Scrivendo questo commento ho deciso di mettere da parte le mie aspettative e i miei desideri da fan: al contrario, ho deciso di approcciare la traccia in una maniera più basata sui fatti, andando ad analizzare tutto ciò che TPC ha fatto nel concreto negli ultimi anni, comparandolo ad alcuni famosi esempi del settore e mettendolo a fuoco attraverso la lente del marketing (o almeno, di quei pochi rudimenti in mio possesso)
Ormai da anni a questa parte, quando ci si avvicina all'uscita di un grande prodotto del brand Pokémon, ci sono sempre 4 aspetti fondamentali di cui i fan discutono:
La quantità delle informazioni rilasciate prima dell'uscita
Le modalità con le quali esse vengono presentate
La trasparenza della comunicazione
Le aspettative della fanbase
Dissezioniamo questi punti uno alla volta, cercando di approfondirli senza dilungarci troppo.
Quantità delle informazioni
È ormai risaputo che nelle ultime due generazioni (ottava e nona), Pokémon abbia deciso di intraprendere un approccio Less is More: la settima generazione ha rappresentato il picco assoluto di informazioni rilasciate prima dell'uscita. Joe Merrick fa infatti notare come il numero di Pokémon rivelati prima di essa sia addirittura superiore a quello combinato di ottava e nona generazione, almeno per ora.
Questa è stata sicuramente una direzione positiva intrapresa dall'azienda. Non a caso, sia i commenti sotto il tweet linkato, sia la community italiana (veicolata in questo aspetto per lo più da Cydonia, che ne parlò a tempo debito), sia le community internazionali sul web ritengono che l'approccio utilizzato per la settima generazione sia stato eccessivo, che all'uscita del gioco, a conti fatti, fosse rimasto poco e nulla di inedito e che il senso di scoperta dei titoli fosse quasi pari a zero.
Si può concludere quindi che sotto questo aspetto l'azienda sia migliorata. C'è però un'ultima cosa da denotare: questo miglioramento sta venendo pian piano reso vano, dato che al diminuire delle informazioni ufficiali, aumentano sempre più quelle leakate: Scarlatto e Violetto sono i giochi più leakati del franchise e anche la forza di volontà di qualcuno nel voler evitare i leak potrebbe non bastare: la cassa di risonanza mediatica del maggior franchise al mondo non lo permette.
Modalità con cui le informazioni vengono presentate
L'approccio di Pokémon è quasi un unicum, nonostante ci siano delle somiglianze con altri brand Nintendo. Tralasciando infatti gli annunci iniziali di un progetto, molti dei frammenti di informazione relativi a un titolo vengono shadowdroppati: questo spesso causa confusione e frustrazione fra utenti e content creator: i primi potrebbero imbattersi nelle nuove informazioni senza neanche sapere che queste siano state rilasciate ufficialmente, rovinandosi quindi l'esperienza di guardare un annuncio in tempo reale.
I secondi, data la natura del loro lavoro, sono giocoforza impossibilitati a poterne parlare tranquillamente e senza fretta: a noi di questo Forum sarà sicuramente familiare l'antipatia di Cydonia per gli shadow drop.
Infine, è notizia di pochi giorni fa il rilascio a sorpresa del falso webinar in cui è stato annunciato Wigglet. Non solo non è stato annunciato da nessuna parte, ma è stato trasmesso esclusivamente sul sito giapponese, creando quindi confusione e difficoltà ad accedervi non solo per gli utenti ma anche per i content creator
È chiaro quindi che nonostante la volontà da parte di TPC di sorprenderci sempre con nuove modalità di annuncio sia apprezzabile, le modalità andrebbero sicuramente migliorate specialmente per i fan occidentali.
La trasparenza della comunicazione
Questo aspetto è forse quello su cui l'azienda pecca di più, e ci sono 2 esempi lampanti a riprova di ciò:
Ultramegalopoli e Ultramondo: nonostante il trailer ben architettato, questi due luoghi si sono in seguito rivelati niente più che dei corridoi da attraversare con nulla da esplorare. A detta di molti, è forse l'aspetto più negativo e deludente dei due sequel di settima generazione.
Il "Genocidio Masudiano": ha fatto discutere per mesi, se non anni, la famigerata decisione di Gamefreak di tagliare una volta e per tutte il Pokédex Nazionale. E nonostante col tempo gli utenti siano scesi a patti con quest'ultima, presa seguendo comunque delle motivazioni logiche, resta il fatto che l'annuncio sia stato dato durante un'intervista a Junichi Masuda durante un Nintendo Treehouse, una porzione del Direct che pochissimi utenti seguono integralmente. Questa cosa, assieme ai dubbi legati alla traduzione delle parole di Masuda, hanno generato una confusione e un clamore tale che mai si era visto prima per il brand Pokémon. È forse stato il punto più basso della comunicazione dell'azienda.
Oltre a questi due punti, vale la pena menzionare anche il caso del level scaling nei DLC di Pokémon Spada e Scudo. Una promessa tanto pubblicizzata prima dell'uscita, quanto disattesa dopo il rilascio.
È sicuramente questo il motivo che ha portato tanti utenti, all'inizio della campagna marketing di Scarlatto e Violetto, ad essere diffidenti della modalità Co-Op a 4 giocatori o della presunta libertà di esplorazione e di svolgimento delle palestre.
Concludo puntualizzando che la questione della trasparenza è purtroppo quella più critica non solo per Pokémon ma per il mondo videoludico in generale. Sono recenti infatti le controversie legate alla GTA Trilogy di Rockstar Games e al caso più clamoroso degli ultimi anni, il lancio di Cyberpunk 2077.
Certo è però, che per TPC ci vorrà molto tempo prima di riconquistare la fiducia dei fan per i loro giochi, sempre che non peggiorino ulteriormente la situazione.
Le aspettative della fanbase
Non c'è molto da dire qui: come franchise più grande al mondo, la fanbase ha le aspettative maggiori di tutti, nonostante queste vengano, almeno parzialmente, disattese anno dopo anno. Quasi tutte riguardano il lato tecnico dei giochi, ma nonostante questo l'azienda stessa non si dà una mano da sola, mostrando spesso e volentieri del footage che si presta a facile ironia e ovvia delusione.
Il caso di cui voglio parlare però, è quello che si discosta dal lato tecnico: Pokémon Unite. Le parole Big Project sono ormai diventate un meme nella community: pronunciate alla fine di un Pokémon Presents dedicato a giochi spin-off, avevano dato l'idea a utenti e stampa internazionale di avere fra le mani un potenziale annuncio di un gioco mainline nel Presents della settimana dopo. Così però non è stato, e il video annuncio di Pokémon Unite è stato quello con più dislike nella storia di Pokémon.
Ha fatto trasparire una chiara disconnessione dalla propria fanbase e dalla concezione di "Big Project" per essa, similarmente al caso ancora più famoso dell'annuncio di Diablo Immortal da parte di Blizzard che ha coniato uno dei meme più famosi: Do You Guys Not Have Phones?
Su questo aspetto, in conclusione, l'azienda ha molto su cui lavorare.
Conclusione
Terminata l'analisi di questi 4 aspetti, concludo con un mio pensiero personale: nonostante pregi e difetti del marketing, Pokémon è in continua crescita come franchise. E, nel bene o nel male, a fare il vero marketing non sono né TPC, né Nintendo, né Gamefreak, ma gli stessi mostriciattoli tascabili, che ormai hanno conquistato per sempre i cuori dei fan da quasi 30 anni.