Un capitolo leggero, di transito, prima che scoppi il vero putiferio :3
Capitolo 25
Kalos, Città Centrale, mercato
Ogni tanto ad Alya veniva voglia di fingere che la guerra non esistesse.
Le mancavano i giorni a Romantopoli, giornate passate con i suoi Pokémon, allora Eevee e Fennekin. Quando era piccola, infatti, trascorreva un sacco di tempo a giocare con loro o ad ascoltare le storie che la madre Dana le raccontava. Erano dei piccoli momenti di intimità che conservava con gelosia nel cuore, spesso rivedeva il viso dolce della madre che sorrideva mentre la portava in luoghi fantastici con le fiabe della sua città natale. La piccola Alya se ne stava seduta sulle sue ginocchia premendo il viso contro il caldo petto della donna e giocherellando con le sue trecce che lasciava cadere morbide sulle spalle e che facevano il solletico alla bimba sfiorandole il nasino. Altre volte, le due uscivano insieme e andavano al mercato, lasciando il padre a casa con i Pokémon. Erano quelle uscite “tra ragazze” nelle quali nessuno interferiva mai.
Alya non raccontava mai a nessuno quelle cose, nemmeno Thunder sapeva molto del dolce rapporto che c’era tra la ragazza e la madre. Tuttavia a volte, per ricordare quelle uscite, prendeva e andava al mercato.
Teneva nascosti degli abiti che Magda le aveva regalato tempo prima che non aveva mai sgualcito o sporcato. Li indossava solo quando andava al mercato per fingere di immergersi in una falsa normalità. Solo Espeon e Braixen venivano con lei, e nessuno si intrometteva mai.
Tutti loro ogni tanto si prendevano un momento di pausa, e quello era il loro.
Quella mattina era uscita quando il sole già splendeva in cielo con Espeon e Braixen e si era diretta verso la piazza del mercato. In strada c’erano parecchie signore che camminavano con i loro Pokémon e i figli per fare la spesa con quel poco di soldi che i mariti erano riusciti a racimolare con qualche modesto lavoro.
<<Alya!>>
La ragazza si voltò di scatto appena udì il suo nome. Roy le stava venendo incontro di corsa seguito come sempre da Linoone. Portava in spalla un grosso sacco che ballonzolava su e giù.
<<Alya, da quanto tempo!>> esclamò appena la raggiunse, avvolgendola in un poderoso abbraccio.
La ragazza tentò di divincolarsi dalle braccia muscolose del giovane, fallendo.
<<Ehi Roy… da quanto>>
Il ragazzo mollò la presa, sorridente, mentre Alya si chinava per fare un grattino a Linoone, il quale si era allungato verso di lei.
<<Come mai qui?>> chiese Roy, mentre riprendevano a camminare verso il mercato.
Lei fece spallucce, osservando divertita i Pokémon giocherellare poco davanti a loro. Espeon e Braixen avevano un carattere simile a quello della ragazza, di conseguenza faceva bene anche a loro divertirsi un po’.
<<Diciamo che a volte mi piace uscire>> rispose dopo un po’ <<Mi piace fingere che vada tutto bene>>
<<Capisco… hai ragione, sì.>> rispose Roy, circondandole le spalle con un braccio.
Lei si irrigidì all’istante e lui lo tolse immediatamente.
<<Non ti ho visto per un po’ in città… come mai?>> domandò Alya mentre arrivavano alla piazza.
<<Beh… la nonna non sta bene. O meglio, inizia a perdere colpi. Sai, è piuttosto anziana… così ho lavorato un po’ io al suo posto>> rispose il ragazzo con finta disinvoltura.
<<Oh… mi spiace per Magda. Magari potrei passare da lei a salutarla più tardi>> fece Alya con sincerità. L’anziana signora era quasi una nonna per lei e Thunder.
<<Penso che le faresti un gran piacere, sai?>>
Lei annuì, sorridendo di rimando.
Passeggiarono per un po’ in piazza e più di una volta Roy urtò qualcuno con il grosso sacco.
<<Toglimi una curiosità… che hai lì dentro?>> domandò Alya dopo un po’, ridendo <<Sembra che tu stia portando in giro un corpo>>
<<Eh? Ho la faccia da criminale secondo te?>> fece l’amico, fingendosi offeso.
