Capitolo 22
L'antica genesi
La mattina dopo, i membri della Costellazione si svegliarono con molta lentezza, avendo finito nella tarda notte. Flare decise di andare in mensa per prendere la colazione per tutti. Nell’attraversare un corridoio si ritrovò davanti l’ultimo individuo che avrebbe mai voluto incontrare: Ardor.
“Come va? È stata bella l’escursione di ieri?” disse il Monferno con un tono sarcastico.
“Sta zitto e fatti gli affari tuoi!” gli rispose e passò oltre.
“C’è stato un ferito. Ora vado a dirgliene quattro!”
Quelle sole parole fecero indietreggiare il Charmander. “Dirgliene? Nel tuo linguaggio vuol dire Dargliene!” senza nemmeno pensarci, lo colpì in faccia con un montante.
“Ma come ti permetti? Semplicemente voglio dimostrare la mia superiorità!”
“Sei solo un vigliacco!” ed ecco che si materializzò una furiosa Candle che si parò davanti ad Ardor. “Già ti sei dimostrato un vigliacco volendo picchiare un infermo. Ora voglio vedere se hai il coraggio di picchiare una ragazza!”
Ardor si limitò ad indietreggiare e a scappare non appena non fu più visibile ai due Pokémon Fuoco.
“Ero venuta perché volevo aiutarti, ma non avrei mai voluto assistere ad una scena come questa!” disse la Torchic.
“Devi farci l’abitudine: quel pazzoide è capace di fare di peggio, molto peggio!”
Scale nel frattempo si recò per scrupolo in infermeria.
“Hai proprio la scorza dura: le ferite si sono già rimarginate!” gli disse Joy appena lo controllò. “Prendi questa, in caso dovessi procurartene altre!” gli passò un’ampolla con all’interno una pomata.
“Grazie mille!”
“Non credo debbano esserci conseguenze, ma se dovessi sentire qualcosa di anomalo avvisami subito!”
“La ringrazio, Professoressa Joy!” il Treecko uscì di ottimo umore. “Giusto, è vero!” con un’improvvisa fretta, si fiondò nella sua stanza e prese una pila di fogli, per poi velocemente uscire dall’edificio. Incontrò così un Pelipper postino. “Scusi, questi fogli devono arrivare alla redazione della Gazzetta Pokémon!”
“Non si preoccupi, me li dia!” il Pokémon Alacquatico li prese e se li mise in becco, per poi spiccare in volo.
Nel frattempo un Pokémon entrò in accademia avvolto in un mantello con cappuccio, rendendo impossibile capire chi sia. Iniziò a percorre un corridoio, completamente senza anima viva, scendendo poi per una rampa di scale, trovandosi così davanti ad un grande portone, ed entrò senza pensarci. All’interno c’era un palcoscenico con un sipario rosso e una serie di posti per sedersi di fronte. Sul palco c’erano alcuni Pokémon con dei costumi, apparentemente degli attori, che notarono subito il misterioso figuro.
“Chi sei? Cosa vuoi?” domandò un’attrice, una Kirlia vestita con un’uniforme alla marinara bianca e rosa, con un fiocco rosso con una spilla con una mezzaluna.
“Io?!” egli si tolse il mantello, rivelando di essere Frost lo Sneasel. Si voltò verso un banco con dei costumi, ne prese uno e se lo mise rapidamente. Ora sembrava un vero antagonista, con indosso una tuta ed un mantello neri venati di bianco. “Sono Alexandrite, e tu sei in possesso di qualcosa che mi interessa!”
“Te lo puoi scordare, non avrete mai il Cristallo d’Argento!” la Kirlia continuò, come se fosse tutto previsto. “Sono la Paladina dell'Amore e della Giustizia, io sono Sailor Kirlia. E sono qui per punirti in nome della Luna!” si mise poi in posa.
“Non farmi ridere, patetica come sei. Battito del Cuore di Tenebra, Azione!” Frost, o meglio Alexandrite, sferrò un Neropulsar.
“Sacro Scintillio della Luna, Azione!” Sailor Kirlia rispose con Magibrillio, ed entrambe le mosse si contrastarono a vicenda. Finito ciò, i due smisero con la messa in scena. “Sono due mesi che non vieni, ma ricordi le tue battute alla perfezione!” i restanti membri applaudirono.
“Dici bene, Bell. Ora sono in un team, ma non lascerò la compagnia!” le rispose lo Sneasel. “A proposito, devo andare a parlare con gli altri!” fece per andarsene, ma qualcuno iniziò a battere furiosamente alla porta.
“Nasconditi, ci penso io!” mentre lui si nascose dietro il sipario, Bell aprì, trovandosi davanti Ardor e Chill. “Cosa volete?”
I restanti attori si allontanarono, con alcuni che si nascosero, alla vista del Monferno. “Lo sai benissimo!”
“Frost non è qui, e in ogni caso non ti riguarda. Sparisci!” Ardor fece un passo tremante in avanti, ma in quell'istante Bell lo spedì via con Psichico. “Vuoi per caso raggiungerlo?” si rivolse a Chill, che, senza dire nulla, si voltò e scappò rapidamente. Bell poi chiuse la porta sbattendola.
