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[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Fan Fiction e Dintorni
Ed ecco la seconda parte di questo lungo capitolo 30, ambientata quattro anni dopo... Capitolo 30 pt 2 BONUS Sprazzi di passato Alya 10 anni Alya si guardò intorno, tremante. La casa era in fiamme, i suoi genitori erano caduti a terra davanti a lei, privi di vita, insieme al Vulpix della madre. Haunter, invece, era come scomparso. <<Mamma... papà...>> sussurrò, stringendo a sé Eevee e Fennekin. Sentiva il fumo soffocarla: doveva trovare il modo di uscire da quella situazione, eppure il suo sguardo era fisso sui genitori. <<Perché...>> singhiozzò, cercando di uscire dal suo piccolo nascondiglio <<Perché...?>> Poco a poco, a fatica, riuscì ad uscirne, finendo per ruzzolare sul pavimento accanto ai corpi di Dana, Felix e Vulpix. Si alzò, spaventata, osservandoli un’ultima volta: tremava nonostante il calore intenso che si era formato. Il suo occhio cadde poi sul suo mantello viola, accartocciato per terra: un angolo stava bruciando, ma alla piccola bastò pestare un paio di volte lo stivale su di esso per spegnere la fiamma, quindi lo indossò e avvolse per bene Eevee e Fennekin. A quel punto si guardò intorno in cerca di un’uscita: il suo sguardo correva disperato dalla porta alla finestra, ma tutte le uscite erano bloccate e le fiamme si avvicinavano sempre di più mentre sentiva le lacrime scorrere sulla sua guancia ed evaporare allo stesso tempo. Dopo un paio di secondi, tuttavia, il muro accanto al quale era rifugiata poco prima crollò sotto il peso del tetto, formando così una piccola via di fuga. Deglutì un paio di volte per farsi coraggio, quindi corse fuori attraverso il buco rotolando tra le foglie e l’erba bruciata mentre ancora stringeva a sé la Volpe e l’Evoluzione. Controllò per un attimo che stessero bene, quindi corse più veloce che poteva verso la casa più vicina: era stata distrutta quasi totalmente, ma almeno non andava a fuoco. Entrò dalla finestra dell’unico muro ancora totalmente in piedi e si andò ad accucciare sotto una libreria che, cadendo, era andata ad appoggiarsi contro un tavolo lasciando uno spazio per rifugiarsi. Non seppe quanto tempo rimase lì sotto a singhiozzare in silenzio mentre stringeva a sé Fennekin e Eevee. All’alba, tuttavia, tutti i superstiti uscirono come fantasmi dalle rovine come un unico uomo, umani e Pokémon. Anche Alya e le sue Pokémon fecero lo stesso, come se fossero tutti guidati da un solo istinto. Erano pallidi, bruciacchiati, sconvolti. E come un solo uomo, senza consultarsi, iniziarono a dirigersi fuori dalla città verso le montagne, senza voltarsi mai verso le case bruciate e distrutte. Questo era tutto ciò che ancora ricordava Alya di quella notte. I ricordi erano vaghi, confusi, nella sua mente c’erano solo fiamme, morte, fantasmi. E lo stesso valeva per quando era stata attaccata, invece, Fractalopoli. Quando guardava Thunder si riprometteva sempre di proteggerlo da eventi del genere, sapendo, in cuor suo, che sarebbe successo ancora. Hiro e Diana 12 e 15 anni La decisione del padre aveva sconvolto nel profondo Hiro e Diana. Il minore si sarebbe arruolato in quanto ragazzo, la sorella non avrebbe potuto. Entrambi aveva protestato, Diana non voleva rinunciare al suo sogno e Hiro non voleva combattere, ma il genitore fu inflessibile e la madre non fu loro d’aiuto. Quel fatto avrebbe sconvolto per sempre il loro rapporto. Inizialmente continuarono ad essere profondamenti legati come quando erano piccoli, cercando di architettare un metodo per ribaltare la situazione, ma dopo continui fallimenti iniziarono a perdere le speranze. Hiro fu costretto ad allenarsi con gli ormai Frogadier e Umbreon insieme all’amico Brian e Diana fu rinchiusa in casa a causa dei continui tentativi di fuga della ragazza. E questo peggiorò tantissimo il suo umore. Non le era più permesso fare nulla che non rientrasse nelle mansioni di una fanciulla ricca, così iniziò a dare silenziosamente la colpa ad Hiro, anche se lei stessa non ne sapeva il motivo. Il fratello non era forte, non amava la battaglia, era troppo pacifico, eppure stava per diventare un soldato mentre a lei i genitori pensavano solo a proporre un fidanzato tra i vari nobili dei dintorni, che rifiutava uno dopo l’altro. Diventava sempre più fredda mentre dentro di sé la rabbia maturata per il futuro che le si prospettava bloccato da un grosso muro. Che poteva fare? Hiro, dal canto suo, cercava di consolarla e di riallacciare i rapporti con lei, ma la sua sola presenza faceva infuriare Diana, che lo cacciava minacciandolo con Noivern. Hiro si chiedeva se, effettivamente, Diana provasse davvero tutto questo astio per lui, anche dopo anni. Lui le voleva ancora bene e, nonostante avesse iniziato a temerla, era sicuro di poter far tornare le cose come prima. Doveva solo capire cosa girasse effettivamente per la testa della donna. Thunder e Annabelle 8 e 6 anni Thunder amava passare il tempo con Annabelle. Erano entrambi figli unici, così compensavano la mancanza di avere un fratello o una sorella stando insieme. Giocavano, ridevano, parlavano. Erano inseparabili. Tuttavia, lo stare insieme alla bambina aveva un prezzo per il figlio di Juliette: Annabelle aveva il terrore di Snoover e Bergmite, così era costretto a lasciarli sempre a casa se voleva giocare con lei. Faceva di tutto per convincerla, ma alla fine aveva rinunciato e i Pokémon avevano accettato la cosa e stavano a casa ad aiutare Juliette con le mansioni domestiche. <<Un giorno i Pokémon ti piaceranno, ne sono sicuro>> disse Thunder mentre se ne stavano seduti sotto un abete in un gelido pomeriggio. <<Ho i miei dubbi>> borbottò Annabelle, stringendosi nelle ginocchia <<Mi fanno paura, sono pericolosi...