I remake dei giochi di Pokémon sono ormai una costante della serie, soprattutto per chi come me si è affacciato al mondo dei mostriciattoli tascabili soltanto a partire dall'era del GBA.
Tuttavia, gli ultimi remake dei giochi di quarta generazione hanno fatto sorgere più di un dubbio a diversi fan relativamente alla necessità di proseguire sulla strada ormai battuta da anni da parte di GF.
Se ci stiamo ponendo questa domanda ora, è sicuramente a causa delle numerose critiche che hanno coinvolto soprattutto questi giochi e in parte anche i titoli della serie Let's Go, sebbene tenderei a considerarli parte di una manovra commerciale differente e con altri obiettivi.
Andrò allora ad esaminare quali aspetti secondo me dovrebbero caratterizzare un buon remake della serie Pokémon e nel contempo proverò a capire cos'è che non ha funzionato nelle ultime produzioni dei mostriciattoli tascabili.
Partiamo allora dall'aspetto probabilmente più scontato, ossia la grafica. Un remake deve essere innanzitutto un rifacimento dal punto di vista grafico. Deve svecchiare l'impianto originale, rendendolo più in linea con quelli che sono i canoni della generazione videoludica o della console su cui viene rilasciato.
Nella serie Pokémon, i remake sono sempre stati costruiti sul motore grafico del gioco della serie principale che li ha immediatamente preceduti. Questo non è accaduto con però con LGPE e BDSP per un semplice motivo: la serie a partire da SM ha iniziato ad acquisire uno stile grafico con proporzioni più realistiche e mappe non più in griglia. È chiaro che per mantenere quanto più possibile l'esperienza simile ai giochi originali, le mappe non potevano essere completamente ridisegnate secondo lo stile attuale. E la cosa avrebbe comunque richiesto un tempo di sviluppo decisamente superiore e non in linea con quelle che sono state probabilmente le esigenze di TPCI. Dal punto di vista tecnico non sono stati nemmeno giochi fatti male se confrontati con gli altri giochi Pokémon usciti per Switch (al netto di pasticci con le hitbox), ma le critiche principali sono state soprattutto relative allo stile grafico adottato. Io però sono del parere che gli sviluppatori abbiano avuto le mani abbastanza legate da questo punto di vista. Personalmente, per i remake futuri (sempre se ci sarà necessità e voglia di proseguire su questa strada) preferirei che abbandonassero lo stile chibi di BDSP per adottare uno stile più simile a quello di Let's Go che riesce ad fornire una soluzione di compromesso tra realismo e preservazione delle storiche mappe in griglia. Almeno finché non si arriverà a fare dei remake dei giochi di settima generazione, che hanno già proporzioni grafiche completamente diverse e più facilemente gestibili in futuro. Mi piacerebbe ovviamente che le mappe venissero completamente rifatte e sarebbe l'ideale per presentarsi come un prodotto davvero nuovo al pubblico, ma non mi illudo perché le motivazioni che ci sono dietro a queste scelte di design sono molto note.
Il secondo aspetto importante, secondo me, è il fatto che un remake deve essere un gioco che, per quanto rispettoso del materiale originale (aspetto che devo necessariamente dare per scontato, altrimenti non avrebbe proprio senso parlare di remake), deve anche distaccarsi dall'originale e guadagnarsi una dignità di un gioco a sé stante. All'annuncio di BDSP, la domanda che si sono fatti tutti i fan che avevano già giocato i titoli originali è stata: "Perché dovrei comprare questo gioco? Che esperienza aggiuntiva mi dà rispetto ai giochi originali?" Da questo punto di vista, devo dire che BDSP sono stati abbastanza deludenti per me. Attenzione, non mi riferisco al fatto che la trama sia la copia carbone di quella dei titoli originali, ma che non siano presenti extra o attività secondarie nuove rispetto ai titoli del 2006. Faccio degli esempi prendendo in considerazione i precedenti remake. Rossofuoco e Verdefoglia hanno praticamente la stessa trama di Rosso e Verde, ma hanno visto l'inserimento di un'intera miniregione nuova da esplorare nel postgame, ossia il Settipelago, con diverse sottotrame e minigiochi. Anche HGSS hanno una storia identica agli originali, ma si è saputo integrare al loro interno elementi sia inediti, sia presenti in altri giochi della serie. Mi riferisco al Parco Lotta, alla meccanica dei Pokémon che ti seguono e soprattutto il Pokéathlon, un'attività secondaria che è stata il vero punto di forza del remake e che mi fa affermare con forza che rigiocando i giochi originali non potrei mai provare la stessa esperienza. In ORAS invece si è puntato a mantenere tutte le features secondarie degli originali (in particolare Gare e Basi segrete) tuttavia ignorando le aggiunte di Smeraldo. Ma a fare da contraltare a questa mancanza è stato inserito un intero arco narrativo inedito nel postgame che vale da solo il prezzo del gioco. Per BDSP non posso affermare le stesse cose. Le attività secondarie dei giochi originali ci sono, ma sono state decisamente alterate. Le gare Pokémon ad esempio sono completamente diverse dagli originali e sono state ridotte ad una singola prova rispetto alle 3 prove di DP. Il minigioco dei sotterranei invece resta divertente solo perché era molto divertente già in origine, ma ha subito dei tagli che in un gioco che dichiara la sua estrema fedeltà agli originali fatico a comprendere. Mi riferisco all'assenza del gioco del rubabandiera e di tutto il sistema di trappole ad esso associato e all'arredamento delle basi segrete (ridotte ora ad un deposito di statue). Non solo non c'è stata un'integrazione di nuove attività extra, ma si è avuto quindi addirittura un taglio di quelle già presenti e non si è fatto tesoro delle aggiunte di Platino che avrebbero indubbiamente impreziosito il gameplay. Per cui è auspicabile che in un buon remake siano presenti numerose aggiunte che arricchiscano l'esperienza di gioco originale, rendendola unica.
