quote 'Kiyro' Se ora un ragazzino è certo di essere etero e tra dieci anni scopre di essere gay, non avrà mentito a se stesso. Ha semplicemente scoperto una parte prima sconosciuta. Diciamo la stessa cosa. Si, ma quello che dico io è:una cosa è imparare e conoscersi nei vari aspetti della propria persona, nelle sfumature, nei difetti e nei pregi (cosa difficilissima, secondo me quasi nessuno riesce a scoprire se stesso neanche per metà , perchè si è creato/a una maschera) un'altra è conoscere la propria sessualità , che è un singolo aspetto e non cambia come i gusti. A me piaceva il prosciutto cotto da piccolo, adesso il crudo, magari fra dieci anni mi garberà anche la bistecca...lo stesso discorso non si può fare per la sessualità . Lasciando perdere l'età della pubertà , in cui ancora si deve capire cosa è il sesso e soprattutto il provare sentimenti verso altri, dai venti anni in poi non puoi cambiare sessualità quando ti pare e sicuramente non cambierà lei. Quelli che si scoprono gay a 40 anni dopo esser stati sposati e aver avuto figli, non hanno cambiato sessualità , sono sempre stati gay, ma se ne sono accorti o si sono illusi di non esserlo per tutto quel tempo. Io ritengo che affermare la propria inclinazione sessuale serva eccome, perché spesso le parole impongono un marchio, una conferma, e la stessa conferma non è una restrizione durante il corso della vita. Alle volte gli stessi marchi servono proprio a conformarsi con gli altri e a tradire sé stessi. Le etichette servono quando c'è una motivazione ben salda dietro. Ho sempre odiato i bambinetti che disegnavano svastiche qui e la, e manco sapevano cosa significasse. Il marchio non è proprio il massimo, te andresti a giro con un marchio addosso, con su scritto: etero, di destra o sinistra, mi piace questo questo e quest'altro, ce l'ho piccolo, ce l'ho grosso ecc...? Una persona non ha bisogno di un marchio per ricordarsi chi è, ha bisogno di maturità per conoscersi e accettarsi. Se tu affermi una cosa con piena convinzione di ciò che dici, quella è necessariamente una verità , perché tu la ritieni tale. E per finire, sì Io credo fermamente in ciò che dico: ho avuto modo di pensare per anni e anni, poi ho scoperto che c'era qualcuno che ben prima la pensava esattamente come me. Sono convinto che sia la società e l'educazione a far reprimere la nostra sessualità , a creare problemi dove non ce ne sono. Non esageriamo con queste affermazioni che sono a doppio taglio È vero che si deve essere convinti delle proprie idee, ma non essere testardi, se molti ti dicono che sbagli (e questi molti hanno una conoscenza migliore e più vasta della tua) bisogna rivalutare un po' la cosa. uhm..forse intendevate il discorso sempre nell'ambito della sessualità . In tal caso vi do piena ragione, non vergognarsi della propria sessualità .