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Indomitable.Tamer

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Indomitable.Tamer ha vinto l'ultima volta il 29 marzo 2014

Indomitable.Tamer quel giorno ha ottenuto più mi piace di tutti gli altri!

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    Femmina
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    ❄ Arendelle ❄
  • Interessi e passioni
    Anime: Naruto, Fushigi No Umi No Nadia, Ojamajo Doremi, Detective Conan, Inazuma Eleven, Kodomo No Omocha, City Hunter, Yu-Gi-Oh!, Chrono Crusade, Tokyo Mew Mew, Digimon Saga, One Piece, Toradora!

    Manga: Naruto, Detective Conan, Kodomo No Omocha, City Hunter, Yu-Gi-Oh!, Chrono Crusade, Tokyo Mew Mew, Digimon Saga, One Piece, Card Captor Sakura, Toradora!

    Videogiochi: Assassin's Creed Saga, The Sims Saga, Watch Dogs, Sleeping Dogs, Grand Theft Auto, PokéMon Series, Phoenix Wright:Ace Attorney
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  1. Si, credo proprio che più avanti aumenterò le pubblicazioni, altrimenti; 1. Finirò di pubblicare questo libro tra non meno di 5/6 mesi, 2. Finirò i libri da tradurre e non saprei come passare il tempo tra un capitolo e l'altro in attesa che esca l'ultimo libro che attendo, quello sulla storia dei gwenitori xD
  2. Quanti sono in totale i debiti da pagare? xD Io se continuo a spendere dappertutto per decorare l'isola, non salderò mai quello da 398.000 xD
  3. Certo che, se continuo con la pubblicazione una volta a settimana, ne avrai da aspettare per saperlo (non credo, penso di aumentare ad un paio di volte la pubblicazione più avanti, ma non si sa mai xD)
  4. Ho dovuto cancellare, scusami. Bastava anche solo che scrivessi un nome xD La tua teoria è corretta al 50%, ma non per il motivo da te scritto (se ti può consolare, anche se ho letto il libro non me lo ricordo più nemmeno io...) xD
  5. Per ora bene, sto continuando il mio progetto di traduzione, poi nel pomeriggio devo lavorare xD
  6. Ho dovuto, altrimenti mi avrebbe rovinato la sorpresa finale xD Praticamente a conoscere questo fatto siamo solo io, che lo sto traducendo, e @YukiV, che lo ha capito al volo. E tu, cara @evilespeon, cosa hai capito dal mio spoiler? xD
  7. Purtroppo le mie le ho vendute ieri ad @Avesonn, ma dammi un attimo che controllo quelle di mio fratello, ne ha da vendere anche lui xD
  8. Io ho due cani: un Breton di 10 anni, e una Barboncina di 2 anni e mezzo circa.
  9. Ecco il Primo Capitolo!

    Anna non vuole altro che stare in compagnia di sua sorella, la Regina Elsa di Arendelle, ma quest'ultima è sempre circondata dagli abitanti e dai mille impegni che il suo ruolo comporta, e pare non notarla. Riuscirà Anna a "strappare" Elsa ai suoi impegni e passare un po' di tempo insieme?

     

     

    Miei cari lettori @evilespeon, @Buzzwole1991, @GOLDink, @YukiV, @Ackerman, @MoonlightUmbreon

    Mi raccomando! Ricordate di lasciare un like e commentare qui!

    1. Buzzwole1991

      Buzzwole1991

      Vado a leggere xD

    2. YukiV

      YukiV

      corro a curiosare!:love:

