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Croagunk è il nuovo personaggio giocabile nella versione arcade di Pokkén Tournament!
Nevix ha risposto a una discussione di -PeterPan- in Notizie
Peccato... io speravo in Empoleon In ogni caso, mi fa piacere che continuino a supportare il gioco ed aggiungere personaggi! -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo S2: la danza dei Pumpkaboo (speciale di Halloween) parte 2 La luce nei suoi occhi mi fa paura. Tanta paura. Quello non è un maggiordomo: quello è un mostro! Come ha potuto far sparire tutti quegli invitati senza battere ciglio? - Sfavillo? – chiamo il mio amico. - Vuoi sapere se sono spariti sul serio, non è vero? – mi chiede, guardandomi con gli occhi più rossi del solito a causa dall’alto afflusso di sangue ed elettricità. - Mi sembra logico: hai visto cosa è successo? – gli rispondo, non guardandolo però negli occhi: mi inquieta troppo quando hanno quel colore, senza poi contare che mi fa abbastanza ribrezzo pensare a cosa può vedere con la sua vista a raggi X… non so se riuscirei a non vomitare se vedessi tutti gli organi interni di un mio simile… - Mi spiace dirtelo – mi dice lui, riscuotendomi dai miei pensieri – Ma sono spariti veramente: la mia vista mi permette di vedere attraverso le pareti ed al buio, ma quello che hanno fatto i Pokémon è stato ben diverso: la parete che hanno formato era immateriale ma al contempo fisica… era come un emanazione di loro ma allo stesso tempo solo energia…era come un fiume in piena… tutto quello che potevo vedere, era completamente sfocato, come se stessi guardando attraverso una cascata. Non ho idea di che fine abbiano fatto. – - Perfetto – mormoro io, pensando per la prima volta alla pietra che porto al collo. Che sia il caso di usarla? Spero di no: l’ultima volta non è stato affatto piacevole… troppi ricordi mi attanagliano. Se dovesse essere il caso, di sicuro cercherò di concludere il più in fretta possibile. - Pensi che sia così grave? – chiede Sfavillo, notando che sto stringendo forte l’oggetto sferico. - Non lo so. Di sicuro questo “Paride” non è un uomo comune: dobbiamo fare attenzione ed essere sempre pronti ad agire. È solo questo che so. – gli rispondo. Lui ride, ma sembra solo un modo come un altro per sdrammatizzare un po’: - Ti sembrerà strano, ma per una volta condivido in pieno! Forza Batuffolo, piantiamola di stare qui impalati e riprendiamoci la nostra allenatrice prima che la situazione degeneri! – esclama scatenando alcune scintille e mettendosi in posizione di attacco, pronto a scattare per azzannare e abbattere il maggiordomo che si trova dall’altra parte della sala, ancora impettito sul balconcino dal quale può vedere tutto. - Stai calmo. Hai visto cosa ha fatto a quegli invitati: non credi che se ci lanciassimo all’attacco così, senza una particolare strategia, ci farebbe fare la stessa fine? – gli chiedo serio. - E con ciò? Non ho certo paura del buio o di sparire! Dobbiamo impedirgli di fare del male a Mindy! – esclama lui, ricaricandosi ancora di più, tendendo ogni muscolo del suo corpo e cominciando a far oscillare la coda, la cui stella lampeggia sempre più veloce, segno che sta per raggiungere il massimo della carica. Se voglio impedirgli di fare stupidaggini, devo fare in fretta: lo sanno tutti che i Luxray non ragionano più in modo lucido quando hanno la mente piena di corrente… - Ragiona: se noi spariamo, chi difenderà la nostra allenatrice? Ti devo forse ricordare che tutti gli altri sono a Sinnoh, a tre ore di volo da qui? – gli chiedo, sperando che sia sufficiente. - Ti sei forse dimenticato che qui da qualche parte si nascondo anche Ryu e Phoebe? Se le cose dovessero andare particolarmente male, ci penseranno loro a portarla in salvo! – mi dice trattenendo a stento un ringhio. I suoi occhi sono fissi sulla preda: niente gli impedirà di colpire. Improvvisamente, mi viene un colpo di genio: Ryu e Phoebe sono qui, ma nessuno dei due è intervenuto! - Sfavillo, fermati: Mindy non è in pericolo! – esclamo io, mettendomi davanti a lui e rischiando di prendermi una zampata elettrica. - Cosa stai blaterando? Così rischi solo di farci perdere tempo! – dice, cominciando a far scorrere l’elettricità anche attraverso i canini acuminati, che prendono un preoccupante aspetto irregolare e luminoso, come se si fossero trasformati in veri e propri fulmini. - Ragiona: qui ci sono Ryu e Phoebe, due persone di cui ci fidiamo e che ci hanno aiutato più di una volta. Se loro non sono ancora intervenuti, non credi sia perché non è necessario? – dico, allargando le ali e facendo un passo a destra, impedendogli nuovamente di prendere di mira l’uomo. - Non credi che, anche se fossero voluti intervenire, non avrebbero potuto farlo perché hanno lasciato tutti i loro Pokémon a casa tranne Gallade e Gardevoir? – mi chiede lui, spostandosi di nuovo per inquadrare il maggiordomo. Io mi muovo come lui, bloccandogli di nuovo la vista, che ora ha un aspetto differente: dal colore che hanno assunto i suoi occhi, capisco che ora mi sta guardando attraverso. Ora come ora, probabilmente sta valutando l’idea di lanciarsi in uno Sprizzalampo, indipendentemente da ciò che esso possa comportare: sono sicuro che, in questo momento, non gli importi granché se ciò implichi il fatto di travolgermi e provocarmi qualche ferita. - Sfavillo, per favore, pensa: sai che entrambi i Pokémon che si sono portati dietro sono in grado di MegaEvolversi e hai avuto più volte prova della loro potenza. Ti pare che se fosse stato necessario, non si sarebbero già messi a lottare? – cerco di fargli capire. - LEVATI. ORA. – mi ordina lui. - NO. Non ti permetterò di fare una stupidaggine del genere! – gli dico io, preparandomi a subire uno dei suoi violenti attacchi. Chiudo gli occhi e attendo di subire. Improvvisamente, sento una porta sbattere. Tento di voltarmi, ma prima che ci riesca, Sfavillo mi salta addosso e temo voglia sbranarmi. - HAI VISTO COSA HAI FATTO!? L’HAI FATTO SCAPPARE, STUPIDO DI UN POKÈMON CHE NON SEI ALTRO!! – mi strilla trapassandomi col suo sguardo di fuoco. Vorrei dire qualcosa, ma non so cosa. Per qualche oscuro motivo, però, non ho così tanta paura come sento dovrei averne. - Senti, so che ora ti senti furioso, ma non ti pare molto più utile conservare le energie per dopo anziché sprecarle tutte per maciullare l’unico alleato che hai? – gli chiedo, usando tutto il coraggio che mi è rimasto. Lui ci riflette un attimo, poi mi risponde: - Sì, in effetti non è particolarmente utile… ma ti garantisco che in momenti come questo scaricare un po’ di tensione non fa mai male! – mi risponde con un sorriso maligno – Se non sbaglio, è da un po’ che non ti do una bella scossa, giusto per tenerti sveglio… - - Per favore, no… - lo prego io. - Sì invece… - dice, facendo fuoriuscire i lunghi artigli, che mi infila violentemente nelle ali, mentre la sua coda si va a posizionare sul mio fianco. Sono completamente in balia della paura: sono talmente terrorizzato che quasi non riesco neanche a muovermi… ma vedo qualcosa che mi fa tornare la fiducia. - Quali sono le tue ultime parole? – mi chiede con un risolino pieno di pazzia. - Guardati sempre le spalle – gli rispondo io con un sorriso. - Cosa vuoi… - prima che riesca a finire la frase, un violento colpo alla nuca lo fa svenire. Facendo molta attenzione, cerco di spostarmi da sotto il suo corpo, piombato a peso morto su di me. - Stai bene? – mi chiede una voce conosciuta. - Mi sento un po’ scosso, ma a parte quello sì, sto abbastanza bene. – gli dico, facendo scivolare anche la testa di Sfavillo giù dal mio stomaco, urtando tra l’altro le sue zanne, che mi trasmettono una parte dell’elettricità che contenevano – Grazie: non so come avrei fatto senza di te! – Lui ride: - Non mi devi ringraziare: sai bene che sul vecchio N puoi sempre contare! – mi risponde con il suo solito sorriso gentile. - Tu sei sempre così modesto? – chiede Camilla, che lo ha seguito. - Sì – gli rispondo io – Di solito si comporta sempre così: è proprio incredibile che sia il re di U… - N mi copre la bocca con entrambe le mani, come se stessi per dire chissà quale oscenità. - Ehm… cosa dite se parliamo di altro? – chiede – Ad esempio, Batuffolo, perché non ci spieghi cosa ci facevi qui? Non dovresti essere con Mindy? – Dopo essermi liberato delle mani davanti al mio becco, gli rispondo molto semplicemente: - No, la streghetta ha detto che abbiamo già fatto abbastanza danni l’ultima volta e che non aveva intenzione di fare di nuovo la stessa figura dell’ultima volta… noi inizialmente volevamo solo dimostrarle che aveva torto, ma quando abbiamo sentito quel Paride, abbiamo cambiato idea. Voi sapete cosa vuole fare? – chiedo, guardando entrambi. N non sembra avere una risposta, quindi questa volta è Camilla che prende la parola: - Credo che tu abbia frainteso il maggiordomo: lui è solo il più fedele lavoratore di Catlina, non un mostro o un organizzatore con manie omicide. Tutto quello che vuole è organizzare un ballo memorabile per la sua signora: non lo hai sentito qualche minuto fa, prima che si ritirasse di nuovo nelle sue stanze? Ha detto chiaramente che, a parte il piccolo inconveniente di quegli invitati, la festa sarebbe proseguita senza intoppi. Forse tu non te ne sei accorto, ma si è pure scusato per i provvedimenti che è stato costretto a prendere! – mi risponde con un sorriso fiero quanto il suo portamento. Una campana rintocca, richiamando i presenti al centro della sala. - Sembra che dobbiamo andare… - mormora N, prendendo per mano l’altra e dirigendosi verso la mezzaluna luminosa al centro della stanza, indicandomi prima di fare attenzione a Sfavillo e cercare di prendermene cura finché non si sarà svegliato, aggiungendo poi che non ci metterà molto. Come se non fosse sufficiente preoccuparmi della mia allenatrice: ora mi devo occupare pure di lui? Per quanto mi dispiaccia, credo proprio che lo porterò in un cantuccio e poi tornerò a godermi la cerimonia: non sono ancora del tutto sicuro che sia tutto così sicuro, ma se anche N, di cui ho grande stima, dice che è tutto OK, sarà realmente così… Afferrando la coda si Sfavillo, lo trascino in un angolo, nel quale sia meno difficile da vedere e nel quale, nel caso in cui si risvegli più furioso di prima, sarà abbastanza lontano da me da permettermi di fuggire prima di venire assalito e sbranato. Aggiustandogli in via preventiva le zampe e la coda, alla quale faccio fare un paio di giri intorno a quelle davanti, lo guardo mentre mi allontano, assicurandomi che non stia troppo male. Un po’ mi dispiace per lui, ma alla fine se lo è meritato… Le porte si aprono di nuovo e io corro sul limitare dell’ombra creata dal palco situato sopra di noi, per vedere cosa sta succedendo. - Buone notizie! – esclama entusiasta Paride, con un sorriso a trentadue denti – Lady Catlina si è finalmente svegliata! – afferma in tono solenne, voltandosi poi ad aprire di nuovo la porta, sulla quale si inchina e da una mano ad una ragazza alta e molto magra, quasi pelle e ossa, che gli sorride timidamente e lo ringrazia a bassa voce. Indossa un leggero vestito rosa e uno scialle che le copre le spalle, mentre i suoi immensi capelli biondi sono sciolti, talmente robusti e lunghi che il loro volume supera quello della loro proprietaria, facendomi chiedere come faccia lei a sostenerli. A vederlo così, il completo mi sembra una specie di pigiama o, meglio, vestaglia, data la sua forma... Dopo essersi rischiarata la voce, fa un passo avanti ed inizia a parlare: - Grazie a tutti per essere venuti. – dice con la sua flebile voce, nella quale traspare un tono che lascia intendere che si è realmente svegliata da poco – Vi chiedo scusa per avervi fatto attendere tanto, ma credo mi conosciate abbastanza da sapere che per me il sonno è una cosa sacra e non esigo di essere disturbata. Spero vi siate divertiti in mia assenza e che ora siate pronti per il reale motivo per cui siete stati invitati. - - La prego, signora – interviene Paride – Mi conceda di spiegare agli ospiti al posto suo: si è appena svegliata, quindi non è il caso che si sforzi troppo! – dice in tono servile. Lei ride, concedendogli ciò che ha richiesto. Lui dopo averla ringraziata, prende fiato e riprende a parlare, pur senza mai lasciare la mano delicata della ragazza: - Cari ospiti, il momento è finalmente arrivato: come credo sappiate, in questa notte, i gruppi di Pumpkaboo si raccolgono attorno al castello per danzare armoniosamente alla luna, sviluppando il qualche modo l’Evoluzione in Gourgeist. È un evento davvero particolare, solo oggi si verificherà, e proprio per questo motivo siete stati invitati: si dice che ballare durante questa notte porti lunga vita alle coppie e, in più, ammirare la splendida danza dei Pokémon è qualcosa di assolutamente eccezionale! – dice guardando con occhi che non lasciano dubbi Catlina. Lei fa lo stesso, ma il suo sguardo non è carico come quello dell’altro… mi chiedo se lui se ne accorga… In ogni caso, la frase successiva mi fa capire che il momento è finalmente giunto. - Ospiti – riprende il maggiordomo, guardando tutte le persone che lo osservano dal basso della sala da ballo – Il momento in cui le coppie già formate si uniranno a voi è arrivato: loro sono stati separati perché compissero l’intero cerimoniale ed aumentassero il loro affiatamento, ma ora sono pronti per riunirsi agli altri e ballare insieme a voi. – Fermandosi, sussurra qualcosa alla ragazza, che parla talmente sottovoce che, sebbene urli, è difficile anche solo udirla. Notando ciò, alla fine Paride ripete e si prende l’onore di inaugurare l’arrivo delle coppie, che commenta con un sorriso: - È con mio immenso onore che, insieme alla mia compagna di ballo, inauguro l’entrata delle coppie. – recita, spalancando insieme alla signora di casa la porta di legno, dalla quale arrivano uno per volta i gruppi di allenatori, annunciati non appena varcano la soglia del balconcino. Non ascolto tutto né osservo con attenzione tutti quelli che entrano, ma alcuni sono davvero impossibili da non notare: alcuni sono alquanto bislacchi, mentre altri sono talmente perfetti che non si può proprio fare a meno di ammirarli. Tra i primi, entra una coppia che conosco bene: il Capo, che deve essere riuscito ad infiltrarsi con l’ausilio della propria Carta Psichica, e River. Entrambi sono abbigliati come sempre, ma è proprio questo che li rende particolari: nonostante la situazione sia tanto importante, loro riescono a farla sembrare normale, agitando le mani a destra e a manca, ridendo e salutando tutti come se fossero due divi. Non riuscirò mai a capire quei due… Subito dopo di loro, entrano altri due personaggi, che da quello che so non dovrebbero essere lì… cerco di osservarli, ma lo sguardo concentrato e sospettoso di lui mi fa desistere quasi subito: ha degli occhi troppo attenti, se lo osservassi, finirei sicuramente per essere notato! Durante tutto il tempo che impiegano a scendere dal balcone sul quale Paride li ha annunciati, faccio alcuni passi indietro per sparire completamente nell’ombra, ma appena si voltano in attesa che arrivi la coppia successiva, mi avvicino di nuovo. Passano altre decine di persone, tra le quali riconosco anche Capipalestra e Superquattro, tutti perfettamente accoppiati, ma nessuno attrae particolarmente la mia attenzione se non per il fatto che ciò mi porta a pensare che abbiano una vita oltre alle lotte. Ad esempio, tra i tanti, passano coppie come Ester e Rudy, tra cui l’unica cosa in comune è l’amore per il mare, o Fannie e Rodolfo, che, eleganti come sempre, parlano una lingua tutta loro, probabilmente caratteristica delle terre da cui entrambi provengono. Chissà dove si sono conosciuti, come è successo… Preso da quelle domande, mi perdo un po’ nei miei pensieri, non facendo caso agli invitati successivi: solo quando la sala è tornata ad affollarsi, dopo che quasi tutti i partecipanti sono pronti per ballare e mancano solo gli ultimi invitati, torno a prestare attenzione a chi viene annunciato. - Signore e signori, ecco a voi Ryu e Phoebe! – annuncia Paride con un sorriso. Sapevo che entrambi sarebbero stati splendidi, ma non avrei mai pensato che avrebbero potuto arrivare a tanto… Loro, con un sorriso sul volto, si affiancano alla proprietaria del maniero, che li ringrazia per essere venuti e che dice di scendere dalla scalinata di fronte a loro. Lui, con uno sguardo che non lascia spazio a dubbi, stringe con gentilezza una mano della ragazza, mentre l’altra è impegnata a tenere ferma la lunga spada cerimoniale che porta legata alla cintura. La ragazza lo guarda e sorride, mentre con la mano libera solleva leggermente la lunga gonna, che altrimenti la farebbe inciampare. Camminano lentamente, facendosi ammirare da tutti gli altri ospiti, che rimangono immobili e senza parole. L’unico suono udibile è quello dei tacchi delle scarpe di Phoebe che risuonano sugli scalini. Per quanto non ci mettano che pochi secondi a raggiungere il piano della sala, la loro grazia sembra rallentare il tempo, dandomi il tempo di osservare entrambi fino ai minimi particolari: entrambi indossano vestiti eleganti e finemente lavorati, tanto che credo di non avere mai visto abiti belli come quelli. Lui con un paio di pantaloni attillati e una giacca di velluto, oltre che un alto paio di stivali, fa scintillare alla luce della luna e dell’illuminazione interna i particolari dorati, dello stesso identico colore dell’elsa a forma di drago che fuoriesce dal fodero, dal complesso disegno ed i colori in contrasto con quelli del completo. Anche lui, per la prima volta, sembra che abbia provato ad usare un pettine, per quanto i suoi capelli mossi abbiano comunque una piega disordinata. Lei, splendida come sempre, indossa un lungo abito scintillante, in cui risaltano in diversi punti ricami con pietre preziose e pizzi, in perfetto abbinamento con i lunghi e sottili guanti che le coprono le braccia. Il colore chiaro, a metà tra rosso e rosa, riesce in qualche modo a non scontrarsi con l’abito del compagno, decisamente più scuro. I capelli neri, raccolti in una complessa acconciatura che comprende la presenza di un elaborato chignon, dal quale pendono nastri carmini, lasciano vedere che indossa un paio di orecchini dai quali pendono delle gemme, dello stesso colore di quelle che decorano la collana dorata che le orna la gola. Non ho davvero parole… - Sono… - mormoro io. - Bellissimi? – mi chiede una voce alle mie spalle – Beh, se la pensi così, aspetta di vedere i prossimi! – mi dice ridendo. Mi volto per cercare di vederlo, ma lui si è già mosso e ora mi sta di fianco, guardano orgoglioso su per la scalinata: io seguo il suo sguardo, ma ancora non si vede nessuno. - Vuoi dire che, chiunque verrà dopo di loro, riuscirà ad emozionarci di più delle due spie? – chiedo io un po’ incredulo. Li conosciamo da parecchio tempo e da quando li abbiamo incontrati, nessuno è mai riuscito a dimostrarsi legato quanto loro… che sia finalmente arrivato qualcuno in grado di spodestarli dal loro trono di amore reciproco? - Ci puoi scommettere: nessuna coppia è migliore di loro: devo ammettere che forse lui è un po’ vecchio, ma è comunque accettabile… nel senso, nel mondo dei Pokémon, l’età è percepita un po’ differentemente, ma sembra che per gli allenatori tre anni di differenza non siano così tanti… - dice lui, senza smettere di fissare il palco, sul quale ora si stanno agitando il maggiordomo e la sua signora, che parlano con i componenti dell’ultima coppia. Il modo in cui Sfavillo sta sorridendo non mi piace affatto… - Tu sai chi sono, vero? – gli chiedo preoccupato. - Già! E sai qual è la cosa migliore? Lo sai pure tu! – esclama sganasciandosi ancora di più dalle risate. - Non vorrai dire che… - mormoro fissandolo con gli occhi sgranati. - Ebbene sì! – mi risponde lui. Io rimango senza parole: ecco cosa mi era sfuggito. -
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Di niente: te le meriti tutte -
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Ho appena finito di leggere il capitolo 33 e mi è parso molto buono: per quanto non sia eccessivamente movimentato e decisamente diverso dal precedente, a me è piaciuto molto. Il tono del racconto è decisamente calmo, adeguato allo stile descrittivo e alle lunghe sezioni di dialoghi presenti, rendendo questo capitolo diverso dagli altri ma non per questo peggiore: hai dimostrato ancora una volta di essere un bravo scrittore e riuscire ad approcciarti a generi di racconto e stili di scrittura ben diversi l'uno dall'altro ma riuscendo a renderli tutti interessanti allo stesso modo! Parlando poi del capitolo in sé, mi ha fatto piacere vedere quello che mi è sembrato essere un accenno non troppo velato alla relativa vicinanza di Raikou... non è che ci attende uno scontro leggendario? In ogni caso, a parte questo, mi è piaciuto anche il dialogo tra Kevin e l'infermiera Joy, che evidenzia il fatto che continui a cercare Entei. La parte successiva, in cui risalta l'elemento più sentimentale dei due personaggi, presente in tutta la seconda parte del testo, mi è forse piaciuta più di tutto quello che hai messo prima: il sogno del protagonista, il suo continuo essere tormentato dal suo passato e dalla sua oscurità ma soprattutto dal fatto che Kevin cerchi Anita appena si sveglia, anche se è solo per farle catturare il suo primo Pokémon, indica il fatto che un rapporto più profondo è dietro l'angolo. Il dialogo finale tra i due, in cui Anita dice che non ha paura dell'oscurità di Kevin ed in cui afferma di credere che lui non sia così mostruoso come dice, io l'ho trovato semplicemente stupendo! Come sempre, hai fatto davvero un ottimo lavoro: attendo con ansia che arrivi il prossimo capitolo! -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
