Vai al commento

Vi ricordiamo di usare lo spoiler per parlare di argomenti inerenti a Pokémon Let's Go, Pikachu! e Pokémon Let's Go, Eevee! nella discussione inerente.


Bambole di novembre

Contest di spriting

SatoSerelover

Pokémon Luce e Ombra (Non commentare)

Recommended Posts

Inviato (modificato)

Un saluto a tutti voi allenatori!

Benvenuti in questo grande viaggio!

I GettAmourZe sono felici di presentarvi:

 

 

Pokémon Luce & Ombra (Logo in arrivo)

 

 

In questa nuovissima serie di fanfiction e fumetti, viaggeremo nella regione di Forsia, una nuovissima terra ispirata all'Italia e abitata da Pokémon mai visti prima!

Insieme seguiremo le avventure del nostro eroe Ash Ketchum, in un nuova avventure tutta nuova, sempre accompagnato dal suo migliore amico Pikachu!

 

Il nostro eroe affronterà nuove terribili minacce, incontrerà Pokémon conosciuti e sconosciuti, vedrà nuovi ambienti e legherà con nuovi amici, incontrandone di vecchi!

 

Il fumetto sarà pubblicato più tardi e con ritmo più lento, ma comunque avrete modo di godervi sia quello che le fanfiction!

 

Gli episodi blu saranno quelli incentrati su Ash, quelli gialli su Pikachu... quelli rossi su Serena, marroni per Brockverdi per Lidia!

 

Lo spazio commenti è questo

 

 

Speriamo che apprezziate questa serie e che ci seguiate fino alla fine! Detto questo, ringraziati tutti i membri del progettone... possiamo augurarvi un buon viaggio e una buona lettura! 

 

La serie sarà divisa in tre saghe!

Episodi

Saga 1: Luce & Ombra

 

 

Saga 2...

 

in corso...

 

 

 

 

 

Rircordando il passato! Una visita sorprendente!

 

 

Il mondo Pokémon, un luogo abitato da umani e da creature fantastiche chiamate Pokémon. Ci sono Pokémon di tutti i tipi, di ogni colore, forma e carattere… alcuni più rari, altri più forti. Ed è proprio con questi amici che gli allenatori si sfidano tra di loro per competere per il titolo di Maestro Pokémon.

 

E un ragazzo in particolare aspira a questo sogno, viaggiando in lungo e in largo, conoscendo sempre più Pokémon e rendendoli suoi amici. Il suo nome è Ash Ketchum, un allenatore Pokémon proveniente da Biancavilla, il quale ha viaggiato in diverse regioni sempre accompagnato dal suo migliore amico e fedele compagno: Pikachu.

 

Ultimamente, però, il nostro eroe sembra non avere la grinta che lo ha sempre contraddistinto...

 

Ash si alzò dal letto di malavoglia quel giorno, che tuttavia era bellissimo e illuminato da un meraviglioso sole. Era da un po’ di tempo che succedeva, le sue giornate erano meccaniche: si alzava, faceva colazione, andava in giro per la città, salutava i suoi amici Pokémon lasciati al Prof. Oak, cenava e si rimetteva a dormire.

 

"Ciao Mamma..."

 

"Buongiorno caro! Dormito bene?” lo salutò sua madre, la signora Delia Ketchum.

 

"Mah...così così" rispose Ash con un tono un po’ scocciato. Nemmeno Pikachu sembrava poterlo tirare su da quello stato di depressione in cui il giovane allenatore sembrava essere piombato.

 

Neanche le lotte Pokémon riuscivano a ridargli quella voglia irrefrenabile di tornare a viaggiare. Non si era informato né su possibili regioni non ancora esplorate, né su allenatori in grado di batterlo. Aveva perso la sua grinta e la situazione aveva cominciato a preoccupare Delia: quello non sembrava suo figlio.

 

Pikachu saltò sul tavolo per sgranocchiare la sua colazione. Di norma quel momento della giornata era il più caotico, Ash si avventava sul cibo non appena pronto. Una notte a digiuno era una pena per lui e quella era una pena che affrontava tutti i giorni e lo avrebbe fatto per il resto della sua vita.

 

Eppure non sembrava in vena di mangiare nemmeno un boccone. Questo era ancora più traumatico di una vita in cui non si poteva mangiare mentre si dormiva.

 

"Pikapì?" lo chiamò Pikachu, cercando di capire il suo allenatore. Se non ci fosse riuscito lui chi avrebbe potuto farlo?

 

Delia appoggiò un piatto enorme pieno di frittelle davanti ad Ash: "Su tesoro, se non mangi come al solito mi toccherà fartelo ingoiare con la forza!". Lo minacciò con una forchetta, credendo di essere abbastanza convincente, ma l'effetto fu il solito dei giorni passati.

 

Il ragazzo annuì mogio e cominciò a mangiare. Ci mise molto più del solito, inoltre sembrava che Ash avesse fatto uno sforzo enorme per mandare giù tutto. Gli piaceva il cibo di sua madre, ma era come se non riuscisse ad ingoiare un solo boccone.

 

Una volta finito il pasto Ash si alzò dalla sedia: "Mamma? Io esco a fare due passi… vieni con me Pikachu?". Il topino elettrico seguì il suo allenatore: era pure sempre il suo fidato amico e perciò doveva tenerlo d'occhio, Delia ormai non sapeva più che fare.


 
Aspettò che Ash chiudesse la porta, dopodiché si tolse il grembiule da cucina e salì insieme a Mimey in camera di suo figlio per rassettare la stanza. Inizialmente, quando suo figlio aveva smesso di riordinarla, se l’era presa un po’, ma la situazione era talmente strana che non poteva che starsene a riflettere su come ridargli la sua allegria. Aveva cominciato a rifare il letto quando trovò qualcosa sotto il cucino: era una foto di suo figlio in compagnia dei suoi amici. Ma si, li riconosceva bene, erano Lem, Clem e Serena.

Mimey invece trovò un dispositivo dall'aspetto strano accanto a un biglietto: "Dispositivo Lemmico Chiamamici". Lo afferrò e lo portò a Delia in modo da capire a cosa potesse servire: forse lei lo avrebbe saputo?
 
Subito Delia fu incuriosita da quello strano aggeggio. Pigiò il comando d’accensione e dopo un po’ di tempo apparve sullo schermo del dispositivo la faccia di un ragazzino biondo con gli occhiali.

"Hey Aaaa… " Lem si bloccò. Sistemò gli occhiali confuso, non capendo chi si ritrovava davanti. "M-Ma.. lei è Delia?”

Delia un po’ confusa ribatté “Oh, ciao Lem!"
 
“Ah… mi scusi. Il fatto è che l'oggetto con cui mi sta chiamando l'ho regalato ad Ash e non mi aspettavo di..."
 
Delia, imbarazzata, lo interruppe "Scusami tu. Presumo che ti aspettavi di vedere lui sullo schermo!"

"Già proprio così!" Puntualizzò il capopalestra

Una risatina lasciò qualche pausa al loro discorso. Poi però Lem decise di andare al nocciolo della questione.

"Mi scusi se lo chiedo… ma Ash? Insomma, perché mi chiama lei?"
 
Delia sospirò, un po’ perplessa "Beh, a dire il vero stavo solo riordinando la sua stanza e vedendo questo aggeggio ho provato ad usarlo! Ma già che ci sono, ti chiedo una cosa… Quale era il tuo rapporto con Ash? E gli altri compagni con cui viaggiavate?”
 
"Beh sì... è stato un viaggio meraviglioso ed eravamo tutti molto uniti!" rispose il capopalestra, ripensando al viaggio insieme ai suoi amici. “Vorrei chiederle quale è il problema, non la vedo molto bene… insomma è una giovane e bella signora, ma mi pare un po’ stanca, signora Ketchum.." si preoccupò l'inventore.
 
Delia sorrise al complimento "Grazie mille, ma vedi… è mio figlio il problema, ultimamente non sembra più lui. Non ha voglia di lottare, se ne sta sempre per le sue e non sembra ritrovare il buonumore"

Lem la guardò stranito "Chi? Stiamo parlando dello stesso Ash? Stento a crederci…”

“Ti assicuro che è così, purtroppo. Pensa a quanto me ne stupisco io che sono sua madre e lo conosco meglio di chiunque altro!”
 
“Beh, vedendo la sua espressione, signora, capisco che deve essere davvero così. Vorrei venire personalmente a salutarlo, però ultimamente sono parecchio indaffarato alla palestra... ha qualche idea di come potrei aiutarla?”

"Beh una cosetta si potrebbe fare..." rispose pensierosa Delia.

 

 

 

Intanto Ash stava passeggiando nel bosco. Il suo sguardo era perso come al solito, non gli andava di fare nulla se non stare con Pikachu o anche da solo. Era riuscito a reggere abbastanza bene quel periodo lontano da Kalos, o almeno inizialmente. Con il tempo era peggiorato, gli mancava la regione, ma soprattutto tutti gli amici che si era fatto: Lem, Clem, Alan, Goodra, Greninja e…. pensare a lei lo avrebbe solo fatto stare peggio.

 

"Pika?"

 

Ash si girò in direzione del suo fidato compagno cercando di smorzare un sorriso "Non preoccuparti, sono solo un po’ giù di morale. Andrà tutto a posto prima o poi… spero"

 

A Pikachu quel "prima o poi" e quello “spero” non piacevano per niente.

 

Ash si fermò un attimo e si chinò sotto ad un albero "Non so perché non ti abbia mai portato qui. É un posto speciale, io qui ho… ho... lasciamo perdere".

 

Il Pokémon abbassò le orecchie confuso. Ora cominciava a capire che luogo era, ne aveva sentito parlare mentre viaggiavano a Kalos.

 

"Torniamo a casa" disse Ash, lasciando il posto a testa bassa.

 

Una volta tornato a casa Ash si mise a tavola e cenò come suo solito, senza parlare o dare segni di vitalità. Pikachu lo guardava avvilito, consapevole di cosa stesse provocando tutto ciò.

 

“Allora… Dove sei andato oggi?” chiese Delia, con uno strano tono disinteressato. Guardava di continuo l’orologio.

 

Non che gli interessasse, ma anche Ash notò stranezza nella madre. Non chiese nulla, troppo preso a deprimersi. Il peggio era che per la prima volta non aveva per niente fame, forse aveva fatto male ad andare in quel bosco. Lasciò cascare la testa finendo per immergere la faccia nel piatto.

 

La reazione lasciò stupito Pikachu, mentre la mamma dell’allenatore cercò di non badarci troppo. Si avvicinò per dire qualcosa al figlio e consolarlo, quando all’improvviso il telefono squillò. "Vado io, tesoro!" esclamò Delia con un tono di felicità. Corse verso il telefono e alzò la cornetta. Pikachu nel frattempo si avvicinò ad Ash, sempre con la testa affondata nella sua cena e cominciò a dargli delle pacche sulla spalla.

 

La donna rimase via per un bel po’ di minuti, almeno un quarto d’ora. Solo aver finito tornò indietro da suo figlio: "Ash, è per te!"

 

La novità di avere una chiamata lo aiutò a resuscitare nel mondo dei viventi, o almeno così pensava Delia. In effetti una chiamata da uno dei suoi amici avrebbe potuto tirarlo su o almeno rompere quella monotonia. Il ragazzo si alzò e arrivò sorpreso al telefono "Strano...chi mai mi può chiamare?"

 

Il ragazzo sì avvicinò all’apprecchio.

 

"Ciao Ash!"

Una ragazza dai capelli color miele stava sorridendo dallo schermo, agitando la mano.

 

Per un attimo il cuore dell'allenatore di Biancavilla si fermò… non poteva essere davvero lei!

"S-Serena?”

 

“Come st-... aspetta cos’hai sulla faccia?”

 

Ash si ricordò che aveva appena fatto un bagno nella sua cena e cominciò ad agitare le mani “Niente, niente! Una lunga storia! Ehm… ma tu come hai fatto a..."

 

Serena gli fece un occhiolino "Ho le mie fonti! Diciamo che un Fletchling mi ha consigliato di chiamarti! Comunque è da tempo che non ci sentiamo! Cosa mi dici di te? Come te la passi?”

 

“Beh ecco… uhm…” Non sapeva cosa rispondere. Non se la passava benissimo e non aveva granché di cui parlare, così rigirò la domanda “Beh, piuttosto tu come te la cavi?”

 

“Io sono un po’ impegnata ultimamente, ma sono riuscita a trovare un attimo di tempo per chiamarti!" sorrise la ragazza ”Dai, dimmi! Ci sarà pur qualcosa che fai lì a Biancavilla! Tu sei Ash, hai sempre qualcosa da fare, delle lotte Pokémon o degli allenatori da sfidare!”

 

Ash sentiva già un po’ di imbarazzo. Se avesse saputo in che stato era ultimamente… "Beh, io me la cavo. Di norma o sto qui a casa oppure aiuto il Professor Oak con le ricerche" mentì l’allenatore. Non voleva darle una brutta impressione o scoraggiarla.

 

I due parlarono per un po’. Serena raccontava di come stavano Lem, Clem e gli altri, mentre Ash parlava perlopiù di cose inventate per non deluderla. Dopo circa una mezzoretta entrambi si salutarono calorosamente e riagganciarono la cornetta.

 

Finita la chiamata il ragazzo tornò in cucina sotto lo sguardo attento e scrutante di sua madre "Qualcuno di importante, tesoro?" chiese Delia.

 

"Beh sì, diciamo di sì." Rispose ancora un po’ scioccato Ash. Sebbene sapesse che sua mamma intendeva fargli il terzo grado, anzi quarto o quinto sulla sua chiamata, non ammise nulla. Voleva tenere per sé quel bel momento, che forse lo aveva aiutato in qualche modo.

 

Quando fu l'ora di andare a nanna, Ash salì in camera sua e si coricò nel suo letto, mentre in cucina Delia sorrideva con malizia.

 

Ash non si era di certo addormentato, osservava il soffitto un po’ sognante. Non era la stanchezza a fargli quell'effetto. Ultimamente non dormiva quasi mai e si alzava tardi per recuperare quelle energie che non recuperava la notte. Il punto però non era quello. La chiamata di Serena lo aveva stupito, emozionato e ... beh, dato sensazioni indescrivibili.

 

Però non sapeva se esserne felice o triste. Felice di averla sentita? Triste dal fatto che ora gli mancava di più? Solo una cosa contava: per la prima notte, poté chiudere gli occhi e prendere sonno con semplicità.

 

Erano passati alcuni giorni e Ash si dirigeva ogni giorno nel boschetto dove era ormai solito andare e dove passava le sue giornate. Anche quel giorno Ash era lì sotto quell’albero. L’unico cambiamento era che stavolta aveva un’espressione leggermente differente: era ancora depresso ma sembrava più... sereno.

 

"Sai Pikachu? In questi giorni avrai notato che siamo venuti qui parecchie volte...”

 

“Pika...” Commentò Pikachu. Non che non gli andasse di stare con Ash e di vederlo più in forma, ma cominciava a dargli un po’ di noia venire in quel luogo tutti i giorni.

 

“Va bene... va bene… siamo sempre qui, ma non ti ho mai raccontato di come io e Serena ci siamo conosciuti. Ti va di ascoltarmi?"

 

Un cambiamento di routine? Di certo non poteva farsi sfuggire questa novità "Pi? Pika!" rispose il topino elettrico leggermente più tranquillo di vedere un sorriso sincero sul viso di Ash.

 

“Bene… allora…”

 

 

 

Flashback

 

 

 

"Bene ragazzi, oggi dovrete andare a cercare dei Pokémon del campo estivo! Stanno giocando nella zona del campo” dichiarò Oak.

 

I bambini lo ascoltavano silenziosi, ma uno in particolare era riconoscibile nel gruppo. Capelli corvini, occhi marroni e maglia gialla. Ash guardò al suo fianco, notando una bambina dai capelli color miele, con un cappellino di paglia e un vestitino rosa.

 

Non la conosceva e di sicuro non abitava a Biancavilla. Chissà, magari era la volta buona che trovava un'amica. Dopotutto non aveva mai avuto veri amici e lei sembrava... sola, come lui.

 

"Potete andare a coppie se vi va! L'importante è che rientrate entro il tramonto e che non usciate dall’area del campus!" Così concluse il professore e i bambini partirono come un uragano e Ash venne travolto da un'orda di bimbi scatenati.

 

Salvatosi dal caos e ormai lontano da tutti i ragazzini che facevano i gruppi, di cui Ash come al solito non avrebbe potuto far parte, cercò di trovare quella ragazzina. Purtroppo però non vi era traccia di lei e a quanto pare l’aveva persa.

 

Non poteva farci più di tanto, forse non se ne era accorto e aveva già degli amici. Probabilmente era più fortunata di lui. In caso contrario però l’avrebbe incontrata in giro. Fece le spallucce e partì alla ricerca dei Pokémon. "Forse la incontrerò sul percorso!"

 

 

E le ore passarono.

 

"Uffa… per ora non ho acchiappato nessun Pokémon! Gary farà il solito sbruffone quando tornerò a mani vuote…" borbottò seccato il ragazzino. 

 

Proprio quando credeva fosse l'ora di arrendersi, si ritrovò davanti un Pokémon blu con la pancia bianca e una spirale su essa.

 

"Ciao Poliwag!" Ash salutò eccitato.

 

Purtroppo non si era ricordato che la tranquillità è essenziale per non far scappare i Pokémon.

 

Infatti Poliwag corse a zampe levate verso la parte più fitta della foresta, lasciando indietro Ash.

 

Il bambino corse all'inseguimento "Aspetta! Poliwag non correre!"

 

Ash cercò di tenere il passo e di non perdere di vista quella macchietta blu che si faceva sempre più lontana, fino a scomparire.

Cominciò a cacciare le mani tra i cespugli, quando tutto ad un tratto sentì una voce.

 

 

"VOGLIO LA MAMMAAAA!!!!"

 

Era forte e chiara, ma chi poteva esserci in quella zona? Inoltre era tardi e il sole stava tramontando. Era già in ritardo e il pensiero di una sgridata gli fece dimenticare la voce misteriosa.

 

Non sapeva perché ma qualcosa lo spingeva a guardare di fronte a sé e a inoltrarsi nei cespugli. Seguì l'istinto, forse era la volta buona che lo trovava?

"Poliwag? Dove sei fini...oh?"

 

Non aveva trovato di certo un Pokémon, ma qualcuno sì. Eccola, la bambina dai capelli biondi e dagli occhioni azzurri, parecchio in lacrime.

"Ciao! Io sono Ash! Hey cosa ti è successo?"

 

La bambina continuava a piagnucolare "Mi sono fatta male al ginocchio!"

 

Ash si avvicinò, per controllare cosa andasse storto, di certo non era la presentazione che sperava "mmh... vedo... aspetta!" La cercò di calmare tirando fuori un fazzoletto blu dalla tasca. Lo mise in mostra qualche secondo e lo avvolse attorno alla ferita della bambina. "Ecco qui! Va meglio?"

 

Odiava essere così schietta, ma non era servito a molto "N-No..."

 

Ash però non smetteva di sorridere, continuava a mostrare allegria "Adesso ci penso io! Dolore dolore sparisci! Guarisci guarisci guarisci!" Canticchiò agitando le manine come per fare un incantesimo "allora?!"

 

Serena cercò di alzarsi, ma un dolore la pervase nella zona ferita, facendola cadere di nuovo all'indietro "Niente! Non riesco a camminare!" Si lamentò sul punto di piangere di nuovo.

 

Ash però non era dell'idea di arrendersi.

 

"Forza! Non puoi mollare! Non devi arrenderti mai fino alla fine!" Gridò lui, porgendole la mano per farla alzare. Il suo sorriso e la sua gentilezza le diedero il coraggio di tentare e di afferrare la mano di Ash. Il bimbo le diede una tiratina e con la sua forza la fece alzare, fino a ritrovarsi tra le braccia.

 

Non capiva perché, ma la sua compagnia, averla tra le sue braccia era bellissimo. Si sentiva in grado di proteggerla e la cosa gli piaceva. Non avrebbe mai voluto staccarsi.

 

La sorpresa e l'emozione però fecero allontanare lei.

 

Ash alla fin fine non ci badò troppo "Visto?!" Le sorrise felicemente "Forza andiamo!

 

I due bambini mano nella mano cominciarono ad uscire, dirigendosi al campo.

 

 

Una volta arrivati i due si aspettavano dei rimproveri per il loro ritardo, invece la situazione toccò tutti gli adulti.

 

Serena fu portata in infermeria per essere medicata a dovere e la bambina fu molto lieta di aver finalmente trovato un amico.

 

Come l'infermiera mostrò il disinfettante, Serena rabbrividì, temendo il bruciore. Ash le strinse la mano, che non aveva ancora lasciato da quando erano nella foresta.

 

"Non preoccuparti! Io mi sono fatto male tantissime volte! Non fa male, pizzica solo un po’! Ti tengo la mano e non la lascio, ok? Vedrai che passerà subito!"

 

Serena annuì con un debole sorriso, arrossendo.

 

"Non ti ho ancora chiesto come ti chiami!" Ash le chiese, cercando di distrarla.

 

La bambina ridacchiò "Mi chiamo Serena!"

 

"Serena?" Si ripeté lui "É un nome bellissimo! E ti sta anche molto bene!”

 

Serena arrossì come in pomodoro, Ash era un bambino fantastico. “G-Grazie, sai... anche a me piace molto il tuo nome!”

 

Il ragazzino per tutta risposta cominciò a passarsi la mano tra i capelli e a ridacchiare timidamente.

 

"Ecco fatto!" Mormorò l'infermiera, rimuovendo le mani dal ginocchio fasciato con una garza.

 

"Visto? Ha fatto così male?” Ash domandò.

 

“N-No, in effetti non l’ho nemmeno sentito.”

 

Ash sorrise soddisfatto “Beh, che ne dici di andare insieme a giocare?”

 

“Giocare? Ma io e te… siamo amici? Insomma, a me piacerebbe… s-se f-fossimo…”

 

Ash la guardò un attimo stupito. Sebbene fosse sorpreso da quella domanda pensò anche fosse un po’ inutile come domanda “Non è ovvio? Certo che siamo amici!” Gli piaceva dirlo, anzi era la prima volta che lo faceva con qualcuno che non fosse un Pokémon.

 

Serena lo guardò con occhi piani di entusiasmo e annuì “Andiamo a giocare!” Infilò il fazzoletto nella tasca e scese dal lettino con l’aiuto del suo nuovo amico. Entrambi poi uscirono dall’infermeria e cominciarono a passeggiare nel campo. I raggi del sole doravano l’erba sotto i loro piedi e tanti Pokémon gironzolavano in giro sul territorio.

 

Serena guardò estasiata l’ambiente intorno a sé. Da quando aveva conosciuto Ash sembrava essersi illuminato il suo mondo, e non era solo una metafora. “È bellissimo!”

 

“Già. . qui a Biancavilla il tramonto in questo periodo è fantastico! A proposito, non mi pare tu sia di queste parti! Non ti ho mai vista nel nostro villaggio e nemmeno gli altri anni nel campo estivo! Da dove vieni?”

 

“Io vengo da Borgo Bozzetto!” Rispose con semplicità, dimenticando che Ash non avrebbe potuto conoscere il suo paese.

 

"Borgo Bozzetto? Mai sentito prima d'ora" infatti constatò il bambino un po’ stranito.

 

Serena allora precisò "Si trova nella regione di Kalos! È abbastanza lontana da qui!"

 

"Aah ecco perché non ne sapevo nulla!" ridacchiò lui.

 

Serena arrossì solo nel guardarlo. La semplicità e il sorriso di quel bambino l’avevano conquistata "Sai Ash, sei il mio primo amico, e non solo qui al campo! Intendo… in assoluto! E sono molto felice di averti conosciuto!"

 

Quelle parole sorpresero Ash, non solo, lo resero estremamente contento. "Devi sapere che anche per me vale la stessa cosa!" Non lo diceva con tristezza, lo diceva con positività. Forse avere finalmente qualcuno con cui parlare lo tirava su… e quel qualcuno gli piaceva molto! Era una ragazzina simpatica! E non capiva cosa ci trovasse, gli piacevano i suoi occhi, e anche i capelli… forse un po’ tutto di lei gli piaceva “E sappi che sono anche io felicissimo di averti incontrata!”

 

“Giocheremo assieme mentre siamo qui al campo?” Chiese lei con un po’ di speranza in una risposta affermativa.

 

“Certo! Ora che siamo amici staremo sempre insieme!”

 

“Sempre insieme?”

 

“Si! Saremo amici per sempre! Migliori amici!! E non ci separeremo mai! Ti do la parola di futuro Maestro Pokémon?”

 

"Davvero?" Mormorò lei con il cuore che batteva veloce.

 

Ash annuì "Certo!"

 

Serena a quel punto convinta gli afferrò la mano e sorridendo annuì "Allora prometto anche io!"

 

Dopo un momento di silenzio Serena però gli fece una domanda un po’ strana, che lasciò spiazzato l’amico “Cos’è un Maestro Pokémon?”

 

 

 

Fine Flashback

 

 

 

"E così, ecco come ci siamo conosciuti... Ti è piaciuta la storia, amico mio?" concluse un Ash abbastanza sorridente.

 

"Pika!" rispose Pikachu contento che il suo allenatore avesse condiviso con lui un ricordo d'infanzia così caro.

 c

"Beh si è fatto tardi, andiamo a casa?" commentò l'allenatore guardando l'orizzonte che iniziava ad imbrunirsi...

 

All'improvviso un braccio meccanico comparve dal nulla e con un rapido movimento intrappolò Pikachu nella sua morsa.

 

Il topino fu talmente preso alla sprovvista che non poté schivarlo "Pika!" urlò il Pokémon.

 

"Pikachu!" urlò a sua volta Ash sorpreso da quell'attacco improvviso....

 

 

Preparatevi a passare dei guai... spero non ci abbiate dimenticati!”

 

Dei guai molto grossi... dopo tanto tempo siamo tornati!”

 

Proteggeremo il mondo della devastazione!”

 

Uniremo tutti i popoli nella nostra nazione!”

 

Denunceremo i mali della verità e dell'amore!”

 

Estenderemo il nostro potere fino alle stelle!”

 

Jessie...”

 

“… e James!”

 

Team Rocket, pronto a partire alla velocità della luce!”

 

Arrendetevi subito, o preparatevi a combattere e anche a soffrire!”

 

Meowth, proprio così”

 

 

 

 

"Questa volta abbiamo fatto centro! Pikachu è nostro!" urlò contenta Jessie.

 

Ash li guardò con un’aria stupita e allo stesso tempo furiosa. Lo avevano lasciato in pace per qualche settimana. "Il Team Rocket! Ma non mollate mai!? Volete lasciarci in pace!?" si infuriò Ash evidentemente seccato dalla fastidiosa presenza di quel terzetto... come se non avesse già abbastanza problemi.

 

Jessie scosse la testa "Dovresti conoscerci ormai Moccioso! Il Team Rocket non molla mai il suo obiettivo!" Squittì poi cerimoniosa la donna.

 

"Già mi ferisce il fatto che nonostante questi anni insieme ancora non lo hai capito!" sogghignò James.

 

"Ci consoleremo vedendo la faccia soddisfatta del capo, dopo avergli portato Pikachu!" sghignazzò Meowth.

 

"Pikachu Fulmine! Presto!" comandò Ash al suo amico.

 

Pikachu lanciò un Fulmine ma invano... la mongolfiera era a prova di elettricità.

 

Il trio riprese a sghignazzare "Credevi che non sapessimo che ci avresti provato?”

 

Ash si morse il labbro con frustrazione e pugni serrati "Dannazione! A Parte Pikachu non ho nessun’altro qui con me!” Il ragazzo provò a raggiungerli con un salto ma la mongolfiera era ormai troppo alta per raggiungerla.

 

"Pikachu!" urlò disperato l'allenatore.

 

"Pikaaaaaaaaaaa!" gridò il topino. "Questa volta abbiamo vinto!" squittì cerimonioso il Team Rocket.

 

Ash provò di nuovo a prendere la rincorsa e saltare, questa volta aggrappandosi leggermente al materiale della cesta della mongolfiera.

 

"Ma guarda che impiccione il moccioso! Peggio di una zecca!" urlò Jessie seccata.

 

Meowth cliccò un bottone, e un altro braccio meccanico comparve dalla cesta. "Adesso me ne sbarazzo io! Schiacciamo questo insetto fastidioso!"

 

Il braccio si avvicinò velocemente verso Ash, il quale non aveva la minima intenzione di mollare. La mano del braccio colpì violentemente il ragazzo, scaraventandolo al suolo pesantemente.

 

Il ruzzolone che aveva fatto non era da poco e ora l’allenatore giaceva a terra, incapace di muoversi. Provò ad inginocchiarsi, ma gli acciacchi erano troppi.

Il braccio era pronto a colpirlo ancora, ora che il ragazzo era steso sul terreno. Ash stava dando tutto sé stesso per alzarsi e per tornare alla carica. Doveva salvare il suo migliore, non avrebbe permesso che qualcuno glielo portasse via. Era il suo unico e migliore amico al momento, non avrebbe perso anche lui. L’allenatore a fatico si rimise sulle sue gambe e si girò verso la mongolfiera.

 

"PIKAPI!!!!" gridò Pikachu cercando di liberarsi inutilmente. Sapeva che Ash stava per farsi molto male.

 

A quel punto Meowth seccato cliccò di nuovo il bottone per colpire Ash “Non ti stanchi mai di prenderle, eh?”

 

Ash cercò di spostarsi, ma come lo fece cadde a terra. Alzò lo sguardo, vedendo l’aggeggio avvicinarsi a lui e si preparò al colpo. L’unico suo rammarico era di non essere riuscito a salvare Pikachu, di essersi arreso… "PIKACHUUU!!!"

 

"Ash!!" Una voce risuonò.

 

Proprio a pochi metri da Ash, prima che potesse venire colpito, il braccio completamente disintegrato. Un enorme e potente lanciafiamme spuntò dal nulla, salvando il ragazzo.

 

L'allenatore si girò in direzione del colpo e della voce, così come un Team Rocket infuriato e basito. Eppure quella voce… non poteva essere…

 

Credeva di sognare quando vide dal verde della foresta comparire dei capelli biondi inconfondibili, quegli occhi celesti e il risaltante fiocco blu posato sui vestiti rossi.

 

Ora sapeva che era tutto un sogno… oppure mangiare meno del solito gli dava le allucinazioni. Meravigliose allucinazioni.

 

Jessie spalancò gli occhi "Ma quella non è…?"

 

James invece lasciò cadere la bocca "La mocciosa?"

 

"Non ci credo..." portò le zampe alla bocca il Pokémon parlante alla Urlo di Munch.

 

Pikachu sorrise estasiato "Pipika!!!!"

 

"Braixen, usa Fuocobomba!" esclamò la ragazza.

 

Un Braixen spuntò dalla boscaglia e con un ramo teso lanciò una stella di fuoco verso il braccio che reggeva Pikachu, rompendolo e liberando il Pokémon.

Felice di essere in grado di muoversi, Pikachu corse verso il suo allenatore, il quale aveva lo sguardo bloccato, come paralizzato, sull'amica che si avvicinava in corsa verso di lui.

 

"S-Serena?"

 

"Ash! Tutto a posto?" Lo aiutò lei ad alzarsi.

 

"S-Serena s-sei d-davvero tu?" Le chiese Ash ancora sognante.

 

"Uhm?" Serena lo guardò confusa "Certo che sono io! Si, ho i capelli un po’ più lunghi, ma non credo di essere irriconoscibile!" Sorrise dolcemente.

Il suo sorriso. Ora si che Ash era convinto che non era un sogno, che era reale e Serena era lì con lui. Il sorriso di Serena era unico, poteva riconoscerlo tra mille!

 

"R-Ragazzi c-credo che anche stavolta n-noi..." incominciò a balbettare James ormai sicuro di quello che stava per accadere. Si metteva male, molto male.

I due allenatori si guardarono negli occhi, sorrisero e poi alzarono le braccia verso il Team Rocket "Pikachu Fulmine! Braixen Fuocobomba!" Esclamarono in completa sintonia.

 

La stella di fuoco della volpe, mischiata al rapido fulmine di Pikachu, colpì in pieno la Mongolfiera facendola esplodere di nuovo… o meglio come al solito.

"Beh però non mancava un po’ questa sensazione?” Disse James volteggiando nell’aria.

 

“Beh di certo non sarà l’ultima!” commentò Meowth con la zampa sotto il mento.

 

Jessie li colpì in testa con due pugni “State zitti voi due! Di certo faremo in modo di non farlo più!”

 

“IL TEAM ROCKET RIPARTE ALLA VELOCITA’ DELLA LUCEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

E il trio di lestofanti sparì, con la sua solita stellina illuminata nel cielo. E con i criminali ormai lontani, Ash poté finalmente sospirare di sollievo e avvicinarsi all’amica. “Serena, cosa ci fai qui?” Le chiese al settimo cielo di vederla. Era di certo una bella sorpresa.

 

Serena ridacchiò sotto i baffi "Eheh… sorpreso?”

 

“Direi proprio di sì! Non avevi detto di essere impegnata a Hoenn? Insomma, io sono entusiasta di vederti, ma sono un po’ confuso”

 

“A dire il vero è una storia lunga… diciamo che... Le stesse fonti della chiamata di qualche giorno fa mi hanno dato un’idea. Era una sorpresa ma speravo di riuscire a fare di meglio… non credevo di certo di dover intervenire di nuovo con il Team Rocket” Serena aveva davvero sperato di lasciarlo di stucco, però non era esattamente quello che aveva organizzato con una certa persona.

 

Ash sorrise dolcemente e la avvolse in un abbraccio inaspettato. Ne aveva avuto un fortissimo impulso, come se una forza magnetica li avesse avvicinati “Non dire sciocchezze! Non hai idea di quanto mi faccia piacere averti qui a Kanto! Non potevi farmi sorpresa migliore! Inoltre io ho apprezzato il tuo aiuto!” ridacchiò lui, non potendo vedere la faccia di Serena, completamente in fumo dal rossore.

 

“Sei sicuro di star bene Ash? Sei messo un po’ male…” chiese preoccupata lei.

 

“Tranquilla, sto bene! Anzi benissimo ora!” Cercò di rassicurarla, evidentemente non era molto convincente, visto che si reggeva malapena sui suoi piedi.

Serena ovviamente non l’aveva bevuta “Direi che forse è meglio se andiamo a casa tua! Ti do una mano io!” Avvolse il braccio di Ash intorno al suo collo e passò il proprio dietro alla schiena di Ash, reggendolo nonostante il suo barcollare.

 

“Aspetta... aspetta… non devi per forza…” iniziò lui.

 

Ben presto però fu interrotto “Ce la faccio, non arriveresti nemmeno a metà strada!”

 

Ash a quel punto la guardò perplesso “Da come lo dici sembra che sai dove abito..”

 

“Ehm... A dire il vero... Te lo spiego più tardi. Ok?”

 

“O-Ok” Annuì Ash, camminando aiutato da Serena.

 

Quello che non sapeva era che qualcuno li scrutava dall’ombra degli alberi….

 

Una volta arrivati a casa, Ash fu alquanto sorpreso. Non solo Serena aveva riconosciuto subito casa sua, cosa difficile vista la reputazione di Biancavilla di avere le case tutte bianche e quindi abbastanza simili, ma aveva anche salutato sua madre come se nulla fosse! Si, si erano già conoscete in videochiamata, ma era strana come cosa. Sembrava si fossero organizzate.

 

"Serena cara! Finalmente sei arrivata! Come è andato il tuo volo? È un piacere incontrarti di persona!” La salutò con semplicità. Non era sorpresa dall’arrivo della ragazza?

 

Serena aiutò Ash a sedersi sul divano e riposare “Il piacere è mio signora Ketchum! Il volo è andato benissimo!”

 

“Chiamami pure Delia cara! Signora Ketchum mi fa sentire vecchia!” scherzò la donna.

 

A quel punto Ash non capiva più nulla, la sua testa stava cominciando a fumare.

 

“Vedo che il nostro piano ha avuto delle piccole modifiche, non dovevate incontrarvi prima del rientro a casa di Ash… " commentò lei “Cosa è successo tesoro?”

“Eh quale piano? Di cosa state parlando?" Blaterò un sempre più confuso Ash.

 

"Eheh… ti abbiamo lasciato nell'ombra vero?" ridacchiò Serena "È stata tutta un’idea di tua madre, ha visto che ultimamente eri giù di morale e allora mi ha contattata. Quando ci siamo sentiti io e te, avevo già parlato con lei!”

 

“…?”

 

“Non ero impegnata come credi, volevo solo reggere la parte e farti una sorpresa! Non ti ho detto nulla apposta!”

 

Ash era ancora un po’ perplesso, sebbene felice. Si grattò la guancia un po’ assorto nei suoi pensieri e pensando a tutto ciò che non gli quadrava “Ma mamma, come facevi a conoscere il numero di Serena?"

 

"Segreti di mamma! Ora però non preoccupatevi di quello! Vi preparo la cena! " Delia ridacchiò mentre lasciò i due adolescenti da sola a chiacchierare. I due continuarono a parlare di quello che era successo e vedere finalmente Ash sorridere sinceramente e naturalmente riempiva di gioia il cuore di Delia.

 

"Hey Serena? Capisco che tu avessi voluto tirarmi su, ma non ne vedo il motivo...” Mentì lui “Insomma… una chiamata non era sufficiente? Ovviamente ti ripeto che averti qui è fantastico. È solo che sono molto confuso oggi… "

 

"Beh, sempre opera di tua madre. Mi ha confidato che un mio carissimo amico di mia conoscenza..." appoggiò la punta dell'indice sul petto di Ash “…non era più sé stesso e la situazione era abbastanza preoccupante. Così le ho suggerito di venire a visitarti, dopotutto è da un po’ che non ci vediamo! A tua mamma è piaciuta l'idea e sono partita subito!"

 

"... e poi avevo una voglia pazzesca di vederti..." Serena pensò, facendo attenzione a non dirlo ad alta voce.

 

Ash sorrise, stava per ripeterle per l’ennesima volta che anche lui era al settimo cielo di vederla, ma la sua pancia gli rubò le parole e cominciò a borbottare.

Quel suono era stato felicemente accolto da Delia, che non lo sentiva da giorni.

 

"Che sia ringraziato il cielo! Ash sta già tornando come prima! E con che velocità!" sorrise soddisfatta la mamma di Ash. Si vedevano già gli effetti benefici che dava Serena su suo figlio.

 

Quella sera, volevasi dimostrare, Ash mangiò di gusto...tra la fame accumulata e il pensiero che la sua amica era lì con lui la sua pancia gridava "Alleluia!". Una volta tutti sazi e una volta zittita quella bestia vivente di pancia di Ash i due tornarono a parlare un po’ delle loro avventure.

 

Serena aveva fatto passi da gigante come performer, anche se non raggiungeva il livello di Aria. Tuttavia reggeva molto meglio il peso degli allenamenti nella nuova regione. Tra risate e commenti nostalgici, i due cominciavano davvero a divertirsi.

 

Improvvisamente però qualcosa batté alla finestra. Pikachu raddrizzò le orecchie, probabilmente l’unico insieme a Braixen ad averlo sentito. Però il Pokémon di tipo fuoco non era sorpreso. Stava trattenendo un sorrisetto compiaciuto.

 

Di nuovo il rumore venne ripetuto e questa volta fu sentito da tutti i presenti. In quel momento Serena si ricordò “Ash? Perché non vai a vedere? Oggi non sono io l’unica sorpresa!”

 

“Come? C’è dell’altro?” fece Ash, sorpreso da quella strana affermazione.

 

"Coraggio! Va fuori a controllare! Lui è lì che ti aspetta!" sorrise la performer di gusto.

 

Ash cominciò a tempestarsi la testa di domande "Lui? chi sarà mai questo lui?" si alzò e si diresse verso la porta di casa. Una volta uscito si guardò intorno. Il buio della sera aveva ricoperto tutto, ma si poteva comunque scorgere qualcosa. Eppure non c’era nulla di strano.

 

Tutto ad un tratto, sentì uno strano rumore, una volata di vento... e una stella a quattro punte blu lucente si conficcò nel terreno proprio di fronte a lui, facendolo sobbalzare. Ash si girò di scatto nella direzione da cui era provenuto, consapevole che solo una persona, o meglio Pokémon, era in grado di farlo. E il suo istinto lo aveva riconosciuto in fretta. I suoi occhi brillavano dalla felicità, dall’emozione. Non era possibile! Di nuovo in quella sua giornata aveva avuto un attacco al cuore.

 

Lì, appollaiato su un albero, c’era lui. La sua presenza era inconfondibile. Persino Pikachu cominciò a scodinzolare con una contentezza estrema.

Greninja.

 

Il Pokémon d’acqua gli fece un cenno di saluto. Non poteva essere più felice. Ash aveva ritrovato due dei suoi più cari amici in un giorno. Era a bocca spalancata.

 

"Non credo ai miei occhi! Greninja!" gridò contento. Corse in direzione dell'albero, per controllare meglio che non fosse un sogno, di nuovo.

Greninja saltò giù, atterrando di fianco al suo ex allenatore. I due rimasero a guardarsi negli occhi. Dopo qualche secondo finirono per scambiarsi un abbraccio affettuoso, forte e caldo.

 

Serena e Delia rimasero a fissarli dalla finestra, con dei sorrisi sui loro volti. A quanto pare aveva funzionato. Serena sentiva il cuore davvero felice. Vedere due amici ritrovarsi e abbracciarsi in quel modo la facevano quasi piangere di gioia.

 

"Questo non era esattamente nel mio piano o sbaglio?" domandò Delia, intrigata.

 

Serena continuò a guardare i due che si abbracciavano dolcemente. Era una scena davvero commovente "Beh, c'è il mio zampino..." sospirò rilassata.

 

Fuori nel giardino Pikachu saltò sulla spalla della rana ninja e si scambiarono un fist bump fraterno. Il tipo di legame che non si spezza mai, come Ash era legato a Greninja, come anche Pikachu.

 

"Non sai quanto sia felice si rivederti! Mi sei mancato moltissimo amico mio!"

 

"Gren Gren!" Condivise la sua felicità.

 

"Forza! Entriamo tutti assieme! Così ti presento mia madre!” lo guidò Ash dentro all’abitazione.

 

Greninja annuì e lo seguì, venendo poi entrambi raggiunti da Serena e Delia. Ash subito gettò le braccia al collo di Serena, come oggi era consueto.

"Serena! Non so come ringraziarti! Come hai fatto?" Disse l'allenatore posando poi le mani sulle spalle della ragazza.

 

Serena non poté che arrossire, cercando di non darlo a vedere "A-A dire il vero l'ho solo incontrato e gli ho proposto di farti una sorpresa. Anzi devo ringraziarlo. Mi ha salvata!"

 

Greninja si grattò la testa imbarazzato "Ninja..."

 

Ash scambiò qualche guardò ai due amici "Cosa? Cosa è successo? L'hai salvata?” domandò all’amico rana. Poi si girò verso la ragazza, prendendo un ritmo più rapido “Serena, ti hanno fatto qualcosa?!" Nel suo tono di voce si aggiungeva sempre più preoccupazione. “Non dirmi che il Team Flare è tornato?!”

 

"No, no! Tranquillo Ash! N-Non... è nulla di che..." balbettò prendendo sempre una tonalità più rossa sul viso. Questa volta Delia lo aveva ben notato e stava già gongolando.

 

"Beh, ecco... ok è andata così..."

 

 

Flashback

 

 

 

Serena, dopo aver ricevuto la chiamata da parte della mamma di Ash, si era già in messa in cammino verso l’aeroporto di Luminopoli, per prendere il primo aereo per Kanto. Non vedeva l’ora di vedere il suo allenatore preferito… beh, non aveva di certo perso i suoi sentimenti per il ragazzo. Anzi, con la lontananza erano progrediti.

 

Sperava di sorprenderlo, doveva solo arrivare a Kanto e poi arrivare prima di sera a casa di Ash. Si sarebbe nascosta e avrebbe sorpreso l’amico. Così era il piano.

 

Stava camminando per una foresta pensando a cosa dire al suo migliore amico una volta arrivata a Biancavilla, come sorprenderlo senza cadere nel banale, quando uno Scizor inferocito per un qualche motivo si mise in mezzo alla strada. La fissava con sguardo duro, come se ce l’avesse con lei. La performer non si spiegava il motivo e non se lo sarebbe mai spiegato cosa lo fece agire così. Il Pokémon la colpì con una delle sue chele e la fece cadere a terra.

 

"Ahi! Che male!" urlò dolorante la ragazza, la quale cercò di afferrare la Pokéball contenente Braixen per cercare di difendersi dall'assalto del Pokemon Mantide. Purtroppo era già troppo tardi. Scizor era sopra di lei, pronto a colpirla di nuovo.

 

"AIUTOOOOOOOOOOOO!" urlò disperata Serena, non sapendo più che fare. Sperava che qualcuno accorresse, ma chi poteva esserci in giro in quel percorso quasi desolato?

 

Sembrava essere finita, ma proprio quando stava per essere colpita un’ombra familiare si frappose fra lei e il suo aggressore. Serena riuscì a malapena a riconoscere il Pokémon per la sua velocità estrema, che a lei però parve come a rallentatore.

 

Un’onda d’urto scoppiò nell’aria, costringendo Serena a pararsi con il braccio e chiudere gli occhi. Sentiva che la presenza di Scizor non era più sopra di lei, però sentiva che ora c’era qualcun altro molto vicino. Il suo soccorritore, era..  un Greninja.

 

Il Pokémon rana tirò fuori i suoi shuriken e lanciò un Acqualame contro il nemico, mettendolo in fuga. Il Pokémon a quel punto le parve impossibile da non riconoscere, o almeno per lei. Lui non era un Greninja… era “Il Greninja”

 

"G-Greninja!? S-Sei Tu!?" balbettò sorpresa la ragazza.

 

Il ninja a quel punto sobbalzò sentendo la voce familiare. Si girò verso la ragazza e la guardò negli occhi rimanendo di stucco. Non l’aveva riconosciuta subito, lui aveva solo sentito un urlo, il bisogno di accorrere e si era messo in mezzo tra il Pokémon e la ragazza. La sua velocità non gli aveva permesso di accorgersi prima che la ragazza salvata era proprio la sua vecchia amica Serena.

 

"Gre!?" Si sorprese la Rana. Evidentemente non era abituato a questo genere di incontri.

 

"Che cosa ci fai tu qui!? Dopo che ti sei separato da Ash sei sparito. E me lo aspettavo… ma incontrarti cosi è strano!" commentò Serena

 

"Gre Gre Ninja Ja" provò a spiegare Greninja, ma non era così facile intendersi con Serena come si intendeva con Ash.

 

A Serena però bastava il suo gesto "G-Grazie per avermi salvata" lo ringraziò l'allenatrice.

 

Greninja arrossì "Ninjah..." si girò di scatto la Rana che evidentemente non voleva dare segni di imbarazzo

 

"È proprio come Ash…" pensò sorridente Serena. “Fa di tutto per aiutare gli altri e lo fa con spontaneità!”

 

"Ah! Parlando di Ash! Lo stavo andando a trovare! È una fortuna che ti abbia incontrato adesso! Che ne dici? Vuoi venire con me a salutarlo?" fu la proposta che scaturì subito dopo.

 

Greninja fu colpito da quella domanda. Insomma, rivedere Ash? Sì, gli mancava e anche se lo aveva liberato rimaneva il suo caro allenatore, amico e compagno. Non sapeva bene se accettare o meno... ma qualcosa gli diceva di accettare.

 

Da quanto si erano separati aveva cominciato a proteggere tutti i bisognosi e di certo aveva ancora del lavoro da svolgere, ma stare con Ash era un qualcosa che lo intrigava. Una strana voglia pazzesca di vederlo era cresciuta all’improvviso.

