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MatBig

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    - Fotografare espressioni buffe
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Obiettivi di MatBig

  1. Nickname: MatBig Traguardo raggiunto: 100 punti fedeltà
  2. Purtroppo con il poco tempo a disposizione non sono riuscito a fare molto, anzi sono soddisfatto di aver superato due turni ed essere uscito contro penne abilissime. Complimentoni a tutti!
  3. Pokémon negli anni si è affermato e consolidato come fucina di invenzioni e di novità e a capo di tutto non è mai mancato Pikachu, icona del marchio. Tutti ormai sanno chi è e com’è fatto. Quando dici Pikachu dici Pokémon. Come il brand può farne a meno? Per me no, è impossibile toglierlo o accantonarlo in favore di altri. È vero che ne abbiamo visti di mostriciattoli iconici: da Eevee a Charizard, passando per Greninja, Slowpoke e altri. Bellissimi ma… Un ma gigantesco. Ma cosa sarebbe la casa nipponica senza il topolino giallo? Si possono fare forti paragoni: immaginatevi ora Don Matteo senza Terence Hill, oppure Roma senza Colosseo, o anche Apple che toglie la mela e ci mette un altro frutto. Sono esempi difficili, però è per far capire come Pikachu sia un pilastro e sia insostituibile. Non esiste prodotto senza di lui, concepito in tutte le sue varianti e lanciato sul mercato per la felicità di piccoli e non più piccoli. Pikachu per alcuni, in realtà, ha un po’ stancato. Talmente è dappertutto che vorrebbero vedere altri protagonisti alla ribalta, però accantonarlo lo reputo molto complicato, ormai è l’étoile del brand. Rappresentare la casa nipponica, al massimo, potrebbero essere i già citati Eevee e Charizard. Il primo è un po’ l’alter ego di Pikachu, con il suo musino felice e la sua semplicità e morbidezza può in qualche modo sostituirlo. Il gioco Let’s Go Eevee è solo il culmine della sua popolarità: già dai tempi di Giallo ha avuto un suo ruolo, anni più tardi lo si trova affiancato in svariati prodotti del Pokémon Center per poi arrivare al titolo succitato. Non dimenticando che tantissimi fan amano le Eeveelution e rafforzano il potere di stima nel volpino marroncino. Per quanto riguarda Charizard anche lui può prendere le redini del marchio con la sua forza e la sua fierezza. Probabilmente degli originali starter è quello più amato e apprezzato, è in copertina nel primo gioco Pokémon e nel suo remake, ha due megaevoluzioni è una Gigamax, è uno dei più iconici nell’anime e i collezionisti impazziscono letteralmente nell’accaparrarsi una carta con lui raffigurato. Serve altro da aggiungere sul suo conto? Non escludo a priori mostriciattoli tascabili differenti da questi due appartenenti alla prima generazione, nel corso di queste sono nati moltissimi Pokémon che sono entrati nel cuore della gente e come esempio personale prendo Litten. Il problema è che sono un fan ormai datato, forse un po’ di quelli malinconici e di quelli che reputa i “giovani” meno brillanti del vintage. Posso comprendere tutto, ma togliere Pikachu dal trono non ce la potrei fare. Sono sicuro di non essere il solo. The Pokémon Company non può privarsi di Pikachu, dopo 25 anni è impossibile sostituirlo e a mio avviso solo Eevee e Charizard possono fare le sue veci. Non privatemi mai di lui. Che non ci sia mai un Pi-kaPika.
  4. MatBig

