Non sono un grande fruitore dei titoli mobile in generale, e con Pokémon (e Nintendo in generale) la cosa non è cambiata più di tanto, negli ultimi anni.
Ma nonostante le mie preferenze ed usanze, è impossibile non riconoscere come approdare nel mondo del mobile e concentrare anche buona parte delle proprie forze su di essa si sia rivelata, da parte di The Pokémon Company, una mossa vincente.
Nintendo ha deciso di iniziare a pubblicare applicazioni, partendo dai suoi più grandi titoli quali Pokémon, Animal Crossing e Super Mario attorno alla seconda metà degli anni 2010, quando si ritrovò in un periodo difficile, economicamente (parliamo di un fatturato inferiore a 600 000 yen, circa la metà di quello che Nintendo ricavò tra il 2008 ed il 2009), in cui l'unico mezzo su cui contare era, sostanzialmente, il limitatissimo 3DS. La Wii U, non c'è bisogno che lo dica io (e non starò nemmeno a perdermi troppo su questo argomento) si è rivelata un flop commerciale (14 milioni di unità vendute contro i 102 milioni della Wii), e pubblicare un gioco in esclusiva per suddetta console si sarebbe rivelato inevitabilmente un fiasco, soprattutto se non si aveva alle spalle una grande carriera di produzione videoludica o un nome che potesse attirare fin da subito l'attenzione dei fan, a meno che non si fosse proposto qualcosa di talmente innovativo da riuscire ad attirare l'utenza (è il caso di Splatoon) - e questo ha inevitabilmente scoraggiato molti produttori che hanno preferito concentrare le loro forze su altri progetti.
Data questa situazione spinosa, Nintendo ha saggiamente deciso di buttarsi sul mobile per affiancare al 3DS un altra realtà, questa volta non fissa (come Nintendo ha sempre fatta), ma sfruttando un mezzo che sarebbe andato a rendere ancora più accessibili le proprie ip ai giocatori di ogni dove.
Ora, non starò tanto ad affrontare dati quali i downoald o i soldi ricavati da queste app, mi limiterò ad accennarle in maniera rapida quando necessario; per parlare dell'inizio della carriera mobile della casa di videogame su dispositivi mobili, dobbiamo partire da un giochino proveniente proprio dal 3DS, inerente al mondo Pokémon che tanto amiamo: si parla di Pokémon Shuffle, gioco originariamente uscito su console alla fine dell'anno fiscale del 2014 e successivamente pubblicato sugli app store di tutto il mondo nell'estate dell'anno successivo. Non saprei dire se Nintendo sia partita con il presupposto di creare un gioco destinato ad un dispositivo piuttosto che ad un altro, ma è ovvio che il gioco in sé riuscisse ad esprimere il suo pieno potenziale sullo schermo del proprio telefonino piuttosto che sul double screen del 3DS.
I continui aggiornamenti ed il fatto che si potesse accedere al gioco in ogni momento, senza la necessità di avere sotto mano una console e di dover sopportare qualche caricamento un po' lungo rendeva l'esperienza mobile piacevole, e sicuramente ha giocato la sua parte nel modo in cui il gioco è stato recepito. Pokémon Shuffle Mobile sicuramente non ha fatto sentire la propria voce in tutto il mondo videoludico, come un classico gioco Pokémon potrebbe fare, ma ha comunque fatto la sua sporca figura all'interno del mondo Pokémon, e molti utenti (anche sul forum) si ritrovavano a discutere tra di loro di ogni nuova sfida ed aggiornamento introdotto.
Ma siamo ancora agli albori della carriera del brand Pokémon in questo nuovo mondo, perché negli anni a venire verranno sfornati altre applicazioni che ancora oggi fanno parlare di loro: in particolare, l'enorme successo che fu Pokémon GO e il recente Pokémon Masters.
Pokémon GO è uscito nell'estate 2016 e si è fin da subito rivelato una killer-app degna di nota, a tal punto che ha scatenato un vero e proprio momento di "mania Pokémon" come non accadeva da anni; chiunque ne ha sentito parlare, nel bene e nel male, e a lungo è stato sulla bocca di qualsiasi testata giornalistica, anche (e forse soprattutto) non videoludica. Il gioco non ha bisogno, dopo 4 anni, di presentazioni dettagliate: si presenta come una app basata sulla realtà aumentata con una mappa geolocalizzata che permette, in maniera fantasiosa, di far arrivare i mostriciattoli tascabili, dopo 20 anni dalla loro comparsa in bianco e nero su Game Boy, proprio nel nostro mondo. Questo è bastato per far sì che l'app avesse un enorme successo sia tra i fan sia tra coloro che Pokémon lo conoscevano solo di nome o lo avevano abbandonato anni fa: e nonostante le pesanti critiche che ancora oggi il gioco riceve, è innegabile che sia stata una mossa vincente ed incredibilmente azzeccata.
