Mmh... è da un po' che non pubblico lo so sono successe un sacco di cose, abbiate pazienza, e non ho avuto molto tempo per scrivere (e vi assicuro, è la mia priorità assoluta se non ho da studiare). Ad ogni modo... se prima siamo stati a Johto, tanto vale finire un po' il giro prima di tornare a Kalos...
Capitolo 21
Unima, Percorso 10, due giorni dopo la riunione delle Kimono Girl
L’aria fredda della sera sferzava il volto piumato di Pidgeot, che volava alto nel cielo scuro puntellato dall’oro delle stelle sbattendo con potenza le ali.
Da due giorni volava senza fermarsi quasi mai, impaziente di raggiungere la meta per eliminare il peso della donna che sedeva sulla sua groppa.
Con un urlo comunicò tutta la sua stanchezza, un grido che risuonò tra gli alberi che creavano il bosco sotto di lui. Le ali sbattevano sempre più lentamente, non reggeva più quel ritmo.
<<Inizi ad essere vecchio, mio caro Pidgeot. Atterra pure>> sussurrò la donna con dolcezza appoggiando il viso al suo collo. Poteva sentire le piume del Pokémon sulla pelle, morbide ma ghiacciate.
Il Pokémon Uccello non se lo fece ripetere due volte e iniziò ad inclinare lentamente la traiettoria di volo per il basso, planando con eleganza verso gli alti alberi del bosco. La velocità aumentò poco a poco e l’aria frustò i loro volti stanchi e freddi finché Pidgeot non si fermò bruscamente a pochi centimetri dal terreno fangoso. La donna accarezzò delicatamente la testa del Pokémon per poi scendere dalla sua groppa. Poi estrasse dalla tasca del mantello una sfera tonda e la avvicinò al becco dell’Uccello.
<<Ottimo lavoro, non mi deludi mai>> sussurrò. Contemporaneamente, il Pokémon veniva assorbito dall’oggetto, prontamente rimesso al suo posto dentro la calda e spessa tasca.
Poi iniziò a guardarsi intorno, stringendosi nel mantello rosso e sistemando la ciocca di capelli neri che le copriva un occhio dietro l’orecchio.
Era buio pesto, eppure la notte non era silenziosa. Le foglie degli alberi frusciavano cullate dalla brezza invernale e poteva sentire lo scroscio di un fiume vicino. I flussi si scontravano contro le rocce e il terreno mentre i Pokémon notturni cantavano insieme una triste nenia malinconica.
Sospirò, stanca. Avrebbe preferito di gran lunga non essere lì, in quel bosco tetro e buio. Ma qualcuno la stava aspettando.
Estrasse dalla tasca un’altra sfera, controllò velocemente che fosse quella giusta e poi la lanciò in aria. Con un bagliore, un Pokémon fu come sprigionato dall’oggetto per poi atterrare con leggerezza davanti alla donna.
<<Umbreon… ti piace Unima?>>
Il Pokémon Lucelunare sbuffò, e la donna sorrise sarcastica:<<Sei sempre la solita eh? Su, facciamo un po’ di luce. Flash!>>
I cerchi gialli sul corpo del Pokémon iniziarono a brillare intensamente, creando una zona luminosa intorno alle due.
<<Perfetto… andiamo, forza. Non vorrei arrivare tardi>> fece poi la donna.
Camminarono nel prato umido fino ad arrivare alla sponda del fiume. I sassi si sbriciolarono sotto le scarpe della donna e le zampe di Umbreon, cadendo nell’acqua fredda e agitata.
<<Manca il ponte. Ottimo. Organizzati in questo regno>> sbuffò, mentre Umbreon iniziava a ringhiare all’improvviso.
La donna drizzò la schiena. Passi. Veloci. Ringhi. Versi.
Umbreon le si piazzò accanto senza smettere di illuminare la zona circostante. I rumori si facevano sempre più vicini, i passi risuonavano forti come i battiti dei cuori agitati delle due compagne.
<<Chi c’è? Chi siete?>> urlò la donna, stringendosi nel mantello <<Che cosa volete?>>
Poi, una alla volta, delle gocce di pioggia iniziarono a cadere sulle loro teste, facendole rabbrividire.
<<CHI SIETE?>> urlò ancora, mentre la pioggia aumentava sempre più.
All’improvviso una luce fioca e dondolante apparve tra gli alberi. Poi un’altra. E un’altra ancora.
