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[MoonlightUmbreon] Fate Stay Night: The Chronicles of Lasair


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Salve a tutti. Di recente ho scoperto il brand di Fate e ne sono rimasto stregato, al punto da fare una full immersion di questo piccolo gioiello. Ne sono rimasto talmente affascinato da aver deciso di creare una fanfic a tema. Sì lo so, siamo in un forum pokémon ma ehi qualcosa di diverso ogni tanto ci vuole no?:XD: Considerando soprattutto la complessità dell'opera in sé ho deciso di allegare anche un piccolo glossario, in modo da poter dare un'infarinatura generale anche ai non esperti dell'opera. La aggiornerò man mano che introdurrò nuovi termini, e vi invito a tenerlo sempre d'occhio in quanto ogni terminologia particolare verrà inserita lì. In questo modo eviterò di dilungarmi in spiegoni esagerati nei vari capitoli, al fine di rendere la narrazione quanto più fluida possibile. I capitoli sono belli lunghi, ragion per cui ho deciso di metterli sempre sotto spoiler in modo da rendere agevole la fruizione a chiunque. Ulteriore premessa che ritengo doverosa, non sono certo uno scrittore di professione. Il mio stile può piacere come no, vi invito comunque ad essere sempre rispettosi di quel che faccio qui^^ Detto ciò ecco a voi il glossario.

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Glossario termini Fate Stay Night

 

  1. Master: Individui, generalmente maghi, in grado di suggellare un patto con i famigli noti come Servant per combattere nella Guerra del Santo Graal. Ad ogni guerra 7 sono i Master a cui corrispondono altrettanti Servant.

  2. Servant: La tipologia più potente di famiglio, convocati dal Graal e poi evocati dai Master per combattere nella Guerra del Santo Graal. Generalmente si tratta di spiriti eroici, eroi del passato realmente esistiti oppure esistenti nella mitologia, assurti al ruolo di divinità per le loro imprese straordinarie. Il Graal ne prepara i corpi materiali, e li suddivide in sette categorie ben distinte: Saber, Archer, Lancer, Rider, Caster, Assassin e Berserker.

  3. Guerra Del Graal: Una competizione in cui 7 master si sfidano per ottenere l'omonima reliquia che dà il nome al conflitto, in grado di esaudire qualunque desiderio. E' un rituale iniziato 200 anni fa, creato da tre grandi famiglie di maghi: Tohsaka, Von Einzbern e Makiri. Solo l'ultima coppia rimasta di Master e Servant può ottenere l'artefatto. Ad oggi si sono svolte 5 guerre ad intervalli variabili di tempo.

  4. Santo Graal: Il calice che si dice abbia contenuto il sangue di Cristo. Non vi sono prove che sia davvero così, anzi è probabilmente chiamato così solo per le straordinarie proprietà di esaudire i desideri. La Chiesa, nonostante ciò, è stata chiamata molteplici volte ad esaminare tale artefatto. La sua forma spirituale, accessibile solo ai Servant, è quella che detiene il potere assoluto, mentre il ricettacolo materiale non ha alcun potere. Può essere utilizzato solo dall'ultima coppia rimasta al termine della guerra.

  5. Simbolo Eccelso/Arma Nobile (A seconda delle varie localizzazioni): L'asso nella manica di ogni Servant, in grado di capovolgere le sorti di una battaglia. Possono essere oggetti fisici quali spade, lance, anelli, o concetti astratti come maledizioni. I Servant lo usano solo come ultima risorsa, in quanto sono il loro tesoro più prezioso e il simbolo che rappresenta l'eroe stesso. Viene solitamente occultato per evitare al nemico di scoprire la vera identità dello spirito eroico.

  6. Catalizzatore: Oggetto utilizzato durante il rituale di evocazione dei Servant da parte dei Master. E' solitamente impiegato per catalizzare l'evocazione di uno spirito specifico, e per la riuscita del rito vengono adoperati manufatti legati a quella specifica figura.

  7. Associazione dei Maghi: Come suggerisce il nome, si tratta di un'organizzazione composta esclusivamente da maghi. Il loro compito primario consiste nell'occultare l'esistenza della magia al resto del mondo umano. In perenne conflitto con la Chiesa, che da sempre ritiene contro natura la pratica della magia.

  8. Circuito Magico: Uno pseudo sistema nervoso. E' ciò che qualifica un essere umano come Mago. Risiede nell'anima di un individuo, e nel corpo umano viene rappresentato in maniera simile al sistema nervoso stesso. E' utilizzato dai maghi per convertire la loro forza vitale in energia magica. La presenza di circuiti in una persona ordinaria è un fenomeno molto raro.

  9. Emblema Magico: Si può definire come l'eredità di un mago. L'emblema viene tramandato tra le varie generazioni nelle famiglie di maghi purosangue. Racchiude in esso le fatiche e gli sforzi di coloro che sono venuti prima. Diviene più potente di generazione in generazione.

  10. Incantesimi di Comando:Tre potentissimi incantesimi che permettono al Master di far eseguire ogni ordine al proprio Servant, indipendentemente dalla volontà di quest'ultimo. Vengono usati con parsimonia, in quanto il loro esaurimento comporta la perdita del ruolo di Master, e il conseguente scioglimento del patto con il famiglio.

  11. Linee Ley: Flussi di energia magica che scorrono nel sottosuolo, fungono da catalizzatore magico per numerosi incantesimi, molti dei quali di alto livello.

  12. Spazio Separato: Come suggerisce il nome, si tratta di uno spazio separato dal mondo fisico reale, che riproduce un determinato ambiente, creandone una copia in una dimensione separata dalla realtà. Generalmente utilizzato dai maghi per celare l'esistenza della magia agli umani. Solo i maghi possono accedervi.

