Un mese. Un mese per scrivere un capitolo. Non ho parole.
Capitolo 24
Johto, a bordo de La Corsola, primo giorno di viaggio
Il viaggio trascorreva tranquillo a bordo della vivace nave di Kenneth.
Il Capitano era un uomo allegro e amante delle feste e aveva portato a bordo una quantità di cibo che sarebbe potuta durare mesi per un equipaggio normale, passeggeri compresi.
Tuttavia, i tre fratelli appresero molto presto che quello non era un equipaggio normale.
Ogni singolo membro a bordo era accompagnato da un Pokémon che lo aiutava nelle mansioni, rematori compresi.
Il cuoco, poi, un uomo basso e tarchiato, ne aveva addirittura tre: un Mr. Mime, un Simipour e una Glameow. Non parlava molto e a quanto pareva nessuno a bordo, fatta esclusione per Kenneth, conosceva il suo nome. Già dopo poche ore di viaggio i tre fratelli avevano sentito varie voci sul suo conto, in particolare riguardo alla sua provenienza. Per alcuni veniva da Unima, per altri da Sinnoh, per altri da Kanto… c’era chi più volte aveva tentato di puntare anche soldi, come il carpentiere di bordo. Era un uomo incredibilmente socievole e con la parlantina facile. Si chiamava Frank e non si staccava mai dal suo Breloom, un Pokémon che rispecchiava totalmente la personalità dell’uomo. Provenivano da Porto Selcepoli, una piccola cittadina portuale di Hoenn, ed erano amici d’infanzia di Kenneth. Dal momento in cui erano saliti a bordo, Frank non aveva mai smesso di parlare con i tre fratelli raccontando aneddoti su aneddoti.
Erano stati poi “salvati” da Sonia, la figlia del capitano. Era una ragazza molto graziosa almeno d’aspetto: i capelli erano lunghi e biondi e legati in una treccia che lasciava appoggiata sulla spalla mentre gli occhi, color nocciola, era circondati da lunghe ciglia. Le guance e le labbra rosa completavano il quadro che l’avrebbero fatta assomigliata molto a una bambola se non fosse stato per gli abiti da ragazzo che indossava. Il suo Pokémon era un Marshtomp dall’aria gentile. Entrambi portavano, legata intorno al collo, una sciarpa bianca con ricamato su un Mudkip con del filo rosso.
Sonia aveva mostrato loro il resto dell’equipaggio, non mancando dal sottolineare i difetti di ogni membro. Gabriel, il chirurgo, era un uomo allampanato e dall’aria stanca ed era accompagnato da un Duosion. La ragazza spiegò loro che era fuggito da Unima con il capitano quando era scoppiata la guerra e ora lavorava sulla nave per paura di scendere a terra. A parere di Sonia l’uomo era la persona più codarda e ridicola che avesse mai visto, con quella camminata stramba che era costretto a fare per via delle lunghe e magre gambe.
<<Fossi in voi cercherei di non farmi troppo del male, non vi auguro di finire tra le sue mani: le sue dita sembrano i tentacoli di un Tentacool>> aveva detto loro mentre lo indicava.
Poi c’erano tre mozzi, che per disgrazia dei marinai erano gemelli. Avevano gli stessi identici capelli ricci e castani e la pelle abbronzata. Si chiamavano Adrien, Luc e Fabien e provenivano, almeno da parte di madre, da Batikopoli, ma erano stati tirati su a bordo a Yantaropoli. Neanche loro avevano saputo spiegare come ci fossero finiti lì, ma Sonia aveva spiegato che nessuno aveva preferito indagare riguardo questo fatto. I loro Pokémon erano tre Pancham anch’essi totalmente identici.
<<Semplicemente inquietanti>> era stato l’unico commento della ragazza.
Mentre passeggiavano per il ponte, Sonia indicò loro anche Marcus, l’apprendista di Frank, con il suo Psyduck, e il timoniere, Shinzo, un uomo proveniente da Fiordoropoli con il suo Houndoom.
<<State alla larga da lui in particolare>> li aveva avvisati la giovane <<Credo sia l’uomo di cui mi fido meno su tutta la nave…>>
Aiko aveva preso alla lettera questo avvertimento e aveva badato bene al tenersi lontano dal timoniere, fino a convincersi del fatto che anche il volto, dal pizzetto brizzolato e pettinato agli occhi sottili e azzurri, fosse quello di una sottospecie di assassino.
<<Oh, e poi da qualche ci dovrebbe essere l’ufficiale di rotta… ma si fa vedere raramente>> aveva detto più tardi Sonia mentre mangiavano una strana zuppa seduti nella stiva.
