, evitando ogni colpo. L’obiettivo di Draconix era solo sfondare in ogni modo le difese. Uno Spaccaroccia colpì il tipo erba di striscio, danneggiandolo leggermente. Tagliofuria ormai era arrivato alla potenza massima, e Grovyle colpiva sotto il mento e sul ventre, dove non c’era la corazza. Escavalier roteò su sé stesso colpendo con un altro Spaccaroccia, che mise KO il tipo erba. “Finora ha usato solo quella mossa, che non è nemmeno troppo forte” pensò Draconix, preoccupato. Mandò la Vulpix forma Alola, che colpì con Ventogelato, bloccando con una coltre di neve la parte inferiore del Pokémon per terra. Poi attaccò a raffica con Extrasenso, Sciagura e Finta. Evitò una Spaccaroccia e un Megacorno. Poi, mentre provava con una Finta, Escavalier fece una finta a sua volta attaccando da sinistra, ma colpì la Vulpix da destra mettendola KO all’istante. Sentì Lycanroc che guaiva e grattava il pavimento, ma non lo avrebbe lasciato combattere. Sarebbe stato molto più doloroso che vedere la Vulpix cadere. Draconix scelse il neo-catturato Litwick, dopo aver controllato le sue mosse. Partì con Minimizzato, evitando ogni Megacorno e rispondendo con Pirolancio colpo su colpo. Poi attaccò con Fuocofatuo, scottando l’Escavalier, che cominciava a rallentare e ad ansimare. Pirolancio dopo Pirolancio, Sciagura dopo Sciagura, Escavalier cadde, complici le scottature. Il capo applaudì. –Non me lo aspettavo, davvero. Forse ti ho dato una possibilità usando il mio Pokémon più debole… come promesso, andiamo a prendere i Deino e i draghetti.- disse. 

-Senti…- cominciò Draconix, rimanendo fermo. –Ormai ci sono dentro. Mostrami cosa state facendo con i Pokémon della città.- 

-Mh.- mormorò il criminale, dopo una riflessione. –Ormai sei praticamente inoffensivo, e prima che diventerai abbastanza forte avremo finito, quindi… direi di sì. Vieni con me.- 

Draconix non si aspettava sarebbe stato così facile. Seguì il criminale, in direzione opposta rispetto a quella dei Deino. Il ragazzo si fece scivolare due Revitalizzanti di mano senza farsi vedere, per Flygon e Dragonite. Hydreigon li pedinava lentamente. Infine, il criminale aprì una porta. –Io sono Nerone. Il capo del Team Cannon. E questo è il progetto ideato dagli scienziati di trent’anni fa, e migliorato.- si presentò Nerone, il criminale. La stanza, sottoterra, era molto più nuova del resto del laboratorio. Era piena di quelle teche di vetro contenenti Pokémon, trentasei per la precisione. Diversi scienziati andavano avanti e indietro, con tablet e siringhe tra le braccia. In una piscina c’erano ammassate delle sagome, che Draconix non riconobbe. 

Nerone lo guidò verso le teche, mostrandogli i Pokémon di tutta la città. Con orrore, si rese conto che nella piscina erano ammassati cadaveri di Pokémon. –Cosa…- cominciò. Nerone guardò nella sua direzione. –Oh, già, gli effetti collaterali. I Pokémon da cui prendiamo il DNA potrebbero… avere reazioni inaspettate. Non preoccuparti, i Pokémon di Silverport verranno trattati perfettamente, devono far parte dell’esercito.- -Sei un mostro. Siete tutti dei mostri.- Disse il ragazzo, schockato. –Oh, se sapessi la verità, non lo diresti così.- disse enigmatico Nerone. Ormai erano scesi in mezzo ai tubi di vetro pieni di Pokémon. Draconix deglutì. Aveva una sola possibilità. –VAI!- gridò a pieni polmoni. La porta, scardinata, fece un volo di una ventina di metri, schiantandosi su un computer che stava studiando un Pokémon. Poi i tre draghi volarono dentro, rompendo a suon di attacchi ogni singolo tubo e liberando i Pokémon. La cucciolata di Deino balzò giù dalla schiena di Dragonite e si unì allo scontro, assieme a Lycanroc, Vulpix forma Alola e Litwick di Draconix. –COSA?!- gridò Nerone, troppo tardi. Il Pirolancio di Litwick fece esplodere il lampadario, togliendo la luce a tutta la stanza, e facendo cadere lo stesso contro Nerone. Il lampadario s’infranse a terra, e Draconix non volle sapere se il criminale fosse morto o meno. Salì in groppa all’Hydreigon, che lo portò via, cominciando a volare fuori, seguita dagli altri due draghi e da una massa di Pokémon. Una volta fuori alla luce del sole, cominciarono ad attaccare pareti e tetto, cercando di far crollare l’edificio. In parte ci riuscirono, ma ormai non c’era più nessuno dentro, Draconix non capiva come. Le automobili dei giornalisti e della polizia erano ammassate fuori, mentre i draghi devastavano il laboratorio e Draconix usciva seguito da un’orda di Pokémon, tra cui una ventina di Gastly cromatici. 

-Qui Eyla Silving, da TGNuma. Aggiornamenti da Silverport. Il ragazzo qui presente ha liberato la città dall’organizzazione criminale. Dei Pokémon drago, probabilmente suoi…- -Non sono miei.- la interruppe.- -… dicevo, dei Pokémon drago selvatici stanno devastando il laboratorio per fare in modo che i criminali non trovino più nemmeno i loro piani. Vi ricordo, allenatori che ci seguite, contiamo su di voi, e magari riuscirete a liberare anche Goldport… Un saluto da Eyla Silving, in caso di aggiornamenti tornerò a parlarvi. Ciao!- disse, e la telecamera smise di registrarla in diretta. “Nemmeno un’intervista. Be’, meglio così.” Si disse il ragazzo, e si diresse al centro Pokémon. Quasi si era dimenticato che i Pokémon li aveva liberati per gli allenatori, che lo accerchiarono, riempiendolo di domande, gratitudine e complimenti. Lui sorrise, ringraziò, ma cercò subito di andarsene. Non ne poteva più. Curò i suoi Pokémon e andò in albergo a riposarsi. Il giorno dopo avrebbe tolto le fasciature a Lycanroc e sarebbe tornato a Fairyport. Sperava solamente di avere una giornata meno movimentata. Scorse Dragonite, Hydreigon (con i suoi Deino sulla schiena) e Flygon che volavano via, acclamati dalla folla. E sorrise, ringraziandoli mentalmente. 

 

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Capitolo 11: Scontro tra vecchie conoscenze

Spoiler

Draconix si svegliò presto, per l’appuntamento al centro Pokémon per togliere le bende a Lycanroc. Non erano ancora passati tre giorni, ma il Pokémon era guarito prima del previsto. –Evita di farlo combattere lotte corpo a corpo troppo violente- si raccomandò comunque l’infermiera. Uscì dall’ospedale Pokémon e si diresse verso Fairyport. Era una brutta giornata, il cielo era una lastra di piombo e una pioggerellina aveva cominciato a cadere. Prima che uscisse dalla città, una voce lo chiamò: -E-Ehm, aspettaaa!- gridò un ragazzino. Draconix si girò, vedeno che il bambino portava in braccio un Deino. Ieri, dopo che sei andato in hotel, questo Deino si è rifiutato di salire sulla schiena di Hydreigon, e ha cominciato a gridare in giro. Credo cercasse te.- a dimostrazione del fatto, il piccolo drago cominciò ad agitarsi. –Lascialo e vedremo.- disse Draconix al bambino, che ubbidì. Deino si lanciò contro l’allenatore, prendendolo alla sprovvista e facendogli quasi perdere l’equilibrio. Questi prese una Poké Ball per assicurarsi di non aver mal interpretato, e il drago non si mosse. Allora lo catturò. –Grazie, mi stavo quasi dimenticando che sono venuto qui proprio per catturare un Deino.- disse Draconix al bambino, e se ne andò. 

Sul percorso allenò i Vulpix e Litwick, che si erano rivelati validi membri della squadra. Tornò a Fairyport, dove incontrò Enemy che dava da mangiare all’appena evoluto Excadrill in un bar. –Ehilà, Lycanroc è guarito prima del previsto.- lo salutò spiegando il motivo della sua presenza. Enemy lo guardò senza rispondere. “Ha guardato il TGNuma…?” si disse Draconix. –Hai scoperto altro sul Progetto PP?- chiese infine l’amico. –Hai guardato il TGNuma?- chiese il ragazzo, dando voce al suo pensiero. –Sì. Hai scoperto altro?- chiese di nuovo lui. –In realtà sì. Su alcuni progetti si diceva che fossero “supporto per l’esercito”. Non ho idea di che voglia dire.- rispose Draconix. –Un esercito? Questo è un problema.- osservò l’amico. –Già… senti, che ne dici di una lotta?- chiese lui. –Ma sì, per smorzare la tensione. Un tre contro tre?- domandò. Draconix annuì, e si sistemarono in piazza. Enemy mandò in campo Porygon, Draconix Litwick. La candela attaccò con Fuocofatuo, evitato dal Pokémon virtuale che rispose con Psicoraggio, bloccato da Sciagura. 

