Tutti i messaggi di Nevix
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Anche secondo Wall Street Journal la console Nintendo NX utilizzerà le cartucce!
Nevix ha risposto a una discussione di HypnoticSoul in Notizie
Devo dire che non mi dispiacerebbe per niente se NX usasse effettivamente le cartucce! Sono decisamente più comode dei dischi e hanno molti pregi (come, tra l'altro, spiega anche la notizia), ma c'è una cosa che non mi è chiara: se supporterà le cartucce, vuol dire che molto probabilmente supporterà l'utilizzo di giochi di tre console diverse (DS, 3DS e NX), ma che fine faranno tutti i capitoli per le macchine casalinghe? Non mi sembrerebbe una mossa di marketing particolarmente sensata evitare di mettere la retrocompatibilità con Wii e Wii U, nonostante la maggior parte del mercato Nintendo punti sulle portatili... Personalmente, spero che con la versione fissa (se effettivamente ci sarà), abbia il supporto ottico. -
[Commenti] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Anche quest'ultimo è veramente un gran capitolo! La lotta è molto interessante, strategica e ricca di azione al pari di tutte le altre e le descrizioni caratterizzano alla perfezione la prima Superquattro! La scelta di inserire Beartic e Froslass mi è piaciuta davvero molto! Aspetto il prossimo capitolo! -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 10: Pokékron per tutti…o quasi Dopo la dimostrazione del Pokédex, è ormai definitivo che stare vicino a lei non è una cosa sicura, ma essendo la mia allenatrice, penso sia inevitabile. Cerco di convincermi che sia solo un errore dell’apparecchio, ma è impossibile che sia così: lo sanno tutti che i Pokédex non mentono mai! Come se nulla fosse successo, Mindy si riprende l’aggeggio, approfittando del mio stupore e del mio spavento, e se lo rimette in tasca. - Ok, ormai è definitivo che dovremo andare a cambiarlo… ma ora dobbiamo muoverci, o faremo tardi! – esclama. Velocemente, si rimette lo zaino in spalla e mi prende in braccio, mettendosi poi a correre sul marciapiede, verso un condominio in lontananza. Sfavillo, felice che Mindy abbia un passo così sostenuto, ci corre di fianco, ridendo e sfogandosi zampettandoci intorno alla massima velocità: ci stiamo dirigendo verso la casa di Chris, che dovrebbe farci compagnia durante il tour della città. Quando arriviamo nelle vicinanze dell’edificio, qualcuno ci chiama: - Mindy! Era ora che arrivassi, è un secolo che ti aspetto! – strilla una voce da un balcone posizionato alcuni metri sopra di noi. Indietreggiando, tutti e tre guardiamo in su, notando che al terzo piano c’è la ragazzina shiny che si sta sbracciando: - Adesso arrivo, non vi muovete! – ci dice prima di sparire. La mia allenatrice, durante l’attesa, si appoggia al muro vicino al portone, mentre Sfavillo fissa il suo riflesso nel vetro, cercando di colpirlo e non capendo come è possibile che ci sia qualcuno che lo copia in tutto e per tutto. Alla fine, arrendendosi, si mette a fargli le boccacce, scoppiando a ridere ogni volta che ne fa una diversa. - Batuffolo, cosa ti piacerebbe vedere? Giubilopoli è veramente grande, quindi non riusciremo a vedere tutto. – Mi chiede improvvisamente, stendendo le braccia per potermi guardare negli occhi. Non so cosa risponderle, ma soprattutto non so SE rispondere: cosa potrebbe succedere se per qualche motivo non le do la risposta che si aspetta? Mi farà sparire? Oppure mi colpirà con il suo SuperFulmine? Mindy, notando che ci metto molto tempo a rispondere, capisce che c’è qualcosa che non va, ma per fortuna interpreta il mio silenzio in modo diverso: - Ho capito – dice ridendo – Hai visto così tanti posti interessanti che non sai scegliere, eh? Ti capisco: anche io la prima volta che sono venuta qui sono rimasta sbalordita dalla quantità di cosa da fare! – Mentre parliamo, diversi tonfi lungo le scale ci segnalano che qualcuno sta arrivando. Non facciamo in tempo a voltarci che già Sfavillo ha cominciato a soffiare furioso a qualcuno dall’altra parte della porta. - Sfavillo, che succede? – chiede Mindy, cercando di vedere cosa c’è oltre il vetro. Purtroppo, il riflesso del sole ci impedisce di comprendere esattamente cosa sia, ma da quello che riesco a capire è un Pokémon di piccole dimensioni, che continua ad abbaiare. Solo di una cosa sono sicuro: quello non è un Lillipup. In un attimo, fiondandosi giù per le scale e quasi andando a sbattere contro il muro, anche Chris ci raggiunge, fermandosi senza fiato sopra a quel mostriciattolo abbaiante, che si gira mostrandoci la lunga coda pelosa ed arricciata. Non riesco esattamente a capire cosa dice, ma mi sembra lo stia sgridando, da come si atteggia. Quando ha terminato, sfodera un guinzaglio e lo lega attorno al collo del Pokémon, premendo poi un tasto che, con un rumore meccanico, apre la serratura permettendole di uscire. Con un miagolio arrabbiato, il mio amico elettrico rizza il pelo sulla schiena e ricomincia a soffiare, accogliendo i due. - Ehi, ma cos’hai? – chiede di nuovo Mindy, cercando di richiamarlo, ma lui non risponde, rimanendo concentrato su chi sta arrivando. Lei mi appoggia a terra e cerca di prendere Sfavillo, ma non appena lo sfiora con un dito, subito lui le si rivolta contro graffiandola. - Amico, tu hai qualcosa che non va! – gli grido io, incerto se avvicinarmi sia una buona idea. - Zitto o ti fulmino! – mi strilla senza mai distogliere lo sguardo – Lui è il nemico! – - Di cosa stai parlando? È solo l’amica della streghetta con un Pokémon! – - No, quello non è un Pokémon qualunque: lui è il Cagnolino! – In quel momento, spunta un muso color cioccolato, che comincia ad annusare il pavimento attorno a lui, mentre Chris, rimasta immobile fino a quel momento, azzarda un primo passo verso l’uscita. Ora ho capito: gli Shinx sono felini e lo sanno tutti che i Pokémon-mici non vanno d’accordo con i Pokémon-cani! - Bau! – fa il mostriciattolo legato al guinzaglio. - Roar! – risponde Sfavillo, riuscendo in una brutta copia del ringhio di un Luxray. - Amico, guarda che ti mancano ancora 23 livelli prima di poter riuscire a fare un ringhio degno di questo nome! – - Zitto o ti fulmino! – mi ripete. - Ok, stai calmo… - dico io alzando le ali. - Ok, forse per te è arrivato il momento di rientrare nella Pokéball… - dice Mindy cercando nuovamente di avvicinarsi, tenendo la sfera in mano pronta per infilarcelo dentro. Quando lancia il fascio di luce rossa, con un balzo, lui lo schiva e lancia una leggera scossa elettrica verso la nostra allenatrice, soffiando contro di lei. - Questa è una questione solo tra me e lui: nessuno deve interferire! – dice ringhiando. Il piccolo Pokémon, accorgendosi solo in quel momento della posizione dello Shinx, comincia a scodinzolare felice, pensando che voglia giocare. - Bau! – dice ancora. - Non fare lo stupido: so che aspetti solo che abbassi la guardia per azzannarmi una zampa! – continua Sfavillo. - Ma non è che le tue scariche elettriche ti hanno dato alla testa? È chiaro che vuole solo giocare! – cerco di dirgli. - Zitto o ti fulmino! - - Cominci ad essere noioso, sai? – gli dico sottovoce. - Zitto ho detto! – continua furioso lui. - Senti, va bene tutto, ma ora basta: io sono la tua allenatrice e tu devi seguire i miei ordini! – pronuncia fermamente Mindy, cercando di riprendere il controllo della situazione. - Mai! Lui è il nemico! – - No, lui non è il nemico: è solo un normalissimo Rockruff! Posso accettare che tu abbia voglia di giocare, ma non puoi certo azzuffarti con un Pokémon solo perché ti sembra antipatico! – continua la streghetta cercando nuovamente di farlo rientrare nella Pokéball. Lui evita con un balzo. Qualcosa mi dice che la situazione si tira per le lunghe, quindi le possibilità sono due: o alla fine Sfavillo riesce a dargliele di santa ragione, o in un momento di distrazione del Pokémon Baleno, Mindy riesce nel suo intento. L’unica cosa che posso fare, se voglio che ci muoviamo da qui, è fare in modo che una delle due cose accada più velocemente. Il vero problema è: quale? Considerando il mio vantaggio di tipo, potrei riuscire senza problemi ad aiutare Sfavillo, ma non sono sicuro sia la cosa più giusta da fare… in fondo, quel cucciolo non ha fatto niente di male… Per quanto riguarda aiutare Mindy, so che è la cosa giusta da fare, ma la consapevolezza che se lo faccio mi prenderò un’altra scossa mi impedisce di agire. Alla fine, andando contro ogni buon senso, mi avvicino a Mindy e, sussurrandole all’orecchio, le dico che ho un piano e di tenersi pronta con la Pokéball. Devo dire che di modi per riuscire ne avevo tanti, ma uno così stupido come quello che ho usato non ce n’è. Chiudendo gli occhi, mi limito a tirargli la coda: un tremendo fulmine mi attraversa, sommandosi al dolore dei profondi graffi che ho su tutto il corpo, ma per fortuna dopo qualche secondo tutto finisce e la streghetta mi solleva e mi abbraccia tutta felice, strillando e saltellando. - Ce l’hai fatta Batuffolo! – dice infine. Vorrei provare a risponderle, ma non penso di avere la forza per farlo, quindi mi limito ad annuire faticosamente. - Uff… per fortuna se n’è andato, quel brutto Shinx. Senza offesa, ma non è che ha qualche rotella fuori posto? – chiede Chris sollevata che finalmente Sfavillo sia tornato nella Pokéball, lasciando il suo Rockruff libero di scorrazzare per il marciapiede senza pericoli. - Beh, di solito non è così… - risponde Mindy, leggermente in imbarazzo per il comportamento del Pokémon. Chris ride: - Sì, tranquilla, so che non è colpa tua! In ogni caso, dato che ora è tutto finito, cosa direste di cominciare la nostra passeggiata? È già tardi ed è meglio che Rockruff non resti fuori quando è buio… - Come per confermare, il Pokémon emette un ululato. Certo che questa ragazzina shiny è proprio particolare… le sono bastati solo pochi secondi per dimenticarsi che Sfavillo stava cercando di sbranare il suo amico. Penso che, appena raggiungeremo un Poké-market, dovrò mettermi a cercare un manuale per capire questi umani: se ne hanno fatti tanti per capire noi mostriciattoli, ne esisterà uno per lo scopo contrario! Mindy, senza che neanche me ne accorgessi, ha cominciato a spruzzarmi tutto il corpo con il contenuto di almeno cinque Pozioni. - Non è che stai un po’ esagerando? – le chiedo. - No, non credo. È sempre meglio andare sul sicuro. – risponde senza intonazione, come se fosse troppo concentrata. Intanto svuota un nuovo contenitore. - Io credo di sì: guarda che io di PS ne avrò una cinquantina, non due milioni! Una poteva benissimo bastare! – cerco di convincerla: gli Strumenti non crescono certo sugli alberi e se continua ad usarli in questo modo rischiamo di finire in pochi giorni tutti i soldi! Tuttavia, devo dire che non mi dispiace così tanto il fatto che ci tenga a me… Si ferma, continuando a passare gli occhi da me ai contenitori vuoti per almeno una decina di volte, poi riesce a pronunciare qualche parola: - Sai che forse hai ragione? Beh, ormai le ho usate. Cercherò di ricordarmelo per la prossima volta! – risponde alla fine ridendo. Solo perché non voglio tirare troppo per le lunghe, consapevole del tempo che già abbiamo perso, interrompo il dialogo, dicendole semplicemente che spero ci riesca ed attendendo che rimetta tutto nello zaino e che mi riprenda in braccio. Per fortuna, solo un paio di minuti di attesa soddisfano le mie aspettative e, lentamente cominciamo a passeggiare lungo le strade di Giubilopoli, camminando senza avere una meta precisa. Rockruff sta sempre pochi passi davanti a noi, abbaiando a tutti quelli che passano e scodinzolando ogni volta che qualcosa attira la sua attenzione. Non credo che quel Pokémon sia particolarmente intelligente: nessuno che sia mentalmente sano starebbe tutto il tempo con la lingua di fuori, trotterebbe attorno a tutto e a tutti e, soprattutto, non passerebbe la metà del tempo ad annusare per terra e ad innaffiare i muri o i pali… ma, d’altra parte, non posso certo pretendere che siano tutti svegli come me! Mi piacerebbe provare ad intavolare una discussione con lui, ma il fatto che da quando l’ho visto non ha fatto altro che abbaiare mi convince sempre di più che sia quantomeno analfabeta. Durante tutto il tragitto, Mindy chiacchiera con la sua amica di argomenti che non mi interessano minimamente e che, in breve, mi fanno addormentare. L’ultima cosa di cui mi accorgo, è che stanno parlando degli occhiali della mia allenatrice. Certo che a volte gli allenatori sono proprio strani: fino a ieri diceva che le stavano male… - Bzz… Ci sei… bzz… Uxie, piantala di cercare le soluzioni di Professor Layton online: mi consumi la connessione dati telepatica!.. Bzz… Gothy, ciao, è da un po’ che non ci sentiamo! Cosa dice se questo venerdì… Ehi, ma… aspetta un’attimo… bzz… qualcuno si è attaccato alla mia rete!... bzz… Scusa, Gothy, ci sentiamo dopo… bzz… ora spengo il modem, così impara quel ruba-connessione! - All’improvviso, tutto si ferma e la voce sparisce. Quando mi risveglio, mi trovo su una panchina e vedo che Mindy e Chris stanno mangiando un Conostropoli, mentre Rockruff è sdraiato vicino a noi a sgranocchiare un osso così grosso che penso l’abba rubato ad un Marowak. - Finalmente ti sei svegliato! Hai fatto un bel sogno? – mi chiede la mia allenatrice, smettendo di parlare con l’amica. - Com’è che non mi avete preso un gelato? – chiedo io concentrandomi sull’unica cosa che mi riesce. Parlare del sogno è fuori discussione: se le dicessi che sento le voci, minimo minimo mi riporta da quelle Chansey assassine. Meglio non pensarci troppo, almeno per il momento. - E chi lo dice che non l’abbiamo preso anche per te? – mi chiede con un sorriso malizioso. Non so perché, ma non mi piace… La streghetta dice a Chris di reggerle per un attimo il cono, mentre armeggia con lo zaino, estraendo un enorme frigorifero. Io la guardo a bocca aperta, riuscendo a chiedere solo: - come faceva a stare lì dentro? – indicando l’oggetto a fiori. - Cosa c’è di strano? è più grande all’interno! – Alla fine, esattamente come aveva fatto per gli occhiali, si volta ed estrae il contenuto, mostrandomelo poi esclamando: - Ta- daa!! – In mano, ha un ghiacciolo azzurro, che mi porge. Io lo afferro, ma non sono ancora sicuro sia il caso di assaggiarlo: da come mi guardava e da come mi guarda tutt’ora, piena di aspettative, deve essere sicuramente uno scherzo o qualcosa del genere. Deve essere per forza disgustoso. - Cosa aspetti? Assaggialo! – vedendo che esito, mi dice Mindy con un sorriso a trentadue denti. Non posso fare altro che, seppure con un incredibile timore, assaggiare il dolce, toccandolo appena con la punta della lingua. Il sapore mi stupisce, ma in bene! - Non hai idea della fortuna che abbiamo avuto nel trovarlo! Secondo il gelataio si chiama “Gelato Salmastro” e viene da un posto lontano. Il sapore ricorda quello dell’acqua del mare e sono sicura che ti ricorderà il Polo! – - Sì, è così. – riesco a dire. - Quindi ti piace? – mi chiede felicissima. - Certo che mi piace! Grazie, davvero. – le rispondo. È da un secolo che non sento questo sapore, a metà tra il dolce ed il salato. Mi riporta alla mente un discorso di tanto tempo fa, quando ero arrivato da poco a Sabbiafine. Tutti i giorni io e Terry, il Turtwig che è diventato il mio migliore amico, ci trovavamo sul retro del laboratorio e guardavamo l’orizzonte mentre il sole tramontava. Era stato lui a farmi provare questo strano gusto, dicendomi che, dato che mi sentivo così estraneo al villaggio, mi avrebbe fatto sentire un po’ più a casa. In effetti, non posso dire che avesse torto… Me lo gusto tutto dall’inizio alla fine, smettendo di leccarlo solo quando sul bastoncino di legno non è rimasto più neanche un minuscolo pezzo di ghiaccio. Quando, alla fine, tutti e tre abbiamo finito il nostro gelato, ricominciamo la passeggiata, mentre Rockruff continua a trotterellare portando in bocca l’enorme osso, evidentemente non ancora sazio. Questa volta, nonostante mi si chiudano nuovamente gli occhi, cerco di resistere: sentire quella voce una volta è stato abbastanza inquietante da convincermi a non dormire mai più. Questa volta, anziché camminare lungo i marciapiedi della zona abitata, ci dirigiamo, passando per alcune vie meno trafficate ma nelle quali soffia una piacevole brezza, verso la zona commerciale, dove vorrebbero fermarsi a guardare le vetrine in cerca di qualche vestito carino. In effetti, dal primo momento che mettiamo piede in quel distretto, corrono da un negozio all’altro, dicendo che piacerebbe loro molto poter provare la metà degli abiti esposti. Ancora una volta, devo dire di non riuscire a capirle fino in fondo: che senso ha voler provare quei completi così scomodi? Certo, essere piena di fronzoli e poter andare in giro con un paio di scarpette luccicanti potrà anche essere bello, ma che senso ha se ci si deve lamentare ogni tre secondi del fatto che è scomodo e che non si è liberi di muoversi come più si desidera? Per quanto mi riguarda, dovrebbero andare a cercare qualcosa di più “adatto allo scopo”: se vogliono diventare allenatrici, non possono certo vestirsi come principesse! Ad un certo punto, mi accorgo che cambiamo direzione e che sono state richiamate da qualcosa. Dopo qualche secondo, i miei pensieri si allontanano e riesco a capire cosa fosse: nella piazza di fronte a noi, c’è un uomo sulla cinquantina, dai folti baffi, i capelli laccati all’indietro ed un sorriso affabile. - Venite allenatori, venite: qui c’è la sede della PokéKron spa! Solo per oggi, i nuovi allenatori potranno avere il loro dispositivo personale gratuitamente! Venite allenatori, solo per oggi sconti incredibili su tutti i programmi! – Non ho idea di cosa sia un PokéKron, ma da quello che ho capito, Mindy potrebbe averne uno gratis, quindi perché non approfittarne? Velocemente, la mia allenatrice si avvicina, richiamando l’uomo, che subito le sorride. - Ciao! Sei una nuova allenatrice, vero? Ma sì, certo, il tuo Piplup è una prova sufficiente! Così vorresti un PokéKron, eh? Ebbene, io te lo darei anche, ma purtroppo abbiamo un regolamento molto restrittivo e non possiamo certo dare un oggetto così prezioso al primo che passa per la strada! Per averlo, dovrai prima superare un test: l’iscrizione costa 50 Pokédollari, ma dopo aver versato questa piccola somma potrai provare tutte le volte che vuoi! – esclama senza mai riprendere fiato. - Scusa, ma allora che senso ha dire “PokéKron gratis a tutti gli allenatori” se devono comunque superare un test a pagamento? – chiedo io stizzito. Se c’è una cosa che non mi è mai piaciuta, sono quelli che cercano di imbrogliare gli altri e questo è un imbroglio bello e buono. - Caro il mio Piplup, dovresti sapere che noi umani non parliamo Pokémonese, ma sono sicuro che la tua allenatrice potrà tradurre per me, vero bambina? – continua l’uomo con il suo sorriso affabile. - C-certo. – risponde Mindy - dice che questa storia dell’iscrizione gli sembra una presa in giro. – L’uomo all’improvviso cambia espressione, abbassandosi e sussurrandomi poche parole all’orecchio: - Ehi, cosa vuoi fare, boicottarmi? Certo che è una fregatura, ma come credi che campi se regalo tutto a tutti? Anche io devo pur vivere: in fondo, non costringo nessuno, semplicemente li incentivo all’acquisto con alcuni trucchi del mestiere! – Detto ciò, si risolleva e ritorna a parlare con la streghetta: - Allora, cosa dici? Accetti? – chiede riprendendo il suo sorriso innaturale ed attorcigliandosi la punta di un baffo. - Sì… credo. – dice incerta. - Perfetto allora: dammi i 50 Pokédollari e ti consegnerò il modulo di iscrizione! – dice il tipo cominciando ad estrarre da una cartellina di plastica un plico scritto a caratteri minuscoli, tipico dell’ambito burocratico. - Ok. – acconsente Mindy aprendo il portafoglio. Alla sola vista della banconota, all’uomo si illuminano gli occhi. Lui prende i soldi, in cambio noi riceviamo il modulo. Basta un attimo e un fulmine biondo ci ruba i fogli lasciandoci in mano una banconota identica a quella che abbiamo