Vai al commento

Sapphire

Utente
  • Messaggi

    1.545
  • Punti Fedeltà

  • Iscrizione

  • Ultima visita

  • Vittorie

    4
  • Feedback

    100%
  • PokéPoints

    PP 90.54

Tutti i messaggi di Sapphire

  1. Ed eccomi qua! Rinunciateci, ormai pubblico la sera. Già, mi accorgo solo la sera che volevo pubblicare. Passare il weekend fuori mi ha fatto venire nostalgia della scrittura, e la sera mi mettevo a rileggere i capitoli... che tristezza, no? Capitolo 12 Kalos, Fractalopoli, 4 anni prima Era una tranquilla giornata invernale. La neve cadeva leggera sulle strade della città, completamente bianche, e sui ponti che collegavano tra loro le varie zone di Fractalopoli. Annabelle mise la testa fuori casa, guardando con entusiasmo la morbida neve. Le due treccine, il completino di lana e le guance arrossate dal freddo la facevano sembrare una bambolina. Salutò la madre e scese saltellando per strada, tirando dei calcetti al soffice mantello bianco che rivestiva il vialetto. La madre rimase a guardarla dall’uscio, fino a che non sparì alla sua vista dopo aver fatto il giro della casa. Come ogni mattina stava andando da Thunder, il suo migliore amico. Sebbene lei avesse sei anni e lui otto, non si facevano problemi a giocare insieme. Ad un certo punto si accorse che dall’entrata della città stava entrando una folla di persone arrancanti. Della gente si stava già precipitando lì per soccorrerle, tuttavia Annabelle preferì nascondersi dietro un grosso abete, intimidita. La folla era composta da adulti, vecchi e bambini vestiti in modo abbastanza stravagante secondo lei. Molti dei Pokémon che li accompagnavano, poi, non li aveva mai visti e la terrorizzavano. Si nascose meglio, cercando comunque di osservare. Stavano entrando in modo disordinato, sparpagliandosi per le vie. Alcuni cadevano a terra dopo qualche passo. Ma fu una bambina più grande di lei di qualche anno a colpirla in particolare. Era avvolta in un mantello viola bruciacchiato, sporco e un po’ bagnato, probabilmente per la neve. Arrivò fino alla casa di Thunder, una delle prime, e bussò qualche debole colpo, per poi cadere a terra esausta. La bambina sobbalzò, poi si guardò intorno furtiva: no, nessuno la stava guardando. Così si avvicinò silenziosa alla casa dell’amico, ma quando la porta si aprì corse di nuovo a nascondersi. Juliette era uscita e aveva lanciato un gridolino nel vedere la bambina svenuta, poi si era guardata intorno e aveva notato che c’era moltissima gente conciata come lei. Uscì anche Thunder, ma la madre lo fece rientrare e portò dentro anche lei. Pochi minuti dopo uscì, infagottata nel suo mantello, per raggiungere gli altri cittadini. Annabelle rimase senza fiato, poi si avvicinò alla casa dell’amico per sbirciare dentro. Thunder era molto intimidito nel cercare di medicare la giovane ospite, ma provava lo stesso a pulire il suo volto, sporco di sangue rappreso e con un taglio evidente in fronte. In quel momento il mantello della ferita si mosse e vennero fuori le testoline di un’Eevee e di una Fennekin, che fecero spaventare Annabelle facendola cadere con un tonfo sordo nella neve. Sbuffò e si rialzò, per continuare a spiare dalla finestra, un po’ intimidita dalle due creaturine. Anche loro erano sporche e ferite, tuttavia erano messe meglio della bambina. In quel momento Thunder alzò lo sguardo e notò l’amica. Si alzò subito per aprirle e lei corse alla porta. <<Thunder…>> sussurrò lei, spaventata, abbracciandolo <<Che succede?>> Era terrorizzata da quella situazione. Il bambino la guardò dolcemente, cercando nel suo piccolo di restare tranquillo pur avendo molta paura. <<Non lo so Annabelle… vuoi entrare? Fa molto freddo>> suggerì con un sorriso forzato. <<N-no… non vorrei disturbare… stai medicando quella bambina ora… penso che cercherò mia mamma…>> Detto questo corse via, senza voltarsi indietro. L’amico restò per un attimo fuori dalla porta, perplesso, per poi rientrare. Annabelle continuò a correre fino ad arrivare a casa. Sua mamma era sulla porta che discuteva animatamente con la loro vicina, ma appena vide Annabelle le corse incontro. <<Tesoro… è tutto a posto?>> chiese con voce preoccupata. La bambina guardò gli occhi blu della madre, lucidi per la tensione. <<M-mamma…>> La donna portò la figlia in casa, raccomandandole di non uscire. Dal canto suo, Annabelle non lo avrebbe mai fatto, aveva troppa paura. Trascorsero i mesi. La gente di Fractalopoli era stata sconvolta dall’arrivo di tutta quella gente, che aveva detto di essere scappata da Romantopoli, distrutta dai soldati di Unima. Il vecchio Donnar, conte della città, era rimasto senza parole nello scoprire che tra Kalos e Unima era scoppiata una guerra. Lo stesso valeva per tutto il resto della gente. I genitori di Annabelle impedivano alla figlia di uscire, troppo spaventati. Dal canto suo, la figlia era terrorizzata da quella situazione ed era diventata incredibilmente silenziosa. Ogni tanto, però, vedeva passeggiare per la strada Thunder e la bambina che aveva soccorso insieme ai loro Pokémon. Ogni tanto Thunder e la bambina erano venuti a bussare alla porta della casa di Annabelle e dei genitori, ma lei aveva sempre chiesto di non rispondere, finché anche l’amico fu costretto ad arrendersi. Lei stessa non sapeva dire che cosa le fosse preso: provava una tremenda gelosia nei confronti di quella che era diventata la sorellastra di Thunder. Di lei sapeva poco: si chiamava Alya, aveva due anni in più di Thunder ed era rimasta orfana dopo l’attacco a Romantopoli. Una volta lei e Thunder stavano sempre insieme, ma ora che c’era Alya sapeva che il bambino non avrebbe avuto più occhi per la vecchia amica. E poi quella tipa non si voleva mai separare dai suoi Pokémon, che la spaventavano troppo. Dopo quasi tre anni dall’arrivo degli uomini di Romantopoli, però, l’aria a Fractalopoli iniziò a cambiare. Giungevano voci, da parte dei pochi viandanti, secondo le quali l’esercito di Unima si stesse preparando a qualcosa di grosso. Ovviamente nessuno si aspettava che attaccassero la loro città, ma queste notizie avevano ugualmente allarmato la gente. Il vecchio Donnar era appena morto e al posto suo aveva preso il comando il figlio, un ragazzo che aveva ereditato la saggezza del padre. Il nome del giovane conte era Rember. Tuttavia, nonostante le credenze del popolo, era proprio Fractalopoli la vittima designata. I soldati