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Capitolo S1: la danza dei Pumpkaboo (speciale di Halloween) parte 1 - Sei sicuro che non ci sia un modo migliore per entrare? – chiedo guardando il mio amico, che si sta impegnando al cento per cento per riuscire a scassinare la porta senza distruggerla con una scossa. - Tu hai qualche altra idea? – mi chiede, sforzandosi ancora per non scatenare tutto il suo potere. - Beh… no. – - Perfetto: quindi stai zitto e lasciami fare – mi dice concentrato. Esasperato, sospiro e mi siedo a terra, attendendo che finisca: è possibile che ogni volta che succede qualcosa di divertente Mindy ci deve lasciare a casa? “Vi annoiereste”, ci ha detto, “quindi starete sicuramente meglio qui a casa che al ballo insieme a me!” …mpf, non ho mai sentito scusa peggiore! In ogni caso, lei è la nostra allenatrice, quindi non possiamo fare altro che seguire i suoi ordini, anche se c’è una cosa che non mi è chiara: i Pokémon che la accompagnano sono ben sei, ma per qualche motivo solo noi siamo stati obbligati a rimanere rinchiusi in questo minuscolo locale che lei chiama “casa”… è vero che ultimamente abbiamo causato più disastri che altro, ma non è certo un buon motivo per non ritenerci affidabili! - Pensi che ci metterai ancora molto? – chiedo a Sfavillo, che ora sta cercando di incanalare tutta l’elettricità in un solo dito della zampa anteriore per far scattare la serratura. Udire le mie parole lo sorprende, tanto che perde la concentrazione e rilascia una scarica troppo forte, che anziché colpire la parte metallica della porta, colpisce in pieno la parte in legno, facendola andare a fuoco con un gran fumo. - Hai visto cosa hai fatto!? – mi chiede infuriato, facendo fuoriuscire decine di scintille dalle guance e dalle fasce gialle che gli ricoprono gli arti. - Uff… non è il caso di agitarsi in quel modo… - gli dico, lanciando un Idropompa che blocca immediatamente le fiamme e, al contempo, scardinando per buona parte la porta. - Come non è il caso!? Oltre che avermi fatto bruciare la porta, ora l’hai pure scassinata!! Come faccio a restare calmo!? – mi chiede ancora più arrabbiato. - Beh, ad esempio potresti pensare che potrei ripararla con un Geloraggio… in somma: il nostro intento era quello di aprire la porta e mi sembra ci siamo riusciti. Cosa vuoi di più? – gli chiedo ancora calmo io. - Ad esempio vorrei che Mindy non ci sgridasse di nuovo come ha fatto l’ultima volta. – mi dice, sbollendo un po’ la rabbia. Era ora che capisse che non c’è nulla che non va: ora possiamo entrare e tanto mi basta. Con passi svelti e felpati, il mio amico si infiltra nell’enorme palazzo nella quale è ospite la nostra allenatrice, seguito da me, che cerco di risistemare la porta prima di saldarla con il mio attacco di Ghiaccio. - Ehm… Sfavillo…? – chiedo io, voltandomi e notando che è buio pesto. - Sì?- mi chiede lui, i cui occhi fosforescenti risaltano in fondo al corridoio. - Non è che potresti venire qui ad aiutarmi? Sai bene che io e l’oscurità non andiamo particolarmente d’accordo! – gli sussurro, sapendo che non molto lontano si sta svolgendo la festa. Lui ride, poi mi si avvicina e mi sfiora con la lunga coda a forma di stella, che fa lampeggiare a ritrmo con le lente note che risuonano per le pareti. - Che aspetti? – mi chiede sganasciandosi dalle risate – Attaccati, così proseguiamo! -. Un po’ restio, alla fine gli afferro la protuberanza luminescente che mi fa oscillare davanti agli occhi, sentendo un leggero pizzicore dovuto all’elettricità che pervade perpetuamente il suo corpo. Dopo essersi assicurato che io fossi pronto a seguirlo, comincia la sua marcia verso il salone dove si trovano tutti gli ospiti, compresa la nostra allenatrice. Man mano che ci avviciniamo, noto che la musica si distingue di più ed i lunghi corridoi, inizialmente illuminati solo da poche rare fiaccole, si riempiono di lampade sempre più numerose, che ad un certo punto mi permettono anche di camminare senza l’aiuto di Sfavillo. Durante tutto il percorso nell’oscurità più assoluta, entrambi siamo stati zitti, come se anche pronunciare una sola parola potesse richiamare l’attenzione dei signori di casa, ma ora che la via comincia a rischiararsi, ci sentiamo più al sicuro e liberi, confidando nel fatto che il melodico suono prodotto dall’orchestra ancora più vicina copra le nostre voci. - Tu hai idea di dove stiamo andando? – chiedo al mio amico, che mi sta di fronte e mi guida. - A dire la verità… no! – esclama ridendo – Ma alla fine è anche questo che rende interessante la nostra gita: cos’è più interessante di un castello stregato ed inesplorato? – chiede entusiasta. - Beh, a mio parere ci sono molte cose più interessanti di questa: una seduta dal dentista, ad esempio! A proposito, te l’ha mai detto nessuno che ne avresti proprio bisogno? Quei canini sono troppo lunghi e appuntiti e hai gli incisivi leggermente storti! – gli dico, pungolandolo con l’ala. - Ehi! – mi risponde lui, scatenando un piccolo fascio di fulmini – I miei denti sono fantastici! – mi dice mostrandomeli in un ringhio – Piuttosto, pensa per te: anche tu non è che ci sia mai stato, dal dentista! – mi fa notare. - E con ciò? – gli chiedo io – Ti ricordo che io sono un Volante, quindi i denti non ce li ho: è ovvio che non ci sia mai stato! – gli dico, con un perfetto tono da professore. - Guarda che essere un tipo Volante non significa nulla: pensa a Gyarados, ad esempio! Lui è un Acqua/ Volante, ma di denti ne ha più di me! E, poi, ti ricordo che tu NON sei un Volante, che mi risulti! – mi fa notare di nuovo lui, con un sorriso che si fa largo sempre di più sul suo volto. Accidenti… non pensavo che ci avrebbe fatto caso… - Beh, forse tu non lo sai, ma si dà il caso che la nobile casata dei Von Empoleon discenda da un’antichissima stirpe di Acqua/Volante, terminata col mio trisavolo Edward Von Empoleon, che dato che soffriva di vertigini e adorava rompere lastre di ghiaccio, decise di sostituire il tipo Volante con l’Acciaio – cerco di giustificarmi io. - Sei sicuro che sia così semplice cambiare tipo? – mi chiede scettico. - C-certo! Non hai mai sentito parlare di Togepi e della sua linea evolutiva? Loro fino a poco tempo fa erano di tipo Normale, ma poi hanno deciso che il tipo Folletto era più consono e sono cambiati! – dico puntandolo con l’ala. In realtà non sono del tutto sicuro che quello che ho detto è corretto, ma d’altra parte sono in difficoltà… cosa posso fare se non sparare la prima cosa che mi viene in mente? D’altra parte, l’importante è recuperare terreno, non come si fa. Lui mi guarda ancora strizzando gli occhi, come per cercare di perforarmi con la sua vista a raggi X. Io, a corto di idee, sparo ancora la prima cosa che mi passa per la mente, giusto per cambiare argomento - Non è che, oltre ad un apparecchio per i denti, avresti bisogno anche di un paio di occhiali? Per un Pokémon che vede attraverso le pareti come te, è grave dover sforzare così tanto la vista… non è che stai diventando cieco? – gli chiedo, sforzandomi per non ridere. Lui in un primo momento sembra infuriato come un Mightyena che non mangia da una settimana, ma per fortuna dopo avermi guardato fisso negli occhi per qualche secondo, trattenendosi con tutte le sue forze, alla fine crolla a terra, rotolandosi dalle risate. Uff… anche questa volta l’ho scampata! Facendo attenzione a non toccare il suo corpo, che ad ogni movimento si ricarica di elettricità e che, combinato con il mio corpo da perfetto conduttore, mi farebbe prendere una scossa talmente forte da farmi vedere le stelle. Cammino per il corridoio e giro l’angolo, osservando che proprio infondo al percorso che mi sta davanti si nota una grossa porta, accostata e decisamente pesante, dalla cui apertura fuoriesce un piccolo spiraglio di luce. Immediatamente, felice di essere finalmente giunto al luogo che cercavamo, corro indietro a richiamare Sfavillo, che sembra ormai senza fiato, ancora steso a terra a ridere. - Siamo arrivati: oltre l’angolo c’è la porta che conduce alla sala dove c’è la nostra allenatrice! Forza, piantala di sghignazzare e andiamo a riprenderci ciò che è nostro! – lo richiamo io. Lui, con la lentezza e scherzosità che lo distingue, si solleva continuando a ridere, scuotendosi poi per liberare il lucido pelo nero dalla polvere che si trovava a terra. - Beh, se è così cosa aspetti? Mindy ci sta aspettando! – dice aggiungendo all’incitazione qualche scintilla. Con un sorriso, confermo con un gesto della testa ed insieme ci incamminiamo verso l’entrata. A turno, indecisi se irrompere semplicemente nella sala o meno, sbirciamo nello spiraglio, cercando di capire cosa sta accadendo. Da quello che posso vedere, la sala è gremita di gente, per la maggior parte di alta estrazione sociale, che si diletta a chiacchierare e ascoltare la musica prodotta dall’orchestra sinfonica, probabilmente posizionata in un angolo dal quale può creare quell’atmosfera senza interferire con i festeggiamenti dei partecipanti. Ora, la maggior parte di loro sta attorniando un enorme tavolata, sulla quale è disposto ordinatamente un buffet imponente, ma ci sono alcuni individui che, sussurrandosi qualche parola ed indicando una zona che non mi è possibile vedere, cominciano ad attirare anche l’attenzione degli altri. - Ehi, cosa sta succedendo? Avanti, lascia guardare un po’ anche me! – mi chiede Sfavillo, che mi tira una scossa per farmi scansare. - Non serviva folgorarmi! – gli rispondo, recuperando fiato dopo quella botta. - Se non l’avessi fatto, tu non ti saresti mai spostato… - dice lanciandomi un ultimo sguardo fulminante e poi dedicandosi esclusivamente all’ammirazione dello scenario che gli si pone davanti. - Mmm… interessante…. – mormora – secondo te perché ora tutti stanno guardando da quella parte? – - Non ne ho idea, ma credo sia qualcosa di molto importante se riesce ad incuriosire tutta quella gente! – esclamo io. - Beh, quello è poco ma sicuro… non so tu, ma io voglio entrare e vedere con i miei occhi! – dice, sorridendomi e poi addentrandosi nella sala con i suoi passi silenziosi ed aggraziati, mantenendosi nell’ombra per non essere notato. Io cerco di imitarlo, ma pesando il doppio di lui ed avendo molto meno affinità con la velocità e la furtività, mi risulta piuttosto difficile: per fortuna sono tutti concentrati nell’avvenimento e il suono prodotto dai ritmici tamburi copre i tonfi dei miei passi, che avanzano in perfetta sintonia, aumentando l’eco degli strumenti. Ritirandomi in un angolo buio, sotto una balconata, vedo che Sfavillo mi si avvicina, mi sorride, probabilmente felice che lo abbia raggiunto, e poi mi indica di guardare ciò che sta succedendo. La musica, ora, sembra quasi farsi assente, mentre un elegante maggiordomo esce da una porta sopraelevata, oltre la quale si estende un piccolo balcone ed una lunga scalinata. - Signore e signori, benvenuti nell’umile dimora delle vacanze di Lady Catlina – dice con un profondo inchino – Io sono Paride, il vostro ospite, e oggi sarò colui che guiderà la vostra permanenza nel maniero. – continua aggiustandosi gli occhiali e lisciandosi i capelli pettinati all’indietro. Non so perché, ma il suo tono non mi piace per nulla… - La signorina è felice che così tante persone abbiano aderito al suo festeggiamento e non vede l’ora di mostrarvi il suo caloroso benvenuto: tra poco, appena si sarà completamente risvegliata dal suo ultimo sonno, sarà qui con noi, a deliziarvi con la sua presenza e ad inaugurare il ballo. – dice con un sorriso – Come penso sappiate, abbiamo richiesto a tutti voi di partecipare, se possibile, con il vostro partner, per il semplice motivo che un ballo non sarebbe tale se non fosse con qualcuno a cui si rivolge particolare attenzione! – esclama, facendo ampi gesti con le braccia – Ma, purtroppo, una vasta parte di voi si è dichiarata single o, comunque, non idonea ad avere un compagno… - dice con un tono visibilmente dispiaciuto. Non so cosa pensare… questo tipo sembra abbastanza strano, come se avesse un copione da rispettare ma allo stesso tempo provasse realmente l’entusiasmo e le altre emozioni che dimostrano le sue parole. Una cosa è certa: questo deve essere di sicuro un maggiordomo molto legato alla sua signora, a giudicare da come gli si sono illuminati gli occhi quando l’ha nominata. Dopo alcuni secondi di pausa, riprende a parlare con il suo sorriso da solerte domestico: - In ogni caso, non vi dovete preoccupare: come penso abbiate potuto notare, alcuni di voi sono stati richiamati da Lady Catlina, mentre tutti gli altri hanno continuato a divertirsi nella sala in cui vi trovate ora, che altro non è della sala da ballo. Signore e signori, il Ballo dei Pumpkaboo sta per cominciare, ma non è ancora troppo tardi per trovare un partner per il ballo! – esclama, alzando entrambe le braccia, come ad dimostrare il suo eccessivo entusiasmo ed incoraggiare i presenti a seguire i suoi suggerimenti. Le persone si guardano un po’ confuse ed incuriosite, creando un leggero brusio, che si zittisce non appena il maggiordomo riprende a parlare. - Signore e signori – dice estraendo l’orologio a cipolla – tra venti minuti esatti il ballo avrà inizio: usate questo tempo prezioso per prepararvi al meglio per il ballo. La signorina vuole che ognuno di voi abbia più divertimento possibile e ritiene che solo ballando lo avrete! Detto ciò, torno a ritirarmi: sarò di nuovo da voi al termine del tempo che vi è stato concesso. – dice, schioccando le dita. Improvvisamente, un’enorme finestra posta sul soffitto si apre, permettendo alla luce lunare di entrare nella sala, che subito si fa più buia. - Come potete vedere – riprende – Quella finestra permette alla luce lunare di entrare, creando un cerchio sul pavimento: esso si restringerà sempre di più, fino a sparire completamente: quando ciò accadrà, il vostro tempo sarà scaduto. Buon divertimento. – Dopo aver concluso con un nuovo profondo inchino, l’uomo sparisce di nuovo oltre la porta da cui è entrato. - Non so a te, ma a me quel tipo mette i brividi… - mi sussurra Sfavillo, che scuote l’immensa criniera, rilasciando alcune scintille e liberandosi della superficie di gelo che gli ricopre il corpo. - Anche a me… non so come mai, ma quel suo tono non mi è piaciuto per niente: è troppo sospetto! – esclamo. - Beh, non è che sia una cosa tanto strana per un maggiordomo… in ogni caso, ora dobbiamo trovare Mindy: se questo posto è pericoloso, il minimo che possiamo fare è sventare i piani di quell’Empoleon occhialuto! – dice lui, cominciando ad esaminare la porta con la sua vista a raggi X, mentre io osservo la sala in fermento, con tutti gli ospiti che si affannano per trovare un compagno degno di questo nome. Solo ora, mi accorgo che tra i vari personaggi che si trovano nella stanza, ce ne sono alcuni che ricordo di aver già visto, ancora più evidenziati dal fatto che, una volta messi d’accordo, si separano dal resto delle persone, avvicinandosi a noi. Nonostante non siano gli unici che lo fanno, per qualche motivo la loro è l’unica coppia che attira la mia attenzione: probabilmente ciò deriva più che altro dal fatto che ho già incontrato entrambi e sono soggetti decisamente importanti. Lei, dall’aria posata ed altezzosa, con i lunghissimi capelli biondi che risaltano sul vestito scuro; lui dai capelli verdi legati in una coda ed i vestiti per la prima volta raffinati. Onestamente non pensavo che loro due avrebbero potuto formare una coppia, esattamente come non pensavo di poterli trovare qui, ma è evidente che, in situazioni come queste, ci si adatta un po’. Forse lei è un po’ vecchia in confronto al compagno, ma tanto devono solo ballare insieme, niente di più niente di meno: probabilmente poi si divertiranno a chiacchierare delle leggende delle proprie regioni, considerando che entrambi sono esperti di mitologia e hanno avuto modo più di una volta di venire a contatto con i Pokémon Leggendari… Continuo ad osservare la stanza, mentre il tempo passa Sfavillo cerca di capire cosa sta accadendo dietro le quinte. Deve essere davvero difficile, a quanto pare, perché è da moltissimo tempo che non mi dice nulla, completamente concentrato sulla porta di legno. Non emana più nemmeno una scintilla, mentre i suoi occhi ardono di energia come mai prima d’ora. - Sei riuscito a scoprire qualcosa? – gli chiedo dopo un po’. - No, purtroppo nulla: chiunque abbia costruito questa casa, è stato proprio bravo, perché i muri sono talmente spessi e vicini l’uno all’altro che non riesco a capire dove inizia una parete e finisce quella successiva… vedo solo tante ombre sovrapposte, ma niente di più… - - Peccato… - mormoro io – Questa volta dovremo solo aspettare e vedere… almeno sembra non manchi più molto! – gli dico, indicando il piccolo angolo rimasto ancora luminoso. - Già, a occhio e croce, considerando la dimensione di partenza, saranno rimasti sì e no due minuti – mi risponde lui, sbattendo più volte le palpebre per riportare la vista alla normalità. Oramai sono pochi gli ospiti ancora non accoppiati: la maggior parte, sebbene probabilmente controvoglia, si è spostata dal centro della sala insieme ad un invitato dell’altro sesso, attendendo che il tempo scada e che il maggiordomo torni a dare spiegazioni. Cerco tra i pochi rimasti da soli qualche faccia nota, cercando di capire per quale motivo il domestico voglia che ognuno non sia da solo, ma mi sembra di non conoscere nessuno. I rimasti sono solo alcuni nobili troppo orgogliosi per parlare con qualcuno di un ceto sociale più basso o, più probabilmente, persone abbastanza fastidiose da fare in modo che nessuno voglia rivolgere loro la parola… in ogni caso, l’importante è che non ci sia nessuno di cui mi interessi. Mindy, dato che non si vede da nessuna parte, deve essere per forza in quel gruppo di persone che sono state richiamate dal maggiordomo, quindi se le doveva succedere qualcosa, sicuramente le è già successo. Possiamo solo sperare che non fosse niente di grave e che non sarà necessario mandare a fuoco l’intero edificio come l’ultima volta per salvarla. - Batuffolo? - mi chiama Sfavillo picchiandomi una zampata sul fianco. - Cosa c’è? Non vedi che sto meditando!? – gli chiedo, sentendo i pensieri che si allontanano sempre di più. - Penso che sia stati scoperti… - mi sussurra. - Davvero? E cosa te lo fa pensare? – chiedo io arrabbiato. - Il fatto che N e Camilla ci stanno salutando. – mi dice con un tono che non riesco a descrivere. Mi volto verso di loro e vedo che entrambi, tendendosi per mano, agitano l’altra con un sorriso. Non ci voleva… Io, con un sorriso fin troppo forzato, agito un’ala, imitandoli. - Ehi, cosa stai facendo!? Così rischi solo di attirare la loro attenzione! – mi sussurra lui, scaricando qualche scintilla per la tensione. - Se non si fosse capito – gli rispondo io – Abbiamo GIÀ attirato la loro attenzione. Ora dobbiamo solo cercare di non richiamare gli altri più di quanto non stiamo già facendo. Sono solo due le parole d’ordine: carini e coccolosi – dico continuando ad agitare l’ala. - Ne sei sicuro? – mi chiede. - Certo che ne sono sicuro: questo è un metodo di deviazione dell’attenzione che i miei avi si sono tramandati per moltissime generazioni ed ha sempre funzionato! – - Se lo dici tu… - mormora, mettendosi a sua volta a mostrare i denti appuntiti ed agitare una zampa davanti. Dopo essersi scambiati uno sguardo divertito, i due si trattengono per non scoppiare a ridere. Sembrano voler azzardare qualche passo verso di noi quando le porte di prima si spalancano ed il maggiordomo torna a mostrarsi, facendoli voltare di scatto. - Buonasera. Come vi avevo detto, venti minuti sono passati, quindi rieccomi qui insieme a voi – dice col suo tono affabile – Sono felice che molti di voi abbiano trovato qualcuno con cui ballare, ma al contempo sono veramente rattristato che alcuni di voi abbiano deciso di rimanere soli: purtroppo, non posso permettervi più di restare… - dice diventando improvvisamente serio. Tutto quelli rimasti al centro della sala cominciano a guardarsi preoccupati, rivolgendosi poi al maggiordomo con aria furiosa. - Cosa intendi Paride!? Dopo averci invitato, ci vuoi cacciare così!? – chiede uno degli invitati. - Mi dispiace, signore, ma il regolamento è chiaro: solo coloro che sono accompagnati da un partner potranno prendere parte al ballo. Ora, vi chiedo cortesemente di abbandonare il maniero. – - Non penserai che ce ne andiamo così!? – gli risponde un altro, riscontrando un certo successo tra i propri simili, che estraggono delle Pokéball, pronti a lottare pur di restare. Lo sguardo del cameriere si fa improvvisamente fosco: - Sapevo che avreste opposto resistenza… - dice schioccando le dita e facendo aprire nuovamente la finestra sul soffitto. Dall’enorme lampadario si calano alcuni Chandelure, dal pavimento alcune ombre si trasformano in Gengar. La luce della finestra, ora, delimita un cerchio perfetto, nel quale sono racchiusi tutti i battaglieri invitati. Sul perimetro più chiaro, si dispongono i Pokémon Spettro, impedendo ogni via di fuga. Sul corpo di ognuno di loro brilla uno strano prisma. - Pokémon! – ordina ad alta voce il maggiordomo – Liberatevi di loro. – Con un cenno di assenso, gli Chandelure cominciano a girare in tondo, mentre i Gengar sorridono divertiti. Improvvisamente, da ognuno dei loro corpi si espandono delle emanazioni di ombra, che in poco tempo prendono la forma di braccia, che si alzano e subito dopo, sovrapponendosi le une alle altre, creano una vasta cupola di oscurità, che impedisce di vedere ognuno dei poveri invitati. Le urla di terrore spariscono insieme alle ombre: quando i Gengar tornano ad essere un tutt’uno con il pavimento e gli Chandelure tornano ad illuminare il lampadario di cristallo, il silenzio regna nella sala. Abbraccio Spettrale…. Non pensavo esistesse davvero… Tutti guardano sbalorditi il calmo maggiordomo. - Siete pronti, signore e signori? Spero tanto di sì, perché questo non è che l’inizio… - -
