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[Traduzione] Frozen - Conceal, Don't Feel

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Conceal, Don't Feel

A TWISTED TALE

E se Anna ed Elsa non si fossero mai conosciute?


 

In quanto futura regina di Arendelle, la principessa Elsa vive una vita piena di aspettative e di responsabilità oltre che di domande. Che tipo di regina sarà? Dovrà scegliere un pretendente? E perché si è sempre sentita come se le mancasse un’importante parte di sé?

Dopo l’inaspettata scomparsa dei suoi genitori, Elsa si ritrova a dover rispondere a queste domande prima del previsto, diventando l’unica erede del suo regno e sentendosi più sola che mai. Ma quando dei misteriosi poteri iniziano a rivelarsi, Elsa comincia a ricordare frammenti della sua infanzia che sembrano essere stati rimossi, ricordi che ruotano attorno a una bambina che sembra familiare. Determinata a riempire il vuoto che ha sempre sentito, Elsa dovrà intraprendere un pericoloso viaggio attraverso il suo regno di ghiaccio per sciogliere una terribile maledizione... e trovare la principessa perduta di Arendelle.”


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Capitolo 1

Elsa


 

Vi presentiamo la Principessa Elsa di Arendelle!”

Elsa uscì dall'ombra dei suoi genitori e si posizionò al sole. La sua gente stava aspettando, accogliendo la sua presenza nella piazza del villaggio con un fragoroso applauso. Ci saranno state centinaia di persone riunite, giovani e anziani, che sventolavano bandiere con lo stemma della famiglia reale, lanciando fiori, ed applaudendo. I bambini stavano seduti sulle spalle dei padri, alcune persone salivano in cima alle carrozze, ed altri si sporgevano dalle finestre vicine. Tutti volevano avere una visuale migliore sulla principessa. I suoi genitori erano soliti interagire con il loro regno, ma a diciott'anni, era stata invitata solo recentemente ad unirsi a loro per le uscite ufficiali.

A dire la verità, lei preferiva ancora vivere nell'ombra, ma il dovere chiamava.

Benvenuta, Principessa Elsa!” urlava il popolo. Elsa e i suoi genitori erano in piedi su una piattaforma rialzata che era stata costruita per l'occasione. Si affacciava sul grande cortile esterno alle porte del castello, dandole un buon punto di vista, ma la faceva sentire come se fosse in mostra. Questo era probabilmente il punto.

Guardate! È la principessa di Arendelle,” ha sentito una madre dire alla sua piccola bambina. “Non è bellissima? Offrile il tuo dono.”

La piccola bambina era in piedi di fronte al palco tenendo in mano un mazzo di erica viola, che era il fiore preferito di Elsa. Ogni volta che si alzava per consegnare il mazzo di fiori ad Elsa, veniva respinta dalla folla.

Elsa guardò verso sua madre per avere una guida. La regina fece un piccolo cenno, e Elsa scese i gradini, tenendo il fondo del suo vestito di color blu pallido, che per l'occasione aveva abbinato ad una giacca in tinta. Lei e sua madre condividevano la stessa luce degli occhi, ma lei assomigliava più a suo padre con i suoi capelli chiari, che di solito sistemava in una forma a panino posta sopra alla nuca.

Ti ringrazio per questi bellissimi fiori,” disse Elsa alla bambina, accettando gentilmente il bouquet prima di risalire sulla piattaforma per parlare al popolo. Suo padre le aveva insegnato il potere unico della presentazione ad un largo gruppo di persone.

Siamo lieti che vi uniate tutti a noi in questo pomeriggio in quanto Axel Ludenburg svelerà la scultura della famiglia reale che ha gentilmente regalato al nostro regno,” iniziò. Le persone applaudivano. “Una nota prima dell'inaugurazione: siccome il signor Ludenberg ha passato anni lavorando a questa scultura, sospetto che potrei apparire molto più giovane modellato in bronzo di quello che avete davanti a voi oggi.”

La folla iniziò a ridacchiare e Elsa orgogliosamente guardò indietro verso suo padre. Quella battuta era stata una sua idea. Lui le mostrò un sorriso incoraggiante.

