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[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
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Nuovo capitolo! -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Fan Fiction e Dintorni
Qualcuno si sarà mai chiesto perché scrivo "Kalos" all'inizio di ogni capitolo? Insomma, non ha molto senso visto e considerato che la vicenda si svolge solo lì. O forse è il titolo che trae in inganno (?) o forse nessuno se lo è mai chiesto. In ogni caso non è vero. Beh... stasera ci spostiamo nella regione che per me fa a botte con Kalos per essere considerata la mia preferita, e in particolare in una città che amo da morire, la mia preferita insieme a Romantopoli... Parte 2 Capitolo 20 Johto, Amarantopoli, Teatro di Danza Amarantopoli era l’unica città di Johto che ancora viveva a contatto con i suoi grandi Pokémon protettori, creature leggendarie venerate come divinità. Erano due enormi uccelli chiamati dalla gente Ho-Oh, la fenice di fuoco, e Lugia, la bestia marina. Spesso volavano sopra la città e si andavano a posare sulla Torre Campana e sulla Torre d'Ottone per vegliare sulla loro gente. Tuttavia da anni non si presentavano più, e la gente si era spaventata terribilmente per questo. Nessuno aveva smesso di lasciare doni ai piedi delle torri e i monaci facevano di tutto per rendere i rituali perfetti, pensando che i due Pokémon leggendari si fossero in qualche modo offesi. Così, quando quella mattina cominciò a cadere la neve, tutti si convinsero che fosse una sorta di castigo divino. Era infatti da molto tempo che non nevicava sulla città, e gli alberi privi di foglie avevano i rami ricoperti di bianco, così come i tetti spioventi delle case e le strade di pietra intorno al vecchio Teatro. Tuttavia, qualcuno non si era ancora accorto che tutto si stava ricoprendo di una soffice e gelata coltre bianca. Quel qualcuno era una ragazza dai lunghi capelli neri raccolti in una complicata capigliatura sopra il capo e il volto dipinto di bianco. Se ne stava inginocchiata sul palco del Teatro con gli occhi chiusi e le mani poggiate sulle ginocchia secche. Indossava un pregiato kimono rosso con ricami dorati che, alla luce del sole che filtrava dalle finestre tonde, raggiungevano sfumature di tutti i colori dell’arcobaleno. Il fermaglio che portava tra i capelli, invece, aveva raffigurate sulla cima due ali: una dorata e una argentata, simboli di Ho-Oh e Lugia. Era sicuramente quel fermaglio da cui pendevano una decina di perline rosse che, per la giovane, rappresentava il tesoro più prezioso che esistesse al mondo. Niente per lei poteva valere più di quell’oggettino che veniva tramandato da madre in figlia per generazioni nella sua famiglia. Poi, quella che era stata pace fino a pochi attimi prima, fu interrotta dalla coda bianca e vaporosa del piccolo Eevee che se ne stava appollaiato accanto alla ragazza che si strusciava delicatamente sulla sua mano. La ragazza aprì dolcemente i neri occhi a mandorla e poggiò lo sguardo sul piccolo Pokémon. Nel vedere i grandi occhi della creaturina un sorriso si dipinse sul suo volto. Quell’Eevee era il suo compagno solo da qualche giorno, ma aveva capito quasi subito che si trattava di un esemplare estremamente raro per via della sua pelliccia bianca. Aiko, poiché era quello il nome della giovane Kimono Girl, non aveva mai visto un Eevee che non fosse marroncino. Ne aveva visti con occhi neri, castani, un paio anche azzurri o viola, ma la pelliccia era sempre stata quella. Eppure qualche giorno prima la madre l’aveva chiamata lì in Teatro insieme alle altre danzatrici di Amarantopoli e le aveva consegnato il suo primissimo Pokémon: quell’Eevee bianco, per l’appunto. Sulle prime non ne era stata entusiasta: pensava che le avessero affidato un esemplare malato o qualcosa del genere, e per di più in ritardo. Solitamente infatti le Kimono Girl venivano affiancate dal loro Eevee alla nascita, mentre il suo era arrivato il giorno del suo sedicesimo compleanno. Aiko si era sempre sentita oltraggiata da quel trattamento, le altre danzatrici sue coetanee le giravano alla larga perché appariva a tutti gli effetti diversa per questo motivo. Alla fine la ragazza però aveva accettato di prendere tra le braccia il piccolo Pokémon che la madre le tendeva e si era resa conto della sua rarità. A quel punto sentì i dentini di Eevee premere sul dito e spalancò gli occhi, distratta dal suo filo di pensieri: la creaturina la stava mordendo delicatamente per riportarla alla realtà. Decise di alzarsi, sospirando e prendendo in braccio il piccolo Pokémon. “Mamma doveva essere qui già da un pezzo” Si trovava lì, infatti, perché la madre glielo aveva chiesto. Aveva detto che sarebbe arrivata anche lei per parlarle di una faccenda importante, ma erano passate già due ore. Si avviò verso l’uscita del Teatro tenendo Eevee stretto al petto mentre camminava silenziosa tra i cuscini disposti a terra per gli eventuali spettatori. Tempo una settimana e quel luogo si sarebbe dovuto riempire per il tradizionale spettacolo invernale delle Kimono Girl: era l’unico che facevano in tutta la stagione fredda, ma era molto lungo e lavorato. Come se non fosse già una fatica così, nel momento in cui le era stato consegnato Eevee la madre aveva annunciato che avrebbe ricoperto lei la posizione centrale tra le più giovani. “Forse mi voleva parlare di quello?” pensò Aiko mentre usciva in strada. Si guardò intorno per un attimo, spaesata: non si era minimamente accorta della neve, ed effettivamente non la vedeva da anni. Eevee si allungava verso l’alto per cercare di mangiare i fiocchi bianchi mentre cadevano dall’alto, ma Aiko se lo strinse a sé e tornò dentro. <<Sarà meglio coprirsi>> borbottò la ragazza mettendo a terra il Pokémon. Prese il mantello bianco e suoi vestiti “normali” e non da danza poggiati su uno sgabellino e li indossò. Poi raccolse nuovamente Eevee e uscì. L’aria fredda prese i due nel suo gelido abbraccio mentre Aiko camminava leggera sulla strada innevata verso casa, nella speranza di trovare lì la madre. Sembrava che il tempo insolito avesse mandato nel panico tutta Amarantopoli, le poche persone rimaste in strada cercavano di sbrigare le commissioni il più in fretta possibile per tornare a casa, mentre le botteghe iniziavano a chiudere sebbene fosse solo metà mattina. In mezzo a quel via vai di persone Aiko raggiunse casa sua e si infilò al suo interno. <<Mamma! Sei qui?>> chiamò appena mise piede al suo interno. Non ricevendo risposta, poggiò Eevee a terra e si sfilò le calzature e il mantello. Il tavolino basso al centro della casa era ingombro della roba dei suoi fratelli, entrambi presi dallo studio inginocchiati sui cuscini viola ai lati del mobile. Aiko si avvicinò e squadrò i due ragazzi. Sebbene fossero più grandi di lei erano molto infantili a suo parere, non prendevano quasi nulla sul serio. <<Kin, sicuro di non star leggendo quel foglio al contrario?>> fece lei, entrando nella stanza a braccia incrociate mentre il fratello saltava via, rosso in viso <<Se volete far finta di studiare, almeno impegnatevi per convincermi>> <<Su Aiko, prendi le cose più alla leggera>> la invitò l’altro fratello, un ragazzo dagli scarmigliati capelli corvini e il volto abbronzato come il ragazzo seduto di fronte a lui. La ragazza sbuffò sedendosi su un cuscino libero:<<Makoto, anche se sei il più grande questo non vuol dire che tu possa ignorare i tuoi incarichi>> Kin sussurrò qualcosa al maggiore sul fatto che Aiko fosse fin troppo ligia al dovere ma lei non ci fece caso. In quel momento arrivarono di gran carriera Furret e Persian, rispettivamente di Kin e Makoto, che si misero a giocare con l’Eevee appena arrivato con la ragazza. <<Piuttosto, visto che sei tanto brava a parlare di incarichi, non dovresti essere al Teatro di Danza?