 

A quel punto il Pokémon annuì. Serena contenta sorrise e tirò fuori una pokéball, facendo uscire Breixen “Credo voi due vogliate salutarvi, no?”

 

Braixen portò le zampe davanti alla bocca per lo stupore. Greninja invece si grattò il capo. Entrambi arrossirono e si abbracciarono, mentre la ragazza guardava compiaciuta.

 

 

 

Fine Flashback

 

 

 

Finito il racconto, Ash sorrise, contento che non fosse successo nulla a Serena e che Greninja fosse intervenuto. Fece un cenno a Greninja, come segno di ringraziamento per la sua azione e poi si rivolse a Serena "Hey Serena? Ovviamente ti fermi da noi per qualche giorno, no?" Le domandò felice Ash.

 

Serena di nuovo sentì le guance colorarsi di rosso. "I-io?"

 

"E chi se no? É da un po’ che non ci vediamo! Ti posso mostrare il bosco, i miei luoghi preferiti e farti conoscere i miei Pokémon!"

 

Serena stava già per accettare. Insomma, stare del tempo da sola con Ash non poteva che farle bene. Però il ragazzo non sembrava aver finito "Sei venuta e ora che sei qui a Biancavilla non ti lascerò mica andare così facilmente!”

 

Serena cominciò a giocherellare imbarazzata con le dita "beh... m-mi sembra u-una b-buonissima idea... s-se insisti t-tanto.... m-mi p-piacerebbe m-molto... "

 

"Evviva!" Esultò Ash, con sua madre che lo guardava con un sorriso da un orecchio all'altro.

 

Delia aveva già capito come stavano le cose. O almeno lo sperava, finalmente era arrivato il momento di divertirsi un po’. Aveva sperato per anni di vedere una scena simile. Come volava il tempo, il suo bambino stava crescendo "Ash, perché non porti Serena a vedere la tua camera? Intanto preparo la stanza degli ospiti per lei!"

 

"Certo! Vieni con me!" Prese per mano Serena che era in uno stato di shock. Più rossa di così non era possibile.

 

Saliti in camera Ash mostrò lei con un po’ d'orgoglio tutti le cose vinte negli anni di viaggio: la coppa delle isole Orange, la Calmanella del torneo a squadre di Sinnoh... ma la cosa a cui teneva di più ora era il diplomino che aveva ricevuto al termine di quel campo estivo di tanti anni prima.

 

"Ti ricordi? Quante ne abbiamo passate insieme al campo del Professore Oak..." e anche Serena si immerse nei ricordi di quei bellissimi giorni passati insieme quando erano piccoli.

 

La notte arrivò presto e la stanchezza di quella giornata piena di emozione si faceva sentire, perciò dopo un sincero augurio ad una buona notte, i due adolescenti si ritirarono nelle loro stanze.

 

Ash era proprio felice... in una giornata aveva ritrovato due cari amici, i quali credeva di non rivedere molto presto... e pensava già al domani.

 

Nella camera degli ospiti invece Serena pensava a come era stata accolta festosamente dal ragazzo di Biancavilla. L’imbarazzo non mancava, Braixen se ne accorse e cercò di aiutare la ragazza a non farsi prendere dal panico.

 

Insomma, Serena doveva conoscere tutti i Pokémon di e non sapeva come questi l'avrebbero accolta. Se erano come il loro allenatore di certo poteva sperare positivamente. Però non era l’unica sua preoccupazione. Sperava di non dover lasciare presto Ash e temeva per la fine di questa sua “visita”.

 

E poi Delia le trasmetteva qualcosa di strano. Le piaceva moltissimo la madre di Ash, ma le pareva che sospettasse qualcosa.

 

La notte passò in fretta e quando il Dodrio cantò Ash si alzò in fretta e furia dal letto, si vestì e uscì dalla sua camera. Greninja era già sveglio e stava seduto alla finestra ad osservare l'orizzonte pensieroso. Kanto era proprio diversa da Kalos. Inoltre si chiedeva come l'avrebbero accolto i suoi vecchi compagni di squadra.

 

Serena uscì dalla sua stanza leggermente più tardi. Il viaggio l’aveva sfinita. Una volta tutti riuniti, mangiarono di gusto le frittelle fatte in casa con la ricetta Ketchum, di cui Delia andava molto orgogliosa.

 

"Mamma, non so come fai ma ogni giorno le tue frittelle sono sempre le più buone!" commentò un raggiante Ash.

 

Anche Serena gustò molto soddisfatta il dolce della signora Ketchum e sotto sotto si annotò un piccolo promemoria nel cervellino: chiedere a Delia il segreto delle sue frittelle. Dopotutto le poteva venire utile con chi sapeva lei.

 

"Che bello, è bastato far venire Serena per farti tornare la fame!" Quelle parole di Delia colpirono Serena. Perché le suonava tanto di sentire le frecciatine di una certa sua conoscenza?

 

Ash invece non sembrava aver colto il senso del commento di sua mamma, non era una novità che Serena gli portasse il buon umore "Ad essere sincero credo che Serena potrebbe farle altrettanto buone se tu le dessi la ricetta! Anche migliori!"

 

Entrambe le femmine rimasero piacevolmente colpite. Serena per il complimento, più forse per la sorpresa era fumante di imbarazzo.

 

Delia invece era curiosa di sapere di più "Ah sì? Senti, senti... ho una rivale allora!"

 

"Dovresti assaggiare i suoi Pokébigné! Sono la cosa più buona che abbia mai mangiato! Anzi, perché non ne prepari qualcuno Serena? Mi mancano davvero!"

 

"S-Se a tua m-mamma va b-bene che usi la v-vostra cucina..." mormorò timidamente la performer. Non sia mai che non potesse accontentare il suo adorato ammiratore.

 

Delia annuì gentilmente "Certamente! Puoi cucinare tutto quello che vuoi! Non ho mai sentito Ash che reputa il mio cibo secondo ad un altro!"

 

A quel punto Serena stava per alzarsi, non reggeva più quell’imbarazzo, ma Delia intuì tutto e la precedette "Tesoro, perché non vai a prendere il tuo zaino? Vi preparo qualcosa così farete un picnic dal professor Oak! Tu Serena potresti preparare ora i tuoi dolcetti, no? E poi quando hai finito, Ash, vieni a darmi una mano!”

 

"Certo!" annuì Serena.

 

Anche Ash approvò l'idea e salì al piano superiore.

 

"Se rendi la pancia di Ash tanto soddisfatta allora vuol dire che hai già una delle caratteristiche principali!" Disse la donna come se nulla fosse.

 

La ragazza cominciò a strizzare gli occhi "C-Cosa? Caratteristiche principali per cosa?"

 

La mamma dell'allenatore cominciò a ridere "Ahahah… sono sua madre. Ho notato tutto! Sappi che al momento la cosa mi intriga e vi vedrei bene assieme!"

 

La faccia di Serena a quell'affermazione divenne di nuovo tutta rossa come un peperone ed era talmente fumante che ci si poteva benissimo friggere due uova. "M-Ma cosa d-dice s-signora? I-Io sono solo u-una s-sua cara a-amica non p-potrei m-mai pensare di..." balbettò la ragazza rimasta abbastanza sconcertata

 

"Oh andiamo! Non essere timida! Si vede lontano un miglio che tu hai un debole per mio figlio! Tranquilla, non glielo dirò! Questo però non significa che non voglia divertirmi!!" la interruppe Delia con malizia "Devi solo trovare il modo di farglielo capire!"

 

"M-Ma io..."continuò a impappinarsi lei.

 

Delia le porse un grembiule e cominciò a spingerla verso la cucina “Su, su, non ci pensare! Vai in cucina e prepara i tuoi Pokébigné!”

 

Serena annuì quatta quatta e andò a preparare i bignè.

 

"Ehi, io e Greninja siamo pronti!" gridò Ash dal piano di sopra. Quando scese notò il rossore ancora dipinto sul volto di Serena "Uh, che è successo? Come mai sei rossa in viso?" chiese Ash.

 

"N-No Niente è che il c-calore del forno m-mi ha un po’ accaldata t-tutto qui" mentì Serena imbarazzatissima.

 

La signora Ketchum stava facendo fatica a trattenere le lacrime dalle risate. “Coraggio Ash, dammi una mano! Così Serena ha il tempo di finire di cucinare!”

 

“Ok!” Concordò Ash con un sorriso.

 

Circa mezzora dopo i Pokébigné furono finiti e i due furono pronti ad andare. Ash era il più euforico ovviamente "Andiamo? Non vedo l’ora che tu conosca tutti quanti!”

 

"Divertitevi!" augurò Delia salutandoli con la manina "E mi raccomando! Non fate nulla di sconveniente!"

 

La faccia di Serena sembrava voler esplodere. Altro che Meringa, quelle erano vere e proprie intimidazioni dirette!

 

"Cosa intendevi, mamma?" domandò Ash ignaro del significato di quelle parole. Serena spalancò la bocca, sorpresa che per la prima volta in assoluto avesse notato certi commenti.

 

"G-Grazie Delia! Noi ci affrettiamo perché... Ash probabilmente non vede l'ora di presentarmi tutti i suoi Pokémon! Vero Ash?" Continuò a parlottare velocemente la performer.

 

Ash cominciò a sentirsi spingere verso l'uscita di casa sua da Serena. Non capiva bene perché, ma non lo convincevano le parole di sua madre "Beh sì ma.... cosa intendevi prima mamma?"

 

Serena si affrettò a rispondere al posto della donna "Intendeva di certo di non tornare a casa tardi e di non cacciarci nei guai!"

 

I due uscirono e andarono verso il laboratorio di Oak seguititi da Pikachu e Greninja, i quali si scambiarono degli sguardi divertiti e perplessi. Ci sono cose che non cambiano mai.

 

Dato che casa Ketchum e il laboratorio del Prof. Oak non distavano molto l'uno dall'altro ci vollero soltanto venti minuti per raggiungere la piccola collina dove risiedeva lo studioso del mondo Pokemon

 

"Chissà se il Professore si ricorda di te, Serena" domandò Ash alla sua amica "Abbiamo frequentato insieme il suo campo scuola ma... sono passati anni"

 

"Speriamo di sì, anche io ho voglia di rivedere il prof" rispose Serena pensierosa.

 

Pikachu, nel frattempo, assicurava a Greninja che i suoi vecchi e nuovi amici sarebbero stati contenti di vederlo. La rana non si sentiva imbarazzata, è che era un’esperienza nuova per lui conoscere tutta la famiglia del suo allenatore.

 

L'allenatore suonò il citofono di Villa Oak, subito si sentì una voce "Sì, chi è?"

 

"Professore sono io, Ash!"

 

"Ah Ash! È da un po’ che non ti facevi vivo! Un attimo solo e ti apro il cancello, ragazzo mio!" rispose il Prof Oak contento della visita del giovanotto. Due minuti dopo le porte si aprirono e Ash e Serena entrarono nella grande casa-laboratorio del professore "Entra, Entra Ash! Scusa se mi ritrovi un po’ indaffarato, ma stavo mandando un’e-mail a mio cugino Manuel… a proposito… oggi non siete solo tu o Pikachu o sbaglio? Chi è la ragazza lì con te?"

 

Ash si schiari la voce "Hem Hem, Professore si ricorda di Serena? Eravamo amici inseparabili al campo estivo di qualche anno fa!"

 

"Campo estivo dici? Aspetta che ho un album di tutti i campi estivi che ho organizzato" Il Prof Oak si avvicinò alla sua libreria e cominciò a cercare l'album dei ricordi.

 

Ash rassicurò Serena "Ha un vuoto di memoria ma sta sicura che non appena vedrà la foto di gruppo che abbiamo fatto insieme ti riconoscerà subito!" quasi si scusò Ash per la difficoltà che il professore aveva nel riconoscere Serena

 

Serena sorrise dolcemente " Figurati! Sono passati anni da quel campo e poi ero ancora una bambina!" cercò di sdrammatizzare lei.

 

Il professore tornò con un album qualche minuto dopo "Scusate il ritardo! Ecco l'album con tutte le foto! Allora vediamo... vediamo... eccola qui! Qui ci sono mio nipote, tu e la bambina dai capelli color miele... aspetta... ora mi ricordo! Ne è passato di tempo! Tu sei la bambina dal cappello di paglia! Come stai, cara?" gridò ricordandosi finalmente il suo volto.

 

"B-Bene professore e lei?" Serena rispose gentilmente, nonostante perplessa di essere sempre ricordata come “la bambina dal cappello di paglia”

 

"Ahaha non mi lamento!" rise lui.

 

Poi si accorse della presenza di Greninja "E questo bel giovanotto invece?"

 

"Professore, si ricorda che le parlavo sempre di un Pokémon speciale con cui ho legato moltissimo nella regione di Kalos?" intervenne Ash per il suo Pokémon.

 

Oak rimase piacevolmente sorpreso "Non dirmi che sei tu! Beh, benvenuto a casa mia! Gli amici di Ash sono anche amici miei!"

 

"Gre!" strinse la mano del professore salutandolo. A Greninja piaceva questo simpatico vecchietto.

 

"Vedo che Ash ha passato del buon tempo a Kalos!! Non l'ho mai visto così maturo! E sapere che ha legato con così tanti amici mi rende estremamente felice! Perché non vai a presentare Serena e Greninja agli altri tuoi Pokémon?"

 

"Si! Andiamo!" Ash li guidò all'esterno.

 

Il primo che trovò su Bulbasaur, come era suo solito.

 

"Hey Bulbasaur! Guarda! Ti presento Serena e Greninja! Sono due miei amici della regione di Kalos!"

 

"Bulba!" Il Pokémon tirò fuori le sue due liane e le avvicinò ai due, in modo da dargli una stretta di mano.

 

Serena e Greninja ricambiarono "Piacere di conoscerti!" "GrenGren!"

 

"Bulbasaur potresti chiamare gli altri? Voglio presentarli a tutti!"

 

Bulbasaur annuì. Si accovacciò e una luce gialla cominciò ad uscire dal suo bulbo. Continuò ad accumularsi fino a liberarsi in cielo ed esplodere.

 

Il segnale richiamò l'attenzione di tutti i Pokémon, i quali cominciarono ad arrivare correndo, volando e... beh, nel loro modo di muoversi.

Serena non si aspettò di certo di essere circondata da un branco di Pokémon. Ce ne erano di tutti i tipi. Alcuni che aveva visto e altri no. Subito però riconobbe i Pokémon catturati da Ash a Kalos, i quali fecero un felice sobbalzo nel vederla. Ancora più grande fu il loro stupore quando videro che non erano da soli. C'era pure il loro compagno Greninja.

 

"Haw!" "Noi!" "Flame!"

 

"Nin!!!!"

 

Si corsero incontro e si diedero un unico cinque, contenti di essersi rincontrati dopo il loro triste addio.

 

Gli altri Pokémon invece sembravano abbastanza confusi, però rimasero zitti aspettando che il loro allenatore spiegasse qualcosa.

 

"Ash... da quando in qua hai tutti questi Pokémon?" gli chiese Serena, un po' perplessa.

 

Ash ridacchiò "eheh… in effetti avrei potuto dirtelo prima... "cominciò a grattarsi la testa imbarazzato. Si spostò di fronte ai suoi amici e si schiarì la voce.

"Allora ragazzi! Vi presento gli amici di cui vi ho parlato tempo fa: Greninja e Serena!"

 

La prima che arrivò fu Bayleef, la quale atterrò Ash in un gesto di affetto come faceva sempre e come le piaceva "Oof! Dai Bayleef smettila ahaha, sì… sì ti voglio bene, ti voglio bene..  ma ora lasciami, ti prego!"

 

La Pokémon d’erba poi, con fare quasi di sfida, si voltò verso Serena, la quale si presentò. Non aveva un bel presentimento. Fece una smorfia come unico sorriso e poi girò la testa da un’altra parte. Serena rimase molto sorpresa e delusa da quel primo saluto. Già agli inizi e si sentiva odiata da uno dei Pokémon di Ash.

 

Diversamente, Bayleef salutò con piacere Greninja con la sua liana e poi si fece indietro. Dopo di lei si presentò Snivy, che invece fu molto sobria e precisa: salutò gentilmente i nuovi arrivati e andò via.

 

Ash cominciò a ridacchiare scusandosi "Snivy è fatta così, non ci badate!”

 

E così, ad uno ad uno, si presentarono tutti i compagni: Infernape salutò con una bella stretta di zampa i nuovi arrivi, Muk tentò di abbracciarli… con una prima sensazione di ribrezzo da parte di entrambi. Totodile si esibì in un balletto di benvenuto, Oshawott fece un po’ lo sbruffone... e così via.

 

Due Pokémon in particolare attirarono l’attenzione di Greninja: Charizard e Sceptile. I due, all’arrivo di Ash, erano presi in una lotta di allenamento.

 

La rana si diresse subito verso di loro. Non a caso durante la sua avventura i suoi due più grandi rivali erano stati proprio uno Sceptile e un Charizard e vedere due appartenenti a quelle specie aveva riacceso in lui la voglia di combattere.

 

Subito li salutò con cortesia e chiese loro di lottare per essere coinvolto nella loro sessione di allenamento. I due si guardarono inizialmente confusi, poi però intrigati accettarono.

 

Ash gradì questo gesto, divertito da quanto velocemente i tre fossero caduti in un’intesa. Erano simili. "Sembra che Greninja abbia preso in simpatia un po’ tutti, ma in particolare Sceptile e Charizard" fece notare a Serena

 

"Credo che vedere un Charizard e uno Sceptile gli abbia rievocato le lotte contro quelli di Sandro e Alan. Per questo è subito andato da loro " rispose invece Serena.  

 

I tre Pokemon stavano sviluppando una sorta di piccola rivalità tra loro...ognuno voleva dimostrare di essere il più forte.

 

"Ehi Serena, perché non chiami anche Braixen, Pancham e Sylveon? Scommetto che anche loro sarebbero contenti di giocare un po’ con la mia famiglia!" propose Ash.

 

Serena annuì, tirando fuori le pokéball "È un’ottima idea! Anche loro saranno sicuramente felici di giocare!" esclamò lei lanciandole poi in aria "Braixen, Pancham, Sylveon! Uscite fuori!"

 

I tre compagni di Serena uscirono dalle sfere e dopo i saluti del panda, della volpe focosa e della volpina dai fiocchi rosa tutti si unirono al resto della combriccola a giocare.

 

Pancham trovò in Oshawott quasi un Chespin 2 e iniziarono subito le loro scorribande. Sylveon invece preferì giocare alla corda con Scraggy, Gible e Totodile mentre Braixen si divertiva a ballare con il buon Leavanny.

 

"Sai Serena? Mi rende davvero felice che tu sia venuta! Era da settimane che non mi divertivo così!" Le disse Ash "E come al solito i tuoi Pokébigné sono i migliori!" concluse azzannando uno dei dolcetti.

 

Serena arrossì al commento. Le erano mancati i complimenti di Ash e anche solo stargli vicino. "G-Grazie! Sei molto gentile!"

 

Ash le fece l'occhiolino "E di cosa? Dico solo la verità!"

 

A quel gesti Bayleef si alzò, quasi pronta a caricare, ma fu fermata dai Pokémon di Ash, i quali sembravano invece godere del rapporto che aveva il loro allenatore con Serena.

 

Serena a quel punto decise di chiedere all'amico qualcosa che la incuriosiva "Ash, io avrei una domanda. Come mai non sei in viaggio? Tu di norma sei sempre in giro ad esplorare nuove regioni"

 

"Ehm..." a quella domanda Ash non sapeva come rispondere, o per lo più aveva vergogna a rispondere. Sapeva che Serena non era una che apprezzava quando era giù di morale. Si era preso già delle palle di neve quando era successo l'ultima e prima volta...

 

"N-non... beh... ecco... io.... avevo nostalgia…"

 

"Nostalgia?" ripeté Serena. Sapeva che ad Ash mancava qualcosa ma sua madre non le aveva detto cosa.

 

A quel punto Ash cominciò a grattarsi la guancia imbarazzato "Beh... mi mancava Kalos, i miei amici, come Alan, Lem, Clem, Greninja... e poi mi mancavi soprattutto tu."

 

"A-Ash..." questo sì che fece scoppiare il rossore sul viso della ragazza, che cominciò a coprirselo con i capelli per non darlo a vedere.

 

"Tutto bene? Sei rossa, hai la febbre per caso?" le chiese Ash.

 

Serena scosse la testa senza proferire parola, mentre la maggior parte dei Pokémon scuoteva la teste negativamente... Ash era il solito.

 

Bayleef a quel punto approfittò di un momento di distrazione da parte dei Pokémon che l'avevano placata, per caricare e puntare verso Serena ma fortunatamente uno dei 30 Tauros riuscì a fermarla con le sue corna prima che quest'ultima venisse presa in pieno dal Corposcontro del Pokemon Foglia.

 

Il gesto di Bayleef non poté che essere visto da tutti, Ash in particolare, il quale corse dal Pokémon alquanto arrabbiato "Bayleef, sei impazzita? Cosa volevi fare!?

 

Per tutta risposta Bayleef sbuffò e gli fece una smorfia di disappunto.

 

“M-mi spiace, non so cosa le sia preso, di solito è mansueta..." balbettò Ash.

 

Serena fece cenno con la mano che non importava, sebbene fosse un po’ scossa e perplessa "No, non è niente davvero..." A quel punto la ragazza andò verso Tauros e cominciò ad accarezzarlo "Grazie Tauros per avermi protetta" Il Pokémon toro arrossì subito per la dolce carezza che aveva ricevuto, tutti i Pokémon cavalcabili adoravano Serena. Gli altri lo fissarono contrariati, gelosi della fortuna sfacciata che aveva avuto il loro amico.

 

Ora di pranzo vuol dire suoni tipici. La pancia di Ash incominciò a reclamare... "Ops direi che è ora di pranzo! Ho una zfame!" disse Ash massaggiandosi il pancino… pancione.

 

"Ma tu pensi solo al cibo?" ridacchiò Serena, nonostante conoscesse Ash e quindi anche la sua risposta. Venne però smentita dalla sua pancia che ora reclamava cibo come l’amico. Questo la portò ad arrossire imbarazzatissima, mentre Ash scoppiò dalle risate, affettuose risate.

 

Con l'aiuto di tutti fu preparato un enorme spazio dove poter mangiare. Delia aveva preparato panini, bevande e una torta dalla forma un po’ troppo esplicita… un cuore. Serena invece tirò fuori i suoi Pokébigné, per gran goduria di Ash e i suoi Pokémon. L'allegria contagiò chiunque, compresa Bayleef che nonostante le sue gelosie fu costretta ad ammettere che la cucina della ragazza era ottima.

 

Il professor Oak guardò la scena dal suo laboratorio sorridendo. Finalmente Ash era di nuovo sé stesso.

 

Una chiamata però gli fece distogliete lo sguardo dai ragazzi. Si avvicinò al "telefono"/"display" e lo accese. "Pronto? Sono il Professor Oak!"

 

"Hey Samuel! Da quanto tempo non ci vediamo?!"

 

Il vecchio rimase piacevolmente sorpreso da quella chiamata "Ma pensa un po’! Come stai Olivio? Le tue ricerche sul legame Pokemon-allenatori come procedono?"

 

"Bene, non mi lamento! Però ho dei problemini con i miei studi.... e ti volevo appunto chiedere una cosa..."

 

Oak portò una mano al mento incuriosito "Uhm, dimmi pure..."

 

 

.

.

.

 

 

 

E così Ash, Serena e Greninja si sono rincontrati dopo tanto tempo... ma cosa ha in servo il futuro per i nostri eroi?

 

Il viaggio continua...

 

 

Modificato da SatoSerelover

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altre piattaforme


 

Ritorno sul viaggio! La richiesta di Olivio!

 

 

Durante i giorni passati, Ash aveva attraversato un periodo di depressione e non riusciva più a ritrovare la sua grinta. Tuttavia, grazie a due visite inaspettate da parte della sua vecchia amica Serena e del suo compagno di squadra Greninja, il nostro eroe ha recuperato quella grinta che sempre lo ha contraddistinto.

 

 

E proprio oggi Ash, Serena, Pikachu e Greninja, tanno facendo un picnic nel laboratorio del Professor Oak, insieme al resto dei Pokémon. A quanto pare però, il professore riceve una chiamata….

 

 

 

 

"Allora Olivio, dimmi pure! Ti ascolto" rispose il Prof. Oak

 

"Ecco.. vede, come ben sa, un Pokemon diventa più forte se allenato da un umano. Eppure c'è qualcosa che ancora mi sfugge. Sembra un ragionamento facile, ma io credo che dietro a questo fenomeno, ci sia qualcosa da scoprire, ancora molto da chiarire. Nonostante tutte le mie ricerche, non riesco a scoprire come alcuni Pokémon, diventino più forti di altri.” Iniziò il Prof. Olivio spiegando il suo problema al collega più anziano

 

“Hmmm”

 

“Ci sono persone che dicono che si tratta di talento, ma io sono convinto che questo ragionamento sia sbagliato. Come alcuni allenatori particolari dimostrano, non esiste un Pokémon dotato o meno, o forse si, ma non è quello che porta ad essere il più forte. Non riesco a venirne a capo e sentire il parere di un altro mio collega potrebbe aiutarmi! Non ha qualche suggerimento?" continuò Olivio.

 

"Beh non saprei cosa dirti. Sebbene conosca molti misteri del Mondo Pokemon ci sono domande a cui nemmeno io posso rispondere" rispose pensieroso il professore di Kanto.

 

"Capisco... dunque dice che dovrei chiedere opinioni ad un allenatore? Uno in particolare che magari può aiutarmi? Ho cercato a lungo, ma non ne trovo nessuno che mi colpisca in particolare.. o almeno uno c’è, ma non saprei come contattarlo. Conosce per caso qualcuno qualificato?" chiese di nuovo l'altro esperto di Pokémon.

 

"Vediamo..." incominciò a pensare Samuel. Il suo sguardo canne inevitabilmente su qualcuno in particolare. Su Ash che stava ancora giocando con i suoi Pokémon. Ci volle poco a fare due più due: chi meglio di Ash poteva aiutare Olivio con le sue ricerche? "Mio caro collega, credo di avere la persona giusta per te!" concluse infine.

 

Olivio alzò un sopracciglio curioso "E dimmi... chi sarebbe?"

 

"Hai sentito di quello che é successo a Kalos? Di quel caos per via di uno strano tipo impazzito e di un Pokémon leggendario?" Gli chiese Oak.

 

Olivio annuì. Chi non lo sapeva? Avevano trasmesso tutto in diretta e la notizia aveva girato il mondo "Ovvio. Ha fatto scalpore! Tutti nel mondo lo sanno!"

 

Oak in quel momento si sentiva orgoglioso di Ash "Beh, si da il caso che colui che ha risolto tutto e posto fine al conflitto.. sia proprio qui al mio laboratorio!"

 

"Cos..?" Olivio non riusciva a credere alle sue orecchie. "Sei serio?"

 

"Certo! Lui proviene da Biancavilla e gli ho dato io il suo primo Pokémon! Ora è qui con un'amica! Inoltre mi ha parlato di uno strano fenomeno che é accaduto con il suo Pokémon.. non é intrigante? E’ molto simile alla Megaevoluzione, solo più misterioso e complesso"

 

“Megaevoluzione… mi ricordo che Platan aveva menzionato un ragazzo che sapeva fare qualcosa di simile e quello che mi dici..”

 

“Beh, allora ti interessa?”

 

"Eccome! Voglio parlargli! Riusciresti a chiamarlo qui?"

 

Oak annuì "Rotom? andresti a chiamare Ash?"

 

Il Pokémon fece una risatina sprizzando fulmini e poi corse all'esterno

Con Ash e Serena intanto...

 

 

 

"Allora, siete sazi?" Serena domandò a tutti accarezzando la testolina di Pikachu.

 

Ogni Pokémon annuì... ogni Pokémon, infatti Ash non è un Pokémon. Il ragazzo alzò il piatto come chiedendo il..... decimo bis?

 

"Io no! Ce ne é ancora????" Guardò Serena con lo sguardo da Lillipup cuccioloso.

 

La performer cominciò a ridacchiare. Era abbastanza sconcertata che ancora, per la decima volta che chiedeva di mangiare di più, Ash non fosse sazio. Eppure lo conosceva bene. Il problema era che Serena era troppo buona, non riusciva a guardarlo quando faceva gli occhioni dolci. Dal suo punto di vista Ash era adorabile... E visto che Serena adorava sia Ash che le cose adorabili, mischiarli la scioglieva letteralmente.

 

Lo guardò con rammarico e si preparò a dirgli come stavano le cose. Che fosse arrivato il momento di farlo? Si, era ora..

 

.

.

"Mi spiace... il cibo é finito..."

 

"COME!?" L’allenatore di Biancavilla rimase scioccato da quelle parole che lo ferivano profondamente. “Ma io ho fame..." Biascicò e poi cadde a terra. Era questo di Ash che piaceva a Serena. Era un ragazzo forte e determinato ma quando tirava fuori il suo lato bambinesco non si poteva smettere di adorarlo.

 

Serena aiutò il "Morto di Fame" a rialzarsi e solo in quel momento l'allenatore notò la presenza di Rotom, il quale gli diede una scossa elettrica.

 

"Ahiooooooooo! Rotom che fai!?" Protestò lui.

 

Rotom rise di gusto e indicò il laboratorio, chiaro segno che il professore aveva bisogno di lui.

 

“Stai dicendo che il professore mi vuole?” Domandò Ash. Rotom annuì, però indicando anche Greninja, il quale si stava allenando con Charizard e Sceptile “Vuole che porti anche Greninja?”

 

Di nuovo il Pokémon annuì, allora il ragazzo si convinse “Ok, nessun problema. Vieni anche tu Serena?"

 

"Uh? D'accordo" rispose lei.

 

Greninja nel frattempo aveva preso gusto a sfidaregli altri due starter, che ormai vedevano in lui un forte amico e compagno. Quasi gli dispiaceva di dover interrompere l'allenamento con loro quando Ash lo chiamò.

 

Il Professor Oak lo attese pazientemente "Scusa se ti ho chiamato Ash, disturbando la tua allegra scampagnata, ma c'è una persona che ti vorrebbe parlare"

 

"Uh è per me?" si sorprese l'allenatore.

 

Al display vi era un uomo abbastanza giovane, portava gli occhiali e aveva una barbetta curata. Dal camice che indossava Ash dedusse che era un collega del Prof. Oak. "Ehm si sono Ash, mi cercava?"

 

"Salve Ash, scusa se ti ho disturbato, sono il Professor Olivio,un collega del caro Samuel Oak! Io studio i rapporti che hanno i Pokemon con i loro allenatori! Come va?" lo salutò dall'altro capo della linea il professore.

 

"Ehm salve Prof. Olivio, io sto bene.. suppongo.. perchè voleva parlare con me?" chiese ancora un pò sorpreso il ragazzo.

 

"Allora Ash, il motivo per cui ti chiamo é che io sono molto curioso su quello che é successo a Kalos. Non credo te ne sarai dimenticato, no?”

 

Ash stava per scoppiare a ridere, sia per l’ovvietà della risposta a quella domanda, sia per il fatto che era perplesso “Mi pare difficile dimenticare una cosa del genere…”

 

“Vedi con i miei studi vorrei capire cosa rende più forte un Pokémon dall'altro, attraverso le diverse tecniche d'allenamento. Per renderti tutto più semplice: il suo legame con l'allenatore. Tu sembri un ragazzo molto interessante.. insomma.. hai mai sentito di un altro ragazzino che salva un'intera regione? Non si vede tutti i giorni!"

 

Ash si grattò la testa imbarazzato e anche in vena di opporsi "A-A dire il vero non é che abbia fato tutto da solo. Senza i miei amici e i miei Pokémon non ce l'avrei mai fatta!"

 

Olivio schioccò le dita “Ed é questo il punto! Tu riesci a legare bene con tutti e lo fai talmente bene che dimostri il tuo potenziale. Io vorrei studiare questo tuo potenziale e il tuo metodo nel legare con persone e Pokémon!"

 

Ash sentiva già l'odore di una nuova avventura e la cosa gli piaceva.

 

Olivio riuscì a leggere l'espressione di Ash "E per farlo potresti venire nella regione dove opero io: Forsia!"

 

"Forsia?" Chiese Serena, come se avesse già sentito quel nome.

 

"Esatto!" Confermò il professor Olivio "E’ una regione davvero bella e anche abbastanza conosciuta. Qui ci sono tanti allenatori forti! E dal quel che sembra tu sei qualcuno che ama le lotte!"

 

"Ci può scommettere!!!!" Alzò la voce entusiasta Ash "E mi dica, come é questa regione?!"

 

"Ahaha! Ragazzo mio, sembri esuberante! Come me! Qui troverai nuovi Pokémon che non ci sono da nessuna parte, nuove palestre fortissime, una lega, paesaggi e città incredibili!"

 

Sul viso di Ash, il sorriso cresceva sempre più.

 

Olivio continuò a parlare "Credimi, é una regione davvero bella e se non l'hai mai esplorata ti conviene farlo!" Si avvicinò poi allo schermo "E il meglio é il cibo! É la regione con la cucina più buona!"

 

Ash si era già convinto alla parte dei nuovi Pokémon, ma questo fatto del cibo lo obbligava ad accettare "Verrò di certo!!!!" esclamò Ash.

 

Olivio cominciò già ad esultare mentalmente "Fantastico! Il viaggio te lo pago io non ti preoccupare! Basta solo che una volta arrivato tu mi venga a trovare al mio laboratori, che si trova nella città di Collinopoli! Non puoi sbagliare, è la capitale della regione!"sorrise il Professore contento della decisione del ragazzo. Stava per spegnere, quando si ricordò di un altra cosa "Ah me ne stavo dimenticando... ti posso chiedere un piccolo favore?"

 

"Mi dica professore" rispose un raggiante Ash

 

"Il caro Professor Oak, mi ha parlato di un fenomeno che tu riesci ad creare con un tuo Pokémon. E’ un problema se porti anche lui con te qui a Forsia? Vorrei conoscerlo e chissà.. magari mi darà una mano con le mie ricerche!"

 

Ash non sapeva cosa rispondere, Greninja dopotutto non era più ufficialmente il suo Pokémon.. beh pressappoco "Beh dipende se Greninja è d'accordo...Tu che dici amico? Ti va di riaccompagnarmi in una nuova avventura? Come ai vecchi tempi?"

 

Greninja si era già animato ad "allenatori e pokémon fortissimi" e da tempo gli mancava il gusto di una vera sfida. Forse Zygarde per un po’, poteva fare a meno di lui, no? Magari tornando sarebbe stato più forte e avrebbe svolto meglio il suo ruolo di guardia del corpo. E come se non bastasse, gli mancava il suo vecchio allenatore. La risposta fu un grandioso "Nin Nin!" di approvazione

 

"Fantastico! Anche lui è d'accordo!" Disse raggiante Ash. Certo, non sapeva se erano ancora in grado di fare il Kizuna Gensho, ma tanto valeva provare.

 

Serena, dal suo punto di vista, aveva un misto di malinconia e felicità dentro al suo cuore. Aveva un sorriso triste dipinto sul suo volto. Ash partiva di nuovo e questo la rendeva molto contenta, ma lei che avrebbe fatto? Tornava a Kalos e accettava l’offerta di Paloma? Tornava ad Hoenn? Sperava che questa pausa dal prendere decisioni durasse di più, ma a quanto pare era finita diversamente..

 

Ash però si girò subito verso di lei e la interpellò "Ovviamente la proposta di venire con me è estesa anche a te Serena!" disse improvvisamente lui, rompendola dal suo trans.

 

"E-Eh!? Vuoi che io venga con te? Ma non saprei...c'è il mio lavoro di performer e..." si imbarazzò lei udendo questa richiesta improvvisa.

 

"Scusate se mi intrometto ma ho sentito che fai la performer?" li interruppe Olivio "Forsia è famosa anche per i Varietà! Li abbiamo anche noi! Quindi non ci sarebbe problema a competere qui!"

 

"Vedi? Non c'è problema!" Ripeté a pappagallo Ash, contento che il Prof. Olivio gli dava sostegno.

 

"S-Si ho sentito che avete i Varietà ma... non so se..."

 

"Andiamo! Vieni! Daiiiii!" la incitava lui.

 

"N-Non saprei... c'é Paloma che mi aspetta a Kalos... e... la sua proposta…. " Sebbene Serena volesse con tutta se stessa andare con Ash, il suo sogno si metteva di nuovo in mezzo. Se non ci fosse stata la proposta di Paloma probabilmente avrebbe di nuovo la possibilità di stare con Ash.. non poteva rinunciare anche questa volta a lui, era così felice ultimamente. La testa le girava..

 

Ash sapeva che in effetti il sogno di una persona era importante, lui stesso sosteneva i suoi amici a rincorrere i loro sogni. Serena era andata per la sua strada ad Hoenn, ma da quello che le aveva detto non era chissà quanto soddisfatta. Inoltre voleva di nuovo viaggiare con lei, se non fosse stato per Serena, adesso sarebbe ancora sdraiato sul letto a mugugnare.. e di sicuro non partirebbe per un nuovo viaggio. Eppure non poteva nemmeno insistere, non voleva stressarla. "Non ci vuoi nemmeno pensare su?" Le chiese estremamente deluso, anche se cercando di non farle notare quanto in quel momento se la stesse facendo addosso per il nervoso.

 

"Ash, credimi.. io non desidererei altro. Non vedrei l'ora di viaggiare di nuovo assieme ed esibirmi in una nuova regione, ma.. ho.. paura a rifiutare di nuovo la proposta di Paloma.. e non so nemmeno se è davvero quello che mi servirebbe per il mio futuro da Performer" Serena credeva di tornare indietro nel tempo, a quando doveva prendere tutte quelle decisioni che odiava.

 

Ash rimase zitto, scoraggiato. Avrebbe viaggiato a Forsia lo stesso, ma non sarebbe di certo stata la stessa cosa.

"Tuttavia..." aggiunse Serena, facendogli tornare l'attenzione "Posso telefonarle. Tentar non nuoce"

 

Ash annuì girandosi verso lo schermo "Beh, io allora do la conferma! Ci sarò! E le farò sapere se viene anche Serena!" Non si dimenticò dell'ultima parte, guardando l'amica con un sorriso incoraggiante.

 

Nel frattempo sul tetto di casa Oak un trio molto familiare stava ascoltando tutto tramite una microspia....

 

"Forsia? Mai sentita nominare..."commentò Jessie “Come fa ad essere così famosa se nemmeno la conosco!”

 

“Perché tu sei tu Jessie!” Commentò Meowth, beccandosi un cazzotto sulla nuca “E-Era un complimento??? Forse??”

 

Jessie strinse un pugno convinta “Hanno anche i Varietà e probabilmente la mocciosa vi parteciperà! Non posso sprecare questa occasione! Potrei diventare Regina di Forsia!”

 

"Più importante di quello è il cibo! C’è il cibo! Tanto cibo!" sognavano ad occhi aperti James e Meowth.

 

I due si beccarono un pugno a testa da parte della donna "Concentratevi! E smettetela di pensare al cibo! Nuova regione significa nuovi Pokémon forti e rare! Ve lo siete dimenticato!?"

 

"Ahiooooooooo...." biascicarono i due malmenati.

 

"E' deciso allora! Seguiremo il moccioso in questa regione!" annunciò Jessie “Chiamiamo il capo e diciamoglielo!!”

 

James tirò fuori un apparecchio e lo accese, rivelando un ologramma di Giovanni “Cosa volete?” Li criticò lui con tono serio.

 

“Capo, abbiamo notizie importanti, siamo venuti a conoscenza di una nuova regione in cui il moccioso e il suo Pikachu andranno a viaggiare!” Iniziò Meowth.

 

“Ci potrebbero essere molto nuovi Pokémon rari e forti, inoltre avremmo l’occasione di catturare Pikachu!” Continuò James.

 

Giovanni annuì, mettendosi comodo sulla sua poltrona girevole “E ditemi.. come si chiama questa regione?”

 

“Forsia” i tre dissero all’unisono.

 

Il capo del Team Rocket scattò in piedi dalla sua sedie e si alzò, con le mani fermamente sbattute sulla scrivania, la fronte aggrottata e gli occhi sbarrati. “COSA AVETE DETTO?!”

 

I tre sgherri rimasero intimoriti dal tono di voce del loro leader “F-Forsia..”

 

“Forsia…” Mormorò Giovanni sedendosi “Avete il mio permesso, anzi, voglio sapere tutto quello che farete. Tenetemi sempre avvisato.”

 

“Mi scusi capo, ma come mai Forsia sembra interessala tanto?”

 

“Perché? Perché conosco molto bene Forsia e ne ho sentito parlare, non esattamente per i vostri stessi motivi. Diciamo che ho delle conoscenze e da tempo aspettavo l’occasione giusta per agire. Appena avrò preparato tutto, vi contatterò”

“S-SI CAPO!” la chiamata si chiuse, mentre Jessie, James e Meowth si misero sull’attenti per il saluto finale al loro boss. Purtroppo per loro, non si erano accorti di aver urlato e nemmeno che Bulbasaur avesse sentito tutto il discorso. Ci volle poco a scagliere il suo Solarraggio contro i lestofanti.

 

“MA STAVOLTA NON ABBIAMO FATTO NIENTEEEEEEE!!!!!” gridarono partendo alla velocità della luce.

 

"Uh che cosa è stato?" si sorprese Serena. Ash, non avendo sentito nulla, fece le spallucce.

 

I due uscirono comunque all’esterno, in modo da parlare con Bulbasaur “Potresti chiamare tutti gli altri? Ho un piccolo annuncio da fare!!”

 

Bulbasaur come al solito si prodigò per lanciare il segnale di richiamo e nel giro di pochi minuti tutti i Pokémon di Ash erano sull'attenti.

 

"Allora ragazzi, tra un paio di iogrni parto per un nuovo viaggio e andrò a Forsia, quindi mi raccomando fate i bravi! Ci siamo intesi?"

 

Tutti i Pokémon annuirono, fatta eccezione di Bayleef, la quale si rattristò come al solito. Anche se questa volta Ash era rimasto di più a Biancavilla, l’allenatore partiva sempre e stava via parecchio tempo, anche più di un anno se il viaggio era lungo. L’unica cosa che la fece sogghignare, era che Serena di certo non l’avrebbe seguito...

 

"E se tutto va bene viene anche Serena!" continuò l'allenatore.

 

Fu un tonfo al cuore per il Pokémon foglia, che svenne di colpo. Braixen,Pancham e Sylveon si scambiarono sguardi confusi.. e non per la sceneggiata di Beyleef, ma perché la loro allenatrice partiva per una nuova regione e loro non ne sapevano nulla.

 

"E-Ehm non è ancora confermata la cosa..." Si azzardò a precisare Serena.

 

Ash, come a cercare appoggio anche da parte dei tre Pokémon di Serena, andò verso di loro e spifferò qualcosa nelle orecchie dei Pokémon. Probabilmente aveva menzionato della presenza dei Varietà a Forsia. Voleva davvero che la performer viaggiasse di nuovo con lui e stava cercando di avere l'appoggio da parte di tutti. La parola "Varietà" fece drizzare le orecchie a Pancham, Sylveon e Braixen, i quali corsero rapidamente verso la loro allenatrice per cercare di convincerla ad accettare.

 

"Lucha hawcha cha.. haw?" [Ash si é mai dato tanto da fare prima d'ora, solo per avere una compagna di viaggio?] Chiese Hawlucha avvicinandosi all'orecchio di Pikachu.

 

Il topino scosse la testa negativamente "Chu... pika, pi-pikachu!!" [No... ma questa novità mi piace!]

 

Poi i due si girarono verso una Bayleef in stato di shock e crisi "kachu.. pipi" [ma non tutti la pensano come me]

 

Nel frattempo, i Pokémon di Serena stavano tentando in tutti i modi di convincerla a partire. Preferivano allenarsi come ai vecchi tempi, che come avevano fatto ad Hoenn o come avrebbero potuto fare con Paloma.

 

Serena li guardava come chiedendo aiuto disperato. Sembrava che stavolta Ash l'avesse messa alle strette e non che non le facesse piacere essere così desiderata dal suo amatiss... ehm.. amico Ash.. anzi, si stava emozionando come non mai, ma era comunque una scelta sui cui ragionare.

 

"Ash? Mica ti avevo detto che prima dovevo chiamare Paloma?"

 

"Certo" alzò le spalle Ash "Questo però non mi impedisce di tentare di averti dalla mia al 100%!" Sorrise beffardo il ragazzo.

 

Serena rispose al sorriso con una risatina, cercando di liberarsi dai suoi Pokémon che la stavano assillando. I due continuarono a ridacchiare, ora accompagnati dalle risate dei Pokémon intorno a loro... beh tranne uno..

 

 

 

E così la giornata continuò, le ore passarono e i due ragazzi tornarono a casa di Ash. Delia preparò la cena e tutti e tre cominciarono a discutere.

 

Una cosa che Delia notò quella sera, era che Ash era molto più raggiante del solito "Cosa è successo tesoro? È accaduto qualcosa di particolare?" chiese lei contenta, essendosi fatta una mezza idea di cosa potese aver reso così felice suo figlio.

 

"Mamma... lo sai che oggi sono stato chiamato da un collega del professore e mi ha invitato ad andare nella regione di Forsia?"

 

"Forsia eh? Beh vedi di non tornare a casa con 30 kg in più, dato che ho saputo che li la cucina è divina. Certo, rimane difficile battere le ricette Ketchum..." sorrise lei.

 

"E se tutto va bene forse viene anche Serena, vero?" continuò l'allenatore di Biancavilla rivolgendosi prima a sua madre e poi rivolgendo lo sguardo alla sua amica.

 

"Ti prego.. tutti tranne lei..." tremava Serena pensando già ai commenti piccanti della signora Ketchum... "A-Ash,quante volte te lo devo dire? N-Non è confermato che io venga!" arrossì la ragazza.

 

Troppo tardi, ormai Delia aveva ricominciato con le sue provocazioni "velate". Insomma la cena passò tra risate, schiamazzi e i vari tentativi di Serena di tappare la bocca ad entrambi. Pikachu era l’unico che se ne stava in disparte a godersi la scena compiaciuto.

 

Qualche ora dopo, il tempo di dormire era arrivato, ma Ash non aveva per niente sonno. Pimpava di energia e ci vollero ore per farsi convincere dalla madre ad andare a letto presto. Anzi, per dirla tutta nemmeno riuscì a farcela. Si stupì la donna quando, al primo tentativo, Serena invece riuscì a cacciarlo a dormire, come se nulla fosse. Le bastò una semplice richiesta.

 

I due ovviamente prima di darsi la buonanotte, programmarono le attività del giorno seguente, chiaccherando tranquillamente nella camera di Ash e stando seduti su dei comodi puff a forma di pokéball.

 

Ash se ne stava tranquillo seduto accanto a Serena, la quale stava accarezzando Pikachu, rannicchiato tra le sue braccia "Cosa ne dici se domani andiamo a fare una passeggiata nel bosco in cui ci siamo conosciuti?”

 

Serena era contenta di tornarci, non poteva sprecare quell'occasione "Certo! Perché no?"

 

"Perfetto! Dopotutto poi partiremo, quindi non avremo altre occasione!" Sorrise lui, sempre ignorando o dimenticando un fatto fondamentale.

 

Serena tuttavia, non voleva dirgli solo quello che voleva fare, ovvero seguirlo.. ma anche dirgli cosa avrebbe effettivamente fatto alla fine. "Ash... lo sai che..."

 

Ash subito si accorse del suo errore e si scusò "Si, si è vero! Scusami, l'avevo dimenticato.. é che averti qui mi rende più sicuro in tante cose!"

 

La performer arrossì e cercò di non svenire al commento dell'amico. Provò a sviare l’amico e a focalizzare il discorso su qualcun'altro. "Sarebbe bello se anche Lem e Clem venissero, mi manca la loro compagnia!"