Il suo contributo per questo regno è fondamentale.” Elsa sorrise allo scultore. “Ed ora, senza ulteriori indugi, desidererei presentarvi il signor Ludenburg.” Elsa si spostò da una parte per permettere all'anziano gentiluomo di unirsi a loro.

Ti ringrazio, Principessa.” Il signor Ludenburg si inchinò a lei, la sua barba bianca quasi toccava le sue ginocchia; poi si girò verso la folla. “Sono grato a Re Agnarr, alla Regina Iduna, e alla nostra bella principessa, Elsa, per avermi permesso di creare una scultura in loro onore. È mia speranza che questo pezzo saluterà tutti i viaggiatori che ci faranno visita da paesi vicini e lontani per vedere il castello di Arendelle e stare all'interno dei suoi cancelli.” Guardò il suo assistente, che si precipitò in avanti, e sciolse la corda attorno al lenzuolo che nascondeva la scultura che si trovava in mezzo ad una fontana, e la scoprì. “Vi presento la famiglia reale di Arendelle!”

Ad Axel Ludenburg e il suo ottimo lavoro!” disse il re, sollevando il suo calice sopra al tavolo del banchetto nella Sala Grande. Gli altri ospiti fecero lo stesso.

Ad Axel!” gridarono, tintinnando i bicchieri.

Il cibo era abbondante, la compagnia esuberante e i posti a sedere lungo al tavolo erano al completo. Il re aveva chiesto a Lord Peterssen, il suo più fidato amico, di unirsi a loro nella celebrazione. Anche la famiglia del signor Ludenburg era lì, dopo aver viaggiato in nave dalla nazione di Weselton, un alleato commerciale di lunga data di Arendelle. Il Duca di Weselton era arrivato con loro, e si era seduto accanto ad Elsa.

E ad Arendelle e Weselton!” aggiunse il Duca. Aveva una bocca enorme per un uomo così piccolo. Elsa non ha potuto fare a meno di notare che era almeno un piede più basso della maggior parte degli ospiti a tavola quando si è alzato in piedi. “Che i nostri paesi possano crescere insieme e prosperare!”

Per Arendelle e Weselton!” echeggiarono tutti.

Elsa tintinnò il bicchiere con sua madre.

Sono così contento che finalmente abbiamo avuto la possibilità di cenare insieme,” il Duca disse alla Mamma mentre i piatti della cena venivano portati via e il personale si preparava a far uscire il dolce. “È un piacere incontrare la principessa ed essere testimone del brillante futuro di Arendelle.”

La sua fronte si corrugò. “Ho notato da tempo che non partecipa a molti eventi pubblici.”

Elsa ricambiò educatamente il suo sorriso ma non disse nulla. Uno dei ruoli di una principessa, come la Mamma continuava a ricordarle, era ascoltare la gente ma aspettare a parlare fino a quando qualcosa di importante doveva essere detto.

Elsa è così impegnata con i suoi studi che non le abbiamo ancora chiesto di unirsi a noi in molte uscite pubbliche,” gli disse la Mamma, e guardando il signor Ludenburg. “Ma certamente, non potevamo permettere che si perdesse l’inaugurazione della nostra scultura di famiglia. È questo il senso di tutta la serata: la famiglia.”

Elsa si coprì la bocca per nascondere il suo sorriso. Sua madre aveva il talento di riuscire a mantenere la conversazione interessante.

Questa era la prima volta che Elsa incontrava il Duca di Weselton. Già si capiva che preferiva il Duca di Blakeston, che aveva occhi gentili e veniva sempre al castello con le tasche piene di cioccolata, che portava di nascosto alla principessa durante le noiosissime discussioni a cena.

Correzione: importanti negoziazioni. Come sua madre continuava a ricordarle, doveva essere pronta per il trono quando il suo momento sarebbe giunto. In questi giorni divideva il suo tempo tra lezioni di calligrafia, di scienza, l’arte di governare con la sua istitutrice, e le riunioni di Papà. Era ormai abbastanza grande per poter partecipare ai banchetti che si tenevano al castello, e ce n’erano molti. Erano finiti i giorni in cui usciva per salutare gli ospiti, per poi essere mandata in un’altra stanza per cenare. La vita era meno solitaria, ma desiderava ancora qualcuno della sua età con cui potersi confidare. I giorni in cui ospitava i compagni di gioco erano finiti da tempo.