  10. Sedici Anni Dopo… Capitolo 1 ANNA SCIVOLÒ GIÙ per le scale do moquette della seconda grande sala, percorrendone due alla volta. Quasi inciampò sul pianerottolo, ma non poteva permettersi di rallentare. La torre dell’orologio aveva già battuto le dieci del mattino, e lei aveva promesso ad Elsa che non avrebbe fatto tardi. Per un secondo, pensò di scivolare giù per il corrimano. Sembrava davvero la via più veloce per spostarsi, ma a ventun anni lei era troppo vecchia per certe cose… giusto? Giusto. Ma… I piedi di Anna rallentarono. Il legno bianco del corrimano luccicava di una recente lucidatura e di una promessa di velocità. E i suoi nuovi stivali con i tacchi—un regalo di un dignitario di Zaria—non si erano ancora rotti e non erano esattamente il massimo per correre. Diede un’occhiata alle sue spalle. Nessuno era in giro. Decisione presa, tirò la gonne del suo vestito sulle braccia, fece cadere una gamba oltre il corrimano, e scivolò giù per il resto del percorso, atterrando con facilità quando raggiunse il pianerottolo del primo piano. Passò attraverso le porte del castello e corse fuori, verso le scuderie. “Elsa! Sono qui!” bisbigliò Anna mentre si spostava attraverso le porte del fienile e entrava nel tranquillo mondo del dolce fieno e dei cavalli che lo sgranocchiavano dolcemente. Si lisciò il retro del suo vestito nero e controllò per assicurarsi che i suoi lunghi capelli castani fossero ancora appuntati al loro posto in una doppia treccia. “Non sono in ritardo! Beh,” ammise. “non così in ritardo. Ma stavo avendo il sogno più affascinante dove...” Si allontanò e si guardò intorno. Il suo unico pubblico erano le orecchie in allerta dei cavalli del castello e la cucciolata di gattini nel fienile che inciampavano verso l’entrata delle stalle ogni volta che qualcuno entrava. Ma non c’era nessun segno di Elsa. Anna si tolse la frangia dalla fronte, confusa. In qualche modo, anche se aveva dormito troppo, era riuscita a battere Elsa. Che era strano. Molto, molto, strano. Elsa era sempre puntuale; era uno dei tanti motivi per cui era un’ottima regina, amata da tutta Arendelle. Raccogliendo un gattino grigio che faceva le fusa e che aveva iniziato a sbattere contro i suoi lacci degli stivali. Anna fece un passo verso la livrea. Forse Elsa era arrivata qui così presto che aveva deciso di ispezionare la recente consegna di mele. Facendo attenzione a mantenere la sua voce bassa così da non spaventare i cavalli, Anna chiamò di nuovo. “Elsa?” “Stai guardando nel posto sbagliato,” disse un’amichevole voce dall’altra parte del fienile, e un attimo dopo, la testa di Kristoff Bjorgman spuntò dalla porta della stalla, un forcone nella mano e un po’ di paglia tra i capelli. Anna sorrise. Lo faceva ogni volta che era nei paraggi Kristoff—non poteva farci nulla. Quando Kristoff aveva iniziato a frequentare spesso il castello tre anni prima, Gerda, una delle persone che conoscevano le ragazze sin da quando erano bambine, e che le aiutava anche a pianificare il loro tempo, fece notare alle sorelle quanto assomigliasse alle montagne da cui raccoglieva il ghiaccio: ampio e solido. Elsa sussurrò che sembrava “simpatico”. Quando Anna la spinse per sapere un po’ di più, Elsa aggiunse “biondo”. Tutto questo era vero, ma per Anna, Kristoff non era solo un uomo di montagna o “simpatico” o “biondo”, lui era il suo migliore amico—e sicuramente qualcosa di più, anche se qualche volta puzzava di renna. Il che era completamente comprensibile, dato che il suo migliore amico, Sven, era una renna. La testa di Sven sbucò da sopra la porta della stalla per guardare Anna, e ha mosso le orecchie per un saluto amichevole. Anche se Anna aveva invitato molte volte sia Sven che Kristoff a prendere la residenza in una delle numerose camere libere del castello, entrambi preferivano restare nelle stalle. Anna