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Darken

[Darken]Pokémos[Part 1-*]

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Pokémos

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Pokémos è una terra lontana, dove i pokémon vivono divisi in 18 nazioni, tra i cui territori si estendono deserti, pianure, foreste e mari, che rendono assai difficoltosi i collegamenti tra i vari paesi. Fino a 10 anni fa la terra era in pace, ma ora le cose stanno cambiando...

Electronvolt, palazzo reale, 18/05/4783, circa le 12
I due pokémon percorrevano a tutta velocità  il lungo corridoio che collegava l'ingresso alla sala del trono. Il primo, che si spingeva al massimo con le corte zampe, portava in testa un grosso elmo giallo coperto di bozzi. La sua lunga coda dalla punta a forma di fulmine si muoveva a destra e a sinistra freneticamente. Si chiamava Raichu. Il secondo volava, tentando di tenere il passo con il grosso topo arancione. La sua membrana bianca e nera era tirata moltissimo, nel tentativo di accelerare l'andatura. Il suo nome era Emolga. I due pokémon corsero fino a raggiungere l'ingresso della sala del trono, illuminati dalla luce delle lampade Pietratuono. Davanti alla grande porta, fitta di incisioni, si fermarono per riprendere fiato. «E ora come glielo comunichiamo?» chiese Emolga, atterrando con un leggero tonfo.
«Non lo so» rispose Raichu, ansimando e cercando di ripulirsi il sudore dalla fronte «ma un modo lo troveremo». I due spinsero i pesanti battenti del grande portone di ferro ed entrarono nella sala del trono. La stanza era grandissima, abbastanza larga da ospitare l'intero S.T. schierato a difesa del trono. Su di esso in quel momento stava seduto il re di tutta Elettria. Alto e possente nonostante l'età , re Electivire IX era il discendente di una lunga dinastia di re che comandava su Electronvolt e sull'intera Elettria. Delle due code tipiche della sua specie, gli era rimasta solo quella sinistra, mentre si diceva che la destra l'avesse persa quando, ancora giovane,aveva affrontato da solo un enorme Rhypherior che gliel'aveva strappata di netto prima di crollare a terra sconfitto. Il re, quando ancora era un principe, era entrato nel corpo di difesa di Elettria, lo Squadrone del Tuono, o S.T., e aveva rapidamente scalato i ranghi, divenendo ben presto Generale dell'esercito. Di fronte a lui, il capitano Raichu e il tenente Emolga ebbero uno spontaneo moto di inferiorità . Si inchinarono entrambi, e non riuscirono ad alzare lo sguardo. «Parlate» li esortò il re, con la sua voce bassa e profonda «le notizie che portate non possono essere peggiori di quelle che mi aspetto.»
Raichu, vedendo che Emolga era terrorizzato, alzò il capo e si rivolse al re «Maestà , gli scienziati hanno registrato un ulteriore calo di potere nelle Pietretuono estratte dalle miniere di tutta Elettria» disse «Ora ne occorrono cinque solo per far evolvere un pokémon, per non parlare di quelle utilizzate per l'illuminazione.» Da secoli le Pietretuono garantivano energia a tutta Elettria. L'energia dei Pokémon elettro infatti tendeva a disperdersi, risultando una fonte pericolosa ed incostante, mentre le Pietretuono fornivano, oltre che un mezzo per evolversi per alcuni pokémon, un'energia continua e costante. Il calo di energia si registrava ormai da dieci anni, ma ultimamente era crollato ad un livello mai visto prima.
Il re si rabbuiò. trascorse qualche secondo di pesante silenzio, poi il re parlò «Voglio che voi due usciate di qui, e andiate a convocare i pokémon di questa lista, poi dovrete presentarvi insieme a loro nel salone dei consigli». Così dicendo, scrisse rapidamente i nomi su un foglio, vi appose il sigillo con la calamita, simbolo del re di Elettria, e lo porse ai due insieme ad alcuni documenti. Raichu li afferrò, si inchinò nuovamente e senza dire una parola si allontanò insieme ad Emolga.
Rimasto solo, il re sospirò e si disse «Come supereremo questa crisi?».

Electronvolt, base dell'S.T., 18/05/4783, circa le 12
Raichu ed Emolga percorsero senza fermarsi la lunga strada che collegava il palazzo ai cancelli della città , e si fermarono solo davanti alla base dell'S.T. L'edificio era solo una basso casermone a due piani, con il simbolo dell'S.T., uno scudo con sopra un tuono, inciso sopra l'ingresso. I due entrarono e si diressero verso le stanze dei generali, dove vivevano e lavoravano i due attuali generali dell'S.T.. Raichu entrò spedito nell'ufficio del primo. Lì, sulla sedia, sedeva il Catturatore. Famoso per aver catturato da solo una banda di avversari, si diceva che la sua Elettrotela non temesse il confronto con nessun'altra mossa. Il generale Galvantula alzò gli occhi dalla pila di fogli che aveva davanti e si rivolse al nuovo venuto «Ragazzo,» disse «al momento sono molto occupato, quindi...» Raichu si mise sull'attenti, cercando di ricomporsi, e disse «Mi perdoni signore, ma ho una comunicazione urgente da parte di sua maestà  in persona» così dicendo gli porse il messaggio. Galvantula lo afferrò, lo lesse velocemente e poi si rivolse nuovamente a Raichu «Devo andare subito, grazie per avermi portato questo messaggio.» si allontanò rapidamente, le quattro zampe che ticchettavano sul terreno. Allo stesso tempo, Raichu si diresse verso l'uscita.

Nella stanza accanto, Emolga si rivolse al generale Wash. Il generale era un tipo alto e grosso. Il suo vero nome era R. Lavaggio, ma tutti lo chiamavano Wash. Famoso per la sua capacità  di sedare le battaglie con le sue potenti mosse d'acqua, il generale Wash era rispettato e riverito dalle sue truppe. Emolga si diresse veloce verso la scrivania del generale e gli porse il documento. Il generale lo afferrò con le strane protuberanze traslucide che aveva al posto delle mani. Lo scorse senza dire una parola, rivolse un cenno di ringraziamento a Emolga e si diresse all'uscita. Emolga lo seguì e raggiunse Raichu, che lo aspettava all'ingresso. Insieme i due si allontanarono.

Electronvolt, centro di ricerca, 18/05/4783, circa le 13
Dopo un'altra corsa a perdifiato, Emolga e Raichu raggiunsero il centro di ricerca, un edificio altissimo che sfiorava il cielo. Qui si diressero spediti dal capo del centro di ricerca, famoso per le sue scoperte sull'uso delle Pietretuono e su come aumentare la potenza delle calamite. Il professore era alto e allampanato. Sulla fronte e sulla coda spiccavano due piccole sfere che si accendevano ad intermittenza. Il professor A., il cui vero nome era Ampharos V, si rivolse subito ai nuovi entrati, sollevando gli occhi dal cumulo di pietre presente sul suo tavolo «Siete qui per la consegna delle Pietretuono suppongo» disse «Bene, le scorte erano quasi finite.» Raichu si avvicinò e gli porse il messaggio. Il professor A. lo lesse, corrugo la fronte e senza neanche salutare si allontanò. I due avrebbero voluto seguirlo, ma prima dovevano recarsi in ultimo posto.

Electronvolt, palazzo reale, 18/05/4783, circa le 13

Wash e Galvantula percorsero senza fermarsi tutta la strada fino all'ingresso del palazzo, e una volta entrati corsero senza fermarsi il lungo corridoio dove, circa un'ora prima, erano passati Raichu ed Emolga. Giunti infondo, spinsero la pesante porta che permetteva l'accesso alla sala del trono, vuota, e senza fermarsi si diressero alla piccola porta da cui si accedeva alla sala del consiglio. Qui trovarono il re, seduto nel grande scranno all'apice di un lungo tavolo. I due rivolsero il saluto marziale al re, poi si sedettero. Il re fu il primo a parlare «Oltre a voi, devono ancora arrivare in quattro.» disse «I due messaggeri, il professor A. ... ed E.». A sentire quel nome, Wash ebbe un fremito, e i sei occhi di Galvantula strabuzzarono. «Con il dovuto rispetto maestà » disse Galvantula «ne è proprio certo?». Il re volse il suo sguardo dritto verso di lui, e disse «Questo momento disperato, richiede misure disperate.».

 



spero che vi piaccia :) commentate qui http://www.pokemonmillennium.net/forum/topic/19141-darkenpok%C3%A9mos/


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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ecco la parte 2

CAPITOLO 2- INIZIO DEL CONSIGLIO

 

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Electronvolt, bassifondi, 18/05/4783, circa le 14
Raichu ed Emolga avanzavano per le vie della zona malfamata della città, aggirando accattoni, pokémon poco raccomandabili e pozze d’acqua stagnante. Senza fermarsi, Raichu osservò lo stato di quella zona, che da anni gli abitanti di Electronvolt chiamavano “i bassifondi”. Ladri, rapitori, spie, qualunque lavoro malfamato si potesse fare nei bassifondi era normale. E a capo dei bassifondi c’era uno dei criminali più pericolosi mai esistiti. Esattamente il pokémon che i due stavano cercando.

Electronvolt, palazzo reale, 18/05/4783, circa le 14
Il Professor A., stanco e trafelato, entrò col fiatone nella grande sala del trono. Per qualche secondo si trattenne a riprendere fiato, ammirando la sala, poi entrò nella sala dei consigli, e prese posto accanto al Catturatore, dopo essersi inchinato di fronte a sua maestà. Electivire, Galvantula e Wash lo salutarono con un cenno del capo. Quando il re lo mise al corrente del fatto che E. sarebbe stato presente, la lampadina sulla coda del professore si illuminò per qualche secondo, poi si spense. Ampharos V si sedette e attese.

Electronvolt, bassifondi, 18/05/4783, circa le 14
Emolga e Raichu si fermarono di fronte a un grande edificio, sporco e puzzolente come tutti gli altri casolari dei bassifondi ma molto più grande. Sulla facciata sporgeva un’insegna rozzamente intagliata in legno, su cui si leggeva con difficoltà “All’allegro Stunfisk”. I due entrarono nella taverna malridotta e si diressero al bancone, dove un grosso Stunfisk se ne stava fermo senza quasi muoversi, sonnecchiando stancamente, sembrando tutto fuorché allegro. Intorno a loro numerosi pokémon discutevano a bassa voce o sghignazzavano a tutto volume, mentre due pokémon, un Plusle e un Minun, si affannavano per portare da bere ai clienti. I due si rivolsero al proprietario «Cerchiamo E.» dissero quasi all’unisono. Lo Stunfisk aprì un occhio e disse, con la voce impastata dal sonno «salite le scale, la stanza di E. è la terza a sinistra.» I due si allontanarono in fretta, ma sentirono ugualmente il proprietario dire «Spero per loro che sia importante.»

Electronvolt, base dell’S.T.,18/05/4783, circa le 14
Il pokémon si introdusse senza far rumore nella stanza. I cuscinetti delle quattro zampe gli permettevano di camminare senza essere udito, e la pelliccia rendeva difficile notarlo nella stanza buia. Silenziosamente, si avvicino alla scrivania e aprì il primo foglio. I suoi occhi gli permettevano di vedere come se fosse giorno. Scorse rapidamente il documento, ma non era ciò che gli interessava. Uno dopo l’altro, aprì e richiuse tutti i documenti, finché alla fine non trovò ciò che cercava. Afferrò il grosso foglio, uscì il più in fretta possibile dalla camera del generale Galvantula e si allontanò silenziosamente nascondendosi in mezzo a un gruppo di suo simili. “Rammolliti membri dell’S.T.” pensò Luxray sorridendo, riflettendo sul foglio che aveva nascosto abilmente nella criniera.

Electronvolt, All’allegro Stunfisk,18/05/4783, circa le 14
Emolga e Raichu entrarono nella porta indicatagli da Stunfisk. L’interno della stanza era arredato da un letto e da un tavolo rozzamente intagliato. Le finestre erano sprangate, e le luci accese. Dietro al tavolo, fluttuava un grande pokémon simile ad un anguilla. La grande bocca rotonda ed irta di denti era aperta, mentre leggeva quello che sembrava un foglio di carta gettato in acqua. Sentendoli entrare, il pokémon alzò la testa. «Ma guarda» disse «il capitano Raichu. A cosa debbo questa inattesa visita?» Raichu non si stupì del fatto che E. conoscesse il suo nome. Se qualcuno viveva ad Elettria, E. sapeva riconoscerlo. La sua rete di spie ed informatori superava qualsiasi altro gruppo. Se voleva sapere qualcosa, doveva solo battere le mani, e il giorno dopo sul suo tavolo avrebbe avuto tutte le informazioni. Senza fiatare, Raichu gli porse il foglio che teneva tra le mani. Eelektross lo afferrò e lesse. Subito dopo, il pokémon appallottolò il foglio e lo gettò, poi si rivolse ai due «Voi due, scortatemi a palazzo. Ora.» Sempre senza parlare, Emolga e Raichu si disposero uno davanti e uno dietro al pokémon ed uscirono.

Electronvolt, palazzo reale, 18/05/4783, circa le 15
Raichu ed Emolga percorrevano il corridoio per la seconda volta quel giorno. Stavolta però guidavano uno dei criminali più pericolosi di Elettria. Eelektross si era comportato come un re per tutto il percorso, incurante degli sguardi di paura che molti avevano al suo passaggio. I tre pokémon superarono il portone ed entrarono nella sala del consiglio. Qui Raichu ed Emolga si inchinarono di fronte al re, e persino Eelektross si piegò allargando le braccia. Quindi Electivire parlò «Come da tradizione, i messaggeri che hanno portato il messaggio dovranno restare nella sala dei consigli per tutta la durata dell’incontro» Raichu ed Emolga si sedettero su due sedie infondo al tavolo, mentre Eelektross prese posto accanto a Wash. «Ora che le formalità sono state compiute, abbia inizio il consiglio.»

 


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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ecco la parte 3


CAPITOLO 3: CONSIGLIO

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Electronvolt, palazzo reale, 18/05/4783, circa le 15
Electivire prese la parola «Ora, Professor A., credo che dovrebbe spiegarci cosa ha scoperto il centro di ricerca.» Il professore ripose la calamita ed alzò lo sguardo, passandolo da uno dei presenti all’altro «Negli ultimi anni le Pietretuono stanno subendo una perdita piuttosto continua di energia. Questo calo risulta costante, e continua a scendere. Persino ora, mentre parliamo, un calo impercettibile sta avvenendo in tutte le Pietretuono.» Prese la parola Galvantula «Ma Professore, cosa causa questo calo?» Il professore temeva quella domanda, ma rispose ugualmente «Il centro di ricerca lavora ormai da quattro anni ininterrottamente per risolvere questo mistero, ma…»
«Ma la risposta continua a sfuggirvi» disse E., interrompendo il professore.
Ampharos lo guardò «Noi del centro riteniamo che…»
«Che la risposta sia vicina, lo so, io ho informatori dappertutto no? Ma questo non ci aiuta. Di questo passo le Pietretuono saranno inutili.»
«Studiando documenti risalenti a una cinquantina di anni fa, abbiamo trovato le prove di un altro calo energetico»
«Sì, ma non così grande. Ho visionato una copia di quei documenti, e si era trattato di un caso isolato.»
«E allora diccelo tu qual è la causa, visto che sai tutto!» Sbottò Galvantula. Wash annuì.
Eelektross fissò il ragno dritto nei due occhi ai lati del capo «Io so molte cose, e probabilmente qualcosa anche su questo.»
«Parla allora!» tuonò Electivire. Il suo tono si fece imperioso.
Eelektross sorrise «Lo farò, ma quando avrò voglia io.»
Allora Electivire IX fece una cosa che nessuno aveva mai visto. Si alzò sulle due possenti zampe, mettendo in mostra la sua ragguardevole altezza. La coda si illuminò e prese a vibrare. Il corpo venne attraversato da una serie di scariche elettriche. Tutti si mossero sulle sedie, a disagio. Persino per un pokémon elettrico, la quantità di energia emanata da quel corpo sarebbe stata sufficiente per tramortirlo. Poi parlò, con la voce calma e tranquilla che aveva usato parlando coi due messaggeri qualche ora prima. «Voglio che tu mi dica tutto ciò che avete scoperto in questi dieci anni. E che me lo dica ora.»
Eelektross prese fiato, espirò, e poi disse «Quello che vi dirò, non vi piacerà.»

Electronvolt, porta Nord, 18/05/4783, circa le 15
Il Luxray attendeva pazientemente, appoggiato col corpo alla porta della città. Gli occhi fissavano a destra e a sinistra, in cerca del messaggero. Il caldo gli faceva male alla cicatrice sull’occhio, ma non ci badò. Poco dopo, un gruppo di pokémon entrò in città. Luxray quasi non li guardò, ma il più piccolo di loro si staccò dal gruppo. Il pokémon avanzò sulle piccole zampe ticchettanti e si avvicinò al Luxray. «La giornata si promette elettrica» sussurrò il Joltik. Luxray sussultò. Quella era la frase che secondo gli accordi doveva servire a riconoscere il contatto. Luxray si volse versò il piccolo ragno e disse «già, e le Pietretuono aiuteranno». Joltik lo fissò, sorrise, e allungò un piccolo sacchetto. Luxray lo afferrò e lo aprì. Un cumulo di Perle e Pepite brillò alla luce. Il pokémon sorrise a sua volta, estrasse la carta rubata nello studio del generale, la posò a terra e si allontanò. Joltik sorrise, afferrando il foglio. Le cose procedevano come previsto.

Electronvolt, palazzo reale, 18/05/4783, circa le 15
«Vedete»disse Eelektross «A differenza del centro di ricerca, io ho iniziato a studiare questa situazione circa otto anni fa.»
Il professor Ampharos si irrigidì. “Il centro ricerca si è reso conto dello stato di allerta solo da quattro. Quanto è davvero fitta la rete di informazioni di questo tizio?”.
«Ed è così che ci siamo resi conto che ad Elettria mancava qualcosa. E mancava esattamente da quando le Pietretuono avevano iniziato a perdere potenza.»
«Insomma, parla!» Esclamò esasperato Galvantula. Wash annuì energicamente.
«Ci sto arrivando» rispose Eelektross «Questa “cosa” in realtà passa inosservata. Spesso si nascondono, e molti non li hanno mai visti. Parlo dei Loro.»
Tutti i presenti rimasero stupefatti. Tutti eccetto Emolga, che notando i volti sbigottiti dei presenti non poté fare a meno di prendere la parola «Ehm … Chi sono i loro?»
Eelektross lo fissò qualche secondo, poi disse «Fattelo spiegare dal tuo amico.»
Raichu si schiarì la voce «I Loro sono quattro pokémon che, secondo la leggenda, proteggono e vegliano su Elettria. Pochissime persone sanno che esistono davvero. La maggior parte dei Pokémon crede che le storie sul trascina Tempeste, l’Attira Fulmini, il Re dei lampi e il signore dei Tuoni siano solo … storie. Quasi tutti conoscono le loro leggende.»
Emolga strabuzzò gli occhi. Aveva sentito dire qualcosa su quei quattro potentissimi pokémon Elettrici. Thundurus, Raikou, Zapdos e Zekrom. Quei quattro pokémon avevano ricevuto i rispettivi nomignoli citati prima da Eelektross. Aveva sempre creduto che si trattasse solo di leggende, ma se Eelektross aveva ragione si sbagliava.
«Quali prove hai di quanto dici?» Chiese il re.
«Le prove sono numerose. In genere i Loro sono avvistati vicino alle cave delle Pietretuono almeno tre volte all’anno. Sono stati visti tutti l’ultima volta dieci anni fa. E nessuno si è più fatto vivo da allora. E poi ci sono tutta una serie di dati minori, misti a dicerie e leggende.»
«Ma talvolta» rispose Galvantula «i Loro sono stati assenti per alcuni periodi.»
«Raikou non si è mai allontanato da Elettria. E gli altri, anche se si spostano, si recano solo nei regni dell’altro Tipo. I Loro sono gli unici pokémon a spostarsi da un Tipo all’altro, ma ho inviato alcune spie. I Loro sono assenti anche dagli altri regni.»
Di fronte a una simile quantità di prove, Electivire IX non potè che giungere a una conclusione «Quindi esiste una sola soluzione. I Loro sono stati rapiti, vero? Cos’altro si dice nei bassifondi?»
Eelektross lo fissò «L’intuito del grande generale vero? Nei bassifondi si aggira una voce insistente. Pare che una misteriosa organizzazione stia cercando di rapire tutti i Loro e di creare un potente esercito allo scopo di conquistare tutta Pokémos. Ho inviato numerose spie per scoprire se è vero, ma nessuna è mai tornata.»

 

 

 


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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Ed ecco il nuovo capitolo


CAPITOLO 4: PERICOLI
 

 

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Electronvolt, base dell’S.T., 18/05/4783, circa le 15
Flaaffy entrò nella stanza. Il pokémon era stato punito per avere fatto crollare uno scaffale del magazzino, ed era costretto a ripulire lo studio del generale Galvantula per una settimana. Entrando, si rese conto che qualcosa non andava. Dato che si occupava di ripulire la scrivania e riordinare i fogli, sapeva che il generale era estremamente disordinato. Eppure la scrivania era ordinata, come lo schedario. Decisamente non era il comportamento del generale. Controllando lo schedario, strabuzzò gli occhi. Il documento era scomparso. Dieci secondi dopo, Flaaffy corse fuori gridando «Furto nella stanza del generale Galvantula! Inviate subito qualcuno ad avvisarlo! La Carta è sparita!»

Electronvolt, palazzo reale, 18/05/4783, circa le 15
Le implicazioni di quanto detto da Eelektross atterrirono tutti. Se era vero, non solo Elettria, ma l’intera Pokémos era in pericolo. Per lunghi, lunghissimi minuti, nessuno riuscì a dire nulla, sotto il peso dell’ultima, scioccante rivelazione. Proprio mentre stavano per riprendere a parlare, si udirono forti colpi alla porta, e una voce prese a urlare dall’esterno «Generale Galvantula, so che è vietato interrompere un consiglio, ma sono accadute alcune cose!» Infuriato, il generale aprì la porta, ma rimase sorpreso nel trovarsi davanti Flaaffy. Il pokémon era conosciuto per essere la recluta più pasticciona dell’S.T. «Cosa vuoi? Sai che è vietato interrompere un consiglio.»
«M – ma generale» rispose il pokémon «È successo un fatto gravissimo. Hanno rubato la Carta.»
Il generale Galvantula rimase spiazzato. «La Carta? Ma questo è un disastro.»
Emolga e Raichu si guardarono, shoccati. La Carta era un documento estremamente importante, tanto che solo i generali ne possedevano una copia.
Il Dottor A. alzò timidamente la mano «Potrò sembrare inopportuno, ma cos’è la Carta?»
Il generale si volse verso il re, che annuì con un cenno. Se la Carta era stata rubata, non serviva più che la sua esistenza restasse un segreto dell’S.T. «La Carta» spiegò il generale «è una cartina di Elettria. Tuttavia essa riporta anche la locazione di tutte le truppe, incluse le squadre in incognito. In questo momento, chiunque l’abbia rubata è in grado di riconoscere e rintracciare tutti i membri dell’S.T.»
Eelektross sorrise «Quindi ora il nemico conosce la locazione di tutti i vostri uomini, il loro numero e anche i loro nomi.» Poi si rivolse a Flaaffy «Avete scoperto l’identità del ladro?»
«Si tratta di un caso difficile. Ogni giorno all’S.T. si recano centinaia di pokémon. Tuttavia, abbiamo una pista promettente. Nella stanza del generale sono stati trovati alcuni peli di Luxray. Molti dei membri dell’S.T. affermano di aver visto un Luxray aggirarsi nella base.»
«Per caso,» chiese Eelektross «si tratta di un Luxray più alto della media, con una cicatrice sull’occhio sinistro?»
Flaaffy strabuzzò gli occhi. L’aspetto del pokémon coincideva con quello descritto dai testimoni.
Eelektross sorrise nuovamente «Allora so di chi si tratta. Aspettate un momento.»
Il pokémon uscì dalla stanza. Gli altri si misero in attesa.