Un Pirolancio colpì il tipo normale, che senza fermarsi rispose con uno Psicoraggio. “Credo possa usare solo quella mossa” pensò Draconix, mentre il tipo spettro usava un Minimizzato e poi scottava il nemico con Fuocofatuo. Porygon colpì con due rapidi Psicoraggio di fila e poi con un Segnoraggio, che sortì molto meno effetto ma confuse Litwick. Il tipo spettro continuò a ferirsi da solo, mentre Porygon riuscì a finirlo con un altro Psicoraggio, cadendo subito dopo per la scottatura. I secondi Pokémon furono Lycanroc ed Excadrill. La talpa attaccò con Ferrartigli, che il lupo evitò con un balzo, per poi colpire con un Rogodenti ben piazzato. Con una Breccia andata a segno, Excadrill tornò in vantaggio e allontanò il tipo roccia, per poi provare a colpire con Frana, evitato facilmente. Lycanroc provò di nuovo con un Rogodenti, bloccato con Breccia, che tuttavia non riuscì a difendere da un secondo colpo di Gelodenti. Come in un duello di scherma, la lotta fu una serie di parate, schivate e rapidi affondi. Un altro Ferrartigli colpì, come altri due Rogodenti. I due rapidissimi Pokémon barcollarono, poi Lycanroc balzò in avanti facendo una finta. Evitò di striscio una Breccia e colpì la talpa alla gamba con un Gelodenti. Un Ferrartigli lo colpì in testa, ma resistette per qualche attimo stringendo le fauci con un Rogodenti. Excadrill cadde, ma Lycanroc non era certamente messo meglio. L’ultimo Pokémon fu un Frogadier.

Colpì con Attacco Rapido, comparendo in qualche secondo sotto il petto del lupo e facendogli esplodere un Idropulsar a distanza ravvicinata, facendolo crollare. 

Grovyle scese in campo, attaccando con Tagliofuria contro l’Aeroassalto della rana. Fu come un altro piccolo duello di scherma, che finì quando il tipo erba comparve dietro al nemico rapidamente e colpì con Megassorbimento, contrastato con un Idropulsar. Un altro scontro tra Tagliofuria e Aeroassalto, poi tra due Attacchi rapidi. Breccia si scontrò con un Dragospiro di Grovyle, che si lanciò per attaccare con Megassorbimento, che a metà strada si trasformò in una Fendifoglia. “Wow” pensò Draconix, di fronte allo stupendo attacco, che si scontrò con Aeroassalto. Lo scontro fu ancora più estenuante di quello tra Tagliofuria e l’attacco di tipo volante. Entrambi i Pokémon erano concentrati nello sforzo di non cedere di un millimetro, perché ciò avrebbe determinato la loro sconfitta. Grovyle abbassò tutto il corpo, acquattato. Frogadier, al contrario, cercò di alzarsi sopra al nemico, scoprendo il ventre. Il tipo erba, con una zampa, lo colpì, ma con uno scatto la mano del nemico lo colpì in fronte. I Pokémon si guardarono, mentre la potenza degli attacchi si affievoliva fino a scomparire. Poi entrambi crollarono. –Ah.- mormorò Draconix. La lotta era stata spettacolare, ma non aveva altro da dire. Dopo uno scambio di colpi a velocità da record, si era risolto tutto in una distrazione di entrambe le parti. –Be’, direi che è stata una lotta degna di nota.- disse Enemy, ritirando nella Poké Ball la rana. –Per un attimo ho pensato che per lo sforzo si sarebbero evoluti.- commentò Draconix. –Ci stavo sperando anche io- concordò Enemy. 

Poiché era ora di pranzo, chiamarono Gabriele che si trovava in città e andarono a mangiare. Gabriele mostrò i suoi nuovi acquisti: un Larvitar, un Trapinch, Lucario, evoluto da Riolu, e un Beldum, per cui Draconix ed Enemy si complimentarono. Beldum aveva la fama di essere difficile come un leggendario da trovare e da catturare. Fecero una chiamata Skypoke con l’Holovox con Andrew e Valentina, che si trovavano in due posti diversi. A quanto pare la seconda stava correndo, perché si stava dirigendo alla sua quarta medaglia con una Salandit e un Meowstic maschio come nuovi Pokémon. Andrew aveva conquistato quella mattina la terza medaglia con il suo Pupitar e il suo Marshtomp, insieme a un Tyrogue e uno Skiddo. Grovyle, Frogadier, Lycanroc ed Excadrill si abbuffarono, mangiando cibo per Pokémon per il prezzo di quasi 1700 Poké$. Un po’ facevano ridere mentre s’ingozzavano a tutta velocità, ma dopo quegli scambi di colpi accesi se lo meritavano tutto quel cibo. –Domani combatterò la palestra.- disse Gabriele. –Anche noi- rispose Draconix. –Bene, assisteremo l’uno alla lotta dell’altro, quindi. Sarà un’esperienza utile.- osservò Enemy. –Già, ma sembra che la capopalestra abbia più di venticinque Pokémon che cambia dopo ogni lotta. Solo il suo Pokémon più forte rimane sempre nella sua squadra. Comunque, forse venticinque è un’esagerazione…- spiegò Draconix. Lycanroc e gli altri tre Pokémon crollarono in un sonno profondo dopo quasi un’ora di mangiata. –Bene, direi che è ora di separarci. Ci rivedremo domani.- li salutò Gabriele, andando in hotel. Lo stesso fecero gli altri due poco dopo. 

Capitolo 12: Palestra di Fairyport

Spoiler

Verso le 13, dopo una sessione di allenamento intensivo, Draconix, Gabriele ed Enemy si diressero verso la palestra. Sconfissero gli allenatori, che avevano Pokémon come Cottonee, Marill, Dedenne, Kirlia, Spritzee e Swirlix. Poi arrivarono dalla capopalestra, Greta. 

-Ma salve. Benvenuti, benvenuti. Siete in tre a sfidarmi? Allora, chi vuole per primo?- fecero la conta, ed Enemy si sedette per primo. Alla fine vinse Gabriele, e anche Draconix andò a sedersi accanto all’amico. La lotta tre contro tre cominciò, con Beldum contro Whimsicott. Il primo si lanciò con un Riduttore, schivato dal rapidissimo tipo Erba che rispose con Vento di fata. Il tipo acciaio incassò e si lanciò con un Metaltestata. “Solo in questa regione i Beldum imparano Metaltestata e Cozzata zen. Il Metagross di un Campione viene da qui.” ricordò Draconix. Whimsicott stavolta non riuscì a evitare il colpo e subì un danno importante, cadendo a terra. Si rialzò e colpì con un Energipalla. Nonostante tutto, questo si lanciò con una Cozzata zen, seguendo il nemico. Come ultima estrema risorsa, Whimsicott si sacrificò con un Memento, che non sortì nessun effetto. –Corpochiaro- disse, mordendosi il labbro, Greta. Ritirò il tipo erba e mandò in campo Mimikyu. Lo spettro evitò due Metaltestate e attaccò con Forbice X, che il tipo psico contrastò con Cozzata zen. Facendo una rapida manovra, il tipo acciaio ruppe il cappuccio dello spettro, che si lanciò con una Finta, la quale colpì e fece un danno importante al tipo acciaio. Questo rispose con un ennesimo Metaltestata, che colpì di striscio il nemico. Lo spettro rispose con un Furtivombra che mise al tappeto Beldum. Il secondo Pokémon di Gabriele fu Quilladin, che attaccò subito con Pugnospine, contrastato da Forbice X. Un rapido Rotolamento sbalzò via lo spettro, che bloccò il secondo colpo di fila con un Mazzuolegno. Entrambi i Pokémon vennero sbalzati ancora. Pugnospine e Finta si scontrarono, e Mimikyu crollò. L’ultimo Pokémon fu un Azumarill, che colpì con Geloraggio. Quilladin l’evitò e si lanciò con un Pugnospine, che si scontrò con Breccia. Il colpo del tipo acqua fu molto più forte del normale, e vinse lo scontro tra i due attacchi senza problemi. “Macroforza” pensò Draconix, mentre Quilladin attaccava con due Rotolamenti di fila andati a segno. Il tipo acqua bloccò il successivo con un Acquagetto. Il Geloraggio successivo mise al tappeto il tipo erba. Gabriele mandò in campo Lucario, che si lanciò subito con un Ferrartigli, il quale si scontrò con un rapiddo Acquagetto. Il colpo del tipo lotta tranciò il flusso d’acqua e sbalzò via il coniglio, che con un altro Acquagetto pareggiò il danno. Le brecce dei due Pokèmon si scontrarono, ma Azumarill stavolta aveva pane per i suoi denti. Lo scontro rimase in parità per quasi un minuto, finché Azumarill non provò a usare Geloraggio, abbassando la guardia e permettendo un rapido Ferrartigli sulla testa. “Quel Lucario combatte proprio bene” si disse Draconix, mentre con Ossoraffica il tipo acciaio bloccava Geloraggio. Poi, con un Ferrartigli, Azumarill crollò con un lamento. Greta andò a curare i suoi Pokémon e a cambiare i primi due, mentre Enemy scese in campo mandando Herdier. La capopalestra tornò e scelse un Ribombee per lottare. Herdier si lanciò con un Riduttore, ma il coleottero lo bloccò con Sferapolline. Il cane si scagliò in avanti con un Rogodenti, che venne tranquillamente evitato. Un Vento di fata colpì il tipo normale, che senza farsi scoraggiare partì con un secondo attacco fuoco. Stavolta, saltando a zig-zag, il cane colpì il coleottero infliggendo ingenti danni. Poi, con un Gigaimpatto quasi inarrestabile, lo scontro finì. Il secondo Pokémon fu un Floette, che attaccò subito con Magibrillio. Herdier si abbassò e si lanciò con un Riduttore, cui Floette rispose con facilità con Fogliamagica. Il cane si lanciò con Rogodenti, evitando un altro Magibrillio e afferrando il Floette, che attaccò nuovamente con la stessa mossa di prima e colpendo Herdier in bocca, mettendolo KO. Il Pokémon che Enemy scelse fu Porygon, che attaccò immediatamente con Psicoraggio. Il nemico rispose con Fogliamagica, e gli attacchi collisero. Poi un Segnoraggio superò il polverone, colpendo e mandando in confusione Floette, che cominciò a sparare Magibrillio in giro, a volte colpendo, a volte andando a sbattere sul muro della palestra. Tuttavia, nonostante la confusione, cominciò a fare una sorta di danza che gli permise di evitare ogni singolo attacco. –Una strategia impeccabile, coltivata negli anni…- ammise Enemy, mentre il folletto si riprendeva e passava al contrattacco. Fu una lotta furiosa, tra Fogliamagica, Segnoraggio, Magibrillio e Psicoraggio, ma alla fine Porygon prevalse non senza ferite. A quel punto, il Pokémon virtuale non resistette a lungo contro l’Acquagetto e la Breccia dell’Azumarill, ma prima sferrò uno Psicoraggio ben piazzato. Enemy scelse come ultimo Pokémon Sneasel. “Perché lui?” si chiese tra sé Draconix, ma l’amico aveva sicuramente un piano. Il tipo ghiaccio si muoveva con la velocità di un turbine, colpendo con Aeroassalto e Finta, in modo da non evitare nessun danno ad Azumarill, che al contrario faticava a colpire, se non con Acquagetto. Poi, il tipo acqua provò a colpire con Geloraggio, e Sneasel si lanciò con le mani davanti al corpo, che vennero istantaneamente congelate. –Oh…- disse Greta, mentre la Breccia congelata si abbatteva sulla testa del povero coniglio, mettendolo in grave difficoltà. Draconix sorrise. Prima, Sneasel si era lasciato colpire dall’Acqua, bagnandosi le braccia.  Poi, al primo Geloraggio ne aveva approfittato per aumentare la sua potenza. Il tipo acqua si lanciò in un Acquagetto furioso, che si scontrò con un Aeroassalto, usato con le braccia in avanti. Si alzò un polverone, ma solo Sneasel era in piedi. Greta tornò ancora una volta a curare i suoi Pokémon, e Draconix si alzò, congratulandosi con l’amico per la strategia e preparandone a sua volta una. 