>> <<E chi lo dice che sono pericolosi?>> domandò Thunder, sorridendo <<Non è vero!>> <<Lo dice mia mamma>> rispose la bambina gonfiando le guance. L’amico si appoggiò meglio alla corteccia:<<Ti dimostrerò il contrario, vedrai. Arriverà il momento in cui i Pokémon ti piaceranno, e smetteranno anche di farti paura>> Annabelle rise, sarcastica:<<Dici? Io non credo proprio. Sono pericolosi ti dico>> <<Ma ci sono un sacco di Pokémon carini! Hai mai visto un Gothorita, ad esempio?>> <<No, mai>> <<Questo perché non vai mai nel bosco. La mia mamma a volte mi porta lì>> <<Tua mamma mi piace, ma a volte non la capisco poco>> sospirò la bambina, avvicinandosi all’amico e appoggiando la testolina bionda all’esile spalla del ragazzino. Seguì qualche attimo di silenzio, quindi riprese a parlare:<<Com’è fatto un Gothorita?>> <<Beh...>> iniziò Thunder, felice della domanda <<Somiglia un po’ a una bambina con dei codini neri e un vestitino. Ha gli occhi grandi e azzurri, la faccia viola e un sacco di fiocchi bianchi sul corpo... è davvero adorabile, fidati>> <<Sicuro che sia un Pokémon?>> sussurrò Annabelle, sgranando gli occhi. <<Certo>> rise Thunder, divertito dal suo stupore <<Penso anche che ti piacerebbe>> Annabelle arrossì e si girò dall’altra parte:<<Vedremo, vedremo>> Ad Annabelle veniva sempre da pensare a Gothorita e Noctowl, rimasti in quella strana valle vicino a Fractalopoli. Sicuramente anche a Trevenant mancavano, entrambi non vedevano l’ora che tutto finisse per poter tornare indietro, magari anche con Thunder. Lo stesso valeva per quest’ultimo, che sperava di poter tornare ai quei giorni spensierati in una nuova Fractalopoli. Narciso, Artemisia e Grey 14, 13 e 16 anni I primi tempi al servizio di Older erano stati i più complicati. Inizialmente si erano aspettati di finire tra le altre reclute e di essere scelti dai loro superiori per finire in una delle due Armate di Unima, l’Armata Bianca e l’Armata Nera. Invece il generale aveva avuto altri piani per loro. Aveva deciso di allenarli personalmente tra le varie azioni militari dicendo che aveva in mente un ruolo speciale per i tre ragazzini. Le sessioni di allenamento inizialmente erano state semplicemente lotte con i loro Pokémon o corpo a corpo come per gli altri soldati, ma poi Older aveva iniziato a proporre loro quelle che chiamava “simulazioni di lavoro sul campo”. Avevano iniziato una mattina, quando il generale aveva chiamato Narciso, Artemisia e Grey all’alba in un magazzino. Si erano subito precipitati lì e avevano trovato l’uomo con il suo Druddigon insieme a una giovane donna con un Leavanny. Aveva lunghissimi capelli rossicci tenuti legati in una coda alta e gli occhi nocciola scrutavano i tre ragazzini con severità. Il fisico era visibilmente tonico e allenato e indossava un’armatura leggera. <<Bene, siete arrivati>> li salutò Older quando li vide arrivare <<Da oggi vi allenerete con il qui presente Capitano Amber>> I tre fratelli non fiatarono, osservando la donna, la quale fece un passo avanti:<<Sicuramente non sarete abituati a trovare una donna nell’esercito e ancor più sicuramente non ne vedrete altre oltre a me. Vi consiglio di non credere che per questo sarò più gentile rispetto ad altri vostri superiori, vi assicuro che sarò molto più severa del generale. Quali sono i vostri nomi, reclute?>> <<Grey, signora>> <<Narciso, signora>> <<Artemisia, signora>> Lei annuì, compiaciuta:<<Molto bene, comportatevi così e andremo d’accordo. Ma ricordate: non me ne faccio nulla dei leccapiedi, dunque da voi pretendo il massimo dei risultati, le adulazioni sono inutili. Grazie a me diventerete dei soldati scelti, sarete agili e svegli, saprete infiltrarvi tra i nemici senza essere riconosciuti e sarete capaci di rubare un piano davanti agli occhi della stessa persona che lo ha nascosto>> Older fece un cenno d’assenso alla donna e ai tre ragazzini, quindi uscì dal magazzino con Druddigon senza aggiungere altro. <<Perfetto>> continuò Amber come se niente fosse <<Non ho intenzione di darvi particolari spiegazioni, capirete meglio con la pratica. Ora io mi dirigerò al centro del magazzino con Leavanny. Voi dovrete unicamente riuscire a toccarmi prima che io vi attacchi>> Grey annuì, sicuro, mentre Narciso e Artemisia si scambiavano un’occhiata incerta. <<Ora io mi porterò al centro. Poi deciderete voi come agire>> concluse, quindi voltò loro le spalle e sparì tra le pile di casse del magazzino. <<Credo di non aver capito... cosa vogliono da noi?