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[Spin-Off] Raziel's Rivals (NON COMMENTARE)


Zarxiel

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Enemy VS Iris

Enemy sorrise. 'Eccoci.' Pensò 'L’ultima città. L’ultima medaglia. Poi, mi aspetta la Lega.'

“Hai un sorriso enorme, lo sai?” Commentò Belle, ridacchiando “Cerca di non sorridere troppo adesso, almeno tieniti un po’ di gioia per la medaglia.”

Enemy annuì e il gruppo avanzò nella cittadina. Gli abitanti erano quasi tutti intenti a discutere di N.

'Già.' Pensò Enemy 'N…'

Aveva saputo anche lui che, appena sconfitto il Capopalestra, N si era diretto verso la Lega. E la cosa lo preoccupava molto, perché c’era il rischio che la Lega non avesse luogo. 'No, non ci devo pensare. Sono certo che Raziel e i suoi compagni risolveranno la situazione.'

Il ragazzo si diresse quindi con gli amici al Centro Pokémon. Mentre la sua squadra veniva curata, osservò la propria. A questo punto, tutti i Pokémon che possedeva erano evoluti al massimo, ed era fermamente convinto delle loro capacità. Perciò, riteneva di poter battere la Palestra. Ma l’idea di fare tutto per niente non era esattamente qualcosa che apprezzasse.

In quel momento, Belle si diede una pacca sul volto. “Pansage!” Esclamò.

“Cosa?”

“Pansage! Mi sono dimenticata completamente di Pansage! Dovevamo trovargli una casa, e invece…”

“Oh, l’ho fatto io.” Rispose Komor “Pensavo ti fossi accorta che non l’avevamo più con noi.”

“No che non me n’ero accorta! Quando è successo?!”

“C’era un ballerino ad Austropoli che voleva un compagno di danza. Quindi gli ho proposto Pansage e lui ha detto ‘Certo, suona come un’ottima idea’. E così ora ci sono un ballerino e un Pansage a esibirsi nel parco.”

“E non potevi dirmelo?”

“Come ho detto, pensavo te ne fossi accorta, c’eri anche tu, solo che stavi parlando con un’altra persona.”

“Oh sì, quel ragazzino silenzioso. Beh potevi dirmelo, mi sono preoccupata un sacco.” Commentò Belle. Il ragazzo sospirò.


Poco dopo, il gruppo si diresse alla Palestra. Affrontati gli Allenatori si trovarono davanti Iris, che diede loro il benvenuto. La cosa sorprese Enemy, dato che sapeva bene che il Capopalestra della città era Aristide.

“Aristide non c’è.” Spiegò Iris “Purtroppo è impegnato, quindi mi occupo io della Palestra.”

Enemy annuì, anche se era nervoso. Poi lasciò il posto a Komor, che avevano deciso sarebbe andato per primo. Fu uno scontro molto duro.

Watchog sconfisse Haxorus e danneggiò seriamente Druddigon, ma infine perse a causa di Cartavetro. Audino fece una fine simile, perché la combinazione di Riduttore e Cartavetro le permisero sì di sconfiggere Druddigon, ma contro un secondo esemplare le avevano fatto subire troppi danni, finendo per causarne la sconfitta.

A quel punto, entrò in campo Sawsbuck. La battaglia fu dura ma il Pokémon Erba uscì vincitore, per poi affrontare un secondo Haxorus. Il Drago lo danneggiò gravemente con Terremoto, ma Sawsbuck riuscì a vincere grazie a un paio di schivate fortunate.

Il successivo drago fu un terzo Haxorus, che sconfisse Sawsbuck e fu sconfitto da Cincinno con una serie di Spazzasberle ben piazzate. A quel punto entrò Hydreigon, e in due colpi concluse lo scontro, venendo in cambio colpito una sola volta.

Adesso, Enemy sapeva che gli ultimi Pokémon di Komor erano Unfezant e Stoutland. Proprio Unfezant fu il primo ad entrare in campo, colpendo con Aeroassalto e schivando Fuocobomba. Il Pokémon combatté con il massimo delle proprie capacità, ma fu sconfitto piuttosto rapidamente.

Entrò quindi in campo Stoutland, che con un ululato si lanciò in avanti colpendo… e Hydreigon crollò.

“Cosa?!” Esclamò Belle.

“Nemesi.” Rispose Enemy “Un danno bello consistente che è bastato, a quanto pare.”

Belle sorrise ed applaudì mentre Komor riceveva la medaglia.

Poi fu il turno di Enemy. Il ragazzo esordì con Swoobat che affrontò e sconfisse Haxorus prima di perdere contro Druddigon. Fu con il proprio Druddigon che il ragazzo rispose. Lo scontro tra i due draghi fu cruento e si concluse con quello di Frak lievemente vincitore… salvo poi essere sconfitto dal secondo Druddigon in un solo, rapido Codadrago.

Entrò quindi in campo Simipour. Con una serie di Geloraggi e venendo colpita una sola volta da Dragartigli concluse lo scontro, e danneggiò poi diverse volte un secondo Druddigon, subendo però Dragartigli e poi Codadrago.

Enemy dovette quindi richiamarla e mandare in campo Gigalith. Il Pokémon Roccia colpì con Frana, incassò Dragartigli e rispose con Terremoto. Druddigon crollò e in campo entrò Haxorus, che attaccò con Troppoforte. Gigalith resistette e con Terremoto e Frana lo mandò al tappeto, prima che il successivo Haxorus lo sconfiggesse con Terremoto. A quel punto, rientrò Simipour, che crollò dopo un duro scontro, riducendo allo stremo l’avversario.

Il Pokémon successivo fu Stoutland, che attaccò con Ritorno e mandò al tappeto Haxorus, pur subendo un Terremoto nel mentre. A succedergli fu Hydreigon. Il Pokémon incassò Ritorno e colpì con un Fuocobomba che sconfisse il Pokémon Normale.

Infine toccò a Serperior. La Pokémon entrò e subito si girò di spalle, colpendo con Verdebufera. Hydreigon fu scagliato via, e il successivo Fuocobomba fu schivato e seguito da una nuova Verdebufera. L’attacco fece più danni di prima, sorprendentemente, e il Pokémon crollò.

Iris rimase sorpresa per un attimo, poi però si fece avanti e sorridendo diede la medaglia ad Enemy.

'Finalmente.' Pensò il ragazzo mentre ringraziava felice Iris.

 

“Un peccato.” Commentò l’uomo “Ormai avrà ottenuto l’ultima medaglia, e non gli servirà a niente.”

“Ancora quel ragazzo?” Chiese la donna “Si può sapere perché ti interessa tanto?”

“Non lo so, c’è qualcosa in lui che vidi allora e che mi spinge a tenerlo d’occhio. Spero che arrivi presto il suo momento.”

E così dicendo uscì “Ma ora dobbiamo pensare ad altro.” Concluse.

 

Squadra: SwoobatDruddigonStoutlandSimipourGigalithSerperior

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La Battaglia della Lega: Parte 1 - Raggiungere la Lega

“Dragozard, tutto bene?” Chiese Pierce.

“Tutto a posto. Nessun problema. N è arrivato dall’altro lato. Adesso però mi ha chiamato Raziel. E si aspetta di vedere anche Vera, credo.”

“Sta arrivando. Ricordati del piano.”

Dragozard sospirò ed annuì. Non aveva mai pensato che si sarebbe trovato ad aiutare un nemico di Raziel, ma stavolta doveva farlo.

“D’accordo.” Rispose il ragazzo, e in quel momento vide un elicottero scendere. Ne uscì Vera, che gli sorrise. “Ti sono mancata?”

Il ragazzo sorrise e la abbracciò. Ci fu un fischio dall’aereo, e ne uscì Domino.

“Oh, mi farete arrossire, piccioncini.” Commentò la ragazza bionda.

“Domino? Che ci fai qui?” Chiese Dragozard.

“Sono solo venuta a controllare che le cose non vadano male, Generale.” Rispose quella, praticamente sibilando l’ultima parola “Adesso, se vogliamo andare…”

Il ragazzo annuì e schierò Charizard “Raziel si aspetta me e Vera. Tu perciò ti terrai a distanza.”

“Ovviamente.” Rispose la ragazza. E così dicendo i due presero il volo.

 

“Non importa, non importa.” Disse Argento, sospirando “Ascolta, probabilmente hai incontrato un Generale, o qualcuno di importante. Dobbiamo pensare a una contromossa, ma per il momento abbiamo comunque raccolto informazioni utili. Adesso, sta arrivando qualcuno con una sorpresa per te.”

In quel momento, un Dragonite gli piombò davanti e lasciò cadere al suolo la Ball dello Zweilous di Draconix, per poi riprendere il volo. Il ragazzo inizialmente non capì e la aprì. Ad uscirne non fu Zweilous, ma un Hydreigon che ruggì.

“I miei uomini si sono presi cura di lui durante la missione ed ecco cos'è successo.”

Draconix fissò il Drago “E' cresciuto proprio bene.”

“Certo che sì. Vai e vinci.” Replicò il ragazzo. Draconix sorrise. Aveva sette Pokémon con sé ora, ma decise di non farci caso per una volta. Invece, saltò su Hydreigon, che ruggì e spiccò il volo.

 

“Sei sicura di voler venire?” Chiese Darken. Volcarona attendeva lì accanto.

“Certo che sono sicura.” Rispose Lucinda “Tu piuttosto, non dovresti dire a Raziel e gli altri cosa devi fare?”

“'Oh ciao ragazzi, no io sono solo stato invitato all’evento, non preoccupatevi'… No, direi che non voglio dirglielo.”

“E per quanto riguarda far fuggire quel tale Ross?”

Darken scosse la testa “Ci rifletterò quando arriverà il momento. Non è neanche detto che io mi trovi nelle condizioni per far fuggire chicchessia a quel punto.”

La ragazza annuì e i due ragazzi si aggrapparono a Volcarona, che prese il volo.

 

Giuls guardò Marisio. Poi Metagross. Poi Marisio.

“Dobbiamo… volare?”

“… Cadere con stile.” Rispose il ragazzo. Poi scosse la testa “Va bene sì, dobbiamo volare, ma è l’unico modo per arrivare alla Lega senza essere attaccati da letteralmente ogni membro del Team Plasma.”

Giuls annuì “Va bene, va bene, però coprimi gli occhi.” E così dicendo salì su Metagross, dietro al ragazzo, e appoggiò il viso alla sua schiena, stringendo la giacca. Marisio ridacchiò e il duo prese il volo.

 

“E’ una cattiva idea.”

“Ma non ho Pokémon Volanti, e neanche te, non ho alternativa.”

“Scavare fino alla Lega non è un’alternativa.” Rispose Astrid.

“Sì che lo è, se ti impegni abbastanza.” Rispose Groudon “Ti darò una mano anche io. L’idea di scavare mi piace.”

Frak sorrise ed aprì la Ball, facendo uscire Darmanitan, che cominciò a scavare. Quando il tunnel fu abbastanza largo, il duo vi entrò, e cominciò a seguire Darmanitan, che scavava seguendo le indicazioni di Groudon.

 

“Oh mio Arceus, Raziel ci ha chiesto aiuto!” Esclamò Komor.