ceduto prima. - EHI, quel modulo è nostro! – gli grido io prima che sparisca in una via secondaria. Lui, mentre corre, ci risponde: - Lo so, è per questo che ve l’ho ripagato! - Senza pensarci due volte, cerco di corrergli dietro, ma la mia allenatrice mi ferma: - Non vorrai mica seguire quel tipo da solo? Vengo anch’io! – dice mettendosi a correre al posto mio. Non dobbiamo spostarci di molto per ritrovare quel ruba-carte, che sta seduto in fondo al vicoletto a compilare il modulo con una bic smangiucchiata. - Ma cosa intendono con “referenze”? Questo è un modulo per avere un PokéKron nuovo, non per essere assunti! E poi, cosa significano tutte queste “Clausole accessorie”? E perché devo firmare sotto ognuna di esse? – si chiede continuando a mordere la povera penna e a scompigliarsi i già disordinati capelli biondi. Schiarendosi la voce, Mindy si fa notare e il tipo alza gli occhi. - Cosa vuoi? Non vedi che sono impegnato? – chiede infastidito. - Credo che quel modulo sia mio. – dice lei con voce gentile. - No, non credo: questo l’ho appena preso ad una ragazzina occhialuta… in effetti me la ricordi un po’, sai? – - Forse perché è lei? Certo che sei sveglio, tu! – Gli strillo io. - Beh, questo spiega tutto. In ogni caso, non posso certo ridartelo così: solo i nuovi allenatori ne possono avere uno, quindi a me non lo darebbero mai! Non ho certo i soldi per comprarmi un altro PokéKron dopo che ho fatto esplodere l’ultimo e l’unico modo che ho per averne uno nuovo, è usare questo stupido modulo. – - Mi dispiace che tu abbia pochi soldi, ma ti pare una cosa logica usare questi metodi? Potresti andare a lavorare, ad esempio! – gli dico io. - Ehi, guarda che sono più grande di voi, ma non ho certo l’età per cercarmi un lavoro! – mi risponde lui – Comunque, se ci tenete così tanto a riaverlo, cosa dite di stabilire a chi appartiene con una bella lotta? – Ha uno strano sorriso, come se sapesse già di vincere. Noi, ovviamente, non possiamo tirarci indietro: con uno sguardo d’intesa, accettiamo ed il ragazzo estrae la sua prima Pokéball. - Perfetto allora: preparatevi, perché io sono il grande Barry e solo due allenatori sono riusciti a battermi! – - Solo due? Beh, preparati, perché noi saremo i terzi! – gli strillo io lanciandomi in campo. Lui, ride, lanciando in aria la sfera. Qualsiasi cosa uscirà da lì, sarà difficile da battere, ma sicuramente ci posso riuscire: sono l’imperatore, dopo tutto! in viaggio: Dove siamo: -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 9: Il Pokédex malfunzionante Mi sembra sia passato un secolo dall’ultima volta che ho potuto vedere la luce del sole, ma secondo quello che dice Mindy, è passato solo un giorno o poco più. La terribile esperienza di quel laboratorio da scienziato pazzo noto come “Centro Pokémon” non la dimenticherò mai per il resto della vita, ma, per fortuna, sono riuscito ad andarmene prima che mi usassero come cavia, ottenendo solo un pezzo di carta a fiori come souvenir. - Batuffolo, devi stare fermo se vuoi che ti tolga questo cerotto! – mi strilla la mia allenatrice dopo che ritraggo per l’ennesima volta il braccio. - Se tu non mi fai male, io non mi muovo! Sei tu che continui a strapparmi le piume! – le rispondo io. - Non è mica colpa mia se tu ne hai così tante! E, comunque, ti ricordo che te ne tirerei molte di meno se tu non continuassi a strattonarmi e a spostarti ogni volta che riesco a staccarne un millimetro in più! – Assistendo alla nostra istruttiva discussione, Sfavillo ride, convinto che non ci sia niente di più divertente del nostro spettacolo. - Piantala di ridere! – gli strillo, smettendo un attimo di prestare attenzione a Mindy. - Perché? Sei divertente! – risponde il Pokémon elettrico sghignazzando. - Non sono divertente! Niente di tutto questo lo è! – esclamo furioso. - Sai una cosa? Hai ragione: non è divertente… è esilarante!! – strilla cominciando a rotolarsi dal ridere. Un giorno o l’altro, sento che mi risulterà simpatico col suo modo di fare così leggero e divertente, ma non ora: in questo momento l’unica cosa che provo per lui è una rabbia indicibile che mi fa venire voglia di strangolarlo. - Senti, caro il mio Shinx sottosviluppato, io sono il grandissimo, il geniale, l’importantissimo Piplup Francis Scott Michael Francis Alec George Thomas John Francis Aaron Geoffrey James Victor Francis von Empoleon E NESSUNO… - Con uno strappo, sento il cerotto che viene via, portandosi dietro un buon numero di piume e qualche centimetro di pelle. Mi fa così male che mi scende una lacrima e rimango a bocca aperta, lasciando il discorso a metà. - Bravissimo Sfavillo! – esclama Mindy, facendole segno di approvazione con una mano – Non ce l’avrei mai fatta a toglierglielo senza il tuo aiuto! – Il Pokémon, dopo essersi rialzato, le sorride, facendo scorrere un filo di elettricità sul suo volto, dopodiché, riprende a fissarmi e, nonostante il tentativo di resistere, scoppia nuovamente a ridere, cadendo gambe all’aria e rotolandosi da una parte e dall’altra senza mai fermarsi. Per un istante, credo che morirà soffocato dalle sue stesse risa, ma poi capisco che la dura verità è che sarebbe troppo bello per essere vero. Dopo qualche tempo si rialza e si avvicina al mio corpo ancora immobilizzato dallo shock, ridendo e pronunciando tra una risata e l’altra: - Mi è venuta un’idea: se uno shock ti ha immobilizzato, allora vuol dire che un altro ti libererà! – Senza attendere un minuto di più, mi tocca con la sua coda carica di elettricità, facendomi rimanere folgorato. - Questa me la lego al dito… - gli dico furioso. - Dovresti ringraziarmi invece: se non fosse stato per me, staresti ancora lì immobile! E poi, come fai a legarti qualcosa ad un dito se non ne hai neanche uno? – mi chiede ridendo e mostrandomi entrambe le zampe davanti, muovendo le dita unghiate. - Ho sempre le dita dei piedi – gli dico irritato, indicando le zampe palmate. Mindy, guardandoci sorride, dicendo poi: - sono felice che abbiate fatto amicizia! – In fondo, anche io sono felice di avere un nuovo amico così simpatico, ma non posso certo darlo a vedere! Per risposta, faccio la linguaccia a Sfavillo e mi volto, dandogli le spalle. Lui, giusto perché non gli era bastato darmi la scossa precedente, me ne dà un’altra, ancora più forte, sghignazzando e dicendo: - Non lo sai che è segno di cattiva educazione fare le boccacce? – La streghetta ci ferma prima che io abbia il tempo di assalirlo, dicendo che avremo tutto il tempo che vogliamo per giocare, ma non ora che ci troviamo in albergo. - Benissimo – dice – ora che finalmente siamo riusciti a toglierti quel brutto cerotto e vi siete divertiti, cosa ne dite di andare a fare una passeggiata per la città? È davvero ricca di locali e luoghi interessanti, in più potremo trovarci ancora con Chris, che mi ha detto che ha già finito i compiti! – Io e Sfavillo ci guardiamo, poi annuiamo all’unisono. - Sapevo che la mia idea vi sarebbe piaciuta! – esclama battendo le mani – Ma prima, devo fare solo un piccolo controllo… Komor mi ha detto che se si inquadra un Pokémon con la fotocamera del Pokédex, questo riesce a capire livello e mosse di chi è inquadrato, ma io non riesco proprio a trovarla questa funzione. – Lei comincia ad armeggiare, muovendo ogni levetta e schiacciando ogni singolo tasto, mentre noi la guardiamo incuriositi, chiedendoci se in quel modo non rischia di farlo esplodere. Dopo qualche tentativo, decide di arrendersi: - Forse sarà meglio passare anche da lui, così almeno mi spiega meglio come funziona… - Detto ciò, si dirige alla scrivania, sulla quale è appoggiato lo zaino a fiori e se lo mette in spalla, pronta per uscire. Entrambi la seguiamo, oltrepassando la porta subito dopo di lei. Una volta chiusa la porta della stanza, si infila la chiave in tasca e mi solleva da terra, portandomi in braccio come è solita fare, mentre Sfavillo le corre dietro, mantenendo il passo. Mi sembra quasi di ricordare qualcosa, come se ciò che sta succedendo fosse legato alla mia perdita di memoria ed al fatto che mi sono ritrovato con una botta in testa… nonostante glielo abbia chiesto parecchie volte, né il mio amico tira-scosse né la mia allenatrice ha voluto dilungarsi più di tanto nelle spiegazioni, come se neanche loro sapessero esattamente cosa è successo. - Allora, cosa dite? – chiede Mindy una volta usciti dall’hotel – Andiamo prima a chiamare Chris per la passeggiata o a scuola a chiedere informazioni sul Pokédex a Komor? – Io propongo senza esitazione di passare prima dal maestro: se c’è qualcuno che può sapere cosa è successo, quello è lui, quindi basterà chiedere e sono sicuro che mi darà tutte le risposte che cerco. Dato che Sfavillo non pare opporsi, ci dirigiamo verso la scuola, che dista, per fortuna, solo due isolati, lungo i quali mi guardo intorno ammirando la frenetica vita di città, chiedendomi se ci sono altri luoghi trafficati come questo. Komor, come se ci stesse aspettando, si trova proprio sulla porta della scuola, insieme ad un gruppo di bambini più piccoli, che sta salutando e mandando a casa. Probabilmente le lezioni devono essere appena finite. Con un cenno della mano, saluta l’ultimo gruppo di alunni rimanente, dopodiché si volta verso di noi: - Non pensavo vi avrei rivisto così presto! – esclama – Allora, Batuffolo, ti sei già ripreso dalla tentata non-evoluzione? – - Mi sono ripreso da… cosa!? – chiedo io sbalordito. Mi stavo evolvendo e qualcuno mi ha fermato? Oppure ho tentato di fermare l’evoluzione io stesso? O, ancora più importante, perché non ricordo nulla? Vedendo la mia faccia, Komor capisce tutto: - La memoria non ti è tornata, eh? – chiede. - Direi proprio di no, dice di non ricordare niente di ciò che è avvenuto dopo che Scraggy lo ha preso a testate… Cosa che, tra l’altro, non è neanche totalmente vera. – - In che senso “non è totalmente vera”? – chiedo io, stanco di non capire - È una storia un po’ lunga… cosa dite di entrare? – chiede Komor riaprendo la porta della scuola dietro di sé. Tutti e tre entriamo, seguendolo fino alla cattedra, su cui si siede, indicando poi a Mindy di sedersi su un banco qualsiasi e posizionare me allo stesso modo. Ci mettiamo in due banchi vicini, proprio di fronte al ragazzo, mentre Sfavillo prende la rincorsa e salta sulla cattedra, raggomitolandosi proprio sopra le gambe del maestro. Accarezzando il Pokémon elettrico, Komor inizia a parlare: - Cominciamo dal principio… - dice Komor, preparandosi ad un lunghissimo discorso, nel quale cerca di spiegarmi nel modo più chiaro che gli riesce l’insieme di avvenimenti della lotta, soffermandosi in particolare sul modo in cui, per salvare Mindy da un potentissimo Calcinvolo, ho appreso Ferrartigli e l’ho usato su Scraggy mandandolo KO. Stranamente, ogni volta che narra un po’ di fatti in più, recupero piccoli frammenti di ricordi, ma mai nulla che mi possa dare un quadro completo di ciò che è successo. In ogni caso, penso di avere capito: tengo davvero così tanto alla mia allenatrice da difenderla in quel modo? E mi sono già affezionato così tanto a lei da preferire prendere una botta in testa e dimenticare tutto piuttosto che evolvermi, soltanto perché se lo facessi lei non mi potrebbe più portare in braccio? Non so veramente come sentirmi… in un certo senso, è inquietante cosa potrei essere capace di fare… - allora, Batuffolo: ora ti sembra di ricordare? – mi chiede Mindy, con uno strano tono, quasi preoccupato. - Sì, in un certo senso… non sono sicuro di ricordare tutto nei minimi dettagli, ma qualcosa la so. – Mi volto e vedo il suo sguardo, indecifrabile, che mi riporta alla mente un altro frammento di ricordi sulla lotta: la guardo… lei pare ipnotizzata… Ricky la prende in giro… È tutto vero o è solo la mia immaginazione? - Ad occhio e croce, mi sembra che nonostante la giornata al Centro Pokémon ed il fatto che ti abbiano già dimesso, non stai del tutto bene. – afferma Komor come se avesse appena scoperto la pietra filosofale. - Penso che anche un Nincada cieco l’avrebbe potuto vedere, caro il mio Signorino Perfettino. – gli rispondo innervosito. - Beh, mi dispiace di averti fatto notare una tale ovvietà, ma è che non ci possiamo fare molto: l’unica possibilità che abbiamo per aiutarti è guardare in faccia la realtà e sperare che poco alla volta riprenda a ricordare o che, magari, ti decida a lasciar perdere. La vita dura anni, perché preoccuparsi di non ricordare qualche ora? – esclama il maestro, guardandomi male. Probabilmente ha ragione, la cosa migliore da fare sarebbe smettere di provare, ma sarebbe la scelta di un imperatore? Che io sappia, i veri sovrani non si arrendono mai… - Forza Batuffolo, non possiamo rimanere qui tutto il giorno! Sai bene quanto me che Komor ha ragione, ma sei troppo testardo per ammetterlo! – mi strilla Mindy scuotendomi. Non posso fare altro che acconsentire, sapendo che quegli istanti mi tormenteranno ancora per molto. Prima di andarcene, la mia allenatrice pone le domande riguardo al Pokédex, ricevendo le risposte che cerca e riuscendo ad usarlo in poco tempo. Ringraziando, ci dirigiamo verso la porta, ma prima di uscire, il giovane ci ferma ancora: - Prima che ve ne andiate, vorrei darvi uno strumento: tanto tempo fa lo avevo dato al mio amico Alcide per far salire di livello il suo Oshawott senza farlo evolvere, ma ora che il suo Samurott è al livello 100, non penso ne avrà ancora bisogno. – dice porgendomi una pietra rotonda e stranamente leggera. - Ehm… grazie, ma cosa ci dovrei fare con questo sasso? – chiedo io, incuriosito dallo strano dono - Non è un sasso: è una Pietrastante! – esclama come se fosse la cosa più ovvia del mondo – Se la tieni, non ti Evolverai anche quando sali di livello. Almeno in questo modo non dovrai perdere di nuovo la memoria! – termina ridendo. - Hai visto che bel regalo che ti ha fatto, Batuffolo? – mi chiede Mindy entusiasta – Da oggi in poi, non ti dovrai più preoccupare dell’Evoluzione: resterai il mio Batuffolomorbidoso per sempre! – strilla stringendomi così forte da farmi mancare il respiro. Finalmente, dopo nuovi saluti di circostanza, usciamo dall’edificio, pronti ad andare da Chris per il giro turistico di Giubilopoli. Durante il cammino, Mindy estrae il Pokédex: - Komor mi ha spiegato come funziona, ma non ne sono ancora totalmente sicura… cosa dite se facciamo una prova? – chiede, individuando una panchina su cui fermarsi ad armeggiare con l’apparecchio. È davvero una sfortuna che le streghe come lei non abbiano il multitasking incorporato, perché in questo modo rischiamo di perderci la passeggiata! Vorrei ricordarglielo, ma qualcosa mi dice che dal modo in cui è impegnata non sentirebbe neanche una parola. - Trovato! – esclama, facendo accendere una strana luce inquietante sulla parte esterna dell’aggeggio – Ora devo solo scansionare uno di voi due ed il gioco è fatto! – Come era prevedibile, mi afferra per un’ala e mi fa sedere di fianco a lei, poi mi punta quel faro addosso. Dopo qualche secondo di rumori elettronici, sullo schermo appaiono numerose scritte, che, come già sapevo, Mindy non riesce a leggere. - Uff… certo che però potevano scrivere un po’ più grande… - sbuffa. Già mi preparo, sorridendo, alle castronerie che dirà leggendo, ma ciò che fa mi sorprende. - Va bene, vorrà dire che dovrò usare la mia arma segreta! – Comincia a frugare nello zaino, estraendo di tutto e di più, fino a che, una volta giunta al fondo, impugna qualcosa e lo estrae tutta contenta. È una piccola custodia, di colore tenue, quasi giallo, di forma rettangolare dagli angoli smussati. Un po’ esitante, si volta in modo che io non la possa vedere, poi la apre ed estrae il contenuto, armeggiando con lo stesso. Dai versi che fa, sembra quasi stia lottando con qualcuno o qualcosa che cerca di strapparle un capello dopo l’altro o di acciecarla, il che non mi fa ben sperare… Quando si volta esclama: - TA-DAA!! Come ti sembro? – Io non so esattamente che dire: in pratica è uguale a prima, solo che ora ha due rettangoli di vetro davanti agli occhi ed una struttura metallica che li tiene insieme e fa in modo che non cadano, appoggiandosi sul naso e su entrambe le orecchie. Vedendo la mia faccia, pensa… non è che pensi male, bene, giusto o sbagliato, semplicemente pensa… e troppo anche! Sembra quasi che stia per scoppiare a piangere… comincia a blaterare qualcosa di incomprensibile sottovoce, parlando così in fretta che è quasi impossibile riuscire a capire cosa dice. Prima che la situazione degeneri e scoppi veramente in lacrime, perché, come ho già detto, odio le streghette che piangono, cerco di ritrattare, calmandola: - Guarda che io non ho detto niente! – le ricordo – È solo che ti stanno così bene da avermi fatto rimanere senza parole! – le dico cercando di sorridere. Nonostante ci abbia messo solo pochi secondi a terminare la frase, lei ha già due grossi lacrimoni ai lati degli occhi, pronti a cadere al più piccolo movimento. - Davvero? – mi chiede tirando su col naso. - Certo! – le rispondo io con un sorriso ancora più grande del precedente. - In tal caso… beh, sono felice che non mi voglia prendere in giro pure tu perché sembro un Hoothoot. – dice non del tutto convinta che la mia affermazione sia vera – È per questo motivo che sono così timida con gli altri, sai? È da quando ho iniziato la scuola che porto gli occhiali e non è passato un giorno senza che quelli come Ricky mi prendessero in giro… Pensavo che dopo avergli rotto il naso mi sarei sentita meglio, libera e senza più paure, ma è evidente che non è così. – termina tirando nuovamente su col naso. Mi sembra una storia triste, ma c’è qualcosa che non mi quadra: - Tu hai rotto il naso a Ricky? – - Penso di sì… l’ultima volta che l’ho visto, era stranamente storto e non penso che sia normale per un naso essere così. – dice timidamente. Non so veramente che dire… - Perché gli hai rotto il naso!? Non lo sai che non dovresti mettere le mani addosso agli altri!? – le dico arrabbiato: poteva essere pericoloso! - È stato lui a cominciare! – esclama – e poi ti ricordo che l’ho fatto solo per te: se tu non ti fossi messo a prendere a testate il suo Scraggy, non saresti svenuto, se non fossi svenuto lui non si sarebbe vantato di avere i Pokémon più forti e se lui non si fosse vantato di avere i Pokémon più forti io non gli avrei rotto il naso! – - Quindi dovrebbe essere colpa mia? – grido io. - Certo, di chi se no? – mi strilla contro lei. Cominciamo a battibeccare, incerti su chi sia veramente da incolpare, finché, finalmente, Sfavillo dice qualcosa di sensato: - E se fosse stata tutta colpa di Ricky? – chiede intervenendo. Tutti e tre ci guardiamo in faccia, poi annuiamo all’unisono: -Sì, mi sembra un buon compromesso! –esclamiamo in coro io e Mindy. Terminata la digressione, la mia allenatrice si decide a leggere il contenuto del piccolo schermo del Pokédex, elencando tutte le mie caratteristiche ad alta voce. - Vediamo… N° 393, Piplup, Tipo Acqua, AO Mindy… Niente che già non sapevo. Passiamo alla scheda successiva. Ecco, questo sì che è interessante: Livello 16, Pietrastante, Abilità Acquaiuto, le Mosse che conosci sono Botta, Bolla, Beccata e… che strano, l’ultima è illeggibile, come se l’avessi dimenticata solo a metà… Non è che è proprio questa quella che ti stava facendo evolvere? In ogni caso, vedrai che te la caverai magnificamente anche senza! – Devo ammettere che, in realtà, anche queste informazioni non è che fossero proprio segrete… e poi non è certo una scoperta che sono fortissimo anche con solo tre mosse anziché quattro! - Ehi, ma qui c’è un’altra scheda: questo sì che è interessante! – esclama ridendo. - C’è una nuova scheda? Cosa dice? – Sicuramente parlerà delle mie fantastiche doti da imperatore! - Dice: Natura Ardente… - - Ehi, ardente a chi!? – la interrompo io – Ardente sarai tu: io sono un fiero esponente del tipo Acqua, non uno di quegli scalmanati tipi Fuoco! – - Calma: non è mica un insulto essere ardenti! Significa solo che sei sempre pronto a combattere! – mi risponde lei ridendo. - Davvero? Beh, in questo caso, lo posso accettare… continua pure, sono curioso di vedere cos’altro dice su di me! – non sono ancora del tutto convinto che mi stia dicendo il vero, ma non posso fare altro che farla proseguire ugualmente. - Vediamo… ecco: incontrato al Livello 5 a Sabbiafine. Si arrabbia facilmente. – - Ancora una volta, dubito che questa funzione sia realmente utile: lo sapevo già dove mi hai incontrato e a che livello ero! – esclamo io appena ha finito di leggere. - Beh, sì, in effetti è vero - ammette Mindy, che però non si arrende – Non è che funziona male? Forse è meglio fare un’altra prova… - dice puntando la fotocamera verso Sfavillo ed attendendo che sullo schermo appaiano le scritte. - N° 403, Shinx, tipo Elettro, AO Mindy… ancora una volta, niente di nuovo. Passiamo alla scheda successiva: Livello 7, nessuno Strumento, Abilità Antagonismo, le mosse sono Azione e Fulmisguardo… di nuovo, niente di importante. Proseguiamo: Natura Allegra, incontrato al Livello 4 nel Percorso 202. Si addormenta spesso… Beh, devo ammettere che forse solo queste sono realmente informazioni utili, ma sempre e comunque cose che già sapevamo. Dovremmo proprio andare a protestare dal Professor Oak: a cosa serve creare un aggeggio così complesso per farsi dire qualcosa che già si sa? – si domanda grattandosi una tempia. - In effetti… però mi sembra strano che un genio come il grandissimo Samuel Oak abbia creato un Pokédex che funziona così male: non è che sei tu che non lo sai usare? – le chiedo, guardandola di traverso. - Certo che no! Io lo so usare benissimo! – Esclama spostando l’oggetto un secondo prima che io tenti di afferrarlo con un balzo. Per la prima volta, Sfavillo sembra dalla mia parte: silenziosamente corre sulla panchina, salendo sullo schienale e prendendo il dispositivo dalle mani della nostra allenatrice, scendendo poi in un attimo e porgendomelo. - Se pensi di essere più bravo di lei, perché non lo dimostri? – dice ridendo – Sono sicuro che sarà divertente! – Ringrazio e, senza pensarci due volte, attivo la telecamera e la punto verso Mindy, pronto a leggere la sua descrizione: se il Pokédex funziona bene, teoricamente dovrebbe dire che è un essere sconosciuto. Lo schermo ci mette più tempo di quello che credevo ad illuminarsi, ma alla fine riesce e stampare un testo che non ha né capo né coda. Rimango sbalordito. - Cosa aspetti? Leggi: anche io voglio sapere cosa c’è scritto! – esclama Sfavillo scrollandomi. Lentamente, leggo tutto quello che c’è scritto. - N° #0000, Waòjkq94xUèuòcu<Qcmq0cT72’m82n, tipo Uccello/999, AO MissingNo. Livello 253, Saviocchiali, Mosse: Pistolacqua, SuperFulmine, Aeroattacco, SuperGlitch. Natura Strana, incontrato al livello 569 a Città dei Numeri. Fa sparire chi le sta intorno. – La guardo spaventato mentre lei ride di gusto, credendo che sia una barzelletta. Sono terrorizzato: sento che un giorno o l’altro, questa strega mi trasformerà in un Froakie. in viaggio: Dove siamo: -