>> domandò Artemisia, stringendo a sé Minccino. <<Non pensiamoci ora. Dobbiamo finire in fretta questa sessione di allenamento se non vogliamo finire nei guai>> rispose secco Grey. Narciso annuì: <<Come procediamo quindi? Il capitano conoscerà sicuramente il magazzino alla perfezione se hanno scelto proprio questo posto>> <<Arriveremo dall’alto direi>> fece Grey, indicando le numerose scalette che conducevano in cima a varie pile di casse <<Dunque... Artemisia, tu sei la più agile tra di noi: arriverai da destra e, quando avrai capito che ci siamo anche io e Narciso, la distrarrai con qualche attacco di Minccino... non dovrebbe essere un problema schivare un’eventuale risposta, no?>> La sorella minore annuì, quindi Narciso si rivolse al maggiore:<<E noi?>> <<Io arriverò frontalmente e la attaccherò con Liepard, tu dovrai raggiungerla da sinistra e toccarla>> Anche Narciso annuì, quindi si separarono dopo aver ricevuto la raccomandazione da Grey di non iniziare con il piano prima dell’arrivo di tutti e tre. Artemisia fu la prima ad arrivare. Una volta raggiunto il centro del magazzino, si arrampicò sulla pila di casse alla destra di Amber e si mise a scrutare la donna: era in piedi nell’esatto centro di uno spiazzo vuoto accanto a Leavanny. Gli occhi erano aperti e vigili e correvano da una parte all’altra della zona. Fu questione di pochi secondi, e i loro sguardi si incrociarono. La ragazzina si paralizzò, così da non rendersi conto che anche Narciso era appena arrivato. <<Leavanny, intrappola i nostri intrusi con Millebave>> ordinò, veloce. Il Pokémon Balia eseguì immediatamente l’attacco e in un secondo Artemisia si trovò avvolta in un filo bianco e appiccicoso che sembrava il bozzolo di un qualche Pokémon Coleottero. Narciso a quel punto si lanciò dall’alto sulla donna per prenderla, ma lei gli piazzò velocemente un pugno in pancia che lo fece ruzzolare via. Solo allora arrivò Grey, che si trovò spiazzato dallo spettacolo che gli si presentava davanti. <<Avete perso>> si limitò a dire Amber <<Domani all’alba vi rivoglio qui, rifaremo la stessa cosa fino a che non otterrete il minimo successo>> Mai avrebbero pensato di rimpiangere i tempi in cui si allenavano con il Capitano Amber, la quale scoprirono essere, in seguito, la figlia maggiore di Older. Ora che avevano ricevuto un incarico effettivo e di vitale importanza volevano tornare ad allenarsi e basta, e rimpiangevano l’aver voluto seguire il padre che non avevano più comunque visto dopo essere stati portati via dal generale. -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Prima parte del capitolo 30 pubblicata -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos
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Meglio tardi che mai dicono, no? Come ho detto ieri, è passato un anno da quando ho iniziato a scrivere. E' un traguardo importante per me, che sogno di diventare una scrittrice, sebbene questa sia solo una semplice fanfiction ^^" Per "festeggiare" questo anno, ho preparato un capitolo 30 un po' particolare: sarà diviso in tre parti (le altre due le pubblicherò nei prossimi giorni) e riguarderà dei piccoli pezzi di passato di alcuni personaggi, alcuni importanti e altri forse insignificanti. Spero solo che questo aiuterà a comprendere meglio la storia sebbene qui non aggiungerò nulla che influenzerà il resto Capitolo 30 pt 1 BONUS Sprazzi di passato Alya, 6 anni L’autunno era la stagione più bella a Romantopoli, quando le foglie si coloravano poco a poco di mille tinte calde che creavano un meraviglioso arcobaleno insieme agli abiti colorati della gente della città. Era la stagione dei funghi, che crescevano abbondanti anche tra le case e le vie, era la stagione in cui il caldo dell’estate iniziava a lasciare spazio all’aria frizzante della nuova stagione, annunciando l’imminente inverno. Anche Alya, come tutti, amava l’autunno. In città facevano una festa per celebrare la nuova stagione: durava circa una settimana, durante la quale si susseguivano danze, musiche, banchetti e mercatini. In particolare, dopo l’arrivo della famiglia di sua madre e delle sue zie, anche alle Kimono Girl di Johto era riservato uno spazio durante la festa. Tuttavia, per quell’anno Alya non poteva ancora partecipare, era troppo piccola. La intristiva parecchio come cosa, come se tutti gli sforzi che faceva fossero vani. Così, quando mancavano due giorni all’inizio della festa, la bambina stava girando tra le bancarelle in allestimento insieme a Eevee e Fennekin. Diversi bambini giocavano tra i banchetti con i loro Pokémon rincorrendosi a vicenda, ma lei era troppo timida per avvicinarsi e li guardava da lontano, un po’ invidiosa. Avrebbe voluto anche lei unirsi a loro insieme a Eevee e Fennekin, ma loro avevano preso il carattere di Alya e preferivano starsene per i fatti loro. In quel momento, mentre la bambina se ne stava sulle sue a guardarsi intorno, un suo coetaneo si avvicinò a lei sorridente. <<Ciao! Tu sei Alya, vero?>> Era più alto di lei e aveva i capelli corti e castani. Gli occhi erano scuri, tondi e dolci, mentre la faccia era allungata. Alya lo squadrò per un attimo, sospettosa:<<Chi sei?>> <<Mi chiamo Eric, ti ho vista l’altro giorno nella bottega del tuo papà!