Vai al commento

L12

Premium Member
  • Messaggi

    1.274
  • Punti Fedeltà

    90 
  • Iscrizione

  • Vittorie

    1
  • Feedback

    100%
  • PokéPoints

    PP 120.06

L12 ha vinto l'ultima volta il 17 dicembre 2018

L12 quel giorno ha ottenuto più mi piace di tutti gli altri!

Informazioni su L12

  • Compleanno 06/08/1997

Titolo Utente

  • out of the loop

Informazioni del Profilo

  • Genere
    Maschio
  • Interessi e passioni
    - Musica
    - Videogiochi

    [Le Doll sul profilo non sono in vendita]
  • Pokémon Preferito
    Staryu
  • Tipo Preferito
    Acqua

Visitatori recenti del profilo

31.572 visite profilo

Obiettivi di L12

  1. Ma che cuteeeee sta icon  

    1. L12

      L12

      Grazie Espi (:

      Come stai?

    2. evilespeon

      evilespeon

      di nullaaaa poi troppo a tema u.u 

      Ehhh diciamo che è un periodo non bellissimo ma si va avanti dai

      Te? @L12

  2. L12

    Fai quello che vuoi

    1. Giove0

      Giove0

      :cuore: anche a te

    2. evilespeon

      evilespeon

      comunque vorrei chiedere che è stat storia ma da una che prima ha spammato ampharos come se sapesse mi zitto XD

      Spoiler

      Ma se volete spiegare non dico di no

       