“Questo sì che è uno spettacolo degno di un primo premio!” si complimentò lo Sneasel.
Intanto, Scale, Flare e Candle tornarono al dormitorio. “Abbiamo preso il meglio che c’era, un’enorme torta di Baccapesca. Ce la meritiamo pure con tutto quello che abbiamo fatto!” annunciò il Charmander.
“Ehi, ma Ivory?” il Treecko notò l’assenza del Pokémon Zanna.
“Ah, si dev’essere svegliato prima dell’alba, perché non era qui!” gli rispose Tusk.
“Gliene lasceremo un pezzo!”
Claw nello stesso tempo stava sistemando alcune carte riguardanti diverse pratiche dell’accademia, finché qualcuno non bussò improvvisamente alla finestra. Lui aprì con sorpresa. “Frostbite?! A cosa devo questa visita improvvisa?”
“Perdonaci, Claw, dobbiamo saldare un debito con alcuni Ranger!” disse entrando. Con lui entrò uno Sneasel Lotta/Veleno.
“Salato?”
“No, non quanto arrivare qui furtivamente. Ieri nel Crepaccio Prismatico sono entrati dei Ranger ed hanno eliminato degli Emissari dell’Oblio che l’avevano invaso!”
“Ti accompagno da loro!”
“Grazie, Claw-sama!” gli disse lo Sneasel.
Il preside portò i due nel dormitorio, dove le varie squadre avevano appena finito di mangiare. Il Noctowl li lasciò lì. “Perdonate il disturbo, grazie per ciò che avete fatto ieri. Io sono Frostbite, e lui è il mio braccio destro Rise!”
Tutti li riconobbero e si presentarono. In quel momento, un cigolio si udì all’esterno della stanza, ma venne ignorato poiché non entrò nessuno, immaginando fosse Claw.
“Chi è il vostro leader?” domandò Rise, e tutti indicarono Scale. “Scale-san, come avete fatto a raggiungere il Crepaccio Prismatico?”
“Sono stati Ho-Oh e Lugia a indirizzarci lì, per proseguire la nostra ricerca delle Frecce!”
“Giusto, mi avevate detto che cercavate le Frecce!”
“Siete quindi Emissari Celesti?” prese parola lo Sneasler, ma nessuno intese. “Anche Emissari dell’altro regno, o dell’opposto regno…” si bloccò di colpo, intuendo che nessuno lo stesse capendo “Umani?” ricevette una risposta affermativa di sette Pokémon, cosa che lo turbò un po’. “Così tanti in un gruppo solo? Questo non me lo sarei mai aspettato. Ne conobbi alcuni da giovane secoli fa, ma erano pochi, pochissimi. Non avrei immaginato che fossero stati chiamati così tanti!”
“Sul serio? Basil e Crest dissero che erano innumerevoli!” rispose Tusk.
“Basil e Crest?! Li conobbi molto tempo fa, ma non mi hanno mai detto nulla a proposito. Cioè…” il Pokémon Scalata si interruppe di colpo, per poi divagare. “In ogni caso, quell’Emissario dell’Oblio, è così che li chiamavamo anticamente, che attacca con la realtà onirica doveva essere lì in vostra attesa, dato che quelle creature puntano a quelli come voi. In più, conoscono il destino, forse proprio capaci di plasmarlo, o almeno così essi affermano. Il nostro territorio è spesso stato vittima dei loro attacchi, soprattutto per l’Etere, da cui loro traggono potere!”
“Perché puntano a quelli come noi?” domandò Fossiil.
“La Tenebra dell’Oblio che affrontammo io a Scale ci diede degli intrusi. Ho sempre pensato che si riferisse al fatto che eravamo umani!” aggiunse Tusk.
“Crediamo che sia così, dato che solo gli Emissari Celesti e chi è a loro molto vicino sembrano essere stati attaccati. L’Etere è la loro fonte d’energia, ma non riesco ancora a capire come l’adoperino!”
“Speriamo di comprenderlo presto, altrimenti sapete che rise-ate!” Rise si concesse una battuta per sdrammatizzare, ed effettivamente tutti risero.