arrivarono una mattina di primavera. Era una giornata serena, e Annabelle stava ricamando con la madre seduta al tavolo. All’improvviso risuonò un rombo lontano. Inizialmente la donna pensò che si trattasse di un tuono e si alzò per andare a vedere. Ma il cielo era limpido e si respirava una fresca aria pulita, del tutto distante all’odore della pioggia. Poi il rombo iniziò a farsi più vicino. Annabelle strillò quando anche la terra iniziò a tremare. La madre corse ad abbracciarla, poi si sporse di nuovo fuori dalla finestra: la gente correva per le strade, impanicata, alcuni gridavano indicando una massa indistinta che si dirigeva velocemente verso Fractalopoli, e in un istante tutti capirono. Erano loro. Erano loro l’obiettivo per cui tanto si erano preparati i soldati di Unima. Anche Annabelle capì all’istante. Era la fine, sarebbero stati ridotti come la gente di Romantopoli. In quel momento la porta si aprì di scatto, e le due trasalirono, per poi rilassarsi quando videro la figura imponente del padre della piccola. Ma mentre la donna correva ad abbracciare il marito tra le lacrime, Annabelle si affacciò alla finestra: l’esercito era tra le strade della città. Vide dei soldati entrare con Emboar dentro la casa di Thunder, e poco dopo l’abitazione prese fuoco. Urla di dolore e terrore venivano da ogni angolo della città, le strade che non erano in fiamme erano macchiate del sangue della gente e dei Pokémon, riversi a terra. Fu questione di un attimo: l’Emboar che aveva attaccato la casa di Alya, Thunder e Juliette aveva appena sfondato il muro della loro abitazione con un pugno, sfiorando Annabelle, che strillò con tutte le sue forza buttandosi a terra, terrorizzata. Il padre le si parò davanti, e quella fu la sua fine: dalla bocca del Pokémon Fuoco Lotta scaturirono delle fiamme incandescenti, che si aggrapparono come vive ai vestiti dell’uomo, che urlava e si contorceva dal dolore, nella vaga speranza di salvarsi. Corse fuori intenzionato a gettarsi nella neve, ma prima che potesse toccare terra era stato trapassato da parte a parte dalla spada di un soldato. Il sangue scarlatto dell’uomo schizzò ovunque, colorando la neve e investendo la moglie, che era corsa in suo soccorso. Annabelle gridava e piangeva, in preda al panico. Il cuore le batteva forte mentre il tetto crollava sulla sua testa, mentre cercava rifugio nella sua vecchia camera da letto. Sentì l’acuto grido di dolore della madre, poi una voce rude e spaventosa, probabilmente dei due soldati:<<Possiamo andare, questi due non avevano nulla>> <<E la bambina?>> domandò l’altro soldato. <<Bah, sarà già morta sotto le macerie. E se è viva… beh, non lo sarà ancora per molto>> Invece Annabelle era ancora lì, rannicchiata vicino alla sua vecchia branda, tremante come una foglia. Cercava di non fare rumore per non attirare i soldati, così piangeva in silenzio. Ma durò poco: le fiamme avevano raggiunto la stanza e bruciavano tutto, inesorabili, come un orrendo e crudele mostro di fuoco. La bambina corse alla finestra della camera e uscì fuori, rotolando nella neve. Non era spessa come d’inverno, ma il suo freddo le attenuò il dolore. Si guardò il braccio destro: aveva dei profondi tagli che sanguinavano copiosi, ma la neve la stava aiutando a pulirsi. Si guardò intorno, disperata. Doveva vivere, non poteva finire tutto. Non così. Si alzò dolorante giusto in tempo per vedere Thunder uscire dalla sua casa con Alya in braccio, segnata da gravi ustioni, seguito dai loro Pokémon. I soldati se ne stavano andando, non avevano più nulla da fare lì: i pochi sopravvissuti erano feriti gravemente. Iniziò a correre verso il bosco, sperando di trovare rifugiò lì. Poco prima di sparire tra gli alberi, però, si voltò un’ultima volta: la sua amata città, macchiata del sangue del suo popolo, stava morendo tra le fiamme. Incrociò lo sguardo di Thunder, ma prima che potesse pentirsene era già sparita nella boscaglia. Non seppe di dire per quanto tempo corse: il braccio sanguinava ancora, e si sentiva molto debole. Il cuore le batteva forte e tremava come una foglia. Non riusciva a cancellare dalla sua testa l’immagine di suo padre trafitto dalla spada e delle grida della madre, a cui, con tutta probabilità, era toccato lo stesso atroce destino. Dopo un po’ le sue gambe cedettero e crollò a terra, esausta. Si svegliò dopo un tempo che non seppe definire con esattezza. Aprì gli occhi, confusa: sopra di lei si ergevano imponenti alberi scuri e la luce filtrava tra le foglie, illuminandole il viso sporco. Provò ad alzarsi, ma invano: aveva dolori ovunque. Ci volle poco perché piombasse in preda al panico. Poi sentì dei fruscii intorno a sé: qualcosa si stava muovendo. Sentiva dei passi vellutati sulla neve, frusciare di cespugli, battiti d’ali… tutto sempre più vicino. Riuscì a girare la testa, e notò che il braccio era stato avvolto con delle grosse foglie e aveva smesso di sanguinare. Ad un tratto la luce sparì: sopra di lei si ergeva un grosso Pokémon simile ad un albero con un occhio rosso e spaventoso. Non riuscì a trattenersi e urlò con tutto il fiato che aveva in gola, terrorizzata, ma qualcosa di delicato le tappò la bocca. Sì voltò dall’altra parte e vide un piccolo Pokémon nero che teneva la manina poggiata sulla sua bocca. Ai lati della testa aveva due strane protuberanze che sembrano dei codini con dei fiocchi bianchi, mentre il viso era viola con due grandi occhi azzurri e gentili. Poi, un Pokémon Volante volò sulla sua pancia, leggero, e girò la testa sottosopra per squadrarla meglio, facendo ondeggiare le strane penne sulla sua testa. La bambina strabuzzò gli occhi, ma la manina del Pokémon le impedì di urlare. A quel punto i tre si scostarono da lei e la aiutarono ad alzarsi. Annabelle non aveva le forze per reagire, ma quelle creature erano gentili e ora aveva un po’ meno paura. “Forse sono stati loro a medicarmi la ferita… non ho altra scelta, dovrò fidarmi di loro. Sono sola ormai”. I tre la condussero tra il fogliame più fitto del bosco. Ora forse aveva capito a che specie appartenessero. Erano un Trevenant, un Noctowl e una Gothorita. Avevano modi pacati e dolci nel condurla nel bosco che la fecero sentire più a suo agio. Forse quelle creature non erano così spaventose come aveva sempre creduto. Era stata la madre a trasmetterle quella paura, perché da piccola era stata attaccata da dei Pokémon infuriati. Si incupì. “Mamma…” I suoi soccorritori dovevano essersi accorti che qualcosa non andava, e si fermarono a guardarla, visibilmente preoccupati. Annabelle arrossì lievemente davanti a tanta premura nei suoi confronti:<<N-no, non… dovete preoccuparvi… è t-tutto o-ok…>> Ma i tre continuavano a guardarla, incerti. <<V-voi… c-capite quello… quello che dico…?