<<Ahahah, beh… spesso l’assassino è quello di cui meno sospetteresti>> rispose la ragazza, divertita.
Roy le tirò un pugnetto sulla spalla di Alya:<<Stupida! Eheh… comunque sono semplici scarti di stoffa, devo portarli a un’amica della nonna>>
Passeggiarono per un’altra mezzoretta, quindi Roy condusse Alya, Espeon e Braixen fino al vicolo dove si trovava il loro rifugio.
<<Ci vediamo più tardi da me allora, ok?>> le salutò il ragazzo, quindi si voltò e tornò indietro, seguito da Linoone.
Quando arrivarono di sopra si resero conto di non essere le uniche ad aver voluto prendersi una giornata di riposo: Hiro, Greninja e Umbreon stavano dormendo appoggiati gli uni agl’altri; Luna e Antea stavano rammendando alcuni abiti usando il filo che aveva portato qualche tempo prima Magda ad Alya; Thunder e Annabelle stavano chiacchierando come ai vecchi tempi circondati dai loro Pokémon e May si stava preparando in quel momento per uscire a sua volta.
<<Ottimo, sei tornata. Io e Sylveon andiamo a fare un giro allora. A dopo>>
Uscì senza aggiungere altro, superando le nuove arrivate con disinvoltura.
<<Simpatica come sempre>> commentò con una smorfia Alya, avvicinandosi a Thunder e cingendogli le spalle da dietro.
<<Ehi fratellino>> fece, sorridendo.
Lui tirò su la testa, sorridendo:<<Alya! Non vi avevo sentite arrivare! Com’è andata?>>
<<Bene, bene… ho incontrato Roy, sai?>>
<<Roy?>> fece Hiro, aprendo gli occhi.
Alya si voltò, seccata:<<Sei veloce a svegliarti, soldato>>
Il corvino tirò su un cipiglio, esasperato, poi si sistemò meglio senza alzarsi.
Annabelle invitò con un timido gesto Alya a sedersi accanto a lei e a Trevenant mentre Espeon e Braixen si accoccolavano vicino a Greninja e Umbreon.
<<Che diceva Roy?>> domandò Thunder alla sorella.
<<Beh… Magda non sta molto bene, è per questo che non si vedevano molto in giro>>
Il viso del fratellino si fece subito triste:<<Oh… la andiamo a trovare?>>
Alya annuì, sorridendo:<<Sì, me lo ha chiesto anche Roy. Ci aspetta a casa loro più tardi>>
<<Posso venire anche io?>> chiese timidamente Annabelle <<Ho raccolto molte erbe medicinali quando vivevo con gli altri Pokémon alla Valle… magari posso fare qualcosa>>
I due fratelli rimasero piuttosto sorpresi dalla richiesta, ma subito annuirono all’unisono.
<<Andate a casa di Roy?>> chiese Hiro, seccato.
<<Qualcosa non va, soldato?>> fece Alya, infastidita.
<<Non mi piace quel tipo. Troppo invadente>>
Thunder guardò i due con fare confuso mentre Annabelle si lasciava sfuggire un risolino.
<<Vengo anche io>> disse dopo un po’ il ragazzo <<Giusto per tenerlo d’occhio>>
Alya sorrise, divertita:<<Come vuoi, mister diffidenza>>
Poco dopo, il gruppo formato da Alya, Thunder, Annabelle, Hiro e i loro Pokémon procedeva di buona lena verso la casa-bottega di Magda e Roy.
Era molto piccola e si trovava nelle vicinanze della Porta Ovest insieme a numerose altre botteghe, molte delle quali erano chiuse da anni.
Quando arrivarono, Roy stava liberando la porta dalla neve con l’aiuto di Linoone e di una pala.
<<Ehi ragazzi! Siete arrivati!>> li salutò subito. Rimase a fissare Annabelle e Hiro per qualche secondo, interdetto.
<<Ehm… Roy, ci rivediamo>> accennò il soldato con poco entusiasmo mentre Thunder abbracciava il ragazzone e Alya lo salutava con un sorriso.
