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[MoonlightUmbreon] Fate Stay Night: The Chronicles of Lasair

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Salve a tutti. Di recente ho scoperto il brand di Fate e ne sono rimasto stregato, al punto da fare una full immersion di questo piccolo gioiello. Ne sono rimasto talmente affascinato da aver deciso di creare una fanfic a tema. Sì lo so, siamo in un forum pokémon ma ehi qualcosa di diverso ogni tanto ci vuole no?:XD: Considerando soprattutto la complessità dell'opera in sé ho deciso di allegare anche un piccolo glossario, in modo da poter dare un'infarinatura generale anche ai non esperti dell'opera. La aggiornerò man mano che introdurrò nuovi termini, e vi invito a tenerlo sempre d'occhio in quanto ogni terminologia particolare verrà inserita lì. In questo modo eviterò di dilungarmi in spiegoni esagerati nei vari capitoli, al fine di rendere la narrazione quanto più fluida possibile. I capitoli sono belli lunghi, ragion per cui ho deciso di metterli sempre sotto spoiler in modo da rendere agevole la fruizione a chiunque. Ulteriore premessa che ritengo doverosa, non sono certo uno scrittore di professione. Il mio stile può piacere come no, vi invito comunque ad essere sempre rispettosi di quel che faccio qui^^ Detto ciò ecco a voi il glossario.

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Glossario termini Fate Stay Night

 

  1. Master: Individui, generalmente maghi, in grado di suggellare un patto con i famigli noti come Servant per combattere nella Guerra del Santo Graal. Ad ogni guerra 7 sono i Master a cui corrispondono altrettanti Servant.

  2. Servant: La tipologia più potente di famiglio, convocati dal Graal e poi evocati dai Master per combattere nella Guerra del Santo Graal. Generalmente si tratta di spiriti eroici, eroi del passato realmente esistiti oppure esistenti nella mitologia, assurti al ruolo di divinità per le loro imprese straordinarie. Il Graal ne prepara i corpi materiali, e li suddivide in sette categorie ben distinte: Saber, Archer, Lancer, Rider, Caster, Assassin e Berserker.

  3. Guerra Del Graal: Una competizione in cui 7 master si sfidano per ottenere l'omonima reliquia che dà il nome al conflitto, in grado di esaudire qualunque desiderio. E' un rituale iniziato 200 anni fa, creato da tre grandi famiglie di maghi: Tohsaka, Von Einzbern e Makiri. Solo l'ultima coppia rimasta di Master e Servant può ottenere l'artefatto. Ad oggi si sono svolte 5 guerre ad intervalli variabili di tempo.

  4. Santo Graal: Il calice che si dice abbia contenuto il sangue di Cristo. Non vi sono prove che sia davvero così, anzi è probabilmente chiamato così solo per le straordinarie proprietà di esaudire i desideri. La Chiesa, nonostante ciò, è stata chiamata molteplici volte ad esaminare tale artefatto. La sua forma spirituale, accessibile solo ai Servant, è quella che detiene il potere assoluto, mentre il ricettacolo materiale non ha alcun potere. Può essere utilizzato solo dall'ultima coppia rimasta al termine della guerra.

  5. Simbolo Eccelso/Arma Nobile (A seconda delle varie localizzazioni): L'asso nella manica di ogni Servant, in grado di capovolgere le sorti di una battaglia. Possono essere oggetti fisici quali spade, lance, anelli, o concetti astratti come maledizioni. I Servant lo usano solo come ultima risorsa, in quanto sono il loro tesoro più prezioso e il simbolo che rappresenta l'eroe stesso. Viene solitamente occultato per evitare al nemico di scoprire la vera identità dello spirito eroico.

  6. Catalizzatore: Oggetto utilizzato durante il rituale di evocazione dei Servant da parte dei Master. E' solitamente impiegato per catalizzare l'evocazione di uno spirito specifico, e per la riuscita del rito vengono adoperati manufatti legati a quella specifica figura.

  7. Associazione dei Maghi: Come suggerisce il nome, si tratta di un'organizzazione composta esclusivamente da maghi. Il loro compito primario consiste nell'occultare l'esistenza della magia al resto del mondo umano. In perenne conflitto con la Chiesa, che da sempre ritiene contro natura la pratica della magia.

  8. Circuito Magico: Uno pseudo sistema nervoso. E' ciò che qualifica un essere umano come Mago. Risiede nell'anima di un individuo, e nel corpo umano viene rappresentato in maniera simile al sistema nervoso stesso. E' utilizzato dai maghi per convertire la loro forza vitale in energia magica. La presenza di circuiti in una persona ordinaria è un fenomeno molto raro.

  9. Emblema Magico: Si può definire come l'eredità di un mago. L'emblema viene tramandato tra le varie generazioni nelle famiglie di maghi purosangue. Racchiude in esso le fatiche e gli sforzi di coloro che sono venuti prima. Diviene più potente di generazione in generazione.

  10. Incantesimi di Comando:Tre potentissimi incantesimi che permettono al Master di far eseguire ogni ordine al proprio Servant, indipendentemente dalla volontà di quest'ultimo. Vengono usati con parsimonia, in quanto il loro esaurimento comporta la perdita del ruolo di Master, e il conseguente scioglimento del patto con il famiglio.

  11. Linee Ley: Flussi di energia magica che scorrono nel sottosuolo, fungono da catalizzatore magico per numerosi incantesimi, molti dei quali di alto livello.

  12. Spazio Separato: Come suggerisce il nome, si tratta di uno spazio separato dal mondo fisico reale, che riproduce un determinato ambiente, creandone una copia in una dimensione separata dalla realtà. Generalmente utilizzato dai maghi per celare l'esistenza della magia agli umani. Solo i maghi possono accedervi.

  13. Radice (o Vortice della Radice) è un luogo metafisico che esiste al di fuori del tempo, anche conosciuto come "L'angolo esterno del mondo". Considerata la forza ultima, apice delle teorie di ogni dimensione. Si ritiene che sia una sorta di archivio che contiene informazioni su ogni possibilità, e sugli eventi passati, presenti e futuri. E' il luogo da cui hanno origine tutte le anime, incluse quelle degli Spiriti Eroici, ed il luogo a cui fanno ritorno dopo la morte. Raggiungere la Radice rappresenta l'obiettivo finale della maggior parte dei maghi, sebbene non tutti condividano questo proposito.

In aggiornamento

 

Mini glossario sulle categorie di Servant

  • Saber: Spirito della spada, la categoria comprende gli spiriti che eccellono nell'arte della spada.

  • Archer: Spirito dell'arco, comprende i più abili arcieri della storia e della mitologia. Abilissimi nel combattimento a distanza, ma salvo rare eccezioni, carenti nella lotta corpo a corpo.

  • Lancer: Spirito della lancia, di questa categoria fanno parte i lancieri più rinomati.

  • Rider: Il fante. In questa categoria si possono trovare spiriti eroici che sono rimasti impressi nella storia per aver domato bestie mitiche o mezzi di trasporto eccezionali.

  • Caster: Spirito eroico abilissimo nella magia, ma fortemente limitato in tutto ciò che esula da essa.

  • Assassin: Classe di servant tra le più deboli, in grado di occultare la propria presenza al nemico.

  • Berserker: La classe potenzialmente più insidiosa. I Servant facenti parte di questa categoria perdono quasi del tutto il raziocinio, in favore di una potenza di attacco senza rivali e capacità rigenerative sorprendenti.

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E qui invece il primo capitolo

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Capitolo 1: Venti di guerra

Le fiamme sono altissime e dalla temperatura insopportabile, sento che la mia stessa pelle, ora esposta a causa dei vestiti leggermente strappati, potrebbe squagliarsi da un momento all'altro. Sono indolenzito ma ancora cosciente. Cerco il mio avversario in quell'inferno. Un'ombra danza elegantemente e freneticamente nel fuoco, mentre io cerco di seguirne i movimenti. Le mie piccole mani tremano, la paura mi assale, ma cerco di combatterla. Quel qualcuno che sto affrontando non mi riserverà alcun trattamento di favore solo perché sono un ragazzino, perciò devo cercare di mettere in piedi uno scontro quantomeno accettabile. Il mio primo istinto è quello di usare le energie residue per scappare, ma non posso essere codardo, non sono stato educato in questo modo. Una palla di fuoco si materializza con fatica nella mia mano destra, mentre ancora cerco di individuare il nemico. D'un tratto sento un rapido colpo al collo e mi ritrovo faccia a terra. A seguito di ciò un piede si poggia con forza sulla mia schiena per impedirmi di rialzarmi.

<<Lasair, se combatti in questo modo sarai ucciso prima ancora che tu possa preparare l'offensiva. In uno scontro la velocità è fondamentale. Non c'è spazio per paure ed esitazioni di sorta. Anche oggi mi hai proposto uno spettacolo vergognoso. Tu dovresti essere il prossimo erede del nostro nobile casato, ma invece sei una delusione immensa sia come figlio che come mago.>>

Il tono severo di mio padre mi ferisce anche più della pressione che esercita sulla mia schiena. Sebbene sia un mago immensamente più potente del sottoscritto, non ha alcun riguardo per me che sono suo figlio ed un ragazzino. L'inesperienza data dalla mia età non è una giustificazione per lui, ed ogni volta che lottiamo finisce sempre così. Sono faccia a terra, ma non fatico ad immaginare quale sia l'espressione dipinta sul suo volto in questo momento. Del resto è quella che ha avuto fin da quando sono nato. Dopo poco il suo piede si solleva, ma sono subito costretto a rialzarmi attraverso uno strattone al braccio da parte sua. Mi trascina con forza e mi obbliga a stare immobile in prossimità del fuoco, vuole che io mi tempri con l'insopportabile calore, e solo dopo minuti che sembrano interminabili la tortura finisce. Le fiamme così alte rendono difficile vedere le stelle dipinte nel cielo, e lo sguardo severo di mio padre mi trafigge come un coltello in pieno petto. A stento trattengo le lacrime, un simile segno di debolezza mi costerebbe uno schiaffo. Quello che sto osservando è un volto privo di emozioni e segnato dall'età, più affine a quello di un insegnante rigido piuttosto che di un padre. Poi tutto intorno a me comincia a diventare nero all'improvviso.

Di nuovo quel sogno, o meglio quel ricordo. Sono 15 anni che nel sonno vedo lo stesso scenario, il mio addestramento per diventare un mago degno del casato di cui porto il nome. La mia testa ha bisogno di riordinare le idee, così esco dal letto e mi reco in cucina per fare colazione, prima di accorgermi che è in realtà ora di pranzo.

Al posto del mio consueto succo d'arancia opto invece per un panino veloce per sopprimere la fame. Ripenso al mio passato e mi rendo conto che fin da quando sono nato, io sono stato destinato alla sofferenza. Mio padre non mi ha mai visto come un figlio, bensì come un'estensione di se stesso, qualcuno che potesse tenere in vita il suo mito anche dopo la sua morte. E' sempre stato orgoglioso del suo cognome......Strathmore, ed ha tentato in ogni modo di inculcare in me le sue idee e il suo stile di vita. Se ci penso bene lui era un grande ipocrita, il più grande che abbia mai incontrato. Ha sempre voluto far credere di mettere il nome di famiglia davanti a tutto, ma la verità è che a lui importava solo di se stesso e della sua fama personale. So che non dovrei dirlo, ma sono felice che non sia più in questo mondo ormai. La nostra famiglia di maghi è inglese, di nobile origine, e come tale ha una lunga storia pregressa alle spalle. Nella comunità magica la nostra dinastia è fra le più abili nell'uso della magia del fuoco, forse la più abile in assoluto e pertanto il nostro cognome ha un peso non indifferente. Io, Lasair Strathmore, sono l'attuale capofamiglia dell'omonimo casato, subentrato in tale ruolo a seguito della morte di mio padre. Figlio unico e quindi oggetto di qualsivoglia aspettativa. Non ho mai avuto un'infanzia normale, da che ho memoria gli unici gesti di “affetto” da parte di mio padre sono stati gli schiaffi atti a punirmi per averlo deluso. Lui era il famoso Ignis Strathmore, conosciuto anche come La Fenice, per la sua incrollabile determinazione che più di una volta l'ha fatto “risorgere” dalla sconfitta. Mia madre è morta pochi anni dopo la mia nascita, annegata nella depressione causata dall'impossibilità di amare suo figlio. Le regole di famiglia glielo impedirono.