>> fece il fratello di mezzo, stiracchiandosi e poggiando il pennino con cui doveva completare il compito per il giorno dopo. <<Dovevo essere al Teatro per parlare con la mamma, ma dopo due ore non era ancora arrivata, così sono venuta a cercarla>> spiegò Aiko. <<Mmh… la mamma eh? E’ di sopra, sta parlando con le altre Kimono Girl…>> borbottò Makoto <<Ma piuttosto, sorellina… lo sai vero che hai ancora tutto il trucco addosso? Ti sei levata l’abito da danza ma non quello!>> Aiko arrossì sotto il trucco bianco e si alzò di scatto:<<Ehm… grazie… vado a sistemarmi e… ehm… vado da lei, ok?>> Detto questo schizzò nella sua camera seguita a ruota da Eevee, molto divertito dalla faccenda. Si struccò velocemente e si sciolse l’acconciatura per poi arrotolare di nuovo i capelli sul capo in modo decisamente più semplice. Fatto questo, uscì dalla camera con Eevee che trotterellava in mezzo alle sue gambe, facendola inciampare più volte. Era solo un cucciolo, ma aveva più energia di un Rapidash in corsa secondo la ragazza. Salì le scale e arrivò davanti alla camera della madre: dal suo interno sentiva le voci delle altre Kimono Girl e dei loro Pokémon. Aprì la porta delicatamente e affacciò la testa all’interno della stanza:<<Mamma?>> chiamò. Cinque donne erano sedute in cerchio, ognuna affiancata da una delle evoluzioni di Eevee: sua madre aveva un Vaporeon dalla pelle liscia e lucente, mentre le altre erano accompagnate da un Flareon, una Jolteon, un Espeon e un’Umbreon. La madre e Vaporeon si girarono verso di lei sorridenti:<<Aiko, entra tesoro>> la chiamò la donna. La ragazza entrò timidamente nella stanza e si sedette al suo fianco con Eevee in braccio. <<Scusa, non sono riuscita a venire in Teatro. Ma d’altra parte ti saremmo venute a chiamare qui perché l’argomento riguarda anche te…>> Aiko annuì imbarazzata, facendo scorrere lo sguardo sulle quattro Kimono Girl e i loro Pokémon. <<C’è… ehm… qualche problema?>> domandò, nervosa. Quelle erano tutte sue superiori, solo quando il suo Eevee si sarebbe evoluto avrebbe potuto prendere il posto di una di loro. <<Ti avrò sicuramente parlato delle mie cugine che abitano nel regno di Kalos, no?>> domandò la donna. <<Luna e… ehm…>> fece la ragazza, cercando di ricordare i nomi delle tre donne. <<Luna, Antea e Dana>> le ricordò la madre <<Una di loro, Dana, dovrebbe avere una figlia della tua età, anno più anno meno>> <<Oh… sì, sì, mi ricordo>> annuì Aiko: non le aveva mai viste di persona, ma la madre ne parlava spesso. <<Hana, vai al punto>> la richiamò la donna con Jolteon. La madre di Aiko, Hana, sorrise di rimando:<<Tranquilla Yuuki, ora ci arrivo>> <<Mamma… è successo qualcosa?>> domandò Aiko. <<Immagino ti sarà giunta voce della guerra tra Kalos e Unima>> disse Hana, diventando improvvisamente seria. La ragazza annuì, grave: la notizia era arrivata solo da qualche mese da parte di alcuni mercanti provenienti da Temperopoli, il grande porto del regno, e avevano così scoperto che questo conflitto andava avanti ormai da anni. <<Molto bene. Ti ricordi anche di quando ti raccontai del tesoro di Amarantopoli rubato?>> Lei annuì ancora una volta. <<Abbiamo ragione di credere che sia stato proprio questo tesoro a scatenare il conflitto… conosci bene le sue proprietà, no?>> Aiko abbassò lo sguardo: se era davvero così, il grande tesoro della città poteva anche essere perduto. A quel punto Nanaka, che sedeva al fianco di Yuuki con la sua Umbreon, ruppe il suo silenzio: <<Hana, ti prego, non tergiversare>> Aiko si voltò verso la madre: due delle sue compagne era parecchio impazienti e con tutta probabilità anche Haruka, affiancata da Flareon, e Yukari, con Espeon, presto avrebbero cominciato a fare lo stesso. Quanto ci avrebbe messo ad arrivare al punto? <<Bene, Aiko: abbiamo bisogno che tu riporti qui il tesoro della nostra città. Partirai subito dopo la festa invernale>> disse schietta Hana. La ragazza rimase per un attimo a bocca aperta. Si scambiò una rapida occhiata con Eevee, anche lui incredulo, poi tornò a guardare le Kimono Girl. <<C-come… c-cosa… c-cosa dovrei… io?>> balbettò Aiko, tenendosi la testa. Hana sorrise, e lo stesso fecero le sue compagne. <<Ovviamente andrai con i tuoi fratelli>> aggiunse Haruka. <<Sappiamo che sono molto abili nella lotta>> le fece eco Yukari. Tuttavia, la giovane era ancora sconvolta dalla notizia: lei, una semplice sedicenne… lei doveva recuperare il tesoro di Amarantopoli in un regno lontano? <<E… che cosa… cosa centrano le tue cugine?>> domandò alla madre. <<Ho pensato che da loro avresti potuto trovare accoglienza e aiuti. Abitano a Romantopoli>> spiegò Hana. <<Quindi, Aiko>> fece Nanaka <<Preparati per bene per lo spettacolo d’inverno, potresti non partecipare agli allenamenti con noi per un bel pezzo>> La ragazza sbiancò, ma Haruka le mise una mano sulla spalla:<<Su, Aiko! Hai un compito d’onore! Vorrei poter partire io a dirla tutta… eheh>> A quel punto anche lei sorrise debolmente: Haruka era la più giovane delle Kimono Girl adulte. Il suo Eevee, infatti, si era evoluto da poco in Flareon, così aveva preso il posto di quella che aveva avuto il Pokémon Fuoco prima di lei. <<Ti consiglio di prepararti>> disse Yukari con dolcezza. Aiko prese in braccio Eevee e si alzò, per poi fare un inchino alle sue superiori. Dopodiché uscì silenziosa dalla stanza e scese di sotto, dove Kin dormiva profondamente sul tavolino mentre Makoto disegnava un Pikachu sulla sua fronte. La ragazza rimase silenziosa a guardarli sull’uscio, poi Persian sfiorò con una zampa la spalla di Makoto per fargli notare la presenza della sorella. Il ragazzo scosse il fratellino, che tirò su la testa con un’espressione mezza addormentata. <<Yawnnn… ehi sorellina>> sbadigliò mentre si tirava su <<Che hai? Sembra che tu abbia appena visto un Gastly>> <<O che tu abbia passato il pomeriggio dalla zia che ti racconta di tutti i suoi fidanzati di quando era giovane>> gli fece eco il maggiore. Tuttavia Aiko non disse nulla e si andò a sedere accanto ai suoi fratelli. <<Aiko… che succede?>> le domandò Makoto, dolcemente. Lei sprofondò la testa fra le mani mentre Eevee cercava di leccarle la guancia per sollevarla. <<E’… è un incubo>> mugugnò, con la bocca coperta dalle dita. Anche in momenti come quello, i giorni passano veloci, inesorabili, senza che tu possa farci nulla. La settimana passò veloce per Alya e gli altri, presi da allenamenti per migliorarsi e dalla nuova sistemazione in città. Ma anche per Diana e Damer, alla ricerca della principessa scomparsa. E per Narciso, Artemisia e Grey che cercavano il nuovo movimento di resistenza. E di sicuro passò veloce per Aiko, che dopo aver raccontato tutto ai suoi fratelli aveva passato con Eevee e le sue compagne ore e ore ad esercitarsi in vista della festa invernale e, per i giovani figli di Hana, anche in vista dell’imminente partenza. Ondata di nuovi personaggi (?) Ha senso credo. In ogni caso avvisatemi se trovate errori come sempre che in questo periodo sono rimbambita come poche ^^' lo so che sono un disastro, abbiate pazienza -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Ahah, tranquilla cara aspetta un paio di capitoli (che appena posso pubblico) e la tua voglia di litigi sarà soddisfatta -