  3. Salvo alcuni lavori prodotti per diletto di diversi sviluppatori indipendenti o nati durante gli albori di questa forma di intrattenimento, i videogiochi sono sempre stati un servizio offerto dalle case di sviluppo ai suoi clienti. Nella seconda metà degli anni ’70 spopolavano le sale giochi che andavano a gettoni e nelle case iniziavano a diffondersi le prime console che contenevano Pong o l’Atari 2600, la prima console di successo che andava a cartucce. In genere quando si parla di “Games as a Service” (GaaS ovvero giochi come servizio) non si intende questo ma ci si riferisce a giochi che prevedono degli acquisti al loro interno per poter accedere a contenuti esclusivi o in alternativa, un abbonamento mensile che ti permette di usufruire il prodotto. All’inizio tutto questo era accessibile grazie a una connessione a Internet e anche adesso questo è il mezzo preferito dalla maggior parte delle case di sviluppo per distribuire contenuti aggiuntivi. Per tale ragione i videogiochi che uscivano solo su PC furono i primi a vedere i primi spiragli di ciò che ora intendiamo come GaaS. Verso la fine degli anni ’80 la Apogee Software (conosciuta anche con 3D Realms) ha dato vita a un sistema di distribuzione dei suoi prodotti basato sulla licenza software shareware. Per farla breve i suoi giochi erano suddivisi in episodi; il primo di questi era gratuito mentre quelli successivi venivano messi a disposizione a pagamento. Questo modello commerciale ebbe molto successo all’epoca e venne adottato da alcune case di sviluppo note ancora oggi come Epic Games. Attorno agli anni 2000 iniziò a diffondersi il concetto di DLC, contenuti aggiuntivi che influivano sull’esperienza di gioco a seconda del tipo di extra che venivano offerti. In un periodo questi potevano essere acquistati fisicamente in un negozio di videogiochi e in genere venivano venduti come una versione più pregiata di un gioco che era uscito qualche mese fa con poche differenze (in genere si trattava dell’aggiunta di qualche modalità extra o l’aggiustamento di qualche bug). Alcune serie prevedevano delle espansioni acquistabili in maniera fisica, in alternativa a quella digitale, che inserivano alcuni contenuti bonus al gioco principale, un esempio noto è la serie di The Sims. Tutt’ora la maggior parte del DLC si ottengono tramite una connessione a Internet e il prezzo e la tipologia di contenuti offerti è estremamente variabile: in alcuni casi sono gratuiti e prevedono delle skin che influenzano solo l’estetica di alcuni elementi di gioco, in altri invece sono a pagamento e mettono a disposizione dei pezzi di trama necessari per capire appieno la storia del gioco. A causa della loro variabilità i DLC sono ancora oggetto di numerose discussioni sull’uso che ne viene fatto da parte delle case di sviluppo e su quali parametri si può considerare accettabile o meno questo modello commerciale. Non sono pochi coloro che hanno sfruttato i GaaS per trarre il maggior guadagno possibile. Nell’ultimo decennio Electronic Arts (EA) è diventato nella mentalità di diversi videogiocatori la personificazione di tutte le pratiche più controverse del mondo videoludico. Limitandoci a parlare di questo argomento, EA ha reso popolare il concetto di Loot Boxes, delle casse virtuali che contengono degli oggetti presenti nel gioco acquistabili in cambio di denaro. Siccome queste contengono degli strumenti estremamente rari o potenti, il giocatore è incentivato ad acquistarne il più possibile fino all’ottenimento dell’oggetto desiderato (o di averli tutti nei casi limite). La vicinanza di questa pratica al gioco d’azzardo ha portato diverse nazioni a prendere in considerazione l’idea di vietare o regolamentare la loro. Anche nell’ambiente generalmente più caciarone di Internet non si sono sprecati i meme; mi vengono in mente le compilation pubblicate durante l’uscita di Star Wars Battlefront II che prendevano in giro il fatto che per ottenere dei personaggi senza l’ausilio delle Loot Boxes si doveva spendere alcune migliaia di ore dietro al gioco quando esistevano dei giochi in Flash che offrivano a chi li giocava un’esperienza di gioco più completa rispettando il loro tempo e gratuitamente per giunta. Alla fine dipende tutto dalle intenzioni delle case di sviluppo che mettono a disposizione ai loro clienti degli acquisti per ottenere dei contenuti esclusivi. Personalmente mi auguro che si trovi un equilibrio salutare fra il guadagno delle software house e la qualità degli extra offerti agli utenti ma visto l’andazzo preferisco tenere basse le aspettative. Molto probabilmente chi rispettava i videogiocatori continuerà a farlo e lo stesso varrà per chi non lo faceva, salvo scandali che si trovano sempre dietro l’angolo all’interno dell’industria videoludica.
  4. Una creatura quando soddisfa determinati requisiti si ritrova a sperimentare una metamorfosi istantanea che cambia i suoi attributi, sia fisici che comportamentali, a volte in modo radicale. Questo processo è comunemente conosciuto come evoluzione, probabilmente l'elemento più importante della serie di Pokémon al punto da esserne una colonna portante di essa. Mi sembra quindi logico fondare la scelta di una nuova mascotte proprio su questo concetto, magari puntando su una specie che fa parte di una linea evolutiva ramificata. Partendo da qui la prima scelta è quella di Eevee; definito anche Pokémon Evoluzione, allo stato attuale si sa che si può evolvere in otto Pokémon differenti, il numero più alto di evoluzioni possibili. Nonostante questa premessa perfetta, col passare del tempo Eevee è diventata la mascotte secondaria di fatto, arrivando di recente a fare da controparte a Pikachu in Let's Go Pikachu ed Eevee. È necessario quindi prendere una decisione più ponderata se si vuole scegliere un possibile futuro rappresentante. A mio vedere Poliwhirl è la scelta perfetta: questo Pokémon fa da crocevia ai tre metodi evolutivi più diffusi della serie ovvero l'evoluzione tramite