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Inviato (modificato)

Salve a tutti, ciò che ho pubblicato corrisponde ad una One-shot, la quale avrebbe come protagonista Katsumi, un giovane allenatore con una speciale abilità e che sarà protagonista anche della mia serie principale in stile Journey, rendendo di fatto questa storia una sorta di prequel.

 

 

 

Incontri e Scontri

 

 

Sembrava una giornata quantomai magnifica: Il sole splendeva alto nel cielo terso, coi suoi caldi raggi che si riflettevano sullo stagno, creando spettacolari giochi di luce, mentre i fili d'erba bagnati dalla rugiada danzavano al ritmo di una brezza fresca e leggera. Dei fiori appena sbocciati, punteggiavano di rosso e giallo il paesaggio circostante e i mandorli in fiore, composti da candidi e rigogliosi rami rassomiglianti soffici nuvole, facevano da palcoscenico per il cinguettio dei Pidgey, appollaiativisi sopra, come se avessero di intenzione di scrutare le sue mosse.

Con gli occhi socchiusi e inebriato dai molteplici profumi e freschezza della natura, un giovane di alta statura e dai capelli color amaranto, camminava lungo il sentiero, accompagnato dal suo inseparabile Espeon, un raro esemplare di Pokemon dalla fisionomia felina e di colore viola, dalla pelliccia sottile e morbida come il velluto.  

Ma qualcosa di strano aleggiava nell’aria, la temperatura scese in picchiata d’improvviso, senza che vi fosse stato alcun segno premonitore. Essa divenne gelida e secca e il vento acquisì vigore e velocità, portandosi con sé una gran quantità di particelle d’acqua ghiacciata da sparare, quasi come se fossero micidiali proiettili, verso le cose e gli esseri viventi che si trovavano a portata di tiro.

 

Un’impetuosa e intensa raffica investì i due, costringendo il ragazzo a chinarsi e a tener stretto tra sé il suo piccolo compagno nel tentativo di proteggerlo.

 

Una fitta cortina di nebbia li circondò, impedendone qualsiasi tipo di visibilità. 
 

"Tutto bene Espeon?" chiese il giovane accarezzandogli il vellutato capo, ed egli di rimando fece le fusa, agitando freneticamente la coda.  

Ma chi o cosa avrebbe potuto provocare quei fenomeni così particolarmente insoliti? La risposta fu presto detta. 

Il Pokémon rizzò le orecchie, come se avesse avvertito una presenza estranea o forse un imminente pericolo.

 

In mezzo a quella foschia, il ragazzo riuscì a scorgere una maestosa figura dall’aspetto elegante e leggiadro che si ergeva di fronte a loro, proprio al centro del lago: era quadrupede e simile ad una fiera, la parte superiore color cielo presentava delle macchie dalla forma romboidale sparse qua e là, il petto era color crema, così limpido da far risaltare quella superba creatura. La criniera violacea svolazzava a contatto con il vento, in modo molto simile ad un mantello, accompagnata da due code bianche simili a nastrini, che si protendevano dalla schiena. Ma la cosa ancor più curiosa era la sua cresta posta sul suo cranio; un esagramma color acquamarina, tale da scintillare ai raggi del sole, quasi come se fatto di cristallo. Le iridi di color rosso scarlatto incutevano terrore e meraviglia a chiunque provasse a incrociare il suo sguardo.

 

Il giovane rimase pietrificato dalla bellezza di quel misterioso essere, da non riuscire a muovere neanche un muscolo o a proferire parola, quasi ne fosse ipnotizzato. A nulla valsero i tentativi di Espeon nel cercare di smuoverlo, ottenendo per lo più l’effetto contrario.

 

Intanto la creatura dal portamento fiero, scoccava occhiate ai due, che non accennavano a muoversi d’un millimetro, anche se a dirla tutta non sembrava per nulla infastidita od ostile nei loro confronti, anzi, era alquanto incuriosita dall’allenatore, tuttavia, prima che egli potesse ridestarsi, scomparve in un lampo. 

 

"Non mi dire che quello era..." mormorò il ragazzo una volta ripresosi, ma non ebbe il tempo di finire la frase, poiché un’esplosione proveniente da una radura lì vicino, attirò la sua attenzione e quella del suo fidato alleato. 

 

Corsero rapidamente in quella direzione, trovandosi dinanzi ad una scena quasi raccapricciante: due pokemon, un Tyranitar e un Weavile comandati da due uomini dall’aria losca e in tenuta nera, avevano accerchiato un Ninetales alquanto ferito e dal colore più strano del solito: il suo folto pelo era grigio argento e le sue code terminavano con una punta di blu. Si trattava di uno stupendo esemplare di pokemon cromatico, un fenomeno estremamente raro in natura, per il quale i pokemon assumono una colorazione diversa rispetto al normale.