  13. Radice (o Vortice della Radice) è un luogo metafisico che esiste al di fuori del tempo, anche conosciuto come "L'angolo esterno del mondo". Considerata la forza ultima, apice delle teorie di ogni dimensione. Si ritiene che sia una sorta di archivio che contiene informazioni su ogni possibilità, e sugli eventi passati, presenti e futuri. E' il luogo da cui hanno origine tutte le anime, incluse quelle degli Spiriti Eroici, ed il luogo a cui fanno ritorno dopo la morte. Raggiungere la Radice rappresenta l'obiettivo finale della maggior parte dei maghi, sebbene non tutti condividano questo proposito.

In aggiornamento

 

Mini glossario sulle categorie di Servant

  • Saber: Spirito della spada, la categoria comprende gli spiriti che eccellono nell'arte della spada.

  • Archer: Spirito dell'arco, comprende i più abili arcieri della storia e della mitologia. Abilissimi nel combattimento a distanza, ma salvo rare eccezioni, carenti nella lotta corpo a corpo.

  • Lancer: Spirito della lancia, di questa categoria fanno parte i lancieri più rinomati.

  • Rider: Il fante. In questa categoria si possono trovare spiriti eroici che sono rimasti impressi nella storia per aver domato bestie mitiche o mezzi di trasporto eccezionali.

  • Caster: Spirito eroico abilissimo nella magia, ma fortemente limitato in tutto ciò che esula da essa.

  • Assassin: Classe di servant tra le più deboli, in grado di occultare la propria presenza al nemico.

  • Berserker: La classe potenzialmente più insidiosa. I Servant facenti parte di questa categoria perdono quasi del tutto il raziocinio, in favore di una potenza di attacco senza rivali e capacità rigenerative sorprendenti.

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E qui invece il primo capitolo

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Capitolo 1: Venti di guerra

Le fiamme sono altissime e dalla temperatura insopportabile, sento che la mia stessa pelle, ora esposta a causa dei vestiti leggermente strappati, potrebbe squagliarsi da un momento all'altro. Sono indolenzito ma ancora cosciente. Cerco il mio avversario in quell'inferno. Un'ombra danza elegantemente e freneticamente nel fuoco, mentre io cerco di seguirne i movimenti. Le mie piccole mani tremano, la paura mi assale, ma cerco di combatterla. Quel qualcuno che sto affrontando non mi riserverà alcun trattamento di favore solo perché sono un ragazzino, perciò devo cercare di mettere in piedi uno scontro quantomeno accettabile. Il mio primo istinto è quello di usare le energie residue per scappare, ma non posso essere codardo, non sono stato educato in questo modo. Una palla di fuoco si materializza con fatica nella mia mano destra, mentre ancora cerco di individuare il nemico. D'un tratto sento un rapido colpo al collo e mi ritrovo faccia a terra. A seguito di ciò un piede si poggia con forza sulla mia schiena per impedirmi di rialzarmi.

<<Lasair, se combatti in questo modo sarai ucciso prima ancora che tu possa preparare l'offensiva. In uno scontro la velocità è fondamentale. Non c'è spazio per paure ed esitazioni di sorta. Anche oggi mi hai proposto uno spettacolo vergognoso. Tu dovresti essere il prossimo erede del nostro nobile casato, ma invece sei una delusione immensa sia come figlio che come mago.>>

Il tono severo di mio padre mi ferisce anche più della pressione che esercita sulla mia schiena. Sebbene sia un mago immensamente più potente del sottoscritto, non ha alcun riguardo per me che sono suo figlio ed un ragazzino. L'inesperienza data dalla mia età non è una giustificazione per lui, ed ogni volta che lottiamo finisce sempre così. Sono faccia a terra, ma non fatico ad immaginare quale sia l'espressione dipinta sul suo volto in questo momento. Del resto è quella che ha avuto fin da quando sono nato. Dopo poco il suo piede si solleva, ma sono subito costretto a rialzarmi attraverso uno strattone al braccio da parte sua. Mi trascina con forza e mi obbliga a stare immobile in prossimità del fuoco, vuole che io mi tempri con l'insopportabile calore, e solo dopo minuti che sembrano interminabili la tortura finisce. Le fiamme così alte rendono difficile vedere le stelle dipinte nel cielo, e lo sguardo severo di mio padre mi trafigge come un coltello in pieno petto. A stento trattengo le lacrime, un simile segno di debolezza mi costerebbe uno schiaffo. Quello che sto osservando è un volto privo di emozioni e segnato dall'età, più affine a quello di un insegnante rigido piuttosto che di un padre. Poi tutto intorno a me comincia a diventare nero all'improvviso.

Di nuovo quel sogno, o meglio quel ricordo. Sono 15 anni che nel sonno vedo lo stesso scenario, il mio addestramento per diventare un mago degno del casato di cui porto il nome. La mia testa ha bisogno di riordinare le idee, così esco dal letto e mi reco in cucina per fare colazione, prima di accorgermi che è in realtà ora di pranzo.

Al posto del mio consueto succo d'arancia opto invece per un panino veloce per sopprimere la fame. Ripenso al mio passato e mi rendo conto che fin da quando sono nato, io sono stato destinato alla sofferenza. Mio padre non mi ha mai visto come un figlio, bensì come un'estensione di se stesso, qualcuno che potesse tenere in vita il suo mito anche dopo la sua morte. E' sempre stato orgoglioso del suo cognome......Strathmore, ed ha tentato in ogni modo di inculcare in me le sue idee e il suo stile di vita. Se ci penso bene lui era un grande ipocrita, il più grande che abbia mai incontrato. Ha sempre voluto far credere di mettere il nome di famiglia davanti a tutto, ma la verità è che a lui importava solo di se stesso e della sua fama personale. So che non dovrei dirlo, ma sono felice che non sia più in questo mondo ormai. La nostra famiglia di maghi è inglese, di nobile origine, e come tale ha una lunga storia pregressa alle spalle. Nella comunità magica la nostra dinastia è fra le più abili nell'uso della magia del fuoco, forse la più abile in assoluto e pertanto il nostro cognome ha un peso non indifferente. Io, Lasair Strathmore, sono l'attuale capofamiglia dell'omonimo casato, subentrato in tale ruolo a seguito della morte di mio padre. Figlio unico e quindi oggetto di qualsivoglia aspettativa. Non ho mai avuto un'infanzia normale, da che ho memoria gli unici gesti di “affetto” da parte di mio padre sono stati gli schiaffi atti a punirmi per averlo deluso. Lui era il famoso Ignis Strathmore, conosciuto anche come La Fenice, per la sua incrollabile determinazione che più di una volta l'ha fatto “risorgere” dalla sconfitta. Mia madre è morta pochi anni dopo la mia nascita, annegata nella depressione causata dall'impossibilità di amare suo figlio. Le regole di famiglia glielo impedirono.

