CAPITOLO 3: I PRIMI PASSI
Mentre Kukui e Ren passeggiavano per Hau'Oli, dirigendosi verso la periferia, passarono accanto al lungomare della città, costeggiato da Hotel, condomini, ristoranti e negozietti di souvenir vari per i turisti. Svoltarono a destra e si allontanarono dalla città, arrivando alla periferia. Lungo la strada, videro la Scuola per Allenatori e un Centro Pokémon
“Qui è dove ogni tanto insegno” sentenziò Kukui
“Lei insegna?” chiese Ren
“Più o meno. Quando non ho nulla da fare gli insegnanti mi chiamano per fare delle lezioni sui tipi ai bambini più piccoli” spiegò lui
“Beh un nobile intento insomma”
“Decisamente” concluse lui, sorridendo.
Si fermarono davanti ad una graziosa casetta di legno azzurra, con il tetto nero e circondata da uno steccato marrone.
“Beh, questa è la tua fermata. Ti auguro il meglio per questa tuo soggiorno qui ad Alola”
“Grazie mille professore. Buona serata!” salutò Ren entrando in casa
Il professore salutò con la mano e sorridendo, scuotendo la testa e imboccando il sentiero che conduceva al suo laboratorio.
Entrando nella casa, Ren rimase a bocca aperta. Il salotto e la cucina erano in una unica grande stanza, al centro della quale c'era un tavolo con sopra delle buste della spesa e delle bacche. Sopra il tavolo accanto alle bacche c'era anche il Meowth della mamma, che stava riposando. Ren gli fece una carezza sulla testa. Meowth sorrise nel sonno. In quel momento arrivò anche la mamma, con i capelli legati in una fascia e con il volto leggermente sudato.
“Ecco il mio tesoro” disse lei andando ad abbracciarlo “hai visto che bella casa? Siamo anche ad un passo dal mare”
“Davvero. E' semplicemente stupenda” esclamò Ren
“La tua stanza è quella alla destra del mobile del televisore” indicò la mamma
“ok, vado a vedere com'è”
“Ho messo apposto anche alcune delle tue cose in giro per la stanza. La tua console, il tuo appendiabiti, il cuscino Munchlax, il mappamondo e la guida che ti ha lasciato papà”
“D'accordo mamma, a dopo!”
Ren si diresse rapidamente nella sua nuova camera. Le pareti erano verdi e marroncine, e la finestra dava su uno splendido prato. Alcune cose erano ancora dentro gli scatoloni, ma Ren non diede troppo peso alla cosa. Posò lo zaino per terra, appoggiò il cappello sull'appendiabiti, si stese sul letto e improvvisamente gli occhi gli si fecero pesanti. Crollò a dormire dopo poco.
La mamma entrò nella stanza per vedere come stava, lo vide dormire e spense le luci e chiuse la porta sorridendo. La notte passò tranquilla e il giorno dopo il sole splendeva radioso su tutta la regione, illuminando ogni centimetro di terra. La madre stava osservando il panorama dal piccolo balconcino che dava sul giardino insieme a Meowth.
“Ahhh, che bello il sole di Alola, sembra non possa tramontare mai!” disse lei inspirando a pieni polmoni “Beh, ci resta ancora da fare una cosa prima, svuotare gli scatoloni. Meowth, vai a svegliare Ren”
Meowth emise un verso e andò nella stanza di Ren, svegliandolo. Ren gli accarezzò la testa e si vestì. Uscendo dalla stanza abbracciò la mamma.
“Ecco il mio tesoro, stavi dormendo come uno snorlax. Sei pronto per la tua avventura?” chiese lei
“Si sono prontissimo mamma, anche se sto dormendo in piedi”
“Dai su, che ti divertirai un mondo. Sul tavolo ti ho lasciato anche la paghetta. Spendila come vuoi tu”
“D'accordo mamma, ci vediamo!” disse Ren uscendo dalla porta correndo.
Scese dal portico e si diresse a destra, correndo lungo una strada costeggiata da alberi e dove il vento tirava abbastanza forte. Correndo correndo arrivò davanti ad un arco di legno con dei piccoli disegni sopra
“Beh, a quanto pare mi hai preceduto” disse da dietro di lui una voce familiare
“Professore, ma lei è onnipresente?” chiese Ren scherzando
“Eh, mi sa di si” rise lui “Giorgia dovrebbe essere già al villaggio di Lili, andiamo”
Ren salì delle scale di legno e si trovò davanti un piccolo villaggio stile tropicale, pieno di casette di legno graziose. Lungo la strada principale c'era Giorgia che giocherellava con i suoi capelli all'ombra di una palma
“Ehi!”