>> domandò a quel punto, cercando di farsi coraggio. Annuirono, silenziosi. <<B-beh… questa non… non me la a-aspettavo>> balbettò, cercando di abbozzare un sorriso forzato <<I-io… ecco… c-credevo che… che voi…>> Gothorita sorrise dolcemente e la abbracciò con delicatezza, facendo attenzione a non toccare il braccio ferito. Annabelle rimase impietrita, con il cuore che le batteva forte e gli occhi ancora rossi e lucidi per il pianto. Poi ripresero a camminare, più tranquilli. Proseguirono per qualche minuto, poi, senza preavviso, gli alberi scomparvero all’improvviso e sbucarono in una valle fiorita. La bambina non riuscì a trattenere un’esclamazione di sorpresa e meraviglia. Intorno a lei Pokémon di tantissime specie diverse vivevano le loro semplici vite con tranquillità, mangiando, dormendo, giocando… Era un paradiso terrestre a pochi passi dalla sua vecchia città. Già… la sua vecchia città. Improvvisamente quel luogo smise di essere meraviglioso: Fractalopoli, i suoi genitori, Thunder… era tutto perduto ormai. Come sarebbe sopravvissuta? In quel momento, come se tutti i Pokémon che la circondavano avessero compreso il suo pensiero, si radunarono intorno a lei, creando un unico grande abbraccio. Al centro c’erano Annabelle, Trevenant, Gothorita e Noctowl. E da quel momento loro quattro si promisero di non separarsi mai. Fu una promessa silenziosa, ma era come se i loro cuori si fossero connessi… quel luogo… quella valle… era speciale. L’avrebbe accolta come aveva sempre fatto con tutti i Pokémon che si perdevano nel bosco. Passò così qualche mese. Annabelle imparò a convivere con i Pokémon, tanto da diventare un tutt’uno con loro. Aveva scoperto che i suoi tre amici vivevano nella stessa tana, così la bambina andò a vivere con loro. Era una piccola grotta che dava sul fiume, in un punto dove la brezza tiepida muoveva dolcemente i fiori dai mille colori della valle. Inizialmente Annabelle non si spiegava come in luogo del genere potesse esserci un paradiso simile, e soprattutto non si spiegava la temperatura e la vegetazione. Ma con il tempo capì che quel luogo era davvero speciale… non serviva una spiegazione. I suoi tre compagni erano molto operosi: Gothorita raccoglieva il cibo e lo preparava in modo che fosse commestibile anche per la bambina, Trevenant le insegnò a difendersi da sola e a lottare insieme a lui, anche se solo per emergenza. Infine Noctowl volava spesso nelle città vicine in cerca di notizie e vestiti per Annabelle. La bambina imparò così a comunicare con loro, stabilendo un rapporto particolare con i Pokémon. Una mattina però, tutto cambiò: Noctowl, di ritorno dalla Città Centrale, annunciò ad Annabelle di un torneo. La bambina aveva chiesto se avesse visto i partecipanti, e quando aveva saputo di due che come descrizione ricordavano molto Alya e Thunder, si era messa subito in cammino con Trevenant, promettendo a Gothorita e a Noctowl che sarebbe tornata presto. Camminò per qualche giorno al suo fianco. Noctowl le aveva procurato degli abiti che ricordavano molto lo stile della sua città, per farla sentire più a suo agio, ma aveva molta paura. Non aveva mai lottato contro dei Pokémon di altre persone, e aver vissuto insieme a Pokémon Spettro e Psico per quei mesi l’avevano isolata da tutto… non ricordava più neanche come fosse parlare con un umano. Ormai lei stessa si sentiva un Pokémon, e comunicava con i suoi compagni in un modo strano… neanche lei sapeva spiegarselo. Sapeva però che quella capacità avrebbe spaventato a morte tutti, le avrebbero dato della strega se non peggio… Trevenant si era accorto molto presto del suo turbamento, ma Annabelle non voleva tornare indietro. Thunder era vivo, doveva rivederlo. Forse comportandosi in modo strano lo avrebbe avvicinato? Sospirò. Non ricordava neppure la sua voce, nonostante non lo vedesse da poco meno di un anno, non ci parlava da quattro. E ora si sarebbe presentata lì, mostrando a tutti che i Pokémon le avevano insegnare a entrare nella mente della gente. Non sapeva neanche come evitarlo, infatti da troppo tempo non parlava davvero a voce alta. Effettivamente non capiva il linguaggio dei suoi compagni, restava comunque una lingua sconosciuta… ma ne percepiva i sentimenti e riusciva a trasmetterli. Tuttavia non sapeva cosa avrebbe fatto di fronte ad un uomo. La parte peggiore comunque fu il viaggio. Trovarono una strada tra le montagne che avrebbe permesso loro di non passare da Fractalopoli, ma avrebbero comunque visto altre città. Ovunque, dalle cascine ai piccoli villaggi, veniva additata dai passanti. La pelle così chiara, gli abiti svolazzanti e l’essere accompagnata da un Trevenant la facevano sembrare quasi un fantasma. Tuttavia poco a poco ci prese gusto, e iniziò a gettare occhiate vuote alla gente, fare ghigni spettrali… almeno nessuno l’avrebbe infastidita. Ma quando arrivò finalmente a Città Centrale, nella sede del torneo, tutto cambiò. La gente non badava a lei, più volte venne spintonata dalla folla e cadde a terra. Non sapeva neanche lei come aveva fatto ad iscriversi in tutto quel marasma, ma l’uomo che segnò il suo nome restò a fissarla finché non riuscì a dileguarsi tra la folla. Il giorno del torneo, poi, conobbe il suo primo sfidante. Lo aveva visto su tanti avvisi che annunciavano la sua scomparsa, anche se ora era vestito da poveraccio. “Dovrebbe essere un giovane soldato di famiglia ricca… forse questo è solo un travestimento” Così, dopo la lotta non aveva resistito. Si era avvicinata a lui con il suo solito sguardo vuoto e gli aveva detto che lo aveva riconosciuto, che non poteva fuggire. E si spaventò quando si accorse di essere entrata anche dentro la sua mente, capendo che lui conosceva Thunder e Alya. Ed ecco la storia della piccola Annabelle! Non vedevo l'ora di pubblicarla, ho passato veramente tanto tempo a scriverla... spero solo che non ci siano errori, ho ricontrollato stasera il tutto e forse il sonno gioca brutti scherzi. Lo so, devo smetterla di pubblicare a quest'ora
  2. Capo, oggi non riesco a seguire. Mi racconti dopo?

