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[Ilperico] Pokemon: Annie and Kubfu's adventures


IlPerico
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Ciao a tutti!

Oggi vi presento la mia prima storia, ovvero "pokemon: Annie and Kubfu's adventures". Parla di Annie, una ragazza trasgressiva, irriverente e amante dei videogiochi, che riceve da Mustard un Kubfu da allenare. Kubfu, al contrario della ragazza, è serio, dedito all'ordine e all'allenamento e che odia non fare nulla di produttivo. I dou dovranno imparare a capirsi e diventare amici, e questa esperienza li farà crescere entrambi. Bando alle ciance e ciancio alle bande, ecco la lista dei capitoli usciti (cercherò di farli uscire regolarmente, ma non prometto nulla):

 

Prologo: l'incontro

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Mustard guardò stupito la ragazzina che gli stava davanti. Era alta, con i capelli viola lunghi fino alle spalle, vestita con una giacca e una gonna corta di pelle nera, un top e dei pantaloni della palestra di Spikeville e delle scarpe anche più nere della giacca. Lei lo fissava, e nel mentre faceva delle bolle un chewing gum consumato che esplodevano subito dopo. Mustard disse: “Cavoli sorella, sei stata brava. Nella prima prova hai riacchiappato tutti gli slowpoke, nella seconda hai trovato 3 Funghimax e nella terza hai sconfitto Sofora senza battere ciglio; Oltretutto sei sempre rimasta sciallissima, ti stimo un sacco. Inoltre non mi sarei mai aspettato che una come te, così impertinente e sregolata da non voler nemmeno provare l’uniforme del dojo avrebbe vinto, ma d'altronde da una campionessa ce lo si può aspettare!” La ragazza rispose: “Innanzitutto non chiamarmi sorella, mi da fastidio. Ho un nome e quello è Annie. Riguardo alle prove la prima è stata talmente facile da farmi ridere, quegli slowpoke non hanno potuto nulla contro il mio Grimmsnarl Jacob. Per la seconda mi hai detto tu dove andare, mentre per la terza Sofora è, come dire... una mezza casa produttrice di Sonic”. Sofora si avvicinò ad Annie, la guardò con gli occhi pieni di lacrime e esclamò: “S-Sei cattiva! Me ne vado”. Detto ciò corse fuori dalla porta piangendo a singhiozzo e urlando che non sarebbe rimasta un secondo di più. Mustard guardò prima la porta e poi la ragazza due o tre volte, evidentemente sconcertato, poi disse: “Sorella, hai trattato un po malino la tua amica, non credi? Vabbè, in ogni caso ora ti consegnerò Kubfu, un pokémon leggendario. Vieni qui, forza!”. Un pokémon basso, dal pelo grigio e bianco e con un’espressione imbronciata saltò giù da una trave del tetto del dojo, atterrando davanti ad Annie. Il pokémon la squadrò da capo a piedi, poi la colpì sullo stinco con un calcio e si rifugiò dietro le gambe di Mustard. La ragazza gridò: “Ma porc… Come ti permetti eh?! Guarda che fai male!” Mustard guardò Kubfu un po imbarazzato e disse:”Kubfu, ma cosa mi combini? Hai fatto male alla tua nuova trainer. ti sta forse antipatica?” Kubfu saltò fuori dal suo nascondiglio, si mise davanti al suo maestro ed annuì, per poi andare in un angolo ad allenarsi a colpire con calci e pugni. Mustard a quel punto si rivolse ad Annie: “Oh beh, mi spiace sorella, ma dovrete convivere. Dovrai fargli acquisire molta fiducia in te per allenarlo al meglio. A questo proposito posso consigliarti tre punti panoramici dell’isola che potrebbero fare al caso tuo”. Annie rispose: “non mi interessano i suoi “punti di interesse”, ho i miei metodi. Andiamo Kubfu, ti porto a casa mia e ci divertiamo eh?”. Kubfu guardò sia lei che Mustard, per poi sbuffare e seguire la sua nuova allenatrice fuori dal dojo. Una volta giunti alla stazione la ragazza si abbassò all’altezza di kubfu per guardarlo bene negli occhi e disse: “questa notte la passiamo a giocare ai videogiochi eh? Conosci super smash bros ultimate?”. Kubfu fece segno di no con la testa, per poi salire sulle spalle della sua allenatrice. “ah beh, vuoi stare quassù?” gli chiese lei. “non c’è problema, andiamo!” aggiunse, per poi correre dentro alla stazione, felice per la serata di divertimenti che (forse) li attendeva.

 

Capitolo 1: Spamming Ness

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Una volta a casa, una piccola villetta a Furlongham, Annie salutò velocemente la madre, le raccontò a grandi linee cosa era successo sull’isola e le presentò Kubfu, con il quale fece subito amicizia. Dopo una rapida cena a base di curry piccante la ragazza prese un sacco di bibite e patatine e si diresse in camera, sempre con Kubfu in spalla. Una volta di sopra fece scendere Kubfu dalle sue spalle, facendolo sedere sul suo letto e dandogli in mano una replica di un controller per Gamecube usato sulla Nintendo Switch, mentre prendeva e collegava un Wiimote con un apparecchietto al dock della Console. Perché [proprio un Wiimote vi chiedete? è semplice: Annie aveva iniziato giocando a smash bros brawl, e per questo motivo giocava meglio con quel comando che con altri.] A quel punto accese la tv e si andò a sedere vicino a Kubfu, che nel frattempo aveva trovato un modo tutto suo di usare il controller: In pratica usava una mano per muovere il personaggio, mentre con l’altra premeva i tasti che servivano in base alla situazione (come sapesse cosa doveva premere per giocare è tutt’ora sconosciuto). Una volta avviato il gioco e sulla schermata di selezione del personaggio a Kubfu si innamorò del character design d Ness, pertanto scelse subito lui. Annie invece scelse Samus, che era da sempre il suo personaggio preferito. Lo scenario scelto fu “Destinazione Finale”. Non appena la battaglia iniziò Ness andò verso Samus e iniziò a spammare il pk fire, facendo il 100% di danni al personaggio di Annie, per poi buttarla fuori senza alcun problema. La cosa si ripeté fino all’ultima vita della ragazza. Non riusciva a contrastare questa strategia e questo la faceva infuriare. La stessa situazione si ripresentò fintanto che giocarono, ovvero fino alle 2. Dopo la trentesima partita di fila che perdeva Annie disse: “Non vale così! Tutto quello che fai è sparare PK Fire a ripetizione. Gioca da solo che fai meglio eh? Buona notte!”. Dopo questa sfuriata la povera ragazza si mise a dormire e lasciò Kubfu a giocare. La mattina dopo, quando Annie si svegliò (alle sette come al solito) vide Kubfu ancora sveglio, con gli occhi rossi e tre bottiglie di bibite e cinque pacchi di patatine vuoti per terra. Lo schermo del televisore mostrava la battaglia attualmente in corso, con Kubfu che, pur utilizzando Ness, non spammava più. Annie sollevò la schiena dal materasso e disse: “vedo che finalmente ti sei deciso a giocare per bene eh? Ti va una partita?”. Kubfu la guardò e sorrise. Quelle che seguirono furono le 30 partite più combattute e divertenti di sempre, visto che il piccolo pokémon se la cavava bene. Alla fine Annie e Kubfu dopo tutte quelle partite crollarono addormentati l’uno sull’altra per la stanchezza, e toccò alla madre della ragazza spegnere il televisore.  A mezzogiorno Kubfu si svegliò e, trovando la sua allenatrice ancora addormentata la svegliò con un pugno ben assestato sullo stomaco. Lei aprì gli occhi di scatto e si raggomitolò a causa del dolore inaspettato, ma il piccolo pokemon lottatore aveva colpito piano per sua fortuna, quindi non si fece troppo male. Appena si fu ripresa del tutto dallo shock guardò Kubfu e gli urlò: “ma ti sembra il caso?! Potevi farmi seriamente male! Cosa vuoi?”. Kubfu indicò fuori dalla finestra e poi si mise a tirare calci e pugni a vuoto. Annie capì e gli chiese: “vuoi che ci alleniamo insieme? Non saprei, non sono proprio bravissima in queste cose…”. Kubfu si attaccò alla gamba della ragazza come un bambino che capriccioso, perciò Annie decise di accettare, senza minimamente sapere cosa la aspettava...

 

Approfondimento sui protagonisti

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Nome: Annie

Età: 14 anni

Compleanno: 8 Agosto

Passioni: Videogiochi, Lotte pokémon, Campeggio e Viaggi

Città: Furlongham

Infanzia: Pare che fosse una bambina vivace e che adorasse i pokemon di tipo folletto, e che sia stato il padre a regalarle i suoi primi 2 pokemon, un Gardevoir e un Mawile. Quando aveva 7 anni suo padre partì per una spedizione nel sud di Galar, ma non tornò più. In seguito a questo evento la ragazza divenne più introversa e indolente, e iniziò ad apprezzare i ai pokemon di tipo buio.

 

Squadra: 861MS.pngGrimmsnarl/Jacob ♂ Lv. 65

                282MS7.pngGardevoir/Angel ♀ Lv. 68

                303MS7.pngMawile/Hoaxer ♀ Lv. 75

                302MS7.pngSableye/Spectre ♀ Lv. 62

                635MS.pngHydreigon/Beast ♂ Lv. 63

                891MS.pngKubfu/Kubfu ♂ Lv. 15

 

Nome: Kubfu

Livello: 15

Carattere: Determinato, Dedito all'allenamento, Serio e Scaltro

Natura: Decisa

 