[Commenti] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Questo capitolo è stupendo: hai utilizzato sempre lo stesso stile, che ormai caratterizza la tua storia, ma sei riuscito ad aggiungere qualcosa in più! Il ritmo è molto sostenuto, gli avvenimenti ben descritti e arricchiti dai commenti e dai pensieri del protagonista. La lotta, è molto più strategica e, secondo me, per questo più interessante. Lo sfondo degli avvenimenti (descritto dal dialogo tra i due amici e dai ricordi del protagonista) da un significato più profondo alla narrazione, rendendola ancora migliore! Non c'è che dire, con questo nuovo capitolo ti sei proprio superato! -
[Commenti] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Capitolo davvero ben riuscito, a mio parere anche più del precedente: la lotta è molto interessante, con le descrizioni e il rapido susseguirsi di avvenimenti che hai utilizzato anche in tutti gli altri capitoli valorizzato da un contesto diverso e decisamente ben riuscito. Trovo che l'idea di far incontrare al protagonista tutti i suoi amici, con cui scambia qualche battuta, sia davvero ottima e arricchisca di molto i personaggi di cui parli! In più, devo dire che mi è sembrato che lo scambio di battute avuto con l'amica è decisamente più incisivo rispetto al precedente, che per quanto ben descritto, dava meno informazioni. Complimenti ancora per il capitolo: non vedo l'ora che arrivi il prossimo! -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 8: le Chansey assassine Cosa è successo? Dove sono? Perché mi sento come se un branco di Tauros mi fosse passato sopra? Cerco di muovermi, ma ci riesco solo a metà, in quanto tutto il corpo mi fa male, impedendomi di compiere dei veri e propri movimenti. Apro gli occhi e davanti a me vedo solo un muro bianco, che traballa leggermente per le mie vertigini. Mi volto da una parte e vedo un altro piccolo letto, presumibilmente uguale a quello su cui sono sdraiato io, su cui dorme un piccolo Kricketot, che inconsciamente tiene il tempo battendo le antenne l’una contro l’altra ad ogni respiro, producendo un piacevole tinitinnio ritmato. Mi volto dall’altro lato e vedo un’enorme finestra chiusa, la cui visuale viene bloccata da una spessa tenda. Vicino ad essa, una sedia bianca ed un comodino, su cui è appoggiata una Pokéball e un vaso con un piccolo fiore bianco, che mi ricorda il Polo. Devo riuscire a ricordare cosa ci faccio qui, ma proprio non ne ho idea: l’ultimo ricordo che ho è di un Pokémon giallo di nome Scraggy che mi prendeva a testate, per il resto, vuoto assoluto. Cerco ancora di muovermi, finalmente riuscendo a mettermi seduto, sebbene il mondo attorno a me continui a girare. Mi tocco la testa, come per cercare di fermarla. Al tocco, sento che è avvolta in diversi strati di una garza sottile, come se mi avessero medicato dopo aver preso una grossa botta. Solo in questo momento, sento che tutta la fronte mi fa male, pulsando al ritmo dettato da kricketot. Improvvisamente, sento una porta sbattere e dei passi che si avvicinano. Devo andarmene da qui. Scendo dal letto, ma le gambe non mi reggono. Ci metto alcuni secondi a rialzarmi e zoppicare fino allo sportello del comodino, dentro al quale mi nascondo. Chiudo l’anta e attendo che chiunque stia arrivando, se ne vada e mi dia modo di fuggire. Esattamente come mi aspettavo, in breve qualcuno apre la porta della stanza, dirigendosi con un carrello stracolmo di farmaci vicino al letto del Pokémon Grillo. Mi sporgo leggermente per capire di chi si tratti e ciò che vedo mi terrorizza: un enorme uovo rosa pieno di escrescenze all’altezza del capo e dalla coda lunga e a punta indossa uno strano cappello, usando sul paziente una mossa che non conosco. Non so esattamente a cosa serva, ma vedo che il Pokémon estrae uno strano oggetto acuminato e dopo averlo picchiettato con una mano ed aver osservato il liquido all’interno, lo picchia violentemente sul corpo di Kricketot, trafiggendolo. La scena mi fa rimanere di sasso. Dopo qualche tempo, soddisfatto del dolore inferto, il mostro estrae l’arma dal corpo addormentato della sua vittima, mettendolo ordinatamente tra altri attrezzi simili su un ripiano del suo carrello etichettato come “usato: da buttare”. È chiaro che vuole sbarazzarsi dell’arma del delitto: devo trovare un modo per fermarlo! Notando che si sta muovendo, ritraggo la testa all’interno del mobile, ma sempre lasciando un piccolo spiraglio per vedere cosa sta succedendo. Dopo essersi voltato ed aver notato che nel mio letto non c’è nessuno, si gratta pensieroso la testa, ma fa spallucce e si allontana nuovamente col carrello, richiudendo la porta dietro di sé. Mi assicuro che se ne sia andato definitivamente, dopodiché esco dal mio nascondiglio e mi avvicino al mio compagno di stanza: non sembra stare particolarmente male, ma è chiaro che è solo apparenza ed il grosso cerotto che gli copre la ferita non può certo deviarmi. Per fortuna questa volta sono riuscito a scamparla, ma la prossima volta non sarò così fortunato… devo fuggire! Sicuramente non me ne posso andare dalla porta principale, quindi dovrò trovare una via secondaria. Alzando lo sguardo verso le pareti, noto che esattamente nell’angolo sopra la porta, è situata una presa d’aria, da cui probabilmente sarà possibile accedere all’intero sistema di aerazione. Se c’è una via d’uscita da questa prigione, è sicuramente quella. Ora devo solo riuscire a capire come arrivarci. Comincio a riflettere, osservando attentamente tutti i possibili oggetti che mi potrebbero tornare utili: alla fine, opto per il semplice comodino ed un sistema a reazione che sfrutta il mio attacco Bolla, che userò come trampolino per arrivare alla mia meta. Con molta fatica, trascino il mobile fino alla parete, mettendolo proprio sotto la griglia che blocca il condotto e mi ci isso, pronto per attuare il piano. Anziché creare come al solito molte piccole sfere d’acqua, questa volta cerco di farne solo una e di gonfiarla il più possibile. Salto ed, esattamente come mi aspettavo, l’effetto è quello sperato. Battendo le ali, riesco a salire ancora di qualche centimetro ed afferrare la struttura metallica, che prontamente sfondo con un attacco Botta. Entro finalmente nel condotto, lasciando Kricketot da solo: un po’ mi dispiace per lui, ma non posso fare altro. Nell’esatto momento in cui lascio la stanza, mi riprometto che tornerò a salvarlo. Proseguo carponi nei condotti, rallentando ad ogni incrocio ed assicurandomi di non essere notato ogni volta che giungo vicino ad una presa d’aria che sbocca su una stanza. Dall’alto della mia posizione, posso vedere praticamente quello che avviene in ogni stanza che visito, ma in nessuna riesco a ritrovare il mostro assassino che ha pugnalato il mio compagno di stanza. Passa molto tempo da quando comincio a girovagare per l’edificio, quindi dopo essere entrato nell’ennesima stanza bianca uguale alle altre, comincio a smettere di prestare tanta attenzione e comincio a muovermi più velocemente, andando a cercare una zona diversa e che mi possa dare un’idea della posizione dell’uscita e del misterioso assassino. Certo che è noioso questo posto… chi è quel genio dell’arredamento che ha pensato bene di creare cinquanta stanze tutte uguali, di quel monotono bianco? Quando riuscirò ad uscire di qui, lo denuncerò per aver attentato al buongusto! Camminando per i condotti sempre in linea retta, alla fine arrivo in una nuova zona, dove il corridoio si allarga, così come il tubo nel quale sto camminando: noto sotto di me un’enorme porta con un’insegna luminosa rossa sopra, ritraente lo stesso aggeggio da serial killer che ha usato il Pokémon di prima. Se c’è un posto dove il terribile assalitore può tenere il suo arsenale, è sicuramente questo. Senza pensarci due volte, mi alzo in piedi e proseguo, pronto a distruggere tutto e salvare le prossime vittime, ma quando entro, scopro qualcosa di raccapricciante: quello è il laboratorio di uno scienziato pazzo! Sotto di me, attraverso la grata, vedo tre Pokémon simili a quello che ha colpito Kricketot che armeggiano seguendo gli ordini di quello che pare essere il loro capo: uno strano essere vestito di bianco con due strane escrescenze circolari e rosse sotto la nuca e la faccia coperta da una mascherina e un paio di occhiali, sicuramente usati per non farsi riconoscere. Sul tavolo del laboratorio, sta sdraiato un Machop svenuto, di cui posso vedere le interiora, esposte all’aria da quegli assassini. Non mi hanno notato, quindi proseguono nel loro lavoro. Nonostante la voce sia camuffata da ciò che gli copre il volto, capisco ogni parola: - Benissimo, Chansey, ormai abbiamo finito: quella brutta appendicite non gli farà più male! Passami ago e filo, così gli diamo qualche punto e lo possiamo riportare dal suo allenatore! – Senza emettere un fiato, osservo uno dei sottoposti passare allo scienziato gli oggetti che ha richiesto e per poco non vomito quando vedo il dottore che senza una minima esitazione fa passare il filo da una parte e dall’altra della ferita, trapassando la pelle grigia del Pokémon addormentato. Questo posto è molto peggio di quello che pensavo: devo riuscire a salvare non solo me stesso, ma anche tutti gli altri prima che qualcun altro finisca in un altro terribile esperimento! Ormai per Machop è troppo tardi, i Chansey lo stanno già riportando fuori. Felice che la raccapricciante scena sia finita, osservo i tre figuri che si allontanano insieme alla loro vittima. Uscendo, spengono le luci e mi lasciano da solo in quella sala degli orrori. L’ultima cosa che voglio è restare lì da solo insieme a tutti quegli aggeggi infernali che mi potrebbero uccidere da un momento all’altro. Nonostante sia impossibilitato a vedere dove vado, continuo a camminare per i condotti, arrivando in una nuova zona, questa volta dalle pareti gialle etichettate con una temibile scritta: “ATTENZIONE: ZONA MALATTIE CONTAGIOSE”. Tsk, come se io ci creda… è ovvio che è solo una copertura per tenere alla larga i curiosi! Mi addentro ancora nel settore e ciò che vedo è veramente terribile: anziché esserci tante stanze tutte uguali, ce n’è solo una, suddivisa attraverso pareti di cartongesso e in ognuna delle stanze c’è un Pokémon imprigionato in una bolla di plastica, come per separarlo dall’ambiente circostante. Dall’alto del condotto, vedo che un altro essere simile a quelli di prima, ma più grande e dal cappello di colore diverso, come a segnalarne l’importanza, che attraverso delle apposite fessure e dei lunghissimi guanti, porge ad un Gallade un vassoio stracolmo di capsule di varie forme e dimensioni. È chiaro che questo settore non è altro che un’altra zona per esperimenti: vogliono riempire tutti questi Pokémon di strani agenti chimici e vedere che effetto fanno, solo per il divertimento di vedere gli altri soffrire, come dimostra il Pokémon Lama, che dopo aver preso solo una di quelle pastiglie, fa una faccia schifata, come se gli avessero fatto mangiare un Poffin rancido. Cercando di avvicinarmi di più, faccio troppo rumore ed il Pokémon-assassino pare accorgersi che qualcosa non va. Per mia fortuna, sembra non vedermi, quindi scambia il rumore per un problema al condotto di aerazione e se ne va. Non ho intenzione di andarmene fino a quando non sarò sicuro di cosa stanno facendo, quindi mi fermo davanti alla griglia che mi permette di osservare lo stato di Gallade, in modo tale da sapere cosa raccontare alla polizia quando uscirò da qui. Mi siedo e attendo che succeda qualcosa. Passa molto tempo, così tanto che quasi mi addormento. Ad un certo punto, un rumore mi sveglia: in lontananza, sento dei passi all’interno del condotto, come se un gruppo numeroso di Pokémon si stia dirigendo nella mia direzione. Senza attendere un secondo di più, mi alzo mi dirigo all’angolo più vicino, in modo da potermici nascondere. Attendo, curioso di vedere chi sono i miei inseguitori. I passi si avvicinano sempre di più, unendosi ad un coro di voci acute che strillano a ritmo di marcia “Hap-piny Hap-piny”. Quando il gruppo arriva nel corridoio, riesco finalmente a capire di chi si tratta: cinque Happiny che indossano un casco da operaio e portano vari attrezzi da meccanico si stanno dirigendo verso la zona da cui è provenuto il rumore, probabilmente su richiesta dell’assassino di prima. - Ehi, Happy, cosa facciamo qui? – chiede uno ad un altro, che spiega una cartina con la mappa dei condotti. - Non lo so Happy – risponde quello – Secondo la cartina ci troviamo nel punto giusto, ma io non vedo avarie né eventuali rotture – - Happy, perché non torniamo semplicemente da Blissey dicendole che si è sbagliata? – chiede un altro. - No, Happy, lo sai bene che Blissey non sbaglia mai e se dice che c’è un problema al condotto di aerazione del reparto Malattie Infettive, vuol dire che c’è veramente! - Ma si chiamano tutti Happy, questi Happiny? In ogni caso, ho ricevuto una nuova importante informazione: il grande capo che ho visto prima si chiama Blissey! Ora devo solo riuscire a sgraffignare quella cartina, in modo da capire dove si trova l’uscita, ed andarmene. Piano piano, mi avvicino mentre sono voltati a discutere sul da farsi e agguanto l’oggetto, ritirandomi di corsa. Per fortuna nessuno di loro se ne accorge, dandomi il tempo di cominciare ad esaminare la pianta e capire dove si trova il mio obiettivo, che capisco trovarsi nell’ala opposta a quella in cui mi trovo, in una zona etichettata come “Hall”. Ripiego il foglio e comincio ad incamminarmi nella direzione indicata, sperando di non dover assistere ad ulteriori mostruosità. Teoricamente, la via più veloce per arrivare alla mia destinazione sarebbe stata passare per il reparto bianco, da cui sono partito, ma considerando che ora lì ci sono quegli Happiny-operai, decido di prendere il percorso lungo, che attraversa tutto il retro dell’edificio da un’estremità all’altra. Dovrò camminare molto, ma non ho altra scelta… Durante il viaggio, continuo a sbirciare nei corridoi e nelle stanze ogni volta che ne ho l’occasione, giusto per capire esattamente dove mi trovo, ma il fatto che ogni locale è identico a quello precedente non aiuta: l’unica cosa che mi intrattiene e mi impedisce di addormentarmi è la consapevolezza che ci sono dei Pokémon-assassini che mi potrebbero trovare da un momento all’altro. Dopo aver sorpassato l’ennesima grata sopra l’ennesimo corridoio dell’ennesima zona del settore rosso, segnato sulla cartina come “zona Baby”, ed aver finalmente smesso di udire i terribili strilli di quei minuscoli Pokémon appena usciti dalle uova, mi trovo ad un incrocio. Riapro l’enorme documento, cercando di ritrovarmi e capire la direzione da prendere, ma prima che ci riesca, un nuovo rumore attira la mia attenzione: dei passi si stanno avvicinando ad una velocità impressionante. Probabilmente sono ancora quegli Happiny, richiamati da un altro scienziato pazzo per riparare qualcosa. Non ho il tempo né di controllare qual è la direzione giusta, né di ripiegare la cartina, quindi mi limito a lanciarla dietro di me e mettermi a correre verso sinistra, svoltando l’angolo in modo tale che sia più difficile che mi notino. Sfortunatamente, mi accorgo che non si fermano e che uno di loro pronuncia la parola “sinistra”. Se non mi muovo in fretta, mi troveranno! Corro avanti per il corridoio, dato che il percorso dietro di me è ormai bloccato dalla squadra di aggiusta-tutto, corro come se non ci fosse un domani, sperando che non accelerino il passo e che riuscirò a scamparla. Tra un passo e l’altro, mi volto, vedendo che sono ancora dietro di me e che sembrano non volersi fermare. Comincio a correre alla massima velocità che mi riesce, smettendo di cercare di non fare rumore. Non cerco neanche più di orientarmi sbirciando tra le grate, mi limito a fiondarmi per una conduttura dietro l’altra. Mi muovo così velocemente che, battendo i piedi sulla struttura metallica, faccio un rumore infernale e tutti si accorgono di me, il che non è un bene. Sotto di me, un gruppo di assassini confabula, richiamando un nuovo gruppo di Happiny da mandare a darmi la caccia. Devo riuscire a fuggire! Cerco di ricordare la mappa, chiudendo gli occhi ma continuando a correre: mi dovrei trovare nel settore verde, quindi sono a solo pochi corridoi dall’uscita… devo andare a destra…dritto...sinistra...ancora destra… Non faccio in tempo a proseguire che mi sento mancare la terra da sotto i piedi. Ecco dove erano diretti i cinque operai! Mi riprendo dalla caduta e apro gli occhi, rialzandomi. Sono definitivamente finito: sono su un carrello e proprio davanti a me c’è uno di quegli assassini. Guardandomi con un sorriso dice: -Ciao! Tu sei Batuffolo, vero? – Non presto attenzione alla domanda e mi volto, cominciando a correre per i corridoi, stracolmi di Happiny-operai e Chansey-assassini, cambiando direzione e scansandomi ogni volta che ne vedo uno. - Ehi, ma quello non è il fuggitivo? – chiede un nuovo Pokémon, vedendomi passare vicino a lui. In un attimo, centinaia di mostri mi inseguono, cercando di acciuffarmi e riportarmi nella