    1. The_Karp

      The_Karp

      Certamente, milady ^^

  3. Stiamo cominciando la serie due!

    1. Mostra commenti precedenti  7 altro
    2. Lami

      Lami

      Sono al terzo episodio, da quel che leggo mi fate ben sperare (ovviamente mi sta piacendo)

      Sapete se sono belli o meno i giochi per playstation?

    3. Giansy96

      Giansy96

      @Lami sui giochi non saprei proprio che dirti, ho giusto visto la prima stagione di sao come molti

    4. Lami

      Lami

      Capito, quindi diciamo hai rispetto a me una ventina di puntate in più sul groppone...

      Comunque nemmeno a farlo apposta (e credo tu lo sappia) su vvvid hanno annunciato le prime due stagioni gratis (che mi fa più che piacere, senza guardarlo illegalmente)

  4. La prossima che shippa finisce male D:
  5. Ohi, in guerra non è che se qualcuno ti sta scomodo gli fai pat pat sulla testa dicendo -Non si fa, eh? Comunque presto capirai per quando riguarda Annabelle, si capirà molto presto il motivo del suo comportamento e delle cose strane che fa. E poi abbiate pazienza, ho la passione per i poteri psichici. Annabelle è uno dei personaggi ideati per primi proprio per questo XD
  6. Ho cercato in ogni modo di convincermi che dovevano essere falsi, cercando difetti nei video. E come sempre finisco per arrampicarmi sugli specchi. Comunque, anche ora non cambio idea: tapukoko mi piace, gli altri per niente.
  7. Trattasi di cercare di convincere me stessa T.T
  8. Ok, ok. Sono le cose più brutte che abbia mai visto, a parte l'ultimo. Anche se per me devono essere fake, quei video sono palesemente falsi. Ad ogni modo... Se ci pensate, il tipo panzuto di cui non ricordo il nome dice che abbiamo già incontrato tapu koko o come diamine si scrive, e così avrebbe senso il fatto che ci scontriamo con lui avendo solo litten. Ma un leggendario non possono spammarlo così insieme alla massa
  9. Ma cosa sono quei cosi T.T mi passano da litten a uno strano pesce con il ghigno che fa paura e a una specie di parallelepipedo T.T

    1. Mostra commenti precedenti  1 altro
    2. Sapphire

      Sapphire

      Dovrebbe essere illegale fare quei cosi D:

    3. Phoenic

      Phoenic

      Dai, fin'ora tutti i Pokémon si sono rivelati molto carini, adesso non possono mostrare schifi :/

    4. Sapphire

      Sapphire

      Infatti T.T litten, rowlet, iwanko, pikipek, yungoos, solgaleo, lunaala... e poi mi arrivano con un drago hippy fatto di caramelle, un parallelepipedo Coleottero, un pikachu che si è mangiato Marill, e gli altri non ho neanche parole per descriverli T.T l'unico che si salva è l'ultimo... ma devono essere fake