D’accordo, d’accordo. Ma lei è troppo preziosa per essere rinchiusa.” Il Duca batteva sul tavolo come per fare un punto. Si muoveva così tanto quando parlava che il suo parrucchino continuava a sollevarsi dalla nuca.

Un punto delicato, Vostra Grazia,” disse Lord Peterssen, unendosi alla conversazione. “Lei ora è una giovane donna e pronta a partecipare alle conversazioni del regno.”

Elsa gli sorrise. Papà e Lord Peterssen erano così vicini che non era solo un consulente; faceva parte della famiglia. Elsa ha sempre pensato a lui come ad uno zio. E come uno zio, aveva avvertito Elsa prima della cena della tendenza del Duca a curiosare.

Esattamente!” il Duca era d’accordo “Principessa Elsa, sono sicuro che i vostri studi vi hanno insegnato molto sui fiordi e su quanto possano essere strumentali.” Elsa annuì. “Beh, a Weselton, è stato mio nonno che ha scoperto il primo fiordo. È grazie a lui che noi...”

Il Duca continuava a blaterare fino a quando Lord Peterssen si schiarì la gola. “Affascinante, Vostra Grazia! Forse potremo finire la conversazione più tardi? Credo che il dolce sia per essere servito.”

Si allontanò prima che il Duca potesse interromperlo. “Signor Ludenburg, spero che abbia ancora fame!”

Come se fosse stato il momento giusto, il personale si presentò alle porte con piatti di frutta e dolci, che venivano messi sul tavolo.

Abbiamo tutti questi dolcetti e altro ancora a Weselton,” il Duca si alzò in piedi mentre si serviva una fetta di torta e due biscotti.

Elsa sapeva che era sbagliato da parte sua pensarlo, ma “Weselton” sembrava molto simile a “Weaseltown,” e il Duca aveva un modo di fare da donnola. Guardò suo padre. Aveva mai notato questo legame tra il Duca e il nome del suo paese? I suoi pensieri erano sempre velati. Al momento, stava avendo una conversazione con la moglie del signor Ludenburg. Lord Peterssen stava parlando con lo scultore riguardo il suo prossimo progetto, il che lasciava il Duca, la Mamma, ed Elsa disimpegnati.

Vostra Maestà, avete davvero una figlia adorabile,” disse il Duca, facendo sentire immediatamente Elsa in colpa per i suoi pensieri. “Sarà una splendida regina.”

La ringrazio,” disse la Mamma. “Lo sarà davvero.”

I miei genitori mi hanno insegnato molto bene,” aggiunse Elsa, sorridendo alla Mamma. “So che, quando arriverà il mio giorno, sarò pronta a guidare Arendelle.”

Il Duca la guardò con interesse. “Sì! Sì! Ne sono sicuro. È solo un peccato che lei sia l’unica erede. Perché, nelle Isole del Sud, il re ha tredici figli in lista per il trono.”

Elsa strinse il suo calice sul tavolo per evitare di dire qualcosa di cui poi si sarebbe pentita. Stranamente, il calice era freddo come il ghiaccio. “Signore, non credo proprio che sia—”

La Mamma la interruppe. “Quello che Elsa stava cercando di dire era, che sono molti eredi.” La Mamma era apparentemente imperturbata, essendo stata interrogata prima su questo. “Il mio destino era di avere una sola figlia, ma il mondo è pieno di sorprese.” Guardò Elsa, i suoi occhi brillavano. “So che in futuro starà bene.”

Il nostro regno ha bisogno di una guida forte,” aggiunse Elsa, la sua voce era ferma. “Hanno già questo in me.”

Il Duca disapprovava. “Sì, ma se qualcosa dovesse impedirvi di salire sul trono—”

Siamo pienamente preparati a guidare Arendelle verso il futuro, Duca, glielo assicuro,” disse la Mamma con un sorriso.

