Vai al commento





Alemat

Premium Member
  • Messaggi

    6.383
  • Punti Fedeltà

    10 
  • Iscrizione

  • Ultima visita

  • Vittorie

    46
  • Feedback

    100%

Tutti i messaggi di Alemat

  1. Io scommetto che sono il prof. Salvis
  2. Buon compleanno! Riolu_Augurigif2c510f03a67cf0ffac9155c4c24e45fe.gif

    1. MoonlightUmbreon

      MoonlightUmbreon

      @AlematGrazie mille^^

  3. Me triste che non sono stato taggato tra i compari amanti di Ledian e a me piace pure perché è scarso Comunque adoro il tuo disegno, all'inizio pensavo fosse in digitale per via della lucentezza del casco, ma la seconda foto mi ha smontato Ottimo lavoro
  4. Do you remember TG espi? This is it now, feel old yet?XD Comunque io che ruolo ho nella storia? Il posto da rivale è già stato preso...
  5. Tanti auguri capitano! Riolu_Augurigif2c510f03a67cf0ffac9155c4c24e45fe.gif

  6. Bellissimo il tuo Sprigatito e mi fa piacere di aver trovato un estimatore dell'evo di Smoliv u.u Ho evitato di guardare l'ultima per ovvi motivi
  7. Buon compleanno! Riolu_Augurigif2c510f03a67cf0ffac9155c4c24e45fe.gif

    1. Mana

      Mana

      Grazie!

  8. È stato comprato stamattina, ho dimenticato di aggiornare il messaggio Quello che vedi ora nel mio profilo mi è stato consegnato dopo dallo staff, visto che è uno sprite che ho fatto io e non avrei dovuto comprarlo dallo store in teoria
  9. Per chi fosse interessato ho messo in vendita sul mio profilo a prezzo di acquisto nello store (1.36 PP) Edit: venduto
  10. Buon compleanno! Riolu_Augurigif2c510f03a67cf0ffac9155c4c24e45fe.gif

  11. Buon Compleanno! Riolu_Augurigif2c510f03a67cf0ffac9155c4c24e45fe.gif

    1. Lotta

      Lotta

      Grazie! Riolu saltellante di auguri =:chespin_love::chespin_love::chespin_love:

       

      Spoiler

      Comunque adoro la tua icon, è tenerissima :chespin_love:

       