“Sì ma l’ha fatto per gent…” Iniziò Belle, ma Komor era già saltato su Unfezant e volato via. La ragazza sospirò “Non pensavo di vedere il giorno in cui io sarei stata quella ragionevole e lui quello impulsivo.” Commentò. Enemy ridacchiò, poi osservò la ragazza tirare Swanna fuori dalla Ball.

“Tu come farai però?” Chiese lei.

Il ragazzo sorrise e schierò Druddigon, che cominciò a scavare.

“Oh. Mi pare un’idea stupida.” Disse lei.

“Non ho molte alternative.” Commentò lui. Belle fece spallucce “Va bene, ci vediamo di là.” E detto ciò sparì.

Intanto, Druddigon stava pensando che doveva essere il suo giorno fortunato. La terra dentro cui stava scavando era molto morbida.

 

“Si rende conto vero che bastava chiedere e li avrei felicemente spostati tutti dall’altro lato?” Si chiese Arceus, fissando Raziel che aspettava gli amici. Poi fece spallucce “Oh beh, meno lavoro per me.”

“Che stai guardando, o' sommo Arceus?” Chiese Hoopa, comparsa al suo fianco.

“Devi decidere se vuoi darmi del tu o del lei.” Commentò il Leggendario “Comunque, lo scontro tra Team Plasma e Raziel. Sono curioso di vedere come va.”

“Non dovresti già saperlo?” Chiese il Pokémon.

“No, ho spento l’onniscienza. Non c’è gusto ad assistere agli eventi immortali. E poi, con Raziel coinvolto, vedrei solo un’approssimazione.”

Hoopa annuì 'Però ho l’impressione di starmi dimenticando qualcosa.' Si disse il Pokémon. Ma decise di non parlare.

 

-Giuls-

Squadra: Espeon20940b_adf33a7df2ab4753ae1fc62f48abbfaa~mv2.pngSamurottTyphlosionMagmortarTogekiss

Leggendari: Latias

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt BadgeQuake BadgeJet BadgeFreeze Badge44.png

-Draconix-

Squadra:KabutopsAerodactylGyaradosDragoniteSalamenceCharizard

Extra:Hydreigon

Leggendari:RayquazaHeatran

Medaglie:Trio BadgeBeetle BadgeBasic BadgeBolt BadgeFreeze Badge

-Darken-

Squadra: UnfezantPoliwrathGalladeDusknoirVolcaronaSwampert

Leggendari: EnteiDialga

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt Badge

-Dragozard-

Squadra:SableyeVileplumeWeavileRhyperiorGengarCharizard

Leggendari: Palkia

Medaglie:Trio BadgeFreeze BadgeJet BadgeQuake Badge

-Frak-

Squadra:MedichamSandslashDruddigonEmboarDarmanitanBanette

Leggendari: GroudonDarkrai

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt BadgeQuake BadgeJet BadgeFreeze Badge44.png

-Enemy-

Squadra: SwoobatDruddigonStoutlandSimipourGigalithSerperior

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt BadgeQuake BadgeJet BadgeFreeze Badge44.png

 

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La Battaglia della Lega: Parte 2 - I Sette Saggi

Giuls si guardò intorno. Era il caos. I nemici erano ovunque, guidati dai Sette Saggi, e caricavano verso il gruppo da ogni direzione. L’aiuto dei Capopalestra era utile, ma c’era un solo modo per sconfiggere il Team Plasma: i Saggi dovevano essere sconfitti.

La ragazza si girò verso il Capopalestra più vicino, Silvestro.

“Puoi tenere occupate le reclute per permettermi di arrivare lassù?” Chiese. L’uomo sorrise e annuì.

Giuls saltò sulla scala e cominciò a salire, mentre al suo fianco Togekiss attaccava qualunque cosa le arrivasse addosso. Il Saggio la scorse mentre saliva e aprì una Ball. Un Liepard si lanciò in avanti, cominciando lo scontro con Togekiss.

“Puoi farcela?” Chiese Giuls.

“Tu va' avanti, ci penso io!” Replicò Togekiss. Giuls sorrise ed avanzò. In quel momento, notò una pietra rotolare verso di lei.

Fece appena in tempo ad aprire la Ball e far uscire Magmortar. Un secondo dopo, uno Spiritomb si scagliò in avanti e colpì. Magmortar si lanciò in avanti.

“Magmortar, dobbiamo liberarcene.”

“Secondo le regole delle Lotte Pokémon o secondo le regole della guerra, comandante?” Chiese il Pokémon.

“Beh, è più una guerra, quindi…”

Magmortar si lanciò in avanti e aprì il braccio, nel punto da cui poteva scagliare attacchi di fuoco. E resistendo a Funestovento afferrò Spiritomb.

In quel momento, per la prima volta, Giuls sentì un Pokémon non suo parlare.

“Lasciaci, lasciaci!” Gridò il Pokémon. Poi ammutolì, e per un momento la ragazza si sentì cadere. Per fortuna, ci aveva fatto l’abitudine.

Intanto, Magmortar aveva afferrato la Roccianima e l’aveva infilata a forza nel braccio.

“Fuoco!” Gridò il Pokémon, e lanciò via lo Spiritomb usando Fuocobomba come propulsore. Lo Spettro precipitò in mezzo al campo di battaglia.

“Ottimo lavoro Magmort… attento!” Gridò la ragazza. Il Pokémon si girò e si trovò davanti Drapion. I due Pokémon cominciarono a combattere e il risultato fu che cominciarono a rotolare giù per le scale. Giuls riuscì a scansarsi per pura fortuna, spostandosi all’ultimo secondo sul lato opposto della scala.

“Magmortar!” Gridò mentre i due Pokémon continuavano a lottare lungo la scala.

“Vada avanti Generale!” Gridò il Pokémon.

Giuls annuì e continuò a salire. Un Mienshao le si lanciò addosso, ma lei rispose facendolo affrontare da Espeon. Samurott fu lasciato a combattere con una Gothitelle. E per ultimo, un Drifblim si scontrò con Typhlosion. Infine Giuls arrivò in cima.

“Mi congratulo con te, ragazza.” Rispose l’uomo sorridendo “Non è da tutti riuscire a mettermi così alle strette. Quindi, cosa vuoi?”

“Richiama i tuoi uomini.” Rispose Giuls “Arrendetevi e non vi succederà niente. N fallirà, e Raziel vi sconfiggerà. Non credo che allora avrete tempo di pensarci.”

“Già, neanche io.” Rispose Violante, sorridendo “Ma vedi, N è solo una pedina. Qualcosa che può vivere o morire. Io sono fedele a sua maestà Re Ghecis.”

“Cosa…” Iniziò Giuls, poi sentì qualcosa dietro di lei. Fu come un istinto, una voce che le diceva di spostarsi. Lo fece, e un attimo dopo il Velenodenti di un Arbok colpì il punto in cui si trovava.

“Dannazione, se solo non fossi obbligato a portare con me questi stupidi, inutili Pokémon solo per un capriccio di quegli idioti! Contro i miei veri Pokémon non l’avresti mai avuta vinta!”

 La ragazza schierò Glaceon, e gli occhi di violante brillarono “Ah, un Pokémon Ghiaccio, ottima scelta. Non come questo qui.” Commentò. Poi lanciò il Pokémon all’attacco con Frustrazione. Il danno fu enorme e Glaceon fu spinto indietro.

“Quindi ragazza, che vuoi fare adesso?” Chiese. Poi la fissò meglio “Aspetta, tu sei…” E si lanciò in avanti. Giuls si scansò di lato e Violante frenò appena in tempo per non precipitare.

“Che cosa…”

“Tu sei Giuls. Quindi devo farti fuori.” E così dicendo si frugò nella tasca. “L’avevo nascosto qui come ultima spiaggia, per fuggire, ma direi che adesso è il momento.”

Aprì la Ball. E da essa uscì un Cryogonal. Giuls si guardò intorno. Glaceon stava combattendo con Arbok. Gli altri suoi Pokémon erano ancora impegnati lungo la scala. Dietro di lei c’era il baratro.

La ragazza chiuse gli occhi, e si mise le mani davanti al volto mentre a un comando di Violante l’avversario usava Bora. Giuls sentì il freddo davanti a sé… ma non il colpo, né la caduta. Aprì gli occhi, e davanti a lei c’era un Gengar.

“Cosa? Avevi un altro Pokémon?”

La ragazza scosse la testa. Quel Pokémon non era suo, ma non importava. Il Pokémon si lanciò all’attacco e cominciò a mettere Violante alle strette.

 

Vedendo Giuls salire, anche Darken si lanciò verso l’alto, mentre Aloé proteggeva la scala. Lungo la strada, il ragazzo si trovò davanti un Simisear, un Throh, uno Scolipede e un Krookodile, che lasciò ai suoi Pokémon. Arrivato faticosamente in cima, si trovò davanti l’uomo in rosso.

 “Giustamente, non potevo incontrare qualcun altro.” Disse il ragazzo. Ross aprì una Ball da cui uscì Darmanitan, e il ragazzo sospirò.

“Aspetta.” Disse, mentre per sicurezza mandava in campo il suo Poliwrath. Il Pokémon tenne occupato Darmanitan. N mi ha chiesto di lasciarti andare. Quindi dimmi, perché ci tiene tanto a te?”

“N ti ha… di che Giratina stai parlando?” Chiese l’uomo.

Darken tirò fuori la pergamena mandatagli da N “Questo è un invito alla cerimonia. E questa” Disse mostrandone un’altra “invece è una lettera in cui N mi chiede, nel caso in cui sia sconfitto, di farti fuggire.”

“Non posso credere che N abbia chiesto aiuto ad un allenatore!” Esclamò l’uomo. Poi scosse la testa “Quel ragazzo è proprio cresciuto…”

“Mi fa piacere, ma adesso ascolta. N mi ha chiesto di lasciarti andare via. Perché? Cosa hai tu di speciale?”

“Semplice. Io sono l’unico realmente fedele a lui.” Rispose l’uomo “Tutti gli altri sono solo imbroglioni. Desiderano solo ricostruire il regno perduto. IO, credo veramente che N sarebbe un buon re. E sua maestà questo lo sa.”

Darken annuì “Quindi ti sta risparmiando perché gli sei fedele, ho capito.” Rispose il ragazzo “E perché io dovrei lasciarti andare?”

“Perché N, adesso che le sue idee non sono più così estreme, è nel giusto, e lo sai. Ti prometto che il Team Plasma, dopo questa crisi, sarà un gruppo che si occuperà solo di assistere N nel suo intento di aiutare i Pokémon maltrattati dagli allenatori, e non più di liberare qualunque Pokémon.”

Darken rifletté per un momento. Poi schierò un Unfezant.

“Hai dunque deciso di affrontarmi?” Chiese Ross, aprendo la Ball di Swoobat. Poi Darken puntò il dito verso terra e il Pokémon scese in picchiata.

“Oh no, sono rimasto senza Pokémon.” Commentò il ragazzo “Pare proprio che potrai sfuggirmi…”

Darken fissò Ross. Sapeva che, se era onesto, sarebbe solo fuggito. Se non lo fosse stato, l’avrebbe attaccato con Swoobat, e allora l’avrebbe catturato.