Capitolo 2: Allenamento sfiancante

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Arrivata all’esterno Annie prese un Volotaxi per andare sull’isola dell’armatura, e una volta lì seguì Kubfu fino al luogo dove si allenava di solito, ovvero la piana dell’allenamento. Una volta sul posto il piccolo pokémon fece capire alla sua allenatrice che doveva far uscire tutti i suoi mon dalle ball. Lei lo fece e davanti agli occhi di Kubfu si allinearono perfettamente 5 pokémon: un Grimmsnarl, un Mawile, un Hydreigon, un Sableye e un Gardevoir. Annie fece le presentazioni: “il primo pokémon è un Grimmsnarl e si chiama jacob. è in grado di gigamaxizzarsi ed è il pokemon che uso di più.” disse lei. “la secondo è Mawile, si chiama Hoaxer. Sembra indifesa, ma in realtà è molto forte” continuò, mentre Mawile sorrideva a Kubfu, che guardava sorpreso quei pokémon così forti. “passiamo a beast, il mio Hydreigon. Sebbene solo una delle teste sia senziente mangia per tre” raccontò, mentre Il grosso drago si strafogava di bacche. “lui invece è spectre, il mio Sableye. L’ho incontrato in una grotta mentre ero in gita con mio padre. Stava cercando di mangiare un carbink ma l’abbiamo preso prima” raccontò mentre Sableye offriva una gemma a Kubfu. Lui la rifiutò, così Spectre fece spallucce e se la mangiò. “infine lei è Angel, il mio Gardevoir” disse mentre la indicava. Gardevoir la guardò male e le volse le spalle. “oh andiamo, sei ancora arrabbiata?! Lo sai che da quando è scomparso papà non amo ricordarmi di lui. è per quello che non lotti più così tanto…” Angel si allontanò e si mise seduta sull’erba, ancora arrabbiata. “scusa Kubfu” disse Annie. “in ogni caso è stata il mio primo pokémon, me la regalò mio padre quando era solo una ralts” proseguì la ragazza, mentre una lacrimuccia le scendeva lungo la guancia. Kubfu la guardò preoccupato, per poi iniziare a correre, seguito a ruota da Annie e dai suoi pokémon. Corsero per 5 chilometri, passando per il bosco fino all’acquitrino, per poi fermarsi davanti al dojo, nella pianura inchino. Annie arrivò almeno un minuto dopo i suoi pokemon e cinque minuti dopo Kubfu. Aveva un fiatone pazzesco ed era sudata da capo a piedi. Il piccolo orso combattente la guardò stranito, per poi iniziare a tirare pugni e calci ad un albero, danneggiandolo visibilmente. La ragazza e i suoi pokémon fecero lo stesso ma contro il nulla, im modo da non distruggersi le mani. Dopo un centinaio di pugni e calci Kubfu si mise a fare delle flessioni. Annie era paonazza, un po per il caldo e un po per la fatica, ma non poteva far altro che rispettare la promessa. L’allenamento proseguì per un’altra ora, con esercizi di ogni tipo, divenendo sempre più faticoso. Alla fine di tutto Annie stava respirando affannosamente e non sembrava più capire dove fosse. Kubfu si preoccupò e decise di andare a chiamare aiuto. La ragazza svenne e si risvegliò nel dojo di Mustard. Tania era accanto a lei e quando vide che era sveglia le chiese: “Cosa è successo? Kubfu è entrato nel dojo di corsa e mi ha fatta uscire. Quando ti ho vista li svenuta mi è preso un colpo!”. Annie si tirò su e spiegò alla donna che si stava allenando con Kubfu, ma che era troppo per lei. Tania rise e disse: “nemmeno Mustard riesce ad allenarsi con Kubfu senza sentirsi male. Sei matta?”. La ragazza stava per rispondere quando Kubfu e i suoi pokémon entrarono nella stanza e si avvicinarono per vedere come stesse. L’unica che se ne rimase in disparte era Angel, che guardò divertita Annie e si mise a mangiare un gelato. La ragazza si alzò dal letto e disse: “Sto bene, sto bene. Tania, dov’è Mustard? Volevo parlargli un attimo.” Tania rispose: “si trova in salotto, a giocare come al solito…” Annie fece rientrare tutti i suoi pokémon nelle ball e andò in salotto, dove trovò Mustard che parlava al telefono con qualcuno. “Lo capisco bello, ma sai quando ti comporti in quel modo con una tipa e non dai spiegazioni… Capisco che con la tua posizione una relazione era dura, ma piantarla a mozzo senza dire perché è brutto. Mi pareva di averti insegnato. In ogni caso sciallati e continua a provare, vedrai che verrà dritta da te se interessata ancora. Cià!”. Mustard si girò e vide che Annie stava meglio, così le disse: “Bella lì! Sei stata una pazza ad allenarti con quel piccoletto bella, è più veloce anche di me e neanche senza stare sciallo riesco a finire un allenamento con lui senza stare male eh eh…”. Annie lo guardò incuriosita e chiese: “Ciao… Con chi parlavi?”. Mustard rispose: “Parlavo con un mio ex allievo, una tua vecchia conoscenza. Vedo che tu e l’armatura state diventando amicicci! Bene. Mi chiedo quale sarà la tua scelta…”. “Di che parli quando dici scelta?” chiese Annie, guardandolo un po stranita. Mustard rispose: “Niente niente… Tu pensa solo a far sciallare un po Kubfu eh? Ne ha bisogno”. Annie decise di ribattere chiedendo se il campeggio fosse una buona idea. Mustard rispose affermativamente, così lei andò a fare una telefonata ad un'amica per poi uscire e raggiungere i suoi pokemon. Una volta davanti alla stazione Annie si rivolse ai suoi pokémon e disse: “Ho parlato con Mary e domani sera andiamo in campeggio a Spikeville con lei, almeno ci rilassiamo dopo l’allenamento di oggi”. I suoi pokemon la guardarono tutti contenti, a parte Angel, che rientrò nella sua ball senza dire nulla. Annie sbuffò e chiamò un volotaxi per tornare a casa, mentre il sole tramontava sul mare davanti al dojo.

 

Capitolo 3: Camping in a dark-type city

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La mattina seguente Annie si svegliò stranamente presto, alle 8 e mezza. Non era stanca ma la pigrizia ebbe il sopravvento e le fece decidere di rimanere nel letto e di provare a riaddormentarsi. Restò lì per almeno un paio d’ore, senza dormire, finché ad un certo punto sentì il telefono suonare, quindi lo prese in mano e vide che era una notifica di Pokéddit. La aprì e  si trovò davanti un meme particolarmente divertente, così decise di scorrere la home page e di lasciare qualche uppokévote. Continuò così per mezz’ora, per poi alzarsi e andare a preparare la colazione per lei e per la madre. Scese al piano di sotto aspettandosi di trovare soltanto il Munchlax e il Mr. Mime domestici che giocavano come al solito, mentre invece si trovò davanti la madre, seduta su una sedia che fissava una Pokèball con aria triste e sconsolata, in silenzio assoluto. Annie si avvicinò e si schiarì la gola, in modo che la madre la notasse. La madre alzò lo sguardo e abbozzò un sorriso sforzato, mentre cercava di nascondere la ball. La ragazza le chiese: “Cosa stavi guardando mamma?”. Lei disse: “Niente Annie, niente. Nulla di importante.” Annie capì subito che ciò che la madre stava guardando era molto importante, ma decise di far finta di nulla e iniziò a preparare da mangiare. Una volta pronta la colazione la ragazza e la madre si sedettero a tavola e iniziarono a parlare del più e del meno, evitando di discutere dello strano comportamento di poco prima. Annie parlò dei progetti che aveva per quella sera, mentre la madre chiese alla figlia se potesse comprarle un vestito nuovo, ma che non fosse discutibile come quelli da “scappata di casa” (parole sue) che la ragazza indossava regolarmente. Annie si offese e il resto della colazione trascorse in silenzio. Una volta finito di mangiare l’allenatrice si recò all’esterno e fece uscire tutti i suoi pokémon dalle ball, eccetto per Angel, che malgrado i tentativi di Annie non ne volle sapere. La compagnia si mise in marcia e nel pomeriggio erano arrivati a Spikeville. Ad aspettarli c’era una ragazza con i capelli neri, un vestito elegante coperto da una giacca di pelle nera e un viso imbronciato; accompagnata da un Morpeko. Annie la salutò, ma ricevette in cambio solo una faccia arrabbiata e un “sei in ritardo” pronunciato con assoluta freddezza dalla ragazza. Annie rispose: “Tranquilla ma fredda come sempre, eh? Scusami Mary, ma ci siamo fermati a mangiare un curry in campeggio e ci siamo addormentati…”. Mary rispose: “Non so perché ma da te me lo aspettavo… In ogni caso, andiamo a fare shopping?”. Annie spiegò che non avevano tempo vista l’ora ma che avrebbero comunque fatto una capatina per comprare un vestito alla madre. Le ragazze si misero subito in viaggio e andarono al negozio di Knuckleburg per scegliere qualcosa di carino. Una volta dentro Mary mostrò alla commessa una tessera chic, merce rara a Galar. Una volta fatto ciò iniziò a passare dei vestiti eleganti ad Annie, che inizialmente non notava nulla di carino, finchè non posò gli occhi su un vestito bianco molto simile a quello di Mary. “Mia madre lo adorerà, ne sono certa! Ne prendiamo 2!”, disse la ragazza, porgendo i soldi alla commessa e dirigendosi in camerino per mettersene uno. Mezz’ora dopo le ragazze erano appena fuori Spikeville con le tende piantate e il curry in preparazione. Mary e Kubfu andarono subito d'accordo, stesso dicasi di Morpeko, con il quale l’orsetto giocò per praticamente tutta la sera. Dopo cena Mary ed Annie si misero a parlare dei loro pokémon. La prima esordì chiedendo: “come va con Angel? Non ti sta ancora a sentire?”. “eh già… non so cosa farci e mi spiace molto. Avevamo un così bel rapporto prima che papà scomparisse. Io ci sono molto affezionata perché la sua empatia e gentilezza mi ricordano mio padre, però fatico a combattere al suo fianco per lo stesso motivo.” rispose la seconda. Mary le chiese di spiegarle meglio come mai suo padre fosse sparito. Annie raccontò tutto dall’inizio, partendo dal viaggio che il padre intraprese in giovane età, del fatto che si trasferì a Galar da Sinnoh e dell’incontro con la moglie, ovvero la madre di Annie, avvenuto a Giubilopoli, di come crebbe la figlia con amore e stimolandone sempre la curiosità, per poi finire il racconto parlando del viaggio che il padre aveva programmato nelle gelide terre a sud di Galar per sapere di più su un pokémon particolarmente misterioso che aveva incontrato, spiegando che sparì misteriosamente e che non lo vide mai più. Una volta finita la storia la ragazza scoppiò in lacrime e Mary, malgrado i numerosi tentativi, non fu in grado di consolarla. A calmare Annie pensò Kubfu, che le fece compagnia nella tenda fino a che la ragazza non si addormentò, rasserenandola. Il mattino dopo le ragazze si alzarono alle 6 e mezza e iniziarono i preparativi per la colazione. Alle 8 avevano finito tutte le uova di chansey strapazzate e il latte di miltank. Annie si stava avviando a casa, quando Mary decise di accompagnarla e così il viaggio fu più divertente di quanto sarebbe stato se la ragazza fosse stata sola. Una volta arrivate vicino alla casa di Annie, situata nel cuore di Furlongham, notarono che qualcosa non andava: una finestra era rotta, la porta era forzata e dall’interno si sentivano dei rumori sinistri. Le due ragazze si guardarono sconcertate per una attimo, ma poi decisero di entrare in casa e vedere cosa fosse successo. Una volta dentro andarono verso la camera della madre di Annie, ovvero la fonte di quei rumori. Una volta fuori dalla porta della stanza sentirono una voce maschile ed una femminile che stavano cercando qualcosa. “Dov’è?! Dov’è la ball? Se ci risponde non le faremo male, signorina.”. La madre di Annie rispose: “Non ve lo dirò mai! Mio marito mi chiese di custodirla e non la darò di certo a voi! Andatevene e non fatemi perdere la pazienza!” Il secondo uomo disse: “Uh uh uh, davvero non ce lo vuole dire? Peggio per lei, ci costringe a usare le maniere forti…” Annie decise che non poteva stare lì senza fare niente, così sfondò la porta e mandò in campo il suo Kubfu, che usò immediatamente aeroassalto. I due nemici, che indossavano strani vestiti bianchi e grigi e avevano i capelli azzurri non si fecero prendere alla sprovvista e mandarono in campo un Haunter ed un Golbat, che si lanciarono contro la ragazza. Mary fermò Haunter con una ruota d’aura del suo Morpeko, mentre Golbat si avvicinò sempre di più ad Annie, ma all’ultimo momento Angel uscì dalla ball e fermò il colpo, finendo però ko. I due ladri si avvicinarono alle ragazze per legarle come avevano fatto con la madre della nostra ostinata protagonista, quando un forte vento carico di foglie taglienti colpì i poco di buono che, presi alla sprovvista, fuggirono da una finestra urlando che non sarebbe finita lì. Mary cercò senza successo la fonte del vento che le aveva salvate, mentre Annie corse a slegare la madre, che le disse: “ Mi spiace che ti sia messa in pericolo per me. Quei tipi cercavano una pokèball che tuo padre mi chiese di custodire mentre investigava sul pokémon contenuto al suo interno a sud, in una Landa innevata. Ti conosco e so che vorrai subito andare a cercare quegli uomini, ma ora come ora non sei abbastanza forte. Quelle erano solo reclute di basso grado, i loro comandanti sono molto pìù potenti. Devi allenarti e diventare più abile nella lotta di quanto tu non sia già. Nel frattempo ti lascio la ball, anche se il pokemon al suo interno non vuole saperne di uscire. Tu vai, ci penso io a sistemare la casa. è importante che tu faccia in fretta se vuoi sperare di prenderli”. Annie rispose: “V-va bene mamma, allora tornerò sull’isola dell’armatura e completerò il mio allenamento con kubfu. Nel frattempo custodirò anche la ball. Grazie di tutto ed eccoti il vestito che mi avevi chiesto”. Detto questo Annie andò a vedere come stesse Angel e la abbracciò, per poi darle un revitalizzante max e farla rientrare nella ball. La ragazza stava per andare via insieme a Mary, quando la madre la fermò e le disse: “Una volta che il tuo allenamento sarà completato vorrei che tu ti dirigessi alla Landa di cui ti ho parlato prima se vuoi investigare su tuo padre”. 20 minuti dopo Annie e Mary erano davanti alla stazione di Brassbury, pronte per raggiungere l’isola dell’armatura. La prima chiese alla seconda: “Vieni anche tu?”. La seconda le rispose scherzando: “ovvio, senza di me non riuscirai mai a concludere il tuo allenamento!” e le due entrarono in stazione, pronte per l’allenamento sull’isola.

