I videogiochi della serie principale di Pokémon sono da sempre un fiore all’occhiello per Game Freak, nonché il cuore pulsante da cui scaturiscono infinite produzioni: dai giochi di carte GCC alle mobile app, dall’anime ai vari gadget dedicati ai nuovi mostriciattoli.
Una giusta strategia di marketing deve saper dare spazio ai titoli di nuova generazione, senza però oscurare il resto.
Un tempo abbondavano pubblicità legate ai nuovi pokémon ed episodi animati in cui venivano anticipate nuove creature (come Marill, Munchlax, Togepi ed Ho-Oh), suscitando curiosità ed interesse nei telespettatori, che potevano fantasticare sul futuro del loro brand preferito, senza riceverne troppe informazioni anzi tempo. Quell’alone di mistero che legava i vecchi Rubino/Zaffiro o Diamante/Perla è stato per molti qualcosa di magico, in quanto potevano immergersi nell’avventura conoscendo giusto gli stadi evolutivi degli starter e poco più, nonostante i giochi uscissero prima in Giappone!
Ora i tempi son cambiati e con il rilascio mondiale è stato necessario adottare un altro metodo di marketing. Ogni tre anni il 27 Febbraio, a partire dal lontano 2013, rappresenta l’annuncio di una nuova generazione, oltre che la celebrazione dell’anniversario Pokémon, una ricorrenza ormai scontata ma che tiene vivo l’entusiasmo dei fan. Il problema è che da lì al prossimo trailer passano minimo tre mesi, lasciando un vuoto incolmabile ai più. Penso sia quindi meglio lasciarsi alle spalle le tradizioni e cercare di rinnovarsi.
Un primo tentativo in tal senso è stato dato dalla fantastica promozione di Pokémon Sole/Luna, in cui a partire da Giugno venivano rilasciate due volte al mese nuove info sugli aspetti più disparati del gioco: dalle rivoluzionarie mosse Z, alle misteriose Ultracreature; dalla nuova Battle Royale, al Poképelago, dai pokémon Dominanti all’Albero della Lotta.
Game Freak è riuscita a mettere in risalto i punti di forza di un titolo che rischiava di essere la brutta copia di X/Y, mirando a colpire sia l’utenza più casual che i giocatori più competitivi; ad ogni trailer si fantasticava su nuove strategie, miglioramento della modalità di allenamento e trama di gioco. Proprio su quest’ultimo punto sono stati straordinari, nascondendo la vera natura di Cosmog e creando un vero colpo di scena, nonostante in molti avessero criticato le troppe informazioni; ebbene sì, i titoli con più spoiler si sono rivelati anche i più ricchi e longevi, a differenza dei tanto discussi Spada/Scudo, in cui la carenza di notizie rifletteva l’effettiva povertà dell’avventura a Galar (sotto questo aspetto sono stati almeno coerenti, tant’è che non mi ero fatto chissà quali aspettative).
Ciò che però distrugge tutte queste belle premesse è sicuramente la presenza sempre più frequente di leak di vario genere, che se da un lato permettono di speculare a lungo su teorie più disparate, dall’altro rischiano seriamente di rovinarti la sorpresa, mandando all’aria qualsiasi strategia da parte di TPCI.
È un po' quel che sta succedendo con Scarlatto e Violetto, rimasti per mesi nell’ombra e inequivocabilmente bersaglio di numerosi spoiler.
Ciononostante, a poco più di un mese dal lancio dei titoli, rimango ancora con diversi dubbi su alcune nuove funzionalità, prima fra tutte la nuova meccanica del Teracristal: sarà possibile modificare il proprio tipo in maniera rapida o saremo costretti a riempire centinaia di box? Rischierà di sbilanciare le lotte, più di quanto non abbia fatto il Dynamax? Verrà annullata se si sostituisce un pokémon?
Trovo inconcepibile che non abbiamo ancora risposte chiare su ciò che sarà il fulcro del competitivo, così come i tempi di attesa per la compatibilità di un nuovo gioco e Pokémon Home.
Uno dei punti cardine del brand è infatti il collezionismo, ragion per cui mi sarei aspettato più trasparenza sulle modalità di trasferimento dei nostri amici catturati in altri titoli: ciò, tra l’altro, incentiverebbe sempre più giocatori a comprare i vari spin off e remake, aumentando le casse della grande N e allargando sempre di più il proprio pubblico. Sembra invece che ai piani alti se ne freghino del passato, puntando sempre su campagne prevedibili e ripetitive, che riescono comunque a fare il loro sporco lavoro nonostante le numerose critiche ricevute, specie per quanto riguarda il disastroso comparto grafico e l’obsoleto lato tecnico che non intendono affatto nascondere: tutto ciò è surreale!
C’è comunque da dire che un piccolo passo avanti l’hanno fatto, creando dei veri e propri video animati per la presentazione di alcuni pokémon, quali Zoroark di Hisui e Grafaiai: dei brevi filmati in cui si riesce ad assaporare sia il gusto della nuova regione che il fascino di una nuova creatura. A mio avviso dovrebbero aumentare certi reveal, piuttosto che rilasciare 30 secondi per un unico annuncio (Wigglet, parlo di te!)
In ottava generazione abbiamo avuto qualcosa di simile con la live di 24h nel Bosco Brillabirinto, che ha tenuto incollati diversi fan di tutto il mondo… ma solamente per annunciare un Ponyta di Galar! Una vera assurdità!