[Commenti] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Un po' in ritardo, ma anche io arrivo a commentare la tua ultima fatica, che devo dire mi ha lasciato davvero senza parole! Questo capitolo, come hanno già detto anche gli altri, ha poco a che fare con il mondo dei Pokémon che tutti conosciamo, ma non per questo è meno bello o interessante: al contrario, io penso che tu sia riuscito a rendere questo capitolo a dir poco perfetto, offrendo spunti di riflessione e mostrando un lato di questo mondo fantastico che fa parte anche del nostro. Sei riuscito a trattare l'argomento in un modo che non mi sarei mai aspettato, dando alla storia un aspetto più maturo rispetto al passato, oltre che ad evidenziare un problema molto grave che ci affligge. Tramite il lungo dialogo, che ha occupato la maggior parte del testo, sei riuscito a trasmettere sia i sentimenti di Anita, talmente ben descritti tramite le sue parole e le brevi descrizioni da sembrare quasi reali, che la personalità del protagonista, sempre freddo ma comunque interessato alle vicende della ragazza. Per quanto mi è sembrato che alcuni non abbiano apprezzato il suo comportamento distaccato, io l'ho trovato coerente con il fatto che sa di avere dentro di sé un oscurità difficile da controllare e che nemmeno lui conosce fino in fondo, quindi non vuole avvicinare qualcuno a cui sa di poter fare del male. Poi, devo dire anche che, per quanto possa sembrare poco, a me è parso che la sua reazione alla fine del racconto, quella che lo ha portato a stringere a sé la ragazza, sia più che soddisfacente e adeguata al suo carattere introverso: se fossi stato io al suo posto non avrei fatto niente di più di quello che hai raccontato, proprio a causa del mio carattere. Molti probabilmente, per rendere la scena più romantica, più dolce o, forse, più memorabile, avrebbero ornato il tutto con qualcosa di un po' più passionale di ciò che hai raccontato, ma io trovo che non avresti potuto fare di meglio: anche questo particolare contribuisce a caratterizzare il personaggio e a dargli un tocco di realtà in più. Come al solito, hai fatto un ottimo lavoro: aspetto con ansia il prossimo capitolo! -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 21: La fuga - Non serve arrabbiarsi adesso: dovevi pensarci prima, se non volevi che venisse coinvolta! – le risponde il ragazzo, il cui mantello sventola al rallentatore. - Uff… darmi ragione ti pesa proprio tanto, eh? – sbotta lei, guardandolo male. - Zitta e lavora: dobbiamo portarli via prima che la distorsione finisca! – conclude lui, rimboccandosi le maniche e cominciando a lavorare alla massima velocità. Seguendo l’esempio del compagno, la ragazza prende me e Mindy, mentre l’altro fruga nelle tasche di N, prendendo la Pokéball di Zoroark e facendolo ritornare al suo interno. Fatto ciò, solleva N e lo porta fuori insieme a noi. - Andiamo Delphox! – dice l’allenatrice, facendosi seguire dal Pokémon, che fino a quel momento agitava la bacchetta di legno per mantenere attiva la Distortozona. Appena usciti dalla stanza, che il ragazzo blocca istantaneamente con un Radicalbero del proprio Sceptile, tutti e due ci rimettono a terra. Per un attimo, rimaniamo fermi, con N che riluttante ringrazia Ryu e Mindy che guarda Phoebe sentendosi in colpa, mentre io cerco di svegliare Sfavillo, che ora è tornato a dormire tranquillamente. - Forza – ci incalza il ragazzo-spia - Lì dentro c’è ancora un Pokémon Leggendario in grado di passare attraverso le pareti, un gruppo di persone che hanno cercato di distruggere il mondo e l’attacco di Delphox non durerà ancora molto – Senza attendere una risposta, comincia a correre nel corridoio e su per le scale, seguito da N che fa uno scatto per stargli dietro, mentre io e Mindy rimaniamo indietro, insieme a Phoebe, che mentre corre ci rimprovera. - Cosa vi è saltato in mente per scappare così? Non sapete che è pericoloso? Va bene che Little Surge ha rovinato i piani, ma vi avevo detto di rimanere dov’eravate, non di cominciare a vagare senza meta per la base! Ci pensate a cosa sarebbe potuto succedere se non aveste incontrato Natural? – ci dice arrabbiata. - Beh, ecco… - comincia Mindy, che però è già abbastanza triste e spaventata di suo: non è certo il caso di infierire così! - Non è colpa nostra se voi non siete tornati in tempo! – intervengo io – Se avessimo fatto come ci avevi detto, di sicuro adesso non staremmo scappando da quei brutti ceffi, ma saremmo ancora lontani mille miglia dalla via d’uscita! – - Non significa niente! – strilla di nuovo lei – Siete in pericolo! Non vi pare che sarebbe stato molto meglio rimanere insieme a quel Meowth parlante e sapere che nessuno vi avrebbe mai potuto fare del male? – - No, ovviamente no! – le rispondo io, ma metà della frase viene persa nel fracasso prodotto da Sceptile, che ha lanciato un Focalcolpo contro Darkrai, finalmente liberato dalla Distortozona. Sia Phoebe che Mindy si voltano, guardando giù per le scale che stiamo salendo, ma un gesto del Pokémon Foresta dice a entrambe di proseguire e che ci penserà lui a fermarlo. Così fanno, accelerando ancora il passo e sperando che quell’interminabile rampa giunga alla fine. Ormai sarà il quinto pianerottolo che passiamo, ma ancora non si vede la cima e i passi di Ryu e N risuonano lontani, segno che la cima non arriverà molto presto. Un lampo di luce in cima alle scale e uno strano rombo alla loro base ci sorprendono. - Cosa…? – chiede la streghetta, fermandosi e guardando giù. - Non ora! – le dice Phoebe riprendendo a strattonarla su per le scale – Non ci possiamo fermare sapendo che quei tipi ci potrebbero essere dietro da un momento all’altro! – Continuiamo a correre, sempre più su, cercando di non pensare ai rumori provenienti dalle nostre spalle, ma nonostante tutto non posso fare a meno di pensare che Sceptile è lì da solo con… - No… - mormoro. - Cosa c’è? – chiede la ragazza, udendomi. - Sfavillo… lui è rimasto là sotto! – grido cercando di sovrastare il chiasso provocato da un nuovo attacco. - Ci penso io! – dice Delphox, lanciandosi giù per le scale correndo a quattro zampe e tenendo il lungo bastone che le fa da bacchetta infilato nella manica di pelliccia. Un attimo dopo, lanciandosi in picchiata ad una velocità inverosimile nella tromba delle scale, ci passa vicino uno Skarmory che riconosco unicamente per il riflesso della mia faccia sulla sua lucida armatura. Lo scontro là sotto si sta facendo sempre più movimentato. Corriamo ancora, sempre più veloci raggiungendo dopo quelle che mi sembrano ore la fine di quell’enorme salita. Può sembrare strano, dato che Mindy mi ha tenuto in braccio per tutto questo tempo, ma mi sento stanco come se avessi lottato ininterrottamente per un intera settimana. - Perché vi siete fermati? – chiede Phoebe, guardando i due ragazzi, bloccati davanti alla porta che conduce al tetto. - È chiusa. – dice calmo Ryu. - E quindi? Aprila! – gli dice. - Forse non hai capito: è chiusa a chiave! – - Uff… questi uomini si fanno troppi problemi… - mormora irritata estraendo dalla tasca una Pokéball. - Non vorrai… - dice quasi spaventato il giovane. - Hai un'altra idea? – chiede lei. - Beh… no. – - Allora fammi il piacere di tacere e lasciarmi fare! – Facendo qualche passo a ritroso per dare lo spazio al suo Pokémon di uscire, lancia in aria la sfera, dalla quale esce un enorme Gyarados, che senza tanti complimenti scardina immediatamente la porta con un furioso Iper Raggio. - Visto? Non era tanto difficile! – esclama Phoebe facendo ritornare il Pokémon e attraversando il varco ancora fumante. - Ma tu riesci a sopportarla veramente? – chiede N. - Credimi, a volte è proprio difficile, ma d’altra parte non penso che potrei riuscire a stare senza di lei… - ride Ryu. Io e Mindy ci scambiamo uno sguardo d’intesa, che poi condividiamo con N, che subito lo pungola con il gomito, disegnandosi sul volto un sorriso bambinesco che stona con il resto della sua immagine altisonante: - E così ti sei preso proprio una cotta, eh? – - C-cosa!? Io? No, è solo… solo un’amica, una collega. Una persona con cui lavoro. Niente di più! – dice arrossendo visibilmente. - Certo, come no? – gli risponde N, continuando a tirargli gomitate, sulle sue braccia conserte, come a cercare di limitare l’esternazione dell’imbarazzo che prova – Pensate che vi sposerete presto? – - Argh… sta’ zitto N! – sbotta il ragazzo, picchiandogli una manata sulla spalla e fuggendo dalla situazione cambiando argomento – Ora dobbiamo pensare solo ad andarcene da qui! – Con un fischio, richiama i suoi Pokémon, che appaiono dopo pochi secondi. Con un salto agilissimo, si para davanti a noi l’enorme Pokémon Foresta, il cui corpo è decisamente più alto e forte di come me lo ricordavo, senza poi contare l’enorme coda a forma di pino, che è fin troppo lunga in proporzione al corpo, e lo stranissimo arbusto che gli copre il petto. - Questo penso sia tuo. – dice porgendo alla mia allenatrice quel felino iperattivo di Sfavillo. - Sfavillo! – esclama la mia allenatrice mettendomi a terra e afferrando l’altro suo Pokémon – Pensavo che non ti avrei più rivisto! – dice stringendolo tanto forte da fargli emettere alcune scintille. - Grazie – dice poi rivolgendosi a Sceptile – Senza di te sarebbe sicuramente stato perso. Grazie ancora per esserti preso cura del mio Pokémon in un momento difficile come questo. – - Beh, a dire la verità, è stato molto più utile di come potrebbe sembrare! – ride il Pokémon Foresta, ritornando con un bagliore improvviso alla sua forma normale, che in effetti è quella che ricordavo – Grazie alle sue scariche e alla mia Abilità Parafulmine ho potuto usare degli attacchi davvero potenti! Dovrei essere io a ringraziare voi! – - Scep, piantala di gingillarti. Non siamo qui per lusingare le bambine! - strilla Skarmory, lasciando cadere a terra Delphox, che ha portato sul suo dorso fino a noi. Senza attendere un istante di più, si fionda fuori per l’apertura creata da Gyarados, dando l’esempio a tutti gli altri. Ryu e Sceptile decidono di rimanere per ultimi, facendo passare prima N, Mindy con Sfavillo in braccio, me e per ultima Delphox. Quando tutti sono passati, il Pokémon Erba usa un nuovo Radicalbero per serrare la porta ormai inesistente. Ci troviamo sul tetto, esposti alla fresca aria notturna. Nel cielo posso ammirare tutte le stelle ed in lontananza sento ululare Rockruff. La luna non ha mai avuto un aspetto migliore. Non sono solo io che ammiro il cielo, ma anche la mia allenatrice ed N, che hanno incantato le due spie, che osservano sorridenti la coppia. - Era da mesi che non vedevo un cielo così… - mormora N. - Anche a me non è capitato tanto spesso: è come un sogno, dopo tanto tempo rinchiusi lì dentro. – risponde Mindy accennando alla sede di Giubilo TV. - Beh, in realtà non è che sarà passato così tanto tempo! Un paio d’ore? Forse di meno? – chiedo io. - Stando al mio orologio – interviene Ryu – Sono le 3.47, quindi sono passate circa cinque ore da quando ti abbiamo trovato. – - Beh, a me sono sembrati dei giorni interminabili. Non pensavo che avrei più sentito quest’aria scompigliarmi i capelli! – - Dai, Mindy! Non puoi essere così drammatica! Hai dieci anni: dovresti essere allegra e giocosa, non depressa come me! – ride N. Mi piacciono questi momenti… anche se sono veramente poco, mi fanno sentire felice come non mai. Un violento colpo comincia a sradicare le radici lignee di Sceptile. - Oh-oh, mi sa che qui è ora di levare le tende. – dice calmo Ryu. - Già, qualcosa lo suggerisce anche a me – conferma Phoebe cominciando a richiamare la propria Delphox. - Beh, non è che sia così male. – continua Ryu, richiamando Sceptile e Skarmory – È da un sacco di tempo che non faccio una cosa del genere! – - Non mi vorrai dire che… - comincia la ragazza, con un tono a metà tra l’arrabbiato e l’annoiato. - Ebbene sì. – dice Ryu felice come una pasqua. - Ma… cosa vuoi fare con loro? Non riusciranno mai a starci dietro! – cerca di convincerlo Phoebe, sbraitando. - Ti potrei ricordare che tu non sei obbligata a venire con me? Anche tu, se non sbaglio, hai un certo volatile… Beh, basta che lo chiami e insieme mostrate la strada ad N e Mindy! – dice cominciando a correre eccitato verso il parapetto. - Ok, potrei anche mostrar loro la strada, ma… tu vorresti andare avanti da solo? Senza di me? E come pensi di far volare la bambina? Lei non ha Pokémon volanti! – Con un salto, il giovane sale sul basso muro di cemento: - Andando in ordine: Sì, Sì e… se serve, le cedo il mio Salamence. Comunque non ti preoccupare, non farò stupidaggini! Andiamo, voglio solo divertirmi un po’! – - Uff… come vuoi. – concede alla fine la ragazza. - Perfetto allora! Ci vediamo dal capo! – dice infine Ryu, lasciandosi cadere all’indietro. Un lungo fischio e un boato dopo, una colonna di colore verde e nero, ornata in vari punti da decorazioni luminose arancioni, compie due giri sopra la nostra testa e scompare alla velocità del suono. - ESIBIZIONISTA!!! – gli strilla Phoebe, mettendo le mani intorno alla bocca per ampliarne il volume. Tutti e tre ridono, ma a me non sembra che ci sia qualche cosa di divertente: siamo sulla vetta di un edificio di otto piani più almeno un paio aggiuntivi per arrivare fino al tetto, un gruppo di pazzi scatenati che vuole conquistare il mondo sta per raggiungerci e quello che mi è sembrato essere il nostro miglior combattente è sparito. Perché ridono!? Dobbiamo muoverci, se vogliamo scappare! - Scusate se interrompo il vostro attimo di giubilo, ma sembrerebbe che non siamo ancora in salvo… - dico indicando la massa di Pokémon infuriati che si sta apprestando ad invadere il tetto. - Ma no, non c’è fretta! – dice Phoebe, mettendosi pure lei a fischiare – Bene, ora dobbiamo aspettare solo pochi minuti ed arriverà il mio destriero! Intanto, N, cosa dici di chiamare il tuo e, magari, concederne uno a Mindy, dato che Ryu sembra essersene dimenticato? – - Certo, lo faccio subito! – dice lanciando sia la sfera bianca che quella nera in aria. In pochi attimi, ingrandendosi sempre di più e rilasciando un’onda d’energia, sul tetto atterrano pesantemente i due più importanti Leggendari di Unima: Reshiram, dal folto pelo bianco, e Zekrom, con le dure scaglie nere. - Bene, Mindy: a te la scelta! – le dice N, indicandole i due Pokémon. Con un po’ di indecisione, solo per fare un piacere a me, richiama Sfavillo ancora addormentato nella Pokéball e sale in groppa a Reshiram. Vedendo che un primo gruppo di Houndoom ha cominciato ad approfittare della breccia creata dai Bisharp, non attende un attimo di più, seguendo l’ordine del suo allenatore e alzandosi in volo. - Ehi, a me mi lasci qui!? – gli chiedo, correndo con tutte le mie forze verso il bordo del piano. - Non ti preoccupare: ci penso io! – dice la ragazza, sollevandomi da terra e osservando una strana luce nell’orizzonte, mentre anche N monta sul suo Pokémon, librandosi nel cielo vicino alla streghetta. Che strano… quella non sembra una luce come tante altre… sembra più un’onda colorata, alla cui estremità c’è un enorme Volante, che si avvicina a noi a tutta velocità. Mi sembra quasi di riconoscerlo… la sua sagoma mi sembra familiare… Quell’enorme ciuffo biondo… la tinta rossa del corpo… l’aura dorata che emana e l’arcobaleno che lascia dietro di sé… Ok, ormai è definitivo: queste non sono spie normali! Passi Victini, che piccolo com’è non sembra neanche Leggendario, ma non possono avere dalla loro parte un colosso come lui! Con un potente battito d’ali, scaccia i nemici, dando il tempo alla sua allenatrice e a me di salirgli in groppa. - Alla base! - gli grida Phoebe, facendolo ripartire verso il mare. Liberandomi dalla stretta della giovane, mi volto, vedendo che la situazione sull’edificio non è delle migliori: ora sul tetto non ci sono solo decine e decine di Pokémon, alcuni dei quali tentano ancora di colpirci con potenti attacchi a distanza, ma cominciano a distinguersi le prime figure umane, tra cui ci sono anche quei capi che abbiamo spiato. Sembra che siamo riusciti a scappare proprio in extremis! - Vuoi tornare dalla tua allenatrice, eh? – mi chiede Phoebe ridendo – Capisco di non essere simpatica come lei, ma pensavo che potessi stare con me almeno per un po’! – Senza attendere una mia risposta, picchia col tallone sul fianco di Ho-oh, che capisce il da farsi, iniziando una lenta virata a sinistra, che conclude ruotando leggermente le ali, mettendole controvento e rallentando fino a raggiungere i due che ci stavano dietro. Io non è che abbia realmente detto qualche cosa, ma di certo tornare con la mia allenatrice non può che farmi piacere. - Mindy! – strilla la ragazza sovrastando il vento – Batuffolo dice che vuole tornare con te! Al mio tre lo lancio, quindi stai pronta a prenderlo! – - Ehi, aspetta un attimo… COSA!? – strillo io divincolandomi. Già mi viene il mal d’aria solo a volare, figuriamoci a sentire il vuoto sotto i piedi in quel modo. - Uno… - - Ti prego, no! NON LANCIARMI, STO BENE QUI! – - Due… - - SEI SORDA!? HO CAMBIATO IDEA!! LASCIAMI ANDARE!! – - Tre! – Non ho il tempo di dire un’altra parola che già mi sento solo il niente intorno. Mi viene un infarto, penso di essere già morto, di essere stato uno stupido a fidarmi di quelle spie… ma per fortuna Mindy mi prende al volo e mi stringe a sé, cullandomi sul morbido dorso di Reshiram. - Cosa dici? È stato divertente? – mi chiede sorridendo. - Beh, proprio divertente no, ma sicuramente è stato… emozionante. – Mi volto per ringraziare la ragazza, che nonostante tutto non mi ha ucciso, ma lei è già tornata in testa al gruppo, da dove ci inonda col suo arcobaleno e ci guida verso quella meta di cui ha parlato prima Ryu. Dalla direzione che stiamo prendendo, sembrerebbe essere un’isola, ma non ne sono totalmente sicuro… però so per certo che stiamo andando verso la costa, quindi mi pare la cosa più probabile. - Certo che questa è stata un notte davvero lunga. Non ti sembra, Batuffolo? – mi chiede Mindy. - Sì, decisamente una notte lunga e faticosa: non pensavo che avrebbe potuto succedere tutto questo! – le rispondo io. - Nemmeno io! – mi dice ridendo – Ma alla fine è anche stato divertente! Se non fosse per l’errore che ho fatto, a quest’ora non conosceremmo N, Phoebe e Ryu e non staremmo volando su un Pokémon Leggendario! Tutto sommato, devo dire che non mi è dispiaciuto dovermi travestire e girare tutto il quartiere generale! – - Beh, forse per te, ma io mi sono stancato da morire! – - Ma cosa dici? Ti ho portato praticamente per tutto il tempo io: come fai ad essere stanco se non ti sei mosso neanche un po’? – - La mia non è stanchezza fisica, ma stanchezza mentale: sai a quante cose ho dovuto pensare? Se non fosse per me ed i miei ragionamenti, ti troveresti ancora nello scantinato in cui ti hanno trovato a piangere! – Lei ride e mi stringe ancora più forte: - Sai una cosa? Forse hai ragione: sarei proprio persa senza di te! – È incredibile quanto affetto riesce a dimostrare con un gesto così da poco. Lei non è come tutte le altre, ma è molto meglio. Qualsiasi cosa succeda, io non mi separerò mai da lei. È una promessa. - Stando a quello che dice Ho-oh, la strada è ancora lunga. – ci dice Reshiram con voce gentile – Perché non vi riposate un po’? È tarda notte e due bambini come voi dovrebbero dormire, in questi orari. – - Sì, hai ragione, è meglio se dormiamo un po’. Questo giorno è durato anche troppo! – dice la mia allenatrice, togliendosi gli occhiali e riponendoli nello zaino. Dopo essersi sistemata i capelli in modo che non la infastidiscano troppo durante il sonno, si sdraia sul dorso di Reshiram, mettendomi poi vicino a lei. - Buonanotte! – dice infine, chiudendo gli occhi. - Buonanotte, Mindy – le rispondo io. Il soffice pelo del Pokémon Bianco verità è proprio comodo: sarebbe impossibile non addormentarsi. Chiudo gli occhi pure io, ma ci metto qualche minuto ad assopirmi. Intorno a me pochi suoni: il sottile rombo proveniente da Zekrom, intento a far girare alla potenza minima i propri motori, il leggero battito di ali di Reshiram e il tintinnio incantato della scia creata da Ho-oh. Niente potrebbe conciliare il sonno più di tutto ciò. Odo delle voci, che cantano una melodia riguardante un nuovo mondo, qualcosa di lontano e che mai avverrà, in cui gli uomini apprenderanno un nuovo modo di vivere. Non sono le voci di N e Phoebe, ma due voci più gravi… All’improvviso, quella frase mi torna alla mente e mi alzo di scatto. Da Reshiram e Zekrom la nuova cultura verrà cantata in viaggio: Dove siamo: -
Nintendo Switch non sarà utilizzabile come secondo schermo!