Il Duca si grattò la testa, il suo parrucchino si spostò leggermente. Guardava dalla regina a Elsa da sopra i suoi occhiali. “Tra qualche anno sarà maggiorenne. Ci sono potenziali pretendenti all’orizzonte? Un’unione tra le nostre due nazioni o con un altro partner commerciale potrebbe essere prospera.”

Elsa fissava il tovagliolo che aveva in grembo. Sentiva che le sue guance bruciavano.

Elsa ha tutto il tempo per trovare un pretendente,” disse la Mamma.

Per il momento, vogliamo che nostra figlia focalizzi la sua attenzione sui suoi doveri verso questo regno.”

Quel test sull’arte di governare che la sua istitutrice le stava dando la mattina era molto più urgente di trovare un pretendente.

La ringrazio per aver pensato a me, Vostra Grazia,” aggiunse Elsa. “Quando troverò un pretendente, sono sicura che sarà il primo a saperlo.” Si comportava in modo ironico, ma il Duca sembrava soddisfatto della sua risposta. La mamma le ha dato uno sguardo di rimprovero, ma Elsa non ne ha potuto fare a meno.

Quando il Duca finalmente si ritirò e il signor Ludenburg e la sua famiglia avevano dato i loro saluti, il re, la regina, e Elsa si diressero verso le loro camere.

Te la sei cavata bene,” le ha detto la Mamma. “Sei stata eccellente nella conversazione e hai impressionato il Duca con la tua conoscenza delle trattative commerciali.”

Sembrava sorpreso che sapessi quanto ho fatto,” disse Elsa. Le sue spalle erano tese, come se stesse portando il peso del suo regno su di loro per tutta la sera. Iniziava ad avere mal di testa e desiderava solo la quiete della sua stanza.

Sono veramente orgoglioso di te,” disse Papà, abbassando la guardia per la prima volta in tutta la sera. Sorrise alla Mamma e le mise la mano sul braccio.

Adorava vedere i suoi genitori insieme. Sembravano così innamorati. Era difficile non invidiare la complicità che avevano l’un l’altra.

Sarai una regina eccellente un giorno, Elsa.” aggiunse.

Grazie, Papà,” rispose, ma non ci stava pensando.

Diventare regina era una vita lontana.


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Capitolo 2

Elsa


 

Il Lunedì, i sudditi sono invitati ad incontrarsi con tua madre e con me per discutere di ogni loro preoccupazione per il regno. Penso sia meglio che manteniamo un appuntamento fisso. Tu e Lord Peterssen potete incontrarvi con loro ed ascoltare le loro preoccupazioni. Siate compassionevoli e premurosi e promettete di comunicarci qualsiasi lamentela al nostro ritorno. Ora, il Martedì… Elsa? Mi stai ascoltando?”

Sì, Papà,” disse Elsa, ma in verità la sua mente era altrove.

Erano seduti in biblioteca, discutendo il suo programma settimanale, ma lei era distratta. Ha passato molto tempo in quella stanza nel corso degli anni, e già da bambina aveva sentito la sua mente vagare quando era intorno a tutti quei libri. La stanza buia era rivestita di scaffali pieni di libri dal pavimento al soffitto. Suo padre leggeva sempre ed aveva diversi libri aperti sulla scrivania. Quel giorno ne stava guardando uno che non sembrava scritto nella loro lingua. Era pieno di simboli e disegni di troll. Desiderava sapere cosa stesse studiando suo padre, ma non disse nulla.

Quello che lui voleva che lei sapesse in quel momento era cosa fare in sua assenza e della Mamma. Avevano in programma un viaggio diplomatico di due settimane tra qualche giorno. Elsa non riusciva a ricordare quando fossero stati via così a lungo. C’era una parte di lei che era nervosa. Sapeva che sarebbe stata impegnata tra il suo lavoro e gli appuntamenti di suo padre, ma già le mancavano i suoi genitori e loro non se n’erano ancora andati.

Suo padre incrociò le mani in grembo e le fece un piccolo sorriso. “Qual’è il problema, Elsa?”