Insieme a loro c’erano anche altri tre passeggeri, un uomo, un ragazzo e una ragazza.
L’uomo aveva i capelli neri e lunghi ed era seduto con un Politoad in un angolo. Aveva il taglio degli occhi molto simile a quello dei tre fratelli così come i due ragazzi che mangiavano e scherzavano seduti su delle casse. Lei era leggermente più alta e aveva i capelli lunghi e castani. Si era messa a gambe incrociate tenendo in braccio un Teddiursa, mentre lui aveva i capelli corti e nerissimi. Sulla sua spalla se ne stava appollaiato un Aipom, il quale cercava in tutti i modi di rubargli il pranzo.
<<Come mai non si fa vedere?>> aveva chiesto dopo un po’ Kin <<L’ufficiale, intendo>>
Sonia aveva sospirato, senza alzare gli occhi dalla ciotola:<<Beh… diciamo che non ama mostrarsi>>
Con questa breve frase aveva fatto largamente intendere ai fratelli che l’argomento era chiuso.
Finirono di mangiare in silenzio, poi la figlia del capitano lanciò a lato la ciotola.
<<Forza!>> esclamò, alzandosi in piedi e stiracchiandosi <<Sapete lottare?>>
Makoto scattò in piedi come una molla insieme a Persian, gli occhi che brillavano:<<Hai voglia di lottare un po’, eh?>>
Aiko sgranò gli occhi:<<Qui…? Su una nave?>>
Sonia le rispose con un occhiolino battendosi una mano sul petto:<<La Corsola è la nave più resistente al mondo, Frank e mio padre lottano spessissimo, ma io e Marshtomp non abbiamo ancora trovato avversari con cui sia davvero divertente sfidarsi>>
<<Benissimo, ti sfido io allora!>> esclamò Makoto, decisamente eccitato dall’idea di lottare.
Persian si allungò per stiracchiarsi osservando compiaciuto il ragazzo: aveva proprio voglia di una bella lotta.
<<Ehi, anche io volevo lottare>> protestò Kin, ma Sonia aveva già stretto la mano al maggiore, soddisfatta per aver trovato un avversario.
<<Spero solo che tu sia alla mia portata>> sorrise la ragazza scostandosi il ciuffo biondo dal viso.
<<Lo vedrai>> rispose Makoto, carico.
Poco dopo, tutte la casse della stiva erano state spostate per dare spazio ai Pokémon. L’uomo con il Politoad era andato subito via mentre gli altri due ragazzi si erano seduti vicino ad Aiko e Kin a un lato di quello che era diventato il campo lotta.
<<Prima le signore!>> fece Makoto con un ghigno indisponente diretto a Sonia.
<<Te ne pentirai! Forza Marshtomp, Colpodifango!>>
Il Fango Pesce creò tra le zampe delle palle di fanghiglia e prese a lanciarle su Persian, che tuttavia ne schivò la maggior parte saltando da una parte all’altra del campo fino ad avvicinarsi all’avversario.
<<Ora Persian, Morso!>> ordinò Makoto.
<<Marshtomp, parati con Pantanobomba!>> replicò Sonia.
Il Nobilgatto scoprì i canini con sguardo famelico e spalancò la bocca: in quel momento il Pokémon Acqua Terra lanciò all’interno delle fauci del felino una grossa palla di fango.
Persian spalancò gli occhi non appena si rese conto di cosa aveva messo in bocca giusto in tempo perché la palla esplodesse.
Il Pokémon Normale saltellò via sputacchiando fango mentre Sonia rideva di gusto.
Anche Aiko e Kin si erano lasciati andare alle risate, così come anche i due ragazzi seduti con loro.
Makoto, tuttavia, restò concentrato sulla lotta mentre Persian se ne tornava al suo fianco, ferito più nell’orgoglio che fisicamente.
<<Tutto ok, gattone?>> domandò il ragazzo. Il Pokémon miagolò, stizzito, in risposta, per poi voltarsi verso Marshtomp scoprendo i denti affilati e sporchi di fango.
<<Molto bene, ci siamo divertiti! Che ne dite di cominciare sul serio, ora?>> fece Sonia mentre il suo Pokémon si sistemava la sciarpa bianca, sorprendentemente ancora immacolata.
<<Certo! Persian, vai con Comete!>> ordinò il ragazzo.
Persian fu avvolto da una nuvola di stelle brillanti che poi lanciò contro l’avversario con un rapido movimento della coda.
<<Marshtomp, schiva!>> ordinò Sonia, agitandosi, così il Pokémon si scansò a lato convinto di evitare l’attacco. Tuttavia, con sua sorpresa, fu colpito in pieno ugualmente.