 

"Anche a me, sarebbe fantastico! Il viaggio a Kalos é stato il più bello fino ad ora! Eravamo così uniti!" A quel punto il ragazzo ebbe un'illuminazione "..e se li invitassimo?!"

 

Serena subito lo fermò sul nascere "Purtroppo Lem é pieno di sfidanti e non credo che lascerebbe viaggiare Clem da sola. Insomma saremmo comunque fuori Kalos, anche se Forsia é vicinissima alla mia terra natale, non potremmo farci molto!"

 

"Capisco... pazienza" mormorò il ragazzo, sospirando e lasciandosi sprofondare nel puff.

 

Serena cominciò a sbadigliare, sentendo la stanchezza che arrivava. Era come se Morfeo fosse in quella stanza, seduto con loro e sempre più vicino ad avvolgerla nelle sue braccia.

 

Ash invece pensava, a quanto sarebbe stato bello viaggiare di nuovo con l'amica, a mangiare i suoi pokébigné, a guardare le sue esibizioni, a conoscere e catturare nuovi Pokémon, a sfidare palestre diverse, a mangiare fino all'esaurimento, vedere nuovissimi posti e vivere nuove avventure... chissà,.magari trovare altri.compagni di viaggio che si sarebbero uniti a loro..

 

"Hey Serena, sai una cosa? Credo che tu piaccia proprio tanto a mia mamma! Non so perché ma a quanto pare ha una simpatia speciale per te! Eheh, a volte però può sembrare un pò imbarazzante però..” Si voltò verso l'amica, ma prima che potesse finire di voltarsi e incrociare il suo sguardo sentì qualcosa appoggiare sulla spalla. Guardò appena più in basso e il suo raggio visivo poté constatare che Serena si era addormentata sulla sua spalla. Ovviamente non aveva retto il sonno ed era sprofondata prima che potesse anche solo accorgersene.

 

Ash la fissò per qualche secondo.. o minuti.... la luna entrava dalla finestra illuminava il viso e i capelli della ragazza, dandogli una strana caratteristica che Ash non spiegava. Qualcosa di positivo di sicuro.

 

Inizialmente non sapeva cosa fare o come agire, si sentiva un po’ in imbarazzato. Eppure non gli dava fastidio, anzi gli dava piacere e conforto averla appoggiata su di lui. Non l'avrebbe di certo spostata, né tantomeno svegliata, anzi si sarebbe semplicemente addormentato come lei.

 

In pochissimi minuti infatti, il sonno ebbe la meglio. L'unica sveglia era Delia, che aveva osservato tutta la scena, nascosta dietro alla porta, questa volta però sorridendo dolcemente.

 

Ore dopo.. la casa era avvolta dal buio della notte. Serena strizzò gli occhi e si guardò intorno, non riusciva più a dormire. Un vuoto stava scavando nel suo animo e corpo. Era agitata e come se non bastasse, trovarsi accoccolata addosso ad Ash aprendo gli occhi, non poteva che paralizzarla e farla arrossire.

 

Guardò l'orologio.. erano le 3.43 del mattino. Ecco: aveva dormito in quel modo per più di 4 ore e per lei non era poco.

I suoi occhi si spostarono su Ash, il quale dormiva tranquillo.. era proprio bello.. Serena non poteva che fantasticare. Solo una preoccupazione le distolse tutti gli altri pensieri ed era la stessa che la tormentava da quel pomeriggio.

Beh se lì a Kanto era quello l'orario. A Kalos era molto più presto, no? Doveva fare una chiamata...

 

Serena appoggiò Pikachu dolcemente sulle gambe di Ash, facendo attenzione a non svegliarlo. Poi scese le scale e arrivò fino al telefono. Ebbe qualche attimo di esitazione, non sapeva cosa dire o come cominciare. Forse avrebbe fatto prima a non pensarci e muoversi con la chiamata.

 

Compose il numero e poi aspettò di trovarsi davanti una signora.

 

"Serena, che piacere sentirti, ma ora a Kanto non dovrebbe essere notte fonda?" La salutò Paloma.

 

"Buongiorno, so che ora a Kalos é sera, quindi ho pensato di chiamarla"

 

"Da come parli hai qualcosa da chiedermi o da dirmi, no?"

 

“Beh, in effetti.. si”

 

“Hai pensato alla mia proposta? Che mi dici? Accetti?”

 

Serena chinò un po’ la testa "Vede..... io... pensavo.. di.. anzi vorrei davvero partire con Ash..."

 

La donna rimase in silenzio e aspettò che Serena continuasse "Vede.. gli é stato proposto di partire per Forsia e l'occasione é stata estesa anche a me. Sia io che lui vorremmo davvero andarci e farlo assieme come i vecchi tempi"

 

"Uhm.. Forsia eh?"

 

"Lo so che non é giusto nei suoi confronti rifiutare di nuovo la sua offerta. E lo so che è molto generosa nei miei confronti. Forse sbaglio a rinunciare agli allenamenti ad Hoenn e a lasciarmi alle spalle il viaggio che ho cominciato lì. Inoltre forse sbaglio a dirle così all’improvviso di no, dopo tutto il suo aiuto e il fatto che stavo per accettare la sua proposta. Tuttavia.. anche Ash.."

 

Paloma fece cenno a Serena di fermarsi e la ragazza obbedì "Serena, tu vuoi andare con Ash, no?"

 

"Beh si ma io..."

 

Di nuovo la fermò "Devi solo limitarti a dirmi un si o un no.."

 

Serena sentiva il cuore battere a mille, quasi facendole male al petto "Si, infinitamente..."

 

Ci fu qualche secondo di silenzio, in cui Serena sentiva sempre più la pressione alzarsi.

 

"E allora perché chiedermelo? Vai con lui." Sorrise la donna.

 

Serena poteva immaginare di avere gli occhi brillanti, eppure era impossibile in quel momento, nel buio della notte. Solo il suo cuore la convinceva "D-Davvero?"

 

"Certo. Non potresti imparare di più da me. Ci sono cose che si apprendono solo con metodi speciali e il tuo é stare con chi ami. Sono scura che ti sarà più utile stare con lui, che in tutto il tempo passato a imparare da me" Serena portò la mano sul petto. Anche se non aveva il fiocco sul cuore in quel momento, era diventata abitudine.

 

"Inoltre i Varietà di Forsia sarebbero l’esperienza ideale per te. Sono un po’ diversi dai nostri. Le prove possono essere più di una e le esibizioni si aprono in diverse categorie: nuoto sincronizzato, tuffi, danza ritmica e artistica, danza con il nastro, esibizione libera, pattinaggio e molto altro. Ti farà bene vedere una nuova regione e provare nuovi stili, ti divertiresti molto. Il tuo sogno potrebbe essere di diventare Regina di Forsia"

 

Serena era sempre più felice e convinta. "La ringrazio di cuore!" Disse inchinandosi per ringraziare la donna più vecchia. La performer ora più determinata che mai.

 

Paloma annuì "Buona fortuna Serena, é stato un piacere aiutarti in quel che ho potuto. Sono convinta che puoi fare tanto della tua vita, sei speciale."

 

La signora portò poi la mano sul pulsante del display "Segui sempre il tuo cuore per le tue scelte, é la via più sicura." A quel punto un sorriso fu l'ultima immagine di Paloma che Serena vide. Il telefono si spense e la ragazza sospirò alzandola testa in alto, senza staccare la mano dal cuore.

 

Le sue labbra si dipinsero in un sorriso, quello più vero che potesse mostrare. Prese e se ne tornò verso la camera... di Ash? Ecco, ora aveva altro di cui preoccuparsi. Avrebbe dovuto tornare da Ash e far finta di nulla, dormire di nuovo con la testa appoggiata su di lui e magari senza scoppiare per il rossore. Non poteva dirgli che si era alzata nel cuore della notte e aveva chiamato Paloma, voleva fargli una sorpresa.

 

Serena si stava avviando verso la camera da letto, dove oramai Ash stava contando nel sonno i Mareep, quando una voce risuonò dietro di lei "E così la risposta è si.. eh?"

 

Alla povera ragazza quasi venne un colpo a vedersi piombare come un fantasma la signora Ketchum alle sue spalle "Delia? N-Non sapevo che fossi ancora sveglia!" disse la performer cercando di non urlare dallo spavento.

 

"In realtà ero solo scesa a prendere un bicchiere d'acqua, ma mentre scendevo dalle scale ho sentito la tua voce, quella di una signora ed è stato inevitabile ascoltare il resto. Mi spiace..."

 

“N-Non si preoccupi, l’importante è non dirlo ad Ash, voglio che sia una sorpresa!”

 

Delia annuì “Certo, ho la bocca cucita!”

 

"C-Comunque ora mi basta far sapere tutto a mia madre, la contatterò domani! Non vedo l’ora di partire con Ash!”

 

"Beh è fantastico! Chissà come sarà contento mio figlio domani!" rise piano Delia. Poi passando di fianco a Serena, sul volto della madre di Ash si vide luccicare una lacrima.

 

"D-Delia..? Perché piangi? È successo qualcosa?" si preoccupò Serena.

 

"N-No non è niente, è solo che è difficile per una madre vedere il proprio bambino crescere. Essendo mio figlio, voglio che lui sia sempre felice e da quando sei arrivata tu ho notato come il mio Ash si trovasse bene. Ecco perché ho cercato di stimolarti e mi sono divertita un po’ con te. Tu sei un bene per Ash, senza dubbio.. e non sai quanto mi si spezzerebbe il cuore vedere il mio bambino afflitto e distrutto come lo era qualche settimana fa"

 

"D-Delia..." rispose Serena pensando a quanto la madre di Ash volesse bene al figlio. Ciò che le fece quasi ricordare sua madre Primula e le diede una nota di nostalgia.

 

Delia si asciugò le lacrime "Beh a questo punto devo mettermi al lavoro!" disse lei così dal nulla.

 

Serena alzò un sopracciglio confusa "Lavoro? A quest’ora? Per cosa?" chiese curiosa Serena.

 

La signora Ketchum rise leggermente "Beh non vorrete andare in giro per Forsia con dei vestiti un po’ vecchiotti, no?" e lasciandola con un vago alone di mistero si ritirò in magazzino e chiuse dietro di sè la porta.

 

Serena non capiva l'allusione ai suoi vestiti... a lei il suo piaceva. Oramai però, il suo cervello non aveva molta voglia di pensarci, aveva già sopportato abbastanza per oggi. Ritornò al piano superiori e, facendo attenzione a non svegliare Ash e Pikachu, si riaddormentò appoggiata alla spalla di Ash, attendendo con pazienza l'indomani. Era già pronta a dare al suo ama... migliore amico Ash.. la bella notizia.

 

Il sole non tardò a sorgere, ma Serena si alzò nella tarda mattinata. Come aprì gli occhi, notò che non si trovava più nella stanza di Ash, ma sul divano del suo salotto. Inoltre del suo amico nemmeno l’ombra.

 

"Cerchi Ash?" le chiese Delia, come se fosse il suo modo di darle il buongiorno.

 

"Ehm si, dove è andato?" la ragazza domandò sbadigliando

 

"Ha detto che usciva a preparare qualcosa, ma che sarebbe tornato subito. A quanto pare è in ritardo, ma non preoccuparti! Tornerà prima o poi, dopotutto tra un’ora c’è il pranzo e lo stomaco di Ash gli farà da sveglia!” fu la risposta della Signora Ketchum.

 

Cosa stava preparando Ash? Di solito non era cosi enigmatico. Serena pensò a vestirsi e a fare colazione, aspettando pazientemente l’arrivo di Ash. Decise di prendersi una boccata di aria fresca, non le avrebbe certo fatto male.

 

Uscì di casa salutando Delia e cominciò a passeggiare lì nei dintorni. Non accorgendosi del tempo che passava, si portò anche più distante di quello che avesse creduto. L'aria di Biancavilla era diversa da quella di Borgo Bozzetto. Il lieve vento soffiava nei suoi capelli, dandole un dolce sollievo. Serena e si sedette sull'erba ad assaporare quella sensazione.

 

La ragazza di Kalos coccolata da quel leggero vento si immerse nei ricordi della sua infanzia e colse un fiore che sbocciava li vicino. Mentre giocherellava con esso la sua mente si chiedeva sul modo migliore di dare all'allenatore la notizia. "Dovrò dirglielo schiettamente? Dovrò dirglielo attraverso qualche gioco di parole?” pensava nel frattempo.

 

Però i suoi viaggi mentali furono interrotti da quello che sembrava un ringhio. Serena aprì gli occhi e si alzò, ritrovandosi di fronte un Pokémon familiare, simile ad un piccolo dinosauro ringhiargli contro. La performer stropicciò gli occhi e capì allora che chi gli stava ringhiando contro era Bayleef.

 

Tuttavia la Pokemon sebbene ringhiasse appariva stanca e malmessa. Serena non poteva saperlo, ma aveva dovuto lottare contro parecchi Pokémon di Ash per scappare dal laboratorio, i quali volevano impedirle la fuga. Aveva aspettato sveglia tutta la notte davanti casa del suo allenatore in attesa del momento in cui avrebbe potuto attaccare e ora i segni della stanchezza si vedevano sul suo viso inferocito.

 

Serena la guardò sconcertata, cosa voleva da lei? Aveva notato di non piacerle, ma non di certo si aspettava di ritrovarsela lì, presente davanti ai suoi occhi e pronta a saltarle addosso.

 

"BAYYYY!!!" Bayleef caricò la foglia sulla sua testa e lanciò un Foglielama contro la ragazza.

 

Serena riuscì a schivare in tempo l'attacco e a scansarsi. Ci era mancato un pelo. "Bayleef che ti prende??" le chiese preoccupata.

 

Il Pokémon la ignorò e corse verso Serena, caricando con tutto il suo peso. Aveva come perso la ragione.

 

"Bayleef fermati! Lascia che ti aiuti! Sei ferita!" Urlò Serena saltando via dal punto di scontro tra la terra e Bayleef. "Sei agitata, ma io ti voglio aiutare! Non so cosa sia successo, però andrà tutto bene!"

 

Cercò di avvicinarsi al Pokémon, ma la creatura non era della stessa idea della ragazza.

 

Una delle sue liane uscì dai dietro i boccioli sul collo e una frustata colpì in pieno Serena sul braccio, facendola cadere a terra e lasciandole un grosso e chiaro livido rossastro.

 

Bayleef cominciò a respirare faticosamente, era stanca e non sapeva nemmeno se quello che faceva era giusto.

 

Serena si rialzò, di certo il Pokémon aveva bisogno di aiuto. Si guardò intorno, per scrutare qualcuno, desiderando di vedere apparire Ash. Non vedeva Bayleef come una minaccia, ma comunque la preoccupava e di sicuro Ash l'avrebbe calmata se fosse stato presente.... no. Non sarebbe arrivato nessuno. Toccava a lei risolvere quel problema.

 

Se c'era una cosa che aveva imparato in tutto questo tempo con Ash, era che non si poteva arrendersi. Era un’allenatrice pure lei ed era suo compito aiutare i Pokémon in difficoltà, in ogni occasione, anche se era bizzarro come una dei Pokémon di chi amava era così arrabbiata con lei.

 

"Bayleef! Ascoltami!" Serena le urlò più forte di prima, attirando l'attenzione della femmina di Pokémon. "É per Ash non é vero? Hai intuito che sono innamorata di lui, non è così?”

 

Il sangue di Bayleef era salito al cervello con le parole "Ash" e "innamorata".

 

Due liane uscirono dal suo corpo e si avvolsero con velocità intorno a Serena, bloccandole le braccia. "BAY! LEEF!!!" ringhiò all'allenatrice, stringendo sempre più la presa.

 

Non poteva negare che le facesse male, ma non demordeva. Guardò dietro a sé, non poteva fare a meno che sperare in un aiuto di Ash. Gli alberi, i cespugli, i fili d'erba persino.. si muovevano, ma nessuno spuntava dalla vegetazione.

 

Tornò a guardare Bayleef e camminò verso di lei. A passi lenti ma costanti, azzerava la distanza tra loro. Nonostante le liane che stringevano sempre più, diventava ancora più vicina al Pokémon. "B-Bayleef... l-lo so... che vuoi bene ad A-Ash.... e sarai gelosa.. m-ma anche io gli voglio davvero bene... un b-bene immenso c-credimi..."

 

La Bayleef rimase un po’ sorpresa dal commento della ragazza, senza però smuoversi.

 

"T-Tuttavia non vuol dire che vorrà meno bene a t-te. Anche a-ammesso che io e lui f-finissimo per metterci a-assieme... lui avrebbe s-sempre un posto nel suo cuore p-per t-te...! Io non te lo p-porterò via...!" Continuò lei, fino ad arrivare faccia a faccia con il Pokémon.

 

Incrociò lo sguardo in pena del suo aggressore, scrutando le sue iridi rosse. Poteva chiaramente capire che lei non aveva mai avuto intenzione di farle del male.

 

"T-Ti prego, credimi, ti p-prometto che se succederà qualcosa tra m-me e A-Ash, io.. farò di tutto per p-proteggerlo, anche per t-te... mi prenderò cura di lui s-sempre!”

 

Bayleef non riusciva a rinunciare, ma l’allenatrice aveva già pronta una risposta in merito.

 

“T-Tu non lo vuoi sapere felice?"

 

A quel punto la stretta intorno alle braccia di Serena scomparve e la ragazza sentì il corpo lascarsi andare. Prima di toccare terra tuttavia, qualcosa la bloccò.. o meglio qualcuno. Aprì gli occhi e vide la testa di Bayleef sorreggerla, grazie al collo robusto.

 

Riuscì ad alzarsi, aiutata dal Pokémon che ora la guardava con un po’ di tristezza e distanza.

 

Serena sorrise e cominciò ad accarezzare la testa di Bayleef, scioccandola. "Non preoccuparti, non sono arrabbiata e non dirò nulla ad Ash"

 

Il Pokémon continuò a fissarla in estasi "Beef?"

 

La performer annuì "Siamo amiche ora?" Le cominciò a porgere la mano.

 

Bayleef guardò più volte la mano e il viso della ragazza. Aveva fatto solo uno sbaglio a pregiudicarla, i suoi occhi azzurri mostravano sincerità. Davvero voleva la sua amicizia dopo tutto quello che le aveva fatto?

 

"Allora?" Chiese piano e dolcemente Serena.

 

Il Pokémon alzò una liana, ma questa volta non per ferire di certo la ragazza, ma per stringere la mano della sua nuova amica.

 

A quel punto Serena sorrise felice e abbracciò il Pokémon, sconcertandolo. Bayleef ricambiò l'abbraccio con il suo collo. Le due si staccarono e si sorrisero a vicenda.

 

Poi il Pokemon Foglia rilasciò un aromaterapia nell'aria. Il dolore della frustata ricevuta piano, piano si lenì fino a svanire del tutto.

 

"G-Grazie..." si sorprese Serena dell'aiuto ricevuto dalla Pokémon.

 

Bayleef si limitò a sorridere e abbassare la testa per cercare di trattenere le sue lacrime di sincere di pentimento.

"Dai, non è successo nulla!” La continuò ad accarezzare "Scommetto che hai fame vero? Ecco prendi! Mi era rimasto un pokebignè di ieri. Non sarà buonissimo ma ti aiuterà a rimetterti in forze!" disse poi Serena. Il Pokémon non si fece pregare e mangiò di gusto il bignè.

 

A quel punto, non rimaneva che salutarsi, per Serena era ora di tornare “Forza! Corri al laboratorio! Il Professor Oak si sarà anche già accorto della tua assenza!”

 

Bayleef annuì e si mise subito in cammino per ritornare al laboratorio, non prima però di essersi girata e aver guardato un’ultima volta Serena; stavolta con un viso molto più dolce e pieno di lacrime "Leef..."

 

Ash arrivò quasi nello stesso istante in cui Serena fu di ritorno "Ah eccoti qui! Scusami se sono uscito così all'improvviso, ma volevo che fosse tutto perfetto!" si scusò imbarazzato Ash per via del suo ritardo.

 

"No no non è niente" lo scusò lei. Poi però rimase a pensare alle ultime parole "In che senso.. tutto perfetto?"

 

"Eheheh, vieni con me!" Sorrise l'allenatore prendendola per mano e trascinandola fuori di casa. La portò verso il bosco in cui si erano conosciuti tanto tempo prima. Ash continuità a trascinarla, correndo velocemente in direzione della boscaglia più fitta, fino ad arrivare ad un vicolo ceco. Era fatto di foglie, radici enormi e massi.

 

"Ash dove mi stai portando? Che si fa ora?"

 

"Tu pensa a seguirmi e non ti preoccupare! C'é un posto segreto che conosco solo io e ti ci voglio portare! Ora vedrai!" L'allenatore le fece l'occhiolino e poi diede cenno a Pikachu di procedere.

 

Il topino si arrampicò su un tronco e si posò su un ramo, per poi scomparire dietro alle foglie e il verde, come dissolvendosi.

 

Ash si fece avanti e aprì le mani davanti a Serena, congiungendole "Ti do una mano! Devi solo appoggiare un piede sulle mie mani e l'altro sui rami più bassi! Poi arrampicati!"

 

La ragazza annuì silenziosa e obbediente, fece come le era stato detto e ben presto si ritrovò sul ramo dove era Pikachu in precedenza.

 

Ash la raggiunse e si mise al suo fianco. Poi indicò un mucchio di foglie davanti a lui e disse a Serena di procedere "Su, siamo quasi arrivati!"

 

"M-Ma così cadremo!" Esitò lei.

 

Ash scosse la testa "Non preoccuparti, fidati di me!" Sorrise il ragazzo.

 

Serena si ritrovò ad arrossire "Io mi fido già di te..." sussurrò facendosi largo tra la vegetazione e passandoci attraverso. Stranamente, non si ritrovò a cadere.

 

Era in un tunnel nel terreno. Si, doveva camminare accovacciata, ma non era difficile. Continuò a gattonare fino all'uscita poco distante. Una volta arrivata non si guardò troppo in giro. Scese sul prato, vista la sporgenza poco alta e si mise ad aspettare Ash.

 

Il ragazzo fu poco dopo di fianco a lei "Non hai guardato intorno a te?" Scherzò lui.

 

Serena si voltò e lo spettacolo che aveva davanti era meraviglioso. C'era un lago dall'acqua cristallina di fronte a lei. Intorno vi era una distesa di erba e delle collinette piccole. L'erba luccicava per la rugiada ancora fresca di mattino e rifletteva il suo verde splendente grazie ai raggi solari. C'erano fiori bellissimi ovunque, che coloravano il paesaggio e gli alberi si trovavano per lo più vicino a delle mura di roccia. Probabilmente si trovavano in un vecchio cratere o una rientranza del terreno. Era un posto meraviglioso.

 

Ash posò le sue mani sul viso di Serena e le coprì gli occhi "Non ho finito! C'é una sorpresa!!!"

 

"Ok, al mio 3 apri gli occhi, d'accordo?" sorrise l'allenatore allentando la presa sul viso della Kalosiana. "……1…….2……3!!!"

 

Serena apri gli occhi e si ritrovò davanti qualcosa che non avrebbe mai pensato di vedere. Ash aveva organizzato un bellissimo picnic nei pressi di un vecchio rudere e ad attenderli c'erano Pikachu, Braixen, Sylveon e Greninja. "Ash! M-Ma è fantastico! Come hai...?" si sorprese Serena.

 

Il picnic era pieno di fiocchi e nastrini, tutti sistemati per bene e un cartello con scritto "Sono felice che tu sia venuta!” sventolava nell'aria. Serena quasi si commosse nel vedere tutto ciò.

 

"Scusa se ho preso in prestito Braixen e Sylveon, ma mi serviva un tocco femminile e perciò…" si imbarazzò Ash.

"Ma scherzi? E' meraviglioso!" rimase a bocca aperta lei.

 

Insomma, Ash aveva fatto le cose in grande. Un picnic in mezzo a quel paesaggio fantastico era un’esperienza indimenticabile. "Sai, siccome domani dovrò partire per Forsia, volevo per lo meno che questo ultimo giorno con te sia il più bello di sempre! Anche per ringraziarti di avermi tirato su di morale!" disse Ash massaggiandosi la punta del naso.

 

Serena si mise le mani sul viso. Ash si era dato da fare così tanto, solo perché lei era venuta a trovarlo. Bastava solo la sua presenza a renderlo felice? Chissà come avrebbe reagito alla grande notizia che gli avrebbe detto? La performer non poteva togliere gli occhi di dosso a tutto quello che aveva preparato. Se solo fosse stata una cosa romantica... ma in un certo senso le bastava così.

 

Si gettò addosso ad Ash e lo abbracciò con forza. Il ragazzo non sapeva come rispondere a quella improvvisa dimostrazione di affetto e riconoscenza "S-Serena... n-non c'è di che..." rispose lui con imbarazzo. Non aveva fatto nulla di speciale, ma a quanto pare per lei lo era, quindi aveva fatto centro.

 

Si tolse dall'abbraccio e la spinse verso la tovaglia da picnic, in modo da farle vedere meglio il suo lavoretto.

 

"Ecco qua! Io e Pikachu abbiamo sistemato i festoni qui… e qui Greninja ci ha aiutato tagliando i nastri! Qui invece Braixen e Sylveon..." stava parlando Ash, indicando punto per punto, ma Serena era ancora immersa nel suo mondo dei sogni per starlo a sentire.

 

"...Ehi ti sei imbambolata?" sorrise l'allenatore notando lo sguardo perso di lei.

 

"Eh? oh no, no! Non è niente!" si risvegliò lei.

 

I due a quel punto, si sedettero allegramente sulla tovaglia, sotto l'ombra del vecchio rudere.

 

“Sai? Non vedo l'ora di provare la cucina forsiana! Se fosse mischiata ai tuoi pokèbignè sarebbe la fine del mondo per le mie papille gustative!" rise Ash azzannando un tramezzino.

 

Era arrivato il momento, glielo avrebbe detto lì. Ash si era dato tanto da fare per lei ed era giusto ricambiargli il favore con un bel premio... e che premio!

 

Serena posò la mano sul fiocco "Ehm Ash... riguardo Forsia..." incominciò lei "Uh?! Dimmi..." disse lui con ancora un pezzo di cibo in bocca.

 

"..ehmmm.. e-ecco.. vedi.. l-la risposta è... uhmm…. Si-io-verrò-con-te-a-Forsia!!!!" Cominciò già a maledirsi per averglielo detto in quel modo. Era partita lentamente e con agitazione, finendo poi per finire talmente veloce da non capire nulla.

 

In quel momento però, l’allenatore di Biancavilla aveva sentito tutto e non poteva credere alle sue orecchie. "S-Scusa puoi ripetere? Vieni con me a Forsia?" ripeté lui per avere una conferma di ciò che aveva appena sentito.

 

Stavolta Serena fu più calma e rispose con un lieve sorriso "Si. Partirò con te per Forsia!”

 

Ash non rispose, sbatté le palpebre, non aspettandosi ora quella notizia.

 

“A-A meno che tu non abbia cambiato idea.. volendomi con te..” Azzardò lei, nonostante fosse difficile da credere per entrambi.

 

A quel punto Ash si alzò in piedi e si mise a ballare come un deficiente esultando. "Yuppiiiiiiiiiiiiii! Evviva! Evviva!"

 

Serena lo guardò con aria estremamente sollevata e divertita. Era bastato solo un semplice “si” per renderlo il ragazzo più felice del mondo.

 

Anche Pikachu era saltato di gioia, ma la sua era stata una reazione più contenuta, si era limitato a festeggiare con Sylveon. Greninja e Braixen invece si lanciarono uno sguardo soddisfatto. Vedere i loro allenatori felici rendeva felici anche loro. Braixen non resistette e si lanciò anche lei su Greninja, abbracciandolo per la gioia.

 

Il Pokémon ninja da blu mutò dal blu al rosso e rimase fermo a fissare la volpe. Ash e Serena cominciarono a ridere ancora più forte, vedendo i loro Pokémon felici quanto gli allenatori.

 

Serena sentì un pensiero balenate nella sua testa. Improvvisamente pensò: la sera prima era tornata a dormire ed era assopita sulla spalla di Ash, come era finita sul divano????

 

“Ash posso chiederti una cosa? Stamattina mi sono alzata sul divano del salotto di casa tua, ma io credevo di essermi addormentata in camera tua” Aveva imbarazzo solo a trattare l’argomento in sua presenza, ma quell’incognita la rendeva troppo curiosa.

 

Ash si mise a pensare “Ahhhh ho capito!”

 

 

 

Mini Flashback

 

 

 

 

Ash si alzò presto quella mattinata, il sole non era ancora sorto. La prima cosa che notò fu il dolce viso di Serena appoggiato sulla sua spalla e questo lo rese già felice, un buon risveglio dal suo canto.

 

Rimase a fissarla un po’, chiedendosi se doveva svegliarla. No, era fuori discussione, era troppo presto e non voleva disturbare il suo sonno, né voleva farla insospettire per la sua sorpresa. Doveva alzarsi presto per preparare tutto ed era meglio saperla addormentata.

 

Scosse Pikachu per farlo svegliare, in modo che saltasse giù dalle sue gambe. Cominciò a reggere con le braccia il corpo di Serena e si alzò. Passò un braccio sotto le gambe della ragazza e l’altro più o meno all’altezza delle spalle, finendo poi per alzarla. Fece il meno baccano possibile e cercò di essere delicato.

 

A passi leggeri cominciò ad avviarsi verso il piano inferiore. Era una sensazione piacevolissima e a tratti imbarazzante per l'allenatore ma non ci badò molto, visto che non sapeva bene cosa fosse. Con estrema attenzione la appoggiò sul divano, prese una coperta e la posò sulla ragazza.

 

Poi si diresse all’esterno, dove sua mamma stava facendo giardinaggio "Giorno Mamma!"

 

"Giorno Tesoro, dormito bene?" lo salutò lei, mentre annaffiava le sue verdurine.

 

"Alla grande!" rispose lui “Anche meglio del solito!”

 

“Ma dai! Mi chiedo perché!” pensò Delia sarcasticamente, pensando di nuovo all’immagine di Serena che dormiva appoggiata ad Ash. “Comunque ho visto cosa hai fatto pochi minuti fa! Che tenero sei stato!!! Così doooolceeeee!!!!” lo prese in giro lei.

 

Ash si grattò la testa, visibilmente imbarazzato e seccato “Eh dai, smettila!” Il ragazzo cambiò in fretta argomento “Come mai sveglia così presto?”

 

“Dovrei dire io la stessa cosa a te! Di norma lo fai solo se hai allenamenti!”

 

Ash cominciò a riflettere, ricordandosi del programma che aveva in mente per la giornata. Sua mamma poteva dargli una mano in questa situazione "Senti mamma, siccome non so se Serena verrà con me a Forsia, volevo per lo meno organizzarle qualcosa per ringraziarla di essere venuta. Senza di lei a quest'ora sarei ancora in camera mia a deprimermi. Cosa posso fare?"

 

Delia sorrise alla richiesta di suo figlio e faticò per trattenere il segreto che quella notte era venuta a sapere. "Beh la cosa migliore che puoi farle è organizzare un bel picnic a sorpresa con uno striscione e tanti addobbi! Finisco solo di dare un’innaffiata a queste carote e ti do subito una mano!"

 

"Grazie mamma, ma in realtà questa volta vorrei provarci io. Sai, siccome è stata una mia idea questa insomma avrai capito. Tu comunque potresti prepararmi qualcosa da mangiare per il picnic?"

 

Delia si sorprese. Era molto felice del modo in cui suo figlio aveva preso a cuore la faccenda del picnic. "Va bene, però ti avverto! Avrai bisogno di un tocco femminile per far si che vada tutto a gonfie vele!" rispose lei.

 

“Un tocco femminile, eh?” Ash sapeva a chi chiedere. Tornò nella stanza degli ospiti in cui Serena aveva tutta la sua roba. Facendo molta attenzione a non fare troppo rumore, fece uscire Braixen e Sylveon dalle loro pokeball. Le due volpi guardarono Ash con aria interrogativa.

 

"Scusate se vi ho disturbate, ma siccome voi conoscete Serena ormai meglio di me, volevo chiedervi un aiuto. Volevo organizzarle una sorpresa, ma come noi maschi siamo poco pratici di queste cose.. io in particolare suppongo. Mi dareste una mano per favore?" bisbigliò lui.

 

Braixen e Sylveon si scambiarono uno sguardo e poi annuirono.

 

 

 

Fine Mini Flashback

 

 

 

 

Ash ormai era sfinito dai continui saltelli dovuti alla sua felicità, tuttavia sembrava ancora pieno di vitalità. "Ancora non riesco a credere che verrai con me a Forsia! Sarà come tornare ai vecchi tempi!" disse Ash raggiante come non mai.

 

"Già..." sorrise lei.

 

Ash e Serena rimasero seduti a contemplare il laghetto placido, pensando a quali meraviglie la regione di Forsia stava per offrire loro. Ash afferrò un sassoluno e lo tirò nel lago, cercando di farlo saltellare sul pelo dell’acqua. Lo sciabordare delle onde emesse dall'acqua creava una sensazione di pace e tranquillità.

 

La giornata passò tranquilla al meglio. nel pomeriggio i due uscirono dal bosco, siccome Ash aveva proposto di andare ad avvisare il Professor Oak il prima possibile.. e di conseguenza il Professore Olivio. Ash e Serena, una volta arrivati dal professore, ebbero anche la sorpresa di trovare Delia ad aspettarli.

 

"Hey mamma che ci fai qui?"chiese il ragazzo perplesso.

 

Delia si avvicinò al figlio e lo salutò "come é andata la sorpresa? Le é piaciuta?" Sussurrò all'orecchio di Ash.

 

L'allenatore annuì con un sorrisetto "certo che si!"

 

"Bene!!!" Esclamò contenta Delia.

 

Oak si avvicinò ai due ragazzi "Olivio é al telefono! Avete già una risposta in merito?"

 

"Certo!" Ash corse verso il telefono, seguito da Serena "Entrambi verremo a Forsia!" Dichiarò felice Ash. C’era anche qualche Pokémon lì in giro, tra cui Bayleef, la quale si limitò a sorridere in un misto di malinconia e felicità.

 

"Ma é grandioso!!!" Si eccitò Olivio "Partirete domani?"

 

I due annuirono, ma proprio mentre Ash stava per rispondere, un fracasso arrivò alle orecchie di tutti e i vetri del laboratorio si ruppero. Una rete avvolse Pikachu, direttamente dalla spalla di Ash. Il topino fu allontanato dal suo allenatore e chiaramente finì tra le mani di certe tre conoscenze.

 

 

 

“Preparatevi a passare dei guai!”

 

 

 

“Dei guai molto grossi!”

 

 

 

“Proteggeremo il mondo della devastazione!”

 

 

 

“Uniremo tutti i popoli nella nostra nazione!”

 

 

 

“Denunceremo i mali della verità e dell'amore!”

 

 

 

“Estenderemo il nostro potere fino alle stelle!”

 

 

 

“Jessie!”

 

 

 

“e James!”

 

 

 

“Team Rocket, pronto a partire alla velocità della luce!”

 

 

 

“Arrendetevi subito, o preparatevi a combattere!”

 

 

 

“Meowth, proprio così!”

 

 

 

 

"Pikachu é nostro!!" I tre canticchiarono. Stavolta il Team Rocket non era attrezzato con una mongolfiera, ma aveva con sé uno strano dispositivo.

 

Ash era seccato dalla perseveranza del Team Rocket. Non avevano di meglio da fare che tormentarlo per quello che sembrava.. ehm.. tutta la vita!? "Ora mi avete stufato! Non è possibile che ogni volta dobbiate rompermi le scatole!"

 

Anche l'intera famiglia di Ash era stufa dell'atteggiamento esasperante del trio e sotto comando del loro allenatore lanciarono ognuno i loro attacchi.

 

"Stavolta no ciccini!" urlò Jessie e con il loro dispositivo assorbirono i loro attacchi.

 

"Questo è per averci cacciato quando non facevamo nulla di male!" rise Meowth e premendo un pulsante rilasciò tutta la potenza di quegli attacchi in una pioggia di atta, che andarono a colpire quasi tutti i presenti.

 

Di nuovo Ash tentò di attaccare “Greninja! Usa Acqualame!”

 

Il Pokémon rana prese la rincorsa e lanciò delle stelle di acqua contro i nemici. Sembravano di enorme potenza, peccato che anche questa volta il Team Rocket riuscì ad assorbire l’attacco e rigettarlo.

 

Pochi secondi, nemmeno ebbe il tempo di realizzare quello che stava accadendo; il colpo arrivò proprio dove Serena si trovava e prese in pieno un colpo, cadendo a terra.

 

"SERENA!" Ash urlò preoccupato. Corse verso il punto in cui era atterrata la mossa e aveva colpito l'amica, controllando che stesse bene "Serena!? Stai bene?” Ash le offrì il suo aiuto per alzarsi, mentre Delia e Oak li raggiunsero per dargli una mano.

 

La ragazza si rialzò pian piano e gli fece cenno col capo che era tutto okay "S-Si... solo indolenzita..."

 

E mentre Delia reggeva Serena in piedi, una ventata di silenzio circondò l'ambiente.

 

Il ragazzo era voltato di schiena, con la testa bassa e gli occhi coperti dell'ombra della visiera del cappello. L'allenatore pian piano si voltò, quasi allo stesso tempo del suo Pokémon ninja. Questa non gliela avrebbe perdonata! Un conto era prendersela con lui e un altro era colpire Serena..

 

"Ora me la pagherete cara!" Urlò di rabbia Ash, come chiese aiuto a Greninja di assisterlo.

 

"La rana ninja!? Ma non doveva averla più!?"si sorprese James.

 

"Tranquillo James, Greninja sarà anche forte ma non riuscirà a battere il nostro dispositivo assorbi attacchi!" lo tranquillizzò Meowth, sicuro del successo del suo dispositivo.

 

Se aveva assorbito gli attacchi di più Pokémon fortissimi contemporaneamente, non avrebbe avuto problemi ad assorbire l’attacco di un singolo Pokémon.. anche se quel Pokémon era il Greninja di Ash.

 

"Lo vedremo!!!! Greninja Taglio!" ordinò Ash al suo Pokemon.

 

Due kunai si materializzarono nelle mani del Pokémon ninja, il quale attaccò in maniera rapidissima. Purtroppo niente da fare, il dispositivo assorbi quel colpo.

 

"Grrr.....Aeroassalto!" si infuriò Ash. Di nuovo un fallimento “Ancora niente.. quel dispositivo sembrava invincibile!

"Arrenditi che è meglio" sogghignò Jessie.

 

"Aahhhhhhhh se solo fossi abbastanza forte!" si dannò Ash. Non poteva darsi per vinto e non era l’unico a saperlo. Greninja girò la testa e lo guardò, subito i due si capirono. Era il momento di testare se il loro legame era ancora fortissimo come lo era stato a Kalos.

 

Una strana aura cominciò ad avvolgere Greninja, il quale aveva sul viso uno sguardo furioso quasi quanto quello di Ash.

"... potete darmi fastidio......"

 

"Gren... grenin... janin.."

 

"Potete attaccarmi..."

 

"Ja... ninin..."

 

"...ma nessuno...." Ash alzò lo sguardo verso i lestofanti, con chiara furia impressa nei suoi occhi. La fronte aggrottata e i pugni serrati.

 

"...può... TOCCARLA!!"

 

"GREN.. JAAAAAAA!!!"

 

Un' esplosione di energia scaturì delle onde d'urto di potenza incredibile.

 

"VAIIII!!!!!!!"

 

"Gre-ni-nin-ja... GRE-NI-NIN-JAAA!!! "

 

E da una serie di semplici movimenti, i due sembrarono unirsi in uno solo, accompagnati da un grido grintoso di battaglia.

 

Una massa d'acqua circondò Greninja, mentre il suo aspettò mutò, assimilando alcune caratteristiche dell'allenatore.

 

L'energia e la luce emanati lasciarlo senza fiato tutti i presenti; meno Serena e Pikachu, i quali era solo sorpresi di rivedere il fenomeno.. e il Team Rocket, il quale era più nel panico.

 

"M-Ma q-quello non è!?" esclamò terrorizzato James

 

" N-No no non è possibile" si spaventò Meowth.

 

“Greninja! Doppioteam e poi taglio! Distruggi quell’aggeggio infernale!”

 

Il Pokémon si moltiplicò e poi si avvicinò verso la macchina del Team Rocket, facendola esplodere, riducendola ad un nonnulla.

 

Jessie, sebbene sorpresa e terrorizzata, cercò di non darlo a vedere “B-B-Beh abbiamo ancora Wobbufeet!" cercò di dire.

 

Oramai era tardi e Wobbuffet non avrebbe di certo fatto la differenza, di fronte alla forza devastante dei due, ormai uniti più che mai.

 

L'allenatore urlò con tutta la forza che aveva in gola "GRENINJA! VAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!”

 

Greninja saltò in aria, più in alto che poté e con tutta la sua forza. Dietro alla sua schiena si formarono della ali di acqua, continuando a mutare fino a diventare una stella d’acqua.

 

“ACQUALAME ORAAAAAAAAAAAAAAAAAA!"

 

Il ninja prese mano al gigantesco shuriken, formatosi dietro la schiena e lo lanciò ad una velocità impressionante.

 

"Wobbufeet! Specchiovelo!" cercò di contrattaccare Jessie.

 

Il Pokémon azzurro tentò di preparare un nuovo Specchiovelo, ma lo shuriken fu talmente veloce che lo prese in pieno e non gli lasciò neanche il tempo di agire. Wobbuffet volò dritto, dritto sulla faccia di Jessie, scaraventandola all'indietro.

"E ora tocca a voi!" urlò Ash rivolgendosi a due terrorizzati James e Meowth

 

"E-Ecco n-noi ci a-arrendiamo.. v-vuoi Pikachu..?.. T-Tieni..." dissero cercando almeno di evitare l'ennesimo lancio in aria. Liberarono Pikachu, il quale subito corse verso il suo allenatore.

 

"Pika-Pi!" urlò felice il topino.

 

"E-ecco noi a-avremmo una c-certa fretta..." continuarono a balbettare i due ormai sotto scacco.

 

Ash lanciò prima uno sguardo a Greninja poi a Pikachu. I tre annuirono tutti insieme, era l'ora di un ultimo attacco combinato."PIKACHU USA FULMINE!! GRENINJA, ANCORA ACQUALAME!"

 

Greninja lanciò di nuovo il suo potente Acqualame e Pikachu lanciò il suo fulmine. La sincronia delle due mosse era talmente perfetta che si fusero in un unico gigantesco shuriken d'acqua elettrificata. L'acqua era conduttore di elettricità, perciò la potenza della mossa fu più che raddoppiata.

 

I tre sgherri sbarrarono gli occhi terrorizzati "N-no.. no.. no.. NO.. NOOOOOOO!" urlarono all’unisono Jessie, James e Meowth

 

BOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOM

 

"UN’ALTRA MISSIONE FALLITAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!" gridarono mentre furono nuovamente spediti alla velocità della luce.

 

"E che vi serva da lezione!" Ulrò contro Ash, soddisfatto della sua vittoria, più che meritata. Stavolta avevano passato il limite! L’agitazione e il momento critico gli avevano quasi fatto dimenticare che lui e Greninja erano riusciti, dopo tanto tempo e nonostante gli avvenimenti che li avevano costretti a separarsi, a ricreare il misterioso fenomeno che ormai li contraddistingueva.

 

"S-Siamo di nuovo capaci di usare il Kizuna Gensho!" si sorprese Ash. Greninja annuì, anche lui stupefatto dell'accaduto.

 

Ma ora la priorità era un altra...

 

Ash tornò verso Serena, sua mamma e il professore. Due di loro lo fissavano con la bocca spalancata e non riuscivano dire nulla. Una cosa era sentire raccontare, vedere in tv.. ma la spettacolarità dell'evento dal vivo era qualcosa di indescrivibile.

 

Serena aveva una reazione differente.. sorrideva incantata. Vedere Ash di nuovo in quel momento, come tempo prima, la affascinava.

 

"A-Ash... ma... quello... non so cosa dire..." riuscì a balbettare Delia.

 

"Ti spiegherò dopo mamma!" Fu l'unica risposta del diretto interessato. "Serena sei sicura che va tutto bene?"

 

"S-Si.. tranquillo... sto bene! Solo qualche graffio..." rispose la ragazza.

 

Ash la guardò per qualche secondo, sempre con tono apprensivo "É colpa mia. Ho voluto comunque tentare e per poco non ci finivi male..."

 

"Te lo ripeto: non preoccuparti. Sono riuscita a farmi da parte in tempo! Non sono messa così male!" Lo cercò di tranquillizzare, senza notare lo sguardo dubbioso di Ash.

 

L'amico la indicò "Non direi lo stesso dei tuo vestiti... guarda, solo il fiocco é in buono stato!" 

 

La performer si diede un'occhiata. In effetti aveva i vestiti impolverati e mal ridotti "oh no..."

 

"Oh cara non ti preoccupare!" Venne in suo soccorso Delia. "Un paio di rammendi, un colpo di ferro da stiro e tornerà come nuovo!"

 

"Si.. ma” si rattristò Serena, era il suo vestito preferito.

 

"E poi.." continuò la signora Ketchum. "Avevo già preparato qualcosa! Torno subito!" E Delia rientrò nel laboratorio del professore in fretta e furia. Ash la guardò confuso, mentre si allontanava. Due minuti dopo, Delia tornò con due pacchetti confezionati a regola d'arte. "Ecco! Prendi!" e porse un pacchetto a Serena. In seguito diede il pacchetto rimanente a suo figlio "Questo invece è per te Ash!"

 

"Ma mamma cosa hai.." chiese Ash.

 

"Coraggio aprite!" lo interruppe lei.

 

I due ragazzi aprirono i loro rispettivi pacchetti e rimasero stupiti. Erano due vestiti nuovi di zecca.

 

"G-Grazie..." si stupirono i due del gran regalo della signora Ketchum.

 

"Mi ci è voluta tutta la notte per cucirli! Coraggio provateli!" li incitò lei.

 

Ash sorrise: c’era qualcosa che sua madre non sapesse fare? Serena continuò ad osservare il suo nuovo vestito. Le ricordava tanto il suo, ma aveva qualcosa di diverso. Sembrava più "grintoso". Un foulard blu, degli stivali simili ai suoi, una borsa e una nuova paglietta erano inclusi nel vestiario.

 

Ash invece aveva ricevuto invece qualcosa di più "casual". Le maniche erano bianche con i bordi arancioni, ma il resto della giacca era di un blu accesso. Due strisce arancioni, una parte rossa e una nera, tutti sulla giacchetta. Il tutto donava al look un aspetto più "combattivo" e "vivace". Un nuovo cappello rosso inoltre era incluso. Aveva una specie di sfera Pokémon nera, vermiglio e bianca disegnata sulla parte frontale e la visiera bianca.

 

I due allenatori corsero all'interno di casa Oak a cambiarsi.

 

Mentre ciò succedeva Oak scambiò due paroline con Delia "Lei sa sempre come agire vero?" sorrise il vecchio.

"Oh lo sa che ogni volta che Ash parte voglio che si vesta bene!" minimizzo lei.

 

"Stavolta vedo però che ha lavorato per due..." commentò lui.

 

"Serena è diventata come una figlia per me.. e poi.. beh ecco...in realtà io spero che..." incominciò la signora.

"Basta, basta, ho capito e stia tranquilla.. quei due mi ispirano!" la interruppe il professore che aveva già capito cosa volesse dire la signora Ketchum.

 

Ash fu il primi ad uscire, ovviamente le ragazze hanno bisogno di tempo per mettersi a posto.

 

"Ma come stai bene tesoro!" Esclamò Delia applaudendo una volta "Sai... mi ricordi.. qualcuno..."