I miei ricordi sono sfocati, ma anche se per poco l'ho vissuta e la amerò per sempre. I pochi frammenti di felicità della mia infanzia sono legati a lei, ma l'unica figura genitoriale per me è stata quella maschile. Appena iniziai a camminare egli cominciò ad addestrarmi secondo il motto degli Strathmore “Nato nel fuoco, temprato dal fuoco”. La mia povera madre, per uno stupido rituale di famiglia, fu costretta a partorire all'interno di un cerchio di fuoco. Il nuovo erede deve sempre venire al mondo tra le fiamme, una tradizione vecchia di secoli che il mio casato non ha mai mancato di rispettare. Pranzo al volo con un panino al prosciutto, anche se vivo in Giappone le mie abitudini alimentari sono occidentali come le mie origini. Mi dirigo in bagno e passo circa 15 minuti sotto l'acqua a rinfrescarmi. Devo ultimare i preparativi per evocare il Servant. La guerra del Graal è ormai prossima, riesco a percepire la pesantezza dell'aria che soffia su Fuyuki ultimamente. Aspetto questo evento dall'adolescenza, fin da quando ho scoperto di questo rituale. Ho vissuto un'infanzia miserabile, venendo addestrato per essere il migliore, e questa è l'occasione di dimostrarlo. Ho vissuto con l'unico scopo di perseguire la via della forza, per poter superare colui che mi ha generato. La mia vita non ha altro impulso all'infuori di questo. A pensarci bene non ho idea di cosa farò dopo questa guerra. E' da considerare anche l'ipotesi che mi trovi di fronte a nemici mediocri, perciò il mio obiettivo di superare il mio vecchio potrebbe non essere dietro l'angolo. Anzi, temo di essere un ingenuo a pensare che questa stupida scaramuccia vecchia di due secoli sia sufficiente per me. Nemmeno mi interessa il Graal a dire il vero, dato che non ho alcun desiderio irrealizzabile da esprimere ad esso. Ciò che voglio io lo posso ottenere benissimo anche da solo, senza scorciatoie di sorta. Questo l'ho preso da Ignis mio malgrado, anch'egli non ha mai avuto interesse in quel ridicolo rituale chiamato Guerra del Graal. Il solo motivo per cui vi prenderò parte è per dimostrare il mio valore, è solo un'occasione come un'altra di cui farei a meno se avessi opzioni migliori. Mi auguro solo di trovarmi di fronte ad avversari meritevoli, altrimenti il divertimento finirà molto presto.

Mentre finisco di asciugarmi i capelli guardo il mio riflesso allo specchio e non posso fare a meno di odiarmi, sfortunatamente somiglio a lui non solo nel carattere ma anche nell'aspetto. Una barba curata, occhi glaciali, capelli corvini e alta statura, sembro proprio lui da giovane. Infastidito dal mio riflesso colpisco lo specchio, frantumandolo in alcuni punti. La mano destra ora sanguina, perciò mi affretto a ripulirla e a bendare la ferita. Poi il mio sguardo cade sul sigillo magico, che si staglia minaccioso lungo tutto il mio braccio sinistro. Motivi simili a circuiti elettronici, che rappresentano l'eredità del fuoco della mia famiglia. La rappresentazione fisica del potere che i miei antenati hanno accumulato con sacrificio per generazioni, che ora scorre nelle mie vene, incluso quello di papà. Quell'uomo che tanto odio alla fine ha tirato le cuoia durante una lotta, lui che ha perseguito la forza per tutta la vita è infine caduto contro un avversario più forte di lui, che ironia. Che esistenza priva di significato la sua, e la mia di conseguenza. Ma io non cadrò mai in battaglia, anche questo fa parte del mio voler dimostrare di essere meglio di lui. Vado in camera mia e mi metto al volo un paio di jeans ed una maglietta rossa a manica lunga. Dopo questo esco di casa. E' inverno, mezzogiorno conclamato, il sole splende alto sulla città, ma il suo calore viene brutalmente soppresso dalle rigide temperature stagionali. Siamo a fine gennaio, quando l'inverno qui è al suo apice.

Il gelido vento invernale sferza gli alberi spogli per strada, disegnando un paesaggio tanto triste quanto inquieto. Fuyuki è una città assai particolare, essa è una stravagante commistione fra stile tradizionale ed innovativo. L'area suburbana è chiamata Miyama, ed ospita due distretti profondamente diversi fra loro, caratterizzati rispettivamente da uno stile orientale ed uno occidentale. Io vivo in una piccola villa situata nel distretto “degli stranieri”, quello occidentale. Sono inglese, nato e cresciuto in Inghilterra e solo due anni fa mi sono trasferito qui, dopo la morte di Ignis, perciò è il distretto che più si addice a me. Nella mia stessa zona si trovano anche le residenze dei Matou e dei Tohsaka, due illustri famiglie di maghi.

Passeggiando arrivo al crocevia, da qui si diramano parecchie strade. Il rumore dell'autobus segnala il suo prossimo arrivo alla fermata qui vicino, perciò mi affretto per prenderlo così da spostarmi verso il distretto moderno, dove prenderò gli ingredienti che mi servono per l'evocazione. Trafelato salgo sul bus. Mentre il mezzo attraversa il ponte di Miyama, io dal finestrino mi godo la vista del fiume Mion. Non posso fare a meno di osservare sospettoso ogni singola persona seduta, fra di loro potrebbero anche esserci dei nemici per quanto ne so. Dopo una decina di minuti arrivo finalmente a Shinto, quella che potremmo definire la “Downtown” di Fuyuki, con edifici molto moderni che ricalcano quelli delle grosse capitali del mondo occidentale. Lo sviluppo della città ha avuto un boom nel 1990 per la precisione. Camminando per strada mi ripeto di stare attento, chiunque può essere un nemico. Mille sorrisi cordiali a cui io replico forzatamente e guardia sempre alta. La guerra non è ancora ufficialmente iniziata, ma alcuni Master potrebbero aver già evocato i loro Servant. Non mi piace granché l'idea di doverne per forza evocare uno per prendere parte a questo conflitto, ma devo seguire le regole. Però non è mia intenzione nascondermi dietro un famiglio e non fare nulla, io lotterò in prima linea anche contro gli stessi Servant nemici. Lo spirito ideale per il sottoscritto sarebbe uno che facesse da supporto a me piuttosto che il contrario. Dovrò affidarmi al caso per l'evocazione, non avendo alcun catalizzatore in mio possesso.

Senza nemmeno accorgermene, giungo nel parco che 10 anni fa fu l'epicentro di un enorme incendio. Un evento tragico che mieté molte vittime. Quel fuoco ha lasciato una cicatrice indelebile nel posto, difatti l'erba non è più ricresciuta da allora. Il triste scenario catalizza la mia attenzione, così tanto che decido di accomodarmi su una panchina vicina per contemplarlo ulteriormente. Chiudendo gli occhi per qualche istante riesco a percepire tutta l'angoscia e la sofferenza racchiuse in questo posto, quasi sento le grida di dolore di coloro che sono periti tra le fiamme quel triste giorno. Quelle sensazioni sono così opprimenti da farmi artigliare il petto, come se in un attimo mi ritrovassi anche io in quell'inferno. Ma la mia concentrazione viene improvvisamente interrotta da una strana folata. Riapro gli occhi in un istante e mi guardo attorno con sospetto. Percepisco un forte potere magico in zona, che però si sta affievolendo. Questo strano vento trasuda morte, il mio primo nemico potrebbe essere vicino.

 

Modificato da MoonlightUmbreon

Il sentiero che si perde nelle tenebre è il più facile da intraprendere, ma il più difficile da percorrere.

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Per l'immagine con il bel draghetto ringrazio @Lugialeon

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Capitolo 2

Spoiler

Un incontro voluto dal destino

 

L'infausto vento di morte è in realtà potere magico, ed è davvero forte, ma per qualche strana ragione si affievolisce ad ogni secondo che passa. In un primo momento ho pensato che potesse essere un nemico, ma ora non ne sono più così sicuro. Non posso essere un bersaglio di costui, altrimenti percepirei un istinto omicida diretto verso la mia persona.

Mi alzo dalla panchina e comincio a seguire la scia di questo soggetto ignoto, sono proprio curioso di vedere cosa troverò al termine della ricerca.

Attraverso velocemente tutto il parco, la fonte è in realtà più distante di quanto pensassi.

Ogni passo mi allontana sempre più dal centro di Shinto, avvicinandomi nel contempo alla sua periferia.

Gli edifici simili a grattacieli mi sfilano davanti maestosi, ma cominciano a farsi sempre meno frequenti man mano che mi muovo. Al loro posto iniziano a palesarsi le abitazioni più umili.

Avvicinandomi verso la periferia sento il potere magico in maniera più chiara. Percepisco anche altre presenze minori che stanno accerchiando la fonte più grande. Lo scenario comincia ad apparire strano, come se si stesse svolgendo una battaglia.

Mi addentro nei vicoletti seguendo la traccia come farebbe un segugio, ormai voglio vederci chiaro.

Sprofondando in quel panorama decadente che sono i vicoli, comincio ad udire suoni strani, simili a quelli prodotti dalle ossa che si frantumano. Si sta decisamente svolgendo una battaglia poco più avanti. Frastuoni cominciano a farsi largo nelle mie orecchie assieme al fragore di ossa rotte.

Svolto l'angolo e mi trovo davanti una serie di creature scheletriche apparentemente controllate da alcuni esseri umani lì accanto. Stanno accerchiando tutti un singolo soggetto, ma fatico a vedere di chi si tratti. Proprio il bersaglio di queste creature è l'imponente potere magico che ho percepito poc'anzi. Però è molto più debole rispetto a prima, evidentemente la lotta lo sta indebolendo. I nemici non si sono ancora accorti di me, sono troppo concentrati sulla loro preda. E' come un branco di lupi famelici.

Delle saette magiche continuano a tenere a distanza gli aggressori, la tanto ambita preda non smette di lottare ed ha tutto il mio rispetto per questo.

Sarà meglio che la smetta di fare l'osservatore e mi tuffi anche io nella mischia. Siccome non sono tipo da attacchi a sorpresa, fischio con le dita per segnalare la mia presenza. Gli scheletri e gli umani accanto a loro si voltano verso di me, e facendo ciò mi permettono di vedere per bene il loro obiettivo. E' una donna elegantemente vestita di viola, il cui abito è impreziosito da un mantello con cappuccio nero. Il dettaglio che salta subito all'occhio è il sangue che tinge i suoi vestiti. A causa del cappuccio non posso vedere il suo volto, ma le smorfie di dolore fanno chiaramente capire le sue condizioni. A vederla mi è difficile pensare che fosse lei l'origine di quel colossale potere magico. Gli aggressori umani sono tutti uomini, dai volti peraltro piuttosto segnati dall'età. Non incutono alcun timore.

<<Perdonate l'intrusione, ma mi piace imbucarmi alle feste.>> le mie parole catalizzano l'attenzione di quegli uomini e dei mucchi d'ossa verso di me, ma almeno la donna potrà respirare un attimo.

<<Dovevi farti gli affari tuoi ragazzo, adesso ci costringi ad eliminarti.>> la replica di uno dei loschi figuri incontra l'approvazione degli altri suoi compagni, che paiono anche divertiti da ciò che stanno per fare.

Svogliatamente materializzo una fiammella sul mio indice destro, e la lancio contro il tizio che mi ha rivolto la parola, appiccando fuoco alla manica sinistra della sua giacca bianca.

Lui se la toglie prontamente per evitare di prendere fuoco anch'egli, e l'atmosfera improvvisamente cambia. La sbruffonaggine di un secondo prima diventa terrore. Quegli sguardi, prima sprezzanti verso la mia persona, ora sono di assoluto sconcerto.