  12. Ottimo lavoro, come sempre!
  13. I videogiochi possono essere considerati arte? Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto chiarire cosa si intende per arte. Tuttavia, dare una definizione precisa di questo concetto è un compito arduo che è oggetto di dibattito anche tra esperti ben più qualificati di me ad esprimersi sull'argomento. Per me, l'arte è il risultato di una attività creativa da parte dell'uomo finalizzata a trasmettere messaggi e/o emozioni ed è essa stessa anche il linguaggio attraverso il quale tali sensazioni vengono comunicate. E il videogioco, a mio parere, rientra ampiamente all'interno di questa definizione. Esso è in grado di emozionare il giocatore in maniera non meno nobile di come faccia un libro con il lettore o un quadro con il suo osservatore. Dalle sue origini ai giorni nostri il videogioco si è notevolmente evoluto ed è innegabile ormai che sia diventato qualcosa di molto più elevato di un prodotto destinato unicamente all'intrattenimento. Come il cinema, il videogioco è il risultato della combinazione di diversi elementi artistici quali la musica, il teatro, la fotografia, il disegno e così via. L'amalgamazione di tutte queste componenti contribuisce alla bontà dell'opera finale e queste non possono prescindere l'una dall'altra. E il cinema, d'altronde, è ormai stato riconosciuto universalmente come la settima delle arti umane. Tuttavia proprio questa somiglianza con il cinema rappresenta una delle tesi a cui si appellano maggiormente i detrattori del videogioco inteso come arte. In sostanza, i videogames tenderebbero a scimmiottare in maniera eccessiva il cinema e non avrebbero elementi esclusivi e propri in grado di differenziarlo dalle arti che lo compongono e di conferirgli una dignità di "genere" artistico a sé stante. Per cui è possibile dire che un gioco è bello o è un capolavoro perché esteticamente si presenta in maniera spettacolare o perché ha una colonna sonora pazzesca, ma sono elementi che potremmo tranquillamente valutare in un film di animazione in computer grafica e non rappresentano qualcosa di unico ed associabile soltanto ai giochi. Allora l'elemento che eleva il videogioco ad arte va ricercato in un'altra componente, che è quella che lo caratterizza maggiormente: l'interattività tra il giocatore e l'opera videoludica. Il giocatore, a differenza dello spettatore o dell'osservatore di un quadro, è parte integrante dell'opera a cui partecipa. L'opera esiste anche senza di lui, ma è solo con il contributo del giocatore che raggiunge il suo completamento. Esistono anche altre forme artistiche in cui opera e "fruitore" interagiscono, ma con il videogioco questa interazione si manifesta nella sua massima espressione. È il giocatore con le sue scelte a mandare avanti la storia che l'autore vuole raccontare e ad influenzarla direttamente, portando spesso a riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni e su temi che vanno ben oltre la sola attività ludica. Il coinvolgimento emotivo che trasmette un videogioco al giocatore è per definizione molto più diretto rispetto ad altre forme d'arte. Una stessa storia o una stessa emozione, comunicata con un mezzo diverso potrebbe non arrivare con la stessa forza comunicativa a colui che ne fruisce. L'esempio che voglio portarvi per spiegare questo è il videogioco Undertale. Cercherò di non fare spoiler sul gioco perché sarebbe un delitto, ma i punti di forza di questo titolo sono la sua storia, i suoi personaggi e soprattutto il modo con cui questi si rapportano non con l'avatar impersonato dal giocatore, ma con la persona che sta dietro al controller della console o alla tastiera del pc. Il protagonista è costretto a fare fin da subito una scelta insolita nel mondo dei videogiochi e tutto ciò che accade da quel momento in poi nel gioco sarà la conseguenza di ciò che egli ha deciso. Il giocatore per tutta la durata del gameplay sarà in dubbio sulla bontà della propria decisione fino a raggiungere il culmine nelle fasi in cui, senza rivelare nulla, il confine tra il gioco e il mondo reale si riduce al minimo, provocando nel giocatore lo sgomento e la sensazione di aver causato dei danni irreparabili non solo all'interno del gioco, ma anche per se stesso. Chi ha giocato il titolo avrà sicuramente capito ciò a cui mi sto riferendo e per il modo in cui queste emozioni vengono instillate del giocatore difficilmente la storia di Undertale