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Inviato

Seguo il mondo Pokémon da quando ne ho memoria e ho sempre sognato di raccontare una mia versione di questo universo. Questa è la mia prima e vera fanfiction a tema Pokémon. Mi sono lanciato in questo progetto perché avevo questa idea fissa in testa e dovevo assolutamente metterla su carta. Inoltre, ho deciso di riscrivere o almeno ampliare una sotto-trama basata su un'idea o teoria che i giochi Pokémon hanno solo accennato e che è divenuta piuttosto popolare negli ultimi tempi.

Essendo un 'work in progress', i vostri commenti e suggerimenti sono preziosissimi per me. Spero che accompagnerete Katsumi nel suo viaggio!


Pubblico intanto anche la sinossi:


"Lottare nella tempesta per sognare l'arcobaleno."

Katsumi Ryudo, un allenatore di Pokemon proveniente da una regione molto lontana, si imbarca in un'entusiasmante avventura nella regione di Sinnoh con l'obiettivo di diventare il miglior allenatore di sempre, adempiendo così ad una promessa fatta molto tempo fa. Nuove avventure , personaggi interessanti e una miriade di pericoli celati dietro l'angolo arricchiranno in maniera significativa questo viaggio.
Riuscirà questo giovane a completare il suo obiettivo, scoprendo al tempo stesso i misteri che circondano questa regione?

Disclaimer
 

Questa è un'opera di fantasia, creata per passione e ispirata all'universo Pokémon. Non è affiliata, approvata o in alcun modo collegata a Nintendo, Game Freak o The Pokémon Company. Tutti i personaggi, i luoghi e gli eventi sono originali o reinventati a scopo narrativo.


 

Introduzione

 

Il mondo dei Pokémon è sempre stato descritto come un regno di meraviglie, avventure e amicizie forgiate sul campo di battaglia. Ma ogni storia, anche la più luminosa, proietta la sua ombra. Questa è una di queste storie: una narrazione di segreti dimenticati, ambizioni sepolte e un male che precede persino la nascita del tempo .

Questa è una versione di Sinnoh diversa da tutte quelle che avete visto finora: più dura, più fredda, più reale.

Tutti i personaggi, Pokémon o umani, sono creazioni originali o reinterpretazioni creative. Alcuni eventi potrebbero discostarsi dalla tradizione ufficiale del franchise per adattarsi a una storia più matura e narrativamente complessa. Se cercate la spensieratezza delle avventure classiche, potreste non trovarla qui.

Ma se siete pronti a scavare a fondo in ciò che si cela sotto la superficie... allora fatevi avanti. La verità aspetta solo di essere portata alla luce

Inviato

Prologo

 

In un laboratorio non sufficientemente illuminato, il ronzio di alcuni macchinari e l'odore di sostanze chimiche ne riempiva l'aria fino a saturarla. La stanza era ampia e spaziosa, disseminata di apparecchiature elettroniche, con un soffitto alto e sterili pareti bianche che brillavano sotto una luce fluorescente proveniente dal centro della stessa.

Un gruppo di uomini vestiti con divise simili a camici da medico, ma a collo alto e lunghi fino ai piedi, si aggirava attorno ad un enorme cristallo. Maschere e copricapi protettivi occultavano i loro volti mentre ne raschiavano la superficie con strumenti dall’aria delicata. 

Il minerale stesso costituiva una meraviglia da osservare: torreggiava su quel manipolo di individui ed era di un colore simile all’ambra con qualche sfumatura di giallo, con una superficie liscia e luccicante ed un bagliore che sembrava pulsare dall’interno. I bordi taglienti e frastagliati proiettavano ombre intricate e giochi di luce che si riverberarono sul pavimento e sui muri.

Proprio sopra di esso, In una stanza attorniata da vetrate che davano una visuale completa sull'intera laboratorio , una figura dalla folta chioma e vestito con un lungo cappotto color noce osservava con vivo interesse ciò che stava avvenendo dinanzi ai suoi occhi. Accanto ad esso vi era una creatura bipede dalle sfumature viola e blu, con una criniera selvaggia e voluminosa. Un ghigno sinistro si dipinse sul volto dell’uomo mentre il suo sguardo saettava da uno scienziato all’altro, in attesa che essi svelassero gli arcani segreti che custodiva il manufatto. 

 

«Signore», chiamò qualcuno alle sue spalle. L'uomo si voltò e vide una donna dai capelli color pesca legati in una coda di cavallo. Una camicetta e una gonna bianche le avvolgevano il fisico snello e armonioso. Si sistemò gli occhiali dalla montatura lucida e riprese a parlare. «L’agente Saber ha completato con successo l’incarico assegnatoli ed ora è in attesa di nuove istruzioni» Tra le mani stringeva un oggetto dalla forma quadrangolare, rilegato in pelle rossa, probabilmente una sorta di agenda. 

 

La creatura ringhiò come infastidita, ma bastò un solo gesto dell’uomo perché essa fosse messa a tacere. 

«Eccellente, mia cara», rispose poi, tornado a fissare compiaciuto il cristallo. La sua voce era bassa ma ugualmente intimidatoria «Saber si è dimostrato una risorsa preziosa per la nostra organizzazione. Il tuo suggerimento di farlo entrare nei nostri ranghi si è rivelato più fruttuoso di quanto mi aspettassi.»

La donna tirò un sospiro di sollievo, grata per l'elogio. «Grazie, signore. Ha bisogno di altro?» 

 

Quello scosse la testa  «Non per il momento, no. Hai il mio permesso di andare.»

 

«Come desidera, signore.» disse lei facendo una specie di inchino.

 

Quando la porta si chiuse alle sue spalle, l'individuo si diresse poi verso la sua scrivania «Tutto procede secondo i piani, non sei d'accordo, Norsken?»