    [Ufficiale] Pokémon UNITE

    Novità previste per il prossimo 20 ottobre
  5. L’universo degli eSports è in continua espansione e probabilmente, nel momento in cui pubblico questo commento, si sta tenendo da qualche parte del mondo una competizione di un qualsiasi gioco munifico dal punto di vista economico. Si, perché la categoria degli eSports è basata soprattutto su videogiochi redditizi e che spopolano fra i giovani. Si pensi a Fortnite, a League of Legends, a World of Warcraft o a competizioni già esistenti ma che trovano un proprio spazio anche qui: è l’esempio della F1. La lista di videogiochi adottati non finirebbe qui. Probabilmente è il sogno di tutti i ragazzi di quest’epoca quello di riuscire a diventare un pezzo importante nel panorama videoludico. Quanti giovani usciti da scuola rientrano a casa, lanciano in aria lo zaino, mangiano e subito dopo si collegano con un qualsiasi game? A volte lo faccio ancora oggi e non penso di essere il solo. Gli eSports però sono il connubio fra passione e lavoro, cioè fra livello amatoriale e livello professionale. Non a caso c’è il suffisso “Sport”. I player sono atleti in tutto e per tutto: seguono una dieta personalizzata, si allenano anche fisicamente per migliorare la resistenza corporea dato lo sforzo, specialmente visivo, che comporta essere un pro. Ci sono diverse criticità nei progetti eSports, come il rischio di un’assenza di contatto fra avversari, che in tempo di pandemia da Covid-19 è diventato realtà, facendo venire meno quel senso di competizione che agli occhi dell’adulto era già palese prima; oppure il pro-player quando in età più avanzata rischia di avere un corpo piuttosto logoro, forse più degli atleti “normali”. Sul secondo punto ci stanno lavorando sempre più esperti del settore, sul primo si confida nella riduzione del virus. Fra gli aspetti positivi possiamo trovare, all’apice, il contenuto creativo che porta ogni singolo gioco ma anche la visibilità e il ritorno economico, come detto prima, che è alla base di tutti gli sport che contano, senza dimenticare come gli eSports portino socialità fra i giocatori della piattaforma in tutto il mondo. Dubbiosa per molti è la possibilità di rendere gli sport elettronici vere e proprie competizione olimpiche. Da diversi anni se ne parla e da diversi anni il CIO sta lavorando su molti temi per avvicinare soprattutto i giovani alla conoscenza di tutte le discipline sportive: si pensi infatti all’esordio alle Olimpiadi di Tokyo dello skateboard, che in alcuni contesti sociali è un modo di fare dei giovani che non hanno possibilità di accesso e fruizione della connessione internet. Si può evincere immediatamente che l’eSport possa rappresentare per molti paesi una barriera in entrata non disponendo delle infrastrutture adatte. Le Olympic Virtual Series possono catturare l’attenzione mediatica dei paesi sviluppati, tuttavia bisogna tenere conto delle risorse disponibili. Trovo un parallelismo fra Olimpiadi fisiche e OVS un giusto equilibrio e un compromesso per tutti i tipi di atleti. Sicuramente l’accessibilità ai videogiochi renderà questo mercato ancor più redditizio e nei prossimi anni mi attendo di vedere nuovi simulatori delle discipline sportive vere. Vedremo l’OVS già da Parigi 2024 o a Los Angeles 2028? Una cosa è certa, cioè che questa rappresenta un punto di svolta nell’immaginario collettivo di concepire lo sport, che deve essere sempre praticato divertendosi, in modo salutare e nel rispetto dell’avversario. Che sia reale o digitale, basta distinzioni.
  6. Il brand Pokémon, ormai giunto al quarto di secolo, continua imperterrito ad essere fra i più redditizi al mondo. Con i loro giochi e i loro prodotti fanno la felicità di piccoli e non. È difficile se non impossibile contrastare il loro dominio, praticamente causando una sorta di monopolio (o al massimo un oligopolio). A mio avviso non c’è alcun competitor in grado di avvicinarsi in modo deciso. Forse Digimon agli albori? Forse nell’epoca più recente Yo-Kai Watch? Sono secondo me gli esempi più lampanti di brand riusciti ma che non hanno possibilità sul fenomeno Pokémon. Sicuramente non economicamente ma anche a livello mediatico. È vero che rispetto al passato qualcosa è cambiato, ma riflettiamo sulle innovazioni e sul fatto che è difficile trovare imprese che producono ciclicamente videogiochi, gadget e affini. La qualità può essere delle migliori ma ormai da Pokémon ci si aspetta sempre il meglio del meglio e in poco tempo: e gli altri? I mostriciattoli tascabili inevitabilmente sono diventati davvero numerosi, così tanti che sono costretti a concepire nuove forme e di lanciare nuove idee su come ramificare ed espandere il marchio nato da Tajiri. Non dimentichiamo, guardando e facendo un focus sul preambolo di Pokémon, ovvero i videogiochi, i molteplici spin-off pubblicati negli anni. Modi alternativi di presentare e presentarsi davanti ai clienti. Spesso con successo. Anche questo è solo un punto a favore per la casa videoludica. Ma anche un atto di sfiducia agli avversari e anche a chi prova a imitare e fallisce miseramente, facendo vedere che anche emulare non è per nulla semplice, vuoi per la veridicità di Pokémon, vuoi per la troppa forza e influenza che esercita. Di monster collecting magari ne esistono altri, magari sono anche io che non ho piena apertura su questo tema, ma sinceramente non ho mai sentito qualcosa di paragonabile a Pokémon. Nel bene o nel male.
  7. Sarò a Lucca sabato, magari farò un salto. La doll Twitch commemorativa è sempre ben accetta
  8. Nickname: MatBig Traguardo raggiunto: 80 Punti Fedeltà
  9. Prima volta che faccio i Ninjask, non fanno per me perché sono troppo lento e devo capire bene la traccia, ma un quarto posto alle coppie sono più che soddisfatto e pure incredulo
  10. Finito di vedere giusto prima di cena! Film assolutamente leggero e apprezzabile, molto in linea con gli ideali di Pokémon. Zarude come Pokémon ha permesso di analizzare anche una tematica molto importante come quella del disboscamento delle foreste e lo vedo come un bel messaggio ai più piccoli. Il personaggio di Coco è semplice ed è bello il rapporto con il papà adottivo. Penso sia anche una delle prime volte in cui non ho visto altri Pokémon di Ash all’infuori di Pikachu: da una parte sono contento, dall’altra avrei voluto vedere qualche suo Pokémon che lo accompagna nel viaggio. Presenza del Team Rocket quantificata il giusto e non in modo stucchevole (ed è una vittoria per tutti). Diciamo che i contro sono più o meno simili, per questo preferisco concentrarmi sui pro perché dopo anni torno a vedere un bel film Pokémon
  11. Auguri per la pole position amico Mercedes :Wooper:

    1. Benz

      Benz

      Grazie mille Mat! Spiaze per Inzaghi! :cuore::moonmoon:

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