Nevix ha risposto a una discussione di Monochromatic in Notizie
Beh, non esageriamo: io il secondo schermo non l'ho trovato così male, né un'idea fallimentare! Ovviamente è questione di gusti personali, ma io credo che come idea di base fosse davvero buona, solo che è stata sfruttata male. Aonuma ha detto che è scomodo perché distoglie l'attenzione dallo schermo principale (e su questo non ci piove), ma può offrire alcuni servi che non sarebbero stati possibili senza di lui, come la mappa che tu stesso hai citato. Di per sé, il secondo schermo poteva dare inizio ad una nuova generazione di home console gestite con questo controllo molto particolare, ma è evidente che Nintendo si è accorta che si poteva fare di meglio e che l'idea non era così vincente come sembrava... -
Nintendo Switch non sarà utilizzabile come secondo schermo!
Nevix ha risposto a una discussione di Monochromatic in Notizie
Beh, la mappa la potrebbero spostare in un angolo dello schermo ed i supersalti potrebbero essere utilizzati attraverso un sistema che implica i tasti non usati per il gioco (ad esempio, se non sbaglio, il d-pad non viene usato: dal prossimo titolo potrebbero essere usate per trasferirsi da uno degli altri tre componenti o alla base!). In ogni caso, anche a me sembra una cosa strana... dopo tanti anni di doppio schermo, un completo cambio di rotta... beh, Nintendo è innovazione, quindi ce lo dovevamo anche aspettare! -
[Commenti] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Beh, prego, ma secondo me dovremmo essere noi lettori a ringraziare te che ci offri questa splendida storia non il contrario . Il supporto che ti diamo credo sia dovuto, in casi come questo: la tua è una delle fanfic migliori che abbia mai letto! -
[Commenti] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Non mi devi ringraziare: la tua fanfic è fantastica, tutto quello che ho scritto te lo meriti! -
[Commenti] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Perfetto: non vedo l'ora! -
[Commenti] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Sebbene con un po' di ritardo, anche io ho letto il tuo nuovo capitolo e devo dire che l'ho apprezzato davvero tanto! Sin dall'inizio, dallo stile di narrazione, si capisce che questo è realmente un nuovo inizio, che porterà ad un avventura diversa dalla precedente ma non per questo meno interessante: già dal primo dialogo tra il protagonista e suo padre si nota che l'oscurità e la rabbia che lo attanagliano non sono sparite in queste settimane di pausa e che saranno il suo movente per l'avventura che ha deciso di intraprendere, insieme al desiderio di incontrare Entei ed allontanarsi da quella regione e da quelle persone che gli hanno mentito. La narrazione non è ottima come quella degli altri capitoli a cui hai abituato i tuoi lettori, ma forse ancora migliore, più ricca di particolari ed atta in tutto e per tutto a creare un perfetto contorno al protagonista, che analizza ogni avvenimento più dettagliatamente. Non penso ci sia bisogno di dire che i dialoghi, molto più presenti, mi sono sembrati a dir poco splendidi, colmi di emozioni e resi magnificamente! Per quanto riguarda la storia vera e propria, devo dire che mi è piaciuto il modo in cui hai ottenuto questo nuovo Eevee, che giustamente ha deciso di seguirti dopo aver capito che eri molto più degno del suo precedente allenatore, quello stesso Argento che probabilmente comparirà nuovamente e che ricoprirà il ruolo di rivale. Ho apprezzato molto anche il fatto che tu abbia deciso di prendere uno dei tre starter (che, tra l'altro, è stato lo stesso che ho scelto io quando ho giocato ad Oro per la prima volta!), dimostrando, come poi hai giustamente spiegato, che il tuo scopo come allenatore resta sempre e comunque quello di riuscire ad ottenere più mostriciattoli possibili, oltre quello di fare nuove scoperte all'interno della regione. Per ultimo, l'incontro col professore mi è sembrato davvero ben fatto, con Elm che viene perfettamente rappresentato come il classico scienziato che fa della propria passione l'unica ragione di vita (o almeno fino a quando non si conosce la madre di uno degli allenatori a cui si è dato il Pokédex...) e, ancora di più, ho apprezzato il fatto che tu abbia deciso di farti accompagnare da Anita, personaggio che sicuramente approfondirai nei prossimi capitoli e che mi è sempre sembrato uno dei personaggi femminili meglio disegnati! Anche questa volta, sono riuscito a scrivere il mio solito poema: credo di aver esaminato tutto, ma, se così non fosse, dimmelo che aggiorno il commento! Hai fatto come al solito un ottimo lavoro: non vedo l'ora di vedere come proseguirà questa nuova avventura! Aspetto con ansia il prossimo capitolo: hai già qualche idea su quando verrà pubblicato? -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 20: solo l’élite - Chi è questo tipo? – chiede N sottovoce. - Non ne ho idea… non mi sembra di averlo mai visto… - gli rispondo io. Il suo aspetto è proprio particolare, quasi più del modo in cui è arrivato. Non mi aspettavo che quei tre ninja oscuri stessero controllando la riunione… Beh, di sicuro una cosa è certa: prendono decisamente sul serio il loro lavoro. - Ahi ahi che male… - dice il tipo, rialzandosi con fatica. Indossa dei vestiti decisamente strani: dei pantaloni a vita bassa, un paio di scarpe poco raffinate e una t-shirt bianca, su cui risalta la felpa nera. Ad ogni movimento che fa, l’enorme catena dorata, in perfetto abbinamento con l’orologio e gli occhialoni scuri, tintinna, producendo un rumore esagerato. - Ehi, bros, ma voi non sarete mica quelli che hanno deciso di escludermi!? – dice sorpreso. - Ma che lingua parli? La lingua di stato è troppo difficile per te? – chiede Ghecis, girandosi. - Yo, scialla nonno, io parla truzzese stretto, la lingua di chi fa musica come si deve! Mica come voi esperti di musica classica: io produco i big money con i miei album rap! – dice, lanciandosi in strane mosse di danza di strada ad ogni parola. - Mah… onestamente, l’unica cosa che produci, è un’onda di versi senza senso… - dice Li’l Surge. - C-cosa!? – chiede sbalordito. - Fidati – gli dice Alan – Se te lo dice uno come Surge, vuol dire che è proprio vero… - All’unisono, tutti fanno di sì con la testa. - Voi non siete petalosi per niente, sapete? – - Piantala di parlare così – gli dice quello con gli occhiali – Ti rendi solo ridicolo – Con quell’ultima botta, la demoralizzazione del giovane dai capelli bianconeri arriva a livelli stellari. - Cavolo, certo che voi non siete proprio incoraggianti… - dice, triste. - Ascolta picciottu, se nun ti chiamammu, ‘na bona raggiuni v’è, nun ti pari? – dice Giovanni. - No, non mi pare! – dice furioso il tipo – Io sono il capo di un Team tanto quanto voi! Perché voi potete stare qui e io no!? – - La risposta, piciriddu, è semplice: io ho vinciuto dui reggioni ‘ntiri… – dice Giovanni. - …Io ho risvegliato un Leggendario… - continua quello vestito da pirata. - …Io ho modificato il clima di una intera regione, distruggendo un anno di lavoro degli agricoltori… - va avanti quello vicino a lui, con gli occhiali. - …Io ho congelato un intera regione… - dice Ghecis. - …e io ho riattivato un arma di distruzione di massa che avrebbe distrutto l’intero pianeta. – conclude il giro quello con la criniera rossa. - Senza poi contare che manca Cyrus, che ha catturato tre Leggendari ed è riuscito ad aprire un portale dimensionale per il Mondo Distorto! – esclama quella seduta vicino al grassone, dai capelli viola. - Tu che feci? – chiede, riprendendo la parola, Giovanni. - Beh, in effetti… - riflette il ragazzo, grattandosi la testa – Però io non mi sono fatto battere da una banda di bambini come voi! – - Ci credo: tu ancora non hai fatto niente! È difficile che qualcuno ti rovini un piano che non c’è, non ti pare? – risponde l’uomo a torso nudo. - Siete un po’ troppo fiscali, sapete? – chiede il ragazzo, guardandoli male uno dopo l’altro. - Siamo fiscali il necessario per tenere fuori dai nostri affari un perdente come te. – risponde Acromio apatico. - Ehi, perdente sarai tu! Io sono il capo del Team Skull! – - E se ti dicessi che non mi interessa? Per essere dei geni del male non basta essere dei capi, ma bisogna avere le giuste qualità. Tu sei solo uno stupido ragazzo che pensa basti autoproclamarsi responsabile di una banda di teppisti per essere degno di entrare nel Team Omniverse. – Con un verso di frustrazione, il tipo pesta i piedi per terra e ricomincia a strillare furioso: - Come volete: me ne vado, ma non venitemi a cercare quando il prossimo ragazzino iperattivo viene a prendervi a calci con i suoi Pokémon! – Aprendo la porta di scatto, se ne va, ma, prima di sbattersela alle spalle, pronuncia un’ultima frase: - E ricordate: questa non sarà l’ultima volta che sentirete il nome di Guzman! – Con una botta, la porta si chiude e tutti i presenti si guardano straniti, pronunciando qualche parola tra loro su questo “Guzman”, che a quanto pare non deve essere proprio il migliore dei capi… chissà da dove viene: non mi sembra di averlo già visto né sentito nominare… che provenga dalla regione di Alola? Beh, in ogni caso, non mi sembra che possa avere qualche ruolo interessante, nei piani di questo team, quindi tanto vale lasciarlo perdere. Mi volto, guardando le persone che mi stanno intorno. Fino a questo momento, non è che abbia prestato particolare attenzione a N o Mindy, ma ora noto che entrambi hanno una strana espressione concentrata, come se stessero cercando di leggere nella mente di quelli che stanno ora discutendo animatamente su quanto sia stata una buona idea dare il benservito al ragazzo di prima. Zoroark, fermo davanti a noi, fissa con aria truce Ghecis, come se stesse cercando di utilizzare tutta la propria forza per fargli succedere qualche cosa di brutto: raramente ho visto un Pokémon guardare un umano con così tanto astio. Sfavillo, invece, troppo scatenato per riuscire a stare fermo e guardare la riunione in pace, si è annoiato in fretta e ora dorme, rotolandosi spesso sulla schiena e agitando le zampe davanti a sé, probabilmente preda di un sogno in cui si diverte a giocare con un gomitolo. Non pensavo che fosse possibile ridere mentre si dorme, ma il multitasking degli Shinx può fare questo ed altro… - Quindi sono solo i migliori, ad entrare nel team… - mormora Mindy. - Sì, sembra che sia così. Da quello che ho potuto vedere fino ad oggi, sono tutti combattenti ben addestrati ed ognuno possiede solo i Pokémon più forti di ogni specie. – le risponde N. - In altre parole: batterli non sarà facile come lo è stato tutte le altre volte. – riflette la mia allenatrice. - Esatto. Questa volta sono organizzati e molto più numerosi. – dice ancora N. Improvvisamente, con uno schianto, la porta si spalanca ed entra un tipo ancora più strano di tutti gli altri messi insieme. - Toglietemi le mani di dosso, stupidi ometti! – dice strattonando le due reclute che gli bloccano le braccia dietro alla schiena, ma senza ottenere un reale risultato. Il suo sguardo è furioso, la sua faccia cadaverica. Profonde occhiaie gli cerchiano gli occhi, di un nero assoluto, mentre tutto il resto del viso è profondamente scavato. I capelli, di colore blu, sono profondamente aggrovigliati e scarmigliati, come se fossero passati anni dall’ultima volta che si è pettinato. Non serve guardare oltre per capire che quello che mi sta davanti non è come tutti gli altri: questo è un pazzo pronto a tutto pur di avere ciò che desidera. - Lasciatelo andare. – dice una donna vestita con una tuta da astronauta molto attillata, che si affianca alle reclute pettinandosi i corti capelli rossi. - Già: nessuno può toccare il capo. – continua un’altra, con i capelli viola. Le guardie sembrano riluttanti nell’eseguire, quindi interviene un terzo ragazzo, più giovane, che con una agile mossa di arti marziali picchia entrambe le reclute e le sbatte a terra ancora prima che abbiano il tempo di accorgersene. - Ricordate: la prossima volta non sarò così gentile. – dice lui, passando davanti all’intero gruppo e sedendosi su una delle sedie libere. Il pazzo si massaggia i polsi e muove le braccia, come per assicurarsi che tutto sia ancora a posto, e nel farlo fa cadere davanti a sé una corta catena rossa, probabilmente un bracciale. Non so come, ma tutti, me compreso, capiscono che sarà pericoloso muoversi contro di lui: nonostante la sua debolezza fisica, il suo potere va ben oltre quello di tutti i precedenti capi che abbiamo visto. Lentamente, solleva il laccio rosso e si avvicina seguito dalle due altre donne, prendendo posto vicino all’altro membro del suo team. - Credete così poco in me? – chiede. - Sei in ritardo – dice Ghecis. - Pensate che non sia per un buon motivo? Questa è la mia regione. Questo è il mio quartiere generale. Questo è il mio piano. Per quale motivo sarei dovuto arrivare in ritardo? – - Sei tu che ce lo devi spiegare, caro il mio Cyrus! – dice ridendo l’uomo vestito da pirata, riscuotendo il consenso del suo amico con gli occhiali. - Lo vedrete presto. – dice lanciando un occhiata maligna ai due – Plutinio se ne sta occupando in questo preciso momento. – - Bene bene. – interviene Giovanni, che cerca di risollevare la situazione – Ura chi ci simmo tuttu, putiemo cuminciari u’ dibattitu ‘n susu li fini de la cricca. Cyrus, voi essiri tu a spiegari? u facci da mi? – chiede sorseggiando un altro bicchiere di vino. - Faccio io. Solo io so cosa dobbiamo fare. Solo io so qual è il vero futuro che ci attende. – dice, chiudendo gli occhi ed inspirando profondamente. Dopo una lunga pausa riprende a parlare: - tutti voi siete stati contattati da Giovanni e chiamati per venire qui. A tutti voi è stato richiesto di ricreare il team che avevate fondato e cominciare la caccia ai Leggendari che tanto avete sognato e che vi sono sfuggiti ad un passo dalla vittoria. Il nostro piano è la vendetta. Il nostro piano è la creazione di un nuovo mondo, in cui non ci saranno più esclusi, un mondo dove noi governeremo per la verità, un mondo in cui nessuno ci prenderà più per dei fuorilegge. Questo mondo potrà essere creato solo in un modo: grazie alla collaborazione e ai Leggendari che tanto sogniamo. – - Ehm… non per essere pignolo, ma… non è la stessa cosa che hai provato a fare qualche anno fa, fallendo miseramente? – chiede l’uomo con la criniera. - Questa volta sarà diverso. Questa volta non sono solo. – dice guardando tutti i suoi compagni, accennando quello che dovrebbe essere un leggero sorriso. - Sì, è vero, ma non pensi che la ricerca di tutti questi Leggendari sia sprecata? Nel senso, alla fine anche solo Dialga e Palkia saranno sufficienti per la creazione del nuovo mondo! – gli ricorda Malva. Prendendo un nuovo respiro, il tipo chiude gli occhi e si rimette a parlare: - Mew per la nuova specie, Mewtwo per lottare, Il vostro esperimento per lo stesso motivo si verrà a creare, I tre uccelli coloreranno il cielo con la pece, Lugia comanderà gli abissi, Ho-oh provocherà la prima eclissi, Le bestie redivive marceranno, Il Tempovia scriverà il futuro, Gli Eoni eleggeranno il più maturo, I golem la nuova Terra creeranno, Kyogre piovere farà, E Groudon la carestia porterà, Il re dei cieli comparirà di colpo, Con la Cometa si avvereranno i desideri E il demone dello spazio disseminerà il mondo di cadaveri, Colui che i continenti ha trasportato non arriverà in tempo, Uxie diffonderà la saggezza, Azelf insegnerà il valore dell’autorevolezza, Mesprit farà percepire il dolore, Colui che domina lo spazio creerà la nuova dimensione, Colui che domina il tempo velocizzerà l’ascensione, Il mostro dell’altro mondo le porte dell’inferno aprirà con ardore, La luna nascente è destinata a cadere, Ed il mangiatore di incubi a prevalere, Il duo degli oceani verrà annullato, Scoppierà colui che regna nel vulcano, Il re dei fiori aprirà le porte dell’arcano, Il dio assoluto tutto guiderà con sguardo incantato, I Geni la nuova terra coltiveranno E i Cavalieri la giustizia porteranno, Il confine diviso non sarà più Da Reshiram e Zekrom la nuova cultura verrà cantata, La vittoria dal messaggero verrà portata, La voce dell’antica melodia cadrà sempre più giù, Dalla creatura meccanica il Genetico verrà aiutato, Dalla creazione dell’uomo il peggio verrà evitato, Dal controllore l’equilibrio verrà mantenuto, Mentre la morte alta vola La vita riprenderà il suo corso da sola. L’essere di cristallo rimarrà taciuto, Gli anelli dal suolo scaturiranno E con il vapore gli ingranaggi della nuova era gireranno, L’ombra il caos farà cessare E gli esseri astrali il cielo girare Quando tutto sarà compiuto Il nuovo mondo verrà terminato Ed il vero sovrano regnerà incontrastato. – Nessuno sa cosa dire. Diversi minuti di silenzio attonito passano, mentre tutti guardano increduli Cyrus, che sembra essere totalmente calmo. - C-cosa… cosa significa tutto ciò? – chiede quello con la criniera, sperando di aver capito male. - Significa che il tuo sogno si sta per avverare: la fine del mondo è vicina. Ha avuto diversi nomi durante i secoli…Baktun, Apocalisse, Ragnarok… il significato è lo stesso: per migliaia di anni i popoli hanno atteso questo grande giorno, il “giorno del giudizio”, ma nessuno è mai riuscito a portarlo veramente. Fino ad oggi, ogni racconto non è stato altro che pura fantasia. Ma per noi non sarà così. Noi creeremo il mondo perfetto e distruggeremo questo orribile universo in cui nessuno è in grado di risolvere i propri problemi senza sporcarsi le mani di sangue. – Ancora una volta, quelle parole mi fanno raggelare. Nessuno riesce a replicare: perfino Giovanni è rimasto fermo con il suo adorato calice bloccato a mezz’aria e gli occhi in cui si può leggere la paura che prova per quel pazzo. Mi volto, vedendo che N stringe forte nelle mani le due sfere contenenti i suoi Leggendari, come se temesse di perderli da un momento all’altro. Dietro di me c’è Mindy, ma non so se voglio vederla. Non mi serve: dal modo in cui mi stringe so che anche lei capisce che tutto ciò che l’uomo ha detto è la verità. Sa che non avremo il tempo di arrivare alla Lega, sa che la sua vita è praticamente finita ancora prima di cominciare, esattamente come la mia. Non dico niente. Non mi volto. Non le faccio capire che ho paura tanto quanto lei. Semplicemente mi lascio stringere come se fossi il suo Teddiursa di pezza, facendole scaricare un po’ di tensione. - No… vai via… - biascica Sfavillo nel sonno, agitandosi sempre di più. La sua espressione è cambiata, mostrando il terrore di un incubo senza precedenti. - Cosa sta succedendo!? – chiede quella con i capelli viola, vedendo che la luce ha iniziato ad affievolirsi e lampeggiare, come se da un momento all’altro potessero rimanere al buio. Con un leggero sorriso, il pazzo dice: - Sembra che Plutinio abbia finalmente finito il suo lavoro. - Vai via… non ti voglio… lasciami in pace…! – strilla Sfavillo. Per fortuna nessuno lo sente: sono tutti troppo concentrati su ciò che sta accadendo nel centro della stanza. Uno strano vento si propaga da un punto imprecisato del pavimento. È un vento oscuro, che porta solo paura. - Guardate, questo è il motivo del mio ritardo! – Come un ombra, dal pavimento fuoriesce un panno bianco, che sventola costantemente in ogni direzione, alzandosi sempre di più verso il soffitto. Non mi serve vedere oltre per capire di chi si tratta: ecco perché Sfavillo ha iniziato a comportarsi così. Un occhio azzurro è l’unica cosa riconoscibile sul suo volto, il collare rosso l’unica cosa che si nota in quell’ammasso spettrale. Con un ringhio, il mostro spalanca le braccia emanando un vento maligno ancora più forte. - No…non… ti… avvicinare…! VAI VIA! – esclama Sfavillo, producendo delle scariche elettriche. - Sfavillo, no, svegliati! Non ci dobbiamo far scoprire! – cerca di calmarlo Mindy. - VAI VIAAA!!!! – esclama ancora più forte, scaricando tutta l’elettricità che ha su di noi e provocando un esplosione che neppure gli immensi poteri di Zoroark possono evitare. - Tu… - dice Ghecis, indicando N. Non fa in tempo a dire altro che il Pokémon Illusione gli è già addosso, cercando di colpirlo con un Urtoscuro. - Darkrai. – Pronuncia fermamente Cyrus – Fermalo – dice mostrandogli il bracciale rosso. Con uno strano lampo colorato, il Pokémon reagisce, afferrando Zoroark per la coda e scagliandolo con tutta la propria forza verso una parete, sulla quale rimane una voragine. Con una velocità impressionante, il Pokémon Neropesto sparisce dal punto in cui si trova e ricompare a pochi centimetri dall’amico di N, che colpisce violentemente con un Neropulsar, che lo preme ancora di più contro il duro cemento. - No, Zoroark! – esclama il ragazzo, come se provasse quasi dolore per lui. Mindy è impietrita davanti alla scena, bloccata nell’angolo in cui ci troviamo ed impossibilitata a muoversi. - Delphox, usa Distortozona! – sento urlare una voce femminile. Improvvisamente, tutto comincia a muoversi al rallentatore, noi compresi. Mi sembra di metterci un secolo a ruotare solamente la testa per vedere di chi si tratta e la sua domanda mi fa capire che non è per niente allegra. - Cosa non era chiaro di “ti veniamo a cercare noi”!? – in viaggio: Dove siamo: -
Annunciata ufficialmente la console Nintendo Switch! Ecco il primo trailer!