“Che siano… Pokémon?” si chiese.
Poi però i contorni delle luci si fecero più definiti, così come le braccia di chi teneva le tre fonti di luce. Lanterne.
<<Dovremmo essere noi a chiederti che ci fai qui>> fece una voce rauca. Poco a poco le sagome si delinearono rivelando tre uomini e tre Pokémon, un Hydreigon, un Emboar e un Excadrill.
Quest’ultimo era al centro, affiancato da un vecchio basso con folti baffi e un naso adunco, e sembrava borbottare da solo.
<<Forza, fatti vedere in faccia>> ripeté la voce rauca del vecchio <<Non ci piacciono gli intrusi. Da dove vieni? Sei di Kalos?>>
La donna rimase impassibile, osservando le sei figure dall’altra parte del fiume. Poi, con un gesto disinvolto, si levò il cappuccio, lasciando la testa esposta alla pioggia.
<<…Lady Nanaka>> borbottò l’uomo con Emboar, un ragazzo massiccio e con brillanti capelli rossi.
<<Chiamatemi come volete>> rispose schietta la donna <<Anche se quel “Lady” non mi piace molto>>
<<Che ci fai qui, donna?>> la attaccò il terzo uomo, accompagnato da Hydreigon, scostandosi una ciocca nera dal volto lungo e pallido <<Pensavamo che saresti arrivata direttamente a palazzo, sporca traditrice>>
<<Non chiamerei così una che sta aiutando il vostro regno. A Johto staranno bene anche senza di me>> replicò ancora una volta Nanaka <<In ogni caso, il mio Pidgeot era stanco. Non sarebbe mai arrivato fino al castello nelle sue condizioni. Credo che…>>
<<Di che cosa stai parlando!>> sbottò il vecchio <<Non c’è nessun Pidgeot qui!>>
Nanaka socchiuse gli occhi, squadrando l’omino:<<Affascinante. Non pensavo che un regno avanzato come il vostro non possedesse le tecnologie di Johto. Forse è per questo che quel ragazzino che voi chiamate re mi ha chiesto un aiuto>>
<<Re Feb non è solo un ragazzino! È il degno discendente della casata reale di Unima, portatrice degli ideali e della verità del regno!>> si intromise l’uomo con Hydreigon.
<<Ad ogni modo… che volete fare, arrestarmi perché sto andando a palazzo?>> domandò sarcastica Nanaka <<Siete soldati, no?>>
Il vecchio sbuffò mentre il suo Excadrill sfregava tra loro gli artigli di acciaio:<<Dovresti avere più rispetto per le alte cariche militari, donna. Non so come funzioni a casa tua, ma qui sono rispettato da tutti>>
Rimase per un attimo ad osservarla con i suoi piccoli occhietti, poi si girò:<<Uhm… pensò che alla signora e al suo Pokémon farà comodo il tuo Hydreigon per passare, ragazzo>>
L’uomo dai capelli neri accanto a lui sbiancò per un attimo, poi fece un leggero cenno del capo al suo imponente Pokémon. Quello di levò in volo con pesantezza e raggiunse Nanaka e Umbreon in pochi istanti. Poi le afferrò con le zampe munite di bocche e le portò bruscamente dall’altra parte, facendole atterrare in malo modo.
Nanaka si alzò, i capelli neri infangati che le coprivano il viso:<<Avete perso le buone maniere, vecchio?>>
L’altro non si voltò, cominciando a camminare seguito dagli altri, così Nanaka e Umbreon si affrettarono a seguirlo.
Il gruppo procedeva silenzioso tra gli alberi, ignorando la pioggia che cadeva incessantemente sulle loro teste. Umbreon faceva luce a Nanaka, ma sembrava che gli altri non ne avessero bisogno: era come se avessero fatto quella strada al buio migliaia di volte.
In ogni caso, nonostante l’aria tetra, i Pokémon del bosco non erano addormentati, risparmiandoli almeno di un inquietante silenzio. Ogni tanto un battito d’ali veloce e frenetico o un grido acuto facevano rabbrividire la Kimono Girl, ormai fin troppo abituata a vivere in città.
<<Ehi vecchio… quanto manca ancora a palazzo?>> domandò dopo un po’, stanca.