La capopalestra tornò e iniziò con un Togetic. Lo sfidante scelse Lycanroc, che si lanciò con un Gelodenti. Il folletto rispose con un Alacciaio, sfondando facilmente l’attacco ghiaccio e colpendo duramente in bocca al lupo. Lycanroc guaì e cadde all’indietro, e Draconix si ricordò le parole dell’infermiera e si morse il labbro. “Devo stare più attento se non voglio che smetta di combattere per sempre.” Si disse. Il tipo roccia si rialzò e rispose con Rocciotomba, che Togetic evitò alzandosi in volo. Ma quando il Pokémon volante abbassò lo sguardo, Lycanroc non c’era più. Si girò in tempo, sentendo un rumore dietro di lui, per vedere un Fulmindenti che lo afferrava e lo sbatteva a terra. Togetic rimase paralizzato e non potè schivare il Gelodenti successivo che lo mise KO. La scelta successiva fu Klefki, che colpì con Cristalcolpo. Il lupo evitò e si scagliò in avanti con Rogodenti. Il colpo si infranse su una Protezione, e il Cristalcolpo successivo mise in difficoltà il tipo roccia, che corse in avanti a zig-zag, colpendo il portachiavi di fianco con un Fulmindenti e un Rogodenti in rapida successione. Si trovò tuttavia troppo vicino al Cristalcolpo che lo mise al tappeto. La scelta successiva fu Litwick, che dopo qualche schivata da parte sua e dall’avversario pose fine all’incontro con Pirolancio. Azumarill scese in campo. Litwick usò Minimizzato, ma il tipo acqua lo circondò di ghiaccio con un Geloraggio. La candela, impotente, venne investita in pieno dall’Acquagetto e portata quasi al soffitto. Si liberò e attaccò con un Fuocofatuo e una Sciagura di fila. Azumarill lo colpì con la coda scagliandolo a terra. L’altezza fu sufficiente per finire il tipo spettro. Poi, Azumarill cadde in piedi, ma della scottatura nessuna traccia. –Cosa…- stava per dire Draconix, ma poi capì. “Rinfrescata. Braccia più lunghe. Progetto PP.” Collegò rapidamente i tre concetti, e arrivò alla conclusione. “Non che fosse una novità, Pokémon del progetto PP dei capipalestra. Mi chiedo però perché…”.

Mandò in campo Grovyle, che si lanciò subito con un Aeroassalto, per contrastare una Breccia. Poi con Dragospiro bloccò Geloraggio. Nel vapore generato dalla collisione si acquattò e scivolò dietro il coniglio, colpendolo con due Fendifoglie. Il tipo acqua roteò su sé stesso, lanciando un Geloraggio rotante che investì il Legnogeco. Questo si lanciò con Tagliofuria, evitando ogni colpo e colpendo dove il coniglio lasciava la guardia scoperta. In breve, il nemico cominciò ad ansimare, ma senza scomporsi si lanciò verso l’alto con Acquagetto e bloccò ogni tentativo del tipo Erba di raggiungerlo congelando l’attacco e creando una bolla di ghiaccio con cui si lanciò su Grovyle. Il tipo erba attese fino all’ultimo, poi rotolò all’indietro e saltò sulla bolla, aggrappandosi con i cuscinetti appiccicosi che ancora aveva sotto le dita. Azumarill provò a rotolare, ma si trovò a testa in giù e Grovyle poteva camminare tranquillamente sulla superficie congelata. Sfondò il ghiaccio con una serie di Tagliofuria, poi con un Fendifoglia scavò fino al volto di Azumarill e lo colpì, frantumando l’intera struttura congelata. Il coniglio giaceva in mezzo ai frammenti di ghiaccio, al tappeto. Greta consegnò le medaglie, fiocchi di Sylveon circondati dai suoi nastri. –Questa è la medaglia Ventodifata.- disse Greta, e li congedò.

–Bene, quindi ora verso Olympia?- chiese Gabriele. –Sì.- convennero gli altri due, mentre mangiavano i panini di bacche alla griglia. Lycanroc si abbuffò di nuovo. 

I tre, finito il pranzo, presero un autobus della linea Cotranquill che li portò a Silverport. Da lì, mostrarono la medaglia Ventodifata alla guardia di Via Silver e proseguirono. –La palestra di Olympia è di tipo lotta, mi conviene allenare Grovyle, Litwick e Vulpix forma Alola.- disse Draconix. –Più che allenarlo, dovrei farlo evolvere, ma non so dove trovare una Pietragelo.- -Potresti comprarla in gioielleria. Olympia è tra le città più ricche di Numa e ho sentito che ha un negozio largamente rifornito ogni giorno dalle miniere sotto il Monte Colossale. Gliel’hanno permesso perché Colosstown si basa più sull’industria e sull’energia. È la maggior produttrice regionale di carburante e seconda a Magnetpull per l’elettricità.- disse Enemy, che la sapeva lunga sull’economia regionale. Invece, a Draconix economia e politica interessavano ben poco. Il percorso si fece via via più brullo, fino a diventare un ambiente roccioso. I Graveler si contendevano i posti al sole, mentre Phanpy e Donphan sfondavano rocce per addestrare i piccoli. Rufflet e Braviary volavano alti, osservando il loro territorio. Un fiume tagliava le rocce, un fiumiciattolo che dal Monte Colosso partiva, attraversava Olympia e si buttava in mare. In quell’acqua nuotavano Barboach e Whiscash, ma anche un Feebas solitario. 

Olympia comparve poco dopo il fiume, una città modernissima in mezzo al nulla. Nonostante ciò, sulla roccia nuda erano stati piantati prati e fiori, per rendere il luogo più ospitale. Verso sud si scorgeva l’immensa mole del Monte Colosso, un gigante di roccia che si stagliava fino a grattare le nuvole. Entrarono a Olympia che il sole stava ancora terminando la sua discesa, così decisero di allenarsi fino a sera con gli allenatori del percorso prima, sfidando Aron, Lairon, Diglett normali e in forma Alola, Quagsire, Houndoom e Mightyena. Quando fuono soddisfatti, rientrarono in città e andarono in hotel.

Nel frattempo, nell’ombra della notte senza stelle di Midmoon, una gigantesca creatura solcava i cieli. Volò verso nord-est, verso Olympia. Ma nessun Pokémon dell’esercito era lì a fermarlo. La sua mole di oltre otto metri di lunghezza e quasi dieci di apertura alare passò inosservata, senza lasciare nessun’ombra in quel buio quasi totale. I suoi denti, scoperti in una sorta di costante ghigno malefico, erano pronti a fare a pezzi qualche casa

 

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Capitolo 13: Pokémon giganti?

Spoiler

L’ombra, Midmoon

L’ombra continuava il suo volo alla volta di Olympia. I Pokémon fuggivano terrorizzati, persino i grandi Ursaring, temendo la sua discesa. In meno di un’ora percorse metà del tragitto, poco lontano da Colosstown. Lì i cittadini la videro, la grande ombra, e gridarono come forsennati, additando la scura sagoma stagliata nel cielo violaceo. Nessuno poteva fermare il suo viaggio. Nessuno avrebbe potuto fermare la sua distruzione. Dopo un’altra mezz’ora giunse in vista di Olympia. Aveva ricevuto chiari ordini dal suo padrone: “Lì sono i ragazzi, lì devi attaccare. Distruggili nella notte, cancella ogni traccia di quella città. Nulla deve rimanere dei nostri oppositori, dei più pericolosi.”. Nonostante un Pokémon così grande e potente potrebbe essere scambiato per selvaggio e indomabile, la Poké Ball con cui era stato catturato e allenato gli impediva la ribellione. Come una sorta di droga che gli guidava il cervello, spingendolo ad ascoltare gli ordini. Si abbatté sulla città come un furioso martello. Una casa crollò semplicemente al tocco delle sue zampe, che nemmeno dovettero trasmettere il massimo del peso. Strilli di persone, impotenti di fronte a quella bestia, che si spensero in breve sotto le macerie. L’allarme suonò in tutta la città, e la bestia d’ombra urlò, coprendone il suono. Ma per questo suo ruggito qualcuno lo sentì. Tre ragazzi scesero, uscendo dalla pancia di un edificio. S’impietrirono di fronte alla sua mole, com’era giusto che fosse, e cominciarono a parlare, bisbigli ridicoli e inutili. I ragazzi erano loro. L’ombra si lanciò, ma venne facilmente evitata dai ragazzi che saltarono in salvo. Poi si trovò contro un’orda di piccoli, insulsi Pokémon. Spalancando il suo ghigno in una risata, si preparò allo scontro.