Ross afferrò invece un telefono, e diede un semplice ordine.

“Ritirata.” Disse. Poco dopo, tutti i membri del Team Plasma intorno alla sua scala si diedero alla fuga.

“Sei un bravo ragazzo, Darken.” Commentò Ross, aggrappandosi a Swoobat “Spero che un giorno le nostre strade si incrocino di nuovo.”

“Aspetta, i tuoi Pokémon!”

“Non sono miei. Li abbiamo rubati a qualche povera anima, solo perché da tradizione ogni Saggio deve possedere Pokémon di un dato colore. Fammi il favore e restituiscili.” Gridò, e così dicendo sparì, lasciando cadere cinque Poké Ball davanti a lui. Darken sospirò, richiamò i Pokémon che Ross aveva lasciato lì e corse giù.

“Spero tu non ti penta di questa scelta.” Commentò Dialga.

“Oh lo spero anche io.” Replicò Darken “Ma me ne sto già pentendo.”

 

Dragozard, a dorso di Charizard, atterrò direttamente davanti a Moreno. L’uomo lanciò un grido e arretrò, portando la mano alla cintura.

“Fermo fermo fermo, sono con voi.” Disse il ragazzo.

“Con… noi?”

“Generale Dragozard, del Neo Team Rocket.”

“Sei qui di rinforzo?” Chiese l’uomo, sorridendo.

“No.” Rispose quello “Io e i miei siamo qui per farvi fuggire, se possiamo. Ma dovete andarvene, subito. Non manca molto prima che N venga sconfitto credo, e a quel punto i vostri uomini se la daranno a gambe.”

Moreno annuì “Hai ragione, hai ragione.” Rispose l’uomo “Grazie. Ma dimmi, come hai fatto a capire che io ero uno dei tre in contatto con il Neo Team Rocket?”

“Pura fortuna. Sapevo che erano quattro, e siete in sei. Ho solo pensato fosse probabile che le probabilità erano a mio vantaggio, dato che comunque conosco solo Giano, a cui però non riesco ad avvicinarmi. Commentò il ragazzo indicando verso un’altra scala, dove fulmini stavano piovendo su qualcun altro, forse Draconix.

Moreno scoppiò a ridere “In effetti è molto abile.” Poi prese il telefono “Ma almeno capisce la tecnologia. Io…”

In quel momento ci fu un forte ruggito che fece tremare il castello.

 

“Ahahahah.” Rise Violante, mentre Gengar, allo stremo, affrontava Cryogonal “Il momento è giunto! Il nostro vero Re reclama il suo trono. Giratina cade e lui regna sovrano.”

Giuls lo fissò, poi scoppiò a ridere.

“Cos’hai da ridere?!” Chiese il Saggio.

“No, è che…” E la ragazza continuò a ridere “Che voi credete davvero che Giratina sia la sua ultima carta.”

“Cosa…” Iniziò quello, ma in quel momento un altro rumore risuonò, seguito dal ruggito di terrore di un Hydreigon, e dal boato di una forte esplosione.

Sull’arena si fece silenzio.

 

Draconix guardò verso l’alto. Il Saggio in cima sembrava preoccupato per qualcosa, mentre parlava veloce al telefono.

'Se solo riuscissi a raggiungerlo…' Pensò. Ma Hydreigon stava tenendo occupati una decina di membri del Team Plasma insieme a Dragonite, e gli altri suoi Pokémon stavano affrontando quelli del saggio. Il che non gli lasciava nessuno per sconfiggere il Galvantula che lanciava fulmini contro qualunque cosa si avvicinasse al Saggio.

In quel momento, però, il Saggio richiamò il Pokémon. Draconix si lanciò in avanti, ma subito dopo da una settima Ball l’uomo estrasse un Abra. Lo toccò… e svanì.

 

Frak fissò il punto in cui Celio era appena svanito.

“Oh ma andiamo, con la fatica che ho fatto ad arrivare quassù!” Esclamò. Guardò in basso e vide i membri del Team Plasma fuggire.

“Groudon.” Disse.

“Con piacere.” Rispose il Pokémon, e due grandi muraglie di pietra sbucarono dal terreno bloccando la fuga dei membri del Team Plasma da quel lato. Si misero a correre in giro, cercando altre vie di fuga, ma in quel momento un elicottero della polizia spuntò in cielo, poi un altro, e poi un altro ancora. Ben presto, c’erano poliziotti ovunque.

 

“Wow.” Pensò Komor, mentre l’ennesimo scagnozzo si arrendeva.

“Siamo stati bravissimi!” Esclamò Belle.

“Già, ma temo che la Lega per un bel pezzo non si farà.” Commentò Francesco.

“Oh, stai calmo Enemy!” Esclamò Belle, dandogli una pacca sulla schiena “Metteranno a posto questo casino, vedrai.”

“Però vorrei sapere dov’erano i Superquattro in tutto ciò.” Commentò Komor.

 

Il Trio Oscuro tremò.

“Paura eh?” Chiese uno dei Superquattro, un uomo alto e muscoloso.

“Il padrone…”

“Il padrone è caduto…”

“Dobbiamo andare…”

“Aiutarlo a fuggire…”

“Proteggerlo…”

E così dicendo si misero a correre.

“Chi diavolo erano quei tre?” Chiese la Superquattro seduta a terra.

“Non lo so, ma erano forti.” Replicò l’uomo con la sciarpa “Sono riusciti a tenerci impegnati abbastanza a lungo. Al livello di un Capopalestra, e uno abile.”

La donna con gli occhiali annuì “Ma mi domando cosa li abbia scossi tanto.”

-Giuls-

Squadra: Espeon20940b_adf33a7df2ab4753ae1fc62f48abbfaa~mv2.pngSamurottTyphlosionMagmortarTogekiss

Leggendari: Latias

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-Draconix-

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Extra:Hydreigon

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-Dragozard-

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-Frak-

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-Enemy-

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La Rottura del Team Plasma

I quattro Saggi guardarono la stanza. C’erano poche centinaia di membri del Team Plasma, gli unici che, per quanto sapevano, erano riusciti a fuggire dal Castello ed erano assegnati a loro. Ross, Ghecis e Violante avevano i propri, se erano riusciti a fuggire, ma non erano mai arrivati a quella base.

“Che ne pensate?” Chiese Giano, bevendo un bicchiere di vino “Verranno?”

“No.” Replicò semplicemente Moreno “Ross era schierato dalla parte di N e Violante era sicuramente schierato con Ghecis.”

“Esatto. Se anche fossero scappati, non si riunirebbero a noi. D’altra parte, è quello che vogliamo. Il Drago della Verità ha parlato e ha scelto N, ma la verità di uno non è necessariamente la verità di tutti. Noi, perciò, non lo seguiremo.” Commentò Verdanio.

“E allora, viva la regina!” Esclamò Celio.

In quel momento entrò Ibis, e i quattro sorrisero.

“Dimmi Ibis, la tua controparte è ancora tra i membri dell’altro team?” Chiese Giano.

“Già.” Rispose la ragazza “Saremo anche discendenti di una prescelta di Meloetta, ed entrambe dotate di canto, ma lei è su tutto un altro livello.”

“Non ti scoraggiare.” Rispose l’uomo “Abbiamo comunque deciso che sarai comandante della Guardia della Regina, cosa ne dici?”

“Dico che vi sta andando alla testa questa cosa del Medioevo. Capisco le tradizioni, ma…”

Moreno ridacchiò “Effettivamente, abbiamo esagerato un po’. Ma credo che tra tutte le cose, una Guardia della Regina sia necessaria per davvero, non credi?”

La ragazza sospirò “Se proprio dobbiamo. Quanti sono nella guardia?”

“Cinque. Una compagna fedele, un abile comandante, una combattente imbattibile, una spia esperta e un saggio consigliere.”

“Ditemi che Lancelot non è l’abile comandante.”

I quattro si guardarono, imbarazzati.

“Davvero? Lancelot? Uno che ha cambiato nome per avere quello di un cavaliere medievale? Quello è la vostra scelta?”

“Neghi sia il più forte che ci è rimasto?”

Ibis sospirò “No, no, va bene, va bene, fate pure.” Poi si alzò “E comunque, cosa intendete fare per convincere la regina a prendere il trono?”

“Noi?” Chiese Celio “Niente, solo avanzare l’offerta. Anche i più umili non potrebbero resistere.”

“E se lo facesse?”

“In tal caso, ci vorranno dei reggenti finché non cambierà idea.” Rispose Celio, e i tre Saggi annuirono.

Ibis annuì a propria volta. E si chiese se la regina avrebbe accettato davvero.

 

Violante si fece avanti. Ghecis era andato dai loro fornitori. Lui doveva tenere calmi i membri del Team Plasma al suo seguito.

“Silenzio. Silenzio!” Gridò. La folla ammutolì. Erano dentro una delle basi segrete che Ghecis aveva fatto costruire nel caso qualcosa non andasse per il verso giusto. E per fortuna.

In basso, c’erano un paio di centinaia di membri del Team Plasma, tutti quelli che erano riusciti a raccogliere.

“Signori, N è stato deposto!” Esclamò “Ma non è finita!”

Il pubblico lo fissò “Lord Ghecis è un Harmonia Gropius. LUI ci porterà alla gloria!”

I membri del Team Plasma si fissarono incerti, poi uno alzò la mano timidamente “E i piani di N? La liberazione dei Pokémon oppressi?”

“Quelli erano i desideri di N. Ora noi seguiremo quelli di Ghecis.” Replicò il Saggio.

Molti annuirono. Poi ci fu una voce di dissenso. Un uomo alto si levò il simbolo del Team Plasma “Allora io me ne vado. Non sono qui per scegliere un re. Sono qui per la verità di Lord N.”

“Oh ma davvero? Sei un uomo onesto. Uno che dice la verità. Beh, anche io” Chiese Violante. Aprì una Ball, e un Cryogonal ne uscì. L’aria nella stanza si fece fredda. “Scoprirete, se siete traditori, che la verità spesso è fredda e ostile.”

E Cryogonal si lanciò all’attacco.

 

“N è ancora il nostro re.” Disse Ross, sorridendo. I presenti lo fissarono, e molti annuirono. Era un centinaio, o poco più. Tutti quelli dei suoi che erano riusciti a fuggire dal Castello. All’apice del proprio potere, nel Team Plasma si contavano circa duemila membri. Se adesso lui era ridotto a un centinaio, probabilmente gli altri erano ridotti nelle stesse condizioni.

“Adesso, Lord N si è allontanato, per riflettere. Ma un giorno tornerà, e tornerà per essere il nostro Re!” Esclamò. “Fino ad allora, però, porteremo avanti il suo credo. Ma non rubando i Pokémon. Aiuteremo quelli che vengono maltrattati e oppressi. Non separeremo amici e compagni.”

Il pubblico annuì, applaudendo.

Ross sorrise. “E speriamo che il Re torni davvero.” Pensò tra sé.

 

Squadra:CofagrigusBisharpBouffalantSeismitoadEelektrossHydreigon

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Post-Lega di Unima (Giuls)

Giuls si stava allenando da sola. Non era una cosa che faceva spesso da quando aveva cominciato a viaggiare con Marisio, ma il ragazzo era impegnato con il suo lavoro per la Polizia Internazionale, perciò la ragazza aveva una giornata senza impegni.

