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[CONTEST di SCRITTURA] PokeValentinoLatios !


NekoCult

Post raccomandati

Benvenuti al PokeValentinoLatios!


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Contest di Scrittura in tema san valentino ^^


 


Dovrete scrivere una storia, un racconto o una poesia in tema san valentino ^^


Non deve parlare per forza di san valentino, basta che si parli di amore ^^


 


Regole:


-Si accettano solo lavori inediti


-Non copiate i lavori altrui


-Postate entro il 12/02 alle 16:00 i lavori, i vincitori saranno annunciati o il 12 o il 13/02


-Per postare usate il form indicato di sotto


-Divertitevi!


 


Nick:


Tipo opera:


Lavoro: sotto spoiler possibilmente


Commento:


 


Primo premio:


Latios FBP e 0,50 pp


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Secondo premio:


Snorunt SFBP e 0,25 pp


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Terzo premio:


Ampharos SFBP e 0,10 pp


 


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I pokemon potranno essere convertiti in 0.05 pp


Ci saranno altri premi a sorpresa ^^


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Nick: Turtwig


Tipo opera: Non saprei D:


Lavoro:



 


Un giorno,come tanti lo rividi... era setudo li' per terra da solo, quanto volevo avvicinarmi e chiedergli perche' stava solo in luogo cosi'... ma non lo feci, era una cosa troppo difficile per me.


Ero sempre timida con lui... pensavo sempre che mi detestasse, "domani sara' San Valentino" pensai. "potrei lasciargli dei cioccolatini nell armadietto... o un bigliettino." scartai subito le mie idee per via della timidezza. Lui si alzo'... mi sembrava che stesse venendo verso di me, ma come al solito mi sbagliavo. Era andato dalla sua ragazza, avevano di nuovo cominciato a litigare(come al solito daltronde).


Per me lui era tutto... mi preoccupavo, gli dedicavo praticamente tutti i miei pensieri, ma non avrei mai pensato che li avrebbe ricambiati...


 


La mattina di San Valentino


 


Come al solito arrivata a scuola aprii il mio armadietto... li' vidi un pezzo di carta rosa, lo presi sotto c'era un cioccolatino a forma di cuore... Sul bigliettino c'era scritto questo:" San Valentino e' una festa per persone speciali non credi? Per me tu sei una di loro... ieri ho litigato davanti ai tuoi occhi. Ho notato quel loro bagliore" sorrisi "sono cosi' bell, due smeraldi meravigliosi mi ricordano i prati verdi. So che riconoscerai la mia calligrafia percio' non lascero' manco la firma" si conoscevo quella calligrafia era lui... colui che mi "detesta".


Iniziai a piangere ero cosi' felice, nascosi il bigliettino nel mio zaino, ma daventi a me trovai l' autore del bigliettino... - Quando piangi diventi tutta rossa lo sai?Quel cioccolatino e' alla fragola, spero sia di tuo gusto- la sua voce era cosi' dolce, gli saltai adosso, mi abraccio' cosi' caldamente che mi sembro' ci conoscessimo da sempre. Sentii la campanella suonare dovetti andare... 


Dopo le lezioni


 


Cambiai le scarpe e mi diressi verso l'uscita. Sulla soglia stava lui con un mazzo di fiori in mano - Spero ti piacciano- sorrise. Il mio desiderio piu' profondo si era esaudito, rimasimo per sempre assieme finalmente ero davvero felice...



Commento: L'ho inventata adesso, ma si tratta di una versione troppo romantica della mia vita :D spero sia di gradimento a tutti i lettori :)


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Nick: Julie

Tipo opera: drabble (non le ho contante, ma si aggira attorno alle 100 parole)

Lavoro: 


14 Febbraio 2015, San Valentino, il loro anniversario. 

Che tristezza, il suo primo San Valentino da non-single e lui si trovava dall'altra parte del mondo. 

Per carità , l'importante non era la fastività  in se, ma avrebbe tanto voluto che lui fosse lì. 

Sospirò. 

Non poteva fare più di tanto per risolvere la situazione; non esistevano aerei abbastanza veloci e nemmeno il teletrasporto. 

Prese il telefono e guardò l'ora, le 15.55. 

In cinque minuti da lui il 14 Febbraio sarebbe finito e non si erano ancora scritti nulla. 

Il telefono vibrò. 

Un nuovo messaggio. 

"Tanti auguri, idiota. Ti amo <3" 

Sorrise.


Commento: so perfettamente che non è una meraviglia xD Ma non scrivo da taaaaaaaaaaaaanto tempo! Enjoy! ^^

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Nick:Pak


Tipo opera:


Lavoro: 



Era un giorno come un altro e il giovane Pak tornava da una partita di calcio. Avevano vinto 2-0 contro gli squali del porto e il ragazzo era felicissimo. Stanco dopo i 90 minuti,il ragazzo non vedeva l’ora di tornare a casa e quindi si mise a correre. E fu lì,in quel preciso momento,che ebbe un colpo di fulmine. Per la forte emozione si fermò anche se aveva fretta:si era innamorato. Era proprio dietro di lei,una bellissima ragazza dai capelli tendenti al rosso,carnagione chiara e abbastanza alta,ma con una voce così dolce da tener testa a quella di un angelo. Pak riprese a camminare,ma non sapeva proprio cosa fare. Tentare un approccio diretto o chiedere un informazione?Presentarsi con una scusa banale,per esempio il soggetto della maglietta, oppure chiederle l’orario?Il ragazzo era assillato dalle domande,ma alla fine per colpa della sua timidezza rimase nell’oscurità . Arrivato a casa era triste e pensieroso,ma cercò di fingersi allegro. Non gli era mai capitato di innamorarsi, per di più di una sconosciuta.