camera da cui sono partito. Non posso fermarmi: non ho idea di cosa mi potrebbero fare, ma sono sicuro che non sarà niente di buono. Oltrepasso una zona dopo l’altra, creando dietro di me una folla sempre più numerosa, ma che non pare riuscire a raggiungermi. Mi volto per assicurarmi che tra me e gli inseguitori ci sia una distanza sufficiente ed imparo una dura lezione: mai voltarsi prima di essersi assicurati che nessuno ci si possa parare davanti. Con un fortissimo impatto, che tuttavia non mi fa troppo male dato il corpo morbido dell’altro, mi scontro con Blissey, che mi colpisce con un fortissimo Uovobomba ravvicinato. Il colpo mi fa andare KO. Quando mi risveglio, mi trovo nuovamente nella stanza bianca insieme a Kricketot e davanti a me c’è uno di quei terribili Chansey, che, vedendo che ho aperto gli occhi, mi dice con voce gentile: - Finalmente ti sei svegliato! Ne siamo molto felici: pensavamo che il capo ti avesse picchiato troppo forte e che non ti saresti più svegliato! – La sua voce non mi inganna: so che è solo un modo per aggirarmi e infilarmi in qualche strano laboratorio per chissà quale esperimento. Mi alzo in piedi e, con un balzo, la supero, uscendo nuovamente dalla stanza attraverso la porta, ma venendo bloccato da qualcuno che mi sembra di conoscere. Un abbraccio da Arbok mi avvolge, stritolandomi. - Batuffolo!! Sono felice che ti sia ripreso! – strilla Mindy. - Sì, va bene, anche io sono felice di rivederti, ma ora mollami! Dobbiamo scappare! – - Scappare? E perché? – mi chiede. - Non fare domande e corri! Dobbiamo avvisare la polizia: qui ci sono terribili assassini! – - Davvero? – chiede sbalordita. - Sì, davvero. Corri ora! – le intimo io. - Ehi, ma tu vuoi scappare ancora? – chiede la vocetta acuta di Chansey. Che genialità… cerco che voglio scappare! Chi vorrebbe stare in un posto del genere? - Beh, se te ne vuoi andare, certo non sarò io ad impedirtelo, ma prima, dobbiamo fare una cosetta… ormai ti sei ristabilito e la gita per il Centro l’ha dimostrato, ma è sempre meglio andare sul sicuro! – dice Chansey, rientrando nella camera. Mindy la segue, ignorando le mie proteste e dicendomi che ci vorrà solo un attimo e che poi ce ne potremo andare. Lei mi tiene ancora in braccio, il che mi conforta, ma vedere il Pokémon che continua a frugare nel carrello dei farmaci mi suggerisce che non sta per succedere qualcosa di buono. Dopo un po’, il mostro assassino estrae l’arma del delitto di Kricketot. Solo vederla, mi spaventa in un modo indicibile, facendomi provare a scappare in tutti i modi possibili ed immaginabili, perfino tentando di colpire la mia allenatrice, ma lei, con una forza anormale per un’undicenne, mi trattiene, bloccando ogni singolo movimento. Ad un certo punto, sento che in un punto imprecisato sopra un’ala qualcosa mi trafigge, facendomi bruciare tutto l’arto. Dopo aver ritratto l’arma, Chansey mi appiccica un cerotto decorato con un motivo a fiori e dice che possiamo andare. Ringraziando, la mia allenatrice prende la Pokéball dal comodino e si avvia fuori dalla porta. - Ehi, batuffolo, hai visto che bel colore? – dice indicando il cerotto – A me piace molto: fa pendant con il mio zaino! – Mah, onestamente non è che mi dica granché… in ogni caso avrei preferito evitare tutto ciò: per quanto possa essere stato divertente girovagare per il laboratorio di uno scienziato pazzo, mi sarebbe piaciuto molto di più visitare gli enormi palazzi di Giubilopoli! Molto più velocemente di quello che avevo pensato, ci ritroviamo nella hall, dove il capo-assassino dagli anelli rossi ci sorride, avvicinandosi accompagnato da un’altra Chansey. - Ciao Mindy! Vedo che finalmente quel combina guai del tuo Piplup è guarito! – esclama - Sì, sembrerebbe sia così, infermiera Joy! – risponde ridendo la mia allenatrice. - Perfetto allora: anche Shinx si è completamente ristabilito, quindi potrai ripartire immediatamente! – dice porgendole una Pokéball. La mia allenatrice ringrazia, saluta e finalmente esce. - Speriamo di rivederti! – sento gridare l’infermiera da dietro il bancone. Mi dispiace, veramente, ma… io no! in viaggio: Dove siamo: -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 7: ancora troppo presto Il nostro rivale sembra davvero carico: l’atteggiamento calmo e pacato da insegnante è stato improvvisamente sostituito da quello impulsivo e scatenato tipico degli allenatori. Komor estrae una sfera di colore diverso, che io non avevo mai visto: anziché essere come le tipiche Pokéball rosse e bianche, questa è nell’emisfero inferiore bianca come le altre, ma in quello superiore blu con delle strisce rosse. Lo strano abbinamento mi incuriosisce, ma non perdo la concentrazione e attendo che tiri fuori il suo primo lottatore. Ci guarda entrambi con aria di sfida e la lancia in aria, facendo fuoriuscire un Pokémon piccolo come me, marrone dal volto ricco di peli beige. Si tratta di un Lillipup. Ora tocca a noi: sono pronto a combattere e non aspetto altro che la mia allenatrice si decida a scegliermi. Aspetto, ma lei non dice nulla, quindi alzo il capo per vedere se si è addormentata. Mindy sembra in trance, non fa assolutamente niente. Non possiamo certo aspettare che riesca a riprendersi, altrimenti qui rischia di venir notte… Per sopperire alle sue scarse capacità attuali, intervengo io, entrando in campo: chissà che ricevendo un primo impulso, poi riesca a coordinare il resto della battaglia… Entrambi siamo agguerriti e nessuno dei due si lascerà sconfiggere facilmente. - Cominciamo con il botto, Lillipup: vai con Gridodilotta! – esclama Komor. Lillipup, seguendo i suoi ordini, esegue la mossa, cacciando un fortissimo ululato che sembra renderlo più forte. Io non mi lascio intimorire e, senza attendere un attimo, mi fiondo addosso al mio rivale e lo tempesto di Beccate. Lo colpisco almeno cinque volte, ma credo che già al terzo colpo fosse svenuto: non fa niente, è sempre meglio andare sul sicuro. Con un balzo, mi riporto vicino alla mia allenatrice, voltandomi per vedere se la prima vittoria ha causato qualche reazione, ma purtroppo non è così. Sta lì, ferma, a guardare con sguardo vacuo il campo di battaglia e non sembra intenzionata a darmi ordini. - Devo ammetterlo: non mi aspettavo fossi così forte, Batuffolo. Mi costringi ad effettuare una scelta azzardata, ma penso sarai in grado di batterti a testa alta perfino con lui. Preparati, perché non sarà altrettanto facile! – urla Komor dall’altro capo del campo, richiamando Lillipup ed estraendo una nuova Pokéball, che lancia in aria. La sfera si apre, facendo apparire un mostro alto due volte me e decisamente paffuto. La faccia è coperta dalle enormi orecchie, più simile a delle vanghe che a veri organi sensoriali, mentre il resto del corpo è ben visibile: grosso, grigio e molto peloso, in particolar modo nella fascia che gli copre il ventre, su cui è presente una spessa coltre di peli più lunghi e di colore diverso, quasi tendenti al giallo nella fascia centrale e marroni all’esterno. Tenendo le zampe davanti infilate nella panciera naturale, chiude un’orecchia a pugno e la picchia violentemente sull’altra, aperta. Il significato è chiaro: “ti spezzo tutte le ossa dalla prima all’ultima, te le mischio e poi le regalo a mia nonna a Natale, che le userà come puzzle quando non sa cosa fare”. Sento che mi dovrebbe far paura quel gesto (ed in effetti è così), ma faccio finta di nulla e continuo a combattere, avvicinandomi a grandi passi a lui. Devo essere forte, se voglio che Mindy si riprenda. Komor non sembra particolarmente intimorito, infatti continua a sorridere: - Vedo che hai ancora voglia di lottare. Beh, in questo caso non perdiamo tempo: Diggersby, usa Battiterra! – Non ho neanche il tempo di prepararmi che già sento il terreno sotto ai miei piedi vibrare, facendomi perdere l’equilibrio. Il mio rivale continua a picchiare violentemente le orecchie sul suolo a ritmo regolare e non sembra voler smettere. Ride, convinto che ha già vinto, e ciò mi fa arrabbiare: nessuno mi può battere! Anche se Mindy non mi può aiutare, posso benissimo batterlo da solo. Devo solo aspettare il momento giusto. Diggersby, all’ordine del proprio allenatore, fa terminare la scossa e si fionda verso di me, pronto ad usare un Riduttore. Non aspettavo altro: mi rialzo e, un attimo prima che mi colpisca, salto di lato e sfodero la mia ultima mossa. Gli lancio addosso un numero incredibile di Bolle, che sembrano metterlo in difficoltà. Devo essere onesto: non pensavo che quel colosso potesse essere così semplice da battere, ma non bisogna mai dire Litten se non si ha nel sacco. Infuriato, il Pokémon mi si avvicina a passi pesanti: io non mi muovo, attendendo che ricominci ad attaccare per schivare e usare un nuovo attacco Bolla, ma lui non fa altro che camminare verso di me. Ad un certo punto, con uno scatto, mi afferra e mi lancia lontano. Non riesco a mettermi in equilibrio durante la caduta, finendo a gambe all’aria dall’altra parte del campo. Quando mi rialzo, capisco il suo fine: allontanandomi, ha avuto il tempo di usare Danzaspada, divenendo decisamente più pericoloso. Ora posso solo sperare di riuscire ad evitare ogni attacco, perché grazie a quel potenziamento, anche essere colpito di striscio mi sarebbe fatale. Come mi potevo aspettare, Diggersby ricomincia ad usare Battiterra, sfruttando la stessa strategia di prima. Io cado, rimanendo immobilizzato a terra per tutta la durata del terremoto, che è molto più potente del precedente. Ho perso: è impossibile che riesca a resistere ancora a lungo ed è ancora più improbabile che riesca a sopportare il Riduttore che mi sta per lanciare contro. Chiudo gli occhi, attendendo il colpo decisivo. Tutto finisce in un istante. - Cosa!? – esclama Komor È successo qualcosa di particolare, riesco a capirlo anche senza aprire gli occhi: il punto è, cosa? Mi rimetto in piedi e vedo un nuovo Pokémon in piedi sul corpo svenuto di Diggersby. Ha ancora un ginocchio illuminato dal Calcinvolo che ha usato, chiara dimostrazione che è stato lui a mettere KO il mio rivale. Il mostriciattolo, dalla pelle gialla e stranamente larga, come se non fosse sua, squadra con gli occhi prima Komor, poi me e per ultimi Mindy e Sfavillo, su cui si sofferma per più tempo. Non so chi sia, ma mi sta già antipatico: come si permette di interrompere la mia lotta? È vero che probabilmente avrei perso, ma non è un buon motivo per fermarci! - E così stavate lottando senza invitarmi? Certo che siete scortesi, certe volte! – esclama una voce proveniente dal gruppo di ragazzini alla mia sinistra. Nonostante l’abbia sentito parlare solo una volta, riconoscerei la sua voce tra mille. - Richard, ti avevo detto di andartene! – esclama il maestro. - E con ciò? Non devo certo seguire i tuoi ordini! – risponde ridendo. - Ehi, porta rispetto a chi è più grande! – gli strillo io. - Zitto tu! Pensa piuttosto a risparmiare il fiato per la nostra lotta: se sono qui, non è certo per il nostro caro maestro! – mi dice rabbioso. - Se vuoi lottare, allora dovrai prima battere me! – pronuncia Komor estraendo una terza sfera, dalla quale esce un enorme Stoutland, che si porta lentamente vicino a me, pronto a dare una lezione ai due intrusi. - Stoutland, vai, usa Gigaimpatto! – È evidente che il maestro vuole terminare la questione in fretta, ma io non sono d’accordo: se mi ha sfidato, che riceva la lezione che cerca. Con un ala, fermo il Pokémon prima che effettui l’attacco: - Ci penso io. – gli dico serio. Il Pokémon Generosità pare comprendere, facendo un passo indietro e rispondendomi semplicemente: - Fagliela pagare -. Annuisco e comincio il mio assalto: con una rapidità che neanche sapevo di avere, corro verso il mostriciattolo giallo e cerco di colpirlo con Botta, fallendo parecchie volte e mandando un colpo a segno solo dopo dieci tentativi. L’attacco non gli fa nulla. Con un sorriso, il Pokémon mi tira un Bottintesta che mi fa vedere le stelle. Come fa ad essere così forte? Un attacco Normale non dovrebbe essere così efficacie sul mio tipo Acqua… Cerco di riprendermi il più in fretta possibile e mi lancio con una nuova sequenza di colpi, evitati tutti in un modo un po’ sgraziato. È evidente che il nemico non è veloce come me, ma nonostante ciò riesce a schivare i miei attacchi: non ho realmente idea di come sia possibile, ma non ho voglia di pensarci, quindi mi limito a cercare di accelerare ancora. - Avanti Mindy, non mi dire che l’unica cosa che hai insegnato al tuo Pokémon è stato usare Botta a raffica! – dice Ricky ridendo di lei. Sentirlo mi distrae, facendomi fermare e dando la possibilità di cominciare il contrattacco: nessuno può trattare così la mia allenatrice, ma non faccio in tempo ad aprire bocca che un nuovo Bottintesta mi colpisce, facendomi rotolare all’indietro. Il colpo mi fa girare la testa, impedendomi di restare in piedi, ma nonostante ciò riesco a capire cosa sta succedendo: ora che mi hanno messo fuori combattimento, si vogliono accanire su Sfavillo e Mindy. Non glielo posso permettere, ma veramente non so come fermarlo. La mia allenatrice ancora non accenna a muoversi, fissando il Pokémon che si sta avvicinando. Senza attendere un secondo di più il mio alleato si scaraventa sul nemico con un’Azione, che viene prontamente evitata, facendolo finire gambe all’aria. Rialzandosi, Sfavillo perde l’espressione giocosa di sempre, assumendone una rabbiosa e che incuterebbe timore nella maggior parte degli sfidanti: non si arrenderà mai finché non sarà sicuro che Mindy è in salvo ed i due sbruffoni avranno avuto ciò che meritano. Io, riprendendomi, mi alzo nuovamente, barcollando per la debolezza ed i numerosi colpi subiti. Stoutland mi si affianca per sostenermi. - Ehi, ma così non vale! Non si può lottare tre contro uno! – strilla Ricky infuriato – Ora vedrete cosa significa questo grave affronto al mio povero Scraggy! – Il ragazzino, ruotando il cappello di centottanta gradi, si appresta a lanciare altre due Pokéball, facendo entrare nel campo di battaglia un Rattata, che immediatamente si scaglia su Sfavillo, e uno Starly, che cerca di colpire Stoutland. Ora siamo tre contro tre, ma non per questo lo scontro è equo: io sono molto debole, mentre tutti i nostri sfidanti sono in piena forma. Devo riuscire a resistere per la mia allenatrice: niente è più importante di lei. Ognuno di noi combatte individualmente, lottando con un unico Pokémon per volta, sebbene durante il combattimento ci sosteniamo a vicenda. Noto solo ora che Komor, nonostante le ampie conoscenze in ambito di lotte, non interviene, restando a braccia conserte all’estremità del campo, come se attendesse qualcosa. Veramente non riesco a capirle, certe volte, le persone… Lo scontro procede senza esclusione di colpi tra Sfavillo e Rattata, che continuano a rincorrersi usando Azione ogni volta che riescono ad avvicinarsi abbastanza l’uno all’altro, mentre quello tra Stoutland e Starly è già terminato con un tremendo Gigaimpatto del primo ed il mio deve ancora cominciare. Smetto di guardarmi intorno e mi focalizzo sull’avversario, non badando ad altro se non a lui. La pausa mi ha giovato, facendomi recuperare qualche energia, ma ancora mi sento stanco ed affaticato. Ricky si avvicina, mettendosi alle spalle di Scraggy: - Bene Mindy, ora che gli altri tuoi amichetti sono impegnati, cosa ne diresti di uno scontro uno contro uno solo tra me e te? - Lei continua a non reagire nonostante la domanda diretta, costringendomi ancora una volta a parlare al posto suo: - Accettiamo. Vedrai che quando avremo finito con te, non riuscirai neanche più a capire da che parte è la sinistra e la destra! – - Bene allora: diamo inizio alla lotta! – strilla Ricky, ordinando di eseguire un Calcinvolo. Come è ovvio che sia, cerco di evitare l’attacco scansandomi di lato, sperando che fallisca e vada a cozzare col terreno, ma in questo modo lascio scoperta la mia allenatrice. Con un ghigno divertito, Scraggy mi guarda mentre mi sposto, continuando imperterrito nella sua direzione. Capisco solo quando è già giunto a pochi centimetri da lei che non ero io il suo bersaglio. Cosa crede, che mettendo KO la mia allenatrice non sia più in grado di batterlo? Oppure è l’ennesimo tentativo di fare il bullo con lei? Senza pensarci due volte, mi lancio addosso a lui, consapevole di conoscere una nuova mossa. Correndo, intervengo parando il colpo con un’ala, improvvisamente diventata d’acciaio, e colpendolo con l’altra. Forte della mia Acquaiuto attivata dall’attacco subito, lo sconfiggo definitivamente con una serie di Bolle. Quando l’incontro è finito, faccio mente locale: ho appena usato Ferrartigli, quindi mi sto per Evolvere! Dovrei essere felice, ma non so come provo solo paura. Improvvisamente una frase di Mindy mi risuona nella testa: “A te sembrerà anche una brutta cosa essere solo un piccolo starter di cinque chili e alto quaranta centimetri, ma ti assicuro che se non fosse così non potrei mai portarti in questo modo.” Siamo appena partiti, non posso Evolvermi di già! Come farò poi ad attraversare il resto della regione a piedi? Vedo che il mio corpo sta cominciando a luccicare, tra poco sarò un Prinplup. Cosa faccio? Devo arrivare ad una soluzione, ed in fretta anche! Guardandomi intorno, noto lo Scraggy ancora svenuto di fronte a me, mentre il suo allenatore è immobile ad assistere alla mia Evoluzione. Senza pensarci due volte, mi getto vicino a lui e, sollevandolo, comincio a pestare la sua testa dura come pietra contro la mia. Secondo quello che mi ha raccontato Mindy in una delle sue digressioni scientifiche, la causa più comune di perdita di memoria è il trauma cranico, quindi se riuscissi a farmene uno, dovrei dimenticare l’ultima mossa. Fa male. Tanto male. Forse anche troppo, ma nonostante ciò non desisto. Per fortuna, il Pokémon, ancora svenuto, non protesta, rendendo il tutto molto più semplice. Alla fine, con un ultimo colpo, comincia a girarmi tutto e quasi svengo. Cadendo all’indietro, lascio andare Scraggy, che si accascia di fronte a me. Prima di chiudere gli occhi, vedo che la luce che emano inizia ad affievolirsi. - Batuffolo, cosa volevi fare? – sento chiedere una voce familiare. - Non è il momento delle domande, questo! Dobbiamo portarlo al Centro Pokémon: potrebbe essere grave! – dice una voce maschile. - Sì, hai ragione. – continua la voce familiare, che tuttavia non riesco ad identificare. Qualcuno mi solleva, facendomi appoggiare al suo petto e stringendomi con entrambe le braccia. Sento che stiamo correndo, ma niente di più. Nella mia testa risuona un solo pensiero: ce l’ho fatta! in viaggio: Dove siamo: -
[Commenti] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Devo dire che il nuovo capitolo si è fatto attendere molto più degli altri, ma il risultato non tradisce affatto le aspettative, mantenendo lo stile rapido e strategico presente in tutti gli altri capitoli. la narrazione è chiara e pulita e i dialoghi sono ottimi e molto espressivi! Devo dire che, in particolar modo, ho apprezzato lo scambio di battute tra il protagonista e l'amico, che fa emergere una nuova informazione sui due. Nonostante sei già giunto alla lega, credo che siano ancora molti gli aspetti da approfondire dei personaggi: spero che, di conseguenza, molti di loro (in particolar modo i tre amici) ricompariranno nei prossimi capitoli, magari per qualcosa del genere "lotta multipla al Resort Lotta". In ogni caso, la lega è solo all'inizio, quindi ci saranno sicuramente ampi spazi per questo genere di cose! Aspetto il prossimo! -
[MoonlightUmbreon] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Fan Fiction e Dintorni
Non ti preoccupare: è in produzione! -
[MoonlightUmbreon] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Fan Fiction e Dintorni