Capitolo 4:  Vs. Steelix

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“Siamo arrivati signorine, potete scendere!” disse il pilota del volotaxi che era appena atterrato sull’isola dell’armatura armatura alle sue passeggere. Queste uscirono dalla stazione e iniziarono a camminare lungo la spiaggia per giungere al Dojo che si trovava lì vicino. Una delle due disse: “Così è questa l’isola dell’armatura, eh? Non è un brutto posto, e molti grandi combattenti si sono allenati qui. Addirittura ho sentito dire che Dandel fosse allievo di Mustard.”. L’altra rispose: “Non ne avevo idea. Ho combattuto contro Dandel, e devo dire che è forte. Grazie per l’informazione Mary”. Mary ribattè: “Di nulla Annie, ma Mustard deve essere ancora più forte se era il suo maestro”. Annie non potè che essere d’accordo e la camminata continuò in silenzio finché non arrivarono al Dojo. Al di fuori le aspettava il signor Mustard, che le salutò con un “bella sorelle!” e le fece entrare nel dojo. Una volta all’interno egli si rivolse ad Annie. “Vedo che sei arrivata sorella! Sono felice di vedere che hai anche portato un’amica. Me la presenteresti?”. La ragazza fece per aprire bocca, ma Mary la precedette: “Mi chiamo Mary. Sono la nuova capopalestra di Spikeville, ma non sono qui per allenarmi, sto solo accompagnando Annie.”. Mustard annuì e rispose: “Capisco sorella. Ora che me lo dici ti riconosco. Sei davvero giovane per essere una capopalestra. Mi ricordi uno dei capipalestra di Kanto, che diventò tale circa alla tua età, anche se oramai è passato molto tempo… Comunque sia complimenti e buona fortuna! Rimani sempre scialla e vedrai che farai carriera!”. Annie interruppe la conversazione e parlò a Mustard di ciò che era successo a casa sua e di come le servisse un allenamento rapido per potersi lanciare all’inseguimento dei malviventi che l’avevano attaccata. Mustard disse: “Capisco. In tal caso chiamerò un amico per aiutarti nell’allenamento. è un grande esperto di tipi lotta e sa quel che fa. Purtroppo non penso che arriverà entro oggi, quindi dovrai accontentarti di questo vecchio! Nonostante ciò sappi che quando si tratta di allenarsi non faccio sconti sorella. Il tempo di scialare è finito, è ora di fare sul serio!”. Detto questo l’anziano maestro fece strada alle due ragazze e le portò fino all’entrata di una grotta, dove si fermò e iniziò a spiegare: “Questo è l’antro scontro. è una caverna dove i miei discepoli si allenano da sempre. La dentro ci sono pokémon molto forti, che ancora oggi faccio fatica a sconfiggere. Il tuo allenamento consiste nell’entrare nella grotta e nello scendere fino in fondo per sconfiggere il suo nemico più potente. è una prova durissima bella, ma vedrai che se resterai scialla ce la farai!”. Annie rispose: “Capisco. Voglio iniziare subito, almeno potrò portare a termine la prova entro oggi. Andiamo!”. Detto questo Annie fece uscire i suoi pokémon dalle ball (eccetto per Angel, che si rifiutò) e corse all’interno. Mary lanciò uno sguardo disperato a Mustard e seguì l’amica nella grotta.

Una volta dentro Annie iniziò a scendere, combattendo contro i Chansey e Blissey presenti nella grotta e battendoli in fretta grazie alle forti mosse lotta di Kubfu. Mary invece rimase indietro a causa delle della grande resistenza dei suddetti. Quando riuscì a raggiungere l’amica essa era già in fondo alla grotta. “Sono arrivata… Hai già incontrato il boss della grotta?”. Lei rispose: “Shh… Non senti questo rumore? è sotto di noi!”. Prima che la capopalestra di Spikeville potesse rispondere il rumore si fece più forte, una fossa si aprì davanti alle due ragazze e un enorme serpente d’acciaio venne fuori dal terreno, attaccando Kubfu. L’orsetto combattente venne colpito in pieno e fece un volo di due metri, finendo accanto alla sua allenatrice. Annie lo prese in braccio e controllò come stava. Per fortuna nessuna delle ferite era grave, ma i danni causati dall’avversario erano considerevoli. Kubfu si liberò dalla presa della sua allenatrice e tornò di fronte al nemico, pronto ad affrontarlo. Mary urlò: “Quello Steelix ha appena usato Zuccata! è una mossa molto potente, ma il pokemon che la utilizza subisce un grande contraccolpo! Probabilmente non sarà più in grado di usarla, a meno che non si voglia mettere KO da sol-”. Steelix colpì di nuovo Kubfu con la stessa mossa, non lasciando tempo di finire la frase a Mary. Il pokémon lotta crollò a terra, mentre Steelix rimase illeso. Annie guardò l’avversario terrorizzata, chiedendosi perché il nemico non fosse crollato. “Ma certo! La sua abilità è testadura! Grazie ad essa il contraccolpo è stato assorbito dal suo forte corpo d’acciaio. Può continuare a colpirti quanto vuole!” Urlò Mary. Annie annuì e diede un revitalizzante a Kubfu, per poi prepararsi al contrattacco. “Kubfu, è ora di colpirlo dove gli farà più male! Usa Zuffa!”. Il piccolo pokémon non esitò e si lanciò contro il serpente d’acciaio, colpendolo ripetutamente e danneggiandolo molto, portando il nemico a rifugiarsi sotto terra. Annie approfittò del momento per dare delle cure a Kubfu, ma subito dopo Steelix saltò fuori dal terreno e si diresse a tutta velocità verso l’orsetto, pronto a colpirlo. Il piccolo pokémon lotta però non rimase fermo a prenderle e si spostò dalla traiettoria dell’avversario, facendogli colpire un muro. Mary guardò Annie come per chiederle spiegazioni, e la ragazza fu più che felice di spiegarle la sua strategia: “Ho ordinato a Kubfu di usare individua per proteggersi. Sapevo che a causa della diminuzione delle sue difese, avvenuta per via di Zuffa, non gli avrebbe permesso di sostenere un altro colpo nemmeno se curato, così l’unica possibilità è stata evitare il colpo.”. “Molto bene. Ciò che mi ha detto Mustard era vero allora!” disse una voce sconosciuta che veniva da una zona buia della grotta “Dovrò usare tutta la mia forza, eh?”. Le due ragazze si guardarono confuse e si prepararono a lottare ancora, quando un bagliore accecante circondò Steelix, che cambiò forma. Dal suo corpo uscirono dei grossi spunzoni colorati e delle rocce iniziarono a vorticargli intorno. “Steelix, usa terrempesta!” urlò lo sconosciuto. Il pokémon eseguì gli ordini e un forte vento carico di sabbia tagliente si sollevò nella caverna, investendo tutti i coloro che vi si trovavano all’interno. “Immagino ti starai chiedendo il perché della tempesta” disse l’avversario misterioso. “Devi sapere che grazie a questa trasformazione Steelix ha ottenuto una nuova abilità, ovvero Silicoforza, che rende le sue mosse ancora più forti durante le tempeste di sabbia! Ora una sua zuccata ti manderà di certo KO, anche se questa volta subirà un contraccolpo non da poco. Forza mio compagno, colpisci ora!”. Steelix ascoltò il suo allenatore e si lanciò contro Kubfu, investendolo in pieno con tutta la potenza della mossa. “Ho vint- Cosa?!” esclamò l’avversario, notando come ad essere stato sconfitto era Steelix e non l’orso lottatore. “è molto semplice: quando hai detto a Steelix di colpire io ho ordinato a Kubfu di usare resistenza, una mossa che consente di non essere sconfitti ad un attacco nemico.” spiegò Annie. “Capisco, ma questo non spiega come mai Steelix è andato KO…” affermò il misterioso avversario. “Ho capito subito che sei un tipo impetuoso ma calcolatore nella lotta, quindi sapevi che i danni subiti da Zuffa e il contraccolpo non ti avrebbero sconfitto, ma se Zuffa avesse colpito più duro del solito?” chiese Annie. “Vuoi dire un brutto colpo? In tal caso hai avuto una gran fortuna, sai?” rispose l’avversario. “A dire il vero non proprio. Mentre eri sotto terra ho dato un mirino a Kubfu e gli ho fatto usare Focalenergia, quindi i brutti colpi erano alquanto probabili”. “Cavoli, sei molto più brava di quanto pensassi… Comunque credo sia il momento che io mi presenti.” disse l’uomo mentre si spostava in una zona illuminata della caverna. Egli era sulla quarantina o cinquantina, difficile dirlo, muscoloso e aveva i capelli neri e lunghi, anche se alcune ciocche tendevano al grigio. “Sono Bruno, dei Superquattro di Kanto. Dopo aver lottato contro di te posso dire che hai determinazione e sai quel che fai. Mi dispiace averti attaccata così, ma il mio maestro Mustard mi ha chiesto di allenarti e testare la tua forza. Ho usato solo uno dei miei pokemon, ma mi è bastato per comprendere che sei capace. Ora torniamo all’esterno, così potremo parlare più comdamente.” Una volta fuori Bruno raccontò a Mustard come era andata la lotta e il maestro si complimentò con Annie per la sua abilità. “La ringrazio per i complimenti signor Mustard, ma non pensa che avrebbe potuto semplicemente chiedere a Bruno di allenarmi senza farmi questa brutta sorpresa?”. Il maestro rispose: “è stato Bruno a dirmi che voleva provare la tua forza prima di accettare di allenarti sorella. La mia soluzione era molto più scialla! Inoltre Kubfu aveva bisogno di fortificarsi, e i Blissey sono adatti allo scopo”. “Capisco. Ora però vorrei tornare ad allenarmi, devo diventare forte in fretta!” Esclamò Annie mentre correva verso la spiaggia dell’isola trascinandosi dietro Bruno. “Aspettami! Non ce la fai a prenderti una piccola pausa? Non puoi mica pensare di non riposa- Sai cosa? Lasciamo perdere.” Urlò Mary prima di lanciare uno sguardo esasperato a Mustard, che se la rideva sotto i baffi, e di correre all’inseguimento della cocciuta amica.

Capitolo 5:  Le due torri dell’isola dell’armatura!