<<Se c'è una cosa che odio di più dei branchi che assaltano le donne, sono gli esseri mediocri che fanno gli sbruffoni. E' bastata una fiammella per farvi tremare di paura, ma il bello ancora deve arrivare.>> lo sguardo truce che rivolgo loro pare li abbia agitati ulteriormente.

Con scatto fulmineo mi avvento sul tizio che ha parlato con me, lo colpisco con un pugno ricoperto di fiamme in pieno petto, e lo mando al tappeto bruciando anche leggermente la sua pelle oltre ai vestiti. I suoi compagni ordinano agli scheletri di attaccarmi, ma un singolo getto di fiamme generato dalla mia mano sinistra riduce in cenere quei mucchietti d'ossa, sotto lo sguardo attonito degli aggressori.

<<Avrei potuto fare lo stesso anche con voi. Non sprecherei tale atto di clemenza al vostro posto, e lo userei anzi per scappare portando con voi il tizio che ho steso. Attaccate di nuovo questa donna e farete la fine di quelle ossa.>> le mie parole sono sufficienti per costringere quegli uomini alla ritirata.

Adesso che siamo soli, mi rivolgo verso la donzella per prestarle soccorso. Le tendo una mano per aiutarla ad alzarsi, ma lei la schiaffeggia con aria stizzita.

<<Non mi serviva il tuo aiuto, chiunque tu sia. Questa situazione l'ho creata io ed io dovevo sistemarla>> la signorina fa sfoggio di una grinta sorprendente, con una voce tanto suadente quanto minacciosa. Quello che non capisco è come un potere magico tanto imponente stia sfumando col passare dei secondi. Ho come la sensazione che questa donna potrebbe dissolversi davanti ai miei occhi nel giro di pochi istanti, ed è allora che il mio cervello collega tutti i puntini.

<<Potere magico innaturale, che si sta dissolvendo come cenere al vento col passare dei minuti. Tu sei un Servant. Ti stai indebolendo perché evidentemente hai perso la tua ancora in questo mondo, quindi il tuo Master è morto. Tu sei coperta di sangue e brandisci un pugnale intriso anch'esso di sangue. Non ci vuole molto a fare 2+2. Sei stata tu a togliere di mezzo il tuo Master, ma mi chiedo perché tu abbia fatto qualcosa di così stupido. Senza un legame sei destinata a sparire>>

<<Le ragioni per cui l'ho fatto non ti riguardano. Quegli uomini erano dei seguaci del mio padrone, che mi hanno dato la caccia dopo il fattaccio. I mucchi d'ossa che hai eliminato erano creati dal mio potere magico, ma quegli umani me li hanno ritorti contro. Perché mi hai salvata piuttosto?>> mi sembra quantomeno assurdo che mi faccia una domanda simile, ma è giusto darle una risposta appropriata.

<<Odio i vigliacchi che si accaniscono in gruppo contro i soggetti più deboli, anche se tu a piene forze li avresti spazzati via senza problemi. Sei stata evocata per combattere in questa guerra, con la possibilità di esaudire un tuo desiderio, ma la tua stupidità ti sta privando di questa opportunità. Il fato però ti ha fatto incontrare un giovane mago, guarda caso ancora privo di un famiglio al fianco di cui combattere. Sta a te scegliere, ma debbo avvertirti che non tollererò di veder sparire in modo così misero uno Spirito Eroico, perciò se sceglierai la morte allora te ne concederò una onorevole per mano mia. Una creatura potente come te non merita una fine tanto ingrata come lo sparire nel nulla per mancanza di una connessione a questo mondo, anche se io spero che non sceglierai quell'opzione. Ti trovo estremamente interessante, perdere una risorsa come te sarebbe un vero spreco>> quello che dico sembra lasciare la misteriosa donna di stucco. La sua lingua tagliente non sa come replicare a quanto ho detto. Da sotto quel cappuccio sono certo che mi stia fissando negli occhi, ed io sono fisso su di lei allo stesso modo. Un silenzio di tomba cala fra noi. Forse sta cercando di capire se si può fidare di me. Poi, dopo secondi che paiono intere vite, lei porge la sua mano e mi invita a prenderla. Faccio come mi dice e la stipula del contratto inizia.

<<Io, Servant Caster, maestra delle arti arcane, riconosco in te un valido Master. Che la mia conoscenza della magia possa spianarti il cammino verso la vittoria. Sarò il tuo scudo ed anche la tua arma, il contratto è stipulato.>> una folata di vento avvolge entrambi accompagnandosi ad un bagliore di luce. Sulla mia mano sinistra appaiono gli Incantesimi di Comando.

La donna si rialza rinvigorita, e con un semplice cenno riporta i suoi abiti allo stato originale. Il sangue svanisce come se non fosse mai esistito. E' evidente che abbia recuperato le forze, la sua magia sta recuperando l'imponenza che ho percepito all'inizio. Il mio potere individuale la sta rifornendo.

Ero venuto fino a Shinto per procurarmi gli ingredienti per il rituale di evocazione, ma ora che ho direttamente trovato un Servant tutto ciò è superfluo. Non ha più senso stare qui, perciò chiedo alla mia nuova partner di smaterializzarsi, in modo da risparmiare le forze e nel contempo evitare occhi indiscreti.

Lei obbedisce senza dire assolutamente nulla e questa immediata disponibilità mi lascia oltremodo sorpreso, ma non posso che esserne felice. Gradirei costruire una relazione salutare fra noi due, perciò premio la sua obbedienza con un sincero ringraziamento. Questo semplice gesto la lascia sorpresa, ho sentito chiaramente un sospiro di sorpresa da parte sua.

E' pomeriggio inoltrato, e con una rapida corsa riesco a prendere un pullman di ritorno verso Miyama.

Nel tragitto in bus io rimango in totale silenzio, poiché il mio famiglio è ora immateriale e rivolgerle la parola agli occhi dei passeggeri equivarrebbe a parlare da solo.

Una volta giunto a casa le faccio fare un breve tour dell'abitazione.

L'arredamento in stile vittoriano pare catturare l'attenzione della mia compagna, al punto da spingerla a complimentarsi con me per il gusto.

L'ora di cena non è molto lontana, perciò le domando cosa vorrebbe mangiare. Caster rimane sorpresa dai riguardi verso di lei, ma dice di essere stanca. Senza indugi di sorta la accompagno al piano di sopra per mostrarle la sua stanza.

Appena la vede rimane stupefatta e mi ringrazia sentitamente. Pare che non si aspettasse un simile trattamento da parte mia. Il nostro incontro non è stato dei più normali, ha senso che il contesto particolare le abbia dato un'idea distorta della mia persona. Generalmente apprezzo la solitudine, ma ci sono casi eccezionali in cui preferisco la compagnia.

Per quanto riguarda me, non ho il minimo appetito e perciò penso proprio che andrò a riposare anch'io fino a notte inoltrata. I Master e le battaglie della Guerra del Santo Graal si svolgono al calar del sole, per mantenere la magia nascosta ai civili ed evitare vittime innocenti. Se ci sono dei Servant in giro allora la guerra è già iniziata.

<<Potrei usufruire del bagno Master? Nonostante il mio abbigliamento ripulito vorrei comunque darmi una rinfrescata>> mi chiede in tono cortese la donna.

<<Sarà il caso che facciamo le presentazioni mia cara, è accaduto tutto talmente in fretta che non ce n'è stato il tempo. Il mio nome è Lasair Strathmore, piacere di conoscerti Caster. Tranquilla, per il momento non voglio che mi riveli il tuo vero nome, i nemici potrebbero estorcermelo nei modi più disparati se venissi catturato o attaccato mentalmente. Per un Servant la propria identità è fondamentale. Quanto al bagno, questa da oggi è casa tua perciò sentiti libera di fare quello che più ti aggrada.>> lei mi ringrazia, indugia pochi secondi davanti a me e poi si avvia con passo veloce verso il bagno.

E' più timida di quanto possa sembrare a prima vista, ma mi piace questo mix di sfacciataggine e timidezza.

Io intanto mi sdraio sul letto e cerco di prendere sonno. Non è facile al momento, dato che mille pensieri affollano la mia testa.

Dopo circa mezz'ora ecco che si ripresenta lei, con il cappuccio ancora su. A quanto pare non solo il nome, ma anche il volto dovrà restare un segreto. Sono certo però che si nasconda una donna stupenda dietro quel cappuccio nero pece, tanto affascinante quanto la sua voce lascia intendere.

<<Suppongo che sia giusto così. La tua lealtà e fiducia non posso ottenerle nell'immediato, né tanto meno con un contratto. Saranno i fatti a rendermi degno di vedere il tuo aspetto, allo stesso modo tu guadagnerai il mio rispetto lottando con valore al mio fianco.>>

<<Hai l'onore del vero guerriero Lasair, ciò è già un grande passo per avere il mio rispetto. A tal proposito il tuo cognome mi ha fatto ricordare qualcosa. La tua è una casata di nobili maghi. Fai parte dell'aristocrazia magica se non sbaglio. Al mio vecchio Master giunsero delle voci sulla possibilità che uno della tua famiglia partecipasse al conflitto, ed è superfluo dire che non ne fu affatto contento, anzi pareva alquanto preoccupato al pensiero. Ora che sono il tuo Servant capisco perché, hai un potere magico straordinario giovane uomo. Comunque è vero che è difficile ottenere la mia completa fiducia, ma so essere molto generosa con chi la ottiene>> non so se è solo una mia sensazione, ma mi pare di aver percepito strane allusioni in quella sua ultima frase. Il tono con cui l'ha detto non fa che rafforzare la mia convinzione.

La cosa mi fa sorridere, e per la prima volta sento sorridere anche lei. Il ghiaccio si sta già sciogliendo a quanto pare, ed è un bene. Non siamo padrone e schiavo, siamo partner alla pari che dovranno lottare insieme per giungere alla vittoria.

Caster decide di congedarsi e di ritirarsi nella sua stanza, ma prima di andare ci auguriamo a vicenda buon riposo. Poi, con passo elegante, se ne va chiudendo la porta della mia camera per lasciarmi alla mia solitudine. L'orologio segna ormai le 17 in punto.

Spero che il sonno mi vinca presto, sia io che la mia partner abbiamo bisogno di essere traboccanti di energia per stanotte, poiché sento che il primo confronto è ormai prossimo.

 


Il sentiero che si perde nelle tenebre è il più facile da intraprendere, ma il più difficile da percorrere.

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Per l'immagine con il bel draghetto ringrazio @Lugialeon

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Capitolo 3

Spoiler

Un nemico inarrestabile (parte 1)

Mi sveglio di soprassalto, il mio sonno è stato bruscamente interrotto da un orribile presentimento. La sveglia segna le 20, ho dormito per alcune ore, il cielo è ormai tinto di scuro e la luna risplende alta nel cielo.

Sento due differenti poteri magici che si stanno confrontando non molto lontano da qui. E' una sensazione davvero strana, perché poco prima di svegliarmi avrei giurato di sentire un clangore di spade, mentre una volta aperti gli occhi tutto ciò che ho sentito è stato il silenzio della mia stanza. Dev'essere stato un presentimento scaturito dalla mia sensibilità di mago. Qualcosa che ha a che fare con la magia sta accadendo là fuori. Che siano Master o meno a me poco importa, devo verificare di persona cosa sta succedendo e assicurarmi che non vengano coinvolti civili, considerando la potenza degli individui che si stanno scontrando.

Mi infilo le scarpe alla svelta e mi precipito a svegliare Caster. Lei si desta scossa, ma reagisce prontamente al mio ordine di seguirmi. Le chiedo inoltre di smaterializzarsi, così da risparmiare le forze per la battaglia.

Mi fiondo fuori casa e corro più veloce che posso, come fossi inseguito dal diavolo in persona. Non importa cosa sta accadendo, al momento assicurarsi che non ci siano vittime innocenti ha la priorità. Sono pur sempre un mago affiliato all'Associazione dei Maghi, uno dei dettami del mondo magico è quello di non nuocere agli umani ed io non intendo venire meno a quel giuramento.