sospettava che gli piacesse lo spazio abitativo meno ristretto del fienile dopo aver passato i mesi estivi sulle montagne a raccogliere il ghiaccio per il regno. “Non è qui?” chiese Anna , chinandosi per poggiare gentilmente il gattino. Zampettò via per riunirsi agli altri. Kristoff mosse la sua mano sotto al labbro inferiore di Sven e iniziò a muoverlo mentre diceva con la voce di Sven, “Qualcuno non sta ascoltando.” Anna sorrise alla “Parlata di Sven” di Kristoff—lui parlava sempre per il suo amico renna. Era ridicolo, ma lo adorava, e così seguì il consiglio di “Sven” e ascoltò ciò che la circondava. All’inizio, tutto quello che sentiva era il fruscio occasionale di una coda di cavallo che faceva volare via le mosche e il miagolio del gattino che girava attorno a uno degli abbeveratoi, ma alla fine, sotto ai soliti rumori, udì uno strano brusio che sembrava… “Oh!” gli occhi di Anna si spalancarono e si precipitò in fondo alle scuderie, dove c’era una piccola finestra. Sbirciandoci attraverso, vide quello che sospettava: una piccola folla di cittadini riuniti in cortile. E anche se Anna non poteva vedere esattamente cosa stavano circondando, sapeva esattamente chi poteva essere: Elsa. Ovunque Elsa andasse, la gente sembrava seguirla. Erano lì al mattino, facendole domande riguardo quello che avrebbe dovuto essere fatto nel pomeriggio, chiedendole quello che dovevano fare alla sera, chiedendole quello che dovevano fare il giorno dopo. Il tavolo di Elsa nelle camere di consiglio era sempre pieno di carte, e il più delle volte, Anna intravedeva sua sorella solo quando Gerda la accompagnata da un appuntamento all’altro, sempre toccando comicamente il calendario grande come un metronomo per tenere Elsa al passo con i tempi. E l’agenda frenetica di Elsa si era riempita ancora di più nell’ultimo mese, perché alla fine di questa settimana, avrebbe finalmente seguito la tradizione iniziata da loro nonno Re Runeard: partire per un grande viaggio intorno al mondo. In cinque giorni, sarebbe partita da Arenfjord, il corpo su cui Arendelle fu costruita, navigando oltre Weselton e le Isole del Sud prima di dirigersi a Est per esplorare terre come Zaria, Royaume, Chatho, Tikaani, Eldora, Torres, e Corona, solo per citarne alcune. Elsa avrebbe incontrato tutti: dignitari e ballerini, scienziati, pittori, e pregiate capre di montagna. E sarebbe andata senza Anna. Quando Kai, il vecchio amministratore del castello, aveva menzionato la prima volta che era il momento per Elsa di iniziare a pianificare il suo grande viaggio, Anna aveva ipotizzato che sarebbe andata con sua sorella maggiore. Ma mentre i mesi diventavano settimane e poi giorni, Elsa ancora non l’aveva invitata. E non come se Anna non avesse dato ad Elsa molte occasioni per chiederglielo. Solo la settimana scorsa, Anna aveva casualmente detto che era sempre stato il suo sogno vedere la danza Chathoan—e lo aveva detto in Chanthoanese. Aveva passato giorni a perfezionare il suo accento. Prima di questo, aveva eseguito l’inno nazionale di Tikaani per tutti quelli del castello, con l’accompagnamento di Olaf, il pupazzo di neve che Elsa ha realizzato tre anni prima con i suoi poteri magici di ghiaccio, su un flauto a forma di carota. Finora, però, nessuno degli sforzi di Anna aveva funzionato. Ma oggi le cose sarebbero cambiate. O così aveva pianificato. Sbirciando ancora attraverso la finestra, Anna si accigliò mentre ancora più abitanti del villaggio in scialli e giacche dai colori vivaci entravano passando dalle porte del cancello e si sbrigavano ad unirsi alla folla intorno ad Elsa. Anna si era scervellata tutta la settimana e aveva finalmente deciso che il momento perfetto sarebbe stato questa mattina, durante la loro ultima cavalcata tra sorelle tra i boschi in programma prima della partenza di Elsa. Anna sapeva che Elsa trovava la quiete