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La spiaggia dell’isola dell’armatura, normalmente tranquilla, era insolitamente agitata a causa di un uomo e una ragazzina che combattevano con i loro pokémon sulla riva, di fronte allo sconfinato oceano. “Bene! Continua così!” disse l’uomo. “Grazie Bruno. Hoaxer, usa carineria!” urlò la ragazza. Il suo Mawile si lanciò contro il Machamp nemico, mandandolo KO. “Brava! Noto che stai facendo grandi miglioramenti Annie. Hai uno stile di lotta rapido ma strategico, che ben si addice ai tuoi pokémon, ma forse ti mancano un po’ di difese. Ho una sola domanda: come mai hai usato solo cinque pokémon? Nella tua foto agli archivi della lega ho visto che c’era anche un Gardevoir. Che fine ha fatto?”. Annie ragionò su come spiegare e rispose: “Gardevoir è ancora con me, ma abbiamo alcuni… uhm… problemi a comprenderci da quando mio padre è sparito.”. Bruno allora chiese alla ragazza maggiori informazioni e lei gli raccontò di come il padre fosse scomparso quando lei era ancora piccola e di come il suo stile di lotta, incentrato sulla resistenza e il contrattacco, fosse molto diverso da quello che lei adottava. “Capisco… Nonostante ciò dovresti cercare di tornare in buoni rapporti con lei. Potrebbe essere ciò che manca alla sua squadra per essere perfetta. Ora mi dispiace, ma devo tornare a Kanto per adempiere ai miei compiti di superquattro. Ti auguro buona fortuna, e ricordati che se avrai mai bisogno di aiuto contro i tuoi avversari potrai contare su di me.” disse Bruno prima di andare alla stazione dei volotaxi per tornare a casa. Annie decise di prendersi una pausa e di sedersi sulla spiaggia per riposare un po’. Lì fu raggiunta da Mary, che le fece i complimenti per i miglioramenti prima di sedersi accanto a lei. Improvvisamente le due videro una grande onda del tutto innaturale che andava verso di loro e che si infranse sulla spiaggia, infradiciando le due ragazze. Subito dopo le due furono raggiunte da una signora sulla trentina in groppa ad uno Wailord. Questa era vestita con una canotta rossa, dei pantaloncini neri, una bandana rossa e una borsetta legata al petto. La sconosciuta disse: “Scusatemi se vi ho bagnate! Ogni tanto succede che il mio Wally starnutisca e causi onde che si infrangono sulla costa. Purtroppo non posso fare nulla perché non accada… In ogni caso ora devo andare, sarei di fretta… Scusate ancora!”. La signorina si allontanò sempre in groppa a Wailord e rivolse un cenno di saluto alle due ragazze, che si guardarono perplesse. “Che strana tipa. Almeno ha avuto la decenza di scusarsi. Mi chiedo chi fosse…” disse Annie. “Non è molto importante adesso, ma dovremmo andare a cambiarci visto che siamo fradice, non credi?” Domandò Mary. Annie non potè che mostrarsi d'accordo e le due andarono nel dojo per asciugare i loro vestiti. Fatto ciò stavano per tornare all’esterno, quando Mustard le fermò e le portò nella stanza centrale del dojo. “Ho seguito il tuo allenamento sorella. Ti sei impegnata e sei molto più forte rispetto a prima, pertanto è ora che tu affronti l’ultimo passo: affrontare la sfida delle due torri e portare Kubfu ad evolversi. Come penso tu abbia già notato sono presenti due torri sull’isola, una sulla spiaggia sfida e una al termine del cammino sfida, dove potrai entrare solo accompagnata da kubfu e che dovrai scalare fino alla cima, affrontando un nemico dopo l’altro. Potrai scegliere una sola delle torri, ma devi sapere che entrambe hanno un tipo associato: quella sulla spiaggia è casa di pokémon di tipo acqua, con uno stile di lotta fluido e che amano colpire a ripetizione; mentre quella sul cammino è piena di pokémon buio, dallo stile più incentrato sul concentrarsi per mettere tutta la forza in un colpo solo. Hai fino a domani per decidere quale vuoi sfidare. Ti auguro buona fortuna sorella, sii scialla e giungi alla vittoria!”. Annie ringraziò il maestro ed uscì insieme a Mary per prendere una decisione. “Non sono sicura di cosa fare… Da un lato adoro i pokémon buio e se kubfu ottenesse quel tipo con l’evoluzione ne sarei felice, ma dall’altro una maggiore varietà nel team sarebbe utile… Tu cosa ne pensi Mary?” chiese la ragazza all’amica. “Non saprei, ma visto che dovrai affrontare i nemici dell’ultima volta in futuro dovresti pensare a quale dei due tipi ti darà un vantaggio maggiore. I due avversari che abbiamo affrontato erano di tipo spettro, quindi forse un pokémon buio potrebbe essere il migliore…”. “Giusto. Hai ragion...” disse Annie prima di essere interrotta da Kubfu, che uscì dalla sua ball e guardò la sua allenatrice con aria seria. “Ciao Kubfu! Ho deciso che affronteremo la torre buio domani, almeno avremo la forza per sconfiggere i nemici contro cui abbiamo lottato nella mia casa.” Spiegò la ragazzina. Kubfu non ne fu molto felice e cercò di lamentarsi, ma Annie gli disse che non c’era molto da discutere visto che era il tipo buio che lei preferiva e che era lei l’allenatrice. L’orsetto chinò la testa e alcune lacrime iniziarono a sgorgare dai suoi occhi. Annie rimase un po’ stupita da quel comportamento e, prima che potesse dire qualunque cosa Kubfu corse via verso l’acquitrino, senza guardare indietro. “N-non ho tenuto conto dei suoi sentimenti… Ho deciso di fare di testa mia senza confrontarmi con lui, senza contare che è lui che deve evolversi, non io… S-scusami Kubfu…” mormorò Annie scoppiando a piangere. “Annie, calmati. Non è il momento di piangersi addosso, devi andare a cercarlo e scusarti con lui.” Disse Mary, avvicinandosi all’amica e tendendole la mano per aiutarla ad alzarsi. “Hai ragione… Andiamo.” Affermò Annie prendendo la mano di Mary. Le due amiche corsero attraverso l’acquitrino fresco e raggiunsero la spiaggia sfida. Lì era presente Kubfu, dietro alla torre acqua. Annie gli corse incontro e, proprio mentre il pokémon stava per scappare di nuovo disse: “Scusami Kubfu… Non volevo offenderti. Ho compreso solo ora che il mio modo di ragionare è stato egoistico prima. Ti ho offeso e ti ho fatto sentire inutile perché non ti ho preso in considerazione. Se preferisci la torre acqua allora sfideremo quella, dopotutto sei tu che ti devi evolvere.” dichiarò Annie davanti al compagno di avventure. Kubfu alzò la testa e sorrise, per poi correre incontro all’amica abbracciandola. Lei pianse di gioia e abbracciò il piccolo amico a sua volta. “W-wow Annie. Che bel discorso… Sniff…” disse Mary scoppiando in lacrime e stringendo fortissimo l’amica. “Oh, andiamo Mary. Non piangere, ti prego. Che ne dici di andare a cena tutti insieme? Domani sarà un grande giorno!” Esclamò Annie. La capopalestra di Spikeville annuì e i tre amici corsero verso la stazione dell’isola dell’armatura, pronti ad affrontare la grande sfida di domani.

“Rapporto, recluta!”. “Subito signora! Abbiamo colpito l’obiettivo che ci aveva assegnato, ma non siamo riusciti ad ottenere la ball o delle informazioni.”. “Male, molto male. Mi deludete facendovi battere da una ragazzina…”. “M-ma lei è la campionessa di Galar ed inoltre ci hanno colpiti di sorpresa… Cerchi di capire signorina Si…”. “Non voglio sentire scuse! Non ci si può fidare di voi, eh? Sembra che ci dovrò pensare di persona, ma ora non è il momento. Dobbiamo ancora occuparci di comprendere il funzionamento della dynatana per programmare la nostra offensiva. Andate e unitevi al gruppo 3 per fornire supporto, e cercate di non combinare altri disastri, o ve ne pentirete!”. “S-sì, signora!” risposero le due reclute all’unisono, prima di allontanarsi di corsa.

Capitolo 6:  La sfida della torre acqua!