Passiamo oltre parlando di trama e personaggi. Come ho già espresso poc'anzi la trama non necessita di essere stravolta per rendere un remake bello. Però alcuni personaggi potrebbero essere esplorati meglio o magari anche subire un redesign completo, visto che molti dei pg dei primi giochi Pokémon avevano un aspetto piuttosto anonimo. Si possono inserire sottotrame che mettono in relazione personaggi che nei giochi originali non si erano incontrati (come Argento e Giovanni in HGSS) o introdurre addirittura personaggi nuovi che espandano la lore dell'universo Pokémon (come Lyris in ORAS). O magari possono essere realizzate delle cutscenes che contribuiscono a dare importanza ad un determinato evento di gioco, cosa non molto presente prima dell'era 3D per ragioni tecniche (ma comunque presente, penso all'evocazione di Lugia e Ho-Oh, all'evento di Arceus e al viaggio nel tempo) ma che costituisce uno dei punti caratteristici di ORAS e che ho apprezzato molto anche in LGPE in alcune scene. In BDSP le poche scene mostrate non costituiscono un contenuto aggiuntivo, essendo praticamente identiche a quelle originali, ma mettono solo in luce i difetti dello stile artistico scelto per i titoli.
Ultimo, ma non ultimo, i remake non devono costituire un passo indietro per la serie e devono integrare al loro interno le novità di gameplay e i miglioramenti della quality of life che sono stati conquistati durante tutti gli anni di sviluppo della serie e che renderebbero difficile se non traumatico passare da un'esperienza moderna ad una eccessivamente figlia di altri tempi. In questo bisogna ammettere che BDSP si adegua ai tempi senza però introdurre novità degne di nota, sebbene non siano state loro richieste.
A valle di tutto questo qualcuno potrebbe obiettare che BDSP probabilmente non necessitava di tutti quegli accorgimenti che hanno ricevuto gli altri remake poiché possedeva una base decisamente più forte e probabilmente ancora giocabile oggi così com'era in passato. Insomma, che il gioco è invecchiato bene nonostante tutto.
Allora io mi chiedo: era necessario fare questo remake e soprattutto venderlo a prezzo pieno? Sarebbe stato più opportuno fare un semplice porting o una remaster?
Sono domande che bisogna necessariamente porsi, dato che i prossimi remake saranno ispirati ai titoli che hanno rappresentato il punto più alto della saga finora e potrebbero scatenare una rottura con la fanbase storica ancora più forte.
Alla fine qual è la vera utilità di un remake Pokémon per il giocatore? Vivere un esperienza che ha mancato in passato o riviverla con uno sguardo più maturo? Collezionare Pokémon che non sono presenti nei giochi delle nuove generazioni?
A mio parere, sono fattori che possono essere tranquillamente soddisfatti tramite un porting compatibile con Pokémon Home, al netto della perdita di buona parte della quality of life di cui parlavo sopra.
Un remake deve ergersi al di sopra della sua versione passata e sostituirla. Un remake che non riesce a fare questo e contribuisce a rievocare con nostalgia quello che è stato e non potrà più essere, non è un buon remake.
Ciò quindi che GF o qualsiasi altro sviluppatore dovrà fare se e quando svilupperà un futuro remake Pokémon è quello di non pensare solo a chi i giochi originali non li ha giocati, ma di chiedersi cosa fare per far apprezzare il gioco anche a chi conosce già tutto. Tagliare contenuto per quanto possa essere difficile da riadattare non è comunque gradito, ma se controbilanciato con novità degne di nota, con elementi che facciano dire al giocatore "questo remake non è come gli originali, è meglio!" allora l'intera operazione recupererà il senso che l'ha portata ad avere successo in passato e contribuirà a fornire un'ulteriore tangibile fonte di guadagno per TPCI, meritata stavolta.