Tuttavia, non ebbe bisogno di risposte: appena messo piede fuori dal bosco, davanti al gruppo si presentò un monte roccioso che presentava numerose sporgenze e aperture. Esattamente davanti a loro un tunnel entrava al suo interno, buio e minaccioso.
Sulla cima del monte si vedevano a malapena le torri più alte del castello dei reali di Unima.
Nanaka rimase impassibile nell’osservare la loro meta, poi si voltò seccata verso gli accompagnatori:<<Fatemi capire, i reali di Unima fanno sempre questa strada per andare e venire dal castello?>>
Il vecchio si voltò nel buio con un ghigno sarcastico:<<Credi che re Feb si abbasserebbe a tanto?>>
<<A quanto pare no>> ribatté Nanaka estraendo due sfere dalla tasca.
<<E ora che vuoi fare?>> domandò il ragazzo con Emboar, fissando sospettoso gli oggetti rotondi.
Nanaka alzò le spalle e poi poggiò una delle due sfere sulla fronte di Umbreon, assorbendola al suo interno, per poi lanciare in aria la seconda. In un attimo apparve davanti alle facce allibite dei compagni Pidgeot, che tuttavia si andò a posare accanto alla donna senza degnare di uno sguardo gli altri.
<<S-sei… sei una… strega! T-tu…>> balbettò l’uomo con Hydreigon.
Il vecchio tuttavia socchiuse gli occhi, sospettoso:<<È per questo che stai andando dal re… è per questo che sei stata convocata, vero?>>
Nanaka rispose accarezzando Pidgeot:<<Forse. Ma non so se questi sono affari che vi riguardano. Esattamente chi siete?>>
Il vecchio la fissò con aria di sfida:<<Luogotenente Alec. Membro più anziano della truppa bianca dell’esercito di Unima. Quest’uomo con Hydreigon è Percival, un soldato che si è fatto valere in numerose battaglie a Kalos, mentre questo ragazzone è il più giovane membro della nostra truppa resistito all’attacco di Fractalopoli, Julius. Siamo stati inviati dal re in persona per cercarti. Tuttavia non sappiamo ancora molto di te>>
<<Conoscete già il mio nome e mi avete chiamata “traditrice”… dubito che abbiate bisogno di altro>> rispose secca lei <<Allora, io salgo sulla cima con il mio Pidgeot. Che intenzioni avete voi?>>
Il luogotenente la guardò male per un attimo, poi si voltò verso la montagna:<<Percival, accompagna la signora su. Io ho ancora qualcosa da sbrigare qui… Julius, resta con me tu>>
<<Sì signore!>> risposero in coro i due soldati, quindi Alec sparì nell’ombra con il subordinato e i loro Pokémon.
<<Dunque Lady Nanaka… spero che il suo Pidgeot non sia troppo stanco per il viaggio da Johto>> esordì Percival, ma la Kimono Girl era già salita in groppa al suo Pokémon e stava volando verso il castello in cima alla montagna.
Pidgeot atterrò davanti al castello spalancando le ali davanti a due guardie allibite e assonnate con dei Pawniard.
I due scrutarono sospettosi Nanaka mentre scendeva dalla sua groppa e tirarono un urlo quando il Pokémon venne assorbito dalla sfera della donna.
<<Uh… sì, beh, il soldato che doveva accompagnarmi non è ancora arrivato. Credo sia un po’ più giù>> dichiarò con fredda naturalezza.
Poi, alla vista degli sguardi sconvolti dei due, aggiunse:<<Credo che qui mi conosciate come Lady Nanaka… ero in arrivo per domani mattina sotto convocazione del sovrano>>
A quel punto arrivarono Hydreigon e Percival, che si andarono a posare accanto al gruppetto.
<<Sto scortando dentro questa donna, ordini dall’alto>> disse senza fare troppi complimenti.
Nanaka rimase impassibile osservando le guardie ritirarsi in fretta, quindi seguì il soldato all’interno dell’ingresso.
<<Sei arrivata in anticipo. La stanza per te non era ancora pronta>>
I due si guardarono intorno senza trovare la fonte della voce.
<<Quassù>> fece notare secca, facendo alzare lo sguardo a Nanaka, Percival e Hydreigon.
In cima alle scale un ragazzo piuttosto giovane aspettava una risposta a braccia incrociate. I vestiti ricchi e pesanti e la grossa corona scintillante e preziosa fecero capire a Nanaka che quello non poteva essere altri che il re Feb.