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“Benvenuti, oh bambini dal brillante futuro! Siete qui per sfidare la torre acqua” chiese uno degli allievi del dojo di Mustard ad Annie, di fronte all’alta torre dai decori azzurri situata sulla spiaggia. “Perché una formula tanto antiquata? E poi mica la usavano per le palestre quella? Comunque sia sì, sono pronta.” rispose la ragazza. “Molto bene. In tal caso dovrai consegnarmi tutti i tuoi pokémon eccetto Kubfu, visto che potrai portare solo lui nella torre.”. “Subito!” esclamò Annie porgendo 5 poké ball al ragazzo che faceva da guardia alla torre. “Molto bene, apro la porta.”. “Forza Annie, entriamo. Ti darò dei consigli nel caso in cui tu dovessi trovarti in difficoltà con qualcuno degli avversari che affronterai!” disse Mary all’amica, preparandosi a seguirla, quando fu fermata dalla guardia, che le disse: “Solo colei che deve affrontare la sfida può entrare, è una regola.”. “Ma…” fece per rispondere Mary, quando l’allievo le disse: “Non si discute! E ora via, è proibito bivaccare fuori dalla torre!”. Annie guardò l’amica preoccupata e poi entrò. L’interno della torre era interamente di legno, con un pavimento blu e un’arena regolamentare sul pavimento. Accostati ai muri sono presenti alcuni mobili e nella parte sinistra della stanza è localizzata una scala che porta al piano successivo. Al centro dell’arena era presente un’allieva di Mustard, che disse: “Osu! Sono la tua prima avversaria nella tua sfida della torre acqua, ma non per questo sono debole. Sei pronta?”. La ragazza non attese la risposta e mandò in campo un Golduck. Annie lanciò allora la pokeball di Kubfu, che si mise subito in posa da combattimento. “Golduck, usa divinazione!” ordinò l’allieva. Kubfu si preparò ad essere colpito, ma non accadde nulla. “Che mossa era quella? Perché non ho subito danni? Non importa. Usa Zuffa, Kubfu!”. Il piccolo pokémon lottatore si lanciò contro Golduck, colpendolo a più riprese con i suoi pugni e calci. “Bella mossa, ma non basta! Golduck, ripresa!” La papera blu brillò e tornò al pieno delle forze, pronta a combattere ancora. “Mossa furba, ma non puoi sperare di tenermi testa in una battaglia di resistenza in eterno, lo sai? Zuffa, di nuovo!”. Kubfu colpì l’avversario, ma questo si curò nuovamente, e subito dopo riprese ancora le forze. Annie annuì a Kubfu, e questo non fece altro che concentrarsi, senza attaccare. Golduck usò ancora ripresa, ma questa volta inutilmente visto che non era stato attaccato. Subito dopo Kubfu venne colpito da un attacco venuto dal nulla, che lo mandò allo stremo delle forze. “Come hai fatto a resistere? Non importa. Di nuovo, divinazione”. Kubfu osservò Golduck con concentrazione e poi, appena dopo l’attacco del pokémon papero lo colpì con un pugno potentissimo, mandandolo K.O. “Come hai fatto a resistere? e come hai fatto a sconfiggere Golduck?” chiese l’allieva stupita. “è semplice: Ho mentito sul fatto che non conoscessi divinazione per ingannarti, e il turno prima che colpisse ho usato resistenza per non essere sconfitta. A questo punto, prevedendo un’altra divinazione, ho ordinato a Kubfu di usare Centripugno, una mossa molto forte ma che fallisce se colui che la usa viene colpito.”. “Capisco… Ottima strategia! Ora continua al piano superiore. Un altro avversario ti aspetta!” rispose l’allieva di Mustard. Annie salì al piano superiore prima che la ragazza sconfitta si riprendesse dallo stupore, e qui si trovò davanti un altro allievo, che disse: “Osu! Non amo perdere tempo a parlare, iniziamo subito. Vai, Kingler!”. Annie mandò in campo Kubfu, che si mise subito in guardia. Kingler si lanciò contro l’avversario ed usò Schianto, ma kubfu lo evitò con facilità e lo colpì con aeroassalto. “Il mio pokémon è veloce eh? Ho letto nel pokédex che le chele di Kingler sono molto forti ma imprecise, quindi mi basterà continuare a schivare e contrattaccare!”. “Tsk… Kingler, usa idrovampata!” ordinò l’allievo di Mustard. Il pokémon chela ubbidì e lanciò un getto di acqua bollente contro Kubfu, danneggiandolo e scottandolo. “Poco male. Kubfu, usa Zuffa!” disse Annie. L’orsetto obbedì e colpì Kingler con una raffica di colpi, ma questi non sortirono l’effetto sperato. “La scottatura può essere una gran scocciatura nel caso in cui il proprio pokémon usi attacchi fisici, eh?” chiese l’avversario. “Già, ma non è necessario usarli, nemmeno con un pokemon come Kubfu. Forza, usa Coro!”. L’orsetto lottatore ubbidì e iniziò a cantare, danneggiando il Kingler nemico. Kubfu continuò a schivare e colpire con coro ancora per alcuni turni, finché alla fine Kingler stramazzò esausto. “Bella lotta… Ti faccio i miei complimenti, sei una gran stratega. Il tuo prossimo avversario è al piano di sopra. Vai.” disse l’allievo ad Annie. La ragazza ubbidì e salì le scale. Qui si trovò di fronte ad un’altra allieva, che le disse: “Osu! Complimenti, sei a metà della sfida, ma temo che la tua scalata si fermerà qui! Forza, Azumarill!”. Annie fece uscire Kubfu dalla ball e gli ordinò subito di colpire con Zuffa l’avversario. Kubfu fece come gli era stato detto, ma la mossa fece pochi danni. “Azumarill è anche di tipo folletto, non lo sapevi? Le mosse lotta non sono molto efficaci contro di lui, e inoltre dispone di mosse forti contro i tipi lotta. Vai con Carineria!” disse l’allieva. Il pokémon Acquniglio ubbidì e colpì Kubfu, mandandolo quasi K.O. “Non ti aspettavi un tale danno, eh? Purtroppo per te il mio Azumarill ha l’abilità Macroforza, che gli garantisce attacchi molto più potenti del normale. Inoltre gli ho dato una menta per aumentare l’attacco, ho fatto ev training, lo ho allenato duramente e… Cosa?!” strillò l’allieva alla vista del suo pokémon a terra. “Semplice, visto che le mosse lotta non sarebbero funzionate ho deciso di usare Tuonopugno, che è superefficace sui tipi acqua. Se solo tu non ti fossi persa in chiacchiere e avessi fatto attenzione forse avresti potuto ancora vincere, ma non è andata così.”. Annie decise di non attendere risposte dall’allieva, specie perché era così logorroica che avrebbe potuto trattenerla per 3 ore di chiacchiere inutili, e si mosse subito verso il piano successivo. Ad attenderla qui era un altro allievo, che le disse: “Osu! Io sono il tuo penultimo avversario. Se mi sconfiggerai potrai affrontare la tua ultima sfida. Mostra a me e al mio pokemon quanto sei forte!”. Detto questo l’avversario mandò in campo un Poliwrath, che si lanciò subito contro Kubfu. Questo si spostò e attaccò l’avversario con Zuffa, facendo però pochi danni. Il pokémon Girino rispose con movimento sismico, che fece dei bei danni all’orsetto lottatore. Kubfu allora provò con Tuonopugno, ma Poliwrath si difese grazie ad individua e rispose usando idrobreccia e mandando Kubfu allo stremo delle forze. L’allievo di Mustard sorrise e ordinò al suo pokémon di usare di nuovo movimento sismico. Poliwrath si lanciò contro Kubfu e lo afferrò, per poi saltare. A questo punto Annie urlò: “adesso!”. Kubfu colpì con un calcio poliwrath, che perse la presa sul braccio dell’orsetto, il quale ne approfittò per usare Tuonopugno, che fu abbastanza da mandare K.O. l’avversario. L’allievo di Mustard fece rientrare il suo pokémon nella ball, poi si avvicinò ad Annie e le strinse la mano. “Ottima strategia, sono colpito. Visto che hai vinto puoi salire le scale: la tua ultima sfida ti attende all’ultimo piano”. Annie ringraziò e salì la scalinata con Kubfu al seguito. Si trovò in una stanza simile alle precedenti, ma che presentava un rotolo dipinto sulla parete posteriore e dei cuscini azzurri impilati accanto. Solo a quel punto Annie notò che nella stanza era presente un’altra persona, e quando vide chi era non potè fare a meno di stupirsi...

 

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“Log Date 7 15 2

Non riesco a crederci… Strigliato a quel modo, e da LEI tra tutti. Visto chi era mio nonno dovrei essere io alla guida dell’organizzazione. Lei si è infiltrata nel team Rocket, ha fallito nel suo piano, ha dato la spada e l’armatura ad un cattivone qualunque e poi si è ripresentata di fronte al nostro vecchio capo come se avesse avuto successo solo perché aveva pietrificato dei ragazzini, cosa che non le era stata richiesta. Mio nonno invece è sempre rimasto fedele al Team e quando il Maestro è scomparso ha portato avanti l’organizzazione. Certo, alla fine è stato fermato, e dal padre della nostra piccola spina nel fianco tra tutti, ma non ha mai tradito il fondatore dell’organizzazione, il grande Maestro C*interferenza*. Per il momento starò al gioco e continuerò ad ubbidire, ma al momento giusto tutti vedranno la forza del grante Caronte! Ora è meglio che vada. Devo controllare l’area vicina alla Dynatanamax per ottenere informazioni. 

Fine log”

Capitolo 7:  Vs. Kubfu

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“Maestro?!” Urlò Annie sorpresa. “Come mai è qui? Dovrò affrontarla?”. Mustard le rispose:“Ebbene sì, sorella. Potrò sembrarti debole visto che sono vecchio, ma da giovane sono stato campione di Galar per diciotto anni filati, sai? Non risparmiarti, mi raccomando!”. Detto questo il maestro si tolse la felpa e il cappello, rivelando che sotto indossava una maglia gialla con il vecchio simbolo della lega di Galar e aveva i capelli bianchi pettinati a formare una nuvola e con un’area tinta di rosso. “Ok… Non me lo aspettavo, ma non intendo risparmiarmi! Vai, Kubfu!” Rispose Annie mentre lanciava la pokeball del suo piccolo amico, che si mise in guardia. Mustard guardò la ragazza, sorrise e mandò in campo un Kubfu. Annie al momento fu stupita, ma decise di tenersi le domande per dopo e iniziò a ragionare una strategia. Il Kubfu di Mustard attaccò immediatamente con aeroassalto, ma non fece il danno sperato. Annie disse: “Nel momento in cui ho visto un Kubfu ho subito capito che avrebbe sfruttato aeroassalto, così ho dato a Kubfu una Baccababa, in grado di dimezzare la potenza di un attacco superefficace di tipo volante. Ora è il momento di contrattaccare! Kubfu, usa aeroassalto!”. Kubfu si lanciò subito sul pokémon di Mustard, che però si protesse con individua e per questo non subì danni. “Non sei l’unica a conoscere Kubfu, sorella! Preparati a lottare sul serio se vuoi vincere!” le disse Mustard, prima di ordinare al suo Kubfu di usare Granfisico per aumentare attacco e difesa. Il Kubfu di Annie colpì quello del maestro con centripugno, approfittando del turno in cui l’avversario non aveva attaccato. Il kubfu di Mustard colpì invece con Troppoforte, facendo dei buoni danni ma rinunciando così alle statistiche precedentemente aumentate. Annie ordinò allora al suo pokémon di usare metaltestata. Il kubfu di Mustard incassò il colpo, ma successivamente tentennò e non riuscì a colpire l’avversario a sua volta. Il kubfu della ragazza non gli diede tempo di riprendersi e colpì il pokémon Kung Fu avversario con Aeroassalto, portandolo allo stremo delle forze. Mustard sorrise e diede al suo pokemon una ricarica totale, per poi ordinargli di colpire l’avversario con aeroassalto. Il pokemon di Annie fu colpito in pieno dalla mossa avversaria, che gli fece abbastanza danni da sconfiggerlo, ma il piccolo pokemon pensò a ciò per cui si era allenato e aveva combattuto, ai suoi amici, alla sua allenatrice e al suo obiettivo, e decise che non poteva finire così. Finì a terra, ma si rialzò, con pochissime forze rimaste e decise di continuare a lottare. Annie sorrise e diede un semplice ordine: “Contrattacco”. Kubfu usò la mossa in questione e l’avversario cadde a terra, sconfitto. Mustard rimase scioccato, fece rientrare Kubfu nella ball e si rivolse ad Annie e al suo pokémon: “Sei stata molto brava sorella. Hai dato ottimi ordini al tuo pokemon e hai saputo fronteggiare le difficoltà a testa alta, trovando sempre una buona strategia per spuntarla. Per questo motivo il tuo addestramento è concluso. Non ho più nulla da insegnarti, pertanto tutto ciò che ora ti rimane da fare è far evolvere Kubfu.”. Annie ringraziò il maestro, curò kubfu e poi i tre si avvicinarono al rotolo dell’acqua. Kubfu osservò l’artefatto con attenzione, congliendone gli intricati dettagli, iniziò a brillare di una luce bluastra e a crescere di statura e diventare più forte. Quando la luce svanì Annie ebbe modo di ammirare il suo compagno evoluto. Era alto un metro e novanta, aveva il pelo principalmente grigio, con aree bianche e nere, il muso giallo e uno sguardo serio. Mustard spiegò: “Questo è Urshifu. Il suo corpo è un’armatura resistente, ed inoltre è un esperto nella lotta. Con i suoi rapidi colpi è in grado di oltrepassare le mosse protettive e di colpire varie volte nell’arco di brevissimi lassi di tempo.”. Annie sorrise ad Urshifu, ringraziò Mustard ancora una volta ed uscì dal Dojo. All’esterno la aspettava Mary, che le chiese: “com’è andata?”. Annie rispose: “Ce l’abbiamo fatta! è stata dura e abbiamo dovuto lottare contro il Maestro in persona, ma alla fine l’abbiamo spuntata per un soffio!”. Mary fu lieta di sentirlo e le due amiche si diressero al dojo, dove Tania li aspettava insieme agli altri allievi di Mustard. “E così hai battuto il mio maritino, eh? Non me lo aspettavo, ma sappi che se fosse stato ancora nei suoi anni d’oro ti avrebbe di certo sconfitta!”. Mustard raggiunse tutti gli altri, salutò i suoi allievi e sua moglie ed andò a prendere una scatola, che porse ad Annie. “Questa scatola contiene tre oggetti: il primo è un’acqua magica, un regalo da parte mia. Serve a rendere più forti le mosse di tipo acqua. Sarà utile ad Urshifu, ora che si è evoluto. Gli altri due sono da parte di Bruno, e si tratta di un Megabracciale, utile a rendere i pokémon più forti, anche se non sono certo di come funzioni, e di una Gardevoirite. Egli mi ha spiegato che va data a Gardevoir per permettergli di sfruttare la forza del megabracciale.” spiegò Mustard. “Grazie maestro. Userò tutti questi oggetti con piacere per affrontare i miei nemici” rispose Annie, prima di dare l’acqua magica ad Urshifu e di indossare il Megabracciale. I nostri protagonisti rimasero tutta la serata al dojo, festeggiando la fine dell’allenamento. La mattina dopo Annie e Mary presero le loro cose ed uscirono dal dojo, pronte a partire per tornare a casa e ricevere dalla madre della ragazza le indicazioni per la landa innevata dove si dovevano dirigere. Mentre si trovava sul volotaxi diretto verso casa insieme a Mary Annie ricevette una chiamata sul suo Smart Rotom. Veniva da un numero sconosciuto. La ragazza fu incuriosita e rispose alla telefonata: “Buongiorno signorina Annie. Ho saputo che ha passato il suo addestramento. Vede… Io e sua madre siamo amiche, conoscevo suo padre, D̛͖̪̦̭̀ͧḭ̸͔͍͛a̛̺̭̗͖̭̅̾ͮͥ. Vorrei che ci incontrassimo per discutere di alcune questioni a lui correlate nella Landa Corona. Le ho inviato dei biglietti via mail. Confido di incontrarla lì.”. Detto questo la sconosciuta attaccò, senza dare tempo ad Annie di rispondere o fare domande. La ragazza raccontò a Mary della telefonata, e le due decisero di andare nel luogo che la signora aveva menzionato il più in fretta possibile, per capire cosa fosse successo. Annie telefonò poi alla madre e disse anche a lei cosa era successo. Questà pensò un po’ e poi disse: “Deve essere una vecchia amica di tuo padre, ma non ne sono sicura. La Landa Corona è dove dovevi comunque andare, quindi già che ci sei puoi incontrarla e sapere cosa vuole. Sii cauta”. Le due ragazze allora chiesero al conducente del volotaxi di cambiare rotta e si diressero verso la zona a sud di Galar, dove si trovava la loro prossima destinazione.

