Lezione 2 - La scrittura, la pronuncia e le prime particelle
Ed eccoci finalmente alla seconda lezione! Dopo attenti ragionamenti e varie civil war nei commenti, gli argomenti sono stati decisi. Partiremo con una spiegazione dei vari tipi di scrittura, passando per la pronuncia, fino ad arrivare all'insegnamento dei primi 20 hiragana. Per la parte grammaticale invece introdurremo le prime particelle che definiscono i vari complementi. Che altro dire? Buona lezione dal vostro Remikyu-sensei e seguitela con attenzione
- L'alfabeto e la scrittura grafica
Al contrario dell'italiano e di altre lingue, in cui ogni simbolo grafico corrisponde ad un suono, che poi possono essere uniti per creare suoni diversi, nel giapponese ad ogni simbolo corrisponde una sillaba, con alcune eccezioni, e viene perciò definito un alfabeto sillabico. Ad esempio, in giapponese non esisterà il simbolo che rappresenta soltanto la lettera latina "k", ma i simboli che rappresentano le sillabe "ka, ki, ku, ke, ko".
In giapponese esistono tre tipi di scrittura, ovvero l'hiragana, il katakana e il kanji:
gli hiragana, come ad esempio あ, ossia il simbolo che rappresenta la vocale "a", vengono utilizzati per scrivere parole di origine cinese o giapponese e per le particelle che definiscono i vari complementi. Riferendoci all'esempio della scorsa lezione, "kinomi (Bacca)" si scriverà in hiragana, ossia きのみ. Degli hiragana parlerò più approfonditamente più tardi, quindi non preoccupatevi se al momento non vi è tutto chiaro, poi lo sarà ;
i katakana, come ad esempio ア, ovvero il simbolo che rappresenta la vocale "a", vengono usati per scrivere parole di origine straniera, nomi di persona compresi, o anche di parole e nomi che uniscono parole sia di origine giapponese che straniera, come ad esempio i nomi dei Pokémon. Sempre parlando dell'esempio della prima lezione, "Mimikkyu (Mimikyu)" si scriverà in katakana, ovvero ミミッキュ;
i kanji, come ad esempio 月, cioè il simbolo che rappresenta il nome della Luna della Terra, che vengono utilizzati, come gli hiragana, per parole di origine giapponese o cinese. Scomodando sempre il solito esempio (e continuerò a farlo spesso oggi, povero esempio xD), "tabemasu (Mangiare)" si scriverà in kanji e hiragana, ovvero 食べます. In questo esempio ci sono anche degli hiragana, ma vi svelerò il motivo preciso quando ritornerò su di essi tra pochissimo. A questi verrà poi dedicata una lezione più avanti, quindi non perdetevi le prossime lezioni!
- Hiragana nel dettaglio
Adesso parleremo più nello specifico degli hiragana. Come detto sopra, questo tipo di scrittura si utilizza per scrivere parole di origine giapponese/cinese e le particelle che definiscono i vari complementi. Ma se esistono i kanji, perchè usare gli hiragana anche per le parole?! La risposta è semplice. 食べます, dell'esempio su Mimikyu, non può essere scritto tutto in kanji, questo perchè la parte in hiragana dopo il kanji, a parte il べ che rimane sempre uguale, cambia a seconda della forma del verbo "mangiare" che si usa. Quindi, 食べます (tabemasu), ossia la forma presente di mangiare, al passato diventerà 食べました (tabemashita), cioè "ho mangiato". Come potete notare, la parte variabile della parola cambia per cambiarne il significato (in questo caso il tempo verbale). Dunque come in italiano "mangio" può cambiare in "mangiato", sostituendo la parte finale ma mantenendo la base che dà il significato alla parola, così succede in giapponese.
Ma ora basta teoria, è ora di passare alla pratica! Come si imparano gli hiragana? E quali sono? La risposta alla prima domanda è che si imparano scrivendoli più volte finchè non si ricordano a memoria, dovessero volerci anche giorni. Alla seconda domanda vi rispondo con un'immagine:
Ecco a voi i primi 20 da imparare! Partendo da destra abbiamo le vocali, che in giapponese vengono scritte nell'ordine "a, i, u, e, o"; spostandoci verso sinistra abbiamo le sillabe che iniziano con la "k", poi con la "s" ed infine con la "t". I numeri e le frecce scritti su ogni tratto del carattere rappresentano l'ordine in cui devono essere scritti i caratteri e la direzione di ogni tratto. Come potete notare, alcune sillabe cambiano con certe vocali, come ad esempio "ti" che diventa "chi"; questi casi sono dovuti alla pronuncia giapponese, e non seguono un particolare schema, vanno solo ricordati a memoria. Per cui, prendete carta e penna e dateci sotto con questi hiragana!
- La pronuncia
La pronuncia giapponese è molto simile a quella italiana, ed è per questo che i Giapponesi fanno fatica ad imparare l'inglese ma con altre lingue hanno meno difficoltà. Le particolarità della pronuncia giapponese sono le seguenti:
la "j" seguita da una vocale si pronuncia come la parola italiana "giorno";
la "k" viene usata in sostituzione della "ch", come nella parola "chiuso";
la "w" si pronuncia come una "u";
la "g" si pronuncia come le parole italiane "ghiro" e "gatto";
la "h" è aspirata, e si pronuncia come in nella parola inglese "hotel";
la "l" in giapponese non esiste, e al suo posto viene usato il suono "r".