Percival si inchinò prontamente e dopo qualche secondo la donna decise di imitarlo.
<<Ho visto in lontananza il tuo Pidgeot e ho inviato il luogotenente Alec e i suoi uomini. Spero che non ti abbiamo recato alcun disturbo, Lady Nanaka>> esordì il sovrano con aria svogliata.
<<Gradirei non essere chiamata “lady”. Temo di non avere alcun titolo nobiliare, mio giovane re>> rispose con fredda cortesia la donna <<E gradirei non tergiversare troppo e arrivare subito al dunque. Non è stato un viaggio piacevole e ad Amarantopoli si saranno sicuramente accorti che il capo delle Kimono Girl della città è scomparso>>
Feb sorrise e si scostò una ciocca bionda dagli occhi smeraldini, poi alzò una mano per salutare Percival:<<Tu devi essere uno degli uomini di Alec giusto?>>
Il soldato sobbalzò e si inchinò rapidamente:<<Sì… Vostra maestà>>
<<Ti ringrazio per aver portato qui la signora. I tuoi compagni dove sono?>>
Nanaka osservò con disappunto il sorriso freddo e finto del re, che sebbene parlasse con il soldato non perdeva di vista neanche il più impercettibile respiro della donna.
<<Il luogotenente aveva delle commissioni da sbrigare giù, credo volesse avvisare dell’arrivo anticipato della signora. Saranno qui a breve con degli Unfezant o simili, Vostra maestà>> rispose Percival senza riuscire ad incrociare gli occhi brillanti del sovrano.
<<Molto bene. Ti ringrazio, ritirati pure>>
Il soldato non se lo fece ripetere due volte e uscì di corsa dall’ingresso.
A quel punto lo sguardo di Feb si concentrò del tutto su Nanaka:<<Eccola qui, una dei Saggi di Johto in persona. Ti vuoi sistemare prima di venire a parlare con me?>>
<<No. Prima finisce questa storia meglio è>> rispose secca la donna.
Il giovane re sorrise ancor di più e invitò la donna a salire le scale.
Nanaka lo seguì per i corridoi silenziosa. Le guardie osservavano attonite la strana coppia ma non fiatavano.
Quando finalmente arrivarono, Feb la fece accomodare in un piccolo salottino. C’era un caminetto che scoppiettava allegro e alte librerie che coprivano le pareti. Al centro due divanetti erano sorvegliati da un maestoso Serperior che sembrava aspettarli con occhi di ghiaccio.
<<Ti presento il mio fedele compagno… Serperior. Vive con me da quando era un piccolo Snivy e io solo un poppante… come vedi ora ci siamo entrambi… evoluti. Prego, accomodati. Prima le signore>>
Nanaka lo superò con diffidenza e si sedette su uno dei divanetti mentre il Pokémon del sovrano non la perdeva di vista.
Feb chiuse la porta senza perdere il sorriso e si sedette perfettamente difronte alla donna mentre Serperior si arrotolava intorno al suo divanetto.
<<Ti piace questo posto? È un piccolo angolo di paradiso, una biblioteca personale… qui potremo parlare senza problemi>>
Nanaka annuì rigidamente mentre il sovrano di Unima la osservava.
<<Dunque… che cosa vuoi in cambio delle informazioni sul tesoro?>>
La donna si irrigidì: era arrivato subito al dunque… doveva giocare bene ogni carta.
<<La possibilità di poterlo usare la prima volta. Solo la prima, niente di più. Nessuno conosce i suoi poteri meglio di noi>> rispose secca.
<<Mmh… sai, mio padre era avaro di spiegazioni. Anche sul letto di morte si rifiutò di spiegarmi in che cosa consistesse esattamente il tesoro… tutto ciò che so è che ha poteri molto particolari e che la regina di Kalos, Sansa, lo desidera. Questo mi basta… deve essere mio, capisci? Come posso sapere che non possa essere usato solo una volta?>>
Gli occhi smeraldini di Feb erano diventati due fessure, ma Nanaka non si perse d’animo.