Il giorno successivo…


Pak era andato a scuola e terminate le lezioni,non essendosi organizzato con i compagni,si diresse verso casa,facendo la stessa strada del giorno precedente. La ragazza era sempre lì,che camminava. Il ragazzo continuava a non sapere cosa fare,parlarle o no?ma alla fine la timidezza ebbe il sopravvento.


Molti giorni dopo…


I giorni passavano come il vento,tra una partita e un'altra,una giornata di scuola,le classiche cose. Pak continuava a vedere la ragazza sul tragitto di ritorno,non concludendo mai niente. Ormai il ragazzo era disperato,pensava continuamente a lei,era ossessionato. Non mangiava quasi mai,non ci dormiva la notte,ma continuava a vederla sempre più spesso,facendo aumentare sempre di più il suo dolore. Però un giorno le cose cambiarono…


Quel giorno…


 


il caso volle che quel giorno fosse proprio il 14 febbraio,San Valentino. Pioveva a dirotto e Pak,non potendo giocare a calcio,tornava a casa. Davanti a lui c’era la ragazza,che camminava allegra e spensierata sotto il suo ombrellino tascabile .E in quel momento accadde l’impensabile. L’ombrello della ragazza si rovesciò e si ruppe,lasciandola sotto la pioggia. Subito Pak con uno scatto che farebbe invidia ai corridori dei 100 metri si gettò verso la ragazza,impedendole una doccia gelata in pieno inverno. “Tutto bene?†chiese il ragazzo. “Si†disse la ragazza con la sua dolce e calorosa voce. “Piacere,Pasquale†disse il ragazzo. “Io mi chiamo Arianna†rispose. I due iniziarono a camminare e ,tra una parola e l’altra, si scambiarono i numeri di telefono. Si diedero appuntamento il pomeriggio,per restituire l’ombrello che il ragazzo gli prestò. Tornato a casa,dopo aver pranzato,Pak si trovò un messaggio da parte della ragazza,che lo ringraziava ancora e gli chiedeva se era ancora disponibile il pomeriggio. I ragazzi parlarono quasi fino all’appuntamento,dove Pak era più deciso che mai a dichiararsi. Per la strada le comprò una rosa e arrivato sul posto lei era già  lì ad aspettarlo. Gli restituì l’ombrello e insieme presero una cioccolata calda. “è il momento†pensò Pak che prese la rosa del suo zainetto e la diede alla ragazza. Arianna rimase sbigottita,tutto si sarebbe aspettato tranne questo,anche se ne sembrava entusiasta. I due si guardarono a lungo,fin quando un “Ti va di essere la mia ragazza?â€infranse quel silenzio spaventoso. Ci fu un attimo di paura nel cuore del ragazzo,ma quel dolcissimo “Siâ€lo fece sprofondare in una felicità  che non aveva mai provato prima. Pak si sentiva benissimo,quasi piangeva dalla gioia .Quindi i due si abbracciarono e lui gli diede un dolce bacino sulla guancia.



Commento:eh si,perchè non partecipare?non so nemmeno io come la mia mente abbia concepito un simile racconto,ma mi sono ispirato a quello che sta accadendo a me in questo periodo(tutto tranne la parte finale lol)e chi lo sa,forse questo avverrà  un giorno (ses-).Spero ti piaccia :)


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nome: Flavia

tipo opera:??????

lavoro:

Ero li,con lei,anche i nostri pokemon erano li........ io non sapevo che l'amore prendeva possesso del mio corpo.......ma qualcosa successe:arrivò un seviper del team rocket.Io chiamai subito charizard che riuscì a bloccare per un pò il pokemon ma non per molto...infatti il mio pokemon fu iperavvelenato dal seviper nemico ed il mio charizard cadde al suolo, senza forze;allora io chiamai il mio luxray che cercò di fulminare il seviper, senza successo,ma fu sconfitto anche lui......io chiamai il mio amore:"Angela, scappa prima che seviper ti avvelena!!!!" ma non feci in tempo:infatti seviper si avvicinava velocemente al mio amore. Corsi a proteggerla,ma non ce la feci:i denti di seviper si conficcarono nella carne del mio amore.....poi seviper fu sconfitto dal mio zangoose che ,con uno scatto fulmineo lo mise KO. Andai dal mio amore e gli dissi tutto quello che gli avrei voluto dre:"Amor,non demordere,per piacere,non ti ricordi la promessa che mi hai fatto?Si,proprio quella,in cui io ti dicevo che non ti abbandonerò mai....ebbene,io ti devo dire le ie ultime parole,cioè:ti amo!"e la baciai...........E finì tutto li:il tempo sembrava essersi bloccato,lo spazio non esistesse ed esistevamo solo io ed il mio amore che,ahimè stava per spegnersi.............


lol ho fatto anche la brutta copia x farlo ci ho impiegato un ora forse anke di +


commento:è una versione pokemonosa di una storia con un finale aperto di cui non si sa come finirà ....

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Nick: Layla Serizawa
Tipo opera: Racconto breve
Lavoro: 

 

Ritorno da te. Perchè gli anni passano, ma l'amore rimane.

 

La notte mi piaceva, mi sentivo sola più che mai, più che di giorno, ma l'oscurità  illuminata dalla flebile luce delle stelle mi rilassava, e ancora di più la luna, che quella volta splendeva nella sua forma più bella, la luna piena capace di far sognare l'amore persino a una scontrosa come me.

 

Ricordi la prima volta che ci siamo baciati? C'era la luna piena.