>> rispose tranquillo lui. <<Ah, capito>> borbottò lei stringendosi Eevee e Fennekin a sé. <<Hai dei bei Pokémon!>> osservò Eric, entusiasta <<Anche io ne ho uno, sai?>> Forse fu quella frase ad accendere la curiosità della piccola, che seguì subito il bambino per vedere questo Pokémon, che scoprì essere un piccolo Electrike. <<Me lo ha regalato papà, è un commerciante>> spiegò Eric, prendendolo in braccio goffamente per poi indicare una bimba seduta a terra che giocava con le foglie secche. <<Lei è la mia sorellina, Georgie. Ha quattro anni!>> aggiunse, fiero. Ogni tanto, quando Alya ripensava ai suoi anni a Romantopoli, si ricordava dei pomeriggi passati con il suo amico Eric, conosciuto per caso. Provava un moto di nostalgia ogni volta che il suo pensiero cadeva su di lui. Dopo l’attacco non l’aveva più rivisto. Si era premurata di cercarlo sulla lista degli schiavi quando l’aveva rubata a Older, ma senza risultati. Sapeva bene che questo significasse una sola cosa: che fosse morto durante l’attacco o durante il viaggio verso Fractalopoli. Non raccontava mai a nessuno di lui, di quell’amicizia troncata. Faceva quindi di tutto per mantenere sane e salve le persone a cui teneva, fossero quelle un fratellino adottivo o uno stupido soldato. Hiro e Diana, 8 e 11 anni Il rapporto fra Hiro e Diana era sempre stato strano. Lui era piuttosto pacifico e sognatore, amava giocare con Froakie, rispettoso delle regole come lui, Eevee, pigro come nessuno in tutta Temperopoli, e il suo migliore amico, Brian. Lei, invece, amava esercitarsi nelle lotte tra le mura domestiche insieme al suo fedele Noibat e sognava più di ogni altra cosa di unirsi all’esercito di Kalos. Nonostante le divergenze di carattere, tuttavia, i due fratelli si volevano molto bene. Diana faceva di tutto per proteggere Hiro e, insieme, passavano i pomeriggi a sognare il loro futuro. <<Sarò un viaggiatore da grande>> annunciò il minore in un caldo pomeriggio estivo mentre i due se ne stavano sdraiati nell’erba del giardino della loro grande casa insieme ai loro Pokémon. <<Un viaggiatore? Ma ieri dicevi di voler fare il mercante>> ridacchiò Diana, coccolando dolcemente Noibat. <<Ma un mercante viaggia molto, no?>> rispose Hiro, tranquillo <<Diventerò un mercante ricco e viaggerò per tutto il mondo! E ti comprerò anche un’armatura bellissima per quando sarai diventata la migliore tra i soldati del regno! E ne prenderò una anche a Noibat!>> <<Ma siamo già ricchi>> osservò Diana <<Papà mi può comprare un’armatura anche ora>> <<È diverso!>> esclamò il fratellino <<L’armatura che ti regalerò io verrà da un regno lontanissimo, e poi… e poi… e poi sarà un mio regalo, quindi sarà ancora più fantastica!>> Diana scoppiò in una risata sincera e felice, quindi rotolò sull’erba fino ad arrivare addosso ad Hiro e lo abbracciò:<<Diventerai sicuramente il mercante più ricco e famoso del mondo, e io la più grande guerriera che ogni esercito abbia mai visto! E ora forza, andiamo al porto!>> <<Al porto? E perché?>> domandò il piccolo, ancora confuso dall’abbraccio. <<Un mercante deve conoscere bene il porto, Hiro. Coraggio, andiamo>> spiegò la sorella, alzandosi e iniziando a tirare il fratellino per farlo alzare mentre Noibat svolazzava sulla sua testa. <<Arrivo, arrivo!>> rise Hiro, alzandosi di scatto e cadendo sulla sorella, la quale scoppiò a sua volta a ridere. Ogni volta che Hiro si guardava i vecchi vestiti da soldato ripensava ai sogni suoi e di Diana. Non era diventato un viaggiatore e lei non era un soldato. Ma non poteva credere che solo questo li avesse divisi così. Nonostante Diana gli desse la caccia insieme a Noivern, lui continuava a volerle bene più di ogni altra persona al mondo, ma doveva anche difendere i suoi compagni dalla sua furia. Ma era più forte di lui, ogni volta che incrociava gli occhi verdi della sorella, il giovane pensava alle risate, ai giochi, agli abbracci sinceri di quando erano piccoli. E non poteva fare a meno di vedere, al posto di una donna spietata e forte, una bambina che lo faceva sentire la persona più fortunata di tutte, perché nessuno aveva una sorella fantastica come lei. Narciso, Artemisa e Grey, 10, 9 e 12 anni Alisopoli era una delle città più sviluppate del regno di Unima ed era circondata da campagne che si snodavano intorno alla montagna. Era molto facile, dunque, trovare delle fattorie che circondavano la città. In una di queste fattorie vivevano Narciso, Artemisia e Grey con i loro Lillipup, Minccino e Purrloin. Erano cresciuti tranquillamente con i loro genitori fino all’estate in cui il maggiore compì dodici anni. Proprio qualche giorno dopo, infatti, era arrivato al padre dei tre bambini una lettera che richiedeva l’arruolamento dell’uomo nell’esercito del regno. Quella partenza improvvisa aveva sconvolto i tre bambini, che iniziarono a pianificare il modo per non farlo combattere qualche sera prima della partenza dell’uomo. <<Domani papà parte>> borbottò Artemisia, stringendosi nelle ginocchia mentre se ne stava rannicchiata accanto al carretto dei genitori <<Non voglio…>> Narciso annuì, mesto, abbracciando Lillipup:<<Non abbiamo trovato nulla per fermarlo…>> Grey osservava i due fratellini minori da sopra il carretto, corrucciato, con il suo Purrloin blu in spalla. Lui era il più grande dei tre e si sentiva responsabile della loro tristezza. <<Se papà non può fare a meno di partire, anche noi andremo con lui>> sentenziò. Artemisia si asciugò una lacrima, confusa, e alzò la testa verso di lui:<<Andremo… con lui?