Capitolo 8:  Amici e nemici nella Landa Corona

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Annie e Mary erano appena arrivate nella landa corona, area innevata a sud di Galar, patria di molte leggende popolari. Di fronte a loro era tutto coperto di neve, che scendeva lentamente dal cielo. “F-fa freddino, eh?” chiese Mary all’amica. “Nah, non, sei solo tu che sei freddolosa” Rispose Annie alla capopalestra di Spikeville, che tremava vistosamente. Le due iniziarono a camminare sulla neve parlando in tranquillità, quando notarono un uomo e una ragazzina che discutevano a poca distanza: “Papà, lasciami in pace! Non voglio venire con te ad esplorare. Mi interessano solamente le avventure Dynamax!”. “Oh, andiamo figliola. Facciamo sempre gite di esplorazione insieme. Perché dovremmo porre fine a questa tradizione così?”. Le due amiche osservarono incuriosite e si avvicinarono. L’altra ragazza le notò e corse verso di loro, chiedendo aiuto. “Perché sta importunando questa ragazzina?” chiese Annie all’uomo. “Non la sto importunando. è mia figlia! Diglielo anche tu cara” rispose il signore. “Non lo conosco quello lì, io.” rispose la ragazzina prima di darsela a gambe. “Quindi? Cosa voleva farle, eh? Dobbiamo chiamare la polizia?” chiese Mary all’uomo. “Nulla! Sono suo padre, dovete credermi! Il mio nome è Peony, sono solo un esploratore!” rispose lui. Annie lo guardò con scetticismo e portò una mano verso le sue pokeball, ma l’amica la anticipò e disse: “Aspetta Annie. Il nome Peony mi è familiare… Mica era quello di un campione?”. L’uomo rispose: “Esatto! Per un periodo sono stato il campione della lega Pokémon di Galar, ma ora voglio solo esplorare con mia figlia. Se volete scusarmi adesso dovrei andare a cercarla, non vorrei che finisse nei pasticci, se no poi chi la sente sua madre…”. Peony se la diede a gambe, lasciando sole le amiche. “Chissà perché incontriamo noi tutti gli strambi, eh?” chiese Annie a Mary. “Hai ragione in effetti. Ora però sbrighiamoci e raggiungiamo il luogo dell’incontro. Dobbiamo incontrare l’amica di tuo padre, ricordi?” Rispose l’amica. Annie non potè che trovarsi d'accordo e le due si diressero verso il vicino villaggio di Freezedale, costituito da un paio di vecchie casette e campi di carote per lo più incolti. Le ragazze si diressero verso la più grande delle case, e non appena si fermarono a qualche passo dalla porta questa si aprì. Ne uscì una signora sui trentacinque anni, che indossava un cappotto rosso che le arrivava alle ginocchia, dove arrivavano anche delle calze. Sotto al cappotto era presente un camice da laboratorio abbottonato alla perfezione, mentre i capelli erano neri e pettinati con grande cura. All’anulare di entrambe le mani inoltre portava un anello. In uno di questi era incastonato un enorme diamante azzurro di rara durezza, mentre l’altro una grossa perla dalla perfetta sfericità. La signora in questione non le notò perché stava parlando con un uomo dentro l’abitazione. “Grazie mille per avermi concesso di leggere i suoi libri antichi sulle leggende di questo luogo signor capovillaggio. Mi sono stati molto utili per i miei studi. Arrivederci!” Disse la donna. “Di niente signorina, è stato un piacere! Buona giornata e auguri per le sue ricerche!” Rispose l’uomo chiudendo la porta. La signora si girò e notò le due ragazze dietro di lei. “Buongiorno, come posso aiut… Aspetta, tu devi essere Annie, giusto? è un piacere rivederti. Non penso ti ricorderai di me, anche se una volta quando eri piccola ci siamo incontrate. Sono la professoressa Berlitz, vengo dalla regione di Sinnoh.”. “B-buongiorno… Così è lei che mi ha chiamato, eh? Di cosa voleva parlarmi?” Chiese Annie un po’ nervosa. “Semplice: da quando tuo padre è sparito anni fa io e il mio... compagno ci siamo impegnati per cercarlo. Noi tre siamo amici da molto tempo e volevamo ritrovarlo. Avevamo perso le speranze, quando poco tempo fa siamo venuti a sapere di attività sospette nella Landa Corona e siamo venuti a controllare. Le attività in questione erano opera di un’organizzazione criminale scioltasi anni fa, ovvero il Team Galassia. Il loro capo aveva deciso di smettere con il crimine e tutt’oggi non si sa dove sia andato a finire, ma uno dei generali dell’organizzazione lo ha riunito e sta tramando qualcosa. Comunque: Qualche tempo fa il mio compagno ha scoperto che intendevano entrare a casa tua per recuperare una pokeball ed era partito per impedirglielo, ma era arrivato tardi. Fortunatamente voi due avevate guadagnato tempo e vi ha tolto dagli impicci. Così abbiamo scoperto che anche tu, sua figlia, sei sulle sue tracce e abbiamo deciso di contattarti. Con il tuo aiuto potremmo trovarlo, specialmente perché hai la Pokeball che gli apparteneva” Spiegò la professoressa Berlitz. “Credo di capire, ma perché la pokeball è così importante? Che pokemon contiene? E come fate a sapere che mio padre è ancora vivo? è sparito da così tanti anni che le probabilità sono basse…” Chiese Annie un po’ confusa. “La risposta alla prima domanda la dovrai scoprire da te” rispose la professoressa; “in quanto alla seconda sappiamo che è vivo perché il pokemon ospitato in quella pokeball non è fuggito. Devi sapere che la creatura intrappolata lì dentro è molto potente e fa di testa sua, uscendo dalla pokeball solo in situazioni in cui il mondo è in pericolo per lottare a fianco di tuo padre. Se lui fosse… Uhm… Non fosse più tra noi il pokemon in questione uscirebbe dalla ball e tornerebbe alla sua dimora.” concluse Berlitz. “Capito… Ma come intendete scoprire dove è finito mio padre?” Chiese Annie. “Semplice: non era venuto ad esplorare da solo. A quanto pare era qui con un certo Peony, suo compagno di esplorazioni. Se lo trovassimo sapere di più, ma non sappiamo dove sia.” Rispose la professoressa. “Peony? Lo sappiamo noi dov’è Peony! Andiamo Mary!” Esclamò Annie, prima di iniziare a correre verso la dynatana seguita da Mary e dalla professoressa, che faticavano a starle dietro. Una volta giunte alla Dynatana Max le tre rimasero sorprese: Un uomo con i capelli biondi, un completo nero e una sciarpa verde aveva legato Peony come un salame insieme ad un Infernape. “Non ho fatto nulla di male! Slegami, ti prego!” Urlava Peony. “Sei sospetto, e il fatto che tu stessi importunando la scienziata addetta alle avventure Dynamax per entrare senza autorizzazione non aiuta. Sei forse del Team Galassia? Rispondi!” Gli chiese l’altro. “Caro, smettila! Lui è Peony, l’amico di Dia! Forse può aiutarci!” Gli urlò la professoressa. “Davvero? Scusami tanto Peony, devi sapere che tendo ad agire d’impulso… Chimler, slegalo.” Rispose l’uomo. Il suo infernape provvedette a slegare il povero esploratore, che si alzò un po’ dolorante e guardò male Perla, prima di dire: “Vedi? Non raccontavo frottole. Volete sapere di Dia? Sì, esploravamo insieme, ma un giorno andò a perlustrare una particolare Tana Dynamax e non tornò più. Lo cercai e chiamai anche la polizia, ma niente. Era un abile esploratore e per questo è assai improbabile che si sia infortunato o perso, anche perché se così fosse l’avremmo ritrovato. Temo lo abbiano rapito.”. “Grazie per le informazioni. Siamo convinti che Dia che sia ancora vivo e lo stiamo cercando. Vuole unirsi a noi? Se potesse indicarci la tana in questione avremmo un buon punto di partenza per le indagini.” Chiese la professoressa Berlitz. “Con piacere! Si prospetta una grande avventura!” Rispose Peony. La compagnia era così occupata a discutere del piano d’azione che non notò che una signora si era avvicinata a loro da dietro: “Che momento commovente… Quasi mi spiace doverlo interrompere… Vai Persian, usa lacerazione!”. Il pokemon gatto attaccò l’infernape dell’uomo dai capelli bioni, ma questo si spostò e il suo allenatore mandò in campo un Floatzel. “E tu chi saresti? Non importa, chiunque tu sia devi essere del Team Galassia, e per questo ti sconfiggerò! Zeller, usa idrondata!” Esclamò l’uomo. Floatzel andò a segno e Persian subì dei danni, così l’avversaria lo ritirò e al suo posto mandò in campo un Banette. “Uh! Uh! Uh! Non male, ma sappi che non basta questo per fermare il nuovo capo del Team Galassia! Banette, usa Ipnosi!” Rispose la donna. Il pokemon avversario fece addormentare tutti i presenti, ad eccezione di Annie, che resistette. “Senti un po’ ragazzina, dammi la pokeball e nessuno si farà male… Altrimenti dovrò prendertela con la forza!” Dichiarò La signora. Annie la guardò dritta negli occhi, prima di mandare in campo un Sableye: “Forza Spectre, usa Ombrartigli!”. Il pokemon di Annie colpì in pieno l’avversario, che cadde a terra stremato. “Questo era solo un assaggio. Se vuoi posso offrirti anche il piatto principale! Vai Urshifu!” Esclamò Annie prima di mandare in campo il suo fidato compagno. Il pokemon in questione attaccò immediatamente seguendo gli ordini della sua allenatrice e sconfiggendo il Banette avversario. “Bel pokemon, mi pare sia un leggendario… In ogni caso non l’avrai vinta! Starmie, usa Iper Raggio!” Esclamò l’avversaria. Annie fu inizialmente confusa, ma poi notò una brillante gemma rossa a terra vicino a lei. Questa si sollevò dal terreno e mostrò la sua vera forma: quella di una stella marina viola con una gemma incastonata al centro. La gemma iniziò a brillare e lanciò un fortissimo raggio di energia, che investì Annie e Urshifu in pieno. I due stramazzarono a terra e l’avversaria gli si avvicinò per rubare la pokeball, ma poi ricevette una chiamata, diventò ancor più pallida di quanto non fosse al naturale e disse: “Vorrei tanto trattenermi e prenderti quella ball, ma ho un impegno importante. Hai avuto fortuna Uh uh uh…”. Detto questo l’altra se  ne andò in volo sopra al suo starmie. Annie si alzò da terra e svegliò gli altri, per poi spiegare ciò che era successo. Tutti insieme poi si diressero verso il villaggio di Freezdale per curare le ferite e decidere il da farsi.