Anche quando erano solo loro due, suo padre sembrava ancora un re. Non era solo che lui vestiva sempre la parte, nella sua uniforme con una moltitudine di medaglie, e con lo stemma di Arendelle appeso al collo. Sia che parlasse con un dignitario straniero, sia che stesse parlando con uno dei lavoratori del castello, il suo modo di fare era sempre regale. Era potente e aveva il controllo anche quando non doveva essere—come durante una partita a scacchi con la sua unica figlia. Si sentiva ancora timida a volte. Era solo chi era, o non aveva molte persone della sua età con cui interagire? Parlare con la grande folla durante l’evento del signor Ludenburg l’aveva resa nervosa. Suo padre non sembrava mai a disagio. Questo tipo di sicurezza è arrivata con il tempo?

Niente,” mentì Elsa. Non era possibile esprimere tutto ciò che pensava in poche parole.

Ah, ma è qualcosa.” Si appoggiò sulla sedia e la studiò da vicino. “Conosco quello sguardo. Stai pensando a qualcosa. Tua madre dice che ho uno sguardo sognante quando faccio la stessa cosa. Tu, mia figlia, assomigli a me.”

Davvero?” Elsa si tolse una ciocca di capelli invisibile dagli occhi.

Era orgogliosa di aver preso da Papà. Adorava sua madre e amava passare del tempo con lei, ma spesso non poteva dire a cosa stesse pensando sua madre. A volte la Mamma perdeva il filo dei suoi pensieri quando entrava nella stanza di Elsa, o iniziava a dire qualcosa e si fermava bruscamente. C’era una tristezza persistente in lei che Elsa non riusciva mai a cogliere.

Prendete quel giorno, per esempio. Per anni, la Mamma scompariva per un giorno intero ogni mese. Elsa non aveva idea dove andasse, e né Papà né la Mamma lo hanno mai spiegato. Questa volta, Elsa non poteva farne a meno. Era stanca di tutti questi segreti, così finalmente ha avuto il coraggio di chiedere alla Mamma di potersi unire a lei in questa uscita.

La Mamma sembrava sorpresa, poi preoccupata, poi si è scusata. “Mi piacerebbe poterti portare, tesoro, ma è una cosa che devo fare da sola.” Aveva sfiorato la guancia di Elsa, gli occhi le lacrimavano, il che rendeva Elsa solo più confusa. “Vorrei che tu potessi venire.” Eppure se n’era andata da sola.

Con Papà, le cose erano diverse. “Non sto pensando a niente d’importante, Papà. Davvero.”

Qualcosa è nella tua testa, Elsa,” ha insistito. “Cos’è?”

Si sentiva stupida a dire che non voleva che andassero via, ma questo era parte di esso. Senza di loro, Arendelle era nelle sue mani. Sì, i consiglieri e Lord Peterssen erano lì se c’era qualcosa di importante di cui occuparsi, ma lei era il volto del regno in loro assenza, e sentiva il peso di quella pressione su di lei. Presto sarebbero tornati, e la vita sarebbe stata come prima, ma questo viaggio sembrava un fermo promemoria che un giorno avrebbe dovuto governare da sola. Il solo pensiero era terrificante.

Elsa?”

Due settimane in questo enorme castello. Elsa non era sicura di riuscire a sopportarlo. “Dovete proprio andare?” chiese. Non poteva farci nulla.

Andrà tutto per il meglio, Elsa,” promise.

Bussarono alla porta. “Vostra Maestà?” Kai entrò. Lavorava nel castello fin da prima che Elsa nascesse. Mentre il re gestiva il regno, Kai gestiva il castello. Sapeva dove tutto e tutti dovevano sempre essere. Era una parte importante della vita del re e della regina tanto che aveva una stanza adiacente alle loro camere. Kai tirò un filo sciolto sulla giacca della suite verde che indossava sempre. “Il Duca di Weselton è qui per vederla.”

Ti ringrazio. Per favore digli che lo incontrerò nelle camere di consiglio a breve.” disse Papà.

Sì, Vostra Maestà.” Kai sorrise ad Elsa e scomparve.

Papà si girò verso di lei. “Sembra che tu abbia molto da dire.”

Troppe cose da dire in così poco tempo. “Sto provando a decidere cosa servire alla seduta con i cittadini,” disse invece Elsa. “Servirai da mangiare? Penso che sarebbe bello nutrirli dopo il loro viaggio fino al castello per vederci. Non credi?”