Draconix, Olympia

-Cos’è stato?- gridò Draconix, appena uscito in corridoio con Enemy e Gabriele. Poi lo videro, dalla finestra. –E’ un Gliscor…?- chiese Gabriele, allibito di fronte a quella stazza. Draconix si rese conto che era il famoso mostro di Midmoon, e raccontò la notizia agli amici. Scesero di corsa e uscirono dall’hotel. Nessuno si era svegliato. La reception era vuota. Una volta in piazza di Olympia, si trovarono faccia a faccia con quel mostro, un enorme Gliscor alto quasi dieci metri. In un istante si lanciò dalle macerie fumanti di una casa, ma i tre evitarono il suo colpo e mandarono in campo tutti i loro Pokémon. Un secondo grido squarciò la notte, una sorta di risata del Gliscor. Si lanciò all’attacco, menando colpi a casaccio senza far caso agli attacchi. Frogadier e Grovyle giravano come trottole impazzite, sparando attacchi a tutto spiano che s’infrangevano lasciando soltanto qualche minuscola ferita sull’enorme corpo del nemico. Litwick provava a scottarlo, ma era necessaria una dose di attacchi infinitamente maggiore. Tuttavia riusciva a resistere, avendo usato Minimizzato tre volte. Gliscor aveva solo sfiorato Excadrill, ma i danni erano stati devastanti. Nonostante fosse stato colpito di striscio dalla punta della chela, era volato dieci metri a destra, schiantandosi su un albero. Fortunatamente, era ancora in piedi. I due Vulpix attaccavano cercando di scottare o rallentare il nemico, con successo inesistente. –Deve pur esserci un modo!- gridò Enemy, sconfortato. Gliscor mancò un altro attacco contro Lycanroc, e Draconix notò con orrore che l’hotel aveva uno squarcio su un muro e dondolava in maniera pericolosa. Nel frattempo, notò che una gamba di Gliscor pulsava di rosso e sembrava dargli fastidio. Sorrise verso un microscopico puntino bianco e viola, che riconobbe come Litwick. I due Vulpix balzarono, attaccando. Il gigante abbatté un albero, tagliandolo di netto, mentre cercava di prendere Grovyle, che tuttavia riuscì a salire e correre sul suo immenso braccio. Tre Fendifoglia lo colpirono sul collo, senza avere effetto. Il legnogeco fu costretto a buttarsi dal braccio, facendo una brutta caduta. Schivò all’ultimo secondo un colpo di coda, che tuttavia colpì Excadrill. Enemy osservò con orrore mentre la talpa sbatteva la testa su un albero aprendosi un’orribile ferita, e lo ritirò. Lycanroc morse con un Gelodenti alla base della schiena, costringendo il gigante a girarsi e a roteare le braccia finchè il lupo non si staccò, per evitare un attacco. Lucario attaccava all’impazzata con Ferrartigli, evitando ogni lento colpo del gigante, che però sembrava sempre più nervoso. Con un colpo di coda squarciò la reception dell’hotel, il quale si resse miracolosamente ancora in piedi. I cittadini cominciarono a svegliarsi, e i residenti dell’hotel scesero in reception trovando soltanto i quattro pali agli angoli a sorreggere l’intero edificio. Corsero via strillando. Qualche allenatore mandò i propri Pokémon in campo, Pokémon comunque non eccezionali, che non sapevano coordinarsi tra di loro. “Dov’è il capopalestra?” si chiesero nervosi i ragazzi. Anche l’altra gamba del Gliscor era scottata e continuava a dargli fastidio. L’hotel crollò di schianto dopo un colpo di chela che squarciò il secondo piano. Con un rumore indicibile, l’edificio si spezzò in due e cadde al suolo, alzando un polverone. Litwick fu infine colpito, quasi miracolosamente, e crollò all’istante, seguito poco dopo dal Larvitar di Gabriele e poi da Porygon di Enemy. “Non va, non va.” Pensò Draconix, mentre Lycanroc con un guaito veniva ferito alla zampa. D’altro canto, il gigante barcollò, una delle due gambe ai limiti della sopportazione tra scottatura e colpi a non finire. Il cielo cominciava a rischiararsi, mentre i primi tentacoli di luce del sole comparivano flebili dall’orizzonte. Quilladin venne afferrato dalla coda a tenaglia e scagliato a terra, ma si rialzò. Lycanroc fu bloccato da una dolorosa fitta alla zampa e si trovò scoperto. Prima di venir colpito, con un Gelodenti strinse a più non posso le mascelle sulla chela destra. Poi con un guaito svenne. Un altro colpo di coda spezzò le macerie dell’hotel, facendole rotolare via. Poco dopo rimanevano in piedi Frogadier, Grovyle, le due Vulpix, Quilladin, Lucario, Herdiee, Sneasel e il Beldum di Gabriele, che nella lotta si era evoluto in un Metang. I primi due non avevano più energie per attaccare con Fendifoglia e Idropulsar, e ora attaccavano con Aeroassalto e Tagliofuria infliggendo molti meno danni. Le due Vulpix erano perfettamente coordinate, e stavano facendo del loro meglio nonostante le loro forze non fossero al massimo… non ancora… A Draconix venne un’idea. Senza dir nulla corse verso la gioielleria di Olympia, scavalcando travi di legno e pezzi di muro. Sfondò la vetrata con un mattone, prese Pietragelo e Pietrafocaia e lasciò 10.000 Poké$ sul bancone per pagare pietre e vetrata. Quando tornò, Herdier e Metang erano stati sconfitti, ma Gliscor cominciava ad attaccare più lentamente e a barcollare. Quilladin fu la vittima successiva, letteralmente spazzato via con un colpo di coda. Sneasel colpiva con Geloschegge, rifugiato su un albero. Sembrava il nemico non lo avesse notato, ma poi con un grido impaziente il gigante afferrò l’albero e lo sradicò. Il tipo ghiaccio si lanciò via, ma venne afferrato al volo dalla coda e lanciato contro ciò che rimaneva dell’hotel. Enemy lo ritirò prima che Gliscor si avventasse su di lui per finirlo. Poi Draconix arrivò e lanciò le pietre verso i due Vulpix, che vennero avvolti da una luce e si evolvettero. Entrambe erano magnifiche, eleganti, con le loro nove code, ma anche più agguerrite che mai. Si lanciarono contro il gigante con Pirolancio e Ventogelato, cominciando lentamente ad avere successo. Un Fuococarica colpì la caviglia del gigante, che con un urlo cadde in ginocchio e non riuscì più a rialzarsi: la pelle della gamba era raggrinzita e centinaia di minuscole ferite rosso vivido si intravedevano in mezzo al grigio scuro. Un Ventogelato spaccò la pelle dell’altra gamba, rovente per la scottatura. Gli occhi del gigante divennero vitrei, mentre guardava come in trance il cielo. Poi, mentre con apprensione Pokémon e allenatori lo guardarono, cadde senza emettere un lamento. Con uno strano rumore di risucchio, venne avvolto da una luce e si rimpicciolì fino a diventare un Gliscor normale. –Ce… ce l’abbiamo fatta?- chiese Draconix, quasi senza crederci. Poi vide com’era ridotto il Gliscor: le scottature erano rimaste, così come le ferite, che avevano le stesse dimensioni di prima, e si aprivano come immense piaghe sulle piccole gambe del Pokémon. Non ci volle molto a capire che non era semplicemente KO, ma morto. –Che crudeltà…- commentò Enemy, senza specificare se da parte loro o di chi aveva creato un simile abominio. Poi, si girarono, ammirando la desolazione: tre case abbattute, un intero hotel ridotto a macerie. “Dov’è il Capopalestra?” si chiese di nuovo Draconix.

???, Midmoon

-Signore, la cavia F-1 è stata uccisa.- disse il sovrintendente del progetto F-1 al suo capo. –Tsk, proprio come pensavo.- grugnì lui. –Modificate un Pokémon più potente, aumentate la sua velocità d’attacco a discapito di potenza. Abbiamo visto che aumentarla così tanto ma rendere F-1 lento è stato uno spreco.- continuò, e gli consegnò un libricino in cui erano segnati i Pokémon più potenti da modificare, indicandogli la pagina 7. –Agli ordini, signore.- disse il segretario, chinando il capo. Si allontanò in corridoio. “Vediamo, il progetto F-2 dev’essere… Oh, sant’Arceus, anche sabotando il progetto, è così potente… No, devo guadagnare tempo.” si disse, vedendo la cavia da modificare. Senza farsi notare girò pagina e mostrò alle reclute il Pokémon sbagliato. –Andate a catturare la forma base di questo Pokémon. Veloci, nella Giungla Nuvolosa, andate!- disse ai suoi sottoposti. Loro chinando il capo corsero preparando le Cannon Ball.