Electronvolt, palazzo reale, 18/05/4783, circa le 16
Dopo alcuni minuti di attesa, Eelektross rientrò nella stanza. In mano stringeva un grosso plico di documenti. «Ecco qua» disse, posando i fogli sul tavolo «Questi sono i documenti sul nostro pokémon». Porse i fogli al Generale Wash, che li sfogliò rapidamente, strabuzzando gli occhi, e poi passò i documenti a Galvantula. Il foglio era un manifesto da ricercato. Ne aveva già visti durante i suoi viaggi. Anche se mettere taglie sulla testa di qualcuno era illegale, molte organizzazioni, criminali e non, lo facevano lo stesso. Sul manifesto cappeggiava l’immagine di un Luxray con una cicatrice sull’occhio. Sotto di esso, era presente la scritta “Ricercato per furto, truffa e spionaggio”. I tre fogli successivi erano messaggi che comunicavano che Luxray era stato visto ad Electronvolt. L’ultimo foglio invece era una segnalazione, che affermava che Luxray era stato visto poco prima alla Porta Nord della città.
Galvantula rimase sorpreso. Anche per l’S.T., raccogliere una simile quantità di informazioni sarebbe stato quasi impossibile in così breve tempo “Quanto è davvero estesa la rete di informatori di questo tizio?”
Electivire lesse il documento, poi consegnò i fogli a Flaaffy «Fai cercare questo pokémon in città. Prendetelo e portatelo all’S.T. per un interrogatorio.»
Flaaffy corse via, chiudendosi la porta alle spalle. Appena furono sicuri che il pokémon si era allontanato, Electivire riprese la parola «Eelektross, a tuo parere perché ha rubato la Carta?»
«Sono certo che lo sa anche lei, maestà. Sicuramente era un furto su commissione. Nessuno si prenderebbe mai i rischi di un furto simile senza avere già un compratore.»
«Ritieni che sia stato questo fantomatico esercito?»
«Ne sono praticamente certo maestà. Fossi in lei, appena Luxray verrà catturato, lo interrogherei sul mandante.»
Il re annuì, poi si rivolse a Wash. «Wash, suppongo che tu abbia con te la tua Carta. Mi risulta che la porti sempre con te.» Wash annuì, aprì il grosso sportello nel petto e ne estrasse un grosso foglio. Lo srotolò sul tavolo. Sul documento erano indicate tutta una serie di città, accompagnate dal numero dei membri dell’S.T. dislocatevi e dal nome del comandante di rango più alto. Raichu ed Emolga capirono subito che, con il nome del comandante, non sarebbe stato difficile arrivare ai subordinati.
Poi il re si rivolse a Galvantula «Di tutte le truppe stanziate nelle città principali, quale sarebbe la più piccola e facile da colpire?»
Galvantula capì cosa intendeva il re. Probabilmente, il nemico avrebbe iniziato colpendo le truppe più piccole. «Direi i pokémon del paesino di Volt Port. Sono meno di un centinaio, mentre in genere ogni squadra conta almeno centocinquanta membri. Inoltre il loro comandante è solo un Maggiore.»
Il re sorrise «Voglio che mandiate due uomini a Volt Port. Scegliete i migliori e inviateli. Voi due» disse rivolgendosi a Raichu ed Emolga «Siete i più informati, quindi andrete voi due.»
Emolga e Raichu annuirono. C’era da aspettarsi una simile evenienza. Electivire si rivolse al professor A. «Professore, lei…»
Eelektross emise un colpo di tosse. I presenti si volsero verso di lui «Perdonatemi, ma non credo che rinforzare le truppe esterne sia una buona idea. Rischiereste solo di perdere più uomini. A mio parere converrebbe ritirare le truppe stanziate fuori da Electronvolt e riunire l’intero S.T. alla base. In questo modo, sarà più difficile per il nemico attaccare i nostri uomini.»
«E da quand’è che tu sei un esperto di guerra?» Disse Galvantula.
«Per avere una rete di spie efficiente, bisogna gestirla come un esercito!» Rispose alterato Eelektross.
«Una rete di spie non è un esercito!»
«E l’S.T. lo sarebbe? Non riuscite neanche a non farvi rubare un documento!»
«BASTA!» tuonò Electivire «Calmatevi! Galvantula, lo so che è difficile accettare l’aiuto di un criminale, ma questo criminale è molto particolare. Eelektross, per favore calmati anche tu. Gli errori non si possono cancellare.»
I due si ricomposero e si sedettero, anche se continuarono a guardarsi in cagnesco.
Electivire riprese a parlare «Il piano di Eelektross mi pare migliore. Riachu ed Emolga, voglio che voi due vi rechiate alle varie basi dell’S.T. e comunichiate l’ordine di rientrare alla base.» Così dicendo, estrasse una pila di fogli e prese a scrivere. Dodici documenti furono presto pronti, uno per ogni base dell’S.T.
Nel frattempo, Wash e Galvantula provvidero ad organizzare il viaggio dei due. «Dovrete partire da qui e dirigervi alla base di Volt Port. Lì consegnerete i documenti di rientro al capitano, che provvederà ad inviare due messaggeri alla tappa successiva. Quanto a voi, rientrerete alla base.» I due annuirono. Il Consiglio era chiuso e la decisione presa.

 

 


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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nuovo capitolo

 

CAPITOLO 5: PARTENZE, CATTURE ED INTERROGATORI

 

 

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Electronvolt, Porta Sud,18/05/4783, circa le 20
Raichu ed Emolga diedero un ultimo sguardo alla città. I due portavano una borsa ciascuno, le quali contenevano, oltre ai documenti, scorte di Bacche, Pietretuono, Calamite ed altri strumenti assortiti. I pokémon si volsero, pensando alle ultime ore trascorse a prepararsi per la missione. Poi presero lo slancio e partirono verso Volt Port.
 
Electronvolt, All’allegro Stunfisk, 18/05/4783, circa le 20
Plusle quella sera aveva un gran da fare. Il cliente era un tipo scontroso ed esigente. Avrebbe voluto cacciarlo via, ma l’ospite aveva la borsa piena e le zampe bucate: un ottima combinazione. Servendo l’ennesimo Succo di Bacca al cliente, si chiese quanto ancora avrebbe dovuto aspettare prima che finalmente il cliente si ritirasse nella stanza che aveva pagato, e che in quel momento Minun provvedeva a rassettare. Non avevano clienti che si fermavano a dormire tranne E. da molto tempo. Il pokémon afferrò il Succo, poi lanciò una Perla al piccolo pokémon. Questi, soddisfatto, si allontanò. Luxray bevve d’un sorso il bicchiere, poi si alzò pigramente e si trascinò nella stanza, scacciando con una Perla il Minun. Esausto, si distese e si addormentò.
 
Electronvolt, centro di ricerca, 18/05/4783, circa le 21
Il professor A. fissava il sole che tramontava senza guardarlo davvero. Tutto quello di cui si era parlato quel giorno era stato davvero troppo per lui. I Loro rapiti, un esercito misterioso che si preparava ad attaccare tutta Pokémos, un furto alla base dell’S.T. e, cosa che lo disturbava di più, un criminale che si era reso conto della situazione e aveva iniziato a fare ricerche molto prima di lui. Nelle ultime due ore aveva avuto un bel da fare per scegliere le Calamite migliori da dare ai due messaggeri. Sperò che andasse tutto bene. In cuor suo, si era affezionato a quei due, per quel poco che li aveva visti.
 
Electronvolt, All’allegro Stunfisk, 18/05/4783, circa le 21
Eelektross entrò e si diresse al bancone. Senza troppi preamboli, si rivolse a Stunfisk «Cerco un Luxray con una cicatrice. E so che l’hanno visto qui.» Stunfisk sorrise «Ti costerà, ma ti conosco, pagherai.» Eelektross estrasse un sacchetto e lo posò sul bancone. Stunfisk sorrise «Bene, lo troverai nella prima stanza in cima alle scale a destra» A un segnale di Eelektross, il Luxio e il Manectric entrarono nel locale. I due erano stati mandati da Galvantula per catturare e portare via il ricercato. Salirono rapidamente le scale, lo colsero di sorpresa, lo afferrarono e lo arrestarono. Luxray tentò di lanciare un Fulmine, ma questo si scaricò su Manectric senza causare danni. Il pokémon si arrese e si lasciò catturare. Il gioco era finito, e lui per la prima volta aveva perso.
 
Electronvolt, base dell’S.T., 18/05/4783, circa le 22
La stanza era larga e spoglia. All’interno erano presenti solo un grosso tavolo e una lampada Pietratuono vecchia e malconcia. Ai lati del tavolo stavano seduti quattro pokémon. Da un lato i generali Galvantula e Wash, e il capo della Squadra Interrogatori Manectric, che aveva già collaborato alla cattura del criminale che ora si accingevano ad interrogare. Dal lato opposto, si trovava Luxray. Il pokémon sorrise «Vi faccio un offerta. Lasciatemi andare e vuoterò il sacco. Vi dirò tutto quello che so sul mandante.»
«Sta bene» rispose Galvantula «dicci tutto.» Era il minimo offrirgli la libertà. Tanto sarebbe stato pizzicato in quattro e quattr’otto la prossima volta che avesse commesso un reato. Ora che lo conoscevano, lo avrebbero tenuto d’occhio e presto o tardi l’avrebbero arrestato.
Luxray ghignò. Se ne sarebbe andato dalla città, e tanti saluti. Poi prese a parlare.
Zona boscosa, nord di Electronvolt, 16/05/4783, circa le 12
All’ombra di un piccolo pino, Luxray attendeva. Il biglietto arrivatogli un paio di giorni prima lo convocava in quella radura per un lavoro. Normalmente preferiva incontrare i clienti in città, ma questo prometteva una ricompensa altissima. Con un sospiro, si rimise in attesa. Passarono lunghi minuti, intervallati solo dal rumore della brezza che soffiava tra gli alberi. Poi dal nulla emerse il pokémon. Un grande sorriso stampato sul piccolo viso. La punta spezzata sulla testa emanava una fioca luce, e le due strane protuberanze erano iridescenti nell’ombra. Il Rotom si avvicinò a Luxray. Questi si volse e porse un piccolo saluto. Il Rotom rispose con un cenno del capo e disse «Luxray, vogliamo il tuo aiuto per un lavoro. Devi introdurti nella base dell’S.T. e rubare per noi un documento. Si chiama la Carta.»
«Come lo riconosco?» Era quello il metodo di Luxray. Porgi meno domande possibili, solo quelle inerenti il lavoro. Meno domande fai sul cliente, più è facile il lavoro.
«È una cartina di Elettria con sopra riportati numeri e nomi dei membri dell’S.T. e in basso il sigillo del generale. Portacela e sarai ricompensato con una borsa di Perle e Pepite.»
Luxray accettò «Per la consegna, qual è il luogo e l’ora, e come riconosco il contatto?»
«Il posto è la Porta Nord tra due giorni tra mezzogiorno e il tardo pomeriggio. Il contatto potrebbe arrivare tardi. Ti si rivolgerà con la frase “la giornata si promette elettrica”. Rispondi “già, e le Pietretuono aiuteranno, in modo che il contatto si accerti della tua identità. Ora vai.»
Luxray aveva annuito e si era allontantato.
 
Electronvolt, base dell’S.T., 18/05/4783, circa le 22
«E questo» concluse Luxray «è quanto successo due giorni fa. Ieri ho preparato il piano d’azione, ed oggi ho agito. Il contatto era un Joltik, ma a quest’ora non credo sia ancora in città.»
Galvantula annuì. Poi si rivolse a Manectric «Disegna  un indentikit dei due pokémon descritti da questo tipo. Poi fallo uscire di qui. La sua puzza di criminale fa soffrire il mio naso.»
 
Volt Street, stazione di posta “direzione Volt Port”, 18/05/4783, circa le 23
Raichu ed Emolga entrarono nella piccola stazione di posta. Rapidamente si rivolsero al proprietario «Dammi dell’acqua e riempi queste borracce» disse Raichu.
«E già che ci siamo aggiungi pure un rifornimento di Baccasalak.» Aggiunse Emolga porgendo una piccola Perla. La scorta era finita in fretta, ed era meglio rifornirsi. Senza quelle, non sarebbero riusciti a mantenere il ritmo del viaggio ancora a  lungo.
Il grosso Electabuzz annuì. Afferrò la Perla, la prese, la ripose in un sacchetto e porse ai viaggiatori quanto richiesto. Poi si fece dare le borracce e riempì anche quelle.
«Scusami» chiese Emolga «possiamo sapere quanto manca a Volt Port? Sono tre ore che corriamo, da quando siamo partiti dalla capitale.»
Electabuzz strabuzzo gli occhi. Che sapesse lui, ci volevano almeno cinque ore per raggiungere quella stazione dalla capitale. Fece mentalmente un conto e rispose «Dovrebbero volerci circa altre due ore se continuerete a questo ritmo. Sappiate però che dovrete comunque essere come minimo membri dell’S.T. o dignitari del re per entrare in città durante la notte.»
I due lo ringraziarono per le informazioni e si allontanarono. Non si accorsero che, oltre ad Electabuzz, un altro volto li seguì con lo sguardo mentre uscivano.


 

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CAPITOLO 6: NOTTE PERICOLOSA

 

 

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Electronvolt, casa di Ampharos V, 18/05/4783 – 19/05/4783, circa le 24
I cinque pokémon entrarono nella casa del professore senza fare rumore. I cinque si mossero senza problemi, fluttuando tra cumuli di libri, aggirando pile di scartoffie e facendosi strada intorno a tavoli e scrivanie sovraffollate. Magnezone e Magneton guidarono i tre Magnemite attraverso le stanze, fino ad entrare nella stanza del professore. Poi, ad un segnale convenuto, attaccarono il professore disteso sul letto. Dopo pochi secondi, lo legarono e lo portarono via. La missione era compiuta.
 
Volt Street, poche miglia da Volt Port, 18/05/4783 – 19/05/4783, circa le 24
Raichu ed Emolga continuavano a correre. Stanchi e sudati, bevvero un sorso dalle borracce e mangiarono un paio di Bacchesalak. Improvvisamente, un colpo esplose alle loro spalle. I due si volsero, giusto in tempo per vedere una Scarica diretta verso di loro. I due saltarono di lato, un attimo prima che il colpo si schiantasse su di loro. Al lato del percorso, i due si guardarono intorno. «Cos’è stato?» chiese Emolga.
«Non ne ho idea. O meglio, era chiaramente una Scarica, ma non sono riuscito a vedere da dove veniva e chi l’ha lanciata.»
Neanche il tempo di dirlo, che da una macchia erbosa poco distante videro partire due Fulmini biancastri. Senza pensarci, Emolga si lanciò verso la macchia, il corpo carico di un potente Invertivolt. Raichu caricò il colpo nelle piccole guance cariche di elettricità e lanciò un Tuono nella stessa direzione. Quando però Emolga e il Tuono di Raichu raggiunsero il punto da cui erano partiti i Fulmini, non trovarono nessuno. Confusi, controllarono la zona circostante, ma anche lì non trovarono nessuno. Infuriati per aver perso tempo, si voltarono e ripartirono. Non videro emergere una coppia di piccole ombre da un albero. I Rotom li fissarono. Non avevano guadagnato molto tempo, ma probabilmente agli Incendiari sarebbe bastato.
 
Electronvolt, bassifondi, 19/05/4783, circa l’1
Luxray percorreva i bassifondi verso la locanda di Stunfisk, dove avrebbe potuto farsi una bella dormita. Un’ora passata a descrivere pokémon per un identikit sarebbe stata dura per tutti, ma per un ladro come lui lo era ancora di più. Poi aveva dovuto aspettare altre due ore per poter tornare finalmente nei bassifondi.
Improvvisamente, un fulmine lo colpì alla schiena. Naturalmente non fu molto efficace, ma comunque fu doloroso. Infuriato si volse e si trovò davanti un pokémon coperto di pelo ispido. Un Jolteon. «Che vuoi?»
«Mi chiamo Jolt, mi manda Rotom. Sappiamo che hai raccontato tutto all’S.T. Mi hanno mandato per portarti alla nostra base.»
Luxray impallidì. Lo avevano già scoperto. Poi riflettè. Avrebbe potuto sconfiggere l’avversario e scappare.
I due si fissarono per un secondo, poi Luxray si lanciò. In passato gli era già capitato di affrontare un Jolteon, e conosceva bene la loro capacità di assorbire gli attacchi elettrici. Aprì la bocca, e i denti affondarono nell’avversario. Alternò Morso e Sgranocchio per parecchie volte, ignorando i rari attacchi dell’avversario sulla difensiva. Quando infine l’avversario cadde sconfitto, Luxray corse via più veloce che poteva. Doveva raggiungere la taverna di Stunfisk, prendere il suo tesoro e fuggire il prima possibile.
 
Electronvolt, base dell’S.T. (retro), 19/05/4783, circa l’1
I tre pokémon scivolarono nel terreno cintato sul retro della base dell’S.T. Il pokémon che guidava il gruppo si muoveva con sicurezza, dato che a differenza degli altri due era nato nella città. In effetti, era l’unico originario di Elettria. I due che gli venivano dietro erano entrambi originari di Vulcania, il paese del fuoco. Il primo borbottava continuamente, e la lava che gorgogliava dalle due gobbe rendevano ancora più confuso tutto quello che diceva. Il secondo invece, quello che chiudeva il gruppo, era lento sia nell’agire, sia nel parlare, sia nel pensare. Il guscio roccioso sulla schiena, da cui eruttavano fiammelle, ed il corpo caldissimo, lo facevano assomigliare comicamente ad una stufa semovente. Camerupt e Magcargo seguirono il Jolteon fino alla base. Giunti al muro esterno, cercarono un punto dove il fuoco potesse attecchire bene. Quando infine trovarono la legnaia, sorrisero. Il magma di Camerupt prese a gorgogliare, ed un istante dopo dalle due gobbe fuoriuscì un alta colonna di fiamme che si infranse contro la piccola costruzione. Pochi secondi, e le fiamme di Magcargo, concentrate in un potente Lanciafiamme, seguirono l’Eruzione di Camerupt. Quando furono certi che il fuoco avrebbe attecchito, si allontanarono nella notte. Poi Magcargo si rivolse al Jolteon «Qual è il punto di incontro Eon?»
«Dobbiamo incontrare mio fratello Jolt alla porta Est. Muovetevi, dobbiamo allontanarci.»
Alle loro spalle, le fiamme iniziavano a lambire la caserma.
 
Electronvolt, Bassifondi, 19/05/4783, circa le 2
Jolt si rialzò, dolorante. Non si era aspettato una resistenza così forte da parte di Luxray. Il piano era fallito, almeno a metà. Probabilmente Eon era riuscito nella sua parte di missione, e lo stava aspettando alla porta Est con i due Incendiari. In quel momento, scorse un bagliore in lontananza. Sì, decisamente la missione di suo fratello era riuscita. Infuriato, si ripromise che, casomai fosse riuscito a rimettere le zampe su Luxray, non gliel’avrebbe fatta passare liscia. Dirigendosi alla porta Est, si trastullò pensando a tutto quello che avrebbe potuto fare a Luxray la prossima volta che lo avrebbe avuto davanti.
 
Electronvolt, porta Ovest, 19/05/4783, circa le 2
Luxray controllò che la borsa fosse a posto, e che il tesoro fosse al sicuro. Aveva corso più veloce che poteva, era entrato all’allegro Stunfisk, si era lanciato su tutti gli strumenti a portata di zampa, aveva infilato tutto nella borsa ed era corso via. Adesso, arrivato alla porta Ovest, si fermò a prendere fiato. “qualsiasi cosa” pensò tra sé “ma qui non ci rimetto più piede.”
«Stiamo scappando, eh?»
Luxray trasalì e si voltò. Davanti a lui, si stagliò l’imponente figura di Eelektross. «Che vuoi? È colpa tua se mi trovo in questa situazione. Se tu non avessi spifferato tutto all’S.T., mi starei facendo una buona dormita senza avere alcuna preoccupazione.»
«Credi davvero che sarebbe andata così, che ti avrebbero lasciato andare? Scommetto che stavano già programmando di catturarti e reclutarti a forza. L’interrogatorio gli ha solo fornito una scusa.»
«E allora? Anche se fosse, devo fuggire comunque.»
«Non è detto. Luxray, c’è un altro modo. Lavora per me. Hai le capacità e l’intelligenza necessarie. Potrai smettere di fuggire.»
Luxray strabuzzò gli occhi. Davvero il grande E., il re dei Bassifondi, gli proponeva di entrare nella sua organizzazione? Ripensò alla sua vita. Al piccolo Shinx, che orfano si trascinava tra i bassifondi. Al giovane Luxio che lottava contro un intero gruppo di Electrike che voleva rubargli il cibo che si era procurato con tanta fatica, e all’artiglio che lo feriva all’occhio lasciandogli la cicatrice. Al Luxray che era ora, un tuttofare del crimine sempre solo, sempre in fuga. Electronvolt, Volt Port, Ohm Town, Ampere City, sempre in fuga, al soldo del miglior offerente. E ora qualcuno che forse era perfino peggiore di lui gli offriva la salvezza? Stentava a crederci.
Eelektross sorrise, il primo sorriso cordiale che avesse mai fatto «Tu mi piaci. In te rivedo me stesso, com’ero prima di diventare quello che sono ora. Se diventerai un mio sottoposto, farò di te il mio assistente. Avanti, accetta.»
Luxray si avvicinò e chinò il capo. Era appena passato da ladro senza nome a vice del re del crimine di Elettria.

 


 

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non qui

comunque

ecco il nuovo capitolo 

CAPITOLO 7: VOLT PORT

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Volt Port, porta della città, 19/05/4783, circa le 3
Raichu ed Emolga, stanchi ed ansanti, si avvicinarono alla porta di Volt Port. I due bussarono alla porta ed attesero. Udirono alcuni rumori, poi si aprì una fessura nella porta. Due occhi li fissarono per qualche secondo, poi una voce parlò «Che volete?»
«Ci invia il re. Io sono il capitano Raichu, e questo è il tenente Emolga. Siamo membri dell’S.T.»
«Mostratemi il segno.»
Raichu si slacciò la bisaccia, la aprì ed estrasse due piccoli oggetti di metallo. Le due piccole medaglie a forma di scudo sormontato da un tuono, di due colori diversi, una rossa e una blu, indicavano il grado di capitano e tenente. Li porse entrambi al pokémon. Questi li osservò per qualche secondo ed annuì. «Entrate.»
La porta si aprì cigolando.
 