I miei ricordi sono sfocati, ma anche se per poco l'ho vissuta e la amerò per sempre. I pochi frammenti di felicità della mia infanzia sono legati a lei, ma l'unica figura genitoriale per me è stata quella maschile. Appena iniziai a camminare egli cominciò ad addestrarmi secondo il motto degli Strathmore “Nato nel fuoco, temprato dal fuoco”. La mia povera madre, per uno stupido rituale di famiglia, fu costretta a partorire all'interno di un cerchio di fuoco. Il nuovo erede deve sempre venire al mondo tra le fiamme, una tradizione vecchia di secoli che il mio casato non ha mai mancato di rispettare. Pranzo al volo con un panino al prosciutto, anche se vivo in Giappone le mie abitudini alimentari sono occidentali come le mie origini. Mi dirigo in bagno e passo circa 15 minuti sotto l'acqua a rinfrescarmi. Devo ultimare i preparativi per evocare il Servant. La guerra del Graal è ormai prossima, riesco a percepire la pesantezza dell'aria che soffia su Fuyuki ultimamente. Aspetto questo evento dall'adolescenza, fin da quando ho scoperto di questo rituale. Ho vissuto un'infanzia miserabile, venendo addestrato per essere il migliore, e questa è l'occasione di dimostrarlo. Ho vissuto con l'unico scopo di perseguire la via della forza, per poter superare colui che mi ha generato. La mia vita non ha altro impulso all'infuori di questo. A pensarci bene non ho idea di cosa farò dopo questa guerra. E' da considerare anche l'ipotesi che mi trovi di fronte a nemici mediocri, perciò il mio obiettivo di superare il mio vecchio potrebbe non essere dietro l'angolo. Anzi, temo di essere un ingenuo a pensare che questa stupida scaramuccia vecchia di due secoli sia sufficiente per me. Nemmeno mi interessa il Graal a dire il vero, dato che non ho alcun desiderio irrealizzabile da esprimere ad esso. Ciò che voglio io lo posso ottenere benissimo anche da solo, senza scorciatoie di sorta. Questo l'ho preso da Ignis mio malgrado, anch'egli non ha mai avuto interesse in quel ridicolo rituale chiamato Guerra del Graal. Il solo motivo per cui vi prenderò parte è per dimostrare il mio valore, è solo un'occasione come un'altra di cui farei a meno se avessi opzioni migliori. Mi auguro solo di trovarmi di fronte ad avversari meritevoli, altrimenti il divertimento finirà molto presto.

Mentre finisco di asciugarmi i capelli guardo il mio riflesso allo specchio e non posso fare a meno di odiarmi, sfortunatamente somiglio a lui non solo nel carattere ma anche nell'aspetto. Una barba curata, occhi glaciali, capelli corvini e alta statura, sembro proprio lui da giovane. Infastidito dal mio riflesso colpisco lo specchio, frantumandolo in alcuni punti. La mano destra ora sanguina, perciò mi affretto a ripulirla e a bendare la ferita. Poi il mio sguardo cade sul sigillo magico, che si staglia minaccioso lungo tutto il mio braccio sinistro. Motivi simili a circuiti elettronici, che rappresentano l'eredità del fuoco della mia famiglia. La rappresentazione fisica del potere che i miei antenati hanno accumulato con sacrificio per generazioni, che ora scorre nelle mie vene, incluso quello di papà. Quell'uomo che tanto odio alla fine ha tirato le cuoia durante una lotta, lui che ha perseguito la forza per tutta la vita è infine caduto contro un avversario più forte di lui, che ironia. Che esistenza priva di significato la sua, e la mia di conseguenza. Ma io non cadrò mai in battaglia, anche questo fa parte del mio voler dimostrare di essere meglio di lui. Vado in camera mia e mi metto al volo un paio di jeans ed una maglietta rossa a manica lunga. Dopo questo esco di casa. E' inverno, mezzogiorno conclamato, il sole splende alto sulla città, ma il suo calore viene brutalmente soppresso dalle rigide temperature stagionali. Siamo a fine gennaio, quando l'inverno qui è al suo apice.

Il gelido vento invernale sferza gli alberi spogli per strada, disegnando un paesaggio tanto triste quanto inquieto. Fuyuki è una città assai particolare, essa è una stravagante commistione fra stile tradizionale ed innovativo. L'area suburbana è chiamata Miyama, ed ospita due distretti profondamente diversi fra loro, caratterizzati rispettivamente da uno stile orientale ed uno occidentale. Io vivo in una piccola villa situata nel distretto “degli stranieri”, quello occidentale. Sono inglese, nato e cresciuto in Inghilterra e solo due anni fa mi sono trasferito qui, dopo la morte di Ignis, perciò è il distretto che più si addice a me. Nella mia stessa zona si trovano anche le residenze dei Matou e dei Tohsaka, due illustri famiglie di maghi.