Per la pronuncia ci sarà una seconda parte nella prossima lezione, quindi lasciate spazio se prendete appunti
- Ma i katakana? E i kanji?
I katakana e i kanji arriveranno, ma per iniziare è meglio pensare solo ad imparare gli hiragana, perchè sono i più utilizzati, e di conseguenza i più importanti. Ma non preoccupatevi, arriveranno. Con calma, ma arriveranno
- Senza grammatica non si va avanti. Le prime particelle
Scomodiamo ancora una volta il solito esempio:
Mimikyu mangia una bacca
Mimikkyu wa kinomi o tabemasu
ミミッキュはきのみをたべます
Se "ミミッキュ (Mimikkyu)" significa "Mimikyu", "きのみ (Kinomi)" significa "una bacca" e "たべます (Tabemasu)" vuol dire "mangia", は (Wa) e を (O) cosa sono? Sono delle particelle che servono a definire la funzione grammaticale della parola che precedono, servono quindi a comporre i vari complementi, con dovute eccezioni.
La particella は, che si scrive con l'hiragana di "ha" ma si pronuncia "wa", preceduta da un nome, indica la parte principale di una frase, il centro d'attenzione di essa. Nella frase dell'esempio si sta parlando di Mimikyu, è lui che compie l'azione e senza di lui la frase non avrebbe troppo senso. Viene spesso usata per indicare il soggetto di una frase, perchè solitamente il centro dell'attenzione di una frase corrisponde proprio al soggetto, ma non deve essere confusa con la particella che indica quest'ultimo. In questo esempio il soggetto e il centro dell'attenzione sono sempre Mimikyu, ma in una frase come "Vivo in Giappone" si vuole dare importanza al fatto che si vive in Giappone, non al soggetto, che può essere anche evitato, perchè si conosce già che sta parlando chi vive in Giappone. Per cui in questa frase il "wa" si userà insieme a "in Giappone". In questo caso però il "wa" non sarà da solo, ma seguirà la particella che indica lo stato in luogo, ma per le varie particolarità ne parlerò quando affronteremo quella determinata particella.
La particella を invece, che si scrive con l'hiragana di "wo" ma si pronuncia "o", sempre preceduta da un nome, indica il complemento oggetto della frase. Nel caso dell'esempio, Mimikyu sta mangiando la bacca, per cui dopo きのみ si aggiungerà を. Questa particella è la più facile da ricordare, perchè si usa quasi esclusivamente per indicare il complemento oggetto. Questa particella non può essere sostituita da "wa".
- Vocabolario
Ecco a voi altre parole di uso comune. Da questa lezione inserirò anche gli hiragana, così potete impararli più facilmente, e iniziare anche ad assimilare quelli che ancora non vi ho dato da imparare
Anata あなた = Tu
Ame あめ = Pioggia
Nihon にほん = Giappone
Kasa かさ = Ombrello
Ie いえ = Casa
- Curiosità sul Giappone
Eccoci alla parte finale! L'argomento di oggi è stato accennato da qualcuno nei commenti, così ho deciso di parlarne. Il Giappone è un paese in cui conta molto il rispetto verso chi è più grande o più importante, ma anche tra persone della stessa età e posizione. Per cui, quando si parla di o con qualcuno, il nome viene seguito da un suffisso, che indica il rapporto che si ha con quella persona. Il suffisso più usato è さん, ovvero "-san", che stabilisce un rapporto paritario tra le due persone, e si può usare sia verso uomini che verso donne. Abbiamo poi くん, ovvero "-kun", che si usa, principalmente verso uomini, ma in rari casi anche verso donne, con un amico, con persone più piccole e con un compagno di classe o di lavoro. C'è poi ちゃん, ossia "-chan", vezzeggiativo usato verso le ragazze, i bambini piccoli o nei rapporti affettuosi, come tra fidanzati. Può anche diventare たん, "-tan", se usato da bimbi piccoli che non padroneggiano ancora bene la pronuncia o come vezzeggiativo ancora più affettuoso. All'estremo opposto invece abbiamo さま, ovvero "-sama", che viene usato verso persone importanti, come presidenti, re, regine e imperatori, che indica profondo rispetto verso l'altra persona.
La lezione è finita! Ho impiegato più di due ore a scriverla, e finalmente sono riuscito a completarla. In questa lezione sono presenti un sacco di concetti e di cose da imparare, ma credo che la scrittura e la pronuncia siano anche divertenti da studiare. Mi auguro che lo sarà anche per voi come lo è stato per me agli inizi Spero quindi che questa lezione vi sia piaciuta, e che vogliate continuare a seguire questo corso! Dal vostro Sensei è tutto, alla prossima!
Ah, e fatemi sapere se avete dubbi o volete chiarimenti, tenendo a mente che la parte di scrittura e pronuncia continuerà anche nelle prossime lezioni
Lezione pubblicata originariamente il 20/01/2018