Elettria, 19/05/4783, circa le 3
Il professor A. si alzò mugugnando. Si guardò intorno e si accorse di trovarsi su un carretto. Aveva mani e piedi legati. Si raddrizzò e immediatamente si trovò davanti l’occhio di un Magnemite. Il pokémon lo fissò per qualche secondo, ma non reagì quando Ampharos V si sollevò. il carro veniva trainato da un Magnezone, che usava le calamite, rivolte all’indietro, per attirare il carro, grazie ad alcuni pezzi di metallo inseriti nel carro. Ampharos riconobbe il mezzo. Era identico a quelli che usavano i mercanti della Magne tribù per trasportare gli oggetti. Guardandosi intorno, vide tre Magnemite e, in fondo al carro, un Magneton. Il pokémon lo fissò con le tre pupille, poi parlò  «Professor – bzzz – A., è un piacere – bzzz – conoscerla.»
«Mi piacerebbe poter dire la stessa cosa.»
«Non si – bzzz – preoccupi. Si tratta di una – bzzz – situazione – bzzz – momentanea.»
«Dove mi state portando?»
«Alla nostra – bzzz – base ad Elettria.»
«E per quale motivo?»
«Spiacente – bzzz – non possiamo rivelare il motivo – bzzz – esatto. Noi obbediamo agli ordini – bzzz – senza fare domande o – bzzz – dare risposte.»
«Gli ordini di chi?»
«A tempo debito professore, a tempo – bzzz – debito.»
 
Volt Port, base dell’S.T., 19/05/4783, circa le 4
«E io dovrei lasciare completamente sguarnita la città per spostare le truppe ad Electronvolt? Che sciocchezza.» Heat sbattè la strana escrescenza rossa sul tavolo. Riachu sbuffò. R. Calore, detto Heat, era famoso per il suo temperamento focoso e facile all’ira, l’esatto contrario del calmo e silenzioso carattere del fratello, il Generale Wash. Quando Raichu era una recluta, Heat era ancora stanziato alla base ed era famoso per essere un ufficiale ferreo e abbastanza odiato dalle truppe. Secondo alcune voci, i due Generali lo avevano stanziato a Volt Port solo per levarselo dai piedi.
«Signore, è un ordine diretto del re» Disse Pika. Raichu sorrise. Era rimasto sorpreso quando ad aprirgli il portone era stato un Pikachu. Anzi, una Pikachu. La giovane pokémon li aveva guidati in fretta attraverso la città, fino alla base, dove li aveva aiutati a svegliare Heat. Cosa che non aveva contribuito al buonumore del comandante.
«Me ne infischio, fosse anche un ordine dei Loro, non posso lasciare la città sguarnita. Ci sono pirati in mare che aspettano solo che l’S.T. se ne vada per attaccare la città.»
Raichu capiva che l’assenza dell’S.T. da città di confine come Volt Port sarebbe stato un problema. Quelle zone erano conosciute per il gran numero di banditi che vi si aggiravano.
«Signore, non possiamo discutere ordini diretti dalla base, e lei lo sa.»
«Ma come faremo con la città. Senza di noi, verrà saccheggiata e bruciata. Qui sono tutti agricoltori, coltivatori di Baccalghe o commercianti, non sono in grado di difendersi.»
«Potremmo trasferire gli abitanti.»
«E dove? Le altre città saranno sguarnite.»
«Ma Electronvolt è enorme, sicuramente ci sarà posto.»
«E credi davvero di riuscire a convincere tutti gli abitanti ad andarsene?»
«Non avranno molta scelta.»
Raichu avrebbe voluto intervenire, ma sia lui che Emolga erano esausti. Heat li squadrò qualche secondo, poi annuì. «Avete fatto un ottimo lavoro, anche se il messaggio mi mette nei guai. Comunque manderò Electrode e Voltorb a Ohm Town per recapitare il messaggio successivo e continuare questa sorta di staffetta contro il tempo. Riposatevi.»
Troppo esausti per discutere, i due si diressero nella zona adibita ai membri dell’S.T. in viaggio. Si distesero su due piccole brandine e pregustarono una buona dormita.
 
Volt Port, base dell’S.T., 19/05/4783, circa le 5
La dormita fu purtroppo interrotta bruscamente dopo poco. I due, tossicchiando, sentirono odore di bruciato, si guardarono intorno e videro volute di fumo entrare dalla finestra. Allarmati, accorsero fuori e videro che parte della parete della base era in fiamme. I due corsero dentro e iniziarono ad urlare per svegliare tutti. Dopo qualche minuto, la base addormentata era sveglia ed attiva per gestire l’emergenza. Comandati da Heat, che sfruttava i propri poteri per tenere le fiamme sotto controllo, i pokémon iniziarono a spegnere l’incendio usando l’acqua del mare davanti la città. Gli abitanti di Volt Port, con i Chinchou davanti tutti, accorsero per impedire che l’incendio si propagasse e per domarlo. Infine, dopo un’ora di lavoro, l’incendio venne spento. Ormai però la base era bruciata per metà. Pika si avvicinò al Maggiore Heat, e Raichu la sentì sussurrare «Crede ancora che l’ordine del re sia una sciocchezza?».
Poco lontano, Slugma e Chinchou sorridevano. La missione era stata completata.


 

 


 

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CAPITOLO 8: PARTENZE
 

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Electronvolt, palazzo reale, 19/05/4783, circa le 7
Galvantula e Wash entrarono correndo nella sala dei consigli del palazzo. Il re li aspettava impaziente. Fu Galvantula a parlare «L’incendio ha causato danni solo alla base, ma il magazzino è intatto e abbiamo avuto pochi feriti.»
«Abbiamo scoperto la causa dell’incendio?»
«Riteniamo che sia stato doloso. Qualcuno ha dato fuoco alla base di proposito.»
«Ma lo scopo?»
«Beh maestà, credo che considerato quanto emerso dal consiglio, non ci sono dubbi. L’attacco è stato organizzato da questo misterioso esercito.»
«Ritenete dunque che le informazioni di E. fossero corrette?»
Galvantula annuì. Alla luce di quanto era successo sarebbe stato inutile negare. Lui aveva torto ed E. ragione.
«Come reagiamo alla situazione?»
«Signore, far rientrare le truppe è la cosa migliore. Tuttavia…»
«Tuttavia?»
«Tuttavia sono preoccupato. L’incendio è stato generato da un attacco di fuoco generato da un pokémon di tipo fuoco. Solo questo attacco avrebbe potuto causare un incendio a tale potenza. Come ho detto la base è danneggiata.»
«Quindi cosa suggerisci?»
«Se il nemico dispone di pokémon di Vulcania, probabilmente ha anche altri Tipi. E se ci fossero abitanti di Terria…»
Electivire capì. Da giovane aveva affrontato un Rhypherior, e lui, che era il guerriero migliore di Elettria all’epoca, ci aveva rimesso una coda. Se fossero stati in tanti il paese non avrebbe avuto scampo. «Quello che credo tu stia suggerendo è senza precedenti.»
«Anche quanto sta accadendo è senza precedenti.»
«Allearsi con gli altri Tipi. Sarebbe la prima volta che accade nella storia di Pokémos.»
«Signore, se ritiene sia una cattiva idea…»
«Al contrario, è perfettamente sensata. Tuttavia dobbiamo stare attenti. Se il gruppo fosse troppo numeroso, attireremmo l’attenzione del nemico.»
«Ho già pensato anche a questo maestà.»
Mentre ascoltava il piano di Galvantula, Wash sorrise. L’amico era sempre stato poco abile nella tattica, ma la proposta era semplice e al contempo geniale. Forse era la migliore idea.
Quando Galvantula terminò, Electivire annuì «Il tuo piano è ottimo. Procedete.»
 
Electronvolt, All’allegro Stunfisk, 19/05/4783, circa le 9
Wash entrò nel locale, salì senza guardarsi intorno e bussò alla porta della stanza di E. Ad aprire fu Luxray.
«Che ci fai qui?» chiese il generale.
«Sono l’assistente di E. adesso. Cosa vuoi?»
«Devo parlargli.»
«Signore» gridò Luxray «Il generale vuole parlarle.»
«Ho sentito, fallo entrare.»
Galvantula entrò. Nella stanza c’erano due letti, un tavolo e un camino, oltre a una lampada. Galvantula si volse verso Eelektross. «Mi manda il re.»
«Che strano, pensavo avessi deciso di venire a bere un Succo di Bacca con me.» Rispose E. sarcastico.
«Smettila di fare lo spiritoso e ascolta. Il re ha deciso di fare una cosa senza precedenti.» Mentre spiegava il piano a Eelektross, Galvantula vide con piacere il volto stupito del pokémon. Quando terminò gli disse «Puoi portarti dietro tre uomini, non di più. Dovrete andare a Volt Port e seguire il piano.» Detto ciò, si girò e uscì.
«Sicuro di non volere un Succo di Bacca?» disse Eelektross. Stavolta era serio.
Galvantula si voltò per un secondo, poi si allontanò «È passato il tempo in cui bevevamo insieme.»
 
Electronvolt, base provvisoria dell’S.T., 19/05/4783, circa le 9
Flaaffy uscì dal piccolo palazzo a due piani che era usato come caserma provvisoria. Il Generale Wash era stato chiaro. Lo aveva fermato e gli aveva dato ordini chiari. “Parteciperò alla missione” pensò tra se. Infilò il messaggio tra la lana e partì. Doveva correre verso Volt Port e comunicare al capitano Raichu e al tenente Emolga che anche loro avrebbero partecipato. Si girò e partì.
 
Electronvolt, All’allegro Stunfisk, 19/05/4783, circa le 10
E. raccolse la borsa e si avvicinò a Stunfisk «Allora ne sei sicuro?»
«Certo, cosa credi? Di pokémon come quei due ne trovo a bizzeffe.» Rispose Stunfisk.
«O, io non credo proprio.»
«Io invece penso proprio di sì. Come camerieri non valevano nulla. I bassifondi sono pieni di mendicanti che in cambio di un tetto sulla testa, tre pasti e un letto si trasformeranno in camerieri migliori.»
«Certo tu non li aiutavi molto.»
«Io sono l’oste, non un cameriere. Comunque se credi che ti servano prendili.»
«Come spie sono eccellenti. Quindi sì, li porterò con me.»
«Ti auguro buona fortuna.»
«Anche io. Spero di rivederci.»
«Il giorno che non ti rivedrò saprò di essere morto.»
«Pensavo la stessa cosa.»
Eelektross e Stunfisk si salutarono e il pokémon uscì. Fuori dalla locanda, bisacce in spalla, aspettavano Luxray, Plusle e Minun. I quattro si prepararono a partire per Volt Port.
 
Volt Port, centro città, 19/05/4783, circa le 12
Raichu ed Emolga osservarono i novantatré uomini dell’S.T. che si preparavano a partire. Loro li avrebbero seguiti in tre ore. Quel tempo gli serviva per aspettare il ritorno di Voltorb ed Electrode da Ohm Town. I due erano partiti 6 ore prima, e ormai dovevano essere a metà strada per il ritorno. Pika ed Heat si avvicinarono ai due. «Ci si rivede.» Disse il maggiore. Strinse ad entrambi le zampe, e iniziò a sbraitare ordini alle truppe. Pika fissò i due per qualche secondo, poi sorrise e disse «Speriamo di rivederci presto.»
«Contaci» risposero i due.
Non potevano sapere che da lì a poche ore sarebbe cambiato tutto.


 

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CAPITOLO 9: LA MISSIONE

 

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Volt Port, porta della città, 19/05/4783, circa le 14
Flaaffy prese fiato prima di entrare nella grande apertura nella recinzione. Percorrere quella lunghissima strada in poche ore l’aveva obbligato a non fermarsi in nessuna stazione di posta. Il pokémon entrò nella città portuale e si diresse verso il centro città. Poco più di due ore prima, si era imbattuto nei membri dell’S.T. di Volt Port, che gli avevano spiegato dove Raichu ed Emolga avrebbero dovuto incontrare Voltorb ed Electrode. Sperava solo di fare in tempo. Arrivato in centro, Flaffy si guardò intorno per trovare i due. Li scorse in piedi vicino a un muro e si avvicinò. Si avvicinò, lì saluto e iniziò a spiegare «Mi mandano il Generale Wash e il Generale Galvantula in persona.»
«Di che missione si tratta?»
«Dobbiamo recarci negli altri Tipi e convincerli ad allearci con loro per sconfiggere questo misterioso esercito che minaccia Pokémos.»
Emolga e Raichu lo fissarono a bocca aperta. Se qualsiasi altro membro dell’S.T., o qualsiasi abitante di Elettria, avesse mai sentito questa affermazione, avrebbe pensato a uno scherzo. Persino loro, che sapevano del pericolo che correva il paese, faticavano a credere che fosse vero. Nella storia di Elettria, anzi, nella storia di Pokémos, nessun Tipo si era mai alleato con altri Tipi.
«Che aspettiamo allora per partire?»
«Dimenticavo di dirvelo. Il Generale Galvantula ha comunicato che E. e alcuni suoi uomini verranno con noi.»
Raichu ed Emolga annuirono. In fondo Eelektross era stato convocato anche a palazzo. I tre si rassegnarono ad aspettare.
 
Da qualche parte a Elettria, 19/05/4783, circa le 14
Ampharos V si sollevò a sedere. Si guardò intorno a destra e sinistra. Era chiuso in una piccola cella con porte d’acciaio e pareti in pietra. Aveva solo un giaciglio. Guardò fuori dalla porta, ma vide solo Magnezone e Magneton. I due pokémon lo fissarono per qualche secondo, poi si girarono. Dopo che l’avevano condotto lì quella mattina, Ampharos aveva aspettato, ma ormai era esausto. Si rivolse a Magneton. «Insomma, si può sapere perché mi avete portato qui?»
«Pazienza professore. Pazienti e tutto le – bzzz – sarà chiaro.»
 
Volt Port, centro della città, 19/05/4783, circa le 16
Raichu ed Emolga salutarono Voltorb ed Electrode, che si allontanarono per raggiungere il resto dell’S.T. ad Electronvolt. Le notizie non erano buone. Qualcuno aveva incendiato anche la base di Ohm Town.
In quel momento dal lato della piazza più in ombra emersero E. e tre pokémon. Raichu, Emolga e Flaaffy si avvicinarono. «Allora E.» disse Raichu «ci incontriamo ancora.»
«Raichu, Emolga devo dire che è un piacere. Preferisco voi due ai membri dell’S.T. normali. Senza offesa ragazzo.» Disse rivolgendosi a Flaaffy.
Raichu lo osservò. Rispetto al loro ultimo incontro, E. sembrava più felice. Sembrava quasi che si fosse tolto un peso.
Osservò i compagni di E. Riconobbe i due camerieri della squallida taverna di Stunfisk, ma non capì che ci facessero lì. Quando però vide Luxray, non riuscì a trattenere un esclamazione. «Che ci fai tu qui? Pensavo che fossi una spia del nemico.»
«Si da il caso che abbia aiutato l’S.T. e ora il nemico ce l’abbia con me.»
«Così ho deciso di farlo diventare il mio assistente.» Si intromise E.
Raichu annuì. Non capiva le ragioni del pokémon, ma non ci vedeva niente di male.
«Bene, mettiamo in chiaro una cosa. Finché viaggeremo insieme, siamo una squadra. Ci copriamo le spalle a vicenda, ci aiutiamo, ci sosteniamo. Non litigheremo in nessun modo. Vi sta bene? Per la buona riuscita della missione, la collaborazione è essenziale.»
Eelektross annuì compiaciuto. Il pokémon era promettente. “Non sarei sorpreso se tra qualche anno venisse promosso a Generale” pensò tra sé e sé.
Luxray, Plusle e Minun annuirono. Capivano che aiutarsi a vicenda era importante per la missione, anche se l’S.T. non gli piaceva.
«Bene, come procediamo?» Chiese Emolga.
«Secondo i generali» rispose Flaaffy «è essenziale ottenere l’aiuto di Laghia. Per questo ci siamo riuniti a Volt Port.»
I presenti annuirono. Gli abitanti di Laghia erano abili combattenti, e soprattutto erano abili a lottare contro gli abitanti di Terria.
«Per raggiungere Laghia ci servirà una barca.» Dissero Plusle e Minun all’unisono. Quei due erano sulla stessa lunghezza d’onda.
«Potremmo sequestrare quella di un pescatore. Se non sbaglio l’S.T. ha la facoltà di sequestrare oggetti in caso di necessità.» disse Luxray.
Flaaffy, Emolga e Raichu si guardarono. Anche se era necessario, l’idea di appropriarsi della nave di qualcuno li metteva a disagio.
«No, non funzionerebbe.» Intervenne Eelektross «Nessuno di noi ha le capacità per far navigare una barca.»
«Allora come agiamo capo?»
«Oh, lasciate fare a me, conosco qualcuno che può procurarci il necessario.»
«Lo conosciamo?» chiese prudentemente Emolga. Restare coinvolto con troppi criminali era una cosa che non gli andava a genio.
«Suppongo conoscerete la Società Navale E & Co.»
«Certo, la società numero uno di Elettria per il commercio e la produzione navale. E lei crede che ci aiuterà?»
«Penso proprio di sì. D’altronde il proprietario è mio figlio.»

 

 


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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Capitolo 10 finalmente!!!

 

 

CAPITOLO 10: SOCIETÀ NAVALE E. & CO.

 

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Volt Port, centro della città, 19/05/4783, circa le 16
Emolga, Raichu Luxray, Plusle e Minun fissarono Eelektross con gli occhi sbarrati e la bocca spalancata. Luxray si rese conto che, di fatto, di Eelektross conosceva solo la fama di criminale, ma del suo capo non sapeva nulla. Il suo capo avrebbe potuto aver decine di figli, ma lui non lo avrebbe saputo.
Raichu fu il primo a riprendersi «Quindi tuo figlio è il maggior produttore di navi di Elettria?»
«Naturalmente ha dei soci, ma sì, il capo è lui.»
«E perché l’S.T. non ne sapeva nulla?»
«E chi sono io, un pericoloso pokémon di cui dovreste sapere tutto?»
«Sì!» risposero in coro Raichu ed Emolga.
«In ogni caso» intervenne Luxray «Starcene qui non servirà a nulla. A questo punto, tanto vale andare al porto e parlare con il figlio del capo.»
Plusle e Minun annuirono energicamente. Erano ancora troppo sorpresi per parlare.
Il gruppo si diresse dunque al porto.
 
Da qualche parte a Elettria, 19/05/4783, circa le 17
Il Professor A. venne spintonato in malo modo fuori dalla sua cella da uno dei pokémon più piccoli che conoscesse. Il Tynamo lo spinse fuori dalla sua cella. Appena uscito, Magnezone, Magneton e i tre Magnemite si disposero intorno a lui a formare una scorta. Tynamo si tenne alle sue spalle, pronto a spingerlo se lui si fosse mosso. “Precauzione inutile” pensò Ampharos V. Di tutti i pokémon, lui era il più inadatto a lottare. Aveva sempre creduto di essere al sicuro come scienziato, ma ora si rese conto di sbagliare.
Lui e la sua scorta proseguirono attraverso numerosi corridoi, finchè non arrivarono davanti a una grande porta metallica. Tynamo si diresse verso un macchinario, emise uno strano verso e la porta si aprì. Davanti a sé, il Professor A. vide la più agghiacciante visione che gli fosse mai capitato di vedere.
«Gliel’avevo – bzzz – detto professore» sorrise Magneton «ogni cosa a suo – bzzz – tempo.»
“Qui non si tratta solo del tempo” pensò il Professor A.
 
Volt Port, zona portuale, 19/05/4783, circa le 18
Il gruppo percorse la strada dal centro alla zona portuale e si diresse a un grande edificio circondato da cantieri. La Società Navale E. & Co. Eelektross si diresse deciso verso la porta principale, seguito dal resto dei compagni. Si fermò davanti alla guardia. Plusle e Minun trattennero a stento le risate. La guardia era poco meno di loro. Il Pichu li fissò «Che volete?» Guardandolo meglio Raichu notò che l’orecchio sinistro del pokémon aveva tre punte.
«Devo parlare con Eelektrik.»
«Non si può senza appuntamento.»
«Gli dica che E. della taverna di Stunfisk vuole parlargli.»
Il pokémon corse dentro a riferire. pochi minuti dopo uscì. «Entrate.»
I cinque salirono alcune rampe di scale seguendo il Pichu. «Io sono Tri.» si presentò il piccolo pokémon.
«Raichu.»
«Emolga.»
«Luxray.»
«Flaaffy.»
«Plusle.» «Minun.» Dissero i due all’unisono.
Eelektross fu l’unico a non presentarsi. Rimase in silenzio per tutto il tragitto, mentre Tri illustrava agli altri l’intera struttura della società.
Quando ormai stava per iniziare a elencare i nomi di tutte le barche, Tri si fermò di botto. Erano arrivati davanti a una porta con un incisione a caratteri dorati. La scritta recitava “Direttore Generale della Società Eelektrik”. Il pokémon la indicò «Prego entrate.»
I sette tirarono la maniglia e entrarono.
Lo studio era illuminato da alcune lampade Pietretuono. Su alcuni eleganti scaffali, file e file di libri e documenti finemente rilegati decoravano le pareti.
Al centro del locale, dietro un elegante scrivania, si trovava un pokémon simile a Eelektross.
Il pokémon si alzò e saluto «Ciao papà. Ti serve un’altra barca per le spie da inviare a Laghia?»
«No figliolo grazie. In questo caso la missione è molto più importante.» Eelektross spiegò rapidamente al figlio la causa della sua visita. Eelektrik strabuzzò gli occhi.
«Quindi vi serve una barca. Beh, potrei darvi la Anna, la Acqua, la Marea. No meglio la Tifone. Sì vi darò la Tifone, la mia nave migliore. Seguitemi.»
Il gruppo ed Eelektrik uscirono, subito raggiunti da tri, che prese a spiegare come era stata costruita la Anna. Flaaffy era l’unico a prestargli attenzione, annuendo e porgendo domande di tanto in tanto.
Uscirono dagli uffici e si diressero verso il porto. Arrivati alla banchina, Eelektrik indicò ai sette una nave. «Ecco questa è la Tifone.»
 
Electronvolt, base provvisoria dell’S.T., 19/05/4783, circa le 19
Galvantula percorse avanti e indietro il corridoio per la centesima volta. Wash lo fissò per qualche secondo, poi tornò alla sua scrivania. Capiva perché l’amico era così preoccupato. “È la prima volta che ha un’idea così brillante.” Galvantula era sempre stato più bravo ad agire che a pensare. In effetti, era l’esatto contrario di lui.
Proprio in quel momento Galvantula entrò «Wash, sii sincero, che ne pensi del mio piano?»
Wash rifletté per qualche secondo, poi semplicemente annuì e sorrise con un sorriso ancora più smagliante del solito.
Galvantula sorrise a sua volta. Sì, il piano sarebbe andato come previsto. In fondo l’aveva ideato lui.
 