Io non dimenticherò mai quella notte.

Così come non dimenticherò mai te.

Non scorderò mai colui che mi ha reso tanto felice.

Colui che mi ha catapultata, successivamente, nel più buio periodo della mia vita.

E tu, Kaname, ti ricordi di me?

 

All'improvviso il paesaggio cambiò, mi ritrovai in una stazione, il fischio di un treno che mi rimbombò nelle orecchie mi fece sobbalzare.

 

«Kikyo, devo andare.»

 

Il tuo sguardo mi dice che vuoi restare, e allora fallo! Resta!

 

«Lo so. Ma io-»

 

Non voglio lasciarti; questo avrei voluto e dovuto dirti. Ma sono stata codarda, come sempre. Sto scappando da te, perchè ho paura di essere abbandonata, che tu non mi voglia.

 

«Addio Kaname.»

 

Corsi via, senza voltarmi, senza esitare. E da quel giorno non ti vidi più.

 

Cos'è questo rumore? Perchè non sento più la tua voce? Perchè scompari... Kaname...

 

Aprii gli occhi e mi ritrovai sdraiata in malo modo per terra, ancora vestita come il giorno prima. Avevo sognato Kaname, di nuovo.

Chi è Kaname? Semplice: il mio primo ed unico vero amore. Ora, vi sembrerò una sdolcinata ma in realtà  non è così. O meglio, non lo ero fino ad un anno fa.

Trecentosessantacinque giorni fa, esattamente oggi, il mio amore mi lasciò senza motivo apparente. Cioè, mi disse semplicemente che si sarebbe dovuto trasferire lontano e che non potevamo continuare a stare insieme.

Ed io l'ho accettato, o almeno così gli ho detto. Ora che un anno e chilometri ci hanno allontanati definitivamente, sono pronta ad affrontare il giorno di San Valentino con rinnovata forza!

 

Ma a chi la vuoi dare a bere Kikyo?

 

Pensai amaramente. Non c'era verso di trovare quella forza dentro di me, non quel giorno almeno.

Però c'era stato un momento in cui mi era parso di essere felice nel sogno, ma non ricordavo.

 

«Kikyo, c'è Risa, dovete andare a scuola, sbrigati.»

 

Sentii urlare dal piano di sotto. Osservai svogliata la sveglia, che stava suonando a vuoto da quando mi ero svegliata.

 

«Accidenti!» Urlai alzandomi in piedi di scatto.

 

Mi vestii velocemente, la mia camera era, come al solito tra parentesi, un vero campo di battaglia. Lo ammetto, non sono affatto una ragazza ordinata. Ma almeno il mio è un caos voluto. Cioè, le cose stanno a portata di mano, dove io posso facilmente trovarle e raggiungerle. Peccato che mia madre le sposti sempre!

 

«Ciao mamma.»

 

Salutai velocemente una volta lavata, vestita, pettinata e messa in ordine alla buona.

Ma quando aprii la porta mi ritrovai davanti qualcosa di inaspettato. O meglio, qualcuno di inatteso.

I miei occhi si spalancarono, le mie labbra pronunciarono una parola a vuoto, un nome che mai più nella mia vita avrei immaginato di poter pronunciare.

E poi di nuovo:

 

«Ka... name...»

 

Un altro sogno forse? Poi, prima di tutto il resto, come facevo a sapere che la mia vita non fosse tutto un sogno di un'altra persona?

 

«Ciao Kikyo.»

 

No, io ero vera, non potevo essere frutto della fantasia di qualcun altro. Perchè la felicità  che sentii scoppiarmi dentro il cuore in quel momento era reale.

 

«Kaname!»

 

Mi gettai tra le sue braccia, era tornato! Il ragazzo che amavo era lì, davanti a me.

 

BipBipBipBip.

 

Dannata sveglia.

 

Pensai stiracchiandomi e strofinandomi gli occhi con le mani. Osservai la camera in cui mi trovavo. Ero sola.

 

«Tesoro?»

 

Sentii chiamarmi da una stanza adiacente. Che strano avevo sognato di aver sognato. Non mi era mai capitato prima.

Oggi è San Valentino. Uno dei miei giorni preferiti, e pensare che al liceo lo odiavo con tutte le mie forze.

 

«Arrivo.»

 

Mi alzai e mi diressi in cucina. Sorrisi dolcemente a quel ragazzo, ormai diventato uomo insieme a me, che mi ricambiò facendomi sciogliere dentro.

 

«Ti amo.»

 

Due parole che erano il mio mondo, quel “ti amo†era capace di farmi vivere. Vivere perchè solo grazie a lui e al suo amore ero capace di respirare, senza di lui non ero niente.

Kaname ed io eravamo stati lontani un anno, ed io ero diventata l'ombra di me stessa, al secondo anno di liceo era tornato, raccontandomi del suo periodo nero.

La malattia me lo stava per portar via definitivamente. Si era trasferito per curarsi, ed io nemmeno lo sapevo, arrivando ad odiare, oltre me stessa, anche lui.

Ma ciò che provai al suo ritorno fu indescrivibile. Ora, dopo dieci anni, lo amo ancora di più, beh, se possibile.

 

«Ti amo, Kaname.»