  10. Nada, tutti già fuori. Le poke ball sono una tecnologia avanzata per loro, non sono diffuse. Per quanto riguarda Annabelle... mi spiace deluderla, ma è un personaggio che ho in mente da tanto tempo, per varie cose. Con questa storia ho potuto sfruttarla
  11. Buonasera! So di aver pubblicato anche ieri, ma per qualche giorno non riuscirò ad accedere da pc e ho pensato di darvi subito il nuovo capitolo! Capitolo 11 Kalos, Città Centrale, sede del torneo Annabelle si sedette con leggerezza al fianco di Diana, osservando Hiro che se ne andava. Erano due figure decisamente strane da vedere insieme. Annabelle era piccola, con i capelli chiarissimi e vestita con abiti bianchi che avevano lo stile di Fractalopoli, molto semplici e caldi. Diana era molto alta e formosa, i capelli erano neri e gli abiti scurissimi. La bambina studiò il pubblico: aveva visto Thunder andarsene, ma non era ancora tornato. Il suo atteggiamento non la convinceva molto, anche se non lo vedeva da qualche anno. Intanto, sul campo di battaglia erano arrivati un grosso uomo barbuto con un Ursaring e un omino con un Furret. La lotta non la stava entusiasmando più di tanto, così iniziò a pensare a come andarsene da lì mentre aspettava il suo turno: si era iscritta perché aveva visto il suo vecchio amico lì e voleva mostrargli i suoi progressi, ma non le interessava particolarmente il torneo in sé, poiché considerava ugualmente barbare le lotte tra Pokémon. <<La vostra lotta è stata interessante>> commentò Diana dopo un po’, mentre Furret cadeva esausto e l’uomo barbuto e Ursaring venivano proclamati vincitori dell’incontro. Annabelle si voltò a guardarla e fece un leggero cenno di ringraziamento. Quella ragazza non le piaceva per niente. <<Mi piacerebbe sapere come fai a comunicare mentalmente con il tuo Trevenant, sai?>> continuò Diana con tono mellifluo <<E sapere anche se sei in grado di farlo anche con altri Pokémon…>> In quel momento l’uomo si sedette pesantemente accanto alla bambina, facendola sobbalzare. <<Non è una cosa che ti riguarda>> sibilò Annabelle in risposta, cercando di ricomporsi. La ragazza ghignò:<<Dunque anche tu hai una voce… sei proprio un bel soggetto sai? Potremmo lavorare insieme>> <<Non lavoro per nessuno, io>> La sua voce era molto bassa e si faceva fatica a sentirla, ma questo divertiva tantissimo Diana. <<Dici? Sai… ho saputo che il mio fratellino, che era appena reclutato come soldato, è scomparso da qualche giorno. È sempre stato un fannullone, non era portato per queste cose, a differenza mia. Non ti piacerebbe dare una mano ad una povera ragazza a ritrovare il suo fratello minore?>> Annabelle non rispose, girandosi verso il campo di battaglia. Erano appena scesi sul campo due uomini accompagnati rispettivamente da un Pangoro e da un Bisharp. Secondo quanto detto durante l’annuncio della battaglia, l’uomo con Pangoro era un cacciatore di Kalos mentre l’altro, un vecchietto, era un ex soldato di Unima. <<Vediamo… Annabelle giusto?>> riprese Diana <<Sai entrare nella mente di quel Pangoro per esempio?>> In quel momento Bisharp aveva spiccato un balzo altissimo e aveva iniziato a colpire ripetutamente Pangoro con le sue lame, girandogli intorno e cercando di farlo cadere. <<Pangoro, Vitaltiro!>> ordinò il cacciatore, furente. Pangoro afferrò con forza la testa di Bisharp e lo colpì, facendolo volare dall’altro lato del campo. <<Finiscilo con Stramontante!>> Il Pokémon Lotta Buio si lanciò su Bisharp, pronto a finire la lotta. Annabelle sussultò, e Diana la guardò attentamente. <<Bisharp, Ghigliottina!>> ordinò il vecchio soldato. Un attimo prima che il calcio poderoso di Pangoro potesse colpirlo, il Pokémon avversario si tirò su e lo colpì fulmineo, chiudendo le due lame che aveva sulle braccia in una morsa quasi fatale. Pangoro ruggì dal dolore e si lasciò cadere, esausto, a terra. <<Vedo che adesso entri anche nella mente delle persone>> sussurrò Diana, maliziosa <<Noto con piacere che hai letto la mente di quel vecchietto capendo che mossa avrebbe ordinato…>> Annabelle deglutì e si voltò verso Diana:<<Che…cosa vuoi da me…?>> Diana ghignò:<<Mettermi in affari. Sai già qual è il primo compito che ti vorrei assegnare… che ne pensi?>> La bambina abbassò lo sguardo:<<E io cosa ci dovrei guadagnare da questo?>> La ragazza la fissò con occhi di ghiaccio:<<Mia cara, non sai con chi hai a che fare… >> Thunder correva per le vie, in preda al panico: non si ricordava più dov’era il vicolo. Si fermò nel mezzo di una piccola stradina del tutto deserta e riprese fiato. Era tremendamente in ansia per la sorella. Cercò di ricordare il percorso fatto il giorno prima, ma lo avevano fatto troppo di corsa e ora non ricordava nulla. Alzò lo sguardo: il sole era alto nel cielo, doveva essere mezzogiorno, ma nonostante l’orario e la corsa faceva molto freddo. Continuò a camminare, quando dei fogli affissi ad un muro attirarono la sua attenzione. Erano tutti gli annunci di persone scomparse di quel periodo, e prese ad analizzarli. Un paio parlavano di giovani ragazze, altri di vecchi contadini, ma furono due ad attirare la sua attenzione: uno parlava di Hiro, l’altro di Luna e Antea. Thunder si passò le mani nei capelli: quello non faceva che peggiorare tutto. Riprese la sua ricerca, continuando a pensare a quegli annunci: brutto segno, le cose si mettevano male, molto male. Dal canto suo, anche Hiro correva per le strane della Città Centrale, sperando di trovare Thunder e magari anche Alya, di cui non aveva avuto più notizie. Greninja cercava dall’alto, saltando silenzioso da un tetto all’altro. Le vie erano deserte, la maggior parte della gente era al torneo. <<Thunder! Mi senti? THUNDER!>> Niente, inutile. Nessuna traccia di lui. Correre come un pazzo, gridando, lo faceva sembrare un ragazzo con qualche problema, e ciò lo imbarazzava molto. Però ci teneva alla sua pelle, e non aveva alcuna intenzione di perdere Thunder. Dopo un po’ si fermò e Greninja lo raggiunse. <<Lo hai trovato?>> Il Pokémon Acqua Buio scosse la testa, sconsolato, quindi saltò di nuovo su un tetto e si mise a scrutare le vie. Hiro rimase giù, sperando in qualche segnale. Dopo un po’ il Pokémon Ninja lo chiamò, agitato, e scese giù con un balzo. Prima che Hiro potesse fare qualcosa, Greninja lo aveva già afferrato e caricato sulle spalle. Con qualche balzo risalì di nuovo e iniziò a scendere dall’altra parte. <<E-Ehi! Greninja, che ti prende!? Che hai visto?>> Quando il Pokémon Acqua Buio atterrò, il soldato fu sbalzato in avanti e si trovò praticamente in braccio ad una ragazza, che fece subito un piccolo saltino all’indietro facendo cadere di faccia Hiro. Ormai ci aveva rinunciato, mai nessuno che almeno ci provasse a trattarlo bene. <<Chi sei?>> domandò gelido il ragazzo accanto a lei. Ad Hiro si bloccò il respiro. Era la voce che aveva sentito nel vicolo con Alya e Thunder il giorno precedente. Si rialzò in fretta e si ricompose. I due ragazzi davanti a lui erano vestiti con abiti molto vecchi e poveri e tenevano entrambi una sciarpa nera avvolta intorno al volto. Tuttavia, fu una cosa in particolare a far gelare il sangue ad Hiro: il ragazzo stava trascinando due grossi sacchi, uno dei quali si dimenava con forza. <<Che… cos’avete in q-quei sacchi…?>> balbettò incerto. All’improvviso il sacco smise di agitarsi. <<Hiro!>> Il soldato si paralizzò: era la voce di Alya, quella? Il sacco aveva ripreso ad agitarsi, ma un poderoso calcio del ragazzo che lo teneva lo immobilizzò. <<Greninja, Nottesferza!>> ordinò il ragazzo. Greninja estrasse la lama d’ombra e si lanciò sul ragazzo, pronto a colpire. In quel momento un grosso Braviary calò fulmineo contro il Pokémon Acqua Buio, sbalzandolo via con forza. Greninja fu scagliato contro il muro della casa da cui erano arrivati e mugugnò un piccolo lamento mentre cadeva a terra. <<Fatti i fatti tuoi e vattene, sei ancora in tempo>> sibilò la ragazza su cui Hiro era piovuto. Il giovane digrignò i denti e guardò dritto negli occhi i due. Dentro quel sacco c’era Alya, non poteva lasciarla lì. Avrebbe pensato più tardi a Thunder. Braviary si andò a posare pesantemente accanto al ragazzo con i sacchi, agitando le ali in modo minaccioso. Era in trappola. Greninja era esausto, così ora si trovava da solo a combattere a mani nude contro due ragazzi e i loro Pokémon. “Sei un soldato, andiamo. Sei stato allenato per fronteggiare un esercito… forza!” Si lanciò contro il ragazzo con i sacchi, ma la sua compagna in un attimo gli fu addosso, prendendolo da dietro e colpendolo sul collo. Hiro gemette leggermente, quindi si voltò di scatto per colpirla sul naso. Tuttavia non poteva fare molto, poiché l’Herdier di uno dei due aveva afferrato con i denti la sua gamba e Braviary si era alzato in volo aspettando un comando. Sentì il polpaccio bagnarsi di un liquido caldo, e notò con orrore che si trattava del suo sangue. Scalciò via il Pokémon liberandosi dalla sua morsa e si divincolò dai due aggressori, scivolando via. “Credo che non esista soldato peggiore di te, Hiro”. Rimase per un attimo immobile a terra. Greninja era esausto, i suoi aggressori furenti. Teoricamente era lui l’aggressore, ma per una giusta causa alla fin fine. <<Nar, siamo in ritardo. Liberiamoci di lui e andiamo>> disse la ragazza, decisamente scocciata, mentre si massaggiava il naso. In un attimo, Braviary gli fu nuovamente addosso e lo colpì con forza alla testa. Hiro cadde a terra con un tonfo, privo di sensi. Ecco qui! Ditemi come sempre cosa ne pensate! (e ora il link funziona eh?XD)
  12. A volte mi chiedo quali problemi mentali ti affliggano :|

    1. Wendrew

      Wendrew

      A volte me lo chiedo anch'io. A volte me lo chiedono tutti.

      Evidentemente sono un troll.