Volt Port, zona portuale, 19/05/4783, circa le 19
I sette pokémon fissarono a bocca aperta l’enorme nave che avevano davanti. Tri continuava a snocciolare dati sulla Tifone ma questa volta neanche Flaaffy lo stava ascoltando. Eelektrik annuì soddisfatto. Neanche suo padre aveva mai visto la Tifone, costruita su suo progetto.
La barca misurava 100 metri di lunghezza. Sul ponte centrale svettavano tre enormi alberi con le vele più colossali che avessero mai visto. A poppa e a prua, si trovavano due grandi cabinati. Alla base della nave, appena visibile sotto il pelo dell’acqua, era presente una strana costruzione simile a vetro.
Eelektross annuì a sua volta. Poi si rivolse al figlio. «Sì, credo che andrà bene.»

 


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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Capitolo 11: La Tifone - parte 1

 

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Volt Port, La Tifone, 19/05/4783, circa le 19
«Bene, se vi piace vista da fuori, seguitemi.» Disse Eelektrik. Poi si voltò verso la nave«Calate la passerella!» Una lunga passerella di legno intervallata da piccole assi scese dalla nave. il gruppo, Tri ed Eelektrik salirono ed arrivarono sul ponte. A calare la passerella erano stati due piccoli pokémon. Elekid e Pachirisu salutarono Tri e strinsero la mano agli altri, poi si rivolsero al capo «Signore, come sa l’equipaggio è sempre pronto a partire.» Disse Elekid.
«Ma naturalmente per partire dobbiamo rifornire la cambusa.» Precisò Pachirisu.
«L’equipaggio è formato da 20 pokémon a bordo e 30 pokémon in acqua.» Spiegò Tri.
«Che vuol dire “in acqua”?» chiese Raichu.
«Deduco che è la prima volta che salite a bordo di una nave della Società.» Si intromise Elekid «Beh, vedete…»
«Ragazzi, non rovinategli la sorpresa e tornate al lavoro. Farò personalmente il giro della nave. Intanto, andate a caricare provviste per il viaggio fino a Laghia.» Rispose Eelektrik.
Elekid e Pachirisu si misero sull’attenti e partirono verso la città.
«Scusi signore» disse una voce da dietro un angolo «devo comunicarle che la nave non può partire.»
«Cosa?» rispose Eelektrik sorpreso.
«Scherzavo!» disse la voce. Dall’angolo emerse un piccolo Blitzle che evidentemente stava morendo dal ridere.
«BLITZ!!» tuonò una voce da dietro un angolo «Quante volte ti ho detto di non fare certi scherzi?!» Da una porta uscì un grande pokémon a righe bianche evidentemente infuriato. Lo Zebstrika si rivolse a Eelektrik. «Le chiedo scusa signore. Mio figlio Blitzle è salito a bordo come mozzo, ma trova divertente fare scherzi di pessimo gusto.»
«Non importa vice capitano, non importa. Finché lavora, può scherzare quanto gli pare.» Poi si voltò verso Blitz «Ma se provi ancora a farmi uno scherzo simile ti butto in mare.»
Blitz si guardò intorno, valutò la distanza dal parapetto, poi corse via come un razzo. Zebstrika gli corse dietro.
«Lo prenderà, vedrete. Ma domani starà di nuovo facendo qualche stupido scherzo.» Si intromise una nuova voce alle loro spalle.
«Ah, capitano Fan. Stavo proprio venendo a cercarvi.» disse Eelektrik girandosi
«Ho saputo che avevamo un altro lavoro, così ho pensato di venire a vedere.» A parlare era stato un pokémon piuttosto piccolo, con in testa una strana elica.
«Ragazzi, vi presento il capitano R. Vortice, detto Fan.» disse poi Eelektrik girandosi. «Non fatevi ingannare dalle apparenze, è un ottimo capitano.»
«Esattamente come io sono un ottimo cuoco e lui è un ottimo cambusiere. Vero fratellino?» Dissero altre una nuova voce.
«Non chiamatemi fratellino ragazzi.» disse Fan. I due appena arrivati erano evidentemente altri due membri della famiglia R. Il primo era molto grosso, mentre il secondo era basso e tarchiato, con una grande forma rigida sulla schiena.
«Ah, R. Gelo ed R. Taglio. Ragazzi, questi sono Frost e Mow. Il primo è il cuoco di bordo, mentre il secondo è il cambusiere. Signori, questi sono membri dell’S.T. e alcuni uomini di mio padre.»
«Uomini dell’S.T.? Allora conoscerete i nostri fratelli Heat e Wash.» disse Mow.
Raichu avrebbe voluto tirare un calcio ad Eelektrik. La loro missione era segreta, e lui andava in giro a raccontarlo ai quattro venti.
«Bene, allora io porto i clienti a fare un giro. Voi tornate al lavoro. E, Mow, ho mandato due mozzi a prendere del cibo per la cambusa. Se quando tornano non basta, digli cos’altro prendere.»
«Sissignore.» Disse Mow, poi insieme a Frost entrò in una porta. Giudicando dall’odore delizioso che ne uscì, quella doveva essere la cucina.
«Bene, come avrete intuito, quelle sono la cucina e la cambusa.» Disse Eelektrik piegando una pinna verso la porta. «Quelle invece,» disse indicando la porta da cui era uscito Zebstrika e quella che si trovava accanto «Sono le stanze del capitano e del vice. Infine, da quella parte,» spiegò voltandosi verso il punto da cui veniva Blitz, dove si notavano alcune porte «Sono le stanze dell’equipaggio di terra e dei clienti. Adesso seguitemi verso la zona sottocoperta.» Indicò una botola che, quando la aprì, rivelò una scala a pioli. Il gruppo scese, chiedendosi che altre sorprese avrebbe rivelato la Tifone.
 
Volt Street, Stazione di posta “Direzione Volt Port”, 19/05/4783, circa le 20
Il pokémon entrò nella stazione di posta, attraversò rapidamente la stanza e si avvicinò al bancone. Joltik fissò Electabuzz e gli disse «Allora, che si dice in giro?»
«Mah, guarda. In questi giorni capitano un sacco di cose. Ieri una coppia di pokémon ha fatto una corsa infernale. Figurati che sono arrivati fin qui in tre ore. Chissà se sono arrivati a Volt Port. Poi stamattina l’intero squadrone dell’S.T. di Volt Port è passato di qui. Forse c’entravano quei due. Ed è tutto il giorno che c’è un gran passare di gente di Volt Port preoccupata che l’assenza dell’S.T. attiri pericoli. Mi domando come mai l’S.T. abbia preso una decisione simile. C’è da preoccuparsi, te lo dico io.»
“Oh, non sai quanto.” «Capisco. Posso avere un Succo di Bacca?»
«Certo. E buona fortuna per il viaggio.»
«Grazie. Buona fortuna anche a te. La zona diventerà più pericolosa ora.»
«Ah, figurati, se anche capitasse un ladro, non sarebbe la prima volta.»
Joltik annuì, poi bevve in un sorso il Succo di Bacca. Si chiese cosa sarebbe successo alla stazione di posta quando sarebbe arrivato il momento.

 


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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e dopo il ritorno dalle vacanze ecco due capitoli al posto del solito uno.

 

 

CAPITOLO 12:LA TIFONE - PARTE II

 

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Volt Port, La Tifone, 19/05/4783, circa le 21
Il gruppo scese per parecchi minuti, superando la stiva in cui – come spiegò Tri – venivano accumulate le merci. Continuando a scendere, arrivarono ad un largo corridoio con una porta. «Venite da questa parte.» Disse Eelektrike. Entrando, videro che all’interno della stanza erano presenti solo due letti, una scala che scendeva e un grosso baule. Accanto ad esso stavano un Mareep e un Chinchou. I due porsero i propri saluti ad Eelektike, che rispose a sua volta. Poi il pokémon si voltò verso gli altri «Questo scrigno viene usato per gli oggetti di valore. Mareep e Chinchou sono di fatto le guardie per questa zona, ma soprattutto sono le guardie del punto più importante della nave. Seguitemi.» Scesero ulteriormente lungo la scala guidati da Chinchou, che illuminava la strada con le sue due escrescenze luminose. Infine arrivarono al fondo della nave, dove videro che il fondo della nave era trasparente e pieno d’acqua. al suo interno, un gruppo di Lanturn nuotava tranquillamente e chiacchierava. Quando si accorsero dell’arrivo dei dieci, un grosso Lanturn con una pinna slabbrata si avvicinò. «Salve signore, sono felice di vederla. A cosa devo la visita?»
«Sto mostrando ai clienti la Tifone Lant.» Poi si voltò verso gli altri «Questo è il cuore pulsante della Tifone. Questi trenta Lanturn proteggono la nave dagli attacchi subacquei dei pirati, trainano la nave in caso di bonaccia e all’occorrenza procurano Baccalghe se il cibo a bordo si esaurisce.»
«Figliolo, devo dirtelo» disse Eelektross «Questa nave è stupenda.»
«Ottimo. Allora la nave è vostra. Stasera dormirete a bordo e domattina sarete pronti a salpare.»
Raichu sorrise. Ora potevano partire per Laghia. «In genere, quanto impiega la Tifone per raggiungere Laghia?» Chiese ad Eelektrike.
«Dipende. Con il vento a favore impiega una settimana, mentre con il vento contro, quando la trainano i Lanturn, ci vogliono dieci giorni. L’ho progettata affinché sia velocissima ma al contempo abbastanza grande da trasportare grandi carichi.»
Raichu fece mentalmente i conti. Partendo il giorno dopo, e sperando nel vento a favore, li aspettava una settimana di navigazione. Una volta arrivati, avrebbero dovuto raggiungere Hydroheart, la capitale di Laghia. Poi potevano solo sperare che il tutto procedesse per il meglio. «Potremo usare la Tifone anche per il resto del viaggio?»
«Trattandosi di una nave marittima, potrete usarla per viaggiare in mare, ma una volta tornati sul continente dovrete farne a meno.»
Raichu annuì. Aveva supposto anche lui che questo sarebbe successo.
Eelektrike si voltò verso Tri «Mostra le loro cabine ai passeggeri. Voglio che tu rimanga a bordo per scortarli durante il viaggio. Chinchou» disse girandosi verso il pokémon azzurro «Permetti ai signori di riporre i loro oggetti di valore nello scrigno.»
Insieme i dieci si avviarono di sopra depositarono gli oggetti di valore e, mentre Eelektrike scendeva, Tri mostrò loro le camere. La maggior parte di loro si stese e si addormentò cullato dalle onde. Solo Eelektross e Raichu rimasero svegli, nelle rispettive cabine, riflettendo tra sé e sé.
 
Volt Port, La Tifone, 20/05/4783, circa le 9
«Forza con quelle botti pappemolli, la cambusa non si riempirà da sola.» Questo fu l’urlo che fece svegliare Emolga dal suo sonno ristoratore. Alzandosi dalla coperta, si avvicinò alla porta e tirò la maniglia. Capì che l’urlo era partito da Mow, che stava lavorando insieme ad alcuni pokémon, tra cui riconobbe Elekid e Pachirisu, per spingere a bordo alcuni pesanti barili. Scorse anche Frost che, aiutato da Blitz e Tri, spostava alcuni grossi pentoloni e una cassa. Sentendo un rumore sollevò la testa in tempo per scorgere Fan che trafficava tra le vele. Un secondo rumore attirò la sua attenzione e sporgendosi dal parapetto vide Lant e alcuni dei suoi Lanturn che nuotavano intorno alla nave.
«Impressionante eh?» La voce alle sue spalle lo fece sobbalzare. Si girò di scatto e si trovò davanti Zebstrika, che ammiccò «Scusa, non credevo di spaventarti. È la tua prima volta a bordo di una nave vero? Ricordo come mi sentì io quel giorno.» Per un secondo Zebstrika si perse nei suoi pensieri, poi si riscosse «Vuoi venire a vedere da vicino?» Disse. Emolga riuscì solo ad annuire.
«Vogliamo venire anche noi.» Urlarono una coppia di voci che Emolga riconobbe all’istante. Plusle e Minun si accodarono ai due e seguirono Zebstrika.
«Dovrete aspettare» gridò una voce dall’alto. Da dietro la vela più vicina apparve Fan, che si avvicinò a Zebstrika «Vai ad aiutare Tyna. Ha di nuovo combinato un disastro giù al molo.»
Prima che Zebstrika potesse rispondere, Plusle e Minun presero a lamentarsi «Non è giusto» dissero sempre all’unisono «Zebstrika ha promesso di farci fare un giro.»
«Volete fare un giro eh? Ve ne faccio fare cento di giri.» E così dicendo, Fan fece girare la strana elica che aveva sopra la testa e i due pokémon furono sollevati fino alla cima dell’albero maestro, atterrando nella piccola pedana in cima alla nave. «Facci scendere» gridò Plusle «soffriamo di vertigini.»
«Sì, soffriamo di vertigini.» gridò Minun.
«Da quando li conosco è la prima volta che non parlano all’unisono.» Sussurrò Emolga a Zebstrika, che iniziò a ridacchiare.
«Come dite, volete salire ancora? Guardate che vi faccio arrivare in cielo.» A Emolga non sfuggì che nonostante la voce sembrasse arrabbiata il pokémon rideva di gusto.
«Lasciamoli giocare ancora un po’. Vuoi venire con me per sistemare questo affare di Tyna?» Chiese Zebstrika. Emolga annuì e i due attraversarono la nave fino ad arrivare al molo. Qui un piccolo pokémon bianco sospeso a mezz’aria si stava dando da fare per raddrizzare una cassa che, giudicando dalla freccia sul lato, era ribaltata al contrario. Quando li vide arrivare, Tyna corse da Zebstrika «Le chiedo scusa signore ma la cassa era in bilico e …»
«lascia stare, non serve che mi spieghi ho capito.» Così dicendo, Zebstrika si avvicinò alla cassa e con un unico colpo delle zampe la fece ribaltare. Ora si leggeva chiaramente la scritta “Bacchefrago”. Zebstrika si rivolse a Tyna e gli disse «portale in cambusa e controlla se sono danneggiate. Spero per te che Mow sia comprensivo.»
Tyna si rimise al lavoro e iniziò a spingere la cassa che si mosse lentamente verso la nave. Zebstrika si piegò verso Emolga e gli sussurrò «Tyna è molto robusto e agile, e riesce a spostare pesi enormi anche senza avere mani o piedi, ma si distrae sempre e combina un sacco di disastri. Comunque direi che ora possiamo andare a fare quel giro.» I due risalirono sulla nave e si avviarono.

 

 

CAPITOLO 13: ARRIVEDERCI ELETTRIA!

 

 

Spoiler

Electronvolt, base provvisoria dell’S.T., 20/05/4783, circa le 10
«Ne siete certi?» chiese Galvantula posando il rapporto.
«Assolutamente signore» disse Manectric . Accanto a lui, Luxio annuì. «Il Professor Ampharos V, massimo luminare del Centro di Ricerca, non si è presentato ieri al Centro. Inizialmente i suoi collaboratori non si sono preoccupati, ma dato che non si è fatto vivo né ha comunicato nulla, ci hanno chiesto di cercarlo. Casa sua è in perfetto ordine, almeno secondo gli standard del professore, e non sembrano esserci prove che è stato rapito. Eppure nessuno lo vede in città da ieri.»
«L’unica cosa strana che abbiamo notato in casa sua è l’assenza di lenzuolo, coperta e cuscino sul letto, che pure sembrava essere stato usato di recente.» Precisò Luxio. «Questo ci ha portato a pensare comunque che sia stato portato via avvolto nelle coperte per non farlo notare.»
Galvantula battè una zampa sul tavolo. “Maledizione, questa non ci voleva. Siamo in stato di massima allerta, le uscite della città sono sempre sorvegliate e a partire da ieri mattina abbiamo ulteriormente aumentato i controlli a chiunque entri o esca dalla città. E quelli riescono prima a rubarci la Carta, poi incendiare la nostra base e infine a rubarci il professore, uno dei nostri massimi esperti nel campo della ricerca, da sotto il naso.” Con un cenno congedò Manectric e Luxio. Sulla scrivania aveva una copia della Carta, appena arrivatagli, e gli identikit del Rotom e del Joltik fatti sulle descrizioni di Luxray. Nonostante avessero svolto delle ricerche, per ora i due pokémon non erano stati rintracciati. Galvantula osservò con disprezzo i due identikit e li ripose in un cassetto.
Poi si sedette e iniziò a riflettere. Ormai solo pochi membri dell’S.T. mancavano all’appello, o perché erano in missione quando il messaggio era arrivato o perché dovevano terminare alcune azioni prima di rientrare. Attualmente circa 2300 pokémon erano riuniti in città. Esclusi i Lanturn, schierati nel vicino fiume Volt, impegnati a scavare un canale che permettesse loro di entrare in città per riunirsi alle truppe (o per meglio dire a riscavare, perché un canale esisteva ma non arrivava all’interno della città. Il progetto era di ampliarlo e farlo arrivare fino alla base provvisoria dell’S.T. e al palazzo reale), tutti gli altri erano impegnati a rinforzare le difese. Avevano anche dato inizio a un programma per reclutare altri volontari tra la popolazione, ma come diceva re Electivire «sarebbe inutile obbligare qualcuno a entrare nell’S.T. Un soldato obbligato non vale un decimo rispetto a un soldato volontario.» Avevano inoltre inviato alcuni a esaminare gli ultimi luoghi in cui erano stati visti i Loro, ma dopo dieci anni non si sapeva come svolgere una ricerca. “Spero almeno che arrivino presto buone notizie da Raichu e gli altri”.
 
La Tifone, sala pasti, 20/05/4783, circa le 12
«E la cambusa è enorme, scommetto che ci starebbe dentro tutta la base di Volt Port.» Disse Emolga, terminando il discorso iniziato poco prima con Raichu. Tutti i membri del gruppo, tranne Flaaffy, erano seduti insieme a Tri a uno dei tavoli della sala pasti della Tifone. Dalla cucina veniva il delizioso odore del pranzo che Frost stava preparando.
«Avete idea di che fine abbia fatto Flaaffy?»chiese Tri, a cui piaceva molto parlare con il pokémon.
«Dice di non sentirsi bene. Credo che soffra un po’il mal di mare.» rispose Raichu.
«Bastava dirlo» gridò Frost dalla cucina «Gli preparo un bell’infuso di Baccapasflo e vedrete che starà subito meglio.»
«E a voi che è successo?» chiese Luxray, osservando Plusle e Minun che avevano la faccia stralunata e il pelo arruffato.
«Il capitano ci ha fatto fare un giro.» disse Plusle.
«Sì, un giro in cima all’albero maestro.» rincarò Minun.
«Se è servito a farvi smettere di parlare a tempo, sono felice che sia successo.» Disse Eelektross, e tutti annuirono.
In quel momento Pachirisu entrò correndo nella stanza e si avvicinò al gruppo. «Il capitano Fan ha detto di avvertirvi che stiamo partendo.»
«Ottimo. Come mai c’è voluto più del previsto?» Chiese Raichu.
«Mow ha insistito per caricare a bordo più cibo possibile, visto che ci sono nove pokémon in più. E poi c’è stato un problema col carico, perché Tyna ha fatto cadere una cassa e abbiamo dovuto acquistare altre Bacchefrago per sostituire quelle perse. Dovevate vedere quant’era infuriato Mow.»
«In fondo è stato un incidente, non è successo nulla di grave.» Disse Frost, uscendo dalla cucina «Mow esagera sempre. Comunque ecco un infuso di Baccapasflo, portatelo al vostro amico e vedrete che starà meglio.» Tri afferrò la tazza e corse fuori verso la cabina di Flaaffy. «Vi consiglio di andare a dare un’occhiata dal ponte di poppa per guardare Elettria che scompare all’orizzonte man mano che la nave si allontana. È un bello spettacolo.»
«Grazie, credo che seguiremo il tuo consiglio.» Disse Raichu. Il gruppo uscì dalla stanza e si diresse sul ponte. Videro Elekid e Blitz sollevare la pesante ancora, poi le grandi vele si aprirono completamente e la nave iniziò a muoversi, prima lentamente, poi sempre più veloce. Dopo pochi minuti, la nave prese un ritmo regolare e presto la costa divenne una striscia in lontananza. Guardando in basso, Raichu vide i trenta Lanturn schierati in circolo intorno alla nave con Lant in punta alla formazione, davanti alla prua. Volgendo di nuovo lo sguardo verso Elettria, Raichu pensò tra sé “A presto Elettria, parto per proteggerti”. Accanto a lui, Emolga aveva gli occhi umidi, come se stesse per piangere, ma poi tirò su col naso e sorrise. “in fondo” pensò “sono entrato nell’S.T. proprio per poter vivere avventure, e questa sarà la più grande avventura nella storia di Pokémos”. Per lunghi minuti, tutti e sette fissarono la costa, finchè quella non scomparve definitivamente all’orizzonte.
 
Da qualche parte a Elettria, 20/05/4783, circa le 13
Il professor A. si distese sul pagliericcio nella sua buia cella. Non riusciva a credere di trovarsi davvero in quella situazione. “Questi esperimenti potrebbero distruggere Pokémos, e io e gli altri ne siamo gli artefici”. Fuori dalla porta, il Professor A. avvertiva la ormai famigliare energia sprigionata dai suoi cinque carcerieri. Ormai riusciva persino a dire dove si trovavano, tanto si era abituato a quella quantità di magnetismo. Ma d’altronde era impossibile fuggire. Le pareti erano di pietra dura, la porta in acciaio, e non c’erano finestre. Fuggire era impossibile.