>> <<Ma Grey, non ha senso…>> continuò il Narciso, grattandosi la testa. <<È l’unico modo che abbiamo se non vogliamo separarci da lui>> spiegò il maggiore, abbassando lo sguardo <<E non lo voglio neanche io...>> <<E la mamma?>> chiese Artemisia, sul punto di scoppiare nuovamente a piangere. <<Ha meno bisogno di papà>> rispose Grey <<Ma se non vuoi partire, non ti obbligo>> La sorellina sgranò gli occhi non sapendo cosa rispondere:<<Ma io… io non voglio stare senza voi due>> <<Ma anche volendo partire, papà non ci lascerebbe venire con lui>> brontolò Narciso. <<Partiremo di nascosto, ovvio… ci potremmo nascondere qui>> sbuffò Grey di rimando, battendo una mano sul carretto. I due fratelli minori si guardarono, incerti, quindi sussurrarono qualcosa ai loro Pokémon. Dopo qualche secondo annuirono, ancora perplessi. Quando, la mattina dopo, la madre dei bambini sarebbe andata nella loro stanza per svegliare i suoi bambini, non avrebbe trovato nulla se non dei letti vuoti. Grey, Narciso e Artemisia, infatti, con i loro Pokémon, erano partiti all’alba nascosti nel carretto del padre e sarebbero stati scoperti solo al suo arrivo alla base a cui era stato assegnato. Sarebbero stati trovati dal generale Older in persona, il quale si trovava in visita lì per puro caso. Solo con le preghiere del padre i tre bambini non erano stati assegnati a qualche pezzo grosso come servi ed erano stati portati via dal generale, che aveva promesso di dar loro un compito migliore... Sonia, 9 anni Sonia aveva trovato Mudkip una sera d’estate mentre passeggiava al molo di Porto Selcepoli. Suo padre era in una qualche taverna insieme a Frank e lei, che detestava restare in casa da sola, aveva deciso di uscire a fare due passi. Era stato allora che aveva notato il piccolo Pokémon nascosto dietro ad una cassa. Sembrava più magro dei soliti Mudkip e sicuramente era molto che non toccava cibo. <<Ehi, ciao piccolino>> aveva salutato Sonia, inginocchiandosi accanto a lui che, spaventato, indietreggiò. La bambina piegò la testa da un lato:<<Hai paura di me? Non ti voglio far del male... devi avere fame, sei così magro... vuoi che ti prenda qualcosa da mangiare?>> Mudkip non rispose, tremante, quindi Sonia provò ad avvicinargli una mano. Inizialmente il Fango Pesce si ritrasse, poi appoggiò la testa a terra e lasciò che la bambina lo accarezzasse con dolcezza. <<Visto? Non era così male. Ora resta qui, ti porto qualcosa da mangiare. Tu non andare via>> detto questo, si alzò e corse verso casa. Abitava vicino al porto in una piccola casetta con una sola stanza che condivideva con il padre Kenneth. Una volta arrivata, corse al cesto pieno di bacche che aveva comprato quella mattina al mercato e prese una Baccarancia e una Baccapesca, quindi tornò correndo al molo. Mudkip non si era mosso di lì e rimase piuttosto sorpreso quando vide tornare Sonia. <<Non sapevo cosa prenderti>> spiegò la bambina, sedendosi davanti a lui <<Così ho preso le mie preferite. Scegli tu quale vuoi>> Il piccolo sgranò gli occhi, stupito, quindi si avvicinò alle bacche che Sonia aveva poggiato e, dopo averle annusate entrambe, divorò la Baccapesca in pochi morsi. <<Avevi fame, eh?>> rise la bambina <<Se vuoi puoi mangiare anche l’altra>> Mudkip la osservò per un attimo, perplesso, poi si avvicinò con le zampine la Baccarancia e iniziò a sgranocchiare anche quella. <<Vedo che ti sei riempito>> sorrise Sonia, osservando la lentezza con cui il Pokémon stava mangiando <<Mi sembri ancora debole però. Ti va di restare a dormire da me stanotte?>> A quel punto il Fango Pesce sgranò gli occhi e scappò dietro la cassa, quindi sporse appena la testolina per spiare la biondina. <<Oh, va bene. Se mi cerchi, abito qui vicino, infondo a quel vicolo laggiù. Ma in ogni caso domani mattina verrò ancora a trovarti>> A quel punto la bambina si alzò, si pulì i pantaloni con un paio di colpi veloci e si diresse verso casa con calma, fingendo di non vedere il piccolo Pokémon che aveva iniziato a seguirla di soppiatto. La mattina dopo, Sonia trovò Mudkip che dormiva in una piccola cassa sul tavolo. Accanto a lui, un bigliettino del padre: Ho trovato questo piccoletto fuori dalla porta che cercava di entrare, mi è dispiaciuto e l’ho portato dentro. Puoi tenerlo se vuoi. Io sono andato al molo a sbrigare dei lavori, aspettami a casa. Baci, papà. La bambina sorrise al bigliettino del padre, quindi si affacciò dentro la cassa:<<Buongiorno, dormiglione>> La creaturina aprì gli occhi lentamente, sbattendoli un paio di volte, quindi li sgranò appena si accorse di Sonia. <<Muuuud!