Il Fango Pesce rotolò per terra, ferito, ma si alzò presto sulle sue tozze gambe.
<<Replica con Fangosberla, veloce!>>
Questa volta neppure Persian riuscì a schivare l’attacco e fu pienamente investito dal feroce attacco di Marshtomp.
<<E ora Pazienza!>>
Il Pokémon chiuse di botto i piccoli occhietti arancioni e si sedette a terra mentre una leggera aura rossa iniziava a circondarlo.
<<Ed ecco che Makoto inizia ad attaccarlo convinto che sia addormentato o cose simili>> sussurrò Aiko al fratello, sospirando.
<<Ci scommetto>> ridacchiò Kin.
Come volevasi dimostrare, il ragazzo ordinò immediatamente a Persian di attaccare con Sfuriate.
Persian sfoderò gli artigli e si lanciò sull’avversario attaccando con foga, stupendosi poi del fatto che Marshtomp non reagisse.
Tuttavia Makoto non sembrò meravigliarsene e nemmeno si accorse che, poco a poco, il colore dell’aura rossa che circondava il Pokémon andava scurendosi.
<<Ancora una volta Persian! Li abbiamo quasi battuti!>>
Persian si voltò, contrariato, miagolando il suo disappunto. Tuttavia, non potendo disubbidire, estrasse nuovamente gli artigli e riprese ad attaccare con Sfuriate.
<<Perfetto Marshtomp! Attacca!>> esclamò Sonia.
Gli occhietti del Fango Pesce si aprirono di scatto e il Pokémon si alzò in piedi facendo cadere a terra il Nobilgatto.
In un attimo gli fu addosso e lo colpì violentemente scaricando tutta l’energia accumulata sul felino, che cadde esausto praticamente subito.
A quel punto Marshtomp si tirò su e con un gran sorriso tornò da Sonia mostrando con orgoglio la sciarpa intatta.
<<Bravissimo!>> esclamò la ragazza, accarezzandolo.
<<Makoto, sei una vera schiappa!>> urlò Kin, ridendo con la sorella mentre il fratello andava a recuperare Persian, il quale lo fissava con sguardo torvo.
<<Che dirti… hai mai studiato qualcosa sulle mosse Pokémon?>> domandò Sonia, sorridendo divertita.
Il ragazzo si limitò ad arrossire e per il resto del pomeriggio preferì non proferir parola.
Quella sera, tutto l’equipaggio si radunò nella cabina-mensa.
Kenneth aveva deciso di organizzare una cena speciale in onore di “ospiti speciali”, ovvero Aiko, Kin e Makoto. Anche i due ragazzi che erano stati con loro nel pomeriggio erano scesi a cena con loro, anche se lo stesso non si poteva dell’uomo con Politoad.
<<Da dove venite?>> aveva chiesto Aiko ai due ragazzi mentre aspettavano che arrivasse il cibo seduti alla grezza tavolata.
<<Violapoli>> rispose la ragazza con un sorriso, che aveva detto di chiamarsi Izumi <<Io e Yodo ci siamo appena sposati, ma abbiamo deciso di trasferirci a Sinnoh>>
<<Ooh… tanti auguri!>> fece Aiko, unendo le mani, entusiasta <<Avete scelto anche la città?>>
<<Per ora mi interessa solo allenare Teddiursa per farlo evolvere… lo stesso vale per Yodo e Aipom>>
<<Come mai?>> intervenne a quel punto Kin.
<<Abbiamo paura della guerra>>rispose Yodo, smettendo per un attimo di parlare con Makoto <<Non sappiamo se la guerra tra Kalos e Unima si diffonderà in altri regni, è meglio essere pronti>>
Aiko abbassò per un attimo lo sguardo e Eevee le leccò con dolcezza la guancia: sapeva che la missione a Kalos preoccupava molto la ragazza.
<<Piuttosto, voi? Dove siete diretti?>> chiese a quel punto Sonia, sedendosi accanto a Makoto.
<<Oh! Ehm… Dunque, noi… ehm, veramente siamo diretti… beh…>>
La giovane Kimono Girl iniziò a giochicchiare con una ciocca nera, arrossendo per l’imbarazzo.
<<Alola>> rispose a quel punto Kin <<Andiamo ad Alola… dobbiamo fare delle ricerche per conto di nostra madre>>
<<Oh… così lontano? So che è una terra piuttosto selvaggia, con solo qualche villaggio sparso>> fece Izumi, sorpresa.