 

 

commentate! :)

 


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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CAPITOLO 14: IL VIAGGIO

 

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La Tifone, 23/05/4783, circa le 16
I primi due giorni di viaggio trascorsero normalmente. Grazie all’infuso di Baccapasflo, preso regolarmente durante i pasti, Flaaffy riuscì a trascorrere il tempo parlando con Tri del più e del meno. Plusle e Minun dal canto loro fecero amicizia con Blitz, e spesso furono scoperti da Fan o da Zebstrika a fare scherzi di ogni tipo, o da Mow ad intrufolarsi nella cambusa per mangiare di straforo. Il resto del tempo lo passarono a parlare con Elekid, Pachirisu e Tyna. Luxray invece prese l’abitudine di trascorrere le giornate con Mareep e Chinchou, che aveva scoperto essere nati nei bassifondi e con cui quindi si sentì affine. In fondo, entrambi avevano trovato un luogo nella vita: loro su quella nave, lui come assistente di Eelektross. Quanto a Raichu ed Emolga, i due passarono le giornate a parlare o ad allenarsi, o con gli attacchi elettrici o con la Scherma pokémon. In questi casi spesso Eelektross o Zebstrika facevano volentieri da giudici. Le Codacciaio dei due si scontravano a velocità impressionanti, e spesso alcuni marinai si fermavano a guardarli. Raichu, nonostante Emolga avesse il vantaggio del volo, riusciva a tenergli testa e generalmente vinceva. Il viaggio sembrava tranquillo. Poi il terzo giorno …
«Mulinello a dritta!!» gridò Pachirisu dall’alto dell’albero maestro dove si era arrampicato. Davanti a loro era ben visibile anche da quella distanza un enorme gorgo che sicuramente avrebbe aspirato la nave. Fan osservò il gorgo, ne valutò le dimensioni e poi si avvicinò alla base della nave, dove prese a parlare con Lant. Poco dopo, i Lanturn si disposero sotto la nave. Usando Mulinello, i pokémon riuscirono a far attraversare il gorgo alla nave. Il gruppo osservò l’intera azione col fiato sospeso, con Tri che spiegava nei dettagli cosa stavano facendo i pokémon. Quando finalmente la manovra fu completata, i pokémon ripresero le loro normali attività. Raichu ed Emolga entrarono nella sala pasti e iniziarono a parlare. «È stato incredibile. Non riesco a credere che abbiano fatto una manovra così complessa.» disse Emolga.
«Sì, davvero stupefacente. Chissà se è una manovra che effettuano spesso.» rispose Raichu.
«Non con un Mulinello di quelle dimensioni» disse Frost dalla cucina, dove stava bevendo un sorso d’Acqua Fresca. «Normalmente basta Lant per attraversare un Mulinello, ma questo era davvero gigantesco, ci avrebbe aspirati tutti, sì. Per fortuna che ci sono i Lanturn. Ci si sente meglio a sapere che abbiamo loro a bordo.»
«Ci saranno dei rallentamenti nel viaggio secondo te?» si intromise Eelektross, appena entrato nella sala.
«Difficile a dirsi, ma credo di no. Il vento è sempre a favore, quindi siamo al sicuro. E per quanto riguarda i pericoli, avete appena visto che siamo al sicuro.»
«Scogli a dritta!!» Gridò in quel momento la voce di Blitz dal ponte.
«Al sicuro eh?» Disse Eelektross.
«Oh, io non mi preoccuperei. Naturalmente Blitz vedendoli si è spaventato, ma quelli scogli sono un segnale che stiamo addirittura andando più veloci del solito.» Fan, entrando, si sedette tranquillamente «Mi dai un Succo di Bacca per favore Frost?» poi si rivolse a Raichu e gli altri «Quelli avvistati da Blitz sono gli Scogli di Groudon. Normalmente li avvistiamo intorno al quarto giorno di viaggio.»
«Scogli di Groudon?» chiese Emolga.
«Sì, gli Scogli di Groudon. Sono legati a una leggenda e segnano il confine marittimo tra Elettria e Laghia. Di fatto, le acque in cui ci troviamo ora sono sotto la giurisdizione di Laghia. In realtà sono dopo il confine di Laghia, ma i naviganti li usano come punto di riferimento.»
«Qual è la leggenda di cui parlavate?» chiese Emolga curioso.
«Beh,» disse Fan, afferrando il Succo di Bacca che gli porse Frost «secondo la leggenda Kyogre e Groudon si sfidarono in questo luogo. Gli scogli sarebbero ciò che rimane della piattaforma su cui si posizionò Groudon.»
«Quanto tempo crede che occorrerà ancora per il viaggio?» chiese Eelektross, intromettendosi nella conversazione.
«Due o tre giorni, a seconda di venti e correnti. In ogni caso, non ci vorrà molto. Ma ditemi, una volta a Laghia dove intendete andare? Non sembrate commercianti dato che non avete caricato merci a bordo, e per di più tre di voi sono dell’S.T. Non ci vuole un genio per capire che dovete avere qualche missione importante da portare a termine.»
«Non credo ci sia nulla di male a dirti che dobbiamo parlare con il re di Laghia ad Hydroheart. Di più non posso dirti.» Rispose Raichu sulla difensiva.
«Allora avrete intenzione di partecipare al torneo dell’Arena.» rispose Fan.
«Il torneo dell’Arena?» chiese Emolga.
«Non lo sapevate? In molti regni non è permesso parlare direttamente con il re. Elettria è una rara eccezione. Nella maggior parte di loro bisogna superare una gara.»
«Di che genere di gara parliamo?»
«Oh, questo dipende dal regno. A Laghia ad esempio si svolge un torneo ad eliminazione  diretta una volta ogni sette giorni. Solo il vincitore riceve il permesso di avere un colloquio con il re. Ma ogni regno ha regolamenti unici.»
«E come si fa se si è in gruppo?»
«Non conosco il regolamento, ma se dovrete partecipare sono certo che vi spiegheranno tutto.»Così dicendo, Fan uscì dalla sala con il Succo di Bacca in mano.
«Che facciamo adesso? Questo non era previsto.» Sussurrò Raichu.
«Non lo so, ma a questo punto temo che saremo costretti a partecipare. Non vedo proprio alternative.» Rispose allo stesso modo Eelektross.
Quella sera, i tre misero gli altri al corrente di quanto avevano saputo.
«Un torneo di lotta? Suona interessante» disse Luxray.
«Interessante per te forse. Io ho il terrore al solo pensiero.» rispose Flaaffy, tremando come una foglia.
«Non essere così fifone, ci sarà da divertirsi.» Disse Plusle.
«Già, in fondo sei un membro dell’S.T. Mostra un po’ di fegato.» Rincarò Minun.
«In ogni caso, è essenziale che uno di noi vinca il torneo.» disse Eelektross.
«Tu non hai mica qualche aggancio a palazzo che ci permetta di evitare questa seccatura?» domandò Raichu.
«Se il nostro scopo fosse solo entrare a palazzo senza ombra di dubbio potrei. Ma noi dobbiamo parlare con il re, e questo si può fare solo per vie legali.»
«Allora è deciso.» Disse Emolga.
«Già, dovremo partecipare al torneo e uno di noi dovrà vincere.» Disse Raichu.
Quelle parole alleggiarono nella stanza per qualche secondo.

 

 

Allora, che ne pensate della Tifone e del suo equipaggio?

 


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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CAPITOLO 15: LAGHIA

 

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La Tifone, 26/05/4783, circa le 19
I giorni a bordo della Tifone proseguirono piuttosto agitati. Anche se la navigazione era tranquilla, e se secondo il capitano la nave stava battendo tutti i suoi record di velocità grazie al vento e alla corrente a favore, il gruppo era troppo concentrato al pensiero del torneo per gioire. Plusle e Minun continuavano a giocare con Blitz, Elekid e Pachirisu, ma erano molto più nervosi di prima. Emolga, Raichu e Flaaffy si allenavano, ma il capitano chiese loro di smetterla quando un Fulmine rischiò di danneggiare la nave. Luxray ed Eelektross erano gli unici che non sembravano minimamente preoccupati. Infine, il sesto giorno di navigazione, arrivò l’annuncio tanto atteso.
 «Terra in vista!!» Gridò Elekid dall’alto dell’albero maestro, dove stava scrutando l’orizzonte. Subito tutti quanti si misero in moto per svolgere le manovre di attracco. Eelektross inviò Luxray a prendere gli oggetti di valore nella stanza di sicurezza, mentre gli altri prepararono gli zaini con tutto il necessario per proseguire il viaggio.
 
Laghia, zona di attracco navi, 26/05/4783, circa le 20
«Pensavo che avremmo attraccato in una città come Volt Port, ma qui vedo non vedo nulla.» In effetti, oltre al molo, sulla riva si vedevano solo alcune costruzioni e, circa cento metri più lontano, altra acqua.
«Vedete, Laghia è strutturata sulla particolarità dell’isola su cui sorge.» Spiegò Fan, che era sceso sul molo per salutarli. «Essenzialmente, dopo appena cento metri di costa l’isola ospita un lago enorme che riempie l’intera conca. Al centro dell’isola si trova una seconda isola più piccola su cui è stata costruita Hydroheart. Col tempo hanno espanso la città con delle palafitte, e adesso anche chi non sa nuotare o volare può muoversi liberamente da Hydroheart alla costa. Sapete com’è, il popolo di Laghia è formato interamente da commercianti, viaggiatori e in piccola parte coltivatori di Bacche. Se i clienti non potessero raggiungere Laghia, il commercio ne risentirebbe.»
«Capisco. Allora, come bisogna procedere?» Domandò Emolga.
«Prima dovete dirigervi alla stazione di controllo laggiù» Disse Fan indicando una costruzione di legno costruita per metà sulla terra e per metà in acqua «E registrarvi come visitatori del paese. Se non lo farete non potrete entrare. E neanche partecipare al torneo.»
«Ottimo. Voi ricaricate le provviste e preparate la nave. Ci rivedremo tra massimo due settimane.» Disse prudentemente Eelektross. Raichu annuì. Se per caso non fossero riusciti a superare questa sezione del torneo, avrebbero dovuto riprovare la settimana successiva. Se avessero fallito anche allora, si sarebbero inventati qualcosa. Salutando, il gruppo si diresse verso la bassa costruzione.
Zebstrika avvicinò il muso a Fan e sussurrò «Tu, Wash, Frost, Heat e Mow avete partecipato al torneo. Perché non gliel’hai detto?»
«Non avrebbe avuto senso. Sono passati anni e le regole saranno cambiate.»
«Sì ma se non sbaglio c’era una regola che potrebbe metterli in difficoltà.»
«Non preoccuparti. Se tre membri dell’S.T. e il famoso E. non riescono a trovare la soluzione a quel piccolo problema, non sono all’altezza della loro nomea.» Detto ciò, Fan si girò e salì a bordo. Zebstrika guardò verso la casa in cui erano entrati gli otto, poi salì a bordo.
Dalla sua cabina, Tri, insieme a Blitz, Elekid, Pachirisu e Tyna osservarono il vice-capitano scendere dalla nave poi, a un segnale convenuto, sgusciarono fuori e corsero giù dalla nave sulla banchina. Veloci come il vento, si nascosero dietro alla stazione di controllo.
 
Laghia, stazione di controllo, 26/05/4783, circa le 20
Entrando nella stazione, Flaaffy rimase sorpreso da ciò che vide. All’interno della grande stanza si trovavano solo una piccola scrivania e una conca piena d’acqua. In quel momento una coppia di pokémon uscirono dalla conca e si diressero al banco, alzando le zampe in segno di saluto ma senza dire una parola. Eelektross si avvicinò spedito alla scrivania e si rivolse al primo uno strano papero blu «Buonasera. Dovremmo reigstrarci.»
«Hai sentito Crawd, questi vogliono registrarsi, che strano. Credevo che fossero entrati per comprare delle Pokémelle.» fece il papero al suo compare, che ridacchiò, ma tornò subito serio e si rivolse ad Eelektross, che aveva un’aria furente. «Scusi Goldu signore, tende a scherzare più di quanto dovrebbe. Che tipo di registrazione vi occorre? Commerciale, diplomatica o per visitatori?»
«Diplomatica.» risposero insieme Eelektross e Raichu.
«O una rarità, l’ultima volta è stata … Quand’è stato Goldu?»
«Credo dieci anni fa Crawd, con quei tizi di Draghia. Mi chiedo che fine abbiano fatto. Di qui non sono ripassati.»
«Hai sentito?» Bisbigliò Eelektross a Raichu «Dieci anni fa. Quando c’è stata la scomparsa dei Loro. Forse -» Fu interrotto da Crawd, che gli porse alcuni documenti che il pokémon infilò nella bisaccia. Ringraziando, il gruppo uscì dalla stanza e si allontanò. Accanto all’acqua, si vedeva emergere un cartello con scritto “sentiero per Hydroheart”. Guardando meglio, videro una serie di tavole di legno allineate che si allontanava per perdersi nell’oscurità. Evidentemente era quello il sentiero per Hydroheart. Senza dire una parola, il gruppo si allontanò.
Pochi attimi dopo dalla stazione di controllo uscirono Tri e gli altri. Facendo bene attenzione a non farsi vedere, il gruppetto iniziò a seguire gli otto.
 
Electronvolt, base provvisoria dell’S.T., 23/05/4783, circa le 23
Anche se sapeva di aver bisogno di riposare, Galvantula non riusciva a fare a meno di continuare a camminare avanti e indietro per l’ufficio. I volontari aumentavano mano a mano che i giorni passavano, e ora le truppe erano arrivate ad essere circa 3900, e sperava sarebbero saliti ancora. Ma a preoccuparlo era la totale mancanza di notizie da Raichu ed Eelektross. Se tutto fosse proceduto per il meglio, avrebbe avuto presto loro notizie. Tirò un sospiro e si rimise a camminare avanti e indietro.

 


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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Ed eccomi finalmente con il nuovo capitolo

 

 

 

CAPITOLO 16: ACQUA SPORCA E PALAFITTE

 

 

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Laghia, sentiero per Hydroheart, 28/05/4783, circa l’1
Gli otto proseguirono per ore la camminata a ritmo sostenuto. Sotto di loro, la luna si rifletteva sullo specchio d’acqua. Verde e fangosa, non era molto invitante, e probabilmente non era bevibile. Zaini in spalla, tutti tennero gli occhi fissi sul sentiero senza azzardarsi a correre. Emolga e Eelektross si misero il primo sopra e il secondo davanti al gruppo, per sfruttare le loro capacità di non toccare il suolo. Dopo un lungo cammino, Emolga gridò «Vedo delle case davanti a noi.» Aguzzando la vista, anche gli altri scorsero alcune costruzioni poco lontane.
«Strano, Hydroheart dovrebbe essere ancora lontana.» disse Raichu.
«Forse c’entra quello che ha detto Fan. La città si è espansa con delle palafitte. Quella che ci interessa, l’isola vera e propria, è ancora distante.» Rispose Eelektross.
«Beh spero di arrivare presto, non sopporto quest’acqua. Ha un’aria così orribile.»Disse Plusle.
«Già. A proposito avete notato una cosa? » rispose Flaaffy.
«Che cosa?»chiese Minun.
«Non vi sembra che l’acqua stia diventando più limpida man mano che andiamo avanti?»
«In effetti ora che me lo fai notare, quella vicino alla costa era molto più melmosa.» Annuì Luxray.
«Proveremo ad informarci quando arriveremo alle palafitte. Non so se sia importante, ma non possiamo dare nulla per scontato. Ne approfitteremo per rifornire le scorte di Bacche.» Disse Eelektross. Il gruppo annuì. Da quando erano partiti, avevano mangiato in continuazione Bacchecedro, Baccarancie e Acqua Fresca per sopportare la fatica. Rimpinguare le scorte stava diventando un’esigenza. Si diressero verso la città, sperando di trovare un luogo per recuperare le forze e rifornirsi.
 
Da qualche parte a Elettria, 28/05/4783, circa le 2
Ampharos V si accasciò quando entrò nella stanza. Giusto il giorno prima la squadra Magneton lo aveva prelevato dalla sua cella per trasferirlo in una stanza più grande, con scrivanie, libri, un letto e delle luci vere e proprie. Nonostante ora fosse tenuto sotto una minore sorveglianza (Magneton e Magnezone se n’erano andati, lasciando solo i tre Magnemite) il professore si sentiva sempre osservato. In laboratorio, quello che un tempo per lui era sede di tranquillità e pace, si sentiva sempre sotto pressione, soprattutto per il peso degli esperimenti che svolgeva. Preoccupato com’era, non si accorse dell’ombra scura che gli apparì alle spalle per poi scomparire altrettanto rapidamente.
 
Da qualche parte a Elettria, 28/05/4783, circa le 2
«Ti dico che non è la soluzione.» Joltik parlava ad alta voce con Rotom, ignorando apertamente la presenza di tutti coloro che gli stavano intorno.
«Ma il controllo della mente tramite Ipnosi potrebbe garantirci l’obbedienza dei più recalcitranti.» rispose Rotom, facendogli al contempo cenno di abbassare la voce.
«È sempre stato il tuo pallino questo controllo tramite Ipnosi. Abbiamo fatto un anno di esperimenti, e il risultato si è visto. Se controllati le capacità si dimezzano, e noi non possiamo bruciare così le nostre carte migliori.»
«Già, hai ragione. Ma ormai andiamo avanti da 10 anni con gli esperimenti e i risultati continuano a non soddisfare il capo.»
«Che ci vuoi fare? Uno come lui è difficile da accontentare.»
«Non è solo per il capo. Pensa anche ai pericoli che corriamo noi con quelli rinchiusi ai piani profondi.»
«Ho sentito dire che uno dei nostri è bloccato in un sonno profondo da settimane. Mi chiedo come sia successo.»
I due si zittirono e si allontanarono in direzioni diverse con un cenno per salutarsi.
 
Laghia, “La palafitta del Drago d’acqua”, 28/05/4783, circa le 2
Il gruppo aveva impiegato quasi un’ora per trovare una locanda in quel groviglio di case mezze sommerse. Alla fine, avevano trovato una piccola costruzione con un cartello cadente ad indicarla. Entrando, si misero a parlottare a bassa voce.
«Avete notato che non c’è nessuno in giro? Voglio dire, è vero che è tardi, ma neanche i bassifondi di Electronvolt, o la periferia di Volt Port, sono così poco frequentati a quest’ora. La maggior parte delle case poi aveva anche le porte sbarrate da assi di legno.»
Mentre gli altri parlottavano, Raichu fissò l’intrico di piccoli canaletti d’acqua che scorrevano peer tutto il locale. Alcuni formavano grossi laghi. Guardando in basso, Riachu notò stupito alcuni tavoli sott’acqua. “Allora è così che riescono a servire anche i clienti che non possono uscire dall’acqua”.
In quel momento, scorse un piccolo guizzo sotto l’acqua. Subito dopo, un getto d’acqua lo colpì sul volto. Allibito scoprì che a colpirlo era stato un piccolo pokémon azzurro con una bocca comicamente allungata. L’Horsea sorrise – o almeno sembrò sorridere - e disse, rivolgendosi a tutti ma fissando Raichu «Vi do il benvenuto alla palafitta del Drago d’acqua. Vi chiedo scusa per il Pistolacqua, ma credevo fossero … beh, lasciate stare. Prego, seguitemi al bancone.» Così dicendo, lì guidò fino a un sudicio bancone. Poi si immerse, riemergendo qualche secondo dopo in compagnia di altri due pokémon, che gli somigliavano talmente tanto che certamente dovevano essere suoi parenti.
«Vi do il benvenuto. Mio figlio dice che siete clienti. Se è così siamo al vostro servizio. Spero che gradirete il servizio.» A parlare era stato un grande pokémon azzurro con alcune escrescenze sul corpo. Accanto al Kingdra, il Seadra annuì pronto ad agire.
Eelektross si avvicinò al bancone, ordinò rapidamente quello che occorreva al gruppo al Seadra, che si immerse per recuperare il necessario. Poi si rivolse al Kingdra. «Posso farti alcune domande. Siamo viaggiatori e ci interessa sapere tutto il possibile sugli avvenimenti qui a Laghia.»
«Sono tempi duri. Forse avrete notato che l’acqua della zona è melmosa e sporca. Beh, fino a dieci anni fa non era così. Dieci anni fa l’acqua era pulita dappertutto, non solo intorno ad Hydroheart. Poi per qualche motivo le Pietreidriche che ci permettono di mantenere l’acqua pulita hanno perso potenza. Ormai le acque della zona sono appena bevibili, e solo dopo un ciclo di depurazione che richiede parecchie ore. Molti di coloro che vivevano qui alle palafitte se ne sono andati, e adesso io e la mia famiglia sopravviviamo alla giornata. Credo che in tutta questa zona delle palafitte ci siano sì e no 30 famiglie. Hydroheart ormai straborda di abitanti, ma nessuno può farci nulla.»
«Ma se non ricordo male, uno dei Loro di Laghia era in grado di depurare qualsiasi acqua.»
«Vedi straniero, non dovrei dirtelo, ma d’altronde non vedo perché nasconderlo. I Loro di Laghia sono sco…»
In quel momento Seadra emerse dall’acqua e porse quanto richiesto da Eelektross a quest’ultimo, che lo porse ai compagni. Kingdra gli fece cenno che non’era il caso di continuare il discorso, e Eelktross annuì. Il gruppo salutò e si allontanò.
«Questo spiega tutto.»
«Già. Se è così, credo che il re non ci negherà aiuto. Dobbiamo solo vincere il torneo.»Annuì Raichu
«Ma io non mi spiego a quale scopo questo gruppo abbia rapito i Loro. Insomma, Kingdra praticamente ci ha detto che anche quelli di Laghia sono spariti.» Intervenne Luxray, guardandosi intorno mentre beveva un sorso d’Acqua Fresca.
«Esiste un solo motivo che può spingere qualcuno a compiere un’azione simile.» Rispose Eelektross.
«E sarebbe?» Domandò Flaaffy.
«Il potere.» Terminò Raichu per E.

 


 

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Nuovo Capitolo!!!!

 

 

CAPITOLO 17: ISCIRIZIONE COMPLICATA

 

 

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Laghia, Hydroheart, 28/05/4783, circa le 8
Nelle ore successive, il gruppo proseguì la sua avanzata, fermandosi solo per bere e mangiare le Bacche. Lungo il tragitto, si resero conto che quello che aveva detto Kingdra era vero. L’acqua diveniva più limpida e pura mano a mano che ci si avvicinava. Quando riuscirono a vedere il fondo notarono che, posate in piccoli cumuli, alcune pietre azzurre brillavano e sembravano emanare energia. Infine, giunsero ai cancelli di Hydroheart. Dall’esterno, la città appariva circondata da una grande muraglia fatta di uno strano materiale rosato coperto di spuntoni. I tetti visibili sopra le mura erano neri o rossi.  Giunti davanti alla porta della città, Raichu bussò alla guardiola. Un secondo dopo, due occhi lo fissarono da un’apertura che sembrava essere fatta apposta per loro, dato che non si vedevano né altri buchi né aperture. Si sarebbe addirittura detto che era la porta stessa a guardarli. «Chi siete?» chiese la guardia in tono imperioso.
«Viaggiatori da Elettria. Abbiamo delle registrazioni.» Rispondendo, Raichu mise davanti agli occhi della guardia la registrazione fattagli da Crawd. Per un secondo la guardia non reagì, poi l’intera sezione intorno alla guardia prese a muoversi. Stupito, Raichu si rese conto che in realtà la guardia era attaccata alla porta. Il corpo rosa aderiva perfettamente alla porta, che si rivelò essere in legno quando il pokémon rosato si spostò. Guardando meglio si accorse che l’intera porta era coperta da una cinquantina di quelle creature. Fissando le mura gli sembrò di scorgerne altre qua e là lungo la parete, ben nascoste dal colore delle mura. A farlo tornare in sé fu la voce del pokémon, che aveva appena finito di controllare gli altri e si era rivolto a lui. «Mi faccia vedere la sua registrazione» disse formale. Attaccato a un corno portava un medaglione a forma di goccia. Raichu porse il documento, il pokémon lo lesse e annuì. «Bene, è tutto in regola. Buona permanenza ad Hydroheart. Aprite il portone!» A questo comando, il portone sembrò parlare con un’unica voce «Sì, Commodoro Corsol!» Un intero gruppo di pokémon rosati si spostò dalla porta, che in questo modo si aprì permettendogli di entrare.
 