 

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Capitolo 14: Rapimento

Spoiler

Valentina, Jungleburg

Zebstrika abbatté anche Weepinbell, il Pokémon dell’ultimo allenatore. –Be’, benvenuta alla palestra di Jungleburg.- ironizzò la capopalestra, notando che Valentina sbuffava mentre curava il Pokémon dall’ennesimo avvelenamento. –Sono Margaret, piacere.- disse. La palestra era una sorta di enorme serra o zoo al chiuso, pieno di fiumiciattoli, piante di ogni tipo e Pokémon. –Tre contro tre, quindi.- disse Valentina, ritirando Zebstrika e preparando un’altra Poké Ball. –Sì- rispose Margaret lanciando la Poké Ball di Sunflora. Snorunt scese in campo contro il Pokémon erba. Un Geloraggio colpì in pieno, mentre Sunflora stava fermo per usare Giornodisole. “Be’, non funzionerà con me.” Si disse Valentina, mentre la sua Pokémon ghiaccio scatenava una grandinata. Sunflora fu colto di sorpresa e si trovò a caricare Solarraggio sotto le nuvole. Un Bottintesta lo colpì, ma l’attacco erba partì nonostante fosse notevolmente indebolito. Il tipo erba riuscì comunque ad attaccare con un’Introforza che inflisse un danno notevole. Valentina notò che la sfera di energia era rossa e capì il motivo. Da quel momento Snorunt cercò di evitare ogni attacco, e quando il tipo erba lanciò una Foglielama la contrastò e respinse con Bora, che fece crollare il nemico. Margaret mandò in campo un Breloom, che subito colpì con Pugnorapido. Snorunt resistette e colpì il nemico con Bora prima che la grandine scomparisse. Evitò una Breccia e un Pugnorapido con rapide piroette e con un Geloraggio colpì. Il Breloom lanciò un Parassiseme che venne ancora una volta schivato; tuttavia era una finta, e un Pugnorapido colpì da destra la Pokémon mettendola al tappeto. Dartrix scese in campo attaccando immediatamente con Attacco d’ala. Breloom evitò e si lanciò in avanti con un Tuonopugno, cogliendo la ragazza di sorpresa. Il gufo incrociò le ali indebolendo l’attacco, ma rimase paralizzato e scoperto di fronte a una raffica di Pugnorapido. Rimase bloccato per un po’, ma si curò con Trespolo, cosa che innervosì visibilmente Breloom e Margaret. L’Attacco d’ala successivo impattò con Breccia, mettendo in difficoltà il tipo Erba-Lotta. Il fungo lanciò un altro Tuonopugno, che nonostante la paralisi il gufo evitò facilmente. Un Attacco d’Ala alle spalle pose fine allo scontro. Il Pokémon finale fu un Trevenant, che subito usò Radicamento. Valentina ritirò Dartrix e mandò in campo Archen. Il piccolo volatile si avvicinò, evitando un Ombrartigli, e attaccò con Spennata. Radicamento ristabilì parte dei PS dello spettro, che riuscì a colpire con un’Energipalla il fossile vivente. Nonostante ciò, questo si rintanò con Fossa e con Spennata attaccò le radici collegate ai tentacoli del Trevenant, cercando di evitare che il nemico si curasse, ma questo attaccò con Terremoto. Nonostante il tipo volante, il piccolo Pokémon era sottoterra e andò KO all’istante, venendo lanciato in superficie. Dartrix tornò in campo, sempre paralizzato. Subito usò Trespolo, rimanendo scoperto tuttavia a un Terremoto. Volò verso il nemico evitando un Ombrartigli e colpendo con Attacco d’Ala, che inflisse danni consistenti. La paralisi costrinse il Pokémon a subire un altro Ombrartigli, cui tuttavia rispose con un secondo Attacco d’Ala. Energipalla di Dartrix si scontrò con Legnicorno, e il gufo si nascose nel polverone volando dietro allo spettro. Un terzo Attacco d’ala colpì, cominciando a sfiancare il nemico. Un altro Ombrartigli colpì, ma Dartrix rimediò con Trespolo. Margaret era visibilmente preoccupata, perché il gufo nonostante la paralisi si stava facendo valere. Dartrix colpì un’altra volta, ma venne bloccato e colpito a raffica da Ombrartigli, fino a essere quasi KO. Riuscì a sgusciare dalle braccia dello spettro e volò via, e Trevenant provò a balzare e a raggiungerlo… tuttavia, le radici di Radicamento lo bloccarono. Un Attacco d’Ala in fronte lo mise definitivamente al tappeto. –Oh- commentò Margaret, mentre le radici scomparivano. –Be’, strategia impeccabile. Ti consegno a pieno merito la Medaglia Foresta- disse, porgendogli una medaglia che rappresentava la schiena di un Torterra. Valentina uscì dalla palestra, e una voce la chiamò. –Ehi, tu che hai appena vinto una medaglia, aiutami!- gridò. Ma quando si girò per vedere da dove la voce venisse, un rapido colpo sulla nuca la fece svenire.

Draconix, Olympia

C’era davvero un’immensa mole di lavoro. Innanzitutto, c’erano stati i funerali dei tre morti, una ragazza di 18 anni e i suoi genitori schiacciati dalla casa abbattuta. Le altre due case erano già state evacuate quando Gliscor le aveva colpite. Perciò, i ragazzi avevano avuto qualche ora per riposarsi. Excadrill e Lycanroc rimasero al centro Pokémon a causa delle loro ferite gravi. Il Gliscor venne portato via e seppellito, perché oltre a essere di disturbo per i lavori e probabilmente qualcuno avrebbe voluto mutilare il cadavere già abbastanza storpiato dalle ferite. A Draconix sembravano molto strane, così come la scottatura. Sembrava che le gambe del Pokémon fossero state marchiate a fuoco. I Pokémon psico e volante portarono lontano le macerie dell’hotel, esclusi gli averi delle persone, protetti dalle moderne valigie e zaini digitalizzanti. Le case, esclusa quella su cui il Gliscor era atterrato, erano recuperabili, perciò solo quest’ultima fu buttata giù. “Dopotutto- si disse Draconix, un pensiero macabro –questa casa non servirà più a nessuno.”. Poi i lavori erano cominciati. I ragazzi aiutarono solo per gentilezza, avendo già fatto abbastanza per la città. Il capopalestra era tornato, a quanto pare si era incontrato con quello di Colosstown per discutere alcune cose di politica, siccome in quelle due città i Capipalestra erano in sostanza sindaci. Ora i suoi Pokémon e quelli degli allenatori della palestra facilitavano il compito di ricostruzione. Alla fine della giornata, il piano terra dell’hotel era come nuovo, mentre il primo piano era a metà. Le due case erano state rimesse a nuovo subito dopo i funerali. I ragazzi e i residenti dell’hotel dormirono nella reception nei sacchi a pelo. Questa volta, il loro nemico, chiunque fosse, aveva fatto una bella mossa.

???, Midmoon

-S-34, vieni qua.- disse il capo al segretario. –Sì, signore, cosa succede?- chiese, fingendo di essere sorpreso. –Le sue reclute sono tornate con un gran numero di Slakoth. È forse Slaking F-2, S-34?- domandò il capo. –No, signore. Devo aver mostrato la pagina sbagliata alle mie reclute. Ne sono dispiaciuto.- rispose S-34, fingendosi seriamente dispiaciuto. –Alla prossima sgarrata ti farò declassare, da sovrintendente a recluta.- l’ammonì il capo, e se ne andò. “Devo guadagnare tempo in altri modi…” si disse, impietrito. “Non posso permettermi di lasciare questo posto. Ne va della salvezza di Numa.” Andò dalle reclute. –Mi dispiace in caso il capo vi abbia rimproverato. Il Pokémon da catturare non è Slakoth, ma lui.- disse, indicando la vera pagina. Tra le reclute si diffuse un brusio. –Lei e il capo ne siete sicuri? Volete rendere un Pokémon simile gigantesco?- chiese una recluta. In effetti, il Pokémon selezionato non era esattamente tra i più potenti. Ma combinando la velocità che il capo aveva richiesto, e che quel Pokémon aveva, alle dimensioni delle sue armi naturali… S-34 rabbrividì. Questa volta, doveva dare la vera missione. Mentre le reclute si preparavano alla missione, l’altoparlante suonò, e la voce del capo si diffuse ovunque: -Il primo membro del gruppo, Valentina Galdont, è stato catturato. La prossima vittima è Andrew Warea. Se tutto va bene, F-2 penserà agli altri tre.- annunciò. A S-34 si gelò il sangue. “L’hanno catturata. Non posso perdere tempo.” Si disse. L’avrebbe salvata il prima possibile.

Valentina, Midmoon

Valentina si svegliò all’improvviso, e si rese subito conto di essere in una cella. Niente Poké Ball sulla cintura. Niente zaino né cellulare. “Cos’è successo?” si chiese, massaggiandosi la nuca, dove era certa di aver preso una brutta botta, senza sapere dove. Si guardò intorno: la cella era abbastanza spaziosa e tutto sommato dignitosa, con il bagno pulito e separato dalla cella. “Almeno hanno la decenza di non guardarmi pure in quel momento” pensò, sbuffando. Si sdraiò sul letto. “Devo scappare.” Fu l’ultima, ovvia, cosa che pensò prima di addormentarsi nuovamente.