[The_Karp] Commenti saga. Pokémon Explorers
Sapphire ha risposto a una discussione di The_Karp in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Tanto avrai capito che anche se sono via non riesco a tenermi a distanza da questo forum... dunque eccomi piccolo stalker Il capitolo mi è piaciuto molto, davvero! Scritto bene, interessante come stai facendo evolvere la faccenda di MissingNo... mi spiace però che sia finita questa saga :'( tuttavia adoro, e ripeto adoro, Sabrina... quindi sono felice che tu la inserisca *^* -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Grazie mille delle segnalazioni! Non ho purtroppo abbastanza tempo da dedicarci in questi giorni, quindi per ora dovrete accontentarvi di quello che c'è, mi spiace tanto! Appena posso lo sistemo, ma non so quando potrò :'( forse quando farò uscire il 20 -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Capitolo 19 aggiunto! -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Fan Fiction e Dintorni
Capitolo 19 Kalos, Base del generale Older, Sala delle Riunioni Older era in piedi al centro della stanza, immobile e imponente l’armatura splendente. Seduti in un angolo c’erano Narciso, Artemisia e un altro ragazzo con i capelli corti e chiari, Grey, affiancato da un Liepard bordeaux. <<Non avete combinato nulla al torneo. È stato solo uno spreco di soldi, e abbiamo perso anche visibilità perché lo abbiamo interrotto>> tuonò. Più che la sua voce, quelle parole sembravano il ruggito dei Draghi di Unima raffigurati sull’armatura. In fondo alla sala un enorme Druddigon se ne stava accovacciato a terra, la pancia sul pavimento freddo e l’imponente testa rossa che poggiava sulle zampe anteriori. I suoi occhi scrutavano i tre ragazzi seduti e i loro Pokémon, severi e famelici. <<Abbiamo avuto un imprevisto, generale>> disse Narciso, deciso, sotto lo sguardo di rimprovero di Grey. Quest’ultimo infatti era il fratello maggiore fra i tre ragazzi, ed era sempre lui a guidarli. Quella volta, però, aveva affidato parte dell’incarico agli altri due ed era stato un disastro. <<Voi non potete farvi intralciare dagli imprevisti. Siete soggetti scelti appositamente per questo genere di missioni, e siamo in una fase delicata della guerra>> sbraitò l’uomo. <<In che senso fase delicata? Pensavo che dopo aver distrutto la resistenza non ci fossero altri problemi sostanziali>> chiese Artemisia, accigliata. L’uomo la guardò severo, poi sospirò:<<Dovrò rivedere i vostri piani d’informazione. Sembrerebbe che un altro gruppo si stia formando, anche se non si capisce da che parte stia effettivamente. Sta lavorando anche contro le azioni militari di Kalos. Non so se avete presente il trambusto della notte scorsa, a quella specie di festa. Sembrerebbe che sia stato opera di quel gruppetto, ma per ora sono pochi.>> <<E se ci liberassimo direttamente di loro?>> domandò Grey, deciso. Doveva riscattare il suo onore e quello dei fratelli minori. Older rimase per un attimo immobile, valutando la proposta. Per il ragazzo il tempo parve fermarsi. Da quella risposta avrebbero capito se per il suo regno, il suo esercito, il suo generale, valeva ancora qualcosa. Avevano sempre obbedito ad ogni incarico indiscriminatamente, svolgendo anche i lavori peggiori senza farsi problemi morali e non avevano mai fallito. Ma ora lo aveva fatto. E su una delle missioni più importanti che gli avessero mai affidato. Non aveva mai avuto paura della morte, ma sapeva che in quel mondo in cui era entrato quando non venivi più considerato utile ti spettava solo una cosa: essere giustiziato. Solitamente il loro compito era raccogliere informazioni ed eliminare personaggi scomodi e quindi erano a conoscenza di vari segreti. Per questo motivo non potevano essere semplicemente rimossi dall’incarico. <<Va bene>> rispose Older dopo quelle che sembrarono ore di attesa <<Ma badate bene: non accetterò fallimenti questa volta>> <<Sì generale>> risposero i tre fratelli, alzandosi contemporaneamente <<Non falliremo questa volta>> Il generale sospirò, poi gettò loro un’occhiata severa:<<Sarà meglio per voi>> Poco dopo, i tre ragazzi e i loro Pokémon erano seduti in cerchio nella loro stanza. Davanti a loro c’erano numerose mappe di Kalos e delle singole città, tutte segnate o cerchiate in vari punti e con appunti visibilmente scritti da tre mani diverse. <<Ok, cosa sappiamo di loro?>> domandò Narciso, fissando le mappe. <<Alla festa dell’altra sera secondo i testimoni erano almeno tre>> rispose Grey <<Ma Older ha ragione di credere che a loro si siamo aggregate le due serve che sono fuggite, quelle di Romantopoli>> <<Quelle due? Non so quanto potrebbero fare in un gruppo del genere, non erano esattamente giovanissime>> commentò Artemisia, giocherellando con una ciocca ramata. Grey la guardò severo:<<Vero, ma conoscono abbastanza Older, e probabilmente sanno anche qualcosa su di noi. Il generale era incantato da loro e riuscivano ad essere presenti anche durante le riunioni>> <<Quindi sono almeno cinque>> annotò Narciso. <<Aspettate, forse ho una mezza idea di chi potrebbe essere uno di loro!>> esclamò Artemisia, frugando tra le numerose pergamene srotolate intorno a lei per poi prendere un manifesto da ricercato. Avevano una copia di ogni manifesto che veniva affisso per la città, ma quello aveva interessato in particolar modo la ragazza. <<Questo soldato è scomparso lo stesso giorno in cui le due serve sono sparite, ora su di lui grava la pena di morte per tradimento>> spiegò la ragazza, mostrandolo ai fratelli. <<Mmh… interessante. È un ragazzo di origini ricche questo>> commentò Grey, studiandolo. Narciso, invece, fissava lo schizzo del ragazzo sul foglio a bocca aperta. <<Che c’è Nar?>> domandò la gemella con un ghignetto. <<Artemisia… questo ragazzo… guardalo bene>> fece Narciso girando la mano della sorella in modo che potesse vedere lei il foglio, ora. Gli occhi della ragazza sgranarono mentre avvicinava al volto il manifesto:<<Non… è possibile… lui…>> <<Si può sapere che avete?>> domandò Grey seccato. <<Quel ragazzo, Hiro… abbiamo combattuto contro di lui>> spiegò Narciso abbassando lo sguardo. Grey ricordò quello che i due fratelli gli avevano raccontato sul giorno del torneo e del ragazzo che aveva tentato di battersi con loro. <<Dammi quel manifesto>> ordinò poi il ragazzo tendendo la mano verso Artemisia, per poi afferrarlo bruscamente e studiarlo. Ecco dove lo aveva già visto: al torneo, era stato uno dei primi sfidanti. Si era presentato con il nome di Din, ma era evidente che avesse usato un nome finto. Come molti altri concorrenti dopotutto. <<Ricordate i volti della ragazza che avevate rapito e di quella che poi è venuta a salvarli? Ah, e anche quello del ragazzino che ha tentato prima di questo… Hiro… a liberarla>> domandò Grey. I due fratelli annuirono dopo una rapida occhiata. <<Ottimo. Allora forse sappiamo già chi fa parte di questo gruppetto>> Alya e Hiro sbucarono dall’altra parte del tunnel attraverso una botola simile a quella da cui erano entrati insieme ai loro Pokémon. Appena uscite Alya, Espeon e Braixen andarono ad appoggiarsi contro il muro di una vecchia casa, cercando di calmarsi. Poi iniziarono a controllare la zona in cui erano arrivati: era uno dei quartieri poveri a sud di Porta Ovest. Le case erano rovinate e decadenti, le strade pulite alla meglio dalla neve avevano le pietre smosse. Le poche persone che camminavano per le vie erano magre e con i volti scavati, mentre gli abiti erano vecchi e strappati. Alya osservò quella gente, dai vecchi ai bambini, dalle donne ai ragazzi. Pensò a tutti quei figli che crescevano senza padre, che si era dovuto arruolare, sospirò. Anche se era una visione orribile, doveva accettarla. Era per quella gente che stava lottando. Hiro le si avvicinò:<<Va meglio?