 

 


Commento: L'ho scritto in mezzora quindi non è un granchè :c ma non avevo niente da fare lol

È anche confusionario, ma è uscito così e così l'ho copiato cui xD

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Nick: B.Rain
Tipo opera: Flashfic
Lavoro:

Per natura siamo nemici,

in teoria dovremmo odiarci,

tu non mi piaci e io non ti piaccio,

però ci amiamo,

i miei graffi ti feriscono appena,

i tuoi morsi mi danno energia,

-Lo sai che ti amo?- disse Zangoose

-Certo- rispose Seviper 

Commento: ho visto che c'era questo conteste in 10 minuti ho messo su qualcosa e sono riuscito a stare in tema Pokémon :)

Lo ammetto... ho scritto una cavolata... :P

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Nick: -mistic_ale_99-


Tipo opera: racconto 


Lavoro:



"Ciao Filippo senti, ti andrebbe di uscire con me?...... No fa pena. Rassegnati, non uscirai  mai con lui"


Era il 14 febbraio, data in cui cadeva la festa degli innamorati, San Valentino. Alessandra odiava quel giorno, o perlomeno non lo considerava una festa. Non aveva mai avuto un ragazzo lei. Era uscita dall'incubo delle medie; il Liceo le aveva cambiato la vita. Aveva delle amiche ora. C'era un ragazzo nella sua classe, la 1°D, che l'aveva particolarmente colpita. Era molto carino, forse il più bello della classe. Ale non aveva osato informarsi sulla sua vita privata, non voleva ricevere brutte sorprese. All'intervallo si fece coraggio. 


"Ecco, vedi...... Ok non so come dirtelo, voglio passare la giornata con te; stasera, alla festa, voglio essere la tua dama."


"Accetterei volentieri ma sono già  impegnato."


Dopo un attimo di silenzio Ale, pallida come un cadavere, si fece sentire:


"Ok, non fa niente. Non era molto importante"


"Se vuoi usciamo un altro giorno"


"Ok". Se ne andò.


Fu la giornata più lunga di tutto l'anno quella. Appena la campanella suonò  uscì dalla classe.


"Dove vai? Dobbiamo andare a mangiare insieme!"Era la sua amica Alice.


"Giusto, me l'ero scordato." disse con voce svogliata.


Non toccò cibo.


"Ale non stai bene? Hai qualche problema?"


In quel momento Ale si girò verso Filippo.


"Che invidia. Mentre le altre parlano dell'abito e del cavaliere io sono qua a parlare da sola" pensò tra sé e sé.


"Ciao ragazzi a domani.... volevo dire..... a stasera"


 


La lunga giornata invernale trascorse lentamente. La sera Ale decise di andare a fare un giro. Si sedette su una panchina di fronte a una fontana. Alle dieci essa si spense. 


Faceva molto freddo.


Un rumore di passi risuonò nell'aria.


"Posso sedermi?".... era Filippo.


"Cosa ci fai qua? Non dovresti essere al ballo?"


"Sara mi ha dato buca, l'ho vista baciare un altro ragazzo."


I due si presero per mano. Alessandra si asciugò le lacrime quasi congelate dal freddo.


Solo il rumore dell'acqua della fontana che persisteva a gocciolare rompeva quel magico silenzio che regnava nella piazzetta.


Si guardarono negli occhi. Alessandra si perse nei suoi bellissimi occhi blu e lui fece altrettanto con i suoi, verdi come un prato in primavera. Ale esitò un po', accennava una carezza. Filippo la baciò.


"Perché?" chiese la ragazza.


"Ho capito che sei tu la persona giusta. Ehi non è buffo? Ci siamo fidanzati proprio il giorno di San Valentino"


"Già ...." Ale fuori sembrava imbarazzata me dentro stava scoppiando di gioia.


"Ehi, a scuola c'è una festa incredibile non possiamo perderla!"


i due ragazzi si incamminarono verso l'istituto. 


Alessandra, che si era sempre sentita una sguattera, quella notte si sarebbe sentita una principessa.



Note: i personaggi sono reali (Ale sono io e Filippo è il mio ragazzo). La storia è finta, ma il primo amore me lo immaginavo come qualcosa di classico ma speciale. La storia vera è simile (so che non vi interessa ma ho voglia di raccontarvi tutto ^^). Se la storia è simile a una delle precedenti mi scusa ma giuro che non le ho ancora lette.


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Nick: Vale93ba


Tipo Opera: Racconto


Lavoro: 

Agosto. Stessa città , stesso albergo due anni dopo, ma il tempo sembra essersi fermato.


Le parole non sono un ricordo, sono il presente, pensiero vivo più che mai, incapace di invecchiare e di seguire i consigli del tempo.


 


Ciao piccola mia.


Sono le 20:56 e sono solo in una nuda camera d'albergo ad aspettarti dopo tutto questo tempo passato lontano dal tuo sguardo, dalle tue carezze, dalle tue labbra. Ci siamo dati appuntamento proprio qui, dove due anni prima abbiamo suggellato il nostro amore... ancora lo ricordo come se fosse ieri.


Lavata via di dosso la stanchezza, mi sono preparato a dovere e ho infilato nelle orecchie le cuffie del lettore mp3 acceso per entrare in atmosfera. Scorrono le prime note e mi prende un senso di vuoto.


Ecco, ho avuto un’idea.


Prendo il portatile, inserisco la mia chiavetta USB e mi sdraio sul letto mentre la musica continua a scorrere più forte di prima, inebriandomi senza sosta.


Prendo il cellulare e comincio a cercare disperatamente tra i files nella scheda SD. Finalmente trovo l’unica foto che ho di te e la sistemo in modo da poter fissare quegli occhi che mi fanno perdere la ragione. Ora sono pronto per far volare i miei pensieri sopra le note della musica…


Di colpo il tempo cessa di esistere, provo, inutilmente a scriverti al telefono nell'attesa. Nulla.


Le dita non riescono a trattenere il gigantesco vortice di emozioni che la musica e il tuo sguardo rinnovano ogni istante dentro di me.