questa è la sezione della fanfiction. Se hai qualche commento, lascialo nella sezione apposita Comunque secondo me non è troppo lungo: è meglio scrivere cento parole per ogni descrizione che solo cinquanta e lasciare le cose a metà! Inoltre se questo ti sembra lungo, cosa dici di quest'altro? -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 6: il ritorno a scuola - Guardate, quella è Chris! – esclama Mindy mettendosi a correre. I suoi movimenti ed il rapido sobbalzare fra le sue braccia mi fa scivolare sempre più giù, facendomi quasi finire per precipitare a terra. Ma è possibile che non riesca a tenermi? Fino a poco fa diceva che sono leggero e che ci riesce alla perfezione… Sfavillo ci segue senza problemi, divertito dalla corsa, che arricchisce con qualche balzo e capriola in aria, come per mostrare tutta la sua energia e giocosità. Dopo questa corsa forsennata, la mia allenatrice si ferma nel cortile davanti ad un grande edificio con la scritta a caratteri cubitali “Scuola per allenatori”. Chissà come mai, sento già che questo posto non mi piace… Mi isso sulle su braccia, rimettendomi comodo. - Ciao Mindy! – strilla una ragazzina che fino a poco fa stava seduta su una panchina a scribacchiare su un taccuino, fermandosi per correre verso di noi. Non è particolarmente alta, né particolarmente bassa: la definirei “normale”. Porta i capelli ricci legati in due codini che danno l’apparenza di stare per esplodere da un momento all’altro, da quanti sono. Indossa vestiti semplici di colori tenui ed uno zaino molto simile a quello di Mindy, ma senza fiori e di un colore più tendente al rosa. Mai vista una persona così… sembra quasi shiny: non pensavo che questa qualifica esistesse anche per gli umani! - È da un sacco che non ci vediamo! – dice la streghetta con il suo solito sorriso. - Sì, è proprio vero! Mi sembra sia passato un secolo da quando ti ho visto l’ultima volta qui a scuola! – - Vero. Purtroppo l’invasione di Zubat mi ha impedito di uscire di casa per più di un mese, quindi mi sono persa tutto il periodo delle verifiche e mi hanno bocciata… è da allora che non vengo più qui! – dice triste. - Beh, non dovresti essere triste: se fossi stata promossa, a questo punto non ci troveremmo in classe insieme, ma dato che invece è successo potremo passare il prossimo anno nella stessa classe! Poi prenderemo il nostro starter e faremo il tour della regione! – Mi sa che pure questa qui è un po’ tocca: come fa a non avermi visto? È ovvio che la mia allenatrice sia già partita alla conquista delle palestre! - Mi spiace fartelo notare, ma guarda che lei lo starter ce l’ha già e, dato che non si accettano resi, se lo dovrà tenere! – esclamo, facendomi notare. - Ehi – dice la ragazzina shiny – ma tu hai già uno starter! – Dalla voce sembra tutta sorpresa, ma non arrabbiata o triste che i suoi piani siano andati in fumo. - WOW – è l’unica cosa che riesce a dire. Si china leggermente, posizionando la faccia esattamente davanti ai miei occhi e avvicinandosi un po’ troppo. Rimane a fissarmi per poi chiedere: - Lo posso toccare? – - Certo, fai pure: non morde! – Beh, forse se mi può toccare o no, lo dovrei decidere io, non vi pare? Senza poi contare che il fatto del “non mordo” è ampiamente opinabile… In ogni caso, decido di non protestare, lasciandomi toccare da quello strano individuo. - Deve essere una cosa fantastica avere il proprio Pokémon personale! – esclama. - Ehi, frena. Io non sono suo: La nostra è solo un’alleanza strategica fino alla fine della Lega, dopodiché, ognun per sé! – In realtà, dovrei specificare, non penso veramente ciò che ho detto, ma lo sanno tutti che i veri imperatori lottano da soli. - Cos’è che ha detto? – chiede incuriosita. - Non ne ho idea: purtroppo fatico ancora a capirlo, in particolar modo quando è così vicino… sai perché! – Con quelle ultime parole, sembra aver rivelato il suo più intimo segreto. La sorridente bambina shiny diventa improvvisamente seria: - È vero, solo ora l’ho notato. Ecco perché mi sembravi diversa! – - Sì, beh, so che forse non dovrei, ma ho deciso di farne a meno, almeno finché continueranno ad esserci quelli come Ricky… - - Lo sai che non dovresti ascoltarlo, quel bullo! – - Sì che lo so, ma non riesco proprio a farne a meno… poi lo sai come sono gli altri: quando si trovano con lui cambiano completamente, come se il fatto che fino ad ora è l’unico ad avere un Pokémon lo renda più importante e libero di trattarci tutti come gli pare! – La ragazzina shiny si ferma un attimo a pensare, poi guarda Mindy negli occhi ridendo: - Ti sbagli: lui ERA l’unico studente ad avere un Pokémon. Ora tu hai un Piplup! – “A dire la verità”, vorrei dire, “ha anche uno Shinx”, ma non vedo per quale motivo dovrei sminuirmi in un tale momento di gloria… forse la renderebbe ancora più importanti agli occhi della sua compagna, ma io? Non voglio certo fare la stessa fine di Sfavillo, che sta ancora seduto sui suoi piedi da strega senza essere degnato di uno sguardo! - E con ciò? – continua il discorso Mindy – Non sono certo abbastanza brava da poterlo battere in una lotta! – - Forse sì, forse no… per saperlo, ci dovresti provare! – le dice l’altra. - Ok, seguirò il tuo consiglio… - dice quasi rassegnata. Non ho idea di chi sia questo Ricky, ma so che già mi sta antipatico. Con Sfavillo dietro di noi, seguiamo Chris che ci invita ad entrare nell’edificio. Appena entrati un forte odore di pulito e carta appena stampata invade le mie narici. Arrivare fino alla scuola è stato semplice, ma sono sicuro che Giubilopoli nasconde ben di più di questo semplice edificio, quindi, appena avremo dato una bella lezione a questo giovane stolto che si permette di maltrattare la mia allenatrice, ho intenzione di convincerla a girovagare per i vari locali: una città così grande non può essere solo una semplice tappa d’intermezzo tra l’inizio dell’avventura e la prima palestra! Entrati nell’aula, saltano subito agli occhi gli ordinatissimi banchi e la lavagna piena di scritte da un capo all’altro, come se fosse appena finita una lunga e complessa lezione. Degli studenti stanno seduti in un angolo impugnando degli strani aggeggi rettangolari con due schermi luminosi e dei tasti colorati, blaterando qualcosa su dei certi “Anicol”. Sembra si stiano divertendo, ma davvero non riesco a capire come possano preferire passare ore davanti a quel videogioco anziché nella vita reale, magari godendosi un po’ di aria pulita all’esterno. Mentre ci passiamo vicino, cerco di captare qualche parola di quello che dicono: - Mi fai vedere qualche mostro? - - Certo! Guarda, questo anicol si chiama Giraffa ed è ispirato ad un Girafarig, mentre quest’altro si chiama Leone ed è ispirato ad un Pyroar, sono entrambi di tipo Savana e sono molto forti, ma mai quanto un leggendario come il mitico Roq o dell’Ucceltuono, così rari che ancora nessuno sembra averli trovati! – - Sì, ho capito, ma perché si chiamano così? – chiede un altro. - Si dice che sia l’abbreviazione di Animali Collezionabili, ma io non ne sono totalmente sicuro: lo zio del cugino di un mio lontano parente ha detto che in realtà è la parola d’ordine per entrare in una setta Giratinista chiamata qualcosa tipo SatanRulez o qualcosa di simile. In ogni caso, penso lo scopriremo con le prossime generazioni: per ora siamo solo alla prima, ma sembra che ne siano in produzione altre! – - Davvero? – chiede un altro bambino incuriosito. - Certo! Sembra anche che vogliano rilasciare sempre più Anicol mitici, ognuno con una propria storia: non ditelo a nessuno, ma io sono riuscito ad avere da un mio amico che lavora alla Gum Freaky una copia della beta del prossimo gioco e quindi ho già catturato tutti i cento nuovi mostri, per un totale di duecentocinquantuno, quindi vi posso assicurare che è veramente così! Di tutti quelli nuovi, ben sei sono mitici e si chiamano Raiju, Leondifoo, Unicorno, Fenice, Ryujin e Curupira! – A sentire tutte quelle cose mai viste, tutti gli altri che lo circondavano rimangono stupefatti e continuano a tempestarlo di domande. Certo che non riesco proprio a capirla, certa gente… Quando arriviamo di fronte alla cattedra, smetto di ascoltarli e noto che davanti a noi si trova un ragazzo, neanche troppo vecchio, dai capelli blu lunghi fino al mento e che indossa una camicia bianca e una cravatta rossa, perfettamente annodata. Sembra molto impegnato nella stesura di un testo, ma appena ci avviciniamo, alza lo sguardo e appoggia la penna. - Ciao, Mindy! È da un po’ che non ci vediamo! – dice. - Sì, è vero signor maestro. È passato più di un anno da quando ho abbandonato la scuola. – risponde Mindy. - Lo so bene, ma so anche che non è stato per tua volontà: certe volte le invasioni di Pokémon possono essere davvero pericolose! In ogni caso, ora non sono il tuo maestro, ma un allenatore come te: chiamami semplicemente Komor! – - Come preferisce, signor… ehm, volevo dire, Komor! – - Ecco, così va meglio! Sono felice che tu sia tornata: non vedo l’ora che tu esponga agli altri cosa ti è sembrato il tuo primo periodo da allenatrice! So che eri molto timida prima, ma sono certo che la compagnia di questo Piplup ti ha aiutato a superarla, non è vero? – dice Komor ridendo. - Beh, in effetti non è proprio così… - risponde la mia allenatrice. Che sia per via di quel tipo che la prendeva in giro? Probabilmente ha paura di parlare davanti agli altri perché tra loro c’è anche lui! Lei sembra stia per rifiutare, quindi intervengo io: - Non ti preoccupare Signorino Perfettino, la aiuterò io! Saremo felicissimi di mostrare alla classe cosa significa essere allenatori: non ti deluderemo! – - Perfetto! Sono felice che anche voi siate entusiasti quanto me! – dice – Magari, dopo la lezione, potremmo fare una bella lotta, che ne dite? Il mio Stoutland non vede l’ora di sgranchirsi un po’ le zampe! – Beh, forse sarebbe meglio evitare una lotta con un Pokémon così grande… in ogni caso, sicuramente siamo un passo più avanti verso l’incontro con quel “Ricky”. Komor si allontana, dicendo che tornerà tra poco con il resto della classe: a quanto pare, siamo arrivati proprio durante l’intervallo. La ragazzina shiny lo segue ed in classe rimaniamo solo io e Mindy. - Ti pareva il caso di mettermi in una situazione simile? – mi chiede innervosita. - Beh, non mi sembra che dovrai fare molto: solo una piccola esposizione mostrando i Pokémon che hai cattturato, due parole su quanto è bello essere allenatrice, bla bla bla… solite cose, niente di particolare. – - Non parlare così veloce, sai che non ti capisco… - mi dice decisamente arrabbiata – Dimmi ora: sai cosa significa tutto ciò!? – Non so esattamente cosa dire: non mi sarei mai aspettato che le desse così tanto fastidio parlare davanti a tutti. - Beh, forse può sembrarti… - non faccio in tempo a finire di parlare che già mi interrompe. - Già, solo ora me ne sono ricordata: è inutile che ti chieda di rispondermi. Tanto non ti capisco, quindi tanto vale che tu la smetta qui con le tue stupide scuse! – Non rispondo, probabilmente se lo facessi, riuscirei solo ad aumentare la rabbia che già prova: mi limiterò a stare zitto, attendendo il momento giusto per parlare. Se solo quel bulletto da quattro soldi si permetterà di prendere in giro Mindy, se la dovrà vedere con me! Komor e Chris rientrano nell’aula, portando con loro una folla di bambini di varie età, da un minimo di sei anni ad un massimo di undici, che si accalcano intorno a noi e cominciano a toccarmi e tirarmi le piume. Mindy sembra impietrita all’idea del monologo che dovrà intraprendere tra poco e fissa tutti quelli che ci circondano terrorizzata. Capisco che sia una cosa particolare per loro, ma non è proprio il caso di assalirci così! Per fortuna, interviene il maestro, che fa accomodare tutti al proprio banco. Solo quando sono tutti seduti, la lezione inizia: - Come avete già potuto vedere, oggi abbiamo un ospite speciale! – esclama Komor – Si tratta della vostra vecchia compagna Mindy, che ha pensato di passare a salutarci prima di partire per il suo viaggio. Ve la ricordate? – - Certo che ce la ricordiamo – dice un ragazzino in fondo alla classe. Solo ora mi accorgo che lui non faceva parte del gruppo che ci circondava e che, anzi, mi è sembrato di vederlo fissarci da lontano. Deve essere lui quel Ricky… - Allora, cara la mia Allenatrice, come va la vita? Hai già cominciato a collezionare sconfitte? – Quel suo aspetto da bullo e il suo modo di fare me lo rendono antipatico in due secondi: se fossi al posto di Mindy, gli risponderei, ma lei sembra volersi limitare ad incassare il colpo, abbassando gli occhi a terra e cercando di nascondersi dietro al maestro, come se volesse sparire. Gli risponderei io, ma penso che ciò non risolverebbe il problema: non mi resta altro che attendere e vedere come la situazione si evolve. - Richard – lo richiama Komor – Porta rispetto alla tua compagna e non parlarle in quel modo! Dovresti apprezzare il fatto che si è resa disponibile per parlarvi della vita da allenatore! – - Mpf, e perché dovrei? Io sono già un allenatore! – dice estraendo una Pokéball dalla tasca e facendola roteare su un dito. Il maestro non sembra curarsene, dicendo a Mindy di non badare a lui e condurre la lezione come meglio crede e che, se avesse bisogno di aiuto, lui è lì per aiutarla. Lei annuisce e, prendendo coraggio, mi appoggia sulla cattedra, solleva Sfavillo mettendolo vicino a me e fa un passo avanti preparandosi a parlare. Con un lungo respiro inizia il suo discorso. - Ciao a tutti, io sono Mindy. Probabilmente, come ha detto il maestro, vi ricorderete di me. Oggi sono qui per raccontarvi della mia avventura da allenatrice, che ho iniziato qualche giorno fa con il mio nuovo amico Batuffolo. – - Batuffolo!? Che razza di nome è batuffolo? – esclama Ricky scoppiando a ridere – Se fossi un Pokémon e avessi un’allenatrice che mi chiama così sarei già scappato! Come si fa a dare un nome così ridicolo? – La mia allenatrice pare sprofondare. - Richard, non ho intenzione di ripetertelo ancora: smettila o ti dovrò mandare fuori! – lo sgrida Komor - Faccia pure, non aspetto altro! Se mi manda via da questa stupida esibizione mi fa solo un piacere! – Senza aggiungere una parola, il ragazzo indica perentoriamente la porta e Ricky se ne va con uno strano sorriso in volto. Un attimo prima di abbandonarci, fa uno strano segno con le mani, come per dire che ci tiene d’occhio, e mima con la bocca le parole “ci vediamo dopo”. Mi viene voglia di inseguirlo e dirgliene quattro, ma non faccio altro che rimanere dove sono e guardo la mai streghetta non sapendo esattamente cosa fare. Vorrei provare ad incoraggiarla, ma se non mi capisce è inutile… anche Sfavillo si dimostra stranamente silenzioso. Per fortuna interviene nuovamente Komor, che le dice di continuare e di non preoccuparsi, perché adesso nessuno la interromperà. Dopo alcuni secondi di timida esitazione, riprende a parlare. Non se la cava particolarmente male, ma sembra quasi avere paura di chi le sta davanti, non alzando mai lo sguardo da terra se non in poche rare occasioni, nelle quali comunque si sofferma solamente su Chris, che le sorride. Mi chiedo perché si faccia così tanti problemi a parlare in pubblico: con me non è mai stata così timida, mi sembra quasi un’altra persona. Cosa le hanno fatto per renderla così? È forse colpa di quel Ricky? In un modo o nell’altro devo scoprirlo. Mentre continuo a rimuginare, scoppia un coro di applausi, che indicano che il discorso è terminato. - Bene, studenti, c’è qualche domanda? – chiede Komor prendendo in mano la situazione. Mindy sembrerebbe volersene andare, ma non ha il coraggio di dirlo, quindi lo faccio io. - Scusa Signorino Perfettino, ma noi avremmo una tabella di marcia da rispettare! Quindi, se non ti dispiace, ora noi dovremmo andare. – dico, saltando giù dalla cattedra e afferrando la mia allenatrice per una mano con un balzo. Mindy si abbassa per farmi toccare terra e io cerco di trascinarla fuori dalla classe, ma purtroppo le mie forze da piccolo Pokémon di livello 15 non la fanno muovere di un solo passo. - Come, ve ne volete andare di già? – chiede Komor esterrefatto. - Sì, sembrerebbe sia così: come dovresti sapere, la vita da allenatore è molto dura e non bisogna mai fermarsi, altrimenti si perde il ritmo! – gli rispondo. - Beh, sì, in effetti hai ragione. Almeno, però, prima di andarvene, concedetemi una lotta: mi piacerebbe davvero vedere quanto ti sono stati utili i miei insegnamenti! – - Una sfida, eh? – dico guardando Mindy. Il suo sguardo è indecifrabile, ma sicuramente non propende per il no, quindi tanto vale accettare. Con un vigoroso gesto del capo, gli faccio capire che accettiamo. Immediatamente l’aula si svuota e tutti si dirigono nel cortile: le uniche persone che rimangono sono Chris, Komor e Mindy, accompagnata da me e Sfavillo. Tutti la guardiamo, cercando di capire cosa significa la sua aria assente. Chris si avvicina a lei e la guarda dritta negli occhi, che a differenza della solita colorazione nocciola, ora ne hanno una scura e macabra, come se avesse visto un fantasma. Sembra aver capito tutto, ma non fa altro che un cenno e ci dice: - Non so se è il caso che lottiate: le riporta alla mente dei brutti avvenimenti, che preferisce evitare. – Odio non sapere, mi fa sentire impotente. Vorrei aiutarla, ma non posso. Komor è sul punto di annullare la sfida e richiamare gli altri all’interno, quando Mindy si esprime: - Combattiamo: è l’unico modo che ho per superare le mie paure. Forse non sarà la stessa cosa che battere chi me le ha causate, ma sarà lo stesso un buon allenamento. – Il giovane sorride, felice di sentire quelle parole: - Perfetto allora: dirigiamoci in cortile e diamo inizio all’incontro! - Sfavillo ed io corriamo fuori, mentre Komor e la ragazzina shiny rimangono indietro con la mia allenatrice. Il cortile è un ottimo scenario per una lotta, sebbene molto semplice: è costituito di un rettangolo di terra battuta circondato da un manto erboso, sul quale stanno seduti tutti gli alunni. Delle righe ne delimitano i contorni e due grandi cerchi indicano le posizioni degli allenatori. Lentamente, Mindy prende posto in quello all’estremità sinistra, mentre Komor si posiziona in quello a destra. Tutti sono impazienti per la lotta che sta per iniziare. Io corro da lei seguito da Sfavillo, mentre il maestro grida dall’altro capo della zona: - Sei pronta per lo scontro? – Lei annuisce debolmente. Lui sorride, elettrizzato per la lotta. - Perfetto: è da quando sono partito da Unima che aspetto di poter sfidare un mio allievo! Spero non mi deluderai! – in viaggio: Dove siamo: -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 5: un nuovo amico Non mi sarei mai aspettato che potesse nascondersi per così tanto tempo, ma è evidente che le doti da strega comprendono anche un’incredibile capacità di mimetizzazione. Saranno passate almeno due ore da quando si è scontrata con quella Staraptor o, come la chiama lei, “Starnapzor”. Ancora mi chiedo come faccia ad intendere fischi per fiaschi quando legge, ma alla fine non è così fondamentale saperlo… è tutta questione di priorità: prima ritrovare lei, poi avere le risposte che cerco, tra cui ovviamente anche come fa a capirmi a singhiozzo. Continuo a fare su e giù per il percorso, incontrando vari allenatori che, insieme ai loro Bidoof, mi guardano straniti. Inizialmente non ci faccio caso, ma poi decido di insegnargli che fissare gli altri è da maleducati: ritornato all’inizio del percorso, lo ripercorro dando una lezione a tutti quei poveri Bulli che mi capitano a tiro, prendendo a Botte tutti i Bidoof e gli Starly che mi mandano contro. Alcuni tentano perfino di catturarmi, ma per ovvie ragioni non ci riescono: deve essere raro vedere un Piplup da queste parti, ma anche il più stupido di tutti sa che noi Pinguini viviamo al Polo e che non è così semplice che un Pokémon selvatico che non sa né nuotare né volare percorra migliaia di chilometri per ritrovarsi in un ambiente che gli dovrebbe essere pure ostile! Tra uno scontro e l’altro, poi, imparo pure due nuove mosse, che però decido di tenere momentaneamente nascoste: è sempre utile avere un asso nella manica. Ora che tutti gli allenatori sono fuggiti a casa o al centro Pokémon più vicino per leccarsi le ferite, sono finalmente libero