Era seduta su una pietra, intenta a parlare con Jolteon.

“Io… mi chiamo… Jolteon.”

“Ottimo!” Esclamò la ragazza contenta “Adesso dimmi qualcos’altro.”

“Posso… avere… due pasti… in più?” Scandì il Pokémon lentamente.

“No.” Rispose Giuls. Jolteon mangiava già sei volte al giorno. Se avesse mangiato di più sarebbe andato fuori forma e avrebbe iniziato a ingrassare.

“Brutta…” Ed iniziò a lanciarle contro volgarità improponibili. Giuls rimase a bocca aperta per qualche secondo.

“Ehi, dove hai imparato queste cose?”

“Ho vissuto in strada per anni!” Rispose il Pokémon.

“Oh, è vero. Beh non è così che si parla a una ragazza, signorino.”

“Beh se la ragazza in questione si degnasse di…” Poi entrambi si fissarono a bocca aperta.

“Ce l’abbiamo fatta.” Disse Giuls.

“Ce l’abbiamo fatta.” Rispose Jolteon.

“Ce l’abbiamo fatta!” Esclamarono insieme, e Giuls afferrò il Pokémon, abbracciandolo, l’elettricità che la pizzicava un pochino “Però se provi di nuovo a parlarmi così me la paghi.”

“Sì signora.” Rispose il Pokémon, abbassando lo sguardo.

“Bene, adesso…” Iniziò prendendo la Poké Ball successiva, quando il telefono squillò. La ragazza lo afferrò e rispose.

“Ehi Giuls, Ibis.” Disse la voce dall’altra parte “Ti ricordi di me?”

“Ibis, è letteralmente passata una settimana, sì che mi ricordo di te. Che c’è?”

“Oh, niente, volevo sapere se ti interessava incontrarci. So che sei a Zefiropoli e beh, ci sono anche io.”

Giuls sorrise “Non è una cattiva idea. Dove vogliamo trovarci?”

“C’è una rotaia abbandonata vicino all’ingresso del Bosco Girandola, va bene lì?”

“Posto strano per un incontro.” Commentò Giuls.

“Beh, è che mi sto allenando e starò lì per tutto il giorno.”

Giuls annuì “Va bene, ci vediamo fra poco.”

La ragazza la salutò e attaccò.

“Bene, andiamo.” Disse, richiamando Jolteon e avviandosi.

 

Giuls osservò le rotaie abbandonate. Erano state parzialmente mangiate da Pokémon, probabilmente qualche allenatore con Aron e roba simile. Ma erano ancora lì, memoria del passato di Zefiropoli.

Però mancava Ibis.

“Ibis?” Chiese, guardandosi intorno.

Poi un uomo in un lungo abito verde uscì dall’ombra. Poi uno in abito marrone. Uno in abito blu. E uno in abito giallo.

“Salve.” Disse l’uomo in abito verde “Dobbiamo parlare.”

“Voi? Ma cosa… Ma perché…”

Verdanio sorrise “Non si preoccupi. Non siamo qui per farle del male. Lei è Giuls H. G. Touki?”

“Ssssì?” Disse la ragazza, portando la mano alla cintura.

“E tua madre è Areda H. G. McDowell?”

“Ssssì?”

“Eccellente. In tal caso, bando alle formalità.” Disse Giano “Potremmo offrirle la corona di Unima, Giuls Harmonia Gropius Touki?”

Ci vollero cinque secondi a Giuls per processare.

A Latios e Lucario molti meno.

“EH?!” Dissero i due all’unisono.

Intanto il cervello di Giuls stava correndo alla massima velocità.

“Cosa? Io una Harmonia Gropius? Sarei parente di N e Ghecis? Io sarei… Io…” Ripensò a quelle due lettere che aveva sempre avuto nel nome. H. G., come sua madre, e suo nonno. Sapeva che il significato si era perso. Sua madre…

Ignorando tutto, afferrò il telefono e compose un numero.

“Mamma?!” Chiese quando risposero dall’altra parte.

“Sì tesoro?”

“Sono un’Harmonia Gropius?”

“Una che?” Chiese la madre.

“Mamma, ci sono qui quattro individui che mi vogliono offrire il trono di Unima.”

“Oh tesoro, non dovresti credere a certe sciocchezze, suona come una truffa.” Rispose la madre.

“No, no, sono seri, ma… Oh va bene. Ciao mamma. Ti voglio bene. Ciao. Ciao.” E richiuse la chiamata. Poi fissò i quattro “Perché mia madre non lo sa?”

“Perché sua madre non era adatta ad ascendere al trono. Le regole per ereditare il trono di Unima sono che il candidato re o regina diventi Campione e abbia l’appoggio dei Saggi. Sua madre non è un’allenatrice, quindi non gliel’abbiamo chiesto.” Spiegò Moreno “Come Ghecis, anche se a quanto pare ha fatto solo finta di essere incapace di lottare.”

La testa di Giuls cominciò a girare. Lei era un’erede al trono? Una candidata a diventare regina di Unima?

“Non ci posso credere.” Disse la ragazza.

“Ci creda.” Rispose Giano “Il nostro scopo è pacifico. Vogliamo ridare una regina ad Unima per portare stabilità. Ordine.”

“Certo, molto pacifico. Avete solo rubato Pokémon e forzato la gente a liberarli, e attaccato la Lega.”

Celio annuì “Ma solo su ordine del candidato Re… o più correttamente di suo padre. Fosse stato per noi avremmo evitato, ma Ghecis e Violante erano di fatto i nostri leader. C’era poco che potessimo fare.”

“Beh io non sono la vostra regin…”

“Aspetti! Aspetti.” Disse Giano, alzando la mano “Non risponda così in fretta. Ci dia… qualche mese. Sì, qualche mese. Noi siamo convinti che lei sia il candidato Re. Vede, c’è un’altra cosa che il candidato Re deve avere: una parte del Drago del Re di Unima. Reshiram è con N… quindi credo che Zekrom verrà da lei. Quindi ci dia qualche mese. Se veramente lei non è la regina, l’Eroe degli Ideali, Zekrom non verrà da lei. Ma se Zekrom venisse… Almeno ci pensi. Potrebbe governare Unima. So che non cerca potere o altro, ma almeno potrebbe aiutare uomini e Pokémon della regione.”

Giuls rifletté. Doveva ammettere che l’idea non era tremenda. Ma no, non poteva. Lei non era l’erede. Non era un’Harmonia Gropius.

“Latias, tu che ne dici?” Chiese.

“Non lo so. Non lo so. Non lo so. Vorrei aiutarti visto che alla Lega non c’ero per… altri motivi, ma… non lo so! Posso dirti che sono sinceri. Posso dirti che credono davvero tu possa essere la loro regina. Posso dirti che c’è Ibis che ti guarda…”

“Aspetta cosa?” Poi alzò la voce “Ibis?”

Ibis sbucò fuori da un cespuglio, imbarazzata “Ehi Giuls, io… Ecco… Sono del Team Plasma… Sorpresa.”

Giuls la fissò.

Latias la fissò.

Lucario uscì dalla Poké Ball solo per fissarla.

“Ehm.” Disse la ragazza.

“Ehm? EHM?!” Chiese Giuls “Io… Io… Argh!” E fece uscire Togekiss dalla Poké Ball per poi volare via, lasciando lì i saggi ed Ibis.

“Beh, è andata più o meno come pensavo.” Disse Ibis. I Saggi la fulminarono con lo sguardo.

 

Giuls stava volando, guardando il mondo da sopra Togekiss.

“Cosa vuoi fare quindi?” Chiese la Pokémon.

“Non pensare a questa cosa, tanto per cominciare.”

“Lo sai che non puoi scappare per sempre dalla questione, vero?”

“Posso provare.” Rispose Giuls.

“Giuls…”

“E cosa dovrei fare? Non voglio diventare la regina di Unima!”

“E allora digli di no.”

“Ma… Regina di Unima? Potrei aiutare un sacco di gente! Tanta più di quella che ho aiutato finora.”

“Beh hai salvato il mondo diverse volte, una regione è più piccola di…” Iniziò Lucario, ma Togekiss e Latias lo fulminarono mentalmente con lo sguardo e il Pokémon si zittì.

“E allora digli di sì.” Disse Togekiss.

“Ma è il Team Plasma! Come mi fido del Team Plasma?” La ragazza sospirò “Non ci voglio pensare d’accordo?”

“Va bene.” Disse Latias. Lucario e Togekiss la fissarono mentalmente.

“Va bene?” Chiesero i due.

“Lasciamo che non ci pensi. Deciderà lei. Vuole diventare regina? La aiuteremo. Dice di no? Va bene lo stesso.” Concluse Latias.

I due rifletterono, poi annuirono. Non c’era molto da fare.

 

“Beh, è andata più o meno come pensavo.” Disse Ibis.

“L’hai già detto.” Disse Verdanio.

“BEH COSA DOVREI DIRE?! DARVI IL CINQUE E DIRVI ‘BRAVI, OTTIMO LAVORO’?”

“Non sarebbe male…” Commentò Giano.

“Ti voglio bene padre, ma non dire stupidaggini.” Disse Ibis “L’avete spaventata. Confusa. E adesso dovete sperare che Zekrom, che nessuno di voi sa dove sia, miracolosamente scelga lei.”

“Io credo accadrà.” Disse Celio.

“Anche io.” Rispose Giano “Non ho dubbi. Lei è l’eroe degli ideali. Lo dimostra il fatto che non ci ha detto di no, quando le ho spiegato che potrebbe aiutare la gente. Se questo è il suo ideale, quello di dover proteggere la gente, ed è abbastanza forte da non farle dire di no a noi…”

“Capisco quello che stai dicendo” disse Moreno “Ma è comunque una scommessa rischiosa.”

“Se non scommetti non vinci.” Dichiarò Verdanio “Aspettiamo e vediamo. Se andasse male, sarà la fine di noi Saggi, ma almeno ci avremo provato fino alla fine.”

I quattro annuirono. E si diressero a portare avanti i rispettivi compiti.

 

Squadra: Jolteon20940b_adf33a7df2ab4753ae1fc62f48abbfaa~mv2.pngSamurottMagmortarTogekissLucario

Leggendari: Latias

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Il Sogno di un Imperatore

Draconix stava dormendo insieme a Charizard, usando la macchina per entrare nel Dream World. Come la volta precedente, si trovò invece a guardare una piana.

“Cosa ci faccio qui?” Si chiese. Quella era la domanda più importante. Non dove fosse. Non quando. Non chi. Ma cosa ci facesse in quel luogo. Quelle visioni dovevano significare qualcosa. Aveva provato con diversi Pokémon, ma non aveva trovato il motivo. Ma questa volta aveva scelto Rayquaza. Sarebbe stata la volta buona.

In quel momento Rayquaza scese dal cielo. Il Rayquaza di millenni fa, il compagno degli imperatori.

“Alessandro. Cosa ci fai qui?”