 

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Capitolo 15: Spie e liberazione

Spoiler

S-34, Giungla nuvolosa
S-34 era nervoso. Uno dei suoi uomini era stato ferito da un Pinsir particolarmente aggressivo, e sapeva benissimo che ci avrebbe rimesso lui. Il capo sapeva essere molto severo. “Dovrò temere le sue punizioni solo per poco” si disse. –Capo, è sicuro che F-2 si trovi qui?- chiese una recluta. –Sì, è solo molto raro.- disse lui. Poi uno dei suoi uomini urlò. –Che succede?!- chiese S-34, correndo verso di lui. –Lo ho trovato! L’ho trovato!- continuava a gridare la recluta. In mezzo ai cespugli era, in effetti, nascosto uno Scyther. –Ok, prendetelo.- disse il sovrintendente S-34, controvoglia.
Valentina, Midmoon
Una guardia svegliò Valentina e le portò il pranzo. Lei, nel frattempo, stava pensando ai suoi Pokémon: la sua Dartrix superba, la sua Salandit un po’ cattiva, la sua Snorunt che amava pavoneggiarsi, il suo Zebstrika sempre fedele, il suo Archen coraggioso. “Devo stare tranquilla. Tornerò da loro e mi libererò da questa inutile prigionia.” Si disse, ricacciando le lacrime. Ancora una volta l’altoparlante suonò e parlò la voce di un vecchio: “F-2 è stato catturato. Gli scienziati del PPF si riuniscano nel laboratorio F-26.”. Valentina, dopo un giorno, già ne aveva abbastanza. Cos’era questo PPF? Cosa voleva dire “F-2 è stato catturato”? Sbuffando, si abbandonò sul letto a un sonno inquieto.
Andrew, Colosstown
-Quindi hai deciso di saltare Jungleburg?- disse il capopalestra, Roger, ad Andrew. –Sì- rispose lui col fiatone, sfiancato per la scalata. Quella maledetta palestra, costruita a 120 metri d’altezza. –Cominciamo subito, tre contro tre.- disse il ragazzo, dopo essersi ripreso. Roger annuì e mandò in campo uno Skarmory, cui Andrew rispose con Hitmonchan. Il tipo lotta incassò un Alacciaio e colpì con Fuocopugno per respingere il secondo; accusò un Perforbecco, e quando il tipo volante si avvicinò di nuovo rispose con Contrattacco. L’Armuccello si allontanò con un grido, ma tornò presto all’attacco, venendo comunque allontanato da Fuocopugni e Gelopugni. Un altro Alacciaio andò a segno, così come un Fuocopugno. I due Pokémon erano quasi in parità, quando il tipo acciaio fece l’errore di lanciarsi con un Perforbecco. Un altro Contrattacco fu troppo per l’Armuccello, che crollò. Il secondo Pokémon fu Doublade, che si lanciò subito con Aeroassalto, impedendo al nemico di evitarlo. Il tipo lotta si limitò a colpire con un Fuocopugno, e con una Lacerazione crollò.
Draconix scelse Pupitar, che subito colpì con Battiterra. Doublade balzò in avanti, rallentato dal colpo, e colpì con un Metaltestata, bloccato da Protezione. La Rocciotomba successiva rallentò ancora di più il Pokémon acciaio, che riuscì a usare una Danzaspada. Un attimo prima di crollare per una Metaltestata potenziata, Pupitar colpì con un altro Battiterra.
Andrew si morse il labbro, ma senza scomporsi mandò in campo Marshtomp. Il tipo acqua evitò una Lacerazione e parò con Idrovampata un Aeroassalto, scottando il tipo spettro e finendolo con una Pantanobomba.
L’ultimo Pokémon di Roger era un Magnezone. Il capopalestra lo guardò con i suoi freddi occhi color argento, i capelli biondi scompigliati. Il tipo elettro lanciò una Bombagnete, che si scontrò con un’Idrovampata. Una sola sfera di metallo si attaccò al Pokémon, ma a Magnezone bastò per attirare a sé il Fangopesce. Un Pantanobomba collise con un Cannonflash a distanza ravvicinata, ma nessuno dei due Pokémon vennero sbalzati, restando attaccati per il magnetismo. Un’Idrovampata cercò di allontanare la sferetta d’acciaio, ma il nemico ruotò su sé stesso per fermarlo e colpì con un altro Cannonflash. Il fangopesce colpì con Breccia una delle calamite, quella cui era attaccato, e poi con Idrovampata centrò l’occhio. Il vapore accecò il tipo acciaio, e il fangopesce scivolò sotto il nemico, colpendo con Breccia la pancia di Magnezone. Il tipo elettro volò via, evitando il vapore e provò a finire lo scontro con Sonicboom. Un Pantanobomba neutralizzò l’onda d’urto e colpì in pieno, facendolo crollare.
-Hai vinto la medaglia Lega.- disse Roger, porgendogli una medaglia che rappresentava la testa di uno Steelix con intorno la sua coda.
Andrew curò i suoi Pokémon e uscì. –Vi prego, aiutatemi!- gridò una voce. Il ragazzo stava per girarsi, ma sentì un movimento alle sue spalle. Qualcosa lo lanciò in avanti, e girandosi vide un ragazzo con una bandana nera e un’uniforme militare che veniva fatto svenire da un Gengar cromatico. Aveva appuntato sul petto un distintivo con disegnato un cannone. –Faresti meglio a stare fermo e lasciare che noi ti catturiamo. Non ti conviene metterti contro di noi.- disse un altro, che non si era accorto dell'amico a terra. –Ah, così credi, R-256?- disse una voce. Un attimo dopo, un Decidueye cromatico gli comparve alle spalle e lo colpì sulla nuca con un colpo d’ala, facendolo svenire. –Spiacente, ma stavolta i piani del capo vanno troppo oltre.- disse la stessa voce, mentre dal tetto scendeva un ragazzo con la stessa uniforme ma con una bandana dorata. Il Decidueye attaccò i Pokémon che gli arrivarono contro, mettendoli al tappeto tutti in un colpo. –Lo diremo al capo!- disse una delle reclute, terrorizzata. –Oh, io non credo.- disse l’altro. Decidueye sgusciò dietro ognuno di loro, facendoli svenire. Poi, il Gengar li ipnotizzò. –Cosa stai facendo? Perché li blocchi, se sei del loro team? Perché li ipnotizzi che sono già svenuti?- chiese Andrew. –Io sono S-34, un infiltrato. La mia intenzione non è quella di aiutare il nostro capo. Li sto sabotando da un bel pezzo: ho ritardato le ricerche per il prossimo Pokémon gigante e ho inserito un difetto in quel Gliscor.- spiegò. –Ma il capo non sa di Gengar e Decidueye, che sono Pokémon potentissimi. E non deve scoprirlo.- continuò. –Comunque, se ti va, ora dovrei andare a liberare una certa Valentina Gald—Andrew strabuzzò gli occhi. –Liberare Valentina? È stata catturata?!- chiese, sconvolto. –Sì. Modificherò i ricordi delle guardie come Gengar ha appena fatto con loro. Non dovrei nemmeno essere qui. Allora, vieni e mi aiuti?- disse, sempre calmo. Senza attender risposta, un Kadabra scese in campo, li afferrò entrambi e si teletrasportò.
Andrew, Midmoon
–D-dove siamo?- chiese Andrew. Si trovavano in una prigione. Era molto buia, illuminata solo da alcune lampade al neon sul soffitto. –Nella prigione del team Cannon. Kadabra non è potuto andare oltre, dovremo scendere altri due piani per liberare Valentina.- disse.
I due scesero le scale, e si trovarono contro delle guardie con dei Pokémon molto forti: un Aggron, un Crobat e un Bisharp. Decidueye e Marshtomp li affrontarono, anche se il tipo spettro fece il grosso del lavoro, sconfiggendo Bisharp con una Breccia e Crobat con Cucitura d’ombra. Indebolì con Fendifoglia il tipo acciaio-roccia, che crollò al suolo con un’Idrovampata in pieno volto. Gengar modificò i ricordi delle reclute. –Lì, in fondo.- indicò Andrew, riconoscendo Valentina in cella. Rabbrividì. “Perché vogliono catturarci?” si disse. Poi, Decidueye comparve dal nulla davanti alla cella e usò una piuma-freccia come chiave. Valentina si alzò di scatto e corse fuori dalla cella. –Andrew!- gridò. –Sssst, non così forte!- le intimò S-34. –Tu… perché mi stai aiutando?- gli chiese la ragazza, con un misto di rabbia e gratitudine. L'infiltrato sbuffò senza rispondere. Andrew annuì per rassicurarla, e i tre raggiunsero le scale. Poi, quando furono tornati al piano terra dove Kadabra li aveva portati, Valentina raccolse le sue Poké Ball, e lo stesso Pokémon teletrasportò via stavolta solo Andrew e Valentina. –Ci rivedremo.- disse S-34, per salutarli. Aveva fin troppa sicurezza nella voce. Poi, con un bagliore, i ragazzi scomparvero.
???, Laboratorio F-26, Midmoon
Il capo entrò nel laboratorio sbattendo la porta. –Se non sono troppo scortese, posso chiedere cos’è successo?- chiese lo scienziato capo. –No, non sei scortese. Valentina Galdont è fuggita, le reclute dicono che abbia aperto la porta con una piuma del suo Dartrix, che conservava con lei ma che non le era stata confiscata. Andrew Warea ha sconfitto tutte le reclute mandate contro di lui.- spiegò. Le reclute cominciarono a bisbigliare, preoccupate per il successo del nemico. –Ciò ritarda soltanto i nostri piani, non preoccupatevi. Come va con F-2?- chiese, notando con piacere che lo Scyther era cresciuto fino a tre metri e mezzo, sdraiato nella piscina immensa di quindici metri creata per il progetto PF. Il liquido impediva al Pokémon di annegare e lo teneva in un sonno costante. –Abbiamo dovuto fermare i lavori perché qualcuno ha fatto un mezzo guaio: ha aumentato le vulnerabilità di F-2 per aumentare la potenza. Forse ha pensato di fare la scelta giusta, ma sta di fatto che giusta non lo era. Ci sono troppi Pokémon fuoco nel gruppo, quindi è meglio evitare.- spiegò il capo scienziato. –Ottimo, CS-12. Chiamatemi quando F-2 sarà finalmente pronto.- disse il capo, uscendo.