A quel punto Sonia alzò un cipiglio, scettica:<<Alola? Non è quell’arcipelago scoperto da poco?>>
Fu a quel punto che Frank si avvicinò, interessato:<<Ho sentito bene? Alola? So che laggiù ci sono parecchi tesori!>>
Il vocione del carpentiere tuonò per tutto il tavolo, così in un attimo le parole “Alola” e “tesori” iniziarono a passare dalle bocche di tutti.
<<Ooh… Vedo che stasera c’è più entusiasmo del solito a cena! Spero che i manicaretti del nostro cuoco vi soddisfino a dovere!>>
La voce del capitano Kenneth sovrastò il frastuono del resto dell’equipaggio, che ammutolì.
In silenzio, attesero che il cuoco versasse la zuppa nelle ciotole di ognuno e che poi si sedesse.
<<Molto bene!>> esclamò il capitano osservando la cena <<Spero che sia tutto di vostro gradimento, in particolare per i nostri cari ospiti>>
<<Ehi, capitano!>> fece Frank <<Cos’è questa storia che accompagniamo i ragazzi ad Alola?>>
Kenneth alzò per un attimo le folte sopracciglia e lanciò un’occhiata ai tre fratelli, tutti improvvisamente molto impegnati ad osservare la zuppa.
<<Ah, sì… Certo, i figli i Hana. Oh beh, non scaldatevi troppo, non ci fermeremo lì, abbiamo ben altri affari in giro. E ora forza, mangiate!>>
Ci fu un lieve mormorio di disapprovazione, poi ricominciarono le solite chiacchere., tra Frank e Kenneth che discutevano su chi avesse il Pokémon più forte a Gabriel che si lamentava con Marcus delle riparazioni che faceva il carpentiere.
<<Grazie, Ho-Oh>> sussurrò Aiko, tirando un sospiro di sollievo.
Kalos, qualche ora prima
Alya, Hiro e Thunder raggiunsero in fretta la fine del tunnel. Vedere ancora una volta ciò che era toccato ai membri della resistenza che avevano creato quei passaggi aveva profondamente disturbato i tre e i loro Pokémon.
Il soldato salì per primo la scaletta e aprì la botola per far uscire i compagni.
Una volta usciti, il gruppo fu investito da una folata di vento gelido. La neve era ancora alta e candida, tuttavia sembrava che per quella giornata non sarebbe aumentata, o almeno così speravano.
<<Come procediamo? La zona di allenamento è verso Porta Ovest mi pare>> fece Hiro, stringendosi meglio nel mantello rattoppato.
<<Seguiamo il percorso delle mura direi. Quando arriveremo in prossimità della Porta potremmo prendere il sentiero che portava al vecchio rifugio. Da lì sono pochi passi>> rispose Alya mentre sistemava il cappuccio e la sciarpa in modo da lasciare scoperti solo gli occhi.
Camminarono per più di mezz’ora tra l’erba alta. Ogni tanto qualche Fletchinder e Fletchling volava sopra di loro, oppure un Pancham spuntava pigro dietro qualche cespuglio. Più di una volta, Thunder si trovò ad inciampare in qualche tana di Bunnelby.
Dopo un po’ che camminavano, la vegetazione iniziò a cambiare. Erano quasi nei pressi di Porta Ovest quando iniziarono a spuntare alberi ricoperti di neve tra la coltre bianca.
A quel punto deviarono e presero il vecchio sentiero che avevano percorso qualche giorno prima e non ci volle molto perché raggiungessero il vecchio rifugio.
Alya e Thunder si fermarono un po’ ad osservarlo, mentre Hiro attendeva impaziente: l’entrata era quasi invisibile, sommersa dalla neve e coperta da un grosso ramo caduto per il peso di quest’ultima.
<<Presto ci torneremo. Facciamo passare l’inverno>> sussurrò Alya, osservando con malinconia quello che appariva come un semplice cumulo di terra.
<<È strano che ci manchi tanto però>> osservò Thunder <<Alla fine non era così speciale>>
La sorella alzò le spalle:<<Ci ha salvato la vita. Non è una cosa da dimenticare… e ora andiamo, su>>
Così si rimisero in marcia, attraversando il boschetto che circondava il vecchio rifugio.
Il luogo che Hiro aveva usato tempo prima come campo da allenamento era un campo aperto con qualche specchio d’acqua e una zona più rocciosa da cui si intravedevano diverse grotte.
<<Molto bene… pensavo di provare un allenamento che svolgevo a Temperopoli con Diana e mio padre>> annunciò il soldato non appena arrivarono.