Capitolo 9:  Il diario e la stele

Spoiler

18 novembre, 12:45

Sono partito oggi dalla base operativa per esplorare una misteriosa tana dynamax che pare essere sempre vuota. Ho lasciato il forte in mano al mio compagno Peony, e sono certo che farà un buon lavoro. Dopo varie ore di camminata, 4 pasti e 3 ore di sonnellino sono finalmente arrivato. Lax e Don sono restati fuori dalla ball per aiutarmi nella traversata, mentre gli altri li ho lasciati riposare, almeno saranno in forze nel caso in cui dovesse servirci. Ora è meglio che smetta di scrivere, altrimenti mi addormenterò in piedi e non riuscirò a tornare in giornata al campo base. 

 

18 novembre, 15:00

Mi sono calato nella tana con una corda e ho cercato qualche indizio. All’interno ci sono svariati desioblocchi e anche un raro dynacristallo. Probabilmente sono qui perché degli allenatori speravano di attivare la tana usandoli,  ma come è constatabile ciò non funziona. Che questa specifica tana necessiti di un altro tipo di energia per attivarsi? Questa è solo un’ipotesi, ma potrebbe forse essere che uno specifico pokemon possa apparire qui solo se altri pokemon particolari gli donano la loro energia? In tal caso questa tana potrebbe davvero essere la chiave di tutto…

 

18 novembre, 19:30

È un guaio! La corda si è staccata dal punto dove l’avevo agganciata ed ora sono bloccato in fondo alla tana. Tutto ciò è strano però, ero convinto di aver fissato bene il cordame che ho usato per calarmi. Possibile che qualcuno lo abbia slegato di proposito? No… Non credo esistano persone così irresponsabili… Sarà meglio che io e i miei pokémon ci mettiamo a trovare un modo per uscire da qui, altrimenti dovremo aspettare i soccorsi…

 

19 novembre, 00:50

Penso che dormirò fino a domani mattina. Aspettare ancora sveglio mi farà solo che male. Appena sveglio mi occuperò di trovare una via di fuga.

 

19 novembre, 2:35

Sono stato svegliato da un rumore e ho visto un’ombra che si aggirava nella tana. Ciò dovrebbe essere impossibile, ma sono sicuro di non essermelo immaginato. Resterò all’erta nel caso in cui la creatura che si aggira qua attorno fosse feroce.

 

19 novembre, ??:??

Rapito… Galas… Comandati… …ird. Protegg… …gas… Cercate… reg… …chiave… 

 

 

Annie rimase a fissare il diario come imbambolata. Quella mattina lei, Mary, Platino e Perla si erano alzati presto per andare a setacciare il luogo che il padre voleva esplorare il giorno della sua scomparsa. Peony era rimasto alla base per fare la guardia alla Dynatanamax e per assicurarsi che il team Galassia non passasse di lì. Il gruppo di quattro si era messo in marcia e in poche ore erano arrivati alla tana in questione. A differenza delle altre questa era più grande, circondata da rocce e misteriosamente inattiva. Mary ed Annie si erano calate all’interno per ispezionarla, mentre la professoressa Berlitz e il suo partner erano rimasti in superficie per tirarle su in caso di pericolo. Una volta in fondo alla tana le amiche si divisero per cercare indizi: Annie andò verso nord-est, mentre Mary verso sud-ovest. Era proprio mentre si addentrava nella caverna scura e nebbiosa che Annie era incappata nel misterioso diario. Non sapeva perché ma si sentiva come legata all’oggetto e le parole all’interno la incuriosivano, soprattutto quelle scritte sull’ultima pagina, stranamente rovinata. La ragazza si diresse verso l’ingresso della tana e chiamò l’amica. Mary fu veloce a tornare indietro e le due si scambiarono informazioni su ciò che avevano trovato. “Durante la mia esplorazione sono incappata in questo diario. Sono piuttosto sicura che sia di mio padre, e contiene informazioni preoccupanti ma anche indizi su questo posto che potrebbero anche aiutarci a rintracciarlo. Tu sei riuscita a trovare indizi invece, Mary?” chiese Annie. “A dire il vero sì. A sud da qui c’è una strana stele scritta in Braille. Non conosco la lingua ma le ho fatto una foto, magari riusciremo a trovare qualcuno capace di decifrarla.” rispose l’amica. Le due si riagganciarono le corde e le tirarono due volte, dando il segnale pattuito agli adulti che le aspettavano fuori. “trovato nulla?” chiese la professoressa con la fronte imperlata di sudore per la fatica di sollevare le ragazze. “Alcuni indizi, ma è meglio se ne parliamo una volta alla base, lontano da orecchie indiscrete” rispose Annie guardandosi intorno con circospezione.

 

“Quindi? Ci dite cosa è saltato fuori o no?” chiesero in coro Peony, Platino e Perla dopo che si furono ritrovati tutti nel salotto della casetta affittata dall’esploratore. “Va bene. Inizierò da ciò che ho trovato io allora.” rispose Annie. “all’interno della tana era presente un taccuino rovinato, all’interno del quale un esploratore teneva un diario. Visto lo stile di scrittura e il luogo in cui è stato trovato sono sicura fosse di mio padre, ma nel dubbio potete controllarlo, se volete. Contiene informazioni interessanti sulla spedizione e su ciò che ha scoperto, anche se l’ultima pagina è tutta rovinata e cancellata.” spiegò Annie. Platino rimase stupita da quell’informazione, mentre Peony si gettò subito sul diario per controllarlo. “Uhm… Vediamo… La scrittura è quella, e anche i contenuti precedenti a quelli di novembre… ECCO! La prova definitiva!” Urlò Peony sollevando trionfante una vecchia foto, evidentemente scattata con una macchina istantanea di quelle che andavano di moda anni prima. “Questa foto mostra me e tuo padre. L’unica copia esistente era in suo possesso, pertanto il diario è ovviamente il suo. Non so di cosa parli però…” Dichiarò l’uomo con un sorriso nostalgico sul viso. “Non preoccuparti, penso che riuscirò io a capire di cosa si tratta, dato che ho studiato le leggende di questa landa molto a lungo. Lasciatelo un paio di giorni a me e vedrete che riuscirò a decifrare l’ultima pagina.” Dichiarò la professoressa.

“Ora veniamo al secondo indizio: addentrandomi nella tana mi sono imbattuta in una stele piantata nel terreno, con sopra delle iscrizioni in Braille. Sono certa che sia correlata alla tana in qualche modo, ma non saprei precisamente come visto che non sono in grado di decifrarle…” raccontò Mary. “Lascia fare a me! Conosco il Braille a memoria, visto che i popoli antichi di questa zona sembrano andarne matti!” Dichiarò Peony, per poi rubare lo Smart Rotom di Mary e correre nella sua camera, chiudendosi a chiave all’interno. “E-ehi! Ci sono cose private lì dentro! Non curiosarci o il mio morpeko di darà una lezione!” Gli urlò Mary battendo sulla porta. 

“Così io sono l’unico che non può aiutare, eh? Sarà meglio che mi metta subito a cercare altri indizi se voglio contribuire quanto voi! andiamo, Chimler!” Esclamò Perla prima di uscire insieme al suo fidato pokemon. Annie e Mary decisero che avevano fatto la loro per la giornata ed uscirono per una piccola passeggiata rilassante prima di cena. Erano nei pressi di Freezdale quando notarono delle strane orme a terra e una sagoma che si infilava lesta in dei cespugli. Le due amiche decisero di avvicinarsi per vedere di cosa si trattasse, ma era troppo tardi: qualunque creatura fosse la padrona della sagoma era ormai andata via. “L’avete visto anche voi, eh? Quello deve essere uno dei tre spadaccini… Comunque, questo non è importante ora. Annie, Mary, mi stupisce trovarvi qui! Cosa ci fate in un luogo freddo come questo?” Chiese una voce proveniente da dietro di loro. Le amiche si voltarono e rimasero stupite. “Sonia?!” urlarono le due in coro. La donna davanti a loro portava dei vestiti leggeri per il rigido clima della Landa, con sopra un camice e aveva i capelli arancioni. “Eh già! Vorrei chiedervi come ve la passate, ma abbiamo cose più importanti di cui discutere. Conoscete la leggenda dei tre solenni spadaccini, coloro che proteggono i Pokémon dagli uomini malvagi?” chiese Sonia. “A dire il vero no… Mi spiace…” rispose Mary. “Non importa: seguitemi nella casetta che ho affittato e ve la racconterò. c’è anche un vostro amico che non vedete da un po’ lì, e credo che potrà aiutarvi” disse la professoressa prima di iniziare a camminare verso il centro del villaggio. Le amiche si guardarono un attimo e poi decisero di seguirla verso una casetta simile a quella di Peony.

Capitolo 10:  Sfida all’arma bianca!

Spoiler

Annie e Mary seguirono Sonia in un cottage nel villaggio di Freezdale. All’interno trovarono un ragazzo con i capelli neri, vestito con una tuta e una giacca di Jeans imbottita, accompagnato da un Dubwool. “Ciao Mary, ciao Annie. Come ve la passate?” chiese il ragazzo. “Hop! Da quanto tempo!” esclamò Mary abbracciandolo. Hop rimase fermo come un palo mentre la faccia gli diventava vistosamente rossa. “Mary, non vedi che lo imbarazzi? Mollalo!” le fece notare Annie, per poi separare i due con la forza. Sonia interruppe la reunion richiamando l’attenzione dei tre e prese la parola: “Prima avrete sentito che vi ho nominato la leggenda dei tre solenni spadaccini. Visto che non sapete di cosa si tratta ve la racconterò: molto tempo fa, in una lontana regione scoppiò una guerra tra i pokémon e gli umani. Questi ultimi avevano paura dei tremendi poteri delle creature a causa di alcuni uomini che avevano instillato il seme del dubbio nei loro popoli, così decisero di estirparli dalle loro terre. Poco tempo dopo l’inizio della guerra, che stavano vincendo gli umani, comparvero tre pokémon dal grande potere: Cobalion, Terrakion e Virizion. Questi combatterono contro gli uomini per difendere i loro compagni e vinsero in maniera schiacciante, instaurando una nuova era di cooperazione tra umani e pokémon. Dopo aver compiuto il loro dovere i tre scomparvero nella foresta e non si fecero più vedere. Di recente mi sono interessata alla leggenda e ho voluto controllare possibili avvistamenti nella regione di galar, e ho fatto centro! Qui nella Landa Corona alcuni affermano di aver visto dei pokémon dall’aspetto raro, seppur di sfuggita, così ho deciso di investigare e ho trovato delle orme sospette. Per questo motivo ho chiesto ad Hop di venire qui. Se sono apparsi significa che hanno percepito un pericolo molto grande in questo luogo e sono pronti ad intervenire a difesa dei loro simili. Il problema è che ho sentito che in queste zone sono in atto attività losche, e temo che dei malfattori potrebbero catturare gli spadaccini e usarli per i loro scopi, così mi è venuto in mente un piano. Fin qui mi seguite?” Chiese Sonia guardando i suoi ascoltatori.. “Sì, ma non capisco a cosa ti serviamo noi. Penso che Hop sia più che in grado di cavarsela da solo, no?” chiese Mary.