Lo stesso si potrebbe dire del più recente Pokémon Masters, che sta ricevendo un continuo supporto da parte degli sviluppatori e ha lanciato Pokémon per la prima volta nel mondo dei cosiddetti gacha game e che sembra essere molto apprezzato dai suoi fan. Anche queste novità stanno rivoluzionando il mondo Pokémon, soprattutto nel momento in cui la fanbase generale è delusa dai prodotti "principali" e tende a rifugiarsi su queste app. E proprio questo uno dei punti forti di un gioco come Pokémon Master: proprio come altre app simili quali Fire Emblem Heroes, questa permette ai fan di trovare un altro argomento di discussione, che li porta anche ad aggregarsi, formare gruppi, stringere amicizie, formare una fanbase nuova, più unita. Sono serio quando dico che, proprio da quando GO e Masters (soprattutto quest'ultimo, perché è più rivolto ai fan che a qualsiasi giocatore, anche casual) hanno visto la luce, la fanbase Pokémon mi sembra del tutto differente, più propenso a trattare la saga come un qualcosa di sfaccettato e multimediale piuttosto che come una semplice serie di videogame. Pokémon è sempre stato variegato, ma con l'introduzione di un aspetto competitivo alternativo rilegato ad una app e ad una app con potenziale infinito come GO, questa varietà è aumentata a dismisura, e ciò si riflette su tutti noi.
Infine, è stato deciso di far sì che il mondo mobile potesse interagire con quello sulle nostre console tramite Let's Go! e HOME: il primo un titolo (o meglio, due titoli) che hanno iniziato a sperimentare la connessione tra questi due mondi un tempo così distanti, il secondo una specie di erede spirituale della Banca Pokémon, che non solo permette di trasferire i Pokémon dalle passate generazioni a quella più recente, ma che dimostra il suo enorme potenziale su mobile, piuttosto che su Switch: il poter avere dei Box sempre con sé, il poter effettuare scambi con sconosciuti ed amici, lo scorrere tra le pagine del Pokédex mentre si cerca di completarlo (cosa che si può fare ADDIRITTURA senza i giochi di ottava generazione) in qualsiasi momento ed occasione (perché sì, oramai il telefono è diventato indispensabile nella vita di ogni giorno, per cui è sempre con noi, volenti o nolenti) è semplicemente fantastico e rivoluzionario per un franchise che ha sempre deciso di utilizzare le proprie risorse maggiormente per console. Certo, espandersi a diversi settori ed aspetti di quel complicatissimo mondo che è il gaming moderno è difficile e dispendioso, e causa una sorta di dispersione della profondità del singolo gioco, ma sono scotti che per ora in molti sono disposti a pagare e contro i quali si spera vengano prese contromisure man mano che Pokémon si farà strada nel variegato mondo videoludico in questa nuova maniera.
Ovviamente avere il franchise sotto mano in ogni momento fa sì che la passione diventi sempre più intensa e rende più facile per The Pokémon Company fare in modo che ci sia sempre meno dispersione dei fan, mantenendo alta la concentrazione sulla saga e avvalendosi degli effetti positivi che questo può avere sul brand: e cambia anche la nostra visione della serie stessa, perché Pokémon non è più quella saga di videogame che presenta dei nuovi titoli ogni tot anni solo su una console non accessibile a tutti, ma che si rinnova quotidianamente e cerca di raggiungere chiunque, anche chi non è disposto a comprare determinate console o ha abbastanza tempo da giocarci quotidianamente.
La storia della carriera mobile di Pokémon ha avuto i suoi alti e bassi, insomma, e sono stati anche sfornati elementi di qualità assai mediocre per niente apprezzati (Pokémon Cafè Mix e Pokémon Rumble Rush), e probabilmente andrà avanti così ancora per molto, cercando di trovare un giusto equilibrio tra l'universo mobile e quello su console, che sempre di più andranno ad essere connessi e complementari, come è giusto che sia, e un giorno tutto ciò sarà per noi la normalità, come lo è stato in passato il passaggio dai giochi Pokémon su Game Boy a DS, poi dai mostriciattoli in 2D a 3D, e così via. Io ne sono felice, perché mi permette di non perdere la passione anche nel momento in cui non sono propenso a concentrare il mio tempo libero per forza su un videogame per console, e permette alla saga di toccare anche altri generi che magari non avrei voluto provare sulla mia Switch o sul mio 3DS. Ho installato sul mio telefono GO ed HOME, ed uso in particolare il secondo: mentre cerco di completare il Pokédex tra scambi prodigiosi e GTS, mi da un certo senso di felicità vedere il mio Azumarill proveniente da X sullo schermo del mio telefono, spiritualmente e tecnologicamente sempre con me anche nel mondo reale.