Nevix ha risposto a una discussione di ZarRomanov in Notizie
RIP Wii U 2012-2016 A parte questo, è davvero una console mitica!!! Mi chiedo se a questo punto il 3DS durerà ancora molto o verrà rimpiazzato definitivamente... -
Non vedo l'ora!!!
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[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 19: la riunione Solo una parola mi risuona nella mente. Solo una: “Azelf”. Che fine ha fatto? Perché non lo sento più? Qualcosa mi appare davanti agli occhi. Sono dentro una gabbia molto particolare, dotata di sbarre elettrizzate e ornata in diversi punti da una catena, che mi sembra emanare uno strano potere. “Rossocatena”, questo è il suo nome. Il camion su cui sto viaggiando sobbalza, facendomi colpire una delle sbarre, che mi lascia senza fiato. - Tra non molto saremo arrivati – sento dire a qualcuno. Tra poco, saprò cosa è successo. - Certo che tu dormi sempre! – sento esclamare una voce acuta e molto familiare. Una scossa mi attraversa tutto il corpo, dall’ala in cui sento il tocco della sua coda a forma di stella fino alla punta delle mie dita palmate. - Certo che tu mi elettrifichi sempre! – gli rispondo io. - Sì, ma io ti elettrifico quando serve, invece tu ti addormenti sempre nei momenti meno opportuni! Non hai idea di cosa ti sei perso! – mi dice entusiasta, con gli occhi luccicanti per l’eccitazione. - Cos’è, hai visto Zekrom? – gli chiedo, come per prenderlo in giro. - A dire la verità… SÌ!!! – mi strilla, rilasciando scintille da tutto il corpo. - COSA!? Mi prendi in giro? Un Pokémon Leggendario come lui mica viene qui per farti l’autografo… e, poi, anche se fosse, non è che sia proprio il migliore dei Leggendari: nel senso… pensa che ha ben quattro debolezze! Molto meglio Palkia, il mitico Pokémon Leggendario di tipo Acqua, che di debolezze ne ha solo due! – gli dico io, rialzandomi sui gomiti. - Ehm… perché è tutto così scuro? – chiedo, vedendo che attorno a me c’è una muraglia nera, da cui, in un punto molto in alto, scaturisce una leggera luce rossastra e azzurra. - PERCHÉ È ZEKROM!! – esclama entusiasta Sfavillo. Solo in quel momento mi accorgo che le due colonne che mi stanno davanti sono le sue gambe e il pavimento su cui sono sdraiato è il palmo della sua mano. - Ciao – dice il Pokémon Nero Ideale con la sua voce talmente profonda che sembra provenire da un pozzo. In un attimo mi sento svenire ancora. - Certo che è proprio un cuor di Pyroar, questo tipo… - sento dire a Zekrom, un attimo dopo che ho chiuso gli occhi. Non pensavo fosse possibile svenire così rapidamente una volta dietro l’altra… ma, soprattutto, non pensavo che un Pokémon Leggendario di tipo Elettro mi facesse così paura. In effetti, non è che il mio timore sia infondato, però… quell’enorme essere mi potrebbe incenerire con un singolo colpo! Forse, l’unica cosa che mi potrebbe spaventare più di lui, sarebbe incontrare un'altra banda di Pokémon Veleno: li odio proprio quelli! - Eh? Cosa stai blaterando? Lo sai che ormai quei cosi non ti possono più far niente! – esclama una voce più profonda di come me la ricordavo. - No, guarda che ti sbagli: io sono vulnerabile a quei mostri esattamente come te! – mi volto da una parte e dall’altra, ma non lo vedo. - Ehi, genio, guarda che io sono più in basso! – mi dice ancora quella voce. Come mi propone, abbasso lo sguardo e vedo che davanti a me c’è un Luxray: - Cosa…? – - Sembri un po’ confuso… non è che tutta questa storia dell’evoluzione ti ha dato alla testa? – mi chiede picchiandosi una tempia con la zampa. Di colpo capisco: vedo che vicino a noi c’è un lago e mi fiondo verso le sue acque, nelle quali mi specchio. Ciò che vedo è un Empoleon di bell’aspetto, leggermente più alto del normale e dalle enormi ali possenti. - Deve essere un incubo… - mormoro. - Nah, non credo. Io direi che invece è uno splendido sogno: ce l’hai fatta, dopotutto! – - Ce l’ho… fatta? – chiedo in dubbio. - Sì, hai presente? Quando riesci a fare qualcosa… quando porti a termine un compito… hai capito cosa intendo, no? – - Forse… cosa sono riuscito a fare, esattamente? – chiedo. - Come, non lo ricordi? Sei… - - Sveglia Batuffolo! – mi dice Mindy, scuotendomi. Lentamente apro gli occhi, stirandomi e sbadigliando. - Cosa c’è? – chiedo. - Beh, niente – mi risponde lei – pensavo solo che fosse il caso che ti svegliassi per ringraziarlo, dato che è solo per merito suo, se siamo sani e salvi! – - Davvero? Merito di chi, esattamente? – chiedo ancora io, strofinandomi un occhio e alzandomi in piedi. - Di Zekrom, ovviamente! È stato lui a proteggerci da tutti quei brutti Pokémon infernali! Dovevi vederlo: ha sconfitto tutti con un solo Lucesiluro! – esclama allo stesso modo di Sfavillo. Non pensavo che pure lei fosse una fan dei tipi Elettro… bah, queste streghette le capisco sempre di meno. Sento il sonno che si allontana sempre di più, risultando più un lontano ricordo che un sogno frammentato. Vorrei allineare i pezzi, ma proprio non ci riesco… ancora una volta, dovrò ripensarci in seguito: ora, la cosa importante è il presente. Davanti a me, c’è ancora il Leggendario, che si scusa per avermi messo paura, dicendo che non era sua intenzione. Io, non del tutto convinto che non si sia offeso per quello che ho detto su lui e Palkia, cerco di velocizzare i convenevoli il più possibile. - Bambino, forse è meglio se scendi da qui: voi dovete proseguire ed io non posso certo passare nei corridoi come voi! È pericoloso stare sulla mia spalla quando torno nella Scurolite! – dice Zekrom, afferrando con l’enorme zampa davanti Sfavillo, che sentendosi preso per la collottola, si appallottola tutto. Dopo aver depositato il mio amico nelle braccia della streghetta, il Pokémon Nero Ideale comincia a lampeggiare di saette blu e bianche. - Chiamami in qualsiasi momento. – dice ad N, che fa di sì con la testa. - Stanne certo, amico – gli risponde il ragazzo. Con un lampo di luce, Zekrom genera una sfera che lo circonda e, poco per volta, lo riduce di dimensioni, fino a farlo tornare la Scurolite che avevo notato la prima volta che ho visto N. Il giovane si avvicina e, assicurandosi che l’elettricità si sia completamente dispersa, se la lega alla cintura, vicino alle altre due sfere. - Cosa dite, andiamo avanti? Probabilmente, ora che Zekrom ha sistemato quella banda di scienziati ed è passato abbastanza tempo da far calmare le acque, possiamo salire con l’ascensore senza problemi! – esclama estraendo la chiave, che luccica alla luce delle barre al neon che illuminano il corridoio. - Forza, da questa parte! – dice mettendosi a correre, seguito da Sfavillo, che prende l’occasione come l’ennesimo pretesto per scatenarsi e fare salti e capriole a destra e a manca. - certo che è proprio un giocherellone: fa proprio una bella coppia con te! – esclama la mia allenatrice, che mi prende in braccio e mi stringe come non faceva da secoli. È strano pensare che, in un certo senso, mi mancava venire soffocato e rischiare di morire così. Sentire di nuovo il suo abbraccio mi fa sentire in pace con il mondo: d’istinto chiudo gli occhi e sorrido, ma qualcosa mi turba istantaneamente. Come in un flash, un immagine mi si para davanti agli occhi. Lei vestita di bianco, i lunghi capelli sciolti sparsi sul prato attorno a lei, i suoi occhi lucidi, il discorso toccante. Tutti noi che la guardiamo piangendo. - Batuffolo, perché piangi? – mi chiede Mindy. Senza che me ne accorgessi, una lacrima ha cominciato a scorrermi sul volto. - N-non è niente! – dico io asciugandomi in tutta fretta la goccia di acqua salata, che è arrivata a gocciolarmi sotto al mento. - Batuffolo… sei sicuro di star bene? – mi chiede preoccupata. - Certo che sì! – le rispondo con un sorriso – Forza, seguiamoli anche noi! – le dico indicando la via che hanno preso N e Sfavillo. - Sì! – ride pure lei – Corriamo! – esclama facendo uno scatto per raggiungere i due che ci hanno preceduto. Mentre corre, io vengo sbattuto da una parte all'altra e per poco non cado, ma la sua stretta si intensifica ancora di più, trattenendomi. Mi piace il modo in cui cambia umore così in fretta, ma allo stesso tempo, lo trovo un po’ particolare… si sa che le streghe sono lunatiche, ma almeno lei potrebbe fare da eccezione! Non so ancora cosa significa ciò che ho visto, ma di sicuro non è niente di buono… Io mi evolverò? Anche Sfavillo lo farà? E Mindy… No, non può essere. Deve essere solo questo posto che mi fa fare questi brutti sogni. Non pensiamoci e basta: è la cosa migliore. - Finalmente siete arrivati! – strilla il Pokémon Baleno facendo una capriola in aria e atterrando delicatamente sulle zampe – È da un sacco che vi aspettiamo! – ci dice con uno sguardo arrabbiato che tradisce il suo divertimento. N ride: - Beh, non ti puoi certo aspettare che siano tutti veloci come noi! – Infilando la chiave nella serratura, la gira e, con uno scatto metallico, la porta dell’ascensore si apre. - Prima le signore! – dice con un inchino, indicando a Mindy di entrare. - Grazie mille, messere, una tale cavalleria non può che farmi piacere. – dice ricambiando con una riverenza, ridendo ed entrando nella cabina, seguita poi dal suo Pokémon e dal ragazzo, che preme un tasto. Le porte si chiudono nuovamente e l’ascensore comincia a muoversi. Nel pannello posto sul lato, noto che ci sono diversi pulsanti e che quello illuminato non è quello con il numero più alto, ma il numero precedente. Nessuno parla: sono tutti troppo impegnati ad ascoltare la noiosissima musica da sala d’attesa che affolla l’aria. - Scusa, N, ma credo che tu abbia premuto il tasto sbagliato: l’ultimo piano è l’ottavo, non il settimo! – gli dico. - Sì, è vero, ma noi non dobbiamo andare all’ultimo piano: noi dobbiamo uscire da qui! – mi risponde lui. - Sì, ma tu hai anche detto che l’unico modo per andarsene da qui è volare via con i tuoi Pokémon! – gli rinfaccio io. - A dire la verità, io non ho detto niente del genere, però hai ragione: quello è l’unico modo. In ogni caso, fidatevi di me, se ci fermiamo qui, c’è un motivo. – dice il ragazzo serissimo, distogliendo gli occhi da me e volgendoli al display sopra alla porta, che indica il piano su cui ci troviamo. 5. Ancora pochi secondi e saremo arrivati al settimo. - Finalmente scoprirò cosa avete in mente… - mormora N, estraendo nuovamente la Pokéball di Zoroark. La porta si apre, producendo un suono simile a quello di un Chingling e tutti noi usciamo. Senza attendere un secondo di più, il ragazzo libera il proprio Pokémon e gli dice di usare la sua Illusione per coprirci di nuovo. Il mostriciattolo esegue senza alcuna esitazione e, camminando fianco a fianco col suo allenatore, si inoltra nell’enorme sala che ci sta davanti. - La riunione inizierà tra poco, quindi muovetevi a venire! – ci esorta N, che è sparito in un angolo, dove grazie ai poteri di Zoroark è impossibile vederlo. L’unico modo in cui riusciamo a raggiungerlo è usando gli occhi ai raggi X di Sfavillo, che corre verso il giovane felicissimo e allegro come al solito. Mindy, sempre tenendomi in braccio, si siede a terra, vicino agli altri. - Bene. Ora dobbiamo solo attendere e goderci lo spettacolo. – In pochi minuti, a gruppi di pochi uomini per volta, la sala, dotata unicamente di un enorme tavolo circolare e un infinità di sedie, si affolla. Non sembrano essere particolarmente importanti, ma solo delle semplici reclute, venute per portare i documenti che serviranno nell’imminente riunione. Come sono venuti, così se ne vanno lasciandoci nuovamente soli, se non fosse per l’uscere, che rimane sulla porta ad attendere l’arrivo di quelli che dovrebbero essere i più importanti esponenti dell’organizzazione. Il tipo, data l’ora tarda in cui si sta svolgendo l’assemblea, sembra mezzo addormentato, ma non fa in tempo ad appoggiarsi al muro che un omone lo richiama. - Sveglia, ragazzo! – gli strilla – Non siamo qui per dormire! – - S-Sì, Alan! – dice la recluta mettendosi sull’attenti. - Molto meglio. – dice sorridendo. Quello, a mio parere non è un umano: quello è un armadio! Sarà alto almeno tre metri, largo due e ha dei muscoli peggio di quelli di un Machamp, che risaltano sul suo torso nudo e shiny. Dietro di lui, entra una giovane donna, dalla strana tenuta di patchwork su cui spicca il simbolo di una A stilizzata, dai lunghissimi capelli neri e dalla pelle dello stesso colore del personaggio precedente. Insieme, entrano e prendono posto su due sedie adiacenti, attendendo che arrivino anche gli altri. - Guarda chi si vede… - dice un nuovo uomo, che dalla porta indica i due appena arrivati – Non pensavo che invitassero pure voi alla festa! – - Beh, che sbagli spesso non è certo una scoperta, Ottavio! – gli risponde prontamente l’armadio. Pur tenendo gli occhi chiusi, l’uomo, decisamente paffuto, assume un’espressione furiosa e lancia uno sguardo di sfida ai due già seduti. - Non scherzare col fuoco, Alan. – gli sibila. Una nuova arrivata cerca di calmare le acque: - Stai calmo, Ottavio: ormai dovremmo fare parte tutti della stessa squadra, no? – dice una ragazza decisamente più giovane e mingherlina, dai capelli viola. Con un grugnito, il grassone la segue e prende posto vicino agli altri due, lasciando però una sedia libera, come per mantenere in ogni caso le distanze. - Buongiorno signor Acromio! – dice il portiere, salutando un nuovo arrivato, che risponde in malo modo. - Non vedi che sono impegnato? Non darmi più fastidio o ti licenzio in tronco. – dice staccando per un attimo gli occhi dal palmare, aggiustandosi gli occhiali, tirandosi indietro il lungo ciuffo e rimettendosi a lavorare, accomodandosi sulla sedia più vicina. - Guardatelo, non ci degna neanche di uno sguardo, quello! – esclama la donna shiny. - Beh, si sa che quelli di Unima si credono superiori! Non dovresti esserne stupita! – risponde la ragazza dai capelli viola. - È qui la festa? – chiede una donna, entrando senza troppi convenevoli. - Sì, Malva. – risponde l’uscere. - Perfetto: Non vedevo proprio l’ora, di venire svegliata alle due di notte per fare questa riunione! – esclama, prendendo posto vicino ai due con la A stampata sui vestiti e facendo un giro di presentazioni e strette di mano con tutti i presenti. Questa, non so perché, ma non mi sembra così male… In perfetto passo di marcia, entrano altre quattro persone, guidate dal generale che avevamo già incrociato: “Li’l Surge”. - Good Evening, recruit! – esclama vedendo il saluto militare dell’uscere e ricambiandolo. Gli altri quattro fanno lo stesso, sedendosi uno vicino all’altro, ma lasciando due posti al centro, come se mancasse qualcuno. Con la stessa nube di polvere con cui erano spariti, ora ricompaiono il ninja e la ragazza psichica, che si siedono nei due posti liberi. - Sabrina, Koga, è da un po’ che non ci vediamo, do we? – chiede Li’l Surge, stringendo la mano a tutti e due. - Vero, saranno passati si e no due giorni dall’ultima volta. – lo schernisce la ragazza. In attesa dei prossimi, tutti i presenti si mettono a chiacchierare tra loro, del più e del meno, senza alcun argomento particolare. Detto in due parole: la cosa più noiosa che potessi volere. Un rumore sordo, di passi ritmati e di un bastone che picchia per terra, si diffonde nel corridoio fino ad arrivare a noi. Un uomo zoppicante si fa avanti, racchiuso nel suo lungo mantello nero, che lo copre completamente. - Non si saluta? – chiede alla recluta, che lo guarda tutta intimorita. - M-mi s-scusi G-Ghecis. – dice con un saluto poco riuscito. - Piantala di fare lo stupido e aiutami a sedermi: purtroppo non sono più giovane come un tempo e questo bastone spesso non mi aiuta. – - S-sì, Ghecis – mormora la recluta accompagnandolo fino alla sedia vicino al tipo concentrato sul palmare. - Vedo che tu non ti stanchi mai di lavorare, vero Acromio? – ride l’uomo. Quello che ora so chiamarsi “Acromio”, risponde con un grugnito. Quindi sarebbe quel vecchietto, questo “Ghecis”? sarebbe lui questo “re da proteggere”? Mah, a mio parere, è già tanto se è ancora in vita… a cosa serve proteggere uno che tra poco morirà in ogni caso? - Benvenuti entrambi, Max e Ivan: i vostri ufficiali vi stanno aspettando! – esclama la recluta, salutando allegro i due nuovi arrivati. Questi sembrano decisamente più loquaci e alla mano, dei precedenti: a dire la verità, sembrerebbe anche che sono amici, nonostante sia chiaro che appartenevano a due squadre diverse. Allegramente, salutano tutti gli altri, senza saltarne uno, per poi rimettersi a chiacchierare tra loro. - Scusate – chiede uno degli ultimi arrivati, quello con gli occhiali – Qualcuno per caso sa chi manca? Pensavamo di essere arrivati in ritardo, ma mi pare che ci siano ancora alcune sedie vuote… - nota. - Mancano Elisio, Giovanni e tutti quelli del Team Galassia – risponde la donna che prima era stata chiamata “Malva”. - Qualcuno mi ha chiamato? – chiede un tizio con una criniera rossa al posto dei capelli. - Fantastico… - risponde l’altro arrivato – Ora mancano solo Giovanni ed il Team Galassia. Pensavo che, dopo aver organizzato tutto questo, sarebbero stati puntuali, ma è evidente che a Kanto non è una cosa usuale esserlo… - - Pirdunu, amici miei, ma ho avuto alcuni problemi per arrivari. Xante ha perdutu le chiavi de la grua. – dice un uomo non molto alto e vestito elegantemente, in particolar modo per la rosa che spunta dall’occhiello della giacca e la coppola che indossa. Porta i capelli quasi rasati e un paio di baffi pittoreschi, che evidenziano ancora di più la sua provenienza, quasi di più del suo accento. Camminando lentamente, va a sedersi vicino al generale, osservando poi tutti gli altri presenti. Alla fine si sofferma sulle sedie vuote: - unn’è la cricca Galassia? – - Vorremmo saperlo pure noi! – dice Ghecis. - Purtari, va’ vidiri unn’è ‘mmucciatu Cyrus. – dice al portiere. - Subito, signore! – dice correndo via. - Bene bene. Cosa dicite? Cuminciammo? – chiede Giovanni, togliendosi la coppola e aprendo il fascicolo che ha davanti a sé. Con un mormorio generale, alla fine tutti decidono per il sì. - Perfetto. Koga, quali sunnu i nutizzie sur pruggettu de Xante? – - Dice che necessita di più tempo e meno interruzioni. Da quello che abbiamo potuto vedere io e Sabrina, le sue ricerche sembrano essere a buon punto: ha già decodificato il codice e ha diverse capsule già pronte per gli esperimenti. – - Molto bene. Grazie, Koga. – dice all’uomo con i capelli grigi – Invece, voi – dice riferendosi a Elisio e Malva – Comu spuntaste la storia du Leggendari de Kalos? – - Yveltal è già nostro, mentre Xerneas è attualmente scomparso, ma ho già disposto centinaia di uomini per dargli la caccia. – risponde l’uomo, passandosi una mano nella folta capigliatura – Purtroppo, però, siamo impossibilitati nel catturare Zygarde: è troppo potente e sembrerebbe essere in viaggio per arrivare fino a qui. Ha percepito qualcosa, quindi ha già recuperato quasi il 75% delle proprie cellule. Ormai, l’unica possibilità che abbiamo è cercare di catturare il 25% restante, in modo da impedirgli di giungere alla forma Perfetta. – - Non importa: avimmu comu alliati Lugia ed il triu suo, Deoxys, Heatran, Kyurem, Genesect e Yveltal. Nun aviri primura, pocu par vuota li acchiappiremo tutti. – dice calmissimo Giovanni, prelevando dalla mano di una recluta un calice di vino, che sorseggia tranquillamente, offrendolo poi anche agli altri. Mentre la stessa recluta fa il giro del tavolo mescendo la bevanda a tutti, i due tizi che sembrano amici prendono la parola: - Senti, Giovanni, sembrerebbe che anche noi abbiamo alcuni problemi con i Leggendari: sia io che Max abbiamo ispezionato la Grotta dei Tempi, ma non c’è traccia né di Kyogre né di Groudon. Sembra che si siano spostati entrambi a Johto, alla Torre Occulta. Ci vorranno settimane per tornare lì e organizzare l’assalto. – dice quello shiny. - Comu ho già detto, nun aviri primura. Urganizzammo la missione e al rimasugghiu ci pinseremu quannu servirà. – - Come preferisci… - risponde Max, aggiustandosi gli occhiali sulla punta del naso. Nell’attimo di pausa in cui tutti bevono il proprio vino, i tre tipi dai vestiti neri e le parrucche bianche irrompono nella stanza, gettando a terra un ragazzo. - A noi non piacciono le spie. – dicono in coro, sparendo poi con un lampo di luce. - Guarda guarda… qui abbiamo il nuovo capo! – in viaggio: Dove siamo: -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 18: la chiave È incredibile quante cose