“Sto morendo Rayquaza.” Replicò l’Imperatore, sedendosi sull’erba “Non vivrò ancora a lungo. Prima di andare, voglio che parliamo ancora una volta.”

“Se è un nemico che temi…” Iniziò Rayquaza, ma Alessandro  e quindi Draconix – scossero il capo.

“Non è un nemico che tu possa sconfiggere. E’ una malattia, che mi porterà via da questo mondo. E con me, porterà via il mio Impero. Ma non è per questo che sono qui. Ho una domanda per te.” Lanciò un fischio, e Charizard atterrò davanti a lui.

“Attaccami.” Disse al Pokémon. Rayquaza non lo fermò, ma fu Charizard stesso a fermarsi. Prima di colpire, fermò il Dragartigli.

“Vedi, non mi ha toccato.” Disse l’uomo “Nei miei viaggi, ho visto tantissimi Pokémon combattere negli eserciti. Ma sai cos’altro ho visto? Sono riluttanti ad attaccare l’uomo. Certo, se li addestri apposta, li obblighi e li forzi finché perdono questo ‘istinto’, poi sono violenti. Ma un Pokémon che non ha subito questo addestramento non lo farà mai.” Poi chiamò, e un gruppo di Pokémon si fece avanti. Alakazam, Tyranitar, Furfrou… Svariati tipi “Guarda Alakazam. Lui è più intelligente di me e di chiunque altro nella mia corte. Se glielo chiedo, può fare conti che ai geni richiederebbero giorni in pochi minuti. Perché non è lui l’Imperatore?

“I Pokèmon non hanno simili desideri.” Replicò Rayquaza.

“Lo vedo, o gli umani non sarebbero dove sono oggi. Ci facciamo la guerra, costruiamo stati e imperi… E i Pokémon perché non fanno lo stesso?”

“Perché Arceus ha deciso che così dev’essere.” Rispose Rayquaza. Era chiaro però che anche per lui ciò era sbagliato.

“Peccato. Se Arceus avesse deciso diversamente, potrei dare il mio impero a lui.” Replica Alessandro “O a te.”

“Già. Già, potremmo.” Rispose.

  

Poi, per qualche motivo, si trovò a guardare Rayquaza sorvolare il mondo. Stava guardando una città bruciare.

“Se avessi governato io… O se avesse governato Alakazam…” Stava dicendo il Pokémon. Poi annuì “Molto bene. Un giorno allora, farò sì che sia la realtà.”

  

Il ricordo finì e il ragazzo si svegliò, come Charizard.

“Cos’era quello?” Si chiese. Richiamò Charizard.

“Rayquaza.”

“Cosa c’è, Draconix?” Chiese il drago.

Il ragazzo gli spiegò del sogno, e il Pokémon… Rise.

“L’hai visto alla fine. Dimmi, che ne pensi?”

“Intendi, se penso che Alessandro avesse ragione? Beh, non posso dire di no. In fondo, sappiamo che certi Pokémon sono più tecnologicamente avanzati degli umani, come gli Elgyem. Ma… Non lo so. Forse se le cose sono così un motivo ci sarà.

Rayquaza sospirò, impresa ardua da compiere telepaticamente “Un giorno ti chiederò di fare qualcosa Draconix. E spero mi risponderai di sì.” Disse il drago “Dipenderà da te però. Tu sarai la chiave per tutto ciò. E spero che, per allora, avrai preso una decisione.”

Draconix fissò il soffitto “Ha a che fare con i miei sogni e le mie visioni?” Chiese il ragazzo.

“Lo ammetto, sì. Ma penso avessi già intuito che sapevo di più.”

“Esatto.” Rispose il ragazzo “Ma non mi spiegherai perché, vero?

“No.”

“Perché?”

“Perché non voglio spingerti in una direzione. Voglio che sia tu a darmi una risposta.”

Draconix annuì “Molto bene. Ma se non ti piacesse?”

“Me ne farò una ragione.” Replicò il drago.

 

Squadra:AerodactylGyaradosDragoniteSalamenceHydreigonCharizard

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Incontro

Darken aveva appena finito di passare in rassegna i suoi Pokémon. Era tornato brevemente a Kanto, per fare i suoi soliti controlli. Ormai richiedevano ore, ma a lui faceva piacere. Tuttavia non poteva negare che la parte più interessante veniva dopo, quando poteva semplicemente osservarli nell’ambiente.

“Buongiorno Mismagius. Buongiorno Shira.” Disse, passando accanto alla Mismagius di Raziel e alla sua. Come altri, anche Raziel aveva chiesto di poter lasciare un po’ i suoi Pokémon nella riserva di quelli di Darken, anche se ovviamente solo per un po’ di ore al giorno, e non Ninjask. Richiesta legittima. In fondo, era un Pokémon che vive più brevemente. Si fermò per lasciar passare un branco di Houndoom e Houndour, al cui comando c’era il suo. Notò che un altro membro del branco era l’Houndoom che ricordava essere uscito dalla Poké Ball Nera. A quanto pareva, si stava riprendendo.

Da un albero gli scese sulla testa Caty.

“Ciao.” Disse alla Caterpie “Tutto bene?” La Pokémon annuì, e rimase sulla testa. Il ragazzo ridacchiò e non la tolse, invece andando avanti.

A quel punto, era piuttosto soddisfatto di come andavano le cose. Grazie all’accordo con l’associazione di Karen, riceveva fondi in cambiodell’ospitalità data ai Pokémon, ospitalità che onestamente dava ben volentieri. Inoltre, le sue ricerche stavano producendo un ottimo libro. A dirla tutta, forse presto avrebbe potuto fare a meno di far soldi come allenatore, e restare solo a fare l’allevatore. In fondo ormai era diventato uno dei fornitori dei professori di Kanto, Johto, Hoenn e Sinnoh per gli starter appena nati.

“Però non potrei rinunciare a viaggiare. Non ancora almeno.” Si disse, entrando in casa. Si guardò intorno, controllando che fosse tutto a posto.

“Poké Ball, telefono inserito, TV funzionante, PC funzionante, N, letto a posto…” Poi si girò.

N era seduto su una delle sedie del tavolo, sorridendo “Ciao Darken, tutto bene?”

Per poco Darken non saltò fino al soffitto. Per fortuna, riuscì a controllarsi “N? Che ci fai qui?”

“Beh, stavo viaggiando con Reshiram, quando…

 “Aspetta, Reshiram è qui?”

“Non proprio qui. Stavo viaggiando con lui e ci siamo diretti qui a Kanto. Ero curioso di vedere una delle Leghe più antiche del mondo. Poi ho saputo di questo posto, e sono venuto a vedere.” Rispose N.

Il ragazzo si chiese se avesse senso comportarsi amichevolmente come stava facendo. Aveva capito che N non era veramente il capo del Team Plasma, ma solo un pupazzo in mano a suo padre. Eppure, non si poteva negare che aveva fatto rubare Pokémon ad allenatori innocenti.

N sembrò capire cosa pensava.

“Senti Darken, io ho fatto degli errori in passato. Ed è anche per questo che ero curioso di vedere questo posto. Quando parlavo con i tuoi Pokémon, sentivo che provavano buoni sentimenti per te e tra loro. Un’armonia – un’Harmonia, se mi concedi il gioco di parole – che mi ha fatto sentire bene. E venendo qui ho capito perché sono felici con te. Tu ci tieni a loro, e loro sono grati a te per questo. Inoltre, sanno che sei gentile, lo vedono tutti i giorni in questo posto.E l’ho visto anche io.”

Darken arrossì “Beh grazie, ahah. Ne abbiamo fatta di strada da ‘Darken il Catturatore’.” Commentò.

“Già. Ed è per questo che devo chiederti due cose. La prima è il tuo aiuto, la seconda è… personale.”

“Dimmi.”

“Voglio mettere una persona sul trono di Unima.” Rispose N.

“Quella è la porta.” Replicò Darken.

N scoppiò a ridere “No, no, non sono io, e non è mio padre. E’ un Harmonia Gropius che se lo merita. Lo conoscerai ad Unima. E’ una persona molto simile a te, se ti interessa.”

Darken sospirò “E perché dovrei aiutarti io?” Chiese il ragazzo.

“Perché sono convinto che con il tuo aiuto non usciremmo dalla retta via. Saremmo in grado di cambiare davvero per il meglio il rapporto tra uomini e Pokémon.”

“N, io…”

“No, non mi rispondere adesso. Pensaci però. Se mi dovessi volere, sarò nella Foresta Bianca.”

Darken si trovò ad annuire, poi N si alzò.

“Della seconda richiesta parleremo quando avrai deciso cosa fare. Non voglio influenzarti.” E così dicendo uscì.

Darken rimase solo a pensare. Da un lato, N gli stava simpatico. Specialmente adesso che non voleva necessariamente separare uomini e Pokémon. Dall’altro, aveva fatto molti errori.

'Però forse potrei aiutarlo davvero…' Pensò. E rimase lì a pensarci, con Caty sempre sulla testa.

 

Squadra: ZangooseXatuStunfiskAccelgorElectivireGarchomp

Leggendari: EnteiDialga

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Rocket Wars 2: Rocket Plasma

Dragozard stava osservando Giano, Moreno, Celio e Verdanio. I quattro saggi stavano contrattando con Pierce.

“E ditemi, come potete assicurare di esserci utili?” Chiese l’uomo, sorridendo.

“Abbiamo ancora molti uomini e diversi dei nostri membri sono abili combattenti.” Rispose Verdanio, sorridendo “Inclusi noi stessi.”

“Quello che sto chiedendo è come potete assicurarci di essere più utili dell’altro Team Plasma.”

Dragozard si rabbuiò. L’idea che il Team Plasma stesse facendo la fine del Team Rocket, dividendosi in fazioni e perciò combattendosi, non gli piaceva. Voleva dire che anziché ridurre il numero di Team, lui e gli altri li stavano aumentando. Era abbastanza paradossale.

“Possiamo confermarlo. Sappiamo che al momento siamo in vantaggio per numero. Lo saremmo di più, se il compagno del vostro amico non avesse…”

“Ho fatto il possibile per farvi fuggire.” Rispose Dragozard “Non potevo certo fermare Frak e Groudon.”

“Avrebbe dovuto…” Iniziò Celio, ma Giano alzò la mano “Voluto, dovuto e potuto sono tre cose diverse. In ogni caso, ci conviene di più l’amicizia con il Prescelto di Palkia e due Raikou.

“Ah, sapevo che avrebbero temuto la mia possenza.” Esclamò Raikou.

“La tua possenza? Qui l’unico possente sono io, tu sembri solo un Meowth troppo cresciuto.” Rispose l’altro, quello di Coronopoli.

“Vi rendete conto che siete assolutamente identici, vero?” Chiese Palkia.

“Lasciamo perdere tutto ciò, quello che mi interessa che capiate è che IO non ho interesse ad allearmi senza vantaggi. Quindi siamo chiari, io aiuto voi a mettere questa vostra regina sul trono… A proposito, come mai non è qui?” Chiese Pierce.

“La regina al momento è molto impegnata.” Replicò Moreno “Siamo certi però che la incontrerete presto.

Dragozard rifletté, fissandoli 'Questo l’avete già detto però.' Pensò 'Comincio a chiedermi se davvero questa regina esista davvero.'