>> Lei annuì, poi alzò lo sguardo verso il cielo. Stava nevicando ancora. Camminarono sulla strada innevata in silenzio, stringendosi nel mantello. La gente non li guardava neanche, eppure dopo un po’ Alya si rese conto che Hiro e i suoi Pokémon si sentivano a disagio lì in mezzo. <<Appena usciamo da questo quartiere passeremo dai vicoli fino ad arrivare al nuovo rifugio. Non daremo nell’occhio, quelle stradine sono deserte da anni>> spiegò in un sussurro. Fortunatamente il quartiere povero della zona occidentale della Città Centrale non era molto grande, infatti dopo poco arrivarono in una zona piena di vecchie botteghe. Anche se la maggior parte non era ben messa, nessuna delle persone che c’era lì pativa davvero la fame. Avevano tutte lo stretto indispensabile per vivere, ma i loro volti apparivano comunque stanchi e provati dalla fatica. Mentre passavano, si chiesero quanto quella situazione sarebbe potuta durare, se le persone avrebbero retto ancora a lungo quelle dure condizioni. Poi Alya fece cenno ai compagni di seguirla in un vicolo e si addentrarono in quello che sembrava essere quasi un labirinto. La stradina era stretta e malmessa ed era facile scivolare sulla neve. <<Mmh… dove sarebbe quindi questo posto?>> domandò a quel punto Hiro, nervoso. Alya si voltò:<<Che c’è principino, non sei abituato a queste visioni?>> lo canzonò lei, sorridendo sotto la maschera <<Non ti preoccupare, siamo arrivati>> Detto questo alzò lo sguardo e gli indicò una finestra sbarrata all’ultimo piano di un vecchio palazzo di pietra. <<Cos’è?>> domandò Hiro, perplesso. <<Il nuovo rifugio>> rispose lei <<È praticamente il sottotetto di questo palazzo. I due piani sotto sono fin troppo malconci, ma c’è comunque la possibilità di raggiungerlo se sai dove guardare>> Poi si avvicinò a delle assi appoggiate al muro seguita da Espeon e Braixen. <<Nascosi un buco nel muro con delle assi>> spiegò la ragazza mentre iniziava a smuoverle <<Sapevo che mi sarebbe tornato utile questo posto>> Hiro la raggiunse e spostò l’ultima asse:<<Quindi ora controlleremo se è ancora agibile?>> Alya annuì, infilandosi nel buco:<<Vieni?>> chiamò, mentre Espeon e Braixen entravano dopo di lei. Hiro, Umbreon e Greninja entrarono a loro volta per poi nascondere di nuovo l’entrata. Al tocco di Alya, Braixen accese il fuoco sul suo bastone. La stanza in cui erano entrati un tempo doveva essere una sala da pranzo o qualcosa del genere. C’erano ancora i resti di una fornace e di un tavolo, mentre le sedie giacevano a terra, rotte. Una grossa trave era caduta e ora faceva da “scala” per andare al primo piano. Si arrampicarono su di essa e la scalarono, per poi sbucare in quella che sembrava una camera da letto. C’era ancora il letto, sfondato e privo di coperte. Intorno ad esso una libreria con gli scaffali rotti ormai vuota. <<Mmh… le coperte e i libri sono di sopra>> spiegò Alya <<Li ho portati io… mi piacevano e sapevo che sarebbero serviti>> <<Anche i libri?>> domandò Hiro perplesso. Alya annuì:<<Quando ero a Romantopoli leggevo tantissimo, mia madre mi faceva studiare ogni giorno. Così quando ho visto questi libri non ho resistito e li ho portati di sopra. Leggevo quando avevo un attimo libero>> Hiro la guardò perplesso: quando era a Temperopoli studiava e leggeva solo quando era obbligato a farlo. Non era mai stato uno studente eccellente quanto sua sorella ma non se la cavava neanche male. Ma sentire di una persona a cui addirittura mancava lo studio… <<Forza, vieni di sopra>> lo chiamò Alya. C’erano ancora le scale che salivano di sopra, anche se un po’ rotte, così si arrampicarono su quelle. Il sottotetto era piccolo e impolverato, ma era la zona messa meglio. In un angolo Alya aveva messo le coperte accanto ad una catasta di libri. Nient’altro. <<Direi che è messo ancora bene>> commentò Hiro, picchiando il piede sul pavimento per controllare che fosse stabile. Filtrava pochissima luce dalla finestra sbarrata, ma ovviamente non la aprirono: nessuno doveva sapere che si trovavano lì. <<Uff… alla fine qualcosa di buono è successo oggi>> sospirò Alya, camminando per la stanza <<Io vado a chiamare gli altri, tu inizia a pulire>> Poi si tolse la maschera e la poggiò per terra, quindi si strinse meglio nel mantello mentre Hiro annuiva. <<Espeon, Braixen! Andiamo, su!>> -
[The_Karp] Commenti saga. Pokémon Explorers
Sapphire ha risposto a una discussione di The_Karp in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Torno dai gatti allora, contattami se hai bisogno: se non sono a casa (dove non c'è campo) ci sono -
[The_Karp] Commenti saga. Pokémon Explorers
Sapphire ha risposto a una discussione di The_Karp in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Bah, scendo in spiaggia e mi annoio da sola quindi arrivo qui ogni tanto -
[The_Karp] Commenti saga. Pokémon Explorers
Sapphire ha risposto a una discussione di The_Karp in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Serve una mano per la parte grafica? -
Sono semplicemente orrendi, tutti e tre. Santo cielo, tra l'uomo tigre e la sirena non so cosa sia peggio... temo che il mio litten vivrà con una pietrastante
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[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Pubblicato il nuovo capitolo! Ho già pronto il prossimo... che potrò pubblicare in vacanza insieme a tanti altri grazie a quella cosa chiamata chiavetta internet! -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Fan Fiction e Dintorni
Eccomi! Come detto ieri, anche oggi pubblico... ma ho anche una buona notizia! Nonostante il luogo in cui sto per andare sia senza connessione, avrò a disposizione la chiavetta con internet e potrò pubblicare ancora! Capitolo 18 Kalos, Città Centrale, Porta Sud <<Che significa che rimarranno bloccati?>> domandò Hiro, mentre tornavano indietro di corsa. <<Significa che il rifugio è in una posizione tale che se dovesse nevicare molto l’entrata si potrebbe ostruire!>> rispose Alya, che era subito dopo di lui <<L’inverno scorso ci siamo dovuti rifugiare da Magda, ma quest’anno siamo troppi!>> Il pensiero era corso subito alle zie e a Braixen. Anche Espeon doveva pensare lo stesso, infatti correva veloce davanti a lei, gettando ogni tanto uno sguardo con i grandi occhi viola alla ragazza e a Thunder. <<E solo ora ci dici che il rifugio ha questo problema?>> sbottò Hiro. <<Di solito non ci troviamo così tanta gente sai? Ora taci e risparmia il fiato per correre>> Tuttavia la loro resistenza non era abbastanza. Hiro, Greninja, Thunder e Espeon correvano senza troppi problemi, ma gli altri erano troppo lenti e in poco tempo rimasero indietro. <<Andate… avanti>> ordinò Alya, trascinandosi <<Avvisateli e dite loro di uscire e portare solo le cose indispensabili>> Annabelle arrancava dietro di lei, spinta da Trevenant, mentre sopra di loro la neve cadeva sempre più fitta. Iniziava ad attaccare, e vista l’altezza delle piante che li circondava rischiavano seriamente di perdersi. <<Fermati, Annabelle>> disse Alya, bloccandosi e stringendosi nel mantello <<Sei stanca?