Giorgia si voltò e si alzò andandogli incontro
“Ehi Ren, buongiorno!”
“Buongiorno a te. Dormito bene?”
“si dai, a parte l'umidità sono stata bene”
Dietro di loro, il professor Kukui si guardava intorno pensieroso, toccandosi il pizzetto
“Tutto ok professore?” chiese Giorgia
“Mh...non c'è, eppure mi aveva detto che ci saremmo visti qui a Lili” disse lui sovrappensiero
“Professore?” chiese di nuovo Giorgia
Il professore prestò ascolto a Giorgia
“Uh? Ah si, scusami. Ero sovrappensiero. Dovevamo incontrare il Kahuna qui ma c'è calma piatta” disse il professore
“Il Kahu-che?” chiese Ren
“Il Kahuna, colui che viene scelto dal Pokémon Protettore. E' l'allenatore più forte dell'isola” spiegò Giorgia
Il professore continuava a guardarsi intorno
“Forse è andato al tempio dedicato al Pokémon Protettore...” si rivolse a Ren e Giorgia “Ehi ragazzi, che ne dite se andate a vedere se c'è? Per il tempio basta seguire il Sentiero Mahalo. E' appena qua dietro, non potete sbagliare”
Ren e Giorgia si guardarono e annuirono, dirigendosi verso il Sentiero Mahalo. Il sentiero era una strada sterrata in salita, che andava a zig-zag ed era costeggiata da alberi. Oltre ad alcuni pokémon, Ren e Giorgia notarono una ragazza vestita tutta di bianco e dai capelli color biondo platino che aveva con sé un borsone molto grande di tela grigia e nera, sui cui lati vi erano delle pokéball disegnate. La borsa si muoveva animatamente, come se ci fosse qualcosa o qualcuno dentro. Ren e Giorgia si nascosero e la sentirono bisbigliare alla borsa
“Si si ho capito, non essere così irrequieto. Non posso permettermi che qualcuno ti veda. Pazienta ancora un po'” e riprese a camminare.
Anche Ren e Giorgia continuarono ad andare lungo al sentiero, arrivando alla fine di quest'ultimo. Il sentiero terminava con un promontorio accanto ad una cascata. Davanti alla cascata c'era un ponte di legno non proprio in condizioni perfette. La ragazza dai capelli platinati aprì la borsa e ne uscì un pokémon color viola e fucsia con delle protuberanze a forma di nuvola come braccia. A dire il vero, quel pokémon sembrava una piccola nuvola. Il pokémon misterioso volò verso il ponte tutto felice ma venne attaccato da tre Spearow, che iniziarono a volteggiargli intorno e ogni tanto beccandolo. Ren senza pensarci si lanciò verso la ragazza, mentre Giorgia tentò invano di trattenerlo
“Ciao...tutto ok?” chiese Ren alla ragazza misteriosa
La ragazza sussultò per la sorpresa e si girò, vedendo Ren
“Io..io...” balbettò lei “Devi aiutarlo, salva Nebulino!” disse lei infine indicando quel pokémon
“Quel pokémon si chiama Nebulino?” chiese Giorgia uscendo dal nascondiglio
“E' indifeso e non conosce mosse. Vorrei aiutarlo ma non sono un'allenatrice, devi aiutarmi per favore!” supplicò lei quasi con le lacrime agli occhi
Ren annuì e corse verso quel pokémon, stando attento a non farsi male sul ponte di legno, tanto era malmesso. Ren si mise sopra il pokémon della ragazza, cercando di prenderlo tra le braccia e correre via, ma gli Speraow erano molto aggressivi e Ren decise di non alzarsi e fare di tutto per proteggerlo. Il pokémon allora in un lampo di luce blu generò un'onda d'urto per allontanare gli Speraow, provocando però il crollo del ponte.
La ragazza e Giorgia fissarono la scena esterrefatte, mentre Ren strinse a sé quel pokémon
“bel modo di porre fine alla mia vita. Almeno ho vissuto 11 anni di vita pieni” pensò
Ma dal cielo piombò in mezzo a dei fulmini un pokémon giallo che lo raccolse prima che toccasse terra e lo riportò sul promontorio, accanto alle due ragazze. Questo pokémon aveva il corpo nero e un becco e cresta arancioni. Sulle braccia aveva due protuberanze enormi anch'esse gialle, ma con disegni tribali sopra.
“kokokooo” emise quel pokémon prima di volare via seguito da innumerevoli scintille elettriche.