    2. Sapphire

      Sapphire

      -.- povera me

    3. Wendrew

      Wendrew

      Vedi la cosa più bella dell'essere un troll è vedere le reazioni. Come la tua xD

  13. Mancava la seconda shippatrice in effetti XD ad ogni modo sono felice che ti piaccia!
  14. Niente critiche per i miei personaggi, sono le mie creature u.u
  15. Lo dicevo io che voi due non siete tanto a posto XD Ad ogni modo, i punti di domanda sono al posto delle solite indicazioni che metto: Kalos, Città Centrale, mattina. Ad esempio. Ma Alya non sa se si trova lì o da altre parti no?
  16. Nah, alla fine i commenti credo servano solo a me, ho comunque il tuo parere
  17. Dunque belle persone Ho sistemato ora il link nella discussione principale, dato che ho scoperto solo ieri sera che non funzionava. Me genia. Dunque ora non avete più scuse se non commentate
  18. Buonasera! Avrei voluto pubblicare stamattina, invece mi riduco solo ad ora... pazienza, mi basta che commentiate, è molto importante. E niente, vi lascio al nuovo capitolo! Buona lettura! Capitolo 10 ???, ???, ??? Buio. Solo buio. Dovevano averla bendata, perché non vedeva nulla. Non si sentiva più le mani e i piedi, e capì che dovevano averla legata per bene. Iniziò a cercare di divincolarsi dalle corde, ma senza successo. Non poteva chiedere aiuto, le avevano tappato anche la bocca. Non sapeva dov’era. Non sapeva quanto tempo fosse passato. Non sapeva dove fossero Espeon e Braixen. “Bravissima Alya, davvero. Sei riuscita a farti catturare nel modo più stupido possibile” Rimase in silenzio, cercando di elaborare un piano per fuggire. Non avrebbe saputo dire quanto tempo fosse passato dal suo risveglio, ma iniziava a temere di essere spacciata. Cercò di dire qualcosa, ma ottenne solo una specie di mugugno. “Alya, per favore, sei ridicola. Pensa, c’è sempre una soluzione. Sei scappata alla morte da piccola e hai raggiunto Fractalopoli a piedi. Puoi liberarti da una corda” Ricominciò nuovamente a cercare di liberarsi le mani, sperando che almeno Espeon e Braixen stessero bene. Quando Hiro arrivò sul luogo del torneo con Greninja e Thunder, iniziò a cercare con lo sguardo la sorella, sperando di non trovandosela davanti all’improvviso. Thunder, dal canto suo, sperava di vedere Alya tra la folla, magari per seguire i misteriosi individui del giorno prima, ma senza grandi risultati. <<Cerchi Alya?>> domandò Hiro. Thunder annuì, continuando a guardarsi intorno. <<Non credo che la troverai qui. Ma se la sa cavare anche da sola… forza, vieni, devi andare a prendere posto e io devo andare con gli altri gareggianti.>> <<Ah… Hiro… Alya ti ha iscritto con un altro nome. Ti chiamerai Din>> gli disse il ragazzino. Hiro si passò una mano sulla faccia, quindi salutò Thunder e si avvicinò ai concorrenti con Greninja. Furono fatti sedere a parte, lontani dal pubblico, mentre due uomini tenevano il discorso di apertura. Non ci teneva particolarmente ad ascoltarlo, ma da quel poco che sentì capì che uno era di Kalos e l’altro di Unima, e parlavano del fatto che la guerra non dovrebbe coinvolgere il popolo. <<Questi discorsi sono ridicoli non trovi?>> disse ad un certo punto il ragazzo seduto accanto a lui <<Pensano di prenderci in giro>> Hiro si voltò a guardarlo e lui sorrise:<<Perdonami, non mi sono presentato, mi chiamo Roy>> Roy tese la mano al giovane soldato, che incerto gliela strinse:<<Io sono… ehm… Din>> <<Ho visto che stavi parlando con Thunder prima… è un mio amico sai?>> fece il ragazzone mentre accarezzava il suo Linoone <<Lo conosci da molto?>> Hiro scosse la testa:<<No, da poco>> <<Ah… e sua sorella, Alya, la conosci?>> riprese Roy. Hiro annuì distratto. Quel ragazzo lo infastidiva, troppe domande. <<Come mai non era con Thunder? Aveva detto che sarebbe venuta al torneo>> chiese. <<Aveva… ehm… un impegno>> farfugliò in risposta l’altro. In quel momento una tromba annunciò l’inizio del torneo. Hiro ringraziò quel suono assordante, perché poteva staccarsi finalmente da quel Roy. In tutto i partecipanti erano sedici, e si sarebbero sfidati con uno schema ad albero fino ad arrivare ai finalisti. Notò con piacere che al primo turno non fu estratto né con la sorella, né con Roy, bensì con una ragazzina più giovane di Thunder. Il loro sarebbe stato il secondo incontro, poiché i primi erano Roy e sua sorella. Si sedette con gli altri concorrenti per assistere alla lotta. Sua sorella si chiamava Diana, aveva capelli neri e lunghi fino alle cosce e due sottili occhi azzurri. Nessuna delle ragazze lì presenti poteva competere con Diana in bellezza. Accanto a lei un Noivern particolarmente grande se ne stava seduto con un atteggiamento elegante, in attesa dei suoi ordini. Dall’altra parte c’era Roy, che invitò il suo Linoone ad entrare in campo. Un altro squillo di tromba annunciò l’inizio della lotta, e Diana non perse tempo:<<Noivern! Dragopulsar!>> In un attimo, il grosso Pokémon si levò in aria e sparò dalla sua bocca un raggio violaceo luminoso e veloce, che investì Linoone sbalzandolo via. <<Perfetto, mentre si rialza usa Agilità!>> ordinò la ragazza. Roy tuttavia non stette a guardare Noivern, ma si precipitò da Linoone. Il Pokémon non era abituato a lottare e non ci provava neppure ad alzarsi. Così non sentirono l’ordine di Diana di sparare un altro Dragopulsar, che investì con una potenza devastante il ragazzo e il suo Pokémon. La lotta era già finita. Hiro rimase a bocca aperta, mentre Diana richiamava a sé Noivern e con lui si dirigeva tra i concorrenti con un leggero ghigno sul volto. Una piccola vecchina scese sul campo di battaglia verso Roy, urlando e piangendo. Quando poi il ragazzo si rialzò, sporco e dolorante, e la strinse a sé, si calmò un poco e lo condusse in un angolo, dove una donnina era già arrivata con delle medicazioni. I concorrenti guardarono Diana senza parole. Non aveva fatto una piega nel notare che aveva colpito anche Roy. Tuttavia c’era anche una silenziosa ammirazione per lei, che con un paio di attacchi