“Rise, forse non era necessario…” Frostbite sembrava un po’ contrariato, ma anche lui non riuscì a non ridere. “Tornando a noi, l’altare del Crepaccio Prismatico è dove veneriamo il divino Arceus, lasciando offerte di bacche che crescono sorprendentemente grazie alla luce dei cristalli. Su esso ci sono incisi in Pokéroglifici miti e tradizioni, che forse già conoscete, ma senza il ruolo dell’Etere, o comunque ridotto: il divino Arceus fu il primo a nascere dall’Etere, al confine dei due mondi. Con lo stesso principio creativo, creò le sue emanazioni, plasmando così il tempo, lo spazio e l’antimateria, per poi dare vita ad altre emanazioni più distaccate da lui, generando dunque la terra, l’oceano, il cielo, l’energia, la luce e gli altri costituenti del pianeta. Infine, l’eterea forza creatrice venne adoperata per la nascita di altre creature che potessero abitarlo. Vedendo cos’era la vita nel mondo umano, decise che nessuna vita avrebbe avuto una fine, a differenza di cosa succede agli umani. Così nacquero i Pokémon, esseri dotati di particolari poteri derivati dall’Etere, ma il loro intelletto divenne il primo ostacolo da superare: erano selvaggi, aggressivi e dissennati, con pochissimi casi eccezionali che cercarono di collaborare, ma incapaci di usare il loro poteri moderatamente. Questa fu la premessa per la venuta degli Emissari Celesti, umani che già sapevano come funziona una società e come costruirla, che ne divennero demiurghi e aiutarono i Pokémon a sfruttare le loro capacità e a fabbricare strumenti, tra cui rudimentali armi in sostituzione delle mosse finché non venissero padroneggiate!” egli si interruppe, per poi respirare profondamente prima di riprendere. “Tuttavia, l’utopia sembrava lontanissima: un’altra creatura contro il volere di Arceus ebbe origine dall’Etere, un essere oscuro desideroso di distruzione. Pokémon ed umani unirono le forze per liberare il mondo da questa piaga, gli Emissari dell’Oblio. Dunque Arceus e le emanazioni crearono le Frecce, cosicché potessero sfruttare i loro poteri e contrastare la minaccia. Nonostante la loro sconfitta, giurarono di tornare!”
“Parbleu! Non sarà mica Materia Oscura?” domandò Bloom.
“No, peggio! Era una gigantesca creatura informe violacea dal nucleo scarlatto. Le sue capacità di manipolazione dell’Etere erano incredibili!” in qual momento il Pokémon Scalata strinse con la mano la sua spalla sinistra. “Ero uno Sneasel giovanissimo quando la fronteggiai. Non riuscì a resistere molto, e quell’essere riuscì a congelarmi l’intero braccio sinistro, cosa che me ne impedì l’uso. Il mio salvataggio è stato miracoloso, ed anche la mia guarigione!”
In quell'istante la porta si aprì e Ivory entrò di colpo. “Come hai fatto a guarire?” gridò.
Frostbite non sembrava né sconvolto né disturbato dall’Axew. “Non ne conosco alcun dettaglio. Tuttavia, essendo Zygarde un organismo vivente in sviluppo, Xerneas la forza vitale che lo sostiene e Yveltal la forza distruttrice che ad esso si oppone, la Genofreccia potrebbe esserne la chiave!”
“Dove si trova quella Freccia?”
“Lo ignoro, non fui io a procurarla. L’unica cosa che so è che si trova esternamente a questo continente noto come Terra dell’Aurora!”
Ivory uscì in preda alla disperazione, nel totale sgomento della Costellazione. Flare si alzò e cercò di seguirlo.
“Cosa è preso a quel Pokémon?” chiese Rise.
“Magari lo sapessi, non l’ho mai visto così!” rispose Tusk.
“La maggior parte di noi l’ha appena conosciuto, non possiamo essere d’aiuto!” aggiunse Aura.
“Qualsiasi cosa sia, deve turbarlo molto!” riprese lo Sneasler. “Tornando a noi, è giusto ora che vi parli delle Frecce, essendo ciò che cercate. Purtroppo non so molto, tranne dov’è custodita la Meteofreccia e particolari dettagli sull’Infinifreccia. Può essere sufficiente?”
“Perdonatemi, pensavo avessimo più certezze a proposito!” lo Sneasel mise le mani avanti.
“Va bene, qualsiasi informazione è preziosa per noi, giusto?” disse Scale rivolgendosi ai suoi compagni, che annuirono.
“Non so quale sia il nome che è stato attribuito al continente in questione, ma è a nord dell’isola in cui c’è l’Albero della Vita. Ricordo che salimmo su un monte arido elevatissimo, dove il Sole è sempre sembrato immobile e perenne. Da lì, potemmo ammirare una nube verticale fissa nei cieli. L’entrata della dimora dell’arma si trovava alla base del monte, ma non da dove iniziamo a scalarlo, bensì dalla parte opposta. Riguardo invece l’Infinifreccia, essa si crea unendo l’Unifreccia, la Zerofreccia e almeno una qualsiasi altra Freccia. Tuttavia, più ne vengono adoperate, più il suo potere diviene universale, per questo si tende a dire che siano necessarie tutte. Questo è tutto ciò che rammento, di cui ovviamente sono certo!”
“Dev’essere il Canyon Maestoso quel dungeon!” affermò Fossil.
“Solo una domanda: se sapete così tanto, perché, sorprendentemente, non divulgate nulla?” chiese Shell?
“Lo capirete da soli, man mano che avrete più Frecce. Non abbiamo più nulla da dirvi, ci congediamo!”
“Grazie mille!” ringraziarono i membri della Costellazione.
“Grazie a voi per averci aiutati alla nostra casa!” Rise ricambiò il ringraziamento.
“Un’ultima informazione: non abbiamo mai escluso l’esistenza di altre Frecce. Tenetelo a mente!”
GameGate01
Ringraziamenti speciali a @Leio99, @Enemy e @TheMudkipGirl95