 

Ash si guardò un po’ i vestiti, gli piacevano molto! Soprattutto apprezzava che erano comodi, ma ovviamente era naturale visto che era sua madre ad averli fatti; lo conosceva molto bene.

 

Il ragazzo senza badare molta attenzione al commento di sua madre, penso di domandarle. "Chi ti ricordo?" Disse girandosi e mostrando un sorriso.

 

Delia lo vide a rallentatore, ma l'immagine di Ash era chiaramente sovrapposta ad un'altra. La donna scosse la testa "Non saprei..”

 

Ash vi credette, ma Oak nemmeno un po’. Sapeva bene cosa girava nella testa della donna. Così la cercò di smuovere "Dov'é Serena?"

 

Ash spostò lo guardò sguardo verso le stanze da cui era uscito. Quanto ci mettevano le ragazze a cambiarsi? A volte non le capiva proprio...

 

Proprio mentre ci pensava, il silenzio calò. Il ragazzo si girò verso sua mamma e il professore che fissavano Ash con un sorriso.. più che lui, chi era dietro a lui. Di nuovo l’allenatore dai capelli corvini si voltò verso le stanza, ma questa volta a un metro da lui, c'era in piedi Serena.

 

"Ta-daaaaaaa!!!" Serena girò una volta su se stessa per far vedere meglio il completo.

 

Aveva una giacchetta senza maniche fucsia e rossa, un vestitino con la parte superiore rosa e la gonna a balze, fatta da due strati di tessuto i quali ricordavano un fiore, uno più azzurro dell'altro. Il cappello era identico a quello vecchio, ma era rosa chiaro, con una striscia fucsia e i bordi rossi. Aveva anche delle parigine nere e degli stivaletti marroni, appena diversi dai precedenti. Sotto il vestito si scorgeva qualcosa di nero, probabilmente aveva il suo solito top. Indossava anche una borsa con diverse tonalità di azzurro, ricordante una SubBall.

 

"Stai benissimo!" Si complimentò Oak. 

 

Ash invece la fissava come imbambolato, stava proprio bene, meglio di quanto ricordasse.

 

Serena rimase un po’ sconcertata che Ash la guardasse così, non gli piaceva? "A-Allora? Come sto?" Domandò lei irrequieta.

 

Ash alzò il pollice all'insù "D'incanto!" Fu l'unica cosa ad uscire dalla sua bocca, che bastava e avanzava per Serena... e anche a Delia.

 

La madre dell'allenatore esultò sia per il successo dei vestiti, che “l’altro successo”.. "Sei proprio una meraviglia Serena!" disse lei.

 

La performer si limitò a ringraziare con un leggero colorito di rosa sulle guance.

 

Ciò che però lasciò un po’ deluso Ash non era l'aspetto della ragazza, ma ciò che mancava sul suo petto: il suo fiocco blu, o almeno quello che le aveva regalato.

 

Serena notò dove stava guardando Ash e capì subito i suoi pensieri "Stavi cercando questo?" Alzò la mano, mostrando il fatidico fiocco avvolto sul suo polso.

 

Ash rimase stupito, ma ringraziava dentro, che Serena non l'avesse lasciato da parte.

 

La ragazza però non sembrava aver finito "Così lo potrò tenere anche quando vado a dormire!" Spiegò con un sorriso.

Ovviamente Delia era incuriosita da tutto ciò e pretendeva spiegazioni "Cosa significa quel fiocco?”

 

"Segreto!" rise la Performer, felice di potersi vendicare di tutte quelle frecciatine. Poi fu lei a vedere il nuovo abbigliamento di Ash. Era più o meno il solito ma qualcosa era cambiato. Ash pareva più bello visto così...

 

"Sei bellissimo..."mormorò sottovoce lei.

 

"Come scusa? Non ti ho sentito bene" chiese Ash.

 

"Ahhh volevo dire che s-stai b-benissimo!" si corresse subito la performer, cercando rimedio alla sua boccaccia che si era permessa un’uscita del genere davanti a tutti. Fortunatamente per lei nessuno aveva sentito quello che era appena uscito dalle sue labbra.

 

A questo punto mancava solo una cosa da fare: dare l'ultimo saluto ai Pokémon di Ash. Non si sarebbero visti per un po’.

 

Ash e Serena uscirono dal laboratorio e radunarono tutti le creature presenti. "Allora ragazzi, domani partiamo! Cercherò di portarvi nuovi amici e mi raccomando, fate i bravi, ok?"

 

C'è da dire che qualche Pokémon pianse. Un po’ perché non avrebbero visto il loro allenatore, ma in linea di massima tutti approvarono e commossi salutarono l'allenatore. Bayleef avvicinò Serena e la guardò con uno sguardo supplichevole "Bay Bay!"

 

Serena capì che Bayleef le stava chiedendo di prendersi cura di Ash "Tranquilla, puoi stare sicura che farò il possibile per farlo stare sempre allegro!" rispose la performer alla sua nuova amica e le strizzò l'occhio. Il Pokémon Foglia si asciugò la piccola lacrima che gli era sfuggita con la sua foglia e poi ricambiò il gesto a sua volta con un occhiolino.

 

Ash e Serena, dopo un pomeriggio di raccomandazioni di Delia e Oak e dopo aver salutato per bene ogni Pokémon, si diressero verso la casa di Ash, pronti a cenare, a prepararsi e riposare prima della partenza. Olivio aveva già informato l'aeroporto dell'arrivo dei due e aveva pagato i biglietti. Non restava che godersi quell'ultima serata a Biancavilla.

 

La cena fu veloce, o almeno Ash fu il più veloce a finire, vista l'emozione per la sua.. anzi.. loro nuova avventura.

Come ebbe terminato il suo pasto, corse in camera sua a preparare lo zaino, il sacco a pelo e la tenda per il loro viaggio.

 

Mentre Serena dava una mano a Delia a pulire le due si scambiarono un po’ di chiacchere sui soliti gossip, roba da femmine. Se la intendevano molto bene.

 

 

Ash non scese più dalla sua camera, probabilmente si era addormentato mentre faceva i preparativi. In verità le cose stavano diversamente…

 

“Hey Greninja? Sono proprio felice che tu voglia tornare a viaggiare con me..” Disse l’allenatore, in piedi di fronte al suo Pokémon. “Nonostante tutto.. io ho tenuto con me la tua Pokéball e non me ne sono mai sbarazzato. Non avrei mai potuto farlo!”

 

Il ragazzo pensò ad estrarre una Pokéball dalla tasca. “L’ho conservata perché per me era importante, mi sarei ricordato di un amico come te per sempre. Non ti avevo perso, sapevo in cuor mio che un giorno di avrei rivisto. E anche se non ci fossimo mai più incontrati, il tuo ricordo sarebbe stato vivo in me per sempre. Tu sei mio amico Greninja!”

 

Greninja non sapeva cosa dire “Gren..”

 

“Greninja!” Lo chiamò con voce forte e decisa, alzando la Pokéball davanti a lui “Andiamo avanti insieme!”

 

“Ninja!” Il Pokémon di tipo acqua allungò il braccio, facendo un fist bump sulla Pokéball e venendo assorbito all’interno.

Nel frattempo, al piano inferiore..

 

Serena pensò che forse era l'ora di andare ad ammucchiare la sua roba, se voleva fare in tempo a preparare la sua tenda, a meno che non volesse dormire con Ash in un’unica tenda. Si, lo desiderava intensamente, ma preferiva evitare l'imbarazzo.

 

Proprio mentre stava per salire le scale.. "Serena? Puoi aspettare un secondo? Vorrei parlarti un attimo"

 

Serena si chiedeva se non avesse intuito i suoi pensieri, meglio di no....

 

Raggiunse la donna, mentre lei le faceva segno a Serena di sedersi di fianco a lei sul divano. La ragazza lo fece e si chiese cosa c'era di così importante da dirle, il tono di Delia non sembra scherzoso o beffardo.

 

"Il padre di Ash, non c'é mai stato nella sua vita"

 

Serena diventò bianca come un fantasma, perché un discorso così serio? A lei poi? Ciò nonostante, era molto interessata.

 

"Lo conobbi quando ero ancora un'adolescente, avevo si e no diciotto anni. Venne a riposare qui nella locanda di mia madre e ci innamorammo subito. Presto ci sposammo e io rimasi incinta di Ash. Quando però nacque nostro figlio, lui se ne andò di casa."

 

Serena rimase in silenzio ad ascoltare.

 

Delia sorrise anche se il suo tono di voce dimostrava tanto dolore "Dovetti prendermi cura da sola di Ash, perché mia madre morì poco dopo. Mi rimboccai le maniche, ci sono stati tanti momenti duri... odio estremamente colui che mi ha lasciata così e che ha lasciato suo figlio"

 

"... Delia.."

 

"..Ma sono felice"

 

Quelle parole confusero la performer.

 

"Nonostante tutto ripeterei all'infinito quello che ho fatto, perché il nostro amore era vero e io ho avuto un figlio meraviglioso come Ash a starmi accanto. Serena tu ami davvero Ash, no? Allora ti chiedo di stagli accanto e di prenderti cura di lui. Lo conoscerai bene ormai, sai che é coraggioso, altruista e carismatico, ma sai anche che è sprovveduto, impulsivo e a volte il suo buon umore può andare a farsi friggere"

 

"Ma io non capisco cosa.."

 

Delia la interruppe "Quello che ti ho raccontato di suo padre... é perché Ash gli assomiglia sia di aspetto che di carisma. E questo potrebbe preoccuparti, ma so che Ash é anche diverso, lui non farebbe mai quello che suo padre ha fatto a me. Anzi, penso lo detesti molto.

 

Ash è un bravo ragazzo e per questo ti chiedo di rischiare. Io capisco che tu ti sta a cuore e sono sicura che anche lui tiene molto a te, guarda cosa ha fatto in questi giorni! Prova a stargli accanto nonostante tutto e non avere paura, io sono felice nonostante le difficoltà. Non dico che non ne avrai, non possiamo escluderlo, ma se la felicità é arrivata a me, può arrivare anche a te.

 

Come ho fatto io il rischio, corrilo anche tu. Anzi, dimentica il rischio, l'amore se c'é può portare lacrime, dolore e sofferenza, ma porta anche il sorriso. Non é mai un rischio amare qualcuno. Ti prego di stargli accanto, prenderti cura di lui mentre non ci sono, perché io mi fido te." Concluse la donna.

 

Serena, era allibita? Imbarazzata? Spaventata? Felice?

 

La ragazza abbracciò impulsivamente Delia, la quale non sapeva come reagire "Io ho già iniziato questo rischio-nonrischio, quando ho conosciuto Ash.  Suo padre avrà fatto degli errori, ma so che Ash é diverso e non ho paura di tentare. E se anche in uno strano e impossibile futuro dovesse andare qualcosa storto, io lo amerei lo stesso e sarei felice tutto quello che avremmo passato. Io gli starò accanto, non importa cosa ci sarà ad ostacolarmi!"

 

La donna stinse la ragazza tra le sue braccia e la ringraziò, mentre una lacrima scendeva lungo la sua guancia.

 

Serena si rese conto della forza di volontà che aveva la signora Ketchum. La sua storia l'aveva molto colpita e soprattutto le aveva permesso di scoprire un lato di Ash che ancora non conosceva e che probabilmente non egli non le avrebbe mai confessato.

 

Era stato difficile per Delia confidare a qualcuno questa terribile verità, che affliggeva la vita sua e di Ash. "Ti ho trattenuta anche troppo tesoro, su va a prepararti sennò domani vi sveglierete tardi e perderete l'aereo" disse Delia asciugandosi le lacrime e rendendosi conto di aver fatto perdere tempo prezioso alla ragazza.

 

Lei ubbidì ancora sconvolta dalla rivelazione e salì nella camera degli ospiti. Sistemò tutte le sue cose nello zaino e si addormentò, o meglio ci provò. La sua testa era piena di pensieri… tristi? Felici? Solo lei lo sapeva. Quel che era certo era che da allora sarebbe stata sempre accanto ad Ash e questo fatto l’avrebbe aiutata a capirlo meglio. Inoltre, era certo che l'indomani sarebbe partita per una nuova avventura insieme ad Ash.. e questo bastava.

 

La mattina non tardò ad arrivare ed entrambi i ragazzi si svegliarono. Delia e il Professor Oak si erano offerti di accompagnarli all'aeroporto con la jeep di quest'ultimo. La colazione fu abbondante e di sicuro ad Ash sarebbe mancata la cucina di sua madre. Lo consolava il fatto di avere con sé Serena, una bravissima cuoca. Lo consolava anche il fatto che gli fosse stato detto di quante prelibatezze avesse Forsia.

 

Quando si fecero le 10.00 del mattino, la Jeep era ormai pronta e tutti erano a bordo. L'intera combriccola lasciò l'abitazione salutati da Mimey e partì in direzione dell’aeroporto.

 

Ci volle una mezz'oretta a raggiungere l'aeroporto più vicino. Una volta arrivati, dopo aver fatto il check-in, fu il momento dei saluti. Si ritrovavano tutti nella hall, dove si attendevano i voli.

 

“Mi raccomando Ash, fai il bravo. Non andare a letto troppo tardi e mangia sano. Ricordati di non fare sciocchezze, di sorridere sempre e di cambiarti ogni giorno la biancheria intima!” Lo avvisò Delia.

 

Ash avrebbe preferito che Serena non fosse presente a sentire l’ultima parte. Si coprì il volto con il cappello, sentendosi estremamente imbarazzato “MAMMAAAAAA!!!! SMETTILA!” si girò verso l’amica, la quale non poteva fare a meno di scoppiare a ridere.

 

Delia si placò “Ahaha, mi fido di te tesoro..” disse lei dolcemente, mentre Ash annuì. “Comunque conto anche su di te Serena! Meglio che qualcuno lo tenga d’occhio e si prenda cura di lui!” Si rivolse alla ragazza.

 

Ash, in un gesto impulsivo abbracciò sua madre, già le sarebbe mancata. L'abbraccio fu esteso anche a Serena, la quale inizialmente indicò se stessa confusa. I due annuirono, confermando che la volevano unita all’abbraccio, sembrando tutti una vera e propria famiglia.

 

Oak e Delia sorrisero, mentre i due si allontanavano verso il tunnel dove stavano i guardiani che avrebbero controllato i loro biglietti. Da lì in poi scomparvero, salutando i due adulti.

 

I residenti di Biancavilla uscirono all’esterno, sul tetto della struttura e aspettarono qualche minuto. Il vento soffiava e il rombo dei motori degli aerei andava e veniva.

 

Improvvisamente uno in particolare divenne sempre più intenso, fino ad accompagnare un aereo che passò proprio sopra le loro teste e producendo una folata di vento.

 

“Buona fortuna piccolo mio..”

 

 

 

 

 

E così Ash, accompagnato ancora una volta da Serena e Pikachu, è partito per una nuova avventura. Quali sorprese attenderanno i due nella ricca regione di Forsia?

 

 

Il viaggio.. continua..

 

Modificato da SatoSerelover

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altre piattaforme

Forsia all'orizzonte! Arrivo a Borgo Buongusto!

 

 

 

Dopo tanto tempo passato nella sua città natale, Ash ha ricevuto un invito per andare nella lontana regione di Forsia, da parte del professore del luogo: Olivio. Anche Greninja e Serena si sono uniti a lui dopo tanto tempo in questo viaggio. I due allenatori, sono quasi arrivati nella nuova regione e ad aspettarli ci sono nuovissime avventure che nemmeno immaginano.

 

 

 

Sull'aereo Ash era più entusiasta che mai, parlava del cibo, delle sfide, dei nuovi Pokémon. Era in totale delirio per l’emozione. Serena non poteva far altro che sorridere ed annuire, travolta dall’esuberanza di Ash. Quando l’amico si entusiasmava era difficile tenerlo a freno.

 

 Il viaggio Kanto-Forsia era molto lungo e li avrebbero aspettati ore di volo. Dopo aver parlato e riparlato delle sue sensazioni, dei suoi obbiettivi e di ciò che aveva in programma per il suo futuro, Ash si addormentò.

 

La ragazza allora ne approfittò per prendere un opuscoletto offerto dalla compagnia aerea che elencava le maggiori attrazioni della regione. C'erano un sacco di cose bellissime e interessanti ma la prima cosa che la colpì fu la pittoresca cittadina che si ergeva a soli due passi dall'aeroporto internazionale di Forsia: Borgo Buongusto. Era un paesino squisito e ricco di casette e negozi locali, era come un luogo rimasto fermo nel tempo.

 

Siccome sarebbero dovuti passare comunque da lì, Serena decise che prima di raggiungere Collinopoli una visitina al paesino di Borgo Buongusto non sarebbe stata una cattiva idea. Ash non sarebbe di sicuro stato contrario, adorava visitare nuovi posti e soprattutto la carta del cibo era molto utile per Serena.

 

Il volo continuava e alla fine anche la performer non riuscì a reggere il sonno. Avevano già volato per almeno cinque ore, ne rimanevano ancora un bel po’…

 

Circa tre ore dopo, i due vennero svegliati da un annuncio "Attenzione! Nel giro di quindici minuti atterreremo all'aeroporto internazionale di Forsia! Vi preghiamo di allacciare le cinture e di aspettare cortesemente che l’aereo si sia stabilito completamente a terra! Vi ringraziamo di aver viaggiato con Air Dragonite e vi auguriamo un buon atterraggio!"

 

 "Beh ci siamo! Pronta?" commentò il Kantoniano

 

"Pronta!" Replicò la Kalosiana.

 

Non fece neanche in tempo a dirlo che subito, all'orizzonte, l’allenatore dai capelli corvini scorse i confini della fantastica regione di Forsia.

 

Passò un istante e subito Ash si rivolse un'altra volta a Serena "Guarda Serena, quella è Forsia! Non riesco ancora a crederci che stiamo per affrontare questa nuova avventura!"

 

“Già Ash, non vedo l'ora!" Ogni secondo che passava segnava un'attesa sempre più straziante. Fortunatamente per loro, presto si sent’ l’aereo che toccava stabile il terreno della pista e arrivò il momento dell'annuncio tanto atteso.

 

“Signore e signori benvenuti all’aeroporto di Borgo Buongusto, nella regione di Forsia”

 

Neanche il tempo di lasciare che posizionassero le scale fuori dall’uscita dell’aereo che Ash prese Serena e la trascinò verso la porta dell’aereo.

 

“AAAAAAAHHHHHHHHHH, FINALMENTEEEEE REGIONE DI FORSIA STIAMO ARRIVANDO!!!!" urlò senza contegno Ash.

 

“PIKAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!” Anche Pikachu lo imitò.

 

Ash però era troppo distratto ed euforico per usare la testa, non pensò minimamente ad aspettare che le scale furono posizionate. Come mise il piede in avanti si ritrovò subito nel vuoto. Per sua fortuna, Serena lo afferrò per il braccio, in modo da fermargli la caduta.

 

Tuttavia non era abbastanza forte da tirarlo su e di certo in pochi secondi avrebbe perso la presa “QUALCUNO CI AIUTI! NON LO REGGO PIU’!!” urlò lei chiedendo aiuto alle hostess, le quali arrivarono in men che non si dica. Non solo, anche il pilota corse a dare una mano, essendo il più forte del gruppo.

 

C’era chi guardava la scena divertito, chi perplesso..

 

Una volta al sicuro, tutti i presenti tirarono un sospiro di sollievo. Ovviamente la pausa durò poco, siccome Ash era conosciuto per il suo carattere noncurante del pericolo “Beh credo di essermi lasciato trasportare un pochino.. eheheh..”

 

Serena voleva lanciargli uno sguardo omicida, ma invece le uscì solo un viso terribilmente esausto “Ash.. sei incorreggibile!”

 

In fretta e furia fu posizionata la scala, in modo da far scendere quella bomba pronta a scoppiare, che ormai sarebbe già diventata conosciuta a Borgo Buongusto.

 

"Andiamo Serena!" Appena scesero dalla scalinata dell'aereo vennero travolti dall'inconfondibile profumo delle prelibatezze di Borgo Buongusto. Naturalmente la reazione di uno come Ash, che ben conosciamo, fu pronta "Serena? Abbiamo scelto proprio la regione giusta!"

 

La ragazza ridacchiando rispose "Non ti smentisci mai eh?”

 

Egli, grattandosi la testa e facendo capire il suo imbarazzo, annuì sorridendo. Ash la prese per mano e la trascinò di qua e di là, per tutti i negozi che vedeva. Di norma era Serena quella che adorava guardare i negozi o fare passeggiate... Beh, col cibo possiamo smentire ogni convinzione fatta su Ash.

 

La povera ragazza fu spinta, tirata e scombussolata da ogni parte per un'ora buona e non avevano ancora comprato nulla!

 

"ASH!!!" Alzò un pò la voce esasperata, o per lo più stanca.

 

Il ragazzo puntò i piedi a terra fermamente e si bloccò "Si, Serena?" Rispose sorridendo, come se nulla fosse.

 

Pikachu pure che li aveva seguiti a piedi, scelta di cui si era pentito, arrivò da loro sudato come una grondaia. "Piiiiii...."

 

Ash allora guardò i suoi due amici distrutti "Uh? Forse dovrei andare più piano?" Ridacchiò nervoso.

 

Serena scosse la testa, provando un po’ di tristezza per aver alzato la voce. Beh però quando serviva, serviva... anche prima della lega di Kalos aveva dovuto rimproverarlo e tirarlo via con la forza da un allenatore. "Aaash, dovresti calmarti, mi hai già stremata e siamo appena arrivati! Facciamo così: andiamo al centro Pokémon e prendiamo una stanza per la notte, lasciamo la nostra roba e poi facciamo una passeggiata con CALMA!"

 

Ash però stava per obbiettare e aggiungere qualcosa, ma Serena lo precedette "Ovviamente prenderemo da mangiare!"

 

"Evvai!!" Esultò Ash con estrema felicità e stomaco già pronto. Sugli aerei il cibo non é buono.. e il viaggio era stato lunghissimo. Aveva bisogno di recuperare ogni energia e di rendere felice il suo stomaco con il suo primo pranzo Forsiano.

 

Serena e Ash si incamminarono verso il centro. La ragazza prese in braccio Pikachu, distrutto per la sua corsa quasi senza fine. Il povero topino voleva solo riposare e poi riempirsi la pancia.

 

La performer e l'allenatore arrivarono a destinazione e come programmato presero una stanza.

 

Serena aveva una strana emozione che saltellava nel cuoricino. Era da sola con Ash e potrebbe essere stato così per altro.. moooolto tempo. Forse avrebbe trovato l'occasione di dichiararsi?

 

"Hey Serena? Pronta ad andare?" La svegliò Ash dal suo stato di semicoscienza.

 

"Uhm?" Serena tirò fuori il suo tablet "Cosa vuoi mangiare prima di tutto?"  Gli chiese.

 

Ash portò una mano sotto il mento e pensò. Poteva ingoiare di tutto e in grandi quantità, poteva riempire la sua pancia fino a scoppiare e con cibi inimmaginabili. Tuttavia sapeva che probabilmente sua madre aveva consigliato a Serena di dargli un’occhiata. "Ehm.. che cibo famoso c'é in questo paese?"

 

Serena controllò un po’ sul suo tablet. C'erano pizzerie, ristoranti rinomati, panetterie, gelaterie, pasticcerie.. ma la sua non era una mappa precisa. Al momento non ne aveva una per Forsia. "Chiediamo all'infermiera Joy?" Propose lei.

"Certo, perché no!" Concordò il ragazzo mentre apriva la porta e correva verso la hall.

 

Serena cacciò in fretta il tablet in tasca e lo inseguì "Ash aspettami!!!"

 

Una volta ritrovato il ragazzo, Serena poté vederlo parlare con l'infermiera. Ash indicò la performer appena la vide e poi disse qualcosa a Joy. La donna cominciò a ridacchiare, lasciando sia Ash, che Serena perplessi "Perché non andate al ristorante DaSpinda? Fanno delle portate di spaghetti in salsa di polpette che non scordi per tutta la vita! Si trova proprio in fondo a questa via! Non potete sbagliare!"

 

Lo stomaco di Ash non tardò a brontolare. Il ragazzo prontamente si precipitò verso l'uscita e, malgrado le raccomandazioni di Pikachu e Serena, riprese ad accelerare. Questa volta la fortuna assistette i due poveri martiri, siccome la locanda era molto vicina.

 

Dopo cinque minuti di corsa e rincorsa, tutti e tre arrivarono alla locanda. Non poteva di certo essere definito un ristorante. Aveva un aspetto più rustico e la cosa non dispiaceva in ogni caso, al momento era importante che il cibo fosse buono.

 

Entrarono dentro la locanda, sembrava molto accogliente. Aveva quell’aria di una paninoteca o fast food, ma anche di ristorante. Un ristorante rustico possiamo dire.

 

Il tavolo che presero  era in fondo alla sala. I due si sedettero e aspettarono il cameriere con i menù. La tovaglia era bianca a righe rosse, con dei grissini al di sopra da sgranocchiare in attesa della portata principale.

 

Venne direttamente il proprietario in persona a consegnare loro il menù, un uomo con due bei baffoni sul volto. "Ah benvenuti DaSpinda! Il posto migliore per mangiare un buon piatto di pasta e spaghetti cumme si deve! Io sono Mario! Dite picciotti, cosa volete?”

 

"Picciotti?" Si chiese Ash, che cosa voleva mai dire?

 

Serena al contrario aveva capito subito il significato. "C-Ci porti la specialità della casa! Il mio amico qui ha parecchia fame e il suo stomaco si riempie a fatica!" Disse un po’ imbarazzata mentre indicata Ash.

 

Ash ridacchiò sotto i baffi, sapendo che quella era la più pura e semplice verità.

 

"Ma certo! Ho capito!" Mario si girò in direzione della cucina "Luigi!? Uno speciale per i due picciotti qui!  E mi raccomando, sono ancora in fase di cottura! Dobbiamo alzare la fiamma!" Gridò lui.

 

"Afferrato il concetto! Ci penso io!!" una voce rispose dalla cucina.

 

Mario si allontanò, lasciando i due "picciotti" da soli.

 

L'allenatore rimase estremamente confuso, non aveva capito nulla.. tranne giusto che avrebbero mangiato un piatto speciale e che loro erano due "picciotti". Ma cosa erano? Un nuovo Pokémon forse?

 

Serena al contrario, aveva di nuovo capito cosa i due avevano pensato: che lei e Ash erano una coppia. E se anche Joy aveva capito così, allora si chiarivano molte cose.. quello era un ristorante per innamorati. La ragazza voleva nascondersi sotto il tavolo o coprirsi con la tovaglia, ma non poteva agire così davanti ad Ash. Rimase ferma e silenziosa.

 

Ash anche non parlò per tutto il tempo. Era troppo impegnato ad immaginarsi come era questo nuovo Pokémon chiamato "Picciotto". Di sicuro avrebbe voluto catturarne uno..

 

Dieci minuti al massimo e il piatto arrivò. Un enorme quantità di spaghetti in salsa e polpette. Di sicuro sarebbero bastati per entrambi, anche se uno dei due era "mister pancia mia fatti capanna".

 

"Buon appetito miei carissimi!" Mario prese e alzò i tacchi.

 

Ash aveva gli occhi incantati da quella visione. Adorava già Forsia. Afferrò la forchetta e infilzò la massa di pasta, tirò fuori un enorme intruglio di spaghetti e li cacciò in bocca in un sol colpo.

 

Serena rimase a guardarlo, curiosa della sua reazione...

 

Un coro di angeli sembrò cantare sopra ad Ash, il quale aveva gli occhi luccicosi per l'emozione e il paradiso che stava vivendo. Ingoiò la pasta e si rivolse a Serena "FANTASTICIIIII!!!!!" Devi assaggiarli!!!!! Sono pazzeschi!!!!!"

 

"Da come lo dici devono esserlo per forza!" Commentò lei ridacchiando.

 

"Avanti assaggia!" La incitò lui. Serena prese la forchetta e la avvolse di spaghetti. La portò poi alla bocca e anche lei ebbe una piacevole sorpresa per il sapore divino.

 

Ash le sorrise, capendo quello che pensava "Te lo avevo detto!"

 

Serena annuì contenta e i due ci diedero dentro nel loro pranzone.

 

Ad un certo punto, Ash cacciò un’altra forchettata enorme di spaghetti in bocca e, cosa normale, senza accorgersi di uno spaghetto che era rimasto collegato alla mischia. Serena intanto stava mangiando la sua forchettata, quando sentì qualcosa di estremamente veloce e potente tirarla per la bocca.

 

Non capiva cosa fosse, fino a che non vide uno spaghetto che veniva tirato sempre più.

 

Nemmeno se ne accorse da quanto fu veloce la cosa. Solo con uno sguardo rapido, lo spaghetto finì e la sua bocca si unì a quella di Ash.

 

Considerando che erano seduti l'uno di fianco all'altra era stato estremamente inaspettato e considerando la forza di Ash nel mangiare, il tempo di realizzare ciò che stava per accadere fu praticamente nullo.

 

I due rimasero fermi in quella posizione per qualche secondo, senza staccarsi le labbra. Forse lo shock era tale da averli mandati in palla.

 

Poi, i due volti diventare rossi come le fiamme o come la salsa degli spaghetti.

 

Si staccarono e le reazioni furono diverse. Serena rimase in trans con la testa bassa  fumante. Ash invece cercò di non incrociare lo sguardo con l'amica, cambiando direzione della testa. Purtroppo per lui, Pikachu era sotto i suoi occhi e si dimenava come un matto, ridendo talmente forte da doversi reggere le zampe sulla pancia e cadere con la schiena per terra.

 

"E-Emm.. n-non è s-successo niente.. vero?" si imbarazzò Ash. Serena non rispose, era sul punto di svenire.

 

Poi l'allenatore guardò Pikachu dimenarsi dalle risate "Che hai da ridere tu!?" gli si rivolse con una faccia tra l'imbarazzato e l'irritato.

 

Pikachu si trattenne dal cacciare un’altra risata e gli volse uno sguardo complice.

 

"E piantala! Su!"

 

“Pikahahahaha!!!” Rise sempre più forte nel vedere la faccia in fiamme di Ash.

 

“HO DETTO BASTA!!! PIKACHUUU!!!” Ash gridò in preda alla collera e imbarazzo. La sua rabbia però non cambiò nulla: Pikachu continuava a ridere e Serena non usciva dal suo trans. Come se non bastasse il violino di una casa vicina incominciò a suonare.

 

"Ehm.. il conto per favore!!" chiese Ash con fretta e voglia di andarsene.

 

 Mario, il proprietario, arrivò subito e guardando la faccia di Pikachu capì subito "Eheheh! Gli spaghetti di Luigi funzionano sempre con i picciotti!"

 

Ash cominciò a sospettare che fosse tutto programmato da quel Luigi e cominciò a capire cosa intendevano davvero con “picciotti”.. e non era per niente un nuovo Pokémon. Insistette sul conto, pagò con alcuni dei soldi che sua madre gli aveva lasciato e si infilò il cappello, cercando di mascherare il rossore sul suo viso. Uscì in fretta e furia, trascinando una Serena  mezza morta dall'imbarazzo.

 

Ash cercò subito un bagno lontano da quel luogo e una volta trovata ci si chiuse dentro. Si avvicinò al lavandino e accese il rubinetto, cacciando letteralmente la testa sotto l’acqua. Poi si avvicinò allo specchio e cominciò ad interrogarsi, cercando una risposta da se stesso. "Ok Ash, riprenditi! E’ stato involontario! Non ci pensare! Devi pensare a diventare Maestro di Pokémon! Ok?! Ok?!"

 

Continuò a scrutare la sua immagine, ma tutto ciò che ricevette fu un mugugno e la sua faccia sconsolata, ancora presa dal rossore.

 

Serena invece corse al centro Pokémon seguita da Pikachu, il quale sentiva il dovere di tenerla d'occhio. Arrivò ad uno degli apparecchi per le videochiamate e digitò un numero. Pochi secondi dopo trovò non una, ma ben due persone in linea. Probabilmente era una chiamata a tre.

 

"Serena! Che bello vederti! Ma dove sei? Sapevo che andavi da Ash a Kanto, ma non credevo che ti saresti trattenuta così a lungo!" Disse Shana.

 

Clem cominciò a ridacchiare "Ma non é ovvio? Tutto quel tempo da soli, cosa vuoi che abbiano fatto? Adesso probabilmente Serena é già diventata Miss. Ketchum!" Ridacchiò maliziosamente Clem.

 

"SMETTETELA! É UNA COSA SERIA!" urlò Serena in preda al panico.

 

Le tue vennero zittite dalla strana reazione della performer bionda, spaventandole abbastanza tanto.

 

"É-É successa una cosa...."cominciò lei diventando sempre più rossa e portando i capelli davanti alla faccia.

 

"Adesso calmati e dicci cosa succede, dal principio!"

 

Serena sentiva che stava andando in iperventilazione "I-Io e A-Ash siamo p-partiti insieme per F-Forsia e viaggiamo di n-nuovo insieme. S-Siamo arrivati s-stamattina ma avevamo fame e così siamo andati in una l-locanda che poi non era una l-locanda ma un r-ristorante per i-innamorati. I proprietari continuavano a c-chiamarci p-picciotti...C-Ci  hanno servito degli s-spaghetti ma p-poi uno era lungo e io e A-Ash abbiamo preso le estremità e poi è stato tutto veloce e io e lui insomma lo spaghetto è finito… ..eioelui..CISIAMOBACIATI!!!!!!!!!!"

 

Shana spalancò la bocca "Wow Serena! Non credevo fossi diventata così feroce in amore! Non credevo che Ash fosse così tanto il tuo oggetto del desiderio" Portò la manina davanti alla bocca Shana.

 

Serena di nuovo cominciò a fumare "Prima di tutto non sono feroce! É stato un incidente! Inoltre non stiamo ancora INSIEME! E POI COSA VAI A DIRE SHANA!!!!!"

 

"Già, ma non é normale tra coppie che accada un bacio?" sostenne Clem poi sogghignò "E poi lo hai già baciato una volta. Non pensare mi sia dimenticata dell’aeroporto! Guarda che è impresso nella mia mente!"

 

“Aspetta... COSA!?” Urlò Shana “Serena! C’è qualcosa che non mi hai detto!?”

 

“Ahahaha non dirmi che non le hai detto che prima di lasciarlo gli hai detto che lui era il tuo sogno ed obbiettivo, che diventerai ancora più attraente quando lo rivedrai e poi lo hai baciato?!”

 

Shana spalancò di nuovo la bocca e guardò Serena in estasi.

 

Serena cercò di cambiare argomento “Ehm... quella è una cosa questa un’altra.

 

“Esagerata....” commentò Clem “Beh, fai finta di nulla. Come se non fosse successo! Un giorno quando starete insieme ci riderete sopra! Intanto pensa a quanto sei stata fortunata!"

 

"Behhh.. si..." si perse nel ricordo di quel momento meraviglioso. Il bellissimo e dolce calore che scorreva nel suo corpo, il cuore che esplodeva nel petto, la stupenda sensazione di sentire le sue labbra contro quelle di Ash ancora una volta. Un sogno meraviglioso. Ovviamente non come quando si erano salutati a Kalos, ma era stato bello.

 

"Ora ti lasciamo al tuo amorino! Ci sentiamo presto! Tienici aggiornate sul viaggio e sulla trama principale della tua Odissea amorosa!!!" Rispose Clem, vista l’incapacità di Shana in quel momento. Lo shock era troppo da sostenere.

 

Lo schermo si spense e Serena lasciò cadere la testa sull'apparecchio. Poi si girò verso Pikachu "Tu non provare a farne parola con qualcuno. Chiaro? Altrimenti non ti vedrai più un pokébigné nella tua vita!" per la prima volta lo minacciò un'autoritaria Serena.

 

Pikachu annuì un pò intimidito e poi saltò sulla sua spalla e la consolò con la zampina "Pipika..."

 

Nel frattempo, Ash stava tornando al centro medico a prelevare la sua roba. Pareva essersi ripreso dallo shock dato che era tornato il classico ragazzo vivace e allegro di sempre. Una volta entrato trovò la sua amica aspettarlo mentre guardava una mappa della città di Borgo Buongusto.

 

"Tutto apposto?" chiese lui.

 

 "Si, si, stavo giusto guardando la mappa per decidere cosa fare qui in città!" rispose lei con noncuranza dell'accaduto.

“Qualche idea?” Chiese Ash curioso.

 

"Che ne dici di andare a fare un po’ di shopping? Ci sono tanti negozietti carini qui nel Borgo!" propose poi.

 

"I-Io però volevo partire subito per Collinopoli..." pensò Ash, non esattamente dell’idea. A volte non capiva cosa girasse nella testa delle ragazze. Per fortuna non era nato femmina. Il faccino di Serena però lo fissava con quegli occhioni dolci e scintillanti. Con quella dolcezza che lo stava condannando ad un destino chiaro. “Certo, perché no?” rispose infine. In fondo non era la prima volta che la accontentava, inoltre una volta era stato persino lui a portarla a vedere dei vestiti.

 

“Evviva!” esultò lei, sciogliendo l’allenatore. Forse aveva fatto la scelta giusta… forse.

 

.

.

"Ma cosa c'è qui dentro!? GHISA!?" Protestò nella mente. Stava trasportando quintali e quintali di borse, buste della spesa e sacchetti. Il Biancavillino era praticamente diventato il suo fattorino personale. Ciò che però era senza senso era principalmente il fatto che lui stesso si era offerto di portare ogni singola borsa. Serena inizialmente aveva rifiutato e voleva cavarsela da sé, ma una parte di gentiluomo di Ash gli aveva imposto di aiutarla.

 

 "Guarda qui che belli questi vestiti! Uh? Ash? Sicuro che non vuoi una mano? Te l’ho chiesto una decina di volte.. guarda che per me non è un problema..!”

 

"N-No c-ce la faccio..." disse lui mostrando però evidenti segni di stanchezza dovuto al peso eccessivo di tutte quelle borse”

 

 "Sicuro?"

 

 "Sicuro!"

 

Insomma, Ash fu costretto a scorrazzare per quasi due ore di fila con un carico di borse. Serena dovette farlo fermare almeno quindici volte per farlo respirare, visto che ogni volta che provava ad avvicinare le mani alle borse Ash grugniva contrariato.

 

Una volta arrivati al centro medico, l’allenatore era decisamente stremato... "U-Un bicchiere d'acqua p-per favore..." annaspò.

 

A Serena dispiaceva che Ash fosse diventato un fattorino su misura. Rimaneva comunque il fatto che fare shopping l'aveva aiutata e probabilmente aveva aiutato anche l'allenatore, a dimenticare "il fattaccio". Poteva ancora ringraziarlo offrendogli la merenda, no?

 

“Ash? Ti va se andiamo a fare qualche assaggino in giro per i vari locali? Non abbiamo finito il pranzo e tu comunque avrai fame dopo tutta la faticaccia, no?”

 

Ash approvò al volo quell’idea. Non era stanco abbastanza per non mangiare. “Eccome!”

 

I due a quel punto uscirono di nuovo dal centro Pokémon e cominciarono a passeggiare tranquillamente. Sembrava di tornare al giorno in cui Ash e Serena aveva combattuto nella loro prima lotta Pokémon uno contro l’altra.

 

"Cosa ne pensi Ash? Dici che ci saranno tanti nuovi Pokémon intorno?"

 

"Puoi scommetterci!  E io li conoscerò tutti!!!!!!" Esultò lui estasiato.

 

"Ad esempio quello?" Indicò Serena acchiappando subito l'attenzione dell'allenatore.

 

Era un cagnolino bianco, con varia protuberanze fatte di scaglie di ghiaccio su tutto il corpo. Sembravano macchie ed erano di colore rosso e verde.

 

"CHE BELLOOOO!!!!" Ash scomparve quando Serena si girò a guardarlo. Lo ritrovò già di fronte al Pokémon, che lo guardava confuso.

 

"Tu hai l'aria di essere uno forte!!!" Ash poi si rivolse all'allenatore "Che Pokémon é?"

 

Il ragazzo sorrise "Non siete di queste parti eh?"

 

Ash scosse la testa "No, io e Pikachu veniamo da Biancavilla, a Kanto. E quella laggiù é la mia amica Serena e viene da Kalos!"

 

"Beh questo é uno Spotpup, un Pokémon di tipo normale, anche se sa usare mosse di tipo ghiaccio. La sua evoluzione infatti é sia di tipo normale che giaccio!"

 

"Sorprendente!” Commentò Ash mentre accarezzava lo Spotpup dietro le orecchie "Scusa, ma non hai un pokédex per identificarlo?"

 

Di nuovo l'allenatore dovette negare "Siamo appena arrivati, non ancora!"

 

L'allenatore annuì "Peccato, vi conviene sbrigarvi a procurarvene uno!  A Forsia ci sono tantissimi Pokémon nuovi!" Poi fece cenno a Spotpup di seguirlo "Vieni andiamo Spotpup!"

 

"Grazie per l'informazione!"

 

"Di niente!”

 

"Che ne pensi? Ti ha stupito come primo Pokémon Forsiano?" Chiese Serena.

 

"Nessun dubbio! Ovvio! E ce ne sono tanti altri là fuori da scoprire! Cavoli non sto più nella pelle!"

 

Da ogni parte del Borgo vi erano Pokémon di tutti i tipi. Alcuni che conoscevano già come Jigglypuff, altri completamente nuovi. Ash si meravigliò di quanto fosse vivace e colorata la regione, già a primo impatto. "Li vorrei catturare tutti!" rise Ash.

 

"Ahahah, beh non si può dire che la regione non abbia niente da offrire!" rise a sua volta Serena.

 

I due si diressero verso quella che sembrava essere un attrazione del luogo e due guide. Con fare tutto cerimonioso li invitarono a entrare e provare "Prego! Prego! Entrate! Questa è la casa dei divertimenti! Qui i Pokemon e gli allenatori rafforzano i loro legami affrontando questo percorso!" squittì uno di loro due.

 

"Ehi sembra divertente! Proviamoci!" commentò Ash.

 

"Bene allora! I Pokemon faranno questo percorso...voi invece farete quest'altro!" annunciò cerimoniosa la guida n°2.

Ash e Serena, una volta lasciati i loro Pokémon in quel percorso fatto apposta per loro, entrarono in quello dedito alle persone.

 

"Però non ti pare strano che i Pokémon debbano fare un percorso diverso dal nostro?" si chiese Serena.

 

"Che intendi dire?"

 

 "quei tizi hanno detto che il percorso rafforza i legami tra allenatore e Pokémon, ma se non siamo vicini a loro che legami rafforziamo?"

 

"Mah forse lo scopriremo a fine percorso, e ora continuiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhh" urlò l'allenatore mentre lui e Serena caddero in una botola che si chiuse sopra di loro.

 

"Ahia.. Tutto bene?" Chiese l'allenatrice.

 

"N-Non proprio dato che mi sei caduta letteralmente addosso" ridacchiò Ash a fatica. Infatti Serena era finita proprio sopra di lui.

 

Dall'alto si sentirono due risate ormai note "Hihihihihihih!!! Piano riuscito!" Rise una delle due guide

"Ma queste voci!" realizzarono i due adolescenti.

 

 

 

“Preparatevi a passare dei guai! Siamo tornati!”

 

 

 

“Dei guai molto grossi! Di Forsia siamo i nuovi arrivati!”

 

 

 

“Proteggeremo il mondo della devastazione!”

 

 

 

“Uniremo tutti i popoli nella nostra nazione!”

 

 

 

“Denunceremo i mali della verità e dell'amore!”

 

 

 

“Estenderemo il nostro potere fino alle stelle!”

 

 

 

“Jessie!”

 

 

 

“e James!”

 

 

 

“Team Rocket, pronto a partire alla velocità della luce!”

 

 

 

“Arrendetevi subito, o preparatevi a combattere!”

 

 

 

“Meowth, proprio così!”

 

 

"Come missione inaugurale nella nuova regione direi che è andata perfettamente!" sghignazzò James.

 

 "Che ne avete fatto di Pikachu e degli altri!?" Si infuriò Ash.

 

"Ora ve lo mostriamo, mocciosi! Meowth, vai ora!" rise Jessie.

 

"Meowth pronto!" E Meowth azionò un pulsante. Una delle pareti si staccò e mostrò tutti i Pokémon di Ash e Serena invischiati in quella che sembrava una rete da cattura.

 

"Maledizione! Pikachu Fulmi...!" urlò Ash

 

"Fermo!" ribatté Serena "Se usi Fulmine, ci rimetteranno anche gli altri!"

 

"Dannazione è vero!" rifletté Ash.

 

"Ahahah e siccome voi siete in questa botola profonda, non potete far niente! Perciò addio!" sghignazzò il trio portandosi appresso la rete con i Pokémon... "PIKACHU!" Urlò Ash.

 

Bastò un pulsante premuto da Meowth e il tetto si spalancò permettendo la fuga dei banditi.

 

Ash e Serena nervosi e impazienti di rincorrere i fuggitivi dovevano cercare un modo di uscire dalla botola. Essi si guardarono in  giro invano, pensando ad una via di uscita quando, ad un certo punto, Serena si accorge di una scaletta che poteva fungergli da appiglio. Purtroppo era troppo alta per entrambi. Ash allora cercò subito di pensare ad un modo per arrampicarsi. Propose alla ragazza di salire sulle sue spalle e uscire affinché, una volta arrivata fuori, lo avrebbe tirato su a sua volta dalla botola.

 

Ella dopo un attimo di esitazione, salì sulle spalle di Ash e si arrampicò fino all'uscita. Senza perdere tempo tese la mano al compagno e con tutte le forze che aveva lo tirò fuori.

 

Passò un istante, quando i due ragazzi videro la mongolfiera del Team Rocket alzarsi in volo e scappare via.  Ash e Serena , in preda al panico, cercarono invano di seguirli correndo, ma i vagabondi si allontanava sempre di più. Nonostante tutta la loro buona volontà e la fatica, non riuscirono a tenere il passo e a riprendersi i loro amici.

 

Intanto il Team Rocket atterrò e si nascosero in una radura di un boschetto che circondava la città. Si misero tranquillamente ad ammirare compiaciuti del loro bottino.

 

“Abbiamo catturato Pikachu! Primo tentativo già un successo!” Squittì Jessie.

 

Meowth e James la guardarono rabbrividendo “Non gufarla…”

 

Jessie gli urlò contro “Ormai abbiamo vinto! Li abbiamo presi!”

 

Nel frattempo i due ragazzi si appellarono a tutti i civili che incontravano per capire la direzione in cui erano fuggiti. Chiesero ovunque e pian piano riuscirono a dirigersi nella direzione giusta. Grazie alle testimonianze delle persone trovarono la radura.

 

Subito da Ash partì un urlò nei loro confronti "Eccovi qua finalmente! Ridateci i nostri Pokémon!!!!"

 

"E anche subito!!!" Aggiunse Serena.

 

I delinquenti sobbalzarono al grido di Ash e dopo lo "spavento" iniziale, ridevano al fatto che senza Pokémon i ragazzi non avrebbero potuto dargli fastidio. Puntualmente il Team Rocket incaricò i propri Pokémon di attaccare i ragazzi e proprio mentre stavano per essere colpiti, un attacco neutralizzò quelli del trio di ladri.

 

Dalla forma dell'attacco sembrava che qualcuno avesse lanciato un neropulsar... ma chi?

 

"Chi ha osato lanciarci un attacco cosi a sorpresa!? Quello è la nostra specialità!" sbraitò Jessie furiosa.

 

Un altro Neropulsar la zittì di nuovo. James e Meowth non sapevano che pesci pigliare, anche loro furono presi in pieno da due Neropulsar che li sbatterono contro il pallone della mongolfiera. Gli Artigli di Meowth finirono proprio sul tessuto che si strappò, facendola volare via.

 

A quel punto i tre non avevano via di fuga. Ash e Serena approfittarono di quel momento e liberarono Pikachu, Braixen, Greninja, Sylveon e Pancham!