Hydroheart, Arena, 28/05/4783, circa le 10
Il gruppo, appena entrato fu avvicinato da un Chinchou. Dal modo con cui Eelektross e il pokémon confabularono, Raichu capì che era una delle sue spie. Ancora una volta si chiese quanto fosse estesa la rete di informazioni di Eelektross. Guardandosi intorno, Raichu notò che l’intera isola era percorsa da una fitta rete di canali che uscivano da una montagna. Osservandola meglio, si rese conto che si trattava del castello, talmente grande che si stupì di non averlo visto prima. Voltandosi, realizzò il perché. Alcuni Wingull volavano in circolo intorno alle mura emettendo vapore dal corpo, che si condensava in nebbia.
Dopo qualche minuto, il Chinchou fece loro cenno di seguirlo. Li portò a una piccola locanda, “Il Corphish in fiamme”, dove un pokémon rosso, il Corphish dell’insegna evidentemente, li fece accomodare in sette anguste stanzette. Il gruppo si distese, ma fu svegliato circa due ore dopo da Chinchou, come Eelektross stesso gli aveva chiesto. Senza parlare, questi li guidò per le strade e i canali fino all’Arena, dove Eelektross lo congedò porgendogli un sacchetto. Dal suono che fece il contenuto, era evidente che si trattava di Pepite o Perle. L’arena era coperta di fregi incisi nella stessa pietra rosa di cui erano fatte le mura. Il gruppo si diresse verso l’ingresso dell’arena. Entrando, videro un gruppo di pokémon affollarsi intorno a un tabellone accanto a cui si trovava un addetta. Eelektross si avvicinò e si rivolse alla pokémon, un Gorebyss immerso in una delle numerose vasche presenti in tutta la stanza. Evidentemente, l’intera città era stata creata in modo che tutti i pokémon del paese potessero recarsi ovunque.
«Salve, vorremmo iscriverci al torneo per l’udienza con il re.» Disse Eelektross.
L’addetta lo fissò un attimo, poi indicò un plico di fogli accanto a lei, su un basso tavolo. Eelektross afferrò un foglio e prese a leggere, borbottando «Dunque … regolamento torneo … Ah il torneo inizia domani siamo appena in tempo, bene … Proprio come diceva Chinchou … Sì bene, il gruppo sembra andar bene … Sì, sembra corre- … Oh no!»
«Che succede Eelektross?» chiese preoccupato Raichu.
«Leggi l’ultima regola in fondo.» Disse questi porgendogli il foglio. Riachu lo afferrò e lesse, gli altri fissarono il foglio, leggendo da sopra le spalle del pokémon. La regola diceva:
“I gruppi partecipanti al torneo devono comprendere almeno due pokémon originari di questo paese”.
Quando la lesse, Raichu sbiancò. Le iscrizioni sarebbero terminate da lì a due ore. Non avevano il tempo di trovare qualcuno che accettasse di partecipare al torneo.
 
Hydroheart, 28/05/4783, circa le 11
Blitz, Tri, Tyna, Elekid e Pachirisu si guardarono intorno. Erano riusciti a seguire Plusle e Minun, insieme al resto del loro gruppo, per ore, ma si erano addormentati davanti alla taverna, e così li avevano visti allontanarsi e li avevano persi.
“Maledizione” pensò Blitz “Se non li troviamo ci toccherà tornare indietro da soli. Il capitano Fan ci spedirà in cima all’albero maestro per la fuga!”.
Il giorno prima infatti erano sgusciati via dalla nave su insistenza sua e di Tri. Nessuno di loro, tranne Tri, amava la vita di mare, e comunque anche quest’ultimo preferiva le avventure sulla terraferma. Quando Plusle e Minun avevano raccontato loro che erano in missione per salvare Elettria non ci avevano creduto. Ma poi avevano sentito casualmente una conversazione tra Luxray ed Eelektross. Avevano così deciso di seguirli per poter vivere anche loro un’avventura. “E adesso eccoci qua” pensò Tri “Persi in una città che non conosciamo in cerca di sette pokémon che abbiamo perso di vista da parecchio.” In ogni caso, decisero di proseguire. Ricordavano di aver sentito Fan ed Eelektross parlare di un torneo, quindi iniziarono a chiedere in giro. Quando un vecchio Huntail indicò loro la strada, lo ringraziarono e si diressero da quella parte.
 
Hydroheart, Arena, 28/05/4783, circa le 11
Raichu ormai era stanchissimo. Ormai era quasi un’ora che controllavano tutti coloro che si avvicinavano al tavolo delle iscrizioni, in attesa di qualcuno che avesse bisogno di compagni di squadra. Iniziavano a perdere le speranze. Fissò il foglio su ci veniva segnato il numero di posti rimasti. Ne restavano solo 11. Se volevano partecipare, dovevano sperare nel prossimo venuto.
La fortuna aiuta gli audaci dice il detto. E in effetti, forse fu la fortuna a portare a quell’incontro. Due piccoli pokémon si avvicinarono al banco e osservarono il foglio che elencava il regolamento. Dopo aver letto le regole, il più grande dei due fissò il più piccolo e disse «Te l’avevo detto che venire qui dalle palafitte era inutile Mud. Leggi qui, il numero di membri di un team deve essere compreso tra tre e dieci. Non siamo in grado di partecipare.»
«E se chiedessimo a qualcuno Toto?» rispose il più piccolo.
«Non credo che qualcuno accetterà. La maggior parte dei partecipanti, o sono team che si sono preparati duramente e non accetterebbero mai un esterno, o sono singoli che non vogliono fare squadra.»
Raichu, quando sentì la conversazione, non poté credere a tanta fortuna. Si avvicinò ai due e spiegò loro che il suo team non poteva partecipare al torneo, perché necessitava di due pokèmon di Laghia. I due confabularono qualche minuto, poi si volsero verso Raichu  «Accettiamo.» Dissero insieme.
Riachu sorrise. Insieme  i nove pokémon firmarono i documenti e divennero ufficialmente partecipanti del torneo.

 

 

Ed ecco finalmente l'iscrizione al torneo. C'è voluto un bel po' vero? Ed è stata una vera fortuna quella del gruppo no? O credete che ci sia dell'altro?

 


 

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Capitolo nuovo finalmente.

 

 

CAPITOLO 18: I RE DEL FANGO

 

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Hydroheart, “Il Corphish in fiamme”, 28/05/4783, circa le 21
Riuniti nell’angusta stanza di Eelektross, il gruppo ascoltava il piano del pokémon. «Allora, essendoci iscritti come gruppo, non finiremo uno contro l’altro al primo turno, e a meno che non sia inevitabile neanche al secondo. Inoltre ci è permesso evitare di lottare nel caso in cui ci ritrovassimo uno contro l’altro.» Il gruppo rivolse un cenno d’assenso, ed Eelektross continuò «Dobbiamo ricordare anche che abbiamo altri due compagni» Disse facendo un cenno a Toto e Mud «E di conseguenza dobbiamo prendere in considerazione anche le loro richieste.» Di nuovo tutti annuirono. Toto aveva spiegato che lui e Mud avevano deciso di partecipare per chiedere al re un intervento per risolvere i problemi delle Palafitte, dove l’acqua era sempre più sporca ogni giorno che passava. «Quindi quando ci rivolgeremo al re, se vinceremo il torneo, faremo entrambe le richieste. Il torneo avrà inizio domani mattina alle 11. Detto ciò, resta una sola cosa da fare. Augurarci buona fortuna.» Il gruppo annuì e si diresse verso le proprie stanze.
 
Hydroheart, Arena, 29/05/4783, circa le 12
«Dichiaro vincitore Raichu!» Gridò il giudice, un grosso Pelipper. Di fronte a lui, Raichu fissava lo Swanna che aveva appena sconfitto. Questi si rialzò con fatica e gli porse l’ala, che gliela strinse.
«Bella lotta.» Dissero insieme. Poi l’arbitro indicò a Swanna l’infermeria, e porse a Raichu alcune Baccarancie e Bacchemele, e facendogli gli auguri per il turno successivo. «La lotta nel campo 3 è finita.» Disse l’annunciatore, un grasso Wailord che sfruttava la sua grande mole per osservare l’azione.
Asciugandosi il sudore, Raichu si diresse verso la zona attesa, dove i vari partecipanti, in piccoli gruppi o da soli, si facevano ognuno i fatti propri, in attesa che iniziasse il turno successivo. Alla fine trovò il gruppo. Mud, Toto, Luxray ed E. avevano già vinto i loro incontri. Plusle e Flaaffy invece se ne stavano in disparte, e non era difficile intuire com’era andata. A quanto pareva, mancavano solo Minun ed Emolga per finire il primo turno delle gare. Raichu si rivolse ad Eelektross «Allora, sappiamo già chi sono i nostri prossimi avversari?»
«No, Gorebyss sta aspettando che terminino le ultime lotte.» Disse il pokémon indicando il tabellone, accanto a cui Gorebyss aspettava con evidente impazienza i nomi degli ultimi vincitori. In quel momento dal corridoio arrivò Emolga, trafelato per la volata, e sbracciandosi come un ossesso «Ragazzi, correte, è terribile! Venite!»
Senza farselo ripetere due volte il gruppo lo seguì. Il pokémon li guidò lungo il corridoio verso l’uscita per l’arena. Quando finalmente raggiunsero l’uscita, si trovarono davanti uno spettacolo tremendo.
Un grosso pokémon azzurro teneva stretto nella mano destra, appena sopra la testa, un piccolo pokémon ferito e sofferente che riconobbero con un brivido. «Minun …» Sussurrò Plusle con le lacrime agli occhi. Quasi l’avesse sentito, il piccolo pokémon si agitò, ma l’altro strinse più forte la presa. L’arbitro corse verso di loro, ma il pokémon anfibio lo fissò come se non capisse. In quel momento alle spalle del gruppo si sentì una voce «Basta Quag! Mettilo giù!» Quag – questo era il nome del pokémon azzurro – si voltò all’istante verso la fonte della voce. Stessa cosa fecero gli otto. Davanti a loro si trovavano tre pokémon. A parlare era stato evidentemente quello al centro. Grosso e muscoloso, il pokémon fissò Quag negli occhi e ripetè «Mettilo giù, Quag.»
«Ma Quag vuole spaccare!» Disse il pokémon, con la voce assente.
«No Quag, non puoi spaccarlo!» Insistette il pokémon.
Quag dovette percepire la rabbia nella voce dell’altro, perché posò delicatamente Minun davanti all’arbitro. Poi, dopo che questi, per quanto interdetto, gli ebbe consegnato le bacche, si diresse verso il grosso pokémon. «Quag voleva spaccare!»
«hai sentito il Capo – cha! – non lo puoi spaccare – cha!» Disse quasi cantando il secondo dei tre pokémon, un pokémon verde con il becco.
«Lud e Poliwrath hanno ragione Quag, non puoi spaccare i partecipanti, o rischi la squalifica.» insistette il terzo, un rospo coperto di strani bubboni.
«Seismitoad, lascia stare, l’importante è che abbia passato il turno. Se quel debole si è fatto ridurre così, era solo spazzatura.» Fece quello che avevano chiamato Poliwrath, sprezzante «In fondo …»
«ZITTO!» Sentendo la voce, tutti si girarono. Ad urlare era stato Raichu «Come ti permetti di prenderti gioco in quel modo di Minun? Lui ha fatto del suo meglio, e il tuo amico lì l’ha malmenato a sangue!»
«Se si è fatto ridurre così era un debole. Se fosse stato forte, avrebbe vinto.» rispose Seismitoad.
«E questo ti da il diritto di trattarlo in quel modo?»
«La spazzatura va trattata come spazzatura. Ma vedo che c’è chi non lo capisce. Bene allora. Spero proprio di combattere con te. Così ti ridurrò come Quag ha ridotto quel piccoletto.» E con una grassa risata, Seismitoad e i tre si allontanarono.
Raichu stava per lanciarsi contro di loro, ma Eelektross lo fermò e gli sussurrò all’orecchio «Aspetta. So che sei infuriato. Lo siamo tutti. Ma lanciarsi alla carica in quel modo non ci aiuterebbe. Vedrai, li sconfiggeremo. Tuttavia» disse a voce più alta «Credo che qualcuno debba spiegarci chi sono quelli.»
Tutti si voltarono verso Toto e Mud «Siete impalliditi quando li avete visti, vi ho osservato. Quindi avanti, chi sono?»
«Quelli sono una banda che gira nelle palafitte derubando chiunque gli si trovi davanti. Se non hai nulla, ti riempiono di botte. Li chiamano I re del fango, perché saltano fuori all’improvviso dall’acqua melmosa. Ho sentito anche che in cambio di denaro fanno numerosi lavori sporchi ma non so se sia vero.» Toto tremante, disse loro questo, mentre Mud non riuscì a parlare. Ad un cenno di Eelektross, tutti si diressero verso l’infermeria, dove era stato portato Minun da Pelipper.
 
Hydroheart, Arena(Infermeria), 29/05/4783, circa le 13
«Allora come sta?» Chiese Plusle quando finalmente Alomomola, la dottoressa che si occupava dell’infermeria, uscì dalla stanza.
«Era ridotto proprio male, oh sì. Gli serviranno altri due giorni per riprendersi del tutto.»
«Non dovrebbero bastare i semi dell’albero Revitalizzante?»
«Normalmente sì, ma il tuo amico è stato colpito anche dopo che era svenuto. Se devo essere sincera, credo che se avessero aspettato ancora un po’ …» La frase rimase sospesa nell’aria, carica di tensione. Dopo qualche secondo, la dottoressa si allontanò educatamente.
«Bene. Adesso abbiamo due obbiettivi. Vincere il torneo, e sconfiggere I re del fango.» Disse Raichu, e tutti annuirono a quella frase.
 
Hydroheart, Arena(retro), 29/05/4783, circa le 13
Poliwrath, ben nascosto contro il muro dell’Arena, si avvicinò al canaletto che dall’arena portava verso uno dei tanti palazzi della zona. Ai partecipanti del torneo era permesso uscire, a condizione che rientrassero entro l’incontro successivo. Senza farsi notare, si avvicinò al canale. Da questo emerse un Lanturn, che gli si rivolse «Allora?»
«Proprio come avevate riferito, sette pokémon di Elettria.»
«Bene. La priorità è eliminarli dal torneo.»
«Non si preoccupi, ne abbiamo già battuto uno. Ci pagate per vincere e lo faremo.»
«Lo spero. Per voi.» Disse il Lanturn. Si immerse nel canale e nuotò via. Poliwrath lo fissò, poi rientrò nell’Arena altrettanto furtivamente.

 

 

I re del fango, che ne pensate? Ditemelo qui

 


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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Eccoci qui con il nuovo capitolo

 

 

 

CAPITOLO 19: EVOLUZIONE INSUFFICIENTE

 

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Hydroheart, Arena, 29/05/4783, circa le 14
Il gruppo, uscito dall’infermeria, si diresse spedito verso la sala d’attesa. Entrati notarono che Gorebyss, con l’aiuto di Pelipper e di un Masquerain, stava appendendo al suo posto il tabellone con gli abbinamenti del turno successivo. Quando li lessero, a Toto venne un groppo in gola «Devo sfidare quel tipo dei Re del Fango, Lud!»
«Sei fortunato, avrei voluto essere io a rompergli il muso. Conto su di te!» Fece Luxray. Il resto di loro era stato abbinato ad avversari che non sembravano essere pericolosi.
«Sì ma io …» Fece Toto, ma quando vide il volto di Plusle, che sembrava dire “sconfiggilo per me” tacque e abbassò la testa.
Fu Gorebyss a distrarli, quando richiamo l’attenzione dei presenti per fare un annuncio. «Faccio i complimenti a tutti voi 32 partecipanti che vi siete qualificati per il secondo turno. Come sapete, le prossime lotte si svolgeranno contemporaneamente, nei sedici campi di cui è dotata l’arena. Saprete anche che per oggi questo è l’ultimo turno. Il torneo, una volta portate a termine queste gare, riprenderà domani alle 12. Buona fortuna.» Detto ciò, si rimise al suo posto.
Pelipper e gli altri giudici (fra cui riconobbero il Masquerain che aveva aiutato Gorebyss) li guidarono nell’arena e indicò a ogni coppia il proprio campo.
Quando venne il suo turno, Toto vide il sorriso di Lud e si rese conto di una cosa: perdere poteva costargli caro. Vide gli altri dirigersi verso il loro avversari, augurò mentalmente buona fortuna a Mud, e si posizionò di fronte a Lud. Il giudice era il Masquerain di prima. Attese qualche secondo, affinchè tutti fossero in posizione poi, a un segnale convenuto, gli arbitri di tutti i campi gridarono «VIA!»
Fu come se istantaneamente tutto sparisse. Toto vedeva solo il suo avversario e il terreno su cui poggiavano i suoi piedi. Si lanciò all’attacco ed aprì la bocca. Istantaneamente sentì il flusso d’acqua emergere con forza e partire a tutta velocità verso l’avversario. Questi però non si scompose, anzi allungo semplicemente la mano e sparò una sfera contro il getto, che esplose in decine di gocce. “Quindi conosce Energipalla. Maledizione, credevo di riuscire a sfruttare la distanza, ma così non concluderò nulla. Devo giocarmi il tutto e per tutto in una lotta ravvicinata” Pensò lanciandosi in avanti verso l’avversario. Aprì le mascelle, e questa volta sentì i denti coprirsi di uno strato di ghiaccio. Arrivato accanto all’avversario, che per qualche motivo non si scompose minimamente, si preparò a sferrare il colpo. Quando però sentì il tocco della liana, si rese conto di essere caduto nella trappola dell’avversario. Dal terreno emersero altre liane che cercarono di avvinghiarlo. “Megassorbimento. Devo allontanarmi subito.” Richiuse la bocca e corse all’indietro, allontanandosi dall’avversario quanto bastava per uscire dal raggio d’azione delle liane ma in modo da poterlo vedere. E fu una precauzione saggia, perché in quell’istante dal palmo di Lud partì una nuova Energipalla. Nonostante il tentativo di scartare a destra, la sfera lo centrò al braccio sinistro. Sentì il colpo in tutta la sua forza, un attacco che gli fece seri danni. Rotolò a terra e sentì la voce dell’altro «Non capisco perché – cha – il capo sia così preoccupato – cha. In fondo voi non siete – cha – avversari degni – cha. Guardati, non riesci – cha – a schivare un’Energipalla – cha.» Quelle parole fecero scattare una molla dentro Toto. Si rialzò, e si rese conto che il suo corpo iniziava ad emettere strani bagliori. Infine fu completamente avvolto dalla luce. In un bianco assoluto sentì una voce – o piuttosto il pensiero di una voce – “Aspiri tu a un potere più grande?” senza esitare rispose – o piuttosto pensò di rispondere – “Sì, dammi un potere!” La voce sembrò annuire. Un attimo dopo si trovò di nuovo in campo. Guardandosi si rese conto che era diverso. il corpo era più grande, aveva delle scaglie gialle sul torace, e la mascella era molto più grande di prima. Senza pensarci due volte, aprì la bocca e sparò un nuovo getto d’acqua. Ma stavolta il Pistolacqua che ne uscì era più forte e veloce. Lud non fece in tempo a lanciare un’Energipalla e fu colpito in pieno. Nonostante non fosse un grande danno, il pokémon si sbilanciò. Approfittando di quel momento, Toto si lanciò verso di lui e lo colpì con Gelodenti, causandogli un danno di gran lunga maggiore. Sentendo le liane che si riavvicinavano, corse via, mentre l’avversario vedeva del ghiaccio partire dal punto in cui era stato morso e diffondersi su tutto il corpo. In preda al panico, Lud ritirò le radici e colpì il ghiaccio con un’Energipalla per impedirgli di crescere. Poi, urlando, si lanciò verso Toto, che tentennò davanti allo Sgomento dell’avversario. Fu un solo attimo, ma bastò a Lud per avvicinarsi e lanciargli contro, a distanza ravvicinata, una seconda Energipalla in pieno petto. Toto cadde a terra, tentò di rialzarsi, ma Lud gli fu subito addosso e riprese a colpirlo con delle Energipalle. Quando l’arbitro lo richiamò, Lud si allontanò da Toto, ormai privo di sensi.
 
Hydroheat, Arena(infermeria), 29/05/4783, circa le 16
Riaprendo gli occhi, Toto scoprì di essere disteso su un letto. Guardandosi, scoprì di avere delle fasciature sul petto e sul braccio. Poi ricordò di aver perso conoscenza contro Lud, e comprese. Aveva perso. In quel momento nella stanza entrarono gli altri. «Finalmente ti sei svegliato!» Gridò Mud, scoppiando di gioia «Sono quasi due ore che sei svenuto, da quando ti hanno portato qui dall’Arena.»
«Mi dispiace» disse Toto «Neanche evolvermi è bastato per sconfiggere quel tipo. Mi si è lanciato contro urlando, io ho tentennato, e lui …»
«Non preoccuparti» disse Raichu «Una sconfitta non deve abbatterti. Deve spronarti a fare di meglio.»
«A proposito di sconfitte, come è andato il turno?»
Mud si rabbuiò. Fu Eelektross a parlare «Mud è stato sconfitto, ma ho visto il suo avversario e devo dire che era un vero fuoriclasse. Sono preoccupato per la sua presenza.»
«Capisco. Si sanno già gli abbinamenti per il prossimo turno?»
«Sì,» disse Raichu «E potrebbe essere un’ottima occasione per dare un duro colpo ai Re del Fango.»
«Che vuoi dire?»
«Emolga dovrà lottare contro Lud, e Luxray contro quel tizio che ha ridotto malissimo Minun, Quag.»
«Non perderò capitano. Lo farò per Toto.» Disse Emolga.
«A proposito, sapete qualcosa di Minun?»
«Hanno detto che rimarrà in Infermeria un paio di giorni, poi sarà sano come un pesce. E me l’ha detto la dottoressa Alomomola.» Disse Plusle, e rise.
«Bene, ora credo che sarà meglio lasciarti riposare.» Disse Raichu.
«Prima devo dire una cosa a Emolga.» Emolga si avvicinò, e Toto gli sussurrò qualche parola all’orecchio.
 Poi il gruppo si allontanò salutando, lasciando Toto da solo sul suo letto a rimuginare.
 
Hydroheart, Arena(esterno), 29/05/4783, circa le 16
«Incredibile. Chi avrebbe mai detto che erano così forti?» Disse Blitz. Lui e gli altri avevano assistito al torneo dagli spalti. Avrebbero voluto andare dagli altri, ma Gorebyss era stata inflessibile «Non sono ammessi non – lottatori nell’arena, esclusi i membri dello staff.» Aveva detto «E anche volendo, il secondo turno sta per cominciare, e i partecipanti si stanno preparando.» terminato il secondo turno, erano usciti e si erano diretti verso l’uscita da cui passavano i partecipanti. Finalmente videro uscire il gruppo. Senza badare ad attirare l’attenzione, corsero loro incontro gridando.
«Cosa ci fate qui ragazzi?» chiese Raichu.
«Ecco vedete» disse Blitz «La vita di mare non ci interessa. La verità è che noi vogliamo vivere delle avventure. In mare non succede nulla.»
Eelektross e Raichu iniziarono a parlottare per parecchio tempo. Poi si girarono «Potrete venire con noi fino a quando non torneremo alla nave. Ma dopo starà a voi scegliere se chiedere o meno un vero congedo al capitano. Vi consiglio di pensarci bene. Siete esperti di navigazione e da quello che ho visto sapete gestire le emergenze e siete forti fisicamente. Non avrei nulla in contrario a farvi venire, ma sarà una scelta vostra.»

 

Ricordatevi di commentare qui.

 


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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Eccoci col nuovo capitolo

 

Per festeggiare il 20esimo capitolo, inizierà  una piccola gara per il logo di Pokémos (sì, l'ho già  fatto anche per il cinquantesimo pokémon del pokédex di PM, ma che posso farci se escono la stessa settimana?).