>> La bambina rimase immobile fissando la ragazza attraverso la neve che cadeva copiosa sulle loro teste. <<La neve è il mio regno, Alya>> sussurrò la bambina <<Non ho paura di lei, se sono stanca mi offrirà rifugio se ne ho bisogno>> Espeon, che era tornata indietro, le guardò per qualche istante dubbiosa. Poi si voltò verso Alya e le tirò un lembo di mantello. <<Hai ragione Espeon, dobbiamo muoverci. Te la senti di continuare? Espeon ci farà strada, è veloce e percepisce i pericoli>> Annabelle annuì, guardando Alya nei grandi occhi grigi. <<Perfetto, andiamo>> sorrise la ragazza prendendo in braccio Bergmite e stringendo la mano della bambina <<Prendiamo quel che ci serve dal rifugio prima che si ostruisca e poi torniamo indietro con gli altri>> Annabelle osservò la ragazza, gli occhi azzurri che tremavano: aveva giudicato male Alya per tanto tempo, l’aveva considerata come una minaccia che le aveva portato via il suo unico amico. Ma ora sapeva che dentro quel finto e freddo scudo c’era un cuore. In poco tempo la neve aumentò esponenzialmente. Nevicava fitto, ma per fortuna non c’era vento. Tuttavia Alya, che faceva strada ad Annabelle tenendola per mano, non poteva perdere di vista per nessun motivo la coda di Espeon, che avanzava sicura nella neve che si stava accumulando per terra. Ogni tanto si voltava e le due riuscivano a vedere la gemma rossa che splendeva sulla sua fronte, quasi come una guida. Camminarono in quelle condizioni per quelle che sembrarono ore senza scambiarsi una parola, anche il tragitto durò poco più di mezz’ora. Quando arrivarono nei pressi del rifugio, la stradina era già bianca per la neve e Hiro e Thunder stavano portando fuori le loro poche cose. Si avvicinarono e, senza dire una parola, iniziarono a prendere anche loro qualcosa. Annabelle non aveva nulla, così riempì un sacco che le diede Alya con ciò che avevano preso a Older. La ladra, invece, indossò la maschera e i vestiti scuri e mise in borsa i vecchi abiti. <<Perché si cambia?>> domandò May a Hiro, guardando storto l’altra ragazza mentre usciva con le provviste <<Non mi sembra ci sia tutto questo tempo>> <<Questione di praticità credo>> rispose Hiro <<Gli abiti che mette di solito sono da uomo, non lo hai mai notato? Sarebbero d’impiccio ora vestiti così larghi>> Nel giro di qualche minuto nel rifugio erano rimasti solo i pagliericci privi delle coperte, pezzetti di legno bruciacchiato rimasti dalla notte precedente e la piccola cascatina, da cui usciva acqua ghiacciata. <<E ora?>> domandò Luna, mentre metteva in spalla le provviste. <<Annabelle, pensi che i rifugi che avevi trovato potrebbero essere accessibili con la neve?>> domandò Hiro. La bambina ci pensò su, poi gettò un’occhiata a Trevenant, che scosse il capo. <<Secondo Trevenant no. C’erano tante piccole grotte in cui potevamo stare divisi in gruppetti, ma erano tutte semi-sotterranee>> sospirò. Alya guardò il piccolo rifugio la cui entrata si stava già tappando, poi il cielo: sembrava che non volesse accennare a smettere. <<Ho un’idea>> disse Alya dopo un po’ <<Ma prima devo controllare il posto. Hiro, vieni con me, un paio di braccia forti mi possono fare comodo. Thunder, porta gli altri da Madga e chiedi se potete restare lì fino al nostro ritorno>> Il fratellino annuì, poi gettò un’occhiata alle compagne e ai Pokémon. Luna e Antea fecero un cenno con la testa, ma May e Annabelle restavano perplesse. Alya se ne accorse, così si avvicinò a loro:<<Ho esplorato a fondo la Città Centrale, e ci sono alcuni posti in cui a volte mi sono dovuta fermare per la notte per prepararmi a… ehm… il lavoro>> <<Quindi c’è un posto in città?>> domandò Antea, perplessa <<Non è rischioso?>> La ragazza scosse la testa:<<Non più di quanto non sarebbe un rifugio all’esterno. Rischieremmo di venir bloccati dalla neve qui, e non sarebbe molto piacevole>> <<Allora andiamo?>> fece Thunder, titubante. <<Sì caro, andiamo>> rispose dolcemente Luna. Alya guardò per un attimo il fratello, sperando in cuor suo che andasse tutto bene, quindi aspettò che si allontanassero. A quel punto era sola con Espeon, Braixen, Hiro, Greninja e Umbreon. <<Da ora in poi non mi devi chiamare per nome, ok?>> disse secca la ragazza <<Con questa machera io sono solo Lady Eon. Essendo anche tu ricercato non mi conviene mostrarmi a volto scoperto in tua compagnia>> Hiro annuì, quindi si incamminarono anche loro verso le mura. Le piante intorno a loro erano quasi tutte spoglie, quindi dovevano muoversi velocemente per non farsi vedere. Hiro, come anche Luna e Antea, aveva dovuto coprirsi il volto con il cappuccio per non essere riconosciuto. Anche se non c’era nessuno la compagna aveva insistito, dicendo che i soldati potevano arrivare da ogni dove. Ora avevano nemici da entrambe le parti: quelli di Kalos perché Hiro era un traditore e Alya una ladra, quelli di Unima perché erano semplicemente parte del regno nemico. <<Non passiamo dalla Porta Ovest?>> domandò Hiro, quando si rese conto che la ragazza aveva cambiato direzione uscendo dalla strada. <<Oh ma certo, che sciocca. Perché non passare in mezzo ai soldati? D’altra parte siamo solo ricercati>> rispose secca lei, voltandosi verso il ragazzo. Per un attimo al soldato sembrò di tornare indietro nel tempo, a quando la ladra gli aveva raccontato la sua storia nel rifugio stando dietro la maschera, scrutandolo attraverso gli occhi di un Espeon intagliato con quello che immaginava fosse uno sguardo freddo e di rimprovero. <<Anche Thunder e gli altri non sono passati dalla Porta>> spiegò, mentre si avvicinava a dei cespugli dalle foglie dure e scure rivestite da un sottile strato di neve <<Ci sono dei passaggi sotto le mura costruiti da un vecchio gruppo di resistenza ormai distrutto>> <<Non ne sapevo nulla>> osservò Hiro, mentre la ladra liberava dalla neve il terreno intorno ai cespugli. <<Della resistenza o dei passaggi?>> domandò la ragazza, senza fermarsi. <<Entrambi>> <<Mmh… beh, la resistenza in realtà si è sciolta da anni. Me ne aveva parlato Roy, il nipote di Magda la sarta. Non so se lo conosci>> Il pensiero di Hiro scivolò sul ragazzo chiacchierone che aveva conosciuto al torneo, che aveva poi perso contro Diana. <<Ah… sì, di vista. Ma tu come conosci questi passaggi?>> La ragazza ghignò sotto la maschera mentre si voltava:<<Hai tanto da imparare su di me e su questa città, soldato. Comunque vieni, ho finito>> Nel mezzo dei due cespugli, ora, era comparsa una piccola botola fatta nella stessa pietra delle mura. Nessuno le avrebbe mai prestato caso, perché poteva essere anche solo del materiale scartato o caduto. <<Forza soldato, dammi una mano a sollevarlo>> <<Forse anche tu non dovresti chiamarmi così. Alla fine l’Hiro ricercato è un soldato no?>> fece il ragazzo, accovacciandosi accanto a lei. <<Uhm>> lei ci pensò su un attimo <<Non Din, lo abbiamo già usato>> Hiro fece un sospiro di sollievo per la cosa, ma in un attimo si trasformò in un grugnito per lo sforzo nel sollevare la pietra. Ci misero un po’ a smuoverla, ma alla fine si liberò lo spazio necessario per passare. <<Abbiamo fatto bene a lasciare i bagagli agli altri direi>> commentò Hiro, mentre la ragazza si infilava nel tunnel che si era aperto seguita a ruota da Espeon e Braixen. <<Lo so>> rispose Alya, con una vena di compiacimento. Umbreon e Greninja si infilarono senza problemi, ma Hiro si trovò a dover spingere un po’ di più la pietra per poter passare. <<Ingrassato?