livello, Pietra Evolutiva o tramite scambio (con oggetto tenuto o senza a seconda dei casi). Dopo che un esemplare di Poliwag raggiunge un livello sufficiente per evolversi in Poliwhirl, si può evolvere ancora in Poliwrath con l'uso di una Pietraidrica oppure in Politoed se viene scambiato mentre tiene Roccia di Re. La linea evolutiva di Poliwhirl segue un modello che mostra efficacemente le basi su cui i Pokémon vengono ideati al momento della loro creazione. Spesso e volentieri (ma non necessariamente) traggono ispirazione dal mondo animale, in questo caso il processo di crescita che porta un girino a diventare una rana viene seguito fedelmente fino a un certo punto; se Politoed rappresenta la fase finale del ciclo vita, Poliwrath è un mostriciattolo più ambiguo che assomiglia di più alla fusione tra un girino e una persona nerboruta. La forma di Poliwhirl presenta una fisionomia semplice e tondeggiante che è gradita ai bambini. Più interessante è il contrasto fra le sue evoluzioni: Poliwrath assomiglia molto alla sua pre-evoluzione mentre Politoed è radicalmente diverso rispetto al Pokémon Girino sia nel colore (verde anziché blu) che nella forma meno umanoide ma molto più vicina a quella di un rospo. Anche il comportamento delle due evoluzioni è agli antipodi, se Poliwrath possiede un aspetto aggressivo ma ha una natura sportiva, Politoed è più carino ma tende di più a essere un capobranco. Un altro dettaglio da tenere a mente è che la sua linea evolutiva è stata ampliata col passare del tempo. Una delle due evoluzioni (Politoed) è stata aggiunta nella coppia di giochi successivi a quella in cui Poliwhirl era stato introdotto. Questo fatto dimostra come il mondo dei Pokémon sia un mondo in continua evoluzione dove in qualsiasi momento sia possibile fare una scoperta che stravolga in modo in cui si è abituati a vedere una determinata cosa. Infine Poliwhirl non è affatto un Pokémon poco conosciuto. Egli è stato uno dei primi 151 Pokémon introdotti in Pokémon Rosso e Blu, inoltre non è sconosciuto nemmeno ai fan che si sono appassionati di recente dato che Pokémon Sole e Luna erano pieni di Poliwhirl sparsi fra una città e l'altra. Il motivo? È il Pokémon preferito di Satoshi Tajiri, il creatore dei Pokémon. Se tutto questo non basta ancora, Poliwhirl è apparso al centro della copertina del numero di fine Novembre 1999 del Time magazine. Per concludere lui è apparso nel logo del Pokémon Centre di Tokyo prima del rimpiazzo da parte di Piplup avvenuto nel Luglio 2007.
  5. Nel corso degli anni non è mai stata stilata una definizione ufficiale di sport: nel senso comune questo ha uno stretto legame con l'attività fisica come succede nelle discipline legate all'atletica o al nuoto. Quella più completa che ho trovato (la stessa che al momento viene utilizzata da Wikipedia in lingua inglese) viene da SportAccord. All'interno della definizione a cui potete accedere tramite il link che ho inserito, si può leggere che "le richieste per gli sport con una limitata attività fisica o atletica verranno tenuti in considerazione con la massima cura". Va sottolineato che quella pagina web risale a dieci anni fa e allora il concetto di videogioco come sport non passava ancora per la testa della maggioranza dei videogiocatori. La stessa figura del videogiocatore professionista che campa giocando ai videogiochi era vista come qualcosa di lontano, accessibile in pochissime realtà come gli USA o la Corea del Sud e in altrettanti generi come i picchiaduro e gli FPS (First Person Shooter ovvero sparatutto in prima persona). Tutt'ora i giochi che coinvolgono la mente, primo su tutti gli Scacchi, faticano ad essere riconosciuti come sport. L'organizzazione menzionata dalla definizione, la International Mind Sports Association, ha tentato più volte di stabilire una versione delle Olimpiadi per i giochi di questo genere e di farli tenere nelle città ospitanti olimpiche subito dopo i Giochi invernali o estivi utilizzando le strutture da essi utilizzate ma dopo un evento a Pechino nel 2011 (tre anni dopo le Olimpiadi) non si hanno più avuto notizie da loro. Allora come mai i videogiochi hanno avuto più successo rispetto ai giochi da tavolo tradizionali? Trovo che l'introduzione della Olympic Virtual Series (OVS) sia stata una decisione furba da parte del Comitato Internazionale Olimpico (CIO); negli ultimi anni si è assistito a una crescita esponenziale di intrattenitori che sono diventati popolari su YouTube e Twitch grazie ai videogiochi, sia alla crescita della popolarità dei MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) che ha visto la nascita di numerosi tornei di videogiochi appartenenti al genere, il più noto è League of Legends. La competizione presente all'interno della scena videoludica competitiva non ha nulla da invidiare a quella sportiva, è sufficiente andare su YouTube per constatare quanto possano diventare calde le sfide anche all'interno di videogiochi datati che ormai vengono giocati dai quattro gatti che ci giocano da quando è uscito il gioco. Negli ultimi anni hanno iniziato a girare molti soldi all'interno dell'industria videoludica di cui gli eSports fanno parte e probabilmente il CIO ne ha approfittato dando vita al OVS, rimanendo comunque sul campo delle simulazioni di sport veri e propri per non alienare troppo il pubblico che non è abituato ad altri generi di gioco. Con l'avvento degli eSports credo che si otterrà una normalizzazione del videogioco limitata a questi generi di gioco, in particolare tra le generazioni più giovani, un po' sulla linea dei videogiochi più commerciali come PES (che ho appena scoperto ha cambiato nome in eFootball per seguire la tendenza degli eSports) che per molti è stato l'unico motivo per cui alcuni hanno comprato Playstation. Sempre meglio di niente ma per una normalizzazione totale in cui il videogioco diventerà agli occhi di tutti un interesse come gli altri come per il cinema, il calcio ecc... ci vorranno ancora degli anni.
  6. L12