di girovagare come più desidero senza preoccuparmene troppo. Dopo essere giunto per l’ennesima volta alle porte di Giubilopoli, comincio a pensare che non la troverò mai, ma dopo essermi seduto sul bordo della strada, mi accorgo di un fruscio alle mie spalle. - Sarà un altro stupido Pidgey – penso. - Ehi! – mi sussurra qualcuno alle spalle. Mi volto, ma non vedo nessuno. Torno ad osservare la strada, sperando che magari, se non altro, passi qualche nuovo allenatore da sfidare e cui far sborsare qualche ulteriore quattrino (ebbene sì, come mia prima azione da sovrano ho optato per la riscossione delle tasse, imponendo che chiunque combatta con me e perda, mi debba dare il 150% di ciò che possiede e se non possiede niente, mi approprierò di tutti i suoi beni futuri: purtroppo i soldi non cadono dal cielo e se voglio erigere una mia statua d’oro in scala quattrocento a uno è meglio che cominci a rimpinguare le casse di stato). Non faccio in tempo e sbattere gli occhi che qualcuno da dietro mi afferra con una mano e mi copre il becco con l’altra, trascinandomi oltre un cespuglio. Sorpreso dal tentato rapimento, cerco di divincolarmi, ma la stretta è troppo forte. Cerco di chiedere aiuto, ma le mie parole non vengono udite. D’istinto, uso una delle mie nuove mosse: il mio becco diventa più lungo e affilato, io non faccio altro che picchiarlo sul palmo che mi sta davanti. - Ahi! – esclama il mio assalitore allentando la presa e cominciando a scuotere la mano ferita. Mi accorgo di riconoscere quella voce. - Batuffolo, ti pareva il caso di farmi così male? – mi chiede Mindy con una voce che sembra quasi arrabbiata. Mi volto e cerco di spiegarmi, pur sapendo che probabilmente non ci riuscirò mai: - Scusa, non volevo farti male, ma tu mi hai preso da dietro, come se volessi rapirmi! Non pensavo fossi tu! – - Bla bla bla, tutte scuse – mi dice lei imbronciata massaggiandosi la mano. L’unica cosa che mi viene in mente di fare è usare una Pozione: se funziona con i Pokémon, perché non dovrebbe funzionare anche con le persone? Le indico di restare ferma com’è e attraverso nuovamente l’arbusto per prendere lo zaino. Quando torno da lei, lo apro e tiro fuori lo strumento, dicendole di porgermi la mano ferita. - Perché dovrei? Vuoi forse farmi ancora male? Non ti è bastato beccarmela una volta? – Io la guardo male: può veramente pensare una cosa del genere? Preso dalla rabbia del momento, mi limito ad afferrargliela senza tanti convenevoli, mettendomela sotto gli occhi. Esattamente al centro, c’è un piccolo foro poco profondo ma decisamente sanguinante. Mi dispiace veramente per ciò che ho fatto, ma non essendo né Celebi, né Dialga è difficile tornare indietro. Le indico di stare ferma così, quindi prendo la Pozione e spruzzo il suo contenuto sulla ferita, rimetto il contenitore nello zaino ed estraggo un nuovo strumento, una Sciarpaseta che una Pupa mi ha dato come ricompensa per averla battuta. Avvolgo il panno attorno alla mano e lo lego in modo che stia fermo. - Oh. – esclama Mindy sorpresa – Grazie! Non pensavo fossi così bravo a curare gli altri: ora non sento quasi più dolore! – Muove le dita, come per provare la veridicità di ciò che ha affermato e mi sorride. Improvvisamente, anche se devo dire che me lo aspettavo, mi stritola di nuovo, dicendo che è davvero felice di avermi ritrovato. Quando mi lascia andare, prendendo un profondo respiro dopo i lunghissimi istanti di apnea, la guardo. Ha il viso sporco di terra e decine di foglie e piccoli rami impigliate nei capelli. - Cosa ti è successo? – le chiedo. - Cosa? – risponde lei. Cerco di pensare come mimare la mia domanda, ma niente mi viene in mente. Per fortuna, lei prende l’iniziativa e mi racconta tutto lo stesso. - Senti, Batuffolo, cosa dici se mentre pensi ti racconto cosa mi è successo? Sono sicura che sarai curioso, dato che sono scomparsa in un lampo! – Io confermo facendo di sì con la testa. - Lo sapevo! Aspetta che adesso, un po’ alla volta, ti dico tutto: il mio “incontro ravvicinato” con la Starnapzor non è andato esattamente come avevo previsto: io volevo solo accarezzarle quello stupendo ciuffone rosso, Ma lei si è arrabbiata e ha tentato di colpirmi. Ma questo tu già lo sai, no? – Io confermo. - Quello che non sai, però, è come ho fatto a scomparire! Beh, ad essere onesti, è molto semplice: appena ho notato che quello stupido Swanna grigio stava per lanciare un Baldeali, mi sono guardata intorno spaventata. L’unica cosa su cui sono riuscita a focalizzarmi è stato un Abra selvatico tra il fogliame. Senza pensarci troppo, mi sono gettata addosso a lui, che improvvisamente si è teletrasportato portandomi con lui. Io non volevo farlo scappare, ma solo chiedergli di aiutarmi! In ogni caso, sembra che il risultato sia stato buono: sono riuscita ad evitare l’attacco, dopotutto. – Io non rispondo: mi limito a squadrarla dalla testa ai piedi, per poi fissarla negli occhi e fare no con la testa. Lei sembra capire ciò che intendo. - Ok – acconsente – Forse il risultato poteva essere di gran lunga migliore… ma non è colpa mia se quell’Abra si è teletrasportato nel bel mezzo del bosco! Pensi che a me sia piaciuto fare tre chilometri a piedi tra rami, terra e radici che l’unica cosa che sanno fare è farti inciampare? – - Non credo proprio, ma dovresti sapere che quei Pokémon sono strani e che si nascondono sempre in posti impensabili! – - Ancora una volta, cerca di parlare a gesti, se no non ci capiremo mai! – - Ma lo sai che non è così semplice parlare sempre a gesti? – - Certo che lo so, ma se vuoi farti capire non c’è altro modo! – Io la guardo come per dire: “ma mi prendi in giro!?”. - Cosa ho fatto di strano? Perché mi guardi così? – mi chiede incuriosita. - Niente. Assolutamente niente. – rispondo un po’ stizzito. Forse è meglio cambiare argomento, prima che mi venga voglia di beccargli ancora la mano. Accompagnando le parole con i gesti, le dico: - Cosa dici di prendere quell’obbrobrio a fiori ed andare a Giubilopoli? – Lei, capendomi, risponde in modo affermativo, aggiungendo, però, che prima le piacerebbe rientrare nel bosco. Acconsento, lei si mette lo zaino su una spalla, mi solleva e insieme ci dirigiamo tra le fronde verso la sua meta. Il percorso non è molto lungo, ma nonostante ciò ci mettiamo un sacco di tempo a coprirlo tutto: le radici la fanno incespicare varie volte, ma nonostante ciò non cade mai, limitandosi a rallentare il passo per qualche secondo. Sono felice che abbia deciso di prendermi in braccio, perché sono certo che mi risulterebbe davvero difficile camminare in mezzo a quel percorso ad ostacoli. Vorrei ringraziarla, ma sapendo che non mi capisce, sarebbe inutile. Rimango zitto per tutto il tempo e così pure lei, troppo concentrata su ricordare l’esatta strada da seguire e rimanere in piedi. Io in un primo momento mi sento un po’ spaventato dall’oscurità del bosco e dal silenzio che c’è intorno a noi, ma poi mi perdo nei miei pensieri e non ci faccio più caso. Penso al prossimo futuro, a cosa succederà quando giungeremo alla prossima città e tra quanto riusciremo a conquistare la prima medaglia. Riuscirò veramente a diventare l’imperatore che tanto sogno? - Siamo arrivati, Batuffolo – mi dice Mindy sussurrando – Non fare rumore, o si spaventerà! – Riscuotendomi dai miei pensieri, mi accorgo che lei è accovacciata dietro un albero e che mi dice di sbirciare oltre i rami. Lo faccio e vedo, addormentata sopra un cumulo di foglie, una palla di pelo nera e azzurra tutta arrotolata su se stessa. - L’hai visto? Non è carinissimo? Avrei tanto voluto esaminarlo col Pokédex, ma purtroppo non l’avevo a portata di mano… secondo te riusciremo a catturarlo? Mi piacerebbe davvero un sacco portarlo con me! – - Beh, perché non dovremmo riuscirci? – chiedo io, confermando a gesti ciò che ha detto. - Perfetto! Ci avrei scommesso che anche a te sarebbe piaciuto portarlo con noi! – - Beh, come poteva essere il contrario? Più siamo, più ci divertiamo! – Esclamo. In realtà, preferirei di gran lunga poter viaggiare da solo con lei, ma purtroppo da tipo Acqua quale sono, non posso certo battere tutte le palestre da solo. Spero che non sia un altro stramboide come quei pazzi scatenati di Sabbiafine… La mia allenatrice tira fuori il dispositivo elettronico e comincia a cercare il cucciolo che ci sta davanti. - Guarda, sembrerebbe essere uno Squinz, il Pokémon Sereno! - - Io lo chiamerei “Shinx”, ma alla fine c’è poca differenza – rispondo. Ho sempre odiato i tipi Elettro. In questo momento vorrei non aver mai detto di sì, ma ormai che ci siamo, non posso fare altro che sperare che si svegli e fugga prima che Mindy riesca a lanciare la sua Pokéball. - Cosa dici, dovrei svegliarlo per chiedergli se ci vuole seguire o lancio direttamente la sfera per catturarlo? – - Se vuoi ascoltare la mia modesta opinione: né l’uno né l’altro. Odio i Pokémon Elettro, sono troppo “scintillanti” e mi prendono sempre in giro… secondo me, dovresti lasciarlo dov’è e andare a cercarti qualcuno di meglio. – le dico io, pur rassegnato che capirà l’esatto contrario. - Ok, farò come hai detto! – mi dice, cominciando a muoversi. Mi ha capito? Se ne sta andando? Ovviamente no, sarebbe troppo bello: ha semplicemente capito che secondo me dovrebbe svegliarlo e chiedergli se ci vuole seguire o meno. Si muove silenziosamente sul manto foglioso, che farebbe risuonare i passi di ogni persona normale con decine di scricchiolii. Le cose sono due: o è una strega per davvero e ha usato qualche incantesimo per fluttuare, o è parente di quel Capopalestra-Ninja di Kanto, di cui proprio non riesco a ricordare il nome… io, personalmente, confido nella prima opzione. Arrivata a pochi passi dal Pokémon, si abbassa e lo solleva da terra, cominciando ad accarezzarlo mentre lo tiene in braccio. Non sembra volerlo svegliare, ma solo tenerselo lì, coccolandolo. Si avvicina sempre di più, ad ogni passo, sento montare una rabbia sempre più forte. Alla fine si inginocchia, come per mostrarmi quello Shinx selvatico. - Guardalo: non è carinissimo? – mi chiede mettendomelo davanti agli occhi con un sorriso. - Mah, io lo trovo abbastanza brutto: guarda quanti peli! Tutte le volte che lo prenderai in braccio ti riempirà dalla testa ai piedi, senza poi contare che potrebbe fulminarti da un momento all’altro! – Esclamo io. Lei mi guarda male, leggermente arrabbiata: - Non strillare così, o lo sveglierai! – sussurra allontanandolo e rimettendosi in piedi. - Sei solo geloso! – dice voltandosi e continuando a giocare con la coda di quel felino nerazzurro. Ok, ho deciso. Se non mi crede, glielo dimostrerò senza problemi. La seguo all’interno della radura, afferrandole una gamba e cercando di convincerla a mostrarmi quello Shinx di nuovo. - Hai cambiato idea, eh? – mi dice, riportandolo alla mia altezza. Ora non mi resta altro che svegliarlo, così Mindy imparerà quanto sono pericolosi tutti quegli stupidi Pokémon tira-fulmini. Gli afferro la coda con entrambe le ali e tiro con tutta la forza che ho, facendogli sicuramente male. La palla di pelo si muove, ruotando la testa verso di me e guardandomi male. Senza una parola, mi tocca con la stella che si trova sul fondo della coda e improvvisamente mi sento attraversare da una scossa che neanche il grande Zekrom potrebbe dare. Rimango impietrito e mezzo affumicato mentre lui, tutto felice, sbadiglia e torna a voltarsi, indicando alla mia allenatrice di grattargli la testa dietro le orecchie. - Hai visto? Sembro proprio piacergli! Non gli dispiacerà di certo seguirci nella nostra avventura! – dice senza mai perdere il suo sorriso. Io sono ancora a bocca aperta. - Ma hai visto cosa mi ha fatto quel mostriciattolo? Mi ha fulminato! – - Senti, Batuffolo, è solo un cucciolo, è ovvio che ancora non sia capace di gestire i suoi poteri! – - A me è sembrato che fosse tutto intenzionale, ma l’allenatrice sei tu… - - Esatto, l’allenatrice sono io, quindi si fa come ho deciso: preparati Sfavillo, la tua avventura sta per cominciare! – dice tornando allo zaino ed estraendo una Pokéball, che picchia delicatamente sulla fronte di Shinx, che scompare dalle sue braccia con un lampo rosso. Dopo tre bruschi movimenti, la sfera si ferma, segnalando che il Pokémon è stato catturato. Perfetto. Ora devo fare squadra con una piccola strega imbranata e un felino elettrizzato. Non avrei mai voluto di meglio… Mindy libera immediatamente Sfavillo, mettendolo a terra di fronte a me. - Forza, fate amicizia! – propone. - Ma sei normale? Lo sanno tutti che i Pokémon Acqua ed Elettro non possono convivere (tranne i Lanturn, ho sentito dire, ma quello è un caso a parte, dato che sono dei mezzi lampioni)! – esclamo io. - Dai, almeno provaci! Non puoi dire che non potete diventare amici se non vuoi neanche provare a parlargli! – Rassegnato, gli porgo un’ala: - Ciao, io sono Piplup Francis Scott Michael Francis Alec George Thomas John Francis Aaron Geoffrey James Victor Francis von Empoleon, tanto piacere! Lei mi chiama “Batuffolo” perché la sua scarsa intelligenza le impedisce di pronunciare parole troppo lunghe, ma gradirei che tu usassi il mio nome completo. – - Ciao, io sono Franky, Franky Scossa! – strilla lo strano essere con un sorriso che mette in mostra i suoi canini acuminati. - Ehm, ok, ciao. Devo dire che hai un nome davvero… azzeccato! – - Sì, lo so: senti qui! – mi dice appoggiando nuovamente la coda sul mio corpo e scatenando contemporaneamente la forza di Zapdos, Thundorus e Zekrom insieme. Quando nota la mia reazione, scoppia a ridere. - Mi stai proprio simpatico, Batuffolo! – strilla ancora. - Devo essere onesto… comincio seriamente ad odiarti. - gli dico cercando di riprendere un respiro regolare dopo che il cuore mi si è quasi fermato. - Io no: sei buffo! – dice. Vorrei tanto usare una delle mie Beccate, ma probabilmente non gli farebbe troppo male. Vorrei usare l’altra mossa segreta che ho imparato, ma anche quella non gli farebbe granché. Mi arrendo all’evidenza che neanche strangolarlo potrebbe essere una buona idea perché finirei nuovamente folgorato. Non mi resta altro che cercare di abituarmi pure alle sue scosse, dato che probabilmente ne dovrò subire molte e che solo quando (e se) diventerò un Empoleon potrò riuscire a resistere senza finire KO ogni volta. Cerco di cancellare l’espressione rabbiosa che mi si dipinge in volto e passare oltre, ma ci riesco solo a metà. - Avanti Batuffolo, non fare quell’espressione da Lillipup bastonato: non devi essere geloso di lui né avere paura che io possa preferirlo a te! Sei tu il mio primo Pokémon dopotutto! – Mi dice sollevandomi da terra e avvolgendomi in un abbraccio da Arbok. - Poi – mi sussurra avvicinandomi alla sua bocca – Non dirglielo, però è fin troppo pesante da tenere in braccio: molto meglio il mio Batuffolinoazzurrinomorbidoso! – Come per dimostrare che ciò che ha detto è vero, conclude stringendomi ancora. - A te sembrerà anche una brutta cosa essere solo un piccolo starter di cinque chili e alto quaranta centimetri, ma ti assicuro che se non fosse così non potrei mai portarti in questo modo. - Intanto che lei parla, Sfavillo ci fissa un po’ stranito, come se non capisse esattamente cosa sta succedendo. - Bene, amici miei, è arrivato il momento di ripartire: Giubilopoli ci aspetta! – esclama Mindy cominciando ad avviarsi fuori dal bosco, facendo segno allo Shinx di seguirla. - È una cosa normale che un’allenatrice cerchi di stritolare il proprio Pokémon? – mi chiede lui mentre camminiamo. La sua domanda mi riscuote dai pensieri sulla nuova città. - Di solito no, ma lei non è un’allenatrice normale… - in viaggio: Dove siamo: -
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Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Il capitolo in generale mi è piaciuto abbastanza, ma devo ammettere che mi sarei aspettato qualcosa di... diverso. Sapevo già che la lotta sarebbe stata con Giovanni, quindi mi aspettavo che sarebbe stata ricca di azione, con qualche colpo di scena e qualche dialogo tra i due, ma niente di tutto questo è presente. Il capitolo è senz'altro narrato bene e il combattimento è ben descritto, ma secondo me, considerando chi è il capopalestra, avresti potuto renderlo più interessante aggiungendo qualche parola riguardo Mewtwo o, magari, rendendo i discorsi diretti un po' più profondi dei semplici commenti sull'andamento della lotta. In ogni caso, lo scontro è, come gli altri, veramente interessante ed il modo in cui termina dà la chiara informazione che non è tutto finito, il che è un'ottima premessa per i prossimi eventi! Vorrei farti una domanda, solo per una mia curiosità: esattamente, a che livello sarebbero i Pokémon del protagonista? secondo quello che ho potuto dedurre io, dovrebbero essere più o meno così: - Umbreon max lv.19 (solo una mossa è stata appresa naturalmente, ed è Stordiraggio a livello 17. Tutte le altre sono state apprese da Eevee -Comete e Doppioteam- o da MT -Neropulsar-. teoricamente, non avendo ancora appreso Finta, dovrebbe essere sotto al lv.20). - Vaporeon max lv. 32 (ha imparato naturalmente Pistolacqua -livello 9-, Raggiaurora -livello 20- e Scudo Acido -livello 29-, mentre Comete è stata appresa da Eevee. Almeno in via teorica, non dovrebbe aver superato il livello 32). - Jolteon max lv. 28 (conosce Fulmine, Comete, Doppioteam e Missilspillo, di cui la prima appresa per MT e la seconda come Eevee, mentre le altre sono naturali del Pokémon, che però dovrebbe essere, avendo appena imparato Missilspillo, solo al livello 25 o, massimo, 28, dato che al 29 impara Agilità). - Flareon da 52 in su: conosce Turbofuoco, Comete, Doppioteam e ha appena imparato Lanciafiamme, che lo porta direttamente al livello 52 (al quale, nella terza generazione il Pokémon impara questa mossa). Non dico che il moveset non è buono ( e ovviamente capisco che non è possibile fare in modo che imparino ogni singola mossa presente nei giochi): il punto è che sei già arrivato a parlare dell'ottava palestra, ma i Pokémon sembrano quasi non aver appreso mosse nuove. Forse dovresti renderlo più "equo" per il livello a cui i Pokémon dovrebbero essere arrivati, magari aggiungendo qualche mossa potente (ad es. Lucelunare, Idropompa e Tuono, apprese rispettivamente a livello 33, 45 e 45). -
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Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Il diciottesimo capitolo è veramente ben riuscito: le azioni si susseguono molto velocemente e le descrizioni molto "strategiche" rendono la lotta lotta davvero interessante! In particolar modo, trovo che il modo in cui vengono descritti i pensieri del protagonista durante la lotta, intrecciati con quelli dello sfidante, diano un tocco molto particolare alla lotta, che viene decisamente arricchita! Per quanto riguarda il diciannovesimo, devo dire che, per quanto sia comunque ben scritto, ti è riuscito meno bene o, almeno, a me è piaciuto meno del precedente. Le descrizioni sono senza ombra di dubbio ben fatte e i discorsi diretti rendono la narrazione migliore, facendo arrivare le informazioni dai diretti interessati, tuttavia credo che avresti potuto dilungarti di più su Mewtwo e sul collegamento con il capopalestra (ad esempio: dici che è stato un Pokémon leggendario a spezzare il legame, ma niente di più. Il protagonista non si chiede di chi si tratti o come è successo? Oppure, Mewtwo parla attraverso la bocca del protagonista e ciò lo spaventa, ma niente di più. Non dovrebbe almeno provare a capire da dove viene quel collegamento o cercare un modo per interromperlo, magari chiedendo ulteriori informazioni a Blaine?). Il capitolo è veramente bello, in ogni caso, ma secondo me avresti potuto spiegarlo meglio, magari lasciando meno domande senza risposta. -
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Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Ho appena letto il capitolo e devo dire che sono rimasto senza parole: tutti i vecchi capitoli sono interessanti e ben descritti, ma questo li batte veramente tutti! Non so esattamente cosa dire, perché mi sembra praticamente perfetto: la storia della villa è perfettamente raccontata e la descrizione del capitolo in generale è ben fatta e particolareggiata! Continua così! -