>> ridacchiò la ladra, illuminata dalla luce della fiamma di Braixen. <<Simpatica. Con quello che mangio bisogna essere dei campioni per non morire di fame>> Tuttavia lei si era già voltata e osservava il tunnel. Sentì il soldato che si avvicinava, ma non mosse un muscolo. Sulla parete di pietra c’era qualcosa che l’aveva paralizzata. Espeon e Umbreon gemettero leggermente e Braixen si portò una zampina alla bocca: sul muro c’era un grande schizzo di sangue. Dal colore capì che doveva essere lì da anni, ma era comunque una visione raccapricciante. Sentì la testa girarle e Hiro la dovette afferrare per non farla cadere, mentre osservava con Greninja la macchia, sconcertato. I pensieri della giovane vorticavano, rivedeva le immagini di Romantopoli e poi Fractalopoli distrutte, i corpi senza vita di umani e Pokémon. <<Che cosa sarà successo qui…?>> fece Hiro, tenendo stretto il corpo tremante della ragazza. Avanzarono di qualche passo, lentamente, mentre Braixen teneva alta la fiamma sul bastone, anche se il suo esile braccino tremava. Fu questione di un attimo, poi Alya sentì la mano di Hiro premere contro la sua bocca per impedire all’urlo di terrore di uscire: riversi a terra c’erano due scheletri. Erano rovinati, ma indossavano ancora dei brandelli di vestiti. Sembrava che si stessero stringendo uno all’altro, in un ultimo abbraccio disperato. Accanto a loro c’erano delle ossa più piccole, probabilmente di un Pokémon. Quello fu davvero troppo per la ladra: pensava di saper resistere ad una scena del genere dopo aver visto morire decine di persone durante gli assedi, tra cui i suoi genitori, tuttavia non ce la fece. Si lasciò scivolare dalla presa del ragazzo e si rannicchiò a terra, singhiozzando. Espeon e Braixen crollarono accanto a lei, tremanti, così Greninja prese il bastone infuocato dalla zampa del Pokémon Volpe per non restare al buio. Hiro le guardò con apprensione: lui, Greninja e Umbreon erano stati addestrati per vedere certe cose, ma loro no. <<Dobbiamo andare, forza>> sussurrò, chinandosi vicino a loro <<Restare qui non cambierà le cose… abbiamo una missione, ricordate? Liberare Kalos. Lo faremo anche per i tre che sono morti qui>> Le aiutò a rialzarsi, poi superarono insieme i tre scheletri. <<Erano della resistenza, ne sono certa>> sussurrò la ladra, quando furono abbastanza lontani <<Sono morti combattendo per noi… ora è il nostro turno di lottare>> Sono veramente felicissima di poter pubblicare ancora anche se sono via! Non potrò avere la stessa frequenza di prima... ma è già qualcosa! -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Sta a te capirlo cara! E dopo questo mi eclisso fino a domani sera -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Fan Fiction e Dintorni
Come promesso -e io mantengo sempre le promesse, più o meno credo- pubblico! Il capitolo è un po' cortino, lo so, ma domani mi rifarò con l'ultimo prima di partire! Capitolo 17 Kalos, Castel Vanità, Sala del trono La regina Sansa camminava a grandi passi nella sala del trono affiancata dai suoi Florges Bianco e Milotic. Il lungo vestito, candido come la neve e impreziosito da ricami d’oro, strisciava sul pavimento di marmo bianco mentre la lunga treccia castana era appoggiata morbida sulla sua spalla. Oltre a lei, nella stanza c’erano solo due persone: erano un grosso uomo con una lucente armatura e un ragazzo castano vestito con abiti di seta blu. Erano affiancati rispettivamente da un Chesnaught e da un Furfrou. <<Fatemi capire. Mi state dicendo che non l’avete ancora trovata?>> sbottò, dopo qualche minuto. Il ragazzino deglutì, abbassando lo sguardo. L’uomo, invece, fece un profondo inchino:<<A dirla tutta, Vostra maestà, qualcosa ci sarebbe>> La donna squadrò l’imponente cavaliere:<<Riguardo mia figlia o quello scellerato?>> <<Mio figlio, Vostra maestà. Ma abbiamo ragione di credere che stia collaborando con la principessina>> Sansa rimase immobile per qualche secondo:<<Impossibile>> sibilò poi <<È impossibile che mia figlia collabori con qualcuno del genere. Ci sono suoi manifesti da ricercato ovunque, capirebbe subito che si tratta di un soldato>> <<Tuttavia, Vostra maestà, stando alla descrizione di mia figlia…>> <<Dov’è ora?>> lo interruppe la regina, battendo un piede a terra. Il cavaliere la guardò per un attimo senza capire:<<Intendete mia figlia?>> <<Mi sembrava ovvio>> L’uomo fece un rapido inchino:<<È arrivata a corte con Noivern da un’ora circa, maestà. Erano feriti, così sono stati portati in una camera per essere medicati>> <<Allora dite di fare in fretta>> replicò lei <<Devo parlarle di persona>> L’uomo uscì dall’immensa stanza con un ultimo inchino seguito da Chesnaught. <<Damer, io cosa dovrei fare con te?>> sospirò Sansa appena le porte si chiusero dietro il cavaliere. <<Madre, perdonatemi. Sto facendo di tutto per ritrovarla>> tentò il ragazzino, giocherellando con le mani. La donna lo guardò per un attimo con un misto di disprezzo e dolcezza, poi si andò a sedere sul trono in fondo alla sala. Florges e Milotic la seguirono spostandosi con eleganza per poi accomodarsi ai fianchi della donna. <<Damer, voglio essere chiara con te. Se non riuscissimo a trovare tua sorella saresti tu ad ereditare il trono. Il regno ha bisogno di un sovrano forte, e tu sei tutto fuorché questo>> Il giovane principe cercò conforto negli occhi di Furfrou, che provò a incoraggiarlo con un’occhiata veloce. <<Vai a prepararti Damer. Appena la nostra ospite si sarà ripresa partirai con lei per cercare tua sorella e quel soldato. Questa sarà la tua prova per constatare se hai davvero le capacità per regnare su Kalos>> Qualche ora dopo, una donna stava entrando nella sala del trono al fianco di un grosso Noivern. Aveva raccolto i lunghi capelli neri sopra la testa e le era stato dato un abito in seta verde per presentarsi alla regina. <<Vostra maestà>> salutò, con un inchino. Sansa la guardò, restando seduta sul trono:<<Diana, giusto? Benvenuta a Castel Vanità. Spero tu ti sia trovata bene qui>> <<Magnificamente, Vostra maestà>> rispose Diana con un secondo inchino. <<So che anche tu non ami i convenevoli, quindi propongo di venire subito al sodo>> disse Sansa, sistemandosi sul trono e perdendo l’aria annoiata. Diana annuì con un sorriso freddo dall’altro lato della sala, per poi avvicinarsi alla regina al suo cenno. <<So che hai cercato di attirare tuo fratello usando un’esca, ma il piano è fallito>> <<Sì, Vostra maestà, è corretto. Non pensavo che avesse altri compagni>> La regina si accarezzò distrattamente la guancia:<<E chi erano questi compagni?>> <<Due ragazzine, Vostra maestà. E una delle due era sicuramente la principessa. Credo di averla già vista al torneo tra gli sfidanti, ma sporca e malconcia com’era non l’ho riconosciuta. Ma alla festa era vestita in modo elegante e pulito. Ed era in compagnia di Sylveon. Non ho dubbi riguardo a lei>> spiegò Diana, senza distogliere lo sguardo dagli occhi blu della regina. <<Capisco. E l’altra?>> <<Non la conoscevo, Vostra maestà>> La regina sospirò, appoggiandosi allo schienale:<<Mmh… sapresti descriverla?>> <<Era abbastanza piccola e minuta, pelle chiarissima, capelli non troppo scuri. Era accompagnata da una Braixen, ma non aveva grandi abilità nella lotta>> <<Va bene, grazie Diana. Ora vai, il principe Damer ti sta aspettando fuori… ho preparato per voi due delle mie più veloci cavalcature. Sono due Rapidash provenienti da Kanto, i più forti e resistenti dopo il mio. Riportate qui mia figlia>> Ditemi che ne pensate! -
La sottoscritta per un po' se ne va, anche io mi merito un po' di vacanza no? Ci sarò un paio di volte questa settimana per pubblicare e poi ci vediamo all'ultima settimana di agosto!