Passeggiando arrivo al crocevia, da qui si diramano parecchie strade. Il rumore dell'autobus segnala il suo prossimo arrivo alla fermata qui vicino, perciò mi affretto per prenderlo così da spostarmi verso il distretto moderno, dove prenderò gli ingredienti che mi servono per l'evocazione. Trafelato salgo sul bus. Mentre il mezzo attraversa il ponte di Miyama, io dal finestrino mi godo la vista del fiume Mion. Non posso fare a meno di osservare sospettoso ogni singola persona seduta, fra di loro potrebbero anche esserci dei nemici per quanto ne so. Dopo una decina di minuti arrivo finalmente a Shinto, quella che potremmo definire la “Downtown” di Fuyuki, con edifici molto moderni che ricalcano quelli delle grosse capitali del mondo occidentale. Lo sviluppo della città ha avuto un boom nel 1990 per la precisione. Camminando per strada mi ripeto di stare attento, chiunque può essere un nemico. Mille sorrisi cordiali a cui io replico forzatamente e guardia sempre alta. La guerra non è ancora ufficialmente iniziata, ma alcuni Master potrebbero aver già evocato i loro Servant. Non mi piace granché l'idea di doverne per forza evocare uno per prendere parte a questo conflitto, ma devo seguire le regole. Però non è mia intenzione nascondermi dietro un famiglio e non fare nulla, io lotterò in prima linea anche contro gli stessi Servant nemici. Lo spirito ideale per il sottoscritto sarebbe uno che facesse da supporto a me piuttosto che il contrario. Dovrò affidarmi al caso per l'evocazione, non avendo alcun catalizzatore in mio possesso.

Senza nemmeno accorgermene, giungo nel parco che 10 anni fa fu l'epicentro di un enorme incendio. Un evento tragico che mieté molte vittime. Quel fuoco ha lasciato una cicatrice indelebile nel posto, difatti l'erba non è più ricresciuta da allora. Il triste scenario catalizza la mia attenzione, così tanto che decido di accomodarmi su una panchina vicina per contemplarlo ulteriormente. Chiudendo gli occhi per qualche istante riesco a percepire tutta l'angoscia e la sofferenza racchiuse in questo posto, quasi sento le grida di dolore di coloro che sono periti tra le fiamme quel triste giorno. Quelle sensazioni sono così opprimenti da farmi artigliare il petto, come se in un attimo mi ritrovassi anche io in quell'inferno. Ma la mia concentrazione viene improvvisamente interrotta da una strana folata. Riapro gli occhi in un istante e mi guardo attorno con sospetto. Percepisco un forte potere magico in zona, che però si sta affievolendo. Questo strano vento trasuda morte, il mio primo nemico potrebbe essere vicino.

 

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Capitolo 2

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Un incontro voluto dal destino

 

L'infausto vento di morte è in realtà potere magico, ed è davvero forte, ma per qualche strana ragione si affievolisce ad ogni secondo che passa. In un primo momento ho pensato che potesse essere un nemico, ma ora non ne sono più così sicuro. Non posso essere un bersaglio di costui, altrimenti percepirei un istinto omicida diretto verso la mia persona.

Mi alzo dalla panchina e comincio a seguire la scia di questo soggetto ignoto, sono proprio curioso di vedere cosa troverò al termine della ricerca.

Attraverso velocemente tutto il parco, la fonte è in realtà più distante di quanto pensassi.

Ogni passo mi allontana sempre più dal centro di Shinto, avvicinandomi nel contempo alla sua periferia.

Gli edifici simili a grattacieli mi sfilano davanti maestosi, ma cominciano a farsi sempre meno frequenti man mano che mi muovo. Al loro posto iniziano a palesarsi le abitazioni più umili.

Avvicinandomi verso la periferia sento il potere magico in maniera più chiara. Percepisco anche altre presenze minori che stanno accerchiando la fonte più grande. Lo scenario comincia ad apparire strano, come se si stesse svolgendo una battaglia.

Mi addentro nei vicoletti seguendo la traccia come farebbe un segugio, ormai voglio vederci chiaro.

Sprofondando in quel panorama decadente che sono i vicoli, comincio ad udire suoni strani, simili a quelli prodotti dalle ossa che si frantumano. Si sta decisamente svolgendo una battaglia poco più avanti. Frastuoni cominciano a farsi largo nelle mie orecchie assieme al fragore di ossa rotte.

Svolto l'angolo e mi trovo davanti una serie di creature scheletriche apparentemente controllate da alcuni esseri umani lì accanto. Stanno accerchiando tutti un singolo soggetto, ma fatico a vedere di chi si tratti. Proprio il bersaglio di queste creature è l'imponente potere magico che ho percepito poc'anzi. Però è molto più debole rispetto a prima, evidentemente la lotta lo sta indebolendo. I nemici non si sono ancora accorti di me, sono troppo concentrati sulla loro preda. E' come un branco di lupi famelici.

Delle saette magiche continuano a tenere a distanza gli aggressori, la tanto ambita preda non smette di lottare ed ha tutto il mio rispetto per questo.

Sarà meglio che la smetta di fare l'osservatore e mi tuffi anche io nella mischia. Siccome non sono tipo da attacchi a sorpresa, fischio con le dita per segnalare la mia presenza. Gli scheletri e gli umani accanto a loro si voltano verso di me, e facendo ciò mi permettono di vedere per bene il loro obiettivo. E' una donna elegantemente vestita di viola, il cui abito è impreziosito da un mantello con cappuccio nero. Il dettaglio che salta subito all'occhio è il sangue che tinge i suoi vestiti. A causa del cappuccio non posso vedere il suo volto, ma le smorfie di dolore fanno chiaramente capire le sue condizioni. A vederla mi è difficile pensare che fosse lei l'origine di quel colossale potere magico. Gli aggressori umani sono tutti uomini, dai volti peraltro piuttosto segnati dall'età. Non incutono alcun timore.

<<Perdonate l'intrusione, ma mi piace imbucarmi alle feste.>> le mie parole catalizzano l'attenzione di quegli uomini e dei mucchi d'ossa verso di me, ma almeno la donna potrà respirare un attimo.

<<Dovevi farti gli affari tuoi ragazzo, adesso ci costringi ad eliminarti.>> la replica di uno dei loschi figuri incontra l'approvazione degli altri suoi compagni, che paiono anche divertiti da ciò che stanno per fare.