 

"Pika Pi!" "Brai!" "Gre!" urlarono tutti i Pokémon liberati.

 

"Oh state bene!" ringraziò al cielo Serena. Tutti si girarono piuttosto seccati verso il Team Rocket, che oramai vedeva i classici sorci verdi.

 

"Tutti insieme!! ORA!!!" Urlarono Ash e Serena.

 

I Pokémon lanciarono ognuno il proprio attacco migliore che colpì violentemente i criminali, i quali come al solito volarono via.

 

"Beh dai almeno abbiamo inaugurato il nostro primo fallimento Forsiano.." cercava di consolarsi James del loro fallimento.

 

"Se questo lo chiami un successo..." commentò piuttosto sarcasticamente Meowth.

 

"Io però voglio sapere chi diavolo mi ha attaccato a sorpresa!" urlò Jessie.

 

“E RIPARTIAMO ALLA VELOCITA’ DELLA LUCEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!” I tre svanirono come al solito con il classico luccichino nell'orizzonte. Su una cosa però stavolta aveva ragione Jessie. Chi li aveva attaccati?

 

Ash si guardò intorno, dalla polvere causata dall'esplosione spuntò una figura maschile.

 

"Uhmm.. ciao?" Salutò sorpreso Ash.

 

Un ragazzo dai capelli blu scuro come la notte, si fece avanti. I suoi occhi erano azzurri e i vestiti per lo più grigi e rossi. Il ragazzo non mostrava un sorriso, aveva lo sguardo fermo e senza mostrare particolare espressione negli occhi. Imperturbabile...

 

Per un attimo ad Ash sembrò di vedere qualcuno di sua conoscenza. Da dietro l'allenatore spuntò anche un Pokémon, il quale aspetto ricordava l'allenatore: uno Zoroark. A differenza dell'umano almeno mostrava un sorriso.

 

"Grazie per averci aiutati" corse da lui Ash "E’ il tuo Pokémon che ha scagliato quell'attacco?!"

 

L'allenatore annuì senza proferire parola.

 

"Ehm... beh grazie ancora!" Ash continuò un po’ incapace di trovare delle parole giuste. Quel tipo era... chiuso.

Il ragazzo estraneo di nuovo annuì "Di nulla.."

 

"Mi presento, io sono Ash, questo qui é il mio amico Pikachu e lei é la mia amica Serena!" Si presentò il Kantoniano.

"Duncan"

 

Ash rimase a pensare a qualcosa da dire, ancora sentendosi a disagio. Era un allenatore molto strano e diverso “Qualche emozione no?” Pensò lui. Non riuscendo però ad esprimersi a parole, allora passò ad un metodo a lui più pratico. Aveva uno Zoroark, era forte, li aveva aiutati.. c’era un solo metodo per risolvere la questione e lui sapeva quale.

 

"Cosa ne dici di una lotta?!" Propose con esuberanza e pugno serrato Ash.

 

Duncan fu preso alla sprovvista da quella richiesta. Continuò a pensarci su, rimanendo abbastanza intrigato. "Una lotta? Perché dovrei lottare contro di te?"

 

"Che domande, per divertirci e fare amicizia! Tu ci hai aiutati e una lotta potrebbe essere il modo giusto di diventare amici e rivali! Dopotutto il tuo Zoroark sembra potente e anche i miei Pokémon non se la cavano affatto male!!”

 

Duncan non sembrava voler accettare, sembrava abbastanza indeciso dentro di sé, quando all’esterno pareva privo di emozioni.

 

“Una nuova sfida mi darà la carica di partire! Voglio diventare Maestro Pokémon! Più sfide faccio, più lego con i miei Pokémon e mi avvicino al mio sogno! Voglio che la mia prima lotta ufficiale qui a Forsia sia con te! E la voglio vincere!"

 

Forse ora era un pochino interessato. Ash sembrava averlo istigato e interessato in un suo peculiare modo. Non che gli interessasse quale, però una lotta poteva servire e visto che quell’allenatore sembrava forte.. perché no. Tuttavia non fece a tempo ad accettare.

 

"Guarda che non ci andrò giù piano!" Aggiunse infine l'allenatore di biancavilla.

 

Lo Zoroark cominciò a stirarsi il braccio, come pronto a lottare e darsi da fare.

 

"A me pare una buona idea!" Una voce avanzò tra i due "Potrei farvi da arbitro!" Dichiarò la biondina.

 

"Va bene" accettò l'allenatore tenebroso.

 

"Grande!" Esultò Ash sorridendo. Il sorriso inarcato sulle sue labbra era deciso e pieno i grinta.

 

Per uno strano motivo, a sua volta il sorriso si dipinse sulle labbra di Duncan "E va bene!"

 

I due allenatori si misero ai loro posti su un campetto vuoto, in posizioni opposte e guardandosi in faccia. Serena si posizionò ai bordi del campo, più o meno alla metà, pronta a dare il via alla lotta.

 

Serena alzò la voce e chiese “Quanti Pokémon userete?”

 

“Uno solo può bastare” Rispose Duncan, stranamente era stato più rapido a dare una risposta in quel caso.

 

“Perfetto! Si dia via alla lotta!!!!'' dichiarò la ragazza.

 

“Vai Pikachu!!!!! Scelgo te!!!” Ash mise subito in campo il suo fidato compagno di avventure e migliore amico. Il topino elettrico corse in avanti, posizionandosi nella sua metà di campo ed emanando scintille elettriche.

 

Duncan tuttavia era perplesso, si aspettava di lottare contro l’altro Pokémon di tipo acqua, il Greninja, non un minuscolo e insignificante Pikachu. “Vuoi proprio usare quel Pikachu? Non è una perdita di tempo? Perderai molto in fretta.''

 

Pikachu emanò sempre più scosse contrariato. La risposta di Ash fu palese ''Ti consiglio caldamente di non sottovalutarlo!”

 

“Non credo valga la pena lottare contro di lui, per quanto il tuo Pikachu possa essere forte lo trovo ridicolo. E’ una specie di Pokémon di livelli bassi..” Continuò Duncan, quasi evitando di mandare in campo Zoroark.

 

A quel punto Pikachu abbassò le orecchie offeso, non si aspettava tali considerazioni ancora prima di lottare. Ash lo guardò per qualche secondo, trovando anche lui il commento abbastanza fastidioso, soprattutto se riguardava il suo migliore amico “Meno parole e più lotta! Quando inizieremo vedremo e quando avrò vinto ti rimangerai quello che hai detto!” Non lasciò che il disturbo fosse visibile e rimase con un sorriso sempre più grintoso.

 

 Duncan dovette riconoscere che l’allenatore sembrava fare sul serio. Non aveva nulla da fare, tanto valeva perdere un pochino di tempo. Avrebbe messo K.O. quel Pokémon insignificante in men che non si dica. “E va bene Zoroark! Fai vedere loro cosa fa la volpe con il topo! Zoroark usa Neropulsar!”

 

Il Nerupulsar di Zoroark era estremamente potente e si fece strada sul campo verso Pikachu, il quale deviò l’attacco con Codacciao.

 

Ash tese il braccio in avanti “Ora usa Energisfera!!!!” La palla elettrica volò nell’aria andando nella direzione della volpe di tipo buio.  Non fu difficile per il Pokémon avversario schivare la mossa. Caricò altra energia oscura tra le zampe e la lanciò contro il topino giallo, prendendolo in pieno mentre era ancora in aria e scagliandolo contro il suolo.

 

Duncan sorrise, come sapendo già l’esito dello scontro, eppure quando la polvere di terra si dissolse, Pikachu si rialzò in piedi come un lampo. Ciò fece dissolvere il suo sorrisetto.

 

Ash a quel punto sapeva benissimo che lo aveva sconvolto “Te lo avevo detto di non sottovalutarci! Pikachu ed io viaggiamo da anni assieme e abbiamo sconfitto gli avversari più temibili sempre stando uno accanto all’altro! Il nostro legame è più profondo che mai ed è così che troviamo la forza di lottare fino alla fine!”

 

Duncan sembrava più infastidito dal commento.

 

“Usa fulmine, Pikachu!” Comandò l’allenatore dai capelli corvini.

 

“Pikaaaaa chuuuuuuuuu!!!!!!!!!!!!!!!” La scarica andò a colpire in pieno il Pokémon di tipo buio, il quale reagì subito con Urtouscuro.

 

“Roaaaaaark!!!” Ruggì raccogliendo energia in tutto il suo corpo e facendola scorrere fino agli arti. Poi con tutta l’energia accumulata saltò in aria e si lanciò vicino, ma non contro, a Pikachu. L’impatto provocò un’enorme esplosione di raggi oscuri e onde d’urto di tale potenza da spaccare il terreno in mille pezzi. Il colpo non fu possibile da evitare e stese Pikachu al suolo.

 

Ash fece qualche passo dentro il campo “PIKACHU!”

 

Appena la nube si dissolse, Ash poté vedere il suo piccolo amico steso a terra con una grande moltitudine di ferite. “Avanti Pikachu! So che puoi ancora lottare! Dimostra a tutti che si sbagliano giudicandoti!”

 

Il topo si alzò respirando pesantemente ed emettendo un gemito dopo l’altro, tuttavia aveva ancora uno sguardo deciso sul suo volto. “Grandioso Pikachu! Contrattacca con Codacciaio e poi Fulmine!!”

 

Pikachu caricò la sua coda che divenne di color argento “Pikaaaaaaa!!!!!” si scagliò contro il Pokémon MuteVolpe, il quale non aveva ancora avuto il tempo di spostarsi dalla zona di Urtoscuro. “…Chupi!!!!!” E lo colpì in pieda nuca, facendolo tentennare per pochi secondi, abbastanza da permettergli di lanciare il secondo attacco.

 

“…PIKAAAAAAAAA….CHUUUUUUUUUUUUUUUU!!!!” Zoroark fu pervaso dal fulmine del piccolo Pokémon.

I due attacchi, più tutti i precedenti avevano lasciato il segno sull’avversario. La lotta era tornata tutta in corsa.

 

Duncan sentì i pungi tremare dall’emozione, mai aveva sentito sentimenti così forti prima d’ora “Avevi ragione! Il tuo Pikachu non è male come credevo, ma adesso ti mostriamo davvero che sappiamo fare!!!” Ciò che Duncan non rivelò fu che mai prima di allora si era sentito così alle strette. “Zoroark Urtoscuro!!”

 

Zoroark di nuovo attaccò con un Urtoscuro, ma con una velocità nettamente superiore. Sembrava quasi di un altro Pokémon. “ZOOAAAA!!!!!”

 

L’attacco fu talmente veloce che Pikachu non ebbe nemmeno il tempo di accorgersi dell’avversario e nemmeno di prepararsi. Zoroark corse verso Pikachu e colpì con tutta la sua forza il terreno, provocando un energia dieci volte più potente della precedente. Tutto ciò che sentì fu un veloce colpo potente e una forza scaraventarlo lontano, strisciando sul terreno fino a colpire un albero. 

 

“…pi….” Pikachu sentì un dolore per tutto il corpo.

 

“Pikachu tutto bene!?” Gridò Ash vedendo il suo compagno accasciarsi al terreno. Sapeva che aveva preso un brutto colpo, ma era anche consapevole che poteva ancora andare avanti. Potevano vincerla quella lotta e dimostrare quanto erano forti insieme.

 

Di sicuro quella era una delle lotte più dure mai affrontate. Duncan sapeva il fatto suo e il suo Zoroark gli ricordava tutti i suoi avversari precedenti: Tobias, Paul, Gary, Alan…

 

Questa volta però voleva partire in vantaggio, voleva far vivere qualche emozione a quell’allenatore che ai suoi occhi non viveva vere lotte. “Pikachu! Coraggio rialzati! Sai che credo in te!”

 

Pikachu puntò le zampe al terreno e a fatica si rialzò di nuovo. “…Piiiiikaaaaaaaa!!!!!!!” Come un aura di energia fece indietreggiare Zoroark, come avendolo colpito. Più li attaccava, più Pikachu e Ash si univano e diventavano più forti.

Questa era una vera lotta.

 

“PIKACHU! USA ATTACCO RAPIDO!” Pikachu cominciò a correre sempre e sempre di più, più veloce e rapido. Mai aveva corso così velocemente. Fu tale il suo scatto da alzare un polverone che coprì tutto il campo, lasciando esterrefatti i due rivali “Visto? Anche noi siamo altrettanto veloci!”

 

“PIKAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!” Pikachu sbucò fuori dalla cortina e colpì in pieno stomaco Zoroark.

 

L’avversario tuttavia approfittò dell’attimo di distrazione di Pikachu per caricare Neropulsar e appoggiare direttamente la zampa sulla schiena del Pokémon elettrico. L’attacco scoppiò addirittura sul corpo di Pikachu, il quale finì scaraventato al terreno.

 

“Pikachu usa Fulmine!!!” Ash urlò.

 

Pikachu, sentendo ancora il braccio di Zoroark sul suo pelo, lo afferrò e scaricò la sua elettricità direttamente al Pokémon.

 

Approfittando del momento di tentennio della volpe, Pikachu saltò in aria. Ash strinse un pugno “E ora Codacciaio!”

 

Pikachu cominciò a precipitare in picchiata, pronto a colpire. La coda finì per prendere in pieno il Pokémon avversario il quale cadde a terra. Nonostante tutto, anche Pikachu si inginocchiò indebolito per la lunga serie di colpi ricevuti e di attacchi lanciati.

 

“BASTA COSI’!” Fermò tutto Duncan. “Mi spiace interromperti così, ma ora devo proprio andare. Il mio tempo è scaduto.”

 

Pikachu e Pikachu quasi caddero a terra cascando per la delusione “..M-Ma!!!”

 

“ Mi duole ammetterlo ma il tuo piccolo Pokémon inutile non è così inutile. Si è comportato abbastanza bene, anche se non credo avrebbe sconfitto il mio Zoroark!”

 

Ash fece un sorrisetto malizioso “Questo è tutto da vedere! La prossima volta che ci incontreremo finiremo la lotta e ti assicuro che saremo ancora più forti!”

 

A quel punto Duncan ritirò Zoroark nella sua pokéball e camminò. “E’ stato un piacere” Disse rivolgendosi a qualcuno, ma quel qualcuno non era Ash. No, non sembrava diretto a lui, ma a qualcun altro. A chi però non lo notò nessuno, solo Duncan lo sapeva.

 

Ash si era già elettrizzato come non mai, anche se era delusa dell’interruzione. Aveva buone chance di vincere.

 

Serena andò verso di lui e mormorò “Tipo particolare, non trovi? Qualche emozione non dispiacerebbe..”

 

Ash si ritrovò d’accordo, ma comunque oltre al carattere schivo e vuoto dell’allenatore c’era una cosa che aveva chiaramente notato e su cui aveva messo gli occhi sopra: la sua forza. Il suo primo allenatore di Forsia era già cosi forte? Questo particolare non lo scoraggiava anzi, lo incitava a migliorarsi sempre più! Era sicuro che lo avrebbe incontrato di nuovo e allora lui e Pikachu gli avrebbero fatto vedere le scintille in cielo"

 

“Allora Ash, che te ne pare della tua prima lotta a Forsia?" sorrise Serena anche se già sapeva la risposta guardando il viso soddisfatto dell'allenatore.

 

 "Posso solo dire che è stata fantastica! Era da giorni che non mi sentivo cosi vivo nel duellare contro qualcuno!" rispose Ash "L'unico peccato è stato che non siamo riusciti a concluderla! Pazienza, spero di rincontrarlo!"

 

Si fece pensieroso, mostrando uno sguardo senza sorriso o gioia "Si.. questa volta devo farcela..."

 

"Ash? Tutto ok?" Chiese Serena preoccupata.

 

Ash alzò lo sguardo “Tranquilla, tutto ok! Sono solo un po’ sfiancato.. Però… da oggi è un nuovo inizio! E la prossima volta vinceremo! Vero Pikachu?” Ash andò a puntare lo sguardo sul suo amico.

 

Pikachu stava per imitare l’allenatore, ma proprio sul punto di alzare il braccio al cielo, Pikachu sentì una fitta al petto e si accasciò al terreno, non reagendo più.

 

Ash ebbe un colpo vedendolo steso senza rispondere “PIKACHU!” Corse verso il suo piccolo amico e lo tenne tra le braccia “Pikachu rispondi!” Nella sua voce si poteva chiaramente sentire la preoccupazione.

 

In effetti guardandolo da vicino si poteva chiaramente notare che Pikachu era messo proprio male. Forse se la lotta fosse continuata sarebbe andata anche peggio. Pikachu purtroppo non apriva gli occhi, né si muoveva. Le sue ferite cominciavano a preoccupare sul serio il su allenatore. Forse lo aveva spinto troppo oltre?

 

“Ash! Dobbiamo andare al centro medico per Pokémon!” Suggerì Serena, ovviamente dicendo la cosa più giusta.

 

Ash strinse tra le braccia Pikachu e si alzò. A quel punto cominciò a correre in direzione del centro “Resisti Pikachu…” lo pregò Ash.

 

Corse più in fretta che poté, volendo che Pikachu ricevesse le cure più veloci e immediate. I tre rincasarono al centro medico appena in tempo e Ash lasciò Pikachu nelle mani esperte dell’infermiera Joy “La prego, mi dica che si rimetterà!”

 

Joy sorrise con dolcezza e amarezza “Non posso sapere nulla, ovviamente posso dirti che sembra sfinito e abbastanza messo male, ma tranquillo che farò il possibile!”

 

Ash stava per rispondere, ma Serena appoggiò la mano sulla sua spalla e lo fermò “Ash, non credo tu possa fare molto. Lasciale fare il suo lavoro, vedrai che Pikachu si rimetterà.

 

Il ragazzo annuì, sentendosi in colpa verso il suo migliore amico. Sperava si sarebbe rimesso presto.

 

.

 

.

 

Passarono un paio di ore e dopo la straziante attesa, l’infermiera uscì da una delle stanze riservate al personale e ai pazienti. Pikachu stava su una barella, con una coperta posata su di lui, ma decisamente in condizioni migliori.

 

“Pikachu!” Si accorse Ash della sua presenza e corse verso il Pokémon “Pikachu, come ti senti? Mi hai fatto prendere un colpo!”

 

Il topino lo guardò con uno sguardo rattristato e stanco, ma anche felice “..Pikapi…” Gli dispiaceva di aver preoccupato Ash. La lotta era stata straziante e lunga, ma si era divertito come non mai, dopo tanto tempo aveva vissuto una lotta indimenticabile. Lo avrebbe rifatto cento volte se fosse stato necessario. Ora aveva un nuovo rivale e lo avrebbe affrontato ancora in futuro.. voleva sconfiggerlo.

 

Ash appoggiò la mano sulla testolina dell’amico e lo accarezzò con dolcezza “Non preoccuparti, devi solo riposare! Sei stato grande nella lotta!” Si complimentò Ash, confortando il suo migliore amico.

 

“Andrà bene, era solo distrutto e stanco. I danni riportati erano parecchi, di sicuro è stata una lotta intensa, ma è un osso duro! Dopo una notte di riposo, domani sarà come nuovo! Tu non preoccuparti, ci penso io a Pikachu. Preferisco tenerlo in osservazione per la nottata!” propose l’infermiera.

 

Serena avanzò “E’ una buona idea, dopotutto deve ancora riposare! Così domani staremo più tranquilli e sicuri!"

 

“Non potrei tenerlo con me per la notte? Prometto che farò attenzione a lasciarlo riposare! La prego!” Chiese Ash con gli occhioni tremanti.

 

L’infermiera ridacchiò “Va bene, ma deve riposare assolutamente, va bene?”

 

“Vaaaa bene!” Si mise sull’attenti Ash, mentre Serena scosse la testa basita.

 

"Pikapi!" Pikachu si alzò dal lettino e saltò sulla spalla di Ash, per strofinarsi contro di lui. O almeno ci provò. Era talmente indebolito che quando ci provò cominciò a cadere verso il pavimento. Se non l'avesse afferrato, Pikachu si sarebbe spiaccicato al terreno

 

"Oplà!" Lo tenne tra le sue braccia, mentre il Pokémon si accoccolava. L'allenatore guardò il proprio migliore amico con dolcezza, poi cominciò ad avviarsi verso la camera da letto.

 

"É tenerissimo!" Commentò Serena, mentre la voglia di spupazzarsi il topino cresceva "Incredibile quanto forza possa nascondere sotto quel dolce musino!"

 

Ash ridacchiò leggermente "Concordo! All'inizio del mio viaggio non avrei mai creduto che avrei legato così tanto con Pikachu. Né che avremmo viaggiato sempre assieme e diventasse così forte! Se non fosse per lui a quest'ora non credo sarei arrivato dove sono!" Ash appoggiò l'amico sul proprio letto, sentendo i respiri del topo elettrico ormai addormentato.

 

"Serena, per caso hai già sonno?"

 

Serena scosse la testa confusa "No, no.. non ancora, é abbastanza presto!" Rimase zitta qualche secondo, trattenendo le parole più che poté "P-Perché?" Cosa poteva mai chiederle a quell'ora l'allenatore?

 

Ash si allontanò dal letto e parlò a bassa voce "Magari ti va una passeggiata? Non credo riuscirei ad addormentarmi così presto!"

 

La ragazza stava per andare in palla, le sue guance si infiammarono "E -Ehm.. c-certo! A-Assolutamente!"

 

Il ragazzo mostrò un sorriso felice, si diresse alla porta e i due scesero al piano inferiore. Ash si avvicinò al telefono e gli venne l'impulso di chiamare qualcuno. Non era il tipo da badare a certe cose, ma sapeva come reagiva una certa persona. Meglio chiamarla, così avrebbe affrontato il resto del suo viaggio senza preoccuparsi di chiamarla miliardi di volte.

 

"Ti spiace se prima faccio una chiamata?" Indicò l'apparecchio il ragazzo.

 

Serena alzò le spalle "Certo che no.. oh anzi, anche io devo chiamare una persona!!!" Fece Serena preoccupata. Aveva promesso di informarla subito prima di partire da Kanto, ma alla fine non aveva concluso nulla.

 

I due allenatori presero due telefoni distanti, in modo da non intralciarsi a vicenda. Composero i numeri delle persone che volevano contattare e le chiamate partirono...

 

.

 

.

 

Ash rimase un bel po’ ad aspettare, non rispondeva nessuno inizialmente, poi però una specie di zombie vivente reagì dall'altro capo della cornetta "Pronto? Chi è? Si rende conto che è notte fonda?" Rispose la donna con un enorme sbadiglio.

 

"Hey mamma! Scusami l’orario!" La salutò Ash.

 

"Ash!!" Da così a così, la donna cambiò totalmente vitalità "Come va tesoro? Il viaggio é andato bene? E come é Forsia? Serena come sta?"

 

Ash le fece segno di calmarsi con le domande "Mamma rallenta! Una domanda alla volta!"

 

"Oh si, scusa!" Fece finta di nulla lei. Era una donna energica dopo tutto. Da qualche parte Ash avrà pur preso il suo DNA, no?

 

"Allora... il volo é andato bene, il solito. Tranquillo suppongo! Forsia per quel poco che ho visto mi ha affascinato!"

 

Delia continuava ad annuire man mano che Ash andava avanti " Serena sta bene... si.. ehm. Bene." Chiuse Ash in modo ambiguo. Stranamente non si toglieva dalla testa la spaghettata.. e Delia con il suo fiuto aveva già intuito che qualcosa di "bello" era successo.

 

"Ok. Cosa é accaduto?" Sorrise malignamente la donna.

 

Subito Ash usò ogni tecnica o gesto per negare "Assolutamente nulla! Non devi chiedere perché é tutto ok! Nulla di nulla! Solo spaghetti!!" Ash si tappò la bocca con molta fretta. Lui e la sua boccaccia.

 

"Spaghetti..?" Chiese Delia spiazzata da quella strana affermazione.

 

"Spaghetti!"

 

"Spaghetti..."

 

Era uno strano susseguirsi e ripetersi di spaghetti. Delia fece finta di nulla, ma di certo quello non lo avrebbe lasciato indietro come indizio.

 

"Uhmm.. cambiando argomento, ho lottato contro un allenatore oggi!"

 

"Davvero? Ma é fantastico! Anche se prevedibile da uno come te Ash. É stata una lotta bella?"

 

"Bella? È stata pazzesca! Non avevo brividi simili dalla mia lotta contro Alan a Kalos!"

 

"Questo é un bene.." mormorò sollevata Delia.

 

"Mamma?" Richiamò la sua attenzione.

 

"Uhm?"

 

"..voglio vincere!"

 

"Cosa?"

 

"Voglio vincere! Ti prometto che vincerò questa volta! E non é una promessa come a Kalos! Ce la metterò tutta!!!"

 

".."

 

"Darò il meglio di me stesso! Ti renderò fiera! Lo giuro!" Giurò l'allenatore avvicinandosi allo schermo.

 

"Ash..." sorrise tristemente "Io sono già fiera di te.. lo sono sempre stata. Vinci per te stesso e per realizzare il tuo sogno, non solo per me. Ricordati che é bello conquistare la vittoria anche per chi ami, ma anche per te stesso o non faresti tutto ciò se ti piace! So che darai il meglio! E so che sei in buone mani!" Gli fece l'occhiolino.

 

Ash si grattò la testa "Grazie mamma!"

 

Delia rilasciò uno sbadiglio "Devo andare, ricorda che qui a Kanto é tardi.. e poi devi riposare pure tu! Ti attende un lungo viaggio!"

 

Fu il turno di Ash di sbadigliare "Ok!! ..*Awwwnnnn*.."

 

"Un'ultima cosa..."

 

"Uhm? Che cosa?"

 

Delia di nuovo nascose un ghigno malefico, accusatore e impiccione "Cosa significano gli spaghetti?"

 

Ash cascò a terra "*facepalm* MAMMAAAA!!!!"

 

Nel frattempo, in un altra sala del centro medico, anche Serena stava chiamando una certa persona.

 

"Pronto? Si chi è?"

 

"Pronto Mamma..."

 

La donna di Borgo Bozzetto riconobbe subito la voce di sua figlia "Oh ciao tesoro! Come stai? Tutto bene?"

 

"Si, si, io sto bene, piuttosto tu e Rhyhorn?"

 

"Qui non ci lamentiamo tesoro! Anche se lui sente già la tua mancanza! Come è la situazione a Kanto?"

 

"B-Beh a dire il vero mamma..." incominciò Serena."Ecco. E ora come faccio a dirgli che sono partita per una nuova regione?" si chiese preoccupata.

 

"Tutto a posto tesoro?" chiese la donna un po’ sconcertata dalla reazione della figlia.

 

"...MammaiosonopartitaconAshperForsiaeparteciperòaiVarietàdellaregione!" disse la ragazza in fretta e furia. Voleva togliersi questo peso dalla gola il più in fretta possibile.

 

"Eh? Non ho capito bene. L'unica cosa che ho sentito è Ash e Forsia” ipotizzò Primula.

 

Serena si fece coraggio e decise di andare al nocciolo della questione "Mamma, ecco vedi, insieme ad Ash sono partita per Forsia. Anche lì hanno i Varietà e sentivo la mancanza di Ash. Lui mi ha proposto di seguirlo e quindi non appena mi si è presentata l'occasione non ho perso tempo e ho accettato di andare con lui.Ti prego, scusami se non ti ho chiesto il permesso!" la ragazza sembrava davvero mortificata.

 

Primula la fissò con un sopracciglio alzato e poi sorrise "Tutto qui tesoro?"

 

"Come tutto qui?"chiese sorpresa la figlia "Non ti ho chiesto il permesso e so che mi aspettavi tanto"

 

 "Beh Serena, non posso dire che mi faccia piacere il fatto che tu sia partita in una fuga amorosa con il tuo Ash così all’improvviso e non mi abbia nemmeno avvisata prima. Ma sono felice di altro… per esempio che ti sei tirata anche tu su di morale e abbia deciso di andare avanti. Non può che farti bene.”

 

“Mamma…”

 

“ Dimmi, ti piace la regione di Forsia?"

 

"S-Si mamma"

 

"E allora a me basta solo questo: che tu sia felice"

 

Serena era sconvolta dalla reazione della madre. Era proprio come prima di partire per Hoenn. La sosteneva sempre. Da quando si era opposta per la prima volta a lei, le aveva dimostrato la sua competenza.

 

"Promettimi solo una cosa, che darai il meglio di te in questi nuovi Varietà! Io farò il tifo per te da casa!"

 

“G-Grazie, lo prometto!”

 

"Inoltre stai con Ash, no? Non lo conosco bene io, ma è evidente che tiene ai suoi amici! Se sei con lui mi fido!"

 

Serena arrossì “Lo so, grazie ancora!”

 

 "Di cosa? Oramai le scelte le puoi fare solo tu! Divertiti cara e ricordati solo di chiamarmi ogni tanto!"

 

"Ok, lo farò! Ma non aspettarti troppe chiamate!"

 

“Questo lo sapevo già, hai altro a cui pensare! Tipo i Varietà e Ash!”

 

“Certo.. Hey!!!” Scoppiò di rossore Serena.

 

Primula ridacchiò "Ciao tesoro, a presto!"

 

"MAMMAAAAA!!!" si sentì una voce urlare. Non ci volle molto a capire che era Ash, dopotutto sapeva riconoscere bene la sua voce. Andò nell'altra stanza e vide Ash con le mani sulla cornetta, scaraventata nel suo apposito scompartimento. Sulla faccia aveva un grugno e una spennellata di rosso.

 

"A-Ash?"

 

Il ragazzo quasi arrivò al soffitto per lo spavento "S-Serenaaaa!! Sei tu!"

 

"Tutto a posto Ash? Come mai hai urlato?" Chiese la ragazza incuriosita.

 

"Ehm.." fece lui "quella solita birbona di mia madre, sempre a tirarmi matto!" Preferì non specificare in cosa.

 

Serena, nonostante tutto, ebbe una mezza idea sull'accaduto "Dimmi che non sa degli spaghetti.. dimmi che non sa degli spaghetti.."

 

"Beh cosa ne dici? Andiamo a fare quella passeggiata?" Propose lui.

 

Serena annuì e i due uscirono dal centro Pokémon.

 

Essendo un paesino era molto più visibile la volta stellata. Ogni puntino bianco, dal più piccolo al più grande, mostrava la sua luminosità. Il leggero venticello soffiava tra i capelli e rendeva piacevole quel clima mite.

 

Camminando e camminando, i due ragazzi trovarono un prato tranquillo e ideale per sdraiarsi a guardare il cielo. Serena cominciò a scrutare il blu della notte, alla ricerca di una stella cadente. Sarebbe stato perfetto trovarne una.

"Visto qualcosa?" Chiese l'allenatore sdraiato vicino a lei.

 

"No" disse la performer "Ma ne vedrò una prima o poi!" Commentò fiduciosa.

 

Ash ridacchiò, cominciando anche lui a fare la caccia alle stelle cadenti "Chissà, magari se ne vedo una pure io potrei avere un po’di fortuna questa volta!"

 

Serena rimase perplessa da quelle parole "Questa volta? Cosa intendi?"

 

"Beh, alla lega. A Kalos ci ero andato così vicino, poi purtroppo non sono riuscito a superare Alan. É frustrante, anche se mi sono divertito e ho dato tutto quello che potevo dare, non é bastato. Avrei voluto vincere per una volta, per rendere tutti orgogliosi: tu, Lem, Clem, mia mamma, il professore.... anche Greninja e Pikachu volevano davvero farcela! Non ero mai arrivato in finale.."

 

Serena era allibita, non era affatto d'accordo su alcune cose. "Ash, non ti serve una buona stella. Né per vincere la lega o andare avanti nel tuo viaggio, né realizzerà i tuoi sogni. Tu diventerai maestro Pokémon con la tua grinta, il tuo coraggio, tenacia e i tuoi Pokémon! Non ti arrendi mai davanti alle difficoltà, no?" Discusse con lui dolcemente "Mi hai sempre sostenuta e incoraggiata, devi convincere anche te stesso! Hai detto che Kalos era la tua prima finale, no? Bene, ti sei avvicinato sempre di più e questa sarà la volta buona! Vincerai ne sono certa! E io sarò sempre lì a tifarti e sostenerti come tu fai con me!" Lo incoraggiò con un lieve rossore sulle guance.

 

A quel punto l'allenatore cominciò a grattarsi il naso, segno che stava per dire qualcosa ed era imbarazzato. Ciò che non si spiegava era la risatina che arrivò dopo.

 

Serena lo guardò con fare interrogativo.

 

"Hai ragione!" Smise lui di ridere "Non ho bisogno di una buona stella!"

 

Serena annuì, sapendo che Ash aveva altro da dire.

 

"Per quello ho già te!"

 

Come una bomba nucleare, il viso di Serena diventava sempre e sempre più rosso.  Probabilmente Ash non intendeva quello che Serena sperava, ma quella frase le accelerava comunque il battito cardiaco.

 

"Grazie Serena, sei una grande amica!" Quella frase invece le portò il cuoricino in mille frantumi. Solo un'amica? "No, calmati Serena, hai tempo per farglielo notare!" Pensò la ragazza.

 

L'allenatore era ancora in vena di parlare "E io invece ti sarò sempre di sostegno per i tuoi Varietà! Rimarrò al tuo fianco e farò un tifo sfrenato tra il tuo pubblico! Sarai tu la vera stella a brillare! Diventerai regina di Forsia!"

 

Serena di nuovo arrossì, erano parole molto belle, che le davano coraggio. Ciò che le mancava quando aveva cominciato a viaggiare da sola "Grazie Ash, farò anche io del mio meglio! Io e mi miei Pokémon faremo sorridere tutti coloro che ci guarderanno!  Non lascerò che finisca come contro Aria! Mi divertirò e andrò avanti con i miei amici, fino alla vittoria!"

 

Ash alzò un pugno in cielo "Verso i nostri sogni!"

 

Serena alzò come lui un pugno, che andò ad accostarsi a quello di Ash "Verso i nostri sogni!"

 

 

 

E così, Ash e Serena sono finalmente arrivati nella regione di Forsia. Già la loro prima giornata è stata ricca e piena di sorprese. Queste però sono state solo l'inizio! Cosa spetterà loro nei prossimi giorni? Ash e Serena riusciranno questa volta a coronare i loro sogni?

 

.

.

 

Poco più in la una figura stava guardando i nostri eroi "Finalmente è arrivato...."

.

.

 

.. Il viaggio.. continua..

 

Modificato da SatoSerelover

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altre piattaforme

La prima cattura di Ash? Un piccolo Pokémon tenace!

 

 

I nostri eroi, già all'arrivo nella regione di Forsia, hanno avuto una giornata caotica. Dopo una nottata passata nel centro medico per Pokemon della città di Borgo Buongusto, sono pronti a riprendere il loro viaggio verso Collinopoli dove li aspetta il Professore Olivio.

 

 

 

“Tutto pronto Serena?" chiese un Ash impaziente di iniziare il suo viaggio verso la città di Collinopoli.

 

"Un attimo solo! Finisco di preparare le provviste e sono subito da te!" ribatté Serena mentre cacciava un sacco di panini nello zaino. Era meglio averne sempre qualcuno in più, visto lo stomaco del suo amico. Ora era impaziente, ma poi l’avrebbe ringraziata all’ora di pranzo.

 

"Uff, ma quanto ci mette? Io non vedo l'ora di partire!" sbuffò nella sua testa Ash. Non pensando alla sua reazione nel caso poi a pranzo avessero digiunato.

 

Dopo cinque minuti, Serena uscì dalla stanza, raggiungendo Ash nella hall, pronta a mettersi in viaggio "Eccomi! Sono pronta!" sorrise lei.

 

"Bene andiamo!" rispose Ash contento che finalmente che i preparativi fossero finiti.

 

I due raggiunsero il banco della hall e chiesero informazioni all'infermiera Joy "Scusi, per andare a Collinopoli?"

 

"E' facilissimo! Basta prendere il percorso appena fuori dalla città, poi risalite il fiume Spaghetto! Non potete sbagliare!"

 

"Grazie! E' stata gentilissima!"

 

"Ma vi pare? Buona fortuna con il vostro viaggio e prendetevi cura dei vostri Pokemon!"

 

L'allenatore e la performer uscirono dal centro medico e dopo un po’ di passi raggiunsero i confini di Borgo Buongusto, da dove cominciava il loro percorso. "Ecco! Finalmente inizio il mio viaggio nella regione di Forsia!" disse Ash pimpante come al solito.

 

Il percorso era un'amena strada di campagna che si annidava in una piccolo bosco. Nelle vicinanze scorreva un lungo fiume enorme, probabilmente anche molto lungo, che scorreva da nord a sud. Era proprio un piccolo percorso carino e confortevole. L'aria forsiana emanava quel “non so che” di piacevole e vitale. Il cammino dei due adolescenti era allietato da una piacevole folata di vento, che rendeva poco faticoso il cammino.

 

Ciò diede una maggior carica ai due ragazzi, i quali proseguirono il loro cammino verso la capitale di Forsia. Dopo aver superato un piccolo colle davanti a loro si profilò un paesaggio incantevole con l'erba, illuminata dai raggi del sole, che dava un'impressione paradisiaca.

 

Ash tentava in tutti i modi di scorgere dei nuovi Pokémon, ma la ricerca fino a quel momento fu vana. Di certo con la sua foga e la sua carica ne avrebbe trovati prima o poi.

 

Ad un certo punto, Serena avvertì uno strano rumore. Era familiare alle sue orecchie, anche se qualcuno lo avrebbe potuto confondere per un Ursaring oppure un terremoto. Talmente familiare che sapeva già che non era un Pokémon e cominciò a togliersi lo zaino. Ero lo stomaco di Ash, che dopo più di due ore di cammino reclamava del cibo, come aveva previsto la ragazza.

 

Prontamente Serena sorrise "Ecco Ash! Stavo aspettando solo questo! Per fortuna che a Borgo Buongusto ho comperato dei panini succulenti! Ora non ti lamenti più che ti ho fatto aspettare con i preparativi, eh?"

 

In quel momento Ash amava serena più di chiunque altro.. solo in quel momento? "Grazie Serena! Lo dico sempre che sei la migliore!!"

 

La ragazza rispose con un piacevole sorriso e un lieve rossore sul viso. Ormai cominciava a farci l’abitudine, ma quei complimenti la graziavano sempre e le andavano di buon grado.

 

Subito dalle loro borse, i ragazzi estrassero un lenzuolo che stesero sull'erba e su cui appoggiarono il loro pranzo.

Serena diede un panino ad Ash che nonostante la fame gentilmente attese la ragazza e tutti i Pokémon. Tutti erano pronti a mangiare, ma anche ad ammirare il nuovo panorama forsiano.

 

"Siamo tutti pronti! Possiamo iniziare a mangiare" esclamò Serena. "FINALMENTEEEEE!!!! buon appetito a tutti" ribatté Ash. Anche gli altri Pokémon, con il loro verso, augurarono un buon pranzo agli allenatori.

 

Ash si gustò con lo sguardo quel suo enorme e mega galattico patino che teneva tra le sue mani come se fosse un tesoro. Si leccò i baffi e si preparò ad agguantarlo. Solo il profumino che emanava gli metteva sempre più fame.

 

Sarebbe bastato a sfamarlo? Nessuno lo sa con certezza, perché poco prima di azzannare la sua preda, il panino scomparve dalla vista dell’allenatore, il quale finì per mordere le proprie mani. Come una folata di vento il panino si dissolse e fu portato via dal fato. O meglio, da un Pokémon.

 

“AHIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!" urlò dal dolore Ash. Solo troppo tardi si accorse che il suo pranzo, non era più proprio “suo”.

 

"CHI E' STATO!?" Urlò di rabbia Ash, alzandosi in piedi alla ricerca del colpevole "CHI HA RUBATO IL MIO PANINO!?"

 

Serena era allibita, sia lei che Pikachu.. che tutti i Pokémon, fissavano l’allenatore basiti e intimoriti. Era come se emanasse un’aura oscura e terrificante "A-Ash e-era solo un panino.. n-ne ho un altro..."

 

Anche Pikachu, il quale lo conosceva meglio di tutti, lo guardava sconvolto. Più che sconvolto, lo guardava sconfitto e preoccupato. Pregava in cuor suo per la salvezza del colpevole. Sapeva benissimo che se c'era una cosa che Ash NON tollerava era che qualcuno gli rubasse IL SUO cibo. E anche Pikachu stesso reagiva così, quindi la cosa non lo stupiva. Erano le basi di Ash.

 

Alla fine volgendo lo sguardo in aria, ancora inferocito, l'allenatore trovò il suo amato panino che volteggiava di qua e di là. Era nel becco di quello che sembrava essere un uccellino azzurro con delle livree bianche sul corpo. Aveva il petto bianco e un ciuffetto di piumine, le quali gli sporgevano dal capo.

 

Una goccia della senape del panino finì per cadere dritta sulla faccia di Ash. Come se il destino lo avesse schiaffeggiato.. la cosa non era gradita dal Kantoniano "TUUUU! ORA TI AMMAZZOOO!!! CI SONO POCHE COSE CHE MI FANNO USCIRE DAI GANGHERI E UNA DI QUESTE E' SFILARMI IL MIO PRANZO! SE TI ACCHIAPPO TI SPENNO!"

 

Tutti i presenti deglutirono con sguardi preoccupati, non per Ash, per il Pokémon.

 

L'uccellino nel frattempo stava volando via dal suo campo visivo, evidentemente si era accorto di aver appena risvegliato una bestia assopita. "AH VUOI LA GUERRA EH!? A NOI DUE UCCELLACCIO DEL MALAUGURIO!”

 

Il piccolo uccellino sobbalzò e cominciò a volare via sempre più veloce, temendo per la propria incolumità. Era la prima volta che vedeva una tale reazione.

 

“DOVE VAI!? TORNA QUIIIIIIIIII!" e Ash partì a tutta velocità verso quello che pareva un inseguimento folle, lasciando Serena, Pikachu, Braixen, Pancham, Sylveon e Greninja.. senza parole.

 

La ragazza aveva solo potuto immaginare una scena del genere, ma vederla dal vivo e così intensa l’aveva scioccata e intimorita. Mai avrebbe pensato di vedere Ash reagire così, soprattutto con un Pokémon. Pikachu la guardò quasi con una faccia che implorava di perdonare il suo allenatore.

 

Ormai Ash era ben lontano dai suoi amici. Se l'era proprio presa sul personale questa volta. Quel Pokémon con quell'atto a suo parere osceno, lo aveva apertamente sfidato. Se voleva del cibo poteva chiedere, ma sfilargli il suo amato pranzo e primo panino forsiano era una frecciata che lo aveva chiaramente colpito duramente.

 

L'uccellino era veloce, doveva ammetterlo, ma la furia incontrollabile dell'allenatore gli permetteva di reggere il passo con il ladruncolo "ORMAI TI HO RAGGIUNTO! PREPARATI AD AFFRONTARE IL CREATORE!"Arrampicandosi su un albero come una scimmia, Ash raggiunse un ramo e con un salto cercò di prendere il rapitore del suo pranzo "SEI MIO!!!!" Urlò Ash.

 

Il salto funzionò a metà, perché l'unica cosa che Ash riuscì a fare, fu solo quella di strappare un ciuffo di penne da quel Pokémon, il quale non poté trattenere un grido "TWEEEEEEEEEEEEEEE!" Aprire la bocca permise al panino di cadere al suolo. Ok, forse era tardi per mangiarlo, ma Ash era ancora a tempo per farla pagare a quel piccolo ladro.

 

O così pensava. Subito il Pokémon si voltò verso il ragazzo con un'aria minacciosa il quale, consapevole di ciò che aveva combinato, placò leggermente la sua ira. Ash capì che la situazione per lui si stava complicando, poiché a causa della sua corsa sfrenata e irrazionale non aveva con sé neanche il suo migliore amico Pikachu. Non aveva Pokémon e nemmeno la sua amica Serena, che probabilmente lo avrebbe calmato se ne fosse stata capace.

 

Mentre questi pensieri passavano nella testa di Ash, l'uccellino stava preparando il sua attacco Furia. Il Pokémon uccello si fiondò dritto, dritto sulla testa di Ash e incominciò a beccarlo come mai prima d'ora.

 

"Oaw! Oaw! Oaw! Oaw!" Urlava Ash dal dolore, cercando di sottrarsi alla Furia di quel potente becco. Il volatile Blu continuò a beccarlo, fino a che non fu soddisfatto, dopodiché se ne andò di nuovo a riprendersi il suo bottino.

 

"Uff.. Certo che è forte quel Pokémon...." commentò Ash pieno di lividi. Non notò che i suoi piedi non toccavano terra, fino a quando non si sentì precipitare, cosa abbastanza spiacevole. L'uccellino non solo lo aveva riempito di beccate, ma l'aveva spinto giù dall’albero che fino a poco prima lo aveva tenuto al sicuro da un precipizio.

 

"AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!" Urlò l'allenatore cadendo nel vuoto. Fortunatamente la fitta vegetazione fece da cuscino anti impatto e Ash finì proprio sopra un cespuglio.

 

Il ragazzo si alzò "Ahio! Hey mica male! Potente e furbo quel piccoletto!" notò Ash massaggiandosi il sedere dopo la brutta botta presa. "Se non fosse un ladruncolo di prima categoria.. l'avrei voluto con me!”

 

"Beh, oramai l'ho perso di vista. Sarà meglio tornare dagli altri.. se li trovo" commentò uno sconsolato Ash. Si era appena reso conto di un altro spiacevole fattaccio. A furia di inseguire quel ladro di panini, si era allontanato parecchio e non aveva la minima idea di dove si trovasse o dove fosse arrivato. Non conosceva la zona e non aveva nessuno a cui riferirsi o chiedere. Inoltre era impossibile scalare quel dirupo e non aveva idea di come tornare al punto di partenza. Si era perso. "Ahhhhhhhh e adesso come faccio!?" urlò l'allenatore.

 

Stando fermo non avrebbe risolto nulla. Riprese il cammino, cercando di orientarsi o trovare dei punti di riferimento sul percorso, ma durante l’inseguimento aveva solo guardato il suo povero panino che si scuoteva nel vento. Era difficile orientarsi in un bosco senza mappa, o senza nulla su cui basarsi. Gira e rigira, tutte le volte il povero allenatore si ritrovava sempre al punto di partenza."Ma c'è un modo per uscire da questo bosco!?”

 

Ash girò e rigirò senza concludere un bel niente, ovunque guardava c'erano solo alberi e cespugli. Sperava di vedere Serena, Pikachu o Greninja.. ma nessuno di loro era nelle vicinanze. Era meglio perdersi tutti assieme, ma da soli diventava critico.. e come se non bastasse Ash aveva ancora molta fame.

 

Camminò ancora un pò, cercando di cambiare ogni volta percorso. Finalmente, dopo centinaia di tentativi, riuscì a trovare una strada che non fosse in tondo.

 

Ad un certo punto Ash sentì un fischiettio familiare. Molto familiare e detestabile alle sue orecchie. Il sussurro del diavolo.... il ladro di cibo. Andò in direzione del rumore, correndo come un cannone sparato in aria. Era pronto a colpire il bersaglio ed esplodere. Prima di tutto quel Pokémon del malaugurio lo avrebbe riportato dai suoi amici e da Serena, la quale probabilmente era preoccupata. Poi gli avrebbe dato una bella lezioooo.....ne?

 

La scena che si ritrovò davanti non era quella che si aspettava. Dal cespuglio da cui era uscito si vedeva un albero alto con un nido sopra. Dentro di esso vi erano non uno ma ben 5 Tweeny. Uno era il ladro, altri due erano più piccoli, uno era più grande e un altro ancora di più, ma con un ala ferita.

 

L'uccellino ladro lasciò cadere il panino nel nido e i due più piccoli, probabilmente i suoi fratellini, cominciarono a beccare il cibo. I due più gradi invece avevano uno sguardo abbastanza triste. Quello grosso doveva essere il padre e l'altra la madre.