strane possano avvenire in una notte… eppure sembrava un giorno così promettente: sono riuscito a ottenere uno strumento, a fare un’allegra passeggiata con la mia allenatrice, divertirmi con Sfavillo e lottare con un allenatore del calibro del figlio di Palmer, il Boss Torre. Se tutto fosse andato come doveva, a questo punto ci troveremmo nell’albergo che ci ha ospitato, sognando di vincere la prima medaglia. Ma, ovviamente, niente è andato come pensavo: in una sola notte, la streghetta si è persa, io ho lottato con una gang di Pokémon Veleno, sono stato avvelenato e per poco non sono morto. Un nuovo sogno mi ha affollato la mente, Mindy è stata rapita da un paio di spie poco rassicuranti, ci siamo travestiti da Wobbuffet, abbiamo rischiato di farci scoprire, solo per giungere fino a qui, insieme a questo “N”, che pare essere un tipo promettente tanto quanto tutti quelli che si sono offerti di aiutarci prima di lui. Se ci andrà bene, riusciremo ad infilarci in un pasticcio ancora più grande. Lui sorride e, legandosi alla cintura le tre sfere, torna da Mindy. Con qualche passo di corsa, lo seguo, salutando e ringraziando a mia volta le due damigelle, che ci congedano con un inchino. Mindy mi solleva senza dire una parola e segue il ragazzo, che si inoltra nella stanza fino ad una presa d’aria. - Se i miei calcoli sono esatti, proseguendo di qui, dovremmo arrivare nei laboratori degli scienziati. Se c’è un posto dove si può trovare la chiave dell’ascensore, è proprio insieme a loro. – dice, entrando nel condotto. Io ho solo un’obiezione: ma non era un re!? Com’è possibile che l’idea più geniale che gli è venuta è passare per i condotti d’areazione!? Se dobbiamo continuare così tutto il nostro viaggio, ora della fine avrò la fobia dei condotti… Ci intrufoliamo tutti e tre nello stretto corridoio metallico, nel quale è diffuso uno strano odore, simile a quello che già avevo sentito nel Centro Pokémon: odore di reagenti chimici. Di sicuro, N non si è sbagliato: di qua ci devono essere di sicuro dei laboratori, ma come faremo a prendere la chiave, se si trova realmente lì? Per quello che ho potuto vedere io, tutte le condutture sono molto strette e solo un Pokémon di piccole dimensioni le potrebbe percorrere tutte… Beh, in ogni caso, se N ci sta guidando, vuol dire che sa dove andare. Non sono del tutto sicuro che ci si possa fidare veramente di lui, ma se ben due Leggendari hanno deciso di riporre la loro fiducia in lui, un motivo ci sarà! - Guardate: da qui in poi il condotto si stringe sempre di più, fino a diventare largo solo qualche centimetro, quindi dobbiamo uscire. – dice il ragazzo, fermandosi all’improvviso e indicandoci la strada davanti a lui – Purtroppo ci troviamo ad alcuni metri d’altezza, ma cercate di non avere paura e saltate. – Con un calcio, sfonda la grata che sta alla sua destra e, appendendosi con le mani alla struttura metallica, ondeggia con le braccia e si lascia andare, atterrando con una capriola. - Forza: adesso tocca a voi! – ci dice, intimandoci di saltare come ha fatto lui. Mindy, tenendomi in braccio, sporge la testa fuori dal condotto, ritraendola subito. - Cosa dici? Dovremmo saltare? – mi chiede. - Beh, se devo essere onesto, non è che ne sia proprio entusiasta di dovermi buttare da qui, ma non credo che abbiamo altra scelta… - cerco di convincerla io, nascondendo male la paura che provo. - Hai paura pure tu, quindi? – mi chiede, affondando i suoi occhi nocciola nei miei. - Chi non l’avrebbe? – le rispondo – Ma, come ho già detto, è l’unica cosa che possiamo fare. – So di non essere molto incoraggiante, ma è Sfavillo, quello comico! Se voleva essere rincuorata, doveva chiamare lui! - S-sì, hai ragione… - balbetta ancora incerta, mentre N ricomincia a sbracciarsi, dicendoci che è molto più semplice di quanto sembra. Improvvisamente, mi viene un’idea. - Tu ti fidi di me, vero? – le chiedo, guardando a mia volta di sotto. - C-certo! – dice titubante. L’espressione che ha ed il fatto che ci ha messo così tanto a rispondere, dimostra che ciò che dice non è completamente vero, ma almeno sembrerebbe lo voglia nascondere. - Se ti fidi di me – ricomincio io – Allora chiudi gli occhi e buttati. Ci penserò io a farti atterrare sul morbido. – dico, deciso ad applicare la mia idea. - Ma… cosa vuoi fare? Non sei abbastanza forte per riuscire ad attutire la caduta! – mi risponde lei, che è sempre meno propensa a seguire N. - Fidati di me e tutto andrà bene. – è l’unica cosa che riesco a dire. Con un passo, Mindy torna ad affacciarsi sul corridoio sottostante e, dicendo semplicemente: - Se mi faccio male, sappi che sarà tutta colpa tua. -, si lascia cadere di sotto chiudendo gli occhi. Il tempo per reagire non è molto e la posizione che ha assunto la streghetta non mi aiuta, ma riesco lo stesso in un risultato accettabile. Lanciando il più potente attacco Bolla mai usato nella storia dei Pokémon, uso tutte le mie forze per creare un pallone pieno d’aria, che scoppia al minimo contatto, ma allo stesso tempo riesce a non farci prendere un colpo troppo forte sul duro pavimento. - Ohi ohi, che botta che ho preso… - mormora Mindy massaggiandosi la schiena. - Bravo, Batuffolo: devo dire che non mi sarei mai aspettato una tale opera da un Pokémon giovane come te! – mi dice N, sollevandomi da terra e rimettendomi in piedi. Con un balzo, va dalla mia allenatrice e fa lo stesso con lei, alzandola di peso e facendola stare in piedi proprio di fianco a lui. - Beh, devo dire che non mi aspettavo ci metteste tanto tempo a buttarvi, ma, come si dice: meglio tardi che mai! Forza, proseguiamo! – esclama, ricominciando a camminare verso la porta più vicina. - Tutto qui quello che hai da dire!? Ci hai costretto a saltare da quattro metri di altezza, rischiare di spezzarci l’osso del collo e tutto ciò che fai è dire “bravo” e alzarci in piedi!? – dico io arrabbiato. Non è che pretendessi qualche cosa di più, ma è questione di principio: minimo minimo doveva chiederci se stavamo bene! - Beh, cosa ti aspettavi? Anche io sono, come te, un esponente della nobiltà, ma non per questo me ne vanto o penso che gli altri debbano trattarmi in modo differente. Ti ho aiutato a rialzarti come farebbe un amico: cosa desideri di più? – mi chiede sorridendo. Non riesco a capire se è serio: cosa c’entra il fatto che lui è nobile come me col fatto che ci ha fatto rischiare la vita? Bah, continuo a pensare che questo N non sia del tutto normale… Mindy, che intanto ha finito di risistemarsi, mi solleva e mi porta in braccio nel corridoio, seguendo il giovane un passo dopo l’altro. In breve, arriviamo in una nuova zona, dove gli immensi corridoi si riuniscono in un solo enorme laboratorio, al cui interno sta lavorando un gruppo di scienziati. Dalla posizione in cui ci troviamo non è che si riesca a vedere molto, ma nonostante l’enorme porta a vetri che dovrebbe impedire la fuga di qualsivoglia elemento, si riesce a sentire chiaramente la voce di un uomo che strilla come un ossesso contro qualcuno, che si direbbe, ha distrutto la ricerca di una vita. - COME AVETE OSATO INTROMETTERVI NEL MIO LABORATORIO!? VOLETE FORSE SPIARE LE MIE RICERCHE!? CREDETE CHE STIA CREANDO UN ARMA DI DITRUZIONE DI MASSA!? BEH, SE NON VI FIDATE DI ME, ALLORA TORNATE DAL VOSTRO CAPO E DITEGLI CHE L’ESPERIMENTO, SE LO FINISCE DA SOLO, SE OGNI DIECI MINUTI DEVONO VENIRE QUI DUE SCANSAFATICHE CHE NON HANNO NIENTE DI MEGLIO DA FARE CHE ROMPERE CAPSULE E FRANTUMARE PROVETTE!! – si sente dire l’uomo, mentre una voce di donna cerca di tranquillizzarlo con aria calma, ma la sua voce, flebile in confronto a quella dell’altro, è quasi impossibile da udire. N, vicino a noi, ride: - Sembra che il caro vecchio Xante abbia nuove visite. Meglio così: se è distratto, non si accorgerà neanche che siamo passati di qui! – Senza attendere un attimo di più, parte di nuovo alla carica, spostandosi rapidamente da un macchinario all’altro, in modo da avvicinarsi rimanendo sempre nascosto, accovacciandosi e facendo capriole spettacolari ogni volta che deve spostarsi di qualche metro. Mindy, da brava spia quale è, cerca di fare lo stesso, ma purtroppo il risultato è ben più scadente: per i primi tre nascondigli, si limita a correre, ma dopo quel lento inizio, si fa prendere dalla foga e, producendo non poco fracasso e facendomi venire un infarto, si lancia anche lei in una capriola che la fa rotolare pesantemente verso una struttura metallica, che si ribalta producendo un rumore tale che in una situazione normale, perfino un sordo si sarebbe accorto di lei, ma le sue doti da strega si presentano di nuovo, facendo in modo che nell’esatto momento in cui finisce gambe all’aria, un altro macchinario si metta in funzione, coprendo la sua gaffe. - Forse è meglio se lasci perdere… - le dico io, guardandola male. - Ehi, guarda che non è facile: è normale fare degli errori! – mi sussurra lei, come se il solo parlare potrebbe risultarci fatale. - Sì, ma non è questo il momento di sbagliare! – le dico io, raddrizzandole gli occhiali, che le sono scivolati sulla punta del naso. - Hai ragione… - mi dice triste – Ma vedere N mi ha fatto venire voglia di provarci! Hai idea di quanto sia brutto essere sempre i più imbranati? Per una volta, volevo credere di essere brava pure io… - - Beh, non è che io abbia mai detto che non lo sei… solo che non in questo! – le dico, sorridendole allegramente. Dovrebbe saperlo molto meglio di me di avere molte altre qualità! - Ehi, muovetevi! – ci strilla N, sovrastando di poco gli strilli dell’uomo, che sembra avere dei polmoni d’acciaio, da quanto sta sbraitando. Continuando a fare attenzione ed accucciandosi dietro ogni nascondiglio possibile, seguiamo l’allenatore, che ricomincia a parlare sporgendosi sopra la scrivania stracolma di documenti dalla quale possiamo assistere al sicuro al monologo. - Guardate: quello si chiama Xante ed è il capo del gruppo di scienziati che sta lavorando al “Progetto Replica”. Non ho idea di cosa sia, ma non è niente di buono… in ogni caso, non è questo il momento di parlarne, giusto? L’unica cosa che dovete sapere è che lui è il gestore dell’intero impianto: una sorta di tuttofare con un esercito di tecnici sotto il suo controllo, che eseguono qualsiasi ordine impartisca. Se c’è qualcuno che ha le chiavi, quello è lui. – dice indicando l’uomo proprio davanti a noi, che si sta sbracciando con due altri figuri, che però non rispondono in alcun modo. Arrampicandomi sulla testa di Mindy, riesco ad arrivare a vedere le tre persone, tra cui Xante si riconosce per il camice di patchwork, il paio di guanti di lattice e la strana capigliatura, rada e pettinata come per formare una fiamma coi pochi peli rossi che gli restano. Allo stesso modo, porta anche una sottile barba, che risalta sul colletto nero dell’abito e un paio di occhialini dello stesso colore dei capelli. Gli altri due, invece, portano vestiti decisamente più particolari e non uniformi a quelli di tutti gli altri: l’uomo, con i capelli lunghi e pettinati all’indietro ma talmente spettinati da costruirgli una sorta di criniera molto corta, indossa una tunica simile ai tre loschi figuri di prima, ma di colore più chiaro e dall’aspetto più antiquato. I pantaloni, estremamente larghi, vengono raccolti e resi più attillati attraverso un paio di schinieri in legno, che si abbinano perfettamente con il paio di sandali che indossa, apparentemente provenienti da un mondo lontano. La giacca, che nasconde sotto di sé un set di shuriken e kunai tali da far invidia ad un Greninja, viene stretta in vita tramite una cintura di stoffa, fermata sul fianco insieme al fodero della katana che lo caratterizza, mentre il collo viene protetto da una robusta sciarpa rossa, che quasi gli cela il volto. La donna, invece, indossa abiti ben più abituali: l’unica cosa particolare che si nota di lei è, oltre al paio di jeans bianchi e l’attillata canottiera, il paio di enormi bracciali neri, dotati di pietre ed incisioni verdi che luccicano tanto quanto i suoi occhi. Qualcosa mi suggerisce che non sono reclute come tutte le altre. - NON MI IMPORTA SE SIETE DIRETTAMENTE A CONTATTO CON GIOVANNI E CHE MI MINACCIATE DI MANDARMI IN BANCAROTTA! IO SONO QUI PER LAVORARE E FARE LE MIE RICERCHE: IL PATTO È CHIARO, VOI MI LASCIATE PROSEGUIRE I MIEI ESPERIMENTI IN SANTA PACE E, IN CAMBIO, IO VI COMPLETO QUEL DANNATO PROGETTO, MA NON POTETE PRETENDERE CHE CI RIESCA SE CONTINUATE A DISTURBARMI E MANDARE IN FUMO TUTTO QUELLO CHE FACCIO! – esclama lo scienziato, sempre più intenzionato ad andarsene. Ora che siamo più vicini, riesco a sentire che l’uomo gli risponde: - I patti sono chiari, è vero. Ma come sai il nostro tempo è agli sgoccioli. Tra pochi minuti avrà inizio la prima riunione e il capo esige avere informazioni. Dovresti saperlo: noi non siamo come quegli sfaticati del Flare. – dice calmo, senza muoversi di un passo. - BEH, SE VOLETE AVERE QUALCOSA DA DIRGLI O QUALCOSA DA FARGLI VEDERE, DITEGLI CHE IL RISUTATO DELLE RICERCHE DELL’ULTIMO MESE È APPENA ANDATO DISTRUTTO GRAZIE ALL’INTERVENTO DI UN CERTO “GENERALE” CHE VA IN GIRO CON UN RAICHU! – - Tutto qui quello che hai da dire? – chiede la donna. - CERTO CHE NO, CI SONO MOLTISSIME COSE SU CUI DEVO PROTESTATE E NON ACCETTO CHE… - - Ok, andiamo Sabrina, lo scienziato ha finito qui. – lo interrompe ancora l’uomo, facendo un passo all’indietro, seguito dalla sua accompagnatrice. - Avrai presto nostre notizie. – dice, lanciando poi una strana sostanza a terra, che genera una piccola esplosione ed un gran fumo, che fa tossire Xante. Quando la nube si dissolve, i due non ci sono più. - Era meglio se lasciavo questo lavoro a Plutinio… - mormora lo scienziato, afferrando una scopa e mettendosi a raccogliere i frammenti di vetro sparsi per terra. - È la nostra occasione! – esclama N, estraendo l’unica Pokéball che porta con sé. - Cosa vuoi fare? – chiede Mindy, pensando che il giovane voglia lottare – Se fai uscire uno dei tuoi Pokémon, ci faremo scoprire! – Lui sorride: - Questo mio amico è molto più furtivo di quanto credi. – ci dice, facendolo uscire dalla sfera. Con un lampo di luce, uno Zoroark enorme compare davanti a noi, seminascosto grazie al suo manto scuro: l’unica cosa che appare evidente di quella massa di peli neri e rossicci sono i luminosi occhi azzurri. - Zoroark, sai già cosa fare, vero? – chiede l’allenatore. Il Pokémon conferma con la testa, preparando un attacco che gli circonda le zampe davanti di una strana aura oscura. Con un leggero grido, le unisce e le picchia a terra, circondando tutti noi in una cupola di energia nera, sulla quale scorrono alcune rapide folgori di luce rossa. Dopo qualche secondo, senza un minimo rumore, la semisfera di dissolve e tutto torna come prima. - Cosa è successo? – chiedo io. - Sai che Zoroark è il Pokémon Illusione, no? – mi sorride N – Beh, diciamo che ha “illuso” a dovere. Forza, andiamo avanti! – Seguito dal proprio Pokémon, il ragazzo cammina dritto verso Xante, senza più preoccuparsi di essere scoperto. - Ehi, cosa fai? – gli chiede Mindy, preoccupata. - State vicino a Zoroark e non vi succederà niente. – risponde senza convenevoli N. La streghetta esegue, stando sempre a un passo dalla coda del Pokémon davanti a lei, ma senza mai perdere quell’espressione terrorizzata, che aumenta d’intensità a ogni centimetro che ci avviciniamo allo scienziato. Le direi di estrarre il Pokédex, in modo tale da farle capire che siamo al sicuro, ma imbranata com’è, probabilmente non riuscirebbe ad usarlo. È possibile che non sappia cose fondamentali come l’abilità dei Pokémon? Cioè, è vero che anche io non le conosco tutte né conosco tutti i Pokémon, ma almeno la maggior parte sì: gli unici che mi mancano sono quelli della regione di Alola (che, essendo molto lontana, non ho mai visitato) e alcuni di quelli di altre regioni, ma, andiamo, siamo più di settecento! È impossibile ricordarsi di tutti! In ogni caso, dovrebbe sapere che gli Zorua e le loro evoluzioni sono in grado di creare delle illusioni irriconoscibili! Mentre siamo ancora a distanza di sicurezza, decido di arrampicarmi nuovamente fino alla sua spalla, dalla quale le sussurro direttamente nell’orecchio il funzionamento dell’Abilità Illusione dell’amico di N. Rassicurata, lei tira un sospiro di sollievo, dicendomi: - Uff… che fortuna! Però potevi dirmelo prima, non ti pare? – - Beh, forse tu avresti potuto studiare di più prima di partire, considerando che hai avuto un anno in più di tempo! – le rispondo io: come se fosse per colpa mia che lei non sa nulla in materia! - Sht! Non fate rumore! – ci dice N, voltandosi per farci stare zitti. Entrambi annuiamo, proseguendo più silenziosamente possibile. Quatto quatto, il Pokémon che ci fa da copertura si avvicina allo scienziato come indicato dal suo allenatore, facendoci arrivare a pochi passi da Xante, che ora si sta dedicando alla raccolta del vetro attraverso l’uso di uno scopino ed una paletta. - È il momento! – dice N, avvicinandosi pericolosamente al posteriore dell’uomo, chinato a terminare il lavoro. Con una mossa agilissima, gli tira un calcio di striscio, che colpisce la tasca e fa volare per aria tutto ciò che contiene, tra cui la chiave che ci serve, che l’allenatore afferra al volo e si mette in tasca. - Forza, andiamocene da qui! – esclama N, indicandoci di fare dietro front. - Chi è stato a colpirmi!? – chiede furioso l’uomo, rialzandosi e cominciando a guardarsi intorno con aria omicida – CHIUNQUE SIA STATO, VENGA FUORI! – strilla ancora. N se la ride di gusto, sapendo che non lo scopriranno mai, mentre quattro scienziate entrano dalla porta, passandoci accanto. Anche queste indossano uno strano camice, fatto di patchwork, ma oltre ad esso portano anche uno strano visore, di colore diverso per ognuna, su cui spicca il simbolo di una fiamma stilizzata. - Xante, perché strilli tanto? – chiede quella con i capelli verdi. - COME PERCHÉ!? QUI C’È QUALCUNO CHE MI VUOLE FAR DIVENTARE MATTO!! PIANTATELA DI STARE LÌ IMPALATE E AIUTATEMI A CAPIRE COS’È STATO!! – ordina arrabbiatissimo. - Sì, come vuoi. – dicono in coro quelle, appoggiando dove c’è spazio ciò che stavano portando e cominciando a perlustrare il laboratorio, controllando se c’è qualcuno che si nasconde al suo interno. - È una vera fortuna avere uno Zoroark come amico, non vi pare? – chiede N, uscendo dalla porta e tornando nel corridoio da cui siamo arrivati. - Sì, è proprio vero! – esclama Mindy ridendo ed accarezzando la testa spigolosa del Pokémon, che a sua volta la ringrazia. - Ora che siamo al sicuro, penso che possa tornare a riposarti, se vuoi! – dice l’allenatore quando ci troviamo a distanza di sicurezza, estraendo la Pokéball. Il Pokémon Illusione fa di no con la testa, facendoci capire che vuole esserci ancora d’aiuto. - Sì, capisco. Deve essere noioso stare sempre rinchiusi… mi spiace di averti tenuto lì dentro in questi ultimi giorni, ma sai che non dobbiamo farci scoprire: anche Reshiram e Zekrom non sono certo felici di essere nel loro stato attuale, ma purtroppo è l’unico modo. – Dispiaciuto, N richiama il mostriciattolo nella Pokéball, che mette subito in tasca. Improvvisamente, un nuovo strillo ci riporta alla realtà. - CYTISIA, LIBERA GLI HOUNDOOM!! – Non facciamo in tempo a voltarci che un orda di Pokémon Buio, di cui ben tre Megaevoluti, ci ringhia contro, correndo verso di noi. Nonostante non dicano niente, riesco a sentire ciò che dicono: “voglio vedere la luce lasciare i tuoi occhi”. Non penso di essere mai stato più spaventato di così. Con un fortissimo latrato, uno dei MegaHoundoom si scaglia contro di noi. La sola vista dei suoi canini acuminati, in quel momento incorniciati dal fuoco infernale che emana, mi fanno svenire. L’ultima cosa di cui mi accorgo è che qualcuno o qualcosa colpisce il Pokémon, facendolo volare via. in viaggio: Dove siamo: -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 17: alla ricerca dell’uscita Non mi sarei mai aspettato che nella sede di Giubilo TV ci fosse un sotterraneo così grande, ma ancora di meno mi sarei aspettato che nessuno sembra esserne a conoscenza. Un po’ mi dispiace di non aver seguito gli ordini di Ryu e Phoebe, ma se sono veramente delle spie come hanno detto, dovrebbero riuscire a trovarci in ogni caso. Finalmente, trascinandomi dietro una sempre più dubbiosa Mindy, sono riuscito ad arrivare a quello che dovrebbe essere una specie di studio di registrazione, dentro al quale