Premetto che a volte userò esempi anche di titoli esterni a Pokémon per rendere il discorso più chiaro e concreto possibile, ma partiamo dalla domanda fondamentale: cos’è un remake? Quando si parla di videogiochi, un remake è una riedizione e un rifacimento di un gioco del passato. C’è però una certa confusione tra essi ed un altro tipo di riedizione, la remastered, è tutt’oggi si pensa che un titolo sia una remastered è quando è uguale all’originale e un remake quando è diverso. Niente di più sbagliato: una remastered è quando si prende un gioco e si aumenta risoluzione e qualità dei suoi assets, mentre un remake è un rifacimento da zero del progetto alla base, indipendentemente se esso venga seguito alla lettera o si decida di prendersi poche o tante libertà.
Sentire quelle frasi come “fedele all’originale” quando annunciarono Diamante Lucente e Perla Splendente non erano un tentativo di adagiarsi sugli allori, trattandosi di una prassi ormai comune. Dichiarazioni come “ritorna sulle nuove console”, “rinasce”, “avrà una seconda/nuova casa” ed altre analoghe sono usate da molto tempo anche per altri titoli, come per Zelda Link’s Awakening, per chiarire che si tratta di un remake simile all’originale, in contrasto coi sempre più frequenti remake che si distanziano moltissimo dal gioco di partenza (quello di Final Fantasy VII ad esempio), oltre che giocare sul fattore nostalgia. L’unica mossa da paravento che abbiamo avuto in questo campo nell’intero mercato è stata la creazione del termine “remastered plus” (o remastered+), ossia un remake che però è più simile ad una remastered in termini di risultato finale, ad opera di Vicarius Vision e Activision quando uscì Crash Bandicoot N. Sane Trilogy. Esso riportava in vita i primi tre capitoli, ma senza sistemarli dove sono invecchiati male, come nei movimenti legnosi e nelle hitbox imprecise. Inoltre, l’aggiunta di questa definizione ha reso ulteriormente confuso il discorso.
Fatte queste premesse, cosa deve o cosa non deve presentare un remake per essere buono?
La prima regola, quasi scontata, è il rispetto per l’originale. Sia chiaro, non sto dicendo che dev’essere uguale identico, ma che deve preservare il suo spirito dal punto di vista estetico e narrativo. Questo i remake Pokémon l’hanno fatto sempre, con l’eccezione di LGPE che è quasi un titolo a parte, trama, ambientazioni, personaggi ed eventi, seppur con qualche eventuale variazione, restano gli stessi. Questo però non vuol dire che cambiarli sia necessariamente un male, ma questo dev’essere fatto in maniera coerente, in modo che variazioni e/o aggiunte non vadano a cozzare. Final Fantasy VII Remake per esempio lo fa bene con l’aggiunta di Zack, personaggio proveniente da un prequel, ma non altrettanto con i Numen, un elemento assolutamente inedito e che rischia di essere snaturante per come è stato presentato (questo remake è pubblicato ad episodi, attualmente è uscito solo il primo). Divisorio è stato Shin Megame Tensei: Persona, remake di Revelation Persona, per il quale Atlus compose canzoni e musiche per avvicinarlo a ciò che la serie Persona era diventata, più che omaggiare l’originale. Poi, esteticamente, Pokémon, così come altre serie come The Legend of Zelda, ha avuto capitoli 2D (ma anche 3D fino alla VI gen) con uno stile chibi, mantenuto anche nei relativi rifacimenti. Ciò è male? No, è una scelta artistica, per quanto soggettivamente apprezzabile, dettata dal ricostruzione del mondo in maniera caricaturale e non realistica, così come Zelda Link’s Awakening, dove aumenta il senso di irrealistico con design simile ad un diorama. Al contrario, Final Fantasy VII Remake passa da un mondo in miniatura ad uno più realistico, e così i personaggi assumono proporzioni realistiche, e lo stesso vale per Residen Evil 2. Insomma, parliamo di una reinterpretazione relativa al tipo di ricostruzione che si sta operando.
Altro elemento importante è il gameplay, specialmente per ciò che riguarda il suo svecchiamento. Non tutti i videogiochi invecchiano come il vino, e ci sarà sempre qualcosa che verrà superato e diventerà frustrante. Pokémon è un JRPG a turni, un genere che non è mai stato stravolto eccessivamente, e il gameplay continua a risultare piuttosto solido. Gli incontri casuali sono un esempio? Ni, perché sono ancora una meccanica utilizzata e difesa da molte community, per quanto per molti (me compreso) sia preferibili i nemici visibili. Oltre a questo, molte features posso venir rivisitate per lo stesso motivo. Per esempio, in ORAS tutta l’attività secondaria delle Basi Segrete è stata ampliata e potenziata grazie al collegamento online, o in DLPS i sotterranei hanno ricevuto un grande upgrade. Se infatti negli originali si trattava di qualcosa piuttosto trascurabile, ma con l’aggiunta dei Rifugi dei Pokémon, con creature rare e non ottenibili altrimenti, e degli strumenti del Parco Rosa Rugosa trovabili lì, ecco che si trasforma un’ampia fetta del contenuto di gioco. La già menzionata trilogia di Crash o Medievil invece sono remake splendenti dal punto di vista estetico e rispettoso dell’originale, ma che meritavano un maggiore svecchiamento purtroppo non avvenuto, specialmente il secondo.
In ultimo, ma non per importanza, e strettamente legato al gameplay, un buon remake deve ereditare quanta più possibile quality of life, ossia una serie di elementi mirati a rendere l’esperienza di gioco più comoda. In questo caso non parliamo di problemi dovuti all’invecchiamento del titolo, al contrario è il mercato ad essere andato avanti. Parlando proprio di Pokémon, col passare delle generazioni ne sono stati introdotti molti, come la condivisione dell’esperienza a tutta la squadra, il salvataggio automatico impostabile, il box accessibile ovunque e la sostituzione delle MN con meccaniche costruite ad hoc. Fateci caso, li si ritrova anche negli eventuali rifacimenti presenti.
Concludendo, un buon remake necessita quindi di rispettare il titolo che vuole riportare in vita facendo in modo che esso possa essere fruibile a tutti, sia chi lo giocò all’epoca della sua uscita che dal giocatore dell’ultima. Dal mio punto di vista, la serie dei mostriciattoli tascabili è riuscita a produrre rifacimenti validi, e lo stesso si può delle altre saghe Nintendo. Ma un possibile passo falso può essere sempre dietro l’angolo, e se davvero il prodotto che ne esce dovesse risultare snaturante e senza rispetto, ci sarebbe da chiedersi sul perché dover scomodare un vecchio titolo anziché sviluppare direttamente uno nuovo.