<<Oh… Din, certo! Mi ricordo di te! Eri il ragazzo del torneo… e quella è Annabelle, la bambina che ti ha sconfitto! Bella lotta comunque, non ti ho più fatto i complimenti come si deve!>>
Annabelle si strinse a Trevenant senza ricambiare il saluto e Thunder le si avvicinò:<<Ehi, non morde mica Roy, sai?>>
La bambina lo fulminò con lo sguardo, poi estrasse dal vestito una manciata di foglie dall’aspetto poco invitante e le consegnò al nipote della sarta:<<Per tua nonna>> disse semplicemente <<Facci una tisana, un tè, quello che vuoi>>
<<Oh… ok>> fece lui, stranito <<Comunque, volete entrare? Si gela qui fuori>>
Il gruppetto acconsentì immediatamente e uno ad uno entrarono.
La bottega era ancor più piccola di quanto Alya non ricordasse, forse perché questa volta era decisamente affollata.
Le pareti in pietra erano coperte da pezzi di stoffa appesi o capi dall’aspetto decisamente più grezzo rispetto a quando era la vecchia Magda a lavorarli.
Dietro allo stracolmo bancone c’erano degli scaffali pieni di oggetti per il cucito, cianfrusaglie e altri ritagli, delle scale e un baule.
<<Venite, la nonna è di sopra>>
Poco a poco lasciarono la piccola bottega per salire nell’umile dimora dei due: era composta da una piccola stanza con un caminetto pieno di statuette di Pokémon in legno intagliato e un tavolo che fungevano da sala-cucina e da due letti separati da un piccolo muretto dal resto.
In uno di questi due letti la vecchia Magda riposava, tranquilla. Il volto sembrava essersi fatto ancora più rugoso e scavato dall’ultima volta che l’avevano vista.
<<Ehi, nonna… ci sono Alya e Thunder… hanno portato anche degli amici>> sussurrò Roy, chinandosi ad accarezzare la fronte della donna, la quale socchiuse gli occhi.
<<Oh… che cari, che cosa dolce venire a trovare una vecchietta, eheh>> fece con voce roca Magda.
Alya la osservò con un velo di tristezza negli occhi, quindi si avvicinò per prima seguita dalle sue Pokémon. Si chinò al capezzale dell’anziana mentre Espeon leccava con affetto la guancia della donna e Braixen la sfiorava con la zampetta vellutata.
<<Alya, cara… sono tanto stanca, lo sai?>>
<<È la stagione, Magda. Vedrai che appena passerà il freddo starai meglio anche tu>> rispose la giovane con dolcezza. Non credeva alle parole che stava dicendo, ma era suo compito incoraggiare la donna che tanto aveva aiutato lei e il fratello.
<<Oh, non credo questa volta, no… promettimi una cosa, piccola ladruncola: prenditi cura del mio Roy, capito? Anche tu Thunder, prenditi cura del mio nipotino. E vedete di sposarvi, una volta tanto>>
Alle ultime parole, i due fratelli arrossirono all’unisono in preda all’imbarazzo.
Roy ridacchiò alla loro reazione e tirò fuori le erbe dalla tasca:<<Guarda nonna… vedi quella bambina? Ha portato queste, sono per te. Magari ti facciamo una bella tisana, eh?>>
Magda osservò corrucciata le erbe, poi si rivolse ad Annabelle:<<Come ti chiami, cara?>>
<<A-Annabelle>> balbettò la bambina, nervosa.
<<Oh… che bel nome… e da dove vieni, Annabelle?>>
<<Fractalopoli>>
<<È una mia… nostra amica d’infanzia>> spiegò Thunder.
Magda annuì, convinta.
Rimasero a chiacchierare per una mezzoretta. Per tutto il tempo, Hiro rimase in un angolo a squadrare Roy insieme a Greninja, mentre Umbreon preferì dormire davanti al caminetto.
Ad un certo punto, la vecchietta divenne improvvisamente seria: si sistemò meglio, mettendosi seduta, e rivolse il suo sguardo ad Alya e Thunder.
I due fratelli ricambiarono lo sguardo, incuriositi, quando Magda se ne uscì con una strana proposta:<<Che ne direste di lavorare con Roy giù in bottega?>>
Hiro scoppiò immediatamente in una serie di colpi di tosse piuttosto lunga, mentre i due interpellati si scambiavano uno sguardo indeciso.
<<So che è da tanto che cercate un lavoro, potreste guadagnare qualcosa in modo onesto… e il mio Roy avrebbe più tempo per riposare>>
Alya gettò uno sguardo ad Espeon e Braixen:<<Voi che ne dite?>>
Le due Pokémon avevano uno sguardo piuttosto confuso, così come lo avevano Snoover e Bergmite, interpellati da Thunder.