Mi ritrovo dopo un po' al crocevia della città, nei pressi di Miyama. Lo scontro sembra localizzato sulla collina e così mi dirigo laggiù. Il luogo di per sé dovrebbe essere piuttosto isolato, perciò il problema delle vittime innocenti non dovrebbe porsi per fortuna.

Il freddo della sera è pungente ed il mio sudore a contatto con esso aumenta il fastidio che mi provoca.

Sto correndo ormai da mezz'ora e dovrei essere prossimo alla meta. I poteri magici si fanno sempre più forti, questo significa che sto andando nella direzione giusta.

Ora che le mie percezioni sono più chiare mi è palese lo squilibrio di forze tra i due contendenti, uno sta sopraffacendo l'altro. La battaglia sembra a senso unico. Se procedono a questo ritmo temo che troverò un cadavere e una lotta già terminata.

<<Master, sei sicuro di volerti immischiare in questa lotta? Avverto un potere spaventoso, contro cui al momento possiamo fare poco.>>

Gli avvertimenti di Caster mi fanno capire la portata del pericolo, ma certo non mi tirerò indietro. Non sono entrato in guerra solo per starmene a guardare fino alla fine. Ho voglia di lottare e lo farò, il mio valore va provato sul campo.

Ormai sono giunto alla collina, difatti odo chiaramente il fragore di due lame che si scontrano. Stavolta lo sento davvero, perciò mi avvicino ulteriormente e mi trovo davanti uno spettacolo assurdo.

Un gigante color piombo armato di una strana spada-ascia, dalla pelle che sembra pietra, si sta scontrando con un uomo alto dai capelli bianchi di corporatura robusta. Quest'ultimo armato di due spade corte e con indosso una giacca rossa.

E' chiaro che si tratti di due Servant, una lotta di quella portata è aldilà dell'umano. I fendenti si susseguono fulminei e la collisione delle lame genera folate di vento fortissime che per poco non mi sbalzano via.

<<B-Berserker.>> questo è tutto ciò che la mia partner dice.

Dal suo tono capisco che era a lui che si riferiva prima. La paura nella sua voce mi conferma che si tratta di un nemico dalla potenza inaudita.

L'universo ha messo sul mio cammino un primo avversario a dir poco formidabile.

In un angolo più appartato della collina scorgo due ragazze. Una la riconosco, è Rin Tohsaka, mentre l'altra è la prima volta che la vedo.

La sconosciuta è una ragazzina di bassa statura, dal corpo minuto e con lunghi capelli bianchi che fanno risaltare i suoi occhi rossi. Per essere così giovane avverto un istinto combattivo notevole, sta lottando per uccidere.

La ragazzina sta scagliando contro l'altra quelli che sembrano famigli ricavati dai suoi capelli argentei.

Gli attacchi non sono molto potenti, ma sono continui e sfiancanti. Rin gioca solo in difesa praticamente, lanciando contro la sua avversaria delle gemme intrise di potere magico al fine di annullare i colpi nemici.

Sta utilizzando lo stile di lotta proprio della sua famiglia. I colpi si annullano a vicenda, mentre io mi avvicino rapido allo scontro di quelle due ignorando i due Servant dietro di me.

Chiedo a Caster di restare smaterializzata e in disparte ancora per un po', lei accetta con alcune riserve.

D'un tratto uno dei colpi della sconosciuta sfugge al contrattacco di Tohsaka, a momenti la colpirà se non faccio qualcosa.

L'ideale in questo momento è l'incantesimo di accelerazione del tempo personale Accel Two, utilizzando quello potrò frappormi tra i due fuochi e salvare la ragazza che conosco prima che venga colpita.

L'esecuzione del mio incantesimo è istantanea, e la mia corsa alterata mi permette di arrivare in tempo per salvare la mia conoscente.

Il mio palmo destro, ricoperto di fiamme, dissolve il famiglio della nemica.

L'espressione divertita di quella bambolina dai capelli argentei si tramuta in uno sguardo di puro odio verso di me.

<<Scusa nanerottola per averti rovinato il divertimento, ma questa bella ragazza dietro di me la posso sconfiggere solo io>> dicendo questo rivolgo uno sguardo fugace a Rin, caduta a terra un istante prima a causa del mio arrivo improvviso.

Quella ragazza di media altezza, dai lunghi capelli corvini adornati da due fiocchi neri e con meravigliosi occhi azzurri, mi sta fissando con un'espressione confusa a metà tra il sollievo e il fastidio.

La luna illumina il suo volto, facendo risaltare la sua grande bellezza.

<<Non è buona educazione rovinare il divertimento senza nemmeno presentarsi.>> la voce squillante della piccola avversaria richiama la mia attenzione, pare estremamente seccata.

<<Hai ragione sono un incivile, il mio nome è Lasair Strathmore, lieto di fare la tua conoscenza>> al sentire il mio nome la ragazzina dai capelli bianchi rimane sorpresa.

Non avevo idea che la mia famiglia fosse tanto popolare anche da queste parti, chiunque pare conoscerci.

<<Sei uno dei figli del fuoco, molto interessante, il mio nome è Illyasviel Von Einzbern e anche io sono lieta di conoscerti>> dopo aver pronunciato queste parole prende le estremità della sua gonna per fare un elegante inchino.

La sua famiglia mi è nota, fa parte dell'aristocrazia magica. E' anzi uno degli esponenti più illustri, visto che si tratta di una delle tre famiglie fondatrici del rituale noto come Guerra del Graal, accanto ai Makiri e ai Tohsaka.

Non pensavo però che una ragazza così giovane fosse tanto forte da poter controllare un mostro come Berserker.

Sarebbe difficilissimo anche per dei Master con molta più esperienza di lei.

<<Ehi, chi diavolo ti credi di essere per interrompere così il mio scontro?>> mi sembrava strano che la ragazza salvata fosse rimasta in silenzio fino ad ora.

<<Perdonami, la prossima volta per rispettare il galateo ti lascerò morire. Scusa dolcezza per averti rovinato i piani, ma non sopporto le belle ragazze in pericolo. Che ti piaccia o no ora mi devi un favore, che intendo riscuotere presto>> le mie parole la zittiscono.

Mettere a tacere questa bella moretta è un'impresa titanica, ho compiuto qualcosa di incredibile.

La aiuto a rialzarsi, ma lei schiaffa via la mia mano e si tira su da sola con aria stizzita, tipico suo.

<<Che cosa ci fai qui Strathmore? In 2 anni posso contare sulle dita di una mano le volte che ci siamo parlati. Per quanto mi riguarda potevi restartene a fare l'eremita nella tua villetta nel distretto occidentale.>>

In effetti ha ragione, sono un tipo solitario ed ho parlato pochissimo con lei da quando sono a Fuyuki, per questo la conosco un poco.

La maggior parte del tempo mi sono però limitato ad osservarla da lontano, perché era interessante come ragazza e come maga.

Sono molto più grande di lei, il liceo l'ho finito da un pezzo, perciò non abbiamo mai avuto nulla da condividere eccetto la magia.

Un dettaglio nella frase di lei attira però la mia attenzione.

<<Curioso, come sai che ho una villetta nella tua stessa zona? Le poche volte che abbiamo conversato non era a casa di nessuno dei due, ed io non ti ho mai detto dove vivo. Mi hai tenuto d'occhio per caso? >> le rivolgo un sorrisetto malizioso che la imbarazza visibilmente, ma lei cerca di dissimulare.

<<P-potrei dire lo stesso di te, ti sei sempre fatto gli affari tuoi finora e d'un tratto con un tempismo assurdo mi salvi. Sarebbe interessante restare a conversare, ma ora devo finire questa cosa, quindi se potessi farti da parte te ne sarei grata. Ho una faccenda in sospeso con questa mocciosa>> e con la mano mi sposta gentilmente dalla sua strada per poi rivolgersi furente verso la sua nemica.

Quella ragazzina è pericolosa, non ho tempo di lasciarla a Tohsaka.

Normalmente sarei euforico all'idea di confrontarmi con un avversario di valore come Berserker, ma quella furia è un pericolo troppo grande per gli umani in questa città.

La collera ha ormai offuscato il giudizio di quel valente eroe, ed il mio orgoglio di guerriero non può e non deve venire prima di vite innocenti.

Perciò, per quanto sia doloroso per me, dovrò costringere la giovane fanciulla a rinunciare ai suoi Incantesimi di Comando.

Sono disposto ad usare anche metodi rudi se fosse necessario, in questi casi vale il detto “il fine giustifica i mezzi”.

Con un ulteriore scatto bruciante mi avvento sulla piccola, infiammo il mio pugno e mi preparo a colpirla con tutta la forza che ho, sebbene io odi il fatto di dover ferire una bambina.

Ma prima che io possa raggiungerla con il mio attacco, il gigante color piombo si frappone fra noi ad una velocità che non credevo potesse avere vista la sua mole.

Con altrettanta rapidità mena un fendente della sua spada che schivo per puro miracolo con una piroetta, ma lo spostamento d'aria scaturito dalla potenza del colpo mi sbalza via comunque.

Il mio volo termina con uno schianto violento contro un albero vicino, per fortuna non ho battuto la testa.

E' un miracolo che la mia colonna vertebrale sia ancora intatta dopo un impatto simile.

Il Servant della piccoletta è fuori scala, dopo un singolo attacco, indiretto tra l'altro, ho male dappertutto.

Per giunta con un singolo balzo ha coperto svariati metri, visto che l'attimo prima era al centro della collina e quello dopo era tra me e la sua Master.

Il mio famiglio, che fino ad ora era rimasto in disparte su mia richiesta, si materializza per curare le mie ferite con la sua magia.

Rin rimane sorpresa della cosa, evidentemente in tutto questo non aveva considerato che io potessi essere un Master.

<<Se volete affrontarmi in due fate pure, non siete che moscerini al mio confronto. Ma arrivare a me sarà difficile se prima non superate lui>> e nel pronunciare queste ultime parole Illya indica il gigante al suo fianco, ora immobile come una statua.

A quanto pare dovrò lottare comunque contro Berserker, e la cosa mi fa piacere in fondo.

Se non altro, finché sarà impegnato con noi, non potrà ferire degli innocenti.

Questo nemico non va preso alla leggera, soprattutto non può essere affrontato senza un piano preciso, perciò dovrò inventarmi qualcosa e alla svelta.

Tohsaka si avvicina a me e senza troppi giri di parole mi propone un'alleanza per battere quel mostro rabbioso, come ringraziamento per il salvataggio di prima.

Normalmente non accetterei mai alcun aiuto in una battaglia come questa, ma un simile mostro non posso fronteggiarlo da solo nemmeno volendo.

Un guerriero onorevole deve avere coscienza dei propri limiti per potersi sempre migliorare.

Mi rialzo con relativa facilità, le cure di Caster sono state molto efficaci a quanto pare.

Dopodiché accetto la collaborazione con Rin, non senza riserve, e mi preparo a combattere.

Questo gigante scuro sarà una sfida durissima, quindi dovremo tutti quanti dare il massimo per vincere.

 


Il sentiero che si perde nelle tenebre è il più facile da intraprendere, ma il più difficile da percorrere.

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Per l'immagine con il bel draghetto ringrazio @Lugialeon

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Capitolo 4

Spoiler

Un nemico inarrestabile (parte 2)

Quel titano è un ostacolo insormontabile per noi.

Anche il Servant Archer di Rin, che bene o male stava tenendo testa a Berserker, è ora a terra stremato, ancora vivo ma parecchio malconcio.

E' tempo che inizi anche io a fare sul serio, perciò comincio a scaldare l'aria intorno a me con il mio potere magico.

Le fiamme generate in un ambiente pre riscaldato sono più potenti di quelle create frettolosamente. Il gelo invernale è un nemico naturale dei miei poteri, il mio fuoco sarebbe poco efficace senza un minimo di preparazione pregressa.

Devo approfittare della totale immobilità del gigante per prepararmi al meglio.

