Ogni cosa diventa pericolosa se si cade nell'eccesso. Non è colpa dei videogiochi, la responsabilità è di chi non si rende conto di superare i limiti. Il ragazzo che uccide perché perde una competizione è lui stesso in prima persona la causa del danno avvenuto, il videogioco non c'entra perché altri gamers non avrebbero fatto tutti la stessa cosa. Andava aiutato e curato.
Per quanto riguarda le critiche della gente che ha definito i giocatori di Pokemon Go degli zombie, in parte ci stanno. È vero che si fa amicizia, si cammina in giro ecc, però certe persone si sono dimostrate spericolate e ossessionate nel giocarci. Lì la critica non è al gioco ma alla gente. Che sembriamo degli automi quando abbiamo il cellulare tra le mani è vero, perché negarlo e arrabbiarsi invece che rifletterci su? Stesso discorso quando i genitori dicono ai figli di fare i compiti ma questi alla fine li faranno in tarda serata (se li faranno) perché di giorno non fanno altro che stare alla play/cellulare. Credo che sia necessario ridefinire le priorità. Lo studio lo è, i videogiochi no. Quelli sono soltanto intrattenimento per il tempo libero, stop.