Pierce sembrava avere gli stessi dubbi “Che peccato. Posso sperare sia presente il mese prossimo?”

I quattro uomini si fissarono, poi Verdanio si rivolse al leader del Neo Team Rocket “Va bene, ci assicureremo che sia disponibile.”

“Mi fa molto piacere.” Rispose Pierce “Se ci sarà il mese prossimo, potremo parlare di un’alleanza.”

 

Draconix, Argento ed Atena stavano fissando i due uomini. Ross, uno dei Sette Saggi, ed N, l’ex-aspirante Re di Unima.

“Quindi, come si strutturerebbe questa alleanza?” Chiese Argento.

“Molto semplice.” Rispose Ross, sorridendo “Noi vi forniremo uomini e mezzi, e voi farete lo stesso.”

“E che tipo di uomini e mezzi potete fornirci? Non per screditarvi, ma mi pare siate ridotti all’osso quanto a uomini. Non come questo nuovo Team Plasma che…”

“Quello è il Team Plasma ancora guidato da mio padre.” Rispose N. Si girò verso Draconix “Tu sai cosa potrebbe fare mio padre. Io voglio impedirglielo.”

“Diventando Re di Unima? Molto nobile da parte tua.” Rispose Draconix “Scusa se non piango.”

N strinse il pugno “Non sarò io a diventare Re. Non ne sono degno. Tuttavia, conosco una persona che se lo merita. Un discendente degli Harmonia Gropius che vive qui ad Unima e che conosce i Pokémon e li ama. Sono certo sarebbe un bravo Re. Di certo, un Re migliore di mio padre.”

“Tutto molto bello.” Si intromise Argento “Ma a noi importa soprattutto il bene dei Pokémon e gli umani, e ovviamente la libertà di Unima e la cattura del Team Rocket.”

“Allora siamo assolutamente adatti a collaborare.” Commentò N “Mio padre sta rubando Pokémon. Sono certo che lo sappiate. Se non interveniamo…”

“Lo sappiamo. Potete assicurarci che non farete lo stesso?”

N annuì con decisione.

Argento sospirò “Ne discuteremo e vi faremo sapere presto.”

N sorrise e si alzò, seguito da Ross. Il ragazzo lanciò un ultimo sguardo a Draconix ed uscì.

“Non mi piace.” Commentò Draconix.

“Non l’avrei mai detto.” Replicò Argento.

“Nemmeno io.” Aggiunse Rayquaza.

“Cosa volete farci? Ci combattevo contro neanche sei mesi fa, e adesso volete che mi allei con loro?”

“Per combattere un nemico peggiore. Il Team Rocket continua a sfuggirci. Il Neo Team Rocket pure. Se lavorassimo con loro, forse riusciremmo a trovare nuovi indizi.”

“Una volta, uno dei miei compagni mi disse che bisogna storcere il naso e unirsi ad un cattivo amico, piuttosto che combattere da soli un nemico peggiore.” Disse Rayquaza.

“Se era Cesare non mi hai proprio convinto, sai?”

“Touché.” Replicò il drago “Ma lo diceva pure Augusto.”

Draconix sospirò “E allora facciamolo, no?” Rispose Draconix “Non mi piace, ma…”

“No, non subito.” Disse Argento “Prima, voglio incontrare questo Re.” Rispose Argento “Poi deciderò.”

 

-Draconix-

Squadra:AerodactylGyaradosDragoniteSalamenceHydreigonCharizard

Leggendari:RayquazaHeatran

Medaglie:Trio BadgeBeetle BadgeBasic BadgeBolt BadgeFreeze Badge

-Dragozard-

Squadra:SableyeVileplumeWeavileRhyperiorGengarCharizard

Leggendari: RaikouRaikou_shiny_i.pngPalkia

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Post-Lega di Unima (Frak)

Il gruppo radunato in quella sala era il più eterogeneo che Frak avesse mai visto. Alan, Spark, Green, Mark, Astrid e Todd. Tutti e sette, lui incluso, avevano in comune di essere viaggiatori di un altro universo, il che li rendeva piuttosto particolari.

“Notizie di Kain?” Chiese Mark.

“Sparito.” Rispose Green “Siamo tutti preoccupati, sia noi che l’altro Gruppo.”

Spark sospirò “Ascoltate, ascoltate, la soluzione è molto semplice: le decisioni le prendiamo per conto nostro. Kain era la mente di tutto, ma se non c’è non possiamo mica restare seduti a far niente.”

“Bene allora.” Replicò Alan “Cosa vuoi fare per questo?” Chiese mostrando il foglio. Era la copia di una mail che Tilerond aveva mandato a tutti gli allenatori. In cui chiedeva a tutti loro di presentarsi insieme al laboratorio qualche mese dopo, più o meno quando Frak avrebbe dovuto cominciare il suo viaggio.

“Non dovremmo presentarci?” Chiese Todd.

“OVVIO CHE NO!” Esclamò Mark “E’ una trappola, ne sono sicuro.”

“Non lo so.” Commentò Astrid “Potrebbe anche solo aver bisogno di tutti quanti per qualche esperimento. Tu sei sempre sospettoso Mark. Anche tu Green. Ma Tilerond non ha motivo di mentirci.”

“A meno che Shuko non gli abbia spifferato tutto. Se vuole tornare tanto volentieri a Ransei…” Rispose Green, ma Alan scosse la testa.

“Non lo farebbe.” Rispose il ragazzo “Comunque, anche se fosse, basterà portarci dietro i nostri Pokémon. Alan può portarne uno solo, ma in fondo è un Prescelto, quindi…”

“Aspetta, tu sei un Prescelto?” Chiese Frak.

“Non solo io.” Rispose Alan “Mark ha le carte di diversi leggendari, Spark ha Zapdos… Anche tu avevi qualcosa, vero Green?”

“No. Ho collaborato con diversi Leggendari, ma nel mio mondo non è quasi mai una cosa per la vita. Collaborano per un po’, poi se ne vanno.”

“Ah, capito.” Disse Alan “Io ho Mewtwo comunque.”

“Ah.” Commentò Frak semplicemente “Immagino tu non possa portarlo con te però.”

“No, ma posso chiamarlo se necessario. Farò venire con me Lucario.”

“Allora dovremmo semplicemente…”

In quel momento Hoopa sbucò in mezzo a loro.

“Scusate ragazzi, vi scarico questi qui e vado.” Commentò, lasciando cadere un intero mucchio di Pokémon nella stanza “Ciao.” Aggiunse, e sparì.

“Cosa…” Iniziò Alan, fissando i Pokémon. Erano tutti allo stadio base, e tutti sembravano piuttosto confusi. Diversi indossavano bandane intorno al collo.

I Pokémon cominciarono a rialzarsi, e si fissarono.

“Tutto bene Piplup?” Chiese uno Shinx. Gli umani presenti saltarono indietro per la sorpresa.

“Sì, ma cosa…” Iniziò il Pokémon. Poi si guardò intorno, e vedendo gli umani rimase a bocca aperta.

“AH!” Esclamò, arretrando.

La reazione fu più o meno la stessa da parte di tutti gli altri. Frak provò a contarli mentre Alan e Mark facevano del loro meglio per calmarli. Ma cominciarono a muoversi ovunque, e presto si confusero.

“Calma calma calma!” Gridò Alan “Siete stati portati qui da Hoopa, immagino abbia i suoi motivi. Potete calmarvi e dirci chi siete?”

I primi a calmarsi furono un Bulbasaur ed un Pikachu.

“Io sono Pikachu.” Disse quello “E questo è Steve. Lui era un umano, ma è stato trasformato in Pokémon e…”

“Aspetta, anche lui? Anche Ken è un umano trasformato in Pokémon.” Disse il Piplup da dietro un armadio, indicando Shinx, che invece era rimasto allo scoperto, anche se sembrava comunque preoccupato. Ci fu un coro di assensi sorpresi. A quanto pareva, metà dei presenti erano umani trasformati in Pokémon.

“Ma tu pensa…” Commentò Alan “Quindi, cosa stavate facendo prima di arrivare qui?” Chiese il ragazzo.

“Avevamo appena sconfitto Darkrai.” Risposero i presenti quasi in coro.

“EHHHHH?!” Esclamarono tutti.

“Ok, ho capito.” Commentò Green sospirando “Ha pescato da svariati universi contigui.”

“Sì ma PERCHE’ adesso?” Chiese Spark.

“Immagino sia perché avevano appena finito il loro compito in quel mondo.” Commentò Mark. Sospirò “Quel maledetto di Hoopa, sempre a causarci guai.” Poi alzò la voce “Ascoltate, voglio solo parlare!” disse, e cominciò a spiegare.

 

Una buona ora dopo, i Pokémon si erano finalmente calmati abbastanza da sedersi e non fuggire appena gli umani si avvicinavano. Probabilmente il fatto che metà di loro fosse stata umana un tempo, anche se con scarsi ricordi, aiutava.

Frak riuscì a capire che erano Team di Esplorazione, qualunque cosa volesse dire. Erano formati da coppie composte da un Pokémon e un umano trasformato in Pokémon. C’erano due esemplari di ogni Pokémon in quel gruppo, tranne per Meowth e Munchlax: uno che era un umano trasformato, e uno che era semplicemente un Pokémon. Meowth e Munchlax erano presenti solo come Pokémon nati tali. I loro compagni inoltre erano un terzo esemplare di un Pokémon già visto.

“Quindi, tutti voi ricordate di aver fermato questo… Dialga Oscuro e questo Darkrai, giusto?” Chiese Mark.

I Pokémon annuirono, e Mark sospirò ancora “Bene, allora immagino Hoopa vi abbia scaricato qui in quanto salvatori del mondo. Ma mi domando per…” Iniziò, poi Hoopa comparve di nuovo.

“Scusate, dimenticavo una cosa.” E così dicendo rovesciò della polvere sul divano, centrando tutti i Pokémon. A metà di loro non accadde nulla, ma l’altra metà cominciò a mutare. E poco dopo, ragazzi e ragazze – fortunatamente vestiti – sedevano accanto ai propri compagni. Indossavano abiti che, insieme al colore dei capelli, facevano capire che Pokémon erano prima.

“Beh questo è strano.” Commentò quello che prima doveva essere uno Shinx. Quella che prima doveva essere una Bulbasaur si guardò “Wow, quindi era questo il mio aspetto umano?” Chiese.

“Già.” Rispose Hoopa. Poi sparì, schivando per un pelo il vaso che Todd gli aveva lanciato, che andò a spaccarsi sulla parete dietro.

“Scusate…” Disse il ragazzo sospirando.

“No, figurati. Comunque, questo rende le cose un po’ più facili.” Disse Mark “E anche se odio dirlo, grazie a ciò abbiamo dei rinforzi.”

I Pokémon e gli umani si guardarono. Poi un umano – che prima era stato un Cyndaquil a giudicare dalla maglia nera e dal tatuaggio a forma di fiamme che aveva sulla schiena, appena visibile all’altezza del collo – alzò la mano.

“E noi come possiamo aiutarvi adesso? Siamo umani, quindi non credo di avere alcun potere.”