[Commenti] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Ottimo capitolo, molto strategico e ricco di azione! Ho notato che hai seguito il consiglio che ti era stato dato, aggiungendo qualche breve descrizione delle reazioni di Sabrina, che arricchiscono il testo di particolari e danno modo di rallentare il ritmo molto serrato che caratterizza le tue lotte: ovviamente ciò non può che valorizzare ancora di più la storia. Mi è piaciuta, poi, la scelta di non inserire Umbreon nella lotta ed il modo in cui l'hai spiegata, che dà un nuovo tratto al personaggio principale. Non vedo l'ora di poter leggere il prossimo capitolo! -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 4: il ciuffo non si tocca! Finalmente stiamo per partire. È da un secolo che aspetto questo momento! In un attimo mi sveglio e salto fuori dal letto di Mindy, che sta ancora dormendo. Senza pensarci due volte, la scuoto ma lei non apre gli occhi. Ci provo ancora, ma non succede nulla: certo che dorme profondamente per essere solo una piccola strega… Continuo ad agitarla e darle fastidio in tutti i modi possibili ed immaginabili, ma nessuno funziona. Alla fine mi arrendo e comincio a prepararmi senza di lei. Con un po’ di fatica scendo dal letto e comincio a cercare qualche cosa da usare per arrivare alla maniglia della porta. Mi guardo attorno e alla fine opto per la sedia sulla quale ieri sera si era pettinata la mia allenatrice, ma, essendo alto poco più di quaranta centimetri, ciò mi richiede uno sforzo inimmaginabile. La trascino sul pavimento fino ad arrivare davanti alla porta: a questo punto non mi resta altro che salirci sopra ed abbassare la maniglia. Lo faccio e la struttura in legno si muove con un leggero scricchiolio. Esco dalla stanza e mi avvio verso la cucina pregustandomi i deliziosi Poffin che ho lasciato sul tavolo. Cammino attraverso l’anticamera e noto un fatto terribile: la porta verso il cortile sul retro è aperta. Mi guardo nervosamente intorno, sicuro che da un momento all’altro Darmanitan o Miltank mi saranno addosso, pronti a darmi la lezione che sono riuscito a scampare. Cammino lentamente cercando di fare meno rumore possibile e non farmi scoprire dai due. Mi dirigo in cucina, soffermandomi sul varco e sbirciando all’interno per assicurarmi di essere da solo: purtroppo non è così. Accanto al tavolo, seduto a terra, c’è Aipom, che divora un dolce dopo l’altro senza fermarsi un attimo. Come si fa a ingurgitare così tanto cibo in così poco tempo? Certo che è davvero stupefacente, quel Pokémon… Devo trovare un modo per distrarlo e non farmi scoprire. Comincio a pensare ad una soluzione picchiettandomi la tempia con un’ala. - Trovata la soluzione? – mi chiede una voce. - Non ancora… è difficile entrare in una mente grande come una nocciolina – rispondo d’istinto. - Se vuoi ti posso aiutare: sono veramente bravo a meditare! – - No, grazie lo stesso. Penso di poterci arrivare da solo – - Quindi rifiuti il mio aiuto? – - Certo! Non vedi che mi sto concentrando? – chiedo alzando finalmente gli occhi dal suolo. Un grosso paio di sopracciglia di fuoco e un sorriso sadico mi fanno raggelare il sangue nelle vene. - D-Darmanitan? – dico io intimorito - In persona! – mi risponde lui. Penso di scappare, ma l’unica via sarebbe passare per la cucina e avvicinarsi a quell’Aipom è fuori discussione. Devo affrontarlo, come farebbe un vero sovrano. Cambio espressione, cercando di prendere la più spaventosa che mi riesce. Darmanitan ride: - Pensi che abbia paura di te, piccoletto? Ti sbagli, caro mio: prendi il mio Martelpugno! – Con un vigoroso colpo sfonda il pavimento dove mi trovavo. Per fortuna sono riuscito ad evitarlo. - Perché mi vuoi morto? – gli chiedo. - NESSUNO MI SVEGLIA! – grida menando un altro colpo, che evito per un soffio. - Non ti ho svegliato io: è stata Miltank! – Cerco di spiegare. Lui, furioso, non mi ascolta e usa nuovamente Martelpugno. Improvvisamente, mi accorgo che ad ogni colpo i suoi movimenti rallentano di più: ora si muove lento come uno Shuckle. È arrivato il momento. Approfitto della scarsa velocità per tempestarlo di Botte, che però non sembrano nuocergli minimamente. Vedendo che lui continua imperterrito ad inseguirmi nonostante tutti i colpi che gli ho inferto, capisco che l’unica speranza che mi rimane è la fuga. Evitando una Vampata, che brucia il pavimento già semidistrutto dai Martelpugno, corro verso la stanza della mia allenatrice, sperando che almeno lì sarò al sicuro. Sento i pesanti passi del Pokémon Altefiamme dietro di me e ciò non fa altro che rendermi più veloce. Quando arrivo alla porta, spicco un balzo e agitando le ali riesco a salire ancora di qualche centimetro. Afferro al volo la maniglia, apro la porta e la sbatto subito dietro di me, giusto in tempo per evitare un tremendo attacco Colpo. Tiro un respiro di sollievo: anche questa volta l’ho scampata. Mi volto e vedo che seduta sul letto c’è Mindy ancora mezza addormentata: - Buongiorno Batuffolo, hai dormito bene? – mi chiede con uno sbadiglio. Solo una domanda mi passa per la testa: come ha fatto a non accorgersi del fracasso che abbiamo fatto? Stranamente non sembra accorgersi della casa semidistrutta da Darmanitan, accennando solo al fatto che probabilmente dovranno rifare il pavimento: che problemi ha? Qualsiasi persona normale si sarebbe quantomeno spaventata o sarebbe stata sorpresa di vedere quel terribile spettacolo, ma lei no, a dimostrazione ancora una volta che è Normale come un Machamp… In poco tempo fa colazione e si prepara, riempiendo nuovamente lo zaino con le Pokéball e alcune Pozioni che le ha regalato la zia come ringraziamento per l’aiuto dato. Riprende in mano il Pokédex e tenta di infilarselo in tasca. Il dispositivo, per ovvi motivi cade a terra: come si fa a non accorgersi di indossare ancora la vestaglia per la notte? Io, in qualità di Pokémon, non ho mai indossato nulla, ma credo che si dovrebbe percepire la differenza tra un abito e l’altro… - che sbadata che sono – dice ridendo – forse sarà meglio che vada a vestirmi prima di uscire! – In un attimo fugge via, lasciando dietro di sé solo un angolo del suo vestito svolazzante, visibile per pochi secondi quando gira l’angolo. Quando torna, sembra finalmente pronta: una t-shirt e un paio di pantaloncini, entrambi con una Pokéball disegnata sopra, la fanno sembrare una vera allenatrice. Si mette il Pokédex in tasca. - Sei pronto Batuffolo? La nostra avventura sta per cominciare! – esclama afferrandomi per un ala. Mi prende in braccio e, mettendosi lo zaino in spalla, apre la porta. Finalmente stiamo abbandonando Sabbiafine! Durante il percorso che ci conduce fuori città, veniamo fermati varie volte da alcune persone che non hanno niente di meglio da fare che perdere tempo a chiacchierare mentre noi dobbiamo andare a conquistare la prima medaglia e io ho tanta voglia di strangolarli tutti… ma Mindy, dopo avermi impedito di prendere a Botte i primi tre tizi che saltano fuori dal nulla mi rinchiude nella Pokéball, dicendo che mi farà uscire nuovamente solo quando arriveremo al percorso 202, che per fortuna non è troppo lontano. Quando mi fa uscire di nuovo, mi trovo vicino ad un cartello con indicato il numero del percorso e vedo davanti a me uno stormo di Starly su cui veglia un’enorme Pokémon dalla cresta rossa. - Scusa Batuffolo, non avrei voluto rinchiuderti, ma non potevo permetterti di picchiare tutti quelli che mi parlavano: volevano solo essere gentili! – mi dice con aria triste. - Se avessero voluto essere gentili ti avrebbero detto qualcosa tipo “ma non sai che è pericoloso andare in giro da soli? Prendi questo e sarai al sicuro!” consegnandoti qualche oggetto introvabile o un nuovo Pokémon… - le rispondo. - Aspetta, non parlare così in fretta! Non te l’avevo detto, ma ieri la zia mi ha regalato anche un vocabolario per la traduzione Pokémon-umano in 720 volumi, uno per ogni Pokémon! Ora aspetta che faccio una piccola ricerca… - dice cominciando a sfogliare il librone appena estratto dallo zaino e mettendoselo ad un palmo dal naso per leggere le parole scritte in caratteri minuscoli. Io rimango senza parole; intanto un piccolo Starly mi si avvicina, beccandomi un piede. - Stupido Volante, hai idea di chi ti sei messo contro!? Conto fino a tre e se non ti allontani… - mi ricordo del grosso Staraptor e cambio subito idea, vedendo che ora mi sta fissando. - Ciao piccolino: cosa dici se ti aiuto a trovare qualche bel Caterpie da mangiare? – chiedo con il sorriso più affabile che mi viene. Starly ruota la testa di lato, come se non avesse capito una singola parola né fosse particolarmente interessato a farlo. Con qualche saltello, passa oltre e svolazza verso un albero alla ricerca di qualche frutto. - Uff, certo che è difficile usare questi cosi… senti, Batuffolo, cosa dici se anche questa volta passiamo oltre e ci parliamo a gesti? – Faccio sì con la testa e lei lo stesso. Almeno in questo modo ci intendiamo alla perfezione. - Giusto! – esclama – Te l’ho detto che la zia, oltre a questi utilissimi volumi che brucerò appena imparerai lanciafiamme… - - Ma io non imparo lanciafiamme! – esclamo io. - Quisquilie, al massimo se non lo impari da solo, te lo insegno io, non sarà mica così difficile sputare fuoco! – - Fidati, per un Piplup lo è… - Comincio a pensare che il fatto che non mi capisce sia solo una finta, ma con una persona strana come lei nulla è certo… - In ogni caso, stavo dicendo, la zia mi ha regalato anche alcuni strumenti utilissimi, tra cui uno apposta per te! Aspetta che lo cerco e te lo faccio vedere! – mi dice togliendosi lo zaino dalle spalle e cominciando a frugarci dentro. Dopo alcuni istanti estrae un’enorme palla di cannone, che solleva con fatica e lascia cadere vicino a me. È così pesante che lascia un solco nel terreno. Come faceva a stare in quello zainetto a fiori? Certo che l’hammerspace non ha proprio limiti… - Ora ti spiego il mio piano – mi dice avvicinandosi – Vedi quella Ferropalla? A scuola ho studiato che l’energia prodotta da un corpo in movimento è direttamente proporzionale alla sua massa e che, per l’inerzia, se non ci sono forze sufficientemente potenti per cambiare le condizioni del moto, un corpo continua a muoversi in modo rettilineo o ruotare attorno ad un asse se si trova a gravitare attorno a qualcosa. Ti sembrerà complesso, ma in realtà l’applicazione è molto semplice: se impari Rotolamento, grazie alla Ferropalla potrai sferrare un attacco potentissimo e continuare per la tua strada fino a quando qualcosa non ti si parerà davanti! – Riesco a vedere nei suoi occhi l’eccitazione che prova e ciò mi spaventa molto: non ci penserà due volte a lanciarmi come una palla da bowling addosso a quegli Starly. - So che tu ancora non conosci questa mossa – continua – Ma vedrai che è semplice! Basta che ti metti così… - Mindy si accovaccia, come per mostrarmi come fare una capriola. - E poi ti dai una bella spinta con le gambe! – dice accompagnando le parole con un gesto che le illustra, rialzandosi poi elegantemente in piedi. Io la guardo stranito: pensa davvero che io possa imparare una mossa facendo una semplice capriola? - Forza, prova anche tu! – mi dice. Sento che non ho modo di uscirne se non accontentarla, quindi faccio una capriola proprio come mi ha chiesto. - Perfetto! Ora non ti resta altro che prendere la Ferropalla e lanciarti contro quello stormo di Storpy! – - Guarda che quelli si chiamano Starly… e poi non è una buona idea disturbarli in questo momento: quella Staraptor sembrerebbe alquanto facile da innervosire e l’ultima cosa che voglio è essere perseguitato da un altro Pokémon! – - Sai che non ti capisco, quindi è inutile che parli così tanto. Su, veloce, usa Rotolamento, così forse riuscirò a catturare il mio primo Pokémon! – Mi chiedo se sia il caso di provare a spiegarle che non tutti possono imparare certe mosse, ma la risposta sorge spontanea. Senza protestare troppo, afferro la Ferropalla e mi preparo a fare la capriola. Mindy mi guarda in trepidante attesa, fissandomi con il suo sguardo da assatanata. Quasi rimpiango la compagnia di Darmanitan, in questo momento. Non mi resta altro che procedere: mi spingo, ma non faccio altro che impiantarmi nel terreno per via del peso troppo elevato. - Uff, che scocciatura… pensavo che potesse funzionare, ma è evidente che mi sbagliavo… forse dovremmo trovarci in collina, in modo che tu abbia la possibilità di accelerare, ma purtroppo qui c’è solo pianura. Cosa dici di tornare a metodi più “tradizionali”? – - Cosa dici se lasciamo perdere e torniamo dopo, quando non ci saranno assassini-mangiaPiplup in vista? – rispondo accennando alla Staraptor, che continua ad osservare attentamente i movimenti di tutto lo stormo. - Sì, hai proprio ragione: perché puntare a quei nanerottoli quando possiamo avere un Pokémon grande e grosso come quello? - Prima di procedere oltre, sfodera il Pokédex e ne controlla il contenuto, leggendolo ad alta voce: - Sta…Starna…Starnapzor…? – comincia strizzando gli occhi. Che problemi ha, non sa leggere? - Sì, Starnapzor, è questo il nome! – Esclama scorrendo lungo la descrizione – “Pokémon Sagace. Cozza ardentemente contro temerari più grandi di cui. Continua ad azzoppare anche quando è salito, ma sempre temendo l’ordine la sua crosta.” – Comincio a pensare che abbia qualche problema serio. La guardo sbigottito: non si può non sapere leggere alla sua età! Lei non sembra fare caso a me e continua a parlare: - Questa descrizione non è che mi sembri proprio il massimo… ma penso che ci tornerà utile lo stesso. Riassumendo, questo è uno Swanna tarocco e un po’ sporco, come viene spiegato dal nome Starnapzor (chi starnazza meglio di uno Swanna?). Si diverte a fare il kamikaze lanciandosi contro chi è più grande di lui e gli piace far diventare zoppi tutti anche quando è volato per aria (anche se onestamente mi chiedo come fa…), ma avendo paura di avere la crosta in ordine. C’è una cosa che non mi è chiara: dov’è la crosta? A me sembra un semplice Pokémon Normale/Volante, non uno strano essere mezzo Geodude. – - Se quello è l’unico dubbio che ti viene, siamo davvero messi male: non ti sei accorta che sul Pokédex non c’è scritto così? – le chiedo prendendole con un balzo il dispositivo dalle mani – qui c’è scritto “Staraptor, Pokémon Rapace. Lotta ardentemente contro avversari più grandi di lui. Continua ad attaccare anche quando è ferito, ma sempre tenendo in ordine la sua cresta”. Non so se te ne sei accorta, ma è l’esatto contrario di quello che hai detto tu! – - Ehi, guarda che sono io l’allenatrice! – esclama appena ho finito di leggere, chiara dimostrazione che non mi ha minimamente ascoltato, il che comincia a farmi alterare. Protende una mano verso di me, come per riprendersi l’oggetto che le ho sottratto. - Sì, ma se non lo sai usare, il Pokédex, tanto vale che lo tenga io! – le rispondo spostandomi e impendendole di impugnarlo. - Cosa c’è, vuoi diventare tu l’allenatore, Batuffolo? Come vuoi, vorrà dire, che se non mi vuoi aiutare, quello Starnapzor lo prenderò da sola! – dice leggermente adirata lasciando cadere vicino a me lo zaino e dirigendosi a lunghi passi verso lo stormo. - No, aspetta! – non era mia intenzione farle pensare una cosa del genere, ma non riuscendo a capirci, è ovvio che i fraintendimenti siano all’ordine del giorno… Penso di lasciarle fare a modo suo (in qualità di strega, avrà sicuramente qualche incantesimo a portata di mano), ma poi cambio idea e la rincorro, cercando di fermarla. Quando arrivo a lei, mi appendo ad una gamba per rallentarla. Appena sente il mio peso, si ferma e si volta: non sembra più arrabbiata, anzi. Sorridendomi, mi dice: - Lasciami provare a catturarlo, magari la mia idea funziona! Non bisogna per forza lottare, sai? Molte volte per convincere qualcuno bastano le parole! – Detto ciò mi stacca e mi rimette a terra vicino al suo zaino. - Stai lì e non ti muovere! – mi avverte – voglio farcela da sola, a catturarlo! – Non posso fare altro che lasciarla fare, anche perché, ad essere onesti, la sua idea mi incuriosisce molto. Mi siedo e sto a guardare. Quando arriva a pochi passi dagli Starly, sembra quasi che il mondo si fermi. Tutti i Pokémon, compresa la Staraptor, cominciano a fissarla mentre si avvicina. I piccoli sembrano incuriositi dalla sconosciuta, mentre il Rapace la guarda con aria diffidente. Uno di loro, con qualche saltello, si avvicina a Mindy e lei le porge una mano, come per provare ad accarezzarlo. Il Pokémon non sembra particolarmente spaventato e sta fermo guardandola, ma appena lei lo tocca, caccia un urlo di terrore, a cui fa eco quello di tutti gli altri componenti dello stormo, che prontamente si nascondono dietro alla Staraptor. L’enorme creatura col ciuffo gonfia le piume e comincia a sbattere le ali, come per indicare alla mia allenatrice di non avvicinarsi, ma lei non vuole mollare. Avvicinandosi sempre lentamente, riesce ad arrivare fino al suo obiettivo, tanto da poter guardare nei suoi piccoli occhi rossi. Sembra non essere arrabbiata, la sorvegliante dello stormo, ma mantiene comunque un’espressione seria. Smette di sbattere le ali e si limita a fissare chi le sta davanti negli occhi. Da dietro di lei, spuntano decine di teste dallo sguardo curioso, in attesa di vedere la prossima mossa della sconosciuta. - Ciao! Sai che sono proprio carini i tuoi cuccioli? – comincia Mindy accennando al gruppo di Starly, ma senza mai spostare lo sguardo dal Pokémon più grosso – Mi piacerebbe davvero che viaggiaste con noi, quindi cosa ne diresti di accompagnarci durante il nostro viaggio? Lo so che posso avere in squadra solo sei componenti, ma a me basterebbe avere solo te, mentre tutti gli altri ci potrebbero seguire senza alcun vincolo! – Mi chiedo se capirà che l’ultima cosa che vuole un Pokémon selvatico è essere rinchiuso in una ball ed essere usato per lottare, quindi non accetteranno mai, ma tanto so già che la sua piccola mente da strega glielo impedisce. Staraptor, che sembra non voler acconsentire non perde tempo e vola in aria, pronto per sferrare un attacco. Prima ancora che ci riesca, capisco le sue intenzioni e comincio a rovistare tra tutte le cianfrusaglie che occupano lo zaino. Gli Starly, non più coperti dal genitore, volano via, disperdendosi in ogni direzione. In un attimo, piomba in picchiata pronta a lanciare un potentissimo attacco Zuffa, che riuscirà sicuramente a colpire la mia allenatrice. Lei, spaventata dalla reazione del Pokémon, non riesce a muoversi, cadendo all’indietro e fissando l’imminente attacco con aria spaventata. D’istinto lancio una Pokéball, che va a segno un attimo prima del colpo della nostra amica selvatica. Con un lampo di luce rossa, scompare, rinchiusa nella sfera. Purtroppo, dopo due rimbalzi, lo strumento si riapre e Staraptor torna libera. - Ok, forse abbiamo cominciato col piede sbagliato… - mormora la mia streghetta, rialzandosi. Il suo obiettivo sta semplicemente appoggiato a terra, ma non sembra volerla colpire. – Ciao, Starnapzor, io mi chiamo Mindy e non voglio farvi del male, ma solo diventare vostra amica: come puoi vedere viaggio da sola con il mio amico Batuffolo, che è lì dietro, e ci sentiamo molto soli… Prima ho letto che ti piace farti esplodere contro nemici enormi, quindi ho pensato che sicuramente adoreresti fare lotte in palestra! – Staraptor non dice una parola, ma si volta verso di me e si picchia un’ala sulla tempia, come per chiedermi se la persona che le sta davanti è un po’ tocca. Io non so che dire, quindi faccio spallucce, rispondendo semplicemente: - Così sembra – - Poi, se ti piace azzoppare la gente, vedrai che troveremo qualche bell’Hitmontop! Loro di gambe ne hanno tre, quindi anche se gliene rompi una, cammineranno bene lo stesso! – Il Pokémon ripete gli stessi movimenti e lo stesso faccio io. Mindy continua a parlare: -per ultimo ti vorrei dire che, se temi di avere la crosta in disordine, se mi spieghi dov’è te la metterò in disordine io stessa! Allora, cosa ti sembra la mia proposta? – La Staraptor non risponde, leggermente confusa dalla stranezza della mia allenatrice. - In ogni caso, sappi che hai davvero un bel ciuffo: mi piacerebbe un sacco potertelo pettinare! – dice allungando una mano e toccandolo. Lei non ha idea di che cosa abbia fatto, ma io sì. Mi appresto a lanciare una nuova Pokéball per darle almeno il tempo di fuggire: lottare con quel mostro alato è fuori discussione, mi userebbe come sacco da boxe riempiendomi di Zuffe. Comincia a volare a pochi centimetri da terra e guarda male la mia allenatrice, che ancora gli tiene strette le piume rosse sulla sua fronte. Le sento pronunciare le sue prime parole: - Lasciami. ADESSO. – Forse dovrei provare a spiegarle che Mindy non ci capisce se non in rare occasioni, ma preferisco passare direttamente all’azione perché qualcosa mi suggerisce che non è in vena di ascoltare gli altri. Lancio la sfera ancora prima che abbia il tempo di muoversi, ma in qualche modo deve essere riuscita a capire cosa volevo fare perché senza neanche voltarsi mena un calcio e rispedisce il mio proiettile al mittente, colpendomi in testa. Intontito dal colpo, cado all’indietro. Ci metto parecchio tempo a riprendermi e mettermi seduto, in modo da poter vedere ancora cosa succede alla mia allenatrice. Sorprendentemente, ciò che vedo è solo la Staraptor, mentre di Mindy nessuna traccia. Mi avvicino, sperando che il Pokémon non sia troppo arrabbiato. - Cosa è successo qui? – chiedo. - L’ho mangiata, va bene? – Mi risponde furiosa. - Davvero!? – Chiedo sconcertato. - Certo che no, razza di Pidgey malriuscito! È ovvio che no. È scappata e non so neanche dove, non ho fatto in tempo a vederla: appena ho cominciato a caricare il mio Baldeali mi ha mollato le piume ed è scappata via a gambe levate così veloce che non sono neanche riuscita a seguirla. – Sono felice che non se la sia mangiata: anche se è una piccola strega più stritolante di un Arbok è sempre la mia allenatrice… Con un sospiro di sollievo le rispondo: - Beh, se è scappata a piedi, non sarà così lontana! Non è che mi puoi aiutare a cercarla? – chiedo gentilmente. - Certo che ti aiuto, ma solo se mi prometti che se la troviamo, la posso gonfiare come una zampogna! – risponde con un sorriso che sarebbe inutile commentare. - OK, penso che ne farò a meno… grazie lo stesso. – Detto ciò saluto cortesemente e mi allontano alla ricerca della mia streghetta dispersa. Ripongo le due Pokéball sparse per la radura, il Pokédex e la Ferropalla nello zaino, chiudendolo e cominciando a trascinarlo dietro di me per la maniglia. So già che sarà un’ardua impresa riuscire a ritrovarla, ma non posso certo tirarmi indietro. Mi rimetto al centro della strada battuta e comincio a percorrerla, sperando che ad un tratto spunterà fuori… che illuso che sono. in viaggio: Dove siamo: -