Illya ci schernisce lasciandolo del tutto fermo, ed il suo sguardo sembra volerci incitare ad attaccare, ma io non cadrò nella sua trappola.

<<La temperatura si sta alzando rapidamente, che cosa sta succedendo?>> Rin nota l'aumento improvviso della temperatura e non esita a puntualizzarlo, ma il secondo dopo aver parlato si rende conto di aver fatto una domanda sciocca.

<<Non pensavo che ti avrei fatto un simile effetto così presto, anche se è pur vero che sono un tipo focoso tesoro>> dicendo questo le rivolgo un sorriso sornione, ma lei diventa una furia all'udire quelle parole.

<<M-ma sei stupido? Uno come te non potrebbe mai piacermi.

Sono ancora frastornata e non ho realizzato subito che c'entrassi tu con questo calore, ma a ben pensarci non ci voleva una laurea per arrivarci...mi vergogno di me stessa per l'ovvietà della cosa.

Allora si può sapere che cosa stai facendo?>>

Certo che è proprio scorbutica, una tipa così carina non dovrebbe esserlo tanto, ma la sua reazione esagerata è solo un tentativo di dissimulare l'imbarazzo creato dalla mia battuta.

Evito di spiegarle i tecnicismi e proseguo la preparazione, in realtà è tutto molto più semplice di quanto sembra, porto al massimo i miei circuiti magici e diffondo nell'aria il calore prodotto dal surriscaldamento degli stessi.

Solo i maghi del fuoco sono in grado di proiettare nell'ambiente circostante il calore derivato dal surriscaldamento dei circuiti magici, mentre per ogni altra tipologia di mago una situazione simile sarebbe solo un pericolo per l'incolumità personale.

Creando un ambiente favorevole alla diffusione del fuoco posso sfruttarne il massimo potenziale.

Dopo pochi secondi le condizioni sono ormai ottimali, perciò senza indugiare oltre avvolgo i miei pugni nelle fiamme e scatto velocemente verso il gigante color piombo.

La ragazzina dai capelli bianchi gli ordina di attaccare e lui, come svegliandosi, sferra un poderoso fendente al suolo per squarciare la terra davanti a me.

Io, con un movimento acrobatico, evito di sprofondare nel terreno e decido all'ultimo di dirigermi verso Archer, il Servant di Rin.

Con il mio potere modifico le proprietà del fuoco per cicatrizzare le sue ferite, ci serve un altro paio di mani contro quel mostro rabbioso.

Qualche istante e l'arciere si rialza sorpreso, ma si rende conto di quanto sia inappropriato fare domande al momento.

Dopodiché incendio le sue spade gemelle, ad Archer servirà un supporto ulteriore, soprattutto per penetrare la pelle coriacea di quel titano.

Con un cenno della testa lui mi ringrazia e scatta verso il nemico, pronto al secondo round.

Illya mi osserva furiosa per lo scherzetto che le ho fatto, mentre io intensifico ulteriormente il potere delle mie fiamme.

Grazie ad un incantesimo protettivo sono anche in grado di evitare la combustione dei miei vestiti dovuta all'eccessivo calore.

Poi apro un canale mentale per comunicare telepaticamente con le mie alleate e preservare l'effetto sorpresa con la nemica.

A Caster ordino di usare su di me un incantesimo di potenziamento, mentre a Rin di usare le sue gemme magiche per distrarre la ragazzina il tempo necessario per attaccarla.

Normalmente affronterei Berserker a muso duro, la sfida sarebbe sicuramente molto più stimolante, ma un mago non può sconfiggere uno Spirito Eroico come quello nemmeno con l'aiuto di cento alleati, prima sono stato troppo imprudente.

La ragazzina è l'anello debole e devo sfruttare questa consapevolezza.

Le mie partner fanno cenno di aver compreso, anche se Tohsaka mostra un'espressione seccata.

Il mio piano viene messo in atto ed il supporto del mio famiglio incrementa ulteriormente il potere del mio fuoco.

I miei pugni roventi sono pronti a colpire quella bambolina dai capelli argentei, e perciò aspetto la mossa della mia alleata per partire.

Rin scatta verso la piccoletta e con grande velocità scaglia almeno dieci gemme di puro potere magico.

Nonostante il passo veloce lancia con grande precisione, qualcosa che ha dell'incredibile, ma la ragazzina crea velocemente dei famigli dai capelli argentei e annulla l'offensiva della mia compagna.

Facendo ciò ha però creato l'apertura che aspettavo, quindi è il momento che io ne approfitti.

Con uno scatto bruciante mi avvento sulla bambina, che rimane spiazzata dalla mia mossa, ma la spada-ascia di Berserker atterra con fragore sul terreno, frapponendosi fra me e la ragazzina ed annullando di fatto il mio attacco.

L'ha scagliata con una precisione assurda, evidentemente non è così privo di raziocinio come credevo.

Non aveva volontà di colpirmi, ma solo di interrompere la mia offensiva, tuttavia quella distrazione del nemico permette ad Archer di sferrare due fendenti infuocati con successo, che lacerano la spalla del coriaceo mostro.

Il gigante rabbioso lancia un minaccioso ruggito che pare un misto di dolore e pura collera.

<<Ragazzi copritemi, ho un'idea su come batterlo, ma devo allontanarmi per metterla in pratica>> il Servant di Rin sembra molto sicuro di sé, perciò non posso che dargli fiducia dopo quelle parole.

In un istante l'arciere svanisce nel nulla, come se fosse diventato tutt'uno con il vento.

Con passo lento e sicuro mi avvicino al titano, ora suppongo di doverlo tenere impegnato io personalmente, visto che Caster non è adatta al combattimento ravvicinato e Rin tanto meno.

Le mie fiamme, che ardono ancora furiose, sono pronte a scagliarsi su quella pelle di pietra che si ritrova quel bruto.

Senza perdere tempo ordino al mio famiglio di usare un attacco magico e lei rapidamente esegue, aprendo il suo mantello come fosse un paio d'ali, e materializzando un gran numero di colpi di energia magica mentre si eleva alta nel cielo.

La mia partner è ormai quasi invisibile ad occhio nudo, tanto da sembrare una delle stelle della volta celeste.

Il suo mantello illuminato è l'unica cosa chiaramente visibile e poi, dopo aver preso attentamente la mira, il mio Servant spara una pioggia di proiettili magici sul gigante.

Quest'ultimo non si scomoda nemmeno a schivarli, sapendo che non gli faranno nulla, ma sorprendentemente le sue previsioni si rivelano errate.

Contro ogni pronostico Berserker indietreggia di alcuni passi all'impatto con quei colpi magici, ed Illya per prima si fa portavoce dello stupore generale.

In questo sbigottimento collettivo io modello il fuoco per creare delle fruste infuocate, poi passo all'offensiva e in un istante mi ritrovo ai piedi del colosso.

Devo immobilizzarlo abbastanza da poter lasciare ad Archer il tempo di finirlo eventualmente.

Il bruto però con un balzo si ritrae indietro per recuperare la sua spada, è incredibile la rapidità che ha nonostante la sua mole.

Con la sua arma di nuovo tra le mani il mostro si lancia in una carica sfrenata, ed il terreno trema al suo passo, così tanto che si fatica a stare in piedi.

Illya praticamente scompare dietro la colossale figura, ed io non riesco a mantenere un equilibrio sufficiente per poter attaccare.

Nonostante le sue dimensioni la corsa è rapidissima, così tanto che in pochi istanti me lo ritrovo davanti, pronto a menare un fulmineo fendente.

Vedo la sua spada ad un millimetro dal mio naso, e sono ormai pronto a subire in pieno il suo colpo, quando all'improvviso delle gemme collidono con l'arma della bestia.

Non fanno molto, ma sono sufficienti a deviare la traiettoria del colpo, permettendomi di schivarlo con successo.

Mi volto verso Rin e le sussurro un grazie, a cui lei replica con un sorriso compiaciuto.

Dopodiché comunico nuovamente tramite telepatia con le mie compagne, per informarle del mio nuovo piano.

<<Ragazze statemi a sentire, ho un piano, ma dovremo eseguire tutto alla perfezione e la finestra d'azione sarà di pochi secondi.

Ho intenzione di usare l'incantesimo di potenziamento sulle mie gambe per poter balzare oltre quel colosso e, mentre sarò a mezz'aria ed alle sue spalle, tu Caster dovrai rafforzare ulteriormente le mie fiamme.

Per finire tu Rin dovrai scagliare, quando ti farò un cenno, le tue gemme migliori nello spazio tra me e il nemico.

So che può sembrarvi strano, ma fidatevi di me, la sinergia è la chiave per la vittoria>> le mie parole lasciano un po' smarrite le mie compagne ma, dopo alcune esitazioni, mi sorridono per segnalarmi di essere pronte.

Come pianificato io scatto in avanti e balzo ad un'altezza tale da disorientare il gigante.

Quando mi ritrovo alle sue spalle ordino a Caster di potenziare al massimo il mio fuoco.

Lei esegue e, mentre congiungo le mie mani per preparare il colpo finale, chiedo a Rin di lanciare i suoi gioielli nello spazio tra me e Berserker.

Anche lei fa la sua parte, e con il suo lancio precisissimo è tempo dell'ultimo atto.

Le mie mani congiunte generano una mini supernova e, quando le fiamme sono al loro apice, lancio la palla di fuoco contro le gemme, in modo da scatenare una violenta esplosione.

Come previsto la detonazione così ravvicinata fa perdere l'equilibrio al guerriero rabbioso, che cade rovinosamente al suolo emettendo un ruggito di collera.

Nella fretta non avevo però considerato lo sbalzo che anche io avrei subito a causa della vicinanza con lo scoppio.

Vengo scaraventato via con violenza e atterro di schiena sul prato, ma stavolta avverto chiaramente un suono di costole che si rompono.

Le gemme di Rin sono un concentrato di puro potere magico, frantumarle fa sì che queste sprigionino tutto il potere in esse immagazzinato.

Questo elemento, combinato al potere delle mie fiamme, al loro apice grazie a Caster, ha generato una potenza assurda.

Un piano rischioso che infatti ha comportato un prezzo non da poco per me, ma qualche ferita è un prezzo minimo da pagare per eliminare quell'essere.

L'esplosione ha incendiato parecchio terreno, ed ora il campo di battaglia è avvolto dal fuoco.

Per poco non perdo i sensi a causa del dolore, la vista è leggermente sfocata, ma gli occhi rimangono aperti abbastanza da permettermi di vedere Berserker rialzarsi quasi come se niente fosse.

Ha recuperato molto più in fretta di quanto credessi, non vedo i volti di Rin e Caster, ma la connessione mentale con le mie alleate mi permette di percepire il loro puro terrore.

Fortunatamente erano più distanti e l'esplosione non le ha coinvolte, anche se il peggio probabilmente deve ancora arrivare.

La notte viene improvvisamente squarciata da una fragorosa risata di Illya, quasi sadica direi.

E' compiaciuta, poiché si è divertita in tutto questo tempo a darci una falsa speranza, ed ora sta godendo del fatto di starcene privando.

Suppongo sia finita, quella furia della natura spazzerà via tutti quanti e senza alcuna possibilità da parte nostra di evitarlo.

Non c'è terrore in me, ma al contrario prevale la quieta rassegnazione di un guerriero che sa di aver dato il massimo.

Se è così che doveva andare, allora accetterò questa onorevole fine con estremo piacere.

Cadere per mano di un nemico tanto prodigioso non è un disonore alla fine, anche se rimane il rimorso di dover abbandonare la guerra così presto.

Il gigante si lancia in un'ultima rapida carica verso di me, ma grazie al teletrasporto di Caster in un istante mi ritrovo lei e Rin davanti a me, pronte a farmi da scudo.

Lo apprezzo moltissimo anche se non servirà a nulla, poiché la carica di quell'essere è pari ad un uragano che travolge tutto sulla sua strada, e la terra trema nuovamente al passo veloce di quel mostro.

Ma quando sono ormai pronto ad accettare la morte ecco che un missile, o qualcosa di simile, colpisce la bestia rabbiosa con una potenza tale da far divampare nuovamente il fuoco.