“Testiamo una cosa…” Pensò Spark, riflettendo. Uscì un momento e tornò con un bastone “Prova ad accendere questo.”

“Hai un accendino?”

“No, usa lanciafiamme.” Rispose Spark sorridendo.

Il ragazzo annuì, poco convinto, e soffiò. Con stupore di tutti, una fiammata gli uscì dalla bocca, mentre il disegno sulla schiena si illuminava di rosso.

“Ah.” Disse, chiudendo la bocca “Ok, posso fare questa cosa.”

“Immagino possiate farlo tutti. Quindi, come potete vedere, abbiamo dei rinforzi.” Commentò Spark, sorridendo.

 

Squadra:MedichamSandslashDruddigonEmboarDarmanitanBanette

Leggendari: GroudonDarkrai

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Post-Lega di Unima (Enemy)

“Non è possibile che io non possa sfidare la Lega!” Esclamò Enemy.

“Come ho già spiegato ieri, l’altro ieri e il giorno prima” Replicò la ragazza alla reception, sforzandosi di restare calma “Non riapriremo prima di altri cinque mesi.”

“Oh ma andiamo, sono sette mesi che aspetto!”

“Ne sono ben cosciente.” Rispose la ragazza. Effettivamente Enemy si era presentato da lei quasi ogni giorno, per cercare di ottenere uno scontro con i Superquattro.

Il ragazzo sospirò ed uscì. Era giù di morale, ma decise di nasconderlo. In fondo non poteva essere triste in un giorno tanto importante.

Si diresse verso sud, giungendo rapidamente a Zefiropoli. Qui, corse alla Palestra.

Aristide e Komor si stavano affrontando, e Enemy arrivava giusto in tempo per la battaglia finale. Si fece strada fra i curiosi e raggiunse Belle.

“Come sta andando?”

“Stoutland contro Druddigon.” Replicò la ragazza “Hai fatto appena in tempo per lo scontro finale.”

Enemy sorrise. Se il suo amico avesse vinto, avrebbe superato tutti i requisiti per ricevere il titolo di Capopalestra. Dopo gli eventi di sette mesi prima, solo quattro Palestre in tutta Unima avevano mantenuto il precedente Capopalestra. Il che aveva portato molti della nuova generazione a farsi avanti per il titolo. E uno di questi era Komor. Enemy era rimasto ammirato dall’impegno che aveva riversato in quell’impresa. Appena scoperto dell’annuncio, si era messo al lavoro, studiando e allenandosi. Aveva catturato ogni singolo Pokémon Normale di Unima, e aveva tormentato Darken per potersi allenare contro i migliori counter team – cosa che, ad essere onesti, Darken aveva fatto volentieri, anche se era qualche mese che sembrava star pensando ad altro.

Il ragazzo sorrise e lanciò all’attacco Stoutland. Il Pokémon colpì con Nemesi. Druddigon arretrò, danneggiato gravemente, ma subito dopo attaccò con Dragartigli, ma in risposta un Gelodenti lo colpì al petto. Il ghiaccio si espanse congelando l’avversario, e altri Gelodenti lo sconfissero.

“Ottimo!” Esclamò Aristide “Mossa di tipo Ghiaccio e un po’ di fortuna, che in un Capopalestra non guasta mai. Congratulazioni ragazzo.” Disse, porgendogli un attestato “Ti nomino, come tuo terzo esaminatore della Lega Pokémon, Capopalestra.”

Enemy sapeva che di solito era un Superquattro a testare un candidato. Tuttavia, in questo caso, dato che i Superquattro erano impegnati, a ogni candidato era stato richiesto di sconfiggere tre Capipalestra solo con il team che avrebbero usato per le sfide per la terza, sesta e ottava medaglia. La prima aveva visto Komor contro Aloé, in procinto di ritirarsi, e si era conclusa con Aloé molto soddisfatta.

La seconda, in cui Komor aveva affrontato Camelia, era stata vinta al pelo, ma la ragazza aveva comunque deciso di accettare la candidatura di Komor. E ora, la terza era finita.

“Per quanto riguarda la sede della tua Palestra, credo che Aloé potrebbe…”

Il ragazzo scosse la testa “C’è un altro posto.” Commentò.

L’uomo sorrise “In tal caso buona fortuna, ragazzo. Mandaci il design e la posizione della Palestra entro una settimana.”

Komor annuì, poi si diresse dagli amici e li abbracciò, piangendo di gioia.

Belle in risposta lo riempì di pacche sulla schiena.

“Bravissimo!” Esclamò mentre continuava a colpire, anche lei in lacrime per la gioia “Sei talmente bravo che non so cosa dire!”

Enemy sorrise. Non che Belle fosse rimasta con le mani in mano. Dopo essere tornata a casa aveva fatto definitivamente pace col padre, e aveva ottenuto il posto di assistente della Professoressa Aralia. In quel modo, poteva girare il mondo ma anche stare a casa.

Quanto a lui…

“Voglio sfidare la Lega, quando riaprirà.” Decise. Se occorreva sfidare le nuove Palestre o anche rifare le sfide con i precedenti Capipalestra, l’avrebbe fatto.

Komor lo fissò “Immagino che tu stia pensando di affrontare anche me per la Lega, sebbene tu abbia già la medaglia.”

Enemy sorrise “Proprio così.” Replicò.

“E allora fammi una promessa. Sei contro sei. Voglio che la nostra sia la miglior sfida che abbiamo mai fatto. Ci stai?”

Enemy sorrise, e strinse la mano che l’amico gli aveva dato “Assolutamente!”

Belle, li accanto, cominciò a dare manate sulla schiena ad entrambi.

“Vi voglio troppo bene ragazzi!” Esclamò. I due scoppiarono a ridere, ignorando il male che la ragazza aveva cominciato a far loro.

 

Uscirono dalla Palestra, e Komor li fissò “Voi non avete mezzi per volare vero? Allora aspettate qui un momento.” E così dicendo corse al Centro Pokémon. Tornò poco dopo con tre Poké Ball e le aprì, rivelando due Unfezant, maschio e femmina, ed un Braviary.

“Salite, vi faccio vedere dove voglio fondare la mia nuova Palestra.”

I due annuirono, sorpresi. Pensavano che la risposta fosse Soffiolieve.

Il ragazzo sorrise e volò verso ovest, oltre Soffiolieve, fino a una piccola città. Un vecchio Centro Pokémon, alcune case e una scuola.

Bussò alla porta, e ad aprire fu un anziano.

“Ah, buongiorno Komor.” Disse il vecchio, mentre un paio di bambini sbirciavano “Cosa posso fare per te?”

“Buongiorno maestro.” Rispose il ragazzo “Ce l’ho fatta. Posso aprire una Palestra qui e cominciare a insegnare.”

Belle ed Enemy lo fissarono a bocca aperta. “EH?!!!” Esclamarono i due.

“Mentre studiavo per l’esame scritto, mi hanno parlato di un abile insegnante” Spiegò Komor “Che però viveva in una cittadina un tempo abbastanza nota, ma oggi parecchio tagliata fuori da Unima. Ovviamente ho deciso di controllare. E mi ha insegnato tante cose.” Rispose il ragazzo “Quindi ho deciso di aiutarlo anche io. Aprirò qui la Palestra, e con il mio stipendio rimodernerò la Scuola e il Centro Pokémon. Inoltre, come Capopalestra sono autorizzato ad insegnare Combattimento Pratico e Teorico. Perciò…”

Il ragazzo continuò a parlare. Ed Enemy lo guardò ammirato 'Quanto può essere cresciuto in così poco tempo?' Si chiese 'O sono io che sono rimasto indietro?'

E con quella domanda, continuò a fissare il ragazzo, sorridendo, ma chiedendosi se anche lui avrebbe dovuto provare a fare qualcosa di diverso dalla Lega.

Solo la sua promessa lo mantenne fermo sulla posizione di sfidarla.

 

Squadra: SwoobatDruddigonStoutlandSimipourGigalithSerperior

Leggendari:Suicune

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La Regina di Unima

Giuls si guardò intorno, osservando la radura situata in un bosco tra le montagne, ed Ibis uscì allo scoperto dopo un momento.

“Qualcuno ti ha seguito?” Chiese la ragazza, sul chi vive.

“Nessuno.” Rispose Giuls, sorridendo.

Ibis non ricambiò il sorriso, ma si limitò ad osservarla. “Ti rendi conto, spero, che l’unico motivo per cui sono qui è che mi fido di te. Quindi dimmi, cosa posso fare per te?”

“Tu… Sai di quello che è successo al Castello, vero?”

“Tutta la situazione con Victini e Zekrom, sì. So che sei diventata la Prescelta di Zekrom. Quindi, cosa hai deciso?” Chiese.

Giuls rifletté. Già, cosa voleva?

“Lo sai cosa vuoi.” Rispose nella sua testa la voce tetra e profonda di Zekrom. “Il tuo è un ideale forte e puro. Per questo ti ho scelto.”

“Queste cose sono troppo complicate per me.” Commentò invece la voce di Victini “Però se posso aiutarti lo farò, promesso!”

“Anche io.” Aggiunse Latias “Hai tre Leggendari dalla tua parte, possiamo farcela.

Giuls annuì.

“Ho deciso di accettare.” Rispose la ragazza. Ibis annuì a propria volta, anche se non sembrava soddisfatta. Poi la guidò verso un fianco della montagna più vicina, un alto strapiombo. Si avvicinò alla parete rocciosa e colpì tre volte in sequenza. Si aprì una porta, che condusse le due su un ampio corridoio ordinato ed illuminato da lampade al neon.

“Contavamo avresti accettato, quindi abbiamo già preparato tutto per la cerimonia.” Rispose la ragazza, guidandola tra i corridoi. Gli uomini del Team Plasma che la vedevano passare si inchinavano, sorridendo d’ammirazione. Ibis proseguì sicura fino a un’ampia porta.

“Questa è la sua camera, mia regina. Le chiediamo scusa per l’arredamento spartano.” Disse una cameriera con lunghi capelli neri, chinando il capo e lasciandola entrare.

Giuls la guardò. Aveva visto le camere del Campione della Lega quando era andata a trovare Lailah diverse volte negli anni, e non si avvicinavano nemmeno all’opulenza di quella stanza. Sui muri c’erano ricchi mosaici di Zekrom, il letto era un baldacchino grande come tre letti normali, con oro e preziosi incastonati. Il pavimento era coperto delle stesse mattonelle del corridoio, nere ed eleganti. La luce era prodotta da un grande candeliere dorato.

“Siete sicure che questo sia mio?” Chiese Giuls.

“Cosa credevi, che avessimo pochi fondi?” Chiese Ibis, che l’aveva seguita nella stanza, anche se le cameriere l’avevano fulminata con lo sguardo per essere entrata senza permesso nella camera “Ci mancano gli uomini, ma i mezzi ci sono, e abbondantemente.”

“Ma da dove vengono i fondi?” Domandò in risposta Giuls.

“Le sette casate erano quelle dei più potenti lord dell’antica Unima. Harmonia Gropius, Naturas, Floria, Faunarea, Minerion… Ognuna di esse governava un pezzo di Unima, tranne gli Harmonia Gropius che governavano su tutte le altre. I Sette Saggi sono discendenti delle sette casate. Giano Faunarea, Moreno Minerion, Celio Faunarea e Verdanio Naturas sono i tuoi sostenitori. Ovviamente, le ricchezze di quelle antiche famiglie non sono svanite. Certo, non sono più le potenti casate di un tempo, ma non sono certo poveri.”