veloci aveva concluso facilmente una lotta. A quel punto venne il turno di Hiro e della bambina. Notò che, vista da vicino, era ancor più piccola di quanto non sembrasse da lontano. Riconobbe inoltre i tratti tipici di Fractalopoli: pelle bianchissima, occhi azzurri e capelli di un biondo chiarissimo legati in due treccine sottili. Accanto a lei c’era un Trevenant, tipico dei boschi della zona. Prima di andare al suo posto sul campo, le si avvicinò per stringerle la mano: <<Che vinca il migliore. Spero che sarà un bello scontro>> La bambina non fiatò e non si mosse limitandosi a guardarlo con due occhi che parevano di ghiaccio. <<Devi essere molto forte per avere un Trevenant>> provò di nuovo. Lei rimase impassibile per qualche secondo, quindi si voltò e raggiunse con il suo Pokémon l’altro lato del campo. Hiro rimase per un attimo sconcertato, quindi decise di imitarla. Non era preoccupato: i loro Pokémon erano equilibrati quanto a tipi, ma lui aveva il vantaggio del duro allenamento da soldato. Poteva vincere, era solo una bambina. Quando raggiunse la sua postazione Hiro appoggiò la mano sulla spalla di Greninja:<<Diamo il meglio di noi, ok?>> Il Pokémon Ninja annuì e si mise in posizione d’attacco. Dall’altra parte, la bambina se ne stava immobile, senza una minima espressione. L’uomo di Unima annunciò che stava per cominciare l’incontro tra Din e il suo Greninja e Annabelle e il suo Trevenant. <<Annabelle eh?>> sorrise Hiro <<Ti concedo la prima mossa>> La bambina abbassò la testa e in quello stesso istante Trevenant si teletrasportò alle spalle di Greninja, colpendolo con forza alle spalle, per poi riapparire davanti ad Annabelle. Hiro rimase per un attimo interdetto: che quella bambina sapesse comunicare con Trevenant a distanza? Nel momento in cui la bambina aveva fatto la sua comparsa, Thunder era rimasto senza fiato: si ricordava di lei, era la figlia dei loro vicini di casa a Fractalopoli. Aveva molta paura dei Pokémon e fuggiva sempre quando vedeva Bergmite o Snoover, così quando giocavano insieme le due creature dovevano rimanere a casa, magari aiutando la madre nei lavori. L’aveva persa di vista dopo l’arrivo di Alya, per poi intravederla durante l’attacco da parte di Unima alla città mentre scappava verso il bosco. Era convinto che fosse stata uccisa quel giorno, invece ora si trovava lì, non troppo distante da lui, a lottare in compagnia di un Pokémon. Poi si ricordò della sorella, e la cercò di nuovo con lo sguardo: niente, nessuna traccia della ragazza. Nonostante sapesse che Alya fosse in grado di badare a sé stessa, decise di andare comunque a cercarla. Così si alzò e corse verso il vicolo dove l’aveva lasciata il giorno prima, sperando che Hiro non se la prendesse troppo. Nel campo lotta, intanto, Hiro e Greninja facevano fatica a tenere testa agli avversari, che erano in totale sintonia. <<Greninja, Nottesferza!>> ordinò il ragazzo. Il Pokémon estrasse una lama fatta d’ombra e si scagliò contro Trevenant, che scansò immediatamente il colpo con facilità. Greninja iniziò a saltargli intorno, nella speranza di confonderlo, ma l’altro continuava a spostarsi in modo talmente rapido che nemmeno il Pokémon Acqua Buio riusciva a tenergli testa. Allora provò un’altra tattica, iniziando a fare affondi veloci girando intorno all’avversario. <<Greninja, usa Muro di Fumo e prosegui con Nottesferza!>> La rana ninja si fermò per un istante e si mise in posizione eretta. In un attimo tutto il campo lotta fu invaso da un fumo nero e denso. Da fuori, nemmeno Hiro poteva vedere come proseguiva la lotta, ma sperava che lo stesso valesse per Annabelle. Dentro la nube, i due avversari proseguivano quella strana danza di colpi e schivate, senza riuscire a sfiorarsi l’uno con l’altro. Greninja aveva imparato, con gli allenamenti militari, a muoversi anche da solo senza i comandi di Hiro. Solitamente agiva in coppia con Umbreon, ma riusciva a cavarsela anche così. Trevenant, dal canto suo, sembrava confuso. Annabelle continuava a inviargli ordini mentalmente, ma non avendo il contatto visivo faceva fatica a capire quali fossero le mosse giuste. In quel momento, però, il Pokémon Spettro Erba usò Stordiraggio. Una lucina debole e lampeggiante roteò un po’ intorno a Greninja, che cadde subito in preda alla confusione. Il fumo si dissolse e Annabelle ne approfittò per ordinare mentalmente a Trevenant di usare Legnicorno. Il Pokémon Alberantico fu fulmineo: colpì Greninja con le sue corna di legno, prosciugandogli le ultime energie rimaste. Hiro tentò di farlo schivare, ma la rana ninja era troppo confusa e cadde a terra, esausta. Il giovane soldato corse da lui, aiutandolo a rialzarsi, senza accorgersi che Annabelle e Trevenant si erano avvicinati. Il ragazzo alzò lo sguardo e si accorse che la bambina stava sorridendo:<<So chi sei, non ti puoi nascondere da me, soldato>> sussurrò semplicemente, quindi si incamminò leggera verso Diana, poco distante da coloro che dovevano ancora lottare. Lui rimase per un attimo senza parole, poi sospirò: aveva perso alla sua prima lotta del torneo contro una strana bambina che leggeva nella mente di persone e Pokémon. Si alzò in piedi sorreggendo Greninja cercando Thunder tra la folla, senza trovarlo. “Hai già perso questa lotta Hiro, vedi di non perdere anche Thunder se non vuoi essere ucciso da Alya seduta stante…” Sono un po' preoccupata per questo capitolo >.< non ho mai descritto una lotta prima d'ora... spero abbia reso l'idea!
  19. Bravo ragazzo, metti tanto sangue e mi fai contenta. La cosa che mi fa più piacere è che gli errori grammaticali siano diminuiti tantissimo, scrivere questa storia ti sta aiutando davvero molto, e ne sono molto contenta Comunque, il capitolo mi è piaciuto tantissimo, davvero! Stai sviluppando davvero benissimo la storia, bravo
  20. -Quando verrà il momento seguirò l'esempio di Adin e sposerò la donna che amo- la interruppe deciso Lief. Poi guardò l'amica. -Sempre se la donna che amo mi vuole, ovviamente...