 

CAPITOLO 20: IL CONSIGLIO DELLA NOTTE
 

Spoiler

Da qualche parte a Elettria, 30/05/4783, circa l’1
Durante la snervante attesa davanti al portone, Joltik cercò di scaricare la tensione camminando avanti e indietro, stringendo il grosso plico di fogli che teneva nella zampa a sé. Da parte sua Rotom teneva gli occhi chiusi, ma era evidente che stava per esplodere ed entrare nel panico. Jolt ed Eon erano in un angolo, e sembravano dei cuccioli che aspettavano una punizione. Infine, Magneton e Magnezone scortavano Ampharos V, e anche loro erano tesi come corde di violino. Il professore, probabilmente contagiato dall’atmosfera, era tesissimo. Infine, la porta si aprì e una voce richiamò l’attenzione dei presenti «Joltik, entra!» il pokémon entrò nella stanza e si inchinò timidamente davanti al gruppo che aveva davanti. Il Consiglio della Notte, i 18 Generali Pokémon direttamente sotto il comando del capo. Volti crudeli, facce attente e imperscrutabili, sguardi che dicevano “Sei sotto esame, sperò che tu sia pronto.” Joltik si inchinò. A parlare fu il Quinto Generale «Joltik, capo dell’unità infiltrazione, quali sono i risultati delle infiltrazioni?»
«Grazie alle nostre spie all’interno dell’ S.T., siamo a conoscenza della situazione attuale: numero di membri, locazione dei vari gruppi, opere in corso per migliorare la difesa, e naturalmente siamo a conoscenza del Gruppo.»
«Cosa ne sappiamo esattamente?» si intromise il Quarto Generale.
«Sappiamo che è composto da sette membri provenienti da Elettria. Inoltre, abbiamo scoperto che due pokémon di Laghia sono entrati nel gruppo, ma non abbiamo ancora molte informazioni su di loro. Quanto ai sette di Elettria, tre sono membri dell’S.T.: il capitano Raichu detto “il tuono fisico”, il Tenente Emolga e il soldato semplice Flaaffy. Di questi credo che l’unico davvero pericoloso sia Raichu.»
«E quanto agli altri quattro?»
«Gli altri fanno parte di un gruppo criminale di Elettria, considerato il più pericoloso della nazione.» Si udirono parecchie risatine soffocate, ma Joltik non riuscì a capire da chi proveniva, dunque decise di continuare «ci sono il capo, E., due dei suoi uomini, Plusle e Minun, e il pokémon che ha rubato la Carta, Luxray. In ogni caso, qui ci sono i dossier che abbiamo raccolto. Ho preferito elencare prima i membri a voce.» Il pokémon posò i documenti sul tavolo, e i diciotto Generali se li distribuirono e li lessero, per quello che a Joltik parve un’eternità. Infine, quando anche il Diciottesimo Generale ebbe letto i dossier, il Quinto parlò di nuovo «voglio che ora tu faccia esattamente ciò che ti dico.» Dopo alcune rapide istruzioni, Joltik fu congedato. Per qualche minuto, i diciotto confabularono, poi chiamarono «Rotom, entra!»
Rotom entrò, chinò il capo, e si mise in attesa. «Rotom, capo dell’unità reclutamento, come procede il lavoro?»
«Attualmente abbiamo reclutato 700.000 pokémon dai sobborghi di tutta Pokémos. Inoltre, il dodicesimo livello procede bene e presto avremo a disposizione ancora altri soldati.»
«Ottimo. Sei congedato.» Rotom, senza farsi notare, tirò un sospiro di sollievo ed uscì.
«Jolt ed Eon, entrate!» I due pokémon entrarono e, dopo un rapido inchino, si misero entrambi sull’attenti. Jolt ed Eon, prima indistinguibili, ora erano differenti per un piccolo particolare: l’orecchio destro di Jolt aveva una piccola cicatrice a forma di morso, ricordo dell’incontro con Luxray.
«Eon, tu sei riuscito perfettamente nella tua missione. Bruciare la base dell’S.T. è stato un ottimo colpo. Da parte sua Jolt ha fallito la sua missione, eliminare Lucray. Per questo, leviamo a Jolt il titolo di Capitano. Da adesso in poi non siete più i Capitani Gemelli Jolt ed Eon, ma il Capitano Eon e il Tenente Jolt.» I due, incapaci di parlare, si inchinarono e si allontanarono.
«Avremmo dovuto essere più severi. Avete letto il rapporto, Luxray è un membro del Gruppo.»disse il Sedicesimo Generale.
«Smettila di lamentarti. Abbiamo deciso che avere quei due dalla nostra ci venga ancora comodo.» rispose il Quindicesimo Generale.
«Va bene, ora smettetela. Adesso facciamo entrare l’ultimo.» disse il Diciottesimo Generale.
«Entri Ampharos V.» Dissero insieme. La porta si aprì ed Ampharos V, scortato da Magneton e Magnezone, entrò nella stanza. Diversamente da Magneton e Magnezone, il Professor A. non fece neanche cenno di inchinarsi. «Come procedono gli esperimenti Professore?» Domandò il Primo Generale, evidentemente infuriato per il comportamento di Ampharos V.
«Per come la vedo io, le vostre aberrazioni procedono in maniera orribile. Questi esperimenti non mi fanno dormire la notte. Se aveste un briciolo di cervello capireste che …» Non riuscì a completare la frase, perché una forza invisibile gli serrò la gola e lo sollevò da terra.
«Ascoltami bene, professorucolo dei miei stivali. Non ci importa assolutamente niente di quello che pensi tu. Tutto ciò che ci serve sono il tuo cervello e le tue conoscenze. Perciò attieniti alle nostre domande. Come procedono gli esperimenti?» questa frase dell’Undicesimo Generale gelò i presenti per qualche secondo, poi Ampharos V fu lasciato libero di parlare.
«Come procedono? A meraviglia, dal vostro punto di vista.»
«Bene. Ora vattene. Non ho voglia di vederti ancora un secondo. Buon lavoro.» Disse il Sesto Generale. Ampharos V se ne andò, seguito da Magneton e Magnezone.
 
Hydroheart, “Al Corphish in fiamme”, 30/05/4783, circa le 8
«Ora di alzarsi!» gridò Eelektross irrompendo nella stanza di Raichu ed Emolga. I due si alzarono dal letto e si diressero verso l’uscita, dove Luxray li stava già aspettando. Poco dopo, Mud, Plusle e Flaaffy uscirono dalla loro stanza, seguiti da Eelektross e per ultimi Blitz, Tyna, Elekid, Pachirisu e Tri. Quando furono pronti si avviarono all’arena. Giunti davanti alla porta incrociarono i Re del Fango. Poliwrath si voltò verso di loro e disse solo «Vi faranno a pezzi.» Poi si voltò e si diresse verso l’ingresso. Il gruppo attese qualche secondo e entrò.

 

Commentate qui.

 

Qui la richiesta per il logo di Pokémos.


 

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E arriviamo alla seconda lotta importante del torneo. Ma vediamo anche che succede a Electronvolt.

 

 

 

CAPITOLO 21: PUNTO DEBOLE

 

 

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Electronvolt, “All’Allegro Stunfisk”, 30/05/4783, circa le 9
«Muovetevi sfaticati. Non battete la fiacca, i clienti aspettano. Ah, ma perché ho lasciato che Plusle e Minun andassero con Eelektross? Dede attento, il Succo di Bacca è costoso, non rovesciarlo. Lisk, che stai facendo, se hai finito con il tavolo va in cucina e lava un paio di piatti.» I due nuovi assunti annuirono in silenzio. Il primo, un piccolo Dedenne, annuì. Il secondo, un grosso Heliolisk, sbuffò e si diresse strascicando i piedi e la coda verso la cucina. Stunfisk, sbuffando a sua volta, si rimise a sonnecchiare, tenendo sempre un occhio semiaperto per controllare che tutto procedesse come voleva. Tra sé e sé, borbottò «Chissà come se la passano quei quattro. Spero di rivederli.»
 
Electronvolt, base provvisoria dell’S.T., 30/05/4783, circa le 9
«Allora, ci sono novità?» chiese Galvantula al suo assistente neoassunto, che si era già dimostrato un ottimo collaboratore.
«Col dovuto rispetto signore, me l’ha chiesto cinque, dieci e quindici minuti fa, e la risposta rimane quella.» Rispose Helioptile. Sapeva che il generale aspettava una notizia di importanza enorme, quindi era sempre attentissimo, ma finora non gli era stato riferito nulla.
«Capisco. Allora, quanti sono i pokémon attualmente nell’S.T.?»
«Anche questo me l’ha chiesto cinque, dieci e quindici minuti fa. Anche qui la risposta è quella: 4200 volontari.»
«Bene, d’accordo,scusa per il mio comportamento ma inizio ad essere preoccupato.»
«Si figuri signore, capisco che lei sia preoccupato.»
«Bene, puoi andare. Prometto di non chiedertelo più ogni volta che entri.»
«Sì signore.» Disse, Helioptile, per poi voltarsi e uscire.
Quando la porta si chiuse, Galvantula tirò un sospiro di sollievo e poi si disse «Raichu, Emolga, che state facendo?»
 
Hydroheart, Arena, 30/05/4783, circa le 9
Nello stesso momento, ad Hydroheart, Emolga entrò in campo. Di fronte a lui, Lud lo fissava con uno sguardo che esprimeva odio e disprezzo. Al segnale dell’arbitro, i due, quasi si fossero messi d’accordo, scagliarono gli attacchi. Dal suo lato, Emolga caricò nelle mani l’energia per scagliarla sotto forma di una sfera. L’Energisfera si scontrò con l’Energipalla di Lud e i due attacchi esplosero liberando un’onda d’urto enorme. Sfruttando il fumo, Emolga si lanciò all’attacco, il corpo carico di elettricità, pronto a colpire con Invertivolt. In quel momento dal terreno emersero le liane, che formarono una sorta di gabbia che circondò Lud, in modo tale da impedire ad Emolga di colpirlo. Il pokémon elettrico a quel punto scagliò Energisfera. Il colpo passò attraverso l’interstizio tra due liane e colpì l’avversario. Lud ritirò le liane e caricò Energipalla. Nel momento in cui le liane scomparvero, Emolga colpì in pieno l’avversario con un Aeroassalto. Lud fu colpito e venne spedito lontano, gravemente danneggiato. “Allora Toto aveva ragione” pensò Emolga “ per scagliare Energipalla, deve ritirare il Megassorbimento.”
Rialzandosi, Lud si lanciò verso l’avversario urlando, usando Sgomento come aveva fatto con Toto. Emolga tentennò per un solo istante, e l’avversario lo colpì in pieno volto. Scagliato lontano, il pokémon riuscì a fermarsi a mezz’aria e si lanciò all’attacco, con una nuova Energisfera pronta a colpire. In quel momento, Lud scagliò Energipalla e, com’era accaduto prima, i due colpi esplosero in una nube di fumo. Questa volta però Emolga vide emergere dal fumo alcune grosse rocce, che lo colpirono dolorosamente e lo fecero crollare al suolo.
«Ma che cosa …?» pensò rialzandosi faticosamente. Lud lo fissò e sorrise «Spiacente, ma – cha – non mi farò sconfiggere – cha – da te.»
Così dicendo, scagliò un secondo Rocciotomba che colpì Emolga. Rialzandosi dolorosamente, Emolga si scagliò verso l’avversario. Quando un nuovo gruppo di rocce venne lanciato verso di lui, indurì i muscoli della coda fino a renderli fortissimi e ruppe la roccia con un Codacciaio. Approfittando del momento di confusione dell’avversario, scagliò un’Energisfera. In quel momento dal terreno emersero le liane, che smorzarono l’impatto del colpo. I due pokémon si ritrovarono uno di fronte all’altro, ansimanti e doloranti. Da un lato, Emolga era stato colpito due volte dalla Rocciotomba. Dall’altro, Lud aveva subito sia un’Energisfera sia un Aeroassalto. I due si fissarono per qualche secondo, poi Emolga si scagliò in avanti con un Aeroassalto. Le liane di Lud iniziarono ad apparire tutto intorno dal terreno, ma Emolga, con movimenti fulminei, le schivò e colpì Lud. Il pokémon fu nuovamente scagliato lontano, rotolò a terra, e si rialzò. In preda al panico, iniziò a scagliare Rocciotombe, ma Emolga le scansò o le ruppe con un Codacciaio. Poi, il pokémon si scagliò in avanti e colpì l’avversario con Invertivolt. Per qualche secondo, Lud si resse in piedi, poi emise un singulto e crollò a terra. Stupefatto, l’arbitro si avvicinò, controllò l’avversario e disse «Lud non può continuare. Il vincitore è Emolga.»
 
Hydroheart, Arena(spalti), 30/05/4783, circa le 9
Blitz, Tri, Tyna, Elekid e Pachirisu fissarono a bocca aperta lo scontro d Emolga con il fiato sospeso. Non notarono, poco distanti da loro, tre pokémon che osservavano lo scontro con uno sguardo severo negli occhi. «Hai visto Carraco?» chiese il Kabutops.
«Ho visto Tops.»
«Direi un’enorme problema.» commentò l'Omastar
«Hai ragione Omast. Non sta andando secondo i piani.»
«Le cose non vanno mai secondo i piani. Bisogna accettarlo e stare pronti a trovare una contromossa, Tops.» Rispose il Carracosta.
«La fai facile Carraco.»
«Al contrario, sto già riflettendo sulle nostre possibilità. Intanto però direi di vedere che altro riserva il torneo. In fondo ne hanno eliminato uno solo. E finchè ne resta uno, possiamo sempre vincere.»
«Bene, vediamo allora.»
Così dicendo, il Carracosta, il Kabutops e l’Omastar si sedettero e osservarono l’Arena con molta attenzione.

 


 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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Capitolo nuovo, ricordo che il contest è sempre attivo


CAPITOLO 22: ANNULLAMENTO DEL PUNTO DEBOLE
 

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Hydroheart, Arena, 30/05/4783, circa le 9
Luxray e Quag entrarono nell’arena a passi pesanti. Quag fissò l’avversario e disse «Ora Quag spacca.» e si mise in posizione di fronte a Luxray, che lo fissò senza replicare. Poi l’arbitro diede il via. Quag si lanciò in avanti, sorprendentemente agile per la sua stazza, dopodichè caricò una sfera di fango tra le braccia e scagliò la Pantanobomba. Luxray, velocissimo, schivò l’attacco e si scagliò in avanti, mordendo l’avversario al braccio. Quag si contorse per il dolore e, con un colpo delle braccia, scagliò lontano Luxray, che in ogni caso atterrò in piedi e ripartì all’attacco. In quel momento, Quag si lanciò e lo afferrò. Gettatolo a terra, ignorando i fulmini che scaturivano dal corpo dell’avversario gridò «Quag spacca!» e colpì il terreno, scatenando un Terremoto. Luxray si contorse e riuscì a saltare via, cavandosela anche se con parecchi danni. Inaspettatamente sorrise «Ma guarda. Sai, credevo di avere davanti uno sciocco senza alcuna capacità, ma devo ricredermi. Affrontare un Terra è sempre un rischio, e a quanto pare vale anche con te. Bene, in tal caso dovrò usarlo.» Caricò l’energia presente nel suo pelo, e la diresse verso le zampe, trovandosi così sospeso in aria a pochi centimetri dal suolo. Magnetascesa era una tecnica che aveva imparato da piccolo, e ogni tanto tornava utile, come in questo caso, contro il punto debole degli Elettro, la Terra. Dopodichè, fluttuando, si lanciò in avanti. Sgranocchio colpì l’avversario al volto, e quello arretrò. In questo modo, alternando Morso e sgranocchio, Luxray riuscì a spingere l’avversario fino alla recinzione che delimitava il campo. La sua intenzione era di metterlo con le spalle al muro e continuare a colpire. Quag resistette ai colpi e in un attimo scagliò una Pantanobomba. La sfera di fango arrivò a pochi centimetri dal volto di Luxray, ma a quel punto si fermò e cadde a terra innocua. «Spiacente» disse Luxray «Magnetascesa crea un leggero scudo intorno al corpo che blocca gli attacchi Terra.» Quando Quag fu con le spalle al muro Luxray colpì e colpì. Quando ormai era convinto di aver vinto, Quag saltò, aggirò Luxray e lo afferrò. Lo sollevò e lo scagliò verso il terreno. Quando il pokémon si fermò a pochi centimetri dal suolo per la Magnetascesa, il pokémon gli saltò addosso con un Corposcontro, poi si staccò dall’altro e scaglio un’onda generata dal suo stesso corpo. La viscida Fanghiglia si attaccò agli occhi di Luxray che però si rialzò comunque in piedi. Si scagliò in avanti seguendo le urla «Quag arrabbiato! Quag spacca Elettro!» e morse l’avversario, per poi arretrare ferito. Quag boffonchiò debolmente «Quag spacca» e si accasciò.

Hydroheart, Arena (spalti), 30/05/4783, circa le 9
«Cosa vi avevo detto? I Re del Fango i miei stivali. Quelli sono il Fango e basta.» tuonò Carraco, infuriato.
«Calmati. Ce ne sono ancora 2. Possiamo ancora vincere.» Disse Tops.
«Ha ragione, Carraco. Aspettiamo almeno il prossimo turno. Poi decideremo come comportarci.» Aggiuse Omast.
«Io resto della mia idea. Avremmo dovuto chiedere a qualcun altro. Quel Quag non è durato dieci secondi contro uno con una vera capacità combattiva.»
«Se quel tipo, Eelektross, se l’è portato dietro, ci sarà un motivo. Ci avevano già riferito che erano uomini scelti.»
«E non dimenticarti che i nostri combattono per denaro, quelli per “l’amore della patria”.» Disse Omast, pronunciando le ultime parole con un forte accento ironico.
«Lascia perdere. Piuttosto, a questo punto chi sono gli otto?»
«Allora vediamo. Ci sono qui quattro tizi di Elettria, i due Re del Fango rimasti, quel Gyarados» disse Tops indicando un grosso pokémon che si pavoneggiava davanti all’avversario sconfitto «e lui.» La lama di Tops indicò un grosso pokémon marrone che nuotava immerso nell’acqua. Il Relicanth non sembrava pericoloso, ma aveva sconfitto numerosi avversari.
«Non mi preoccuperei di lui, anzi. Ci ha fatto un favore facendo fuori il piccoletto mezzo terra.»
«Io invece mi preoccuperei parecchio. Di lui non abbiamo scoperto nulla, tranne il suo nome e un paio di sciocchezze.»
«Va bene, allora lo farò tenere d’occhio.» rispose Omast, scettico.
«Bene. Ora ci saranno i quarti e le semifinali. A questo punto voglio proprio vedere.» Sorrise Tops.

Hydroheart, Arena, 30/05/4783, circa le 10
«Bene, mi congratulo con gli otto che sono riusciti ad accedere ai quarti di finale. A breve esporremo le coppie. Vi auguro buona fortuna per il prossimo incontro.» Groebyss si allontanò. Appena il pokémon fu abbastanza lontano, Raichu, Emolga, Luxray ed Eelektross si riunirono da parte.
«Dato che siamo iscritti come squadra» disse Eelektross «E che siamo in quattro, è chiaro che ognuno di noi si troverà a lottare contro uno di loro.»
«Gyarados è solo un pallone gonfiato. L’ho visto lottare il primo giorno e non mi sembra pericoloso, punta solo sulla forza fisica.» rispose Raichu.
«Non abbassiamo la guardia con Relicanth. Ha battuto Mud in fondo.» aggiunse Emolga.
«Io personalmente sono preoccupato solo per i Re del Fango.» terminò Luxray.
«Dovremmo comunque stare attenti, ma non dimentichiamoci del nostro primo obiettivo: dobbiamo vincere il torneo.»
«Certo.»risposero all’unisono gli altri tre.
Allo stesso tempo, dalla loro parte, Poliwrath e Seismitoad parlottavano.
«Hanno battuto Lud e Quag! Questo vuol dire che ci hanno sfidato!» disse infuriato Seismitoad.
«Forse non te ne sei accorto, ma ci hanno sfidato nel momento in cui Quag ha fatto fuori quel perdente al primo turno.» rispose l’altro ironico.
«Sì, ma credevo fossero solo degli stupidi, invece quelli si sono dimostrati lottatori di prima classe.»
«beh, io farò fuori il mio avversario. Piuttosto mi preoccupi tu.»
«Cosa credi? Io posso farli fuori con una zampa dietro la schiena.»
«Cerca di tenerla davanti alla faccia, quella zampa, o quelli ti massacreranno.»
«Vogliamo fare la solita scommessa?»
«Metà della parte del perdente nella prossima rapina? Accetto.» Poliwrath e Seismitoad si strinsero la mano e sorrisero.

 


 

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Attenzione, ho postato due volte il capitolo 22 a causa di un incidente.

 

Siamo tornati!!!

 

 

 

 

CAPITOLO 22: ANNULLAMENTO DEL PUNTO DEBOLE

 


 

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Hydroheart, Arena, 30/05/XXXX, circa le 9

 

Luxray e Quag entrarono nell’arena a passi pesanti. Quag fissò l’avversario e disse «Ora Quag spacca.» e si mise in posizione di fronte a Luxray, che lo fissò senza replicare. Poi l’arbitro diede il via. Quag si lanciò in avanti, sorprendentemente agile per la sua stazza, dopodichè caricò una sfera di fango tra le braccia e scagliò la Pantanobomba. Luxray, velocissimo, schivò l’attacco e si scagliò in avanti, mordendo l’avversario al braccio. Quag si contorse per il dolore e, con un colpo delle braccia, scagliò lontano Luxray, che in ogni caso atterrò in piedi e ripartì all’attacco. In quel momento, Quag si lanciò e lo afferrò. Gettatolo a terra, ignorando i fulmini che scaturivano dal corpo dell’avversario gridò «Quag spacca!» e colpì il terreno, scatenando un Terremoto. Luxray si contorse e riuscì a saltare via, cavandosela anche se con parecchi danni. Inaspettatamente sorrise «Ma guarda. Sai, credevo di avere davanti uno sciocco senza alcuna capacità , ma devo ricredermi. AfFrontare un Terra è sempre un rischio, e a quanto pare vale anche con te. Bene, in tal caso dovrò usarlo.» Caricò l’energia presente nel suo pelo, e la diresse verso le zampe, trovandosi così sospeso in aria a pochi centimetri dal suolo. Magnetascesa era una tecnica che aveva imparato da piccolo, e ogni tanto tornava utile, come in questo caso, contro il punto debole degli Elettro, la Terra. Dopodichè, fluttuando, si lanciò in avanti. Sgranocchio colpì l’avversario al volto, e quello arretro. In questo modo, alternando Morso e sgranocchio, Luxray riuscì a spingere l’avversario fino alla recinzione che delimitava il campo. La sua intenzione era di metterlo con le spalle al muro e continuare a colpire. Quag resistette ai colpi e in un attimo scagliò una Pantanobomba. La sfera di fango arrivò a pochicm dal volto di Luxray, ma a quel punto si fermò e cadde a terra innocua. «Spiacente» disse Luxray «Magnetascesa crea un leggero scudo intorno al corpo che blocca gli attacchi Terra.» Quando Quag fu con le spalle al muro Luxray colpì e colpì. Quando ormai era convinto di aver vinto, Quag saltò, aggirò Luxray e lo afferrò. Lo sollevò e lo scagliò verso il terreno. Quando il pokémon si fermò a pochi centimetri dal suolo per la Magnetascesa, il pokémon gli saltò addosso con un Corposcontro, poi si staccò dall’altro e scaglio un’onda generata dal suo stesso corpo. La viscida Fanghiglia si attaccò agli occhi di Luxray che però si rialzò comunque in piedi. Si scagliò in avanti seguendo le urla «Quag arrabbiato! Quag spacca Elettro!» e morse l’avversario, per poi arretrare ferito. Quag boffonchiò debolmente «Quag spacca» e si accasciò.