Mi sento impotente. Milioni di pensieri mi riempiono la stanza e non riesco a mettere insieme due righe. La musica, come un disco rotto, continua a ripetere le stesse canzoni senza riuscire mai a stancarmi.


Distrattamente mi accorgo che il tempo passa, che non ho più voglia di provare a fermare i miei pensieri.


Sono passati svariati minuti e sono stanco di non riuscire a scrivere. Adesso voglio assaporare in silenzio le emozioni che mi assalgono quando fisso i tuoi occhi, voglio riuscire a sentire il suono dei nostri pensieri che si cercano, che si incontrano.


A tra poco Amore.


 


…Due anni. Quanto siamo cambiati, il mondo è cambiato mentre tutto qui è rimasto uguale. Sono le 21:00 passate e sento finalmente il telefono squillare. Sei tu.


Lentamente, richiudo il portatile per poter sentire i tuoi pensieri, e mentre mi accingo a rispondere, mi accorgo della novità :


Oggi, rispetto a ieri, so che sono davvero importante per te… ed è meraviglioso.


Commento: Non troppo lungo ma spero abbastanza da far capire quanto sia forte il legame tra i due protagonisti e le sensazioni che prova lui nel rivedere la sua metà  dopo due anni. Spero piaccia ^^.


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Nick: KawaiiCleffa


Titolo opera: Il giorno dei defunti.


Racconto:


 


Il sole stava tramontando. L'oscurità  iniziava lentamente a prendere possesso di ogni cosa. La notte incombeva.


Un gruppo di ragazzini girava in sella alle loro biciclette, erano diretti al cimitero. Le solite bravate da giovani, dovevano dimostrare a loro stessi, ma in realtà  agli altri, quanto fossero indomiti. Nulla li avrebbe spaventati. Entrarono dal lato sud, dove il muro di pietra presentava un incavo nel terreno grande al punto che solo i più snelli riuscirono agilmente ad entrare, gli altri scavalcarono alla meglio.


Eccoli, finalmente, entrati nel pieno della loro sfida. Il primo che scappava, o anche tremolicchiava, avrebbe perso il rispetto e ottenuto il riso di tutti.


C'era però un altro componente, che da lontano li guardava, nascosto dietro ai monoliti mortuari, pronto a prendere parte a quella riunione.


 


I murkrow volavano nel cielo, gracchiando con il loro solito fare, ma ai ragazzi quel verso sembrava più tetro di ogni cosa mai sentita, e la luce? Le flebili luci dei cerini sopra le tombe, quelle accese dai cari prima del tramonto, non sembravano troppo fioche?


Le ombre, si stava allungando a dismisura, o era solo la loro suggestione?


Di scatto tutti si alzarono, e senza nemmeno guardarsi in volto, scapparono via verso la loro precedente entrata, urlando come matti.


Solo uno di loro, era rimasto lì, al centro di quella necropoli silente.


Una presenza, lenta, dietro di lui, incombeva. Si sentiva il suo respiro infernale, bollente come le fiamme dell'inferno, tutto sulle spalle del giovane, eppure, questo continuava a non muoversi, anzi, mosse le labbra con fare calmo, e siffatte parole esclamò:


"Sei arrivato..."


Si voltò, un Houndoom, il cerbero del demonio, si poneva dinanzi al giovane.


 


Lo sguardo del canide si fermò sull'altra figura, più minuta, che aveva di fronte. Zoroark, la sua Zoroark, finalmente vedeva la sua immagine reale, non più mitigata da quella fittizia apparenza di umano. I due si avvicinarono, i loro musi si poggiarono ognuno sulle guance dell'alltro, le loro code danzarono dolci movenze finchè non fu più possibile muoverle. Le loro pelliccie si sfiorarono, nere come la pece, con paradossale contrasto del loro candido cuore.


Lacrime copiose iniziarono a scorrere sul viso della amante. Il cerbero non poteva sopportarle, il cuore gli si straziò: "cosa c'è?"


"A breve finirà , e dovrò dirti di nuovo addio..."


Col muso, cercò di raccogliere sul suo pelo le lacrime che scorrevano dagli occhi cristallini di lei, quasi come fossero reliquie preziose che il pokemon avrebbe custodito.


"E' vero... La sorte si beffa di noi. Ma fin quando vi sarà  un giorno, anche solo un minuto, in cui potremmo essere vicini, e non nasconderci, io non avrò timore di nulla, ed ogni momento che vivrò lontano sarà  speso nella dolce attesa di ritornare da te."


 


Solo un giorno, il 2 Novembre , i pokemon infernali uscivano dalle loro tane, senza paura, liberi dalle catene del loro signore, e calpestavano il suolo mortale, ne respiravano la brezza, ne assaporavano la vita. Ed anche l'amore.


 


 



 


 


Spero vi piaccia, a me fa piangere se la rileggo ;__;


Ditemi che ne pensate ^^


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Nick: Haku


Titolo opera: La casa delle bambole


Racconto:



Lampi e tuoni scandiscono la mia giornata. Urla strazianti, poi silenzi tombali. Io sono una strega, così vengo definita dalle vittime negli ultimi istanti delle loro vite, quindi… perché ora sento stringermi il petto?

Fin dall’infanzia mi è stato insegnato che non sono altro che uno strumento, servo solo ad attirare vittime ignote nelle nostre grinfie, quindi… perché continua a dire che posso meritare una vita migliore?

Aveva ragione papà , gli umani sono propri strani, eppure… Provo questo calore che non avevo mai avvertito prima e mi sento così tranquilla e al sicuro.