della foresta tranquilla, e sperava che questo avrebbe portato al momento perfetto per chiedere ad Elsa se avesse potuto partire per il grande viaggio con lei. Una cavalcata era anche un’ottima opportunità per provare che Anna poteva essere un’utile compagna di viaggio. Che sarebbe stata d’aiuto e che non si sarebbe messa in mezzo. Ma questo era parte del problema, Elsa non sembrava aver bisogno di aiuto. Anche se Elsa era stata incoronata regina solo tre anni fa, Anna già sapeva che sua sorella sarebbe stata ricordata come una dei grandi sovrani di Arendelle, come quelli che erano appesi sull’arazzo che si trovava dall’altra parte del letto di Anna. Sua sorella sembrava avere sempre tutto sotto controllo—anche i sui poteri magici—con una presenza regale di tutto rispetto. Ogni volta che Elsa ascoltava Anna, faceva sentire Anna speciale e importante, e a venti quattro anni, Elsa si comportava nello stesso modo in cui sembrava fare tutto: senza sforzo. “È così da quando è arrivata qui,” disse Kristoff, avvicinandosi ad Anna e guardando fuori dalla finestra delle scuderie. “Che,” disse, guardandola con uno sguardo provocatorio, “è stato mezz’ora fa.” Anna fece una faccia. “Lo so, lo so—ho dormito troppo… ancora.” Aveva bisogno di trovare un modo di portare via Elsa dalla folla per la loro cavalcata. Prima che Elsa la lasciasse. Qualcosa tirava il piede di Anna, e lei abbassò lo sguardo per vedere che il piccolo gattino grigio era ritornato determinato, sembrava, a prendere quei subdoli lacci. “Ehi, Kristoff?” disse lentamente Anna, guardando ancora l’insistente gattino, della misura della sua mano, giocare con il suo largo stivale. “Penso di avere un’idea. Hai un minuto?” “Per te?” Kristoff strizzò l’occhio. “Sempre.” Anna sorrise mentre toglieva il gattino dai suoi lacci e lo metteva tra le braccia di Kristoff. “Perfetto! Allora, ecco il piano...” Qualche minuto dopo, Anna lasciò le scuderie e si affrettò a raggiungere l’amichevole folla nel cortile. Mentre si avvicinava , poteva sentire le loro domande che si accumulavano attorno ad Elsa. “Vostra Maestà, il camino nella nostra fucina ha delle crepe, e sono preoccupata che non sarà riparato in tempo per l’Inverno,” disse Ada Diaz, una donna con ricci capelli marroni che era di fianco a sua moglie, Tuva Diaz, che aveva anche lei ricci capelli marroni. Loro erano i migliori fabbri del continente ed erano conosciute per aver fatto i ferri di cavallo più fortunati, anche se sembrava che un’abbondanza di ferri di cavallo fortunati non fossero utili quanto la saggezza raccolta dalla loro regina. “Io ero qui per primo,” un altro abitante dalla faccia familiare tagliò la strada ad Ada prima di girarsi nella direzione di Elsa e inchinarsi. “Vostra Maestà, avevate promesso che le rocce nel mio giardino sarebbero state rimosse all’inizio dell’Autunno, e guardate—” raccolse una foglia di quercia. “È Autunno!” “Ah-hem,” disse un altro. “Il Village Crown vi aspetta per annunciare chi saranno i giudici per la festa del raccolto di quest’anno, Vostra Maestà. Avete i nomi?” Anche se Anna non poteva vedere queste precise persone nella folla, sapeva, solo sentendo la sua voce e la sua grazia, la sua tosse da sapientone, che si trattava di Wael, l’auto-proclamato giornalista del villaggio, i cui lucidi capelli neri si abbinavano sempre alle sue mani sporche d’inchiostro. Scivolando verso Elsa, Anna fece silenziosamente il conto alla rovescia. Tre...due...uno… Poi fece il segnale a Kristoff. “Oh santo cielo, Sven!” proclamò sonoramente Kristoff dall’entrata delle scuderie. “Guarda questi adorabili gattini!” “Sono più carini di te!” disse con la voce di Sven. E durante il breve momento in cui tutti nella folla si girarono per guardare i gattini che gironzolavano nell’angolo del cortile, Anna sfrecciò nella folla, afferrando la mano di Elsa, e la