Capitolo 30
Luci e Ombre
Rientrando nell’accademia, Frost era pronto ad andare al club teatrale, dove sapeva avrebbe trovato la sua amica Kirlia, la portavoce di ogni pettegolezzo di Lapillia. Dim e Ivory si erano già diretti al dormitorio, quindi aveva tutto il tempo che voleva. Si sentì libero mentre attraversava i soliti corridoi, perché finalmente non c’era più nessuno a giudicarlo per la sua passione per l’arte drammatica.
“Chissà cosa staranno provando adesso? Sailor Kirlia? No, l’hanno fatta l’ultima volta, ora la sanno tutti a memoria. Forse hanno iniziato Terastal Sentai Pokénger…” iniziò a fantasticare tra se e se, mentre la porta del club si faceva sempre più vicina. “Vorrei interpretare PokéDark!” pensò ad alta voce.
“Invece interpreta la tua inutilità!” quell’improvvisa frase gridata fece fermare Frost con un brivido lungo la schiena, cosa molto ironica visto il suo tipo ghiaccio. Era una voce che conosceva troppo bene, una che non avrebbe voluto ascoltare in quel momento: la voce del suo gemello Chill. L’altro Sneasel si era nascosto vicino alla porta e sbucò fuori proprio prima che Frost potesse aprirla, ritrovandosi faccia a faccia con lui.
“Cosa vuoi?”
“Lo sai bene cosa voglio!” Chill aveva uno sguardo degno di un assassino.
“Da Ardor non ci tornerei nemmeno se dovesse tirarmi addosso un Incendio!” il ranger del Team Dragon aggrottò la fronte cercando di apparire minaccioso, ma in realtà stava tremando di paura.
Di colpo la porta si aprì sbattendo, era Bell. La Kirlia aveva una delle espressioni più furenti che potesse mai fare. “Vuoi lasciarci stare? Non sei il benvenuto qui!”
Bell era pronta a sferrare un attacco, ma Chill fece un sorriso malizioso. “Questa volta sono armato!” alzò la sua mano destra, l’artiglio iniziò a brillare come se fosse metallico: era la mossa Ferrartigli.
Giunto al Cratere Fuocodrillo, Flare sentiva quella sensazione sempre più forte. Non riusciva a spiegarsi cosa rappresentasse, solo che doveva seguirla. Ma qualcosa non tornava: sembrava che nessuna direzione fosse quella giusta, come se lo stesse portando da qualunque parte.
“FLARE!” gridò Tusk, mentre lui e Scale gli si stavano sempre più avvicinando.
“Non cercate di fermarmi!” urlò il Charmander con decisione, sentendo di non voler essere ostacolato qualunque cosa dovesse fare lì.
“Noi non vogliamo fermarti. Noi veniamo con te!” rispose Scale.
Flare cambiò espressione subito, era grato ai suoi compagni ranger per averlo seguito, segno che erano sempre dalla sua parte. “Il genio solitario e il leader non mi lasciano mai da solo!” chiuse con una risata.
“Ma perché sei fuggito così? Non è da te!”
“Tusk, non lo so. È come se qualcosa o qualcuno mi stia chiamando qui dentro, me lo sento in testa!”
In quel momento, la terra iniziò a tremare, e non per un’eruzione vulcanica. Non era un buon segno, le Ombre dell’Oblio stavano tornando. Eppure, non ne apparve una lì, quindi non era in Team Dragon il loro bersaglio.
“Ci dev’essere qualcuno qui, dev’essere in pericolo!” disse il Treecko con decisione iniziando ad esplorare, seguito dagli altri.
Alcune Ombre dell’Oblio iniziarono a manifestarsi nelle aree più profonde del Dungeon, una cosa piuttosto insolita non essendoci Pokémon laggiù. Infatti non stavano cercando dei Pokémon, stavano puntando alle scintille gialle che si stavano agglomerando in un’unica sfera lucente. In qualche modo, le creature gommose stavano cercando di bloccare questo processo, assorbendo le lucine vaganti.
“No, maledetti esseri!” rimbombò una voce solenne e possente. “Non vi lascerò compiere una simile atrocità!”
In quel momento, la bolla luminosa si mosse, come se qualcosa la stesse spingendo. Si spostò più in alto, seguita dalle scintille più piccole, uscendo dalla portata delle Ombre dell’Oblio.
“Non avrete mai questa luce di vita!”
GameGate01
Ringraziamenti speciali a @Leio99, @Enemy e @TheMudkipGirl95