<<Anche i vostri Pokémon possono stare con voi, potrebbero aiutarvi…>> continuò la signora, convinta.
<<Nonna…>> cominciò Roy, ma Alya lo interruppe.
<<Temo di non saper cucire…>> ammise, grattandosi la guancia con fare nervoso <<Thunder sì, ma io non sono mai stata portata per i lavori femminili>>
<<Non importa, vorrà dire che Roy ti troverà un altro impiego per aiutarlo. Non è così, nipotino?>> fece Magda, tranquilla.
La ragazza scambiò ancora una volta uno sguardo con le sue Pokémon, che annuirono. In effetti un lavoro era quello che cercava da un po’, almeno fino a che sarebbe stata impegnata lì non avrebbe dovuto rubare per portare agli altri soldi e cibo.
<<Io direi di accettare, sorellina. Quei soldi ci farebbero comodo>> commentò Thunder dopo essersi consultato con Snoover e Bergmite.
<<È vero… magari potremmo vivere in modo migliore, comprare qualcosa per noi e per i nostri Pokémon…>> continuò Annabelle, seduta in grembo a Trevenant.
<<Va bene, va bene>> acconsentì alla fine Alya <<Quando cominciamo?>>
<<Anche da domani, cari>> sorrise Magda <<Portate anche i vostri Pokémon, potranno essere molto utili>>
Al termine della chiacchierata, Roy accompagnò il gruppetto all’ingresso.
<<Spero che almeno lavorare con noi vi aiuti a risollevarvi… non si salva un regno senza soldi>> fece il ragazzo sulla porta <<Ci vediamo domani… verrai anche tu, Din?>>
<<No>> rispose secco Hiro, quindi spinse via gli altri per allontanarsi il più in fretta possibile.
<<Datti una calmata, soldato>> brontolò Alya, togliendosi le mani del ragazzo di dosso <<Si può sapere che problemi hai con Roy?>>
<<È un bravo ragazzo. Non ha cattive intenzioni, lo sento>> fece Annabelle <<Percepisco i sentimenti negativi se ci sono nell’aria, e l’unico che c’è qui viene da Hiro: si chiama gelosia>>
Alya e Thunder scoppiarono a ridere, divertiti, mentre Hiro li superava per poi girarsi verso di loro:<<Non sono geloso, semplicemente quel ragazzo si prende confidenze strane>>
<<Te ne stai prendendo molte anche tu, soldato, credimi>> ridacchiò la ladra, superandolo a sua volta con passo leggero con Espeon e Braixen, le quali si premurarono di fare il solletico sotto il naso al ragazzo con le code.
A una sera dal loro arrivo della nave, Aiko, Makoto e Kin non si sorpresero di essere stati convocati nella cabina del capitano. Durante la loro prima cena a bordo, infatti, avevano rischiato di far scoprire la loro destinazione all’interno equipaggio e avevano tirato in ballo una meta assolutamente irraggiungibile e altamente improbabile.
Tuttavia, quello che li aspettava in cabina fu assolutamente inaspettato.
Si erano trovati faccia a faccia con una donna abbronzata che li aspettava a braccia incrociate davanti allo scrittoio di Kenneth, che risultava praticamente interamente nascosto dall’imponenza della figura tanto da impedire ai ragazzi di scorgere il capitano, sicuramente seduto lì dietro.
La donna aveva lunghi capelli lisci e scuri e un brillante occhio azzurro. Una cicatrice bianca le attraversava il lato destro della faccia dalla guancia all’occhio, il quale era tenuto nascosto da una benda. Di per sé non era particolarmente muscolosa, tuttavia il grande mantello nero che teneva appoggiato sulle spalle le conferiva un’aria minacciosa.
Indossava abiti neri e aderenti, dalla casacca agli stivali alti fino al ginocchio, che esaltavano ogni curva del suo corpo. I guanti neri erano di cuoio e lasciavano visibili le punte delle dita, le quali tamburellavano nervose sulla schiena del Zebstrika che se ne stava immobile al suo fianco.
Sulla spalla della donna una Purrloin muoveva la coda in modo ipnotico osservando con disappunto i nuovi arrivati. Scoprì leggermente i canini a Persian, il quale ricambiò il gesto. Il Pokémon Buio spalancò leggermente gli occhi ma non si scompose alla risposta della sua provocazione.