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- E' stata aggiunta una reazione da BloodyRed, AceGrovyle97 e The_Karp
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[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Sei gentilissima, grazie! Per me questa non è più solo una storia. Nella trama aggiungo anche episodi e sensazioni (chiaramente modificati) che io stessa vivo, per me Alya è lo specchio delle mie emozioni. Per questo ci tengo molto! -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Credimi, questi commenti così lunghi mi rendono felicissima Comunque non ti preoccupare, non mi stanco mai di scrivere! Se per anche solo due giorni non lo faccio poi mi manca tantissimo! -
[The_Karp] Commenti saga. Pokémon Explorers
Sapphire ha risposto a una discussione di The_Karp in Commenti a Fan Fiction e Poesie
No problem, faccio gli altri intanto -
[The_Karp] Commenti saga. Pokémon Explorers
Sapphire ha risposto a una discussione di The_Karp in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Se pensi che ti possa aiutare nello scrivere per me va benissimo (per Uxbert mi manderesti la descrizione in privata?) -
[The_Karp] Commenti saga. Pokémon Explorers
Sapphire ha risposto a una discussione di The_Karp in Commenti a Fan Fiction e Poesie
E' una richiesta particolare, ma per quanto mi riguarda questa è la tua storia e spetta a te prendere le decisioni importanti sullo stile di pubblicazione. A questo punto ti chiedo io, hai bisogno di altre immagini? Ho imparato ad usare bene il programma e se serve posso anche rifare le vecchie -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Fan Fiction e Dintorni
Dato che alla fine ho scritto altro, ecco il nuovo capitolo! Capitolo 16 Kalos, rifugio di Alya e Thunder, qualche ora dopo Nel piccolo rifugio c’era il silenzio più totale. Tutti dormivano. Tranne lei. Quando erano scappati dal centro, non avevano avuto tempo per ringraziamenti o cose del genere. Così, appena erano arrivati al rifugio, Alya aveva stretto forte a sé il fratellino, ma successivamente avrebbe rinnegato ogni singola lacrima di commozione che le era scesa. Aveva poi tentato di salutare Annabelle, che però si era rifiutata anche solo di guardarla negli occhi. E, ovviamente, alla fine era giunto il momento delle spiegazioni. Quando Alya si era resa conto che non avrebbe trovato facilmente Hiro e May, aveva fatto ciò che le riusciva meglio con il soldato: urlargli dietro. E fortunatamente il ragazzo era stato al gioco, rispondendo. “Hai rischiato grosso sorellina” aveva ridacchiato Thunder “Se non ti avesse risposto?” Ma lei gli aveva fatto un occhiolino prima che potesse intervenire May, che aveva raccontato di come avesse capito il piano e fosse corsa a prendere Thunder. “Quando ho visto anche Annabelle non ero sicura di cosa fare, ma alla fine ho preso anche lei” aveva spiegato. Luna e Antea avevano ascoltato il racconto in silenzio, ma avevano capito che mancava qualcosa. In effetti, non avevano parlato della pena di morte nominata da Diana che spettava ad Hiro, considerato un traditore. Era stato un tacito accordo tra i due ragazzi. “Non dire nulla. Hanno già abbastanza preoccupazioni” Alya continuava a ripeterselo mentre fissava il soffitto roccioso, rannicchiata accanto alle zie. Hiro e Thunder avevano ceduto il loro posto a May e Annabelle, così ora dormivano con la schiena contro la parete. “Siamo troppi. Dobbiamo cambiare posto” si disse la ragazza, mentre guardava il piccolo rifugio stracolmo. Dovevano ringraziare il fatto che fosse inverno, altrimenti sarebbero soffocati dal caldo. “Sono successe così tante cose…” Quella mattina in cui aveva scelto come obiettivo la base di Older. Lì era cominciato tutto. Aveva ritrovato Luna e Antea, le sue amate zie. Aveva scoperto che i loro Pokémon erano stati intrappolati dentro strane sfere provenienti da Johto per un esperimento. Aveva incontrato Hiro. Aveva scoperto segreti orribili. La sua vita era cambiata ancora una volta. Si girò sulla pancia, affondando il viso nella vecchia coperta adagiata sul pagliericcio, cercando di cancellare quelle immagini. Voleva tornare bambina, quando la sua vita era chiusa dentro Romantopoli. Quando la preoccupazione era imparare un passo di danza troppo difficile. Quando il motivo di un pianto era la sgridata da parte dei genitori. Quando gioiva per un piccolo regalo. Quando passava le giornate a giocare con Eevee, Fennekin e gli altri bambini. Quando sognava l’amore. Ora era una ladra, la sua casa era una piccola grotta e il suo letto un pagliericcio con una coperta. Alzò lo sguardo e vide Espeon e Braixen accoccolate accanto a lei, che riposavano in un sonno agitato. Si guardò intorno e si rese conto che nessuno riposava davvero tranquillo. Perfino Umbreon, che di solito passava le ore a dormire, dopo aver sentito della pena di morte che gravava su Hiro era inquieto. E sveglio. “Beh, non sono sola” si disse, cercando conforto in quelle parole. Senza risultati, ovviamente. “Pensi troppo Alya” le diceva sempre la madre “La notte è fatta per riposare. Se c’è qualche problema, esiste il giorno per risolverlo. E spesso la luce del sole rende ogni problema più piccolo” Sorrise mestamente, chiudendo gli occhi. La figura della madre apparve nella sua mente, avvolta in un abito viola e largo… come quelli che indossava anche lei quando abitava a Romantopoli. "Chissà se tornerò di nuovo a indossarli…” E, con quel pensiero, si addormentò. Di nuovo quelle fiamme. Di nuovo quelle urla. Di nuovo quel dolore al petto fortissimo. No, non vuole stare qui. Vuole scappare, ha paura di quel posto. Ma le urla le stanno trapanando le orecchie, quella gente soffre tantissimo. Ma ora non ci sono le persone dell’altra volta, quelle senza volto. Ora, in lontananza, c’è una ragazza. Indossa un abito molto elegante, principesco. Anche lei è circondata dalle fiamme, ma non urla di dolore come gli altri. Si volta. Ha i capelli lunghissimi e pettinati. Un piccolo diadema è intorno alla sua fronte. Ma non riesce a vedere neanche il suo, di volto. Si porta un dito dove ci dovrebbe essere la bocca, come se le volesse dire di non parlare. Poi alza l’altro braccio. Una catena? Sì, c’è una catena legata al suo braccio. La tira. E si sente strattonata in avanti. Intorno al suo polso è legato l’altro capo della catena. <<Sorellina! Sorellina!>> Era la voce di Thunder? Alya aprì gli occhi, confusa, e si rese conto di stare urlando. Sopra di lei erano chini il fratello, le zie, Espeon, Braixen e Hiro. Respirò profondamente, portandosi una mano al petto. Faceva male. <<Tesoro… che ti prende?>> fece Luna, preoccupata, mentre Antea la faceva alzare e le porgeva una ciotola d’acqua. <<Sto… bene>> balbettò la ragazza, massaggiandosi il petto. <<Stavi urlando… e ti dimenavi un sacco>> le disse Hiro, serio. May si avvicinò, attorcigliando una ciocca di capelli intorno alle dita:<<Ha detto che sta bene no?>> Alya annuì e si alzò barcollante. Provava un dolore terribile misto ad un senso di imbarazzo per la situazione. <<Dobbiamo cambiare rifugio. Qui stiamo troppo stretti>> disse, dopo qualche secondo. Thunder sbiancò:<<E dove lo troviamo? Siamo sempre stati qui…>> <<E poi non sembri nelle condizioni>> aggiunse Luna. <<Sto benissimo>> ribadì nuovamente, seccata. <<Ha ragione, non ci possiamo stare più qui>> La ragazza si voltò, sorpresa. A parlare era stata Annabelle. Anche Thunder si era voltato verso di lei, sorpreso, poi i due fratelli si scambiarono un’occhiata. <<Allora è deciso>> sorrise mesta Antea <<Troveremo un altro posto>> <<Avete già delle idee?