Giuls annuì. “Puoi dirmi se è vero, Zekrom?

“Temo tu mi stia scambiando per un drago bianco.” Replicò quello, scuotendo il capo “Ma se mi chiedi se conosco le sette famiglie, la risposta è sì. Non posso provare che quei quattro siano chi dicono di essere però.”

“Mi basta.” Rispose Giuls. Quello che voleva era sapere se Ibis stava raccontando balle, ma quelle sembravano informazioni credibili.

“Bene, adesso dobbiamo preparare la regina.” Disse la cameriera dai lunghi capelli neri.

“Non posso aspettare qui? Tanto ormai i Saggi lo sapranno già…”

“No, no, deve riunirsi con gli altri, no? Vada, vada.” Rispose la cameriera, spingendola fuori e chiudendo la porta.

“Queste guerriere. Sempre maleducate.” Commentò, chiudendosi la porta alle spalle e sorridendo, poi estrasse un vestito dall’armadio, una delle vesti più eleganti che Giuls avesse mai visto, un abito bianco che non avrebbe sfigurato in un film fiabesco.

“Proviamo subito.” Disse la donna, sorridendo.

 

Dopo qualche ora, Giuls era pronta, con indosso l’abito bianco, una collana e un diadema, che a quel che aveva capito le sarebbe stato tolto. Dopo essersi vestita era stata accompagnata da un anziano dai baffetti grigi, che le aveva illustrato la cerimonia, in modo che sapesse cosa dire e cosa fare.

“Che sciocchezza, incoronare la regina così all’improvviso.” Borbottava l’uomo, forse credendo di non essere sentito “Preparazione ci vuole.”

Ma nonostante tutto, alla fine Giuls cominciò a camminare verso il trono, in una sala gremita di membri del Team Plasma.

"Che Giratina sto facendo?" Si chiese almeno cento volte per ogni passo.

"La cosa giusta." Si rispondeva però subito dopo "Creerò un mondo migliore. E lo farò con questa ascesa al trono.”

“Questo è lo spirito.” Replicò Zekrom “Questo è il tuo puro ideale.”

La cerimonia in sé fu lunga e noiosa. Ognuno dei saggi – tre ricoprivano anche il ruolo di quelli mancanti, fino a che non si fossero trovati dei sostituiti – le fece giurare di proteggere Unima, umani e Pokémon del regno. Verdanio le fece promettere di proteggere colline e pianure. Celio fiumi e mari. Moreno montagne e foreste. Poi si fece avanti Giano.

“Giuls Harmonia Gropius” Disse, escludendo il cognome Touki dalla formula “Prometti di difendere Unima, e di mantenere vivo il lampo e la luce che contraddistinguono il tuo ideale?”

“Lo giuro.” Rispose la ragazza. Un paggio si fece avanti con una corona dorata su cui era inciso il muso di Zekrom, rubini come occhi.

“Allora ti nomino regina di Unima.” Disse l’uomo, togliendole il diadema per posarle la corona sul capo. “Onore e gloria eterna alla regina!”

“Onore e gloria eterna alla regina!” Gridarono i membri del Team Plasma.

E da quel momento, Giuls fu a tutti gli effetti la regina del Team Plasma. Ciò che questo avrebbe comportato per lei, per Unima e per il mondo, non si sarebbe mai potuto immaginare allora.

 

Squadra: Jolteon20940b_adf33a7df2ab4753ae1fc62f48abbfaa~mv2.pngSamurottMagmortarTogekissLucario

Leggendari: LatiasVictiniZekrom

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Il Re di Unima

Darken osservò la mappa. A nord della Città Nera, vicino alla riva del fiume, sorgeva ciò che rimaneva della Foresta Bianca. Originariamente copriva l’intero territorio della Città Nera, ma dopo un grande incendio il terreno perso dalla foresta era stato usato per fondarvi la città. L’inquinamento prodotto dalla città aveva inizialmente danneggiato anche quello che restava della foresta, finché un giorno non era misteriosamente sparito. Si supponeva un intervento di un Leggendario, forse Shaymin o Suicune.

Entrò nella foresta, e qui vide Reshiram ed N. Questi era circondato da numerosi Pokémon, perlopiù originari di Unima, ma anche di quelli che erano stati introdotti dall’Associazione Pokémon.

“Salve Darken.” Salutò il ragazzo, sorridendo “Ti ringrazio per aver accettato l’invito.”

“Non so neanche io perché l’ho fatto.” Commentò il ragazzo.

“Sono sicuro lo capirai presto.” Replicò N. Reshiram evidentemente gli disse qualcosa, perché il ragazzo sorrise al drago e annuì.

Poi cominciò a guidare Darken attraverso la foresta. Arrivarono a un gruppo di case intorno all’albero più grande dell’intera foresta, una montagna di foglie e legno. Poche case, un villaggio di legno bianco, erano l’unica prova di presenza umana.

N si diresse alla casa più grande. Bussò, e aprì una ragazza che indossava abiti che ricordavano un Gothitelle.

“N, sei arrivato dunque.” Commentò la ragazza, sorridendo.

“Non potevo certo aspettare ancora.” Commentò il ragazzo. Quella rise e fissò Darken.

“E lui?”

“Un bravo ragazzo, e uno di coloro che mi hanno fatto capire cosa volevo davvero.”

La ragazza annuì “Risetta.” Disse poi allungando la mano verso Darken. Il ragazzo la strinse, sorridendo. “Piacere, Darken.

N sorrise e attese. Quando Risetta si spostò, il ragazzo entrò e Darken lo seguì.

“Ah, questo mi riporta indietro.” Commentò improvvisamente Dialga “Osservare un gruppo di individui che si preparano a mettere un Re sul trono… una scena tanto comune, eppure tanto difficile da vedere.”

Darken non rispose, ma osservò gli uomini. Quattro erano allenatori, come si notava dalle cinture. Una era una donna che somigliava molto a Risetta, lasciando intendere fosse la madre. Alcuni erano anziani.

Poi c’era il ragazzo. Doveva avere diciotto o diciannove anni.

“Darken, ti presento Vincent Harmonia Gropius.”

Darken non sapeva cosa si fosse aspettato, dal re. Forse una corona e una sala del trono. Invece il ragazzo davanti a lui aveva corti capelli dello stesso colore di quelli di N, abiti semplici, e niente che facesse pensare a un re.

“Ah, ma lo sguardo.” Si intromise Entei “Non riconosci un Re dal volto, ma dagli occhi.”

E guardandolo negli occhi, Darken capì cosa intendevano. Aveva uno sguardo profondo, molto più maturo dell’età che il suo fisico dimostrava. Gli occhi di un re.

“Molto piacere.” Disse il ragazzo, stringendogli la mano e interrompendo i pensieri dell’allenatore. Poi si rivolse a N “Quindi è qui?”

“Ti aspetta qui fuori.” Rispose N sorridendo.

Il gruppo si scambiò qualche parola agitata, poi il ragazzo uscì, seguito da tutti, incluso Darken. Reshiram piombò nella radura davanti alla casa, e fissò i presenti.

“N, quindi tu…

“Io non sono il Prescelto di Reshiram.” Rispose N “Ti basti questo.”

Il drago osservò Vincent, che fece un inchino. Gli disse qualcosa, dedusse Darken, perché il drago annuì e abbassò il volto. Vincent lo toccò, poi un allenatore gli porse una Master Ball. Reshiram vi sparì dentro per un secondo, poi ne uscì, registrato. Infine si rivolse ad N, che sorrise e chinò il capo.

“Cos'ha detto?” Chiese Darken.

“Beh, ha ringraziato N e gli ha augurato buona fortuna per la sua ricerca.” Commentò Dialga.

Darken si chiese cosa intendesse, ma poi il drago prese il volo.

“Ottimo!” Esclamò N “E con questo, direi che il Team Plasma ha un Re, incoronato da Reshiram all’ombra degli alberi della Foresta Bianca.”

Darken si rese conto solo in quel momento che quella era l’incoronazione. Non c’era corona, niente giuramenti, niente di ciò che si sarebbe aspettato. Ma forse Vincent li aveva fatti ad N.

“Ed ora, il giuramento dei cavalieri!” Esclamò N. I quattro allenatori si inchinarono, come Risetta. Uno dopo l’altro, giurarono fedeltà a Vincent.

Poi tutti si girarono verso Darken.

N sorrise “Darken, vorremmo offrirti il ruolo di comandante dei Cavalieri del Re di Unima.” Disse Vincent “Ti considero idoneo, e d’altronde N garantisce per te. Se lo accetterai, sarai di grande aiuto alla nostra causa.

Darken lo fissò. Guardò N, che sorrise ed annuì.

“Che faccio?” Chiese il ragazzo.

“Quello che vuoi.” Rispose Dialga “Posso letteralmente portarti via da lì prima che il mio cuore batta di nuovo, se non ti va di diventare un cavaliere.”

“Concordo.” Disse Entei “La scelta è solo tua.

Darken rifletté, poi fissò Vincent “Ho una domanda.”

“Ti ascolto.” Rispose il ragazzo.

“Cosa intendi fare come Re di Unima?”

“Proteggere umani e Pokémon. Riportare la Foresta Bianca alla gloria, senza però usare mezzi violenti. Non saremo il vecchio Team Plasma, se questo è ciò che temi. Desideriamo solo giustizia ed ordine. Sarò un bravo re.

Darken rifletté. Perché no? In fondo, doveva essere sincero, se N e Reshiram si fidavano di lui. E poi meglio lui che qualcuno di più pericoloso sul trono di Unima. Se fosse stato comandante dei cavalieri, avrebbe poi potuto anche aiutare.

Perciò si inchinò, e seguendo le istruzioni dell’anziano cerimoniere, giurò di aiutare.

E quello fu un altro tassello nell’evento che venne poi, il più importante che il mondo avesse mai visto.

 

“Quindi dovremmo allearci con loro, signore?” Chiese l’uomo del Team Rocket.

“Proprio così.” Replicò Jourmungand “E subito.”

“Ma signore, sono inferiori a noi in numero e mezzi.”

“Vero, vero.” Rispose l’uomo, sorridendo “Ma a noi non interessa. Vero, Ghecis?”

L’uomo annuì. L’occhio sinistro era coperto da una benda, come fosse in via di guarigione.

“Bravo.” Rispose Jourmungand “Adesso fate amicizia.”

Quello sospirò e fissò Ghecis, mentre l’omone usciva.

“Bene, hai un piano.”

Ghecis sorrise, anche se l’espressione si trasformò in una smorfia di dolore. Poi sbatté un oggetto sul tavolo.

“Tu che ne dici?” Chiese.

L’altro sorrise “Forse, la nostra amicizia sarà produttiva.”

 

Squadra: SunfloraAltariaGlaceonSceptileTyphlosionLapras

Leggendari: EnteiDialga

Medaglie:Trio BadgeBasic BadgeBeetle BadgeBolt Badge

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