Segue un enorme frastuono, che squarcia la quiete della notte, oltre agli animi di tutti i presenti.

Il bagliore scaturito da questo colpo improvviso risveglia la mia vista, ed ora con gli occhi nuovamente in piena funzione vedo una scena incredibile.

Il nemico ha una freccia, o qualcosa di simile, conficcata nel cuore ed è ora immobile.

E' stata scagliata con una forza tale da avergli quasi squarciato mezzo busto, non può essere ancora vivo dopo questo, ed anche se resta ostinatamente in piedi non dà segni di vita.

Siamo pronti tutti quanti a gioire, quello doveva essere il colpo di Archer.

Giustamente un arciere dà il meglio di sé a distanza, anche se la sua abilità con la spada è ragguardevole.

<<Poveri sciocchi, credete che basti così poco per eliminare Berserker? Con la morte si attiva la sua Arma Nobile.

Lui ha molte vite, non basterà ucciderlo una sola volta per fermarlo.>>

Le parole di Illya gelano tutti quanti, che cosa diavolo significa che ha molte vite? Vorrei tanto aver sentito male, ma sono certo non sia questo il caso.

Mi rialzo, sostenuto dalle mie compagne, e mi ritrovo davanti uno spettacolo sconcertante.

Lentamente le ferite del mostro vanno rimarginandosi, pochi istanti ed è come nuovo, è davvero un nemico inarrestabile dopotutto.

Le fiamme stanno ancora bruciando e quell'essere sembra pronto a combattere ancora, ma la sua padrona lo ferma prima che lui possa nuovamente attaccare.

<<Questo gioco comincia ad annoiarmi, per stasera finisce qui, non sarebbe divertente eliminarvi subito no?

Vi concederò il tempo di allenarvi e vedremo se la prossima volta saprete divertirmi di più. Dopotutto mi avete intrattenuta per un po', perciò voglio ricompensarvi per stavolta.

Ciao ciao ragazzi, statemi bene.>>

La ragazzina viene presa in spalla dal gigantesco Servant e se ne va come se nulla fosse, lasciando tutti noi delusi e sconcertati.

Guardo negli occhi prima Rin e poi Caster, a cui poi si aggiunge Archer, appena riapparso fra noi.

Abbiamo lottato tanto per nulla, dando fondo a tutte le nostre forze, quando quella furia non stava nemmeno facendo sul serio.

Illya aveva ragione, stanotte è stato solo un gioco, che abbiamo perso miseramente peraltro.

Non ho idea di come faremo ad abbattere definitivamente un essere tanto spaventoso, ma la nostra avversaria ci ha umiliati graziandoci in questo modo.

Perciò dobbiamo assolutamente sfruttare questo suo atto di clemenza per migliorarci, cosicché la prossima volta capisca che l'averci lasciati in vita è stata la sua rovina.

 


Il sentiero che si perde nelle tenebre è il più facile da intraprendere, ma il più difficile da percorrere.

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Per l'immagine con il bel draghetto ringrazio @Lugialeon

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Capitolo 5

Spoiler

Ricordi dolorosi

La battaglia di stasera si è conclusa nel peggiore dei modi, e di ritorno verso casa il morale di tutti quanti a terra.

Rin cammina con lo sguardo basso, è tremendamente abbattuta e la comprendo benissimo.

Non è tipico mio buttarmi giù, ma non posso farne a meno in queste circostanze, quale addestramento dovrei seguire per battere Berserker?

Caster d'altro canto mi ha sorpreso stasera, l'ho sottovalutata fin troppo, con i suoi proiettili magici e la sua magia di amplificazione è stata straordinaria.

Sia lei che Archer si sono fatti valere, ed ora ci seguono in forma incorporea per recuperare un po' le forze dopo lo scontro.

Il silenzio fra me e l'altra Master è assordante, e prosegue imperterrito lungo tutto il tragitto fino a casa.

Al momento di salutarsi, che è il primo che spezza quel silenzio, decido però di invitare la mia alleata improvvisata in casa mia.

Lei rimane sorpresa, ma dopo un attimo di riluttanza accetta, dopotutto le sere invernali sono gelide e bere qualcosa di caldo in compagnia non può essere un male, specie dopo aver lottato insieme.

Appena entrata si toglie le scarpe, ed io prontamente le dico che non è necessario, poiché questa è una casa occidentale, ma lei lo fa comunque dicendo che è una forma di rispetto.

Non contrarierò un ospite, tanto meno questa ragazza in particolare.

Rin si guarda attorno, sorpresa dall'arredamento di chiara influenza vittoriana, ed ho come la sensazione che sia stupefatta perché trova strano che un uomo abbia un gusto simile in fatto di arredamento.

Sembra completamente persa nella contemplazione mentre io preparo il té, e dopo pochi minuti la invito a sedersi allo spazioso tavolo che svetta al centro della cucina.

Anche i nostri famigli si materializzano e si accomodano su mio invito, dopotutto loro meritano ristoro più di noi Master.

Servo partendo da Rin, che prende la bevanda con aria tesa, come se si sentisse sotto esame.

Continuo poi servendo Archer, che fa semplicemente un cenno di gratitudine, proseguo con Caster, che sorride da sotto il cappuccio ed infine termino il giro servendomi da solo.

Un ulteriore silenzio accompagna i primi sorsi, quando d'un tratto Tohsaka decide di parlare.

<<Sai, stanotte sarei morta se non fosse stato per te.

Mi hai salvata da Illya, e contro il suo Servant sei stato eccezionale, anche se poi è andata com'è andata.

Devo riconoscere che sei un mago incredibile, le tue abilità nel combattimento e strategiche sono davvero notevoli... grazie di tutto Lasair>>

Quasi stento a credere a ciò che ho appena sentito, Rin si è davvero complimentata con me?

Le sue parole mi risollevano più di quanto immaginassi, ed il suo atteggiamento in generale è molto più pacato e gradevole di quello tenuto in battaglia.

Il suo tono è quasi sommesso, non c'è traccia dell'arroganza che ostenta in continuazione e di cui ha fatto sfoggio persino poco fa durante lo scontro.

Lo sguardo è basso, cerca in tutti i modi di evitare il contatto visivo, come se provasse vergogna.

<<Grazie davvero Rin, non hai idea di quanto mi facciano piacere le tue parole, ma per quel che vale penso lo stesso di te>> dopo averla ringraziata a voce le rivolgo anche un sorriso cortese, e all'udire le mie parole solleva il volto da terra.

Mi sembra quasi di vederla arrossire, forse non si aspettava dei complimenti, ma quel che è certo è che fa di tutto per non darlo a vedere.

<<Beh non farti strane idee comunque, stasera abbiamo collaborato contro un nemico comune, ma rimaniamo pur sempre rivali in guerra per il Graal.>> e dopo questo si volta con aria sdegnata.

Stavolta non le permetterò di fare l'antipatica in questo modo, e perciò le urlo in faccia cose che da troppo tempo tengo per me.

<<Perché devi sempre fare così? Cerchi sempre di nasconderti dietro un velo di durezza e antipatia, e appena ti rendi conto di essere stata gentile cominci ad adottare atteggiamenti opposti al tuo carattere.

Prima però che tu mi redarguisca dicendo che non ti conosco ti dico già che ti sbagli.

Da che sono in città ti ho sempre tenuta d'occhio, ed anche se dopo esserci conosciuti ci siamo parlati poco io ti ho osservata da lontano.

Eri interessante, ed è così che ho visto la tua fragilità, la vera Rin Tohsaka che nessuno conosce. Quando quel giorno vidi per la prima volta il tuo volto triste nel parco in centro città ho capito. Odiavo vederti soffrire ed ho vigilato su di te dall'ombra, cercando di supportarti da dietro le quinte.>> le mie parole sembrano lasciarla incredula.

<<Perché? Perché sei sempre rimasto lontano ed in disparte? Avremmo potuto essere amici, forse.

E poi soprattutto per quale motivo odiavi così tanto vedermi triste?>> chiede lei con voce quasi sofferente.

Ha fatto una domanda che speravo non facesse mai, ma suppongo che a questo punto sia inutile tenersi tutto dentro.

<<Per rispondere alla tua prima domanda, è perché io non sono mai stato bravo nelle relazioni umane, e non avrei potuto essere ciò di cui avevi bisogno.

Per evitare di essere una delusione mi sono quindi fatto da parte, e fidati che è stato meglio così.

Quanto alla seconda domanda...quella faccia che avevi al parco quel pomeriggio, è la stessa che ho avuto io per tutta la mia vita.

Quel senso opprimente di tristezza e solitudine mi ha accompagnato da che sono venuto al mondo. Ho vissuto tutta l'infanzia tra sfiancanti addestramenti e rapporti familiari inesistenti.

Quando mio padre mi umiliava nei più disparati modi, non avevo nessuno a cui confessare i miei sentimenti.

L'unica luce nelle tenebre del mio passato era mia madre, che si è spenta fin troppo presto, e dopo la sua morte per me c'è stato solo l'inferno, in quanto l'unico legame familiare rimasto era quel mostro che chiamavo padre.

Avevamo la servitù e spesso e volentieri erano loro a vedermi piangere dopo le “lezioni” del mio vecchio.

Il loro compito era però solo quello di servirmi, poiché Ignis aveva categoricamente proibito qualunque contatto di natura umana.

Più volte, soprattutto le domestiche, avrebbero voluto confortarmi, ma hanno sempre evitato per paura di ritorsioni da parte di mio padre.

Non potevano far altro che ascoltare passivamente i miei pianti, e quando mi servivano durante i miei momenti di tristezza era palese quanto fosse difficile per loro non poter fare nulla.

Quel maledetto che avevo per genitore ha sempre rovinato tutto intorno a sé.

Per lui le emozioni erano debolezza, difatti le mie lacrime non potevo versarle in sua presenza o prendevo schiaffoni>> interrompo il mio racconto a causa delle lacrime, che non riesco a trattenere. Possono passare anni, ma quelle ferite bruciano ancora, ed anche se ormai sono cicatrici fanno ancora male.

Rin mi osserva intristita, il suo sguardo tradisce compassione, ma io mi ricompongo e continuo il racconto.

<<Ero un emarginato, la mia grande casa era una prigione dorata, bellissima all'esterno ma terribile dentro.

Il mio caro paparino vedeva in qualsiasi legame una debolezza, pertanto non avevo alcun amico.

Per quanto sembri paradossale la solitudine è sempre stata la mia unica amica.

Pensa che quando avevo circa 8-9 anni credevo di essere io quello sbagliato.

Nonostante le torture che subivo giornalmente, sentivo di essere io in torto, perché non ero il figlio che lui voleva.

Soffrivo più per la consapevolezza di essere una delusione per mio padre, piuttosto che per il fuoco che bruciava la mia carne ogni giorno.

Tuttavia crescendo ho capito che io non avevo colpe, che era lui quello sbagliato, e così la tristezza del fallimento si tramutò in odio verso la figura paterna.

Più volte quando avevo la tua età ho rischiato di prendere strade sbagliate, ed è stato il ricordo di mia madre a mantenermi sulla retta via.

La sua luce mi tenne lontano dalle tenebre, poiché sapevo che se avessi ceduto all'oscurità sarei diventato un uomo di cui si sarebbe vergognata dall'alto dei cieli.

Mio padre morì 3 anni fa, ed io non versai neanche una lacrima per lui al suo funerale, anzi ero sollevato a pensare di essermi liberato di quel maledetto.

Ma l'inferno non è svanito con la sua morte purtroppo, poiché mi era entrato dentro più di quanto volessi.

Così mi sono prefissato l'obiettivo di superarlo, di diventare io il migliore, nel tentativo di dare uno scopo a tutti quegli sfiancanti addestramenti a cui sono stato costretto.

Ho consacrato la mia vita alla ricerca della forza, ma è ironico, perché guardandomi allo specchio ogni giorno io rivedo lui in me.

Gli somiglio molto più di quanto vorrei, e non solo nell'aspetto sfortunatamente.