tirò sul retro della scuderia. “Anna!” sussultò Elsa mentre si nascondevano in un angolo, dove si trovavano completamente sellati Havski e Fjøra, i cavalli più veloci delle scuderie, in piedi ad aspettarle. “Cosa stai facendo?” Anna sorrise. “Ti libero!” “Ma...” protestò Elsa, sostando un viticcio sciolto di capelli color biondo ghiacciato dalla fronte, “gli abitanti, loro hanno bisogno del mio aiuto—” “Lo so!” annuì Anna. “Ma Kai e Gerda possono soddisfare le loro richieste, ed è importante per te uscire un’ultima volta prima che tu salpi—solo per assicurarsi che tutto sia in ordine. Non sei d’accordo? Comunque,” aggiunse, ancora più raggiante, “non vuoi passare un po’ di tempo con me?” Anche se si era occupata dei reclami per tutta la mattina, Elsa sembrava ancora calma e regale. Il vento soffiava attraverso una porta aperta e colpì il suo mantello blu trasparente, e spostò la treccia situata sulla sua spalla sinistra. Per un momento, sembrava una regina coraggiosa e senza tempo di una delle storie dei libri di storia di Anna, ed era come era prima—quando erano solo due bambine che sgattaiolavano fuori dalle loro camere per un’avventura notturna. “Presumo che posso lasciare che Kai e Gerda si occupino di queste cose—solo per questa volta,” disse Elsa. Anna emise un grido di gioia. Salì sul dorso di Havski mentre Elsa si prese un momento per salire su Fjøra, un magnifico cavallo con la coda a strisce bianche e nere. Finalmente, dopo alcuni tentativi, Elsa montò a cavallo. Insieme, trottarono fuori dalle scuderie e lasciarono il cortile, con Anna che salutava Kristoff, che sorrideva da sotto una pila di gattini che gli sbattevano in faccia. Le sorelle attraversarono il Ponte di Archi e presero l’aria fresca autunnale. Dietro di loro, annidato nelle ombre delle montagne che svettano, il castello scintillava e splendeva con il tocco decorativo della magia di ghiaccio di Elsa. Anna colpì il suo cavallo in un galoppo, e Elsa fece lo stesso. Arendelle era un regno di natura selvaggia, coste frastagliate, acque azzurre e profonde, e di navi imponenti. Lotti e lotti di navi. Provenivano da tutte le parti, trasportando persone di tutto il mondo che erano felici di stabilirsi nel pittoresco regno—persone che erano felici di rispondere all’invito di Anna di condividere le memorie dei loro paesi mentre lei poteva imparare qualcosa delle loro usanze. Memorie che avrebbero potuto aiutare Anna a preparare Elsa per il suo grande viaggio… se solo Elsa glielo avrebbe permesso. Perché mentre le navi portavano le persone nel regno, se ne andavano anche con le persone. La nave reale al momento era ancorata in porto, caricata con i beni e in attesa che Elsa si imbarchi. Mentre passavano davanti al villaggio in espansione e la gente li salutava con entusiasmo, una frizzante felicità riempì il corpo di Anna. Questa era la parte migliore di aver aperto le porte del regno tre anni fa—tutte le nuove persone che erano arrivate e le nuove idee che ne erano conseguite. Anche se il villaggio era più popoloso che mai prima d’ora, con molte più persone che vi ci si erano trasferite, Arendelle sarebbe sempre stata il cuore e la casa di Anna. Questa era una cosa che non sarebbe mai cambiata. Mentre si spostavano tra le case e i negozi, la foresta di Arendelle prosperata attorno a loro, esibendo gialli brillanti, rossi profondi, e arancione bruciato che ricordavano ad Anna i falò e le caramelle sciolte. Anna sospirò di felicità. Le foglie autunnali avevano appena iniziato a trasformarsi e a cambiare, e gli esseri viventi della foresta sembravano stabilirsi in se stessi, nello stesso modo in cui Elsa si era stabilita come regina. Anna non amava particolarmente i cambiamenti. Aveva sempre voluto che le cose rimanessero le stesse. In questi giorni, Anna era riuscita a malapena a vedere Elsa, che era costantemente