alcuni individui sospetti stanno confabulando: indossano tutti e tre una strana tuta nera, simile a quella dei ninja, che lascia le braccia scoperte, e una bandana che copre metà del volto, ma nessun segno della tenuta di patchwork che accomuna tutti gli altri. - Maisello, sei sicuro che qui nessuno ci possa sentire? – chiede uno dei tre, coprendosi il lungo ciuffo rosso con una parrucca dai capelli bianchi e ornata con una fascia che gli cinge la fronte. - Certo che lo sono: questo è uno studio di registrazione: è insonorizzato, quindi niente può entrare né uscire da qui. Gli unici che sanno cosa sta avvenendo saremo noi tre. – risponde l’altro, indossando a sua volta l’immensa parrucca. Strano: io sento e vedo tutto: non è che hanno sbagliato qualche calcolo? Se questa sala è fuori uso, ci sarà anche un motivo, no? - Quindi pensate che non dovremmo uniformarci agli altri e unirci al team, continuando a proteggere il Sommo Ghecis in incognito, come abbiamo sempre fatto? – chiede il terzo, dalla capigliatura verde. - Certo che lo pensiamo: se c’è un motivo per cui abbiamo rinunciato ad essere Capipalestra, è per proteggerlo e non ho intenzione di smettere fino a quando non sarà lui stesso a congedarci! – esclama il primo, diventando rosso dalla rabbia. - Chicco, calmo! – dice il primo cercando di calmare il compagno, continuando ad avere un tono pacato – Spighetto, so che potrebbe sembrarti ingiusto agire ancora nell’ombra, sapendo che nessuno sia a conoscenza della nostra presenza, ma è il Sommo Ghecis a volerlo: sai bene che, nonostante abbia acconsentito, continua a non fidarsi degli altri, in particolar modo di quello col Persian… - Il tipo dai capelli verdi riflette, combattuto su quale sia la scelta giusta, ma alla fine si lascia andare ed indossa pure lui la parrucca: - Sì, hai ragione: dobbiamo proteggere il Sommo Ghecis, è solo per questo che siamo nati. Non importa quanto sarà difficile o che nessuno conoscerà tutti i nostri sforzi: l’unica cosa che conta è che lui sia al sicuro e che riesca a salire nuovamente al trono, ora che il Re se n’è andato di nuovo! - Con un cenno d’intesa, i tre si guardano e, in un attimo, spariscono lasciando dietro di sé solo una leggera polvere nera e un deciso odore di bruciato. Rimango senza parole: come hanno fatto a sparire così? - forse hanno usato il metodo del teletrasporto quantistico – dice Mindy, quasi leggendomi nel pensiero. Io mi volto e vedo che non è per niente stupefatta: anzi, sembra che sappia con certezza cosa è successo. - Ancora non si sa se possa funzionare anche con corpi complessi, ma tutti sanno che, almeno in via teorica, sembrerebbe funzionare con gli atomi – inizia a spiegarmi – in pratica, è come se i loro corpi venissero agitati contemporaneamente ad altri elementi lontani, che in questo modo riescono ad assumere per pochi istanti le stesse caratteristiche fisiche e chimiche. È per questo che hanno lasciato dietro di loro quella cenere: l’energia è stata dispersa sotto forma di calore e movimento, provocando quella leggera esplosione e le bruciature sul terreno. – Si aggiusta gli occhiali e, senza badare al fatto che in quel modo si potrebbe far scoprire, entra nella stanza ed esamina da vicino la sala da cui sono spariti i tre tipi. Ok, va bene tutto, ma… non può avere una spiegazione scientifica! Dei tipi sospetti sono spariti e l’unica cosa che ti interessa è metterti a studiare come hanno fatto!? Certo che proprio non le capisco, queste streghette… Dopo qualche secondo, che impiego per riprendermi dallo shock di aver visto quelle persone sparire così, mi avvicino con qualche passo alla mia allenatrice, che è chinata a raccogliere e mettere in una fiala un po’ della polvere che occupa il pavimento della sala registrazioni. Lei chiude il contenitore con un tappo e lo rimette nello zaino, rialzandosi in piedi e chiedendomi: - anche a te interessa la scienza, vero? Io la trovo davvero affascinante: ha una risposta per tutto! – Io non so esattamente cosa risponderle: se dovessi dire veramente ciò che penso, le dovrei spiegare che, a parere mio, è ancora più fuori di testa di quello che credevo, ma mi sa che non la prederebbe bene… Semplicemente, sto zitto e aspetto che lei si risponda da sola: - Ho capito, così tante informazioni in una sola volta ti hanno mandato in confusione! – esclama ridendo – Va bene, vorrà dire che per oggi le lezioni sono finite: continueremo domani! -. Detto ciò, mi solleva e mi porta in braccio verso il corridoio. Non riuscirò mai a capirla fino in fondo, ma finché mi porta in braccio e mi evita di camminare, vedrò di passarci sopra… - Batuffolo, secondo te da che parte dobbiamo andare? Sappiamo che qui da qualche parte ci dovrebbero essere le scale, ma non ho idea di dove potrebbero essere… - dice guardando prima da una parte e poi dall’altra, alla ricerca di un cartello o qualche indicazione sulle vie d’uscita. Io faccio lo stesso, notando che alla nostra sinistra ci sono due porte metalliche molto strette, con un quadro elettrico dotato di pulsanti. - Cosa diresti se, anziché prendere le scale, prendessimo l’ascensore? È sicuramente molto più comodo e veloce! – esclamo io, indicandoglielo. Mindy si avvicina alla cabina, parlandomi: - Batuffolo, piacerebbe anche a me poterlo usare, ma purtroppo serve una chiave per usarlo. Vedi? – mi chiede toccando con una mano la piccola serratura posta nell’angolo più alto del quadro di controllo. - Devo ammetterlo, non ci avevo proprio fatto caso, ma anche se fosse così, potremmo benissimo forzarlo con l’uso dell’elettricità di Sfavillo, no? – chiedo io. La mia allenatrice riflette un attimo, per poi rispondermi: - non penso sia così semplice… Sfavillo può metterlo in funzione nel caso manchi la corrente, ma non è in grado di far scattare il meccanismo! – - Che peccato… - mormoro io. - Tuttavia – cerca di rincuorarmi la streghetta – ciò non significa che non possiamo usarlo: basterà trovare la chiave e ce ne andremo di qui senza problemi! – esclama. Ok, è chiaro che stiamo per rimetterci ad invadere la privacy di qualche altra povera recluta… spero solo che non ci scopriranno! Annuisco con forza e le indico di cominciare dalla prima stanza del corridoio, che sembra interessante: molteplici voci provengono dal suo interno, ma sembrano tutte particolarmente vecchie. - Sicuro che sia la scelta migliore? Se prima ti ho detto di evitarla, c’è un motivo… se irrompiamo lì dentro, rischiamo di farci scoprire! – dice preoccupata. Io la guardo in modo abbastanza eloquente da farle capire cosa sto pensando. - Pensi che non ci scopriranno perché dalla voce sembrano dei vecchi bacucchi? Beh, ho solo due cose da dire: numero uno, non lo sai che spesso l’anzianità è sinonimo di saggezza? Secondo, anche se fossero vecchi, non è detto che siano pure talmente storditi da non accorgersi di noi! Terzo: non lo sai che è da maleducati dare dei vecchi!? – mi chiede guardandomi male. - Se non ti dispiace, qualche obiezione ce l’ho anche io – le rispondo, guardandola male a mia volta – numero uno: potranno essere saggi quanto vuoi, ma non è possibile che siano svegli tanto quanto noi! Numero due: ti ricordo che pure tu non ti accorgeresti di chi ti sta intorno se non avessi gli occhiali, eppure hai solo dieci anni! Numero tre: le cose che dovevi dire non dovevano essere solo due? – - Ehi, da quand’è che sei così pignolo? – mi chiede, guardandomi sempre più arrabbiata – Comunque sappi che mi ritengo offesa: so di non vederci bene, ma non è certo un buon motivo per prendermi in giro! – - Ma… - vorrei dirle, ma mi accorgo che lei non sembra mi stia ascoltando. Non so se mi dovrei arrabbiare perché non mi presta attenzione o sentirmi in colpa perché l’ho offesa… personalmente, propendo per la prima: non è certo colpa mia se quello che dico è la pura verità! - Senti, cara la mia allenatrice… - All’improvviso, la porta si apre e dall’entrata si sporge un uomo dal volto tutto rugoso ma dagli occhi stranamente vispi e dal sorriso allegro. - Ciao! – esclama – Sei una nuova recluta? – chiede gentile. - Beh, io… in realtà… - risponde nervosa Mindy. - Ho capito: sei una bambina timida, eh? Non ti preoccupare, non ti mangio mica io! – ride il tipo. Anche la mia allenatrice, giusto per non lasciarsi andare allo sconforto, ride insieme a lui. - Adesso che ci penso, non è che sei la nipote di Giano? In un certo senso, gli assomigli, sai? – - D-davvero? – chiede incerta lei. - Sicuro! Avanti, piantala di stare lì ed entra con noi! Non sono sicuro che ti divertirai, ma è sempre meglio stare insieme a dei vecchietti come noi che qui sola soletta! – Ehi, io sono nessuno!? Mindy non è da sola! In ogni caso, sono felice: l’avevo detto, io, che sono dei vecchietti! - V-va bene. – dice la streghetta, seguendo l’uomo, che intanto si gratta la lunga barba. Ciò che vedo appena entro mi pare… particolare. - Ross, piantala di barare! Il Settebello è nostro! – - Senti, Verdanio, devi anche imparare a perdere: non puoi pretendere di fare Napoleone ogni singola volta! – - Sì che posso, invece! Io vinco sempre: è solo per colpa di Violante, che qui perdo sempre! – - Ok, basta. Io propongo di cambiare le coppie. Chi è d’accordo? – Un mormorio di dissenso generale si diffonde per la stanza. L’anziano, quindi, comincia a guardarsi intorno e, quando arriva più o meno a metà, si blocca, spalancando gli occhi sorpreso: - Celio, chi è quella bambina? – chiede. - Come, non la riconosci? È la nipote di Giano! – esclama spingendoci verso il tavolo, sul quale sono depositate decine di carte da gioco. - No, mi dispiace, ma io quella bambina non la conosco. – dice un altro vecchietto, seduto in disparte insieme ad un altro uomo, che sorseggia tranquillamente un bicchiere di vino. - Come no? Vuoi forse dirmi che questa non è tua nipote? – - Esatto. – - Ehi, ma… allora tu chi sei? – chiede l’uomo, più incuriosito che realmente preoccupato o arrabbiato perché qualcuno è riuscito ad infiltrarsi. - Beh, a dire la verità io sono… - comincia a dire Mindy. Ti prego, dì quello che vuoi ma non la verità. Qualsiasi cosa, anche la più banale. Forza, la fantasia non ti manca: ce la puoi fare! Neanche a farlo apposta, come un fiume in piena, le parole sgorgano dalla sua bocca, che racconta tutta la nostra storia nei minimi dettagli, senza tralasciare un minimo particolare. Ma io mi chiedo: È COSÌ DIFFICILE NON SPIFFERARE A TUTTI CHI SEI!? Phoebe si è davvero sbagliata: Mindy non potrebbe mai fare la spia… Tutti ci guardano, con un’espressione a metà tra lo stupito e il confuso: detto in due parole, una faccia da ebete. - Che avete!? Perché ci guardate così? – chiedo io furioso. Odio quando ci cacciamo in situazioni simili per colpa sua! Alzo lo sguardo e capisco perché gli anziani hanno quell’espressione. - Perché sembra che stai per piangere? – le chiedo. - Perché io STO per piangere, stupido Pinguino che non sei altro! Io volevo solo diventare Allenatrice, divertirmi, viaggiare e fare nuove scoperte… invece guarda dove siamo finiti! – esclama. Gli occhi continuano a luccicarle in quel modo poco rassicurante, come se da un momento all’altro si volesse lasciar andare, ma prima che ce la possa fare, due giovani donne si avvicinano a noi. Una, senza dire una parola, mi sottrae alle braccia della mia allenatrice, mentre l’altra la abbraccia, cercando di rassicurarla: - Non ti preoccupare, bambina, qui con noi sei al sicuro. Ora è notte ed è pericoloso andare in giro da soli, ma appena farà giorno, vedrai che riusciremo a farti tornare a casa. – - Lo spero… - mormora la streghetta. Ma è possibile che qualsiasi persona la veda piangere decida che deve proteggerla!? È un’allenatrice: dovrebbe abituarsi all’idea di dover sopravvivere da sola insieme ai propri Pokémon, ma per qualche oscuro motivo, lei non sembra volerlo fare e tutti quelli che la circondano la aiutano. Se continuiamo così, non arriveremo mai alla Lega! Tutti gli uomini rimangono in silenzio mentre le due ci accompagnano in un’altra stanza, collegata a quella in cui stanno giocando tramite una porta in legno. - Ehi, dove ci state portando? E, comunque, lasciami andare! Solo Mindy mi può portare così, capito? SOLO LEI!! – protesto io, cercando di liberarmi, ma non ci riesco. Per risposta, la donna mi stringe più forte. - Non ti preoccupare: non vi vogliamo fare del male, ma solo aiutarvi. Ora, cerca di stare calmo e goditi il viaggio. – mi dice. Non sono del tutto sicuro che sia il caso di fidarsi, ma vedendo che la mia allenatrice non reagisce, mi decido a lasciar perdere pure io, lasciandomi portare senza agitarmi. Devo dire che nessuno può battere Mindy, in qualità di porta-Pokémon, ma devo dire che questa tizia è molto più comoda: a differenza dello schienale piatto e le braccia ossute della mia allenatrice, questa ha un appoggio molto più morbido e, nonostante la sua stretta sia molto più forte, non mi fa male come spesso capita con lei. Non ho idea di cos’abbia di diverso, ma sono sicuro di una cosa: questi optional dovrebbe comprarseli pure la streghetta! Intanto, le due ci hanno condotto oltre la porta, per un lunghissimo corridoio e dentro una nuova stanza, nella quale sono sparsi da tutte le parti giocattoli di ogni genere e libri per bambini sono disordinatamente disseminati sulle pareti e per il pavimento, alcuni lasciati aperti ed altri chiusi, ma tutti evidentemente logorati dal grande utilizzo. Varcata la soglia, le donne si mettono una di fianco all’altra, in attesa che qualcuno si accorga del loro arrivo. Controllo ancora la stanza, ma la mia attenzione viene immediatamente catturata da un particolare bizzarro: non molto lontano da noi, c’è la fotografia di un bambino dai lunghi capelli verdi insieme ad un gruppo di Pokémon e sotto di essa, sempre dentro alla cornice, si trova una scritta fatta a mano. È in una calligrafia incomprensibile, ma quella firma la riconoscerebbe chiunque. - Antea, Concordia! – esclama una voce nell’ombra più profonda della stanza – Cosa ci fate qui? Non dovevate tenere compagnia ai Saggi? Lo sapete che è sempre meglio restare con loro, quando fanno i loro tornei… - - Sua Maestà. – Si inchinano le due. Con una risata, la voce interviene immediatamente: - Non dovete chiamarmi così. Io non sono più il re, ormai! Usate semplicemente il mio nome! – - Come vuole, Natural Harmonia Gropius. – dicono in coro le nostre accompagnatrici. - Anche solo “N” va bene, ok? – - Come vuole, N. – continuano loro. - Ah, giusto, quasi me ne dimenticavo: non datemi più del voi. Sono io che dovrei portarvi rispetto, non il contrario. – - Ma, Maestà, non vorrete… - dice quella che mi porta ancora in braccio. - Sì, Antea, voglio che mi trattiate come vostro pari, esattamente come fanno tutti gli altri. – - No, Maestà: noi non possiamo! Voi sarete per sempre il re, per noi! – La voce ride ancora: - Beh, in tal caso, chiamatemi come volete! Io so chi sono e tanto mi basta. Non mi importa come mi vedono gli altri: nel mondo che sogno, sono solo le idee a determinare chi siamo. – Con qualche passo, questo Natural Vattelappesca esce dall’ombra, mostrandosi in tutta la sua altezza. Il suo portamento è elegante e raffinato, ma i lunghi capelli verdi, uniti in una coda, e i vestiti che sembrano trovati in un cassonetto, lo fanno apparire stranamente selvaggio. Pur camminando e guardando noi, continua a far ondeggiare in aria tre sfere, che usa come palle da giocoliere. - Stavamo dicendo: perché siete qui? – ripete il giovane, che dovrebbe avere circa una ventina d’anni. - Vostra Altezza, questa è Mindy, una bambina che è riuscita ad entrare qui per puro caso, ma che sembra essere entrata in contatto con “gente poco raccomandabile”. Crediamo che voi potreste aiutarla. L’unica cosa che vuole, è uscire da qui. – dice quella che, per esclusione, deve essere Concordia. - Beh, in tal caso, non vedo perché dovremmo trattenerla ulteriormente. – dice, avvicinandosi ancora di più a noi e prendendo al volo tutte e tre le sfere. Mettendosi in ginocchio, dimezza la sua altezza e arriva a posizionare il proprio volto davanti a quello della mia allenatrice. Appoggiando le sfere a terra, si toglie con un rapido gesto il berretto, rivelando i luminosi occhi gentili, rimasti in ombra fino a quel momento. - Ciao, Mindy. Io mi chiamo N. Non sono uno che gira tanto attorno ai problemi, quindi, cosa dici se ti accompagno fuori senza tanti convenevoli? Non vorrei sembrarti sgarbato o poco socievole, ma trovo che spesso le azioni valgano molto di più delle parole. – Il ragazzo si alza e sempre tenendo in mano le tre sfere, ricomincia ad allontanarsi camminando all’indietro. - Cosa dici? Andiamo? – chiede. Io non sono molto propenso ad accettare l’aiuto, ma Mindy è troppo ingenua per pensare agli eventuali pericoli a cui potremmo esporci, quindi, ringraziando entrambe le donne, le saluta e si avvicina a N. - Mindy, cosa fai!? Ti fidi così? Noi non sappiamo chi potrebbe essere e, ad essere sinceri, non è che questo tipo mi sembri particolarmente sano di mente! – le dico, ancora in braccio ad Antea. - Batuffolo, cosa stai dicendo? Lui ci vuole solo aiutare! E, poi, non sei stato tu a dire che dovevamo andarcene senza Phoebe e Ryu? – mi dice, invitandomi a raggiungerla. - Sì, è vero… ma non era questo che intendevo: così ci metteremo solo in pericolo! – esclamo. N ride, rimettendosi il cappello in testa: - E così sei un Piplup diffidente, eh? Vuoi bene alla tua allenatrice, riesco a sentirlo, ma allo stesso tempo ti spaventa… vuoi proteggerla, così come tutti gli altri che avete incontrato… hai capito che lei ha qualcosa di speciale, ma ancora non sai cosa. Beh, fidati: se mi seguite, io ti spiegherò tutto ciò che non sai. – dice cercando di convincermi. - Quindi non è solo Mindy a parlare con i Pokémon… - mormoro io, incredulo. N ride ancora: - certo che no! Cosa credi, che tutti ti sentano strillare solo il tuo nome? Ce ne sono centinaia, nel mondo: io, la tua allenatrice, Rosso, Lance, Camilla, … si dice che anche un ragazzino che viaggia con un Pikachu ne sia capace… insomma, ce ne sono un bel po’, non ti pare? – - Come fai a sapere queste cose? – chiedo sbalordito. - Beh, mettiamola così: ho viaggiato abbastanza da vederle di persona… - mi risponde. - Quindi sai anche dei miei sogni? – gli chiedo ancora più spaventato. Questo non è un allenatore, è un mostro chiaroveggente! - Ehi, non leggo nella mente, io! Perché, hai sognato qualche cosa di strano? – mi chiede incuriosito. - N-no, niente di particolare… - cerco di difendermi io, ma so che lui sa che non sto dicendo la verità: la sua espressione lo dimostra. - Beh, va bene… intanto, ti sei convinto che vi dovete fidare di me? – Senza pensarci due volte, dico di no con la testa. Non mi fiderò mai di lui: è troppo sospetto. N fa un verso di esasperazione e poi si avvicina nuovamente, indicando alla donna di appoggiarmi a terra con un gesto eloquente. Con pochi passi, lui si mette davanti a me e mi guarda serio come non mai: - Di solito non svelo i miei segreti, ma qui il tempo stringe, quindi credo di non avere altra scelta. – facendo un passo indietro, mi mostra le tre sfere che impugna. - Sai cosa sono? – mi chiede. Prima di rispondere, le guardo con attenzione: due di esse sono uguali, ma dai colori opposti, una nera e l’altra bianca, mentre la terza sembra una semplice Pokéball. - Sono sfere fatte con le Ghicocche? – rispondo io, incerto. - No, Batuffolo. Sono qualcosa di molto più particolare: una è una semplice Pokéball, in cui è racchiuso il mio più caro amico, mentre le altre due vengono chiamate “Chiarolite” e “Scurolite”. Ci ho messo parecchio tempo ad ottenere la fiducia di entrambi, ma alla fine ce l’ho fatta. Ti ricordano qualcosa, questi nomi? – Io rispondo ancora di no. - Beh, allora vorrà dire che dovrò fartelo vedere io… - Delicatamente, poggia a terra le sfere e mette una mano sopra alla mia testa. - Chiudi gli occhi – mi dice. - Perché dovrei… - - Fallo e basta. – mi intima lui. Lo faccio e improvvisamente comincio a vedere una scena stranissima, quasi epica: due immagini si sovrappongono, mostrandomi la stessa situazione ma con un elemento di differenza. Non ha importanza come prosegue: il solo ricordare quei nomi mi basta per sapere che ci possiamo fidare di lui. Apro gli occhi di scatto e gli dico: - Hai la mia fiducia. - in viaggio: Dove siamo: -
Io spero sia Empoleon: già me lo vedo a tirare cartoni con le ali... sarebbe a dir poco mitico!