può avere la stessa potenza emotiva se raccontata tramite un film o un libro. Ci si potrà avvicinare, potrà essere altrettanto godibile, ma non sarà mai la stessa cosa. Questo perché il linguaggio attraverso cui è stata concepita e poi trasmessa quella sensazione è unico e questo linguaggio è quello caratteristico del videogioco. E di esempi di emozioni che possono essere veicolate con incredibile forza tramite il videogioco se ne possono fare tantissimi altri. Penso alla sensazione di piccolezza nei confronti della natura selvaggia che un gioco come The Legend of Zelda: Breath of the Wild comunica al giocatore, molto più forte rispetto a quella che può trasmettere un quadro della corrente del Romanticismo. Questo perché il giocatore si trova letteralmente immerso e catapultato all'interno di un enorme mondo selvaggio senza alcun ricordo di ciò che è accaduto in passato, non si limita solo ad osservarlo a distanza e in un certo senso non è protetto da esso. Ma il gioco va oltre, vuole aiutare il giocatore ad orientarsi con libertà in questo mondo sconfinato, fornendogli sin dall'inizio tutti gli strumenti per dominare la natura selvaggia. Sarà compito del giocatore capire come utilizzare al meglio questi strumenti e capire cosa è successo al mondo, superando lo sgomento iniziale di fronte al sublime panorama ed esplorando in lungo e in largo tutto il territorio. E gli sviluppatori, per aiutare i giocatori a seguire questo percorso mentale, hanno disseminato il mondo di gioco di segreti e ricompense per premiarli e assecondare la loro sete di scoperta. Hanno voluto dire al giocatore che se vuole, può fare tutto ciò che è in suo potere e ne trarrà beneficio. Non penso che un film, in cui lo spettatore è passivo, possa trasmettere le medesime sensazioni consentendo al fruitore solo di osservare il tutto, stesso dicasi per un quadro. E con lo sviluppo dei titoli in VR queste sensazioni non possono che diventare ancora più dirette. Potrei proseguire a lungo parlando di come i videogiochi possano essere anche strumento di denuncia sociale non diversamente da come fa la letteratura o di come possano esprimere la complessità della psiche umana... non basterebbe un libro per raccontare tutti gli esempi presenti sia tra i grandi titoli, ma soprattutto all'interno del mercato Indie. Il videogioco è dunque una forma d'arte, ma da molti esperti del settore non viene ancora considerata tale. Questo per due motivi secondo me. Il primo è che il videogioco nasce soprattutto come prodotto industriale e quindi finalizzato al profitto e in particolare nasce come destinato ai bambini. Ma questa è una cosa che lascia il tempo che trova, visto che non tutti i singoli prodotti associabili ad altre espressioni artistiche possono essere considerati arte. Non tutti i film sono opere artistiche, alcuni di essi vengono prodotti solo per essere venduti alle masse. Allo stesso modo non tutti i videogiochi vogliono trasmettere qualcosa agli utenti. Ma non è per questo motivo che si deve declassare l'intera categoria videoludica. E inoltre il concetto che i videogiochi siano solo per bambini è ormai stato ampiamente superato. Il secondo motivo è che molti artisti e correnti artistiche vengono spesso poco compresi nel periodo in cui si sviluppano, a causa dell'atavica paura dell'essere umano verso tutto ciò che è nuovo. Infatti, nella storia dell'arte, tantissimi artisti sono stati apprezzati solamente dopo la loro morte e il cinema stesso all'inizio non veniva considerato arte. Cosa si può fare per superare questi pregiudizi? Purtroppo l'arte è qualcosa che rientra molto nel campo del pensiero soggettivo e soltanto nel momento in cui qualcosa viene considerato dalla collettività del genere umano degno di essere denominato arte, allora esso diventa ufficialmente arte. Il videogioco è solo agli albori della sua esistenza e ancora oggi ci sono alcune fasce di età più anziane che non hanno mai avuto contatti con questo mezzo. Ma sono convinto che è solo questione di tempo e che tra non molti anni, quando il concetto di videogioco sarà ampiamente diffuso tra futuri giovani e futuri anziani, recuperare un vecchio titolo videoludico sarà considerata un'attività culturale di pari valore e dignità rispetto a leggere un grande classico della letteratura o guardare un film cult della storia del cinema.
  14. Buon compleanno! Riolu_Augurigif2c510f03a67cf0ffac9155c4c24e45fe.gif