rinchiusa nelle camere di consiglio a sbrigare le scartoffie, oppure a condurre importanti riunioni a cui anche Anna partecipava. Ma era contenta di vedere Elsa entrare nella sua vita, anche se significava che il loro rapporto si stava evolvendo come effetto collaterale. I cavalli rallentarono, iniziando a trottare fianco a fianco. Chiedendosi se fosse questo il momento, Anna diede un’occhiata a Elsa. Sua sorella aveva uno sguardo lontano e pensieroso sul viso. “A cosa stai pensando?” chiese Anna. “Oh.” Elsa distolse lo sguardo dalle redini. “Niente… solo, sai, lavoro.” “Vuoi parlarmene?” disse Anna, provando a mantenere il suo entusiasmo al livello otto, invece del suo solito livello dieci. “Ricordi quello che Papà diceva sempre, vero?” Elsa inclinò la testa. “Cosa, che ‘gli oneri devono essere condivisi’?” Qualcosa graffiò dentro Anna, come una briciola incastrata nella sua gola. Perché… beh, i fardelli e i segreti della sua famiglia non erano per tutti. O quanto meno, non lo erano stati per Anna. Suo padre aveva lasciato che un troll di montagna si portasse via i ricordi di Anna riguardo alla magia del ghiaccio di Elsa, e lui, sua madre, e Elsa si erano messi d’accordo per tenere il tutto segreto a Anna. Ed è rimasto un segreto molto, molto grande, fino al giorno dell’incoronazione di Elsa, quando Anna aveva spinto la nuova regina un po’ troppo in là e Elsa aveva perso il controllo del suo temperamento—e dei suoi poteri di ghiaccio. Che, al tempo, era sembrato terribile come il vasto e perenne Inverno che aveva messo radici nel regno, ma ripensandoci, era stata la cosa migliore che fosse accaduta ad Anna. Non solo aveva segnato l’inizio di una nuova era con sua sorella, ma Anna era anche riuscita ad evitare per un pelo un matrimonio molto… frettoloso… con un principe che l’aveva ingannata. “No! Non quella!” Anna scosse la testa, desiderando di poter scacciare via quella strana sensazione. “L’altro detto—quello riguardo ‘più mani rendono il lavoro più leggero.’” “Oh.” rideva Elsa. “Aveva molti modi di dire, non è vero?” Anna aspettava che Elsa continuasse a parlare, ma lei sembrava aver dimenticato che Anna fosse ancora lì anche se stava trottando di fianco a lei. “Ehi, Elsa?” provò ancora. “Hmm?” “Scommetto che posso batterti sul tempo!” “Cosa?” Ma Anna aveva già fatto tornare Havski al galoppo. Havski si impennò in avanti, facendo sentire il cuore di Anna libero. Cavalcare il cavallo grigio era come cavalcare una valanga: veloce, emozionante e potente. L’adrenalina la inondava, e senza pensarci, lasciò andare le redini. “Cosa stai facendo?” le urlò dietro Elsa. “Volo!” urlò in risposta Anna. Allargò le braccia. Il vento freddo le sfiorava il viso, e sembrava spazzare via quella sensazione che si era insidiata nel suo petto da quando Elsa aveva annunciato che sarebbe partita. Elsa urlò qualcosa, ma il vento spazzò via le sue parole. “Cosa?” Anna guardò dietro le sue spalle. “RAMO!” urlò ancora Elsa. Anna si spostò appena in tempo per passare sotto al basso ramo di betulla. Ridacchiando, abbracciò il collo di Havski e il cavallo sbuffò in risposta, non perdendo il passo. E perché avrebbe dovuto?Erano cresciuti insieme, e per molto tempo, era stato la cosa più vicina ad un migliore amico che Anna abbia avuto. Avevano schivato rami più spessi e saltato insieme attraverso i fiumi più larghi. Prendendo nuovamente le redini, le teneva sciolte e lasciò che Havski si esibisse in un galoppo interminabile. Gradualmente, i suoi passi si accorciavano e si trasformarono in un facile trotto prima di raggiungere una radura muschiosa. Ci fu uno scricchiolio e il suono dei ramoscelli che si spezzavano, e Anna si girò sulla sella appena in tempo per vedere Elsa e Fjøra arrivare a tentoni nella radura. Una singola foglia scarlatta si era impigliata nei capelli di Elsa, e sembrava quasi come se