Svogliatamente materializzo una fiammella sul mio indice destro, e la lancio contro il tizio che mi ha rivolto la parola, appiccando fuoco alla manica sinistra della sua giacca bianca.

Lui se la toglie prontamente per evitare di prendere fuoco anch'egli, e l'atmosfera improvvisamente cambia. La sbruffonaggine di un secondo prima diventa terrore. Quegli sguardi, prima sprezzanti verso la mia persona, ora sono di assoluto sconcerto.

<<Se c'è una cosa che odio di più dei branchi che assaltano le donne, sono gli esseri mediocri che fanno gli sbruffoni. E' bastata una fiammella per farvi tremare di paura, ma il bello ancora deve arrivare.>> lo sguardo truce che rivolgo loro pare li abbia agitati ulteriormente.

Con scatto fulmineo mi avvento sul tizio che ha parlato con me, lo colpisco con un pugno ricoperto di fiamme in pieno petto, e lo mando al tappeto bruciando anche leggermente la sua pelle oltre ai vestiti. I suoi compagni ordinano agli scheletri di attaccarmi, ma un singolo getto di fiamme generato dalla mia mano sinistra riduce in cenere quei mucchietti d'ossa, sotto lo sguardo attonito degli aggressori.

<<Avrei potuto fare lo stesso anche con voi. Non sprecherei tale atto di clemenza al vostro posto, e lo userei anzi per scappare portando con voi il tizio che ho steso. Attaccate di nuovo questa donna e farete la fine di quelle ossa.>> le mie parole sono sufficienti per costringere quegli uomini alla ritirata.

Adesso che siamo soli, mi rivolgo verso la donzella per prestarle soccorso. Le tendo una mano per aiutarla ad alzarsi, ma lei la schiaffeggia con aria stizzita.

<<Non mi serviva il tuo aiuto, chiunque tu sia. Questa situazione l'ho creata io ed io dovevo sistemarla>> la signorina fa sfoggio di una grinta sorprendente, con una voce tanto suadente quanto minacciosa. Quello che non capisco è come un potere magico tanto imponente stia sfumando col passare dei secondi. Ho come la sensazione che questa donna potrebbe dissolversi davanti ai miei occhi nel giro di pochi istanti, ed è allora che il mio cervello collega tutti i puntini.

<<Potere magico innaturale, che si sta dissolvendo come cenere al vento col passare dei minuti. Tu sei un Servant. Ti stai indebolendo perché evidentemente hai perso la tua ancora in questo mondo, quindi il tuo Master è morto. Tu sei coperta di sangue e brandisci un pugnale intriso anch'esso di sangue. Non ci vuole molto a fare 2+2. Sei stata tu a togliere di mezzo il tuo Master, ma mi chiedo perché tu abbia fatto qualcosa di così stupido. Senza un legame sei destinata a sparire>>

<<Le ragioni per cui l'ho fatto non ti riguardano. Quegli uomini erano dei seguaci del mio padrone, che mi hanno dato la caccia dopo il fattaccio. I mucchi d'ossa che hai eliminato erano creati dal mio potere magico, ma quegli umani me li hanno ritorti contro. Perché mi hai salvata piuttosto?>> mi sembra quantomeno assurdo che mi faccia una domanda simile, ma è giusto darle una risposta appropriata.

<<Odio i vigliacchi che si accaniscono in gruppo contro i soggetti più deboli, anche se tu a piene forze li avresti spazzati via senza problemi. Sei stata evocata per combattere in questa guerra, con la possibilità di esaudire un tuo desiderio, ma la tua stupidità ti sta privando di questa opportunità. Il fato però ti ha fatto incontrare un giovane mago, guarda caso ancora privo di un famiglio al fianco di cui combattere. Sta a te scegliere, ma debbo avvertirti che non tollererò di veder sparire in modo così misero uno Spirito Eroico, perciò se sceglierai la morte allora te ne concederò una onorevole per mano mia. Una creatura potente come te non merita una fine tanto ingrata come lo sparire nel nulla per mancanza di una connessione a questo mondo, anche se io spero che non sceglierai quell'opzione. Ti trovo estremamente interessante, perdere una risorsa come te sarebbe un vero spreco>> quello che dico sembra lasciare la misteriosa donna di stucco. La sua lingua tagliente non sa come replicare a quanto ho detto. Da sotto quel cappuccio sono certo che mi stia fissando negli occhi, ed io sono fisso su di lei allo stesso modo. Un silenzio di tomba cala fra noi. Forse sta cercando di capire se si può fidare di me. Poi, dopo secondi che paiono intere vite, lei porge la sua mano e mi invita a prenderla. Faccio come mi dice e la stipula del contratto inizia.

<<Io, Servant Caster, maestra delle arti arcane, riconosco in te un valido Master. Che la mia conoscenza della magia possa spianarti il cammino verso la vittoria. Sarò il tuo scudo ed anche la tua arma, il contratto è stipulato.>> una folata di vento avvolge entrambi accompagnandosi ad un bagliore di luce. Sulla mia mano sinistra appaiono gli Incantesimi di Comando.

La donna si rialza rinvigorita, e con un semplice cenno riporta i suoi abiti allo stato originale. Il sangue svanisce come se non fosse mai esistito. E' evidente che abbia recuperato le forze, la sua magia sta recuperando l'imponenza che ho percepito all'inizio. Il mio potere individuale la sta rifornendo.

Ero venuto fino a Shinto per procurarmi gli ingredienti per il rituale di evocazione, ma ora che ho direttamente trovato un Servant tutto ciò è superfluo. Non ha più senso stare qui, perciò chiedo alla mia nuova partner di smaterializzarsi, in modo da risparmiare le forze e nel contempo evitare occhi indiscreti.