Il suo fantasma continua a tormentarmi ancora oggi purtroppo.

Per anni mi sono illuso di poter creare la mia strada, ma senza nemmeno rendermene conto ho finito per imboccare il suo stesso sentiero.....che ironia>> il paradosso della situazione mi porta ad una risata.

Non c'è nulla da ridere, ma o faccio questo o cado di nuovo nella disperazione, e Tohsaka ha già visto fin troppo della mia fragilità.

Mi sono aperto più di quanto avrei dovuto, poiché lei è mia nemica, per quanto vorrei che non lo fosse.

<<La tua storia è davvero forte, ho sempre pensato che fossi solo uno spocchioso che si atteggiava e ti chiedo scusa per questo mio errore di valutazione.

Questo però ci tengo a dirtelo, tu non sei come tuo padre, anche se ti conosco poco posso già dirlo con assoluta certezza.

Accidenti a te, ti sei aperto così tanto che ora non riesco più a vederti come un avversario, ed è per questo che ti propongo un'alleanza più duratura, che comunque terminerà quando saremo rimasti solo noi due a contenderci il Graal.>> Rin si sforza di fare la dura, ma ormai non mi inganna più, ho capito com'è fatta davvero.

Io allora le confesso di non avere alcun interesse nella reliquia, dicendole che il mio solo obiettivo è provare di essere il numero uno.

Lei però mi rimprovera dicendomi che non accetterà mai di avere il premio senza meritarlo, pertanto io le sorrido e accetto la sua proposta.

Archer mi guarda in maniera criptica, ma ho come la sensazione che in fondo mi rispetti.

Caster invece sembra rattristata, probabilmente per via del mio racconto.

Il suo volto non è visibile, ma è come se percepissi il suo stato d'animo in questo momento.

Forse è il nostro patto ad aver creato questa connessione profonda, che con lo scontro di stanotte si è rafforzata ulteriormente.

L'orologio segna ormai le undici e mezza, il tempo è volato, e Rin decide che è giunta l'ora di tornare a casa.

Si alza e si avvia alla porta, facendo per congedarsi, ma prima di salutarmi mi dice che passerà domattina per stabilire la nostra linea d'azione da ora in poi.

La accompagno fino all'uscita e le auguro la buonanotte, in fin dei conti questa serata qualcosa di buono l'ha portata.

E' la prima volta nella mia vita che condivido qualcosa con qualcuno, e non è poi così male in fondo.

Dopo aver salutato Tohsaka vado in bagno per farmi una rapida doccia, ed alleviare così i dolori della battaglia.

Il calore dell'acqua si posa dolcemente sulle ferite, ma non mi crea una sensazione di fastidio, bensì di sollievo.

Esco dalla doccia, mi dirigo allo specchio, ed una volta lì ecco che lo rivedo.

Ogni volta che guardo il mio riflesso non posso fare a meno di vedere lui al mio posto in un primo momento, e non posso sopportarlo.

Perché la vita è stata così crudele da farmi assomigliare tanto al mostro che ho sempre odiato e temuto?

Ironicamente poi non soltanto nell'aspetto, ma anche nel carattere e nelle scelte di vita.

Il destino è stato veramente tremendo, portandomi a farmi scegliere una strada pressoché identica a quella di Ignis, e forse sono condannato a trasformarmi in quello stesso mostro che ho disprezzato per tutta la mia vita.

Così tante volte mi domando quale senso abbia la mia esistenza, quale sia il suo fine ultimo.

Mi sono prefissato l'obiettivo di superarlo, di dimostrare di essere migliore di lui in tutto, ma una volta che ci sarò riuscito cosa farò?

Domanda poi più importante, a quante cose dovrò rinunciare per volare ancora più in alto di lui?

Il cammino che ho scelto è costellato di sacrifici, ed ancora oggi mi domando a cosa mi condurrà alla fine.

Una volta che lo avrò superato che cosa ne sarà del resto della mia esistenza?

Tante volte mi domando quanto senso abbiano avuto le mie scelte di vita fino a questo punto, ed altrettante volte mi domando se non sia il caso di cambiare priorità.

Però quando quei pensieri solcano la mia mente mi ricordo del mio passato, di tutti quegli sfiancanti allenamenti nel fuoco, del dolore fisico e mentale che ho sopportato per tutta la mia esistenza, e ritrovo la mia determinazione.

Non voglio che il mio passato diventi solo un triste ricordo, voglio che quell'inferno serva a qualcosa.

A mia madre è stata negata la possibilità di amarmi affinché io potessi diventare il degno erede degli Strathmore, e devo raggiungere i miei obiettivi anche per lei, affinché il sacrificio a cui è stata costretta non sia stato vano.

Mi asciugo il volto con l'asciugamano e, dopo aver posato nuovamente lo sguardo sul mio riflesso, torno a vedere me stesso, grazie al cielo.

Tuttavia stavolta vedo Ignis anche dietro di me, con la barba incolta spruzzata di bianco ed il suo sguardo truce che mi osserva.

Quella visione mi fa montare la furia, ma stavolta mi sforzo di calmarmi e, dopo aver chiuso gli occhi per qualche istante, lui sparisce del tutto.

Deve cambiare tutto questo, poiché io non voglio più lasciarmi condizionare la vita da lui, gliel'ho permesso già per troppo tempo.

Dopo essermi rivestito prendo e vado a mettermi sotto le coperte, mentre Caster mi chiede se mi sento bene.

Io le rispondo di sì, anche se non è completamente vero, e poi lei mi augura la buonanotte.

Dopo averle augurato anche io sogni d'oro mi immergo nel buio della mia stanza, ed osservo il soffitto per un po'.

Pochi minuti e la stanchezza inizia a farsi sentire, pertanto decido di abbandonarmi al sonno e così chiudo gli occhi.

Questa giornata è stata importante per svariate ragioni, e le prossime lo saranno altrettanto.

 


Il sentiero che si perde nelle tenebre è il più facile da intraprendere, ma il più difficile da percorrere.

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Per l'immagine con il bel draghetto ringrazio @Lugialeon

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Capitolo 6

Spoiler

Piani di guerra

<<Figlio mio, tu sei destinato alla grandezza, ora lo vedo chiaramente.

Ti ho allevato con durezza, perché desideravo che tu portassi avanti il mio buon nome, ma solo ora capisco quanto fosse sbagliato crescerti per essere un'estensione di me stesso.

La mia vanità mi ha reso un pessimo genitore, ma tu non farai i miei stessi errori ne sono sicuro.

Sei destinato a superarmi in tutto Lasair, l'ho capito durante il nostro ultimo allenamento.

Quel giorno il tuo rancore e il tuo odio verso di me hanno fatto risplendere le tue fiamme in un modo che non avevo mai visto prima, che io per primo non ho mai raggiunto.

E' stato allora che mi hai impartito la lezione più importante di tutte, ossia che le emozioni sono una forza e non una debolezza.

Grazie ad esse un giorno le tue fiamme risplenderanno più del sole stesso.

Io non ho mai ricevuto amore da mio padre ed a mia volta non ne ho dato a te, ma mi vergogno profondamente per averlo capito solo adesso.

Nella nostra famiglia siamo capaci di manipolare il fuoco, eppure siamo sempre stati freddi dentro.....che ironia.

A breve tu però spezzerai questo circolo vizioso, quando alla mia morte diverrai il capofamiglia degli Strathmore.

Sotto di te il nostro casato raggiungerà l'apice della gloria, e riuscirai a lavare molte delle colpe che il nostro nome si trascina da secoli.

Sono stato un padre ed un marito indegno, e so che è troppo tardi per chiederti perdono, non ne ho il minimo diritto ad onor del vero.

La mia morte dovrà essere per te una liberazione e non un fardello.

Devi vivere odiandomi, così sarà molto più facile per te, ed è quello che mi merito dopotutto. Queste lacrime dovranno essere le prime ed ultime che versi per me, non le merito affatto.>> frasi da parte di mio padre che mai avrei immaginato di udire.

Per la prima volta in 21 anni piango per il mio torturatore, e lui mi chiede anche di avvicinarmi ulteriormente.

Sul letto di morte la sua mano mi accarezza il volto, per la prima volta da che sono venuto al mondo, e poi si posa sulla mia fronte.

Dopo quel momento giunge infine il buio totale, e quella è la fine di tutto.

Questo è stato il sogno della scorsa notte, la cui vera natura mi sfugge.

Ancora sotto le coperte rimugino su quella visione, che reputo inverosimile, ma tutti i dettagli nel sogno coincidevano perfettamente con ciò che ricordo della morte di Ignis risalente a 3 anni fa.

Lui sul letto di morte, ed io che sono il solo al suo capezzale, mentre la servitù è impegnata come sempre nel tenere in ordine la casa.

Nel sogno riuscivo a sentire chiaramente i tacchi delle domestiche muovesi freneticamente da dietro la porta della stanza, mentre stavano preparando tutti i dettagli dell'imminente funerale di mio padre.

Quel dettaglio in particolare mi conferma che il sogno era in realtà un ricordo, poiché mai sognerei una cosa tanto irrilevante come lo scalpiccio dei tacchi delle donne della servitù.

Che il mio vecchio possa aver detto quelle cose mi sembra impossibile, ma tutto tornerebbe se avesse modificato la mia memoria.

Un incantesimo del genere sarebbe stato una passeggiata per Ignis, ma se davvero ciò che ho visto era un ricordo, perché il sigillo si è spezzato ora?

Di norma questi incantesimi costituiscono vincoli indissolubili, che prescindono dalla vita dell'utilizzatore, quindi cosa può aver portato al disfacimento del sortilegio?

Che sia stata la mia lotta contro Berserker? In fin dei conti i miei circuiti magici ieri notte sono stati portati al limite.

A pensarci bene, un sovraccarico dei circuiti nel cervello potrebbe dissolvere un simile sigillo, forse la spiegazione è davvero questa dopotutto, ma non devo lasciarmi fuorviare da ciò.

Quelle parole, per quanto belle, non possono cancellare il passato e il dolore che ho provato a causa di mio padre.

Non posso cancellare con un colpo di spugna l'odio che provo verso di lui, quel sentimento è profondamente radicato in me.

Tuttavia non posso ignorare nemmeno sforzandomi le sue ultime parole, provo sentimenti contrastanti in questo momento.

In tutta questa confusione però una certezza ce l'ho ancora, il mio obiettivo resta comunque quello di superarlo e di creare la MIA leggenda.

Solo che prima lo desideravo per fare un affronto alla sua memoria, mentre ora una parte di me non può fare a meno di concepire questo obiettivo come un qualcosa di diverso, come un modo per dimostrargli che l'inferno passato ha avuto uno scopo e che, come padre, alla fine non ha del tutto fallito.

Che sia dal paradiso o dall'inferno, mio padre vedrà l'ascesa di Lasair Strathmore, e poco mi importa se si rivolterà o meno nella tomba.

Adesso però non posso permettermi distrazioni di sorta, la guerra è praticamente cominciata ed io devo fare del mio meglio per arrivare fino alla fine.

Quello che più mi preoccupa è l'uccidere, poiché è qualcosa che non voglio più fare.

Il mio desiderio è quello di combattere duelli leali al massimo delle mie capacità, ma senza conseguenze fatali di sorta.

Questa guerra non è altro che una competizione alla fine, è improprio chiamarla guerra in effetti, anche se in passato è sfociata in carneficine insensate.

Mi auguro che questa volta sia diversa, ma se sarò costretto dalle circostanze dovrò mettere da parte le mie riserve e fare ciò che dovrà essere fatto, anche se spero con tutto il cuore di non arrivare a quel punto.

Già in passato ho dovuto scegliere fra i miei principi ed il bene del prossimo, ed è una scelta che non voglio più essere costretto a fare.

Non voglio più essere messo nella posizione di dover andare contro me stesso pur di fare la cosa più giusta, perché non voglio vivere una vita di compromessi.

Le mie mani sono sporche di sangue, perché a volte fare la cosa giusta richiedeva questo tributo, ma in questo mare di sangue c'è purtroppo anche del sangue innocente.