 

Nel vederlo, nella mente del ragazzo affiorarono tanti ricordi avvenuti un bel po' di tempo fa, quando si trovò alle prese con un mostriciattolo di tipo differente, ma appartenente alla stessa categoria; una vena di nostalgia lo pervase, pensando a quanto strada avesse fatto e a quante avventure avesse vissuto, ma come gli diceva sempre qualcuno di sua conoscenza 'C'è un tempo e un luogo per ogni cosa, ma non ora'.

 

Apparve subito chiaro quale fosse l’intento dei due malviventi, probabilmente dei bracconieri a giudicare dal loro modus operandi, catturarlo e rivenderlo per un’ingente somma di denaro, quasi come se fosse un trofeo da esibire o un’animale da circo per qualche ricco collezionista. Erano queste le azioni che lo facevano davvero imbestialire.

 

"Ecco perché non mi fido degli umani!" tuonò, ma il suo tono di voce fu più alto di quanto avesse mai voluto, facendosi scoprire e maledicendosi mentalmente per il gesto maldestro appena compiuto.  

 

"E tu chi saresti, moccioso?" chiese uno dei due, voltandosi nella sua direzione. 

 

"Mi chiamo Katsumi e sono colui che vi farà pentire di essere nati. In posizione Espeon!" esclamò, facendo cenno al suo piccolo amico di avanzare in difesa del malconcio tipo Fuoco.

 

"Però, piuttosto sfacciato questo poppante"

 

"Vai con Turbosabbia!" ordinò il giovane e il Pokemon Sole con uno scatto rapidissimo, sollevò un polverone che accecò temporaneamente gli avversari, fungendo da utile diversivo "Ninetales, va via di qui!"

Il Pokémon Volpe non se lo fece ripetere due volte e dopo essersi rialzato ancora un po' dolorante e aver ringraziato con un piccolo inchino, scomparve, inoltrandosi nel folto della foresta, allontanandosi alla vista di quei malfattori.   

 

"La pagherai cara, moccioso!" proruppe quello che sembrava il più anziano dei due.  

 

"Ora è una questione personale" intervenne l’altro.

 

"Ma due contro uno non mi sembra così corretto" commentò il ragazzo "Permettetemi di invitare qualcun altro alla festa. Forza Dragonite!!!" urlò, lanciando la pokéball contro il suolo, sprigionando un fascio di luce, da cui uscì un’imponente figura dall’aspetto draconico.

 

I due osservarono guardinghi l’allenatore e il drago, scambiandosi ogni tanto fugaci occhiate "Hai visto, Gustav? Oltre ad avere un Espeon, possiede anche un dannato Dragonite. Non dovremmo sottovalutarlo"

 

L'altro sorrise "Non me ne fregherebbe nemmeno se fosse il figlio di Lance. Ha mandato in fumo la nostra opportunità di guadagno e per questo deve pagare"

 

"Hai assolutamente ragione e poi, se così fosse, non ci sarebbe alcun problema. Lance è un tale smidollato"

 

Nell'udire tali parole, Katsumi si irrigidì non poco, fulminando poi con lo sguardo quei due, quasi volesse annientarli all'istante. Colui che avevano menzionato non era altri che il campione della Lega di Johto, nonché uno dei pochissimi che erano riusciti ad abbattere le numerose barriere erette dal ragazzo, guadagnandosi la sua completa stima. D'altro canto, quest'ultimo si era allenato giorno e notte senza sosta per affrontarlo, riuscendo a prevalere solo dopo una dura lotta. E sebbene Lance appartenesse a quel gruppo eterogeneo, ciò non cancellò l'odio che Katsumi provava per l'umanità a causa dei molti orrori a cui aveva assistito in passato.

 

"Non vi permetterò di insultarlo, voi sfigati non siete e non sarete mai minimamente al suo livello! Dragonite, usa Metaltestata su quel Tyranitar!" Il Pokèmon Dragò partì all’attacco "Tyranitar, neutralizzalo con Pietrataglio..." Dei macigni di proporzioni titaniche fuoriuscirono dal terreno, pronte ad impattare contro di esso. 

 

"Non credo proprio" lo interruppe "Espeon, solleva quelle rocce con Psichico" Il piccolo felino intuì il piano del ragazzo, sollevando le rocce verso l’alto grazie ai suoi poteri psichici. 

 

"Ma cosa vorrà fare?" si chiesero all’unisono i due, non capendo quali fossero le intenzioni di quel ragazzo i cui capelli parevano aver attraversato una bufera particolarmente intensa. 
 