Lei obbedisce senza dire assolutamente nulla e questa immediata disponibilità mi lascia oltremodo sorpreso, ma non posso che esserne felice. Gradirei costruire una relazione salutare fra noi due, perciò premio la sua obbedienza con un sincero ringraziamento. Questo semplice gesto la lascia sorpresa, ho sentito chiaramente un sospiro di sorpresa da parte sua.

E' pomeriggio inoltrato, e con una rapida corsa riesco a prendere un pullman di ritorno verso Miyama.

Nel tragitto in bus io rimango in totale silenzio, poiché il mio famiglio è ora immateriale e rivolgerle la parola agli occhi dei passeggeri equivarrebbe a parlare da solo.

Una volta giunto a casa le faccio fare un breve tour dell'abitazione.

L'arredamento in stile vittoriano pare catturare l'attenzione della mia compagna, al punto da spingerla a complimentarsi con me per il gusto.

L'ora di cena non è molto lontana, perciò le domando cosa vorrebbe mangiare. Caster rimane sorpresa dai riguardi verso di lei, ma dice di essere stanca. Senza indugi di sorta la accompagno al piano di sopra per mostrarle la sua stanza.

Appena la vede rimane stupefatta e mi ringrazia sentitamente. Pare che non si aspettasse un simile trattamento da parte mia. Il nostro incontro non è stato dei più normali, ha senso che il contesto particolare le abbia dato un'idea distorta della mia persona. Generalmente apprezzo la solitudine, ma ci sono casi eccezionali in cui preferisco la compagnia.

Per quanto riguarda me, non ho il minimo appetito e perciò penso proprio che andrò a riposare anch'io fino a notte inoltrata. I Master e le battaglie della Guerra del Santo Graal si svolgono al calar del sole, per mantenere la magia nascosta ai civili ed evitare vittime innocenti. Se ci sono dei Servant in giro allora la guerra è già iniziata.

<<Potrei usufruire del bagno Master? Nonostante il mio abbigliamento ripulito vorrei comunque darmi una rinfrescata>> mi chiede in tono cortese la donna.

<<Sarà il caso che facciamo le presentazioni mia cara, è accaduto tutto talmente in fretta che non ce n'è stato il tempo. Il mio nome è Lasair Strathmore, piacere di conoscerti Caster. Tranquilla, per il momento non voglio che mi riveli il tuo vero nome, i nemici potrebbero estorcermelo nei modi più disparati se venissi catturato o attaccato mentalmente. Per un Servant la propria identità è fondamentale. Quanto al bagno, questa da oggi è casa tua perciò sentiti libera di fare quello che più ti aggrada.>> lei mi ringrazia, indugia pochi secondi davanti a me e poi si avvia con passo veloce verso il bagno.

E' più timida di quanto possa sembrare a prima vista, ma mi piace questo mix di sfacciataggine e timidezza.

Io intanto mi sdraio sul letto e cerco di prendere sonno. Non è facile al momento, dato che mille pensieri affollano la mia testa.

Dopo circa mezz'ora ecco che si ripresenta lei, con il cappuccio ancora su. A quanto pare non solo il nome, ma anche il volto dovrà restare un segreto. Sono certo però che si nasconda una donna stupenda dietro quel cappuccio nero pece, tanto affascinante quanto la sua voce lascia intendere.

<<Suppongo che sia giusto così. La tua lealtà e fiducia non posso ottenerle nell'immediato, né tanto meno con un contratto. Saranno i fatti a rendermi degno di vedere il tuo aspetto, allo stesso modo tu guadagnerai il mio rispetto lottando con valore al mio fianco.>>

<<Hai l'onore del vero guerriero Lasair, ciò è già un grande passo per avere il mio rispetto. A tal proposito il tuo cognome mi ha fatto ricordare qualcosa. La tua è una casata di nobili maghi. Fai parte dell'aristocrazia magica se non sbaglio. Al mio vecchio Master giunsero delle voci sulla possibilità che uno della tua famiglia partecipasse al conflitto, ed è superfluo dire che non ne fu affatto contento, anzi pareva alquanto preoccupato al pensiero. Ora che sono il tuo Servant capisco perché, hai un potere magico straordinario giovane uomo. Comunque è vero che è difficile ottenere la mia completa fiducia, ma so essere molto generosa con chi la ottiene>> non so se è solo una mia sensazione, ma mi pare di aver percepito strane allusioni in quella sua ultima frase. Il tono con cui l'ha detto non fa che rafforzare la mia convinzione.

La cosa mi fa sorridere, e per la prima volta sento sorridere anche lei. Il ghiaccio si sta già sciogliendo a quanto pare, ed è un bene. Non siamo padrone e schiavo, siamo partner alla pari che dovranno lottare insieme per giungere alla vittoria.

Caster decide di congedarsi e di ritirarsi nella sua stanza, ma prima di andare ci auguriamo a vicenda buon riposo. Poi, con passo elegante, se ne va chiudendo la porta della mia camera per lasciarmi alla mia solitudine. L'orologio segna ormai le 17 in punto.

Spero che il sonno mi vinca presto, sia io che la mia partner abbiamo bisogno di essere traboccanti di energia per stanotte, poiché sento che il primo confronto è ormai prossimo.

 

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Capitolo 3

Spoiler

Un nemico inarrestabile (parte 1)

Mi sveglio di soprassalto, il mio sonno è stato bruscamente interrotto da un orribile presentimento. La sveglia segna le 20, ho dormito per alcune ore, il cielo è ormai tinto di scuro e la luna risplende alta nel cielo.

Sento due differenti poteri magici che si stanno confrontando non molto lontano da qui. E' una sensazione davvero strana, perché poco prima di svegliarmi avrei giurato di sentire un clangore di spade, mentre una volta aperti gli occhi tutto ciò che ho sentito è stato il silenzio della mia stanza. Dev'essere stato un presentimento scaturito dalla mia sensibilità di mago. Qualcosa che ha a che fare con la magia sta accadendo là fuori. Che siano Master o meno a me poco importa, devo verificare di persona cosa sta succedendo e assicurarmi che non vengano coinvolti civili, considerando la potenza degli individui che si stanno scontrando.