 

Conobbi quel ragazzo in una giornata uggiosa. Appena lo vidi capii subito che sarebbe stata la nostra prossima vittima, un tale sempliciotto si sarebbe fatto di certo ammaliare da me, dopotutto come ciascun altro povero illuso che aveva creduto alla nostra messa in scena. Era perfino da solo e pensare che passeggiava tranquillamente in un quartiere del genere, doveva essere un vero idiota. 

“Noooo! Aiutoooo!! Qualcuno mi salvi!†pff, ormai sapevo queste battute a memoria per tutte le volte che le avevo ripetute. Lo stupido ragazzo, sentendomi, corse verso di me e con aria terribilmente preoccupata mi chiese “Hey, va tutto bene? Cosa è successo?†la tipica domanda dopotutto, mi sarei annoiata anche questa volta di certo. “Oh, sei venuto a salvarmi! Che bello, sei il mio eroe!†…ma per favore, mi odiavo quando dicevo tutte queste assurdità  ma purtroppo il copione mi imponeva così. “Ora gli uomini cattivi non ci sono, però ho paura che ritorneranno. Che ne dici, vuoi rimanere con me questa notte per proteggermi? Ti prometto che non ti darò fastidio!â€. “Certo, non temere!†ovviamente accettò nel giro di pochi secondi, accidenti, possibile che fossero tutti così creduloni in questo paese? Beh, ormai il piano era iniziato, non dovevo far altro che intrattenerlo nel solito modo e poi ci avrebbe pensato papà . “Ma, tu vivi qui? Non ti senti sola ad abitare in una casa così grande?†rimasi leggermente basita, questa era la prima volta che un ‘ospite’ mi facesse domande sulla mia vita privata, visto che di solito pensavano solo ad ingozzarsi appena vedevano il cibo, così mi limitai a rispondere scuotendo la testa. “Wow, immagino che sia difficile vivere qui, eppure la casa è così ben curata da sembrare quasi nuova, complimenti! Ma tua madre e tuo padre non ci sono?†“Stai zitto! Questi non sono affari che ti riguardano!†… maledizione, da dove mi era uscito quell’urlo, non capivo, era la prima volta che rispondessi in quel modo. “Scusa hai ragione, sono stato terribilmente indelicato. Oh, però ora che ci penso non ci siamo ancora presentati! Piacere sono Sagami, Sagami Shigure. Tu invece come ti chiami?â€. Ancora una volta mi sorpresi e rimasi interdetta per qualche secondo, davvero aveva chiesto il mio nome e si era presentato? Beh dopotutto, visto che stava per morire, perché non dargli una risposta. “I-Io sono Yamashita Yumi†sussurrai imbarazzata. “Wow, è un nome davvero carino! Ti si addice alla perfezione, hehe†non so perché, ma a quelle parole arrossii leggermente, forse perché non ricevevo un complimento da moltissimo tempo. “G-grazie… M-mi chiedevo, come mai sei venuto qui Sagami?†stranamente iniziai a provare curiosità  nei suoi confronti… che buffo, ero più che convinta che non mi importasse niente delle vite degli altri, eppure ora il mio cuore fremeva nel voler sapere di più. “Tranquilla, chiamami Shigure e io ti chiamerò Yumi, ok? Sai, odio le formalità . Comunque mi sono diretto in questo quartiere perché sono un fotografo tirocinante e quindi volevo procurarmi qualche scatto suggestivo da mostrare. Tu invece studi? Con i vestiti che hai mi sembri una nobildonna ma non penso esistano ancora di questi tempi.†Chissà  perché la sua risata mi pareva così calda e avvolgente, finii per ridacchiare anche io senza accorgermene, poi risposi “Ok, Shigure. Io… non faccio niente, molte volte mi sento davvero inutile.†Appena finii di pronunciare quelle parole diventai rossa, mi ero davvero aperta con uno sconosciuto fino a quel punto? Che vergogna tremenda. “Beh, allora che ne dici di diventare la mia assistente? Sai, quando diventerò un fotografo famosissimo avrò proprio bisogno di una persona che mi aiuti, che dici, potrò contare su di te?â€. Aprii la bocca per pronunciare la risposta, ma non ci riuscii, era come se le parole mi si fermassero in gola. Ben presto quel breve chiacchiericcio venne interrotto dall’arrivo di papà . Se stavamo seguendo il piano, quello era il momento in cui avvelenava le pietanze, quindi ormai il lavoro era concluso. Eppure, più ci pensavo, più le mie mani tremavano, per qualche ragione il mio cuore iniziava a discostarsi sempre di più dall’idea di uccidere quel ragazzo, anzi rifiutava del tutto il pensiero che potesse morire. Vidi che papà  stava versando ‘la salsa’ sul pollo, non mi rimaneva molto tempo. Corsi da lui, lo afferrai per la maglia e scappai via. “H-hey, dove stiamo andando? Non dovevamo mangiare?†chiese lui ovviamente scioccato. “S-Sta zitto e seguimi, d-devo farti vedere una cosa importante!†furono le prime parole sensate che riuscii a formulare. Lo portai nel salone e lo feci sedere sulla poltrona, mentre io riprendevo fiato dopo la lunga corsa. “Wow questa stanza è magnifica, sembra davvero una di quei palazzi nobili che si vedono in televisione! Oh, quello è un piano? Sai suonarlo? Devo ammettere che mi piacerebbe molto ascoltarti suonare, c-certo solo se ne hai voglia!†uffa, era proprio un ficcanaso, però per qualche strano motivo mi rendeva così felice la sua presenza. Poi però mi resi conto di quello che avevo fatto, non mi ero mai azzardata a rovinare un omicidio eppure questa volta avevo agito d’impulso.  All’improvviso sentii bussare alla porta “Yumi… vorrei parlarti, puoi venire un attimo?