Lui sorrise. “Penso che sia una splendida idea. Sono sempre stato un appassionato dei tuoi biscotti krumkake.”

I miei biscotti?” Elsa non riusciva a ricordare di aver mai cucinato per suo padre. “Mi stai dando il merito per qualcosa che Olina deve aver fatto, ma sono felice di richiederli.”

Olina era la responsabile della cucina del castello e supervisionava tutti i lavoratori. Quando Elsa era una bambina, spesso sgattaiolava in cucina per sedersi vicino a lei. Non lo faceva più da molto tempo. E non ricordava di aver mai cucinato biscotti.

La fronte di Papà si corrugò. “Giusto. Comunque, sarebbero deliziosi. Forse Olina potrebbe prepararli per i nostri ospiti.”

Elsa iniziò a salire. “C’è qualcos’altro, Papà?”

Sì.” Si alzò. “Prima che tu vada, c’è qualcosa che vorrei darti. Seguimi, se non ti spiace.”

Elsa seguì Papà verso la camera da letto dei genitori e guardò come camminava verso una libreria lungo una parete e premeva su uno dei libri. L’intero muro si aprì come una porta. Dietro c’era una piccola camera oscurata. Elsa si sforzava di vedere dove stesse andando, ma Papà non le chiese di seguirlo. Il castello era pieno di passaggi segreti e camere simili a quella. Lei e Papà avevano giocato a nascondino in alcune di esse una volta, ma lei ora sapeva che servivano a portare la famiglia reale al sicuro in caso d’invasione.

Alcuni momento dopo, suo padre uscì con una grande scatola di legno verde. Era grande come un vassoio per la colazione, ed era dipinto a mano con il rosemaling bianco e oro del tulipano, il fiore ufficiale di Arendelle. La parte superiore della scatola aveva un bellissimo arco.

Voglio che tu abbia questa.” Mise la scatola sul tavolo di fronte a lei. Le sue dita tracciarono lo stemma di famiglia dorato impresso nella parte superiore arrotondata. La scatola era identica alla cassetta di sicurezza che suo padre teneva sulla sua scrivania e portava con sé per incontrare questi consiglieri. Di solito conteneva importanti decreti da firmare, nonché documenti privati e lettere della milizia e dei regni vicini. Le era stato inculcato fin da piccola, che la scatola non poteva essere manomessa.

Posso?” chiese, la sua mano aleggiava sopra al chiavistello. Suo padre annuì.

La cassetta di sicurezza era vuota. L’interno era rivestito di ricco velluto verde.

Questa scatola è stata realizzata per la tua monarchia,” disse, e lei alzò lo sguardo sorpresa. “Dato che tu sei la prossima in linea di successione per il trono e a pochi anni dalla maggiore età, tua madre ed io sentivamo che fosse il momento che anche tu avessi la tua perché la custodissi.”

Papà, è bellissima, “ disse. “Ma non ne ho bisogno ora.”

No,” disse dolcemente. “Ma un giorno lo farai, e volevamo che fossi preparata. Kai e il personale conoscono la cassetta di sicurezza e il contenuto è privato. Qualsiasi cosa metterai in questa scatola sarà solo per i tuoi occhi, Elsa. I tuoi segreti sono al sicuro qui dentro. Per ora, ti suggerisco di tenerla nelle tue camere.” I suoi occhi cercavano la sua comprensione.

Elsa fece scorrere le dita sull’interno di tessuto verde.

Grazie, Papà.”

Mise le mani sopra le sue. “Forse non te la sentirai ora, ma un giorno tutta la tua vita cambierà in modi che non puoi nemmeno immaginare.” Esitò. “Promettimi che quando accadrà, se non sarò qui per guidarti tu—”

Papà—”

La interruppe. “Promettimi che quando quel giorno arriverà, guarderai in questa scatola per una guida.”

Guardarla per una guida? Era una scatola. Una bellissima scatola, ma comunque una scatola. Tuttavia, è stato un grande passo ricevere una cassetta di sicurezza come quella che Papà ed i re e le regine prima di lui avevano usato.

Lo prometto.” disse.

La baciò sulla fronte. “Mettila in un posto sicuro.”