<<Le posso assicurare che il tesoro è stato usato più volte in passato dalla gente di Johto e in un passato ancor più lontano e dimenticato, da quasi tutti i regni… e sarà utilizzabile ancora numerose volte. Il suo potere si spegnerà solo quando non avrà più motivo di esistere, quando nessuno lo vorrà più>> rispose lei <<Non le mentirei mai in una situazione così… non mi converrebbe molto, non crede?>>
Feb ci pensò per qualche istante, poi annuì:<<E sia. Avrai ciò che chiedi… ora parlamene>>
Nanaka lo osservò sospettosa, ma poi capì che quella non era una richiesta: era un chiaro ordine. Anche se quello era solo un ragazzino, aveva il potere di schiacciarla in un solo istante.
Alla fine sospirò e decise di parlare:<<Lo faccio solo per la mia gente… non sono una traditrice>>
L’altro annuì, mentre Serperior iniziava a sibilare, spazientito: doveva iniziare, e al più presto.
<<Va bene. Il suo vero nome è Sacra Reliquia ed è dotata di poteri sensazionali. È in grado di evocare le divinità… o Pokémon Leggendari, come li chiamate voi. Per attivarla è necessaria la presenza di due persone, un uomo e una donna, provenienti dal regno di origine del Pokémon, e di un particolare tesoro che si incastona al suo interno. In questo momento suppongo che siano tutti inseriti a parte quello di Johto… quello lo possiede una giovane Kimono Girl di nome Aiko. Non sa di averlo, ma non lo lascia mai>>
Feb era rimasto a bocca aperta nell’ascoltare le parole della donna. La osservava incredulo, colmo di un’avidità che Nanaka percepì così forte da sembrare quasi solida intorno a lui.
<<Ma badi bene>> aggiunse subito la donna <<Che non è l’unico modo esistente per evocare le divinità. È quello che considero il metodo più rapido, ma ogni popolo costudisce altri modi>>
<<Certo… certo>> annuì il re, gli occhi che brillavano <<E ora sai dove si trova la Sacra Reliquia?>>
Nanaka scosse la testa, sinceramente dispiaciuta:<<So solo che ci è stata portata via dalla regina di Kalos… ma questo lo sa anche lei suppongo. Mi è giunta voce secondo la quale neanche Sansa sarebbe più a conoscenza della sua attuale collocazione>>
<<No, infatti. Questo è corretto>> annuì Feb, pensieroso <<Conosci altro sulla Reliquia?>>
<<Questo è tutto. È un concetto tanto misterioso quanto semplice il suo>> rispose l’altra.
<<Perfetto… c’è un’altra cosa che voglio chiederti>>
Nanaka sobbalzò, stupita, cercando di rimanere impassibile: che altro c’era ancora?
<<Qui a Unima stiamo lavorando a un sistema per rendere possibile il trasporto veloce dei Pokémon… sia a usi bellici che quotidiani… tuttavia non abbiamo ancora ottenuto risultati del tutto positivi. Gli unici esemplari che siamo riusciti ad inserire in queste piccole capsule sono rimasti bloccati al loro interno. Mentre tu, ora, ti presenti qui con delle sfere con cui trasporti i tuoi Pokémon… sono molto interessato, capisci?>>
D’impulso la donna estrasse dalla tasca la sfera contenente Umbreon e la fece uscire fuori davanti agli occhi meravigliati e stupidi di Feb e Serperior.
<<Intende queste?>>
<<Precisamente. Voglio sapere tutto>>
Nanaka sospirò:<<Purtroppo non le costruisco io. Siamo in pochi a disporne>>
Feb sprofondò con la schiena nello schienale fissandola con gli occhi ridotti a fessure mentre Umbreon osservava sospettosa Serperior.
<<E chi le costruisce?>>
<<Questo non faceva parte dell’accordo>>
<<Beh, ora ne fa parte. Chi costruisce quelle sfere?>>
Nanaka rimase tesa, poi si rassegnò: la sua vita dipendeva unicamente da cosa avrebbe risposto in quel momento.
<<Solo i Saggi delle grandi città di Johto ne dispongono… purtroppo neanche io conosco l’identità di chi ce le fornisce. Sono spiacente>>
Feb rimase a guardarla, poi sospirò:<<Riconosco una persona quando ha paura… sarebbe stupido per te mentirmi. Va bene. Chiamerò qualcuno per condurti alla tua stanza… finché non avrò trovato questa Reliquia tu non te ne andrai da qui… spero di essere stato chiaro>>
<<Sì. Chiarissimo>>
Spero sia tutto chiaro... la faccenda della Reliquia è complicata da spiegare (già, non come dice Nanaka) e forse ho un po' sminuito il suo potere per come l'ho descritta