 

 

 

Hydroheart, Arena (spalti), 30/05/XXXX, circa le 9

 

«Cosa vi avevo detto? I Re del Fango i miei stivali. Quelli sono il Fango è basta.» tuonò Carraco, infuriato.

 

«Calmati. Ce ne sono ancora 2. Possiamo ancora vincere.» Disse Tops.

 

«Ha ragione, Carraco. Aspettiamo almeno il prossimo turno. Poi decideremo come comportarci.» Aggiuse Omast.

 

«Io resto della mia idea. Avremmo dovuto chiedere a qualcun altro. quel Quag non è durato dieci secondi contro uno con una vera capacità  combattiva.»

 

«Se quel tipo, Eelektross, se l’è portato dietro, ci sarà  un motivo. Ci avevano già  riferito che erano uomini scelti.»

 

«E non dimenticarti che i nostri combattono per denaro, quelli per “l’amore della patriaâ€.» Disse Omast, pronunciando le ultime palore con un forte accento ironico.

 

«Lascia perdere. Piuttosto, a questo punto chi sono gli otto?»

 

«Allora vediamo. Ci sono qui quattro tizi di Elettria, i due Re del Fango rimasti, quel Gyarados» disse Tops indicando un grosso pokémon che si pavoneggiava davanti all’avversario sconfitto «e lui.» La lama di Tops indicò un grosso pokémon marrone che nuotava immerso nell’acqua. Il Relicanth non sembrava pericoloso, ma aveva sconfitto numerosi avversari.

 

«Non mi preoccuperei di lui, anzi. Ci ha fatto un favore facendo fuori il piccoletto mezzo terra.»

 

«Io invece mi preoccuperei parecchio. Di lui non abbiamo scoperto nulla, tranne il suo nome e un paio di sciocchezze.»

 

«Va bene, allora lo farò tenere d’occhio.» rispose Omast, scettico.

 

«Bene. Ora ci saranno i quarti e le semifinali. A questo punto voglio proprio vedere.» Sorrise Tops.

 

 

 

Hydroheart, Arena, 30/05/XXXX, circa le 10

 

«Bene, mi congratulo con gli otto che sono riusciti ad accedere ai quarti di finale. A breve esporremo le coppie. Vi auguro buona fortuna per il prossimo incontro.» Groebyss si allontanò. Appena il pokémon fu abbastanza lontao, Raichu, Emolga, Luxray ed Eelektross si riunirono da parte.

 

«Dato che siamo iscritti come squadra» disse Eelektross «E che siamo in quattro, è chiaro che ognuno di noi si troverà  a lottare contro uno di loro.»

 

«Gyarados è solo un pallone gonfiato. L’ho visto lottare il primo giorno e non mi sembra pericoloso, punta solo sulla forza fisica.» rispose Raichu.

 

«Non abbassiamo la guardia con Relicanth. Ha battuto Mud in fondo.» aggiunse Emolga.

 

«Io personalmente sono preoccupato solo per i Re del Fango.» terminò Luxray.

 

«Dovremmo comunque stare attenti, ma non dimentichiamoci del nostro primo obiettivo: dobbiamo vincere il torneo.»

 

«Certo.»risposero all’unisono gli altri tre.

 

Allo stesso tempo, dalla loro parte, Poliwrath e Seismitoad parlottavano.

 

«Hanno battuto Lud e Quag! Questo vuol dire che ci hanno sfidato!» disse infuriato Seismitoad.

 

«Forse non te ne sei accorto, ma ci hanno sfidato nel momento in cui Quag ha fatto fuori quel perdente al primo turno.» rispose l’altro ironico.

 

«Sì, ma credevo fossero solo degli stupidi, invece quelli si sono dimostrati lottatori di prima classe.»

 

«beh, io farò fuori il mio avversario. Piuttosto mi preoccupi tu.»

 

«Cosa credi? Io posso farli fuori con una zampa dietro la schiena.»

 

«Cerca di tenerla davanti alla faccia, quella zampa, o quelli ti massacreranno.»

 

«Vogliamo fare la solita scommessa?»

 

«Metà  della parte del perdente nella prossima rapina? Accetto.» Poliwrath e Seismitoad si stirnsero la mano e sorrisero.

 


 

 


 

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CAPITOLO 23: QUATTRO VERE POTENZE
 

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Hydroheart, Arena, 30/05/4783, circa le 11
Gyarados era abbastanza famoso al suo paese. Il piccolo villaggio di palafitte a sud da cui veniva, Karptown, era abitato solo da Magikarp, Feebas e pochi Milotic e Gyarados. Di tutti, lui era il più forte. Anche ad Hydroheart, nessuno era in grado di resistere contro di lui. Quando entrò in campo contro Eelektross, era convinto di avere a che fare con l’ennesimo avversario che era in grado di sconfiggere. Ma quando si avvicinò ad Eelektross, sentì qualcosa, una sensazione terrificante. Ancora prima di essere colpito seppe di aver perso. Poi il Fulmine si abbattè su di lui, e svenne.

Hydroheart, Arena, 30/05/4783, circa le 11
Luxray e Relicanth si fissarono a lungo. Entrambi respiravano affannosamente. Luxray era sospeso sull’acqua, grazie all’ausilio della sua Magnetascesa. Dal canto suo, Relicanth continuava a girargli intorno. insisteva a scagliare Rocciotombe, ma ogni volta Luxray le schivava, o distruggeva le rocce con dei Fulmini. Relicanth si scaglio contro di lui, con un potente Sdoppiatore, ma Luxray era pronto, e colpì con uno Sgranocchio. Relicanth subì il danno e indietreggiò, anche se dal canto suo Luxray subì qualche danno per il colpo ricevuto. Indietreggiò di qualche centimetro, ma fu sufficiente. Prima che se ne rendesse conto, Relicanth si scagliò contro di lui dal fianco. Lo Sdoppiatore lo centrò in pieno, e Luxray crollò. L’ultima cosa che sentì fu Relicanth dire «Spiacente ragazzo. Il mio scopo è certamente più onorevole del tuo.»

Hydroheart, Arena, 30/05/4783, circa le 11
Emolga ansimava mentre fissava Poliwrath, impassibile. Nonostante avesse tentato in tutti i modi di colpirlo, non era ancora riuscito a sfiorarlo. Il pokémon acquatico aveva bloccato, schivato o deviato tutti gli attacchi, ed Emolga era già stato colpito numerose volte. Emolga volò nuovamente verso l’avversario, tentando ancora di colpire l’altro con Aeroassalto. Purtroppo però, ancora una volta fu costretto a deviare per schivare l’Idropompa che l’avversario gli scagliò contro. «Tutto qui piccoletto, quello che sai fare? Cosa credi, che non abbia mai avuto a che fare con un pokémon in grado di volare? Prova ad avvicinarti e vedrai che te ne pentirai. Ma naturalmente sei come gli altri pokémon di Elettria, un fifone.» Se qualcosa poteva far infuriare Emolga, era essere insultato. Si slanciò verso l’avversario ignorando ogni controllo… e il Dinamipugno gli si schiantò sulla testa. Confuso, traballò cercando di colpire l’avversario ma non riuscì neanche a sfiorarlo prima di essere colpito da un’Idropompa in pieno volto. Prima di riuscire a reagire, si ritrovò contro il muro dell’arena, con Poliwrath di fronte. Poi l’avversario inziò a colpire. Un Dinamipugno, un altro, un altro e così avanti finchè Emolga non crollò a terra, inerte. Poliwrath rise e disse «Bene, credo di aver vinto.»

Hydroheart, Arena, 30/05/4783, circa le 11
Raichu e Seismitoad si squadrarono vicendevolmente, pronti a scattare l’uno contro l’altro. Il primo a partire fu Raichu, che diresse il codacciaio verso il petto di Seismitoad. All’ultimo però Seismitoad si spostò leggermente, e il colpo centrò uno dei tanti gonfiori che ricoprivano il corpo di Seismitoad. Raichu rimbalzò indietro, cadendo pesantemente a terra. «Ah, queste sacche di veleno funzionano a meraviglia come scudo. E ora preparati.» Il pokémon sollevò il braccio. Le sacche iniziarono a vibrare come impazzite, e l’Assorbipugno calò su Raichu. Raichu si diede la spinta con la coda, e un secondo prima di essere colpito riuscì a rotolare a distanza di sicurezza. Dove prima si trovava lui, ora c’era un grosso buco. Seismitoad sorrise «Bello, vero? Facendo vibrare queste sacche posso aumentare la forza dei miei colpi. E se per caso tu riuscissi a romperle, il veleno ti paralizzerebbe.» Si mise a ridere, ma un secondo dopo il Codacciaio di Raichu si abbattè sulla sua fronte, esattamente nello spazio vuoto tra le due sacche di veleno. «In tal caso mi basta evitare di colpirle, no?»
«E credi che basterà?» Il pugno arrivò rapidissimo, e Raichu fu scaraventato via. Sbattè contro la parete esterna, rotolò per qualche metro poi si rialzò faticosamente. Scrollò la schiena «A quanto pare dovrò usare quello. Dannazione speravo di non usarlo mai più.» Detto ciò il corpo di Raichu iniziò a brillare di una folle quantità di elettricità statica. Il bitorzolelmo cadde dalla sua testa, scoprendo una cicatrice a forma di fulmine.
«Non credere che un colpo più forte ti porterà alla vittoria!» Gridò Seismitoad. Mentre Raichu, carico all’inverosimile di elttricità, si slanciava contro di lui, abbattè l’Assorbipugno, ma fu troppo lento. Il Locomovolt colpì, e Seismitoad crollò. Dopo aver subito il contraccolpo, Raichu si risollevò. Aveva vinto.

Elettria, Pika Village, 29/08/4770
A Est di Elettria, poco lontano dal fiume Volt, sorge il piccolo villaggio di Pika Village. In questo piccolo paese di agricoltori e cacciatori, è nato Raichu. Fin da piccolo, aveva dimostrato di essere in grado di sconfiggere i grandi guerrieri, e per lui si prospettava un roseo futuro. Poi, un giorno dell'anno 4770, il Pika Village fu spazzato via dalle carte. Esclusi i pochi che non erano presenti in città, tutti i Pikachu, Riachu e Pichu di Elettria scomparvero. Sotto le macerie fu trovato un solo pokémon, un Raichu con una cicatrice a forma di fulmine sulla testa. Il pokémon raccontò che il villaggio era stato distrutto da alcuni pokémon fortissimi. Su invito dell’allora capitano Galvantuala, il pokémon entrò nell’S.T. Raichu diventò un capitano dell’S.T., portando un Bitorzuelmo per coprire la cicatrice, e ripromettendosi di non usare mai più Locomovolt, la tecnica che aveva usato poco prima di ritrovarsi sepolto dalle macerie.

 

 


 

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Capitolo nuovo, quello che uscirà  più vicino a Natale, quindi buon Natale

 

 

CAPITOLO 24: SEGRETI E PIANI

 

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Hydroheart, Arena, 30/05/4783, circa le 12
«Come stanno?» chiese Raichu ad Eelektross, uscito in quel momento dall’infermeria.
«Luxray è in perfetta forma, solo stanco. Emolga invece è ridotto male, quel tipo ha picchiato duro. In ogni caso si riprenderà.» rispose Eelektross.
Raichu tirò un sospiro di sollievo. Si girò per dirigersi all’Arena. «Aspetta Raichu, c’è una cosa di cui voglio parlare.»
«Cosa c’è?»
«Parliamo della tua vittoria, cosa ne dici?»
Un brivido freddo passò sulla schiena di Raichu «Di che parli? Ho solo…»
«Hai sconfitto con Locomovolt un pokémon che avrebbe dovuto essere immune all’elettricità. Direi che devi spiegarmi.»
«Non so, sarò stato for…»
«Non mentirmi. Dimentichi con chi stai parlando? Io capisco al volo quando qualcuno mente.»
Raichu sospirò. «Va bene, suppongo di dovertelo dire. Ti prego però di tenerlo per te.» Eelektross annuì. «Hai mai sentito parlare del progetto Locomothunder?»
«Non ero ancora nato cinquant’anni fa, ma sì, quando ho, diciamo, preso in prestito i documenti su tutti gli esperimenti svolti dal centro di ricerca ho visionato anche la cartella relativa. Ma dimmi, che c’entra?»
«Lo scopo era di potenziare Locomovolt, la più potente mossa fisica di tipo Elettro, con Tuono, la mossa speciale di tipo Elettro più potente. Falcecannone, anche se non ho idea del perché, non fu compresa nell’esperimento. Unendo i due attacchi, stando alle ricerche, l’attacco avrebbe avuto una capacità incredibile.»
«Passare attraverso la terra e colpire l’avversario ignorandone l’immunità. Ma mi risultava che il progetto fosse fallito.»
«Sì. Tutti i Pikachu, Raichu e Pichu che parteciparono all’esperimento furono congedati. Poi, ventuno anni fa, sono nato io. Non sappiamo come sia successo. C’è chi dice che mia madre avesse per errore preso un’Elettropalla modificata, altri che qualcuno dei miei genitori fosse il figlio di pokémon che parteciparono all’esperimento. Fatto sta che dalla nascita ho il Locomothunder.»
«Incredibile. Quindi sei in grado di superare la più grande debolezza di noi abitanti di Elettria.»
«Non è così fantastico. Subisco un danno enorme ogni volta che colpisco un pokémon Terra. E mi stanco in maniera incredibile. Usarlo più di due volte al giorno è quasi impossibile.»
«In ogni caso ci sarà utile. Meglio tenerlo segreto.»
Alle loro spalle, in acqua, Lanturn sorrise e si immerse.
 
Hydroheart, Arena,30/05/4783, circa le 12
«Non abbiamo ancora perso.» Disse Poliwrath. Era appoggiato al muro dell’arena, e le faccie intorno a lui erano molto poco amichevoli.
«Ma sei rimasto solo tu, e quelli sono ancora in due.» Disse Tops, le falci fin troppo vicine al volto di Poliwrath.
«No Tops, no. Il nostro amico ha ragione. Diamogli un’altra chance. In fondo potrebbe ancora vincere.» Rispose Omast.
«Sono contento che…» Inizio Poliwrath.
«Ma credo che sia giusto che sappia che se perde tutti i Re del Fango» rispose, avvicinando il volto a quello di Poliwrath «ne pagheranno le conseguenze.»
Detto ciò si voltarono e se ne andarono, lasciando Poliwrath da solo a riflettere.
«Allora, Carraco ha già fatto?»chiese Tops.
«Ha detto che ha ancora due cose da fare. Ha ordinato di occuparci di controllare l’Arena mentre lui è impegnato.» rispose Omast.
«Lui è il capo.» Rispose Tops, facendo spallucce e dirigendosi verso gli spalti.
 
Hydroheart, Arena, 30/05/4783, circa le 12
Gyarados uscì dall’Arena. Subito dopo essersi alzato aveva lasciato l’infermeria, e aveva deciso di tornarsene a casa. Stava prendendo il canale per uscire dalla città quando vide il Carracosta fargli dei cenni. Senza pensarci si avvicinò. «Allora,» disse Carraco, sorridendo «Ecco il grande guerriero.»
«Non so chi tu sia e non so cosa vuoi, ma se cerchi guai, sono dell’umore adatto.»
«Perché dovrei cercare guai? Sono qui per offrirti un’opportunità. Guarda.» Aprì le pinne, mostando l’oggetto che teneva. Gyarados sgranò gli occhi.
«Cosa vuoi in cambio?» chiese il pokémon, fissando l’oggetto ipnotizzato.
«Voglio solo che, quando la userai, la sfrutterai contro il pokémon che ti ha sconfitto e il suo gruppo.»
«Va bene. Qualsiasi cosa.»
Il pokémon si allontanò. Quando fu abbastanza lontano, Carraco si voltò e percorse un vicoletto. Quando fu abbastanza lontano, chiamò Lanturn.
«Allora, Joltik ti ha risposto?»
«Sì, ha inviato queste istruzioni.» Riferì rapidamente gli ordini, e ascoltò la risposta da riferire. «Gyarados quindi ha accettato.»
«Troppi muscoli e poco cervello. Ho pensato che fosse meglio premunirsi per occuparsi di quelli, nel caso Poliwrath fallisse. Mentre il torneo finisce, tu porta a termine il piano di Joltik, poi riferisci i risultati. Intanto io termino un ultima cosa.»
«Sissignore.» Rispose Lanturn, per poi immergersi.
Carraco sorrise, poi si voltò e si allontanò.

 


 

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Buon anno a tutti  :D Ecco l'ultimo capitolo del 2013

 

 

CAPITOLO 25: SEMIFINALI: PARTE I

 

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Hydroheart, Arena(sala d’attesa), 30/05/4783, circa le 15
Raichu ed Eelektross sollevarono la testa quasi all’unisono quando Gorebyss entrò nell’Arena. Dopo essersi rifocillati, i due avevano visitato i compagni in infermeria. Si erano tutti ripresi, ed erano andati in tribuna per assistere alle semifinali, insieme ai mozzi della Tifone. Dopodichè erano tornati nella sala d’attesa. Gorebyss si complimentò, poi illustrò le coppie «Le semifinali si svolgeranno una alla volta, non in contemporanea. La prima sfida vedrà Poliwrath contro Raichu, mentre la seconda vedrà Relicanth contro Eelektross. Domani, invece si svolgerà la finale. Vi ricordo che, se vi siete iscritti in gruppo, la vostra vittoria permetterà all’intero gruppo di parlare con il re.» Detto ciò Gorebyss si allontanò. Raichu fissò Eelektross e i due annuirono: uno dei due avrebbe vinto il torneo.
 
Hydroheart, 30/05/4783, circa le 15
Mentre Raichu e Poliwrath si preparavano a entrare in Arena, Lanturn percorse una serie di canali, fino ad arrivare ad un gruppo di piccole case costruite sul bordo di un laghetto in una zona molto in ombra. Senza fermarsi entrò in una casa. Entrando si trovò davanti un salone, per metà sommerso. In fondo alla vasca, si trovava una larga scrivania di legno. Dietro alla scrivania stava un pokémon con le gambe muscolose e una lunga lingua che usciva dalla bocca e si avvolgeva attorno al collo. Greninja fissò il nuovo entrato «Ssssalve. Cossssa posssso fare per lei?».
«Potrebbe dare un’occhiata a questi.» Il pokémon porse alcuni fogli all’altro, che li scorse rapidamente.
«Ssssuppongo che la richiessssta sia questa. La nosssstra pratica sssstandard prevede di vissssionare almeno parte del compensssso.»
Senza parlare, Lanturn estrasse un sacchetto e lo porse a Greninja. Questi lo aprì, lo richiuse e annuì «In tal casssso, l’affare è conclusssso. Lo conssssideri come fatto.» Disse, incrociando le dita.
«Lo spero. Conto su di voi.»
«Non ssssi preoccupi. Ssssiamo l’assssociazione di cacciatori di taglie più famossssa di Laghia per un motivo. Tuttavia non possssiamo agire ora che il torneo è in corsssso. Troppo risssschio. Le taglie sono illegali in tutta Pokémossss.»
«Possiamo accettare. Qualche giorno non sarà un problema.»
 
Hydroheart, Arena, 30/05/4783, circa le 15
Raichu entrò nell’Arena, fissando Poliwrath. Masquerain, l’arbitro dell’incontro, fissò i due contendenti, poi diede il via. Nel stesso momento, Raichu scagliò un Tuono, ma Poliwrath lo schivò e si slanciò in avanti, pronto a colpire con un Dinamipugno. Il pokémon Elettro spostò il corpo di lato e colpì con un Codacciaio. Il colpo arrivò a pochissima distanza dal volto di Poliwrath, che però riuscì a spostarsi, saltando a qualche metro indietro. I due si fissarono, poi Poliwrath scagliò un’Idropompa. Raichu schivò il colpo spostandosi di lato, e rispose con un nuovo Tuono che però venne schivato. Poliwrath fissò l’avversario «Complimenti. Sei uno dei pochi avversari che sono riusciti a schivare i miei colpi. Almeno, questi due.» Detto ciò, Poliwrath si lanciò in avanti. Stavolta però, arrivato davanti all’avversario , lo afferrò e lo scagliò via. Raichu colpì il muro dell’Arena, ma quando Poliwrath si avvicinò, lo fissò sprezzante e rispose «Bah, se è per questo, tu non riesci a contare fino a quattro.» Il corpo di Raichu si caricò di elettricità, che poi esplose verso l’esterno in una potente Scarica che scagliò via il pokémon Acqua. Poliwrath subì un duro colpo, ma si alzò e sorrise «Bhe, neanche tu.» Il pokémon si lanciò di nuovo in avanti, e il Calciobasso colpì Raichu. Il pokémon Elettro si slanciò per allontanarsi, e i due si fissarono ansimando.
«Si può sapere chi siete?» chiese Poliwrath «Quando ci hanno pagato per eliminarvi dal Torneo, non credevo che foste così forti. Avete eliminato Lud, Quag, e persino Seismitoad. Tu mi stai mettendo in difficoltà. Quelli non hanno detto nulla.»
«Chi? Chi ti ha pagato?»
«non so chi siano, ma pensaci, se ti vogliono fuori dal torneo dovresti saperlo.»
Raichu abbassò la guardia per un istante, ma fu sufficiente. Poliwrath si slanciò in avanti e colpì il pokémon con Breccia in pieno petto. Raichu fu scagliato all’indietro, e colpì con forza il muro. Prima di potersi riprendere, Raichu fu colpito da una serie di Idropompa. Infine, Raichu crollò a terra. L’ultima cosa che sentì prima di svenire fu Poliwrath dire «Fidatevi, non vi conviene vincere questo Torneo.»
 
Hydroheart, mura, 30/05/4783, circa le 16
«Tutto chiaro Ducklett?» Chiese Carraco, fissando il pokémon con aria interrogativa.
«Certo signore. Il contingente si dirige già a Water Port.»
«Ottimo. Il piano di Joltik dovrebbe funzionare, e anche Gyarados potrebbe fare il suo dovere, ma è meglio andare sul sicuro. La nave invece?»
«L’equipaggio della Tifone deve aver fiutato guai perché ha preso il largo appena ci siamo avvicinati.»
«Non importa. L’importante è che Water Port sia eliminata.»
«Posso chiederle perché, signore?»
«I Lapras ragazzo. Sono gli unici a conoscere la via per Alvearia, la prossima isola. Se non ti guidano loro, hai pochissime probabilità di raggiungere la Alvearia. E poi, ci saranno comunque utili per gli esperimenti. Tutto chiaro adesso?»
«Sissignore, tutto chiaro.»
«Bene, puoi andare.»
Ducklett si voltò e volò via. Carraco lo fissò, poi si voltò per tornare all’Arena.

 

 

 

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(si ringrazia Simo97)

 

 

 

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