Si va da un eccesso all’altro, senza una direzione precisa, tant’è che spesso mi chiedo se lo facciano apposta a farsi odiare, tirando fuori idee strambe dal cappello! Ricordiamoci inoltre che uno dei due Ponyta dello streaming non aveva nemmeno la coda! Un errore davvero grossolano, così come gli spoiler su tre nuovi pokémon di Paldea apparsi nella minimappa nel trailer nordeuropeo (che tra l’altro girava a 10fps).
Com’è possibile tutta questa superficialità su uno dei marchi più redditizi dell’industria videoludica? È veramente questo ciò che meritiamo noi fan di lunga data?
Rimpiango ancora le mitiche demo di Rubino Omega/Zaffiro Alfa così come quella di Sole/Luna, necessaria tra l’altro per ottenere il Greninja forma Ash. Farti assaporare un po' di gameplay di un titolo mesi prima del suo rilascio ufficiale l’ho trovata un’eccellente mossa di marketing, in grado di farti immergere in prima persona nella tua nuova avventura, aumentandone l’hype e catalizzando l’attenzione dei videogiocatori di ogni tipo sul tuo prodotto.
Ricordo che a quei tempi non facevo altro che domandarmi cosa avrei scoperto il giorno dopo nella demo e cosa mi sarei dovuto aspettare ad Alola: sono state settimane davvero eccitanti e vorrei veramente tornare ad avere certi stimoli. Peccato solo che in questo modo i dataminer hanno avuto vita facile, andando a spolpare per filo e per segno ogni aspetto di gioco, rovinando a molti l’esperienza e costringendo TPCI a rimuovere questa ben che gradita feature.
Rimanendo in casa Nintendo mi vien da fare il paragone con Super Smash Bros., che, seppur appartenente ad un altro genere, è in grado di tenere incollati milioni di spettatori ad ogni nuovo annuncio, sia esso un nuovo personaggio o una sessione completa di gioco.
Il suo ideatore, Masahiro Sakurai non si è mai nascosto e addirittura si è messo in prima persona a testare la propria creazione, trasmettendo alla gente tutta la sua passione e il suo impegno costante, cosa che Ohmori e Masuda si sognano (un tempo c’erano le Treehouse, ma erano organizzate in maniera confusa e piene di tempi morti).
Tra titoli Pokémon con la miglior campagna marketing c’è invece da sottolineare il celebre Pokémon Go, che tutt’oggi sa rinnovarsi con Raid ed eventi personalizzati, come quelli di Mewtwo e di Meltal, pubblicizzati sui canali youtube con animazioni quasi realistiche ed emozionanti, che con poco hanno saputo far breccia su un vasto pubblico in poco tempo, creando addirittura un collegamento con la serie principale grazie ai bizzari Let’s Go Pikachu ed Eevee!.
Questi crossover, così come la possibilità di ottenere vantaggi esclusivi su Leggende Arceus se si hanno i dati di gioco di Diamante Brillante/Perla Splendente o su Spada/Scudo con i sopracitati spin off, stabiliscono un forte legame tra i vari giochi, facendoli sembrare un'unica famiglia, in controtendenza con quanto osservato sopra sui ritardi degli aggiornamenti di Home.
Una mossa saggia sarebbe quella di premiare i clienti più affezionati con ricompense degne di nota e coloro che preordinano i nuovi titoli con dei bonus sostanziosi, come avviene in Giappone. Più volte si è vista invece un’indifferenza generale per chi vive al di fuori della penisola nipponica, distribuendo codici promozionali di basso valore e realizzando pochi eventi nei centri urbani.
Se dovessi però spezzare una lancia a favore di TPCI, non posso non ammettere la loro puntualità nello sviluppo stesso dei videogiochi, a differenza di altre case videoludiche che rimandano in continuo i propri titoli (vedremo mai Hogwarts Legacy e Zelda?) oppure li annunciano anzitempo ( l’epopea di Kingdom Hearts 3 non so quanto sia durata) o peggio li cancellano definitivamente, tradendo la fiducia dei fan.
Forse ci siamo abituati fin troppo bene alla loro generosità in passato e adesso pretendiamo troppo, oppure i tempi son cambiati, chissà! I nuovi acquirenti spaziano dagli appassionati di vecchia data, ai giocatori di Fortnite, ai semplici bambini, che preferiscono essere colpiti di tanto in tanto da nuove informazioni per alimentare il loro interesse nel brand, dato che la vita oggigiorno è così frenetica che si preferisce avere messaggi, chiari, concisi e diretti.
In definitiva ritengo che la cosa giusta da fare sia rivelare una nuova generazione ad Aprile, per poi centellinare le informazioni tra Giugno ed Ottobre, con un recap totale a Novembre. Sarebbe gradito avere delle vaste sessioni di esplorazione per farsi una panoramica generale della nuova regione, diversi gameplay che chiariscano le nuove meccaniche, maggiore cura dei dettagli, delle rivelazioni a sorpresa, colpi di scena e corti animati ben strutturati (come quello sulle MegaEvoluzioni di Hoenn), così come successo nel penultimo trailer della durata di 14 minuti, arrivato però in netto ritardo e ripetendo notizie già note.
Mi dispiace che la comunicazione con l’utenza non sia sempre delle migliori, perciò auspico che in futuro si possano ascoltare le critiche costruttive dei fan per poter migliorare la campagna marketing, anche se sappiamo tutti che volente o nolente Pokémon avrà sempre successo.