>> fece, schiacciandosi contro il fondo della cassa. Lei scoppiò a ridere:<<Tranquillo, piccoletto, non ti voglio far del male. Vuoi una bacca? Ho visto che quelle di ieri sera ti piacevano molto, magari ne vuoi provare di nuove>> Detto questo, si allontanò dalla cassa per prendere il cestino, che poggiò accanto al Pokémon:<<Se non esci di lì non puoi mangiare>> Mudkip studiò per un attimo Sonia e le bacche, quindi uscì dalla cassa con un saltino e prese a sgranocchiare una Baccamela. Aspettò che il piccolo finisse di mangiare, quindi la bambina riprese a parlare al Pokémon:<<Puoi restare qui se vuoi, a papà sta bene>> Il Pokémon non si mosse, intento a fissarla. <<Vuoi vedere la casa? È piccola, ma il mio angolo è molto accogliente>> Visto che ancora una volta Mudkip non reagiva, calò le mani nella cassa e lo prese in braccio. Inizialmente il piccolo brontolò e si divincolò un poco, poi decise di fermarsi visto che non otteneva reazioni particolari. Sonia lo condusse in braccio verso la sua brandina, situata in un incavo del muro, quindi lo poggiò su di essa e tirò fuori da sotto il letto un piccolo baule. Il Pokémon si sporse per osservare, quindi la bambina lo aprì e iniziò a poggiare vari oggetti accanto alla creaturina. <<Queste sono tutte le mie cose>> spiegò <<Se resterai con me, ti farò anche un bel regalo>> Mudkip inclinò la testa, perplesso, quindi Sonia tirò fuori anche una lunga sciarpa bianca. <<Era della mia mamma>> sussurrò <<Ora non c’è più, e questo è tutto questo che mi rimane di lei... Se deciderai di restare con me, magari potrei dartene un pezzo, avremmo un qualcosa che ci unisca... ti piace come idea?>> A quel punto gli occhietti del Fango Pesce brillarono, quindi si lanciò in braccio alla bambina e le leccò una guancia. Da quel momento, il legame fra Sonia e Mudkip, poi Marshtomp, sarebbe cresciuto sempre più. Il Pokémon faceva di tutto per la ragazza e lei faceva lo stesso per lui, come fratello e sorella. Ogni volta che lottava, il Pokémon faceva di tutto per non rovinare la sciarpa bianca, simbolo della loro amicizia... -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Molto bene, sono decisamente nabba .-. È passato un anno da quando ho pubblicato il prologo e avevo preparato qualcosa di speciale per oggi... ma me ne sono totalmente scordata ;-; Ci tengo comunque a ringraziare (anche se a un orario ridicolo) tutti quelli che fino ad ora hanno seguito questa storia, è davvero molto importante ^-^ Domani posterò questa cosetta che ho fatto, sperando di ricordarmene ^^" -
Disponibili in Giappone dei kit per creare Pokémon con la cioccolata
Sapphire ha risposto a una discussione di Monochromatic in Notizie
Meravigliosi *^* -
Ecco le concept art di Solgaleo, Lunala, dei Tapu e di molti altri Pokémon di settima generazione
Sapphire ha risposto a una discussione di -PeterPan- in Notizie
Stupendi *^* In particolare sono bellissimi i Tapu con il meccanismo di chiusura e gli starter *o* Litten è sempre un qualcosa di fantastico -
[The_Karp] Commenti saga. Pokémon Explorers
Sapphire ha risposto a una discussione di The_Karp in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Oh, avevo provato anche io con efp ma non era andata molto bene ;-; E mi raccomando, avvisami se dovessi decidere di creare il seguito u-u -
Sono molto delusa, ero curiosa di assaggiare queste cartucce e ora scopro che hanno un cattivo sapore. Ora come ora dubito prenderò la switch
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[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Del tipo che mi sono arrivate 4 notifiche del tuo messaggio, ma va bene. E vada avanti a leggere che voglio consigli u.u -
Quando dovresti studiare e trovi una delle tue canzoni preferite ballata dai personaggi di danganronpa e allora decidi che è un buon momento per fare una pausa
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Me lo dici ogni volta che parte l'obbligo *censura*, ergo lo so <3
Wow. Censurano quella parola. LOLK
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[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Oh beh sì, ho dovuto renderlo scontato per poter mettere i retroscena dei nemici ;-; ci saranno cose più interessanti più avanti -
[The_Karp] Commenti saga. Pokémon Explorers
Sapphire ha risposto a una discussione di The_Karp in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Ok, ci sono *^* metto il tutto sotto spoiler che è meglio -
[The_Karp] Commenti saga. Pokémon Explorers
Sapphire ha risposto a una discussione di The_Karp in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Ero pronta a commentare il capitolo, ma se manca l'epilogo allora aspetto u.u faccio tutto insieme -
Fermi tutti
Spoiler
COSA
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- E' stata aggiunta una reazione da evilespeon, Spyro190, LightRay e 5 altri
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8