 

Tweeny cominciò a grattarsi la testa con l'ala, sembrava imbarazzato e allo stesso tempo dispiaciuto. Tuttavia sembrava anche alleggerire la faccenda.

 

"Twee.. ny-nyn." Cinguettò il padre.

 

Il Tweeny familiare sembrava voler tranquillizzare i due genitori "Twee! Twee!!!"

 

Ash in quel momento vedendo quella scena si maledisse. Se solo l'avesse saputo prima, che quel ladruncolo aveva compiuto quel gesto scavezzacollo solo per aiutare la sua famiglia, non l'avrebbe inseguito anzi, l'avrebbe aiutato volentieri. Era un passerotto davvero responsabile e tenace quel Pokemon.

 

L'allenatore sentì crescere dentro di sé una profonda ammirazione e rispetto verso quel piccoletto. Provò a sporgersi meglio per osservare la scena, ma appoggiò le mani nel vuoto e cadde a terra, attirando l’attenzione di Tweeny, il quale si mise subito sulla difensiva.

 

"Tranquillo, tranquillo! Non ti voglio far male! Alzo bandiera bianca!" A dire il vero Ash non aveva qualcosa con cui creare una bandiera bianca, perciò l'uccellino lo guardò con fare molto sospetto, pronto ad aggredirlo di nuovo.

 

"Ok, non ho una bandiera bianca, ma ho le maniche bianche! Vanno bene comunque?"

 

"..A-Ash?" La voce familiare lo fece girare subito. Era Serena grazie al cielo!

 

La ragazza tuttavia guardò confusa la scena, Ash era calmissimo. Fino al massimo un'ora prima era l'incarnazione della furia e ora stava donando il suo cibo a quel Pokémon?

 

Il ragazzo corse da lei "Che bello rivederti!"

 

"Non dirlo a me, ero preoccupata!" Lo sgridò lei.

 

Ash si imbarazzò "Ehe.. scusa.. comunque hai qui il resto del cibo? Hai detto che avevi altri panini!" Domandò lui.

 

Serena lo guardò con confusione. Si, magari aveva fame, anzi era certo. Ma non era il momento ideale per mangiare.

Guardò un attimo i Tweeny e poi di nuovo Ash, allora capì. Prese lo zaino e tirò fuori il resto dei panini "Ecco!"

 

Ash li prese e tornò dagli uccellini, appoggiò il cibo nel nido e si allontanò senza dire nulla. Pikachu saltò sulla spalla del suo allenatore, mentre Greninja fu ritirato nella sua pokéball.

 

Infine se andarono insieme, mentre Tweeny guardava senza fiato gli allenatori.

 

La performer e l'allenatore camminavano in direzione dell'uscita della foresta, probabilmente avrebbero trovato un centro Pokémon, oppure in caso contrario si sarebbero fermati per la notte in una tenda. Non parlando per tutto il tempo dell’accaduto.

 

Così finì, i due dovettero fermarsi quando il sole calò e non avevano raggiunto ancora nessun Centro Pokémon. Le stanchezza si era fatta sentire.

 

Ash si procurò la legna e accese il fuoco. Serena invece si occupò del cibo, visto che qualcosa da cucinare era rimasto. Ormai aveva imparato bene a preparare di tutto, quindi sarebbe venuta fuori con qualcosa.

 

Mentre la ragazza cercava di realizzare qualche ricetta forsiana e qualcuna della famiglia Ketchum, che qualcuno guarda caso le aveva passato qualcuno di sua conoscenza, Ash era intento a preparare la sua tenda.

 

I due mangiarono di buon gusto ciò che Serena era riuscita a preparare. Ash doveva proprio ammettere che adorava la sua cucina, non gli dispiaceva affatto viaggiare con lei. Un misto della cucina forsiana e quella di sua madre, la combinazione perfetta.

 

La notte era ormai giunta e gli allenatori si prepararono per andare a letto. Serena purtroppo era poco pratica con la sua tenda, c’era qualcosa che non andava decisamente. Ci sarebbero volute ore per montarla per bene o almeno procedendo di quel passo. Non capiva cosa ci fosse di sbagliato, eppure aveva già montato parecchie tende prima di allora.

 

"Inutile! Non ce la faccio!” si lamentò ormai stanca la performer."Non riuscirò mai a montare la mia tenda di questo passo!"

 

Ash sentì le lamentele dell’amica e si avvicinò. Lanciò uno sguardo sulla tenda smontata da dietro Serena "Beh non c'è problema!" Disse lui tranquillamente, sorprendendo la ragazza. "Possiamo dormire tranquillamente nella mia!”

 

"Eh!?" arrossì lei completamente spiazzata dalla naturalezza con cui l'allenatore aveva proposto una cosa del genere.

 

"No, no, tranquillo! Mi rimetto subito all'opera!!" mentì poi ritrovando inspiegabilmente la forza di ricominciare nel suo intento

 

"Mah, a dire il vero per me c'è ancora da lavorarci su.. anzi, è rotta! Vedi quel buco?”

 

Serena tornò a fissare il materiale “Ecco perché non ci riuscivo.. beh posso dormire all’aperto!”

 

“Neanche per sogno! Stasera fa freddo e non mi sembra il caso che dormi da sola all’aperto! Guarda che non è un problema per me!" ripeté Ash totalmente contrario all’idea di lasciarla sola. Aveva sempre dormito in coppia con qualche compagno di viaggio: Brock, Tracey, Spighetto, Lem… cosa cambiava?

 

Insomma, sebbene Serena cercasse in tutti i modi di evitare di passare la nottata nella stessa tenda di Ash, non c’era modo di far cambiare idea all’allenatore. Conoscendolo avrebbe potuto persino spingerla dentro con la forza e questa era una cosa che voleva evitare.

 

Dovette arrendersi all’evidenza. Neanche era entrata nella tenda dell'allenatore e già la sua faccia bolliva più della pentola che si trovava sul fuoco prima. Ash si cambiò per primo, mentre Serena lo fece di seguito. Era un sensazione stranissima. Sentiva il latte alle ginocchia.

 

Ash sembrava non accorgersi di nulla, come sempre dopotutto. Nemmeno capiva cosa succedeva e la motivazione dell’ansia dell’allenatrice. Semplicemente non voleva che Serena passasse la notte al freddo, fuori e da sola. Con il rischio di qualche Pokémon ad attaccarli. Oppure ancor peggio, tutta la notte sveglia a montare la tenda.

 

"Serena tutto ok?" Chiese l'allenatore alla compagna, mentre si sedette sul suo sacco a pelo.

 

La ragazza annuì calma "Si, certo! Sono solo stanca!" E sperava davvero di esserlo, di addormentarsi in fretta e scordare quel panico che la stava soffocando.

 

"Oh beh, se lo dici tu!" Sorrise lui infilandosi nel sacco a pelo, lasciando fuori solo braccia, petto e testa. Il topino elettrico si stiracchiò e accucciò vicino ad Ash mentre Serena lentamente si sdraiò accanto all’allenatore.

 

Era la prima volta che i due dormivano nella stessa tenda e la cosa era.. strana. Meravigliosa, ma strana. Insomma, aveva il sangue che pulsava e il cuore rimbombava nel corpo, impedendole di assopirsi. Si sentiva al sicuro da ogni eventuale pericolo con lui accanto, ma allo stesso tempo era di lui che aveva paura. Era confortevole e imbarazzante.

"Cosa credi che stia facendo quel Pokémon?" Chiese Ash alla ragazza.

 

La performer, sorpresa dalla domanda, ribatté "Pensavi di catturarlo?"

 

Ash pensò un attimo e poi scosse la testa "Di certo sarebbe un buon acquisto per la mia squadra, ma no.. non potrei farlo. Ha una famiglia di cui prendersi cura, non posso portarlo via dalla sua casa, capisci?"

 

Serena annuì "Certo, capisco!"

 

"Ho un'altra domanda da chiederti.." iniziò lui.

 

Serena a quel punto andò tranquilla a rispondere, credendo fosse riguardo a Pokémon.

 

"Perché sei così nervosa?" Scherzò lui con un ghigno.

 

Serena sbatté le palpebre "N-No... non sono nervosa" Serena cominciò a giocherellare con una ciocca di capelli, arrotolandola con il dito "Non capisco da cosa lo pensi!” Ovviamente dimostrando sempre più la sua timidezza.

 

Ash la guardò divertito "Ma certo, mi chiedo proprio da cosa!” Scherzò lui “Guarda che non c'é problema, puoi dormire in tenda con me! Non mi spiace affatto! Tanto finché viaggiamo soli io e te non vedo il problema! Risparmiamo la fatica di comprarne una nuova e montarla!”

 

Puff... la testa di Serena si accese come una torcia. Aveva frainteso appena appena le parole del ragazzo? Non contava, perché avrebbero dormito assieme, tutte le notti. Si limitò ad annuire, pensando a quale terribile e stupenda situazione la aspettava ogni sera.

 

La ragazza chiuse gli occhi di nuovo, pensando a dimenticarsi tutto. In pochissimo cadde in un sonno profondo. Pikachu si alzò e cambiò posto. Zampettò fino a dove dormiva Serena e si mise dietro di lei per scaldarla.

 

La notte passava in fretta e tranquillamente, nel silenzio di quei campi si sentivano in lontananza solo versi di alcuni Pokemon che contribuivano a dare all'ambiente un'atmosfera piacevole.

 

Ash apriva e chiudeva gli occhi di continuo, stranamente ora era lui a non riuscire a dormire. Girò lo sguardo sulla compagna di viaggio che ora dormiva con il viso rivolto a lui. Sentiva il suo respiro soffiargli addosso e la cosa la trovava piacevole. Sorrise, trovando che mentre dormiva Serena aveva quel non so che… qualcosa che gli piaceva. Era molto dolce.

 

La mattina non tardò ad arrivare e Serena fu la prima ad aprire gli occhi, ma quello che vide la fece arrossire di colpo. Voleva urlare o sbraitare dall’imbarazzo ma si tappò la bocca istintivamente. Sentiva un bel calore attorno a lei e sentiva quel piacevole sentimento di affetto, come coccolata. Ecco il perché.

 

Si trovava tra le braccia di Ash, appoggiata al suo petto, mentre sentiva il battito di cuore del ragazzo che la cullava. Non poteva crederci. Non poteva immaginare cosa sarebbe successo se si fosse svegliato trovandola in quella situazione. Probabilmente dormendo era finita per accoccolarsi a lui e Ash, sempre dormendo, aveva avvolto il suo braccio intorno a lei.

 

Doveva svegliarsi senza far si che lui facesse lo stesso. Sentì una risatina al suo fianco. Provò a girarsi, ma non poté far più di tanto, con la paura di svegliare Ash, per l’imbarazzo che la pietrificava e per la comodità che provava. Quanto si malediceva e vergognava.

 

Trovò Pikachu a ridacchiare di lei e subito lo guardò pregandolo “Ti prego aiutooo..” Sussurrò, mentre il topino annuì, senza smettere di ridacchiare con le zampe sulla bocca per non fare casino.

 

Il Pokémon camminò verso di lei e si infilò in mezzo ai due allenatori, allontanandoli.

 

La ragazza poté quindi liberarsi e stirare le braccia. “Che imbarazzo..” le guance rimanevano infiammate come non mai. “Cosa ho fatto…” Si strofinò gli occhi. Solo ora prendeva la consapevolezza che quegli eventi avrebbero potuto ripetersi. Non sarebbe stata neanche l'ultima notte con Ash.

 

La ragazza uscì e invitò Pikachu ad unirsi a lei, aspettando il risveglio di Ash, dopotutto non avrebbe mai potuto cambiarsi fuori dalla tenda e nemmeno lontanamente all’interno con Ash presente.

 

Dopo pochi minuti anche Ash si svegliò e salutarono Serena, trovandola impegnata a spazzolare il pelo di Pikachu. “Buongiorno!” Salutò l’allenatore sbadigliando. “Dormito bene?”

 

“Benissimo! Mai dormito meglio! Tu?” Commentò Serena, dicendo ovviamente una cosa banale, scontata e verissima. Non aveva mai dormito meglio, dopotutto era stata tra le braccia di Ash.

 

Ash si stropicciò gli occhi “Mi fa piacere! Anche io ho dormito benissimo, anzi una delle più belle dormite che abbia mai fatto.

 

Pikachu si irrigidì di colpo, sentendo la spazzola che gli tirava il pelo. Si girò di scatto verso Serena, la quale stringeva la spazzola tremante e rossa in volto. Il topino saltò giù dalle gambe della ragazza, pronto ad arrampicarsi sulla spalla di Ash, ma improvvisamente un paio di attacchi arrivarono dal nulla ed esplosero di fronte al Pokémon.

 

 

Preparatevi a passare dei guai! Siamo svegli e mattinieri!

 

 

 

Dei guai molto grossi! Noi iniziamo presto i lavoretti giornalieri!

 

 

 

Proteggeremo il mondo della devastazione!

 

 

 

Uniremo tutti i popoli nella nostra nazione!

 

 

 

Denunceremo i mali della verità e dell'amore!

 

 

 

Estenderemo il nostro potere fino alle stelle e anche più in là!

 

Jessie!

 

                        e James!                           

 

 

 

Team Rocket, pronto a partire alla velocità della luce!

 

 

 

Arrendetevi subito, o preparatevi a combattere!

 

 

 

Meowth, proprio così!

 

 

 

 

"Ma anche il mattino presto dovete darci fastidio?!” si lamentò Ash, ancora mezzo addormentato.

 

"Ahahahahahahahah! Il Team Rocket deve raggiungere il proprio obiettivo altrimenti non è contento! Prima facciamo il nostro colpo, prima portiamo via Pikachu!" rispose con tomo sicuro James.

 

Ash si era già stufato di quella mattinata. Prese in mano la pokéball e la lanciò “Vai Greninja! Scelgo te!”

 

Il Pokémon rana si posizionò davanti al suo allenatore, già in posizione d’attacco. “Gre!”

 

Anche Serena afferrò un po’ di Pokéball “Braxen, vieni fuori!” il fascio di luce rossa liberò il Pokémon volpe, pronto a combattere come il suo compagno.

 

"Vai Greninja! Acqualame!"

 

"GREEEEE….JAA!!!!" Un potentissimo attacco arrivò proprio in direzione dei banditi, ma prontamente Jessie rispose.

 

“Wobbuffet, usa Specchiovelo!” Jessie ordinò al Pokémon azzurro, il quale si mise di fronte all’attacco e lo rimandò al mittente.

 

Ash tuttavia, sembrava sicuro di poter scacciare per l'ennesima volta i malviventi e la strategia del Team Rocket non lo preoccupava particolarmente “Schiva!”

 

Greninja si spostò alla sua sinistra, schivando l’attacco e flettendo sulle sue zampe. “Ora usa Aeroattacco!” Di nuovo il Pokémon si apprestò a colpire, correndo in direzione di Wobbuffet.

 

“Usa Pazienza!” Gridò Jessie, portando il Pokémon ad aspettare e subire il colpo. Il Pokémon dei malviventi si alzò e si preparò a continuare la lotta, nemmeno lui era preoccupato dalla serie di attacchi dell’avversario. Caricava sempre più energia.

 

“Dobbiamo sconfiggerli prima che possa completare Pazienza!” dichiarò Ash all’amica “Attacchiamo insieme! Greninja usa Acqualame di nuovo! Pikachu invece usa Energisfera!”

 

“Greeeeeeeninjaaaaa!”

 

“Pikapikapikaaaaaa… chupi!”

 

La ragazza annuì e puntò lo sguardo sui nemici “Braixen usa lanciafiamme!”

 

“Braiiiiiii…xen!!!

 

I tre Pokémon lanciarono i loro potenti attacchi, sicuri che la vittoria era ormai in mano loro. Wobbuffet stranamente corse verso il raggio lanciato dagli avversari, arrivando a pochi metri da Ash e Serena. Il colpo andò lo stesso a colpirlo, alzando un enorme quantità di polvere dal terreno, coprendo a tutti la visuale.

 

“GOUUUU…RGEIST!!!!!” improvvisamente un fascio di ombra intenso comparve dalla foschia, ma diretto verso l’allenatore Kantoniano e non verso i suoi Pokémon. Avevano tenuto nascosti Inkay e Gourgeist per tutto il tempo e sfruttato l’esplosione per attaccare.

 

“ASH!” Serena gridò preoccupata, mentre Pazienza si avvicinava sempre di più e velocemente. Di quel passo non si sarebbe mai potuto scansare.

 

“PIKAPI!” Anche Pikachu urlò dall’alto, cercando di lanciare un Fulmine appena in tempo e caricando l’elettricità nelle sue guance. Purtroppo anche il tentativo non sarebbe servito a niente, non avrebbe mai fatto a tempo e qualcuno lo sapeva.

 

Improvvisamente, un potentissimo attacco Alacciaio a sorpresa respinse l’attacco, permettendo ad Ash di evitare un bel rischio e deviando la palla di energia oscura altrove. Team Rocket venne preso alla sprovvista, chi era che li stava aiutando adesso? Non si poteva mai completare un lavoro in santa pace, senza terzi in comodo.. o beh non terzi, ma qualcosa di più.

 

Davanti ad Ash, volava un Pokémon uccello azzurro. Era il nuovo amico pennuto dei ragazzi!

 

"Sei il Pokémon di ieri! Mi hai salvato!”

 

Tweeny annuì, sorridendo all’allenatore.

 

“Menomale.." ribatté Serena, contenta che Ash fosse sano e salvo e che il loro nuovo amico fosse accorso per loro.

Tweeny attaccò nuovamente i banditi, volando verso di loro rapidamente, ma questa volta James fu pronto a rispondere. “Usa Psicoraggio Inkay!”

 

“IIIIIInkayyyyyy!!!!” ribatté la medusina con uno dei suoi attacchi, colpendo dritto, dritto il povero Pokémon. Il piccolo volatile cominciò a cadere in direzione del suolo, ma fu preso appena in tempo da Ash, il quale riuscì ad afferrarlo lanciandosi sotto di lui.

 

Il piccolo Pokémon era ferito abbastanza gravemente e non sembrava nelle condizioni di continuare ad aiutarli “Hey, va tutto bene?” Chiese Ash preoccupato per la saluto di questo loro piccolo eroe.

 

“Tweee….” Il piccoletto cercò di rassicurarlo, ma era evidente che non era affatto in buono stato.

 

Ash sorrise e si alzò da terra, tenendo l’uccellino tra le braccia “Se stato coraggioso, ti ringrazio di cuore. Vedrai che andrà tutto bene, ci pensiamo noi ora. Presto starai meglio!”

 

Serena, sebbene distratta dalla situazione, si ricompose e approfittò dello scombussolamento generale per lanciare un nuovo attacco “Braixen forza! Usa Fuocobomba!!!!”

 

La volpe tirò fuori il suo ramo e lo agitò circolarmente, creando un vortice di fiamme, per poi soffiarci dentro e creare un’enorme stella di fuoco.

 

Le fiamme intense e l’attacco sorpresero il Team Rocket, incapace di difendersi in tempo e quindi colpiti e scaraventati in aria.

 

“RIPARTIAMO ALLA VELOCITA’ DELLA LUCEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!”

 

La ragazza ritirò la sua Braixen nella pokéball “Grazie Braixen, sei stata grandiosa!” Una volta terminato, corse verso l’amico e il Pokémon uccello "Oh mamma, sta molto male!?"

 

Il suo atto di coraggio gli aveva procurato parecchie ferite a tutto il corpo, di certo lo aveva aiutati e senza il suo aiuto a quest’ora avrebbero potuto aver già perso. Il piccolo Pokémon cercò di contrarre la bocca in un sorriso. Era il minimo che potesse fare dopo quell'atto di generosità del giorno passato.

 

"Sei proprio forte sai?" gli disse Ash "Buttarsi in quel modo su un avversario non è roba che tutti sono capaci di fare! E hai avuto un bel coraggio! Davvero ti ringrazio per avermi protetto!"

 

L'uccellino però ora era davvero stremato e nonostante volesse dibattere, non ci riuscì.

 

“Presto portiamolo ad un centro medico per Pokemon!" Disse la performer evidentemente preoccupata per le condizioni di salute del mini pennuto. “Dobbiamo sbrigarci!”

 

“Si!” Concordò l’allenatore. I due si cambiarono in fretta, facendo a turno a badare a Tweeny e in pochissimi minuti ripresero il loro cammino, correndo verso un centro Pokémon. O almeno continuando sul loro percorso e sperando di trovarne uno.

 

Fortunatamente il destino era stato loro d’aiuto. Trovarono ben presto un centro medico per Pokémon nelle vicinanze e come entrarono, subito trovarono un’infermiera pronti ad aiutarli.

 

Il ragazzo corse verso il banco informazioni, attirando decisamente l’attenzione di Joy "Infermiera presto! Questo Pokémon è ferito!"

 

"Me ne occupo subito! Voi attendete qui!" disse prontamente l'infermiera. Un Wigglytuff corse fuori da una porta, spingendo una barella. Ash appoggiò delicatamente l’amico, lasciandolo alle cure degli esperti di medicina. Si fidava ed era certo che si sarebbe ripreso in fretta.

 

Così il suo pensiero rimase per tutto il tempo, da quando Tweeny fu portato in nella sala ricoveri. Gli adolescenti aspettarono pazientemente  l’esito del trattamento che l’infermiera Joy stava trattando sull’amico, sperando il meglio per lui.

 

Dopo circa un’ora, l'infermiera Joy uscì dalla sala, togliendosi i guanti in lattice. Ash e Serena subito le corsero incontro, evidentemente ansiosi. "E' tutto a posto? Sta bene?" chiesero preoccupati.

 

"Si, si!" Li rassicurò la donna dai capelli rosa. "Era solo un pò malmesso, con molte ferite ma abbastanza superficiali e trattabili con semplici medicazioni. In breve tempo si rimetterà del tutto, deve solo riposare un po’, ma si vede che è un tipetto tosto!”

 

Da dietro di lei, apparve svolazzando il piccolo combattente completamente ristabilito e si depositò sulla spalla della dottoressa.

 

“Oh meno male..." sospirò Serena.

 

"A proposito, noi non abbiamo un pokedex, di che Pokémon si tratta?"

 

L'infermiera ridacchiò "Questo é un Tweeny! Un tipico Pokémon uccello della regione di Forsia! Un po’ come lo sono Fletchling a Kalos!”

 

"Ah.." Ash si rivolse al nuovo amico "Quindi ti chiami così!"

 

"Twee!! Twee!!!" Cominciò a sbattere le ali il piccolo volatile.

 

Il ragazzino si avvicinò al Pokémon e tese il braccio per farlo passare a lui "Ti riportiamo noi a casa! Non devi faticare! Così sarai al sicuro per tutto il tragitto!" Dichiarò il ragazzo. Serena e Pikachu annuirono aderendo.

 

A quel punto il piccolo Pokémon non poté che essere d'accordo e saltare sul braccio di Ash. I tre uscirono dal centro Pokémon, mettendosi in cammino per il nido di Tweeny. Arrivarono a destinazione dopo un'oretta di camminata, pronti a salutare l'amico.

 

"Grazie ancora, sei davvero un Pokémon grandioso!"

 

In un primo momento la famiglia della creatura selvatica si agitò vedendo il loro familiare ferito e sul braccio di un umano.

 

Tweeny fece cenno di non preoccuparsi, siccome lo aveva solo aiutato.

 

Il nativo di Kanto appoggiò delicatamente il Pokémon nel nido e poi fece qualche passo indietro.

 

Ash si congratulò con il piccolo uccellino "Sai, mi sbagliavo. Quando ti ho visto la prima volta, credevo fossi solo un ladruncolo qualunque, magari forte ma non di onore. Beh, ero completamente nel torto! Saresti stato un Pokémon davvero forte e mi avrebbe fatto piacere averti con noi nella nostra squadra! Sono sicuro che un giorno sarai davvero potente e sarai uno dei migliori della tua specie!!"

 

Tweeny rimase a guardarlo in silenzio.

 

"Buona fortuna! Prediti cura della tua famiglia!" Lo salutò l'allenatore, per poi allontanarsi.

 

Tweeny rimase a fissarlo con uno sguardo triste, quello tipico di chi vuole fare qualcosa. Avevo una vocina dentro alla sua testa che gli imponeva di aprire le ali e fermare l’allenatore in qualche modo. Non sapeva perché ma sentiva che qualcosa lo legava a quel ragazzino. Non sapeva se fidarsi o se faceva la scelta giusta, ma la cosa lo disturbava davvero.

 

Era frustrante non sapere cosa fare. Era altrettanto frustrante sentire come anche un vincolo che lo tratteneva e gli impediva di spiegare le ali e prendere il volo. Come fosse chiuso in una gabbia o con la consapevolezza che se avesse provato a spiccare il volo, sarebbe caduto al suolo.

 

Ed era ovvio il motivo, aveva una famiglia di cui occuparsi ed era tutto nelle sue mani… zampe.. beh si le ali.

 

Il padre del Pokémon appoggiò l'ala attorno al figlio e gli sorrise. A lui si unì anche la madre dell'uccellino. "Ny!"

"Nynin tweee??" Tweeny li fissava preoccupato. Una scelta del genere comportava dire loro addio e non era certo che li avrebbe rivisti. Andare via voleva dire legarsi ad un allenatore, ad una nuova famiglia.

 

A quel punto il padre aprì l'ala ferita e la sbatté tranquillamente, per poi annuire. Era segno che stava bene e che non doveva più preoccuparsi.

 

Tweeny si era addossato responsabilità grandi per mantenere la sua famiglia, arrivando a macchiarsi di brutti atti come rubare e guadagnarsi il titolo del ladro. Era ora di ricompensarlo e lasciarlo libero di volare alto nel cielo. Di spiegare le ali e dimostrare di poter dare di più e non rubando. Era ora che scegliesse la sua strada, di essere ricompensato nel modo migliore, ovvero fidandosi di lui. Di dargli quella sua libertà che meritava e di trovare una nuova famiglia, senza comportare di dimenticare la vecchia.

 

A quel punto l'uccellino non ebbe più dubbi sulla sua scelta. Si lasciò precipitare nel vuoto, giù dall'albero e spiegò le ali, planando nel vento.

 

Come una catena che si era spezzata e ora sentiva che stava volando davvero, non più sbattendo solo e semplicemente le ali.

 

Il suo atterraggio fu così lungo da raggiungere i due allenatori e da permettergli di piazzarsi davanti ai due allenatori, i quali si bloccarono di colpo.

 

"Ehi ma..." si sorprese Ash "...cosa c'è? Che succede? Come mai sei tornato indietro?"

 

“TWEE! TWEE! TWEE!” Tweeny sembrava pieno di vitalità, zampettava e agitava le ali, poi indicò l'allenatore e infine se stesso. Voleva dimostrare il suo vero valore.

 

Poi volò verso Pikachu e con le zampette gli tirò l’orecchio, segno che era una lotta il suo obbiettivo.

 

"Ok, se proprio insisti, non rinuncio mai ad una sfida!" Ash dichiarò sorridendo con grinta. Anche Pikachu era pronto e si mise sull’attenti.

 

Il campo di battaglia sarebbe stato il boschetto vicino al nido dove l'uccellino aveva vissuto tutto la sua vita.

 

L'aria si fece tesa e come il vento cominciò a soffiare, Tweeny si liberò nell’aria e la lotta iniziò. Fece la prima mossa, scagliandosi su Pikachu con un poderoso Attacco D'Ala. “NYYY!!!”

 

Il colpo fu molto forte e Pikachu fu sbalzato leggermente all'indietro sorpreso dalla velocità del suo avversario. Ma non era di sicuro uno degli attacchi peggiori che avesse visto. Fu facile sopportarlo.

 

"Pikachu dimostragli cosa è la vera velocità! Attacco Rapido!" comandò Ash.

 

Pikachu fece come gli era stato comandato e con un impeto di energia cominciò a correre e con il doppio della velocità del precedente attacco dell’avversario. “Pikaaaaaa!!!!! Chupi!” Colpì in pieno il Pokémon volante, lasciandolo di sicuro il segno.

 

Il piccolino sapeva della potenza dell’avversario e così riuscì ad attutire il colpo con le sue ali e a sfruttare la caduta per prendere velocità. Caricò il suo becco e arrivò al topino, colpendolo con una serie di beccate provocate dall’attacco Furia.

 

Ash di sicuro notava il potenziale e la furbizia del Pokémon. Non si arrendeva davanti ad un attacco e nemmeno si lasciava prendere dalla sconfitta. Utilizzava ogni danno arrecato al suo corpo per trarne vantaggio e tornare alla carica. Una dote che gli piaceva "Notevole! Ma proprio per questo vinceremo questa lotta! Ho intenzione di farti entrare nella mia squadra e non mi fermerò facilmente! Pikachu usa Fulmine!"

 

Il topo elettrico lanciò un fulmine che prese in pieno l’uccello Tweeny, molto indebolito da quella mossa. Tuttavia non si arrese, nonostante stramazzò a terra. Si rialzò, emanando ancora qualche scarica elettrica che lo aveva colpito.

 

Pikachu cercò di colpire con Fulmine di nuovo, ma stavolta Tweeny schivava agilmente ogni scarica elettrica, svolazzando in mezzo ai tronchi degli alberi e usandoli come scudo. Non poteva farsi colpire, era consapevole che un altro attacco elettrico lo avrebbe stroncato.

 

L'unico modo era bloccarlo in un unico punto, in un vicolo ceco e dare il colpo finale e Ash lo sapeva bene. Era giunto il momento di fare sul serio, ormai la voglie di catturare quel Pokémon era troppo grande per sopportarla. "Ci siamo! Pikachu fa cadere quei tronchi con Codacciaio!” Disse Ash indicando dei tronchi molto più avanti.

 

Ne bastò uno per farne crollare altri dieci, i quali furono troppo inaspettati. L’unico modo di Tweeny per schivarli era tornare indietro e fu qui che non ebbe più chance di fuga.

 

Pikachu fu velocissimo e cominciò a corrergli incontro, con un sorriso sul muso.

 

“Andiamo Pikachu! Fulmine a tutta potenza!" Ash serrò un pugno e lo puntò in avanti.

 

Questa volta Pikachu rilasciò moltissima elettricità. Era decisamente efficace per lui, essendo un tipo volante e il colpo non poté essere respinto o sopportato. Quel Pokémon giallo era decisamente troppo forte per lui.

 

Stavolta l'uccellino non si rialzò, era consapevole che quella lotta non l’avrebbe mai vinta, ma gli stava bene così. Aveva dato il suo meglio e questa volta il vero se stesso, nel modo più nobile. Aveva lottato lo stesso. Dopotutto aveva sfidato Ash per un motivo ed era giusto che finisse anche il quel modo.

 

"E ora vai! Pokéball!" urlò l'allenatore lanciando una sua sfera pokè. Sembrò per un momento che sul volto dello sconfitto nacque un sorriso, giusto quella piccolissima frazione di secondi prima che il fascio di luce avvolse Tweeny. L’uccellino Forsiano fu così risucchiato all'interno della sfera.

 

Gli attimi che precedono la cattura di un Pokémon sono sempre i più ansiosi per un allenatore, la sfera tremolò una volta, tremolò 2 volte, tremolò 3 volte... poi smise di muoversi.

 

"SIIIIIIII!!! HO CATTURATO UN TWEENY!" "PI PIKACHU!" urlò Ash seguito a ruota da Pikachu contenti entrambi di aver trovato un nuovo amico!

 

Serena si avvicinò orgogliosa ad Ash, battendo le mani "Complimenti Ash! Hai già catturato il tuo primo Pokémon di Forsia!"

 

Ash stesso era orgoglioso e felice di avere un nuovo compagno, così promettente se poteva aggiungere "E anche un nuovo amico! La nostra famiglia diventa sempre più grande!!!!"

 

Parlando di famiglia però, Ash fu costretto a riflettere e a pensare ad una cosa a cui non aveva riflettuto in precedenza. Prese la Pokéball di Tweeny e lo fece uscire.

 

“Twy?” Piegò la testa confuso il Pokémon. Si aspettava un enorme festeggiamento, non di certo uno sguardo di Ash, il quale si sentiva colpevole. “Tweeny.. e che ne è della tua famiglia?”

 

L'uccellino scosse la testa sorridendo all’inutile preoccupazione dell’allenatore. Se era tornato indietro, non lo aveva fatto senza motivo. Alzò l’ala ottimista, segno che la sua famiglia stava bene e che così sarebbe stato a lungo.

 

Ash pure si rallegrò della notizia “In questo caso.. Benvenuto in squadra Tweeny!!! Da oggi potremo contare gli uni sugli altri e combattere insieme! Diventeremo fortissimi se non ci arrendiamo mai!" Il ragazzo era convinto che Tweeny sarebbe stato utile nelle sue lotte. Ora era pronto ad affrontare la sua prima lotta in palestra e il suo nuovo amico gli sarebbe stato di grande aiuto.

 

"Andiamo! Verso Collinopoli!!!!!!" Ash si dileguò, con Pikachu e Tweeny alle sue spalle, uno che correva e uno che volava.

 

Serena guardò in basso, notando che Ash aveva dimenticato lo zaino. Lo afferrò, scosse la testa con un sorriso e poi partì correndogli appresso.

 

E tutti e tre scomparvero dietro le colline, verso la loro nuova meta, sempre più vicini alla prima sfida di Ash e alla prima tappa per realizzare il suo sogno.

 

 

 

E cosi Ash ha catturato il suo primo Pokémon della Regione di Forsia, Tweeny. Cominciando quella che sarebbe stata una solida amicizia, nata tutta da uno scherzo del destino e dal banalissimo furto di un panino. Quali altri Pokémon nasconde ancora la regione di Forsia? Quali sfide aspettano Ash e il nuovo amico volane?

 

Il viaggio... continua.

 

Modificato da SatoSerelover

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altre piattaforme

 

Incontri e incontri! La famiglia si ingrandisce!

 

 

Durante il loro viaggio verso Collinopoli, i nostri eroi hanno fatto la conoscenza di un nuovo amico:Tweeny, un Pokémon volante valoroso e pieno di coraggio. Ash è riuscito a farlo entrare nella sua squadra, risultando così la sua prima cattura forsiana in assoluto. Ora i nostri amici continuano ad avanzare verso la capitale di Forsia, sempre più vicini alla loro meta.

"Ah, che bello avere un nuovo amico in squadra!" sorrideva Ash guardando la pokéball con dentro il nuovo arrivato in famiglia.


"Già! Tweeny è proprio un Pokémon in gamba! Si troverà bene qui con noi, ne sono sicura!" commentò Serena.


Ash aveva accennato che era già partito molte volte per altre regioni ma non le aveva mai raccontato le varie esperienze che aveva vissuto. Serena si sentì improvvisamente incuriosita e non avendo qualcosa di preciso di cui parlare, avanzò lei la domanda. "Senti Ash, ripensando a tutti i Pokémon a casa del Prof. Oak, quanti viaggi hai fatto prima di venire a Kalos?" 


"Beh, ecco.. vediamo.. Kanto, Johto, Hoenn, Sinnoh, Unima…. un bel po’direi!" rise Ash pensando a tutte le avventure che aveva affrontato in questi anni, dalla sua partenza a dieci anni, fino all’arrivo a Kalos "Ogni volta mi divertivo sempre ed ero circondato da veri amici!" 


"Intendi i tuoi Pokémon?" 


"No, non solo loro! Viaggiavo in gruppo con altre persone! Come abbiamo fatto io, te, Lem e Clem!" Ed Ash ripensò a tutti i suoi amici che sperava un giorno di rivedere "Vediamo... ci sono stati Misty, Vera e Max, Lucinda, Iris, Spighetto..."


Serena rabbrividì sentendo tanti nomi di ragazze che avevano viaggiato con lui. Sperava nel suo cuoricino che  nessuna di loro ci avesse provato con Ash.


"Ma tra tutti i compagni che ho avuto tu, Brock, Lem e Clem siete stati i più cari!" continuò Ash. 


La ragazza arrossì, sollevata dal complimento che Ash le aveva appena rivolto casualmente. Almeno sapeva che per lui era speciale. Poi pensò all'altro nome che si aggiungeva tra il suo e quelli di Lem e Clem, non lo aveva mai sentito. Serena alzò un sopracciglio "Brock? Chi é?"


"Era il capopalestra di Plumbeopoli a Kanto. Fu il primo compagno con cui ho viaggiato insieme a Misty. E anche colui che mi ha accompagnato a Kanto, Jotho, Hoenn e Sinnoh! É come un fratello maggiore per me! Mi ha insegnato tante cose e siamo praticamente cresciuti assieme durante i miei primi anni da allenatore!" Cominciò a descrivere Ash "Dopo Sinnoh decise di lasciare il gruppo per andare a studiare medicina Pokémon. Credo che ora sia un dottore coi fiocchi!"


"Mica solo le infermiere Joy studiano medicina?" Chiese Serena.


"Beh.. di norma si" Ash rispose ridacchiando "Ma lui non é normale! Inoltre corteggiava sempre le ragazze più carine. Le infermiere Joy erano tra le prime insieme a tutte le agenti Jenny!"


Serena ebbe come un dejavou "Mi ricorda tanto Clem!" Commentò lei, ricordando la mania della ragazzina nel cercare una fidanzata per suo fratello. 


Ash poteva immaginare Brock e Clem assieme a cercare persone attraenti. Uno per un motivo e una per l’altro "Si, proprio così!"


"E come era di aspetto?"


"Uhmm..." il ragazzo provò a ricordarsi l'amico, come cercando di far apparire un’immagine davanti agli occhi "..Ehm.. capelli marroni sparati, occhi sottili, carnagione abbronzata.. ora porterà spesso il camice da dottore, visto il suo nuovo lavoro. Adora prendersi cura dei Pokémon!"


La performer non aprì bocca. Non sentendo risposta, Ash si girò verso di lei, la quale aveva fermato il suo passo e fissava qualcosa. "Uh... come lui?" Alzò il dito indicando il punto in cui guardava. 


Ash seguì la direzione del braccio e posò uno sguardo veloce sull'individuo. "Si, proprio lui! É Brock!" Disse semplicemente. Quasi mentre stava per andare via, fece qualche calcolino. 


……


"Aspetta... Brock!?" Alzò la voce Ash per farsi sentire.


"Uhm?" Si girò la persona "Ma questa voce..."


Ash corse in sua direzione "Brock!!!!!" Lo salutò Ash correndo da lui.


Anche il ragazzo più grande sorrise stupefatto "Ma guarda se non é Ash Ketchum!!!!!"


L'allenatore di Biancavilla era basito "Cosa ci fai tu qui!?" 


"Potrei farti la stessa domanda, sai? Ma credo che sia inutile, tu viaggi ovunque ti porta il vento!" ribatté altrettanto stupefatto l'altro
"Beh hai ragione! Sono partito per Forsia per una nuova avventura e allora... eccomi qua! Tu invece?" 


"Io sono qui per il mio lavoro! Mi è stato assegnato il ruolo di assistente medico in un rifugio per Pokémon qua vicino!" Brock ci mise relativamente poco ad accorgersi che Ash non era solo, infatti con lui vi era una ragazza molto carina "Ehi Ash, chi è lei?" 


"Oh ehm.. si scusa non te l'ho presentata! Brock, ti presento Serena, una mia cara amica! Brock-Serena Serena-Brock!" 


"Ciao! E' un piacere conoscerti!" sorrise Brock stringendo la mano alla performer.


"I-il piacere è mio!" contraccambiò lei. 


"Serena viene da Kalos! Fa la performer ed è venuta qui con me a Forsia per partecipare ai Varietà regionali!” continuò Ash contento che i due si potessero conoscere.


"Quindi anche tu fai la performer?" chiese curioso Il ragazzo di Plumbeopoli”


“Si proprio così! Inoltre Ash è un mio caro amico perciò quando l'occasione di partire insieme ci è stata proposta..." incominciò lei.


"Basta, basta ho capito ahah! Ma dove ho la testa? Venite! Vi porto al rifugio! Sono sicuro che ai Pokémon che si trovano nel rifugio farà piacere incontrarvi!" la interruppe Brock. 


I due accettarono molto volentieri l'invito del caro amico di Ash. Non molto lontano dal luogo del loro incontro, i tre ragazzi arrivarono al rifugio. C'erano più Pokémon di quanti se ne aspettassero. 


"Ash, Serena, vi presento l'infermiera Joy del rifugio! Sto lavorando con lei ultimamente!" Improvvisamente il volto di Brock si oscurò per poi scintillare "E il mio cuore mi dice che é il luogo giusto! Curo i Pokémon e le sofferenze del mio animo umano!!"


"...." Ash abbassò la visiera del cappello, sentendosi imbarazzato. 


Brock si inginocchiò ai piedi dell'infermiera "Come una poesia d'amore e una rosa che sbooooo..... ahaiahaiaiaia!!!!" L'orecchio di Brock cominciò ad allungarsi, afferrato da qualcosa, o meglio qualcuno, il quale lo allontanava dalla donna. Ash teneva saldamente la mano attorno all'orecchio e lo trascinò via "Pensavo avessi perso questo brutto vizio!" Si lamentò lui.


"Il lupo perde il pelo, ma non il vizio, mio caro Ash!" Sdrammatizzò il ragazzo più grande.


"Non mi interessa! Non davanti a Serena! Insomma contieniti!" Di nuovo Ash si sentiva molto frustrato.


La ragazza li guardava confusa e ridacchiando "Si, decisamente la versione maschile di Clem.." pensò lei.


"Qual'é il problema Ash? Tutti sanno delle mie abitudini, ma non te la mai presa così tanto! Forse avrei dovuto corteggiare Serena?"


Ash mollò l’orecchio dell'amico e sbuffò scoraggiato "Uhm.. nulla di particolare, ma non é obbligatorio farlo sapere a tutti! E poi é un vizio che dovrai perdere prima o poi!" Poi Ash si avvicinò e scontrò la sua fronte contro quella di Brock "E infine... non ci pensare nemmeno!!!!"


"Ehi calma Ash! Rallenta! Non ti ho mai visto prendertela cosi a cuore per questa cosa! Che ti è successo?" si sorprese Brock della sua reazione. Di solito ad Ash non interessavano certe cose.


"E' che... Aaaarrrgh!!! È che mi sono stufato e basta di questa storia, chiaro?" concluse Ash al volo. 


"Ok, ok, se lo dici tu..." rispose dubbioso l'ex capopalestra di tipo roccia.


"Sudo Sudo!" si sentì in lontananza una voce. Era il verso di un altro caro vecchio amico che sembrò spegnere i dissapori. 


Era da secoli che Ash non sentiva quel Pokémon "Ehi ma quello è?" 


"Già ci sono anche lui e Chansey!"


".... E Croagunk?" chiese sospettoso Ash, dato che il suo amico non aveva accennato al suo Pokémon ranocchio ormai conosciuto come personal chaperon. 


"... Ecco..."iniziò a balbettare Brock "E' che mio fratello Forrest voleva conoscerlo e si sono subito piaciuti e cosi... ahaahahha"


"Ceeeeeeeeeeeeeeeeeeeeertooo" rispose sempre più dubbioso Ash della veridicità delle parole del suo amico.


Serena tratteneva un risolino ai battibecchi tra Ash e Brock “Ah i maschi.. quando si arrabbiano per frivolezze possono essere parecchio divertenti!” Pensò lei.


Sudowoodo arrivò e sbarrò subito gli occhi quando vide la presenza di Ash. "Ciao Sudowoodo! E' da tempo che non ci si vede come stai?" lo salutò tutto contento Ash.


"Sudo Sudo Sudo!" rispose il Pokémon finto albero, contentissimo di aver ritrovato un vecchio amico poi guardò Serena "Sudo?" 


"E questa è Serena! Una mia cara vecchia amica, non credo di avertene mai parlato... mi dispiace" disse Ash poggiandosi una mano sul cappello quasi chiedendo scusa a Serena per la sua dimenticanza. Anche se ormai non serviva a molto, nemmeno Ash stesso si era ricordato di lei inizialmente quando si erano incontrati di nuovo a Kalos.


Sudowoodo si avvicinò alla ragazza e gli porse una mano per salutarla. Era un Pokémon veramente gentile "Sudo!"

 
"Il piacere è mio Sudowoodo" rise lei dei metodi abbastanza galanti, ma simpatici del Pokémon.


Il Pokémon finto albero trascinò Serena all'interno del rifugio seguito da Ash e Brock. 


Quest’ultimo nel frattempo raccontava come se l'era passata in questi anni."Sono stato a lungo a Johto, dove ho vari ricordi, tra cui una volta.. che c'è stata un attacco furioso di un Gyarados e sono stato aiutato anche da un tipo che sembrava un cameriere..!”


Ash era allo stesso tempo interessato e non interessato a cosa diceva il suo amico ritrovato dopo tanto tempo. Era più focalizzato a vedere i Pokémon che abitavano il rifugio. Vi erano Oddish, Zigzagoon, alcuni Tweeny e molti altri.


"Ehi Brock, ma tutti questi Pokémon?" 


"Sono tutti esemplari che si erano feriti o comunque trovati in pessime condizioni. Vengono trovati dai Pokémon ranger e poi portati qui per le cure mediche. Una volta di nuovo in salute li lasciamo liberi. Alcuni tornano subito in natura, altri preferiscono stare qui per godersi la sicurezza che offriamo!”


"E' un gesto molto carino!" commentò Serena.


"Beh si, rispecchia a pieno il giuramento dei dottori Pokémo! Ovvero quello di provvedere sempre alla salute e alla felicità di tutti i pazienti che ci vengono a trovare" minimizzò lui.


"Chan Chan!" Un Chansey stava letteralmente correndo per il corridoio a portare da mangiare ai piccoli pazienti "Chan? CHAN!" Si fermò poi dopo vedendo una faccia a lei familiare. 


Anche Ash fu contentissimo di rivedere la piccola… o meglio, quella che era una piccola Pokémon, ormai grande infermiera. Dopotutto l'aveva conosciuta più come Happiny e rivederla cosi gli faceva comunque ancora un po’ di stranezza "Ciao Chansey! Wow sei cresciuta molto!" sorrise Ash


"Chan! Chansey!" sorrise lei contenta del complimento. 


"Ma quanto sei pacioccosa?" disse poi Serena "Scommetto che Clem ti adorerebbe! Anche se ripensandoci Clem adora qualsiasi Pokémon..." commentò ridendo e pensando alla reazione che avrebbe avuto la sua cara amica. Era difficile non parlare spesso di lei e Lem. Mancavano molto ed era come se fossero ancora con loro.


Chansey era felice di far la conoscenza di Serena, ma si era resa conto di essersi dilungata più del dovuto, perciò chiese scusa molto educatamente e si rimise subito al lavoro.


"Ehi Brock!" esordì Ash "Ti va se ti do una mano come ai vecchi tempi?" 


Brock concordò "Perché no? Certo! In onore dei vecchi tempi!" 


"Ehi! Anche io voglio dare una mano!" li interruppe Serena.


Brock annuì "Certo! Hey Ash, intanto raccontami di Kalos e del tuo viaggio in quella regione! Devi aver passato un'esperienza meravigliosa!" Brock chiese mentre si inginocchiò davanti ad uno dei pazienti.


Ash si lasciò immergere dai ricordi "É stata la più bella a dire il vero! Ho viaggiato con Lem, Clem e Serena che ho rincontrato dopo anni, ho scoperto che posso attivare una nuova forma ad un mio Pokémon, sono arrivato alla finale della lega, ho conosciuto tanti amici e combattuto contro una minaccia mondiale. Penso proprio di si!" Ridacchiò concludendo. 


Brock si fermò un attimo "Ho sentito dell'attacco a Luminopoli e sapevo che eri presente. Ne hanno parlato in televisione, ovunque! Però il resto non lo sapevo! Voglio i particolari! Sembri maturato dall'ultima che ti ho visto! Sia di carattere che di aspetto ovviamente!"
"Beh, mentre ti diamo una mano... potrei raccontarti! ..allora..."