Mi infilo le scarpe alla svelta e mi precipito a svegliare Caster. Lei si desta scossa, ma reagisce prontamente al mio ordine di seguirmi. Le chiedo inoltre di smaterializzarsi, così da risparmiare le forze per la battaglia.

Mi fiondo fuori casa e corro più veloce che posso, come fossi inseguito dal diavolo in persona. Non importa cosa sta accadendo, al momento assicurarsi che non ci siano vittime innocenti ha la priorità. Sono pur sempre un mago affiliato all'Associazione dei Maghi, uno dei dettami del mondo magico è quello di non nuocere agli umani ed io non intendo venire meno a quel giuramento.

Mi ritrovo dopo un po' al crocevia della città, nei pressi di Miyama. Lo scontro sembra localizzato sulla collina e così mi dirigo laggiù. Il luogo di per sé dovrebbe essere piuttosto isolato, perciò il problema delle vittime innocenti non dovrebbe porsi per fortuna.

Il freddo della sera è pungente ed il mio sudore a contatto con esso aumenta il fastidio che mi provoca.

Sto correndo ormai da mezz'ora e dovrei essere prossimo alla meta. I poteri magici si fanno sempre più forti, questo significa che sto andando nella direzione giusta.

Ora che le mie percezioni sono più chiare mi è palese lo squilibrio di forze tra i due contendenti, uno sta sopraffacendo l'altro. La battaglia sembra a senso unico. Se procedono a questo ritmo temo che troverò un cadavere e una lotta già terminata.

<<Master, sei sicuro di volerti immischiare in questa lotta? Avverto un potere spaventoso, contro cui al momento possiamo fare poco.>>

Gli avvertimenti di Caster mi fanno capire la portata del pericolo, ma certo non mi tirerò indietro. Non sono entrato in guerra solo per starmene a guardare fino alla fine. Ho voglia di lottare e lo farò, il mio valore va provato sul campo.

Ormai sono giunto alla collina, difatti odo chiaramente il fragore di due lame che si scontrano. Stavolta lo sento davvero, perciò mi avvicino ulteriormente e mi trovo davanti uno spettacolo assurdo.

Un gigante color piombo armato di una strana spada-ascia, dalla pelle che sembra pietra, si sta scontrando con un uomo alto dai capelli bianchi di corporatura robusta. Quest'ultimo armato di due spade corte e con indosso una giacca rossa.

E' chiaro che si tratti di due Servant, una lotta di quella portata è aldilà dell'umano. I fendenti si susseguono fulminei e la collisione delle lame genera folate di vento fortissime che per poco non mi sbalzano via.

<<B-Berserker.>> questo è tutto ciò che la mia partner dice.

Dal suo tono capisco che era a lui che si riferiva prima. La paura nella sua voce mi conferma che si tratta di un nemico dalla potenza inaudita.

L'universo ha messo sul mio cammino un primo avversario a dir poco formidabile.

In un angolo più appartato della collina scorgo due ragazze. Una la riconosco, è Rin Tohsaka, mentre l'altra è la prima volta che la vedo.

La sconosciuta è una ragazzina di bassa statura, dal corpo minuto e con lunghi capelli bianchi che fanno risaltare i suoi occhi rossi. Per essere così giovane avverto un istinto combattivo notevole, sta lottando per uccidere.

La ragazzina sta scagliando contro l'altra quelli che sembrano famigli ricavati dai suoi capelli argentei.

Gli attacchi non sono molto potenti, ma sono continui e sfiancanti. Rin gioca solo in difesa praticamente, lanciando contro la sua avversaria delle gemme intrise di potere magico al fine di annullare i colpi nemici.

Sta utilizzando lo stile di lotta proprio della sua famiglia. I colpi si annullano a vicenda, mentre io mi avvicino rapido allo scontro di quelle due ignorando i due Servant dietro di me.

Chiedo a Caster di restare smaterializzata e in disparte ancora per un po', lei accetta con alcune riserve.

D'un tratto uno dei colpi della sconosciuta sfugge al contrattacco di Tohsaka, a momenti la colpirà se non faccio qualcosa.

L'ideale in questo momento è l'incantesimo di accelerazione del tempo personale Accel Two, utilizzando quello potrò frappormi tra i due fuochi e salvare la ragazza che conosco prima che venga colpita.

L'esecuzione del mio incantesimo è istantanea, e la mia corsa alterata mi permette di arrivare in tempo per salvare la mia conoscente.

Il mio palmo destro, ricoperto di fiamme, dissolve il famiglio della nemica.

L'espressione divertita di quella bambolina dai capelli argentei si tramuta in uno sguardo di puro odio verso di me.

<<Scusa nanerottola per averti rovinato il divertimento, ma questa bella ragazza dietro di me la posso sconfiggere solo io>> dicendo questo rivolgo uno sguardo fugace a Rin, caduta a terra un istante prima a causa del mio arrivo improvviso.

Quella ragazza di media altezza, dai lunghi capelli corvini adornati da due fiocchi neri e con meravigliosi occhi azzurri, mi sta fissando con un'espressione confusa a metà tra il sollievo e il fastidio.

La luna illumina il suo volto, facendo risaltare la sua grande bellezza.

<<Non è buona educazione rovinare il divertimento senza nemmeno presentarsi.>> la voce squillante della piccola avversaria richiama la mia attenzione, pare estremamente seccata.

<<Hai ragione sono un incivile, il mio nome è Lasair Strathmore, lieto di fare la tua conoscenza>> al sentire il mio nome la ragazzina dai capelli bianchi rimane sorpresa.

Non avevo idea che la mia famiglia fosse tanto popolare anche da queste parti, chiunque pare conoscerci.

<<Sei uno dei figli del fuoco, molto interessante, il mio nome è Illyasviel Von Einzbern e anche io sono lieta di conoscerti>> dopo aver pronunciato queste parole prende le estremità della sua gonna per fare un elegante inchino.