Elsa raccolse la scatola e si avviò verso la porta della camera da letto dei suoi genitori. Papà la seguì nel corridoio, guardandola. “Lo farò,” promise.

Papà sorrise, e torno al suo lavoro nella libreria.

Elsa tornò alla sua camera da letto con la cassetta di sicurezza tra le braccia. L’aria era calda, e nonostante la poca brezza che proveniva dalle finestre aperte, i suoni del villaggio si disperdevano all’interno. Elsa si soffermò ad una finestra vicina, guardando oltre le mura del castello e il cortile verso il mondo esterno. Il villaggio era vivo e pieno di persone. I cavalli e le carrozze andavano e venivano. La fontana che reggeva la loro statua vicino ai cancelli del castello lanciava acqua in alto come un geyser. I bambini sguazzavano nella fontana completamente vestiti, cercando di stare al fresco. Guardava mentre una madre tirava fuori dalla fontana il figlio e lo rimproverava. Nonostante la ramanzina, il ragazzo sembrava divertirsi. Quando è stata l’ultima volta che Elsa lo aveva fatto?

Desiderava che la Mamma fosse lì a prendere un tè con lei quel pomeriggio. Era un peccato stare seduti da soli nel castello in un pomeriggio d’Estate così caldo. Dov’era la Mamma in un giorno così spettacolare? Perché non aveva permesso ad Elsa di unirsi a lei?

Ha bisogno di qualcosa, Principessa Elsa?” chiese Gerda. “Acqua, forse? Fa così caldo oggi!”

Come Kai, Gerda era in circolazione fin da prima che Elsa nascesse. Si assicurava che Elsa fosse sempre ben curata. Al momento, stava portando un vassoio con dei calici di acqua fredda. Elsa sospettava che fossero per suo padre e per il Duca.

Ti ringrazio, Gerda, sto bene così,” disse Elsa.

Gerda affrettò il passo.”Okay. A patto che lei stia al fresco. Non voglio che si surriscaldi!”

Elsa continuò a camminare, stringendo di più la scatola. Aveva bisogno di trovare qualcosa da fare per passare il tempo fino a quando la Mamma sarebbe tornata.

Forse Gerda aveva ragione: aveva bisogno di stare al fresco. Poteva fare una passeggiata nel cortile. O forse leggere per un incantesimo. Suo padre le aveva dato dei libri da consultare che spiegavano gli accordi che Arendelle aveva avuto con altri regni.

Sapeva che lui voleva che lei prendesse confidenza con le cose per il futuro, ma al momento, leggere gli affari del regno non sembrava affatto divertente.

Elsa aprì le porte della sua camera e si fece strada fino alla scrivania della sua infanzia. Ci ha messo sopra la cassetta di sicurezza, fissandola per un attimo. Accanto alle sue cose, la scatola verde sembrava fuori posto.

Forse una scatola così sacra non era destinata a stare all’aperto. Quali importanti carte poteva inserirci? In quale corrispondenza si era impegnata? No, per il momento non era regina. La scatola non era necessaria e, si spera, non lo sarebbe stata per molto tempo. Lo portò verso il suo baule, la mano destra ha sfiorato la lettera E dipinta a mano sul coperchio, e lo ha messo al sicuro all’interno, coprendolo con una trapunta che sua madre le aveva fatto quando era piccola. Poi chiuse il coperchio. Un attimo dopo, Elsa prese un libro dal comodino, la cassetta di sicurezza tutto tranne che dimenticata.


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Capitolo 3

Elsa


 

Elsa sentì bussare e si svegliò di colpo. Il sole del tardo pomeriggio proiettava ombre che si muovevano in punta di piedi lungo le pareti. Si dev’essere addormentata leggendo.

Gerda infilò la testa nella stanza. “Oh, Principessa Elsa!” disse con sorpresa. “Non intendevo svegliarla. Stavo giusto venendo a prenderla prima di andare a chiamare i suoi genitori.”

Va tutto bene. Sono sveglia,” disse Elsa, allungando le braccia. Se i suoi genitori si sarebbero uniti a lei per la cena, voleva dire che l’incontro del padre con il Duca di Weselton era finito e che sua madre era tornata. “Perché non li chiamo io per te?”