.


.


Ci volle un bel po’ a curare i Pokémon e quindi Ash ebbe tutto il tempo di raccontare la sua avventura, era ormai arrivato al giorno dell'addio a Kalos..


"E quindi l'aereo di Serena stava partendo. Ci siamo... salutati. Lei ha dettooo... che.. ehm. E niente, ci siamo salutati e poi lei ha sceso le scale mobili, poi é tornata indietro e mi ha ba... oh ehm. E mi ha salutato di nuovo. Poi è andata, io ho lottato un'ultima volta con Lem e sono tornato a Kanto. Il resto te lo racconto un'altra volta!"


Serena provò a nascondere il suo viso rosso fiammante. Ash di era dimenticato in entrambi i casi di lasciar perdere la storia che li coinvolgeva parecchio. O almeno aveva provato. 


Brock alzò il sopracciglio perplesso. Stranamente non riusciva a concludere ciò che voleva dire Ash. Voleva capire cosa intendesse, il suo istinto gli diceva che era molto interessante "Cosa intendevi prima? Quello che ti ha detto? E poi con lei ti ha ba...? Dopodiché hai svicolato?" Brock curioso domandò .


Ash scosse la testa "Niente! Niente! Non sapevo spiegarmi bene!" Ash cominciò a sudare freddo "Devo tenere la mia boccaccia chiusa.." pensò infine.


Brock sentì un prurito nel cervello. Si, cosa strana, cercava di farlo funzionare, ma era troppo preso dal suo lavoro per riflettere alle parole di Ash.


Serena intanto, vedendo i Pokémon feriti , cercò di farsi venire in mente qualcosa per rendersi molto più utile. Vedere quegli sguardi indifesi e tristi le ricordava moltissimo i volti degli abitanti di Luminopoli dopo lo scontro con il Team Flare. Ed ecco ch le venne in mente la soluzione. Doveva solo fare ciò che aveva fatto già in precedenza. Donare un sorriso e il suo modo più pratico erano le esibizioni.
“Hey Brock, pensi che ai Pokémon del rifugio farebbe piacere un bello spettacolino per tirarsi su di morale?”


Brock alzò lo sguardo “Beh, certo. Ma come?”
Serena lo guardò con aria un po’ ovvia, credendo banale e scont

ata la risposta “Beh, sono una performer, no? Posso pensare io a qualcosina!”


Ash subito la incoraggiò “Trovo sia un’idea grandiosa!”


"Quindi vedrò per la prima volta un'esibizione di Serena! Sarà sicuramente interessante! L'ultima esibizione che avevo visto, anche se diversa, era quella di Lucinda!" disse Brock. 


Ash replicò "Vedrai quanto è brava Brock! Ha un legame fantastico con i suoi Pokémon! I varietà non sono molto differenti dai Contest, ma hanno le loro differenze!"


Serena li invitò a sbrigarsi e alzarsi “Prendete una pausa allora! Così possiamo subito uscire e tirare su di morale quei poveri Pokémon! Voglio vedere se riesco nel mio obbiettivo!”


Una volta all’esterno la ragazza fece uscire dalle loro sfere i suoi Pokémon “Avanti! Uscite fuori!”


Dalle tre sfere si materializzarono Sylveon, Braixen e Pancham. La ragazza sentiva come il dovere di fare una bella figura, non solo per rendere i Pokémon felici e regalare loro un sorriso, ma anche perché era la prima esibizione che avrebbe visto Brock. La prima impressione fa sempre un po’ colpo.


“Vediamo cosa ha in serbo Serena per noi!” Ash si domandò mettendosi di fianco a Brock.


Brock non sapeva bene cosa volesse dire con quell’affermazione, dopo tutto Serena la conosceva bene. Non aveva nemmeno idea di quali mosse avrebbe usato o se avrebbe improvvisato con un esibizione a piacere pensata al momento? “Ash, ma non sai quale esibizione farà Serena?”


“Purtroppo no, è da un po’ che non vedevo più le sue performance. Dopo la nostra separazione a Kalos lei ha viaggiato per un po’ ad Hoenn e io sono stato a casa. Sospetto quindi che sarà migliorata molto e sono scura sarà grandiosa come è sempre! Anche quando non si esibisce!”


“… cosa scusa?” Domandò Brock puntualizzando sull’ultima parte.


“uh? Ho detto che Serena è grandiosa! Dopotutto ha sempre un legame profondo con i suoi Pokémon e vuol far sorridere tutti! Non è ammirevole per una performer?” Ash non sapeva bene se stava dicendo quello che teneva dentro. Non capiva nemmeno perché Brock fosse così… beh si soffermava su molto di quello che diceva.


“Ah.. ok!” Sembrò convinto Brock. Dopotutto cosa poteva pensare di Ash?


Serena si mise in mezzo allo spiazzo libero e un soffio di vento diede il via libera all’esibizione "Sylveon usa comete! Braixen usa lanciafiamme Sylveon!"


I due Pokémon saltarono in aria, cominciando ad imitare mosse di danza, mentre lanciarono i loro due attacchi. Il lanciafiamme di Braien finì per colpire comete di Sylveon, infuocando le stelle che volavano in aria e spargevano la loro polvere ora non oro ma arancione ardente.


“Pancham usa Neropulsar e lanciati in aria!” 


Pancham seguì alla lettera l’ordine dell’allenatrice, caricò il colpo e lo puntò sul terreno, creando abbastanza pressione da farlo liberare in aria e farlo arrivare proprio sopra le loro testa, lasciando senza fiato gli spettatori. Una volta arrivato il momento di tornare giù, Pancham cadde giusto, giusto su una delle stelle infuocate. Però il fuoco non gli fece alcun danno, essendo solo sulle punte.


“E’ fantastico! Sembra che Pancham stia facendo surf su quelle comete!” Commentò Brock mentre fissava il Pokemon che ormai si era già abbassato gli occhiali da sole sul viso.


Serena alzò il braccio, sempre mentre ballava con i suoi Pokémon “Sylveon ! Vento di fata!” 


Il Pokémon allungò i suoi lunghi nastri e creò una brezza incantata che sembrava quasi un mulinello. Le stelle caddero su questa corrente di aria che parevano onde marine. Ora l’effetto era ancora più scenico. Pancham saltava di stella in stella, mentre la sua allenatrice e le sue due compagne di esibizione ballavano intorno alla mossa.


I Pokémon attorno erano tutti venuti fuori e osservavano la scena in completa estasi. Erano molto felici a quanto pare. I loro occhi brillavano e i loro sorrisi erano talmente grandi che sembravano anni in cui non li mostravano. Un barlume di gioia li aveva presi e sembravano volersi divertire quanto gli amici di Serena. Questa ovviamente fu una cosa che Ash puntualizzò a Brock, il quale era notevolmente sollevato di vedere che l’esibizione andava a buon fine.


“E’ ora di concludere! Pancham avanti!” Serena ordinò infine.


Il panda saltò in aria e si lanciò in mezzo a vento di fata, con la zampa puntata sul terreno, emanando una forte energia. Improvvisamente come toccò il terreno si alzò una montagna che spazzò via tutti gli attacchi in una volta, emanando una bellissima luce brillante che quasi coprì tutto l’ambiente, non permettendo la visione.


La prima cosa visibile dopo quello spettacolo fu Serena, Pancham, Sylveon e Braixen su questa montagnetta di terra, con la performer che teneva un bracciò esteso verso l’esterno “Finitooooo!!!!”


Ash e Brock scoppiarono in un applauso e tutti i Pokémon che prima non si facevano vedere o se ne stavano nascosti erano attorno alla montagnetta. C’era chi scodinzolava, chi sorrideva e basta, chi si agitava qua e là e chi muoveva le orecchie felice. Sembrava che ce l’avesse fatta. 


Vedere tutti quei sorrisi faceva sorridere di sua conseguenza anche Serena, la quale saltò giù con i piedi per terra una volta che l’attacco di Pancham si era dissolto.


"Wow ma sei stata fantastica!!" Esclamò Brock avvicinandosi all’allenatrice.


“Che ti avevo detto????” Sorrise soddisfatto Ash, alzando fieramente il petto “Nessuno può battere Serena!” Poi si girò verso di lei “Sei migliorata moltissimo da quando ti ho vista esibirti! Allora il viaggio ad Hoenn non è stato del tutto vano!” Ash pensò che fosse carino citare che aveva fatto la scelta giusta.


Serena sorrise con il cuore sollevato da quei complimenti, anche se quello che aveva detto Ash non la convinceva molto. Il suo periodo ad Hoenn era stato.. triste.. molto privo di emozioni forti “Devo dire che a dire il vero questo è tutto frutto del mio allenamento individuale! Credo che sia il frutto di questa bellissima aria Forsiana e la felicità che ora siamo di nuovo un team e viaggiamo assieme!”


Ash si grattò imbarazzato il naso “Eh già hehe..!”


Questa volta fu il turno di Brock di dare un commento più preciso “Non ho mai visto del genere! Mi spiace dirlo, ma i varietà sembrano molto più coinvolgenti delle Gare Pokémon!”


“Lo credo anche io, anche non so molto il perché.” Ash portò la mano sotto il mento per riflettere.


Serena a quel punto provò ad aiutare l’amico a ragionare sul perché quello che diceva Brock era giusto “Credo che il perché sia il fatto che noi Performer ci esibiamo con i nostri Pokémon!”


“Già” Annuì Brock “Nelle Gare Pokémon di Vera e Lucinda, loro non si esibivano con i loro Pokémon. Indossavano bei vestiti ma si occupavano solo di dare i comandi ai loro Pokémon che intanto eseguivano il tutto. L’aspetto scenico era ovviamente pure nelle lotte, ma ciò che rende i Varietà più coinvolgenti è appunto l’allenatore. Serena balla e interagisce con i Pokémon, viene a contatto con l’esibizione e ne fa parte, ciò le permette di divertirsi e vivere l’essenza del suo spettacolo con i suoi Pokémon. E’ un bellissimo significato quello che trasmette! Può coinvolgere di più anche il pubblico e farlo divertire, mostrando il legame profondo tra Pokémon e performer!”


La spiegazione di Brock sembrava molto convincente, ovviamente veniva da un parere esterno, però molto osservatore. Poteva basarsi su ciò appena visto “Io non ho visto altre esibizioni dei Varietà, ma questo è ciò che mi trasmettono. Essendo la prima volta che ne vedo uno devo dire la differenza è molto notabile. Ciò che mi ha stupito è proprio questo lavoro unito di tutta la squadra di Serena. Non dubito che ovviamente il tuo sia un lavoro più scenico di altri. Ash ti elogia così tanto che non si potrebbe dire il contrario!”


Brock, Serena ed Ash cominciarono a ridacchiare di fronte alla ovvia personalità di Ash, il quale ora si grattava la testa.


Serena arrossì, ovviamente quello che pensava Brock le interessava, ma anche quello che pensava Ash ovviamente non le dispiaceva affatto! “Grazie ad entrambi!”


Ash sentì quasi che quel grazie era più diretto a lui “Non c’è di che!”


“Prego” Rispose Brock “Sai… è quasi un miracolo… questi Pokémon che sono usciti sono reduci di brutte avventure. La gran parte di loro non vuole tornare in natura o si è chiusa in se stessa, nel dolore. Un sorriso sarebbe bastato ma vederli così entusiasti.. non credevo sarebbe mai successo!”


Infatti tutti saltellavano intorno agli allenatore, non sembrando più tanto spaventati. Si facevano coccolare e accarezzare senza problemi..
Tutti tranne uno.. uno in particolare però.. era rimasto nascosto, o meglio, se ne stava ai lati dello spiazzo e non si avvicinava. Questo lo rendeva distinguibile dagli altri.


“Chi è quel Pokémon che se ne sta tutto solo?” Chiese Serena all’ex capopalestra, mentre accarezzava un esemplare di Ponyta.


Brock girò la testa e puntò lo sguardo sul Pokémon che se ne stava dietro agli altri, poi però il suo sguardo diventò serio e dispiaciuto “E’ un esemplare femmina di Weepbud… non mi stupisco che… ehi ASPETTA!”


Brock nemmeno fece a tempo di finire. Serena si stava già dirigendo verso la piccola Pokémon, poi accovacciandosi di fronte alla creaturina.


"Ehi ciao! E tu chi sei? Piaciuto lo spettacolo?" chiese la performer alla piccolina. Però la reazione arrivata sorprese sia Serena che Ash, non tanto Brock.


La Pokémon terrorizzata scoppiò in un pianto terribile e poi scappo via terrorizzata. Questo fece sussultare tutti i Pokémon i quali si coprirono le orecchie. Brock tentò di farlo, ma non ebbe tempo. Invece Serena e Ash dovettero sopportare quegli ultrasuoni che spaccavano le orecchie.


Un volta terminato Serena si diresse verso il medico “Eh? Ma che è successo? Ho fatto qualcosa di sbagliato?" si chiese preoccupata la ragazza data la strana reazione di Weepbud.


“Non è colpa tua..” Disse Brock notando il viso un po’ rattristato di Serena "Come mi aspettavo anche se tu avessi convinto gli altri Pokémon, era impossibile farcela con lei. Weepbud è oramai qui al rifugio da un sacco di tempo. Da prima ancora che arrivassi io. E’ un caso molto particolare ed è molto turbata"


“A me però sembrava in perfetta forma quando l'ho vista” Ash non aveva afferrato che Brock intendeva altro. In effetti sembrava che la Pokémon piantina scoppiasse di salute nel guardarla.


“Tecnicamente Weepbud sarebbe anche pronta ad essere rilasciata e da parecchio, ma da quando è guarita ha paura di tutto e di tutti. Avvicinarla è impossibile per chiunque, anche per me e Joy che ce ne occupiamo. Ogni volta che qualcuno ci prova, scappa via terrorizzata e non si fa vedere per ore. Non reagisce così con gli altri Pokémon del rifugio ma tende comunque a tenersi alla larga anche da loro. O almeno abitualmente, qualche volta la vediamo con loro, però non cambia molto la questione. Pure loro sono preparati ai suoi pianti, la conosco anche meglio” Anche Brock pareva sconsolato di fronte a quel caso impossibile.


Ash diede uno sguardo a Pikachu, il quale saltò giù dalla sua spalla “E se Pikachu parlasse con loro? Magari capisce cosa succede! Poi lo dirà a noi!” 


Brock scosse la testa “Mettendo da parte il fatto che più o meno capisci quello che dice Pikachu.. Con Weepbud non funzionerebbe, non si fiderebbe mai di lui. Anche se poi Pikachu provasse a parlasse con gli altri Pokémon dubito che saprebbero qualcosa..” disse sconsolato Brock. 


"Però bisognerebbe capire perché è fifona?" propose Ash. 


“Secondo me ha solo bisogno di un amica..." rispose Serena, alzandosi in piedi "Brock sai per caso dove è finita?" 


"Beh di solito ogni volta che scappa si nasconde dietro all'edificio, tra i cespugli più fitti, i rovi e le radici.. perché me lo chiedi?" 


Serena strinse un pugno convinta "Voglio trovarla! Sono sicura che riuscirò a farle ritrovare il sorriso!" fu la risposta decisa di Serena che ormai provava compassione per quella piccola Pokemon. D'altronde una sfida come quella non la faceva tirare indietro. Ash le aveva insegnato a non mollare e di fronte a quella povera Weepbud sofferente che le faceva tanto pena, doveva fare qualcosa. 


“Non so se è una buona idea… nemmeno io e Joy ci siamo riusciti!” Brock non sapeva che tipo era Serena di preciso, ma se era come Ash o aveva preso da lui, doveva farla tornare con i piedi per terra.


“Motivo in più per far provare me!” Serena sorrise ingenuamente. 


Era la fotocopia di Ash.. il quale ovviamente stava dalla sua parte “Ha ragione lei! Dovrebbe tentare!”


Brock sentì una gocciolina di sudore scendergli dalla fronte “E sia… ma attenta, è difficile passare in quella zona!”


“Farò attenzione!” Rispose la ragazza mentre si allontanava.

..nel frattempo, la Weepbud si era nascosta bene e continuava a piangere incessantemente. Quella ragazza sembrava dolce ma appena si era avvicinata le aveva innescato un terrore tremendo. Le sue paure, quasi ormai meno dolorose di quanto lo fossero in passato, si erano fatte vive di nuovo. A sua solitudine durata mesi ormai non serviva più a nulla, visto che tutto era tornato a farle paura più che mai.


Il suo piagnisteo però dovette concludersi quando sentì un fruscio tra gli alberi. Non poteva essere un umano, giusto? Nessuno poteva sapere dove era e passare tra quella vegetazione…


No, dovette ricredersi, era proprio la ragazza di prima. A fatica Serena cercò di avanzare tra la boscaglia e lentamente riuscì a liberarsi completamente e arrivare dalla Pokémon. “Uff, che faticaccia!” Si guardò i vestiti, era piena di spinette dei rovi e di foglie, ma ciò non le importava. 


Si girò verso Weepbud e si accovacciò senza avvicinarsi troppo."Ehi come va?” Sussurrò gentilmente per non spaventarla, anche se la piccolina tremava già peggio di una foglia. “Tranquilla.. non mordo mica! Sai che sei proprio carina?" 


Weepbud impallidì e incominciò a piangere più forte"WWWWWWWWWWWWWWWWEEEEEEEEEEEEUUUUUUUHHHHHHHAAAAAAAAAA"! Il suo urlo era talmente forte che Serena dovette tapparsi le orecchie, come in precedenza. Brock le aveva raccomandato di fare attenzione, dato che il pianto prolungato di queste specie di Pokémon era terribile. Se ascoltato a lungo avrebbe causato uno stordimento dei sensi per giorni.


"D-Dai non piangere!” Stranamente riuscì quasi a calmare il pianto della piccola, almeno abbastanza da permetterle di togliersi le mani dalle orecchie “Guarda ho per te un pokébigné! L’ho fatto io! Ti piacciono i pokébigné?"


"Wee???" Il piccolo Pokémon continuava a tremare ma il suo pianto si era placato.


Serena rimase immobile, senza sporgersi o altro, voleva solo vedere se la Pokémon si sarebbe avvicinata spontaneamente. Teneva il braccio esteso davanti allo sguardo di Weepbud, la quale osservava assiduamente il pokébigné, quasi temendo fosse avvelenato.
"Provalo, vedrai che ti piacerà!" 


Il Pokémon però rimase indietro tutto il tempo, senza accennare a muoversi.


In quel momento sentì una voce provenire da dietro la massa di vegetazione. Non aumentava di tono, quindi non aveva intenzione di avvicinarsi. "Serena, forse faresti meglio a lasciar perdere! Prova a lasciare lì il pokébigné, prima o poi uscirà ad assaggiarlo. Noi facciamo così per darle da mangiare." Era Brock e probabilmente c’era pure Ash con lui.


"No" rifiutò lei "Non è il modo giusto. Se lo faccio non si fiderà mai si me. Devo dimostrarle che io posso aspettare pazientemente il suo arrivo e lasciarle il suo spazio e tempo. Appena si sentirà pronta uscirà, dopotutto ognuno di noi vuole un amico prima o poi. Anche se sei è timido ci vuole sempre qualcuno che rompa questa timidezza. Tutto sta nel farlo nel modo giusto"


Brock rimase silenzioso davanti a quella risposta.


Serena tornò a guardare la Pokémon "Se lasciassi qui il pokébigné significherebbe che non mi interessa oppure che non sono disposta ad aspettare che si senta bene. Inoltre non farei che aumentare la sua voglia di stare da sola e il vizio rimarrebbe. Non si abituerebbe mai agli altri! Non importa cosa, aspetterò anche ore se serve!"


Brock stava per obbiettare, ma Ash posò una mano sulla sua spalla "Se Serena si convince di qualcosa non la si può smuovere" ma nella sua affermazione c’era un tono di divertimento e positività.


Brock alzò un sopracciglio "Mi ricorda qualcuno.. avrà imparato bene dal maestro..!" Lanciò un occhiata all’amico. 


"A chi ti riferisci?" Domandò Ash mentre i due si allontanavano.


"Niente..." rispose perplesso Brock. C'erano cose che non cambiavano mai...


I due pian piano si sentirono sempre più lontani e Serena poté tornare a concentrarsi sulla Pokémon che tuttavia ormai era dietro ad uno dei cespugli, anche se la fissava ed era presente. Questo però non scoraggiò Serena.


Le ore passarono, ma lei rimase ferma, aspettando pazientemente seduta sull'erba. Ash e Brock avevano aiutato altri Pokémon in difficoltà, passando il tempo e aspettando la ragazza. Però non era ancora tornata. Ormai stavano preparando la cena e non vi era nessuna traccia della Performer nella cucina. Dalla finestra potevano vederla ancora seduta in quello spiazzetto d’erba.


Il ragazzo dai capelli corvini si avvicinò alla finestra, mentre un profumino si diffondeva nell'aria. Guardò l’amica che se ne stava ancora pazientemente in attesa, senza progressi. 


Pure Brock si unì a lui con un mestolo in mano "miglioramenti?"


"No" scosse la testa l'allenatore.


Brock aveva capito una cosa: Serena assomigliava ad Ash sotto certi versi. Aiutare i Pokémon in ogni situazione era ammirevole, ma per quanto si aspettasse risultati dall'amico, non trovava possibile la riuscita dell'intenzione della ragazza. "Direi di andare a chiamarla per la cena, é inutile continuare così.. mi spiace per lei ma Weepbud é diversa dagli altri Pokémon"


"No, lascia che si adatti. Serena sa quel che fa e scommetto che a breve avrà successo. Non si arrende mai, é fatta così! Weepbud non é diversa, ha solo bisogno della persona giusta a smuoverla! Serena vuole proprio provare che questa differenza non esiste!"


Improvvisamente i due notarono con la coda dell’occhio dei piccoli e movimenti e la videro. La Pokémon avanzava verso l'allenatrice e sembrava intenzionata a prendere quel dolcetto che teneva tra le mani da ore ormai. 


A quel punto Ash si girò vittorioso verso Brock "Che ti dicevo?" un ghigno soddisfatto prendeva in giro il ragazzo più grande.
L'ex capopalestra era basito, completamente in shock "ok, penso di dovermi ricredere.." Una cosa che raramente succedeva. Qualcuno che riusciva nell’impossibile.. e non era Ash.

 


Intanto.. all'esterno..



La Weepbud dai motivi floreali non aveva ancora la sicurezza di uscire completamente. L'ostinatezza della ragazza davanti ai suoi occhi era... piacevole. Non era tra quelle persone ostinate che ti danno fastidio. Lei era paziente e rispettava il suo spazio personale.
La piccola Pokémon sentì di nuovo il profumino del dolce arrivarle sotto il naso.


"A-Achooo!!" Starnutì la performer. Lo starnuto foce sobbalzare Weepbud, che era già quasi pronta a tornarsene nel suo angolino.
Serena subito scosse la mano "Scusa! Non volevo spaventarti!" Aveva la voce rauca e nasale. Forse faceva un po’ freddo per lei a quegli orari, dopotutto era un’umana. Però non sembrava nemmeno volersi spostare. 


Weepbud non capiva le motivazioni della ragazza o da dove venisse quella dolce tenacia, ma non voleva far ammalare nessuno. Tanto valeva accontentarla, non sembrava pericolosa. Dopo ore di osservazione poteva convincersi no?
Serena chiuse gli occhi per pochi secondi e appoggiò la testa sulle ginocchia. 


La Pokémon strizzò gli occhi prendendo coraggio e con estrema lentezza arrivò fino alla ragazza, sorprendendola. Alzò lo sguardo velocemente, fermando la piccola e spaventandola ancora. Per fortuna non sembrava retrocedere.


Aspettò che tornò la tranquillità e stranamente riprese a camminare verso di lei, con gli occhi della performer addosso, luccicanti e speranzosi. Era un processo lungo e a vederlo sotto altri punti di vista noioso, ma Serena non mollava.


Quando la piccolina afferrò il dolcetto, Serena sentì una gioia enorme, chiamata "successo". Non esultò o si agitò, temendo di causare un'altra reazione agitata.


Serena si limitò a sorridere, mentre Weepbud diede un piccolo assaggio al dolcetto. La Pokémon sentì le papille gustative fremere per buonissimo sapore. La sua delusione e tristezza si ruppero e sul viso del Pokémon comparve un primo sorriso spontaneo e naturale. Come automatico. 


Brock e Ash fissavano la scena sulla soglia della porta, mentre Ash sorrideva sempre più di gusto. Brock invece era sorpreso, talmente tanto sorpreso da lasciar cadere il mestolo a terra.


"Hai visto? Serena ce l'ha fatta! Che ti avevo detto?" si pavoneggiò Ash sul fatto che aveva avuto ragione. 


Brock era senza parole "Ci- Ci è riuscita... ancora non riesco a crederci..." 


Ash avrebbe voluto subito andarsi a complimentare con la performer per il suo successo, ma qualcosa gli diceva di non intromettersi al momento. Aveva appena fatto una cosa molto lunga e difficile e dopotutto Weepbud era "quasi" diventata amica di Serena. Un improvviso sobbalzo avrebbe spezzato quel momento magico. 


Già quel qualcosa gli diceva di non intromettersi figuriamoci ora che la sua pancia reclamava la cena e sembrava non volergli permettere di fare un passo oltre. "Lasciamole da sole un altro po’! Quando le due se la sentiranno entreranno a cenare che ne dici?" 


"Non è che stai abbozzando una scusa per mangiare subito anche la loro parte, vero?" rise Brock avendo sentito chiaramente il brontolio della pancia del ragazzo "Mi chiedo come tu sia sopravvissuto senza di me data la tua proverbiale fame..."


"Diciamo che sono stato fortunato.. eheheh!" 


Pikachu lo guardò con aria leggermente scocciata "Pikaaa".


“Ok.. ok..! Troppo fortunato!”


Nel frattempo di fuori la Pokemon aveva quasi finito di mangiare di gusto, ma lentamente, il suo pokébigné. Era una sensazione strana per lei, di solito le portavano il pasto e solo quando se la sentiva di uscire mangiava. Soprattutto da sola. Ora mangiare in compagna di un’altra persona le dava.. piacere? Disagio? Non lo capiva con sicurezza, ma di certo era una sottospecie di felicità che da tempo non sentiva e che le faceva piacere riprovare.


"Bud.." la piccola si lasciò scappare un ruttino, subito coprendosi imbarazzatissima la bocca con le mani. Non era decoroso. 
Serena sorrise di fronte al gesto spontaneo del Pokémon vegetale. A tratti sembrava che le ricordasse se stessa. Anche lei all'inizio era un po’ timida e si imbarazzava ad ogni cosa. Non ai livelli di Weepbud e a sua differenza fare nuovi amici le piaceva sempre. Tuttavia era abbastanza, insicura di se stessa. Per fortuna anche per lei era accorsa una persona che l’aveva aiutata. Se non fosse stato per Ash, adesso non avrebbe concluso un bel niente.


“Era buono vero?" chiese con un sorriso lei.


Weepbud la guardò e annuì, non sentendo più timore attorno a quella ragazza sotto certi versi speciale.


"Ti dispiace se...ti prendo in braccio?" chiese Serena, senza fare gesti avventati o senza nemmeno provarci prima di un consenso dalla parte della piccola. 


Weepbud impallidì di nuovo, ma stavolta la richiesta le pareva più accettabile che in altre situazioni. Non avrebbe mai accettato quel pomeriggio, ma ora sentiva che quella proposta meno terrorizzante. Serena voleva il contatto? Weepbud temeva che le facesse male, temeva nel sentire il tatto della performer. 


Eppure le mani della ragazza erano le stesse che avevano preparato con tanta dolcezza per dolcetto, le stesse dell’umana che le sorrideva e che la sembrava capire. Non potevano farle del male, da quel che sembrava potevano farle solo bene. 
Per la prima volta lo capì e annuì.


Serena prese delicatamente la Pokémon fra le sue braccia, con movimenti calmi e lenti, aspettando che la piccola si rilassasse un pochino "Ecco qua, scommetto che da tempo non provavi una sensazione del genere vero?” 


Weepbuf sentì pian piano che la tensione e la rigidità si allontanavano. “Bud….” Mormorò con un filo di voce.


“So che te l’ho già detto, ma ti trovo adorabile!” sorrise la ragazza.


La creature vegetale ritornò a prendere colorito e con rapidità si accoccolò sentendo le carezze che stava ricevendo sul capo. Era una dolcissima sensazione e non si ricordava nemmeno l’ultima volta che l’aveva sentita. Quelle parole e quelle gesta la fecero perfino arrossire un pochino. 


"E’ tardi, sarebbe ora di rientrare. Ti va??" chiese l'allenatrice scrutando il cielo ormai scurito.


"Weep..." la piantina sembrava addormentarsi tra le sue braccia. 


Una volta rientrati, Serena si sedette  e appoggiò la ormai addormentata Weepbud sul tavolo. Lasciò sfuggire uno sbaglio, quando si accorse di un biglietto sul tavolo..

 


"Ti abbiamo lasciato la cena nel forno, devi solo scaldarla e gustartela! Eh si, non mi sono mangiato tutto, quindi approfittane! Buonanotte, ci vediamo domani!


Ash


P.S. : sapevo che ce l'avresti fatta!”


 
Un'impronta di Pikachu era vicino al nome dell'allenatore come sua firma personale.


Serena sorrise e arrossì nel vedere che Ash aveva sempre avuto fiducia nelle sue capacità. Posò la lettera, si alzò e si scaldò la cena. Una volta mangiato sentì le palpebre chiudersi, si sedette un momentino, ma finì con l'addormentarsi sul tavolo vicino alla sua nuova amica. 


Così le due dormirono beatamente e il mattino successivo...

"Aww*” si stropicciò gli occhi Serena sbadigliando "Mi sono addormentata sul tavolo... che frana..."


"Vedo che ce l'hai fatta! Non ho mai visto nulla del genere se non sa Ash!" Una voce rispose. 


Serena si girò, trovando Brock in piedi dietro di lei "Biongiorno!"


"Buongiorno a te, dov'é Ash?" Notò poi una coperta sulle sue spalle "Chi mi ha coperta?"


Brock sorrise, mentre sorseggiava della cioccolata da una tazza "Suppongo lo conoscerai bene.. cosa fa Ash ogni mattina??"


"Mangiare!" Rispose Serena come ad un quiz.


"Ahaha esatto! Ma oltre a quello?” 


“Allenarsi!” Rispose banalmente Serena.


Brock annuì “Comunque se ci tieni a saperlo é Ash che ti ha messo quella coperta addosso. Ti abbiamo trovata addormentata qui e non volevamo svegliarti spostandoti. Quindi ha pensato di non farti per lo meno provare freddo!" Il ragazzo prese una sedia e si sedette su essa. 


Serena solo pensandoci arrossì, ma per sua fortuna Brock non notò nulla. "Hey Brock, tu cosa ne pensi? Dici che Weepbud si abituerà prima o poi? Tornerà nel suo habitat naturale?"


"Non saprei, ho paura che sia successo qualcosa alla piccolina che l'abbia sconvolta talmente tanto da darle la voglia di nascondersi dal mondo intero. Non sembra aver voglia di tornare in natura."


"Ah..."


"Tu però hai rotto un muro. E se la catturassi?" Quella domanda sorprese la performer.


"Catturarla?" Pensò lei ad alta voce "Ma Weepbud é timida e paurosa, se non volesse essere catturata?"


Brock cominciò a parlare seriamente "E’ un’ipotesi considerabile, anzi credo che probabilmente tu abbia ragione. Tuttavia dovresti pensarci, potresti aiutarla. Magari lei non vuole essere catturata ma é la scelta migliore per il suo bene, pian piano con il tuo aiuto si abituerebbe al mondo. Insieme a te potrebbe girare in varie regioni e perdere il suo timore, dopotutto dovrebbe per forza farlo. Non può continuare a vivere così. Per quanto mi dispiacerebbe vederla catturare in questo modo é una cosa che potrebbe servirle."


Serena rimase silenziosa, non le piaceva per niente questa idea, anche se avere Weepbud in squadra era una cosa che desiderava.


"Dovresti pensarci molto. Come tanti allenatori fanno, catturare Pokémon contro la loro volontà é normale oppure sarebbe troppo facile diventare esperti. Sarebbe un po’ duro nel caso di Weepbud. ma è la cosa ideale. Con il tuo aiuto, secondo me è possibile. Di norma non consiglio questo tipo di allenamento con Pokémon come lei, ma Weepbud è spaventata da tutto e tutti. Non vivrà mai come si deve in questo modo. Potrebbe essere doloroso inizialmente, per tutte e due, ma a volte bisogna essere decisi e fare la cosa giusta per il bene migliore." 


Brock non voleva essere duro, ma non aveva tutti i torti. Parlava per il bene della piccolina e non perché non volesse rivederla in natura. Anzi, avrebbe potuto anche tornare libera un giorno con l’aiuto di Serena, ma ovviamente prima doveva essere catturata e sebbene potesse sembrare un passo difficile era fondamentale. Abituarsi era l’unica ricetta.


Il problema per Serena era che questo passo poteva essere traumatico e distruggere un lungo lavoro, così come la fiducia di Weepbud.
"Io..." Serena non sapeva cosa fare, sebbene catturare Pokémon selvatici fosse normale e come aveva detto Brock era nell’ordine naturale delle cose, non pareva lo stesso giusto nel caso di Weepbud. Ora era lei che aveva paura a tirare fuori la pokéball, di far entrare la creaturina e poi guardarla faccia a faccia.


"Pensa al bene di Weepbud Serena, pensa al suo bene.." detto questo, Brock alludeva al fatto di decidere in fretta e nella maniera giusta perché presto lei e Ash probabilmente sarebbero partiti e attendere avrebbe comportato lo spreco del momento giusto quale era in quella situazione, mentre la Pokémon dormiva. 


Il ragazzo moro si alzò ancora con in mano la sua cioccolata ed uscì di casa.


Serena fissò per qualche secondo la piccola Pokémon. Davvero serviva al suo bene? Poteva agire in quel modo? Che risultati avrebbe ottenuto andando contro i suoi stessi ideali? Quelli con cui era riuscita nella prima parte di una missione quasi impossibile?


La ragazza tuttavia sentiva fretta, come se ci fosse un ticchettio nella stanza che le imponeva di muoversi. Prese una pokéball dalla tasca e premette il pulsante per ingrandirla. Avvicinò la sfera alla testa di Weepbud e si preparò a farla entrare, aveva deciso.


"Scusami..." mormorò mentre il Pokémon floreale dormiva respirando profondamente.
E la performer si preparò a catturarla...


.


.


"No.." Serena si bloccò a pochi millimetri "Non posso farlo, andrei contro quello in cui credo e il mio metodo. Stesso con il quale sono riuscita a rompere un muro tra Weepbud e il mondo. A fare qualcosa mai fatto prima. Che allenatrice sarei se ci andassi contro proprio ora, se prendessi proprio la via opposta? Che allenatrice sarei a forzare Weepbud quando sono la prima ad averla capita e dato il suo tempo? Che senso avrebbe aiutarla ma farle del male nello stesso tempo con il rischio di rovinarla per sempre? Sarebbe tutto inutile..."


E la ragazza cominciò a ritrarre la pokéball. Fu in quel momento che però qualcosa andò storto. 


Weepbud aprì gli occhi pian piano, ma la visione che aveva non le piaceva per nulla. Anzi la scioccava. Serena aveva in mano una Pokéball e sembrava volerla catturare. Un nodo in gola e le pupille si rimpicciolirono. Non credeva a quello che vedeva, di nuovo i suoi incubi tornavano. Era tutto confuso, la sua fiducia, la sua stupida voglia di credere alla ragazza. Aveva davvero fatto male…


"WWWWWWWWWWWEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!"


Serena fu colta alla sprovvista e anche nel momento più sbagliato. Sentire le urla della Pokémon le aveva appena comunicato che era crollato un lavoro che credeva sodo. E ora come risolveva la situazione?


Si, la Pokémon era sconvolta, si era fidata e come era stata ripagata? Era finita con l'allenatrice che voleva catturarla! Weepbud pianse di nuovo ma stavolta non era la sua timidezza, piuttosto la delusione nel vedere che erano tutti uguali, gli umani erano uguali e anche i miracoli non cambiavano la loro indole. Quella gentilezza era falsa, il sorriso falso e lei era una stupida ad essersi fidata.


"No Weepbud! Non è come pensi!" cercò di scusarsi Serena, di risolvere la situazione e dirle come andava davvero. 


Stavolta Weepbud non fu timida, non fu paurosa.. anzi, tirò fuori quell’odio che per tempo aveva tenuto chiuso in un buco del suo cuore, coperto dalla tristezza e il dolore. Attaccò la performer con un colpo di Fogliamagica e un esplosione risuonò in cucina, distruggendo quasi tutto. Era stato un attacco potentissimo, caricato da dolore ormai accumulato e che era scoppiato inevitabilmente. 


Intanto….


“Forza ragazzi! Aumentiamo il ritmo, stiamo andando molto bene!” Incoraggiò i suoi Pokémon Ash. 


“Hey Ash!” Salutò Brock.


Ash si girò verso l’amico, sorpreso dalla rapidità del suo amico nell’andare a controllare Serena “Hey Brock! Come sta Serena? Dorme ancora?”


Brock lo guardò con aria un po’ strana “Non esattamente..”


“..Che succede?” chiese Ash con tono interrogatorio e un poco convinto, non gli piaceva molto quel tono di voce usato da Brock. 
“Uhm… niente, vai tranquillo e continua ad allentarti!” Svicolò il ragazzo abbronzato.


Nonostante Ash volesse controbattere, perché conosceva bene Brock e sapeva che non era suo solito parlare in quel modo.. tuttavia sapeva anche che non gli avrebbe detto nulla in quel caso. Tornò a pensare al suo allenamento “….ok…….” Si girò verso i suoi Pokémon “Greninja usa Acqualame! Pikachu usa Fulmine!”


“Pikaaaaaaaaaaaaaaa….. CHUUUUUUUUUUU!!!!!” 


“GREEEEEEE… JAAAAA!!!!”


I due attacchi collisero ed esplosero, ma non furono gli unici. Un’altra esplosione arrivò dalle loro spalle ed era molto più potente. Si girarono di scatto e videro molto fumo uscire dalla cucina. 


“..oh no…” Mormorò Brock, non serviva un genio a capire che non era un classico incidente in cucina. L’unica cosa che pensò fu una “..Serena è ancora là!”


Ash sentì le gambe diventare di pietra “..no…” Tornò a guardare da dove era avvenuta l’esplosione, in quel momento le gambe si sbloccarono e partì in quarta verso il laboratorio “SERENA!!!”

Sul luogo dell’esplosione..


"I-Io..." provò a dire Serena. Era distrutta emotivamente, quanto aveva appena distrutto nello stesso modo Weepbud. La polvere si dissolse e della Pokémon non c’era da nessuna traccia, era fuggita. Non era tutto a causa di un malinteso, se non avesse tentato di catturarla, non sarebbe accaduto nulla.


"SERENA!” Sentì la voce di Ash sempre più vicina. Il ragazzo si precipitò in casa e al fianco di Serena. Le diede un’occhiata e per fortuna non sembrava ferita. “Serena che è successo? Tutto bene?" le diede una mano ad alzarsi.


"I-Io sono una pessima a-allenatrice" si demoralizzò la ragazza che stava per scoppiare in lacrime.


Ash la guardò confuso e perplesso, non capiva cosa stava accadendo, sapeva solo che non voleva vederla piangere “Hey, cosa c’è che non va?”


“Serena, per caso si tratta di Weepbud?” Domandò Brock, senza pensare troppo al tatto con cui avrebbe dovuto chiederle tutto.
La ragazza annuì "H-Ha visto la Pokeball e- e-e..." balbettava singhiozzando. 


"Ascolta, non so bene cosa sia successo, ma so che tu non ne hai colpa. Volevi solo il suo bene, ne sono sicuro..." provò a rincuorarla Ash. “Però non piangere…”


"T-Tu dici?" singhiozzo la kalosiana.


Brock annuì, appoggiandole la mano sulla spalla "Certo, Ash dice la verità! Anzi devo chiederti scusa io..." disse lui "Non ho pensato a cosa significasse per Weepbud vedere una pokéball in mano a te e ti ho costretta a scegliere la via più semplice, ma meno giusta" si scusò sinceramente Brock.


"G-Grazie, non s-sentirti in colpa” Si asciugò lei le lacrime “Il problema è che ora Weepbud mi odierà a morte..."


"Vacci a parlare. Forse non sarà contenta, ma se provi a spiegarle la situazione vedrai che ti darà una chance!” propose Ash.
Serena però non pareva molto convinta “Di chance me ne ha già data una, non credo lo rifarà..”


Ash scosse la testa, sembrava deluso ma non voleva mostrarlo “Questa non è la Serena che conosco!" 


Le sue parole colpirono profondamente l’allenatrice, la quale sentì la giusta spinta per non mollare. “Hai ragione!” 


“Ecco, questa sei tu!” Ash sorrise sostenendola.


All'improvviso un enorme tubo spaccò il muro della hall del centro di recupero e con grande forza incominciò a risucchiare tutto quello che trovava sulla sua strada.


"I Pokemon! Qualcuno li sta risucchiando!" urlò l'infermiera Joy.


Delle risate familiari risuonarono nell’aria. "Ahahahah! Comprare quel tubo aspiratore è stata una grande idea te lo concedo Meowth!" rise qualcuno all'esterno. 


"Ma queste voci!" Brock si rese conto di averle già sentite e per sua sfortuna molte volte, troppe per la sua povera testa.


I tre allenatori uscirono all'esterno. L'enorme tubo era collegato ad una mongolfiera tristemente famosa e all'interno di questa mongolfiera vi era il solito e ovviamente sospettabile Team Rocket. 


“No dai…” Brock si schiaffeggiò la testa con una mano. “Dimmi di no..”

 


Preparatevi a passare dei guai! Wow non è il moccioso grande di tempo fa!”

 



“Invece si…” Ash lo sconsolò.

 


“Dei guai molto grossi! Si, ma nemmeno lui ci fermerà!”
 


“Proteggeremo il mondo della devastazione!”



“Uniremo tutti i popoli nella nostra nazione!”
 


“Denunceremo i mali dei amore e verità!”
 


“Estenderemo il nostro potere fino alle stelle e anche più in là!”
 


“Jessie!”
 


    “e James!”    



“Team Rocket, pronto a partire alla velocità della luce!”
 


“Arrendetevi subito, o preparatevi a combattere!”



“Meowth, proprio così!”




“E’ possibile che non si siano trovati un lavoro migliore!?" urlò Brock dall’esasperazione. Non era sorpreso dallo scoprire che il trio composto da Jessie, James e Meowth, nonostante gli anni continuasse disperatamente a dare la caccia a Pikachu. Rimaneva però il fatto che sperava si fosse concluso tutto anche se, ora che ci pensava, coloro che avevano girato le riprese dello scontro epocale di Kalos, erano proprio loro.


"Beh ma è questo il nostro lavoro, no?" sogghignò James “Però che scortese, noi facciamo un lavoro molto difficile e meritiamo rispetto!”
Meowth fece le spallucce "Devo ammettere che però, in un certo, senso mi fa piacere rivederlo!" 


"Non perdiamoci in smancerie" li riportò alla realtà Jessie "Moccioso grande o no, il nostro piano sta avendo successo! Con questo tubo aspiratore stiamo risucchiando tutti i Pokémon del rifugio e senza neanche muovere un muscolo ahahahah!"


"Voi non risucchierete proprio un bel niente! Pikachu vai!" urlò Ash.


“Pika!” Pikachu si prodigò subito all'attacco.


“Aumenta la potenza Meowth!" comando Jessie. 


Meowth premette un bottone e la forza risucchiante del tubo aumentò, mentre i tre ridevano senza sosta.


"Pikaaaaaaaaa............Pipipipipipipipikaaaa!" Pikachu urlò venendo risucchiato dalla troppa forza dell'aspiratore.


"NO PIKACHU!” Ash provò a prenderlo prima che fosse tardi, ma non fece a tempo e il suo migliore amico venne risucchiato completamente. “Maledizione! Greninja ho bisogno di te!" Disse Ash facendo avanzare il Pokémon di tipo acqua.


"Ti do una mano anche io! Sudowoodo ho bisogno di te!" e Brock fece uscire il suo finto alberello. "Serena Scappa! Ci pensiamo noi a loro!" 


"Non se ne parla! Vi do anche io una mano!!!!” Disse la ragazza reggendosi la gonna e urlando per farsi sentire, per via dell’aria che soffiava così forte da attutire ogni suono. 


“Devi andare! Weepbud è l’unica rimasta e conoscendola sarà terrorizzata! Solo tu la puoi calmare!" Fu il turno di Ash di chiederle di andarsene.


“Ash.. non…”


“VA!” Ripeté lui, sperando che se ne andasse il prima possibile.


"O-Ok.." Serena corse via, andando a cercare Weepbud. Sperava di trovarla nel suo solito posto, dove il Team Rocket non l’avrebbe trovata e dove avrebbe potuto nascondersi.


Corse più in fretta che poteva, fino ad arrivare al luogo segreto della piccola “Weepbud! Ti prego vieni fuori!” Si fece strada lentamente e faticosamente tra i cespugli e i rovi. Spostò un bel po’ di foglie e arbusti, ma quando arrivò nel luogo la piccola non c’era e ciò diede un gran sconforto alla ragazza. 


Purtroppo però non era il Team Rocket l’unico a spaventarla. Inizialmente era fuggita solo scappare da Serena e quindi non sarebbe andata di sicuro nel luogo più ovvio in cui l’avrebbe cercata. E ora poteva essere lontana, cosa in cui sperava. Però allo stesso tempo doveva essere certa che stava bene almeno lei. Ne aveva il dovere.


Il rifugio però era grande e un Pokémon piccolo come quello poteva essere ovunque, in particolar modo se non voleva essere trovato. 


"Weepbud!!!!!" Gridò Serena "Ti prego vieni fuori! Sei in pericolo!!!" Continuò ad urlare, cercando la femmina di Pokémon, senza però trovarla.


Il paesaggio correva intorno a lei velocemente, non riusciva a guardarsi completamente attorno, ma sperava che l’avrebbe vista. Non poteva andare lenta, doveva correre tutto il perimetro possibile.


"So che non mi vuoi perdonare, ma sono tutti in pericolo! Tutti i Pokémon e quelli dei miei amici, li hanno catturati! Devi metterti almeno tu al sicuro!!!" Serena cercava disperatamente di farsi sentire.


La ragazza scrutò ogni angolo, ma non vi era traccia di Weepbud "I-Io ho sbagliato, lo so. So che ho fatto un terribile errore, ma ti giuro che non ti stavo catturando! Non potrei mai! Si ci ho pensato ed é vero, ma solo per il tuo bene. Ho commesso uno sbaglio enorme e ho tradito la tua fiducia! Tu ti sei fidata di me e hai fatto un eccezione! Io ho rovinato tutto! Sono un'allenatrice pessima, avrei dovuto pensare di più a quello che facevo!" La performer cominciò a singhiozzare.


La sua corse e gli occhi lucidi non le permisero di vedere tutto e inciampò in una radice. Il suo piede si bloccò sotto ad essa, facendola rivoltare a terra con violenza. 


Un fruscio si mosse tra i cespugli. Weepbud aveva visto la scena e voleva correre dietro all'allenatrice per vedere se stava bene, ma allo stesso tempo voleva solo essere lasciata sola e non sopportava la presenza di quella ragazza.


Eppure Serena non si preoccupava della caduta, continuava a singhiozzare e cercava di rimettersi in piedi "T-Ti prego... non farlo per me.. odiami se vuoi, non mi farò mai più vedere.. ma fallo per gli altri Pokémon. Mettiti in salvo almeno tu. Non odiare il mondo per colpa mia, non tutti sono così"


"..."