la foresta avesse incoronato la sua regina d’Autunno. Anna sorrise. “Non è divertente?” Spostando le ciocche sciolte dei suoi capelli biondi, Elsa tolse la foglia dai suoi capelli, la osservò, e iniziò a ridere. “Lo è,” concordò. Anna sentì come se un piccolo sole avesse iniziato ad accendersi nel suo petto. Alla fine si avvicinarono ai campi coltivati, domati e generosi, e Anna, guardando furtivamente Elsa, vide che sua sorella si era finalmente sistemata sulla sella e stava guardando il panorama con occhi curiosi. Sembrava a proprio agio. Sembrava rilassata. Forse questo era il momento per Anna per farle finalmente la sua scottante domanda. Mentre giravano a sinistra, passarono uno meraviglioso frutteto con mele rosse brillanti e foglie autunnali così arancioni che il mondo sembrava come se il mondo fosse stato dato alle fiamme. Mele. Perfetto. Anna le indicò. “Sapevi che c’è una mela sulla bandiera reale di Zaria?” disse casualmente. “Ed è perché consuetudine per l’ospite regalare una mela al padrone di casa.” Un pensiero preoccupante passò per la mente di Anna. “La tua nave ha delle mele a bordo, vero?” Elsa scosse la testa. “Sì, Anna—te ne sei assicurata tu stessa! Se aggiungessi altri barili di regali che hai suggerito per tutti, la mia nave sarebbe troppo pesante per lasciare il porto!” Anna spostò la sua frangia dagli occhi e rise. “Cosa faresti senza di me?” Tirò le redini, costringendo delicatamente Havski ad una battuta d’arresto. “Elsa, volevo chiederti una cosa. Mi stavo chiedendo se potevo unirmi—” Ma prima che potesse finire, le orecchie di Havski sventolavano mentre un fruscio proveniva dalle vicinanze. Un abitante del villaggio comparve dal sottobosco, dipingendo pesantemente mentre sollevava in alto la sua gonna verde per poter correre. C’è voluto qualche momento ad Anna per poterla riconoscere—c’erano così tanto nuovi abitanti ad Arendelle in questi giorni—ma poi riconobbe SoYun Lim, una ragazza della stessa età di Anna che aveva recentemente iniziato ad allevare bestiame in una fattoria non lontano da lì. Anna ci aveva parlato durante l’Estate, durante una delle notti in cui il castello ospitava un falò, e le aveva chiesto della sua terra natale di Chatho. Ricerca, ovviamente, per il grande viaggio. Infatti, SoYun era stata quella che aveva aiutato Anna a perfezionare il suo accento Chanthoanese. Ma quella ragazza sembrava sempre calma come un lago in una giornata senza vento, la sua natura tranquilla come gli animali che curava. La ragazza che si trovava in piedi di fronte a lei ora era spettinata. La sua treccia nera, che di solito stava dritta e ordinata come uno stendibiancheria, ora era una serie si ciuffi disordinati, e stava indossando due diversi stivali—il piede sinistro vestiva uno stivale nero ed alto, mentre il piede destro ne vestiva uno in morbida pelle marrone. Ma non era lo strano stato dei suoi vestiti o dei capelli che avevano allarmato Anna. Era l’espressione della ragazza—occhi spalancati, come se avesse visto un fantasma—e il modo frenetico in cui agitava le braccia per attirare la loro attenzione. “Vostra Maestà!” SoYun fece oscillare la testa verso Elsa con un leggero inchino. “Grazie al cielo vi ho raggiunta—è successo qualcosa di terribile!”
  11. E come lo faccio a capire se mi vende un falso?
  12. Oggi mi è comparsa una nave misteriosa, ormeggiata sul retro dell'isola, ma non mi ci fa entrare, qualcuno sa cosa sia?
  13. E nulla. È appena uscito un nuovo gameplay di TLOU II... Quanto manca al 19?:love:

    1. Buzzwole1991

      Buzzwole1991

      Quasi quasi lo prenoto anche se non ci posso giocare xD

  14. Ok, finisco di fare alcune cose e ti faccio sapere xD Visto che ci sono ne approfitto, qualcuno ha dei progetti per un tavolo normale o alcuni oggetti per arredare casa?

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