    Giornalino di PM ~ Numero 26

    Mmh... prova con Reuniclus, Unown ed Exeggcute
  7. Basta una sola parola per rispondere a questa domanda: Pokémania. Pokémon è nato in un periodo dove la popolarità dei videogiochi e degli anime stavano crescendo a dismisura in Occidente, da un lato con l'uscita della prima Playstation e dall'altro con la diffusione di anime come Dragon Ball e Sailor Moon. L'anime basato sui Pokémon ha cavalcato le onde videoludiche e dell'animazione giapponese che si sono confluite in uno tsunami di proporzioni colossali che ha colpito prima gli Stati Uniti e poi tutto il resto del mondo. I Pokémon sono stati i protagonisti di una delle mode più grandi di sempre che ha travolto i bambini di fine anni '90. Le creature tascabili erano ovunque, stampate su tutti i prodotti immaginabili, stando a chi ha vissuto questa moda tutti ci giocavano e a chi non gli piaceva, veniva tagliato fuori. Col passare di qualche anno la moda finì ma gli effetti di quello che ha portato si sentono tutt'ora: i fan che sono cresciuti durante la Pokémania si sono divisi tra chi ha smesso dopo Oro e Argento e chi ha continuato a giocarci di nascosto negli anni successivi, almeno fino all'uscita di Pokémon Go che per un po' ha unito tutti coloro che erano cresciuti coi primi videogiochi, inoltre il loro monopolio constringe ancora i videogiochi dello stesso genere a cercare una loro identità e un loro pubblico per evitare di venire etichettati come brutte copie di Pokémon che cercano di cavalcare l'onda del loro successo. La serie stessa di Pokémon sta faticando a reggere il confronto con quello ha rappresentato in passato; negli ultimi anni coloro che sono rimasti fan o che si sono appassionati dopo la Pokémania hanno iniziato a non andare più d'accordo fra di loro e non solo con chi aveva smesso di giocare quando non era più figo farlo. Non è necessario fare confronti con altri videogiochi appartenenti allo stesso genere perché chi ha giocato a Pokémon tendeva a ignorare la loro esistenza, trattandosi di giochi meno conosciuti o in alternativa, partivano con l'idea che si trattavano di una brutta copia anche senza toccarli con mano (o guardarli nel caso dei Digimon). È già improbabile che inizino a guardare in modo obiettivo la stessa serie con cui sono cresciuti, come sottolineato prima o guardano con affetto ai momenti della loro infanzia oppure sono ancora molto legati alla serie con cui sono cresciuti. Alla fine è come chiedere a uno di parlare della torta che li faceva sua mamma.
  8. L12

    L'Angolo delle barzellette

    Cosa ci fa un pesce in una friggitoria?
  9. Le scuro ball non erano non cedibili?
  10. Ottima scelta mettere il protagonista di uno dei più grandi crossover come personaggio finale del crossover più grande della storia del videogiochi
  11. Quando ho inviato il voto l'ho fatto convinto che i terzi classificati sarebbero passati in finale (o almeno che ci sarebbe stato un round bonus con un sondaggio di spareggio). Solo qualche minuto dopo la mezzanotte mi sono ricordato delle regole dello spareggio che mi erano sfuggite dalla mente per quanto possa sembrarvi strano. Posso solo immaginare cos'abbiano provato chi non è passato in finale per un soffio... fossi nello staff suggerrirei di fare una finale a 5 invece della classica a 3
  12. Da 11 punti a 11 punti... ma non ne ho indovinata nessuna?
  13. Arrivare fin qui è già un bel traguardo per me, non mi aspetto di superare anche questa fase Grazie mille e in bocca al lupo a tutti!
  14. mi ero abituata a mmix e ora cambi e torni limbo12?XD

    1. Mostra commenti precedenti  1 altro
    2. evilespeon

      evilespeon

      ah ah in effetti ci ho dei bei ricordi con te da limbo12 XD ah ah almeno avvisimi cosi sarò pronta XD 

    3. L12

      L12

      Faccio le cose senza preavviso io XD

      Scherzi a parte, la prossima volta che cambio nick ti invio un MP

    4. evilespeon

      evilespeon

      E poi io mi becco lo schok XD 

      Ecco bravo devo prepararmi psicologicamente u.u

  15. In bocca al lupo a tutti/e i partecipanti! (:
×
×
  • Crea...