Gerda camminò verso il letto di Elsa e cominciò ad appianare la trapunta e ad aggiustare i cuscini “La ringrazio, Principessa!”

La camera di Elsa era sopra la camera dei genitori, che era sopra alla Sala Grande, dove la cena sarebbe stata servita. Mentre Gerda sistemava, Elsa scese le scale e si fermò quando li sentì discutere. I suoi genitori non litigavano mai, e lei ne era così sorpresa, che ha finito per origliare.

Ci deve pur essere qualcosa che possiamo fare! Non possiamo più continuare così!”

Era sua madre a parlare.

Iduna, ci siamo passati più e più volte.” Suo padre sembrava frustrato. “Non abbiamo scelta. Dobbiamo aspettare.”

Sono stanca di aspettare! Abbiamo vissuto in questo modo per troppo a lungo!”

Quando si tratta di magia, non c’è un calendario. Ci ha messo in guardia su questo.”

Magia? La magia faceva parte dell’immaginazione di un bambino. Roba da libri di favole. Perché i suoi genitori stavano parlando di qualcosa che nemmeno esiste?

Eravamo disperati. Non ci abbiamo pensato. Avremmo dovuto provare a cambiare i loro destini. Forse se ci appellassimo di nuovo a Gran Papà...”

No! Non possiamo farci vedere lì. Anche i tuoi viaggi verso il villaggio stanno diventando troppo rischiosi. E se qualcuno scoprisse dove stai andando? Chi stavi vedendo? Sai cosa succederebbe se lei venisse portata qui?”

Di chi stanno parlando? Elsa si sforzò di sentire di più. Riguardava dove la Mamma scompariva durante le sue uscite? Nulla di quello che stavano dicendo aveva senso.

Sono sempre stata discreta, e non smetterò di farle visita.” Sua madre suonava insolente. “Ci siamo già persi così tanto.”

Era l'unico modo. Tu ed io lo sappiamo. La magia presto si spezzerà.”

Sono passati dieci anni e non è svanita! Non è giusto per nessuno di noi, specialmente per Elsa.”

Elsa si illuminò. Cosa aveva a che fare questo con lei?

Elsa sta bene.”

Lei non sta bene, Agnarr. Si sente sola.”

Sì! Elsa voleva gridare. Io sono sola. Sua madre conosceva i suoi pensieri più reconditi. Le faceva quasi venir voglia di piangere con sollievo. Ma non riusciva a capire cosa questo aveva a che fare con la loro discussione.

La presenteremo a più persone. Il Duca di Weselton ha parlato di un principe con cui pensava potesse avere un legame. Abbiamo lasciato che iniziasse a partecipare alle uscite reali. La cosa importante è che sia al sicuro. Che entrambe lo siano. Non è quello che vogliamo?”

Lei merita di sapere di cosa è capace, Agnarr.”

Lo farà quando sarà il momento. Non abbiamo visto alcun segno che possa—”

Eccola, Principessa!” Gerda le arrivò da dietro ed Elsa sobbalzò. “Mi stavo chiedendo se si fosse persa. Olina è pronta per servire la cena. Ha parlato con i suoi genitori?”

Io...” Le sue guancie si arrossarono quando i suoi genitori sono entrati nel corridoio, guardando da Elsa a Gerda.

Sua madre le baciò la fronte. “Da quanto sei qui?” le chiese.

Avevo appena raggiunto la vostra porta quando Gerda è arrivata,” mentì.

La faccia di sua madre si rilassò. “Mi sei mancata oggi.” Unì le braccia ad Elsa e iniziò a camminare con lei lungo il corridoio fino alle scale. “Vorrei ascoltare cosa hai fatto mentre non c'ero.”

Niente di che.” Era la verità, eppure Elsa sapeva che c'erano anche molte cose che non diceva. I suoi genitori stavano parlando di cose banali sulla loro strada verso la cena, ma Elsa non riusciva a concentrarsi. Continuava a pensare alla loro discussione, e a quello che suo padre aveva detto. Sai cosa succederebbe se lei venisse portata qui?

Elsa non poteva fare a meno di chiedersi: “lei” chi era?


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