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La demo speciale di Pokémon Sole e Luna con Greninja Forma Ash sarà rilasciata il 18 ottobre!
Nevix ha risposto a una discussione di ZarRomanov in Notizie
Felicissimo che hanno annunciato questa demo: sicuramente sarà utile per ingannare la ancora lunga attesa! Sono curioso di vedere come si collocherà questo nuovo Greninja nella quest della demo (perché non ci daranno semplicemente Greninja così, giusto perché non hanno niente di meglio da fare, vero?) e che miglioramenti porterà questa nuova forma! -
Devo dire che, tutto sommato, come evo mi piacciono tutte: stranamente Brionne più delle altre... sarà che adoro il tipo acqua in generale, ma rispetto agli altri due mi sembra abbia una caratterizzazione migliore. Il modo in cui questo nuovo starter Acqua ci tenga particolarmente a farsi vedere felice da tutti tranne che con il proprio allenatore e le altre persone o Pokémon di cui si fida, con cui mostra il suo vero stato d'animo, mi intriga particolarmente! Niente contro Dartrix e Terracat, che devo dire mi piacciono comunque, ma penso proprio che anche questa generazione per me lo starter Acqua sarà un must!
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Avrei decisamente preferito potermi scaricare Volcanion tramite Nintendo Network, ma abitando a pochi passi da un GameStop direi che va bene lo stesso... Finalmente potrò completare la mia collezione con l'ultimo Pokémon mancante!
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[Commenti] L'esperto di Eeveeluzioni
Nevix ha risposto a una discussione di MoonlightUmbreon in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Alla fine, dopo un'avventura durata 30 capitoli, la saga di Kanto è finita, con un campione in partenza, una lega da ristrutturare e tante domande a fare da premessa alla nuova serie: non avrei potuto desiderare di meglio! A parte questo, devo dire che anche l'ultimo capitolo, che conclude e allo stesso tempo inizia la storia di Mewtwo, mi è piaciuto molto! Il discorso con Mewtwo, la sua lotta con Mew e soprattutto il fatto nonostante la sua oscurità, Kevin venga comunque giudicato degno di usare il suo potere da Mew lo rendono sicuramente uno dei capitoli meglio riusciti, anche se parte dell'esaltazione presente nel precedente qui è andata persa... Per quanto alcuni potrebbero non aver apprezzato l'oscurità del protagonista, io credo che sia un tratto caratterizzante molto forte e decisamente importante: ancora di più dato che alla fine decide di non diventare come Mewtwo, segno che vuole far prevalere la luce e che l'affetto che prova per i suoi amici è più forte della rabbia verso Mewtwo. A parte questo, la lotta è molto interessante, in particolar modo perché su richiesta di Kevin, Mew non prende parte alla lotta, facendo risaltare ancora di più i Pokémon del protagonista e la forte fiducia che ha il leggendario nei suoi confronti. In conclusione: un capitolo a dir poco fantastico, oltre che un'ottima conclusione per l'intero ciclo narrativo! Attendo con ansia la prossima saga!! -
[Nevix] Vita da Starter: l'Era dell'Imperatore (1/2 serie)
Nevix ha risposto a una discussione di Nevix in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 16: in incognito - Allora, Ryu, come ti sembra? – chiede Phoebe squadrandoci dall’alto in basso. - Secondo me, ci scopriranno… - risponde rassegnato lui. - Uff… certo che sei proprio positivo! – gli risponde la ragazza sbuffando. - Scusa se cerco di vedere le cose come stanno… - - No, tu non cerchi di vedere le cose come stanno, tu fai sempre solo il pessimista! – - Non è vero! – - Ne sei sicuro? Allora dimmi l’ultima volta che sei stato positivo! – - Beh… ecco… io… - - Vedi, ti capita così raramente che non te lo ricordi nemmeno! – È interessante vedere come battibeccano, ma soprattutto è interessante notare che riescano sempre a far pace, nonostante discutano ogni dieci minuti praticamente su qualsiasi argomento. Trovo che sia davvero istruttivo, tutto ciò, ma non mi è ancora chiara una cosa: com’è che questa “Phoebe” vince sempre? Una volta ogni tanto potrei anche capire, ma lei riesce a vincere ogni singola volta! Pensiamo, per esempio, ad adesso: è ovvio che ci scopriranno, ma lei sembra non voler sentir ragioni e, come è ovvio che sia, ha vinto di nuovo lei. - Perfetto! – esclama – Ora che finalmente anche Ryu si è convinto che sei al sicuro e che non ti scopriranno mai, possiamo cominciare la nostra ispezione nei sotterranei! Mi raccomando: stai sempre vicino a noi! – - Sì, va bene! – risponde Mindy, avviandosi verso la porta, muovendosi a fatica nello stretto costume da Wobbuffet che ci hanno fatto indossare. I due, controllando per l’ultima volta di non aver dimenticato niente, escono con noi e chiudono a chiave la stanza dietro di loro. Ryu, spiegando una cartina comincia a parlare: - Ora, l’unica cosa da fare è cercare di spiare dentro alle varie stanze, cercando di capire se qualcuno ha qualche segreto da nascondere o qualche informazione da dare, per cui, io proporrei di dividerci: io esamino le camere alla nostra sinistra, mentre voi due esaminate quelle a destra. Qualche obiezione? – Nessuno fiata. - Meglio così: che lo spionaggio abbia inizio! – esclama estraendo una tessera magnetica e facendola scorrere sul lettore più vicino. Con un rumore meccanico, una porta si apre e scompare al suo interno. Phoebe fa lo stesso e ci indica di seguirla, esattamente come noi facciamo. Nel lungo tempo che lei impiega ad esaminare tutti i cassetti e gli armadi, Mindy, trascinandomi, si perde a guardare un album di foto intitolato “Pokémon gatti da tutto il mondo”, facendo strani versi ogni volta che gira una pagina piena di figure che traspirano carineria da tutti i pori. Era chiaro che quei due non erano persone normali, ma non avrei mai pensato che potessero essere spie sotto copertura… ma, ora come ora, non sono totalmente sicuro nemmeno di questo: per colpa loro e del loro stupido senso del “realismo” ora mi trovo dentro ad un costume che mi sta largo e mi fa inciampare ogni volta che azzardo un passo. “Sei troppo piccolo per indossare un costume solo per te”, mi hanno detto, “è meglio se stai con Mindy e fai la coda!”. La mia domanda è una sola: quale persona sana di mente infilerebbe un Pokémon in un costume solo per fargli fare la coda!? Non c’era qualcos’altro!? Come se i Pokémon fossero tutti alti tre metri… Per quello che ho potuto vedere fino ad ora, quei due sono solo due che pensano che oggi sia carnevale… - Io qui ho finito! – ci dice la ragazza, rimettendo in ordine l’ultima anta esaminata – Cosa dite, ce ne possiamo andare? – Anche se annuissi, lei non mi vedrebbe lo stesso, perché in qualità di coda-ombra di Wobuffett, sono visibile tanto quanto un Kekleon, ma lo faccio ugualmente, giusto perché non mi piace seguire quello che dicono gli altri e basta. Mindy, nel costume davanti a me, fa lo stesso, quindi usciamo e ci addentriamo nella stanza successiva. Continuiamo così per quelle che a me sembrano ore, incrociando qualche volta Ryu e alcune altre persone vestite come loro, probabilmente stanche e felicissime di poter andare a dormire dopo una lunga giornata di lavoro. Io e Mindy non possiamo parlare, né tra di noi, né con gli altri, quindi ci annoiamo da morire, invidiando quasi il povero Sfavillo che, fin troppo giocherellone, è stato chiuso nuovamente nella propria Pokéball, nella quale sarà sufficientemente silenzioso. Non passa molto tempo prima che, data la stoffa di cui è composto il costume, sia io che la mia allenatrice cominciamo a sudare peggio di un Tepig sotto il sole estivo, ma ancora una volta non possiamo fare niente. Io, sempre cercando di intendermi a gesti con lei, dico alla streghetta di far capire all’altra allenatrice che non ce la faccio più, ma appena ci prova, lei la zittisce, dicendole che lo sa che quei costumi fanno sudare e pizzicano, ma non ci può far niente. L’unica cosa da fare, è cercare di resistere. - Hai trovato qualcosa? – chiede Ryu, chiudendo una nuova porta. - Niente di niente. Tu? – risponde Phoebe. - Uguale. Certo che è strano, però: qui nessuno sembra avere informazioni sul piano del team… che i grandi capi si siano finalmente accorti che se non spifferano tutto alle loro reclute, la perdita di informazioni è al minimo? Se fosse così, era davvero ora: avrebbero dovuto capirlo prima, dato che gli ultimi cinque team sono stati sconfitti da un gruppo di bambini esaltati… - riflette lui. Beh, devo dire che proprio bambini esaltati non erano: se non sbaglio, uno di loro era il grande Rosso, il più grande allenatore mai esistito, e non mi sembra fosse proprio il primo che capitava… La stessa cosa vale per Lucas e Lucinda, che insieme hanno sconfitto il Team Galassia solo cinque anni fa! Insomma, non è che fossero proprio degli sprovveduti… In ogni caso, devo dargli ragione: in questo modo, è tutto più interessante! Improvvisamente si sentono dei passi che avanzano a ritmo di marcia. Dal rumore che producono, sembrano appartenere ad un esercito. In breve, il gruppo in avvicinamento si mostra, facendoci vedere che, oltre alle classiche reclute, vestite tutte allo stesso modo se non per alcuni piccoli particolari come un cappello, una felpa o un mantello, c’è anche un’altra persona, vestita in modo completamente diverso. - Compagnia ALT! – esclama l’omone biondo, fermandosi a pochi passi da noi. Lui, a differenza degli altri, indossa un alto paio di stivali e dei pantaloni cargo, che fanno pendant con la canottiera mimetica, che ne esalta gli enormi muscoli addominali e lascia scoperte le braccia, ugualmente muscolose. - Good Evening, recruits! Cosa ci fate ancora in piedi? Dovreste essere già a letto! Tomorrow: sveglia al sorgere del sole, without protests! – Ok, direi che neanche questo è del tutto normale: che lingua parla? Posso capire indossare gli occhiali da sole al buio, tanto ormai lo fanno tutti, ma perché dovrebbe mettersi a parlare una lingua che conosce solo lui? - Yes Sir, moving in, Sir! – esclama Ryu, mettendosi sull’attenti. - Very well, qui abbiamo un soldato… I see forward a very bright future for ya! – - I’m flattered of that, Sir! – esclama ancora lui, sull’attenti. - Ya’re welcome! C’mon guys, all in bed! – esclama l’altro tipo, battendo le mani – E chi si fa trovare in piedi a bighellonare, verrà punito con cinquecento flessioni, trecento giri del campo e i prossimi due mesi di gavetta! – Al solo sentire quelle parole, l’intero esercito si disperde, lasciando lì solo noi e il tipo biondo. - Any questions? – chiede, vedendo che non ci siamo mossi di un passo. - No, Surge, nessuna! – esclama Phoebe. - I’m Li’l Surge, for you pitiful trainer! Solo quando sarete almeno al grado di caporale, potrete smettere di chiamarmi col mio nome completo! – - Yes, sir, we know that, sir! – risponde ancora sull’attenti Ryu. - Signorinella, dovresti proprio prendere esempio da questo ragazzo. Ora, veloci: tutti a letto! Soldier… at EASE! – Sentendo quelle parole, Ryu saluta ancora e, seguito da Phoebe e noi, torna verso la sua stanza, mentre il soldato ci guarda marciare a ritmo sostenuto. Un attimo prima che tutti e tre riusciamo ad entrare, lui ricomincia a parlare: - Hey, you, hang on a sec.! Di chi è questo Wobbuffet? – - Ehm… è mio. – dice Phoebe, presa alla sprovvista. - Sicura, signorinella? Se fosse così, perché non lo tieni nella sua Pokéball? – chiede sospettoso. - Beh… è che l’ho persa! – cerca di temporeggiare. - Are you kidding me? Non ho tempo da perdere, io! Per questo terribile affronto, ti sei guadagnata i prossimi trenta turni in cucina: mi auguro tu sappia cucinare bene, perché dovrai sfamare un esercito! – ride il tipo. - S-sì signore… - risponde triste la ragazza. - Ah, giusto, I was forgettin’: il tuo Pokémon è per le prossime ventiquattr’ore sequestrato! – Mindy e Phoebe si lanciano un’occhiata terrorizzata. - Mindy, verremo a riprenderti, te lo prometto, ma per ora è meglio se fai come dice lui: la missione è molto importante e non possiamo mandarla a monte per così poco. Seguilo e fai come dice. – ci sussurra. La streghetta annuisce e si dirige da questo “Li’l Surge”, che sorride felice di aver ottenuto ciò che voleva. Nel frattempo, la ragazza ci guarda mentre ci allontaniamo, spaventata per quello che ci potrebbe succedere. So già cosa sta per dirgli Ryu: “te l’avevo detto, io”. Camminiamo, seguendo quell’esaltato, che marcia verso una meta imprecisata, voltandosi ogni tanto a controllare che stiamo mantenendo il passo. Vorrei poter parlare con la mia allenatrice e lei vorrebbe fare lo stesso con me, ma il travestimento da Wobbuffet ce lo impedisce. Accompagnati da questo tipo, varchiamo una soglia, dalla quale si diramano nuovi corridoi. Improvvisamente, lui si ferma e per poco MIndy non gli va addosso. - Very well, Wobbuffet. Era chiaro che in realtà ti fossi perso e che quell’allenatrice ti voleva rapire, ma grazie al mio sesto senso sei tornato dai tuoi allenatori! C’mon, just go in: they’re waitin’ for ya! – dice, voltandosi e dandoci una forte pacca sulla schiena, che per poco non fa cadere la streghetta a terra. Come ci aveva suggerito Phoebe, acconsentiamo, entrando nella porta che ci ha indicato, aprendola. Vedendoci entrare, finalmente Li’l Surge se ne va, lasciandoci da soli. Ora l’unica cosa che ci resta da fare, è riuscire a tornare indietro! Pian piano, Mindy richiude la porta, segno che anche lei ha avuto la mia stessa idea, ma qualcuno ci blocca. - Dove pensi di andare!? – chiede una voce femminile, riaprendola di scatto – Era ora che tornassi! Abbiamo passato tutto il giorno a cercarti e tu ora te ne vuoi andare di nuovo!? Nossignore, ora tu vieni qui con noi e ci aiuti ad elaborare il nuovo piano! – Senza attendere una risposta, ci afferra e ci lancia all’interno della stanza, dove un nuovo tipo ci accoglie con uno sguardo arrabbiato: - Finalmente Wobbuffet, era ora che tornassi! Sai che abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile, se vogliamo riuscire ad andarcene da qui e tornare a dare la caccia a quel moccioso! – - Miao, proprio così! – esclama una terza voce. Non so perché, ma mi ricorda vagamente qualcosa… La tizia, sbattendo la porta da cui siamo entrati, torna poi a sedersi al tavolo, rimettendosi a discutere con gli altri due membri della combriccola. - Dov’è che eravamo rimasti? – chiede innervosita. - Stavamo parlando del piano di fuga. – risponde l’altro. - Giusto, il piano di fuga… - ripete lei – com’è che ce ne dovremmo andare da qui? – - Fino ad ora, non abbiamo trovato nessuna opzione valida… l’unica cosa su cui andate d’accordo è il fatto che il nuovo vestito è orribile… - risponde la terza voce, che sembra provenire da sopra al tavolo. In effetti non è che abbiano torto: anche loro, come gli altri, indossano quello strano patchwork senza logica, che non starebbe bene neanche alla persona più bella del mondo, ma leggermente modificato. Lui, con un paio di occhi verdi come la foglia sulla testa di un Grovyle e i lunghi capelli blu che gli spolverano le spalle, indossa un’altra maglia nera e attillata, che sporge sotto alla classica veste da recluta, che è stata modificata, rendendola più corta e un paio di guanti e stivali grigi, che stonano con il resto del completo. Lei, invece, dai lunghissimi capelli magenta e gli occhi blu come i fiori di un Florges, ha una tenuta ancora più particolare: lunghissimi guanti e altissimi stivali le coprono quasi completamente sia le braccia che le gambe, lasciando ben poco spazio alla tuta di patchwork che indossano gli altri, rimodellata per coprirle solo metà del busto e la parte superiore delle gambe con una minigonna. Devo dire che, nonostante tutto, in un certo senso quegli abiti donano loro… è strano, però: anche se li hanno modificati in quel modo, non sembrano avere quelle caratteristiche aggiuntive che tutti gli altri hanno, quasi come se appartenessero ad un gruppo completamente differente. Bah, alla fine non è che mi interessi molto, però… mi sembra strano: non è che sono delle spie pure loro? Dobbiamo cercare di avere nuove informazioni. Mentre rifletto, Mindy mi tira un calcio, richiamandomi, per poi indicare con una delle mani guantate un Meowth, che sta seduto sul tavolo a sgridare gli altri due perché non riescono a trovare un’intesa. E parla in un linguaggio umano. COSA!? Da quand’è che i Pokémon parlano? Sia io che Mindy non sappiamo che dire né che fare, quindi rimaniamo semplicemente immobili. - Wobbuffet, cos’hai oggi? – chiede l’allenatrice. - Sarà stanco dopo tutto il viaggio che abbiamo fatto: Kalos è una regione lontana! Anche io non vedo l’ora di poter tornare a dormire sulla nostra adorata mongolfiera! – - Secondo me, ha solo bisogno di prendere un po’ d’aria – dice Meowth, staccando gli occhi dai fogli che impugna – Ha preso tante botte quando siamo andati a “riprenderci” i vostri Pokémon. Lascialo andare a fare un giro per la base e vedrai che quando torna ci sarà più utile di prima! – - Ne sei sicuro? Secondo me, se lo lasciamo andare di nuovo via, non torna più… - dice sospettosa lei. - Beh, se proprio non ti fidi, perché non vai con lui? – chiede il Pokémon Graffimiao. - Ti pare!? Abbiamo già perso abbastanza tempo: non possiamo aspettare ancora se vogliamo uscire da qui e raggiungere il moccioso prima che parta per la prossima regione! – - Allora cosa vorresti fare? Non possiamo tenerlo qui così, a far niente… e poi mi sembra più inquietante del solito… mandarlo via mi sembra l’idea migliore! – dice l’allenatore. - Uff, come volete: vorrà dire che lo affiderò a Seviper! – esclama estraendo una Pokéball, da cui fuoriesce l’enorme Pokémon che con un sibilo si lecca le zanne porpora e fa oscillare la lunga coda, rischiando di tagliuzzare ciò che gli sta intorno. - Seviper, porta Wobbuffet a fare un giro e controllalo a vista, va bene? – Il Pokémon risponde in modo affermativo con un sibilo, spingendoci verso la porta, che ci viene aperta dalla ragazza. - Quindici minuti – dice con un tono che la fa sembrare una minaccia. Mindy e io camminiamo, seguiti dal Pokémon Zannaserpe. Con un frastuono che rimbomba in tutto il corridoio, la porta viene sbattuta e chiusa nuovamente a chiave. - Dove vuoi andare? – chiede Seviper. - Mi piacerebbe tornare a casa… - risponde Mindy. Non ho parole: come si fa ad essere così stupidi!? - Ehi ma tu non sei… - Non gli lascio neanche il tempo di terminare la frase. Prima che se ne accorga, strappo il costume con un Ferrartigli e lo prendo a Beccate finché non sviene. - Batuffolo, perché lo hai fatto!? – mi chiede MIndy quasi più preoccupata per il povero Seviper che per il nostro costume che è appena andato distrutto. Ci sono parecchie cose che le devo spiegare… ma per ora, è tutta questione di priorità: prima usciamo di qui, poi ci iscriviamo ad un corso accelerato di sopravvivenza. Senza tante storie, salto e con un nuovo Ferrartigli, finisco di affettare il costume, riducendolo a brandelli talmente piccoli che quasi sembrano coriandoli di carnevale. - Forza, piantala di stare lì impalata e seguimi: l’uscita ci aspetta! – le dico io, cominciando ad avviarmi lungo il corridoio. - Ma, Batuffolo… Phoebe ha detto di aspettarli! – mi risponde lei, ancora ferma ed apparentemente non intenzionata a muoversi. - Non mi interessa cos’hanno detto: passeranno ore prima che ci trovino e io non voglio attendere qui un secondo di più! – Mi è bastato vivere quelle poche ore da Wobbuffet e sono praticamente certo che, se ritorniamo da quei due, saremo costretti a travestirci nuovamente: molto meglio se ce ne andiamo da soli… peccato che Mindy non sembra esserne convinta! - Ma… - cerca di dire Mindy. Io mi volto e le lancio un occhiata che fa capire che non cambierò idea. - Uff… va bene, ma non correre troppo! – dice, lanciando da una parte gli ultimi pezzi di stoffa che le bloccano le gambe e raggiungendomi con qualche passo di corsa. Io rido. Adoro quando gli altri fanno quello che voglio! in viaggio: Dove siamo:
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