"Loro non ti hanno mai tradita e non tutto il pianeta è fatto di odio. Tu puoi essere speciale.. puoi trovare amici ovunque. Non hai bisogno di me. Anche se ormai io ti ho fatta soffrire e non so come farmi perdonare, io posso solo chiederti scusa."


La ragazza lanciò cadere la testa fra le braccia, singhiozzando sempre di più "S-Scusami...."


"B-Bud?"


Serena alzò gli occhi, Weepbud le era vicino. Quando vide i movimenti della ragazza, sentì il bisogno di scappare, ma non lo fece. 


“Weepbud, sei tornata?”


La piccola piantina annuì e le fece cenno di alzarsi. Serena lo fece, anche se la guardò confusa “Cosa? Cosa hai in mente?”


“Bud! Wee!!” La piantina alzò la sua mano/foglia, come se volesse lottare. 


Aveva capito, nonostante tutto Serena voleva solo il suo bene, o almeno voleva che fosse al sicuro e questo bastava. Non poteva rimanersene indietro, doveva almeno lottare per aiutare gli altri. Serena aveva ragione, il mondo non era fatto solo di odio, almeno non completamente. Se lei era parte di quel mondo avrebbe dovuto anche trovare qualcosa di buono e vivere con chi lo rendeva bello davvero.


"Oh Weepbud..." Serena si rimise in piedi con un bel sorriso.


Weepbud sebbene tremolante, fece intendere che l’aiutata come meglio avrebbe potuto “Wea!”


"G-Grazie... andiamo presto!" Serena aprì le braccia e Weepbud saltò da lei, facendosi afferrare. Poi le due corsero verso gli amici.


Nel frattempo Greninja e Sudowoodo resistevano alla macchina aspirapolvere del Team Rocket, ma la fatica nell'ancorarsi a terra non gli permetteva di agire 


"Greeeee" 


"Sudoooo" 


"Se non possiamo risucchiarli allora li sbatteremo a terra! Meowth inversione!" 


"Subito!" agì il gatto.

 


La macchina cominciò ad emettere una potentissima folata d'aria che fece sbalzare all’indietro i Pokémon, non aspettandosi un colpo del genere. 


"Inversione di nuovo! Stavolta non hanno scampo!" La macchina ricominciò il risucchio. Stavolta Greninja e Sudowoodo sembravano non potercela fare, non potevano prepararsi e resistere, la loro presa si era molto allentata.


"E' fatta!" urlò contento il Team Rocket.


Improvvisamente una Fogliamagica passò sopra le loro teste, tagliando uno dei baffi di Meowth.


"UUUUUUHHHHHHHHHMMMMMMM… il mio baffoooooooo! Il mio splendido baffoooooooooo!" piagnucolò Meowth. 


“Weepbud e Serena?” Brock e Ash rimasero stupiti nel vederle insieme e pronte a lottare. Tuttavia ne erano più che felici.


"Ce ne siamo fatte scappare una! Forza risucchiamola!" L’urlo di Jessie spaventò la piccoletta, che cercò di tornare indietro e nascondersi dietro a Serena. 


Il Team Rocket aumentò la potenza del tubo aspiratore e anche Greninja e Sudowoodo furono catturati.


"Forza Weepbud!" La incitò Serena "So che sei speciale! L'ho sentito la prima volta che ci siamo viste! Non puoi tirarti indietro, ormai siamo qui! Sei l’unica speranza!” l'incitamento di Serena era talmente di forte effetto sulla Pokémon che la ricaricò.


La piccolina tornò alla sua postazione e cominciò a raccogliere energia “BUUUUUUUUUUUUUUUUU…….. WEEEEP BUUUUD!!!!” Dal terreno un sacco di radici colossali spuntarono e avvolsero la macchina dei nemici. 


L’aggeggio risucchiava e risucchiava, ma la Pokémon non si muoveva. 


"Ma certo!" Esclamò Brock "Ancorandosi a terra con Radicamento la macchina non riesce a risucchiarla o scaraventarla via! Allo stesso tempo potrà anche bloccare gli avversari!”


"Meowth più forte!" ordinò Jessie.


“Non possiamo! E’ inutile! Inoltre ora siamo bloccati!!!!” ribattè James. 


“Forza Weepbud! Diamo il colpo finale!” Incoraggiò Serena.


La sua voce era la cosa migliore che poteva sentire la piantina. La voce di chi le voleva bene e, sentiva che pure lei poteva volerle bene. Raccolse tutte le sue energie e strinse il Radicamento attorno alla macchina, rompendola completamente e liberando così tutti i Pokémon.


"Ahh il nostro bottino!" si disperò il trio di lestofanti. 


Pikachu corse verso il suo allenatore come Greninja e Sudowoodo. Gli altri invece si dispersero tutti dietro al gruppetto di allenatori. Stranamente anche pronti ad attaccare. Senza tubo aspiratore, ormai il Team Rocket era alla portata di tutti. 


"Bene ora saremo noi a fargliela vedere!!! Pikachu Fulmine! Greninja Acqualame!" ordinò Ash.


"Sudowoodo usa Mimica per copiare Fulmine!" comandò Brock. 


I tre lanciarono i loro attacchi con grande potenza. Anche i Pokémon intorno lanciarono ognuno un suo attacco che si unì agli altri. 


“Weepbud aiuta con Fogliamagica!” Serena chiese alla Pokémon, la quale automaticamente seguì le sue istruzioni e lanciò il colpo, il quale si unì al resto degli attacchi.


Tutti assieme andarono inevitabilmente a colpire la mongolfiera del Team Rocket con grande potenza, spingendolo con forza in aria e provocando un’esplosione più potente che mai.


"Ci eravamo cosi vicini stavolta!" Si lamentò la donna dai capelli fucsia. 


"Il mio baffo! Il mio baffoooo!" continuava a piagnucolare Meowth.


"Oh falla finita! Ti ricrescerà!" lo sgridò James.


"IL TEAM ROCKET RIPARTE ALLA VELOCITA’ DELLA LUCEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!" e la solita lucina brillò nell'aria. 


I pazienti del rifugio si radunarono tutti davanti a Weepbud ed esultarono la loro eroina. La piccola non era abituata a tutte queste attenzioni e si nascose subito dietro Serena. 


"Dai, esci fuori! Te li sei davvero meritati tutti questi complimenti!" sorrise la performer. La piantina uscì e si guardò attorno. Tutti i Pokémon la guardavano e sorridevano con un sorriso. Poi pianse di nuovo ma stavolta di gioia.


"Su, su, non piangere.." la accarezzò Serena.


I Pokémon del rifugio continuarono a festeggiarla e ringraziarla. Ora Weepbud non aveva più paura, ma le lacrime o meglio, lacrimoni, scendevano ancora ininterrottamente. Era riuscita a rompere un muro alto e solido come una montagna e solo grazie a una ragazza, che aveva creduto nelle sue capacità e l'aveva aiutata con dolcezza.


Serena prese in braccio la piccolina "Hai visto che sei più in gamba di quel che credi?!" Serena ricominciò ad accarezzarla sulla testolina.
"Bud..." annuì lei sorridendo. Per poi abbracciare l'allenatrice.


Brock, Ash e Joy guardavano la scena commossi e sorridendo sinceramente. Ash aveva riposto fiducia in Serena fin dall'inizio e aveva fatto bene. Brock ora sapeva che il fiuto dell'amico non era mai andato perso.


L'allenatore di Biancavilla appoggiò le mani ai fianchi e abbassò la testa soddisfatto "Serena? Credo sia l'ora" Ash propose. 


La ragazza lo guardò insicura sul da farsi. Doveva davvero tentare? E se Weepbud era contraria?


"Non lo saprai mai finché non provi. Abbiamo avuto prove a sufficienza, no?" Ash lesse i pensieri della ragazza. 


La performer rimase a guardare gli occhioni dolci della Pokémon tra le sue braccia. "Weepbud, io non me la sento di costringerti, quindi te lo chiederò apertamente: unisciti a noi nel nostro viaggio!" 


La piantina la guardò confusa e un po’ intimorita.


"Non ti obbliga nessuno, voglio solo farti questa proposta. Ho visto che ti piacciono le esibizioni e credo che tu potresti aiutarmi molto. Faresti passi da gigante con te stessa. Insieme potremmo farcela, dimenticherai il tuo passato e costruiremo la nostra passerella per il futuro! Ti divertirai!"


La piccolina la fissò con il riflesso negli occhi che tremava. 


"Ti aiuterò io!" La esortò Serena.


Se c'era un'allenatrice con cui sarebbe mai andata via da quel bozzolo che aveva chiuso attorno a sé, quella era lei, Serena.
Weepbud ora aveva bisogno di qualcuno con cui andare avanti in quella strada. 


E ora era chiaro, poté annuire "Pwee!!" 


Serena tirò fuori la pokéball e la guardò un attimo, per poi toccare dolcemente il Pokémon, la quale strizzava gli occhi un po’ paurosamente.


Un fascio rosso l'avvolse e finì per essere racchiusa nella sfera. Non era doloroso, era piacevole. Tre vibrazioni e il click finale.


"Evviva!!! Ho catturato un Weepbud!!!!!!" Esultò Serena, con la pokéball tra le mani puntata verso il cielo.


"Pi-pikachu!!!" Pikachu urlò contento.


"Uhm.. Credo ti sia confuso Pikachu" ridacchiò Ash al pensiero che Pikachu avesse sbagliato allenatore con cui esultare.
Eh si, avere un nuovo amico poteva essere entusiasmante per tutti.


"Benvenuta in squadra piccolina..." disse sorridendo Serena guardando la pokéball, contenente la sua nuova amica. 


"Ehi Brock!" esordi Ash. "Perché non vieni con noi? Mi farebbe piacere tantissimo che tu viaggiassi con noi! Insieme di nuovo come ai vecchi tempi!" 


"Ash sai che non posso... c'è bisogno di me qui al rifugio e non posso allontanarmi più di tanto!" provò a dire Brock. 


Sudowoodo lo guardò con aria interrogatoria ma molto eloquente, aveva già capito che in realtà l'unica cosa che impediva a Brock di viaggiare era sempre e solo la solita cosa. Lui voleva stare con Ash, ora non c’erano motivi perché non fosse così, solo una scusa non lo permetteva. 


"Perchè non vai?" disse sorridendo l'infermiera Joy del luogo "Sono sicura che la tua formazione medica serve di più in giro per la regione che qui! Me la posso cavare benissimo da sola! E Poi ti divertirai e apprenderai molto!" 


Brock guardò Ash, che si limitò ad ingrandire il suo sorriso con semplicità. Poi però tornò a guardare Joy "Ma infermiera Joy, come posso separarmi da te? Tu che sei la luce, l'acqua nel deserto del mio cuore solitario.... come farò a sopportaaaaaaaaaaaaaaaahioooooooooooooo!" 


Sudowoodo aveva già sentito troppo e sinceramente non ne poteva più delle moine del suo allenatore. Aveva il permesso punto e basta, non solo, ma anche l’occasione di farlo. Perciò lo interruppe violentemente, scaraventandosi addosso con un potente Sdoppiatore, che fece volare il povero allenatore fino ad un albero lì vicino, sbattendo violentemente la faccia. 


Serena si coprì la faccia, ma Ash ridacchiando provò a rassicurarla "Tranquilla ti ci abituerai! E’ sempre stato così..." Poi si rivolse al Pokémon di Brock “Credo che sia un si, giusto?!” Chiese entusiasta. 


Sudowoodo annuì e agitando le sue maracas chiese all'allenatore una mano per trasportare "il morto", affinché potessero trascinarlo sul percorso appena lui e Chansey avessero preparato le provviste e raccogliere la roba del loro allenatore.


Ash ghignò a quella richiesta, di solito era Croagunk a fare ciò ed essere uno chaperon temporaneo gli dava una strana sensazione di divertimento "Va bene... va bene ci penso io..."


Tempo: una decina di minuti, Sudowoodo e Chansey erano pronti a partire.


Serena fece uscire dalla sua sfera Weepbud, voleva che salutasse tutti i compagni di degenza con cui era stata. Accoccolata sulle spalle dell'allenatrice la piccola salutò i suoi compagni e finalmente lo fece senza timore. Forse gran parte della paura era partita con Weepbud, ma nella direzione opposta.


Nel frattempo Ash e Sudowoodo afferrarono ognuno una gamba di Brock, mentre Chansey si occupò di sorreggere la testa. “Noi siamo pronti Serena!” La avvisò con un pollice all’insù.


Serena rimase un po’ stordita dalla scena, ma ciò le fece venire almeno il sorriso. Annuì e si girò dalla stessa parte di Ash, cominciando a camminare.


"Buona fortuna ragazzi!" li salutò l'infermiera Joy, seguita da un coro di Pokémon "Prendetevi cura di Weepbud! Oh e salutate Brock da parte mia, ringraziatelo per il suo aiuto!"


“Anche a voi! Addio!” Salutarono i due e i loro Pokémon. 

 

 


E così, un vecchio amico ed una nuova amica si sono uniti al viaggio di Ash, Serena e Pikachu. Ora che la famiglia è sempre più grande, non resta che rimanere uniti e arrivare a Collinopoli. Come continuerà il loro viaggio? Weepbud se la caverà nelle sue esibizione e troverò sempre più coraggio? Questo lo scopriremo solo seguendo i nostri eroi.

 


“Ma quando si sveglia Brock?” 


“...”

 

 


..Ehm… Il viaggio... continua..

Modificato da SatoSerelover

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altre piattaforme

 

Episodio 5: A pranzo con il prof.!? Collinopoli, la capitale di Forsia!


 Finalmente, dopo giorni di viaggio, i nostri eroi sono sempre più vicini a Collinopoli, la capitale di Forsia. Ora Ash e Serena sono anche accompagnati da un vecchio amico: Brock. Cosa li può aspettare la grande città?


"Insomma Ash, vedo che ti sei dato da fare mentre non ero presente, arrivare fino alla finale della lega di Kalos.. un gran risultato non c'è che dire!" disse Brock commentando tutte le avventure che Ash aveva vissuto in sua assenza.

"Già, anche se a dire tutta avrei preferito vincere. Quella volta me lo sentivo davvero.." rispose Ash felice di ricevere degli elogi dall'amico, ma allo stesso tempo con una nota di tristezza. Ripensare a quanto fosse arrivato vicino a sfiorare la vittoria gli dava abbastanza nervoso, anche se era stata probabilmente una delle lotte più belle della sua vita. "Però cerco di non pensarci! Dopotutto ora siamo a Forsia! Nuova avventura, nuovi pensieri!"

Serena ascoltava i due ragazzi parlarsi di continuo e sorrideva. Non aveva gran che da dire, dopotutto i due non si vedevano da tempo, avrebbero avuto tanto di cui parlare.

Dopo un’oretta di camminata finalmente i nostri eroi poterono scorgere da una collina l'intera città di Collinopoli.

"Ma è immensa!! Più di Luminopoli!" Giudicò Ash non avendo mai visto nulla del genere.

"Beh c'è un motivo se è considerata la capitale, no?" sorrideva la ragazza, tuttavia anche lei era rimasta colpita dalla fisionomia di Collinopoli.

La città si divideva in varie zone tutte delimitate da piccole colline, da cui si poteva scorgere ogni singolo angolo della città. Eccola ragione del suo nome.

"Bene, che aspettiamo!? Andiamo!" Ash si lasciò praticamente cadere dalla collina a tutta velocità seguito a fatica da Serena e Brock.

"Ash! Aspetta! Non correre, o ti farai…" Serena non riuscì a finire e il ragazzo finì per perdere il controllo della sua velocità in discesa, finendo per sbattere contro un albero, senza possibilità di frenare.

“..male.. appunto..” Concluse Brock grattandosi la testa.

Ash cadde all’indietro un po’ stordito “Ahio….” Vedendo un po’ sfocati i due amici.

Brock si chinò verso di lui, mentre Serena con sguardo un po’ in panico cercava di controllare che l’amico non fosse completamente andato “Quante dita vedi?” Chiese il ragazzo cresciuto, mostrando due dita.

“Uhm…” Ash lo guardò mezzo rimbambito “…sei?.. ah no.. otto!?”

Brock scosse la testa sconfitto “Serena, mi sa che ci tocca trascinarlo fino al centro Pokémon..”

“Lo credo anche io….” Serena commentò abbattuta.

I tre o meglio, i due che trascinavano l’amico, cercarono un centro medico per Pokémon dove pernottare per la notte e dove far rinvenire Ash. Una volta arrivati fecero sdraiare Ash. Mentre Serena si prendeva cura di lui, arrivò l’infermiera.

“Solo una botta, qualche minuto e sarà sveglio e pimpante!” li rassicurò la dottoressa.

Gli occhi di Brock improvvisamente brillarono, si spensero le luci e l’occhio di bue illuminò Brock e Joy. Come al solito l'ex capopalestra di Plumbeopoli partì in quarta con il suo melodramma. "Ah Joy! Joy! Più bella della marea, più bella dell'acqua... più bella... dell’aaahiooooooooooooooooooo!"

"Più bella di te che fai il cascamorto...?" disse Ash tirando l'orecchio di Brock. Evidentemente l’allenatore di Biancavilla si era ripreso appena in tempo e stava tirando l’orecchio di Brock. Incominciava a prenderci gusto, ecco perché Misty e Max lo facevano così spesso, sembrava dargli una sensazione di "potere".

“Oh Ash, che bello, ti sei ripreso?” Cercò di cambiare argomento Brock, con vocina tenera.

Ash lo guardò male, senza smettere di trascinarlo “Seee.. certo…”

Passato quel momento, i tre si ricomposero e decisero di fermarsi un attimo al centro medico e gustare la colazione gratuita offerta dalla direzione.
"Mai rifiutare un pasto gratuito!" recitò Ash con fare teatrale, declamando una delle sue massime di vita.

I ragazzi mangiarono di gusto senza farsi mancare il classico e piccolo "burp" di soddisfazione. Poi dopo essersi riposati un poco, Ash notò un poster appeso ad una parete:

 "La palestra di Collinopoli cerca nuovi sfidanti, per lotte cariche di brivido e suspense! Vi aspettiamo numerosi!"

Vi era allegata anche una Mappa dove la palestra era segnata con un "Noi siamo qui!".

Una palestra a Collinopoli? Ecco cosa non era saltato in mente ad Ash, ma poteva facilmente rimediare. Poteva finalmente mettersi alla prova e conquistare la sua prima medaglia.

"Bene allora.." disse Serena consultando la mappa appena al centro medico "Dovremmo andare..." 

"...Alla palestra! Alla palestra!" la interruppe subito Ash, ormai gasatissimo come non mai.

"Ma non mi avevi detto che dovevate andare dal professor Olivio?" gli chiese Brock, nonostante consapevole della ovvia risposta che sarebbe arrivata dall'amico.

"Ah, il professore può aspettare! La lotta è più importante!" disse Ash. "Coraggio! Andiamo!” Disse Ash prendendo uno degli opuscoli con su ognuno una mappa della città. “La mappa ce l'ho io! Basta seguire le indicazioni riportate qui!" e tutto pieno di entusiasmo indicava il punto preciso in cui si trovava la palestra.

Serena e Brock, essendo appena giunti in città, desideravano riposarsi per un po’, visto il lungo tragitto percorso. Volevano un po’ di tempo e godersi la maestosità di una città che creava scalpore ogni qual volta la si ammirava.

"Ash aspetta, ti prego! Perché non andiamo a fare un giro prima della tua lotta in palestra? Oppure andiamo dal professore, dopotutto mica vi ha offerto il volo per vedervi in fretta?" Urlò desolato Brock.

"Ha ragione Ash, la palestra mica scappa!” aggiunse Serena.

Ash quasi allibito dalle parole dei suoi fidati compagni rispose con desolazione "Cosaaa?!?! Riposarsi?? C'è una lotta in palestra che mi aspetta, proprio qui, in questa città e voi parlate di riposo?"

Serena fissò l’amico per un po’, non era l’unica brava a fare gli occhi dolci. Guardò le iridi cioccolato del ragazzo che brillavano e le pupille ingrandite. Ecco, quando faceva così Serena aveva ben poco da fare, non era una situazione in cui essere autoritaria. Non riusciva a dirgli di no, era troppo cuccioloso.

Serena sospirò e poi si girò verso Brock con tono rinunciatario "Una piccola sosta alla palestra non uccide nessuno, giusto? Il professore non sarà così dispiaciuto…"

Brock si sentì molto più debole di fronte alla perdita di sostegno di Serena. Fece un lungo sospiro e annuì senza proferire qualcosa. Ormai si era rassegnato.

Pochi istanti dopo, oramai sconfitti i due muri che lo separavano dalla sua lotta in palestra, Ash afferrò le braccia dei compagni e li trascinò lungo la strada che li avrebbe condotti alla prima sfida di Forsia.

Lungo il tragitto Ash non faceva altro che concentrarsi sulle ipotetiche strategie da adottare nella sfida. Sorrideva ma non diceva nulla, aveva la testa concentrata su chi avrebbe usato. Tweeny era un membro molto utile al suo team e una prima lotta lo avrebbe aiutato a migliorare, ma era rischioso tentare on una palestra. Beh non temeva il rischio, ma Tweeny avrebbe potuto assistere alla lotta. Pikachu poteva aprire la sua serie di lotte in palestra, come era giusto.

"Tutto ok, Ash?" Domandò Serena, mentre cercava di tenere il passo e di non lasciare quindi la mano di Ash.

Ash girò la testa sorridendo "Certo!! Sono carichissimo per la lotta in palestra! Sto solo cercando di concentrarmi e scegliere quale Pokémon usare!" Rispose Ash mollando Brock e serrando un pugno di vittoria.

Dopo circa mezz'ora i ragazzi arrivarono di fronte la palestra, Ash aveva trascinato Serena per tutta la strada e questo sotto un certo punto di vista faceva molto piacere alla ragazza.

Purtroppo per l’allenatore dai capelli corvini, c’era ad attenderli una spiacevole sorpresa. Anzi, ad attenderli c’era un grosso cartello luminoso che girava su se stesso, mentre mostrava un messaggio:
 

"Palestra momentaneamente chiusa per questioni personali"


Ash era talmente perso sulla lotta che si accorse dell'insegna molto dopo. Brock e Serena, invece, lo notarono immediatamente e subito vennero investiti dal timore della reazione che Ash avrebbe avuto nel momento in cui lo avrebbe scoperto.

L’allenatore si girò e vedendo che i suoi compagni avevano frenato di colpo chiese loro "Ehi tutto apposto?"

I due ragazzi ,tramortiti, gli indicarono il cartello e lui si girò di soppiatto. Qualche secondo dopo un urlo disperato risuonò nell’intera zona come un ultrasuono.

"CHE COSAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!??? Nooooo non ci posso credereeee!!! Abbiamo fatto tutta questa strada per nullaaaaa!" gridò il ragazzo mentre si tirava i capelli talmente forte che correva il rischio di strapparli.

Nel frattempo le urla del ragazzo avevano attirato l'attenzione dei passanti i quali guardavano Ash e di conseguenza i suoi compagni, che si trovavano poco dietro lui, allibiti e increduli di ciò che stesse accadendo. Probabilmente non conoscevano ancora bene Ash Ketchum, ma presto Forsia ci avrebbe fatto l’abitudine, come del resto l’avevano fatta Kanto, Jotho, Hoenn, Sinnoh, Unima e Kalos.

Serena e Brock in preda all'imbarazzo cercavano di sussurrare ad Ash di placarsi, ma quest'ultimo ancora in preda alla disperazione non ne voleva sapere.
Così non rimase altra scelta, Brock pensò ad un rimedio efficacissimo per placarlo. Rimedio per di più testato sulla sua pelle per anni. Si avvicinò ad Ash e lo tirò per le orecchie fermando solo parzialmente quella che era una vera e propria scienza di pazzia. La scienza non sempre è qualcosa di meraviglioso…

Ash aveva calmato la sua crisi isterica, ma guardò il cartello sempre sconvolto. Serena e Brock lo presero per le braccia e lo tirarono via, cercando di far smuovere quel peso morto quale era il loro amico.

"Mah.. sarà pure cresciuto e maturato, però ci sono cose non cambiano mai.." commentò Brock.

Serena annuì "Ho avuto modo di abituarmi. Non credo perderà mai questo suo lato.." rispose lei, per poi pensare "Anche se a me piace pure per questo.." ci teneva a puntualizzare almeno a se stessa.

Ash cominciò a riprendersi e a tornare in sé. Serena provò a consolarlo, mentre camminavano chissà dove "Su..su.. perché non visitiamo la città per un pò? Troveremo di sicuro tanti nuovi Pokémon. Quindi anche allenatori! Inoltre ricorda che dobbiamo incontrare il professore Olivio!"

"Non mi avete ancora detto come mai dovete incontrarlo?" Domandò Brock. Il professore era stimato a Forsia e anche lui aveva sentito delle sue ricerche.

"Beh ci ha invitati lui a Forsia. Voleva conoscermi!" rispose Ash "Dice che gli interesso per le sue ricerche e vuole vedere cosa so fare con Greninja!"

Brock lo guardò in uno stato di confusione. Cosa c'entrava ora Greninja? Voleva lottare con il prof? Di certo significava qualcosa "Greninja?"

Serena e Ash si scambiarono un sorriso complice "Veeeeero.. tu non lo sai. Vedrai... vedrai..."

Con Ash oramai placato dal suo inveire contro la proverbiale sfortuna che gli era piombata addosso, i nostri incominciarono a dirigersi verso il laboratorio del Professor Olivio. Chiesero ad alcuni passanti delle indicazioni, ma finivano sempre per confondersi.

"Per il centro di ricerca del Prof. Olivio?"

"A destra dopo esser passati da Via Principale, poi svoltate a sinistra e...."

…. insomma non era facile, Collinopoli era una bella città e non c’erano dubbi su questo, ma era comunque un enorme labirinto urbano..

"Aspetta, ma non siamo passati già in questa zona venti minuti fa?" chiese Ash.

"Ma no! Questa è la casa gialla con i fiori rossi, mentre noi siamo passati davanti alla casa rossa con i fiori gialli..." rispose Brock convinto di essere nella direzione giusta.

"Eppure la casa blu con i fiori verdi doveva essere qui..." si chiedeva Serena.

Dopo ben tre orette belle e buone, i piedi dei nostri amici erano completamente fusi e ancora non riuscivano a trovare uno straccio di indizio per raggiungere la residenza del Prof. Olivio.

Ash cominciò ad averne piene le scatole e si fermò "BASTA! Non ce la faccio più..." ansimava lui.

E anche Serena, Brock e Pikachu erano al limite, non gli davano torto. Fortunatamente per loro erano finiti nei pressi di un bel parco e dunque era un ottimo posto per fermarsi a riprendere fiato, magari su di una bella panchina oppure sdraiati sull'erbetta fresca.

Il trio si sedette a riprendere le forze perdute “Aiuto... questa città sarà anche bella da vedere, ma è un labirinto infernale di viuzze, negozi, piazze e vicoletti! È impossibile orientarsi qui!" protestava Ash

"Hai ragione... non capisco come la mappa possa dire che è facile..." sospirava un po’ stizzita Serena “Nemmeno Luminopoli era così complicata, era più facile tornare sui propri passi!”

Le mappe per turisti tendevano sempre a semplificare un po’ troppo le cose...e come al solito ci rimetteva sempre il povero viaggiatore.

Brock fece le spallucce, senza alzarsi dall’amatissimo prato "Rilassiamoci un attimo e poi proviamo a ripartire" propose il medico.

Gli altri due furono contenti di questa proposta, o meglio lo erano i loro piedi. Perlomeno l'aria era bella fresca quindi stare sdraiati sul prato era una piacevole sensazione. Il venticello accarezzava i visi dei tre molto dolcemente. Ash era sul punto di lasciarsi cullare dal vento ed addormentarsi, con il berretto calato sul suo viso.

Improvvisamente però, una voce sembrò richiamarlo all'ordine "Ehi! Si a voi! Domando perdono, ma potreste venirmi a darmi una mano? Ho un piede incastrato qui!"

Ash si girò e vide un giovane signore fargli cenno con la mano, chiedendo aiuto. Effettivamente il suo piede era proprio in mezzo ad un albero, anche se non capiva bene come si potesse finire in quella posa scomoda.

Aveva i capelli un po’ scompigliati marroni, un paio di occhiali squadrati e un maglioncino da studente universitario.

Ash un po’ di malavoglia si alzò da quella bella posizione comoda che si era trovato e si diresse verso l’uomo. Ovviamente non poteva esitare ad aiutare subito quel tipo in difficoltà, era nel suo carattere essere una persona altruista e quando vedeva una persona che aveva bisogno d'aiuto non resisteva al desiderio di dare la sua disponibilità. In breve si trovò davanti all'uomo, aveva qualcosa di familiare, ma non riusciva a capire cosa.

"Ok ragazzo mio, tutto quello che devi fare è cercare di smuovere il mio piede! Una volta fatto prova a darmi un bello spintone o a tirarmi!" gli disse il signore.

Ash fece come detto e si mise subito all'opera, certo che era incastrato proprio bene in mezzo quel piede. Provò a disincastrare l'arto del tipo sconosciuto con le sue sole forze, ma non ci riuscì.

Anche Serena e Brock arrivarono a dare una mano, ma ogni sforzo era vano. "Forse c'è bisogno di Pikachu..." pensò Ash. Chiamò subito il suo amico giallo, che sentì immediatamente il richiamo del suo allenatore.

"Pika?"

"Ok Pikachu, vedi questi grovigli? Riesci a spezzarli con un colpo di Codacciaio?" gli domandò il ragazzo, indicando i vegetali.

"Pi Pika!" Pikachu appoggiò la zampa sul petto, in segno di lasciare fare a lui e, con un colpo preciso e netto della sua potente coda, strappò violentemente il groviglio di rovi attorcigliato al piede del signore.

"Bravissimo Pikachu!" si complimentò con lui Ash, grattandogli un po’ la testolina. "Sta bene? Il suo piede è libero!"

"Grazie mille! Sei stato gentilissimo ..se non ci foste stati voi temo che sarei rimasto qui per molto altro tempo" disse sorridendo l'uomo.

"Non c'è di c.." provarono a dire i tre.

La conversazione però fu interrotta da una ragazza che passando nel parco salutò l'uomo "Salve professor Olivio, tutto bene?"

"Si! Tutto bene cara! Buona giornata" rispose lui. Quando si girò, trovò i tre soccorritori a guardarlo molto rimbambiti. Il destino sembrava averli aiutati. “Qualcosa non va?”

“Q-Questo s-significa che lei è il professor Olivio??!!" Domandarono all'unisono i ragazzi.

"In carne ed ossa ragazzi miei!" rispose con tono sicuro il professore, indicandosi da solo.

Ash si face avanti e tese la mano "Che piacere conoscerla, è proprio lei che stavamo cercando!”

Olivio si grattò la testa imbarazzato "Proprio me? Scusate è che essendo il professore di Forsia tanta gente mi cerca e io mi dimentico facilmente le persone viste solo una volta!” i tre sorriso abbastanza perplessi “Beh non credo siate qui per cominciare il vostro viaggio, mi sembrate abbastanza organizzati e anche esperti!”

“Beh professore, lei ha sentito per telefono me e Serena! Quando ha telefonato il professore Oak!”

L’uomo fece una faccia sorpresa e sorrise “Ahhh!!! Ho capito, quindi voi dovreste essere..."

"Si! Siamo proprio noi!" serena e Ash salutarono con le mani alzate.

Olivio porse la mano e la strinse a quella di Ash "Che piacere avervi qui! Scusate la mia memoria molto scarsa!”

"Il piacere è nostro professore" rispose Serena accompagnata dai sorrisi di Ash e Brock.

"Beh, ora che finalmente siete qui, vi vorrei spiegare alcune cosette! Avete viaggiato tanto quindi credo potremmo parlare tranquillamente! Ovviamente non qui, non è il luogo adatto! Venite, andiamo al mio laboratorio! Lì potremo discutere quanto ci pare e con calma" disse il professore, preparandosi a fare strada.

"Volentieri!! Andiamo!” ribatté Ash ormai dimenticando la stanchezza ai piedi! Finalmente avrebbero potuto vedere dove era il laboratorio.

Da quel parco, il laboratorio del professor Olivio era poco distanze. Mezz'oretta a piedi non era tanto in confronto alle ore passate quel mattino senza orientamento.

Ash, Serena e Brock, approfittando della bella giornata, fecero uscire tutti i loro Pokemon affinché si potessero presentare al professore e camminare con loro. In questo modo sarebbe stato più piacevole sopportare quel tragitto. Il professore rimase estasiato nel vedere dei Pokémon che non analizzava da tanto tempo. Ultimamente c’erano tanti allenatori che chiedevano starter e quindi non aveva tempo di dedicarsi alle ricerche di Pokémon provenienti da altre regioni.

Il tempo passò in fretta e arrivati in cima ad una collina che si trovava durante il percorso, Ash scorse il laboratorio del professore. "Ecco, siamo quasi arrivati!”

"Finalmente!" sospirò Ash "Sa professore, stavamo cercando il suo laboratorio da ore, ma Collinopoli è così grande e confusionale che ci siamo persi!”

"Hai ragione! E’ così inizialmente per molte persone, ma poi quando ti ci abitui impari ad orientarti e non è un gran problema. Eheheh devo ammettere che a volte anche io mi sono perso quando facevo un salto nel centro a dare da mangiare ai Pokémon locali, sapete?" confessò con una risata il Professore. "Ma bando alle ciance, eccoci qua! Ora.. dove ho messo le chiavi? Uhm.....Ah eccole qua!"

E con un giochetto quasi da prestigiatore fece apparire nel palmo delle sue mani un mazzo di chiavi, con le quali aprì la porta di casa sua. L'edificio era immenso, al pari del laboratorio del Prof. Oak, soltanto che appariva più rustico. Più o meno però erano identici, questo aveva la differenza di essere molto disordinato e pieno di scartoffie varie e scatoloni.

"Scusate il disordine ragazzi, ma mi avete beccato nel momento in cui la mia assistente Almia si è presa le ferie, di solito è lei a sistemare tutti le mie cianfrusaglie!" si scusò il professore per il trambusto, mentre tutti cercavano di camminare, alzando i piedi e facendosi largo a fatica tra il disordine iniziale.

"Ma si figuri! Piuttosto ci mostra dove tiene i Pokemon?" chiese impaziente Ash, una volta arrivato in un atro molto più organizzato.

"Ahahah vedo che sei proprio impaziente di vederli, eh? D'accordo, facciamo cosi, se mi date una mano un attimino a riorganizzare il tutto, poi vi porto subito a vederli! Anzi, prima di vederli vi preparo anche un pranzetto! Dopotutto devo pur sdebitarmi in qualche modo per la vostra cordialità, no?" rise il prof divertito dall'esuberanza di Ash. Era proprio un allenatore simpatico.

Lo stesso pensiero poteva essere applicato al prof, dal punto di vista dei ragazzi, Olivio era proprio una persona simpatica.

"D'accordo professore lasci fare a noi!" disse Ash, stimolato dalla menzione del pranzo.

Serena annuì, non essendo troppo disturbata dal fare un po’di pulizia. Ci voleva un tocco femminile tra tutti quei maschi, no? La performer prese in mano uno spolverino e si girò verso Ash, facendo un occhiolino “Mettiamo al lavoro allora!”

Impiegarono un’oretta buona per sistemare tutta l’entrata, ma finalmente dopo molta faticaccia, il lavoro fu terminato. A mettere in evidenza il compito concluso, ci furono le pance di tutti i presenti che borbottarono.

"Beh, direi che è proprio ora di pranzo! Venite, vi faccio strada in cucina!" disse l’esperto studioso di Pokémon.

Preceduti dall’uomo adulto, si avviarono in cucina, una grandissima cucina. "Beh cosa volete mangiare? Ho un po’ di tutto in frigo! Che ne dite di …. Spaghetti!?"

…….. Spaghetti ……

…………. Spaghetti …………

…………………. Spaghetti ………………


La parola risuonò nell’aria come un fulmine di un temporale apocalittico. Il vesto scosse i capelli di due corpi svuotati della loro anime. Ash e Serena, alla parola spaghetti, rimasero in stato di shock.

Si guardarono una volta e poi girarono contemporaneamente gli sguardi da altre parti, per non vedersi in faccia. Non volevano mangiare spaghetti per anni…. Oh beh, almeno un mesetto sarebbe bastato. I loro visi impalliditi erano qualcosa che non passava inosservato.

Per un motivo o per l’altro doveva per forza rispuntare sempre quella parola cosi tanto imbarazzante!?

“Uhmm.. tutto bene Ash?” Domandò Brock, mentre Ash e Serena si voltarono di scatto verso di lui, con due sorrisi falsi e inquietanti.

“Ceeerto!!! Ma preferiremmo qualcos’altro! Cosa può esserci di storto? Vero Serena!?” Parlò in tutta fretta rivolgendosi anche all’amica.

La ragazza annuì con le mani un po’ tremanti “Si, certamente! Nulla di più vero!”

Dai due poi uscì una risatina un po’ forzata e insicura, con nascosto un tono di imbarazzo. Brock rimase come spaventato dalla reazione, mentre Pikachu si schiaffeggiò con la zampa la testa. Comprendeva benissimo cosa stava succedendo.

"Oh.. beh... allora vi posso fare un altro formato di pasta, che ne dite?" disse noncurante il professore, non sapendo ovviamente il caso degli spaghetti accaduto ai due ragazzi.

"S-Si forse è meglio" continuava a sorridere abbastanza falsamente Ash, mentre mostrava un cenno di approvazione.

"E sia allora!" Il prof si mise subito ai fornelli. “Per i vostri Pokémon invece preparerò il cibo che uso qui normalmente!”

“Pika!” esultarono Pikachu e gli altri Pokèmon del gruppo.

Serena lo seguì, cercando di aiutarlo, anche perché preferiva non parlare troppo con Ash in quei minuti di attesa "Vuole che le dia una mano?"

"No, no, faccio da solo cara, mi avete già aiutato abbastanza! Devo comunque dimostrare le mie doti di padrone di casa, non trovate?"

La ragazza annuì sconfitta, con un’aria depressa. Brock ne approfittò per strisciare lentamente fino ad arrivare da Ash. Poi con fare sospetto si rivolse a lui "Uhm... dimmi Ash, a te sono sempre piaciuti gli spaghetti.."

"No comment" si limitò lui a zittirlo. Non avrebbe detto ad anima viva… nessuno doveva sapere di quella storia. Quasi faceva timore al ragazzo molto più grande di lui.

Brock fece le spallucce, chiedendosi cosa avesse mai detto di sbagliato. Serena invece cercò di non rivolgere parola ad entrambi, per evitare l'imbarazzo e tirare fuori argomenti scomodi. Se solo Brock avesse saputo.. e se solo avesse saputo che non era la prima volta.

Dieci minuti dopo, Olivio tornò con quattro piatti fumanti di pasta al ragù e per fortuna non erano spaghetti. Non c'era dubbio che era ottima, sembrava che tutti a Forsia sapessero cucinare bene. Dopo una prima degustazione, si papparono il loro pranzo con foga. Una volta terminato, aiutarono a lavare i piatti.

"Beh, che ne dite se ora vi mostro qualche Pokémon tipico di Forsia? Soprattutto gli starter? Dopotutto sono io che li assegno ai nuovi allenatori!" Propose Olivio, ben consapevole di quanto Ash volesse incontrarli.

“Certo!” Ash stava in testa al gruppo, eccitato come non mai, mentre seguiva il professore che li stava portando verso la parte posteriore del laboratorio. Vi erano moltissimi elementi naturali che servivano ad ambientare meglio i Pokémon, sembrava il perfetto misto di un classico laboratorio e una serra al coperto, anche se era formato sia da una parte all’aperto che una all’interno.

Il professore si fermò davanti ad un laghetto e tese le mani "Bene, come vi ho anticipato, sono io a dare i Pokémon iniziali ai nuovi allenatori che iniziano il loro viaggio. Come ogni altra regione abbiamo tre tipi! Il tipitipiIl primo é Plarky, Pokémon di tipo acqua!"

Dal laghetto improvvisamente partì un getto d'acqua e un ornitorinco semi antropomorfo adorabile atterrò sulla terra ferma. Aveva il becco e le zampe anteriori arancioni, il resto del corpo azzurro chiaro, gli occhioni neri e pucciosi con dei riflessi viola, un ciuffetto di pelo argenteo sul petto, un ciuffo in testa, una gemma d’oro sopra il becco e il petto bianco.

Serena fu la prima a commentare "Che carinooo!!!" Aveva gli occhi luccicanti da quanto lo trovava adorabile.

“Plyy!!!" Ringraziò il piccolo mammifero semiacquatico, mentre strizzava l’occhio ancora più teneramente.

 
"Sembra forte! Chissà come lotta!!!" Ash di certo puntava a tutt'altro, ma poteva anche lui notare quanto fosse carino e di certo capiva come mai Serena lo aveva subito adocchiato.

"Poi abbiamo Tiglow! Un tipo fuoco!"

E dai cespugli saltò fuori una massa pelosa e agile. Un leopardino marrone chiaro corse di fianco a Plarky e si sedette ai piedi del prof. Ovviamente non prima di aver fatto le fusa ad Olivio. Aveva la punta delle zampette rossa, la coda a forma di cuneo giallo, delle macchie splendenti simili a pori fatte di tre strati con diversi colori, dal più esterno al più interno: arancione, rosso e giallo. Anche le orecchie erano rosse e aveva un musetto molto furbo e vivace.

"Ma quanto è giocherellone questo qui! Ha proprio il fuoco vivo addosso! Per lottare sarebbe perfetto!" commentò Ash contentissimo nel vedere con quanta foga il felino saltellava e ruzzolava. Anche questo era carino e con l’aria di un grande combattente.

"Glow! Glow! Tiglow!" Ruggiva allegramente il Pokémon fuoco.

"E infine Leafala, un tipo erba!” disse il professore, puntando la mano verso gli alberi.

Da uno di questi scivolò molto lentamente un koala e, con una faccia un po’ stanca e tranquilla, salutò con molta calma le nuove conoscenze. Era tutto verde, con una coda a forma di cespuglietto, una foglia sul pancino verde, delle grosse orecchie e un nasone marrone.

Ash lo guardò molto perplesso, con la testa un po’ piegata, mentre scrutava il Pokémon.

"Questo invece però mi sembra molto pigro..." notò Brock constatando che quest'ultimo non era vivace come gli altri due.

Olivio si abbassò all’altezza del koala e lo accarezzo, mentre guardava i ragazzi un po’ dispiaciuto e consapevole. "Eh, i Leafala sono cosi, è la loro natura! Sono molto pigri, ma se disturbati sanno come combattere e difendersi! La loro specialità è la difesa, poi diventano molto più combattivi e robusti quando si evolvono!"

Serena gi massaggiò il braccio, mentre guardava i tre starter “Ma questo non influisce un po’ sulla scelta dei  nuovi allenatori?”

L’esperto annuì, sistemandosi gli occhiali seriamente "Purtroppo è così. Per questo molto spesso gli allenatori scelgono Plarky o Tiglow. Danno modo all’allenatore di cominciare a lottare sia in attacco che in difesa fin da subito. Pochi scelgono Leafala e intraprendono una formazione più lunga e faticosa"

Ad un certo punto un suono arrivò all’orecchio di Ash, che non riusciva in nessun modo a stare attento al discorso. Sembrava che qualcuno stesse prendendo a botte qualcosa. Incuriosito si allontanò dal gruppo e si avvicinò sempre di più allo strano rumore.

Continuò a camminare, sentendo sempre più forte il rumore. Improvvisamente vide un Pokémon che prendeva a pungi l’albero, con tutte le sue forze e senza sosta. Era un Leafala, anche se la cosa lo lasciò abbastanza sorpreso. Mica era un Pokémon pigro?

"Fa! Fa! Fala!" Il koala continuava imperterrito a dare botte all'albero, senza prestare attenzione a ciò che gli stava attorno, quindi non notando i presenti.
"Ah vedo che lo hai conosciuto..." disse Olivio avvicinandosi alle spalle del ragazzo.

L’allenatore si girò verso il professore, con sguardo interrogativo "Scusi professore, ma non aveva detto che i Leafala sono di indole pigra?"

Olivio annuì "Beh si, ma questo è un caso particolare. Da quando è nato si è subito distinto dagli altri! È sempre stato attivo e ogni giorno ha preso a zampate quest'albero qui, in attesa del giorno in cui sarebbe stato scelto da un allenatore, così da essere diverso dai suoi simili ed essere scelto. E devo dire la verità, purtroppo ogni volta che viene qualcuno per iniziare il viaggio offro sempre questo piccolo come scelta.. ma..."

"Ma...?" chiese Ash ormai incuriosito dalla storia di questo Pokémon, sentendola quasi familiare.

"Ma sfortunatamente per lui, la fama della sua specie lo precede. Per questo gli allenatori non l'hanno mai preso con loro. È abbastanza triste come cosa, anche perché il suo impegno gli è d’onore e merita un futuro. Stare qui non lo aiuterà a diventare un campione, per quanto si allena duramente ha bisogno di qualcuno con cui crescere” commentò Olivio consapevole che la sua sorte era molto crudele.

Anche Brock e Serena si avvicinarono. La ragazza guardò rattristata il Leafala "Ma è terribile.." commentò lei "Un Pokémon così combattivo e pronto a dare il meglio, oscurato dalla fama della sua specie senza che possa fare niente per dimostrare che per lui non è cosi..."

Olivio appoggiò la mano sulla spalla di Serena "...purtroppo certe volte la massa ha la meglio e tira brutti scherzi. I singoli individui non sempre vincono i pregiudizi. Come se non bastasse, il suo essere diverso lo ha messo contro gli altri suoi simili. Leafala si isola solo quel giusto per allenarsi, mentre gli altri dormono. Il resto del tempo prova a stare con loro, ma è come se il suo dare il massimo fosse un disonore per la sua specie. E’ tenuto alla larga dai Leafala che ho qui al laboratorio.

Greninja, il quale era stato presente al discorso del professore, sentì una stretta al cuore. Le ultime parole dell’uomo lo avevano colpito. Era come se tutto si fosse oscurato e ora solo lui e il piccolo Leafala, con le loro aure, erano presenti in quello spazio strano. Poteva sentirlo simile a se stesso.

Anche lui quando era un Froakie era stato bersagliato dagli altri della sua specie proprio perché diverso. Certo, non poteva dire che anche lui aveva contribuito a socializzare con loro, era stato il primo a chiudersi in uno spazio tutto suo. Però questo piccolo, anche se diversamente, alla fine era stato isolato e solo per il suo impegno e la sua perseveranza.

Greninja inoltre aveva sempre voluto migliorarsi per avere l’allenatore giusto, lui rifiutava persino di ascoltare chi lo sceglieva. Mentre Leafala non aveva avuto neanche una chance, questo gli dispiaceva.

Eppure le loro storie erano troppo simili, avevano qualcosa in comune e sentiva come se si fosse acceso un legame tra i due Pokémon. Poteva chiaramente rivedere un Froakie che prendeva a pugni lo stesso albero, quella rana era lui.

".. Però c'è una cosa da dire su di lui. Non si è mai arreso e ogni giorno torna qui in questo punto preciso del laboratorio e continua ad allenarsi. Non ha mai perso la speranza!" concluse il professore.

Greninja girò lo sguardo su Olivio e poi tornò a guardare il piccolo Pokémon.

Il professore incrociò le braccia annuendo convinto "Però sono sicuro che un giorno Leafala riuscirà finalmente Leafala a trovare un allenatore che vorrà prenderlo e accoglierlo nel suo team. Così, come lui non ha perso la speranza, neanche io la perderò con lui!" Poi si rivolse ad Ash “Lasciamolo fare per un po’, credo che troppe persone insieme lo spaventerebbero"

Ash concordò anche se un po’ di malavoglia. Anche se sia lui che Greninja parevano avere molta più voglia di stare con quel piccolo vulcano di energia.