    -Credo di sì. Quando verrà il momento.

     

    Questo sarebbe sicuramente un passo che mi farebbe sclerare un sacco da brava shippatrice, se solo non fosse così sgrammaticata la frase di Lief. Sempre se la donna che amo mi vuole. Voglio morire

    1. Mostra commenti precedenti  17 altro
    2. Sapphire

      Sapphire

      mi sento potente con quella borsa. tutto questo entusiasmo sparirà quando arriveranno i primi compiti, lo sento

    3. Vlady

      Vlady

      sparirà quando quella borsa peserà così tanto che ti graverà sulle spalle

    4. Sapphire

      Sapphire

      penso anch'io -.- 

  21. Dunque Mi perdoni se commento in ritardo, ho letto il capitolo ieri a una festa di compleanno. Si, a una festa. Sono una persona triste e asociale. Comunque Il capitolo mi è piaciuto, quella nonnina è il mio nuovo personaggio preferito. Assomigliava tremendamente a me quando vengo svegliata bruscamente XD Ora sono parecchio curiosa di sapere come continuerai, davvero, e se fai le brutte cose che faccio io, cioè di dire qualcosa di importante e poi di spostare l'ambientazione da tutt'altra parte ti vengo a cercare
  22. Ho ritrovato su internet gli episodi in italiano di Deltora quest... so come passerò i prossimi giorni *^* quanti ricordi, mamma mia

    1. Ariolu

      Ariolu

      Veero me lo ricordo *^*

    2. Darkyurem300

      Darkyurem300

      Ah, non sono mai riuscito a vederlo tutto

    3. AceGrovyle97

      AceGrovyle97

      Oddio Deltora *^* Un giorno lo vidi e mi piacque parecchio. Perché non fanno più 'ste cose in TV çwç

  23. appena posso pubblico, ora come ora sto scrivendo il capitolo 12
  24. Dunque Questo capitolo è cortino, ma mi serviva così, diciamo che da questo momento la storia prenderà un'altra piega... possiamo definirlo un "inizio seconda parte"... Capitolo 9 Kalos, Città centrale, mattino del giorno dopo Per tutto il giorno Hiro si era allenato con Greninja nella zona indicata da Alya, così l’indomani decise di fare un sopralluogo con lei e Thunder sul luogo del torneo. <<Questo torneo è troppo sospetto>> constatò Alya dopo aver girato più volte la piazza centrale <<I soldati di Unima non si stanno facendo problemi per tutto questo>> <<Forse non conviene>> tentò Thunder. <<Se è così sospetto, perché mi avete iscritto?>> brontolò Hiro. Tuttavia i due fratelli ignorarono la domanda, continuando a guardarsi intorno. Effettivamente, i soldati restavano impassibili davanti ai preparativi, ignorando anche il fatto che quel giorno quasi nessuno lavorasse nella propria bottega. C’erano persone di tutta Kalos: dai ricchi signori della costa ovest ai mercanti e viandanti del centro del regno. Ad un certo punto, Hiro chinò il capo e si voltò, tirando su il cappuccio. Alya e Thunder lo guardarono senza capire, ma poi anche Greninja e Umbreon fecero lo stesso. <<Che succede?>> domandò la ladra, perplessa. Hiro tuttavia iniziò ad allontanarsi, prima lentamente, poi sempre più in fretta. Alya e il fratello si scambiarono un’occhiata fugace e iniziarono a seguirlo per i vicoli. Il giovane correva sempre più veloce, tuttavia faceva attenzione a non farsi perdere di vista da Alya e Thunder, finché non si trovò in un vicolo cieco. A quel punto si lasciò cadere a terra, mentre i due lo raggiungevano. Si sedettero anche loro, ansimando per la corsa. <<Si… può sapere… che… ti è preso!?>> fece Alya, con il fiatone. Hiro abbassò il capo:<<Mia… sorella. Era lì>> Rimasero un attimo a prendere fiato- <<Sorella?>> chiese Thunder <<Non ce ne avevi mai parlato>> <<Già, ehm… lei è molto brava a lottare… credo che parteciperà al torneo. Il problema è che potrebbe scoprirmi>> Alya lo fissò con il suo solito sguardo freddo:<<Brava a lottare? A Temperopoli non è illegale la Lotta Pokémon?>> <<Beh, mia sorella voleva diventare soldato, ma in quanto ragazza non si è potuta arruolare. Inutile dire che per questo mi odia>> rispose il ragazzo. In quel momento sentirono dei passi veloci vicino a loro e si nascosero nell’ombra dietro a una pila di casse. Qualcuno era entrato nel vicolo. <<Come sono messi con i preparativi?>> domandò una voce femminile. L’altra voce, maschile, rispose:<<Benone, Grey ha fatto un ottimo lavoro. Il torneo inizierà in tempo e noi potremo…>> Non sentirono il resto, perché erano entrati in una casa. Uscirono dal nascondiglio e si avvicinarono alla vecchia porta dietro la quale erano spariti i due. <<Direi che ci avevo preso>> sospirò Alya fissandola<<Questo torneo è più che sospetto>> <<Che facciamo quindi?>> domandò Thunder. Hiro incrociò le braccia:<<Direi che li dovremo tenere d’occhio>> Rimasero in silenzio per un attimo. <<Io resto qui, così li posso tenere d’occhio, per mangiare Espeon e Braixen si procureranno qualcosa>> disse Alya dopo qualche secondo. Thunder rimase a guardarla poco convinto:<<E io?>> <<Tu per ora torni a casa con me Thunder, mi accompagnerai domani al torneo>> rispose Hiro al posto di Alya. Il ragazzino annuì e abbracciò la sorella. La ragazza arrossì lievemente, poi strinse a sé Thunder:<<Forza fratellino, ci vediamo domani al torneo. Prenditi cura di quell’incompetente per oggi ok?>> Il ragazzino sorrise, quindi salutò la ladra e uscì dal vicolo con Hiro, diretti verso casa. Alya li guardò fino a vederli sparire, quindi si riavvicinò alla porta. Appoggiò l’orecchio conto di essa e constatò con piacere che non erano lì dietro: evidentemente si erano spostati in un’altra stanza. Braixen infilò un artiglio nella serratura e rimase lì a lavorarci per un paio di minuti, riuscendo ad essere silenziosissima nel farla scattare. Alya aprì con leggerezza la porta e scivolò dentro. Era un piccolo salotto con un caminetto e un tavolo da pranzo, niente di più. Da quella stanza era possibile accedere a un’altra camera attraverso una porta sulla destra. Si avvicinarono silenziose ad essa e cercarono di origliare la discussione che stava andando avanti nell’altra stanza. Poi fu un attimo: la porta si aprì di colpo a Alya finì a gambe all'aria. Fece in tempo solo a vedere i suoi Pokémon che tentavano di attaccare, poi sentì un forte colpo alla testa e vide tutto buio. -1 giorno al Gran Torneo di Kalos! E niente, la trovata geniale da capa di scienza la doveva avere anche lei... commentate come sempre nell'apposita discussione, mi raccomando
  25. Piccola domanda semplice e carina.

    Sto pubblicando una storia nella sezione FanFiction... un po' di sangue non è un problema vero? Non devo censurarlo no?

    1. Mostra commenti precedenti  22 altro
    2. Spyro190

      Spyro190

      Se ne va anche il sottoscritto. Alt+w.png

    3. Francy

      Francy

      E dire che Spyro nell'agenzia di kcleffa è stato proprio messo con... :moonmoon::moonmoon:

    4. Spyro190

      Spyro190

      Gossip, gossip everywhere.

×
×
  • Crea...