Non sempre sono stato in grado di mettere da parte i miei valori al momento giusto, finendo per dover rimediare a cose che avrei potuto benissimo evitare se fossi stato più deciso quando serviva.

Ma perché dev'essere così difficile? Perché fare la cosa giusta a volte richiede di rinnegare se stessi e i propri valori? La cosa è tristemente ironica, ma io ho dovuto fare quella scelta più volte di quante ne possa sopportare.

Come posso gioire del bene fatto, quando per arrivare a quel risultato ho dovuto utilizzare mezzi tutt'altro che giusti?

Come può un eroe essere definito tale, se per diventarlo va contro tutto ciò che è e che dovrebbe rappresentare?

Il mondo è pieno di cosiddetti “eroi” che hanno fatto più male che bene, ma la gente inspiegabilmente li venera perché li vede come “esecutori di un fine più alto”, senza che però vengano soppesate adeguatamente le cose giuste e le cose sbagliate fatte da questi individui.

La filosofia del fine che giustifica i mezzi per me è sempre stata un'idiozia bella e buona.

Il fatto di fare del male per un bene superiore è solo una scusa inventata dagli uomini per giustificare ogni tipo di atrocità, una bugia atta ad alleggerire il peso delle loro colpe, ed io per primo mi racconto quella bugia ogni giorno nel tentativo di sentirmi meglio per ciò che ho fatto...che enorme contraddizione la mia.

Lo stesso discorso del non uccidere i Master vale anche per i Servant, sebbene loro siano echi di un lontano passato, ora sono tornati alla vita per combattere.

In quanto creature viventi al momento presente io avrò verso di loro gli stessi riguardi che avrei per un qualsiasi avversario.

Ho profondo rispetto per ognuno di loro, anche per Berserker, e proprio per questo desidero combatterli nel modo più onorevole possibile, senza che lo spettro della morte debba necessariamente aleggiare sulle battaglie di questo conflitto.

Sono diventato Master in questa guerra per combattere, non per uccidere, ed il Graal ha risposto di conseguenza al mio desiderio, poiché mi ha ritenuto degno di concorrere al suo ottenimento.

Ciò nonostante non ho desideri irrealizzabili da esprimere al miracoloso calice, ed è quasi ironico a pensarci.

Battersi per un artefatto dai poteri quasi illimitati, e non avere nessun grande desiderio da esprimere ad esso, ha un che di paradossale.

Fosse per me lo cederei ad altri, dopotutto ciò che mi interessa è la battaglia in sé e non la ricompensa.

La scorsa notte poi ho anche preso accordi con Rin, ed ora mi chiedo se sia stata una scelta saggia. Prima o poi dovrò lottare anche contro di lei, e mi sarà molto più difficile se prima di allora saremo stati alleati.

Ciò nonostante, il pericolo di affrontare quel colosso color piombo da solo è concreto, e non posso permettere al mio orgoglio di guerriero di prevalere sul buonsenso.

Scendo dal letto e percorro lentamente il corridoio, sorpassando la stanza di Caster, ancora chiusa a chiave.

Mentre scendo in cucina penso a quanto la mia partner ci tenga a non farsi vedere in volto da me. Con il tempo però il nostro legame le farà superare la diffidenza, sono certo che si celi una donna bellissima e di gran talento dietro quel cappuccio nero.

Ieri sera è stata grandiosa, i proiettili magici che ha lanciato contro il nemico si sono rivelati molto più efficaci di quanto credessi, e mi rimprovero ancora per averla sottovalutata così tanto.

Giunto in cucina prendo dal frigo il mio consueto succo mattutino, e poi preparerò una colazione dolce per me e il mio Servant a base di pane tostato e marmellata.

Il mio stile di vita è interamente occidentale, come le mie origini, e spero che Caster condivida i miei stessi gusti.

Ho sempre odiato le colazioni alla giapponese e, nonostante abbia provato a farmele piacere, non ci sono mai riuscito.

D'un tratto sento il campanello, ed immagino già chi possa essere, del resto ieri sera avevamo concordato di vederci in mattinata per discutere dei piani d'azione.

Sono le 8 del mattino, o la signorina Tohsaka è una tipa mattiniera, oppure le vicende della notte scorsa le hanno tolto il sonno.

Rin che si sveglia presto mi sembra una cosa inconcepibile, perciò credo sia più la seconda ipotesi. Lo scampanellio si fa sempre più insistente, accidenti non posso proprio prendermela comoda a quanto pare.

Mi avvio con passo lento e pesante alla porta, la apro e mi trovo davanti un demonio.

<<Era ora, quanto ci hai messo ad aprire? Cominciavo a pensare che fossi morto, in Inghilterra non si usa aprire la porta quando suonano?

E' maleducazione far aspettare una signorin....gh>>

Che strano, la scorbutica si è fermata all'improvviso, anche se la cosa non mi dispiace.

Osservo la sua faccia e vedo che è leggermente rossa, poi mi guardo il busto, dov'è puntato il suo sguardo, ma non noto nulla di strano.

E' come se avesse visto qualcosa che non si aspettava, che sia sorpresa dal mio fisico?

La maglietta che indosso in effetti evidenzia la mia muscolatura, mentre i vestiti di ieri sera non facevano altrettanto.

Ma adesso è il mio sguardo a venire catturato, da alcune valigie alle spalle dell'isterica visitatrice.

<<Ehm potresti smetterla di fissarmi per cortesia? E quelli che cosa sono?>> chiedo io indicando i bagagli e temendo la risposta, mentre lei si ricompone.

<<Quello che sembrano, se dobbiamo allearci sarebbe scomodo organizzare riunioni strategiche in continuazione.

Oltre al fatto che essere sotto lo stesso tetto ci agevolerà in caso di attacco, comunque prima non ti stavo fissando, sono solo rimasta sorpresa perché non pensavo tu fossi così in forma ecco>> chissà perché qualcosa nella sua ultima frase mi è suonata strana.

<<Mi rimproveri perché sono uno sfacciato e poi tu commenti la mia forma fisica?

Quanto hai detto un attimo fa sottintende che pensavi io avessi una forma fisica scarsa, non è per niente una cosa carina.>> la mia risposta pare dissolvere del tutto l'imbarazzo residuo, la sua faccia ora pare rossa per la furia invece.

Prima che la situazione degeneri le offro un bicchiere di aranciata per calmarla, e lei resta sorpresa dalla cosa, anche se non capisco cosa ci sia di così strano nel sentimento dell'ospitalità.

La ragazza accetta quasi con felicità e, nel sorseggiare la bevanda comodamente seduta al tavolo, la sua collera si estingue come un fuocherello sotto la pioggia.

Ci vuole poco per farla arrabbiare, ma altrettanto poco per farla calmare a quanto pare, buono a sapersi per il futuro.

Dopo le divagazioni la invito a discutere di questioni più importanti, proponendole anche di fare colazione nel mentre, ma lei rifiuta in tono cortese dicendomi che non fa mai colazione la mattina.

Mi domando da dove tiri fuori tutte queste energie allora, poiché i suoi occhi cerchiati mi confermano che ha dormito poco la scorsa notte.

<<Bene parlo io per prima, allo stato attuale non abbiamo possibilità contro Berserker, le nostre capacità individuali di maghi sono di alto livello, ma insufficienti per ora.

Anche i nostri Servant non sono ancora preparati ad affrontare quel colosso, perciò da adesso in poi dovremo fare molte sessioni di allenamento per affinare le tecniche nostre e dei nostri famigli.

Solo quando saremo sufficientemente addestrati lanceremo un attacco frontale alla mocciosetta.

Ho scoperto che la sua famiglia possiede un enorme castello, situato nel fitto della foresta, e quella è la sua base operativa.

E' piuttosto isolata e ben protetta da una barriera magica, qualcosa mi dice che la ragazzina non si farà viva per un bel po', è molto convinta della propria superiorità.

Che ne pensi tu?>>

Prima di rispondere alla sua domanda estraggo dal cassetto in cucina un pacchetto di sigarette, ne prendo una e la accendo con una fiammella creata dal mio dito.

Il vizio del fumo mi accompagna ormai da anni e, dopo vani tentativi di smettere, mi sono rassegnato a lasciarmi guidare da questa cattiva abitudine.

La mia ospite mi osserva con uno sguardo che non capisco se sia di rimprovero o di sorpresa. Gliene offrirei una, ma so già per certo che non è una fumatrice, inoltre pensandoci bene ora capisco perché è già in piedi così presto.

Se ha già scovato la base nemica nell'arco di una sola notte vuol dire che non ci ha dormito sopra.

<<Ma dai che cliché, fumatore, fisico scolpito, barba incolta e occhi glaciali.

Mancano solo dei tatuaggi e completi il quadretto del cattivo ragazzo, ma se ci stai provando ti avverto che non funziona>> e poi volta lo sguardo con aria stizzita.

<<Volevo solo farmi una sigaretta, ma è curioso che tu ci veda un tentativo di seduzione.

La tua reazione mi fa pensare che non sei pratica delle dinamiche di approccio in generale, ma vista la tua giovane età e il tuo bel caratterino posso anche capirlo.

Comunque per la cronaca ho anche un tatuaggio sulla schiena, ma quella è una storia molto lunga.

Il fatto che tu ti sia subito messa sulla difensiva dicendo che il mio approccio non funziona, beh mi fa pensare che forse quella che ci vede della malizia sei tu, con questo atteggiamento da...com'è che dite voi giapponesi...ah sì da tsundere.>> le mie parole la stanno visibilmente irritando, ben più di quel che sono abituato a vedere, ma riesco a notare anche uno sforzo da parte sua di mantenere la compostezza, e senza indugio continuo il mio discorso.

<<Relativamente alla tua idea dell'allenamento sono d'accordo su tutto, nella battaglia di ieri notte mi sono impegnato al massimo, e sono certo lo abbia fatto anche tu, mentre il nostro avversario ha praticamente giocato per tutto il tempo.

Il divario di forza fra noi e il gigante è immenso, ci vorrà parecchio per sanarlo, perciò approvo la tua decisione di allenarci insieme ad un ritmo elevato.

Un'ultima puntualizzazione comunque, io intendo battermi individualmente con ognuno dei partecipanti alla guerra, perciò se intendi ostacolarmi allora cesserò questa alleanza qui ed ora.

Non ho intenzione di toglierti la possibilità di affrontarli e batterli, chiedo solo di poterlo fare anche io a mia volta, per poter misurare la mia forza.

Dopodiché tu sarai libera anche di ucciderli se vorrai, non è un mio problema quello che decidi di fare tu.>> il mio tono risoluto pare convincere anche la mia interlocutrice, che dopo alcune perplessità accetta tutti i termini da me proposti.

Io mi occuperò di sconfiggere i Master e i Servant in duelli leali, mettendo alla prova il mio potere, mentre Tohsaka eventualmente potrà eliminarli se lo vorrà.

Non è mia intenzione relegarla nelle retrovie in questo conflitto, dopotutto lei è animata dal mio stesso desiderio di dimostrarsi la migliore, chiedo solo di avere la possibilità di affrontare tutti gli avversari di questa guerra prima che la bella moretta decida che farne di loro.

La nostra linea d'azione per i prossimi giorni è ormai stabilita, appena Caster si sarà svegliata comincerà il nostro allenamento intensivo, con anche i Servant a prendervi parte.

In effetti le abilità nel corpo a corpo di Archer potrebbero essermi utilissime, posso imparare molto da lui, non vedo l'ora di cominciare.

Spero con tutto il cuore che questa guerra non finisca in un'assurda carneficina, ed anche per questo mi auguro che Tohsaka non nutra istinti letali verso i suoi avversari, ma non intendo in alcun modo fare il paladino della giustizia che non sono.

Ognuno è responsabile delle proprie azioni, perciò se farà qualcosa di discutibile, dovrà risponderne soltanto alla sua coscienza.

 


Il sentiero che si perde nelle tenebre è il più facile da intraprendere, ma il più difficile da percorrere.

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Per l'immagine con il bel draghetto ringrazio @Lugialeon

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