†cosa avrei dovuto dirgli a questo punto? Mi sarebbe piaciuto dargli una spiegazione sensata, se solo avessi saputo anche io il motivo delle mie azioni… Mentre ero persa in questi pensieri ricordai che c’era un’entrata secondaria al salone e probabilmente papà  si era già  diretto lì, maledizione! Notai che il viso di Shigure esprimeva una visibile preoccupazione per me, probabilmente dovevo essere più pallida di un fantasma e avere una faccia spaventosa, ma non c’era certo tempo per preoccuparsi di queste frivolezze. Lo afferrai di nuovo e gli urlai “Ti prego, fidati di me e non gridare o ci scoprirà , inoltre, qualsiasi cosa accada, resta dietro di me e non azzardarti a disubbidirmi!†ormai non sapevo più che emozione provare: ero spaventata per le nostre vite, ma nello stesso tempo imbarazzata per il fatto che gli stessi tenendo la mano e ancora ero anche seria e decisa a salvarlo qualunque cosa fosse accaduta. “Aspetta, ti prego, dimmi cosa sta succedendo! Perché stiamo correndo e tu sembri terrorizzata a morte?â€. Perfetto, proprio in una situazione del genere doveva continuare a fare domande… Dopo qualche minuto vidi l’uscita e tirai un sospiro di sollievo, supposi che ormai fossi riuscita a far salvare almeno lui, ma purtroppo ero tremendamente in errore. Aperta la porta rimasi immobile. “Yumi… e così mi stai tradendo per uno sporco ragazzino. Non pensavo fossi così facilmente suggestionabile… e pensare che ti ho sfamata e cresciuta per tutti questi anni per poi essere ripagato così. Ma va bene, a questo punto non mi servi più. Non necessito di una bambola disubbidiente.†Non ebbi neppure il tempo di replicare, tanto meno quello di finire di capire la sua frase che premette il grilletto.  Credetti fosse finita per me, senza neppure accorgermene mi scese una lacrima, non perché avessi paura di morire ma perché pensai che, nonostante i miei sforzi, non fossi riuscita a salvare Shigure. Dopotutto ero davvero inutile come avevo sempre saputo. Poi, all’improvviso, avvertii una mano che mi spostava. Mentre cadevo lo vidi, quell’idiota... gli avevo detto di non disubbidirmi e invece si era azzardato a fare una stupidaggine del genere. Questo imprecisato numero di secondi mi parve quasi infinito, era successo tutto così velocemente eppure mi sembrava di averlo vissuto in moviola. Il proiettile colpì in pieno Shigure e così cadde per terra agonizzante. Corsi verso di lui e avvicinandomi gli urlai “S-Stupido, cosa hai fatto! Tu avevi qualcosa da fare nella tua vita quindi, perché… perché l’hai appena gettata via per una serial killer che non ha motivo di esistere! Stai sanguinando tantissimo, di questo passo morirai dissanguato… no, ti prego non chiudere gli occhi!â€. A quel punto papà  disse “Beh se non altro il seccatore ora è fuori gioco. Yumi, ho deciso di darti un’altra possibilità . Capisco che puoi aver provato un desiderio di ribellione, in effetti è comune nei giovani, quindi se ora mi giuri che non farai più un’azione del genere farò finta che tutto ciò non sia mai accaduto.†Risposi immediatamente, non avevo bisogno di rifletterci “Vorrai scherzare spero! Io… io non ti perdonerò mai per quello che hai fatto. Forse anche io sono un mostro proprio come te, ho sempre assecondato i tuoi piani perversi senza mai ribellarmi, ma ora ho capito che non è questa la vita che voglio! Io… desidero passare il resto della mia vita con questo ragazzo, ho smesso di essere la tua marionetta assassina!â€. “Heheâ€. Quella risata… non riuscivo a crederci. “Vaaa bene, direi che ho recitato abbastanza. Forse è il caso di presentarmi davvero. Okita Toshikazu, membro più giovane della Polizia Internazionale, affidato al caso ‘La casa delle bambole’. Non le conviene provare a fare qualcosa signore, la casa è circondata di agenti, quindi un minimo movimento e non penso che farà  una bella fine. Per quanto riguarda la signorina Yumi Yamashita beh, da queste parole ho capito che non ci saranno problemi se la considererò solo una prigioniera del vero assassinoâ€. Inizialmente mi trovai spiazzata, tutte quelle verità  mi avevano scioccato, ma appena collegai ogni informazione la prima cosa che feci fu mollare un bel pugno sulla testa di quello stupido “Brutto idiota, credevo che stessi per morire! Permettiti di ingannarmi di nuovo così e ti uccido io!â€. Quello che successe dopo lo ricordo molto vagamente, venni etichettata come vittima e così non venni condannata per tutti gli omicidi. Da allora in poi la mia vita fu qualcosa di fantastico, qualcosa che non avrei mai potuto immaginare se fossi rimasta nella villa. Oh già , alla fine accettai la proposta del ‘signor fotografo tirocinante’ e finimmo per sposarci anni dopo. Certo, in quanto moglie di un membro di un’organizzazione così importante, non fu certo tutto rose e fiori. Finimmo per attraversare molte situazioni difficili che ormai ricordo quasi con nostalgia, ad esempio una volta fui io a doverlo salvare usando le mie vecchie abilità  da killer, in un’altra finimmo per fare gli animatori ad una festa per bambini per riuscire a catturare un ricercato ma beh, queste sono altre storie. Devo proprio ammetterlo, non potevo desiderare una vita più divertente…



