TheWillOfTheClock Inviato 18 agosto, 2019 Condividi Inviato 18 agosto, 2019 Buongiorno! Mi sono appena svegliato da una notte quasi insonne. Non poteva essere altrimenti: l'ho passata a guardare "Your Lie in April", nonostante avessi un sentore che la sua fine mi avrebbe colpito, dura e inesorabile. Eccome se l'ha fatto. Se quella mi ha colpito, il resto dell'anime mi ha segnato. Nel protagonista, anzi, nei protagonisti, ho visto me: i loro sì e i loro no, i loro pianti, le loro risate, le loro remore e le loro risoluzioni mi sono sembrate così umane... eppure non lo erano. Questo tipo di opere, per quanto bene riesca ad inquadrare la realtà in tutta la sua varietà e tragicità, non è altro - ecco perché è da considerare arte - che una sublimazione. È proprio questa sublimazione che ci dà emozioni e insegnamenti, è ciò che dell'opera ci cambia di più, ci fa evolvere come individui ed è come presenta la sua sublimazione l'opera che crea quel senso di vuoto alla fine della fruizione. È che capiamo che l'autore ha finito di fare il demiurgo, capiamo che il suo è un mondo fittizio e funzionale alla nostra crescita. Ed è così che veniamo riportati al vero, ad abbandonare i dolci equilibri di quel mondo e a continuare la nostra vita di tutti i giorni, e, pur consapevoli che niente sarà più come prima, speriamo che quella che ci è stata raccontata sia una realtà possibile e che il falso non sia nella storia dell'artista, ma negli eventi poveri e banali che ci facciamo scorrere addosso. Questa sarebbe potuta essere una domanda su come superare quel vuoto, ma ho deciso di darle una maggiore valenza filosofica e introspettiva. Come fate voi a superare le bugie che vi vengono raccontate dall'autore e a declinarle in un'ottica di migliore comprensione di voi, di ciò che vi circonda e di come vi ci relazionate? Link al commento Condividi su altre piattaforme Più opzioni di condivisione...
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