La sua famiglia mi è nota, fa parte dell'aristocrazia magica. E' anzi uno degli esponenti più illustri, visto che si tratta di una delle tre famiglie fondatrici del rituale noto come Guerra del Graal, accanto ai Makiri e ai Tohsaka.

Non pensavo però che una ragazza così giovane fosse tanto forte da poter controllare un mostro come Berserker.

Sarebbe difficilissimo anche per dei Master con molta più esperienza di lei.

<<Ehi, chi diavolo ti credi di essere per interrompere così il mio scontro?>> mi sembrava strano che la ragazza salvata fosse rimasta in silenzio fino ad ora.

<<Perdonami, la prossima volta per rispettare il galateo ti lascerò morire. Scusa dolcezza per averti rovinato i piani, ma non sopporto le belle ragazze in pericolo. Che ti piaccia o no ora mi devi un favore, che intendo riscuotere presto>> le mie parole la zittiscono.

Mettere a tacere questa bella moretta è un'impresa titanica, ho compiuto qualcosa di incredibile.

La aiuto a rialzarsi, ma lei schiaffa via la mia mano e si tira su da sola con aria stizzita, tipico suo.

<<Che cosa ci fai qui Strathmore? In 2 anni posso contare sulle dita di una mano le volte che ci siamo parlati. Per quanto mi riguarda potevi restartene a fare l'eremita nella tua villetta nel distretto occidentale.>>

In effetti ha ragione, sono un tipo solitario ed ho parlato pochissimo con lei da quando sono a Fuyuki, per questo la conosco un poco.

La maggior parte del tempo mi sono però limitato ad osservarla da lontano, perché era interessante come ragazza e come maga.

Sono molto più grande di lei, il liceo l'ho finito da un pezzo, perciò non abbiamo mai avuto nulla da condividere eccetto la magia.

Un dettaglio nella frase di lei attira però la mia attenzione.

<<Curioso, come sai che ho una villetta nella tua stessa zona? Le poche volte che abbiamo conversato non era a casa di nessuno dei due, ed io non ti ho mai detto dove vivo. Mi hai tenuto d'occhio per caso? >> le rivolgo un sorrisetto malizioso che la imbarazza visibilmente, ma lei cerca di dissimulare.

<<P-potrei dire lo stesso di te, ti sei sempre fatto gli affari tuoi finora e d'un tratto con un tempismo assurdo mi salvi. Sarebbe interessante restare a conversare, ma ora devo finire questa cosa, quindi se potessi farti da parte te ne sarei grata. Ho una faccenda in sospeso con questa mocciosa>> e con la mano mi sposta gentilmente dalla sua strada per poi rivolgersi furente verso la sua nemica.

Quella ragazzina è pericolosa, non ho tempo di lasciarla a Tohsaka.

Normalmente sarei euforico all'idea di confrontarmi con un avversario di valore come Berserker, ma quella furia è un pericolo troppo grande per gli umani in questa città.

La collera ha ormai offuscato il giudizio di quel valente eroe, ed il mio orgoglio di guerriero non può e non deve venire prima di vite innocenti.

Perciò, per quanto sia doloroso per me, dovrò costringere la giovane fanciulla a rinunciare ai suoi Incantesimi di Comando.

Sono disposto ad usare anche metodi rudi se fosse necessario, in questi casi vale il detto “il fine giustifica i mezzi”.

Con un ulteriore scatto bruciante mi avvento sulla piccola, infiammo il mio pugno e mi preparo a colpirla con tutta la forza che ho, sebbene io odi il fatto di dover ferire una bambina.

Ma prima che io possa raggiungerla con il mio attacco, il gigante color piombo si frappone fra noi ad una velocità che non credevo potesse avere vista la sua mole.

Con altrettanta rapidità mena un fendente della sua spada che schivo per puro miracolo con una piroetta, ma lo spostamento d'aria scaturito dalla potenza del colpo mi sbalza via comunque.

Il mio volo termina con uno schianto violento contro un albero vicino, per fortuna non ho battuto la testa.

E' un miracolo che la mia colonna vertebrale sia ancora intatta dopo un impatto simile.

Il Servant della piccoletta è fuori scala, dopo un singolo attacco, indiretto tra l'altro, ho male dappertutto.

Per giunta con un singolo balzo ha coperto svariati metri, visto che l'attimo prima era al centro della collina e quello dopo era tra me e la sua Master.

Il mio famiglio, che fino ad ora era rimasto in disparte su mia richiesta, si materializza per curare le mie ferite con la sua magia.

Rin rimane sorpresa della cosa, evidentemente in tutto questo non aveva considerato che io potessi essere un Master.

<<Se volete affrontarmi in due fate pure, non siete che moscerini al mio confronto. Ma arrivare a me sarà difficile se prima non superate lui>> e nel pronunciare queste ultime parole Illya indica il gigante al suo fianco, ora immobile come una statua.

A quanto pare dovrò lottare comunque contro Berserker, e la cosa mi fa piacere in fondo.

Se non altro, finché sarà impegnato con noi, non potrà ferire degli innocenti.

Questo nemico non va preso alla leggera, soprattutto non può essere affrontato senza un piano preciso, perciò dovrò inventarmi qualcosa e alla svelta.

Tohsaka si avvicina a me e senza troppi giri di parole mi propone un'alleanza per battere quel mostro rabbioso, come ringraziamento per il salvataggio di prima.

Normalmente non accetterei mai alcun aiuto in una battaglia come questa, ma un simile mostro non posso fronteggiarlo da solo nemmeno volendo.

Un guerriero onorevole deve avere coscienza dei propri limiti per potersi sempre migliorare.

Mi rialzo con relativa facilità, le cure di Caster sono state molto efficaci a quanto pare.

Dopodiché accetto la collaborazione con Rin, non senza riserve, e mi preparo a combattere.

Questo gigante scuro sarà una sfida durissima, quindi dovremo tutti quanti dare il massimo per vincere.

 

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