"Annientalo!!!" urlò poi a pieni polmoni ed Espeon scagliò verso il Pokèmon Lamartigli il poderoso attacco, mettendolo K.O con un sol colpo, vista la sua estrema debolezza.  

 

"Ha...ha... Ha...rivoltato l’attacco con una facilità disarmante..." farfugliò, rimanendo sbigottito dalla bravura e dalla potenza del pokemon avversario 

 

"E non hai visto ancora niente" ribatté il giovane gonfiando il petto "Dragonite continua con Metaltestata" 

 

Si gettò in picchiata sul tipo Roccia, colpendolo con un tale foga da farlo indietreggiare, ma non abbastanza da mandarlo al tappeto, situazione che il malvivente intendeva sfruttare, poiché un ghigno minaccioso adornava le sue labbra. "Perfetto, sei esattamente dove ti volevo, Tyranitar neutralizzalo con Gelodenti"

 

Con uno slancio, si catapultò verso il tipo drago, mordendolo con le sue fauci dal sapore glaciale, non lasciandogli il tempo di contrattaccare e lanciandolo sul terreno inerme, al limite delle forze, e facile preda di altri attacchi. Ne sarebbe bastato uno solo, anche uno misero, per abbatterlo completamente. 

 

"E adesso concludi con Terremoto..." 
 

"Fermo lì! Espeon, Magibrillio" Un potente scoppio di luce investì il campo, abbagliando tutti i presenti, che si coprirono il volto, per evitare di rimanere accecati. 

 

Eppure dopo averli riaperti, l’esito dello scontro apparve abbastanza chiaro: Il potente e minaccioso Pokemon dalle sembianze di un dinosauro giaceva a terra esanime, senza emettere neppur un flebile respiro. 

 

"E-ehi Gustav... quel moccioso è decisamente più forte di Lance... Sarà meglio che tagliassimo la corda, prima che..."

 

"Lo so, Frank..." annuì il compare" Quindi partiamo alla velocità della luce!" esclamò, fuggendo via e volatilizzandosi istantaneamente. 

 

"Bravi, bravi, pappemolli!" gli gridò dietro il ragazzo. 

 

Katsumi aveva vinto, dando una sonora lezione ai bracconieri, ma quello che più contava era l’aver salvato un pokemon indifeso, dimostrando di possedere un cuore puro e che gli avvenimenti del passato lo avevano condizionato pesantemente e che i suoi piccoli amici avevano ponderato bene la scelta di unirsi a lui nel suo viaggio.  

 

Dopo lo scontro, l'allenatore fece rientrare il Pokémon di tipo Psico nella Poké Ball, poiché aveva bisogno di un bel po' di riposo, viste le estenuanti sfide che avrebbe presto dovuto affrontare di nuovo. Vagando per il boschetto, il ragazzo raccolse una manciata di Baccedro, necessarie affinché il Pokémon draconico potesse recuperare rapidamente le forze che gli erano state sottratte.

 

Successivamente alla fine di quegli avvenimenti, era ormai sopraggiunta la sera e il ragazzo, constatando che la sua prossima meta non fosse poi così lontana da quel luogo, decise di accamparsi per la notte.  

 

Una volta cenato, il ragazzo insieme al suo Dragonite, alzò lo sguardo verso il cielo stellato e la luna che si stagliava dinanzi a sé e rivolse un sorriso a quelle meraviglia della natura, così belle da sembrare quasi un dipinto.

 

Mentre si rilassava, lasciandosi sfiorare da quel venticello notturno, gli parve di scorgere qualcosa che sorvolava i cieli, riflettendo la luce lunare, qualcosa di misterioso e dalla testa simile ad una mezzaluna. Katsumi scosse la testa, non riuscendo a percepire la stessa figura vista in precedenza.

 

“Probabilmente sarà la mia immaginazione”  pensò il ragazzo, accarezzando il Pokemon accanto.  

 

"Dragonite!" esclamò il Pokémon, voltandosi verso il suo allenatore.

 

Fin da bambino aveva avuto un rapporto speciale con quelle creature. Era una delle poche persone in grado di capirli e viceversa, e a volte riusciva a comunicare con loro, quasi come se si trattasse di un loro pari. 

 

"Hai ragione e lo so che si trova dietro l’angolo, ma al momento sento che non si tratta della scelta giusta" rispose Katsumi, continuando ad accarezzarlo.

 

"Dragonite?" lo osservò con fare interrogativo, inclinando leggermente la testa. 
 
"Ebbene sì, amico. La mia prossima destinazione sarà Sinnoh..."

 

  




 

 

 

 

 

 

 



 

  

 

 

 

 


 



 

 

 


 

 

 

 

 



 

 

 


 

 

Modificato da Lord_Kyurem

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