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[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Capitolo 29 pubblicato :3 ora sistemo anche la lista personaggi -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 29 Kalos, Città Centrale, mattina del giorno dopo <<Dunque è vero. Si erano nascosti qui per tutto il tempo>> commentò Grey, braccia conserte, osservando il palazzo infondo allo stretto vicolo. <<Che ti dicevo Nar? Avevo ragione io, potevamo anche evitarci tutta la commedia per farli venire fuori e poi pedinarli>> sbuffò Artemisia, seccata <<Muoviamoci a portarli a Older e facciamola finita>> <<Tsk, “commedia”. Vorrei sapere come fai a definirla così>> rispose secco Narciso <<Abbiamo ucciso una persona per trovarli, te lo ricordo>> <<Oh, fatela finita voi due>> sbottò il maggiore, zittendoli <<Andiamo, forza>> Braviary si levò in volo per avvicinarsi alla finestra e i tre iniziarono ad avvicinarsi all’edificio, quando una voce glaciale lì immobilizzò. <<No, no… non zittirli, era interessante>> Le giovani spie di Unima si girarono di scatto incrociando lo sguardo di due figure dall’altra parte del vicolo accompagnate da un Noivern e un Furfrou. <<C-chi… siete?>> domandò Narciso, facendo un passo indietro. <<Qualcuno che ha messo gli occhi sulle vostre stesse prede, a quanto pare>> sorrise Diana, avvicinandosi sinuosa ai tre <<Volevo farvi i complimenti per lo stratagemma che avete architettato, ci avete agevolato il compito… ma ora temo di dovermi liberare di voi>> Grey strinse i denti, nervoso:<<Non penserete certo di intimidirci così… Liepard, Sbigoattacco!>> <<Noivern, eliminalo con Dragopulsar!>> rispose decisa Diana. Il Pokémon Buio, che stava per lanciarsi sulla donna, fu investito in pieno da un raggio violaceo potentissimo che uscì dalla bocca dell’Ondasonora e finì sbalzato via con forza. <<Liepard!>> chiamò Grey, preoccupato. Il Pokémon alzò debolmente la testa, ferito, per poi ricadere a terra. <<Chi credete di essere?!>> sbottò Artemisia. <<Braviary, Eterelama!>> ordinò Narciso, pronto al contrattacco. Il Normale Volante sbatté violentemente le ali producendo del vento tagliente che si diresse verso Noivern. <<Anche tu Eterelama, forza!>> rispose veloce Diana. I due attacchi dei Pokémon si scontrarono allo stesso momento, generando un’onda d’urto che fece cadere tutti i presenti a terra. Intanto, dentro il rifugio, i rumori della lotta erano giunti alle orecchie di Alya e gli altri. <<Ma che sta succedendo là sotto?>> sbottò dopo un po’ May, scocciata <<Non mi sembra il rumore di una normale rissa di strada>> Il gruppo osservò la ragazza alzarsi e avvicinarsi alla finestra, per poi paralizzarsi. <<Che c’è, cara? Cosa succede giù?>> domandò Antea, leggermente preoccupata. <<Dobbiamo scappare!>> rispose lei, girandosi di scatto <<Là sotto…>> A quel punto anche gli altri si alzarono e cercarono di accalcarsi intorno alla finestra, ma solo Thunder riuscì a vedere qualcosa attraverso il minuscolo spiraglio. <<Oh, no…>> si limitò a sussurrare. <<Cosa vedi?>> domandò Alya, nervosa. <<Sono… sono quelli del torneo… e la sorella di Hiro… stanno lottando…>> <<MIA SORELLA!?>> esclamò il soldato, incredulo <<Oh… oh no, oh no… dobbiamo andarcene, e in fretta>> <<Diamine, come hanno fatto a trovarci?>> si chiese May, passandosi le mani sulla faccia. <<…il bigliettino…>> sussurrò Alya, sbiancando. <<Bigliettino?>> domandò Luna, perplessa. La nipote annuì gravemente:<<Sì… quando abbiamo trovato Magda… Questo è solo l’inizio. Venite fuori se ci tenete ancora a chi vi circonda. Non potete vincere. Diceva così… è questo che intendevano>> In quel momento sentirono un grido di dolore da parte di Braviary, seguito poi da un tonfo. <<Quelli del torneo stanno scappando>> sussurrò Thunder, tornato alla finestra <<La sorella di Hiro si sta avvicinando con un ragazzino>> <<Non ci sono altre vie d’uscita?>> chiese May con una punta di isteria nella voce. Alya scosse la testa, impallidendo:<<No… non che io sappia…>> Trevenant strinse Annabelle a sé, preoccupato. <<Allora siamo in trappola?>> sussurrò la bambina <<Quella donna… quella donna verrà qui?>> <<No cara, troveremo una soluzione, ne sono sicura>> sussurrò con dolcezza Antea. Tuttavia, anche nei suoi occhi si leggeva chiaramente l’ansia del momento. Si guardarono tra loro cercando freneticamente nelle loro teste un modo di scappare, ma senza risultati. Poi, all’improvviso, sentirono risuonare dei passi al piano di sotto, <<Dove sei, fratellino? Non penserai sul serio di poter giocare a nascondino con me… vieni fuori, su… non ti conviene che sia io a trovarti>> La voce di Diana risuonò chiara nella stanza, facendoli rabbrividire tutti. Hiro rimase paralizzato, poi si avvicinò alle scale. Umbreon e Greninja si guardarono per un istante, poi fecero per seguirlo. <<Soldato, che stai facendo?>> fece Alya con un filo di voce. <<Forse, se andrò da lei, eviterà di prendere anche voi>> spiegò, incerto. La ragazza si avvicinò a lui e lo guardò per un attimo, poi gli tirò un pugno sul naso. <<Cosa…>> borbottò lui, massaggiandosi il naso. <<Non cambierà nulla se ti consegni. È ovvio che verrà su comunque>> disse secca Alya <<Sei davvero stupido>> borbottò poi, tornando indietro, Intanto, i passi si erano fatti sempre più vicini. <<Bene, siamo morti>> sentenziò May, scambiandosi un’occhiata con Sylveon. <<Trovato, fratellino>> Diana era comparsa sulle scale insieme al suo grande Noivern, il quale squadrava tutti con lo stesso sguardo di ghiaccio della donna. <<Diana>> fece Hiro, immobile. <<Oh>> fece Diana, entrando nella stanza con il suo Pokémon <<Vedo che c’è anche la piccola Annabelle. Spero che tu ti sia data una calmata, al torneo non sei stata molto gentile con me… oh, e lì c’è il tuo amico Thunder… e guarda, anche quella ragazza che ha lottato insieme al mio fratellino alla festa… per non parlare poi dell’oggetto della ricerca del mio gentile accompagnatore…>> In quel momento, Damer fece capolino dalle scale insieme a Furfrou, gli occhi blu che brillavano:<<LU!