  15. Buon Compleanno! Riolu_Augurigif2c510f03a67cf0ffac9155c4c24e45fe.gif

  16. La diffusione dei giochi Indie ha avuto e sta avendo sicuramente un impatto tangibile all'interno del mercato videoludico, sempre più caratterizzato da una certa uniformazione dei giochi tripla A al genere a cui appartengono. Questo perché gli sviluppatori dei giochi più importanti, essendo legati ad aziende che devono obbedire agli andamenti del mercato e alle logiche industriali, sono spesso costretti ad andare sul sicuro, sfruttando meccaniche e strutture di gioco ormai consolidate, lasciando poco spazio a novità di gameplay davvero eclatanti al fine di proporre al pubblico un videogioco che possa essere subito compreso. Ovviamente ci sono le dovute eccezioni anche tra le grandi aziende, ma è un dato di fatto che moltissimi titoli appartenenti allo stesso genere si assomigliano sempre di più. E in questo contesto spiccano i giochi prodotti da sviluppatori indipendenti, i quali possono muoversi con più libertà all'interno del panorama videoludico, non dovendo sottostare alle necessità di nessun grande nome. Gli sviluppatori indie per questi motivi riescono a proporre giochi con scelte di gameplay e di narrativa davvero innovative, con un proprio stile facilmente riconoscibile e in molti casi iconico. Ma soprattutto, grazie anche alla diffusione del digitale, non devono preoccuparsi di tutti gli aspetti legati alla distribuzione del gioco, il che comporta un notevole risparmio di risorse economiche che si riflette soprattutto sul prezzo di queste produzioni, decisamente molto più accessibili rispetto a titoli più importanti, ma non per questo necessariamente meno longevi o meno divertenti. Ed è proprio questo il modo in cui gli Indie si impongono sul mercato, portando idee innovative che riescono davvero a smuovere un ormai stagnato e saturo panorama videoludico, il tutto ad un costo economico per il giocatore. Tuttavia costituiscono una fetta di mercato non dico di nicchia, ma comunque secondaria. Una fetta che viene esplorata maggiormente dagli amanti dei videogiochi a 360⁰ e un po' meno dai videogiocatori casual, soprattutto a causa di una pubblicità inferiore rispetto ai tripla A, per ovvie ragioni economiche. Ma un bel gioco riesce sempre a trovare la strada per emergere e non di rado ricevono pubblicità anche gratuita da parte dei content creator che hanno apprezzato il titolo e cercano di farlo conoscere alle proprie community. Ovviamente il mercato degli indie è molto più complesso di questo, io ho cercato di semplificare il discorso sulla base della mia scarsa conoscenza in materia. È ovvio che anche tra gli sviluppatori indipendenti proliferano giochi dal contenuto povero o poco originale e a volte scegliere di investire i propri soldi in un titolo indie è un rischio. Ma il rischio è una componente che caratterizza anche l'acquisto di giochi frutto di grosse produzioni, soprattutto se fanno parte di un genere al quale ci affacciamo per la prima volta e che potremmo non apprezzare appieno. E buttare dei soldi, tanti o pochi che siano, credo non faccia piacere a nessuno. Se solo ci fosse un sistema che permettesse a fronte di un abbonamento periodico, di poter giocare liberamente sia a titoli che sicuramente mi piacciono, ma anche di poter provare senza troppi rischi economici altri giochi dei quali non sono a priori altrettanto convinto... o esiste già? Con questa premessa mi collego dunque a quello che è il secondo tema da affrontare, un altro dei figli della diffusione del digitale all'interno dei videogiochi, ma con ambizioni decisamente superiori. Il Cloud Gaming, se contestualizzato all'interno di quello che è diventato il mercato dell'intrattenimento multimediale negli ultimi anni, rappresenta probabilmente la naturale evoluzione del mondo dei videogiochi. Il concetto di Cloud Gaming è indubbiamente interessante e propone all'utente di "liberarsi" della necessità di possedere una console permettendogli di giocare ai titoli che preferisce su qualsiasi dispositivo in grado di riprodurre contenuti in streaming. Il collo di bottiglia per l'utente non è rappresentato più dalla potenza della propria console o PC, ma è legato al possesso di una connessione internet potente. Servizi di questo tipo negli ultimi tempi si stanno diffondendo molto, anche a causa della crisi dei semiconduttori che ha fatto lievitare i costi di produzione delle console di ultima generazione e ne ha ridotto la disponibilità. Questi servizi offrono generalmente agli utenti la possibilità di giocare illimitatamente per la durata della sottoscrizione ad un catalogo di giochi (che può essere soggetto ad integrazioni e modifiche nel tempo) oltre alla possibilità di acquistare singolarmente questi titoli e altri non inclusi, anche quelli appena lanciati. Un