Alya incrociò le braccia, profondamente infastidita dal fatto che dovesse obbedire al ragazzo:<<Sarebbe?>>
<<Dovrete semplicemente battermi sfruttando il terreno. Si tratta di gioco di squadra unicamente tra voi e i vostri Pokémon, perché prima di tutto è necessario sincronizzarvi con loro… di conseguenza siete avversari>>
<<Devo… batterti?>> ripeté Thunder, incerto <<Non ho mai lottato prima…>>
<<Non è lo spirito giusto, Thunder>> lo rimbeccò il soldato <<Tu mi devi battere, mi vuoi battere, mi batterai. La tua testa deve funzionare così>>
Il ragazzino annuì, poco convinto, e gettò un’occhiata a Snoover e Bergmite.
<<Che intendi con sfruttare il terreno?>> domandò Alya a quel punto.
<<Beh…>> fece Hiro <<Dovrete sfruttare il terreno per cogliermi di sorpresa. Vi lascerò qualche minuto per trovare un nascondiglio, poi inizierò a muovermi per cercarvi. Avete mai giocato a nascondino da piccoli? Le regole sono simili. Con la differenza che dovrete battermi senza farvi sconfiggere a vostra volta, quindi vi conviene non uscire allo scoperto>>
<<Fammi capire una cosa>> rispose secca Alya <<Ci hai fatto venire qui per giocare a nascondino?>>
<<Sì, ma dobbiamo anche attaccarlo>> osservò il fratellino.
La sorella gli rivolse un sorrisetto:<<Allora forse si potrebbe anche fare>>
<<Alya, sei veramente una persona orribile>> fece Hiro, sconvolto.
<<Lo sa già. Cominciamo?>> rispose Thunder, divertito.
<<Sì. VIA!>>
I due fratelli si sperarono all’istante seguiti a ruota dai loro Pokémon, sparendo in un attimo dalla vista di Hiro.
Alya, Braixen ed Espeon si inoltrarono immediatamente tra la vegetazione innevata.
La ragazza si voltò un attimo indietro, osservando seccata la neve:<<Anche uno Zubat capirebbe che siamo andate qui>>
Si guardò intorno velocemente: era circondata da cespugli sovrastati da abeti tra i quali si distingueva un grosso albero. E dietro di esso c’era una delle piccole grotte.
<<Braixen, usa Lanciafiamme contro quel cespuglio, ma giusto per bruciacchiarlo appena. Espeon, cancella le impronte spostando la neve>>
I due Pokémon annuirono all’unisono: subito Braixen usò un debolissimo Lanciafiamme per incenerire qualche foglia dei cespugli mentre Espeon spostava piccole palle di neve per compattare i punti segnati dai loro passi.
“Perfetto. E ora sull’albero”
<<Braixen, sai arrampicarti sull’albero?>>
La Volpe annuì, squittendo, e con un paio di balzi si trovò sul ramo di un albero da cui cadde parecchia neve.
Alya si avvicinò alla pianta, imitata da Espeon, per poi tornare sui suoi passi calpestando le sue impronte.
Braixen capì immediatamente e saltò giù dall’albero per imitare i movimenti delle compagne.
A quel punto Alya fece un salto a lato per infilarsi tra i cespugli e lo stesso fecero le due Pokémon.
Non dovevano preoccuparsi della neve perché i cespugli ne erano privi grazie alle fronde di sempreverde che li sovrastavano.
Si avvicinarono strisciando fino a giungere alle spalle di Hiro, il quale si stava guardando intorno per scegliere da dove cominciare.
La ragazza rimase in attesa fino a che non decise la direzione, cioè esattamente il posto dove loro avevano preparato il trabocchetto.
“Stupido soldato, non ricordi le regole del nascondino? Non si sbircia mentre gli altri si nascondono”
Rimasero in attesa tra i cespugli mentre il ragazzo studiava la situazione. La prima cosa che notò fu il cespuglio bruciacchiato, quindi le impronte e il ramo spoglio.
<<La neve è caduta da un solo ramo, va da sé che non siano salite sull’albero. Tuttavia, anche il cespuglio bruciacchiato è chiaramente un’esca. A che gioco vogliono giocare?>>
“A un gioco molto divertente”
<<Due false piste. Devono essersi spostate da qualche altra parte…>>
“Esatto”
<<Oppure no?>>
“Come sarebbe a dire no!?”
Umbreon si voltò di scatto verso il punto in cui si erano nascoste e Greninja lanciò immediatamente un Acqualame verso di loro.
<<GYAAA!!!>>
<<Trovate>> fece semplicemente Hiro, avvicinandosi a loro.
Alya osservò le mani del ragazzo spostare le foglie per fare capolino davanti a lei con un ghigno soddisfatto che fu immediatamente spento da un pugno sul naso da parte della ladra.
<<Ti odio, soldato. Sappilo>>