<<Siete in ritardo>> fece la donna. La sua voce era bassa e calda, tuttavia non aveva nulla di rassicurante.
I tre fratelli rimasero come congelati dalla sua presenza e non aprirono bocca.
A quel punto sbucò da dietro la donna il capitano massaggiandosi il mento sommerso dalla folta barba.
<<Ragazzi>> esordì <<Credo non abbiate ancora avuto l’onore di conoscere…>>
<<Taci, Kenneth>> lo zittì immediatamente la donna <<Non sei neanche in grado di gestire una ciurma di sconclusionati, non hai il diritto di pronunciare il mio nome per presentarmi a tre ragazzini indegni anche solo di essere gettati in pasto ai Basculin>>
Aiko strinse al petto Eevee mentre si avvicinava con discrezione a Kin.
<<Il mio nome è Mary Lizbeth Rebecca da Unima, un tempo patria di grandi cavalieri, nipote del più grande generale che l’Armata Nera che il mio non più glorioso regno abbia mai conosciuto, ufficiale di rotta di questa nave, prima donna a ottenere un titolo importante in campo marittimo. I miei fedeli Pokémon sono Zebstrika, il quale mi accompagnò nelle battaglie quando combattevo per il regno che ormai ho rinnegato, e Purrloin, abile ladra che lavorò con me nel mio periodo al servizio della pirateria dei terribili mari che circondano l’arcipelago di Hoenn>>
<<Esattamente quello che volevo dire io, ovvio>> commentò Kenneth con il suo miglior falso sguardo convinto <<Insomma, quando ti capita di poter presentare un personaggio del genere?>>
Chatot ridacchiò contento dalla spalla dell’uomo, ma fu immediatamente bloccato dalla voce della donna:<<Sei buono solo a schiamazzare come il tuo Chatot, Kenneth>>
<<Perdonatemi… ma perché ci avete convocati?>> domandò Aiko con un filo di voce.
L’ufficiale di rotta rimase impassibile per qualche istante, poi sospirò, seccata:<<Per colpa vostra, ora l’intero equipaggio è in subbuglio per la storia di Alola. Logicamente so che voi scenderete a Temperopoli, principale porto del regno di Kalos, ma non possiamo svelare la vostra meta a quel branco di zotici. Dunque, ho ideato un piano. E non mi interessa se vi piacerà o meno, dovrete eseguire gli ordini>>
I tre annuirono senza proferir parola.
<<Bene. Quando arriveremo nei pressi di Temperopoli, dovrete fingere di ribellarvi a noi. In realtà siete dei pirati intenzionati a depredare La Corsola delle merci che trasporta e noi vi butteremo giù dalla nave esattamente nelle acque del porto in una zona semi-sicura. Semplice. Mi auguro non abbiate alcuna domanda, perché non intendo fornire risposte. Se avete qualche problema con questo piano non mi riguarda, ne potete parlare con Kenneth ma questo non influirà in alcun modo sulla mia decisione. Sono stata chiara?>>
Aiko, Kin e Makoto annuirono ancora una volta, questa volta imitati dai Pokémon.
<<Molto bene. Purrloin, Nottesferza!>>
Il Pokémon Furbizia si lanciò su Makoto caricando il colpo, quindi Persian rispose prontamente con Morso senza attendere il comando e schivando il colpo. Purrloin evitò la mossa a sua volta e tornò con un paio di balzi sulla spalla della donna.
<<Molto bene. Sembra che tu sia il meno smidollato dei tre. I tuoi fratelli invece sono piuttosto deludenti, anche i loro Pokémon avrebbero dovuto reagire così, all’istante. Deludenti, deludenti. E ora fuori!>>
I tre obbedirono all’istante e in un attimo furono fuori dalla cabina. Fecero solo in tempo a sentire un’ultima volta la parola “deludenti” prima di allontanarsi e incontrare Sonia e Marshtomp, i quali li aspettavano sul ponte.
<<Avete avuto l’onore di conoscere la nostra Mary e i suoi amabili Pokémon, immagino>> ridacchiò la bionda al loro arrivo.
<<Oh sì>> commentò Makoto, avvicinandosi con Persian <<Davvero adorabili, tre dolcetti di Miele di Combee>>