 

 

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Capitolo 16: Infiltrati

Spoiler

Draconix, Olympia

Anche il Gurdurr dell’ultimo allenatore cadde sotto i colpi di Grovyle. Il capopalestra, Chuck, si congratulò con lui. –Hai sconfitto con velocità da record gli allenatori. Bene, direi che possiamo cominciare. Tre contro tre.- disse. Draconix mandò in campo Ninetales forma Alola, cui Chuck rispose con Hawlucha. La volpe attaccò con Ventogelato, contrastato facilmente con un Focalcolpo. Extrasenso fece esplodere la sfera di energia, ma il tipo lotta sfruttò il polverone dell’esplosione e provò a colpire con Alacciaio, ma Ninetales non era più lì. Un Magibrillio colpì il tipo volante alle spalle, che tuttavia si rialzò e rispose con un’Alacciaio. L’attacco colpì causando gravi danni, ma la volpe resistette e attaccò con un Extrasenso, facendo tentennare il tipo lotta e mettendolo al tappeto con il successivo Ventogelato. Il Pokémon successivo fu un Machoke. Draconix ritirò Ninetales e mandò in campo Litwick, che subito si rese quasi invisibile con Minimizzato. Il tipo lotta rimase fermo, semplicemente osservando il microscopico puntino. Si scansò evitando un Fuocofatuo e colpì con Breccia, che ebbe un effetto enorme sulla candelina che venne sbalzata via. “Preveggenza.” Si disse Draconix. “Devo stare più attento.”. Litwick colpì con Pirolancio, bloccato con un Rocciotomba che venne evitato davvero per poco. Un altro Pirolancio fu lanciato, e stavolta centrò in pieno petto il tipo lotta facendolo arretrare. Ancora una volta Machoke rimase fermo a osservare Litwick, ma questa volta il tipo spettro non si fece prendere alla sprovvista. Si lanciò contro Machoke, che provò a colpirlo con Breccia; all’ultimo si scansò e rotolò di lato, colpendo il nemico da sotto con un Fuocofatuo. Le fiamme cominciarono subito a fare il loro dovere. Un Rocciotomba colpì, ma era molto indebolito. La successiva Sciagura fu abbastanza per mandare al tappeto Machoke. –Wow, sono già con le spalle al muro e tu hai ancora tutti e tre i Pokémon. Vediamo però come ti comporterai contro di lui.- disse Chuck, mandando in campo un Blaziken. Il Pokémon aveva braccia e gambe molto più lunghe del normale, ed era enorme per essere un Blaziken, alto quasi due metri. Il Pokémon Vampe si lanciò contro la candelina, costringendola a evitare i rapidissimi colpi del nemico. Non fu molto difficile grazie al Minimizzato, e appena il nemico si fermò una Sciagura colpì, cui Blaziken rispose mettendolo KO con Aeroassalto. Draconix mandò in campo di nuovo Ninetales, che cominciò a girare intorno al nemico velocemente colpendo con Ventogelato. Il tipo fuoco provò un Calciardente che venne elegantemente evitato, colpendo tuttavia con un Aeroassalto che però non inflisse molti danni. Altri tre Extrasenso colpirono, uno al fianco, uno in volto e uno alla schiena. Ninetales corse dritto contro Blaziken, poi all’ultimo rotolò di lato, ma il tipo fuoco se lo aspettava e con un Calciardente arrestò la corsa, per poi finire la volpe con Breccia. Draconix, come ultimo Pokémon, scelse Lycanroc. Il Pokémon partì di corsa, girando attorno al nemico. Bloccò una Breccia con Rogodenti, poi sgusciò sotto la guardia del nemico e colpì in petto con Fulmindenti. Una Privazione lo lanciò via, seguita da un Aeroassalto contrastato da Fulmindenti. Rocciotomba investì il tipo Fuoco, che si lanciò con una Breccia. Il braccio del tipo lotta colpì di striscio, investendo la coda del tipo roccia. Blaziken roteò un Calciardente, bruciando l’aria a qualche centimetro dal mento del lupo. Il tipo lotta evitò una Rocciotomba e colpì con Breccia. Il tipo roccia volò via con un guaito, ma cadde sulle zampe in tempo per parare un altro Aeroassalto. Un altro Fulmindenti bloccò Calciardente, e il lupo approfittò della vicinanza per evitare una Breccia e colpire in pieno petto con Rocciotomba. Un altro Calciardente roteò e colpì Lycanroc su una guancia, costringendolo a indietreggiare per evitare Privazione. Gelodenti si scontrò con Aeroassalto, e Draconix notò che della brina si stava formando sulle mani del tipo lotta. Ordinò al lupo di colpire ogni volta possibile con la mossa ghiaccio le braccia. Una Breccia si scontrò con Gelodenti sfondando il colpo, ma non arrivò a danneggiare Lycanroc, perché il braccio del tipo fuoco si trovò congelato. Perse tempo per infiammare i polsi in modo da sciogliere il ghiaccio, e si trovò sommerso da una Rocciotomba, con Lycanroc che lo sovrastava. Un Fulmindenti sul collo fu abbastanza da farlo svenire. –Benissimo. Ti sei meritato la medaglia Furiosa.- disse Chuck, consegnandoli la medaglia che rappresentava la mano dal polso in fiamme di un Blaziken. Il ragazzo uscì dalla palestra e si diresse in hotel, senza accorgersi di qualcuno che sgusciava alle sue spalle. Si lanciò in avanti all’ultimo, sentendo un rumore. –Cos…- mormorò, prima che un Drapion lo sollevasse per il collo con la chela sulla coda. –Ma salve, Draconix Dragdow. Direi che è finita.- disse un ragazzo. Aveva un camicie da scienziato e portava una bandana rossa. –Ch… chi s.. sei…- mormorò Draconix, a cui cominciava a mancare il respiro. –Non devi preoccupartene. Puoi chiamarmi CS-12- disse il ragazzo. –Lycanroc… eccoti, finalmente. È ora che tu torni da papà.- continuò, mentre prendeva le sue Poké Ball. –Co… cosa… Lyc- Lycanroc è-è-è…- -Non sforzarti, o sarò costretto a farti lasciare da Drapion. Sì, quel Lycanroc è stato creato da me. Ora, zitto.- ordinò, mentre Drapion stringeva la presa, costringendolo a zittirsi. –E ora, finalmente il più pericoloso è fuori. Mi dispiace solo che il capo mi abbia ordinato di ucciderti e non di catturarti…- disse. Poi qualcuno scoppiò a ridere. –Ulisse, Ulisse. Tanto non ce l’avresti fatta in ogni caso.- disse una voce. Poi, con un movimento fulmineo, la coda del Drapion si afflosciò, lasciando andare Draconix, che aveva la faccia livida. Rimase per un po’ sdraiato a terra, cercando di respirare, con la vista appannata. Riusciva solo a vedere Drapion che combatteva una figura nera e turchese che volava. –S-34! Che cosa stai facendo?!- gridò Ulisse, l’allenatore di Drapion. –Non te ne preoccupare, tanto non te ne ricorderai.- rispose quello. Poi fu il silenzio, dopo due tonfi, uno più forte di quello di prima. Draconix s’issò sbuffando a sedere, e riuscì a vedere ciò che stava succedendo. Un Decidueye cromatico si ergeva sul Drapion, svenuto, mentre un Gengar teneva le mani sulle tempie dell’allenatore dello Scorpiaccio, ipnotizzandolo. –M-ma…- disse Draconix, ma “S-34”, un ragazzo con una bandana d’oro lo zittì. –Tranquillo. Sono un infiltrato nel Team Cannon, ho seguito le vostre imprese e voglio aiutarvi. Ho sabotato il Gliscor e sto lavorando per sabotare anche il prossimo gigante…- spiegò lui. –Aspetta! Puoi dirmi chi è e dove colpirà?- chiese il ragazzo. –Sì. È uno Scyther, e colpirà a Colosstown. Però appena sarai arrivato tu, perché ti considerano il più pericoloso. Tieniti lontano il più possibile e allenati, mi raccomando. Ora vado.- disse, mentre mandava in campo un Kadabra. –Un’ultima cosa- esordì mentre il tipo psico si concentrava. –Quando sarai a Dragoport, tieniti pronto a una sanguinosa battaglia, e non esitare per nulla al mondo.- concluse, enigmatico. Poi, con un bagliore, scomparve, con il corpo di CS-12 tra le braccia, lasciando Draconix solo nei suoi dubbi.

Ulisse, Midmoon

“Cosa…” fu la prima cosa che pensò il dodicesimo Capo Scienziato appena si risvegliò. Poi capì cos’era successo. “Come ha potuto quel ragazzo sconfiggere il mio Drapion?” si chiese. Pezzo per pezzo, ricostruì gli avvenimenti. Il ragazzo lo aveva sentito e aveva evitato per un pelo la coda del Drapion. Poi, mandando tutti i suoi Pokémon insieme l’aveva facilmente messo KO. Prima che lui potesse mandare altri Pokémon, Drapion gli era caduto addosso facendolo svenire. Ringraziò mentalmente chi lo aveva riportato alla base. –Ben svegliato, Ulisse.- gli disse una voce. Poi, S-34 entrò nella stanza, seguito dal suo Kadabra. –Sai, non è stato divertente doverti venire a prendere. La prossima volta sta attento.- disse semplicemente, poi se ne andò. Se Ulisse odiava davvero qualcuno, quello era S-34.