 

Un suono gutturale si diffuse nella stanza, quasi come se quell'essere dalla postura ingobbita lo avesse compreso. Con gli occhi dorati tipici di un famelico predatore, seguì il suo padrone mentre esso si sedeva e congiungeva le mani davanti a sé. «È sorprendente quanto sia facile manipolare gli eventi a proprio favore.» L'uomo continuò a rivolgersi a quella creatura come se fosse un vero confidente. «Tuttavia, tu ed io sappiamo bene quanto questo da solo non basti, che occorre triplicare i nostri sforzi, eppure eccomi qui, attratto come un coleottero dalla sua luce evanescente, ad un passo da ciò per cui ho lottato duramente e che garantirebbe il raggiungimento del mio obiettivo. Lo credi anche tu, vero?»

 

La creatura annuì leggermente, mantenendo un’espressione impassibile mentre ascoltava le parole del proprio padrone. 

«Sai», continuò l'uomo, «Ciclicamente il nostro mondo dà alla luce uomini deviati, mafiosi, despoti falliti, imprenditori avidi di attenzione e assassini sadici, e ogni volta che succede tutti i loro piani vengono dipinti come deplorevoli e i loro profili macchiati di infamia. E poi, immagini cosa succede dopo? Che il mondo Pokemon li schiaccia e li dimentica, autoproclamandosi la fazione dei buoni e preservando lo status quo a loro precedente.» Indicò con l'indice il suo compagno «Sai a quale mi riferisco? A quello di una società corrotta che basa ogni cosa sulla lotta e sulla supremazia del vincitore, lasciando che i vinti e coloro incapaci di tenere il passo, si crogiolino nei loro stessi fallimenti. Una terra golosa di dolore non può che partorire di tanto in tanto esseri a sua immagine e somiglianza, ma quando questi fiori troppo vistosi sbocciano» 

 

L'uomo chiuse brevemente la mano a pugno nel mentre che la creatura continuava a osservarlo. «Ci si affretta a calpestarli e sradicarli o la recita rischia di interrompersi e ci si renderebbe conto che i deviati e i pazzi non sono altro che i figli di un mondo putrido che prima li mette al mondo e poi li disprezza perché lo rappresentano fin troppo » Alzò il tono della voce. «Ciò che è accaduto di recente a Johto e Unima, così come il disastro che ha colpito questa regione non molto tempo addietro, mi hanno aperto gli occhi, facendomi comprendere ciò che la razza umana stessa rappresenta. Noi non siamo i buoni, eroi o qualsiasi altro epiteto retto e benevolo ci si voglia affibbiare. No! Non siamo nient’altro che esseri vili e ipocriti, dei parassiti che consumano e distruggono ogni cosa ci si presenti sul nostro cammino, per il semplice e puro gusto di farlo»

 

L'uomo si alzò in piedi, battendo vigorosamente entrambe le mani sul piano della scrivania. La creatura lo fissò intensamente, come se comprendesse appieno le sue parole o i pensieri che gli venivano esposti. « È questo il motivo che mi ha spinto a venire qui, poiché ho bisogno di lui, della sua vera essenza» Un sorriso sinistro gli torse le labbra in una smorfia soddisfatta «Presto cambierò il mondo affinché la storia venga riscritta e segua il giusto ordine naturale. Presto concederò all'umanità il suo meritato epilogo!»

 

La creatura spalancò le fauci, esponendo le zanne bianche ed affilate, ed emettendo un suono simile a un fiero ruggito.

 

 

 

 

***

 

 

 

Nel silenzio di un bosco, rotto solo dal frinire degli insetti e dallo sciabordio lontano dell’acqua, una figura solitaria si inginocchiava davanti ad un altarino coperto di muschio e radici, come se esso si trovasse lì da tempo immemore. 

 

Il chiarore lunare filtrava tra le fronde, illuminando appena le antiche incisioni sul pietrame. Un odore acuto di incenso e fiori secchi si diffuse nell’aria, mentre un giovane strinse la manica del suo cappotto del colore delle foglie, non per il freddo, ma per la strana sensazione che gli azzannava la pelle. 

 

Dalla tasca destra, senza emettere alcun suono o vocabolo, estrasse un piccolo oggetto—un ciondolo di pietra nera, scheggiato ai bordi, come se fosse stato strappato da qualcosa di molto più grande. 

 

Lo posò ai piedi della costruzione, poi lentamente si sollevò sulle gambe, rimanendo per qualche attimo ad osservare tacito l’oggetto che rifulgeva di una luce tutta sua.

 

«Non dimenticherò ciò che avete compiuto, né ciò che ho perduto» mormorò poi con voce ferma «Ovunque voi vi nascondiate... qualunque sia l’obiettivo su cui avete allungato le vostre grinfie... Io vi troverò... E nel momento in cui vi guarderò fisso negli occhi... saprete cos’è il terrore... In quel momento, pagherete fino all’ultimo peccato»

In quello stesso istante, il vento cominciò a spirare furioso, scuotendo gli alberi come fossero fuscelli e sferzandogli la giacca e i lunghi e spettinati capelli verdastri, cosa che lo fece ridestare da quei pensieri.

 

Era quasi come se esso avesse udito le parole del giovane e lo stesse esortando a mettersi in marcia. 

 

Un fulmine esplose sopra di lui, squarciando il cielo come una lama tagliente e illuminando a giorno la sua figura alta e longilinea, rimasta immobile e impassibile a quel susseguirsi di eventi, seguito da un profondo rombo, più intenso perfino delle stesse folate.  

 

E non appena il giovane si mosse, la pioggia cominciò a cadere pesante, quasi fossero delle lacrime, bagnando il suo viso mentre si inoltrava gradualmente nella boscaglia. 

 

 

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