>> esclamò, illuminato di gioia. <<Lu?>> fece Alya sottovoce, perplessa, mentre guardava disorientata i compagni: anche loro, come lei, non capivano. May, invece, era totalmente bianca in volto. <<Lu, sei tu! Finalmente!>> esclamò Damer, le lacrime agli occhi. Il ragazzino corse verso May e l’abbracciò forte, iniziando a singhiozzare:<<Sorellona! Sono così felice!>> Alya si voltò di scatto verso i due insieme a tutti gli altri. <<Che c’è, principessa? Gli altri non conoscevano il tuo nome?>> rise Diana <<Mi sorprendi Hiro, non hai riconosciuto la giovane erede al trono di Kalos?>> <<May… che sta succedendo?>> sussurrò Alya alla ragazza, ma lei rimase zitta ed immobile. <<Lu… che hai?>> domandò Damer, confuso. May tremò leggermente, bianca in volto, quindi si voltò con uno sguardo nauseato verso Sylveon, che ricambiò. Diana sorrise, sprezzante:<<Perché non racconti ai tuoi amici chi sei veramente, “May”?>> <<Io… mi dispiace. Non sono chi credevate che fossi>> sussurrò la ragazza <<Il mio nome è Lumei… sono la principessa di Kalos, la figlia della regina Sansa… l’erede al trono del regno>> Il silenzio calò all’improvviso nella stanza, tutti trattennero il fiato mentre la ragazza cadeva in ginocchio, pallida, mentre il fratello la stringeva ancora. <<Sono fuggita da palazzo con Sylveon quando ho capito che il regno era marcio, che la guerra stessa era una presa in giro. Quando ho capito che dietro a tutto questo c’erano mia madre e il re di Unima… sono scappata… ho bruciato i vecchi vestiti e me ne sono procurata di nuovi più semplici, poi mi sono tagliata i capelli per nascondermi meglio. Io… volevo cambiare le sorti di Kalos. Voglio cambiare le sorti di Kalos>> Alya rimase immobile, sconcertata. Quella sembrava un’altra ragazza rispetto alla May che aveva conosciuto... era un’altra persona. Era davvero l’erede di Kalos? La principessa Lumei? “Non è possibile… non è possibile… che sta succedendo?” si chiese, confusa. <<Sapevo di un’antica profezia…>> continuò <<Non ho mai creduto a quelle cose, ma visto come stava andando la guerra… ho pensato di aiutare a farla compiere>> A quel punto anche lo sguardo di Diana mutò:<<Profezia? Che intendi con profezia?>> <<La Profezia del Sacrificio, o qualcosa del genere. Parla di un qualcuno nato lo stesso giorno dell’erede al trono che vedrà la fine di una guerra lunga e terribile. Questo qualcuno sarà legato con un filo invisibile all’erede e regalerà la sua vita per salvare il regno ed evitare una catastrofe terribile>> <<E tu sei stata così sfrontata da fuggire da palazzo perché credevi di essere questo “erede al trono che vedrà la fine della guerra”?>> commentò Diana con tono divertito. <<Sì. Perché io voglio vedere la fine della guerra>> rispose la giovane principessa, secca. <<…sorellona…>> sussurrò Damer, sconcertato. <<Mi dispiace di non averti parlato di tutto questo, Damer>> fece Lumei, socchiudendo gli occhi <<Volevo solo proteggerti>> Alya strinse per un attimo Thunder a sé, poi si scambiò un’occhiata con Hiro, sconvolta, leggendo negli occhi dell’amico la stessa identica espressione. <<May… o meglio… principessa…>> chiamò con un filo di voce. Non sapeva neanche lei che cosa voleva dirle, era troppo confusa, ma non riusciva a tenersi tutto dentro. L’altra le rivolse il primo sorriso sincero che le avesse mai fatto:<<Alya… ragazzi. Non c’è bisogno che voi diciate altro. Mi dispiace di avervi mentito>> quindi si rivolse a Diana <<Siete venuti qui per me e Hiro, giusto?>> Diana prese ad attorcigliarsi una ciocca di capelli con un dito, fingendosi annoiata:<<Uhm… sì, teoricamente sì… ma sai, ho un conto in sospeso anche con i due bambini di Fractalopoli e la ragazzina che li ha aiutati a scappare… e che tra l’altro potrebbe fruttarmi anche dei soldi visto che è ricercata come ladra. E già che ci sono anche quelle gentili signore potrebbero venirmi utili, ho visto su dei manifesti che sono ricercate dal generale Older, a quanto pare prima eravate le sue serve personali e siete scappate… in sostanza penso che vi porterò tutti con me a Temperopoli, poi deciderò cosa fare di ognuno di voi>> -
[LightRay] Black Holes and Revelations
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Sono davvero stupendi *^* complimenti *^* -
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Sapphire ha risposto a una discussione di -PeterPan- in Notizie
Solo a me inquietano? .-. -
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[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Ahah, non ti abituare troppo alla frequenza di pubblicazione perché la seconda metà della storia sarà molto più complicata da scrivere Ad ogni modo mi fa sempre più piacere sentire che ti piaccia *^* -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
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Capitolo 28 pubblicato