 



Commento: Ho scelto di creare una storia d'amore in generale e non sul giorno di San Valentino. Beh, che dire, come si può vedere faccio pena a scrivere storie romantiche ho deciso di impostare il racconto su un tema un po' diverso rispetto alla solita atmosfera da rose e fiori che domina nelle storie romantiche. Spero sia almeno carino ewe


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Nick: MegaSceptile2002


Titolo opera: Gardevoir e Gallade:la storia di un vero amore


Vi informo che i pokemon parleranno e che in questa storia non ci sono umani


Racconto:


"Ciao Ralts!"disse Ralts alla Ralts femmina,"Ciao!Oggi è una giornata perfetta per una lotta!"disse la Ralts femmina al Ralts maschio,"Allora vogliamo lottare?"rispose Ralts(M),allora lottarono fino allo sfinimento,ma quando Ralts(F) usò incantavoce quel suono melodioso arrivò fino ad uno stormo di Braviary e di Mandibuzz che si avventarono in picchiata su Ralts(F) portandola in alto allontanandola dal suo vero amore:Ralts.


"No!Non andate via!"disse Ralts(M),"La porteremo in una regione lontana da Hoenn!Lì starà  molto meglio!"rispose un Braviary che insieme agli altri volò via portando Ralts(F) che disse"Ci rincontreremo!Ne sono sicura!".


Ogni anno Ralts(M) andava nel luogo in cui il suo amore era stato rapito,e lì c'era un sole più splendente di quello del giorno del rapimento ed ogni volta Ralts(M) piangeva sempre di più.


10 anni dopo il rapimento


"Devo partire per una regione e riportare qui Ralts(F)"disse Ralts(M) sdraiato sull'erba"la troverò e la porterò qui!"continuò la frase precedente.Il Ralts(M) prese 5 fogliettini e su di essi scrisse tutte le regioni tranne Hoenn,poi ne prese uno,lo aprì e pronunciò"Sinnoh!Andrò nella regione di Sinnoh,mi devo preparare,devo chiedere a Swellow e Pelipper se mi possono accompagnare volando!",così quel pokemon da Solarosa arrivò fino alla Base Segreta del Tunnel Menferro e trovò i due pokemon all'interno,poi disse"Buongiorno!Mi potreste accompagnare a Sinnoh?",Pelipper e Swellow spalancarono gli occhi,poi dissero insieme"Sinnoh?E' troppo lontano,ci metteremo una vita per arrivare!",il pokemon deluso rispose"Dovevo riportare qui la persona che amo perchè 10 anni fa l'hanno rapita...",una lampadina spuntò sulla testa di Pelipper che disse"Puoi semplicemente usare la mossa teletrasporto!",poi Ralts(M) rispose"Grazie!Ti devo un favore!".Il pokemon uscì fuori e pensò alla regione di Sinnoh e in un secondo arrivò lì,precisamente nel percorso 212.


"Questa è Sinnoh!Ora cosa faccio qui?"disse Ralts(M) appena arrivato"Ehi tu!Sei nuovo di qui?"disse uno Staravia avvicinandosi a Ralts(M),"Forse ti serve aiuto,seguimi!"disse Staravia,Ralts(M)quindi seguì il pokemon,poi Ralts(M) disse"Posso prendere quella Pietralbore nel cespuglio?",lo Staravia annuì e il pokemon la prese,dopo una lunga chiacchierata sul rapimento di Ralts(F) Staravia capì che lì non erano arrivati ne Braviary ne Mundibuzz perchè quella mattina di 10 anni fa era vietato l'accesso a quei pokemon,"Mi dispiace ma la storia è così,permettimi di riportarti a casa!"disse Staravia a Ralts(M) che rispose"Va bene,accompagnami...ehm",prese gli altri fogliettini e disse"Portami a...Unima!Per favore portami a Unima!",il pokemon però rispose"Mettiti in groppa e usa teletrasporto così arriveremo insieme!"e Ralts(M) così fece.


"Siamo finalmente arrivati!"disse Ralts(M),il pokemon aveva spalancato gli occhi guardando un anello dorato,poi lo prese e...il pokemon si evolse in un Kirlia(M),"Fantastico!Portalo anche a Ralts(F) così si evolverà  anche lei"disse Staravia"Kirlia!Sono Kirlia(F)!Mi hanno liberata!"disse Kirlia(F)che correva verso Kirlia(M)che rispose"Prendi questo anello!Kirlia vuoi sposarmi?",Kirlia(F)rispose"Si,lo voglio.Mettimi l'anello!",il pokemon mise l'anello al Kirlia che si evolse in Gardevoir,Staravia poi si avvicinò a Kirlia(M) e lo toccò con la pietralbore così lui si evolse in Gallade.


Dopo 25 anni di matrimonio


"E' arrivato il momento di fare un passo avanti!"disse Gallade a Gardevoir,"ti regalo questa Gardevoirite in segno del nostro matrimonio",Gardevoir prese la Mega-Pietra e rispose"Io,invece,in segno del nostro amore ti regalo questa Galladite!",così i due pokemon presero le rispettive Mega-Pietre e si Mega-Evolsero,i loro figli erano entusiasti,Kirlia(M) e Kirlia(F) erano i loro figli che poi si evolsero in Gallade e Gardevoir,i pokemon anche se sono parenti posso fare uova,così ci furono due Ralts,due Kirlia,un Gardevoir,un Gallade,un Mega-Gardevoir ed un Mega-Gallade.


Questo e Gardevoir e Gallade:la storia di un vero amore.


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