>> chiese May, sedendosi accanto ad Annabelle mentre anche gli altri facevano lo stesso. <<Ci sarebbe il posto dove mi allenavo con Greninja, era pieno di nascondigli. Vero amico?>> disse Hiro, girandosi verso il Pokémon Acqua Buio. Quello annuì, convinto, ma Alya scosse la testa:<<No, è troppo lontano. La Città Centrale deve essere comunque facilmente accessibile>> May sbuffò:<<E quindi? Avremo i soldati più lontani no? Se non sbaglio qui quattro di noi sono ricercati, e ora Diana sarà alle calcagna di Thunder e Annabelle>> <<Ascolta, se permetti è da parecchio che giro per queste zone, so quando un posto è sicuro o meno! I rifugi stessi di cui parlava Hiro non sono come questo!>> <<Sempre meglio che passare ogni nottata appiccicata a voi in questo posto minuscolo!>> <<Scusa tanto se ti ho accolta! Sai dov’è la porta se questo luogo non è di tuo gradimento! <<E quella la chiami porta? È solo un buco coperto dai cespugli!>> Hiro e Thunder si guardarono per un attimo, mentre Braixen, Espeon e Sylveon cercavano di separare le due ragazze. <<Veramente ci sarebbe un altro posto>> fece Annabelle, timidamente. Gli altri si voltarono a guardarla, Alya e May comprese, mentre i due ragazzi ringraziavano mentalmente il suo intervento. Alya, invece, non sapeva cosa pensare. Onestamente non la conosceva per davvero, non ci aveva mai parlato a Fractalopoli… Annabelle la evitava, come se fosse gelosa. Aveva sempre trovato questa cosa ridicola, alla fine lei per Thunder era la “sorellastra”. Ma proprio per quei motivi ora sentiva di non potersi fidare di lei, d’altra parte stava lavorando per Diana. E non importava se Thunder le aveva assicurato che lo faceva solo perché era sotto minaccia. Non si fidava e basta. <<Per arrivare alla Città Centrale ho percorso le campagne che la circondano… beh, vicino alla Porta Sud ci sarebbe un posto perfetto>> disse Annabelle, senza distogliere lo sguardo dalle pieghe del suo vestito. <<Alla Porta Sud? Ma è lontanissima! Qui siamo a nord della Porta Ovest!>> sbottò Alya <<Come le portiamo le nostre cose fin lì?>> <<Non abbiamo molte scelte… potremmo almeno provarci>> rifletté Hiro <<Ispezioniamo la zona e decidiamo>> Luna, Antea e May acconsentirono, così anche Alya e Thunder si arresero. <<E sia… facciamo colazione e poi andiamo a vedere questa zona>> accettò Alya, scrutando con sospetto Annabelle. Una ventina di minuti dopo, Annabelle, Alya, Thunder e Hiro stavano camminando verso la zona che la bambina di Fractalopoli aveva descritto accompagnati da Trevenant, Espeon, Bergmite e Greninja. L’erba era alta quanto Thunder, così da superare nettamente Annabelle e arrivare al mento di Alya. Hiro invece, che superava di tutta la testa la ladra, era l’unico a vederci davvero bene. Il gruppetto procedeva silenzioso tra le piante e le uniche parole che si scambiavano erano per avvisare gli altri di qualche arbusto particolarmente sporgente o di qualche buca. Trevenant apriva la fila insieme a Greninja per eliminare i rami eccessivamente sporgenti ma la strada era comunque complicata. <<Se non sbaglio qui vicino dovrebbe esserci una zona di campi coltivati>> disse Thunder dopo un po’ mentre sollevava il suo Pokémon che si era incastrato tra alcuni rovi bassi. <<Vero>> annuì Hiro <<Dovremo fare attenzione a non farci notare dai contadini dopo il trambusto di ieri sera>> Alya invece non fiatava. Il sogno che aveva fatto poco la tormentava. Chi era quella ragazza? Che cosa significava la catena? “Forse la catena significa che verrò catturata? E la ragazza? Forse ero solo molto stanca e provata dall’altro sogno… o forse non significa assolutamente nulla” <<Qualcosa non va, sorellona?>> la chiamò Thunder, toccandole delicatamente la manica troppo larga. <<Uh? N-no, tutto a posto Thunder>> sorrise Alya <<Piuttosto, pensa a guardare avanti se non vuoi inciampare>> Il fratello le lanciò un’ultima occhiata sospettosa per poi ubbidire, sorpassandola appena. “Fratellino… se solo potessi capire” Camminarono per un’altra mezz’ora senza dire una parola finché le piante non sparirono per dare spazio a erba verde e corta. Le mura della città proseguivano ancora invece, alte e imponenti, fino ad interrompersi poco più avanti per fare spazio alla grande Porta Sud. <<Era da tempo che non venivo qui. La mia squadra lavorava vicino alla Porta Ovest>> commentò Hiro. <<Anche noi non venivamo spesso qui. La zona sud è piena di quartieri poveri e non avremmo avuto molto da fare>> disse invece Alya mentre Espeon annuiva convinta <<Non ruberemmo mai a chi vive come noi>> Restarono per qualche minuto ad osservare i carretti carichi di merci trainati da Gogoat che venivano fermati da un paio di guardie annoiate per il controllo. <<Perché controllato tutti i carri?>> domandò Annabelle dopo un po’ <<A Fractalopoli i mercanti non venivano trattati così>> <<La situazione però era ben diversa. Qui la guerra è ben conosciuta, la gente ha paura di tutto>> sussurrò Alya, abbassando lo sguardo <<A Fractalopoli i mercanti erano rari, qui arrivano persone ogni giorno>> In quel momento, un singolo fiocco di neve le si appoggiò sul naso, tramutandosi immediatamente in acqua. <<Neve…>> sussurrò Thunder alzando lo sguardo verso il cielo. Un altro fiocco, poi un altro ancora. Nel giro di qualche secondo la neve scendeva dolce e abbondante sulle loro testa e sul prato. <<Cavolo… non mi ero reso conto che fosse già arrivato l’inverno>> commentò Hiro, stringendosi nel vecchio mantello. Anche Annabelle osservava estasiata i fiocchi bianchi che si poggiavano sul suo volto diventando gocce fredde che poi scivolavano via. <<Peccato che ora non potremo trasferirci>> commentò secca Alya mentre osservava Bergmite che si agitava, entusiasta per l’improvvisa sorpresa <<Quando nevica la strada intorno al rifugio si ostruisce, tanto che può uscire una persona alla volta e a fatica. Dobbiamo tornare subito indietro e sistemare, gli altri rimarranno bloccati>> Se tutto va bene dovrei pubblicare altre due volte prima di partire! O almeno spero ^^' -
[The_Karp] Commenti saga. Pokémon Explorers
Sapphire ha risposto a una discussione di The_Karp in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Eccomi! C'è giusto qualche errore di battitura, ma dato che sei via credo che tu non sia nelle condizioni più comode per scrivere. Ad ogni modo mi è piaciuto, adoro i combattimenti, anche se non mi dispiacerebbero delle descrizioni in più... i capitoli sono quasi interamente costituiti da dialoghi, come in fumetto, ma non essendoci chiaramente immagini le descrizioni sono necessarie. Interessante la storia di MissingNo, aspetto i prossimi capitoli per saperne di più! -
[Sapphire] Cronache di un'antica Kalos [Commenti]
Sapphire ha risposto a una discussione di Sapphire in Commenti a Fan Fiction e Poesie
Buon pomeriggio! Come già detto, tra una settimana esatta partirò. Ho pronti due capitoli che penso di pubblicare prima di sabato perché difficilmente riuscirò a scrivere in questi giorni. Il secondo so già di pubblicarlo giovedì perché venerdì dovremo finire i bagagli. Quindi, ditemi pure voi quando volete che pubblichi il 16, dato che per me è assolutamente indifferente