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Con ogni capitolo migliori di più! Anche questo è veramente ben riuscito, interessante e movimentato. Per quanto riguarda i consigli... mi accodo a FallenAngel: avresti potuto descrivere meglio Giovanni, parlando di lui anche durante la lotta. Il resto è veramente venuto bene e non penso che ci sia qualcosa che non va: in particolare, mi piace il modo in cui hai sfruttato lo scenario della lotta e lo hai descritto, rendendolo parte integrante della lotta stessa (in realtà lo avevi già fatto nelle lotte in palestra, ma devo dire che in questa situazione gli hai dato molto più risalto). Aspetto il prossimo capitolo! -
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Trovo anche io che questa lotta in palestra ti sia riuscita molto meglio delle altre: per la prima volta, il protagonista si è trovato seriamente in difficoltà e ha dovuto usare tutti i proprio Pokémon per vincere! Le descrizioni sono decisamente ben fatte e devo dire che ho apprezzato davvero la narrazione della lotta, più incentrata sui pensieri dell'allenatore e su una strategia da seguire che sui semplici fatti e sulle mosse eseguite. Il lunghissimo scontro, poi, aiuta a dare l'idea di difficoltà, che nella maggior parte degli altri casi si perdeva proprio per la rapidità con cui i Pokémon venivano sconfitti e liquidati con poche righe. Spero che continuerai a seguire questo stile anche per le prossime palestre! -
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Se devo dire cosa mi è piaciuto e cosa no, penso che non sia in grado di farlo, dato che trovo che l'intero capitolo è scritto molto bene e non c'è qualcosa che "non mi è piaciuto". Nonostante ciò, ti posso dire che mi è piaciuta molto l'idea di proporre il Safari, che stacca dal resto dei capitoli ritmati dalle lotte! L'aver aggiunto, poi, la descrizione dei pensieri del protagonista e la sua voglia di catturare nuovi Pokémon nonostante il volersi specializzare in eeveeluzioni aggiungono un tratto in più alla sua personalità. Mi è piaciuta anche l'idea di inviare i Pokémon catturati al Professor Oak, spendendo qualche parola anche sul sistema e sulla sua descrizione, come mi sarebbe piaciuto facessi nel capitolo di Bill. Il capitolo è veramente ottimo come gli altri, e il fatto di aver trattato un argomento diverso è un punto di forza, che lo rende più interessante. Aspetto il prossimo capitolo: Koga, grazie al suo stupidissimo Muk con Minimizzato, è stato forse il capopalestra che ci ho messo più tempo a battere e mi piacerebbe vedere come lo inserirai nella storia! -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
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Capitolo 3: lezioni di nuoto Mindy finalmente ha finito di aiutare sua zia ed è venuta a prendermi. A me sono sembrati giorni lunghissimi, quelli trascorsi nel recinto nel retro della casa, ma lei dice che le sono sembrati passare in un attimo. È evidente che abbiamo qualche problema con il significato della parola “tempo”, ma è irrilevante: ciò che realmente conta è che ora non devo più tenere compagnia ad un Aipom iperattivo, una Miltank più vecchia di Matusalemme e un Darmanitan che si diverte a fingersi una statua. - Come ti stavo dicendo, ho dovuto fare varie commissioni per lei: in questi ultimi tempi è molto impegnata con la gestione di un albergo per Pokémon-Celebrità, quindi ha dato alcune cose da fare a me. – mi dice mettendomi a terra – Hai conosciuto il Miltank di Chiara ed il Darmanitan di N, vero? La zia dice che sono davvero dei bravi Pokémon, ma a volte un po’… particolari – Al solo pensiero di ciò che mi stavano per fare rabbrividisco: - io più che “particolari” li definirei “pazzi scatenati”. Ma dopotutto è questione di punti di vista. – affermo facendo spallucce. - Mi spiace ricordartelo, ma io proprio non riesco a capirti. Non è che puoi provare a pronunciare qualcosa di diverso del tuo nome? – - Certo che posso! Lo faccio, sei tu che non riesci a sentirmi! – le dico, facendole venire una strana espressione in viso. È chiaro che cerca di capirmi, ma proprio non ci riesce. Tra tutti gli allenatori mi è capitato proprio il migliore, devo dire… - Senti, cosa dici se per il momento lasciamo perdere il discorso “comprensione” e ci facciamo un bel bagno caldo? La zia ha detto che nelle scorse notti sembravi soffrire il freddo, quindi sono sicura che stare un po’ nell’acqua bollente ti farà piacere! – In un primo momento penso di parlare, ma poi mi limito ad annuire vigorosamente con il capo: spiccicare anche solo una parola sarebbe fiato sprecato. - Perfetto: aspettami qui mentre vado a riempire la vasca! – dice dirigendosi verso un’altra stanza. Dopo pochi secondi si comincia a sentire il rumore dell’acqua che scorre. Mindy ritorna nella stanza dove io la aspetto e deposita sul tavolo il Pokedex e le Pokéball che le ha consegnato Joey. - La vasca sarà quasi piena – dice sollevandomi nuovamente. - Pronto per il bagno? – mi chiede portandomi con lei fino alla vasca. Arrivata lì, chiude il rubinetto e mi chiede che schiuma preferisco tra quella alla Baccapesca e quella alla Baccarancia. Io non è che sia tanto esperto di profumi… comunque le indico il primo: tanto uno vale l’altro per me. L’importante è potersi riscaldare un po’. Lei prende uno dei due recipienti e ne svuota il contenuto dentro l’acqua, producendo un’incredibile mole di schiuma. Per la stanza si diffonde un dolce profumo che mi riporta alla mente quella volta che dovetti mangiare venti Baccapesche dopo essermi infiltrato in un nido di Beedrill. Era stato tanto tempo fa, quando ancora non conoscevo la differenza tra Vespiqueen e quegli stupidi Coleotteri che, appena mi videro mi assalirono. È una lezione che non ho più dimenticato, quella. La mia allenatrice, vedendomi pensieroso, mi chiede se mi piace questa schiuma e io rispondo in modo affermativo, più che altro perché sarebbe difficile spiegare il contrario. - Sono felice che ti piaccia: questo è da sempre uno dei miei gusti preferiti! – dice lei cominciando a calarsi dentro l’acqua. La schiuma le arriva fino al collo, ricoprendola quasi completamente. - Cosa aspetti? Salta dentro pure tu! – Mi dice accennando alla vasca fumante. Non me lo faccio ripetere due volte: con un balzo mi aggrappo al bordo della struttura in ceramica e mi arrampico fino ad avere i piedi sul suo bordo. Mi lancio dall’altra parte senza pensarci due volte. Con un tonfo e qualche schizzo, arrivo dentro l’acqua bollente e, nonostante vada contro la mia natura da Pokémon polare, sentire tutto quel calore mi fa davvero piacere dopo due notti al gelo. Sono seduto sul fondo della vasca, sopra di me almeno quaranta centimetri tra acqua e schiuma. Solo in quel momento, mi ricordo che non so nuotare. Certo, sono un abile nuotatore da piscina reale, ma questa non è una piscina reale… e anche se lo fosse, credo che non riuscirei a stare a galla lo stesso: purtroppo non ho avuto la possibilità di imparare, dato che appena nato il professor Rowan mi ha portato qui. Dovrei proprio fargli causa, a quel professore da quattro soldi: dovrebbe imparare a fare come Birch, così io non mi sarei mai allontanato dal Palazzo von Empoleon e in questo momento non starei per affogare! Comincio ad annaspare, tentando di tornare sul pelo dell’acqua, ma proprio non ci riesco. - Ehi, cosa fai? Smettila di agitarti in quel modo, o farai scoppiare tutte le bolle! – Certo che preoccuparsi più delle bolle nella vasca da bagno che del proprio Pokémon è proprio il colmo per un allenatore… Cerco di parlarle tra un respiro e l’altro, ma poi mi ricordo che lei non riesce a capirmi. L’unica cosa che posso sperare è che morire affogati non sia troppo brutto. - Aspetta un attimo… ma tu stai affogando! – esclama Mindy ripescandomi dal fondale. Alla buon’ora… Lei si mette a ridere. - Cosa c’è di divertente!? Ti piace vedermi rischiare la vita? – - Certo che sei strano: come fai a non saper nuotare? – dice continuando a sghignazzare. Vorrei spiegarle la mia triste storia da Piplup che non ha mai toccato l’acqua se non per lavarsi (e anche in quei casi mi lavavo nel corrispettivo di una pozzanghera o poco più), ma il fatto che non riesce a capirmi mi fa demordere. Per la prima volta, l’essere incompreso mi fa sentire triste. Ancora ridendo, mi molla per riprendermi subito dopo con entrambe la mani: - Sai che sei proprio buffo? Ho fatto proprio bene a scegliere te! – Come di consuetudine, mi avvolge in un abbraccio stritolante. Prima o poi dovrò farci l’abitudine… Nonostante i nostri corpi siano entrambi bagnati e scivolosi, riesce lo stesso a trattenermi per un tempo interminabile e io non protesto: non tanto perché comincio a gradire questi assalti da Arbok, ma più perché se cercassi di separarmi da lei, sono sicuro che tornerei a fondo come prima. Alla fine mi lascia e, sempre sostenendomi con entrambe le mani, mi allontana guardandomi negli occhi. - Non avevo proprio notato quegli occhioni blu che ti ritrovi! Sai che sono proprio teneri? – - C-cosa? Teneri!? Io non sono tenero: sono un temibile imperatore! – protesto io. - Strano, questa volta mi sembra quasi di averti capito: sono felice che tu sia d’accordo con me! – dice con un sorriso. - A dire la verità intendevo l’esatto contrario… ma fa niente. – replico io rassegnato. - Sai cosa ti dico? Non fa niente se non sai nuotare: te lo insegno io come si fa! – esclama – Prima che mi trasferissi, abitavo vicino alla costa ed ero una Ciambellina, sai? Non è che sia proprio il massimo come nuotatrice, ma me la cavo. – Io la guardo male: sbadata com’è, mi lascerà qui da solo ad affogare mentre va a fare una nuova faccenda per questa misteriosa zia (che, nonostante tutto, ancora non sono riuscito a vedere). Lei nota subito il mio sguardo e contrattacca con uno ben più triste: - Ho capito: non ti fidi ancora di me, vero? – La sua reazione mi prende alla sprovvista. - Lo so che posso sembrare un po’ strana, ma è tutto così nuovo per me: perfino tu mi spaventi in un certo senso… cosa posso fare per avere la tua fiducia? Voglio solo aiutarti! – Sembra quasi che stia per mettersi a piangere. Io odio le streghette che piangono e ancora di più se mi fanno pensare che sia colpa mia. Non posso fare altro che accontentarla e, stranamente, non muoio affogato. Ad essere onesti, non mi dispiace neanche, il suo modo. Afferrandomi per le ali, mi dice di cominciare a sbattere i piedi, in modo da cominciare a familiarizzare con l’acqua e capire come muovermi. Lei se ne sta lì, sostenendomi e ricordandomi di tanto in tanto che non mi lascerà mai andare a fondo e che sono al sicuro. Passano intere ore, da quello che mi sembra, ma lei non si muove. Ormai quasi tutte le bolle sono scoppiate, ma lei sembra non interessarsene. Alla fine, sebbene per poco tempo, riesco a stare a galla da solo. Mindy, che si trovava praticamente sdraiata, si mette seduta e allarga le gambe per darmi più spazio al centro della vasca. Io, quando vedo che riesco a muovermi e restare a galla rimango sorpreso, ma lei no. Sembrava sapesse già che ce l’avrei fatta. Quando mi fermo, lei mi sorride soddisfatta: - sapevo che ce l’avresti fatta – mi sussurra. Ancora immerso nell’acqua, noto le profonde rughe che si sono formate sui suoi piedi e sulle sue mani, quindi le suggerisco di uscire dalla vasca. Lei sembra capirmi e, dicendo che ho proprio ragione, si alza e, tutta grondante scavalca il bordo della struttura in ceramica e si copre con un accappatoio che stava appeso al muro. Dopo essersi asciugata almeno parzialmente, mi solleva e mi appoggia su un armadietto vicino al lavandino. Da quel punto, riesco a vedere oltre la finestra: fuori è buio come se fosse notte fonda. Come se mi leggesse nella mente, Mindy mi dice: - Tranquillo, non è tardi come sembra! Saranno più o meno le 20. Purtroppo, però, qui cenano molto presto, quindi mi sa che ci siamo persi il pasto… pazienza: vorrà dire che la zia te la farò conoscere domani! – Devo essere onesto: mi sarebbe piaciuto incontrare questa misteriosa zia, ma me ne farò una ragione. - Io vado in cucina a vedere se è rimasto qualche cosa da mangiare: non so tu, ma a me questa lezione di nuoto ha fatto venire proprio fame! – pronuncia uscendo dalla porta e lasciando dietro di sé una scia di acqua. - Ehi, aspetta! – esclamo cercando di fermarla. Sorprendentemente, la mia allenatrice torna indietro: - Sì? – chiede. Non so esattamente come spiegarmi, quindi dico la prima parola che mi viene in mente e basta: - Grazie – - No, grazie a te! – mi risponde sorridendo – sono felice che tu alla fine ti sia fidato! – Rimango sbigottito. Lei si allontana nuovamente e sento che apre una porta, per poi seguitare a produrre rumori aprendo e sbattendo vari sportelli. Come ha fatto a capirmi? Non so più che pensare. Rimango bloccato dove sono. Tempo dopo, i suoi leggeri passi mi avvisano che Mindy sta tornando. Ancora avvolta nell’accappatoio, mi dice di seguirla e che ha trovato qualcosa da mettere sotto i denti. Sentirla rispondere alla mia frase mi ha stranamente scioccato: non riuscendo a muovermi, aspetto che mi venga a prendere lei. Una volta in cucina, mi fa sedere sul tavolo e mi mette davanti una scodella stracolma di Poffin. - La zia ha detto che i Pokémon adorano i Poffin, ma io non ne ho mai provato uno… cosa dici, sono buoni? – mi chiede. Piano piano mi riprendo e le rispondo: - A dire la verità, da quello che so io, sono adatti solo a noi mostri tascabili, però forse ti piacciono lo stesso. – Sembra avermi ascoltato, infatti rimesta con attenzione tra i vari biscotti alla ricerca di uno che abbia un colore che la ispira. Alla fine ne prende uno azzurro, chiaramente alla baccarancia. - Lo provo? – mi chiede. Io annuisco, affermando che sono i miei preferiti. Leggermente riluttante, alla fine se lo mette in bocca e fa un’espressione indecifrabile. La reazione successiva chiarifica che i Poffin non sono un cibo adatto a lei, mentre io li adoro. - Per oggi, penso che andrò a letto senza cena – afferma dopo essersi ripulita la lingua di ogni piccola briciola di biscotto. Si alza dalla sedia e se ne va nuovamente. Io, dopo aver preso qualche altro dolce da mangiare strada facendo, la seguo saltando giù dal tavolo. Arrivata nell’anticamera, entra nella seconda porta sulla sinistra. - Questa è la mia stanza: teoricamente tu dovresti stare fuori, ma credo che per oggi possiamo fare un’eccezione! – Mi dice voltandosi e dicendomi di entrare con un gesto della mano. Io seguo il suo movimento e mi addentro nella stanza. Non ci sono molti mobili, solo un letto, un comodino e una sedia. È chiaro che questa stanza è poco usata, ma a Mindy la povertà dell’arredamento non sembra dispiacere. Mi accomodo per terra, ai piedi del letto, mentre lei si siede sulla sedia a spazzolarsi i capelli. Non avevo fatto attenzione al suo aspetto prima d’ora: solo in questo momento, vedo che i suoi capelli sono più neri di un Umbreon. Passa parecchio tempo, in cui io la guardo mentre si pettina sgranocchiando i Poffin rimasti e lei si limita ad armeggiare con la spazzola canticchiando un motivo che mi sembra appartenere a mondi lontani. Canta estremamente bene. Mi sembra di aver già sentito quelle parole, ma non riesco a ricordare dove. Cerco di ascoltare attentamente ciò che pronuncia: non mi sembra una lingua che conosco, ma riesco a distinguere ugualmente alcune parole. Non sono sicuro che sia così, ma mi sembra di udire il nome “Golem”. Che sia un inno alla lontana regione di Kanto? La sua canzone, come una ninnananna, mi fa assopire. L’ultima cosa di cui mi accorgo è che, dopo aver indossato una lunga vestaglia, mi solleva e mi mette nel letto con lei. Mi tratta come se fossi un Teddiursa di pezza, stringendomi a sé, ma a me non dispiace. Mi addormento ascoltando il suo respiro. in viaggio: Dove siamo: -
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Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Sono pienamente d'accordo! -
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Ottimo capitolo! La lotta in palestra mi è piaciuta molto, anche se, come ha detto anche FallenAngel, avresti potuto dilungarti di più su ciò che accade a casa dell'anziana, magari aggiungendo una digressione su qualche tematica in particolare, che poteva fare da sfondo nel dialogo tra il protagonista e la donna. Come tutti gli altri, indipendentemente da questo piccolo appunto, questo è un capitolo decisamente ben riuscito, interessante e ricco di azioni! -
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Gli ultimi capitoli ti sono riusciti davvero bene! In particolar modo, trovo che il decimo ti sia il migliore in assoluto: Ogni singola emozione provata dal protagonista è chiara, così tanto che spinge chi legge a sentire la stessa cosa. L'ultimo capitolo, con lo scontro con Giovanni ed il modo in cui scompaiono tutti in un lampo, promette davvero bene: l'ultima lotta con il Team Rocket sarà davvero interessante, se la sola introduzione del capo è fatta così bene! Attendo il prossimo capitolo!