ampio parco di titoli per chi vuole provare esperienze diverse senza rischiare troppo con il portafogli. È chiaro che la bontà di questi servizi da parte dei provider dipende da due fattori. Il primo è il catalogo di giochi messo a disposizione, così come la possibilità di poter giocare anche a titoli appena usciti. Il secondo è la qualità delle proprie strutture e dei propri server, che deve essere in grado di gestire le richieste di un grandissimo numero di giocatori in tempi brevissimi. Microsoft pare essere l'unica azienda al momento che ha saputo soddisfare entrambe le condizioni proponendo anche un servizio allettante. Mentre Google, nonostante un'infrastruttura invidiabile e diffusa capillarmente, non è riuscita fare altrettanto a causa di un offerta contenutistica che non ha saputo fare centro per diversi motivi. A mio parere, il Cloud Gaming rappresenta senza dubbio il futuro dei videogame. Ora siamo ancora in una fase embrionale dello sviluppo di questa modalità di intrattenimento e le offerte contenutistiche sicuramente varieranno e miglioreranno. Tuttavia ci sono alcune criticità legate al concetto stesso di gioco in streaming. Innanzitutto, la necessità di una connessione internet potente e stabile. Una connessione debole o non adatta non solo inficierebbe la qualità dello streaming, ma provocherebbe anche ritardi nella ricezione degli input altrettanto fastidio e che rovinano completamente l'esperienza di gioco. Purtroppo non ho provato di persona questi servizi e mi baso su ciò che mi è stato raccontato. Oggi è sicuramente più facile che in passato dotarsi sia a casa che fuori di un collegamento alla rete ultraveloce. Ma il digital divide è una piaga che caratterizza in particolare il nostro paese e allontanandosi dalle grandi città la qualità dei servizi di rete cala spesso in maniera piuttosto evidente. Questo è un aspetto su cui sia l'utente che il provider del servizio di Cloud Gaming possono fare ben poco e che necessita piuttosto di interventi statali. A causa di queste incertezze legate alla velocità di risposta, è chiaro che per i giocatori multiplayer incalliti il gioco in streaming rappresenterà difficilmente un'opzione valida. O almeno in questa fase iniziale in cui le cose devono ancora stabilizzarsi. Mentre per un giocatore casual che ama sperimentare, servizi di questo tipo saranno sicuramente più attraenti. In secondo luogo un'altra criticità è legata al possesso stesso di un titolo. Ma questo è un aspetto negativo più generico e legato al concetto stesso di gioco digitale. Le concessioni delle licenze dei diversi titoli all'interno dei cataloghi non sono eterne e i cataloghi stessi sono soggetti a modifiche nel tempo. Ciò può portare alla situazione in cui un utente paga per un servizio dal quale viene rimosso il suo titolo preferito, una situazione decisamente non piacevole. Inoltre in caso di chiusura del servizio all'utente finale non resterà più nulla. E questo non farà piacere sicuramente ai "romantici del videogioco", ossia coloro i quali sono legati al possesso fisico di console e titoli, a cui associano numerosi ricordi e sensazioni, cose che un prodotto digitale o un servizio non potranno mai replicare. La tecnologia fa passi da gigante e sono sicuro che i fornitori di servizi di giochi in cloud riusciranno nel tempo a risolvere molte delle problematiche che caratterizzano il modello attuale (come quelle relative al multiplayer) e che questa modalità di gioco si imporrà nel futuro tra le masse. Ma allo stesso tempo non credo rimpiazzerà completamente il mercato dei videogiochi fisici e delle console, che continueranno a riempire le collezioni dei più appassionati. Giochi Indie e Cloud Gaming sono due concetti molto diversi tra loro, ma che corrono entrambi nella stessa direzione: quella di far evolvere lo standard attuale del mercato e di esplorare nuove opportunità di vivere e concepire il videogame. Ma qualsiasi sia la modalità con cui si fruisce del videogioco o il tipo di videogioco, l'importante è che non venga mai snaturato quello che il vero fine dei videogame: divertire il giocatore.
  17. Nome utente: Alemat Donazione: 2.00
  18. Nome utente: Alemat Donazione: 2.00
  19. Buon compleanno! Riolu_Augurigif2c510f03a67cf0ffac9155c4c24e45fe.gif

    1. AngeloConan

      AngeloConan

      Grazie!!!

  20. Memino per chi segue gli aggiornamenti di sintesi di @Kiryu89
  21. Buon compleanno! Riolu_Augurigif2c510f03a67cf0ffac9155c4c24e45fe.gif

    1. Stills

      Stills

      Grazie!!:cuore:

  22. Avrei voluto provare anche io a farla, ma onestamente sono rimasto fisso a guardare il suo design... Perché mi ha spaventato per la difficoltà, ovvio u.u Hai fatto un ottimo lavoro, come tutti i tuoi overworld d'altronde
  23. Nome utente: Alemat Donazione: 2.00
×
×
  • Crea...