Capitolo 17: Greninja

Spoiler

Draconix, Midmoon

Draconix era ancora turbato per l’incontro con quel tizio, “S-34”. Stava seguendo il suo consiglio, deviando da Colosstown, andando invece verso Crown Town. Per farlo, doveva deviare e attraversare Midmoon. La città era immensa, un agglomerato di grattacieli scuri. Erano numerosi i parchi e c’erano anche tre Zone Safari diverse in un’unica città. Poi c’era l’ex palestra, un tetro edificio color ossidiana. Un tempo c’era una palestra di tipo Buio, e il capopalestra, un certo Charles, Charlie, Chary, era scomparso nel nulla. Ormai nessuno ricordava il suo nome. Draconix passò la giornata ad allenarsi nella Zona Safari. Il giorno dopo Enemy inviò un messaggio dicendo che era entrato a Midmoon, e i due decisero di incontrarsi per una lotta. Scelsero il centro di Umbreon Place per la sfida, davanti all’immensa statua del medesimo Pokémon che correva. -Bene, ci sei.- disse Draconix, vedendo Enemy arrivare. –Facciamo uno contro uno. Tu Grovyle io Frogadier.- propose lui, dopo aver salutato. L’altro annuì e mandò fuori il Pokémon Erba, che appena vide la rana scattò sull’attenti. Cominciarono subito lo scontro: i due Attacchi Rapidi si scontrarono con un boato. Poi il tipo erba colpì con un Aeroassalto per contrastare Breccia e tentò di superare la guardia nemica con una Fendifoglia, attaccò che non andò a segno. Frogadier rotolò all’indietro e colpì con un’Idrovampata, bloccata da un rapido Fendifoglia. Poi un Tagliofuria colpì la rana in volto, seguito da un Attacco Rapido tranquillamente contrastato con un’Idrovampata. Entrambi si nascosero nel vapore del colpo, affidandosi all’udito. Ci fu un rumore come di lame che s’incastravano, e quando il vapore si diradò erano intrappolati nella stessa morsa della volta prima, tra Fendifoglia e Aeroassalto. “Andiamo, andiamo.” Si disse Draconix, col cuore in gola. Per un attimo sembrò che Frogadier avanzasse, ma poi con un urlo fu Grovyle a trovarsi in vantaggio. “Avanti, puoi farcela” disse mentalmente il ragazzo al Pokémon Erba. Poi i due, ansimanti, si staccarono l’uno dall’altro balzando via, e la lotta tornò un accesso scambio di colpi. Altri due Taglifuria colpirono il volto della rana, così come un’Idrovampata e una Breccia investirono in pieno il legnogeco. Grovyle si lanciò in avanti zigzagando, evitando una Breccia. Frogadier passò al contrattacco rispondendo con un Aeroassalto dall’alto, che s’incastrò con Fendifoglia; tuttavia, stavolta, il tipo acqua aveva il vantaggio di essere a mezz’aria e di poter usare tutti i quattro arti per colpire. Il tipo erba rinunciò allo scontro e sgusciò dietro al nemico, provando a finirlo con un Fendifoglia; tuttavia, si trovarono nella stessa situazione di parità di prima. Sembravano stremati e rassegnati, ma decisi a finire lo scontro a loro favore. Poi, con un urlo congiunto, vennero avvolti da una luce bianca. Al loro posto, a processo finito, si ergevano un Sceptile e un Greninja nella stessa posizione di prima. Per un attimo sembrava avrebbero continuato lo scontro, ma i loro attacchi non reggevano più. Senza un lamento, crollarono entrambi. A Draconix ed Enemy servì un momento per metabolizzare che era successo. Di nuovo. Per la terza volta. Poi scoppiarono a ridere. Andarono a pranzare dopo aver curato i due Pokémon, e lì continuarono a ridere come pazzi, mentre i loro Pokémon mangiavano oltre l’immaginabile. –Be’, stavolta si sono evoluti davvero.- osservò Enemy, dopo che si era ripreso dalla risata. Poi un boato interruppe la loro allegra conversazione. Uscirono di corsa dal ristorante e si trovarono davanti ad uno spettacolo agghiacciante: la statua di Umbreon era stata decapitata, gli alberi piantati nel prato intorno alla piazza abbattuti o bruciati. –Aiuto! Aiuto!- gridava la voce di una bambina. I due ragazzi si lanciarono in avanti e cercarono di aiutare. In piazza, degli Houndoom stavano sputando fiamme e gas velenosi contro chiunque si avvicinasse, mentre lo scienziato con la bandana rossa che Draconix aveva già incontrato stava estraendo qualcosa dal collo della statua. –Bene, con questo dovremmo essere a po…- si fermò, girandosi, vedendo Sceptile e Greninja che si facevano strada. In breve vennero affiancati da Excadrill, Porygon, Sneasel, Lycanroc, Finneon e Ninetales forma Alola. Gli Houndoom si piazzarono loro davanti, ma in breve tempo vennero sbaragliati. –Non di nuovo!- gridò Ulisse, lo scienziato del team Cannon, per qualche motivo, e mandò in campo Drapion. A Draconix si rizzarono i peli sul collo. “Non di nuovo!” fece eco allo scienziato tra sé e sé. Altri Houndoom, stavolta affiancati da Honedge e Pawniard si fecero avanti. Greninja lanciò un Acqualame che mise al tappeto un Houndoom, e mentre i nemici sembravano avere il sopravvento, un turbine d’acqua avvolse il Ninja, stupendo tutti i presenti. –Non può essere…- mormorò Ulisse, impallidendo. Il turbine d’acqua esplose, sbalzando via gli avversari del tipo acqua, che ora era cambiato. Le creste sulla testa si erano allungate, e due nuove si erano formate sulle guance, attraversate da saette rosse. La cresta centrale, che partiva dal naso, era dello stesso colore. Sulla schiena si formò un grosso Acqualame, con l’acqua del turbine che era esploso. Ulisse rimase rigido come un pezzo di legno, mentre Draconix osservava Greninja ed Enemy a bocca aperta. Il ragazzo sembrava in trance, guardava fisso il suo Pokémon. Poi, quando questo partì all’attacco, Enemy imitò i suoi movimenti… o forse era il contrario. Comunque, il Ninja sembrava poter vedere anche alle sue spalle, e sbaragliò ogni nemico con una facilità impossibile. In breve fu addosso a Drapion, ma con lui ebbe pane per i suoi denti. Cominciò un furioso scambio di colpi, cui in breve si unì l’Ampharos di Ulisse e Sceptile. I due Pokémon dello scienziato erano indubbiamente più forti, perciò rimasero solo Excadrill e Lycanroc ad occuparsi dell’orda di Houndoom, Honedge e Pawniard che li investiva da ogni lato, mentre gli altri Pokémon si unirono allo scontro con Ulisse. Drapion colpì con Velenocroce, che venne parato con un Extrasenso, mentre un Segnoraggio di Porygon confondeva Ampharos. Il Geloscheggia di Sneasel andò a segno fulmineo, mentre Greninja continuava a lanciare Acqualame dalla sua schiena, che ogni volta si riformava. In breve tempo Porygon, Sneasel e il Finneon cromatico caddero. Ninetales forma Alola, dopo aver scagliato un ultimo Magibrillio, fece la stessa fine, investito dal Codacciaio di Drapion. Sceptile d’altro canto riuscì a mettere al tappeto Ampharos con due Fendifoglia ben assestati. Poco dopo, sotto un’incessante pioggia di shuriken d’acqua, Drapion cedette. –N-N-Non finisce qui!- gridò Ulisse, mentre ordinava la ritirata. Un Electrode esplose, scagliando via Draconix ed Enemy. Quando si rialzarono, la piazza era distrutta ma libera. Greninja barcollò e riprese le sembianze normali, ed Enemy si sentì mancare. Stava per cadere, ma Draconix l’aiutò a rimettersi in piedi. –Che… che è successo?- chiese, ansimando. -Non lo so.- rispose l’allenatore di Greninja. –Andiamo a chiamare il Prof. Maple, lui ci aiuterà di certo.- disse Draconix, e l’altro annuì. Ritirarono i loro Pokémon, andarono a curarli e poi andarono in hotel per poter fare una videochiamata in pace. –Ragazzi, qual buon vento!- disse il professore, allegro. –Enemy, ti vedo pallido. Sicuro di mangiare e riposarti abbastanza?- si preoccupò dell’aspetto del ragazzo, ma lui scosse la testa. –Tranquillo, Prof. Volevamo chiederle una cosa.- disse Enemy. Lui annuì, sorridendo. –Senta… oggi il Frogadier di Enemy si è evoluto in Greninja. E durante una battaglia, dopo aver sconfitto un Houndoom, ha cambiato forma. Enemy sembrava in trance, guardava fisso Greninja e si muoveva come lui. Sa cosa può essere successo?- spiegò e chiese Draconix. Il sorriso sul volto del professore scomparve e lui impallidì. –Ragazzi… davvero, mi dispiace di aver coinvolto voi così tanto in questa storia. Non avevo idea che quel Froakie…- biascicò, come cercando di scusarsi. –Prof, così ci fa preoccupare. Che succede?- cercò di calmarlo Enemy. Maple sospirò. –E va bene, ormai non ha senso nascondervelo. Voglio semplicemente che non mi giudichiate, anche se lo reputo impossibile.- disse. I ragazzi si guardarono e poi fissarono il Prof., annuendo. Lui sospirò nuovamente, e cominciò a parlare.

Ulisse, Midmoon

-Le giuro capo. Era proprio lui.- disse Ulisse, visibilmente preoccupato. –Impossibile. I vecchi scienziati avevano ucciso quel Greninja e ferito gravemente la sua partner.- scosse il capo lui, negando l’ovvio. –Capo… sono certo che i miei occhi non mi stessero ingannando. Cresta rossa, Acqualame sulla schiena. Turbine d’acqua prima della trasformazione.- spiegò di nuovo lui. Alla fine, il capo si girò, smettendo di osservare l’immensità di Midmoon dalla finestra dell’ufficio. –Suppongo che la Greninja abbia portato l’uovo con sé, e che questo sia finito a Maple. Questo è un problema. Per quanto incompleto, quel Greninja è potentissimo. Dobbiamo eliminare o lui o il suo allenatore.- terminò infine, sedendosi. –Almeno, hai recuperato il materiale che ci serviva. Tzé, l’hanno nascosto davvero bene.- osservò, cercando di essere positivo. –Se non hai nient’altro da dirmi, torna a lavorare su F-2. Dev’essere pronto il prima possibile.- disse. Ulisse chinò il capo e uscì dall’ufficio. “Spero di non ricevere altre brutte sorprese da quei ragazzi.” Si disse il capo, da solo. Poi sorrise. "Qualsiasi cosa succeda, non hanno speranze.".

 

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