“Questo è vero, ma ho un piano: Se voi cercaste i tre spadaccini insieme e poi li catturaste uno ciascuno potreste usarli in battaglia contro la minaccia che sono qui per affrontare. I pokemon diventano più forti quando collaborano con un umano capace, dovreste saperlo.” Spiegò ancora la professoressa. I tre ragazzi annuirono e poi Hop si alzò e disse: “Non c’è tempo da perdere! Andiamo subito a cercare i tre spadaccini, almeno non rischieremo che siano catturati da qualche malintenzionato”. I tre ragazzi uscirono e si diressero a sud di Freezdale. Camminando giunsero ad una piana, e qui notarono delle impronte. I tre le seguirono e giunsero in una stretta gola rocciosa. In fondo ad essa si trovava uno strano pokemon con il corpo marrone e due affilate corna nere. Questo li notò subito e si mise in guardia, gli occhi infuriati che saettavano tutto intorno. Mary fece per tirare fuori Urshifu, ma Hop la fermò. “Ti prego, lascia che ci provi io. Ho già il pokemon adatto per affrontare questo avversario”. Mary sospirò e si allontanò un poco con Mary, poi il ragazzo prese dalla sua cintura una pokeball e la lanciò. Dalla ball uscì un grosso lupo blu, con parte del pelo coperto da una sorta di armatura d’oro e una grossa spada in bocca. Il pokémon selvatico non indugiò e partì subito alla carica. Mentre correva dalla sua fronte spuntò un corno lucente più grande degli altri. Hop fece un cenno e il suo pokémon parò il colpo che l’avversario stava per sferrargli con la sua spada. La creatura selvatica si allontanò leggermente e si preparò al prossimo colpo, ma prima che potesse sferrarlo Hop ordinò al suo Zacian di usare una mossa chiamata Taglio Maestoso. Quest’ultimo si mise in posizione di carica e potenziò la sua spada con un qualche tipo di energia, per poi lanciarsi contro l’avversario alla massima potenza. Questo fu travolto in pieno e rimase allo stremo delle forze, ma si rialzò e preparò un altro attacco. La terra iniziò a tremare e i movimenti tettonici inflissero al pokémon di Hop danni enormi, lasciandolo in uno stato simile a quello in cui si trovava l’avversario. “Forza Zacian, un ultimo sforzo! Vai di spadasolenne!” ordinò il ragazzo. Il suo pokémon partì alla carica, ma l’avversario non rimase fermo. Esso infatti usò spadasolenne a sua volta. I due pokémon si scontrarono al centro, creando un’onda d’urto che scaraventò a terra i tre amici e creò una nube di polvere. I tre si rialzarono stropicciandosi gli occhi in cui era entrato del terriccio e aspettarono che la nuvola sollevata dallo scontrò si depositasse. Quando ciò accadde li aspettava una sorpresa: Zacian era a terra, sconfitto, mentre dell’altro pokémon non vi era traccia. “come è possibile che io abbia perso? Ho usato un pokémon avvantaggiato e ho colpito duramente…” si chiese Hop. Mary rispose: “Su, non demoralizzarti. Era un nemico molto tosto, non potevi mica aspettarti di batterlo facilmente. La prossima volta riusciremo a catturarlo, vedrai”. Annie si avvicinò al pokémon lupo che giaceva ancora a terra e poi chiese: “Hop, questo… è uno dei pokémon che ci ha aiutati contro Eternatus, vero? Dove l’hai trovato?”. “Nel Bosco Assopito. Sono andato lì per delle ricerche e l’ho incontrato di fronte all’altare al centro del bosco. Inizialmente credevo volesse combattere, ma poi si è fatto catturare immediatamente. L’ho portato con me perché è molto forte, ma a quanto pare non sono abbastanza abile come allenatore per controllarlo…” disse Hop prima di far rientrare Zacian nella ball. “Smettila di deprimerti Hop, sei stato grande! Comandare un pokémon leggendario contro un altro deve essere difficile. Vedrai che la prossima volta sarai più preparato e ce la farai! Vero, Annie?” disse Mary per tirare su l’amico. “C-certo, ovvio! è solo questione di allenarsi e vedrai che riuscirai a catturarlo!” Rispose la ragazza. “Sei stato bravo Hop. Penso che in realtà la sconfittà non sia completamente imputabile a te.” disse Sonia, appena giunta sulla scena. “Mentre eravate qui fuori mi sono messa a fare altre ricerche e a quanto pare quando i tre solenni spadaccini si arrabbiano rivelano un potere supremo, che li rende quasi impossibili da battere.” continuò la professoressa. “e allora come faremo a catturarli se non possiamo sconfiggerli?” chiese Annie. “Ho scoperto che esiste un oggetto capace di calmarli. A quanto pare apparteneva all’unico umano di cui i tre si siano mai fidati. Le mie fonti dicono che è una corona perduta da tempo a Unima. Ho dei contatti lì e stanno cercando di ritrovarla mentre parliamo. Temo che dovremo aspettare un po’ però… Nel frattempo vi consiglio di allenarvi per giungere preparati al momento della cattura dei tre spadaccini.” Spiegò Sonia. I tre ragazzi ringraziarono la professoressa per le utili informazioni e si avviarono verso freezdale. Una volta lì Annie e Mary si separarono da Hop e andarono a casa. Non appena entrate furono accolte da Peony, che iniziò a parlare eccitatissimo appena le vide: “ragazze, dove siete state? Sono riuscito a decifrare la stele! è molto interessante! Pare parli di una leggenda antica che potrebbe essere correlata con la tana dove l’avete trovata!. Annie e Mary decisero che valeva la pena di ascoltarlo blaterare per una volta e si misero comode, pronte a imparare tutto sulla leggenda.

 

“Così non va… Non abbiamo ancora catturato nessun pokémon leggendario e siamo già cercati… Se solo i miei sottoposti non fossero così incapaci… Un tempo sì che questa organizzazione era potente. Avevamo persino ufficiali infiltrati in organizzazioni di altre regioni… A quanto pare dovrò occuparmene personalmente. Nel frattempo sarà meglio rintracciare il dannato pokémon che ha fatto fuggire il nostro ostaggio, altrimenti non riusciremo mai a mettere le mani sul pokémon Colossale.” pensò ad alta voce la comandante del Team Galassia. “Tornando a noi… Sarà meglio che mandi i miei tre pokemon nella Dynatana. Sono certa che con i gingilli che abbiamo rubato potranno catturare alcuni leggendari da soli… Persian, Banette, Starmie, andate!” Ordinò la donna. I suoi pokémon si avviarono. Poco dopo un ragazzo entrò nella stanza. “Comandante, Caronte a rapporto!” dichiarò lui. “Sono riuscito nella mia missione, Heatran è in mano al team Galassia ora!” continuò l’uomo. “Molto bene… Sarà più facile prendere gli altri allora. Vai e usa il tuo nuovo ‘strumento’ per catturare altri leggendari. Più ne otteniamo più facilmente riusciremo a battere chiunque ci si metta tra i piedi…”. Caronte si inchinò e uscì dalla stanza, mentre la donna al comando del Team Galassia rimase sola nel suo ufficio, a ridere sguaiatamente.

Vi chiedo per favore di commentare dicendomi cosa ne pensate in questa discussione, rivolgendomi anche qualche critica costruttiva, in modo che possa migliorarmi. Grazie a tutti!

Modificato da IlPerico

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Agente Perico, polizia                                   |    Il mio artwork in memoria del gdr                |   E UNO, DUE E TRE!

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lunga)                                                                    |   parallelo", creato anche per la                        |  DUE! A CHI SCAPPA NIENTE PAPPA!

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Non so perché, ma dopo aver giocato al DLC mi aspettavo che avresti preso la storia del dojo come spunto per qualcosa :xd:.

Non voglio darti ancora un mio giudizio, rischierei di esprimere un parere troppo affrettato, quindi preferirei aspettare almeno il prossimo capitolo. Mi hai incuriosito però :occhiolino: (in particolare il titolo del capitolo 1).

Se proprio voglio trovare un difetto diciamo che il titolo non mi ha catturato all'inizio, ma questo penso sia soggettivo.

Non vedo l'ora di leggere il continuo!

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"The important thing is not how long you live. It's what you accomplish with your life. When I live, I want to shine. I want to prove that I exist. If I could do something really important, that would definitely carry on into the future. And so, if I were to disappear, I think that all I have accomplished will go on. That is, that would mean that it’s living, right?"                                  

                             -Grovyle, Pokemon Mystery Dungeon Explorers of Sky

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Targhetta vincitore GDR TD Regions, piccola flexatina per la prima cosa buona che ho fatto su PM

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Secsi Typhlosion by @Combo

PatronusBall.pngPatronus Ball aka Secsi Ball.

Spoiler

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La vera Secsi Ball

Grandi Tassi!

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By @Chube

 

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Sede e membri del Project X by @Taka (Io sono il Riolu sulla panchina)

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20 minuti fa, Alemat20 ha scritto:

Non so perché, ma dopo aver giocato al DLC mi aspettavo che avresti preso la storia del dojo come spunto per qualcosa :xd:.

Non voglio darti ancora un mio giudizio, rischierei di esprimere un parere troppo affrettato, quindi preferirei aspettare almeno il prossimo capitolo. Mi hai incuriosito però :occhiolino: (in particolare il titolo del capitolo 1).

Se proprio voglio trovare un difetto diciamo che il titolo non mi ha catturato all'inizio, ma questo penso sia soggettivo.

Non vedo l'ora di leggere il continuo!

grazie. Il titolo è provvisorio, penso di cambiarlo in qualcosa di meglio più avanti. Cercherò di pubblicare il continuo entro il 4 luglio, ma non garantisco nulla

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Mi piace molto la storia,non ho ancora finito la principale dlc ma hai comunque colto molto bene il modo di parlare di mustard devo dire ,poi belli i riferimenti ad altri videogiochi all'interno del mondo pokemon della storia ...mi piace molto la cosa 

Spoiler

Poi vero che la seconda prova dei funghi mustard ti dice praticamente tutto lui...che sarebbe favoritismo d'allievo ma vabbè XD 

Mi piacciono i protagonisti...lei sembra molto sregolata ma piena di energie e che non ha peli sulla lingua...poor sofora XD ...il kubfu invece molto serio e dedito alla lotta pare 

Chissà come inizieranno a conoscersi meglio i due 

Ti do solo un consiglio visto che in tutte le storie qui lo fanno...crea una sezione a parte per i commenti così non si crea troppa confusione,in questa posteresti i capitoli e nell'altra si potrebbe commentare 

In ogni caso ottimo lavoro 

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TEAM 0 RULES...J0IN THE P0KECLUB TEAM 0 

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UNIC0 PREMIO VINTO IN UN GDR FIN ORA...DOVEVO RIMETTERLO XD

espi.gif.896b8952e3c969e3168c3f1ae3ff3f8c.gif.15df7e8a181539a2023a846925e0933d.gifespon gif by @SlowHandBoy0...ditemi perche si chiama cosi please XD 

 

 

 

download.jpeg-454.jpg.d1562206b44766e4da99dcfd46b76995.jpg @Alemat è mio rivale e mi frega i pikachu ma ora è contento che è stato citato XD 

 

 

ragalino by @Porygatto (visitate la sua gallery) 

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quanto carino pikachu che imita lotad

Sprite by @Vale (visitate la sua gallery) 

 

fiocco amico da usare.jpg

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